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"We Neet You" intende valorizzare risorse e competenze di 50 giovani tra i 18 e i 25 anni che non studiano e non lavorano, i cosiddetti "neet", acronimo per "not (engaged) in education, employment or training", offrendo loro conoscenze e strumenti per inserirsi nel mondo del lavoro e vivere esperienze pratiche in ambito multimediale, teatrale, artistico-artigianale e di progettazione digitale.

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  1. 1. Documentazione di progetto della soluzione: WE NEET YOU. Azioni integrate per valorizzare risorse e competenze ANALISI DI CONTESTO La Bologna dei giovani neet è una città in cui allo spazio urbano è attribuito un significato collegato anche alla fruizione di una socialità di gruppo (nelle cosiddette “balotte”): sia a livello “centrale” (le aree intorno a piazza Maggiore e alle due principali arterie dello shopping cittadino), sia a livello periferico (dove risiede più dell’80% dei residenti), nei parchi, caseggiati e in altri luoghi spesso ignorati, o solo attraversati dal resto della popolazione. Gli interventi previsti dal progetto si svilupperanno, quindi, sia nel centro cittadino, nel cosiddetto “Cortile del pozzo”, (Cortile Guido Fanti all'interno di Palazzo D'Accursio) dove si ritrovano studenti e giovani neet dell’intera area metropolitana, attratti dal wifi libero, sia nel Quartiere Navile, tra i sei quartieri bolognesi quello più giovane (con il 18% della popolazione tra i 1825 anni), con il reddito più basso e la più elevata presenza di stranieri (il 21%). Una delle principali problematiche dei giovani neet che sostano, per ore, nel cortile interno al Palazzo Comunale è la carenza di competenze sociali che, unite a un livello di scoraggiamento che limita le iniziative proattive, favorisce una situazione di disagio e svantaggio sociale, reso evidente dalla criticità paradossale di chi, pur trovandosi “al centro”, vive una marginalità interiorizzata, senza cogliere le facilitazioni offerte dalle strutture circostanti. Le opportunità collegate a questa prima scelta spaziale deriva dall’opportunità di conoscere meglio alcuni dei giovani neet che è come se portassero, simbolicamente, il disorientamento e la precarietà dei propri coetanei con cui condividono una situazione simile nel cuore della città, uscendo dall’invisibilità delle periferie per interpellare con la propria presenza i passanti, ma anche le vicine istituzioni. La seconda opportunità riguarda la vicinanza con l’Informagiovani Multitasking del Comune di Bologna che, operando una scelta di prossimità spaziale, relazionale e culturale esprime una tensione verso l’integrazione di spazi interni ed esterni, tra centro e periferie, anche esistenziali. A livello periferico, invece, il fenomeno dei neet si collega, spesso, a situazioni di disagio e svantaggio sociale in cui vivono tanti giovani, italiani e stranieri. Una delle principali criticità che caratterizza i giovani neet di questi territori, tra cui il Quartiere Navile, è una carenza di agency, su cui né la scuola, né la famiglia e a volte neppure le tante realtà che operano a loro favore riescono a incidere. Per questi giovani delle periferie urbane i vincoli strutturali appaiono tanto insormontabili quanto sembrano a loro estranee le facilitazioni di cui dispongono, anche a livello di competenze sociorelazionali, così da accentuarne la condizione di disorientamento identitario. Le opportunità collegate alla scelta del Navile derivano dalla vivacità d’iniziative anche a favore dei giovani, a cui collegarsi e rispetto a cui sviluppare e tematizzare, al contempo, le specificità del progetto. FINALITÀ E OBIETTIVI SPECIFICI Le principali finalità del progetto, tra di esse integrate, sono: accompagnare i giovani neet in un processo di graduale appropriazione/riappropriazione della propria agency e rappresentazione di sé come cittadini attivi e persone capaci, a vari livelli e in diversi ambiti (formazione, lavoro, socialità, solidarietà..);
  2. 2. sviluppare un’utilità sociale sui territori e nelle comunità, attraverso il coinvolgimento attivo dei giovani in processi di risignificazione e cambiamento. A questo livello, la duplice modalità di attivazione dei giovani neet è un importante valore aggiunto, inserendo la variabile spaziale quale elemento dinamico per leggere i fenomeni sociali complessi, progettare e attuare interventi innovativi e partecipati, favorendo la creazione di prassi diversificate e integrate, più idonee ai contesti metropolitani. I principali obiettivi, con le rispettive linee di azione, sono di seguito espressi in tre macro-obiettivi, tra di essi funzionalmente integrati. Il primo macro-obiettivo espresso nelle prime due linee di azione consiste in una conoscenza intenzionale e reciproca con i giovani neet che prenderanno, gradualmente, consapevolezza dei propri saperi, abilità, attitudini inespresse, favorendo l’individuazione partecipata di alcune metacompetenze e life skills. L’utilità delle azioni consiste nella creazione di capitale sociale, con particolare riguardo alle relazioni di reciprocità e alla fiducia, essenziali per il buon esito del percorso; il valore aggiunto per i giovani si esprime in un incremento della riflessività autonoma e dell’autoefficacia, su cui innescare cambiamenti personali e sociorelazionali. Il secondo macro-obiettivo che trova espressione nella terza azione consiste nell’apprendimento attivo e “in situazione” di competenze professionali specifiche. L’utilità dell’azione consiste nel promuovere un mix di manualità, creatività e imprenditorialità, in contesti innovativi e di eccellenza del tessuto produttivo e culturale cittadino. Il valore aggiunto per i giovani è l’acquisizione di nuove capacità, tecniche e linguaggi, in ambito artistico, artigianale, imprenditoriale, commerciale e tecnologico, sperimentando “sul campo” anche alcune metacompetenze. Il terzo macro-obiettivo – espresso dalle ultime due azioni – è di creare valore sociale, innestando processi di cambiamento, attraverso l’informazione, la sensibilizzazione e il coinvolgimento attivo delle comunità. L’utilità consiste nel promuovere attenzione e una rinnovata risignificazione del fenomeno dei neet e nell’opportunità di delineare “buone prassi” dal basso. Il valore aggiunto per i giovani è diventare non solo protagonisti d’interventi, ma anche testimoni e attivatori di cambiamento..Inoltre, si sperimenteranno come appartenenti a una comunità anche professionale e cittadini attivi, alimentando così il senso di appartenenza sociale, ancor più importante per giovani stranieri e/o in situazione di marginalità. LINEE DI AZIONE Azione 1) Presentazione del percorso e incontri conoscitivi Descrizione: individuazione mirata di 50 giovani neet tra i 18 e i 25 anni di differente genere, nazionalità e provenienza presentazione del percorso e incontri conoscitivi. Queste prime tappe del percorso sono collegate dall’obiettivo di far sentire i giovani neet immediatamente accolti e riconosciuti come portatori di risorse e non solo di criticità, attivando motivazioni e sviluppando una risignificazione e valorizzazione di saperi e abilità, anche impliciti e frammentati. Fasi realizzative: Fase 1:presentazione dei giovani neet e degli altri soggetti partecipanti al percorso, descrizione delle fasi e delle diverse attività, della scelta e del significato della coprogettazione, rispondendo a ogni dubbio e quesito. Ai partecipanti saranno offerte anche le necessarie indicazioni logistiche e organizzative e spiegato il senso del rimborso spese e soprattutto dei contributi collegati all’attività produttiva di beni e servizi sviluppata nella terza fase. Al termine di questo momento, sarà proposto a tutti di firmare un “patto di collaborazione” da consegnare poi a ognuno – con riportate le parole chiave del progetto, convalidate dal gruppo stesso e l’impegno ad aderirvi. In questa fase saranno consegnati ai
  3. 3. giovani anche degli oggetti (chiavette, shopper..) in grado di esprimere, oltre ad un valore d’uso, anche un significato simbolico di appartenenza a una comunità progettuale, ad anticipare quella più estesa. Fase 2: incontri conoscitivi individuali, con la duplice finalità di rafforzare motivazioni e di continuare il percorso di conoscenza e valorizzazione dei percorsi, saperi, abilità, interessi e desideri dei giovani, così da definire insieme anche il/i laboratorio/i da frequentare. Questa fase si svilupperà in stretto collegamento con i rappresentanti delle fasi successive per rispondere a eventuali dubbi e necessità di approfondimento. Connessioni funzionali con altre linee di azione:questa fase è fortemente interconnessa con le successive e, al tempo stesso, ne è la necessaria e imprescindibile premessa. E’ qui, infatti, che si generano reciprocità e fiducia, si attivano motivazioni, curiosità e interesse, si comincia a trasformare il disagio in risorsa, a livello personale e sociorelazionale. Azione 2) Ricerca Azione Partecipativa, life skills e metacompetenze Descrizione:Realizzazione di percorsi di ricerca azione partecipativa per l’individuazione e l'attivazione di life skills e metacompetenze. Fasi realizzative: Fase 1: si prevedono 4 percorsi di ricerca azione partecipativa (RAP) in cui i giovani, grazie ad un’opportuna mediazione, individueranno alcune aree di criticità soprattutto a livello cognitivo e sociorelazionale trasformandole in domande e in successive ipotesi per un apprendimento attivo di abilità/gruppi di abilità che i partecipanti riterranno essenziale approfondire. Fase 2: due o tre laboratori in cui conoscere e sperimentare alcune life skills, utili per un percorso di empowering personale e sociale soddisfacente e alcune metacompetenze a livello cognitivo importanti anche per evitare quei meccanismi di “coazione a ripetere” che caratterizzano spesso le condizioni di svantaggio sociale. Fase 3:attraverso 3 o 4 nuovi percorsi di RAP i giovani saranno accompagnati in un percorso di graduale integrazione dei nuovi saperi e abilità con quelli già esistenti. Inoltre, sperimenteranno già nel lavoro di gruppo la valenza trasformativa dei nuovi apprendimenti. Parallelamente si svilupperà una riflessione sulle opportunità di approfondimento autonomo e la possibilità di applicazione delle diverse abilità, con riferimento ai diversi ambiti di vita, attraverso un’attività di “bridging” che rappresenta un altro importante strumento offerto ai giovani per affrontare meglio le situazioni di frammentazione conoscitiva. Azione 3) Laboratori professionalizzanti e di autoimprenditorialià Descrizione:Attivazione di laboratori di tipo formativo e professionale, in ambito artigianale, artistico, tecnologico, della comunicazione, con un mix di manualità, creatività e intraprendenza, indirizzata all’apprendimento di nuovi saperi, tecniche, abilità, linguaggi, da integrare con quanto già conosciuto e agito.I laboratori saranno suddivisi in livelli, o moduli, idonei a svilupperanno un'esperienza diretta, integrata e proattiva, con riferimento al risultato perseguito, alle tappe e modalità per attivare e ottimizzare le risorse e conoscenze. Fasi realizzative: ogni fase si svolgerà in maniera peculiare, all’interno di ciascun laboratorio che prevede una successione di moduli e livelli tra di essi integrati e con un andamento “circolare”, per la presenza, sin dall’inizio, di elementi, temi, oggetti che saranno rielaborati e portati, gradualmente, a compimento. - Fase 1: coprogettazione o pianificazione partecipata insieme ai giovani, suddivisi in precedenza tra i quattro laboratori: “Ristoryarte”, “Tecniche di prototipazione rapida”, “Emporio CreAttivo” “Laboratorio audiovisivo per videomaker crossmediali". In questa fase, inizia anche una riflessione sui processi e costi di realizzazione dell'idea progettuale e una valutazione delle potenzialità.
  4. 4. - Fase 2: formazione attiva, partecipata, qualificata e “in situazione” per acquisire ed utilizzare conoscenze, competenze, tecniche utili alla realizzazione di uno o più prodotti e/o servizi che, a seconda del laboratorio, consistono in: materiali video, colonne sonore e illuminazioni, costumi, set e microscenografie, pupazzi e altri oggetti scenici per costruire 2/4 spettacoli; prototipizzazioni di un prodotto; prodotti artigianali con materiali quali la ceramica, il legno e la carta per valorizzare antichi mestieri in chiave moderna; prodotti e servizi per la comunicazione audiovisiva. Parallelamente alcuni giovani neet riceveranno una formazione imprenditoriale per acquisire abilità organizzativo commerciali - Fase 3: i giovani prenderanno piena consapevolezza nel contatto con il “prodotto” finito di aver appreso abilità, da utilizzare direttamente sul mercato del lavoro, anche in un’ottica imprenditoriale e trasversale. Inoltre, è importante rilevare un altro aspetto che esprime il collegamento concreto e reale tra il progetto e la realtà lavorativa: ai giovani sarà, infatti, riconosciuto anche economicamente l'impegno prestato nella produzione di beni e servizi effettivamente utili anche in un ottica di mercato. Azione 4) Informazione “peer to peer”, sensibilizzazione sul territorio e lavoro di comunità Descrizione:iniziative per promuovere nei giovani il senso di appartenenza sociale e di cittadinanza, rendendoli protagonisti di azioni finalizzate a produrre valore sociale per il Quartiere Navile e la comunità bolognese, più in generale. Fasi realizzative:si tratta di fasi che si potranno sviluppare anche in parallelo e che avranno, in alcuni casi, avvio già durante i laboratori. La maggior parte delle iniziative potranno essere inserite all’interno di una o due giornate cittadine interamente dedicate al fenomeno dei NEET. - Fase 1: coprogettazione e realizzazione da parte dei giovani di azioni informative sul fenomeno dei neet e sul progetto, indirizzate soprattutto ai propri coetanei, attraverso strumenti multimediali e i social media, sia in ambito istituzionale attraverso Iperbole, il portale del Comune di Bologna, sia attraverso la creazione di un blog, sia, infine, con la pubblicazione di video su un canale YouTube. - Fase 2: i giovani saranno formati per affiancare due figure esperte nello svolgimento di uno o due focus group con testimoni privilegiati di vari ambiti che risponderanno ad alcuni quesiti, indirizzati loro dai ragazzi, al fine di definire insieme alcuni suggerimenti pratici, utili per affrontare in maniera efficace il disagio di chi vive la condizione di neet, confrontandosi anche sull’opportunità di raccoglierli in una sorta di “vademecum” cui dare visibilità su tutto il territorio della Città Metropolitana. - Fase 3: momenti di sensibilizzazione e informazione riguardo alla tematica dei neet e al progetto, nel suo insieme, dando visibilità all’impegno sia di Anci, sia del Comune di Bologna e degli altri soggetti coinvolti. Le iniziative si svolgeranno negli spazi centrali del Cortile del Pozzo e in alcune aree del Quartiere Navile, individuate insieme ai giovani, così come saranno coprogettate insieme con loro le azioni da sviluppare, tra cui la produzione e presentazione di videoracconti. Azione 5) Animazione del territorio con eventi e performance artistiche Descrizione:realizzazione di eventi in cui i giovani partecipanti saranno protagonisti diretti, ma anche indiretti, al centro di una narrazione a più voci e con più linguaggi che li coinvolge e riguarda. Le storie e le testimonianze, personali e di gruppo, si trasformano così in forme artistiche e in narrazioni collettive. Le azioni si svilupperanno sia in centro, nel Cortile d'Onore di Palazzo d’Accursio e nel Cortile del Pozzo, sia nello spazio culturale MET, sede dell’associazione partner Cantieri Meticci e in altri luoghi del Quartiere Navile. Fasi realizzative: le fasi, interamente coprogettate con i giovani neet, saranno integrate e parallele. - Fase 1: allestimento di 2/4 cene-spettacolo e presentazione del progetto all'interno del MET che ospita vari spazi, tra cui atelier, sale espositive, un teatro da 99 posti, un “RistoryArte”,in cui si realizza un think tank di pratiche e teorie che hanno al
  5. 5. centro l’arte della mescolanza, in ogni sua declinazione.- Fase 2: svolgimento di alcuni laboratori-flash incentrati su alcune parole chiave del progetto, in grado di accendere nei giovani e nei cittadini, più in generale una prima scintilla d’interesse verso alcuni temi emersi durante il percorso. Le performance artistiche favoriranno l’integrazione tra linguaggi e culture, anche in un’ottica multiculturale e di genere, con linguaggi propri di subculture metropolitane, sentiti come più vicini dai giovani delle periferie. Al momento lla fonte di finanziamento del progetto We Neet You è icostituita dal finanziamento di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) di 190.000 euro nell'ambito del bando “ReStart”, per la presentazione di proposte progettuali di innovazione sociale, prevenzione e contrasto al disagio giovanile.
  6. 6. centro l’arte della mescolanza, in ogni sua declinazione.- Fase 2: svolgimento di alcuni laboratori-flash incentrati su alcune parole chiave del progetto, in grado di accendere nei giovani e nei cittadini, più in generale una prima scintilla d’interesse verso alcuni temi emersi durante il percorso. Le performance artistiche favoriranno l’integrazione tra linguaggi e culture, anche in un’ottica multiculturale e di genere, con linguaggi propri di subculture metropolitane, sentiti come più vicini dai giovani delle periferie. Al momento lla fonte di finanziamento del progetto We Neet You è icostituita dal finanziamento di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) di 190.000 euro nell'ambito del bando “ReStart”, per la presentazione di proposte progettuali di innovazione sociale, prevenzione e contrasto al disagio giovanile.

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