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Web per la
didattica.
Introduzione
Corso in Digital Education
Prof.ssa Elena Valentini
Roma, 11 luglio 2014
Tema dell’incontro
• Modalità di impiego del web nella didattica
– Legami con la progettazione di prodotti multimediali pe...
Agenda dell’incontro
• Modalità di impiego del web nella didattica
• Le teorie dell’apprendimento: focus sulla Teoria del
...
Per iniziare
• Quali obiettivi ci poniamo?
•Processi di apprendimento alla pari («cultura
partecipativa informale», Jenkin...
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I modelli didattici. Da erogative ad active
Erogative Active
Uso trasmissivo
della rete
Uso collaborativo
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I modelli didattici
Modello interattività/collaborazione
Fonte: White Paper sul tema Distributed Learning:
Approa...
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LIVELLO DELLA
COLLABORAZIONE
I modelli didattici
Modello interattività/collaborazione “aggiornato”
Apprendimento
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I modelli didattici
Usi della rete nella didattica
Fonte: Trentin G. 2003
I modelli didattici
Modalità di impiego delle tecnologie nella didattica
Fonte: G. Trentin, 2011
Pagina 10
«insieme di assunzioni ipotetiche sulla struttura non
osservabile di un oggetto o di un sistema e stabilite
a pa...
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• I modelli sono idealtipi
“il modello è per definizione quello in cui non c’è niente da
cambiare, quello che fu...
• Grandi scuole della psicologia del Novecento
– Comportamentismo
– Cognitivismo
– Costruttivismo
– … il Connettivismo (Ge...
Comportamentismo
Influenza sulla progettazione didattica
Definizione degli obiettivi di apprendimento in termini di perfor...
Cognitivismo
Influenza sulla progettazione didattica
Ipertesti
Utilizzo di metafore
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solving e di simu...
Costruttivismo
Influenza sulla progettazione didattica
modalità che propongano rappresentazioni differenziate della stessa...
Comportamentismo
• B. F. Skinner, I. Pavlov, J. B.Watson, C. Hull, E.Thorndike.
Cognitivismo
• E. C. Tolman, C. Hull
• J. ...
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I modelli didattici
Modello interattività/collaborazione
Fonte: White Paper sul tema Distributed Learning:
Appro...
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Variazione della presenza dei paradigmi di apprendimento nei vari gradi di istruzione
Fonte: Pozzi, 2011
Progett...
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Modelli di apprendimento, evoluzione dei discenti
Fonte: Adattamento da Pozzi, 2011
Progettazione didattica e te...
Teorie dell’ «apprendimento multimediale»
• Cosa si intende per apprendimento multimediale?
«L’apprendimento tramite i mul...
Teorie dell’ «apprendimento multimediale»
• Cosa si intende per apprendimento multimediale?
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• Teoria del carico cognitivo (John Sweller e Paul
Chandler)
• Teoria cognitiva dell’apprendimento multimediale
(Richard M...
La teoria del carico cognitivo
– Inizi anni ’80
– John Sweller e Paul Chandler
– La teoria del carico cognitivo e gli sche...
La teoria del carico cognitivo
• Gli assunti di base:
– Considerazione dei limiti nella capacità di
elaborazione delle inf...
Pagina 25
La teoria del carico cognitivo
Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
La teoria del carico cognitivo
Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
• Memoria come costruzione attiva di conoscenza
• Collegamento tra passato, presente e futuro
La teoria del carico cogniti...
La teoria del carico cognitivo
• Studi di Miller sulla quantità di informazione che la
memoria è in grado di elaborare
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Fonte: Bonaiuti, 2010
La teoria del carico cognitivo
Il nonno del fratello di mio padre è il padre del fratello ...
• Come costruire schemi corretti?
• Cos’è il carico cognitivo?
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«quantità totale di attività mentale imposta alla...
La teoria del carico cognitivo
Tre tipi di carico cognitivo
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La teoria del carico cognitivo
Fattori che influenzano la configurazione del carico
cognitivo in un compito di apprendimen...
Carico cognitivo e multimedia
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Effetti individuati studiando il formato
•Effetto dell’attenzione divisa
•Effetto delle modalità
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• Effetto dell’attenzione divisa
“La separazione di elementi che devono essere
elaborati insieme per la comprensione provo...
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La teoria del carico cognitivo. Strategie per
ridurre il carico cognitivo
Fare attenzione a non dividere l’atten...
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La teoria del carico cognitivo
• Effetto delle modalità
“Quando agli studenti sono presentate due fonti di
infor...
• Effetto della ridondanza
“L’apprendimento peggiora se lo studente deve
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Interazione tra gli effetti: rapporto tra testo scritto e parlato
Se testo scritto e parlato sono identici si ha una situa...
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rispetto alla gestione del carico cognitivo?
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La teoria del carico cognitivo
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La teoria del carico cognitivo
Fornire esercizi svolti a supporto del compito da svolgere
Fonte: Garavaglia, Mag...
• Quando la multimedialità è fonte di carico cognitivo
estraneo?
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– Testi, immagini o suoni non sono direttamente...
Motivi: lo studente deve
•impiegare le sue capacità mentali per elaborare
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Strategie per diminuire il carico cognitivo
intrinseco
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• Strategie per aumentare il carico cognitivo
pertinente
– Incoraggiare costruzione di schemi
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“I metodi didattici che aiutano l’apprendimento dei
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La teoria della doppia codifica
• Allan Paivio
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La teoria della doppia codifica
Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
Principi utili ai fini della progettazione multimediale (e
non solo)
•Il ricordo è migliore per le figure rispetto al test...
La teoria cognitiva dell'apprendimento
multimediale
• Richard Mayer
22 giugno 2011 Pagina 53
Fonte: tratto e riadattato da Mayer, 2005b in Coinu, 2008
La teoria cognitiva dell'apprendimento
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La teoria cognitiva dell'apprendimento multimediale
Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
Principi utili ai fini della progettazione multimediale (e
non solo)
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presentazion...
Principi utili ai fini della progettazione multimediale (e
non solo)
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Principi utili ai fini della progettazione multimediale (e
non solo)
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La teoria delle rappresentazioni multimediali
• Wolfgang Schnotz
Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
Teoria delle rappresentazioni multimediali
Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
Teoria delle rappresentazioni multimediali
Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
Teoria delle rappresentazioni multimediali
Il testo influenza la comprensione e quindi la costruzione del modello mentale
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Le teorie dell’ apprendimenti multimediale
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«non forniscono una descrizione accurata di come...
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Limiti delle teorie presentate
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Le teorie dell’ apprendimenti multimediale
Limiti delle teorie presentate
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Il Web 2.0
Alcuni presupposti e principi
• Condivisione, collaborazione (garantisce il controllo)
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Alcuni presupposti e principi
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didattica
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• Wiki
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• Podcasting
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Blog
• Del docente: aggiornamenti, materiali didattici, ecc.
• Dello studente: diario, esercitazioni, confronto
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Blog
Possibili finalità e attività
•Pubblicare lavori, ricerche, commenti,
approfondimenti
•Vetrina per percorsi, progetti...
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Lavoro di gruppo e Scrittura collaborativa
Gli studenti collaborano per costruire nuovi saperi
Raccoglitore di conosc...
Wiki
Fonte: Policaro, 2012
Social network
Social network
Possibili usi nella didattica
•Condivisione presentazioni
•Condivisione di materiali
•Ricerca e approfondim...
Social network
Social network
Possibili usi nella didattica
•Condivisione di cosa si sta leggendo
•Condivisione di cosa si è già letto
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Social network
• Gruppi ad hoc per proseguire una discussione o
l’approfondimento degli argomenti affrontati in
classe
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Social web nella didattica
La cassetta degli attrezzi delle competenze
•Partecipazione
•Impegno
•Motivazione
•Continuità
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Limiti
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ragazzi
•Overload informativo/comunicativo e eccesso di
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Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento
collaborativo in rete
• Scelta della strategia collaborativa
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Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento
collaborativo in rete
• Scelta della strategia collaborativa
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Strategie collaborative
•Sequenziale
•Parallela
•Di Reciprocità
Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento
collaborativo i...
Strategie collaborative
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Ogni componente del gruppo, a turno, agisce sul
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Strategie collaborative
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Ogni componente del gruppo lavora in autonomia su
una parte specifica del prodotto comp...
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interdipendenza su ognuna del...
Pagina 87
• Stefania Bocconi, Guglielmo Trentin, Wiki supporting formal and
informal learning, Nova Science Publishers Inc...
Bibliografia
• Franco Landriscina, “Ma si fanno i conti con il carico cognitivo?»,
Journal of E-Learning and Knowledge Man...
Pagina 89
Bibliografia
• Roberto Maragliano, Pedagogie dell'e-learning, Laterza, 2004
• Roul Nacamulli (a cura di), La for...
• George Siemens, Learning Ecology, Communities, and Networks.
Extending the classroom, 2003,
http://www.elearnspace.org/A...
Grazie per l’attenzione!
elena.valentini@uniroma1.it
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Web per la didattica - intro

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Web per la didattica - intro

  1. 1. Web per la didattica. Introduzione Corso in Digital Education Prof.ssa Elena Valentini Roma, 11 luglio 2014
  2. 2. Tema dell’incontro • Modalità di impiego del web nella didattica – Legami con la progettazione di prodotti multimediali per la formazione on line e l’instructional design – Rapporto con i contesti d’uso (scolastico) Pagina 2 Teoria del carico cognitivo e altre teorie dell’apprendimento «multimediale» Le teorie dell’apprendimento Modelli didattici Web 2.0 e strumenti per la didattica
  3. 3. Agenda dell’incontro • Modalità di impiego del web nella didattica • Le teorie dell’apprendimento: focus sulla Teoria del carico cognitivo e altre teorie dell’ «apprendimento multimediale» • Didattica e web 2.0 • Alcuni esempi e suggerimenti di uso del web nella «didattica 2.0» Pagina 3
  4. 4. Per iniziare • Quali obiettivi ci poniamo? •Processi di apprendimento alla pari («cultura partecipativa informale», Jenkins H.2006) e ruolo nell’informal learning
  5. 5. Pagina 5 I modelli didattici. Da erogative ad active Erogative Active Uso trasmissivo della rete Uso collaborativo della rete Fonte: Calvani, Ranieri, 2002 Quali teorie dell’apprendimento? Quali ruoli per il discente?
  6. 6. Pagina 6 I modelli didattici Modello interattività/collaborazione Fonte: White Paper sul tema Distributed Learning: Approaches, Technologies and Solutions LIVELLO DELLA COLLABORAZIONE
  7. 7. Pagina 7 LIVELLO DELLA COLLABORAZIONE I modelli didattici Modello interattività/collaborazione “aggiornato” Apprendimento organizzativo Community Network Centered Knowledge management
  8. 8. Pagina 8 I modelli didattici Usi della rete nella didattica Fonte: Trentin G. 2003
  9. 9. I modelli didattici Modalità di impiego delle tecnologie nella didattica Fonte: G. Trentin, 2011
  10. 10. Pagina 10 «insieme di assunzioni ipotetiche sulla struttura non osservabile di un oggetto o di un sistema e stabilite a partire dalle loro proprietà empiriche» Dizionario Treccani • processo di traduzione tra la teoria e la realtà • spiegazione e analisi della teoria attraverso un linguaggio appartenente alla logica, alla matematica o alla statistica Cos’è un modello? A cosa servono questi modelli?
  11. 11. Pagina 11 • I modelli sono idealtipi “il modello è per definizione quello in cui non c’è niente da cambiare, quello che funziona alla perfezione; mentre la realtà vediamo bene che non funziona e che si spappola da tutte le parti; dunque non resta che costringerla a prendere la forma del modello con le buone o con le cattive” Mario Rotta • I modelli possono essere utili – come riferimento per una consapevole progettazione didattica a priori (rispetto a ruolo discenti, obiettivi e modalità didattica) – come strumenti di interpretazione degli scenari a posteriori A cosa servono questi modelli?
  12. 12. • Grandi scuole della psicologia del Novecento – Comportamentismo – Cognitivismo – Costruttivismo – … il Connettivismo (George Siemens) come quarto paradigma? Progettazione didattica e teorie dell’apprendimento
  13. 13. Comportamentismo Influenza sulla progettazione didattica Definizione degli obiettivi di apprendimento in termini di performance Progettazione didattica e teorie dell’apprendimento Concezione dell’apprendimento
  14. 14. Cognitivismo Influenza sulla progettazione didattica Ipertesti Utilizzo di metafore Utilizzo del problem solving e di simulazioni Valutazione centrata non solo sui risultati anche sul processo di apprendimento Concezione dell’apprendimento Progettazione didattica e teorie dell’apprendimento
  15. 15. Costruttivismo Influenza sulla progettazione didattica modalità che propongano rappresentazioni differenziate della stessa realtà problematica della trasferibilità e della “contestualizzazione” dell’apprendimento «collaborative learning» Fonte: Trentin, 2012 Concezione dell’apprendimento Progettazione didattica e teorie dell’apprendimento
  16. 16. Comportamentismo • B. F. Skinner, I. Pavlov, J. B.Watson, C. Hull, E.Thorndike. Cognitivismo • E. C. Tolman, C. Hull • J. Dewey • W. Kohler (Psicologia della gestalt), K.J.W. Craick, G.A. Miller, E. Galanter, K. Pribram, U. Neisser • L. Vygotsky, J. Piaget, J. Bruner, S. Papert Costruttivismo • D. H.Jonassen, D. Kolb, D. Merril, H. Gardner Lettura storico-evolutiva ma non solo Quali strategie privilegiare nel progettare un intervento formativo basato su web e multimedia? Pagina 16 Progettazione didattica e teorie dell’apprendimento
  17. 17. Pagina 17 I modelli didattici Modello interattività/collaborazione Fonte: White Paper sul tema Distributed Learning: Approaches, Technologies and Solutions LIVELLO DELLA COLLABORAZIONE
  18. 18. Pagina 18 Variazione della presenza dei paradigmi di apprendimento nei vari gradi di istruzione Fonte: Pozzi, 2011 Progettazione didattica e teorie dell’apprendimento Una riflessione critica su questo schema …
  19. 19. Pagina 19 Modelli di apprendimento, evoluzione dei discenti Fonte: Adattamento da Pozzi, 2011 Progettazione didattica e teorie dell’apprendimento
  20. 20. Teorie dell’ «apprendimento multimediale» • Cosa si intende per apprendimento multimediale? «L’apprendimento tramite i multimedia ha luogo quando le persone costruiscono rappresentazioni mentali da parole (linguaggio parlato o testo scritto) e immagini (illustrazioni, foto, animazioni o video). Come si può vedere in questa definizione, multimedia si riferisce alla presentazione di parole e immagini, mentre learning si riferisce alla costruzione della conoscenza da parte dei discenti» Fonte: Mayer, 2005
  21. 21. Teorie dell’ «apprendimento multimediale» • Cosa si intende per apprendimento multimediale? – Non solo apprendimento via pc e web – attività di elaborazione attiva delle informazioni presentate in diversi formati (immagine, testo, suono...) • Multimedialità – Formato di presentazione dei contenuti tramite diversi canali sensoriali – Processo cognitivo attraverso il quale contenuti provenienti da canali sensoriali diversi vengono elaborati in un’unica rappresentazione mentale Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  22. 22. • Teoria del carico cognitivo (John Sweller e Paul Chandler) • Teoria cognitiva dell’apprendimento multimediale (Richard Mayer) •Teoria della doppia codifica (Allan Paivio) •Teoria delle rappresentazioni multimediali (Wolfgang Schnotz) Teorie dell’ «apprendimento multimediale»
  23. 23. La teoria del carico cognitivo – Inizi anni ’80 – John Sweller e Paul Chandler – La teoria del carico cognitivo e gli schemi mentali – Legame con la teoria cognitiva dell’apprendimento multimediale Pagina 23
  24. 24. La teoria del carico cognitivo • Gli assunti di base: – Considerazione dei limiti nella capacità di elaborazione delle informazioni della memoria di lavoro umana – Concezione dell’apprendimento come costruzione di schemi mentali – Cosa sono e quali caratteristiche hanno gli schemi mentali? • Flessibilità • Differenza tra esperti e non esperti • Funzione degli schemi mentali
  25. 25. Pagina 25 La teoria del carico cognitivo Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  26. 26. La teoria del carico cognitivo Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  27. 27. • Memoria come costruzione attiva di conoscenza • Collegamento tra passato, presente e futuro La teoria del carico cognitivo
  28. 28. La teoria del carico cognitivo • Studi di Miller sulla quantità di informazione che la memoria è in grado di elaborare • Il supporto degli schemi • Il ruolo dello schema (rif. a «esperto») Es. quale tra queste due affermazioni è corretta? 1. Il nonno del fratello di mio padre è il figlio del fratello di mio nonno 2. Il nonno del fratello di mio padre è il padre del fratello di mio nonno
  29. 29. Pagina 29 Fonte: Bonaiuti, 2010 La teoria del carico cognitivo Il nonno del fratello di mio padre è il padre del fratello di mio nonno
  30. 30. • Come costruire schemi corretti? • Cos’è il carico cognitivo? Pagina 30 «quantità totale di attività mentale imposta alla memoria di lavoro in un dato compito di apprendimento» • Carico cognitivo troppo basso o alto Fonte: Landriscina, 2009 La teoria del carico cognitivo
  31. 31. La teoria del carico cognitivo Tre tipi di carico cognitivo •Intrinseco: dovuto all’interazione tra natura del contenuto da apprendere e livello di expertise dello studente •Estraneo: dovuto a caratteristiche del formato didattico non direttamente collegate con la costruzione o l’automazione di schemi mentali •Pertinente: dovuto allo sviluppo degli schemi cognitivi richiesti per l’apprendimento Bisognerebbe progettare ambienti di apprendimento tendendo ad aumentare il carico cognitivo pertinente e diminuire quello estraneo. Fonte: Landriscina, 2009
  32. 32. La teoria del carico cognitivo Fattori che influenzano la configurazione del carico cognitivo in un compito di apprendimento Fonte: Landriscina, 2009 CONTENUTI STUDENTI ISTRUZIONE
  33. 33. Carico cognitivo e multimedia •Questa teoria nasce occupandosi di problem solving •Influenza del formato di presentazione dei contenuti Pagina 33 Relazioni tra gli elementi multimediali Fonte: Landriscina, 2007 La teoria del carico cognitivo
  34. 34. Effetti individuati studiando il formato •Effetto dell’attenzione divisa •Effetto delle modalità •Effetto della ridondanza La teoria del carico cognitivo
  35. 35. • Effetto dell’attenzione divisa “La separazione di elementi che devono essere elaborati insieme per la comprensione provoca un carico cognitivo non necessario al processo di apprendimento”. Causato da - Separazione testo/immagine (diversi esempi) - Uso di testi, immagini e suoni irrilevanti o gratuiti Fonte: Landriscina, 2007 Pagina 35 La teoria del carico cognitivo
  36. 36. Pagina 36 La teoria del carico cognitivo. Strategie per ridurre il carico cognitivo Fare attenzione a non dividere l’attenzione Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  37. 37. Pagina 37 La teoria del carico cognitivo • Effetto delle modalità “Quando agli studenti sono presentate due fonti di informazione, che si riferiscono l’una all’altra e che non sono comprensibili isolatamente, l’apprendimento migliora quando una fonte di informazione è presentata in modo visivo e l’altra in modo uditivo”. Quando si attiva l’effetto modalità? - Spiegazione uditiva indispensabile - Immagine non troppo complessa - Con immagine complessa audio e indicatori visivi >>> valutazione dei costi di sviluppo per l’audio
  38. 38. • Effetto della ridondanza “L’apprendimento peggiora se lo studente deve elaborare simultaneamente due fonti di informazione che hanno lo stesso contenuto” Testo parlato che legge identico testo scritto (vs credenza che ridondanza abbia effetto positivo) Fonte: Landriscina, 2007 Pagina 38 La teoria del carico cognitivo
  39. 39. 22 giugno 2011Incontro Label Formazione Pagina 39 La teoria del carico cognitivo. Strategie per ridurre il carico cognitivo Evitare la ridondanza delle informazioni Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  40. 40. Interazione tra gli effetti: rapporto tra testo scritto e parlato Se testo scritto e parlato sono identici si ha una situazione di ridondanza, da evitare perché peggiorativa dell’apprendimento. Invece, se il testo scritto è in forma di parole chiave o brevi segmenti di frase, il testo scritto può aiutare la comprensione e l’organizzazione del testo ascoltato in audio. Le parole che compaiono a video devono però essere presenti anche in audio e gli elementi testuali devono comparire in sincronia con i segmenti audio corrispondenti Fonte: Landriscina, 2007 Pagina 40 La teoria del carico cognitivo
  41. 41. • Qual è l’obiettivo della progettazione didattica rispetto alla gestione del carico cognitivo? – Adattare il carico cognitivo intrinseco al livello di expertise dello studente – Ridurre il carico cognitivo estraneo – Creare le condizioni per un carico cognitivo pertinente elevato La teoria del carico cognitivo
  42. 42. • Strategie per diminuire il carico cognitivo estraneo: intervenire su … La teoria del carico cognitivo – Modalità di impiego degli elementi multimediali (presenza eccessiva) – Metodi didattici alla base di un ambiente di apprendimento – Backward fading (legame con teoria dell’apprendistato cognitivo di Collins) – Critica di metodi di apprendimento «autentico»
  43. 43. Pagina 43 La teoria del carico cognitivo Fornire esercizi svolti a supporto del compito da svolgere Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  44. 44. • Quando la multimedialità è fonte di carico cognitivo estraneo? Pagina 44 – Testi, immagini o suoni non sono direttamente collegati ai contenuti da apprendere – Il testo scritto non è spazialmente contiguo con le immagini – Il testo narrato in audio non è temporalmente continuo con le animazioni – Lo studente deve ascoltare un testo narrato in audio e leggere lo stesso testo scritto – Le animazioni sono difficili da seguire e da comprendere – Lo studente non può controllare il ritmo di presentazione delle informazioni La teoria del carico cognitivo Per riassumere
  45. 45. Motivi: lo studente deve •impiegare le sue capacità mentali per elaborare informazioni irrilevanti •dividere la sua attenzione tra fonti di informazione non integrate tra loro •elaborare simultaneamente due fonti di informazione che hanno lo stesso contenuto. Pagina 45 La teoria del carico cognitivo
  46. 46. Strategie per diminuire il carico cognitivo intrinseco •Chunking (segmentare contenuti, soprattutto quelli complessi) •Sequencing (attenzione all’ordine di presentazione) •Pacing – livello di controllo dello studente sul ritmo di presentazione delle info (animazioni e filmati) Fonte: Landriscina, 2007 La teoria del carico cognitivo
  47. 47. • Strategie per aumentare il carico cognitivo pertinente – Incoraggiare costruzione di schemi – Aumentare variabilità dei problemi da risolvere – Offrire occasioni per rivedere concetti attraverso l’applicazione Fonte: Landriscina, 2007 La teoria del carico cognitivo
  48. 48. • Effetto inverso dell’expertise “I metodi didattici che aiutano l’apprendimento dei novizi possono avere un effetto negativo sull’apprendimento degli esperti”. Per uno studente poco esperto, testo parlato migliore del testo scritto. Cautela nell’impiego di approcci basati sul problem solving Fonte: Landriscina, 2007 La teoria del carico cognitivo
  49. 49. La teoria della doppia codifica • Allan Paivio
  50. 50. Pagina 50 La teoria della doppia codifica Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  51. 51. Principi utili ai fini della progettazione multimediale (e non solo) •Il ricordo è migliore per le figure rispetto al testo, perché sono elaborate da entrambi i sistemi •Quando si presenta una lista di parole e immagini ripetute, vengono ricordate meglio le figure. La teoria della doppia codifica Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  52. 52. La teoria cognitiva dell'apprendimento multimediale • Richard Mayer
  53. 53. 22 giugno 2011 Pagina 53 Fonte: tratto e riadattato da Mayer, 2005b in Coinu, 2008 La teoria cognitiva dell'apprendimento multimediale
  54. 54. La teoria cognitiva dell'apprendimento multimediale Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  55. 55. Principi utili ai fini della progettazione multimediale (e non solo) •Multimediale: si apprende meglio da una presentazione che associa testo ad immagini rispetto ad una che utilizza solo testo o sole illustrazioni. •Vicinanza spaziale e temporale: si apprende meglio se parole e immagini sono vicine sulla pagina o sullo schermo La teoria cognitiva dell'apprendimento multimediale Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  56. 56. Principi utili ai fini della progettazione multimediale (e non solo) •Rilevanza o coerenza del materiale: si apprende meglio quando le informazioni da gestire nello stesso momento non sono eccessive. •Modalità diversa: serve innanzitutto non sovraccaricare un unico senso ma suddividere le informazioni su entrambi i canali sensoriali. La teoria cognitiva dell'apprendimento multimediale Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  57. 57. Principi utili ai fini della progettazione multimediale (e non solo) •Ridondanza: se l’informazione è presentata in troppi formati non favorisce l’apprendimento •Personalizzazione: si apprende meglio da una spiegazione in stile non-formale rispetto ad uno stile formale. La teoria cognitiva dell'apprendimento multimediale Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  58. 58. La teoria delle rappresentazioni multimediali • Wolfgang Schnotz Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  59. 59. Teoria delle rappresentazioni multimediali Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  60. 60. Teoria delle rappresentazioni multimediali Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  61. 61. Teoria delle rappresentazioni multimediali Il testo influenza la comprensione e quindi la costruzione del modello mentale Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  62. 62. Le teorie dell’ apprendimenti multimediale Limiti delle teorie presentate «non forniscono una descrizione accurata di come le informazioni contemporaneamente percepite da diversi canali sensoriali vengano integrate, permettendo quindi all'evento multimediale di essere percepito come un insieme di oggetti.» Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  63. 63. Le teorie dell’ apprendimenti multimediale Limiti delle teorie presentate «Hanno infatti cercato di spiegare l'apprendimento multimediale descrivendo i processi cognitivi che entrano "in azione" quando un'informazione proveniente dall'esterno deve essere codificata. L'attenzione però non deve essere posta unicamente sul processo di codifica» Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  64. 64. Le teorie dell’ apprendimenti multimediale Limiti delle teorie presentate «il momento fondamentale perché ci sia un buon apprendimento non è l'attivazione di un canale piuttosto che di un altro, ma l'attivazione di processi di elaborazione dell'informazione, ovvero: •la comprensione del significato del messaggio; •la costruzione di un modello mentale integrato; •le strategie di memorizzazione; •le strategie di recupero e riutilizzo di quanto appreso.» Fonte: Garavaglia, Magni, 2012
  65. 65. • Quali presupposti e principi? Il Web 2.0
  66. 66. Alcuni presupposti e principi • Condivisione, collaborazione (garantisce il controllo) e partecipazione •Contenuti più importanti dei contenitori •Utente che genera contenuti e non (più) semplice fruitore Il Web 2.0
  67. 67. Alcuni presupposti e principi •Si ridefiniscono le barriere e le distinzioni produttori/editore/fruitori •Non solo i contenuti, ma anche la loro rilevanza si basa sugli utenti •Applicazioni dal desktop al Web •Facilità di accesso e impiego degli strumenti di rete Il Web 2.0
  68. 68. Gli strumenti del web 2.0 (e non solo) per la didattica • Blogging • Wiki • Social newtorking • Podcasting • Collaborating • Multimedia sharing • Social gaming • Social tagging Repetto, 2011
  69. 69. Blog • Del docente: aggiornamenti, materiali didattici, ecc. • Dello studente: diario, esercitazioni, confronto • Di classe: racconti, condivisione, partecipazione Fonte: Policaro, 2012
  70. 70. Blog Possibili finalità e attività •Pubblicare lavori, ricerche, commenti, approfondimenti •Vetrina per percorsi, progetti, corsi, ecc. •Prendere appunti collettivamente •Assegnare compiti e task Fonte: Policaro, 2012
  71. 71. Blog
  72. 72. Wiki Lavoro di gruppo e Scrittura collaborativa Gli studenti collaborano per costruire nuovi saperi Raccoglitore di conoscenze in continuo aggiornamento Attività •Scrivere, modificare, aggiungere, aggiornare contenuto Fonte: Policaro, 2012
  73. 73. Wiki Fonte: Policaro, 2012
  74. 74. Social network
  75. 75. Social network Possibili usi nella didattica •Condivisione presentazioni •Condivisione di materiali •Ricerca e approfondimento per tag •Archivio materiali didattici della classe •Assegnare compiti da svolgere elaborando presentazioni Fonte: Policaro, 2012
  76. 76. Social network
  77. 77. Social network Possibili usi nella didattica •Condivisione di cosa si sta leggendo •Condivisione di cosa si è già letto •Ricerca di libri che si vorrebbe leggere •Esplorare librerie di altri lettori •Esprimere gradimento sui libri •Gruppi di lettura per categorie Fonte: Policaro, 2012
  78. 78. Social network • Gruppi ad hoc per proseguire una discussione o l’approfondimento degli argomenti affrontati in classe Vantaggi e svantaggi • Relazione alla pari • Valorizzazione della dimensione informale Fonte: Policaro, 2012
  79. 79. Social web nella didattica La cassetta degli attrezzi delle competenze •Partecipazione •Impegno •Motivazione •Continuità •Tempo •Produzione di contenuti •Scambio di informazioni •Monitoraggio •Gestione del pubblico e del privato Fonte: Policaro, 2012
  80. 80. Limiti •Possibile invasione degli spazi di socializzazione dei ragazzi •Overload informativo/comunicativo e eccesso di multitasking •Lo scambio deve essere reciproco e non monodirezionale Social web nella didattica Fonte: Policaro, 2012
  81. 81. Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento collaborativo in rete • Scelta della strategia collaborativa • Dimensionamento numerico dei gruppi • Assetto organizzativo dei gruppi • Definizione di regole, ruoli e funzioni • Tempistica delle attività • Strutturazione logica della comunicazione • Scelta delle tecnologie di groupware • Definizione degli strumenti sw per la produzione degli eventuali elaborati Fonte: Trentin, 2011
  82. 82. Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento collaborativo in rete • Scelta della strategia collaborativa • Dimensionamento numerico dei gruppi • Assetto organizzativo dei gruppi • Definizione di regole, ruoli e funzioni • Tempistica delle attività • Strutturazione logica della comunicazione • Scelta delle tecnologie di groupware • Definizione degli strumenti sw per la produzione degli eventuali elaborati Fonte: Trentin, 2011
  83. 83. Strategie collaborative •Sequenziale •Parallela •Di Reciprocità Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento collaborativo in rete Fonte: Trentin, 2011
  84. 84. Strategie collaborative •Sequenziale Ogni componente del gruppo, a turno, agisce sul semilavorato apportandovi il proprio contributo Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento collaborativo in rete Fonte: Trentin, 2011
  85. 85. Strategie collaborative •Parallela Ogni componente del gruppo lavora in autonomia su una parte specifica del prodotto complessivo Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento collaborativo in rete Fonte: Trentin, 2011
  86. 86. Strategie collaborative •Di Reciprocità •I componenti del gruppo lavorano in regime di forte interdipendenza su ognuna delle parti del prodotto complessivo Didattica 2.0. Organizzare l’apprendimento collaborativo in rete Fonte: Trentin, 2011
  87. 87. Pagina 87 • Stefania Bocconi, Guglielmo Trentin, Wiki supporting formal and informal learning, Nova Science Publishers Inc., 2012 • Antonio Calvani, Teorie dell'istruzione e carico cognitivo. Modelli per una scuola efficace, Erickson, 2009 • Antonio Calvani (a cura di), Tecnologia, scuola, processi cognitivi. Per una ecologia dell'apprendere, Franco Angeli, 2007, 2009 • Antonio Calvani, “Connettivismo: nuovo paradigma o ammaliante pot- pourri?” in Je-LKS, Journal of e-learning and Knowledge Society, n.1, 2008 • Stephen Downes, “Connective knowledge”, disponibile on line all’indirizzo http://www.downes.ca/cgi-bin/page.cgi?post=33034 • Andrea Garavaglia, Alessandro Magni, Le teorie dell’apprendimento multimediale, 2012 • Paul Gee, Come un videogioco. Insegnare e apprendere nella scuola digitale, Cortina, Milano, 2013 Bibliografia
  88. 88. Bibliografia • Franco Landriscina, “Ma si fanno i conti con il carico cognitivo?», Journal of E-Learning and Knowledge Management, vol. 3, (1) 2007 • Franco Landriscina, La simulazione nell’apprendimento, Erickson, 2009 • Sonia Livingstone., Ragazzi online. Crescere con internet nella società digitale, Vita e Pensiero, Milano, 2010 • Veronica Mobilio, Elena Valentini, “La dimensione formale e informale dell’apprendimento. Il contributo di una prospettiva pluridisciplinare allo studio della didattica universitaria on line”, in Maria Beatrice Ligorio, Elvis Mazzoni, Mirella Casini Schaerf e Aurelio Simone (a cura di), Manuale di didattica universitaria on line, Scriptaweb, Napoli, 2011 • Marco Pozzi, Il connettivismo come nuovo paradigma di apprendimento per i fondamenti della didattica universitaria, in Maria Beatrice Ligorio, Elvis Mazzoni, Mirella Casini Schaerf e Aurelio Simone (a cura di), Manuale di didattica universitaria on line, Scriptaweb, Napoli, 2011 Pagina 88
  89. 89. Pagina 89 Bibliografia • Roberto Maragliano, Pedagogie dell'e-learning, Laterza, 2004 • Roul Nacamulli (a cura di), La formazione, il cemento e la rete. E- learning, management delle conoscenze e processi di sviluppo organizzativo, Fondazione IBM Italia, Etas, Milano, 2003 • Caterina Policaro, Il web 2.0 e la didattica, 2012 • Manuela Repetto, Strumenti 2.0 per la didattica, 2011 • Pier Cesare Rivoltella, Simona Ferrari, A scuola con i media digitali. Problemi, didattiche, strumenti, Vita e Pensiero, Milano, 2010 • Pier Cesare Rivoltella, Fare didattica con gli EAS, La Scuola, Brescia, 2013 • Guglielmo Trentin, Apprendimento in rete e condivisione delle conoscenze, Franco Angeli, Milano, 2004 • Guglielmo Trentin, La sostenibilità didattico-formativa dell’e-learning, Franco Angeli, Milano, 2008 • Guglielmo Trentin, Nuove Tecnologie e Didattica l’evoluzione dei modelli di insegnamento/apprendimento nella formazione continua e a distanza, 2012
  90. 90. • George Siemens, Learning Ecology, Communities, and Networks. Extending the classroom, 2003, http://www.elearnspace.org/Articles/learning_communities.htm • George Siemens, Connectivism: A Learning Theory foe the Digital Age, 2004 http://www.elearnspace.org/Articles/connectivism.htm. • George Siemens, Connectivism: A Learning Theory for the Digital Age. International Journal of Instructional Technology & Distance Learning, 2005, Vo. 2 No. 1, http://www.itdl.org/journal/jan_05/Jan_05.pdf#page=7 • George Siemens, Knowing Knowledge, 2006http://ltc.umanitoba.ca/KnowingKnowledge/index.php/Main_Pag e • George Siemens, Learning and Knowing in Networks: Changing roles for educators and designers. University of Georgia IT Forum, 2008 • Elena Valentini, Università nella rete-mondo · Elena Valentini. Franco Angeli, 2008 Pagina 90 Bibliografia
  91. 91. Grazie per l’attenzione! elena.valentini@uniroma1.it

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