IL GOVERNO DELLA FAMIGLIA DI DIO, Volume 1 - 5.ed._2009 (Jakob Lorber)

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La Parola del Signore attraverso Jakob Lorber

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IL GOVERNO DELLA FAMIGLIA DI DIO, Volume 1 - 5.ed._2009 (Jakob Lorber)

  1. 1. RIVELAZIONI DI DIO
  2. 2. LE OPERE DI JAKOB LORBER1) IL GOVERNO DELLA FAMIGLIA DI DIO - 1840/1844 - (da Adamo ed Eva fino a Noè) 3 vol.2) LE DODICI ORE - 1841 - (le atrocità dei popoli della Terra nel 1841)3) IL GRANDE TEMPO DEI TEMPI - 1841 - (la più grande Opera compiuta dalla Divinità)4) LA LUNA - 1841 - (la costituzione, la vita e lo scopo del nostro satellite)5) SATURNO - 1841/1842 - (la costituzione e la vita su tale pianeta)6) LA MOSCA - 1842 - (le attitudini e lo scopo di questo animale primordiale)7) IL GROSSGLOCKNER - 1842 - è un monte austriaco - (lo scopo delle montagne)8) IL SOLE NATURALE - 1842 - (la costituzione e la vita sul nostro ‘pianeta’ Sole)9) IL SOLE SPIRITUALE - 1842/1843 - (il più grande trattato sull’Aldilà) 2 vol.10) SPIEGAZIONE DI TESTI BIBLICI - 1843/1844 - (il vero significato delle citazioni bibliche)11) L’INFANZIA DI GESÙ - 1843/1844 - (la vita di Gesù fino a 12 anni)12) LETTERA DI PAOLO APOSTOLO ALLA COMUNITÀ DI LAODICEA - 1844 -13) SCAMBIO DI LETTERE FRA ABGARO, RE DI EDESSA, E GESÙ - 1845 -14) LA TERRA - 1846/1847 - (la costituzione del nostro pianeta e come vivere su di esso)15) OLTRE LA SOGLIA - 1847 - (cosa avviene prima, durante e dopo la morte)16) IL VESCOVO MARTINO - 1847/1848 - (la vita errante di un vescovo diventato “figlio di Dio”)17) DALL’INFERNO AL CIELO –Robert Blum-1848/1851- (la redenzione dei peccatori nell’Aldilà) 2 vol.18) I TRE GIORNI NEL TEMPIO - 1859/1860 - (cosa insegnò Gesù nei tre giorni nel Tempio)19) DONI DEL CIELO - 1840/1864 - (Risposte del Signore alle domande di Lorber e dei suoi amici) 3 Vol.20) IL GRANDE VANGELO DI GIOVANNI -1851/1864-(vita e insegnamenti di Gesù da 30 a 33 anni) 10 vol. VARIE 21) CD-ROM (l’intera Opera in CD) - Volumi in Pdf 22) INDICE ALFABETICO DEL G.V.G. (1300 voci-Utile per ricerche) 23) BIOGRAFIA DI JAKOB LORBER (a cura di Karl G. Ritter von Leitner) ESTRATTI DALL’OPERA DI JAKOB LORBER La Nuova Rivelazione 24) IL RITORNO DI CRISTO (profezie di Jakob Lorber e Gottfried Mayerhofer) 25) TESTIMONIANZE DALLA NATURA (il regno minerale, vegetale e animale) 26) LA FORZA SALUTARE DELLA LUCE SOLARE (metodi di guarigione) 27) SUPPLEMENTO AL G.V.G. (chiarimenti sul Vecchio e Nuovo Testamento) 28) SVELATI I MISTERI DELL’ANTICO EGITTO (Lucilla Zava) 29) GESÙ E L’ORDINE DEGLI ESSENI (Vincenzo Manzoni – Giuseppe Vesco) 30) IL LIBRO DELLA VITTORIA PER OGNI ANIMA (Alfio Pazzini) 31) SCHEDE A COLORI (Vedi Sito www.jakoblorber.it - Opera in immagini) Ordinare i libri a: Casa editrice GESÙ La Nuova Rivelazione Via Vittorio Veneto 167, 24038 SANT’OMOBONO TERME (Bergamo) Tel. 035-851163 - Cell. 347-1041176 - Fax 035-852573 E-mail damianofrosio@tiscali.it Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Associazione Jakob Lorber, Via Vetrego 148, 30035 MIRANO (Venezia) Tel. Fax. 041-436154 E-mail associazionelorber@alice.it Sito Internet www.jakoblorber.it 2
  3. 3. Jakob Lorber IL GOVERNO DELLA FAMIGLIA DI DIO Volume 1 Storia delle origini dell’umanitàUnità di misura austriache del 18 /19 secolo usate nel testo:1 Braccio = 77,8 cm1 Cubito = 7,78 cm1 Emero = 56,6 litri1 Eone = 10120 (1 con 120 zeri)1 Iugero o Joch = 5754,664 mq1 Klafter o Tesa = 1,9 m1 Libbra = 560 g1 Linea = 2,2 mm1 Ma = 1,4 litri1 Miglio austriaco = 7,586 km1 Miglio tedesco = 7,42 km1 Pertica = 3,8 m1 Piede = 31,6 cm1 Pollice = 2,63 cm1 Quintel = 4,4 grammi1 Secchio = 56,6 litri1 Spanna = 20 cm1 Startin = 566 litri1 Statero = Piccola moneta antica1 Tesa o Klafter = 1,9 m 3
  4. 4. Traduzione dall’originale tedesco “Die Haushaltung Gottes” - 3° VolumeOpera dettata dal Signore nel 1840/44 al mistico Jakob Lorber5. edizione tedesca 1981 - 1. edizione tedesca 1882 (scrittura gotica)Casa Editrice: LORBER VERLAG - Bietigheim - GermaniaCopyright © by Lorber VerlagCopyright © by Associazione Jakob Lorber“Ringraziamo la Lorber Verlag, Friedrich Zluhan e l’Opera di Divulgazione Jakob Lorbere.V., D-74321 Bietigheim/Wuertt., per il sostegno nella pubblicazione di questo volume”.Traduzione di Salvatore Piacentini (1925)Revisione a cura dell’Associazione Jakob LorberCasa editrice GESÙ La Nuova RivelazioneVia Vittorio Veneto, 167,24038 SANT’OMOBONO TERME (Bergamo)In copertina: “La superbia viene prima del peccato originale”, dipinto della mistica austriaca Maria Maddalena Hafenscheer. Spiegazione e storia nell’ultima pagina.4
  5. 5. Prefazione Nella fase finale di quest’epoca, in cui le più importanti profezie annunciano loscatenamento del male a livelli che nessuno ha mai concepito, Dio ha rivolto,tramite il profeta Jakob Lorber, il più grande messaggio di salvezza a tutti i popolidella Terra. A questo strumento della Provvidenza divina, Dio ha comunicato un’opera mo-numentale, LA NUOVA RIVELAZIONE, di 14.000 pagine, 36 volumi. Si tratta di una Comunicazione che spazia sulle tematiche esistenziali più pro-fonde e significative, il cui fine è la comprensione del processo creativodell’uomo, della sua trasformazione e del suo destino finale. Lorber scrisse per ben 24 anni, sentendo la Voce di Dio nel proprio cuore, ededicò tutta la sua vita a mettere per iscritto questa Parola che è stata comunicataproprio per prepararsi ad affrontare questi ultimi tempi. Lo “scrivano di Dio” Jakob Lorber nacque il 22 luglio 1800 a Kanischa, nella Stiria inferiore (Austria)da una famiglia di contadini. Lorber passò i primi anni della sua infanzia parteci-pando ai lavori della campagna. Da ragazzino manifestò un grande desiderio diistruirsi e una particolare predilezione per la musica. Si applicò dunque negli studie nella musica, diventando maestro elementare, insegnante di pedagogia e maestrodi violino. Il suo impulso verso una cultura spirituale superiore lo portò alla lettu-ra delle opere di Kerner, Stilling, Swedenborg, Böhme, Tennhardt e Kerning. Dopo aver vissuto molti anni guadagnandosi da vivere con lavori provvisori disupplente, di maestro privato in una famiglia benestante, suonando l’organo inuna chiesa o dando lezioni private di violino, Lorber era comunque sempre allaricerca di una posizione stabile. Non riuscendo però a trovare un posto di inse-gnante presso una scuola superiore, che avrebbe garantito la sicurezza del suoavvenire, Lorber decise di dedicarsi totalmente alla musica; divenne un ottimoviolinista ed ebbe l’onore di conoscere il celebre Paganini, che gli diede anchealcune lezioni di perfezionamento. La sua fama crebbe: tenne un concerto alla Scala di Milano e a quarant’anniottenne l’importante incarico di maestro di cappella al Teatro di Trieste. Lorberaccettò con gioia e prese tutte le disposizioni per la partenza, ma la sua vita,all’improvviso, prese una direzione completamente diversa. 5
  6. 6. Il 15 marzo 1840, alle ore 6 del mattino, sentì risuonare una voce nel cuore chegli disse: «Alzati, prendi la penna e scrivi!». Egli ubbidì subito a questa misteriosa chiamata, prese la penna in mano e tra-scrisse parola per parola quanto gli veniva dettato interiormente. Questo era lini-zio dellopera “Il Governo della Famiglia di Dio” ovvero “Storia della creazioneprimordiale del mondo spirituale e materiale, nonché dei primi patriarchi”. E leprime frasi di questa Voce misteriosa dicevano: «Chi vuol parlare con Me, quegli venga a Me, ed Io gli metterò la risposta nelcuore; tuttavia solo i puri, il cui cuore è pieno di umiltà, percepiranno il suonodella Mia Voce. E chi preferisce Me al mondo intero, e Mi ama come una tenerasposa ama il suo sposo, con quello Io voglio camminare a braccetto. Egli Mivedrà sempre come un fratello vede l’altro fratello, e come Io lo vedevo findall’eternità, prima ancora che egli fosse». Dopo questo avvenimento, Lorber declinò lofferta fattagli e da quel momento,nel corso di ventiquattro anni, fino alla sua morte, egli servì da zelante scrivano aquesta misteriosa Voce, definendosi umilmente un servitore del Signore. Lorber scriveva quasi ogni giorno già di buon mattino e faceva scorrere la pennacon discreta velocità, senza fare una pausa per riflettere oppure per correggere unpasso dello scritto. Egli, oltre a sentire la Voce interiormente, aveva anche la visione figurativa diquanto udiva. A questo riguardo Lorber scrisse ad un amico: «Quanto alla parola interiore, posso dire che io percepisco la santissima Paroladel Signore sempre nella regione del cuore come un pensiero chiarissimo, luminosoe puro, come parole espresse. Nessuno, per quanto possa essermi vicino, può per-cepire un qualcosa di una qualche voce. Per me, però, questa Voce di Grazia risuo-na più limpida di qualsiasi altro suono materiale, per quanto forte esso sia». È possibile conoscere un po’ più da vicino la vita di Lorber da una lettera che lostesso Lorber indirizzò al suo amico Johannes Busch. In questa lettera c’è unarisposta iniziale di Lorber relativa a delle informazioni di affari che aveva col suoamico, ma ad un certo punto il Signore prende la parola e tramite la mano diLorber rivolge a Busch le seguenti parole: «Mio caro amico, tu Mi cerchi, perché Mi ami; ed è perciò facile per te seguireil Mio comandamento dAmore in maniera viva ed efficace. Vedi, gli uomini inventano ogni tipo di cose e credono anche ad ogni tipo dicose. E gli uomini che hanno inventato tante cose, alla fine non credono più anulla - se non a quello che hanno inventato - e pensano quale utile massimopossibile possano ricavarne! Questi sono figli del mondo che in certe cose sonopiù furbi dei figli della luce! Ma ai Miei veri figli del cuore Io, tuttavia, dono ben altre cose che mai verran-no nella corrotta mente dei furbi figli del mondo! Vedi! Il Mio servitore (Lorber)è veramente povero per amor Mio, poiché egli potrebbe essere molto ricco datoche possiede, anche per Mia Grazia, le migliori doti di musicista.6
  7. 7. Egli però ha rifiutato posizioni e offerte molto vantaggiose - tutto per il grandeamore per Me. E se ha 2 fiorini, si accontenta di 40 centesimi, mentre 1 fiorino e60 centesimi li distribuisce fra i poveri. Ma per questo Io gli ho aperto tutti i tesori dei Cieli. Ogni stella, per quantolontana, è a lui nota come questa Terra. Con locchio del suo spirito le può con-templare ed ammirare a suo piacimento, ma queste cose lo interessano pocoperché solo Io sono per lui Tutto in tutto! Ora vedi, questa è lunica via giusta che conduce al Mio cuore! Il giovane ricco citato nel Vangelo aveva osservato volentieri la legge fin dallafanciullezza e con ciò avrebbe dovuto anche avere la vita eterna. Però gli sem-brava di non averla ancora. Per questo venne da Me e domandò che cosa avreb-be dovuto fare per raggiungere la vita eterna. Ed Io dissi: “Osserva i comanda-menti!”. Egli però ribadì di aver fatto ciò già dalla fanciullezza! Al che gli dissi:“Se vuoi di più, vendi i tuoi beni, distribuisci il ricavato fra i poveri, poi vieni eseguiMi e allora i tesori del Cielo saranno a tua disposizione!”. Vedi, questo Io lodico ora però a ciascuno: “Chi vuole avere molto da Me, deve sacrificarMi anchemolto - chi però vuole tutto, vale a dire Me Stesso, costui deve anche sacrificarMitutto, affinché noi diveniamo una cosa sola”. Tu, però, Mi hai già sacrificato molto e perciò riceverai anche molto! Lamore puro e disinteressato è perciò dinanzi a Me il massimo! Questo pocosia detto, amico, per tua consolazione. Amen». Dopo aver dedicato 24 anni della sua vita a mettere per iscritto la più importanteopera mai comunicata all’umanità, si avvicinò anche per Lorber la fine della suaperegrinazione terrena. Il 24 agosto 1864 il servitore di Dio si addormentò dolce-mente e il suo spirito fece ritorno a quel mondo superiore al quale già da lungotempo apparteneva. La sua spoglia venne deposta nel cimitero di St. Leonhardpresso Graz, dove una semplice lapide rammenta la missione dell’eletto servitoree “scrivano di Dio”. La “Nuova Rivelazione” Questa imponente opera è composta da una serie ragguardevole di volumi, chegià sotto laspetto puramente esteriore del numero e della mole rendono una testi-monianza della più sorprendente fertilità spirituale. Elenco dei volumi, ordinati cronologicamente:Il Governo della Famiglia di Dio - 3 volumi (1840/44);Le dodici ore (1841);Il grande Tempo dei tempi (1841);La Luna (1841);Saturno (1841/42); 7
  8. 8. La Mosca (1842);Il Grossglockner (1842);Il Sole Naturale (1842);Il Sole Spirituale - 2 volumi (1842/43);Spiegazione di Testi biblici (1843);L’infanzia di Gesù (1843/44);Lettera di Paolo apostolo alla comunità di Laodicea (1844);Scambio di lettere fra Abgaro, re di Edessa, e Gesù (1845/46);La Terra (1846/47);Oltre la soglia (1847);Il vescovo Martino (1847/48);Dall’Inferno al Cielo - 2 volumi (1848/51);I tre giorni nel Tempio (1859/60);Doni del Cielo 3 volumi (1840/1864)Il Grande Vangelo di Giovanni - 10 volumi (1851/64). Per quanto riguarda il contenuto della NUOVA RIVELAZIONE, dopo alcuni capi-toli dintroduzione la Voce interiore comunica a Lorber le fondamentali spiega-zioni sullEssenza di Dio, sulla creazione primordiale del mondo spirituale, sullaformazione dei mondi materiali e sulla creazione finale dell’uomo. Da questa vasta esposizione emergono profondi insegnamenti sullaldiqua elAldilà sotto forma di descrizioni di vita avvincenti e vive, e allo stesso tempoviene mostrata la Via sulla quale si può giungere dalliniziale imperfezioneumana alla futura perfezione divina. L’opera principale, Il Grande Vangelo di Giovanni, è il gioiello più imponenteche rappresenta il compendio e il coronamento della NUOVA RIVELAZIONE. In essoci sono le descrizioni dettagliate e profonde di tutto ciò che Gesù ha detto e fattonei tre anni del Suo insegnamento terreno. In queste ampie Comunicazioni, il Signore rivela che i Vangeli della Bibbia so-no certamente la Sua Parola, ma aggiunge che Dio Stesso, incarnatosi in Gesù, hainsegnato e operato molto di più di quanto è stato tramandato ai posteri attraversogli attuali Vangeli. Dopo ben due millenni, Dio ritiene opportuno comunicare nuovamente e ricon-segnare integralmente allumanità tutto ciò che era stato rivelato da Gesù allacerchia più ristretta dei Suoi discepoli. Nel Grande Vangelo di Giovanni, tutte le domande principali della vita vengonofinalmente svelate e chiarite. Solo in quest’epoca, infatti, l’umanità è preparata e matura per accogliere ecomprendere la profonda verità sui più importanti misteri divini, sulla continuitàdella vita e sul destino finale dell’uomo.8
  9. 9. Il libro “Il Governo della Famiglia di Dio” La monumentale opera “La Nuova Rivelazione” inizia da “Il Governo dellaFamiglia di Dio” che presenta lo scenario della genesi illuminandolo con unaluce di verità che solo ora può essere compresa. Ci troviamo di fronte alla cronaca quotidiana della vita di Adamo ed Eva, in cuiaccanto ai dettagli del loro modo di vivere vengono comunicate delle conoscenzeassolutamente straordinarie su quei temi che da sempre sono al centro del dibattitoreligioso: dall’Essenza di Dio all’inizio della Creazione, dal peccato originale alfratricidio di Caino, da Lucifero che divenne Satana ai patriarchi e fino al diluviouniversale. La vastità di tale opera non si limita alla trattazione di tematiche puramentebibliche, ma abbraccia argomenti di carattere scientifico fornendo indispensabilichiarimenti alle teorie sulla creazione dell’universo e sull’evoluzione umanapartendo dal fondamentale principio dell’«autoformazione» che testimoniacome Dio non voglia uomini-macchine ma esseri autonomi che si formino da séattraverso un processo di errori e tentazioni, decidendo liberamente sul propriodestino. Dalla panoramica a carattere universale che investe a vari livelli i moltepliciaspetti dell’esistenza, l’opera dedica ampio spazio agli interrogativi di naturapiù personale che toccano da vicino ogni uomo. Si può infatti considerare anchecome una specie di vademecum spirituale in cui vengono dati insegnamenti suun retto comportamento, di cui l’amore, l’umiltà e la pazienza sono le basifondamentali. La cosa più sorprendente che emerge da quest’opera è il fine stesso per cui èstata dettata, cioè quello di far sapere a tutta l’umanità che Dio ha creato peramore, ma questo amore è del tutto particolare, perché prevede non solo l’amoredel Padre per i figli, ma anche la necessità del Padre di essere amato dai Suoi figlie colmare così una solitudine immensa che Lo imprigionava ad una vita prevedi-bile e insopportabilmente monotona. Lo scopo di questi tre volumi è soprattutto quello di risvegliare e promuovereuna fede viva e il giusto amore per Dio: uno “scambio d’amore” tra Creatore ecreatura. Ci auguriamo che il lettore senta questo libro come una irripetibile occasionedi incontrarsi con Dio e di avere finalmente le risposte alle sue più profondedomande. Associazione Jakob Lorber Venezia, luglio 2000 9
  10. 10. Prefazione del Signore Lo scrivano della presente Opera cercò seriamente, e trovò quello checercava. Chiese, e gli fu dato; e poiché bussò alla porta giusta, gli fu aper-to, e per mezzo di lui anche a tutti coloro che sono di buon cuore e dibuona volontà. A coloro invece che qui cercano non col cuore, ma esaminano e criticanosempre soltanto con la loro presunta pura intelligenza mondana, e anzichébussare al Nome vivente dell’eterno Donatore di ogni buon dono, bussanosoltanto alla dura e morta scorza della materia, a questi non sarà dato nésarà aperto. Poiché lo Spirito del Signore non si rivela mai attraverso l’intelligenzadegli intelligenti del mondo, ma solo attraverso la semplicità del cuore dicoloro che di fronte al mondo degli intelligenti sono considerati e conosciuticome stolti; e tuttavia l’intelligenza dei sapienti del mondo in breve tempodiventa un nulla di fronte alla semplicità degli stolti. Chi leggerà la presente Opera con un cuore umile, credente e grato, neritrarrà grazie e benedizioni di ogni genere, e non mancherà di riconoscerenell’Opera il vero Autore. Alla pura casta degli intellettuali è però comun-que indifferente il leggere un Daniele o un Sir Walter Scott o un Rousseau oHegel. Infatti l’intelligenza mondana piglia tutto in modo mondano, e con-sidera una comunicazione di livello superiore, che viene dall’Alto, comeuna vuota fantasticheria di persone illetterate ma per natura ricche di fanta-sia, le quali vorrebbero valere e ottenere qualcosa per mezzo delle loromistificazioni, dato che per la via della pura intelligenza non possono otte-nere nulla, in quanto, appunto, a loro manca essenzialmente questa. Ma nessuno si lasci sviare da ciò! Quante volte i quattro Vangeli sonogià stati messi in dubbio, ma per questo motivo valgono forse di meno neicuori dei veri seguaci di Dio? Quanto spesso Io, il Signore e Datore dellavita e di ogni dono veramente vantaggioso ad essa, sono già stato dichiara-to dai sapienti del mondo un semplice uomo, un ipnotizzatore, anche unimbroglione e perfino un personaggio puramente immaginario, e come talevengo dichiarato da milioni in questo momento! Ma ciò non inganna tutta-via altri milioni. Costoro, come praticanti e non solo uditori della MiaParola, videro nella semplicità del loro cuore che il Gesù di Nazaret erapiù di quello che i molti eruditi del mondo credono o non credono affatto.10
  11. 11. Perciò nessuno per l’Opera qui presente si attenga al giudizio del mondo, ilquale eleva solo ciò che è della propria natura, ma ci si attenga solo allavoce del cuore dei semplici! Questi daranno a ognuno, davanti agli occhidel buon Donatore, un giusto giudizio. Ma l’intelligenza dei dotti delmondo troverà in ciò la migliore occasione per scandalizzarsi molte volte.Buon per lei se riuscirà ad evitare un completo fallimento! Chi legge quest’Opera e la considera sì un’ispirazione spirituale, ma nongli è chiaro se essa venga da uno spirito di specie superiore o inferiore(1),quegli è ancora molto cieco, e la coltre dell’intelligenza mondana vela anco-ra molto la vista del suo cuore. A colui che crede in Me con fede viva, non sono sconosciuti il Mio Vigo-re, la Mia Bontà e la Mia pienissima Sapienza, ed egli scorgerà, e devescorgerlo, che Io ben possiedo Forza e Sapienza in eterna sovrabbondanza,e là dove Io coltivo un campo, so sicuramente scacciare dal campo il nemi-co per l’eternità; perché Io e Satana ancora non abbiamo mai condotto l’ara-tro nello stesso solco! Nell’intelligenza del mondo egoista purtroppo sì chele Mie caratteristiche sono sconosciute. Il mondo, essendo esso stesso tene-broso, ovunque non vede altro che tenebra; ma agli occhi di coloro che sonoistruiti ed educati dal Padre tutto appare completamente diverso, poiché perchi è veramente puro e illuminato, tutto è puro e ben illuminato. A coloro, invece, i quali dicono che a quest’Opera, per valere come datadall’Alto, manchino la semplicità, la tranquillità, l’ampiezza di vedute equella certa profondità nella visione globale del mondo(2), sia detto moltobrevemente soltanto questo: che essi si esaminino prima scrupolosamentenel loro cuore se forse proprio a loro non manchi quello che non trovanonella Parola. Del resto hanno dato qua un giudizio, in modo da aver purdetto anch’essi qualche cosa su quest’Opera in qualità di colti europei,senza essersi addentrati nella piena profondità dell’Opera; per un taleapprofondimento, infatti, certo occorre chiaramente di più che leggere amala pena un’unica volta, e superficialmente, una parte di quest’Opera. Che cosa intendono dunque tali lettori per semplicità? Io ritengo però cheuna Scrittura che, nonostante la più che necessaria e - per la limitata visioneumana - misteriosa pienezza e profondità di ciò che dà, è scritta in modoche perfino i fanciulli la possano capire molto bene, purché siano un po’capaci di leggere e purché il loro pensiero possa un po’ innalzarsi al di sopradell’ABC e dell’uno per uno, ebbene una tale Scrittura a buon diritto nonpuò dirsi mancante della richiesta semplicità.(1) questa osservazione del Signore si riferisce a un giudizio espresso da un dotto tedesco.(2) questa osservazione del Signore si riferisce a un giudizio che un altro esperto tedesco diede sul manoscritto. 11
  12. 12. Tuttavia ciò che determina la semplicità di una Scrittura non saranno maiin eterno le immagini e il linguaggio, ma solo ed esclusivamente il facilediscernimento di un cuore, per quanto semplice, e il trovarsi-a-proprio-agioin una tale Scrittura. Tutto il resto invece - come cioè un linguaggio antico,goffo e le relative allegorie vecchie di parecchie migliaia di anni - è altret-tanto poco semplicità quanto lo è l’intelligenza mondana dei sapienti delmondo. Riguardo invece a quanto viene qui osservato circa le necessarietranquillità e ampiezza di vedute, e la richiesta profondità nella visione glo-bale del mondo, tutto ciò è tanto più presente in quest’Opera quanto più lacavillosa intelligenza del mondo ne vaneggia la mancanza; poiché ciò chedà tranquillità al cuore, deve pur avere in sé pienezza di tranquillità. Maall’intelligenza ovviamente ciò non può dare alcuna tranquillità, poiché essanon è atta ad assimilare la tranquillità, e perciò in una Scrittura può trovaretanto poco una qualsiasi tranquillità quanto la può trovare un qualsiasifiume prima che abbia raggiunto il più profondo del mare. Se l’intelligenzadei sapienti del mondo potesse però umiliarsi, e dalla sua presunta altezzadiscendere nella cameretta vitale e piena di semplicità del cuore, allora daquesta tranquillità troverebbe anche nella presente Opera la tranquillità cheva cercando, e una pienissima ampiezza di vedute proprio in questa tran-quillità. Ma finché l’intelligenza, simile a una banderuola segna-vento incima alla torre della sapienza terrena, viene girata di qua e di là ininterrotta-mente in tutte le direzioni, da ogni e qualsiasi vento del dubbio, è probabileche essa non possa trovare da nessuna parte la sua tranquillità che essa stes-sa non ha, e così neanche la consueta ampiezza di vedute che gode dalla suaventosa altezza. Se però qualcuno in quest’Opera non trova quella certa profondità dellavisione globale del mondo, a lui sia detto, anzitutto, che con questa Scrit-tura il Donatore della stessa non si proponeva affatto di sviluppare una talevisione globale del mondo - che ormai è troppo diffusa fra gli uomini - inquelli che la leggeranno per quello che essa è in realtà, nella vera tranquil-lità e semplicità del loro cuore, ma soltanto di destare un sentimento didevozione e di gratitudine, e da questo sentimento di risvegliare una fedeviva e il giusto amore per Dio e per il prossimo e mantenerli vivi in mododuraturo. Ma, in secondo luogo, coloro che leggono questa Scrittura nel giustosenso, raggiungeranno tuttavia con sufficiente profondità una migliorevisione del mondo senza intervento degli eruditi, i quali per la via dei lorovani esami intellettivi non approderanno mai eternamente a quella veraprofondità della visione globale del mondo e dei mondi, come èdistinguibile per i retti lettori solo e unicamente nella presente Opera - per12
  13. 13. non parlare affatto di altre e successive Opere(3) nelle quali, per così dire, ilsole e con esso, materialmente e spiritualmente, tutti i sistemi planetari,solari e i sistemi dei soli centrali vengono sviluppati e rivelati in modo suf-ficientemente comprensibile ed esauriente. Se dunque in un’Opera viene rappresentato con sufficiente chiarezza, dalprimo inizio di tutte le cose create - dunque per una sequenza di tempi e diavvenimenti che dura già da quasi un’eternità -, lo sviluppo di tali cose,tanto materiale quanto, in modo particolare, spirituale, e tuttavia qualcunotrova troppo poca profondità in quella che sarebbe una insufficiente visio-ne del mondo - in verità anche in tutti i Cieli difficilmente ci sarà ancoraun collirio con il quale tali indagatori potrebbero eliminare la loro deplore-volissima miopia. «Noi amanti di Dio semplici e di debole intelligenza», così possono direcon pieno diritto i retti lettori di quest’Opera, «che davvero all’infuori del-l’Università di Dio nei nostri cuori non ne abbiamo mai frequentata un’al-tra, né a Parigi, né a Jena e a Goettingen, noi non vogliamo tuttavia farcambio con tutta la vostra sapienza mondana tanto celebrata, poiché ilnostro fervoroso guardare nelle profondità delle grandi creazioni del nostroPadre santo, lo preferiamo al vostro millenario indagare ad occhi bendati.Quale distanza raggiungono i vostri binocoli e le vostre linee matematiche,lo possiamo vedere dal vostro calendario, e le vostre vie non ci sono sco-nosciute; ma quale distanza raggiunge la chiara vista del nostro cuore cheriposa in Dio, ebbene, per misurare questo i vostri "tubi" e le vostre lineematematiche potrebbero diventare considerevolmente troppo corti ed esse-re troppo poco matematici!». Chi dunque vuole leggere quest’Opera con vero profitto per la propriaanima, la legga in tutta la semplicità del proprio cuore abbandonato in Dio,e non si comporti come un censore alla maniera umana del mondo, ma siasempre solamente un premuroso padrone di casa del proprio cuore, così eglitroverà nella presente Opera, in gran quantità, ciò che alcuni, pochi lettorialtamente eruditi purtroppo non hanno trovato. Ed ora dunque vada ogni benedizione ed ogni grazia ai retti lettori chesono di cuore puro e di buona volontà! Amen.(3) l’intera Opera di Lorber è composta di 35 volumi. 13
  14. 14. 1. Capitolo Un monito del Padre celeste ai Suoi figli Così parlò il Signore a me e in me (Jakob Lorber) per ciascuno, e ciò è vero,fedele e sicuro: 1. «Chi vuol parlare con Me, quegli venga a Me, ed Io gli metterò la rispostanel cuore; tuttavia solo i puri, il cui cuore è pieno di umiltà, percepiranno ilsuono della Mia Voce. 2. E chi preferisce Me al mondo intero, e Mi ama come una tenera sposa amail suo sposo, con quello Io voglio camminare a braccetto. Egli sempre Mi vedràcome un fratello vede l’altro fratello, e come Io lo vedevo fin dall’eternità,prima ancora che egli fosse. 3. Dì però agli ammalati, che essi non devono affliggersi nella loro malattia,ma devono rivolgersi seriamente a Me e fidarsi assolutamente di Me. Io li con-solerò, e un fiume del balsamo più prezioso si riverserà nel loro cuore, e la sor-gente dell’eterna Vita si rivelerà in essi, inesauribile; essi guariranno e sarannoristorati, come l’erba dopo una pioggia a dirotto. 4. A coloro che Mi cercano, dì loro: “Io sono il vero ‘dappertutto’ e il vero‘da nessuna parte’. Sono dappertutto, dove Mi si ama e si osservano i MieiComandamenti, da nessuna parte, invece, dove Mi si adora e Mi si venera sol-tanto”. Non è dunque l’amore più che la preghiera, e l’osservanza dei Coman-damenti più che la venerazione? In verità, in verità Io ti dico: “Chi Mi ama,quegli Mi adora in spirito, e chi osserva i Miei Comandamenti, quegli è coluiche mi venera nella verità!”. I Miei Comandamenti però nessuno può osservarlise non colui che Mi ama; ma chi Mi ama non ha più alcun comandamento chequesto, e cioè di amare Me e la Mia Parola viva, che è la vera, eterna Vita. 5. Ai deboli annuncia dalla Mia bocca: “Io sono un Dio forte. Essi devonotutti rivolgersi a Me, e Io li completerò. Da un acchiappa-mosche voglio fareun domatore di leoni, e i timorosi debbono distruggere il mondo, e i forti dellaTerra devono essere dispersi come pula”. 6. Ai danzatori e alle danzatrici dì, senza timidezza, che essi sono tutti quantiburattini manovrati da Satana. Egli infatti li afferra tutti quanti per i piedi e giraattorno con loro velocemente in un vortice, affinché essi siano in tal modocompletamente storditi da non poter né stare, né andare, né sedere, né dormire,né sostare, né vedere, né udire, né tastare, né odorare, né gustare, né percepire;essi infatti sono come morti, per cui non si può né consigliarli né aiutarli. E seancora volessero volgersi a Me, si sentirebbero come uno che una personarobusta prendesse per i piedi e facesse girare in circolo attorno a sé; anche se14
  15. 15. costui guardasse su al cielo, non vedrebbe il sole, ma solo una striscia luminosache lo accecherebbe, così che poi vorrebbe chiudere gli occhi e non vedere piùnulla del tutto. 7. Colui in cui l’occhio del corpo è cieco, a quello sta ancora aperta la vistadello spirito; ma chi diventa cieco nello spirito, quegli rimane cieco eternamente! 8. Ai giocatori puoi dire che essi giocando perdono per prima cosa la lorovita, e poi tutto ciò che fu dato loro per questa stessa vita. Il gioco infatti è unafonte piena di velenoso sudiciume; i giocatori però credono che sia una fonted’oro nascosta. Perciò essi frugano giornalmente in questa immondizia, assimi-lano nelle narici l’alito pestilenziale, si avvelenano fin nelle più intime fibre etrovano, al posto del presunto oro, l’eterna morte dello spirito. 9. Coloro che possiedono la Scrittura e non la leggono, assomigliano a unassetato alla fontana in cui vi è acqua pura, che essi però non vogliono bere.Agiscono così o per una certa idrofobia spirituale, a somiglianza dei cani rab-biosi i quali, per calmare la sete bruciante, mordono le pietre più dure anzichécacciare il muso nell’acqua e guarire; oppure anche, il più delle volte, essi agi-scono così per una certa indifferente pigrizia, e preferiscono perciò farsi offrireda certuni indolenti servitori, per calmare la loro sete, del fango puzzolentedalla più vicina pozzanghera, per poi perire malamente tutti quanti. 10. Ma agli amanti sessuali e alle amatrici sessuali dì questo: “Chi camminanella carne, cammina nella morte, e il suo piacere sarà presto trasformatoin cibo per i vermi. Solo chi cammina nello spirito, arriva alla luce, la sorgentedi ogni vita: la sua parte sussisterà in eterno e si moltiplicherà”. 11. Ai maniaci dell’abbigliamento di lusso e della moda dì seriamente cheessi stanno nudi davanti al loro giustissimo Giudice. Il loro lusso passerà comeuna schiuma; la loro ambizione e il lusso saranno tramutati nella più bassa schia-vitù, ed essi dovranno vergognarsi eternamente della loro stoltezza. Non è dun-que un grande stolto colui che si propone di dorare un mucchio di immondizia,e fa incastonare invece le pietre preziose nel più sudicio escremento anzichénell’oro? Oh, ma quanti, quanti ce ne sono di pazzi ora a questo mondo! Laluce, la prendono per tenebra, e la tenebra per luce! 12. Già sta una stella nell’est, che aprirà la via ad Orione, e il fuoco del Gran-de Cane tutti li consumerà; e Io voglio scagliarne in grande quantità di stelledal Cielo sulla Terra, affinché tutti i malvagi periscano e la Mia luce brilliovunque. 13. Io, Jehova, Dio dall’eternità, il Veritiero e il Fedele, come ultimo avverti-mento. Amen. 14. A te, che hai scritto questo malamente sotto dettatura, ciò vale per primo,poi però per tutti gli altri. Amen. Questo dice il Primo e l’Ultimo. Amen». 15
  16. 16. 2. Capitolo I Comandamenti del Signore agli uomini Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno; e ciò è vero, fedele e sicuro: 1. «Tu sei il Lot di Sodoma; ma vedi di non soffocare nella lussuria, e chenon ti sia assegnata l’eredità della prostituta, poiché tu sei come nessuno primadi te e dopo di te. Tu, come uomo, sei interamente nella carne e nella sua bramadi piaceri sensuali, e come spirito sei interamente libero con occhi aperti edorecchi aperti. Il tuo corpo lo imbratti di escremento, e sopra il tuo spirito ven-gono riversati fiumi di luce; il tuo corpo mangia con le scrofe, mentre il tuospirito è circondato da mille angeli. Il tuo cuore terreno l’hai riempito di letamee di escremento, e Io Mi sono eretto un’abitazione nel cuore del tuo spirito. Tuti intrattieni con le prostitute, mentre Io parlo con te come un fratello al fratel-lo; tu puzzi come una fogna, e il tuo spirito respira i profumi del più alto deiCieli; tu sei un mostro, e il tuo occhio supera la luminosità dei soli. Perciò puri-fica la tua carne e diventa uno con Me, perché Io diventi uno con te! 2. Dì alle madri paurose che esse non devono educare le loro figlie nel timoredegli uomini e del mondo; infatti, a ciò che si teme, si ubbidisce ciecamentenella tentazione, e colui che è temuto diventerà facilmente vincitore. Esse inve-ce devono piuttosto educarle nel timore di Me e nell’amore per Me, affinché Iodiventi vincitore e affinché esse disdegnino il mondo e godano di ogni abbon-danza nel Mio Amore sconfinato. Esse non devono condurle in luoghi pubbliciallo scopo di conquistare un marito, bensì da Me, da Me devono portarle, e Ioti dico che non uno dei loro desideri resterà senza benedizione e insoddisfatto.Poiché Io sono un Dio ricco, che di tutto ha il più infinito sovrappiù, che tuttopuò e anche vuole dare in somma sovrabbondanza. 3. I poveri non devono elemosinare davanti alla porta del ricco, dove speri-mentano la sorte dei cani estranei, e il loro cuore viene volto a tristezza e ama-rezza. Essi invece devono solo venire da Me con ferma fiducia, e Io li ristoreròtutti quanti. Voglio dar da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestiregli ignudi, guarire i malati; lo zoppo dovrà saltare come un cervo, il lebbrososarà mondato, il cieco vedrà, il sordo udrà e il debole voglio renderlo più fortedi un leone. Il timoroso sarà più coraggioso di un puledro, e il vecchio troveràriposo. Il povero è il Mio fratello più prossimo; Io provvedo per lui. Egli dun-que non deve lasciarsi profanare dai cani; poiché i ricchi del mondo sono fra-telli di Satana e figli del Diavolo dell’Inferno. 4. Ai Miei amici e alle Mie amiche dì questo: “Essi non devono amare i Mieidomestici e servi più di Me!”. La loro salvezza non devono tanto metterla nelle16
  17. 17. loro mani, ma piuttosto interamente nelle Mie, e affidarsi totalmente a Me. Poi-ché il domestico deve agire rigorosamente secondo il comando, se non vuoleessere trovato indegno; solo il Datore della Legge sta al di sopra di essa, e puòanche porre al di sopra di essa chi Egli vuole. Fino a quando però essi stannosotto il giogo, vengono giudicati; ma chi viene da Me, a lui Io posso condonareil giudizio. 5. La Mia Chiesa sulla Terra è un bagno di purificazione; chi si è lavato,venga da Me, perché Io lo asciughi col calore del Mio Amore e lo trattenga. Machi prova solo piacere nel battersi e lavarsi, a quello va come alle ruote delmulino, che non escono mai dall’acqua. 6. Se qualcuno ha compiuto opere di vera penitenza, quegli venga da Me,perché Io lo accolga come un figlio perduto e lo trattenga nella Mia Forza.Infatti il servo può consigliare, Io invece posso fare; il domestico può istruire,ma la Redenzione è solamente opera Mia; il servo può pregare, ma solo Ioposso benedire. Il Mio domestico deve giudicare rettamente, ma il diritto dellagrazia ce l’ha solo il Signore. Perciò essi, al di là dei domestici e dei servi, nondevono dimenticarsi del Signore! 7. Questo dì loro fedelmente, parola per parola, senza alcuna timidezza; tuinfatti non devi temere il mondo se Mi vuoi amare, poiché Io sono più che tuttoil mondo. 8. Per il mondo Io sono un eroe assai piccolo, a cui non si dà alcuna impor-tanza. Gli eruditi a mala pena Mi guardano ancora più in su delle spalle, e conestrema difficoltà Mi lasciano ancora il nome di un uomo onesto. Alcuni peròMi hanno già dato completamente congedo; per costoro dunque Io non ci sonopiù affatto. Alcuni Mi concedono bensì ancora un qualche tratto divino, tuttaviasolo per breve tempo; dopo però si lasciano convincere del contrario daisapienti del mondo. Allora Io vengo subito vergognosamente respinto e valgoancora tutt’al più come un vecchio Dio per donne. Per alcuni dei Miei domesti-ci e servi che vogliono essere grandi, Io servo ancora solamente come pubblicosigillo ufficiale e come rivestimento esteriore, di parvenza divina, della loronera insensatezza e della loro rozza e tenebrosa stupidità e follia. Certuni peròlasciano bensì che Io Me ne stia ancora nella Mia Divinità, ma in compenso,per i loro vantaggi temporali, Io devo lasciar fare di Me ciò che vogliono, eprecisamente, il che è peggio di tutto, Io devo essere una pura assurdità! Amoree Misericordia posso solo averne fino a quando fa comodo a loro; poi peròdevo diventare più inesorabile di una pietra, e devo lasciarMi trasformare nelpiù scandaloso tiranno! Devo saltare da un tribunale all’altro e pronunciare unacondanna dopo l’altra; il Mio Amore deve essere dunque solo temporale, ma laMia tirannia, con l’annessa severissima funzione di giudice, deve durare ineterno! O che enormi pazzi! La sconfinata Tolleranza, Mansuetudine, Umiltà 17
  18. 18. ed il Mio eterno Amore per le Mie creature, ovviamente non sono utili per illoro avido commercio; ma presto dovrà essere tirata una riga sotto i loro conti!I loro conti stanno davanti a Me e la misura delle loro azioni è diventata piena,ad eccezione di una sola cosa, e la ricompensa li attende. 9. Chi non Mi conosce come sono, e chi Io sono, sarebbe meglio per lui chedi Me non sapesse nulla affatto, poiché allora Io potrei ancora renderlo viventelà, nel regno degli spiriti; ma così essi si rendono inadatti al Mio aiuto, poichéuccidono la vita in se stessi per il fatto che distruggono Me in se stessi, e cosìanche Mi uccidono, e sono come i tralci staccati dalla vite. 10. Questo però Io dico adesso: “Io sono l’unico, eterno Dio nella Mia naturatrinitaria, quale Padre secondo la Mia natura divina, quale Figlio secondo laMia natura perfettamente umana, e quale Spirito secondo ogni vita, azione econoscenza”. Io sono dall’eternità l’Amore Stesso e la Sapienza Stessa. Mai horicevuto qualcosa da qualcuno. Tutto ciò che esiste, è da Me, e chi ha qualcosa,l’ha da Me. Come posso essere un tiranno e un pronunciatore di condanne? Ovoi stolti! Io vi amo, e voi Mi disprezzate. Io sono vostro Padre, e voi fate diMe un giustiziere. Dove Io benedico, voi maledite; dove Io costruisco, voidistruggete; ciò che Io erigo, voi lo piegate a terra; dove Io semino, là sopraconvogliate flutti mortali; voi siete in tutto contro di Me. Se Io fossi come voidite che Io sia, in verità Io vi dico che la Terra non sussisterebbe più già dalungo tempo, anzi non sarebbe neanche mai stata creata! Ma poiché Io sonocome sono, così tutto sussiste ancora, com’era e come sarà eternamente; eanche voi sarete come volete essere, senza il Mio giudizio di condanna, poichévoi sarete quello che da voi stessi vi sarete fatti. Coloro però che Mi prendonocome sono, e Mi amano come Io li amo, di loro Io farò quello che vogliono,affinché la loro libertà e la loro gioia siano perfette in eterno”. 11. Ai Miei domestici e servi dì: “I Miei incarichi non sono banche di cambioe non sono botteghe di denaro!”. Chi infatti Mi serve a motivo del denaro, que-gli non Mi serve per amore; ma chi non Mi serve per amore, il suo servizio Miè estraneo, come Io devo essere del tutto estraneo per lui, dal momento che nonMi serve per amore; con lui ho già chiuso il conto. Ma come può essere unservo fedele, colui che vendette i tesori del padrone senza autorizzazione, comeun ladro, per i prezzi più scandalosi? Iscariota per lo meno Mi vendette pertrenta denari d’argento, senza prevedere ciò che sarebbe stato di Me; poichéegli era accecato e andò perduto. Adesso però, essendo Io già martirizzato,ucciso e di nuovo risorto, Mi si può avere ad ogni minuto per i prezzi più scan-dalosamente ridicoli. O voi scandalosi ladri, voi assassini, a che cosa vi dovròparagonare? Voi figli del drago, voi razza di vipere, voi prole di serpenti! E’così che Mi servite? E’ in queste condizioni che devo trovarvi? Vi feci sì dire,tramite il Mio caro Paolo, che colui che serve all’altare deve anche vivere del-l’altare, ma solo dalle opere dell’amore, che produce ogni bene; voi però non18
  19. 19. avete opere d’amore, perciò siete briganti e ladri, e assassini a tradimento delVangelo e di ogni verità. Sappiate questo: “Com’è il lavoro, così la paga!”. L’a-more non si può avere per denaro, ma solo di nuovo con l’amore. Io sono l’A-more Stesso e, senza eccezione, non Mi si può avere a nessun altro prezzo senon di nuovo solo con l’amore. Con l’amore vi ho riscattati tutti; perciò preten-do, da voi tutti, di nuovo amore. Perciò chi vuole servirMi, Mi serva nell’amo-re nel quale Io per lui sono morto in Croce; e chi vuole venire a Me, venga aMe in quell’amore che sanguinò per lui sulla Croce. 12. Ai funzionari e ai signori del mondo dì senza alcuna timidezza, parola perparola, che i loro incarichi non stanno più in alto degli incarichi del Mio regno.Ogni incarico però che è contro il Mio incarico, voglio fra poco distruggerlo;guai ai suoi servitori! Poiché Io sono il Sommo; la Mia Legge è eterna, comeIo lo sono, e rimarrà, come Me, eterna. Le tignole che vogliono rosicchiare laMia Legge e fare di nuovo leggi dal loro escremento per cancellare il MioComandamento, su costoro tale Comandamento rotolerà con grande forza epesantezza e li annienterà, come se non fossero mai esistiti. Chiunque pecchicontro i Miei Comandamenti può essere perdonato se si corregge, riconosce ilsuo errore e se ne pente, e poi si rivolge a Me e rimane in Me e Io in lui; ma chivuole scalzare la Mia Legge, essa lo schiaccerà, ed egli poi non esisterà più ineterno. Tutte le leggi mondane scalzano il Mio Comandamento, se non sonoispirate dal Mio Amore e date da uomini che sono istruiti attraverso il Mio Spi-rito. Guai ai tiranni e guai ai despoti che regnano a motivo del trono e dellapotenza e dell’autorità; poiché al loro tempo non manca più che una sola cosa,ed essi sperimenteranno la potenza dei deboli! Il suolo è Mio, e il campo èMio; questo dice il Veritiero, l’eterno Dio di Amore e Sapienza, e l’annuncia aun pazzo per i sapienti del mondo. Amen Io, Jehova, Amen». 3. Capitolo Il Signore quale Padre dei Suoi figli Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno, e ciò è vero, fedele e sicuro: 1. «Io sono un buon Padrone di casa; neanche una briciola va perduta. Chiinveste da Me il suo capitale, a quegli esso darà alti interessi e resterà registratonel Mio Cuore, e gli interessi cresceranno in tutte le eternità delle eternità.Guarda in alto, tu stolto, e contempla il cielo stellato! Chi mai ha contato i soli,il cui numero non ha fine, e le terre tutte, che Io ho creato a migliaia attorno ad 19
  20. 20. ogni singolo sole?! E Io ti dico, Io che sono veritiero e fedele in ciascuna delleMie parole: “Per un centesimo do una terra, e per un sorso d’acqua fresca unsole”. In verità, Io ti dico: “Il minimo servizio di amore del prossimo sarà com-pensato nel modo più eccezionale e più indicibile!”. 2. Tu Mi domandi se è possibile che proprio dappertutto ci siano uominicome qui sulla Terra che tu abiti, e Io ti dico: “Sì, ci sono dappertutto uominiche provengono dalle Mie viscere, e Mi riconoscono secondo il tipo di viscere;e quelli che provengono dalle Mie mani e Mi riconoscono dalle Mie mani; equelli che provengono dai Miei piedi e Mi riconoscono dai Miei piedi; e quelliche provengono dalla Mia testa e Mi riconoscono dalla Mia testa; e quelli cheprovengono dai Miei capelli e Mi riconoscono dai Miei capelli; e quelli cheprovengono dai Miei lombi e Mi riconoscono dai Miei lombi; e in generalequelli che provengono da ogni e ciascuna singola parte della Mia Entità corpo-rea, e Mi riconoscono secondo tale parte. E la loro vita e la loro beatitudinecorrispondono alla parte da cui sono scaturiti, e tutti sono Mie creature, che Misono care; poiché Io sono tutto Amore, e dappertutto sono l’Amore Stesso. 3. Ma gli uomini di questa Terra li suscitai dal centro del Mio Cuore, e licreai perfettamente a Mia immagine e somiglianza, ed essi non dovrebberoessere soltanto Mie creature, ma i Miei cari figli, che Mi devono riconoscerenon come Dio e Creatore, ma solo come il loro buon Padre, Colui che, dopo unbreve periodo di prova, vuole riprenderli interamente con Sé, affinché essiabbiano tutto quello che ha Lui Stesso, e possano abitare presso di Lui eterna-mente, e con Lui regnare e governare l’Universo. Ma vedi, tutte le Mie creatureMi amano come loro Creatore nella loro grata gioia di esistere; invece i Mieifigli non vogliono il loro Padre e disdegnano il Suo Amore! 4. Vedi, Io sono triste quando vedo come ad ogni ora, a mille e mille migliaia,essi inaridiscono e muoiono! Oh, se solo potessi aiutarli! Non è triste quandol’Onnipotente non può dare aiuto?! 5. Tu Mi chiedi di nuovo: "Ma come può essere possibile questo?". O sì, Io tidico, questo è ben possibile! Vedi, tutte le Mie creature dipendono dalla MiaPotenza, ma i Miei figli dipendono dal Mio Amore! La Mia Potenza comanda,e avviene come Io comando; ma il Mio Amore desidera soltanto, e comandacon ogni dolcezza ai liberi figli, e i liberi figli si tappano le orecchie e nonvogliono guardare il Volto del loro Padre. Perciò, poiché essi sono liberi, comeIo lo sono, non posso aiutarli se essi non lo vogliono. Infatti la Mia Potenza vaal di sopra di ogni cosa; ma la Mia Volontà è soggetta ai Miei figli. Questo peròognuno deve metterselo bene in testa: “Io sono vostro Padre, sono però anchevostro Dio, e all’infuori di Me non ce n’è un altro. Mi volete come Padre –oppure come Dio?”. Le vostre azioni Mi daranno la risposta decisiva.20
  21. 21. 6. Dunque tenetelo a mente: “L’Amore dimora solo nel Padre, e si chiama‘il Figlio’. Chi disdegna l’Amore, cadrà in mano alla potente Divinità e saràspogliato della propria libertà eternamente, e la morte sarà la sua parte; laDivinità infatti abita anche nell’Inferno, ma il Padre abita solo in Cielo. Diogiudica tutto secondo la Sua Potenza; ma la Grazia e l’eterna Vita è solo nelPadre e si chiama ‘il Figlio’. La Divinità uccide tutto; ma il Figlio, ovverol’Amore in Me, ha vita, dà vita e rende vivi”. 7. Tutto questo dice il buon Padrone di casa e Padre parsimonioso a tutti iSuoi figli, perché abbiano a correggersi, per prendere un giorno l’eredità che Ioho preparato e conservato per loro tanto fedelmente dall’eternità. 8. Ai tuoi amici e fratelli dì pure con ogni amore: “Io, il vostro amorevolissimoPadre, ho già spalancato entrambe le braccia per stringerli tutti quanti al MioCuore eternamente, eternamente. Mai più devono distogliersi da Me, ma costan-temente devono guardarMi in Volto, e il Mio occhio dirà loro - sì lo annunceràforte - quanto Io li ami, e come sono rette le Mie intenzioni verso di loro”. 9. Dì loro che ho allontanato dai Miei occhi i loro peccati, e li ho lavati e resibianchi come la neve; ora non c’è più alcun ostacolo. Non voglio più essere perloro un Padre invisibile; essi devono guardarMi sempre, e trastullarsi con Me escherzare e rallegrarsi; tutte le loro preoccupazioni devono ora affidarle a Me. 10. Oh, con quale gioia voglio provvedere ulteriormente per loro! Oh, checosa sono per Me, il Padre, tutte le gioie e le beatitudini dei Miei Cieli in con-fronto a quella di essere amato dai Miei diletti figli quale unico e vero Padre! 11. Vedi, tutte le beatitudini ve le do in cambio di questa sola, che Io ho stabi-lito solo per Me, e perciò i Miei figli non devono neanche chiamare nessunoloro Padre se non unicamente e soltanto Me; poiché Io anche lo sono, e lo sonopure con ogni diritto, e nessuno può toglierMi questo diritto, poiché Io sonol’Unico, il Solo, e all’infuori di Me non c’è più nessuno. 12. Ecco, a te e ai tuoi amici e fratelli voglio indicare per nome ciò che ancoravoi adorate in voi stessi: I (Inferno) - P (Passione) - R (Ragione) - T (Talento) -E (Egoismo) - GM (Gioia Maligna) - A (Attaccamento fedele ad ogni splendoremondano - A (Ambizione mondana) - S (Sensualità) - C (Cerimoniale).Tali amici e fratelli devono tutti ricevere il Mio paterno saluto e oggi stesso, sevogliono, devono essere aperte per loro le porte dei Cieli, che sono gli occhidel loro spirito, e oggi stesso Io voglio abitare nei loro cuori. Una cosa soltantoessi devono fare con costanza, e cioè la loro carne devono lavarla e purificarlaalla fontana al cui interno c’è acqua viva, e devono prendere un bastone che èmezzo nero e mezzo bianco; lo devono spezzare a metà, e la parte nera devonogettarla sotto i piedi del mondo, e la parte bianca tenerla per sé in segno cheessi hanno rotto per sempre col mondo e con la loro carne. 21
  22. 22. 13. Ma ciò è come dire che essi devono entrare seriamente in se stessi, rico-noscersi interamente e poi presentare fedelmente e sinceramente a Me, nel lorocuore, i difetti che hanno trovato. Io cancellerò la sporcizia dai loro cuori e liriempirò col fuoco del Mio Amore divino-paterno. E così purificati essi devonopoi mostrarsi al sacerdote attraverso la Confessione e nella Confessione; esubito dopo Io verrò e terrò con loro il banchetto di gioia all’altare. 14. Inoltre, aggiungi ancora che essi non devono affatto scandalizzarsi dellaChiesa e nella Chiesa(4); infatti ogni cibo che Io raccomando, lo purifico percolui che lo vuole gustare nello spirito e nella verità, e allora egli lo deve gusta-re senza preoccupazione. Quello che Io do ai Miei figli è puro e non viene pro-fanato dalla forma esteriore per coloro per i quali Io l’ho benedetto. Io benediròil tempio, e sarà santo il luogo dove essi si troveranno; poiché Io, il vostroPadre santo, sarò in mezzo a loro là dove essi andranno, e a loro non dovràessere torto un capello. 15. Dì pure a loro, in tutta certezza e sicurezza, che il Mio Amore li attende, ele Mie braccia non le voglio chiudere se non quando tutti quanti riposerannofra le Mie braccia, dove vedranno il loro amorevolissimo Padre santo faccia afaccia, e la loro gioia non avrà mai più fine. Amen! 16. Dì a tutti quelli che Mi cercano, che Io sono sempre a casa, non esco mai,e che non ho stabilito solo certe ore o tempi in cui si possa venire da Me, comedai re della Terra e da tutti i grandi del mondo. Dunque non solo nel settimogiorno o nelle festività, ma in ogni minuto Mi è gradito un cuore che ama, eperfino di notte non ho mai chiuso a nessuno la porta in faccia; dunque, in qua-lunque momento busserete, voglio dire "Avanti!". 17. Tu devi e puoi pure dirlo ora francamente e liberamente se ti ho maicostretto a qualche cosa in un tempo stabilito, o se non è sempre stato lasciatoalla tua libera volontà di venire da Me e di chiederMi qualunque cosa tu abbiavoluto sapere, e se ti sono mai rimasto debitore ad una domanda. E se tu Mihai interrogato dall’Inferno, Io ti risposi; e se eri sulla Terra, parlai con te; enei Cieli parlai con te. Di giorno e di notte, il Mio orecchio è costantementerivolto a te. Quello che tu scrivi qui, lo scrivi soltanto secondo il tuo orario e iltuo comodo, e per Me va sempre benissimo, e fino a quando vuoi e quantovuoi, e vedi, a Me va bene! Perciò dì loro con tutta fedeltà: “Per Me è propriouguale il quando qualcuno viene da Me: egli (in qualunque momento) vieneascoltato e accolto!(4) se fanno parte della Chiesa (cioè se sono nella Chiesa) non devono scandalizzarsi di quanto vedonoin essa. Nota del revisore italiano.22
  23. 23. 18. Dì ai figli che non devono burlarsi di Me, ma che devono prendere questoseriamente! Dì loro che non sono per niente un buffone, né sto a qualunquescherzo; poiché Io ho intenzioni serie con tutti, con grandi e piccoli, con giova-ni e vecchi, con maschi e femmine. Da Me non si fanno eccezioni. 19. Poiché, vedi, le Mie creature che non sono atte a nulla, le distruggo all’i-stante e le anniento per l’eternità; ma anche per i Miei figli ho punizioni inquantità, e voglio castigare i disubbidienti fino all’ultima goccia del loro san-gue, ed essi poi riconosceranno sicuramente che Io sono per lo meno il Padro-ne di casa, se proprio non vogliono riconoscerMi come il loro santo eamorevole Padre. 20. Ma guai a coloro che non comprendono i Miei paterni castighi e li inter-pretano falsamente! Dico ancora una volta: “Guai a loro! Costoro il Padre liscaccerà, e allora avranno a che fare col loro Dio eternamente inesorabile”. Questo dico a te, un cattivo e pigro servitore. Amen. Io, Jehova, Amen». 4. Capitolo La vera Chiesa Così parlò il Signore a me e in me per ciascuno, e ciò è vero, fedele e sicuro: 1. «La Mia Grazia è un ricco tesoro; colui che la riceve, non mancherà mai dinulla, nel tempo e nell’eternità. Perciò ognuno deve darsi premura per appro-priarsene anche subito; Io infatti la do a chiunque la voglia avere. 2. Poiché, vedi, se volete il perdono dei vostri peccati, essi vi vengono perdo-nati qualora facciate vera penitenza per mezzo di Gesù, il quale è la Mia Parolaviva e l’Amore in Me, e le porte del Cielo vi stanno aperte, e se volete entrare,potete entrare e qua vedere il Volto del vostro Padre santo, che sono Io, l’eternoDio Jehova. 3. Questo voi potete farlo in virtù della Parola vivente, la quale è Gesù Cristoovvero l’Amore e la Sapienza eterni in Me, da cui sgorga tutto ciò che è buonoe vero. L’Amore è dato a voi fin dall’inizio; esso infatti è propriamente la veravita in voi, così come la Potenza lo è nelle Mie creature. La Potenza provienebensì anch’essa dal Mio Amore, e tuttavia non è l’Amore stesso, non essendoviin essa libertà, ma solo l’effetto dell’Amore. Essa di per sé è però senza vita -per cui anche tutto ciò che proviene dalla Potenza è di per sé morta materia, lacui vita è solo apparente -, in realtà però essa è la morte. 23
  24. 24. 4. Perciò se qualcuno attacca il suo amore al mondo materiale, il suo amoredi per sé viene schiacciato dalla potenza della morte, e la conseguenza è poi lasorte della materia, ovvero la morte. 5. Chi invece rivolge a Me il suo amore e si attacca a Me, quegli unisce il suoamore di nuovo con l’Amore ovvero con la Vita di ogni vita; costui alloradiventa vivo in tutto e per tutto. 6. Ora però vedi: “L’amore di per sé è cieco e buio, e proprio perciò libero eindipendente, ma appunto per questo esso è anche in grande pericolo di perder-si e di andare in rovina”. 7. Perciò ad ogni amore per Me Io do anche subito in aggiunta, secondo ilgrado della sua grandezza, la giusta parte di luce, e questo è un regalo e si chia-ma Grazia; con questa Io fluisco in ogni uomo secondo il grado del suo amore. 8. Perciò se uno ha l’amore perché rende viva in sé la Mia Legge, la quale è ilsupremo Amore, su di lui saranno riversati fiumi di luce, e il suo occhio pene-trerà la Terra e vedrà le profondità dei Cieli. 9. Dillo ai figli, e dillo a tutti, siano pure di qualunque religione - se romani(cattolici), se protestanti, se ebrei, se turchi, se bramanisti, se bui pagani -, inbreve, per tutti deve essere detto: “Sulla Terra c’è solo una vera Chiesa, e que-sta è l’amore per Me in Mio Figlio, il quale Amore però è il santo Spirito invoi, e si fa conoscere a voi attraverso la Mia Parola viva, e questa Parola è ilFiglio, e il Figlio è il Mio Amore, ed è in Me, e Io Lo compenetro interamente,e noi siamo Uno, e così Io sono in voi, e la vostra anima, il cui cuore è la Miadimora, è l’unica vera Chiesa sulla Terra. In essa soltanto è vita eterna, ed essaè l’unica beatificante. 10. Poiché, vedi, Io sono il Signore sopra tutto ciò che esiste! Io sono Dio, l’e-terno e potente, e come tale sono anche vostro Padre, il santo e amorevolissimo.E tutto questo Io lo sono nella Parola; ma la Parola è nel Figlio, e il Figlio è nel-l’Amore, e l’Amore è nella Legge, e la Legge è data a voi. Se voi la osservate eagite in conformità ad essa, l’avete così accolta in voi; essa allora diventa vivain voi ed eleva voi stessi e vi rende liberi, e voi allora non siete più sotto laLegge, ma sopra essa nella Grazia e nella Luce, e tutto ciò è la Mia Sapienza. 11. E ciò è la beatitudine, ovvero il regno di Dio in voi, ovvero l’unica beati-ficante Chiesa sulla Terra, e in nessun’altra è l’eterna vita se non solo e unica-mente in questa. 12. O ritenete forse che Io abiti fra delle mura, o nella cerimonia, o nella pre-ghiera, o nella venerazione? O no, vi sbagliate molto, poiché là Io non sono danessuna parte, ma solamente dov’è l’amore, là sono anch’Io; poiché Io sonol’Amore, ovvero la Vita Stessa. Io vi do Amore e Vita, e Mi unisco solo conl’amore e la vita, giammai invece con la materia, ovvero con la morte.24
  25. 25. 13. Per questo infatti Io ho vinto la morte e Mi sono assoggettata la Divinità:per avere ogni potere su tutto ciò che esiste, e perché il Mio Amore regni eter-namente e renda vivo tutto ciò che gli è soggetto. 14. E come dunque potete ritenere che Io vi attenda nella morte, mentre inve-ce Io sono la Vita Stessa? Perciò andate prima nella vera Chiesa, dove all’inter-no è vita, e soltanto dopo andate in quella morta, affinché essa diventi vivaattraverso voi!». 5. Capitolo Il mistero della Creazione 1. (Il Signore:) «Chi ha orecchi per udire, oda, e chi ha occhi per vedere, veda;poiché, vedi, Io voglio svelarvi un grandissimo mistero, affinché possiate vederecome il vostro Padre amorevolissimo e santo vuole mostrarSi fraternamente avoi faccia a faccia e farvi gioire del Suo Aspetto. Poiché i figli devono essereintrodotti fin dall’eternità nella grande gestione della casa del loro Padre! 2. La Divinità era fin dall’eternità la Forza che compenetrava tutta l’infinitàdell’infinità, ed era ed è e sarà eternamente l’Infinità Stessa. Al centro dellaSua profondità Io ero, dall’eternità, l’Amore e la Vita Stessa in Essa; ma vedi,Io ero cieco come un embrione nel corpo materno! Ma la Divinità Si piacquenell’Amore e Si strinse totalmente al Suo Amore. E all’Amore venne sempre esempre più caldo nel Suo centro, e masse e masse della Divinità vi si affollaro-no, e tutte le potenze e le forze si precipitarono su di Esso. 3. E vedi, allora sorse un grande rumoreggiare, fremere e infuriare, e vedi,l’Amore venne angustiato e premuto da tutte le parti, così che l’Amore tremòfin nell’intimo! E l’Amore percepì tutto ciò, e il rumoreggiare divenne unsuono, ma il suono divenne nell’Amore una Parola, e la Parola disse: “SiaLuce!”. E allora divampò nel cuore la fiamma dell’Amore che si era acceso, efu Luce in tutti gli spazi dell’infinità! 4. E Dio vide in Sé la grande gloria del Suo Amore, e l’Amore fu rafforzatocon la Forza della Divinità, e così la Divinità si unì con l’Amore per sempre, ela Luce scaturiva dal Calore. 5. E vedi, allora l’Amore vide nella Divinità tutte le glorie, al cui numero nonvi è fine, e la Divinità vide come tutto ciò si riversava dall’Amore per passarein Lei, e l’Amore vide nella Divinità i Propri pensieri, e trovò grande compia-cenza in essi. Allora l’Amore Si accese di nuovo, e le forze della Divinitàrumoreggiarono attorno ad Esso, e vedi: “I pensieri dell’Amore erano essi stes-si amore ed erano senza numero”. 25
  26. 26. 6. Allora la Divinità vide la Propria Gloria, e l’Amore percepì la Propria Poten-za. E allora così parlò l’Amore nella Divinità: “Lasciamo che i pensieri dellaGloria rimangano stabili (‘fissati’), ed escano, perché diventino liberi, e possanopercepirCi e vederCi, come Noi li percepiamo e li vediamo, e come Noi li perce-pimmo e li vedemmo prima ancora che la Luce illuminasse le loro forme!” 7. Allora la Parola trapassò nella Divinità, e la Divinità divenne ovunqueAmore. E vedi, allora disse la Divinità per la prima volta: “Sia fatto!”, e da Diodivenne libera una schiera di spiriti, il cui numero non ha fine, e l’Amore vide SeStesso moltiplicato all’infinito, e vide in maniera perfetta la Sua infinita Bellezza. 8. Ma tutti gli esseri non erano ancora vivi, e ancora non percepivano, e anco-ra non vedevano; poiché essi erano ancora forme ‘fissate’ nella Divinità fuoridall’Amore. 9. E ciò rincrebbe all’Amore, ed Esso Si agitò, e l’agitazione salì nella Divi-nità, e la Divinità diede i Suoi prigionieri all’Amore, e l’Amore compenetròtutto. E vedi, allora le forme divennero vive, e si meravigliarono, e si scaldaro-no ai fiumi di fiamme del divino Amore, e ottennero così movimento e attivitàautonomi! Ma ancora non si riconoscevano. 10. Allora disse nuovamente l’Amore: “Facciamo in modo che si riconosca-no, perché possano poi riconoscere Me e anche Te attraverso Me!”. 11. Allora la Parola salì di nuovo nella Divinità, e nella Divinità risuonò laParola, e la Parola divenne Legge, e la Legge era l’Amore e si riversò in tutti. 12. E vedi, allora furono formati tre, e da essi ne vennero sette! E i tre eranosimili all’Amore, alla Luce e alla Divinità, e i sette erano simili ai sette spiritidi Dio, e si chiamano e si chiameranno eternamente: I. Amate l’Amore. II. Temete la Divinità - la quale uccide -, per non essere uccisi. III. L’Amore in voi è santo; perciò stimatevi l’un l’altro, come l’Amore nella Divinità vi stima e prova gioia per voi. IV. Ognuno è proprietà di se stesso e proprietà dell’Amore di Dio; perciò nessuno diventi preda dell’altro. V. Nessuno copra mai il proprio volto davanti all’altro perché l’altro non sappia com’è l’amore, e ciò affinché voi siate come l’Amore che vi chiamò a divenire. VI. Il vostro interno sia anche il vostro esterno, perché non sorga in voi alcun falso impulso e voi non periate. VII. Il vostro esterno sia il fedele riflesso del vostro specchio interno, nel quale l’Amore della Divinità Si contempla; altrimenti lo specchio interno verrà spezzato e il vostro aspetto diventerà orribile.26
  27. 27. 13. Allora la Divinità tuonò negli infiniti spazi un terribile giudizio di puni-zione per i trasgressori, e così nel sommo timore fu comandata l’adorazionedella Divinità, e fu loro comandato di amare l’Amore. Ed essi furono postifuori nella massima libertà e potevano fare ciò che volevano, e nulla doveva edeve ostacolarli nella loro libertà e fino al tempo in cui si saranno riconosciutinella loro libertà e nella loro umiltà, affinché la Legge diventi la loro proprialegge, ed essi allora diventino perfettamente liberi. 14. Sennonché giunse il tempo in cui essi si riconobbero nella loro grandepotenza e nella gloria e maestà che irradiavano su tutto, e il più alto dei tre,simile alla Luce della Divinità, si accese nella sua avidità per impossessarsicompletamente della Divinità. Attraverso lui si accese una grande parte deglispiriti che sorsero per suo tramite; e tramite costoro anche la Divinità arse nellasua Collera, così come i due spiriti più bassi fra i tre, e lanciò la cattiva masna-da nel profondo del profondo della propria Ira. 15. E i due e quelli che erano proceduti da loro, e i sette, nel cui numeroerano giusti, furono trovati nella fedeltà della loro umiltà e furono accolti nellesfere della Potenza di Dio; e l’Amore vide che essi erano stati trovati puri, e sirallegrò della loro completezza. E vedi, la Forza della Divinità nell’Amore sierse e la Divinità Si mosse, e i creati percepirono il movimento della Divinità,e la Divinità Si mosse verso il Proprio Amore, e ai creati furono aperti gliocchi, ed essi videro per la prima volta l’eterno Amore. 16. Allora le schiere degli innumerevoli si stupirono, e sorse un grande giubi-lo e una grande gioia fra loro; poiché essi videro la Potenza di Dio nell’Amore,e videro l’Amore in se stessi, e anche la Forza che li chiamò ad esistere, e siriconobbero, e riconobbero l’Amore e riconobbero Dio. 17. Ora Si mosse la Divinità, e i creati ebbero timore della Divinità, e l’Amo-re vide il loro timore e vide che il loro timore era giusto, e il timore divenne perloro ubbidienza, e l’ubbidienza era l’umiltà, e l’umiltà era il loro amore, e l’a-more divenne la loro legge, e la legge la loro eterna libertà, e la libertà divennela loro vita, e la vita la loro beatitudine in eterno. 18. Ora vedi, l’eterno Amore li interpellò, ed essi compresero la Parola! Allo-ra le loro lingue si sciolsero, e la prima parola che sfuggì dalle loro labbra fu"amore". E alla Divinità piacque il suono del loro linguaggio, e la Divinità fumossa dall’Amore, e il movimento prese forma nei creati, e la forma divennesuono, e il suono fu la seconda parola e fu "Dio". 19. Ed ora soltanto i creati erano completi. E l’Amore disse ai creati: “Il primofra voi andò perduto; perciò assumo Io il suo posto e sarò fra voi eternamente!”. 20. Allora le loro lingue si sciolsero di nuovo, e le loro ginocchia si piegaro-no, ed essi adorarono l’Amore. 27
  28. 28. 21. Adesso, guarda ancora tutto quello che fece l’Amore, e Dio nell’Amore, el’Amore in Dio! Vedi, l’Amore si dolse per i perduti; ma la Divinità fremettenella Sua Ira, e in tutti gli spazi dell’infinità di Dio fu udito un grande tuono. Eil tuono penetrò fin nell’intimo dell’eterno Amore, e l’Amore soltanto compre-se il tuono della Divinità, e il tuono in Lui divenne Parola, e così disse: “Ognipotenza Ti sia soggetta; fa’ come Ti piace e dì ‘Sia!’, e così sarà fatto!”. 22. E vedi, l’Amore fu commosso fin nell’intimo, e la prima lacrima fluì dal-l’occhio dell’eterno Amore, e questa lacrima fluì dal Cuore della Divinità e sichiamava e si chiama e si chiamerà eternamente la "Misericordia". 23. Questa lacrima divenne una grande massa d’acqua, e l’acqua si riversò intutti gli spazi dell’infinità e si riversò nel profondo delle profondità dell’Iradella Divinità, e mitigò il fuoco della Collera di Dio. 24. E vedi, lo Spirito di Dio nella Sua Forza soffiò dolcemente sulle acquedella Misericordia, e le acque si divisero. E Dio parlò dal Suo Amore, e il SuoAmore era la Parola, e la Parola scese nel profondo delle profondità e aleggia-va sulle acque, e le acque furono separate come gocce di rugiada, e furonodivise in grandi e piccole secondo il numero dei perduti, il quale non ha fine, intutti gli spazi dell’infinità. 25. E vedi, l’ultima goccia che rimase era la più interna delle acque, ed era lapiù interna della Misericordia; e quella non fu divisa, ma rimase dov’era rima-sta, e fu destinata come punto centrale e come teatro della più grande delleazioni dell’eterno Amore. 26. E ora vedi: “Quest’ultima goccia fu creata come Terra, che tu e i tuoi fra-telli abitate!”. E le altre gocce furono create come soli, terre e lune di ognigenere, il cui numero non ha fine; e vedi, così sorsero il cielo visibile con lesue stelle, con il sole, la luna, e la Terra visibile con i mari e con la terraferma! 27. Ed ora vedi e alza gli occhi in alto, e comprenderai le meraviglie dell’eter-no Amore! Tu vedi sempre lo splendore del sole, la luce della luna e il brillio escintillio delle stelle nelle loro svariatissime posizioni, che voi chiamate costel-lazioni; tu vedi anche le più disparate formazioni in tutti e tre i regni della Terranaturale; sennonché fino ad ora nessuno ha mai conosciuto a fondo e corretta-mente compreso che cos’è e da dove viene lo splendore del sole, e come esso glifu conferito, e così la lucentezza della luna, e il brillio delle stelle e il loro scin-tillio, e le loro svariatissime posizioni, e tutte le formazioni della Terra. 28. Poiché vedi, i Miei figli devono essere iniziati in tutte le cose belle che illoro santo e amorevolissimo Padre ha da donare a loro, e precisamente a queifigli che Lo riconoscono e che amano sopra ogni cosa Lui esclusivamente, eche si amano l’un l’altro per amore del loro Padre. 29. Ora vedi: “Quando i soli con le loro terre sorsero per la Potenza dell’A-more misericordioso dell’eterno e infinito Dio, essi non avevano ancora splen-28
  29. 29. dore, né lucentezza, né brillio, né scintillio, poiché vi era ancora una grandenotte su tali soli e terre e lune. Ma nel centro dei soli l’eterno Amore fece scen-dere una piccola scintilla della Sua Grazia, e questa scintilla, con rapidità mag-giore di quella di un grande lampo, compenetrò di splendore le masse oscure, evedi, esse illuminarono le terre, e con grande splendore, come tuttora illumina-no e illumineranno fino a quando la scintilla di Grazia non sarà loro tolta. 30. E vedi, allora anche le terre e le lune risplendettero, e furono distribuite aisoli in giusto numero, e l’Amore alitò su di essi con la Forza e la Potenza dellaDivinità, e vedi, la luce tremolò sui soli, i mari delle terre ondeggiarono e siagitarono vorticosamente nei loro flutti, e le arie e i venti fluirono e spiraronosopra le terre, simili allo Spirito di Dio sopra le acque della Misericordia! E lelune si alzarono poderosamente al di sopra delle loro terre, a cui furono datecome un frutto all’albero, e incominciarono a girare intorno ad esse in vasteorbite, come perenni accompagnatrici delle loro origini; e dove ce n’eranomolte, esse furono unite in orbite fisse; ciò in segno dell’amore dei figli chedevono guardare costantemente il Volto del loro Padre, come le lune le loroterre, perché esse non vengano, a motivo della loro soffice costituzione, strap-pate dalle loro orbite e distrutte. 31. Poiché, vedi, le lune non sono compatte, ma molto soffici, e sono similialla schiuma del mare quando diventa più compatta e più solida, e sono nude esenz’acqua; e l’aria della Terra è come l’acqua delle terre (lune), e l’aria è simi-le all’etere tra soli e terre. Ed esse (le lune) sono destinate ad accogliere coloroche sono fanatici del mondo, e a racchiudere gli spiriti della materia, e a prova-re la loro costanza, e a renderli maturi per ricevere la Grazia. 32. E i continenti delle terre sono la parte dell’Ira della Divinità addolcitadalla Misericordia, e rinchiudono, in solidi legami, gli spiriti degli smarriti finoal tempo stabilito del loro inconsapevole scioglimento, quando essi poi vengo-no messi in una materia più tenera, e tuttavia però sempre per loro abbastanzasolida, e cioè legati singolarmente; da questa materia poi possono uscire sola-mente quando vengono di nuovo risvegliati dall’eterno Amore; e i mari e leacque ne sono pieni, affinché essi vengano posti in umiltà, e l’aria ne è piena,affinché vengano purificati. E l’eterno Amore è la forma in tutto; però l’Iradella Divinità sulla Terra è solo attenuata, ma non per questo abolita. 33. Questo però tieni a mente in modo del tutto speciale: “Nel centro del Solegiace la scintilla di Grazia, ed essa, mediante il fuoco dell’Ira della Divinità, dàluce al mondo. Nel centro della Terra però si trova una scintilla d’Ira della Col-lera di Dio, simile a un drago di fuoco, e tiene le cattive masnade fissate comepietre, le quali solo mediante l’acqua della Misericordia devono essere ammor-bidite, qualora uno debba essere di nuovo sciolto per una seconda prova, per lalibertà e l’eterna vita. Ed ora comprendi il mistero del tuo essere, e stupisci peril grande Amore dell’eterna Potenza: quante volte Esso ti ha già fatto nascere 29
  30. 30. da capo, per riguadagnare te, che eri perduto, all’eterna vita, alla libertà, allalegge, all’amore e alla luce, e alla contemplazione del Suo Volto; e vedi, tuttoquesto Io voglio farlo sapere e riconoscere a te, e con ciò anche a molti altri,affinché stavolta possiate finalmente scorgere quanto estremamente buonodev’essere l’eterno Amore, poiché esso, instancabilmente, fa e tollera per voidisubbidienti così tante e grandi cose! 34. Vedi, così è stato dato il movimento alle terre attorno ai loro soli e attornoal loro centro con l’alito della Misericordia dell’Amore, come segno che i figlidevono regolare tutto il loro agire secondo il movimento delle terre attorno aisoli e delle lune attorno alle terre, e i deboli devono essere come le lune, e iforti devono essere come le terre, e i rinati devono essere come il sole. E ideboli devono guardare il Vigore dell’Amore che non li lascia mai cadere seessi, come le lune, si volgono costantemente al Volto dell’Amore e se Gli gira-no attorno da tutte le parti in orbite più piccole, e tuttavia per la Sua Forza ven-gono ugualmente attirate nell’orbita grande. E i forti devono essere simili allaTerra, con rotazione spontanea, per tenersi costantemente pronti a ricevere laluce e il calore dalla Grazia dell’Amore, il quale illumina e riscaldando vivificamediante la Forza che è in Esso, affinché i forti possano portare frutti di ognigenere dalle opere dell’amore, delle quali i deboli possano saziarsi, ed essi pos-sano ristorare gli incarnati e possano deliziare i rinati. E i rinati dalle acque del-l’Amore misericordioso, nei quali la Grazia è perfetta, devono essere come ilSole, e la loro luce deve brillare in tutti i luoghi, e il loro calore deve animare ideboli e deve far fruttificare i forti per il nutrimento dei deboli, perché ci siauna comunità tra i figli di un unico e stesso Padre. 35. E vedi, tu devi guardare ancora più profondamente il come e il perché Ioho preparato tutto così! Vedi, la luna ha macchie e molti punti scuri, e la Terraha poli freddi ma stabili, e ha montagne alte, e ha basse valli, e ha sorgenti,ruscelli, torrenti, fiumi, laghi e grandi e piccoli mari; e il sole ha macchie, gran-di e piccole. Ora vedi, tutto questo è l’effetto dell’Amore e della Grazia, ovverodel corrispondente calore e della luce, e tutto ciò è l’eterno Amore e la Potenzadella Divinità attraverso l’Amore. Perciò guarda i deboli e la luna come siassomigliano, e ti sarà dischiuso il suo essere; osserva i forti secondo tutto illoro agire, e davanti ai tuoi occhi giacerà svelata la Terra; e da un polo all’altrodeve esserci la rigida quiete dello spirito nell’amore per l’Amore, affinché tuttociò che circonda lo spirito si muova in un perenne ordine e possa essere cosìoperante per lo scopo comune dell’eterna conservazione. Poiché vedi, dallaquiete dipende tutto; senza questa non si può raggiungere nulla, e chi non ècome i poli della Terra, quegli non penetra nel proprio intimo come la lineacongiungente i due poli penetra nel centro della Terra. E il vostro amore deveessere freddo come il ghiaccio dei poli, perché voi siate atti a ricevere tutto ilcalore del divino Amore. Poiché vedi, ciò che è caldo, non è adatto a ricevere il30
  31. 31. calore; ma ciò che è freddo nella sua quiete, questo è atto a ricevere l’Amore inpienezza e a lasciarlo affluire in tutte le parti della vita. Poiché vedi, chi riceveil calore, il quale è l’Amore di Dio, lo trattiene saldamente in sé e non lo lasciaulteriormente affluire, quegli è un avaro, e sarà dissolto in sé, e si distruggeràcome il ghiaccio al fuoco; ma chi riceve il calore come i poli, e immediatamen-te lo dà di nuovo a tutti quelli che sono attorno a lui, vicini e lontani, da lui ildivino Amore è al posto giusto e corrisponde interamente alla Volontà del gran-de e santo Donatore. 36. Questo amore porterà molti frutti e diventerà luce di Grazia, e contem-plerà con sguardo costante le incommensurabili profondità della Divinità, simi-le ai poli, i quali gettano lo sguardo sugli infiniti spazi delle creazionidell’Amore di Dio, e ad occhi spalancati assorbono in sé i dolci raggi dall’im-mensità di tutti gli infiniti spazi, nei quali circolano innumerevoli gli esseridella Misericordia, ciascuno secondo la propria specie, e così si accendono diestasi e diletto nel loro amore all’Amore e per l’Amore, e simili a un soledivengono essi stessi luminosi, simili alla luce dei poli della Terra. 37. Perciò chi rimane costantemente nel centro dell’amore della conoscenza,la qual cosa è la Grazia, i suoi lombi diverranno incandescenti per l’amore daDio, come la cintura della Terra, e i suoi occhi brilleranno per la conoscenzacome i poli, e le sue braccia si muoveranno come i torrenti, i ruscelli e le sor-genti, e le azioni affluiranno ai mari delle divine misericordie, che sono salaticon la Grazia e con le conoscenze dell’eterno Amore e dell’eterna Vita. 38. Ora, qua avete la chiave per aprire e per penetrare con lo sguardo la Terrache vi porta». 6. Capitolo La corrispondenza degli astri 1. Ora però alza il tuo sguardo dalla Terra al sole, il quale è una fedele imma-gine dei rinati! Guarda bene, e ti accorgerai presto che talvolta si trovano dellemacchie sulla sua cintura. Vedi, in natura, come voi dite, queste sono eruzionidall’interno all’esterno, simili ai vulcani della Terra, e sono corrispondenti eru-zioni della Collera della Divinità e piccole tracce della Sua Potenza onnidistrut-tiva. Tale Potenza, secondo la natura del mondo, si fa sempre parzialmentericonoscere sulle terre con grandi o piccole tempeste, a seconda della grandez-za delle macchie; tuttavia in tali manifestazioni l’Amore diventa sempre tantopiù attivo e attenua di nuovo tutto con l’acqua della Misericordia, e sul soleattenua di nuovo tutto con grandi flutti torrenziali dal mare senza sponde della 31
  32. 32. Sua Grazia misericordiosa. E vedi, così tutto viene riportato nel massimo Ordi-ne, e al di fuori di questo Ordine, in cui Io sono l’eterno Amore Stesso fin dal-l’eternità delle eternità e dal quale e nel quale fu fatto tutto ciò che esiste, nullapuò sussistere né sorgere; e chi in base alla propria libertà esce da quest’Ordine,quegli agisce contro l’Amore e contro la Vita, e andrà eternamente in rovina. 2. Ora hai visto il sole e l’hai compreso secondo la sua natura, che è e deveessere semplice, affinché possa sussistere per lo scopo per il quale esiste e deveesistere dall’Ordine dell’Amore. 3. Poi volgi invece i tuoi occhi alla rinascita dello spirito, e al popolo di Dio,e alla legge dell’Amore, e alla vita della libertà nella luce della Grazia dalleacque della Misericordia, e il sole starà svelato davanti ai tuoi occhi, e nessunapiega in esso dovrà restarti nascosta! 4. Ma vedi, anche il sole ha ugualmente i suoi poli, dai quali tutta la loro lucee tutto il loro calore dal centro della quiete della Grazia si riversano sull’interasua circonferenza; e se il sole non avesse la quiete dei poli, non avrebbe nean-che luce. Poiché vedi, la quiete è assolutamente necessaria per ricevere la lucee il calore, e deve essere simile alla quiete dell’Amore in Dio; solo dalla quieteviene la ricettività per la vita e per la luce. 5. E vedi, quando l’aria è quieta, è anche nitido e sereno sulla Terra; ma seventi impetuosi soffiano in diverse direzioni, presto arrivano delle nuvole neree oscurano la luce. 6. Le vostre brame sono simili ai venti; a causa di esse voi venite circondatida preoccupazioni di ogni genere, che impediscono il fluire in voi della luce diGrazia, come le nuvole che, sospinte dai venti, impediscono ai raggi del sole dicadere sulla Terra. 7. Perciò voi non dovete affatto preoccuparvi, bensì tutte le vostre brame e leconseguenti preoccupazioni dovete indirizzarle a Me e affidarle a Me, affinchéabbiate quiete e Io possa costantemente fluire in voi. 8. E vedi, come la Terra ruota regolarmente attorno alla sua quiete polare nelMio Ordine, che è prodotto dalla Potenza del Mio Amore, affinché nessunaparte resti senza illuminazione, così anche tutte le vostre azioni devono scaturi-re originariamente dal Mio Amore che è in voi, e successivamente secondo lavostra capacità attraverso la Parola dell’eterno Amore, data nella Legge dellaGrazia e della Misericordia. E come la notte ristora la Terra, così voi sareteristorati dall’Amore, e come il giorno della Terra sarete illuminati mediante laluce dal sole di Grazia. 9. Voi dovete essere simili all’inverno, che è freddo nella sua quiete, ma pro-prio per questo tanto più atto a ricevere il calore fin nelle più profonde profon-dità della Terra. E da chi è arrivato l’inverno, da lui arriverà anche la32
  33. 33. primavera, la quale è simile alla prima vita dell’Amore in voi; e arriverà l’esta-te in pienissima energia dalla vita dell’Amore, che in voi è diventato fortemediante la Grazia; e arriverà il quieto autunno con i frutti delle opere dell’A-more e della Grazia, nel quale voi allora, totalmente rinati, entrerete nella vitadel sole a contemplare il Volto del vostro Padre santo e a brillare come il sole atutto il mondo, mediante la forza grande della Grazia, dell’Amore e della Mise-ricordia del vostro santo e ottimo Padre. 10. Chi però non è simile alla luna, e non diventa simile alla Terra, non puòneanche diventare simile al sole, bensì è simile ad una cometa, che non ha sta-bilità neanche minimamente, e tutto il suo essere è rubato agli efflussi di Graziadei soli, e la sua traiettoria è disordinata come le vie dei ladri e dei briganti, edessa viene spinta dal timore della luce da una profondità all’altra dei mondi, enon troverà mai più una quiete per l’eternità; e la luce la perseguiterà in tutte lesue vie e illuminerà la sua nullità. 11. E ancora le succederà alla fine come alle stelle cadenti, che vengono get-tate fuori dalla Grazia e cacciate a causa della loro nudità, e vengono consuma-te per il furto della Grazia; infatti la luce rubata le annienterà eternamente, e inseguito esse non saranno più, come quei frutti degli alberi che spuntano allaluce troppo presto prima ancora che l’amore li abbia resi saldi; e poiché essinon hanno saldezza, avendo troppo poco legame d’amore, così diventano sem-pre più deboli, cadono poi dall’albero e vengono calpestati e distrutti. 12. Ora vedi, qui hai svelati davanti a te i soli, le terre, le lune, le comete e lestelle cadenti, secondo tutta la loro essenza e secondo tutto il loro significato, ecosì anche ogni e ciascuna singola parte, dalla più grande alla più piccola! 13. Lo Spirito dell’Amore e della Grazia è in voi e lo è in ogni Sapienza. Chilo ode, quegli scruterà tutto nella profondità delle profondità; ed egli interro-gherà i morti, ed essi gli risponderanno, ed egli penetrerà con lo sguardo iviventi, e il loro amore lo ristorerà e la loro luce lo estasierà; ed egli porrà ilsuo orecchio alla Terra, e l’erba gli racconterà i misteri dell’Amore, e il suologli svelerà le sue profondità, e le montagne ubbidiranno alla sua voce, e ilsuono delle sue parole penetrerà il midollo della Terra. E se egli guarderà ilmare, i raggi dei suoi occhi illumineranno tutte le sue gocce e attraverserannoogni granello di sabbia; e gli spiriti, se dentro ad essi ancora attendono nel giu-dizio, accorreranno alla luce dei suoi occhi nello stesso modo in cui di notte ipesci e i vermi del mare e delle acque accorrono a una fiaccola tenuta in super-ficie, ed essi si lasceranno prendere per essere liberati dalle carceri dell’eternanotte, e riconosceranno l’Amore, e calmeranno la loro sete alle acque dellaMisericordia, e cresceranno, dapprima debolmente, con il vigore e la forza pro-venienti dall’Amore del Padre e della Parola, la quale è l’Amore nel Padre, edello Spirito, il quale è la Forza in Entrambi. 33
  34. 34. 14. E vedi, tutto questo e molto di più ancora vi insegnerà il Mio Spirito, seudrete la Sua Voce! Però la Sua Voce non è rumorosa, bensì molto silenziosa,ma proprio per questo compenetra tutto, come il calore dell’Amore, e comela luce della Grazia, e come la Forza dell’Amore misericordioso del vostroPadre santo. 7. Capitolo I primordi della Terra e della luna. La creazione di Adamo ed Eva. 1. Ora vedi, Io voglio mostrarvi la Creazione degli organismi, dal primo finoall’ultimo e dal più piccolo fino al più grande, come Io li ho fatti dal MioAmore e dalla Mia Sapienza, e dall’eterno Ordine che deriva da entrambi, ilquale è la Parola dell’eterna Potenza e Forza nella profondità della Divinità. Evedi, non vi è nulla in tutti gli spazi dell’infinità, né di grande né di piccolo,che non sia stato fatto attraverso questa Parola! 2. E vedi, e ascolta: «Così ora c’era la Terra, e c’era la luna, e c’era il sole, ec’erano le stelle; ma la Terra era ancora nuda, e la sua superficie era ancorasimile alla superficie del mare. E sopra le acque giacevano dense nuvole che siaddentravano profondamente nei morti spazi dei mondi, e la luce del sole nonpoteva illuminare la Goccia della Misericordia. E la luna era coperta dai vaporidella Goccia, e soltanto in questi vapori fu completamente partorita la Terra efu nutrita la luna. E il sole stava sopra ad entrambe con i raggi della sua lucedal calore dell’Amore in Dio, come una chioccia sopra i suoi pulcini, e rendevamatura la Terra, e separò la luna dal petto di sua madre. 3. Allora il grande cumulo di nubi si separò e si depositò verso la quiete deipoli, e la cintura della Terra divenne libera, e il sole si riflesse nelle acque, e laTerra a sua volta irradiò grata la luce ricevuta verso il vasto grembo del sole, ead occhi spalancati vide la luna bagnarsi negli effluvi radiosi della Grazia del-l’eterno Amore dal sole» 4. E vedi ed odi ancora: «La Terra si sentiva bene, poiché essa era colma del-l’Amore della Misericordia e vedeva il suo tesorino, la luna, girare vispo attor-no a lei. E l’Amore gonfiò il vasto petto della Terra col fiato della Misericordia,come se questa volesse porgere ancora una volta al bambino il suo petto colmodel latte della Grazia; ma vedi, il latte si coagulò per il calore dell’Amore mise-ricordioso e divenne terraferma, ed emerse dai mari. E i mari retrocessero nelleprofondità e furono simili all’acqua che si separa nella coagulazione del latte,per attenuare l’insita Ira mediante il sale della Grazia e mediante la Misericor-dia dell’Amore da Dio in ogni Forza e Potenza.34
  35. 35. 5. E vedi, allora fu quiete sulla Terra e in tutti gli spazi dell’infinità di Dio, el’eterno Amore discese per la prima volta interamente sulla Terra, e nella SuaOnnipotenza e Forza alitò sulla superficie della Terra, e l’alito fu una innume-revole pienezza dei pensieri in forme viventi di ogni specie, per la futura libe-razione dei perduti. 6. E vedi, allora dalla parte emersa della Terra germogliarono erbe, piante,arbusti ed alberi di ogni specie, e i mari, laghi, fiumi, torrenti, ruscelli e sorgen-ti brulicarono di vermi, pesci e animali di ogni specie; e l’aria fu animata dagliuccelli di ogni specie. E il numero di ogni specie, sia nelle acque, sia sulle terreemerse e nelle arie, era pari al numero dell’uomo, che fu fatto da questo nume-ro, ed era pari al numero della Grazia dell’Amore, ed era pari al numero dellafutura Redenzione e della rinascita che da questa proviene e scaturisce» 7. Ed ora vedi e comprendi quello che fino ad ora non fu mai visto e compre-so da nessuno: «L’eterno Amore prese il numero da Se Stesso, e il numero eral’Ordine e l’eterna Legge in Lui, di cui e in cui Lui Stesso eternamente consi-steva, consiste e consisterà in ogni Potenza e Forza della Santità di Dio. E l’A-more prese dunque dell’argilla, simile alla panna del latte coagulato, e formòcon la mano della Sua Potenza e con la mano della Sua Forza, secondo ilnumero del Suo Ordine, il primo uomo, e gli soffiò attraverso le nari il fiatovivente. E il fiato divenne in lui anima vivente, e l’anima riempì tutto l’uomo,che venne ora fatto secondo il numero dell’Ordine, dal quale erano fatti gli spi-riti e vennero fatti i mondi negli spazi, e la Terra, e tutto ciò che è su di essa, ela luna e il sole. 8. E ora vedi, a questo primo uomo sulla Terra, che uscì dalle mani dellaPotenza e della Forza dell’eterno Amore, fu dato dalla bocca della Grazia mise-ricordiosa il nome "Adamo" ovvero "Figlio della Misericordia e della Grazia"» 9. Ed ora nota bene: «Questo Adamo era al posto del primo degli spiriti cadu-ti; non gli fu dato di riconoscere chi egli era, e vedi, egli si annoiava poiché nonsi riconosceva e neanche riusciva a trovare qualcosa che gli fosse somigliante. 10. E vedi, allora l’eterno Amore soffiò su di lui, invisibilmente agli occhiancora ciechi della sua anima, ed egli si addormentò per la prima volta nellaSoavità dell’Amore misericordioso. E la Soavità dell’Amore misericordiosoformò nel cuore di Adamo, quasi come fosse in un dolce sogno, una figura a luisimile, di grande soavità e di altrettanto grande bellezza. 11. E l’eterno Amore vide che Adamo trovava grande gioia in sé per la visio-ne interiore del suo secondo io. Allora l’Amore misericordioso lo toccò al fian-co, dove gli era stato dato un cuore simile al cuore della Divinità per accoglierel’Amore e la Vita dall’Amore in Dio, e con ciò gli tolse l’amore di se stesso perpreparare una dimora a Se Stesso attraverso la futura legge della Grazia miseri-cordiosa, e pose l’amore di se stesso, nel quale Adamo trovava in sé grande 35
  36. 36. compiacimento, fuori dal suo corpo, fisicamente, e lo chiamò "Caiva", ovvero,come già siete soliti dire, "Eva", che è come dire "la liberazione prefiguratadall’egoismo e la conseguente rinascita". 12. E vedi, allora l’Amore misericordioso lo toccò e lo svegliò perché guar-dasse il suo amore di se stesso fuori di lui, e vide che egli aveva grande com-piacenza nel guardare il suo amore fuori di lui, ed era lieto oltre misura. El’amore fuori di lui, che ora si chiamava Eva, provò grande piacere per l’uomoAdamo e si volse a lui e seguì ogni suo movimento» 13. E vedi, allora l’eterno Amore interpellò per la prima volta Adamo:«Adamo!». Ed egli disse per la prima volta: «Sono qui, Signore della Gloria,della Potenza e della Forza!» 14. E l’eterno Amore disse nuovamente: «Vedi la tua aiutante!». Ed Evarispose: «Vedi, Signore, l’ancella giace ubbidiente ai piedi del Tuo figlio easpetta i suoi ordini!» 15. E vedi, l’Amore misericordioso trovò grande compiacimento per le operedella Sua Potenza e Forza attraverso la Grazia della Sua Misericordia, e parlòulteriormente, e li istruì in tutto, e insegnò loro a conoscere, denominare eusare tutte le cose. E quando essi compresero, conobbero e seppero usare tutto,l’Amore misericordioso parlò di nuovo a loro: «Vedete dunque, ora voi appren-dete tutto, ora conoscete tutto e potete far uso di tutto eccetto di una cosa, equest’ultima cosa voglio insegnarvela ora, e porre in voi la forza di generare eprocreare vostri simili; però potete farne uso solamente quando Io ritornerò, evi troverò vestiti con l’abito dell’ubbidienza, dell’umiltà, della fedeltà e dellagiusta innocenza. Guai a voi, però, se vi trovo nudi; Io vi scaccerò, e la conse-guenza sarà la morte!». 8. Capitolo La caduta nel peccato (originale) 1. E vedi, allora l’eterno Amore Si coprì il volto e Si allontanò secondo ilnumero dell’Ordine per un determinato tempo, e fu cieco dalla Profondità dellaSua Misericordia, e non voleva e non poteva sapere ciò che i neocreati avreb-bero fatto nel Giudizio della Divinità, per la prova della loro libertà, nel tempodel breve periodo sulla Terra grazie all’Amore della Misericordia. E il luogoche fu dato loro per abitare sulla terraferma era una valle, ed era un giardino,ed era chiamato il Paradiso; e questa era la terra che più tardi sarebbe trabocca-ta di latte e miele, ed era il posto che nel grande Tempo dei tempi della piùgrande delle azioni dell’eterno Amore si chiamò "Bethlehem" (Betlemme), e36

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