Sergio RaveraDirettore Responsabile                                                                                      ...
dalla prima pagina                  In alto a sinistra:     Boccale invetriato monocromo                        (XVIII Sec...
Dal Coro di Valleggia al Teatro dell’Opera di Tokyo; una delle più belle ed eclettiche voci  del panorama lirico italiano ...
Ho lavorato, durante la mia per-    manenza all’Ufficio Pubblica    Istruzione e Cultura del Comu-    ne di Savona, assiem...
Non è azzardato affermare cheRenzo Aiolfi abbia incarnatonella maniera più efficace la fi-gura dell’intellettuale capacedi...
Sopra il titolo:    Tre delle dieci lunette presenti nel    salone del palazzo destinato al pub-    blico; al secondo pian...
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Pigmenti, il giornale dell'Associazione culturale Renzo Aiolfi di Savona

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Pigmenti n. 22

  1. 1. Sergio RaveraDirettore Responsabile  Periodico dell’Associazione Culturale e del Paesaggio “Renzo Aiolfi” no profit di Savona Numero 22 • Maggio 2011 • Anno IX • Copia omaggio “Amorosi sensi” tra l’Aiolfi e la SpagnaNel 2008, l’Associazione “R. Aiolfi”ha iniziato ad interessarsi della telaseicentesca, conservata nella Chiesa Vasellame prodotto L’insediamento nel basso Piemontedella Certosa di Loreto a Savona, su da Giuseppe di ceramisti di Albisola Superiore,diretto impulso del Dr. Bruno Bar- Cantello (1930 – 1940bero, considerata la sua particolare circa) a seguito di disaccordi coniconografia: San Michele Arcangelo e, in basso,è raffigurato con la palma in mano, Supporti di artigiani di Albissola Marina, ebbe cotturasegno del martirio, anziché la spada (XVIII Sec.). origine dalla mancanza di norme Ceramisti d’Albisola Superioree/o la bilancia. Partendo dagli studidel Dr. Barbero, col supporto della specifiche nei rapporti commercialicompetente Soprintendenza e del a livello territoriale. L’esigenza diDr. Massimo Bartoletti di Genova,siamo arrivati ad individuare nel stoviglie a basso costo, tra ‘600 emigrano nell’Alto MonferratoMuseo de Bellas Artes de Cordoba e ‘700, favorì una distribuzione(Spagna) una tela molto simile aquella savonese. capillare di “fabbriche” di questiDa allora, sono nati i nostri rapporti prodotti, permettendo unacon la Direttrice Dr.ssa FuensantaGarcia de la Torre e con il Conser- notevole riduzione dei prezzi delvatore Dr. José Maria Palencia Ce-rezo. Vista l’importanza storica e Produzioni tra i comuni di Cassine e Mombaruzzo dal XVII trasporto con esenzioni o riduzionila qualità dell’opera di Savona, nel al XX secolo; un nuovo mercato per il Piemonte meridionale dei dazi.frattempo restaurata dall’Associa-zione “Aiolfi”, è stato deciso di cono-scere l’opera a Cordova e di iniziareun “gemellaggio” culturale tra noie le due città di Savona e Cordova: documenti, possiamo constatareinfatti, la ricerca continua da parte in patria un giovane per avviar- che l’attività ceramistica fu pro-sia della Dr.ssa Silvia Bottaro, sia lo all’arte del “figulo” nella sua prio prerogativa d’alcune fami-del Dr. Palencia Cerezo che, a luglio fabbrica di Tortona, individuan- glie albisolesi, prevalentemente2010, è venuto a Savona per studiare dolo in Pietro Gio Siri. a conduzione familiare, coadiu-l’opera conservata nella nostra città. Questa situazione favorì l’in- vate da alcuni giovani esterni.I rapporti, poi, con la Spagna si ar- staurarsi, da parte di ceramisti Se in un primo momento si ri- liguri, di un vero e proprio pro- scontra la presenza dei Valenti-ricchiscono ulteriormente, in questo getto imprenditoriale anche in no, tra il XVIII ed il XIX secolonumero, con la conoscenza della Alto Monferrato, come a Mom-Prof.ssa Mónica Vàzquez Astorga subentrarono i Saettone, i Can- baruzzo e a Cassine, in funzio- tello, i Barile ed i Pelizzi.dell’Università di Saragoza, cono- ne del gusto e delle esigenze lo-sciuta da Silvia Bottaro nell’occasio- Per ricordare le famiglie di cera- cali, abbandonando produzioni misti più diffuse a Cassine, si co-ne della sua ricerca sulla diffusione tradizionali quali la maiolica, la nosce che nel 1714 Giò Batta Sa-dell’arte spagnola contemporanea in graffita policroma e la ceramica ettone possedeva una fabbricaItalia, ricerca alla quale ha collabo- à traches noires. Furono così in- ove assunse due giovani di Al-rato in piccola parte. trodotti nuovi tipi, quali la ce- bisola, Francesco Siri e Bernar-Partendo da queste premesse, la Prof. ramica dipinta ad ingobbio sot- do Galvano, per far apprende-ssa Vàzquez Astorga ha proposto un to vetrina, impropriamente det- re l’arte della ceramica al tornio.suo contributo per il giornale “Pig- ta slip-ware, già in uso nella Sviz- A Mombaruzzo la famiglia Can-menti” (pagina 8), dedicando il suo zera tedesca, in Germania e Au- tello fu la più numerosa, perdu-apporto alla storia dell’architettura stria, trovando un nuovo fioren- rando più a lungo nel tempo e la te mercato nelle aree d’espansio- cui attività si sviluppò dal 1740del periodo franchista che potrebbe ne del Piemonte meridionale. al 1940 circa: ultimi esponenti aavere rapporti stilistici con lo stesso L’periodo storico italiano (1900-1936). conservare questa tradizione ce- attestazione di una produ- ramistica.In tale ottica, continua l’incontro tra zione ceramica a Cassine ela cultura spagnola e quella italiana L’affinità ed il confronto con gli Mombaruzzo, legata anche alla scarti ceramici rinvenuti a Mom-in generale, ed in particolare con presenza contemporanea degli baruzzo e Cassine, la cui data-quella del territorio savonese. stessi ceramisti, come i Saettone, zione in quest’ultimo caso è sta-E’ avviata, infatti, la ricerca dedicata è stata rilevata in via documen- L’ ta accertata al 1788 a causa delleagli influssi della cultura spagno- impulso per la produzio- mente a tale periodo. L’esigen- taria e da alcune analogie degli scritte su alcuni supporti di cot-la nell’arte durante il secolo XVII, ne ceramica nel Piemonte za di stoviglie a basso costo, tra scarti di produzione rinvenuti, tura, riconduce genericamenteconsiderato il dominio spagnolo meridionale dal XVII secolo in ‘600 e ‘700, favorì una distribu- in varie situazioni, nei due cen- la produzione ritrovata a Mom-sull’area del Ponente ligure (Finale avanti, si deve ad una crisi dei zione capillare di “fabbriche” tri. baruzzo alla seconda metà delLigure-Loano; Millesimo, ecc.). ceramisti liguri ed al loro conse- di questi prodotti, permetten- Le fabbriche furono favorite 1700. Alcune discordanze do-Non si esclude la possibilità di ul- guente trasferimento graduale do una notevole riduzione dei dalla presenza d’ottima argilla vute a tecniche produttive pro-teriori rafforzamenti nello scambio nell’entroterra a nord dell’Ap- prezzi del trasporto con esen- e dalla facilità d’approvvigiona- babilmente più arcaiche (pre- pennino. L’insediamento trove- zioni o riduzioni dei dazi. mento del legname, per la con- senza di grossi pani cuneiformiculturale e, forse, con una nuova rebbe la motivazione nell’abban- L’abbandono delle attività pro- duzione delle fornaci, essendo- e assenza di caselle), potrebbe-gita in Spagna nel 2012 toccando dono d’alcune fabbriche di Albi- duttive ad Albisola Superiore è vi nella zona una vasta area bo- ro fare anticipare lievemente laSaragoza ed ancora Cordova per sola Superiore, in seguito a di- documentato, ad esempio, con schiva detta “La Communa” ola quale l’Associazione “Aiolfi” ha datazione rispetto alla cerami- saccordi con i ceramisti di Albis- il trasferimento del vasaio Pao- “Boschi delle Sorti”. ca emersa a Cassine, anche se,sottoscritto l’indicazione all’Europa sola Marina. Tale crisi ebbe ori- lo Capello quando nel 1640 im- Le prime notizie risalgono al per la casualità dei rinvenimentiper nominarla “Città della Cultura” gine dalla mancanza di norme piantò un laboratorio a Valenza 1678 quando compare un cer- non è possibile fornire dati esau-europea nel 2016. specifiche per i rapporti com- Po assumendo il giovane Loren- to “mastro da Vasselli” chiama- stivi. merciali col territorio in esame, zo Bozano. Nel 1671, Gerolamo to Antonio Valentino operante a Silvia Bottaro relazioni già in atto precedente- Siri, un altro albisolese, ricercò Mombaruzzo. Analizzando altri segue a pagina 2
  2. 2. dalla prima pagina In alto a sinistra: Boccale invetriato monocromo (XVIII Sec.) accanto: Piatto con decorazioni ad ingobbio sotto vetrina a slip-ware (XVIII Sec.). In basso: Supporto di cottura (XVIII Sec.) Ceramisti d’Albisola Superiore Le classi ceramiche rinvenu- te cilindrico con ansa a nastro, te sono così classificabili: a) Pri- utilizzato come misura di capa- va di rivestimento; b) Ingobbia- cità, denominato scupè ed alcuni emigrano nell’Alto Monferrato ta monocroma; c) Invetriata mo- scaldini detti cuco, utilizzati dal- nocroma; d) Ingobbiata macula- le sarte e ricamatrici. E’ ancora ta; e) Slip ware; f) Graffita mo- viva a Mombaruzzo la memoria nocroma. dell’attività del vasaio Giuseppe Le categorie più rappresentate Cantello, che operò sino attorno sono formate da quelle prive di al 1949 in via Basalone, presso la rivestimento, seguono le ingob- ratura, in alcune zone del forno, incisione a onda sulla spalla, pre- assieme agli scarti di ceramica. chiesa di San Marziano, ove sono biate monocrome e le invetriate. ha prodotto deformazioni do- sentano colorazione verde sme- Si sono rinvenuti quattro tipi di ancora visibili i resti di un forno La ceramica ad ingobbio macu- vute all’eccessivo grado di ca- raldo. supporti così classificabili: a due bocche ed una macina per lato a Mombaruzzo è in percen- lore. A Cassine si sono ritrova- Nell’insieme le forme ceramiche 1 - Distanziatori triangolari. Co- colori. Del Cantello si conserva- tuale assai limitata, rappresenta- ti contenitori cilindrici, denomi- costituite da boccali, bacini, piat- stituiti da treppiedi triango- no pentole (pignatte), scaldalet- ta da pochi frammenti ricondu- nati caselle o casette, a volte do- ti, cavetti, presentano un mag- lari realizzati a stampo, co- ti (s-ciunfette), bacini per lavare cibili a due ampi cavetti emisfe- tati di fori d’aerazione, per ri- gior grado di rifinitura rispet- munemente detti a zampa (basle), salvadanai, teglie ed al- rici con piede a disco e orlo ar- porre i pezzi più delicati e a pa- to alle olle e ai tegami, in gene- di gallo. Questi distanziato- tro ancora. rotondato. Il rivestimento occu- reti sottili. re mancanti di rivestimento, con- ri, con peduncoli ai vertici, L’esaurimento di queste produ- pa esclusivamente la parete in- La maggior parte dei frammenti dizione imputabile al tipo d’uti- sono distinti in tre tipi carat- zioni si devono allo smercio re- terna, con larghe colature di co- privi di rivestimento sono costitu- lizzazione che ne ha condiziona- terizzati a volte da scritte in golato solamente dalle specifiche lore verde ramaccia, su ingob- iti da pentole ovoidi con colletto a to la qualità estetica. rilievo alla barbotina, oppu- esigenze locali, passando di casa bio avorio paglierino, eseguito bordo rialzato e fondo piatto. Le forme delle anse dei tegami re con una semplice protu- in casa per le ordinazioni: meto- al tornio lento con distribuzione sono sovente a cannone su corpo beranza a semiglobo al cen- do facilmente controllabile e di2 non uniforme. Questo tipo è as- sente a Cassine, ove in alternati- va compare la più raffinata mar- L e forme ricostruibili rappre- sentano una parte limitata dei rinvenimenti per la grande panciuto, oppure con due anse a tro, altri ancora sono a su- perficie piana. Le scritte in rilievo presentano sempre pronta consegna, ma di limitata portata. Si può comprendere, dai tipi prodotti ancora nel ‘900, pur morata con striature a vari colo- frantumazione dei materiali di un motivo ricorrente con let- nell’aggiornamento d’alcune va- ri, eseguita al tornio veloce, an- scarico; quelle più diffuse sono tere disposte a croce, la cui rietà delle forme, che non s’im- cora esclusivamente con rivesti- costituite da vasellame da men- sigla sarebbe da leggersi: E postarono rilevanti variazio- mento sulla parete interna. sa: ciotole, cavetti, piatti e boc- - B – M – M, legate al centro ni tecnologiche, né s’instauraro- Nei due paesi monferrini è pre- cali. I tegami sono a corpo linea- attraverso una croce stam- no innovazioni per affrontare le sente la ceramica con motivi in- re o panciuto, con anse a canno- pata in rilievo con al cen- nuove sfide del mercato. gobbiati sotto vetrina, detti a ne anche con impronte decorati- tro un globetto. Questi tipi Questa produzione, che conti- slip-ware, di cui è significativo ve all’attaccatura. di distanziatori erano uti- nuò solamente a Mombaruzzo e un piatto con tesa ampiamen- I piatti hanno tesa confluen- lizzati per separare le forme prettamente legata ad un’econo- te ricomposta, decorato a pal- te e bordo arrotondato, il piede aperte in fase di cottura, di mia rurale, con la crisi dell’agri- mette poste tra registri circolari è a disco. Tra i cavetti compaio- cui restano alcune impronte coltura tradizionale e la trasfor- concentrici. Appartengono, tut- no forme troncoconiche e pare- sui cavetti invetriati. mazione del mondo contadino, tavia, a questa classe frammen- ti tendenti al verticale. Altre for- 2 - Distanziatori a disco. Distan- non riversò un adeguato inte- ti d’orcioli, con decorazione di- me aperte sono rappresentate ziatori probabilmente usa- resse verso una riconversione pinta a linee ondulate tra col- da piatti con orlo arrotondato e ti per la cottura dei boccali. ed espansione produttiva, sino lo e corpo. Pochi casi sono rap- cavetti con piede a disco, rivesti- Compaiono sulla superficie a giungerne al suo completo presentati da ceramica graffita ti da vetrina, a volte lionata, con ripetute colature sovrappo- esaurimento attorno alla Secon- su ingobbiata monocroma, con colorazione dal giallo al bruno. ste di vetrina con andamen- da Guerra Mondiale. decorazioni floreali a Cassine, Sono presenti coperchi a disco to semicircolare, anche di di- Sergio Arditi mentre a Mombaruzzo sono in- piatto, sulle due superfici, con verso colore per il loro riuso. cisi sottilmente, su un fondo di bacino, uccelli stilizzati e rami pomelli al centro; uno scartato in prima cottura, presenta su- Tutti sono allo stato fram- mentario, seppure alcuni Pigmenti con rare foglie ovali. periormente una vetrina con un parzialmente ricomponibili. Periodico dell’Associazione Culturale e del Paesaggio “Renzo Aiolfi” no profit ampio difetto d’assorbimento. 3 - Pani a fuso o cuneo. A Mom- I Anno IX – Numero 22 difetti, avvenuti durante le va- Altri coperchi sono rappresen- baruzzo forse usati per fer- Direttore responsabile rie fasi della cottura, si riscon- tatati da un tipo invetriato, con mare la prima forma alla Sergio Ravera trano ad iniziare dalla prima fase orlo dritto rivolto al basso e sul- base della pira di cottura, Coordinamento editoriale Silvia Bottaro con scarti di biscotti ingobbia- la piatta superficie superiore do- probabilmente in alternati- ti privi di vetrina, dovuti a fes- tato d’ansa a nastro orizzontale. va dei pani rettangolari ri- Direzione e redazione 17100 Savona, Via Paolo Boselli, 6/3 surazioni. Ulteriori difetti per le Si trovano boccali invetriati sia trovati a Cassine. Anche su Registrazione ingobbiate monocrome si rileva- all’interno, sia all’esterno; nel questi supporti compaiono Tribunale di Savona 12/03 no a causa della vetrina parzial- secondo caso lasciando a vol- sezione circolare, poste orizzon- colature di vetrina. Stampa: Coop Tipograf di Savona mente fusa, bruciata e deteriora- te la base parzialmente scoper- talmente ed opposte tra loro, col- 4 - Colombini. Sono a forma di Collaboratori di questo numero ta sui bordi, sia per la scarsa ade- ta. Le colorazioni variano tra il locate poco sotto il bordo. cordoni cilindrici raggru- Emanuela E. Abbadessa, Sergio Arditi, mati, di cui si sono recu- Milena Armellino, sione dell’ingobbio, sia per il di- giallo e il bruno, solo raramen- Gli impasti sono essenzialmen- Ass. Culturale G. Bove & Maranzana, stacco dovuto al contatto con i te presentano una vetrina verde te di due tipi: il pentolame e i te- perati pochi esemplari, ve- Raffaella Beccaro, Silvia Bottaro, Michele Costantini, Fondazione Mario supporti di cottura, oppure per all’esterno. gami sono abbastanza depura- nivano utilizzati allo stato Novaro, Costanza Girardengo, accumuli di polveri e frammenti Compaiono limitati frammen- ti con rari inclusi di piccole di- plastico per conferire stabi- Giuseppe Milazzo, Sonia Pedalino, Roberto Pizzorno, Grazia Robaldo, di detriti conglobati nella vetri- ti di grandi bacini troncoconi- mensioni, la colorazione va dal lità ai pezzi prima della fase Laura Sicco, Romano Strizioli, na stessa. Difetti ricorrenti sono ci, interamente invetriati all’in- rosso arancio al bruno; le forme di cottura. Monica Vàzquez Astorga. pure dovuti a impronte circolari terno con vetrina su un ingob- della ceramica da mensa invece Del contenuto e delle opinioni L espressi negli articoli sono responsabili con stacchi di vetrina causate dai bio avorio e dotati di anse a pre- hanno un impasto assai depura- a produzione di Cassine pare i singoli autori peducci dei supporti triangolari. sa orizzontale. to, di color beige chiaro, rivesti- si sia esaurita già all’inizio Stampato e distribuito Alcuni esempi sono costituiti da to con un ingobbio avorio o pa- del XIX secolo, mentre a Mom- gratuitamente in 2.000 copie frammenti di cavetti con le pare- ti invetriate incollate tra loro, per L e colorazioni delle ingob- biate monocrome variano glierino solo all’interno. baruzzo gli ultimi vasai perdu- rarono sino alla prima metà del Ufficio dell’Associazione Aiolfi 17100 Savona, Via Paolo Boselli, 6/3 I e-mail: ass.aiolfi@libero.it il contatto delle forme, avvenuto tra il giallo e il bruno, solo alcu- supporti di cottura denota- secolo scorso. Si annovera il va- http://aiolfiassociazione.blogspot.com Apertura: mercoledì ore 10-12 senza un’adeguata separazione. ni frammenti, forse appartenen- no che una volta riusati e resi saio Giuseppe Pieve, di cui i fa- giovedì ore 16-18 Lo scarso controllo della tempe- ti allo stesso boccale per analoga inutilizzabili sono stati gettati miliari conservano un recipien-
  3. 3. Dal Coro di Valleggia al Teatro dell’Opera di Tokyo; una delle più belle ed eclettiche voci del panorama lirico italiano “...voce estesissima e incredibilmente sicura nel registro acuto e sovracuto, musicalmente impeccabile, espressiva e scenicamente deliziosa…” Al soprano Linda Campanella assegnato il Premio Aiolfi 2011Il Premio Renzo Aiolfi, quest’anno sono altri; per esempio in Spagna lanti del repertorio buffo. Amoviene assegnato al soprano savo- ho lavorato benissimo. Dato che molto il personaggio di Adinanese, Linda Campanella, giudica- il mio debutto fu a Savona, per nell’Elisir d’Amore. Per mia sen-ta una delle più belle ed eclettiche quanto riguarda i teatri in Italia, sibilità e maturità vocale attua- A lato:voci del panorama lirico italiano il mio cuore è legato al Chiabrera. le, mi trovo in sintonia con ruoli Linda Campanella;“..voce estesissima e incredibil- Torno spesso a cantare a Savona drammatici, nell’ambito della miamente sicura nel registro acuto e e ho un buon rapporto sia con vocalità. Tra questi mi piacciono sotto: il direttore Bosi, sia con l’opera personaggi come Lucia di Lam- la squadra femminilesovracuto, musicalmente impec- syncro della Rari Nantescabile, espressiva e scenicamente Giocosa, sia con la Sinfonica. Il mermoor, o La Sonnambula di di Savonadeliziosa….”. (A. Merli). Con le pubblico mi segue, mi vuole bene Bellini, o la Figlia del Reggimentosue doti canore ha saputo portare e percepisce laffetto per la mia di Donizetti che non è solo un ruo-nel mondo il bel canto dando pre- città. Ovviamente amo anche al- lo buffo, ma ha in sé pagine pate-stigio alla nostra città. tri teatri italiani come il Regio di tiche, oppure Gilda nel Rigoletto * Torino, la Filarmonica di Verona, o Giulietta di Charles Gounod impegni non mi lasciano molto più si è distinta per meriti cultu-Gentilmente, Linda Campanella il Donizetti di Bergamo, dove la- che è stata per me un’esperienza tempo libero. rali. Le sue impressioni?ha rilasciato per noi un’intervista, voro e mi trovo benissimo per la molto gratificante. Mi lascio mol- Quante ore al giorno prova? Sono molto onorata e conten-attraverso la quale conoscere me- stima reciproca e amicizia. Per me to trasportare dai personaggi che Di solito provo due o tre ore al ta che la scelta sia “caduta su diglio questa illustre concittadina . è molto importante il rapporto interpreto e mi immedesimo in giorno, poi possono essere di più o me”. Ho avuto il privilegio di co-Come è iniziata la sua passione umano con la direzione, gli arti- loro. di meno. Sono, comunque, già ab- noscere Renzo Aiolfi, era un gran-per il canto e quali studi ha svol- sti, il coro. Così si creano amicizie, Le altre sue passioni? bastanza; le corde vocali bisogna de appassionato di musica ed erato? ci si sente sostenuti e stimati. Il Mi piace leggere specialmente preservarle e utilizzare al meglio molto preparato in materia. UnaSono diplomata sia in pianoforte, cantante d’opera è nel contempo gialli o romanzi secondo il pe- la tecnica. Occorre stare attenti e sera venne a cena a casa nostra esia in canto; per il pianoforte ho interprete e cantante, deve posse- riodo, e adoro le attività manuali riguardarsi senza però esagerare, ricordo che ci raccontò aneddotistudiato sotto la guida del Mae- dere doti recitative oltre a quelle come ricamare, lavorare all’unci- non deve diventare una mania. su tutti i personaggi e gli attoristro Walter Ferrato presso il Con- vocali; si mette sempre in discus- netto, e a maglia; un tempo dipin- Sono precisa nelle mie cose, cerco che aveva incontrato nella suaservatorio di Genova, mentre per sione. Pertanto, importantissimo gevo, ma la mia vita errabonda sempre di dare il meglio e arri- lunga esperienza di uomo di tea-il canto sotto la guida del mezzo- è l’ambiente e i rapporti che si in- per il mondo non mi permette di vare il più preparata possibile ad tro. Mi fece anche i complimentisoprano Franca Mattiucci al Con- staurano dietro le quinte. coltivare molto queste passioni. ogni spettacolo. dopo che mi aveva sentito cantareservatorio di Alessandria. Fin da Quali personaggi preferisce tra Mi piacerebbe molto iscrivermi L’Associazione culturale Renzo al Chiabrera. Lo ricordo con gran-bambina, ho avuto la passione per quelli interpretati? ad un corso di pittura su cerami- Aiolfi le conferirà il Premio Aiol- de piacere e affetto”.il canto e facevo parte del coro di Ho interpretato spesso ruoli bril- ca, ma come ho già detto i miei fi per il 2011 quale savonese che Sonia PedalinoValleggia. Inizialmente non cono-scevo la lirica. L’anno prima deldiploma serviva un maestro di La terza edizione 2011 del Pre- mio “Renato Alluto”, voluto dal- Vinti nell’arco di venticinque annipalcoscenico, ovvero colui che fa i la Famiglia Alluto e consegnato dalle giovani biancorosse ben sette scudetti,segnali dietro le quinte, e grazie a nell’ambito delle iniziative orga-questa esperienza conobbi il mon- nizzate dall’Associazione “Renzo di cui gli ultimi quattro consecutivi 3 La terza edizionedo del bel canto. E’ così che mi Aiolfi”, ha inteso premiare l’impe-appassionai e mi iscrissi ad una gno e la riuscita di ottimo livelloscuola. Il mio primo lavoro fu in- di un gruppo di giovani atlete.segnare musica all’istituto S.M.G. Si tratta della squadra della Rari del premio AllutoRossello di Savona; devo ringra- Nantes Savona, allenata da Patri-ziare l’apertura mentale delle zia Giallombardo. Composta dasuore che mi hanno sempre con- Marina Agnello, Linda Cerruti, Federica e Costanza Ferro, Ceciliacesso i permessi per partecipare ai alle “syncronette” Magri, Camilla Luti, Domizianaconcerti per i quali ero chiamata. Cavanna, Giorgia Terragni, Eli-In seguito dovetti fare una scelta sabetta Marciante, Arianna Pa-e decisi di lasciare l’insegnamento scucci e Virginia Piccone Casa,per il canto, diventato sempre più ha conquistato il titolo Assoluti a della Rari Nantesparte integrante della mia vita. squadra ai campionati italiani diInoltre, mio marito, Matteo Peiro- nuoto sincronizzato 2010 svoltisi ane, è un basso e fu con mio padre Loano.il mio primo fan. Entrambi ci sia-mo catapultati prima per hobby A cura di Roberto Pizzornonel mondo della lirica, diventata Danzano nell’acqua sempre sorridenti, sembra quasi non faccia- Anni Venti, a Millesimoin seguito una scelta di vita per no alcuna fatica; invece, le syncronette della Rari Nantes Savonaentrambi; e tuttora ci sosteniamo praticano una delle discipline più faticose ed impegnative: il nuotoa vicenda. sincronizzato. Una fatica che ha temprato le giovani biancorosse ca- la prima piscina olimpicaLa prima opera lirica nella quale paci, in 25 anni, di vincere 7 scudetti, di cui gli ultimi quattro con-ha cantato? secutivi.Nel 1996 a Savona, al teatro Chia- La sezione Syncro della Rari Nantes Savona, nata nel 1986 sottobrera, interpretai Zerlina nel Don Esattamente novant’anni fa, Millesi- è stata eretta una piscina di mt. 50 per l’esperta guida di Patrizia Giallombardo, tecnico federale attual-Giovanni di Mozart. mo si trovò al centro dell’attenzione mt. 20, con acqua abbastanza profonda mente responsabile delle squadre nazionali italiane, ha raggiunto iHa viaggiato molto per il mondo. preolimpica nazionale in vista della da ospitare le prove dei tuffi. Si tratta vertici nel giro di pochi anni lavorando duramente nel vivaio localeCome è il pubblico all’estero? E’ preparazione dei nuotatori italiani alle che ha dato e sta continuando a dare ottimi risultati. Olimpiadi di Anversa del 1920. Per della più grande manifestazione nata-diverso da quello italiano? Matilde Berio Berruti è la dirigente storica responsabile del Settore fortuna, lungimiranza e preveggenza toria svoltasi in Italia da dieci anni aSì, è diverso; il pubblico italiano è Syncro della Rari ed è lei ha svelarci il segreto di questa squadra:più esigente. Del resto, l’opera li- dei suoi amministratori, Millesimo era questa parte. A tutto questo sciame di in quel momento l’unica città in Italia “Come in tutte le famiglie, perché anche la Rari lo è, il segreto sonorica nasce in Italia e quindi il pub- grandi giovinezze gioconde ed ardite ad avere sul proprio territorio una pi- il rispetto e l’amore alla base di una perfetta armonia. Le allenatriciblico è più competente. All’estero, è stata concessa larga ospitalità, alla scina olimpica. sono una sorta di mamma per le ragazze in acqua e come tali lele persone hanno una grande pas- Solo alcuni anni prima, infatti, il Co- buona ma sincera e spontanea”. Un trattano con affetto, ma anche con il giusto rigore che ha portatosione e ti fanno sentire tutto il loro mitato Olimpico mondiale, con il presi- vero inno alla intelligenza e alla ospita- nel tempo risultati eccellenti ed altri che ancora verranno”. Ma peraffetto ed entusiasmo. In Giappo- dente conte Pierre de Coubertin, aveva lità della gente di Millesimo. iniziare syncro cosa bisogna fare ? “Cominciando da piccole si è av-ne ricordo file lunghissime di per- stabilito, per la prima volta, che la lun- Per la cronaca, l’unico risultato impor- vantaggiate – spiega Matilde Berruti – perché basta saper nuotaresone che mi aspettavano per l’au- ghezza della piscina olimpica doveva tante ottenuto dalla squadra italiana di e soprattutto avere voglia di divertirsi in acqua prendendo i primitografo con in mano tutta la mia essere di 50 metri e la pista di atletica nuoto di Anversa fu un 5° posto nella approcci al nuoto syncronizzato come un gioco”. Per raggiungere idiscografia. Ho cantato in Cina, di 400. Le altre novità delle olimpiadiSud America, Tunisia, Spagna, di Anversa del 1920 furono la parteci- finale della staffetta 4x200 stile libero risultati, però, ci vuole molta fatica e tanti allenamenti: “A secondaSvizzera e in molte altre parti del pazione delle donne per la prima volta, con gli atleti Antonio Quarantotto, dell’età e delle varie categorie – precisa la dirigente biancorossa – amondo; sempre ho trovato questo la bandiera a 5 cerchi disegnata proprio Mario Massa, Agostino Frassinetti e partire da 3 volte la settimana per le più piccole fino alla categoriaentusiasmo, interesse e passione. da de Coubertin e il giuramento degli Gilio Bisagno. Le Olimpiadi di Anver- assoluta che effettua allenamenti giornalieri di 4 / 5 ore per 6 giorniCantare all’estero è per me più ri- atleti in occasione della cerimonia di sa, però, sono ancora oggi ricordate per la settimana e in periodo di gare anche la domenica”.lassante; dipende, comunque, an- apertura dei giochi. Nulla, quindi, viene lasciato al caso nel settore syncro della Rari Così scriveva la Gazzetta dello Sport, le 5 medaglie d’oro conquistate nellache dal teatro che ti ospita. Nantes Savona ormai considerata una vera e propria scuola a li- nel 1920, nel descrivere Millesimo e la scherma dal grande Nedo Nadi.Quale teatro all’estero le è rima- vello nazionale: “Da tempo, siamo ad alti livelli – conclude Matilde sua piscina di 50 metri: ”Millesimo, Negli Anni 50 la piscina olimpica disto più nel cuore e perchè? E in Berruti –; la forza è il gruppo, unito alla passione. Non ci si ferma ad cantuccio arcaicamente suggestivo Millesimo fu demolita per far posto alleItalia? dell’Alta Val Bormida, un po’ selvag- annate con ragazze di valore ma si comincia a far crescere le bam-Sicuramente il Teatro dell’Opera Officine meccaniche “Fresia”, leader bine più piccole per portarle a indiscussi livelli, garantendo il fisio- gio, ma incantevolmente quieto e tran-di Tokyo, il Bunka Kaikan, pro- quillo, è la sede delle prove di selezione nel mondo nella produzione dei mezzi logico ricambio senza buchi generazionali”. Così si costruisce unaprio per la passione di questa olimpiche, l’11 e il 12 Luglio. Nel cam- spazzaneve e trattori aeroportuali. squadra da scudetto.gente che traspira ovunque. Ce ne po sportivo, con intuizione futuristica, Michele Costantini Laura Sicco
  4. 4. Ho lavorato, durante la mia per- manenza all’Ufficio Pubblica Istruzione e Cultura del Comu- ne di Savona, assieme a Renzo dal 1970 al 1982/1983 sicchè ho avuto modo di apprezzarlo al- lorquando, seduto a fianco, era intento a dettarmi le sue relazio- ni, i capitoli di alcuni suoi libri, per cui, quella calligrafia ho im- L’Assessore parato a comprenderla. Di sti- alla Cultura, marlo anche in burrascose gior- Ferdinando nate di lavoro: in effetti, era una Molteni, persona dal carattere non facile, conversa con le si arrabbiava facilmente e sbot- autrici del libro: tava con dure parole dialettali… Silvia Bottaro e Emanuela anche se, poi, le sue arrabbiature E. Abbadessa. duravano come un temporale in estate! Amava Savona profondamente, lui allievo delle Scuole degli Sco- lopi, la storia della sua città, che ha curato attraverso ricerche, saggi, annotazioni, pubblicazio- ni di libri (una sua fatica peraltro I teatri di Renzo Aiolfi di grande rilievo - che l’editore Marco Sabatelli, uomo di cultu- di Savona decise così di dividere ra di cui Savona sente molto la le due cariche direttive con due recente mancanza, ne sollecitava concorsi pubblici diversi, di cui la ristampa – fu il saggio dedica- vinsi quello per la Pinacoteca e to al ‘Transilvania’, senza con ciò Museo savonese) lo ebbi vici- dimenticare un lavoro improbo, no per diversi anni. Il Nostro ancora oggi unico nel suo genere, in effetti ebbe molte difficoltà a la “Savona nel Risorgimento”). Il ricordo dell’illustre concittadino in un pomeriggio di dicembre 2010, tagliare quella sorta di cordone Ed ancora: aneddoti, mostre (la ombelicale che lo legava total- ceramica popolare, i cimeli ed i in quello che è stato per decenni il “suo” teatro. La memoria, nel X mente alle sue “creature”, sicchè documenti del Risorgimento sa- vonese) e studi critici su artisti anniversario della scomparsa, di un personaggio indimenticato, di uno spesso saliva le ripide rampe di scale di Palazzo Pozzobonelli dimenticati a torto come Farfa e storico vero, di un pioniere della cultura nella sua amatissima Savona, per darmi preziosi consigli oltre Carlo Leone Gallo. che notizie sulla raccolta muse- Nel libro “I Teatri di Renzo” ho di un istrionico e vulcanico scrittore ed innovatore ale (sul lascito della vedova del ripercorso più volte il suo ar- Capitano Bove e sul Cerruti, mi chivio, trovando una documen- fece comprendere la grandezza tazione importante che ricorda Il Teatro civico “Gabriello scientifica a livello mondiale del la necessità, dapprima, di far Chiabrera” di Savona ha reperto fossile dell’Antracothe- riaprire in tempi brevi il teatro ospitato, il 17 dicembre rium trovato a Cadibona, tanto savonese a seguito degli ultimi che mi battei per farlo restaura- eventi bellici; quindi, di ricostru- 2010, in una gelida serata re, reperto purtroppo trasferito a ire la storia del teatro a Savona. invernale, l’evento dedicato Sassello…), sui restauri fatti e da Nasce, così, in una sorta di len- alla persona, alla figura farsi, sull’importanza della col-4 te d’ingrandimento lo sviluppo lezione di Eso Peluzzi e della ce- della cultura a Savona dal 1853 istituzionale, al direttore del ramica. Anche se mi rimane un – data di inaugurazione del civi- civico “Massimo”: Renzo rammarico: quello di non essere co “Chiabrera”- al 1963 data di Aiolfi. L’occasione è scaturita in seguito riuscita ad instaurare riapertura dopo decenni di la- con chi solcava il palcoscenico vori per ridare alla città “ il cen- dalla presentazione, cui del Teatro “Chiabrera” il lega- tro d’incontro”, nel nome della ha partecipato l’assessore me, la sintonia - che solo Renzo cultura musicale e non solo, che alla Cultura del Comune era capace di suscitare e di in- Savona fece suo già molti secoli traprendere - con cantanti lirici prima. di Savona, Ferdinando ed attori presenti a Savona dal Questo esame di carte, atti, te- Molteni, del libro scritto da 1983/’84 per oltre dieci anni (du- legrammi, relazioni annuali di Silvia Bottaro e da Emanuela rata della mia permanenza come Renzo Aiolfi, assessore alla Cul- direttore presso la civica pina- tura, prima, poi direttore artisti- Ersilia Abbadessa dall’efficace coteca e museo) che mai hanno co, ancorché di ritagli di decine titolo “I Teatri di Renzo”, varcato la soglia di Palazzo Poz- e decine di giornali, riviste, let- Bonnano editore. Una zobonelli. tere ufficiali, note spese, bigliet- Resta l’auspicio che, in un prossi- ti augurali di cantanti ed attori, pubblicazione, fortemente mo futuro, si possa almeno trova- fotografie (centinaia e centina- voluta dall’Associazione re modo e luogo di poter studiare ia) mette in luce aspetti salienti Culturale “R. Aiolfi” di e dare un ordine all’archivio di della sua multiforme attività: la Aiolfi; archivio prezioso, che ci sua passione vera per la cultu- Savona, per ricordare l’uomo, racconta moltissimo sia dell’Uo- ra declinata in tutte le più varie il politico, il direttore artistico: mo, sia del Personaggio pubblico, accezioni (dal folclore alla mu- la personalità savonese legata di scrivere un secondo libro dal sica da camera, dal jazz al mu- titolo “I Musei di Renzo”: Savo- sical, dalla drammaturgia più al rilancio della Cultura a na dal 1948 in poi gli deve mol- classica al cabaret, dalla danza partire dal dopoguerra fino tissimo e le Istituzioni culturali classica a quella legata alle cul- all’inizio degli anni Ottanta cittadine di oggi gli sono debitri- ture sud americane, ……), il suo ci per lo meno nello spirito per il alto senso delle Istituzioni e la del Novecento. suo impegno nella riapertura del sua persistente volontà nel voler Un ringraziamento sentito Teatro e per aver salvato dai bom- rendere pubblico a Savona il ser- atrali con locandine, fotografie). cantanti lirici erano da lui sot- bardamenti le opere d’arte più vizio culturale: sia quello legato La sua formazione di maestro di toposti ad una inevitabile visita a Concetta Massarelli Aiolfi, significative della raccolta civica. al teatro, sia quello attinente alla scuola elementare, la sua bona- alla civica Pinacoteca: il mezzo e che ha concesso a Silvia Aiolfi, per quanto riguarda la ci- civica Pinacoteca e Museo di cui ria ironia, il suo canto dal tono il fine per promuovere la straor- Bottaro di visionare la parte vica Biblioteca “Barrili”, è stato era, anche, contemporaneamen- baritonale, la sua forte voce da dinaria collezione savonese della un assiduo frequentatore, lettore, te direttore. indimenticato dicitore delle po- grande pittura del Quattro-Cin- dell’articolato archivio ricercatore così come per l’Archi- Il grande cuore di Renzo batteva esie futuriste di Farfa (Renzo co- quecento, ponendo in tal guisa a privato di Renzo, laddove vio di Stato cittadino e di moltis- all’unisono con la sua capacità di nosceva a memoria, anche, le tre diretto contatto il suo lavoro di s’incentra nelle complesse simi altri archivi privati. ascoltare i bisogni dei Savonesi – cantiche dantesche), la sua crea- direttore artistico del teatro con Desidero chiudere ricordandolo giovani ed anziani, colti o meno tività di attore e di ceramista con quello di direttore della raccolta azioni legate alla rinascita come uno storico vero (è stato colti – cercando, sempre, nuove autentica vena popolare, lo por- pubblica d’arte antica più im- del teatro cittadino dopo gli Aldo Capasso, a definirlo storico sperimentazioni con proposte tavano ad essere in sintonia con portante in Liguria, dopo quelle eventi bellici della seconda nell’introduzione all’enciclope- diversificate (ancora oggi resta- i giovani, dedicando non poche conservate a Genova. In verità, dico libro-catalogo “Savona nel no nella memoria collettiva dei fatiche al mondo della Scuola. molto interessante questo paral- guerra mondiale. Centinaia Risorgimento”), un pioniere del- più avanti anagraficamente con Spesso mi ha raccontato come lelismo, come altrettanto degno di carte, ormai ingiallite, fitte la cultura nella sua amatissima l’età le suggestive stagioni estive i grandi attori (dal teatro Chia- di nota il suo impegno nel far co- di appunti vergati a mano Savona, un istrionico e vulcani- sul Priamar dedicate ai Balletti brera sotto la sua direzione sono noscere la qualità culturale della co scrittore ed innovatore. Forse, folcloristici internazionali); ma- passati i più importanti nomi, raccolta d’arte civica. da Renzo Aiolfi con la sua meriterebbe di essere ricordato nifestazioni che potessero essere dal tenore Giuseppe Di Stefano Debbo dire che allorquando di- calligrafia a volte davvero per sempre intitolandogli la sede fruite da tutti (tra le carte ho tro- al soprano Renata Scotto, da Re- venni direttore della civica Pi- ostica per un lettore non della civica Pinacoteca savonese vato un manifesto scritto a mano nato Rascel a Domenico Modu- nacoteca e Museo (Aiolfi era (mentre mi chiedo: e il Museo da Renzo nel 1948 che annuncia- gno, da Vittorio Gasman a Dino ormai in stato di quiescenza per avezzo ad averla incontrata che fine ha fatto?). va anche una mostra di cimeli te- Buazzelli, per citarne alcuni) e motivi anagrafici ed il Comune precedentemente. Silvia Bottaro
  5. 5. Non è azzardato affermare cheRenzo Aiolfi abbia incarnatonella maniera più efficace la fi-gura dell’intellettuale capacedi dedicare tutta la sua vita e ilsuo essere alla promozione della Renzo Aiolficultura. Poliedrico negli interes-si, istrionico e fantasioso, Aiolfi consegna al tempoha dato alla città di Savona un un’importantecontributo indimenticabile nonsolo grazie al suo impegno come pagina di storiadirettore del Teatro Chiabrera edella Civica Pinacoteca, ma an- civica e culturale,che come appassionato ricerca-tore e attento storico delle tradi- spesso nonzioni e della cultura locali.E’ anche per questo che il volu- tralasciandome “I teatri di Renzo Aiolfi” rende strali contro quelomaggio allo storico, pubblican-do (in una versione editata da provincialismochi scrive) una serie di gustosiarticoli e saggetti che in parte dannoso alla cittàAiolfi stesso riutilizzò nei libret-ti di sala delle stagioni del Teatrodell’Opera Giocosa e dell’Asso- Cultura, il senso di una vitaciazione Rossini.Si tratta di divertenti rievoca-zioni – tutte corredate da unanotevole ricerca delle fonti – deiprimi allestimenti savonesi diimportanti opere di repertorio re omaggio a questo o quell’in- di chi a quell’edificio dedicò lacome ad esempio Lucia di Lam- terprete e oggi sparite insieme ad propria esistenza, lo scritto restamermoor, Cavalleria rusticana, Pa- altre consuetudini d’antan. Rac- ancor oggi il migliore ed ineludi-gliacci e altre ancora. conta del Sacco e del Reposi, del bile punto di partenza per qual-Focoso anche nella scrittura, Wanda e del Chiabrera, fresco di siasi ulteriore ricerca sul teatroAiolfi mette insieme un nutrito inaugurazione e splendente dei savonese.elenco di recensioni tratte dalla Sopra: suoi stucchi e nei velluti. A tratti scivolando volutamentestampa quotidiana e periodica il tenore Mattia Pelosi e Accanto a queste pagine, che non in un lieve provincialismo (perdell’epoca ma, nello stesso tem- al pianoforte Anita Frumento; mancheranno di divertire i let- esempio nell’usare aggettivi ro-po, affidandosi al proprio perso- tori ed appassionare gli addetti boanti per cantanti dei quali, innale e ricchissimo archivio e alle A fianco: ai lavori per la freschezza con la vero, il tempo ha fatto giustizia ericerche presso gli archivi storici la scrittrice e musicologa quale riportano in luce i fasti del forse non a torto), altre volte lan-cittadini, rievoca i fasti del teatro Emanuela Ersilia Abbadessa. teatro savonese che fu, s’è scel- ciando strali proprio contro quelche fu anche attraverso i raccon- to di inserire nel volume anche medesimo provincialismo dan-ti delle beghe delle primedonne, lo storico testo di Renzo Aiolfi noso per la città, Aiolfi consegnadei fischi e delle acclamazioni sulla storia del Chiabrera che, a al tempo un’importante paginatroppo irruente, delle deliziose tutt’oggi, è il più completo testo di storia civica e culturale.“serate d’onore”, un tempo date sul teatro di Savona. Vergato confisse nei teatri europei per rende- perizia da storico e con l’amore Emanuela E. Abbadessa 5Al Chiabrera, tra ricordi cittadino del mondo, che trasferisce nella sua arte e nella musica il va- lore dell’importanza della cultura e l’educazione al bello, in una ar-emozioni e testimonianze monia sola, sottolineandone così il grande valore educativo”. Al Maestro Canonici è stato con- segnato ‘Il Libro di Vetro’ dalla stessa autrice, Maria Scarfì Ci- rone. Di questo libro ne esisto- no solo venti esemplari, ed uno di questi era già stato regalato a Papa Giovanni Paolo II. Il libro ha pagine colorate in- serite tra due lastre di vetro, in cui sono riportati brani lirici sulle stagioni dell’uomo, come ha spiegato l’autrice. Ogni colo- re rappresenta un’età; il celeste Sopra: l’infanzia, il verde la giovinez- La presidente za, il rosso la maturità, il giallo dellAssociazione Aiolfi, l’ultimo percorso “stellare”. Silvia Bottaro, La fragilità del vetro si rapporta con la Signora Concetta alla fragilità dell’uomo. Massarelli Aiolfi; La serata è stata ulteriormente allietata dagli interventi mu- a fianco sicali del tenore Mattia Pelosi una foto di gruppo; accompagnato al pianoforte da Anita Frumento. sotto: Nel foyer del teatro era presente il Maestro Aurelio Canonici un Ufficio Postale temporaneo, vincitore del Premio Pino per apporre l’annullo postale Cirone. speciale sulla cartolina che ri- porta la copertina del libro, con lo splendido ritratto di Aiolfi, creato dall’artista Nani Tede- schi.Venerdì 17 dicembre 2010, sfi- sante ricerca. scritte nel libro. Una serata di grande successo;dando freddo e superstizione, al Silvia Bottaro ha spiegato che Della parte musicologica si è un pubblico entusiasta non hateatro civico Gabriello Chiabre- la sua è stata una ricerca docu- occupata Emanuela Abbadessa lesinato applausi a dimostra-ra di Savona si è svolta la pre- mentaristica d’archivio, sfrut- che, durante la serata, ha rac- zione dell’affetto nei confrontisentazione del libro “I Teatri di tando ampiamente l’archivio contato gustosi aneddoti sugli delle autrici, del maestro Cano-Renzo Aiolfi”; presenti alla se- privato di Renzo Aiolfi, messo a attori e sulle rappresentazioni nici, soprattutto di Renzo Aiolfi,rata le autrici, Silvia Bottaro ed disposizione da Concetta Mas- operistiche che avvenivano al figura che raccoglie in sé la sto-Emanuela Ersilia Abbadessa. sarelli Aiolfi, per i periodi dal Chiabrera. ria di Savona dal dopoguerra alHa condotto l’incontro, presen- 1952-1963, gli anni cruciali per Al termine della presentazione 2000.tatore d’eccezione, l’assessore la riapertura del teatro, “Il Mas- del libro, è stato attribuito il Conosciutissimo, di grandealla Cultura del Comune di Sa- simo” come veniva chiamato premio “Pino Cirone”, alla sua spessore culturale, amante dellavona, Ferdinando Molteni, che da Aiolfi. Grazie alla volontà e prima edizione, al direttore musica e dell’arte in tutte le sueha intervistato le due autrici, alla determinazione di Aiolfi il d’orchestra e compositore, Au- sfacettature: questo libro è unponendo una serie di domande teatro fu riaperto il 19 maggio relio Canonici, con la seguente doveroso omaggio.da cui sono emersi fondamenti 1963, e queste vicissitudini sto- motivazione: “Al Maestro Aure-ed autenticità della loro interes- riche sono magistralmente de- lio Canonici, genovese di nascita, Sonia Pedalino
  6. 6. Sopra il titolo: Tre delle dieci lunette presenti nel salone del palazzo destinato al pub- blico; al secondo piano, le raffigu- razioni di scene di vita quotidiana nel porto di Savona, esaltanti in particolare il lavoro dei portuali cit- tadini, realizzate ad affresco dal pit- tore Giuseppe Ferro tra il 1920 ed il 1922. A lato del titolo: (sopra) un particolare del soffitto del vestibolo introducente al salone del secondo piano del palazzo con gli affreschi realizzati da Giuseppe Ferro. Nel cartiglio sopra la porta si distinguono le lettere C e S, iniziali del Consorzio Sbarchi e Imbarchi del Porto di Savona; (sotto) altro particolare del soffitto del vestibolo Un luogo di arte e cultura nel cuore del centro storico cittadino introducente al salone del secondo piano del palazzo. Nato dalla fusione e dalla ristrutturazione di tre case, avvenuta tra Fondo pagina: Un’immagine odierna del sovra- il XVII ed il XVIII secolo, il palazzo fu acquistato nel 1920 dal Con- portale d’ingresso del palazzo, con i due leoni alati che reggono uno sorzio Sbarchi di Savona che ne commissionò importanti ed accurati scudo avente scolpito al suo interno restauri, affidando l’incarico di realizzare i lavori a Giuseppe Ferro Assereto-Sormano, gioiello il simbolo dell’Associazione Nazio- nale Mutilati e Invalidi di Guerra, rappresentante tre spade ed una co- rona di spine; anche quest’opera, ad eccezione dello scudo, fu realizzata dallo scultore Dario Rebagliati. dell’architettura savonese A pagina sette: Una delle bellissime vetrate a fuoco, in piombo, decorate a grottesche po- licromate, realizzate dal prof. Monti della Ditta Albano, Macario & c. di Torino. Il palazzo Assereto-Sormano, nago Chiavacci e che il 1° set- Giuseppe Ferro fu per mol- realizzate tra il 1928 ed il 1936 uno dei più antichi e begli edi- tembre 1918 fu trasformato in ti anni, nella nostra città, uno nel monumentale salone d’in- fici patrizi di Savona, si trova Società Anonima Consorzio Sbar- degli esponenti più in vista del gresso, nella scalinata e nella in via Pia al numero 1. Questo chi fra le Cooperative del porto Partito Socialista Italiano. Arti- loggia di Villa Cambiaso, in via edificio, da quanto risulta dal di Savona – era quello di «assu- sta poliedrico, realizzò diverse Torino n. 10. Registro della Caratata di Savo- mere imprese ed appalti di scarico opere, tra cui, in particolare, le Nel 1920, dunque, il Consorzio na (una sorta di documento ca- e ricarico di merci su e da piroscafi decorazioni ad affresco, tutte Sbarchi acquistò palazzo Asse- tastale che fu redatto nel 1530 e l’esecuzione di qualunque opera- in stile raffaellesco (da lui par- reto-Sormano e ne commissio- al momento dell’occupazione zione commerciale che si svolgesse ticolarmente prediletto) com- nò un accurato restauro, affi- genovese della nostra città), nell’ambito portuario e ferrovia- piute nel 1910 nei locali della dando l’incarico di realizzare nacque dalla fusione e dalla rio». Testimonianza importan- Fratellanza Ginnastica Savonese i lavori al pittore Giuseppe ristrutturazione di tre case, av- te di quella ristrutturazione in via Quarda Superiore; da ri- Ferro, essendo egli, all’epoca,6 venuta tra il XVII ed il XVIII dell’edificio (da cui traiamo le cordare, ancora, i lavori da lui membro del Consiglio di Am- secolo. notizie per la realizzazione di eseguiti nel 1925 nell’androne, ministrazione del medesimo Il palazzo è composto da un questo testo) ci è fornita da un nella sala d’accesso, nell’anti- Consorzio. Nel corso dell’ese- realizzate delle decorazioni ad le assemblee piano terra dotato di un am- articolo che fu pubblicato sulla camera e nelle stanze dell’uf- cuzione dell’opera, Giuseppe affresco raffiguranti gli stemmi piano del pa mezzato, da due piani confi- pagina della cronaca di Savo- ficio di presidenza e segreteria Ferro ebbe come principale di Trieste, La Spezia, Livorno corata con to gurati come piani nobili e da na del quotidiano Il Lavoro il dell’edificio della Camera di collaboratore il professor G. e Genova, città che erano con- li, puttini e un piano ammezzato superio- 1° giugno 1938 e che fu redat- Commercio di Savona, allo- Borio e il fratello di questi, federate con il Consorzio Sbar- ispirati alla d re, corrispondente al cornicio- to proprio dall’autore di quei ra esistente sulla calata Pietro Camillo. Giuseppe Ferro ese- chi; al centro di essi fu altresì del locale. Il ne, costituito da alcuni grandi lavori: Giuseppe Ferro. Nato Sbarbaro (che fu inaugurato guì quasi interamente le deco- posto lo stemma della città di legno di cas mensoloni a livello del fronte il 27 maggio 1876 a Savona – nel 1926 e andò distrutto nei razioni pittoriche, interne ed Savona. Nei pannelli, infine, siccio, costi principale fornito di cinque dove si spense il 26 febbraio bombardamenti del 1943), e le esterne dell’edificio, e curò in furono inserite alcune figure stallo preside assi di finestre. Nel sottotetto, 1948 – il pittore e giornalista bellissime decorazioni da lui modo particolare il trattamen- allegoriche e furono scritti i posti, seggio in epoca successiva all’edifica- to a graffito monocromo della seguenti motti dettati da Fran- che con schie zione, fu inserito un piano ul- facciata. I lavori cominciarono cesco Campolonghi, Segretario cioli mensol teriore. Lo schema d’impianto nel 1920, con il rifacimento del del Consorzio Sbarchi: “Ex nigro guito dall’all del palazzo è quello tipico de- tetto, e furono ultimati nell’au- fulgor” e “Redimersi e redimere”. tiva Falegnam gli edifici nobili della Liguria tunno del 1922 da un gruppo Nello scalone furono sistema- con intagli r seicentesca, con un atrio aper- di artigiani riuniti sotto il nome te la bifora, a piano terra, e le Luigi Rebagl to sul fondo su una chiostrina di Studio Eclettica. Nel corso trifore ai piani superiori, chiu- gni di Gius loggiata: da essa, lateralmen- dei lavori fu attuato un genera- dendole con vetrate a fuoco, in Lo stallo pres te all’asse longitudinale, ha le rifacimento dei pavimenti e piombo, decorate a grottesche inviato alla fi inizio lo scalone di accesso ai delle decorazioni delle pareti e policromate, che furono rea- all’esposizion piani superiori, sviluppato su dei soffitti del palazzo e furono lizzate dal romano prof. Mon- dove fu prem tre rampe ad ogni interpiano, realizzati bellissimi affreschi e ti della Ditta Albano, Macario medaglia d’o con sbocco negli atrii superiori pitture a tempera. Furono inol- & c. di Torino, la più grande e destinato al anch’essi dotati di un loggia- tre collocate bellissime vetrate prestigiosa ditta del settore che secondo pian to. Gli ambienti interni, fino policrome e serramenti e furo- abbia mai operato nel capoluo- luminoso, fu al secondo piano, sono carat- no sistemate molte lampade ed go piemontese, attiva dal 1899; stile raffaelle terizzati da una copertura a altri elementi di arredo deco- furono altresì rinnovate le ba- grande quad canniccio in finta volta a padi- rativo in ferro battuto; fu poi laustrate e i sedili. Il fabbro to- simboleggian glione lunettato, con strutture ricostruita la scala e vennero rinese E. Guaita realizzò alcuni del Lavoro. A orizzontali in legno. Il palazzo sistemati tutti i locali. Partico- magnifici lampadari mentre i ed allegorie subì un importante intervento lare cura fu riservata al magni- corrimano in ferro furono la- pinti nelle di restauro all’inizio degli anni fico portale che fu riparato e vorati dalla Cooperativa Metal- chie, nei du Venti del Novecento, essendo sopra il quale furono posti due lurgica di Savona diretta dalla e nelle dieci stato acquistato nel 1920 dal leoni alati reggenti uno scudo Ditta di proprietà di Giuseppe queste ultime Consorzio Sbarchi e imbarchi del avente scolpito al suo interno il Mazzanti e dell’ex Sindaco di lare, con una porto di Savona con il proposito simbolo della falce e martello; Savona Mario Accomasso, che lissimi affres di farne la propria sede. Il Con- si aggiunsero quindi quattro era stato Primo Cittadino tra il strata tutta l sorzio Sbarchi era stato costitui- poggioli, si rifece il cornicione novembre del 1920 e l’agosto vità del port to il 1° luglio 1917 ed era sorto che era pericolante, si corres- del 1921. Le volte e le pareti con alcune t dalla fusione delle Cooperati- sero le aperture esterne degli del palazzo furono decorate di vita quoti ve Portuali savonesi (la Fede- ammezzati, si inquadrarono secondo il carattere presente immagini ra razione Tiraggio, la Cooperativa le finestre con braghettoni e sulla facciata, lasciando in so- ti il lavoro d Facchini, la Cooperativa Sbarchi cappelli a rilievo e, infine, si speso il portico per sistemarlo raffigurati nu ed Imbarchi, la Cooperativa Rica- decorarono i campi a graffiti. come era in origine. Sui diversi da esaltarne richi da Deposito, la Cooperativa Sui due pilastrini del poggiolo pianerottoli, in cartelle a rilie- il vigore. N Verricellanti) e dell’organizza- centrale furono sistemati due vo al centro del fregio, fu posta furono inolt zione che riuniva i lavoratori ippogrifi portabandiera: queste la seguente iscrizione, che fu quattro lam della Società Anonima Funivie ultime opere, così come i leoni anch’essa dettata da Francesco modellati re Savona - San Giuseppe. Scopo e lo stemma, furono eseguiti Campolonghi: “Memor est: hoc fabbro pisan principale del Consorzio Sbarchi dall’apprezzato scultore Dario est monumentum fidei, laboris, e sei ottime r – che al momento della sua co- Rebagliati. Nelle lunette delle fraternitatis portus opifici redem- di gruppi scu stituzione era diretto da Ade- finestre al primo piano furono pti”. La volta del salone per le classico, r

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