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Una visione del futuro di Livorno

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Deliverable n. 17 (WP 2) 
Documento di visioning 
Livorno: verso una strategia condivisa per lo sviluppo della città
Par...
   
D17 – Documento di visioning Marzo 2018 2
Modifiche e aggiornamenti
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Data  Descrizione  Autore 
1.1  1-3-2018  Indice – Documento visioning  Moreno Toigo ...
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Una visione del futuro di Livorno

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Il documento riporta una visione strategica dello sviluppo futuro di Livorno, nella quale dovrà inserirsi il nuovo Polo; la visione è stata rielaborata a partire dalle idee e dalle proposte emerse durante il percorso di ascolto, tenendo conto della storia della città, delle sue peculiarità economiche e sociali e delle prospettive di sviluppo locali e internazionali

Il documento riporta una visione strategica dello sviluppo futuro di Livorno, nella quale dovrà inserirsi il nuovo Polo; la visione è stata rielaborata a partire dalle idee e dalle proposte emerse durante il percorso di ascolto, tenendo conto della storia della città, delle sue peculiarità economiche e sociali e delle prospettive di sviluppo locali e internazionali

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  1. 1.   Deliverable n. 17 (WP 2)  Documento di visioning  Livorno: verso una strategia condivisa per lo sviluppo della città Parte I - Le visioni e le strategie emerse dal percorso di ascolto  
  2. 2.     D17 – Documento di visioning Marzo 2018 2
  3. 3. Modifiche e aggiornamenti Version e  Data  Descrizione  Autore  1.1  1-3-2018  Indice – Documento visioning  Moreno Toigo - Simurg  1.2  7-3-2018  Prima bozza – paragrafo introduttivo  Moreno Toigo - Simurg  1.​3  8-3-2018  Passato, presente, futuro  Claudia Casini - Simurg  1.​4  9-3-2018  La roadmap  Claudia Casini - Simurg  1.​5  10-3-2018  Revisione generale  Claudia Casini - Simurg  1.6  12-3-2018  Prima bozza: premessa, revisione,  integrazioni  Moreno Toigo - Simurg  1.7  15-3-2018  Seconda bozza: obiettivi e proposte  Moreno Toigo - Simurg  1.8  17-3-2018  Revisione generale  A​nnalisa Giachi  1.9  20-3-2018  Inserimento paragrafo proposte e  revisione finale  Moreno Toigo - Simurg  1 D17 – Documento di visioning Marzo 2018 3
  4. 4. Sommario Premessa 6 Una visione d’insieme 8 Verso le Livornine 4.0 8 6 obiettivi strategici 9 Il nuovo Polo 10 Il profilo della comunità 11 2.1 Il passato (Chi eravamo?) 11 2.2 Il presente (Chi siamo? Dove stiamo andando?) 12 La(e) vision del futuro (Dove vorremmo andare?) 15 3.1 La comunità e l’economia cittadina 15 3.2 Missione e caratteristiche del nuovo Polo tecnologico 17 3.2.1 Servizi 19 3.2.2 Gestione 20 3.2.3 Settori 21 3.2.4 Incentivi 22 3.2.5 Sede 22 3.2.6 Comunicazione 24 3.3 Le vision delle singole categorie 25 3.3.1 La visione del PT delle imprese 25 3.3.2 La visione del PT di scuola, università e ricerca 26 3.2.3 La visione del PT dei cittadini 27 4. Il piano di azione: la roadmap (Come ci arriviamo?) 28 4.1 Il Quadro Logico del progetto 28 4.1.1 I problemi da affrontare 28 4.1.2 Gli obiettivi da raggiungere 29 4.1.2 Le strategie 29 4.2 Strategie 30 D. Cambiamento culturale e motivazione della comunità 31 4.3 Ruoli e responsabilità 33 4.3.1 Imprese 33 4.3.2 Associazioni di categoria 33 D17 – Documento di visioning Marzo 2018 4
  5. 5. 4.3.3 Istituzioni 34 4.3.4 Aziende pubbliche 34 4.3.5 Scuola, Università e Ricerca 34 4.3.6 Cittadini 35     D17 – Documento di visioning Marzo 2018 5
  6. 6.   Executive summary    Questo documento delinea alcune ipotesi di vision e mission della città da porre alla                            base del futuro Polo ed ha l’obiettivo di fornire gli orientamenti e i contenuti da                              sottoporre, se scelti dall’Amministrazione Comunale, ad un più approfondito studio di                      fattibilità.  Nella prima parte il documento rielabora quanto emerso dal percorso di ascolto                        sintetizzandolo in possibile nuovo modello di sviluppo della città (le Livornine 4.0)                        fondato su 5+1 obiettivi strategici: (1) accoglienza, (2) multiculturalismo, (3)                    imprenditorialità, (4) competitività, (5) cooperazione, per avere più ​innovazione​.  La seconda, la terza e la quarta parte descrivono la visione della città emersa dal                              percorso di ascolto, presentando anche le visioni alternative.  Nella seconda parte, in particolare, si presenta il profilo della comunità, come emerge                          dall’analisi del suo passato e del suo presente.  Nella terza parte, sono delineate le visioni del futuro della città e del nuovo Polo                              declinandole secondo il punto di vista delle imprese, dei centri di ricerca e dei cittadini.  Nella quarta vengono presentate le strategie e un possibile piano di azione (roadmap),                          fondandolo sul quadro logico (problemi e obiettivi) emersi dal percorso di ascolt e il                            ruolo che le diverse componenti della comunità cittadina dovrebbero ricoprire per la sua                          attuazione.  Infine, nella quinta parte, sono descritte alcune delle proposte presentate in seguito                        all’avviso per manifestazioni di interesse. Vengono in particolare descritte e analizzate                      le proposte più interessanti.          D17 – Documento di visioning Marzo 2018 6
  7. 7. Premessa  Con il termine ​visioning ​si intende un processo mediante il quale una comunità prefigura                            il futuro che desidera e pianifica il processo per raggiungerlo. ​Visioning quindi è la                            costruzione dell’immagine futura della comunità, a partire dai desideri e dalle                      aspirazioni della comunità stessa.   Il documento di visioning ha l’obiettivo di definire, sulla base delle aspettative e dei                            bisogni della comunità emersi durante il percorso di ascolto, gli scenari di sviluppo di                            breve, medio e lungo del territorio livornese, indicando le strategie generali da                        perseguire, i settori con maggiori potenzialità su cui puntare e le caratteristiche che, in                            questo contesto, dovrà avere il nuovo Polo Tecnologico.  Nell’ambito del percorso di ascolto che si è svolto nel mese di febbraio 2018 abbiamo                              avviato nella comunità livornese un processo di costruzione di un’idea condivisa                      (visioning) della Livorno del futuro. Gli stakeholders coinvolti sono stati chiamati ad                        immaginare, partendo da una ricostruzione del passato e del presente, un futuro                        desiderabile per la città, in termini di assetto spaziale, economico e sociale, a partire                            dai valori culturali condivisi e dalle aspirazioni della comunità stessa, gli obiettivi da                          perseguire e le strategie per raggiungerli.  Questo processo non può considerarsi concluso, in quanto manca il fondamentale                      passaggio con l’Amministrazione Comunale, previsto nella seconda fase del progetto.   Questo documento pertanto NON è il documento di visioning finale, nel quale dovrà                          essere inquadrato lo Studio di Fattibilità (SdF).  Il documento di visioning finale sarà prodotto una volta che l’Amministrazione Comunale                        avrà esaminato e valutato i documenti elaborati alla fine del percorso di ascolto,                          scegliendo, tra le diverse alternative proposte, quelle verso cui dovrà orientarsi il nuovo                          Polo Tecnologico Livornese.  Questo documento sintetizza quindi quanto emerso dalla prima fase del percorso e                        riporta in modo ragionato, organizzato secondo un modello standard di visioning , le                       1 visioni, le idee e le strategie proposte da chi ha partecipato al percorso. Il documento                              articola le idee emerse in quattro capitoli:  1) Il profilo della comunità, ovvero “A che punto siamo?”;  2) Le tendenze attuali, ovvero “Dove stiamo andando?” ;  3) La vision, ovvero il futuro come vorremmo che fosse (Dove vorremmo andare?);  4) Il piano d’azione, ovvero la vision roadmap (Come ci arriviamo?)  In alcuni casi, dove non si è formata una convergenza di idee tra i partecipanti, sono                                state riportate visioni alternative, tra le quali l’Amministrazione Comunale dovrà                    effettuare una scelta.   Visioni e strategie riguardano sia lo scenario più generale (il futuro socio-economico                        della città), sia la questione del Polo tecnologico, le sue caratteristiche, le sue finalità, i                              suoi servizi.  1 Il modello preso come esempio è il modello Oregon (Ames, 1993).  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 7
  8. 8. Nel quinto capitolo, infine, vengono descritte le principali proposte arrivate in risposta                        all’avviso per la manifestazione di interesse.  Coerentemente con l’impostazione che abbiamo dato al nostro progetto “Diversis                    Gentibus Una”, le cui premesse e la cui filosofia hanno trovato ampio consenso tra gli                              stakeholders, il documento è stato inquadrato in una visione generale che propone di                          costruire il futuro della città di Livorno investendo e rilanciando i fattori storici che                            hanno determinato la nascita e il successo della città in epoca Medicea, declinandoli                          però in forma moderna.   Ovvero, puntando ad un nuovo atto fondativo della città: le “Livornine 4.0”.      D17 – Documento di visioning Marzo 2018 8
  9. 9. 1.Una visione d’insieme  Verso le Livornine 4.0  Livorno è nata come città accogliente, aperta, tollerante. Nella sua storia queste                        caratteristiche l’hanno resa una città dinamica, innovativa, predisposta al cambiamento,                    all’accoglienza e alla diversità, facendola diventare da semplice villaggio una delle città                        più importanti del Mediterraneo, in poco più di 50 anni.   Dopo l’Unità d’Italia, tuttavia, queste direttrici storiche sono state gradualmente                    smarrite. Soprattutto dopo la II Guerra Mondiale, e nonostante un periodo di forte                          crescita del porto, la città è diventata sempre meno capace di rispondere efficacemente                          alle sfide della globalizzazione. Di crisi in crisi siamo giunti alla situazione attuale: una                            città in declino, depressa, sfiduciata, incapace di vedere un futuro.   Questo è successo perché Livorno ha perso la consapevolezza dei fattori profondi che                          hanno costituito nella sua storia il motore primario del cambiamento e dell’innovazione:  ● l’apertura verso il mondo e verso le altre culture;  ● la tolleranza e l’accoglienza;  ● la creatività e la passione per la cultura.  L’idea di fondo che ha ispirato questo progetto è che occorra ripartire dalle origini, dalle                              Leggi Livornine e dal motto che è la sintesi perfetta della peculiarità che ha reso Livorno                                una città di successo: “Diversis Gentibus Una”, l’unità nella diversità.  In questa prospettiva, quindi, è necessario mettere insieme tutte le migliori risorse, le                          menti e le passioni che animano questa città. Individuarle, coinvolgerle e attivarle per                          costruire insieme una “visione” condivisa, una nuova Costituzione fondativa per la                      Livorno del futuro, le Livornine 4.0.      D17 – Documento di visioning Marzo 2018 9
  10. 10. 1+5 obiettivi strategici    ⇨  Innovazione  Creare un “ecosistema” urbano e sociale che favorisce,                coltiva e valorizza l’innovazione equa e sostenibile in tutti i                    campi e i settori    ➊ Accoglienza  Rendere la città accogliente e attrattiva per tutti i                  creativi e gli inventori del mondo, in particolare per                  coloro che sono perseguitati o sono in pericolo  ➋ Multiculturalità  Valorizzare la presenza di comunità straniere, il              multiculturalismo e l’apertura al mondo come fattori              peculiari del modello di sviluppo livornese  ➌ Imprenditorialità  Diffondere e radicare lo spirito imprenditoriale nelle              nuove generazione e creare le condizioni per il libero                  dispiegarsi delle iniziative  ➍ Competitività  Rendere la città più competitiva sullo scenario              regionale, nazionale e internazionale, più orgogliosa e              consapevole del suo valore  ➎ Cooperazione  Promuovere la cooperazione tra le menti e le forze                  più vive e attive della città, creare sinergie che                  rendano più competitiva la città  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 10
  11. 11.   Il nuovo Polo  Il nuovo Polo Tecnologico sarà lo strumento operativo e il catalizzatore delle strategie e                            delle iniziative che potranno concretizzare questa visione della Livorno del prossimo                      futuro.   Esso dovrà:  ● creare “un ecosistema di innovazione”, cioè diventare motore effettivo di                    cambiamento culturale, contribuendo in modo diretto all’ammodernamento,              all’innovazione e alla competitività del territorio livornese.   ● basarsi su un modello di governance pubblico-privata, con forte orientamento al                      mercato e con un sistema gestionale autosostenibile.   ● partire dalle esigenze della domanda di innovazione del territorio e della                      comunità e costruire servizi di trasferimento coerenti con le caratteristiche del                      mercato e del sistema delle imprese locali;  ● delineare ipotesi d’intervento tecnicamente fattibili dal punto di vista dei tempi                      di realizzazione, del dimensionamento e economicamente sostenibili, sia nella                  fase di progetto che nella gestione.  Il Polo NON dovrà:  ● essere una scatola vuota autorefenziale non collegata al tessuto economico della                      città e non riconoscibile dalla comunità locale;  ● attrarre imprese solo per il periodo dell’incentivazione pubblica, per poi vederle                      scappare nel lungo periodo.    D17 – Documento di visioning Marzo 2018 11
  12. 12. 2. Il profilo della comunità  Nei paragrafi seguenti vengono sintetizzati i risultati del percorso di ascolto, ovvero i                          temi che sono stati trattati e sono emersi durante le interviste in profondità, dalle                            schede individuali compilate dai partecipanti ai laboratori e dalle discussioni svolte                      durante i laboratori stessi.  2.1 Il passato (Chi eravamo?)  Il passato della città e della comunità livornese è stato descritto dai partecipanti in                            termini quasi sempre positivi, in riferimento sia al periodo della fondazione e della                          dominazione medicea (viene evocato ​lo spirito delle leggi livornine che aveva creato ​un                          porto di pirati e prostitute, prima che una città​) che dei secoli successivi, fino alla                              ricostruzione post bellica e alla diffusione della grande industria in città (​c’era                        proiezione al futuro e voglia di ricostruire)​. Solo il passato prossimo viene connotato                          con una descrizione negativa, perché è stato segnato da immobilismo, decadenza                      economica e socio-culturale della città e della sua comunità.  Per quanto riguarda le caratteristiche della comunità e gli aspetti culturali, Livorno                        viene descritta nel passato come una città ​accogliente, solidale, moderna, innovativa,                      libera, laica, viva, ottimista, creativa, aperta alle diverse identità culturali, proiettata                      verso il mare e verso il futuro.  La caratterizzavano speranza, senso di comunità e cura del bello; ​era un luogo di                            fervente produzione e identità culturale (teatri, artisti, scrittori), un luogo di                      villeggiatura e set cinematografici, la città del benessere, del godimento, della                      leggerezza, della libertà (e dell’anarchia).  Molto forte emerge l’identità di ​città di mare, porto di mare, porto franco in tutti i                                sensi, un’isola, ​che la rendeva anche una città riconoscibile, una ​capitale non capitale,                          città ri-conosciuta per la sua fama nel mondo.  Dal punto di vista economico invece Livorno nel passato viene descritta come una città                            che ruota attorno al porto, il ​principale motore di sviluppo del territorio (logistica,                          turismo, etc), efficace ed efficiente, ​e aggregatore per la creazione di un polo logistico                            di riferimento, con un’industria forte e organizzata e alcune eccellenze scientifiche.                      Fattori importanti del passato economico vengono considerati l​’esportazione e                  l’internazionalità, elementi che nel presente sembrano completamente assenti. Livorno                  viene descritta come ​città ad alto indice manifatturiero, con un porto ai primi posti per                              movimentazione di TEUs, con la massiccia presenza di mano pubblica nell’economia                      cittadina. Lo sviluppo industriale descritto ha portato un certo tipo di occupazione che                          oggi è completamente cambiata e non si è stati pronti a cogliere la sfida della                              competizione.  Oltre all’economia portuale, sono stati citati altre settori economici importanti nel                      passato della città: ​Livorno ha inventato il turismo della salute (bagni di mare),                          bisognerebbe recuperare questo fattore per declinarlo in una nuova forma; la liuteria                        era un settore trainante.  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 12
  13. 13. Sono emersi anche alcuni elementi negativi: Livorno è stata descritta anche come c​ittà                          spendacciona che non ha guardato al futuro; qualcuno ha mostrato insofferenza verso                        l’elogio incondizionato della Livorno medicea: ​è inutile guardare al passato remoto, i                        Medici non ritorneranno, bisogna ricreare quelle condizioni del passato prossimo che                      sono andate perdute anche dal punto di vista industriale.   Gli aspetti positivi elencati come caratterizzanti nel passato (sia remoto che prossimo)                        rappresentano in modo esplicito anche un desiderio per il futuro; la comunità si sente                            “orfana” di questi valori e li vuole ricercare e ricreare nel futuro; non si tratta di                                stereotipi passati ma di tratti distintivi di questa città ancora oggi; Livorno aveva                          un’anima che può diventare attuale anche adesso.  2.2 Il presente (Chi siamo? Dove stiamo andando?)  Il giudizio sulla condizione economica attuale della città è pessimo ed è determinato da:                            crisi occupazionale profonda, porto in caduta, mancanza di indirizzi condivisi.  La città è ​una lista di occasioni perse​, non riusciamo a capitalizzare merci e persone che                                passano nella città, le idee ci sono ma non sono sfruttate da livornesi ma da imprese                                esterne che non lasciano niente sul territorio.   Ci si rende conto che ​siamo in un momento storico in cui l’industria delocalizza, e                              succede anche a Livorno. ​La ​chiusura delle grandi industrie ​ha però evidenziato che                          Livorno è ​al bivio tra città industriale e… Bisogna capitalizzare la transizione.  Per quanto riguarda gli aspetti socio-culturali, questi emergono in chiaro-scuro: la                      situazione appare negativa ma contiene in sé elementi di innesco del cambiamento verso                          un futuro migliore.  L’atteggiamento diffuso in città viene descritto come connotato da ​autoreferenzialità,                    sensazione di autosufficienza, chiusura come atteggiamento mentale, disorientamento                e provincialismo, precarietà, stanchezza, rassegnazione, soprattutto nei giovani. ​Questo                  atteggiamento ​si riflette poi sulla realtà socio-economica, ​che vede il territorio tagliato                        fuori dalla realtà nazionale, in stallo.  I livornesi sembrano incapaci ​di utilizzare le risorse (di tutti i tipi) e domina una                              sensazione di frammentazione, ​una notevole mancanza di integrazione a tutti i livelli.  Per alcuni sembra mancare anche la proiezione verso il futuro che aveva caratterizzato                          al comunità nel passato: i livornesi sono dipinti come ​senza esempi, senza idea comune                            della città, orfani di un sogno (progetto) condiviso, ​dominati da un s​enso di vuoto, ​da                              una ​perdita consistente di valori e riferimenti, ​da una mancanza di impegno a lungo                            termine.  In parte si dà la colpa ad una ​mentalità chiusa, “siamo già bravi così, siamo ganzi al                                  contrario”, ​ovvero ​i valori negativi sono quelli che prevalgono.  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 13
  14. 14. In parte si dà la colpa alla gestione politica dal dopoguerra in poi, ​che ha indebolito le                                  caratteristiche vincenti della città.  In parte inoltre i cittadini sembrano poco consapevoli del proprio passato e delle proprie                            origini, e quindi poco coinvolti nel preservare i propri beni storici.  Nello stesso tempo però si nota ​un certo fermento e risveglio di idee ed energie, molta                                voglia di cambiare, molta creatività e possibilità da convogliare e rivalutare,                      caratteristiche ​che possono rendere di nuovo competitivo il territorio, magari meno                      ricco di infrastrutture e storia di altre aree della Toscana ma comunque vivo e                            caratterizzato da una ​qualità della vita che chi viene da fuori apprezza e difficilmente                            si trova nelle altre città di provincia​.  L’identità passata sembra solo smarrita, va ritrovata, ma in realtà c’è ancora. Si nota                            che, in analogia con il passato, ​le iniziative di successo sono quelle che mischiano le                              diverse culture e capacità.  In sostanza i​n città adesso ci sono i pessimisti ma anche gli ottimisti con tante idee che                                  aspettano la scintilla, e il Polo Tecnologico potrebbe rappresentare questo.   Gli elementi delineati sono stati riassunti in una analisi SWOT, ovvero dalla descrizione                          organizzata dei punti di forza e di debolezza del territorio e del contesto economico                            livornese, e delle minacce e delle opportunità che è opportuno arginare o cogliere                          rispetto al contesto esterno.      D17 – Documento di visioning Marzo 2018 14
  15. 15.   Punti di forza  Punti di debolezza  ● Porto e aree produttive già urbanizzate  ● Presenza di poli universitari  ● Logistica (strade, ferrovia, aeroporto…)  ● Posizione geografica  ● Costo contenuto della manodopera        qualificata  ● Porto e aree da bonificare  ● Debolezza e frammentazione istituzionale,        burocrazia  ● Difficoltà di comunicazione tra componenti sociali            ed economiche  ● Tessuto imprenditoriale: vecchia generazione di          imprenditori a fine ciclo  ● Alcuni aspetti delle prestazioni della Pubblica            Amministrazione  ● Un certo modo di gestire l’economia locale da parte                  della politica  ● Mentalità: capacità di reagire,        determinazione, creatività  ● Qualità della vita – importanza della            geografia personale  ● Mentalità: provincialismo, immobilismo,      disfattismo, qualcosa che influenza negativamente          la massa, una cappa, che smonta le buone idee.  ● Asset turistico-culturale (potenzialità di        investimento)  ● Mancanza della cultura dell’accoglienza diffusa tra            operatori e cittadini  ● Crisi-emergenza come fonte di  resilienza  ● Crisi-emergenza come progressivo impoverimento        dell’economia e della società  Opportunità  Minacce  ● Turismo, crociere  ● Traffico container  ● Piattaforma Europa  ● Zona franca  ● Impresa predatoria, rischio di svendere il territorio  ● Grandi multinazionali del turismo (es. Starbucks,            AirBnB…)  ● Ritardi negli investimenti  ● Sviluppo, ricerca e università a Livorno  ● Polo tecnologico di nuova concezione,          nuovo “modello”  ● Sharing economy  ● Industry 4.0 e DIH regionali  ● Modelli di Polo tecnologico che non funzionano      D17 – Documento di visioning Marzo 2018 15
  16. 16.   3. La(e) vision del futuro (Dove vorremmo andare?)  3.1 La comunità e l’economia cittadina  L’aspirazione che è emersa dal percorso di ascolto è quella di riportare Livorno ad uno                              splendore socio-economico e culturale che non sia una semplice riproposizione del                      passato, ma una reinterpretazione che sfrutti i punti di forza della città e del territorio                              in chiave contemporanea e le opportunità attuali.  Uno dei concetti ricorrenti riguarda il c​ercare di fare squadra, interazione, scambio,                        adottare una logica diversa, improntata al “fare sistema”, “fare rete” ​anche                      rinunciando a livello personale a qualcosa ​per mettere a sistema le proprie esperienze,                          le proprie capacità ​perché ​la collaborazione aiuta anche chi è concorrente. Tutti                        facciamo parte dello stesso sistema​. L’obiettivo quindi è uscire dalla frammentazione                      attuale e collaborare, creare una vera e propria commistione di persone, idee e                          competenze.  Livorno deve tornare ad essere la ​città della commistione di culture e conoscenze,                          multietnica.  Un altro elemento interessante è il richiamo a ​tornare a pensare in grande: dobbiamo                            essere un riferimento per regione, nazione, ecc. per l’ambizione di diventare una città                          di cultura e storia con richiamo per turismo e viaggiatori. Molti sono stati i “più”….. più                                belli, più concreti, più attrattivi, che devono tornare.  Molti hanno sottolineato che serve anche un cambio culturale, un atteggiamento                      improntato a o​nestà intellettuale, apertura mentale, scambio tra cultura - scienza -                        arte, meno provincialismo, più consapevolezza e orgoglio, produttività, innovatività,                  determinazione ed efficacia. ​Bisogna quindi prima di tutto ​incentivare la crescita                      culturale, il resto viene da sé.  Lo strumento cardine è la cultura dell’innovazione, è imprescindibile una qualificazione                      formativa improntata all’innovazione vero i giovani. Occorre spostare la competizione                    sul lato della qualità delle risorse umane e dei cervelli. ​E’ necessario quindi un r​itorno                              ad uno spirito dell’innovazione in uno scenario fortemente cambiato.  Le risorse da valorizzare sono sia interne (bisogna ​scommettere sulla parte migliore                        della città, mettendoci la faccia e il cuore), ​sia esterne al territorio (​molti livornesi                            hanno fatto qualcosa da altre parti, andrebbe valorizzato questo aspetto).  Le opportunità da sfruttare devono derivare da un lato dai desideri della comunità (non                            c’è niente di più concreto dei desideri, la cosa migliore è recuperare la pienezza dei                              nostri desideri, il desiderio è la premessa di una buona concretezza) ​dall’altro dalla                          realizzabilità di progetti che vengono anche proposti dall’esterno (​attenzione a non                      D17 – Documento di visioning Marzo 2018 16
  17. 17. confondere desideri e realizzabilità. Un tempo avevamo tranquillità economica con il                      posto fisso, adesso siamo una realtà senza base che ha difficoltà a ripartire. Bisogna                            essere anche realisti).  Dal punto di vista strettamente economico, appare necessario:  ● sviluppare una politica di accoglienza per le imprese e ai grandi player                        internazionali, cambiando il modo di guardare al mercato (ai mercati), anche                      uscendo all’auto-motive.  ● ragionare sull’area vasta (Porti di Livorno e Piombino, interporto e aeroporto…)  ● investire nella formazione e ​nell’​orientamento verso l’impresa, ​aprendosi verso                  l’Università  ● pensare ai giovani, intercettare i talenti e creare opportunità di lavoro  ● immaginare e realizzare un vero e proprio​ nuovo patto sociale ​tra generazioni  ● valorizzare quello che c’è (competenze e conoscenze)  ● non essere critici verso tutto e tutti, anzi andare a vedere cosa è stato fatto                              fuori  ● passare dallo sperpero all’investimento  ● dare la possibilità a tutti di esprimere le proprie possibilità  ● puntare sul mare, sul porto, sul turismo  Livorno dovrebbe diventare un traguardo per chi studia, uno start per chi lavora, un                            must per chi investe.  Una visione ecologica è indispensabile: Livorno ​nel futuro viene descritta come una città                          sana e bella, fruibile e accessibile. ​Sono stati citati sia il settore della mobilità                            sostenibile che quello della gestione dei rifiuti.  Per quanto riguarda la valorizzazione del mare​, ​Livorno è stata immaginata come ​la                          capitale italiana della vela.  Il turismo invece è visto come un settore a grande potenziale sia per il territorio che per                                  il Polo tecnologico, ma dovrebbe crescere di pari passo con l’eco-sostenibilità, ​tutti i                          livornese dovrebbero conoscere di più la storia della città; dobbiamo essere attrattivi                        verso l’esterno ma la Livorno turistica deve far piacere anche ai livornesi, che devono                            gestire bene il patrimonio della città. Le potenzialità sono straripanti come                      investimento in turismo e cultura, ma tutto è chiuso, molti beni sono abbandonati.                          Livorno non è inserita nei percorsi nazionali per incompetenza, ​non per mancanza di                          potenzialità​.  E’ stata anche sviluppata una riflessione interessante sul tema dell’EMERGENZA, perché                      il modo in cui la città ha reagito alle calamità dell’alluvione del settembre 2017 ha                              dimostrato che in città c’è una voglia di rimboccarsi le maniche e dare tutti una mano                                quando c’è bisogno, anche nei giovani apparentemente così demotivati. ​Dobbiamo                    diventare una “città di motosi” come i bimbi motosi. Tutti hanno partecipato ad una                            emergenza del post-alluvione che ha vissuto sull’entusiasmo... Chi non partecipava era                      escluso, chi non era motoso era escluso. Anche per il Polo deve essere così.  In realtà dal punto di vista economico ed occupazionale ​siamo già in emergenza ma                            nessuno se ne rende conto, molti dei motosi saranno senza lavoro e in emergenza ma                              magari non fanno niente per affrontare la situazione. Livorno riesce a reagire alle                          D17 – Documento di visioning Marzo 2018 17
  18. 18. emergenze, siamo sicuri della generosità e della messa in gioco dei livornesi. C’è                          bisogno di concretezza. Nell’emergenza il livornese rende molto ma non ha continuità,                        si appaga con il superare la cosa e si rimette in infradito e va a fare surf.  Si reagisce all’emergenza ma non alla mancanza di lavoro. Non si crea cultura di                            impresa nell’emergenza, bisogna dare spazio alla formazione.  Il Polo tecnologico è il punto di partenza, ​che dia sia l’emergenza che la formazione​.  Sul POLO TECNOLOGICO invece le considerazioni hanno riguardato tra l’altro la necessità                        di ​guardarsi intorno: molti altri Poli hanno chiuso, non hanno raggiunto gli obiettivi,                          non c’è stata valorizzazione delle energie, solo speculazione immobiliare. Nel futuro                      bisogna puntare sull’organizzazione, sull’aiuto amministrativo ecc. Interessante è                sapere cosa stanno facendo gli altri Poli, quali sono gli aspetti negativi, perché sono                            diventati delle operazioni immobiliari.  Bisogna essere ​ottimisti nelle difficoltà, partire da un’idea astratta e tirare fuori un                          modello innovativo.  Il Polo non deve fallire, il problema è di trovare degli enzimi che ci possano aiutare a                                  innescare le reazioni.  3.2 Missione e caratteristiche del nuovo Polo tecnologico  Gli intervistati e i partecipanti ai laboratori hanno delineato alcune caratteristiche e                        servizi del nuovo Polo Tecnologico che costituiscono un approfondimento della vision e                        che di seguito si riportano in una versione sintetica. Per i dettagli si rimanda ai report                                del percorso di ascolto.  Ingredienti fondamentali per far funzionare il polo e le imprese che aderiranno sono la                            commistione di start up, aziende, professionisti e mentori di qualità; gli strumenti e i                            servizi a disposizione in parte gratuiti e in parte a pagamento, sempre a pagamento per                              chi viene da fuori; la credibilità delle competenze e dei progetti.  Creazione di una rete  Il PT dovrà fare rete e costituire sinergie  ● all'interno del polo  ○ Favorire uno scambio di conoscenze su cosa c’è già e condividerlo  ○ Creare una rete di aziende che lavorano tra loro  ○ Promuovere progetti comuni tra le aziende che aderiscono al PT  ○ Fare dei co-investimenti con le grandi aziende su macchinari specifici  ● verso l'esterno del polo (con il territorio, con i poli di Lucca, Pisa ecc)  ○ Essere basato su una rilevazione dei fabbisogni sulle realtà economiche                    locali, comprese le multinazionali ancora esistenti sulla componentistica                auto (Magna, Pierburg…)  ○ Costituire una sorta di ufficio di collocamento avanzato, che fa matching                      tra forza lavoro e esigenze delle imprese  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 18
  19. 19. ○ Supportare le imprese per comprendere i bisogni del contesto e modificare                      di conseguenza il loro modello di business.  ● nazionali e internazionali  ○ Dialogare con i livornesi nel mondo, che potrebbero dare una mano al                        mentoring del nuovo PT e anche a iniziative di promozione della cultura                        dell’innovazione secondo la logica del ​give back  Rapporto con le istituzioni  Il PT dovrà fare da intermediario tra le imprese e le istituzioni.  Il PT dovrà dare supporto alla PA per capire quali bisogni hanno e come questi possono                                essere soddisfatti dalle aziende del territorio, imparare a comunicare i propri contenuti                        al pubblico (per es. nel settore culturale) e velocizzare quanto possibile le procedure di                            assegnazione delle commesse, soprattutto sotto soglia rispetto al codice dei contratti                      (es. adottare modelli di contratto, format anche esportabili).  Rapporto con le associazioni di categoria  Confindustria si è dotata di un Digital Innovation Hub regionale, che deve cercare un                            radicamento sui territori fornendo servizi di base e formazione (le competenze                      abilitative) e traghettando le imprese verso i centri di competenza; il DIH dovrebbe                          collaborare con il nuovo PT.  Formazione  Il PT dovrà offrire opportunità di crescita delle competenze, fare formazione concreta                        sia sulle hard skills che sulle sulle soft skills, collaborare anche con le scuole superiori,                              proponendo per esempio corsi di formazione per chi ha fatto il professionale, per es.                            informatica, per fornire una specializzazione rivolta alla cultura. Significa dare una                      opportunità ad un ragazzo per capire come inserirsi nel mondo del lavoro.  A seconda dei settori strategici, le possibilità e le esigenze formative si differenziano                          notevolmente.  Rapporto con Università e Ricerca  Il PT dovrà fare da interfaccia tra le università e le aziende, collaborare con i centri                                universitari e di ricerca già esistenti sul territorio, come Villa letizia, Dogana d’Acqua,                          Scoglio della Regina. E’ possibile una collaborazione con Navigo per R&s nel settore                          nautico, fornire servizi di I livello, più bassi rispetto a quelli ce possono essere forniti dai                                centri di ricerca o dalle università.  Una missione specifica del Polo tecnologico potrebbe essere quella di far fare impresa                          alle categorie deboli e ai giovani. Ci vuole una grande attenzione anche alle questioni di                              genere nella creazione del nuovo PT.  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 19
  20. 20. Un'altra caratteristica che il PT potrà avere è quella di adottare il criterio della                            sostenibilità come paradigma della diffusione delle conoscenze.  Dimensione territoriale di riferimento  Il Polo deve essere un accentratore di imprese livornesi, non toscane. Il Polo non deve                              mettersi in concorrenza con realtà già esistenti altrove, non deve cercare clienti, deve                          collaborare con le realtà già esistenti.  Se aggrega le imprese per filiera, devono essere almeno 30 perché il Polo sia                            rappresentativo (ma solo nella nautica in provincia di Livorno ce ne sono circa 1000).  Poi ogni azienda ha contatti internazionali; devono essere coinvolte come esterne realtà                        importanti come Siemens, Amazon….  L’ambizione deve essere quella di avere una rilevanza europea.  3.2.1 Servizi  Di seguito si elencano le tipologie di servizi ricercati nel Polo Tecnologico, sia i più                              richiesti che quelli nominati anche solo una volta.  ● ufficio di progettazione centralizzato cittadino, che promuova la partecipazione a                    bandi in modo proattivo  ● supporto per la partecipazione a bandi regionali ed europei  ● incubazione fisica  ● supporto alla gestione economico-finanziaria  ● coworking  ● networking  ● fundraising  ● mentoring  ● living lab  ● accelerazione  ● audit tecnologici  ● supporto alla gestione burocratica  ● incubazione virtuale  ● supporto al crowdfunding  ● marketing e comunicazione  ● formazione d’impresa per l’innovazione  ● supporto all'innovazione  ● marketing territoriale  ● collegamento al mondo dell'impresa culturale  ● supporto nel rapporto col sistema bancario  ● ricerca e sviluppo  ● supporto nella gestione delle risorse umane  ● supporto per la gestione dei brevetti  ● prove e testing  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 20
  21. 21. ● due diligence  ● servizi di analisi e proposta rivolti agli enti territoriali  ● applicazione, diffusione e supporto alla ricerca  ● business angels  Secondo alcuni, non è possibile stabilire a priori quali servizi dovrà offrire il PT, perché                              questi dipenderanno dall'analisi dei bisogni delle aziende che aderiranno.  3.2.2 Gestione  E’ importantissimo ​chi gestirà il nuovo Polo: le competenze devono essere di altissimo                          livello, integrate tra loro e credibili verso l’esterno.  Per garantire una gestione auto-sostenibile nel giro di pochi anni, la dimensione del PT                            deve essere competitiva rispetto a cosa c’è già a livello europeo.  La forma gestionale deve essere per la maggior parte delle persone molto snella, leggera                            e flessibile, forte ed efficace. Altre indicazioni minoritarie indicano la gestione come                        orizzontale e partecipativa, o come una agenzia autonoma, ad es. una fondazione.  Riguardo alla natura dell’organo gestionale, per la maggior parte delle persone deve                        essere misto pubblico-privato, per alcuni solo privata, quasi nessuno la vuole                      completamente pubblica.  L’organismo di gestione potrebbe essere supportato da un comitato scientifico e alcuni                        hanno suggerito che le imprese e gli operatori che contribuiscono alla gestione                        dovrebbero avere una rotazione veloce, ad es. l’adesione potrebbe essere triennale.  La gestione potrà coinvolgere direttamente i giovani.  Il PT dovrà essere anche commerciale-tecnologico, deve fare animazione economica.                    Dentro al Polo ci devono essere tecnici ma anche esperti di mercato. Ci deve essere un                                continuo rilievo dei bisogni delle aziende, servono audit tecnologici nelle imprese per                        proporre l’innovazione.  La politica non dovrà entrare nella gestione diretta del PT ma dovrà avere lungimiranza,                            sensibilità e competenza per trattare con le grandi aziende e le multinazionali che ci                            sono già, per non farle andare via, e con quelle che eventualmente vorrebbero arrivare,                            per non scoraggiarle. Nel passato questa competenza non c’è stata. Un ulteriore ruolo                          per la politica dovrebbe essere il controllo della correttezza dell’uso delle risorse                        finanziarie.  L’obiettivo del PT dovrà essere quello di costituire una ​regia effettiva tra imprese,                          istituzioni e attori del territorio, senza criteri politici, al di là dei protocolli d’intesa.                            Non ci deve essere competizione tra Comune, Autorità Portuale e Interporto, ci deve                          essere reale collaborazione.  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 21
  22. 22. Un altro elemento gestionale significativo sta nella necessità del ​monitoraggio delle                      attività del Polo stesso, delle quali sarà necessario misurare per esempio l’impatto                        sociale a breve, medio e lungo periodo.  3.2.3 Settori  Le opinioni espresse non sono state concordi.  Per alcuni il PT dovrà essere generalista, ​specializzato nella de-specializzazione​, nel                      senso che non ci si può limitare ad un settore ma sviluppare tecnologie che trovano                              applicazione in molti settori diversi. No servono tutte le competenze internamente, ma                        servono le capacità di trovarle quando c’è bisogno.  Per altri invece la specializzazione è fondamentale, e fa riferimento sia alle categorie                          già individuate nella fase preliminare (Economia dell’ambiente e del mare, Manifattura                      e ICT, Logistica e nautica, Impresa culturale) sia al settore del turismo, collegato a                            quello del benessere.  Ad esempio ISPRA sta promuovendo un polo per le ​biotecnologie marine e sta mettendo                            insieme sia centri di ricerca che aziende che gravitano in vario modo intorno a questi                              settori. I settori in cui c’è bisogno di innovazione per ISPRA sono: tecnologie per                            depurazione fanghi e terreni contaminati; eco-tossicologia per gli organismi marini                    (progetto di costituzione di un Osservatorio Nazionale); comunicazione ambientale.  Altro settore strategico che è stato suggerito è quella dell’​innovazione nella logistica                        (sia della nautica che delle merci che delle persone).  La presenza del porto è strategica ma il porto deve diventare un nodo sempre più                              trasparente e le aziende che si occupano di logistica devono ragionare nell’ottica di                          corridoio. Queste aziende, anche a Livorno, credono nell’innovazione come necessità                    per rimanere sul mercato. In questo settore servono altre aziende che facciano R&S e                            forniscano servizi su web of vehicle, logistica integrata, corridoio logistico nord-sud,                      produzione e utilizzo di dati da applicare nella logistica.  Inoltre a Livorno è strategica anche la logistica delle persone, sia per il turismo che per                                la manifattura; è fondamentale la connessione tra porto e aeroporto, tra porto e città;                            serve intermodalità, infrastrutture interconnesse e funzionali con gestioni                complementari e non conflittuali.   Si sottolinea che alcuni soggetti hanno avanzato invece la proposta di lasciar perdere la                            logistica, una specializzazione che è meglio localizzata al porto e a Collesalvetti.  Indicazioni interessanti sono arrivate riguardo all’inclusione dell’​industria creativa nel                  PT: da più parti infatti la cultura è stato individuato sia come un settore strategico (un                                contenuto del Polo) che come uno strumento di interazione sperimentale tra e per le                            aziende che aderiranno (un ​catalizzatore per le attività del Polo). Alcuni segnalano che                          D17 – Documento di visioning Marzo 2018 22
  23. 23. l’incontro tra ​industria creativa e ICT può generare sia servizi per la cultura e il                              turismo, sia una grande rigenerazione urbana.  Per altri invece i settori strategici dovrebbero ruotare attorno alla ​componentistica                      auto​ e alla nautica.  Turismo e servizi non sono mai inclusi nei poli tecnologici, ma per alcuni degli                            intervistati è un errore, perché l’innovazione pervade anche questi settori. Le imprese                        turistiche non fanno ricerca ma utilizzano tecnologie innovative, quindi hanno bisogno di                        interfacciarsi con aziende di questo tipo. Ci sono dei bisogni che possono trovare risposta                            in aziende innovative. Es. smart mobility  3.2.4 Incentivi  Tipi di incentivi possibili saranno:  ● azzeramento o agevolazioni sulla TARI  ● bandi specifici per Livorno sul modello di “giovani si”  ● bandi specifici per Livorno sul modello dei protocolli di insediamento  ● sgravi per assunzioni ulteriori rispetto a quelli già previsti a livello nazionale  ● altre agevolazioni (non necessariamente economiche)  I fornitori non devono stare necessariamente essere localizzati vicini alla ditta madre,                        siamo in un mondo globalizzato e la vicinanza non è un elemento importante, il mercato                              non la giustifica. I protocolli di insediamento invece possono funzionare per convincere                        un fornitore a trasferire una unità locale a Livorno.  Per alcuni parte o tutto l’investimento iniziale per la creazione del nuovo PT non                            dovrebbe essere immobiliare: con 5 MLD di euro si finanziano 100 idee!  Per altri invece il finanziamento delle idee iniziali una tantum è utile, è una leva                              iniziale, ma non è sufficiente, perché alle aziende servono commesse con continuità nel                          tempo, altrimenti, finito il finanziamento, l’azienda muore. Per stare sul mercato,                      l’azienda deve avere intorno un sistema che funziona.  3.2.5 Sede  La visione relativa alla natura della sede del Polo tecnologico livornese non è univoca.                            Sono stati descritti sostanzialmente tre modelli:  ● Sede principale ben identificabile (POLO FISICO)  ● Piccola sede e varie diramazioni localizzate (POLO DIFFUSO CON UNA TESTA -                        definito anche ​POLPO tecnologico, ​con la testa ai Vecchi Macelli ed i tentacoli su                            tutta la città)  ● Senza sede principale (POLO DIFFUSO SENZA TESTA)    D17 – Documento di visioning Marzo 2018 23
  24. 24. La sede in generale comunque dovrà costituire un punto fisico di raccordo che                          interconnetta gruppi omogenei di imprese e soggetti, non necessariamente ospitati in                      luoghi fisici tradizionali.  Le risposte su quali caratteristiche deve avere la sede risultano dipendenti in larga                          misura anche dal settore strategico che si considera.  Per quanto riguarda NAUTICA E LOGISTICA, la sede non è importante, basta una sede di                              rappresentanza e un laboratorio di pre-analisi; ​non sono le aziende che vanno al polo ma                              il polo che va dentro le aziende.  Il PT dovrebbe essere dotato di un laboratorio per svolgere pre-analisi su una tecnologia                            o su un materiale; a seguito delle pre-analisi, il PT dovrebbe essere collegato a                            laboratori specializzati già esistenti (in Toscana ce ne sono circa 50), dovrebbe essere un                            punto di ingresso di un network già esistente.  Per quanto riguarda l’ECONOMIA DELL’AMBIENTE E DEL MARE, ISPRA ha sottolineato che                        ha già una sede ma eventuali start up potrebbe avere bisogno di spazio, es. per vasche                                per studiare l’eco-tossicologia marina. Alcune aziende potrebbero essere interessate ad                    investire in uno dei capannoni dei vecchi macelli, che rimangono del Comune ma                          vengono dati in concessione per 30 anni (per esempio), anche in cambio di servizi per                              turisti e scuole.  Per alcuni degli intervistati del settore MANIFATTURA E ICT, il PT deve ospitare anche                            macchine condivise (es. tecnologie additive o altre cose che rispondono a bisogni                        rilevati) e laboratori di testing (es. materiali o altre cose che rispondono a bisogni                            rilevati). Tra gli edifici del Polo Diffuso, sarebbe opportuno utilizzare meglio di oggi la                            vecchia sede del PST-BIC, che è già dotata di aula convegni, incubatore con officine e                              uffici, uffici da soli; la maggior parte della superficie è vuota, ma ancora in ottime                              condizioni.  Relativamente al settore IMPRESA CREATIVA, ci sono state due posizioni: per qualcuno la                          sede è l’ultimo dei problemi, è importante ma non è una priorità, perché la vicinanza                              tra aziende del settore creativo serve ma basta un network, degli incontri periodici; per                            altri invece la sede è descritta come prioritaria, sede di laboratori di sperimentazione                          artigianali e culturali, aperta anche alla città.  Alcuni intervistati hanno però sottolineato che, nel caso di inserimento nel Polo                        tecnologico di un COWORKING, il luogo fisico è importante perché facilita la creazione di                            relazioni e di un ambiente stimolante, fa superare l’isolamento anche alle piccole                        realtà, i problemi si affrontano meglio e si risolvono più velocemente. Il coworking                          potrebbe ospitare per una anno delle start up finanziate attraverso il microcredito.  Un capannone (o Villa Morrazzana) potrebbe essere destinato a FORESTERIA/OSTELLO                    della gioventù, anche per ospitare scienziati/ricercatori/artisti in pericolo in zone del                      mondo in guerra (Libano, Turchia, Siria) che hanno difficoltà a sviluppare le loro idee nel                              D17 – Documento di visioning Marzo 2018 24
  25. 25. loro paese, se le loro competenze e interessi trovano un matching con le attività svolte                              in città o presso le università o le aziende dell’area, oppure residenze artistiche.  E’ stato fatto notare che a Livorno inoltre manca un centro congressi con sale grandi                              (più di 150 persone).  3.2.6 Comunicazione  Le caratteristiche della comunicazione del Polo tecnologico che sono state indicate sono                        le seguenti:  ● orientata al web e ai social  ● orientata ai giovani e alle scuole  ● chiara, concisa, concreta, diretta  ● fatta da professionisti  ● essenziale  ● accattivante  ● bidirezionale rispetto alla città  ● prevalentemente video  Ha avuto molto successo la proposta di promuovere un concorso di idee per il logo                              dentro le scuole cittadine, non solo per l’individuazione del logo quanto per avere                          l’occasione di far conoscere il progetto e le attività del PT ai giovani livornesi.  Le parole chiave che sono state indicate come fondamentali per la comunicazione del                          Polo tecnologico sono  ● innovazione  ● integrazione  ● tecnologia  ● unione  ● elementi naturali e culturali di Livorno (es. mare)  Una indicazione frequente è stata quella di non utilizzare l’espressione "polo                      tecnologico", e molti hanno suggerito nomi alternativi, più o meno efficaci:  ● Polo Diffuso Multirisorse  ● Innovation centre  ● I canali dell’innovazione  ● Centro delle tecnologie abilitanti  ● PoLIV  ● Innovation/Creativity Workshop  ● Livorno Euromediterranea  ● i 4 mori  ● Polimm  ● Limew  ● FuturLi  ● MextLi  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 25
  26. 26. ● SmartLi  ● Lismart  ● Gentibus valley  ● Diversis Gentibus Una - DGU  La comunicazione del Polo tecnologico dovrebbe essere integrata in una comunicazione                      positiva dell’intero territorio livornese.  3.3 Le vision delle singole categorie  Appare utile descrivere anche le priorità che sono state indicate dai partecipanti al                          percorso di ascolto per categoria.     3.3.1 La visione del PT delle imprese    SERVIZI  ● Marketing e commercializzazione  ● Ufficio di progettazione centralizzato cittadino, che            promuova la partecipazione a bandi in modo proattivo  ● Matching azienda-azienda  ● Matching azienda-università  GESTIONE  ● Gestione imprenditoriale struttura societaria con un organo              decisionale forte  ● Professionalità di altissimo livello coordinate tra loro per                cogliere la complessità dei bisogni dell’azienda  ● Selettività e capacità di scommettere velocemente  SETTORI  ● Cultura sia come settore (contenuto del Polo) che come                  strumento di interazione sperimentale (catalizzatore per le              attività del Polo)  ● Nessuna specializzazione, solo ascolto dei bisogni delle              imprese  ● All’inizio partire con una specializzazione, e poi ci si allarga                    col tempo  SEDE  ● Sede solo per governance  ● Sede per un anno a piccole strat up in micro-credito  ● Sede per laboratorio di testing condiviso dalle aziende  ● Ostello per artisti, ricercatori da zone di guerra, …  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 26
  27. 27. COMUNICAZIONE  Proposte di nomi per il alternativi a Polo tecnologico:  ● Gentibus valley  ● Innovation lab/ innovation center  ● Polo per lo sviluppo dell’innovazione nella tecnologia e nella                  cultura  ALTRO  ● Ambizione internazionale  ● Non coabitazione ma commistione, contaminazione          professionale nel Polo  ● Senso di appartenenza al Polo e al territorio    3.3.2 La visione del PT di scuola, università e ricerca  SERVIZI  ● Formazione d’impresa e d’innovazione: cultura          dell’innovazione e collegamento tra innovazione e            creazione artistica  ● Supporto alla gestione (management, personale,          finanziaria)  ● Business angels  ● Ricerca (applicazione, diffusione e supporto alla ricerca)  GESTIONE  ● Gestione con adesione aperta: leggera, indiretta, flessibile  ● Gestione mista pubblico-privata (es. fondazione)  SETTORI  ● Industria creativa  ● Ambiente ed economia circolare, economia blu  ● Logistica e tecnologie per il mare (mobilità elettrica                sull’acqua, nautica…)  SEDE  ● Punto fisico di raccordo che interconnette gruppi omogenei                di imprese e soggetti non necessariamente ospitati in                luoghi fisici tradizionali  COMUNICAZIONE  ● Eliminare “polo tecnologico” e sostituire con, ad esempio,  “I canali dell’innovazione”  ● Polo Diffuso Multirisorse  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 27
  28. 28. 3.2.3 La visione del PT dei cittadini  SERVIZI  ● Ufficio promozione, comunicazione, grafica  ● Ufficio per scremare la burocrazia amministrativa,            finanziamenti, internazionalizzazione  GESTIONE  ● Gestione in sinergia con professionisti esterni  ● Confronto con altri poli  ● Gestione leggera, non burocratica, studio e analisi              istituzionale  ● Coinvolgere i giovani  ● Urban center, spazi dove incontrarsi, ufficio cittadini  SETTORI  ● Impresa sociale, servizi ed idee (scuola per enti)  ● Turismo  ● ​​Logistica, mare  SEDE  ● Non una nuova sede ma recupero di aree  ● Sede bella, visitabile, tipo campus  ● Una parte pronta subito, poi a seguire altre aree a                    disposizione  ● Polo della Venezia (ex macelli) ​​​per storia e tecnologia, con                    servizio di ristoro  ● Villa Morazzana per sede di sviluppo di iniziative turistiche                  ed enogastronomiche  COMUNICAZIONE  ● Promuovere un concorso di idee per il logo dentro le scuole                      cittadine  ● Promuovere una comunicazione bidirezionale tra cittadini            e imprese: cittadino non come solo ultimo anello della                  produzione ma come primo punto per proporre idee  ● Comunicare continuamente all’esterno cosa fa il Polo              tecnologico      D17 – Documento di visioning Marzo 2018 28
  29. 29.   4. Il piano di azione: la roadmap (Come ci arriviamo?)  4.1 Il Quadro Logico del progetto  Le idee e le riflessioni emerse dal percorso di ascolto possono essere organizzate                          seguendo la struttura del Quadro Logico (QL):  ● albero dei problemi;  ● albero degli obiettivi;  ● logica dell’intervento (strategie).      Questo quadro logico è la base del quadro logico rielaborato e inserito nel D20 - Linee                                guida per lo studio di fattibilità.  Riportiamo di seguito l’albero dei problemi emersi durante il percorso di ascolto a cui                            l’intervento sul Polo Tecnologico dovrà cercare di dare risposta. Di seguito il                        corrispondente albero degli obiettivi e le strategie.    D17 – Documento di visioning Marzo 2018 29
  30. 30. 4.1.1 I problemi da affrontare    4.1.2 Gli obiettivi da raggiungere        D17 – Documento di visioning Marzo 2018 30
  31. 31.   4.2 Strategie  Le strategie che si suggeriscono sono descritte in modo integrato ai risultati del percorso                            di ascolto e vengono riprese, con alcune rielaborazioni, nelle “Linee guida per lo studio                            di fattibilità” (D20).  A. Strategia “Incentivi e agevolazioni”​: incentivo alla creazione e                  all’insediamento di nuove imprese e mantenimento delle attuali  INVESTIMENTO INIZIALE IN INCENTIVI  ● L’investimento iniziale dovrà essere in parte dedicato alla messa a disposizione di                        incentivi rivolti sia alle imprese esistenti che vogliono aderire al PT che alla                          creazione di nuove imprese.  B. Strategia “Rete e cooperazione”​: messa in rete delle imprese, delle                      istituzioni e dei centri di ricerca  UNITÀ NELLA DIVERSITÀ  ● Il Polo Tecnologico dovrà reinterpretare in chiave moderna lo spirito della                      fondazione della città, la commistione di diverse competenze e culture come                      motore di innovazione e cambiamento. Dovrà promuovere l’integrazione a tutti i                      livelli, arginare la frammentazione istituzionale costituendo una regia effettiva                  dei progetti di cambiamento territoriale, creare le condizioni per fare rete sia                        D17 – Documento di visioning Marzo 2018 31
  32. 32. all’interno del Polo Tecnologico (divenendo un ​social network delle imprese e dei                        centri di ricerca), che verso l’esterno: il territorio livornese, gli altri Poli                        Tecnologici, la dimensione nazionale e internazionale.  INVESTIMENTO INIZIALE NELLA CREAZIONE DELL’ORGANO GESTIONALE  ● Una parte dell’investimento iniziale potrà essere dedicata alla creazione di una                      governance pubblico-privata che però dovrà poi diventare economica ed                  auto-sostenibile.  UN TAVOLO PERMANENTE  ● Si propone l’apertura di un tavolo permanente per il Polo Tecnologico, che riesca                          a individuare i bisogni a cui le imprese innovative possono trovare risposta                        partendo sia dai desideri e dalla motivazione della comunità che dalle certezze e                          dai trend sicuri per il futuro, e possa organizzare la ricaduta su scala più vasta                              valorizzando le competenze e il territorio.   C. Strategia “Servizi per l’innovazione”​: Creazione di strutture e                  servizi per l’innovazione  INVESTIMENTO INIZIALE IN SERVIZI  ● L’investimento iniziale dovrà essere in parte dedicato alla creazione di un centro                        servizi alle imprese che non offra semplicemente i servizi di base ma si avvalga di                              professionalità credibili e integrate tra loro, ce possano comprendere la                    complessità delle dinamiche di un’azienda. Le aziende che aderiranno al PT                      potranno scambiarsi servizi tra loro.  ● I servizi più innovativi da fornire potrebbero essere: incubazione fisica e virtuale,                        coworking, networking, fundraising, mentoring, audit tecnologici, supporto al                crowdfunding, supporto all'innovazione, supporto per la gestione dei brevetti,                  prove e testing, servizi di analisi e proposta rivolti agli enti territoriali, ufficio di                            progettazione centralizzato cittadino, che promuova la partecipazione a bandi in                    modo proattivo.  D. Strategia “Cultura e identità”​: cambiamento culturale e motivazione                  della comunità  FORTE IDENTITÀ E APERTURA AL MONDO  ● Il Polo Tecnologico dovrà avere una forte identità, promuovere il senso di                        appartenenza dei soggetti aderenti al Polo e al territorio, e dovrà comunicare                        questa identità sia a livello locale (per esempio verso le giovani generazioni) che                          a livello più vasto (Polo come strumento di marketing territoriale)· Il Polo                        Tecnologico dovrà essere virtuoso sia al suo interno che verso il territorio che lo                            ospita. E’ necessario recuperare l’apertura al mondo che ha caratterizzato la                      nascita stessa della città di Livorno, intessendo rapporti economici con grandi                      D17 – Documento di visioning Marzo 2018 32
  33. 33. realtà non locali, coinvolgendo i livornesi nel mondo, curando la reputazione del                        Polo a livello globale.  COLTIVARE IL CAMBIAMENTO CULTURALE PER RACCOGLIERE L’INNOVAZIONE  ● La chiave di successo del nuovo PT quindi sta nel:  ○ Coltivare la speranza nel futuro  ○ Coltivare la bellezza  ○ Coltivare l’ambizione e combattere la sciattezza  ○ Coltivare le idee (sono quelle che attirano i soldi) a partire dall’analisi dei                          bisogni  ○ Coltivare la capacità di reagire alla crisi e di dare il meglio nell’emergenza  POLO COME SCINTILLA, INNESCO DELLA VOGLIA DI CAMBIARE  ● Il Polo Tecnologico dovrà essere l’innesco della voglia di cambiare che sembra                        esserci in molti settori della comunità livornese, la scintilla che dà fuoco alle                          passioni e all’impegno, l’enzima che mette in moto le reazioni a catena positive                          verso il rilancio economico del territorio.  E. Strategia “Riqualificazione urbana”​: recupero di aree ed edifici                  urbani degradati  INVESTIMENTO INIZIALE NELLA SEDE  ● L’investimento iniziale dovrà essere in parte dedicato alla creazione di una sede                        che costituisca il luogo di riferimento delle altre realtà già esistenti o da insediare                            sul territorio, nella logica del POLO DIFFUSO o POLPO TECNOLOGICO.     F. Strategia “Comunicazione”​: promozione e comunicazione per la                riconoscibilità del Polo Tecnologico e del territorio livornese  ● La comunicazione del Polo tecnologico dovrà essere integrata in una                    comunicazione positiva dell’intero territorio livornese e dovrà essere                professionale, chiara, concisa, concreta, diretta e accattivante, orientata al web                    e ai social, rivolta soprattutto ai giovani e alle scuole, bidirezionale rispetto alla                          città. Una indicazione frequente è stata quella di non utilizzare l’espressione                      "polo tecnologico", e molti hanno suggerito nomi alternativi, più o meno efficaci.  STRATEGIA INCREMENTALE  Dato che la ristrutturazione dei Vecchi Macelli potrebbe durare diversi anni, è necessario                          adottare una strategia incrementale, una strategia a due orizzonti temporali diversi:  ● breve termine: creazione di un ecosistema innovativo attraverso la stipula di un                        protocollo d’intesa tra Comune e imprenditori innovativi già presenti sul                    D17 – Documento di visioning Marzo 2018 33
  34. 34. territorio; chi aderisce ha sgravi fiscali (es. Tari=0) ma si impegna a sostenere,                          fare da mentore alle aziende del nuovo PT. Il nuovo PT all’inizio dà solo servizi                              ma non offre luoghi fisici di insediamento. Si deve creare una specie di ​core group                              che fa da ​driver​ all’innovazione sociale.  ● lungo termine: ai Vecchi Macelli si crea anche un luogo fisico dove le aziende                            interessate possono insediarsi, in modo da creare anche un luogo fisico di                        riferimento per il PT.  4.3 Ruoli e responsabilità  Per la realizzazione positiva di queste strategie è necessario che sia le imprese e le                              associazioni di categoria, che le Istituzioni Pubbliche e le aziende partecipate,                      l’Università e i Centri di ricerca, che i cittadini più attivi diano un contributo specifico,                              che viene analizzato di seguito in termini di ruoli e responsabilità, come è stato discusso                              durante il percorso di ascolto.  4.3.1 Imprese  ● RUOLO STRATEGICO  ○ Promozione del PT  ○ Drivers primari  ○ Esprimere bisogni e dare informazioni  ○ Responsabilità sociale: apporto di conoscenza e responsabilità delle grandi                  aziende verso le piccole  ● RUOLO OPERATIVO  ○ Collaborazione e cooperazione con le altre aziende nel PT  ○ Sviluppo e condivisione di nuove idee  ○ Fruizione di servizi  ○ Erogazione di servizi  ○ Progettazione condivisa per la ricerca di finanziamenti  ○ Sostegno alle start up  ● RUOLO GESTIONALE  ○ Collaborazione alla gestione  ○ Sostegno finanziario  4.3.2 Associazioni di categoria   ● INTERVENTO DIRETTO    ○ Agevolare fiscalmente l'insediamento di nuove imprese  ● INTERVENTI INDIRETTI    ○ Favorire la divulgazione delle informazioni tra le imprese  ○ Coordinare le attività  ○ Favorire le relazioni tra le imprese e con il PT, fare da ponte, da                            facilitatore  ○ Diffusione di casi di successo e dei modelli replicabili.  ○ Stimolare gli associati più sensibili e pronti alla cooperazione  ● RUOLO MARGINALE   D17 – Documento di visioning Marzo 2018 34
  35. 35. ○ Supervisione  ○ Supporto solo istituzionale      4.3.3 Istituzioni  ● RUOLO STRATEGICO    ○ Indirizzo per le politiche di sviluppo  ○ Ascolto dei bisogni del territorio  ○ Promozione del PT e del territorio che lo ospita  ● RUOLO OPERATIVO   ○ Facilitazioni burocratiche  ○ Comunicazione e divulgazione  ○ Investire in innovazione  ○ Sostegno alle imprese  ○ Facilitatori per l'accesso a finanziamenti    ○ Aziende pubbliche sperimentatrici di servizi innovativi  ○ Sgravi fiscali  ● RUOLO GESTIONALE    ○ Linee guida e regolazione  ○ Monitoraggio e verifica dei risultati  ○ Coordinamento tra imprese e con i centri di ricerca  ○ Partecipazione alla gestione, sperimentando nuove forme di partenariato  ○ Apertura al pubblico  ○ Non intralciare le attività del polo tecnologico  4.3.4 Aziende pubbliche   ● RUOLO STRATEGICO  ○ Individuare i bisogni del territorio  ○ Vettori di cambiamento culturale e innovazione  ● RUOLO OPERATIVO  ○ Prototipazione e testing di idee innovative di piccole imprese   4.3.5 Scuola, Università e Ricerca  ● RUOLO STRATEGICO    ○ Dialogo costruttivo e contaminazione   ○ Collaborazione e dialogo con istituzioni e PT  ○ Partecipazione e supporto scientifico alla progettazione  ○ Fornire esempi positivi, motivazioni ed ispirazione ai più giovani  ○ Convenzioni, partnership, scambi  ○ Stimolo alla classe imprenditoriale  ○ Stimolo verso i giovani studenti livornesi  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 35
  36. 36. ○ Promuovere iniziative multidisciplinari  ○ Promotori della sostenibilità  ○ Creare un campo delle eccellenze  ● RUOLO OPERATIVO   ○ Fare ricerca di supporto alle aziende per il trasferimento tecnologico  ○ Supporto all'innovazione  ○ Sviluppo attività di laboratorio, testing, sviluppo tecnologico  ○ Fare ricerca di supporto alle aziende per il trasferimento tecnologico  ○ Supporto all'innovazione  ○ Sviluppo brevetti  ○ Valutazione e certificazione, dove opportuno  ○ Supporto all'internazionalizzazione  ○ Coworking  ○ Comunicazione  ○ Orientamento al lavoro / professionale, anche sfruttando lo strumento                  dell’alternanza scuola lavoro  ● FORMAZIONE    ○ Fare formazione di supporto alle aziende  ○ Fare formazione/divulgazione verso la città  ○ Proporre corsi di alta formazione e specializzazione a basso costo  4.3.6 Cittadini   ● RUOLO STRATEGICO  ○ Coinvolgimento nel cambiamento culturale per lo sviluppo della città  ○ Proposta di progetti con ricaduta sul territorio  ○ Stimolatori e generatori di idee su nuovi prodotti e servizi  ● RUOLO OPERATIVO  ○ Collaborazione, confronto, partecipazione attiva  ○ Fruitori di servizi (formativi, urbani…)  ○ Destinatari di comunicazione continua  ○ Verifica e controllo   ○ Catalizzatori di eventi innovativi e attività collaterali (turismo e servizi)      D17 – Documento di visioning Marzo 2018 36
  37. 37. 5. Le proposte dal territorio  5.1 I numeri  Durante il periodo di apertura del bando per manifestazioni di interesse e proposte per                            investimenti e idee per il nuovo Polo sono emersi molti spunti interessanti.   Compessivamente sono state inviate, entro la scadenza del 28-2-2018 ​103                    manifestazioni​ di interesse e ​30 proposte​ più dettagliate.  E’ importante sottolineare che molte manifestazioni di interesse contengono anche idee                      e proposte di investimento o per la caratterizzazione del nuovo Polo o per le strategie                              più generali di sviluppo della città.  Le figure seguenti sintetizzano graficamente le caratteristiche delle manifestazioni di                    interesse e delle proposte pervenute.  Manifestazioni di interesse per tipologia di soggetto          D17 – Documento di visioning Marzo 2018 37
  38. 38. Manifestazioni di interesse per settore     Tipologia di proposte pervenute    D17 – Documento di visioning Marzo 2018 38
  39. 39. Settori di interesse prioritario delle proposte pervenute    5.2 Proposte emerse  Le proposte pervenute sono molto eterogenee sia per quanto riguarda il dettaglio della                          progettazione e le previsioni di budget. Alcune sono poco più che idee generali, altre                            invece sono state accompagnate da corposi allegati e, in un caso, con una bozza di                              business plan. Di seguito l’elenco sintetico delle proposte, suddivise per tipologia (in                        grassetto le proposte più interessanti e articolate).  A) Proposte per il Polo (gestione, organizzazione, caratterizzazione)  ● Livorno 2.0: Cultura e Tecnologia come propulsore economico e sociale per la                        città di Livorno (cod. 1143 - Fondazione Goldoni e Scuola Sant'Anna)  ● Servizio di soft-landing per aziende straniere (cod. 1084 - Invest in Tuscany -                          Regione Toscana)  ● Un modello di struttura innovativa per l’evoluzione del concetto di polo                      tecnologico a Livorno (cod. 838 - Luigi Agostini)  ● Livorno per un nuovo Mediterraneo (cod. ND - Ruggero Morelli)  B) Proposte di ricerca e sviluppo  ● POLO TECNOLOGICO LIVORNESE PER LA GESTIONE INTEGRATA DELL’AREA                MARINO/COSTIERA  ○ Proposta complessiva ISPRA (cod. 488 - Istituto Superiore per la Protezione                      e Ricerca Ambientale)  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 39
  40. 40. ○ Modulo Ecotox Lds Srl (cod. 535 - Ecotox Lds S.r.l.)  ○ Modulo Elements Works Srl (cod. 525 - Elements Works SRL)  ○ Modulo Robotech Srl (cod. 528 - ROBOTECH srl)  ○ Modulo Team Service Sas (cod. 492 - Team Service sas)  Modulo Monitoraggio BEWS, Mappature 3D, Realtà Virtuale e Museo Diffuso                    (cod. 830 - Simone Modugno)  ● Polo Tecnologico della Bicicletta e della Mobilità sostenibile. La casa della                      Bicicletta “IL POLPO” (cod. 432 - Associazione Progetto Bici)  ● Integrated system for worker health, safety and well-being (cod. 821 - Angelo                        carnemolla)  ● stART - Centro studi (cod. 1402 - START)  C) Proposte di investimento produttivo  ● Tourilink: avvio startup innovativa nel settore del turismo/ICT (cod. 868 - Sistemi                        Territoriali srl)  ● Game of Life® (cod. 815 - IOSenTO)  ● DigitaLeghorn (cod. 644 - Flyby Srl e i-EM Srl)  ● Scuola dei mestieri del mare (cod. 1415 - Scuola italiana Turismo srl)  ● SaveMyBike (cod. 719 - Università di Pisa - Polo Logistico Universitario di Livorno)  ● Sistema TWO (Thermal Waste Oxidation) per il rifiuto energetico - solidi e liquidi -                            e biomassa (cod. 888 - AETO AG)  ● Produzione di prodotti energetici da plastica non altrimenti recuperabile (cod.                    1283 - Pyrenergy S.r.l.)  ● Proposte di insediamento di aziende innovative (cod. 946 - Celestino Baldanzi)  D) Proposte di altra natura  ● Centro di “formazione all’imprenditoria innovativa” (CFII) (cod. 505 -                  Università di Pisa)  ● Il mare accessibile alle persone disabili (cod. 1069 - Sport Insieme Livorno)  ● Realizzazione di imbarcazione accessibile alle persone disabili (cod. 1069 - Sport                      Insieme Livorno)  ● Lo sviluppo aziendale attraverso politiche e strumenti di Welfare aziendale (cod.                      988 - Family partner)  ● Laboratorio di costume teatrale (cod. 1297 - Gabriella Panza)  ● Organizzazione manifestazione Street ball 2018 - 2° edizione e sviluppo attività                      (cod. 785 - A.S.D. Giglio Pallacanestro Livorno e cod. 100 - Claudio Coca)  ● Ristrutturazione della Chiesa degli Olandesi (cod. 1525 - Congregazione                  Olandese-Alemanna)  ● XV RASSEGNA DI POLIFONIA VOCALE CITTA' DI LIVORNO (cod. 1320 - Coro                        polifonico Rodolfo del Corona)  ● Fiera dell'artigianale e dell'arte locale (cod. 1065 - Sonia Vellere)  E) Idee e proposte inserite solo nella manifestazione di interesse  ● Realizzazione di una piccola sartoria di abiti cuciti a mano da distribuire in tutto                            il mondo tramite l'e-commerce (cod. 648 - Cristiana Rossini - cecibirbona)  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 40
  41. 41. ● Sviluppo tecnologia per la generazione di acqua potabile dalla condensa                    atmosferica (cod. 665 - IVANO Di Benedetti)  ● Sviluppo polo di eccellenza sulle tecnologie digitali (cod. 683 - Armando Serra)  ● Sviluppo e commercializzazione di un prodotto ICT (già in stadio avanzato) (cod.                        700 - AREA3D Srl)  ● Ripristinare il mestiere dei maestri d'ascia svolto al recupero dei mezzi navali                        (cod. 758 - Comitato Organizzatore Palio Marinaro)  ● Idee e proposte collegate a proposta ISPRA  ○ Trattamento sedimenti marini (cod. 657 - Università di Pisa DESTEC)  ○ Riciclo ambientale all'interno di porti commerciali e turistici (cod. 631 -                      Michele Magri)  ○ Ripristino sedimenti marini contaminati attraverso la mycoremediation              (cod. 799 - Università di Pisa, Dipartimento di Biologia)  ○ Ricerca e sviluppo tecnologie per la bioremediation dei sedimenti marini                    contaminati (collegata a proposta ISPRA) (cod. 800 - CNR-ISE)  ● Fonti rinnovabili e trattamento rifiuti (cod. 882 - Lorenzo Lopez)  ● Recupero di antichi mestieri maestro d'ascia (cod. 1004 - Alica Costruzioni)  Progetti sulla mobilità sostenibile (cod. 1062 - Sharengo)  ● Creare un Villaggio della Salute e del Benessere (cod. 1327 - RETE OLISTICA                          LIVORNO - R.O.L. - CAMMINO PER IL BENESSERE)  ● Sviluppo servizio di segretaria su misura (cod. 533 - Segretaria su misura)  ● Self-service in condominio Via Trieste (cod. 369 - Rita Santochi)  5.3 Approfondimenti: le due proposte più interessanti  Due proposte meritano di essere segnalate per approfondimenti all’Amministrazione                  Comunale:   A. la proposta presentata dalla Fondazione Goldoni della Scuola Superiore Sant’Anna                    (in partenariato con diverse aziende e enti)  B. la proposta presentata da ISPRA in partenariato con diversi enti di ricerca,                        aziende e università.  Le due proposte sono particolarmente interessanti per i seguenti motivi:  ● coinvolgono un’ampia e varia rete di soggetti pubblici e privati (imprese, centri di                          ricerca, istituzioni, associazioni);  ● sono articolate e dettagliate nei contenuti;  ● sono coerenti con gli indirizzi dell’Amministrazione Comunale;  ● riguardano settori e tecnologie con grandi prospettive di sviluppo;  ● sono aperte e tra loro complementari e compatibili;  ● orientate alla sostenibilità economica-finanziaria e a sviluppare effetti                moltiplicatori;  ● riguardano attività e collaborazioni già in atto che   ● sono radicate nel contesto livornese.  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 41
  42. 42. A) Livorno 2.0: Cultura e Tecnologia come propulsore economico e sociale per la                          città di Livorno (cod. 1143 - Fondazione Goldoni e Scuola Sant'Anna)  ● Tipologia​: Proposta organizzativa e gestionale per il Polo  ● Proponenti​: Fondazione Goldoni e Scuola Superiore Sant’Anna  ● Rete di partner attivata​:  ○ 3DNextech Srl  ○ IOSento Srl  ○ Mediate Srl  ○ Relativity Labs Srl  ○ TechnoDeal Srl  ● Progetto di dettaglio​: sì  ● Proposte collegate: ​sì  ● Budget​: sì  ● Fabbisogno di finanziamento pubblico​:   ○ 2 mln per la ristrutturazione/riqualificazione della sede;  ○ 600 m. per l’allestimento della sede e la gestione;  ○ 3,4 mln per sostegni e incentivi alle imprese.  ● Ricavi​: sì (punto di pareggio dopo 2,5 anni di gestione.  La proposta si fonda sull’idea che la cultura debba essere il fattore fondamentale dello                            sviluppo socio-economico attuale e futuro della città di Livorno e punta alla creazione di                            un “Distretto culturale evoluto”, ovvero un ecosistema urbano ad alto contenuto                      tecnologico e culturale, che favorisca l’innovazione e la creatività e sia capace di                          erogare servizi di qualità elevata alle imprese del territorio.  La proposta prende in considerazione tutti gli aspetti organizzativi e gestionali del Polo,                          delinea le strategie necessarie e contiene anche un sommario piano economico e                        finanziario. In particolare vengono analizzati i servizi offerti, il mercato di riferimento e                          il relativo posizionamento, oltre alle strategie previste (marketing e comunicazione).  Il Polo è concepito come un’entità dinamica in grado di porsi come punto di riferimento                              per le piccole e medie imprese ad alto contenuto tecnologico l’erogazione di servizi                          avanzati e qualificati.   Il Polo dovrebbe avere due canali di creazione del valore:  ● un canale diretto: lo sviluppo del metasettore delle industrie innovative e                      creative, siano esse culturali e tecnologiche;  ● un canale indiretto: promuovendo gli effetti sistemici di un orientamento                    collettivo allo sviluppo locale su base culturale e tecnologica (distretto culturale                      evoluto).  E’ importante sottolineare che, nelle previsioni dei proponenti, il Polo ha bisogno del                          sostegno pubblico per circa 2 anni e mezzo, dopodiché sarà capace di autosostenersi                          e di generare risorse importanti a beneficio della città e delle imprese.  La peculiarità del Polo proposto è la trasversalità e la contaminazione tra cultura e                            tecnologia. In questa prospettiva, nella proposta è molto importante l’investimento                    D17 – Documento di visioning Marzo 2018 42
  43. 43. nella costruzione di una struttura articolata in due volumi (superficie complessiva di                        1.200 metri quadri) distinti ma collegati:  ● Il primo volume sarà il luogo sarà un vero e proprio HUB che potrà accogliere almeno                                10 start up rappresentative del mondo della cultura e dell’innovazione tecnologica.  ○ Per il settore culturale, la Fondazione Teatro Goldoni può già disporre di vari                          comparti d’azione: G.A.I.A. (Goldoni Area di Innovazione Artistica), innovazione                  audio video, scenotecnica, design, costumistica, settore produzione spettacoli,                promozione e comunicazione.  ○ Per il settore innovazione e nuove tecnologie, la Scuola Superiore Sant’Anna,                      prevede di coinvolgere nel Polo le proprie migliori Spin-off sui temi della                        Meccatronica, della Robotica e Biorobotica, della realtà aumentata, del Digital                    Manufacturing e Stampa 3D, della Circular Economy e della Robotica Educativa.  ● Il secondo volume è concepito come una vivace OPEN HOUSE, uno spazio capace di                            trasformarsi durante il corso di ogni giornata:   ○ il giorno sarà lo spazio della sperimentazione applicata, del teatro della ricerca,                        luogo della produzione spettacolare abbinata all’innovazione tecnologica. Il                manufatto, l’oggetto qui prodotto è lo spettacolo: una forma di spettacolo                      nuova, resa nuova dall’innovazione tecnologica applicata. Gli spettacoli                diventano momento di testing, vetrina, narrazione e presentazione di prodotti                    innovativi.   ○ La notte, l’Open House si apre alla fruizione della città: teatro, concerti, eventi                          per le aziende, somministrazione e convivialità in senso lato, con l’obiettivo di                        creare un punto di socialità ed aggregazione, creando occasione di incontro che,                        uniti a punti di somministrazione (bar, ristorante, pizzeria, ecc.), potranno                    essere anche una fonte di reddito, che faciliterà la sostenibilità economica del                        Polo.  Punti di forza della proposta  ● E’ una proposta organica e innovativa  ● Punta sulla cultura e sulla creazione di un distretto culturale evoluto  ● Coinvolge un’ampia rete di soggetti  ● E’ autosostenibile e capace di generare ricavi entro 2,5 anni  ● E’ trasversale e aperto, capace di integrare anche proposte di altra natura  ● Riguarda aziende, tecnologie e iniziate già avviate  ● Investe su tecnologie con grandi potenzialità di sviluppo  ● Promuove la contaminazione e il radicamento nella comunità  ● Punta sull’innovazione sociale  Punti di debolezza  ● Importanza cruciale della sede   ● Peso dell’investimento immobiliare  ● Costi di gestione elevati  ● Creazione di una struttura gestionale stabile  ● Rilevanza della presenza pubblica  ● Previsioni di ricavi incerte e da verificare  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 43
  44. 44. B) Polo per la gestione integrata dell’area marino-costiera (cod. 488 - Istituto                        Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale)  ● Tipologia​: Proposta di iniziative integrate di ricerca e sviluppo  ● Proponenti​: ISPRA  ● Rete di partner attivata​:  ○ Imprese  ■ Team Service sas  ■ Elements Works SRL  ■ ROBOTECH srl  ■ Ecotox Lds S.r.l.  ■ Simone Modugno (Libero professionista)  ○ Centri di ricerca  ■ Università di Pisa DESTEC  ■ Università di Pisa, Dipartimento di Biologia  ■ CNR-ISE  ■ Istituto di BioRobotica, Scuola Superiore Sant'Anna  ■ Biomass Research Center of Biogas Institute of Ministry of Agriculture                    - Repubblica di Cina  ● Progetto di dettaglio​: sì  ● Proposte collegate: ​sì  ● Budget​: no  ● Fabbisogno di finanziamento pubblico​: non specificato  ● Ricavi​: non previsto  La proposta ha l’obiettivo di riunire, integrare, consolidare e sviluppare le competenze                        tecnico-scientifiche di diverse realtà già operanti sul territorio livornese nel campo della                        ricerca, monitoraggio, gestione delle aree marino-costiere e riduzione degli impatti                    antropici, valorizzando i risultati delle attività di ricerca e le tecnologie già esistenti a                            livello prototipale, per la nascita e la crescita di nuove attività legate alla Blue e alla                                Green Economy.   ISPRA, l’istituto di ricerca del Ministero dell’Ambiente presente a Livorno dal 1993, ha                          promosso questa proposta in collaborazione con diversi enti ed istituzioni sia pubblici                        che privati (la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Elements works, Robotech, Ecotox,                        Team Service, BIOMA e Futong (queste ultime entrambe imprese della Repubblica                      Popolare Cinese).  Il Polo dovrebbe riunire (non necessariamente nella stessa sede) perseguendo strategie                      condivise diversi moduli di ricerca tematici tra loro collegati:  1. Modulo energia marina  2. Modulo organismi marini  3. Modulo monitoraggio marino/costiero  4. Modulo robotica marina.   All’interno dei moduli, potranno essere sviluppate diverse attività con ottime                    prospettive di mercato:   a) Monitoraggio della qualità degli ambienti marino-costieri;  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 44
  45. 45. b) Gestione e riutilizzo delle acque e dei sedimenti marini e fluviali  c) Produzione organismi marini: utilizzo di biotecnologie ed acquacoltura                ecosostenibile.   d) Produzione di energia dal mare  e) Ricerca e sviluppo di nuovi materiali per l’ambiente  f) Ricerca e sviluppo di robotica marina  g) Climatologia marina e oceanografia   ISPRA (in particolare il Laboratorio di ecotossicologia acquatica e biologia del plancton)                        prevede di sviluppare un sistema integrato di allevamento e mantenimento di organismi                        marini modello per studi ed applicazioni in ambiti che spaziano dalla ecotossicologia,                        all’acquacoltura, alla produzione di molecole bioattive (farmaceutici e nutraceutici).   Si tratta di attività di ricerca e sviluppo già in atto sul territorio livornese che si trovano                                  a diversi livelli di maturità tecnologica (tra TLR5 e TLR7) e che necessitano di                            finanziamenti e servizi di supporto per il passaggio alla fase industriale e alla                          commercializzazione.  Il Polo è visto quindi come un’opportunità per sviluppare tecnologie che, in prospettiva,                          possono avere un enorme impatto sul mercato, in quanto riguardano settori per i quali si                              prevede una crescita esponenziale nei prossimi anni, come ad esempio:  ● la remediation ambientale;  ● la produzione di energia dal mare;  ● le nanotecnologie;  ● l’acquacoltura sostenibile.  La caratterizzazione del Polo sulle tecnologie legate al mare, inoltre, si presta                        all’integrazione con lo sviluppo di iniziative di tutela e valorizzazione dell’ambiente                      costiero, anche in chiave turistica.  Infine, la proposta è perfettamente coerente con la strategia europea “Integrated                      Coastal Zone Management (ICZM)” e prevede la possibilità di attivare con il Contratto di                            Costa, due fattori che possono favorire l’acquisizione di ulteriori e importanti                      finanziamenti.  Punti di forza della proposta  ● Coinvolge un’ampia rete di soggetti a livello locale, nazionale e internazionale  ● Riguarda settori e tecnologie ad elevato potenziale di sviluppo  ● Riguarda aziende, tecnologie, prototipi e iniziate già avviate  ● Si integra con altri settori (turismo, cultura)  ● E’ coerente con la strategia europea ICZM  ● Non si fonda sull’investimento immobiliare  Punti di debolezza  ● Non è ancora sufficientemente sviluppata  ● Manca un budget e una previsione di sostenibilità finanziaria  ● Rilevanza della presenza pubblica  ● Non prevede ricavi  ● E’ concentrata su un settore  D17 – Documento di visioning Marzo 2018 45

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