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Quadro generale sui Fondi strutturali e normativa di riferimento - Valentino Acca

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La presentazione di Valentino Acca, relatore del laboratorio dello Sportello PA dal titolo "Quadro generale sui Fondi strutturali e normativa di riferimento".

Published in: News & Politics
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Quadro generale sui Fondi strutturali e normativa di riferimento - Valentino Acca

  1. 1. Quadro generale sui Fondi Strutturali e normativa di riferimento Modulo 1 Nome docente: Valentino Acca Cagliari, 29/10/2019
  2. 2. • Politiche europee e Fondi Strutturali • Focus sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (2014-2020) e il Regolamento di riferimento • Il POR FESR (2014-2020) della Regione Sardegna • Procedure attuative del PO FESR (2014-2020) • AdG, OI e altri livelli di governo coinvolti nell’attuazione • Sintesi dei principali riferimenti normativi (Aiuti di stato, Appalti pubblici, ammissibilità delle spese, anti mafia e tracciabilità)
  3. 3. Politiche europee e Fondi Strutturali
  4. 4. La strategia Europa 2020 L’attuale programmazione 2014/2020 si inserisce all’interno della c.d. strategia Europa 2020. Approvata dal Consiglio nel giugno 2010, l’Agenda 2020 definisce tre grandi priorità, fortemente connesse tra loro, da mettere in atto mediante azioni concrete a livello europeo e nazionale, per assicurare una crescita che sia: • Intelligente, ovvero capace di investire nei settori dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione • Sostenibile, ovvero più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva • Inclusiva, pronta a promuovere la coesione sociale e territoriale e a migliorare il mercato del lavoro
  5. 5. Al fine di raggiungere le priorità stabilite nella nuova strategia sono stati individuati cinque obiettivi principali per misurare l’avanzamento e il livello di realizzazione della programmazione delineata: • Occupazione: innalzamento del tasso di occupazione (al 75% tra le persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni) • Ricerca e innovazione: maggiori investimenti in Ricerca e Sviluppo (fino al 3% del Prodotto Interno Lordo dell’Unione migliorando gli investimenti del settore privato) • Cambiamento climatico ed energia: maggiore attenzione ai cambiamenti climatici (ridurre del 20 o 30% le emissioni dei gas a effetto serra) e alle politiche energetiche (portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabile e migliorare del 20% l’efficienza energetica) • Istruzione: miglioramento dei livelli di istruzione (laurea per il 40% dei giovani di età compresa tra 30 e 34 anni) e riduzione della dispersione scolastica (inferiore al 10%) • Lotta contro la povertà: promozione dell’inclusione sociale attraverso politiche di riduzione della povertà (abbassare del 25% il numero di europei che vivono al di sotto delle soglie di povertà nazionali)
  6. 6. Obiettivi tematici per i fondi SIE e quadro strategico comune Regolamento 1303/2013 Crescita intelligente Crescita sostenibile Crescita inclusiva Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori Promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori Migliorare l'accesso alle TIC, nonché l'impiego e la qualità delle medesime Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi Promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione Promuovere la competitività delle PMI, del settore agricolo (per il FEASR) e del settore della pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP) Preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse Investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente
  7. 7. Finanziamenti a gestione diretta e indiretta Una prima distinzione nell’ambito dei progetti europei riguarda le modalità di gestione del finanziamento e, di conseguenza, dell’intero “ciclo di vita” del bando (concezione, pubblicazione, aggiudicazione, esecuzione, monitoraggio e valutazione). Da questo punto di vista è opportuno distinguere tra: • Finanziamenti a gestione diretta • Finanziamenti a gestione indiretta • Programmi di cooperazione territoriale
  8. 8. Finanziamenti a gestione diretta, in cui l’intero processo è gestito dalla Commissione europea (in particolare, dalla Direzione Generale competente in materia). Questo tipo di bandi richiede che l’attività abbia una dimensione europea (coinvolgendo, ad esempio, partner di più Paesi). Nella maggior parte dei casi la proposta deve essere formulata in inglese. Esempi: Horizon2020, Europa Creativa, Erasmus+, LIFE…
  9. 9. Finanziamenti a gestione indiretta, in cui l’intero processo è gestito da apposite Autorità di Gestione. Gli stanziamenti derivano dai cosiddetti Fondi Strutturali, messi a disposizione delle singole Autorità di Gestione in seguito a un lungo processo di negoziazione che coinvolge Commissione europea, Stati Membri e Regioni.
  10. 10. Programmi di cooperazione territoriale, che permettono la realizzazione di progetti condivisi tra territori appartenenti a Stati Membri diversi, accomunati dalla prossimità geografica, dall’appartenenza ad una stessa macro-area o da problematiche simili. Sono finanziati attraverso i Fondi Strutturali e sono gestiti da specifiche Autorità di Gestione, dunque costituiscono una tipologia specifica di finanziamenti a gestione indiretta.
  11. 11. I fondi a gestione diretta: • non finanziano opere a carattere strutturale • finanziano progetti innovativi elaborati secondo il principio del partenariato • finanziano essenzialmente idee innovative, scambi di esperienze, migliori pratiche oppure l'organizzazione di seminari e convegni, studi da realizzare in partenariato con altri Paesi
  12. 12. Programma Settore • Programma per l'ambiente e l'azione per il Clima (Life) • Ambiente • Pericle 2014-2020 • Tutela interessi finanziari, fiscalità e dogane • Meccanismo unionale di protezione civile • Protezione e sicurezza dei cittadini • Orizzonte 2020 • Ricerca Innovazione e imprese • COSME • Ricerca Innovazione e imprese • Europa Creativa • Cultura e audiovisivo • Occupazione e Innovazione Sociale (EASI) • Protezione sociale • Europa per i cittadini • Cittadinanza europea • Erasmus+ • Formazione e istruzione • Tutela dei consumatori • Protezione dei consumatori • Programma di azione in materia di salute • Protezione della salute • Giustizia • Giustizia e affari interni • Diritti uguaglianza e cittadinanza • Giustizia e affari interni • Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione • Giustizia e affari interni • Fondo per la Sicurezza Interna • Giustizia e affari interni • Meccanismo per collegare l’Europa • Trasporti, telecomunicazioni, energia • Dogana 2020 • Tutela interessi finanziari, fiscalità e dogane • Fiscalis 2020 • Tutela interessi finanziari, fiscalità e dogane • Hercule III • Tutela interessi finanziari, fiscalità e dogane
  13. 13. I Fondi Strutturali • La politica di coesione viene realizzata attraverso lo stanziamento di specifici fondi, definiti Fondi Strutturali e di Investimento Europei o più semplicemente Fondi Strutturali. • I Fondi Strutturali vengono utilizzati per finanziare progetti e interventi nelle regioni europee. Non si sostituiscono alle azioni e ai finanziamenti nazionali e regionali La struttura e le modalità di funzionamento dei Fondi Strutturali presentano alcune caratteristiche che possono rendere più semplice la presentazione di un progetto e la sua successiva esecuzione: • garantiscono una maggior vicinanza tra le autorità di gestione dei bandi e dei finanziamenti e i loro beneficiari finali • propongono tipologie d’intervento particolarmente vicine alle esigenze degli attori del territorio e permettono a questi ultimi di reperire più facilmente le informazioni e dialogare con l’Autorità di Gestione • permettono una gestione operativa del processo nella propria lingua (presentazione delle proposte e gestione del progetto in italiano) e richiedono la creazione di partenariati più semplici a livello locale
  14. 14. Le politiche di coesione per il ciclo di programmazione 2014/2020 appaiono fortemente caratterizzate dalla presenza dei seguenti elementi distintivi: • Rafforzamento dell’approccio strategico • Miglioramento dell’efficacia e della performance • Semplificazione dell’attuazione • Introduzione di nuovi strumenti finanziari • Rafforzamento della governance
  15. 15. Ai documenti programmatici previsti dalla precedente programmazione (Orientamenti Strategici Comunitari, Quadro Strategico Nazionale, Programmi Operativi) si sostituiscono i seguenti: • Quadro Strategico Comune (QSC) che traccia le linee guida per la definizione delle priorità d’investimento degli Stati Membri e delle regioni • Accordo di Partenariato, documento che definisce le strategie e priorità d’intervento di ogni Stato membro, nonché le modalità di impiego dei Fondi Strutturali • Programmi Operativi
  16. 16. L’iter di programmazione dei Fondi Strutturali • Negoziazione bilancio • Regolamenti • Position Paper • Accordo di partenariato • Definizione Programmi Operativi
  17. 17. Fondi 2014-2020 Regioni: Sviluppate In transizione Meno sviluppate
  18. 18. Prodotto interno lordo pro-capite
  19. 19. L’indice di competitività regionale
  20. 20. POR FESR 2014 - 2020 Sardegna Veneto Calabria: 3 regioni a confronto Sardegna: 930 ML / abitanti 1,6 ML Veneto: 600 ML / abitanti 4,9 ML Calabria: 2.100 ML / Abitanti 1,96 ML
  21. 21. Spendiamo male? Non bastano le risorse? Quanto ha influito la crisi post 2009? Nell’economia globale sono altre le dinamiche di sviluppo? Valutazione di impatto...
  22. 22. Smentiamo qualche luogo comune… L’AdG nella programmazione 2007/2013 sul POR FESR ha rendicontato il 104% delle spese
  23. 23. “Capacità istituzionale ed efficienza amministrativa La difficoltà attuativa nella gestione del Programma 2007-13 è legata a criticità di diversa natura, non completamente superate. Queste hanno penalizzato la performance complessiva delle strutture preposte alla gestione dei fondi e sono da ricondurre, sostanzialmente, a difficoltà nella fase di programmazione, a debolezze della struttura amministrativa e a carenze procedurali/organizzative che ancora persistono. L’insieme di questi fattori ha comportato lentezze nell’attuazione del Programma e ritardi nelle fasi di pianificazione, selezione, monitoraggio, valutazione e controllo di molti progetti” *Tratto da POR FESR Regione Sardegna 2014-2020
  24. 24. Atto di indirizzo strategico per la programmazione unitaria 2014-2020 Deliberazione 19/9 del 27/05/2014 La programmazione dei Fondi SIE, secondo la delibera di indirizzo, si baserà sui seguenti elementi che rappresentano i riferimenti essenziali per la programmazione 2014-2020: • approccio di programmazione unitaria che prevede una stessa articolazione di Obiettivi gerarchizzati per tutte le fonti finanziarie attivabili • concentrazione e specializzazione delle risorse per definire adeguata “massa critica” tale da aggredire realisticamente le criticità presenti e per utilizzare fonti mirate per problemi specifici • attenzione ai luoghi (città, aree interne) • integrazione a livello di fonti finanziarie, di natura tematica e territoriale, nonché attivazione di efficaci sinergie tra enti/istituzioni ed operatori privati e pubblici (governance multilivello) • valutazione dei risultati (adozione di opportuni indicatori per la loro sorveglianza)
  25. 25. Per quanto concerne le Regioni in transizione (tra le quali ricade la Sardegna) esistono i seguenti vincoli di destinazione: • almeno il 60% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale deve essere destinato a due o più obiettivi tematici tra gli OT 1, 2, 3, 4 • almeno il 15% del totale delle risorse FESR a livello nazionale è destinato all’OT 4 • almeno il 5% delle risorse del FESR assegnate a livello nazionale sono destinate ad azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile delegate alle città per essere gestite attraverso lo strumento degli Investimenti Territoriali Integrati (ITI) di cui all’art. 99 del RRDC
  26. 26. Con lo stesso atto di indirizzo si delibera di: • confermare le tre strutture regionali che avranno il ruolo di Autorità di Gestione dei programmi operativi FESR, FSE, FEASR • di confermare il direttore, pro tempore, del Servizio Autorità di Certificazione, incardinato nell’Assessorato della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, nel ruolo di Autorità di Certificazione dei programmi operativi FESR, FSE • di individuare nel Direttore pro tempore del Centro Regionale di Programmazione il responsabile del Gruppo di Coordinamento delle Autorità di Gestione e della relativa Segreteria per la programmazione dei Fondi SIE 2014-2020 che avrà il compito di occuparsi delle seguenti attività: valutazione dei Programmi; comunicazione istituzionale; monitoraggio dello stato di avanzamento finanziario, fisico e procedurale; sorveglianza dei PO; rapporti con il Partenariato.
  27. 27. Indirizzi per la realizzazione del modello di Governance per la Programmazione Unitaria 2014-2020. Delibera n 9/16 del 10/03/2015 La Cabina di regia, coordinata dal Presidente o un suo delegato, è composta: • dall'Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale • dall'Assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale • dall'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio
  28. 28. La Cabina di regia: • coordina tutti i processi della Programmazione Unitaria • propone le priorità nell'azione amministrativa per assicurare la selettività e la concentrazione degli interventi • verifica la coerenza con gli indirizzi contenuti nel Programma Regionale di Sviluppo delle proposte progettuali della programmazione territoriale provenienti dagli Enti locali in forma aggregata e le relative fonti di finanziamento, confrontandosi con la Conferenza Regione-Enti Locali
  29. 29. • su segnalazione della Unità di progetto valuta eventuali discrasie o ritardi nell’attuazione dei Programmi e propone alla Giunta soluzioni in ordine alla modifica/integrazione degli stessi al fine di assicurare gli impatti programmati (economici, finanziari e socio territoriali) • verifica la coerenza programmatica dei programmi di spesa in riferimento agli obiettivi e ai risultati attesi dei Programmi e ne garantisce l’allineamento con il Programma Regionale di Sviluppo • coordina i processi di negoziazione e le attività con le Autorità comunitarie e nazionali competenti • coordina le linee di intervento della Cooperazione Territoriale Europea • elabora proposte per l'aggiornamento del Programma Regionale di Sviluppo (PRS)
  30. 30. L'Unità di progetto di coordinamento tecnico È incardinata presso l’Assessorato della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio è composta: • dal Direttore pro tempore del Centro Regionale di Programmazione, che la coordina • dalle Autorità di Gestione dei fondi FESR, FSE e FEASR • dall’Autorità di Programmazione del fondo FSC • dalle Autorità di Certificazione e Audit • dal Responsabile del Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA)
  31. 31. L'Unità svolge le seguenti funzioni: • attua gli indirizzi della Giunta regionale e predispone rapporti per la verifica periodica dell'attuazione degli interventi programmati • coordina i processi di monitoraggio della Programmazione Unitaria • verifica la rispondenza tecnica fra gli interventi programmati e le strategie di sviluppo per la Regione Sardegna definite nel PRS • elabora documenti e proposte per la definizione di intese con gli Enti e le Amministrazioni territoriali necessari per il conseguimento degli obiettivi della Programmazione Unitaria • coordina dal punto di vista tecnico le attività necessarie al perseguimento degli obiettivi di concentrazione delle risorse, integrazione fra i differenti fondi
  32. 32. • progetta, implementa e gestisce il sistema informativo per il Monitoraggio e la Valutazione della Programmazione Unitaria • coordina le attività di comunicazione dei diversi Programmi al fine di evitare sovrapposizioni o discrasie comunicative • fornisce supporto tecnico specialistico agli uffici dell'Amministrazione su materie inerenti la Programmazione Unitaria • definisce le modalità tecnico operative di integrazione tra i fondi comunitari, nazionali e regionali • sovraintende il monitoraggio complessivo (fisico, finanziario e procedurale) inerente l’attuazione dei differenti Programmi e, verificati gli eventuali scostamenti, informa la Cabina di regia e, su mandato di quest’ultima, propone soluzioni di riprogrammazione • propone alla Cabina di regia le linee attuative della Cooperazione Territoriale Europea
  33. 33. l Fondo Sociale Europeo (FSE) Il FSE investe sulle persone, riservando speciale attenzione alla lotta all’esclusione sociale e al miglioramento delle opportunità di formazione e di occupazione. Le principali priorità del FSE sono dunque gli obiettivi tematici da 8 a 11, per quanto sia possibile anche il finanziamento degli obiettivi da 1 a 4.
  34. 34. Principali beneficiari: • Disoccupati (giovani e meno giovani) • Imprenditori e aspiranti imprenditori • Operatori nell’ambito dell’istruzione e della formazione • Studenti e persone in fase di formazione o aggiornamento professionale • Lavoratori bisognosi di riqualificazione professionale • Persone appartenenti a gruppi svantaggiati o in condizioni di vulnerabilità • Persone a rischio di povertà
  35. 35. POR FSE Sardegna Approvato dalla Commissione Europea il 17 dicembre 2014 Il POR FSE Sardegna persegue gli obiettivi delineati dalla Strategia Europa 2020 in materia di crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. In particolare, il POR si concentra sulle misure e sulle azioni atte a rafforzare il mercato del lavoro, promuovendo l’occupazione e l’occupabilità specialmente per i giovani ed i disoccupati di lunga durata. A tale scopo l’accento viene posto sul sistema di istruzione e formazione, sulla lotta all’abbandono scolastico e sulla valorizzazione del capitale umano.
  36. 36. Soggetti ammissibili e partenariato I beneficiari possono essere diversi, a seconda della tipologia di azione e bando: agenzie Formative, Centri servizi per il lavoro (CSL) e altri soggetti, pubblici e privati, che erogano servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro, imprese, soggetti accreditati per i servizi per il lavoro, operatori del sistema, soggetti pubblici e privati che operano nel recupero socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, Università; imprese; enti bilaterali, Autorità di gestione, organismi intermedi, altre amministrazioni regionali e locali. I bandi definiscono l’ammissibilità dei beneficiari
  37. 37. Obiettivi tematici di riferimento 8. Promuovere un’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori 9. Promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione 10. Investire nell’istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente 11. Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate a promuovere un’amministrazione pubblica efficiente
  38. 38. Allocazione finanziaria Risorse complessive POR FSE Sardegna (risorse comunitarie e cofinanziamento nazionale): € 444.800.000
  39. 39. Il Fondo Europeo di Sviluppo Rurale (FEASR) Il FEASR costituisce allo stesso tempo uno degli strumenti attuativi della politica di coesione e della politica di sviluppo rurale. Il suo funzionamento è simile a quello degli altri Fondi Strutturali: le strategie vengono concertate e definite a livello nazionale e regionale attraverso i programmi di sviluppo rurale (PSR nazionali e regionali, corrispondenti ai POR degli altri Fondi Strutturali), tenendo conto delle macro-priorità definite a livello europeo
  40. 40. Programma di Sviluppo Rurale Sardegna Approvato dalla Commissione Europea il 19 agosto 2015 Il PSR Sardegna si declina in tutte le priorità proprie della politica europea di sviluppo rurale, concentrandosi sulle caratteristiche, e sulle sfide, proprie del territorio. La Sardegna può contare su un notevole patrimonio paesaggistico: il PSR finanzia misure per incentivare la protezione ambientale, la valorizzazione degli ecosistemi e la produzione di energia rinnovabile. La Sardegna si distingue per uno sviluppato settore nell’allevamento di ovini, nonché caprini e bovini. La gestione dei rischi, la salute ed il benessere degli animali rientrano pertanto tra le priorità individuate dal programma. Particolare enfasi viene posta altresì sullo sviluppo locale, da realizzarsi tramite un maggiore coinvolgimento della popolazione rurale e dei Gruppi di Azione Locale (GAL). Infine, in un’ottica di rilancio territoriale, il PSR finanzia misure per incentivare l’innovazione, il trasferimento di conoscenze e la formazione degli agricoltori, a beneficio delle aziende attive nei settori agricolo-forestali.
  41. 41. Le Priorità del PSR • Priorità 1: Favorire il trasferimento di conoscenze e innovazione nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali • Priorità 2: Potenziare la redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forme e promuovere tecnologie innovative per le aziende agricole e la gestione sostenibile delle foreste • Priorità 3: Promuovere l’organizzazione della filiera alimentare, comprese la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo
  42. 42. • Priorità 4: Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura (biodiversità e paesaggi, acque, suoli) • Priorità 5: Incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale (efficienza nell’uso delle risorse e riduzione delle emissioni) • Priorità 6: promuovere l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali
  43. 43. Allocazione finanziaria del PSR Risorse complessive PSR Sardegna (risorse comunitarie e cofinanziamento nazionale): € 1.308.406.250
  44. 44. Il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP) Il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca rientra tra i Fondi Strutturali e risponde agli 11 Obiettivi Tematici; tuttavia esso rappresenta allo stesso tempo, lo strumento finanziario dedicato all’attuazione: • della politica marittima integrata dell’UE (PMI), volta alla definizione di approccio coerente alle questioni marittime (nelle loro dimensioni economiche, scientifiche e ambientali, politiche e di sicurezza) • della politica comune della pesca (PCP), volta alla gestione delle flotte pescherecce europee e alla conservazione degli stock ittici • L’attuazione dei Programmi Operativi relativi al FEAMP spetta alle autorità nazionali (in Italia, il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali). Non esistono dunque POR relativi al FEAMP ma soltanto un unico PON FEAMP.
  45. 45. Cosa succederà alla Sardegna nella programmazione 2021/2027?
  46. 46. Variazioni nel PIL pro-capite
  47. 47. PIL pro-capite Regioni
  48. 48. Focus sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (2014-2020) e il Regolamento di riferimento
  49. 49. Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): storia e finalità
  50. 50. Il FESR ha due obiettivi principali per il periodo 2014-2020: • gli investimenti a favore della crescita e dell'occupazione, finalizzati a rafforzare il mercato del lavoro e le economie regionali • la Cooperazione territoriale europea, volta a rafforzare la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale all'interno dell'Unione
  51. 51. Le risorse destinate al primo obiettivo saranno ripartite tra tre diverse categorie di regioni: • le regioni più sviluppate, con un PIL pro capite superiore al 90% della media dell'UE • le regioni in transizione, con un PIL pro capite compreso tra il 75% e il 90% della media dell'UE • le regioni meno sviluppate, con un PIL pro capite inferiore al 75% della media dell'UE
  52. 52. Gli investimenti del FESR nella programmazione 2014/2020 finanziano tutti gli 11 obiettivi tematici, con particolare priorità per gli obiettivi da 1 a 4: • ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione • accesso alle tecnologie ICT, il loro l’utilizzo e la loro qualità • competitività delle PMI • transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio
  53. 53. La concentrazione dei fondi sulle suddette priorità varia a seconda delle regioni. Per quanto concerne le Regioni in transizione (tra le quali ricade la Sardegna) esistono i seguenti vincoli di destinazione: • almeno il 60% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale deve essere destinato a due o più obiettivi tematici tra gli OT 1, 2, 3, 4. Almeno il 15% del totale delle risorse FESR a livello nazionale è destinato all’OT 4 • almeno il 5% delle risorse del FESR assegnate a livello nazionale sono destinate ad azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile delegate alle città per essere gestite attraverso lo strumento degli Investimenti Territoriali Integrati (ITI) di cui all’art. 99 del 1303/2013
  54. 54. Per la realizzazione dei suddetti obiettivi, il FESR finanzia una vasta gamma di interventi: • investimenti produttivi a favore delle imprese, in particolare per le PMI e negli ambiti d’intervento strategici • investimenti in infrastrutture nei settori dell’energia, dell’ambiente, dei trasporti e TIC • investimenti in infrastrutture sociali, sanitarie, di ricerca, di innovazione, economiche ed educative • investimenti in attrezzature e infrastrutture per la cultura e il turismo sostenibile, i servizi alle imprese e il sostegno alla ricerca e all’innovazione • la creazione di reti, la cooperazione e lo scambio di esperienze, gli studi e lo sviluppo di capacità per autorità locali, parti sociali e altre istituzioni rilevanti
  55. 55. Regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 17 dicembre 2013 relativo al Fondo Europeo di Sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006
  56. 56. Anche in Europa qualche volta si complicano la vita… Articolo 4 - Concentrazione tematica 3. In deroga al paragrafo 1 del presente articolo, le risorse del Fondo di coesione destinate a sostenere le priorità di investimento di cui all'articolo 4, lettera a), del regolamento (UE) n. 1300/2013 possono rientrare nel calcolo per raggiungere le quote minime di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera a), punto ii), lettera b), punto ii), e lettera c), punto ii), del presente articolo. In tal caso, la quota di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera c), punto ii), del presente articolo è aumentata al 15 %. Se del caso, tali risorse possono essere destinate pro rata alle diverse categorie di regioni in base alle rispettive quote di incidenza sulla popolazione complessiva dello Stato membro interessato.
  57. 57. Articolo 5 - Priorità d'investimento Nell'ambito degli obiettivi tematici indicati all'articolo 9, primo comma, del regolamento (UE) n. 1303/2013 il FESR sostiene le seguenti priorità d'investimento in base alle esigenze di sviluppo e alle potenzialità di crescita di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), punto i), di tale regolamento e indicate nell'accordo di partenariato:
  58. 58. 3) accrescere la competitività delle PMI: a) promuovendo l'imprenditorialità, in particolare facilitando lo sfruttamento economico di nuove idee e promuovendo la creazione di nuove aziende, anche attraverso incubatori di imprese b) sviluppando e realizzando nuovi modelli di attività per le PMI, in particolare per l'internazionalizzazione c) sostenendo la creazione e l'ampliamento di capacità avanzate per lo sviluppo di prodotti e servizi d) sostenendo la capacità delle PMI di crescere sui mercati regionali, nazionali e internazionali e di prendere parte ai processi di innovazione
  59. 59. Articolo 7 - Sviluppo urbano sostenibile 1. Il FESR sostiene, nell'ambito dei programmi operativi, lo sviluppo urbano sostenibile per mezzo di strategie che prevedono azioni integrate per far fronte alle sfide economiche, ambientali, climatiche, demografiche e sociali che si pongono nelle aree urbane, tenendo anche conto dell'esigenza di promuovere i collegamenti tra aree urbane e rurali. 4. Almeno il 5% delle risorse del FESR assegnate a livello nazionale nell'ambito dell'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" è destinato ad azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile laddove le città e gli organismi subregionali o locali responsabili dell'attuazione delle strategie di sviluppo urbano sostenibile ("autorità urbane") sono responsabili dei compiti relativi almeno alla selezione delle operazioni
  60. 60. L’Asse prioritario di riferimento, anche se non esclusivo, è l’Asse VII “Promozione dell’inclusione sociale, lotta alla povertà e ad ogni forma di discriminazione” e in particolare le azioni 9.4.1 (interventi di potenziamento del patrimonio abitativo) e 9.6.6 (interventi di recupero funzionale e riuso del patrimonio pubblico per attività di animazione sociale). La selezione delle iniziative si potrà far carico di tre declinazioni della “integrazione”: territoriale, con realizzazioni puntuali; pluritematica, riferita a più OT e a più Assi del PO; plurifondo, quando è necessaria la compresenza di più fondi, strutturali e non.
  61. 61. Il POR FESR 2014-2020 della Regione Sardegna
  62. 62. Le sfide da affrontare con il FESR riguardano: - la capacità di accrescere la competitività del sistema produttivo, promuovere l’innovazione e investire sul capitale umano - la realizzazione di uno sviluppo sostenibile - la promozione di politiche per l’inclusione sociale - il rafforzamento della capacità istituzionale
  63. 63. Assi Prioritari del POR FESR Sardegna 2014–2020 - Asse I - Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico e Innovazione (OT 1) - Asse II - Agenda Digitale (OT 2) - Asse III - Competitività del sistema produttivo (OT 3) - Asse IV - Energia sostenibile e qualità della vita (OT 4) - Asse V - Tutela dell'ambiente e prevenzione dei rischi (OT 5) - Asse VI - Uso efficiente delle risorse, valorizzazione degli attrattori naturali, culturali e turistici (OT 6) - Asse VII - Promozione dell'inclusione sociale, lotta alla povertà e ad ogni forma di discriminazione (OT 9) - Asse VIII - Assistenza Tecnica
  64. 64. Obiettivi tematici di riferimento 1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione 2. Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché l’impiego e la qualità delle medesime 3. Promuovere la competitività delle PMI 4. Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio 5. Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi 6. Preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse 9. Promuovere l’inclusione sociale e lottare contro la povertà e qualsiasi discriminazione
  65. 65. Soggetti ammissibili e partenariato I beneficiari possono essere diversi, a seconda della tipologia di azione e bando: Organismi di ricerca (enti pubblici di ricerca, università), centri di ricerca privati qualificati, PMI, imprese neocostituite e start-up, imprese commerciali e del terzo settore, società cooperative, Regione, Pubbliche Amministrazioni, operatori di settore, Aziende sanitarie e ospedaliere, Comuni ed Enti territoriali, operatori pubblici, Autorità unica regionale che sovraintenda all’uso plurimo delle risorse idriche, soggetti gestori dei beni culturali. I bandi definiscono l’ammissibilità dei beneficiari.
  66. 66. Sezione 1: La strategia per il contributo del programma operativo alla strategia dell’unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e al raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale Si tratta dell’unica sezione discorsiva nella quale si analizza il contesto e si motivano le scelte strategiche operate con il PO.
  67. 67. 1.2. Motivazione della dotazione finanziaria La quantificazione delle risorse finanziarie programmate per gli obiettivi selezionati, viene motivata dalle seguenti considerazioni:
  68. 68. A) Gli obiettivi tematici (OT) 1, 2 e 3, che rispondono al principio della “crescita intelligente”, devono disporre di una quota di risorse almeno del 45% (ring fencing), sono così articolati: • l’OT 1 (Ricerca e Innovazione) dispone del 13,82% delle risorse per far fronte al livello del target programmato ed alla forte distanza di detto livello dalla situazione accertata per il comparto nella regione • l’OT 2 (Agenda Digitale), strettamente integrato a quanto programmato con l’OT 1, dispone del 14% della dotazione complessiva del PO; la Regione infatti mostra ancora sia nelle zone marginali sia nelle aree più sviluppate la necessità di interventi di completamento o upgrading di banda ultralarga • l’OT 3 (Competitività dei sistemi produttivi) dispone della quota del PO pari al 22,93%.
  69. 69. Gli OT, finalizzati a conseguire i target della strategia EU 2020 per quanto concerne la “crescita intelligente”, assorbono quindi nel POR 2014-20 oltre la metà delle risorse programmate (50,7%) superando di cinque punti percentuali il vincolo del Regolamento comunitario (45%)
  70. 70. B) Agli OT finalizzati alla “crescita sostenibile” (4, 5, 6) viene assegnata nel complesso una disponibilità di risorse pressoché pari al 40%. Tale dotazione viene motivata con le seguenti argomentazioni: • per l’OT 4 (che assorbe il 16,13% della dotazione complessiva del PO) l’allocazione di risorse si motiva con riferimento ai fabbisogni rilevati per abbattere le emissioni di carbonio attraverso l’ampliamento della produzione energetica da fonti rinnovabili nonché il risparmio energetico negli edifici ad uso pubblico, residenziale e non residenziale • per l’OT 5 gli interventi da realizzarsi per prevenire e mitigare i cambiamenti climatici abbattendo i rischi da calamità naturali (rischio idrogeologico, rischio incendi; erosione costiera) incidono per il 6% sulla dotazione complessiva del Programma • per l’OT 6 che dispone del 17,63% delle risorse complessive, va ricordato il consistente fabbisogno della Regione di interventi di tutela e corretto impiego delle risorse naturali
  71. 71. Per l’OT 9, riferito alla “Crescita inclusiva” viene programmato di assegnare risorse in misura pari al 5,5% del totale; esso è finalizzato all’inclusione sociale e lotta alla povertà. D) Infine per l'Asse VIII dedicato al rafforzamento delle competenze delle strutture deputate all’attuazione del Programma e all'Assistenza Tecnica, viene stanziato il 4% delle risorse complessivamente disponibili.
  72. 72. Sezione 2: Assi prioritari Sulla base di un tale quadro di riferimento nella Sezione 2 del PO, la descrizione della strategia per ciascun Asse prioritario viene illustrata mediante una descrizione dettagliata del quadro logico articolato in: • una parte diagnostica (Elementi essenziali di analisi) • una parte che individua gli obiettivi da raggiungere • la misura del cambiamento atteso attraverso la policy individuata, espressa dal valore target dell’indicatore di risultato.
  73. 73. Per ciascun Asse vengono richiamati e/o descritti: • i 7 Obiettivi Tematici (OT), che la Regione ha selezionato tra gli 11 di cui all'art. 9 del Reg. (UE) 1303/2013 • le Priorità di Investimento (PI) specifiche per il FESR (come elencate e denominate all’art.5 del Reg. UE 1301/2013) • gli Obiettivi Specifici, che consentono di inquadrare la trasformazione che si intende conseguire con il PO • gli Indicatori di risultato, il cui valore atteso rappresenta la misura del cambiamento atteso • le Azioni programmate nell'ambito del PO per conseguire gli obiettivi programmati e orientare le dinamiche degli indicatori nella direzione auspicata • gli Indicatori di output comuni (individuati tra quelli forniti nell’Allegato I del Reg. FESR) e specifici per PO, che sono diretti a descrivere i contenuti delle azioni, nonché a riflettere il contributo al conseguimento degli Obiettivi Specifici.
  74. 74. Sezione 3 - Piano di finanziamento Una sintesi delle allocazioni finanziarie per anno e per ognuno degli assi prioritari menzionati in precedenza. Tabelle 17 e 18
  75. 75. Sezione 4 - Approccio integrato allo sviluppo territoriale L’approccio viene confermato e affinato con l’individuazione di due direttrici strategiche per lo sviluppo integrato dei territori: • le aree urbane • le aree interne
  76. 76. Sezione 5 - Esigenze specifiche delle zone geografiche particolarmente colpite dalla povertà o dei gruppi bersaglio a più alto rischio di discriminazione o esclusione sociale (se del caso) Non pertinente per la Regione Sardegna
  77. 77. Sezione 6 - Esigenze specifiche delle aree geografiche affette da svantaggi naturali o demografici gravi e permanenti (se del caso) L’AdP, per conseguire l’obiettivo di coesione territoriale, prevede un approccio integrato centrato sul recupero e la valorizzazione delle potenzialità presenti nelle aree a rischio di marginalizzazione, volto a rallentare il fenomeno dello spopolamento che interessa, nello specifico, le Aree interne. La Regione intende attuare specifiche azioni volte ad invertire il processo che, partendo dallo spopolamento, ha determinato la contrazione delle attività economiche e la conseguente riduzione dei servizi, generando un ulteriore decremento della popolazione residente.
  78. 78. • SNAI • SRAI • PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE
  79. 79. Sezione 7 - Autorità e organismi responsabili della gestione finanziaria, del controllo e dell’audit e ruolo dei partner pertinenti Indicazione delle autorità incaricate della gestione dei diversi aspetti del PO: ADG, ADC, ADA, Igrue
  80. 80. Sezione 8 - Coordinamento tra i fondi, il FEASR, il FEAMP e altri strumenti di finanziamento dell’Unione e nazionali e con la BEI L’architettura normativa della programmazione 2014-2020 richiede una rafforzata integrazione tra i diversi Fondi della politica di coesione, nonché delle altre risorse nazionali e regionali, sia in fase di programmazione che di attuazione, al fine di potenziare l’efficacia degli strumenti strutturali e di ottimizzarne l’incidenza sul territorio. Atto di indirizzo programmatico approvato dalla Giunta Regionale con DGR n. 19/9 del 27 maggio 2014. Nuovo modello di governance per il coordinamento della Programmazione Unitaria, oggetto della Delibera di Giunta n. 9/16 del 10.03.2015
  81. 81. Sezione 9 - Condizionalità ex ante Analisi dei requisiti necessari (e delle relative azioni intraprese) per l’esecuzione delle misure del programma operativo e per assicurarne l’impatto in termini di policy.
  82. 82. Tabella 24 - Condizionalità ex ante applicabili e valutazione dell’ottemperanza alle stesse Condizionalità ex ante Assi prioritari ai quali si applica la condizionalità Condizionalità ex ante rispettata T 1.1 - Ricerca e innovazione. Esistenza di una strategia di specializzazione intelligente nazionale o regionale in linea con il programma di riforma nazionale, che esercita un effetto leva sulla spesa privata in ricerca e innovazione ed è conforme alle caratteristiche di sistemi efficaci di ricerca e di innovazione ai livelli nazionale e regionale I. Ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e innovazione II. Agenda Digitale III. Competitività del sistema produttivo NO T 4.3 - Realizzazione di azioni volte a promuovere la produzione e la distribuzione di fonti di energia rinnovabili. IV. Energia sostenibile e qualità della vita SI
  83. 83. Sezione 10 - Riduzione degli oneri amministrativi per i beneficiari L’impegno portato avanti nel tempo ha interessato ambiti importanti quali l’informatizzazione dei processi direttamente connessi all’utilizzo delle risorse comunitarie e la semplificazione delle procedure. • SMEC • Dematerializzazione domande di sostegno misure di aiuto • Presentazione della documentazione probatoria successivamente alla definizione della graduatoria provvisoria
  84. 84. Sezione 11 - Principi orizzontali Azioni intraprese per favorire la sostenibilità ambientale, l’uguaglianza di genere, le pari opportunità e la non discriminazione. L'art. 8 del Reg. UE n. 1303/2013, prevede che gli obiettivi dei Fondi SIE siano perseguiti nel quadro dello sviluppo sostenibile e della promozione della tutela e del miglioramento dell'ambiente.
  85. 85. Il PO promuove quindi l'impiego efficiente delle risorse, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai medesimi, la tutela della biodiversità, la resilienza alle catastrofi, e la prevenzione e la gestione dei rischi. La Regione Sardegna intende perseguire gli obiettivi di Europa 2020 per la non discriminazione e le Pari opportunità per tutti, con una maggiore attenzione nei confronti dei soggetti a rischio di povertà e di esclusione sociale.
  86. 86. Sezione 12 - Elementi distinti Altri elementi finanziari, tecnici e relativi al principio di partenariato, funzionali alla presentazione del programma. Grande progetto nazionale Banda larga
  87. 87. Smart Specialisation Strategy La Regione Sardegna promuove la crescita intelligente, lo sviluppo sostenibile e l’inclusione sociale previsti nella più ampia strategia europea 2020, con la propria Strategia di specializzazione intelligente (detta S3), finalizzata a identificare le eccellenze territoriali in termini di ricerca e innovazione e a individuarne le potenzialità di crescita. per la S3 Sardegna le sfide sono: • rendere la Sardegna "isola della conoscenza e dell'innovazione" • riposizionare il tessuto produttivo in un ambiente ecosostenibile e innovativo • valorizzare il capitale umano • inserire la Sardegna nel contesto nazionale e internazionale di innovazione.
  88. 88. Più specificamente nella vision della Smart Specialisation Strategy, la Sardegna è concepita come Ecosistema sostenibile aperto all'innovazione, che nasce dal principio che permea l'azione di governo regionale: "investire sulle capacità delle persone per creare opportunità di lavoro sostenibile in una società inclusiva che goda di un ambiente rispettato, valorizzato e protetto. Per fare questo occorrono: propensione all’innovazione, infrastrutture efficienti e […] istituzioni di qualità
  89. 89. Le AdS individuate, in base all'analisi di contesto, all'ecosistema dell'innovazione, ai feedback sulla partecipazione di imprese e organismi di ricerca ai bandi pubblicati, sono: 1. ICT 2. Reti intelligenti per la gestione intelligente dell’energia 3. Agrifood 4. Aerospazio 5. Biomedicina 6. Turismo e beni culturali e ambientali
  90. 90. Procedure attuative del PO FESR (2014-2020)
  91. 91. Nell’attuazione di un PO possiamo schematicamente individuare le seguenti fasi: 1. Selezione delle operazioni 2. Gestione 3. Controllo 4. Sorveglianza 5. Monitoraggio 6. Valutazione 7. Comunicazione
  92. 92. 1. Selezione delle operazioni L’AdG, coadiuvata dai Responsabili/referenti di Asse, attraverso le Direzioni Generali competenti, espleta le procedure di selezione, valutazione e approvazione delle operazioni, in conformità ai criteri di selezione approvati e garantendo la trasparenza della selezione.
  93. 93. In coerenza con quanto previsto dal dettato regolamentare sui fondi comunitari, l’AdG assicura che le procedure di selezione, valutazione e approvazione delle operazioni siano idonee a garantire che: • l’operazione selezionata rientri nell'ambito di realizzazione del Fondo interessato e possa essere assegnata ad una categoria di intervento; • il beneficiario sia provvisto di un documento in cui vengano descritte le condizioni per il sostegno; • il beneficiario sia in possesso, prima dell’approvazione dell’operazione, delle adeguate capacità amministrative, finanziarie e operative necessarie a soddisfare le condizioni di cui al punto precedente; • siano tenuti in considerazione gli obiettivi trasversali in materia di parità di genere, non discriminazione e accessibilità; • sia assicurato il rispetto degli adempimenti in materia di sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente e la corretta applicazione della VAS.
  94. 94. Stabilità delle operazioni art. 71 regolamento 1303/2013 L’art. 71 stabilisce che per un'operazione che comporta investimenti in infrastrutture o investimenti produttivi, il contributo fornito dai Fondi SIE è rimborsato laddove, entro cinque anni dal pagamento finale al beneficiario o entro il termine stabilito nella normativa sugli aiuti di Stato, ove applicabile, si verifichi quanto segue: a) cessazione o rilocalizzazione di un'attività produttiva al di fuori dell'area del programma; b) cambio di proprietà di un'infrastruttura che procuri un vantaggio indebito a un'impresa o a un ente pubblico; c) una modifica sostanziale che alteri la natura, gli obiettivi o le condizioni di attuazione dell'operazione, con il risultato di comprometterne gli obiettivi originari.
  95. 95. 2. Gestione Tale fase comprende tu e quelle a vità connesse alla ges one opera va e amministra va delle operazioni: • predisposizione di linee guida, manuali, direttive contenenti indicazioni sul riconoscimento delle spese, sulle modalità di attuazione e rendicontazione, sugli obblighi in materia di normative di settore etc • definizione di un sistema di rendicontazione delle spese sostenute nell’attuazione dei progetti e delle operazioni • definizione delle modalità di pagamento per l’attuazione dei singoli progetti e quindi di trasferimento dei fondi ai soggetti attuatori beneficiari • preparazione e messa a disposizione dei beneficiari delle informazioni utili alla corretta attuazione dei singoli progetti approvati
  96. 96. 3. Controllo Ai sensi dell’art. 125 del Regolamento (UE) n. 1303/2013, l’AdG è responsabile della gestione e dell’attuazione del Programma secondo il principio della sana gestione finanziaria. In particolare, tra le funzioni proprie e prioritarie attribuite all’AdG vi è quella di valutare e accertare, attraverso meccanismi codificati di verifica, l’ammissibilità della spesa rendicontata alla Commissione Europea, sulla base dei principi di effettività, legittimità e documentabilità. Controlli di I livello
  97. 97. 4. Sorveglianza L’Autorità di Gestione, come previsto dall’articolo 125, lettera comma 1 lett. a) del Reg. (UE) n. 1303/2013, assolve alla funzione di assistere il Comitato di Sorveglianza avvalendosi di una Segreteria Tecnica. La Segreteria Tecnica assiste l’AdG assumendo tutte le funzioni di organizzazione, convocazione e realizzazione delle riunioni del Comitato e soprintendendo alle procedure di follow up degli incontri e, infine, facilitando la messa in atto e la diffusione delle decisioni che l’organismo può adottare, nell’ambito delle competenze assegnate dall’articolo 49 del Reg. (UE) n. 1303/2013
  98. 98. 5. Monitoraggio L’AdG, ai sensi dell’articolo 125, lettera 1d) del Reg. (UE) n. 1303/2013, ha il compito di istituire un sistema di registrazione e conservazione informatizzata dei dati relativi a ciascuna operazione, al fine di garantirne la sorveglianza, la valutazione, la gestione finanziaria, la verifica e l'audit. Il sistema attraverso un workflow definito prevede il coinvolgimento di tutti gli attori del programma: i beneficiari e le tre autorità: AdG, AdC, AdA.
  99. 99. 6. Valutazione Ai sensi dell'art. 114 del regolamento UE n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, l'Autorità di gestione di un programma operativo è tenuta a predisporre un piano delle valutazioni da presentare al Comitato di sorveglianza al più tardi entro un anno dall'adozione del programma. Il Piano unitario di valutazione della programmazione 2014-2020 predisposto dalla Regione Sardegna, comprendente le valutazioni afferenti ai programmi operativi regionali finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (POR FESR) e dal Fondo sociale europeo (POR FSE).
  100. 100. La valutazione prevede tre momenti distinti: 1. valutazione ex ante, obbligatoria per la presentazione dei PO e realizzata quindi nel 2014 2. valutazione in i nere, da svolgersi nel periodo 2016/2018 3. valutazione ex post, da realizzarsi a conclusione degli interven programma e da portare a termine entro il 2024
  101. 101. 7. Comunicazione Obiettivi delle disposizioni in materia di informazione e comunicazione: 1. Ampliare la platea dei beneficiari potenziali, assicurando accessibilità alle informazioni 2. Aumentare la consapevolezza dell'azione dell'Unione Europea e dell’impatto strategico della Politica di coesione per lo Stato membro
  102. 102. Le nuove norme in materia di informazione e comunicazione, contenute agli articoli 115-117 e nell'allegato XII del Regolamento (UE) n. 1303/2013, stabiliscono che: "Gli Stati membri e le Autorità di Gestione sono responsabili di quanto segue: a) elaborare strategie di comunicazione b) garantire la creazione di un sito web unico o di un portale web unico che fornisca informazioni su tutti i Programmi Operativi di uno Stato membro (Open Coesione sito unico nazionale) c) informare i potenziali beneficiari in merito alle opportunità di finanziamento nell'ambito dei programmi operativi d) pubblicizzare presso i cittadini dell'Unione il ruolo e le realizzazioni della politica di coesione
  103. 103. Adempimenti per il beneficiario Tutti i beneficiari sono tenuti al corretto e pieno rispetto delle prescrizioni normative nell’ambito delle azioni di informazione e pubblicità, attenendosi a quanto stabilito nell'allegato XII del Regolamento (UE) n. 1303/2013, facendosi “testimoni” diretti della politica strutturale dell’Unione Europea.
  104. 104. OpenCoesione OpenCoesione è un portale italiano sull'attuazione degli investimenti programmati da Regioni e amministrazioni centrali dello Stato con le risorse per la coesione. * OpenCoesione http://opencoesione.gov.it/
  105. 105. Storie di progetti http://www.sardegnaprogrammazione.it/monitoraggio/it Storie di Progetti è un portale dedicato alla pubblicazione e consultazione dei dati relativi ai Programmi e ai progetti finanziati in Sardegna. Lo strumento è concepito come portale regionale multiprogramma. La fonte primaria dei dati è il Sistema di Monitoraggio e Controllo della Regione (SMEC).
  106. 106. AdG, OI e altri livelli di governo coinvolti nell’attuazione
  107. 107. • Commissione Europea • Livello europeo • Corte dei conti Europea • Livello europeo • DPCoe della Presidenza del Consiglio dei Ministri • Livello nazionale • Agenzia per la coesione • Livello nazionale • IGRUE • Livello nazionale • CDS • Plurilivello • AdG • Livello regionale • AdC • Livello regionale • AdA • Livello regionale • OI • Livello regionale • PARTENARIATO • Livello regionale
  108. 108. Ruolo della Commissione Europea Articolo 73 Reg. 1303/2013 - Responsabilità in caso di gestione concorrente Conformemente al principio di gestione concorrente, gli Stati membri e la Commissione sono responsabili della gestione e del controllo dei programmi secondo le rispettive responsabilità definite dal presente regolamento (1303 del 2013 n.d.a) e dalle norme specifiche di ciascun fondo.
  109. 109. Art. 75 Reg. 1303/2013 - Poteri e responsabilità della Commissione La Commissione accerta che gli Stati membri abbiano predisposto sistemi di gestione e di controllo conformi al presente regolamento e alle norme specifiche di ciascun fondo e che tali sistemi funzionino in modo efficace durante l'attuazione dei programmi. I funzionari della Commissione o suoi rappresentanti autorizzati possono svolgere audit o controlli sul posto a condizione che si dia all'autorità competente nazionale un preavviso di almeno dodici giorni lavorativi, salvo in casi urgenti. La Commissione rispetta il principio di proporzionalità.
  110. 110. Ruolo della Corte dei Conti europea La Corte dei conti europea è stata istituita per vigilare sul bilancio comunitario. I risultati della valutazione della corte sono tenuti in gran considerazione non solo a livello comunitario ma anche a livello di singoli stati membri.
  111. 111. Ruolo degli Organismi nazionali A livello nazionale sono presenti i seguenti organismi di coordinamento a livello centrale: • La presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Politiche di Coesione • L’Agenzia per la Coesione Territoriale • L’IGRUE
  112. 112. L’Autorità di Gestione Lo Status dell’Autorità di Gestione è quello di organismo pubblico regionale. Essa è collocata nel Centro Regionale di Programmazione in seno all’Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
  113. 113. Funzioni e compiti svolti direttamente dall'Autorità di Gestione L’Autorità di Gestione ha in generale la primaria responsabilità della efficace e regolare esecuzione delle azioni previste dal Programma e del raggiungimento dei relativi risultati, in conformità con il principio della sana gestione finanziaria. L’AdG svolge le attività di supervisione, coordinamento, attuazione e sorveglianza del Programma in coerenza con l'art. 125 del Reg. (UE) n. 1303/2013.
  114. 114. Nello specifico, si elencano a seguire le funzioni e i compiti svolti direttamente dall’AdG: • assiste il Comitato di Sorveglianza (CdS) fornendo le informazioni necessarie allo svolgimento dei suoi compiti, in particolare i dati relativi ai progressi del programma operativo nel raggiungimento degli obiettivi, i dati finanziari e i dati relativi a indicatori e target intermedi • verifica, di concerto con i responsabili di Asse, il rispetto delle condizionalità ex ante che si applicano al programma e coordina gli interventi da attuare per il pieno soddisfacimento • elabora e applica, previa approvazione da parte del Comitato di Sorveglianza, procedure e criteri di selezione delle operazioni adeguati e in linea con le indicazioni dell’art. 125 par. 3 del Reg. (UE) n. 1303/2013 • garantisce che l'operazione selezionata rientri nell'ambito di applicazione del fondo e possa essere attribuita a una categoria di operazione
  115. 115. • istituisce un sistema di registrazione e conservazione informatizzata dei dati relativi a ciascuna operazione, necessari per la sorveglianza, la valutazione, la gestione finanziaria, la verifica e l'audit • adotta manuali, linee guida e standard amministrativo-procedurali da utilizzare nell’attuazione del Programma • adotta gli atti amministrativi di delega di funzioni e compiti agli Organismi Intermedi, previo accertamento della capacità amministrativa degli stessi a gestire le funzioni delegate • elabora le Relazioni di attuazione annuali e finali di cui all'art. 50 del RRDC, ai fini della presentazione alla Commissione europea previa approvazione da parte del CdS • definisce e propone le modifiche al POR • redigere, con il supporto del NVVIP, il piano di valutazione ai sensi dell'art. 114, par. 1 del Reg. (UE) n. 1303/2013
  116. 116. • garantisce il rispetto degli obblighi in materia di informazione e comunicazione previsti all’articolo 115 del Reg. (UE) n. 1303/2013 • tiene i rapporti con l’Autorità di Certificazione e l’Autorità di Audit e garantisce flussi informativi costanti • adempie alle funzioni di cui agli all'art. 125 commi 4, 5 e 6 in stretto raccordo con il Gruppo di Lavoro Controlli di I livello • verifica che i prodotti e servizi cofinanziati siano stati forniti, che i beneficiari abbiano pagato le spese dichiarate e che queste ultime siano conformi al diritto applicabile, al Programma e alle condizioni per il sostegno dell'operazione • garantisce che i beneficiari mantengano un sistema di contabilità separata o una codificazione contabile adeguata per tutte le transazioni relative a un'operazione • garantisce che l’Autorità di Certificazione riceva tutte le informazioni necessarie in merito alle procedure e verifiche eseguite in relazione alle spese da certificabili. Inoltre, l’Autorità di Gestione è responsabile delle attività di raccordo con gli Organismi nazionali e con la Commissione Europea relative al Programma.
  117. 117. L’Autorità di Certificazione L’Autorità di Certificazione del PO FESR Sardegna 2014-2020 e del PO FSE Sardegna 2014-2020 è stata individuata all’interno dell’Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio - Direzione Generale dei Servizi finanziari Servizio Autorità di Certificazione ed è posta in posizione di indipendenza e di netta separazione gerarchica e funzionale sia dall’Autorità di Gestione che dall’Autorità di Audit.
  118. 118. Funzioni svolte dall’Autorità di Certificazione L’Autorità di Certificazione adempie a tutte le funzioni corrispondenti a quanto definito nell’art. 126 del Regolamento (UE) n. 1303/2013: • elaborare e trasmettere alla Commissione Europea le domande di pagamento e certifica che provengono da sistemi di contabilità affidabili, che sono basate su documenti giustificativi verificabili e che sono state oggetto di verifiche da parte dell'Autorità di Gestione • preparare i bilanci di cui all'articolo 59, paragrafo 5, lettera a) del Regolamento Finanziario 966/2012 • certificare la completezza, l’esattezza e la veridicità dei bilanci e che le spese in essi iscritte siano conformi al diritto applicabile e siano state sostenute in rapporto ad operazioni selezionate per il finanziamento conformemente ai criteri applicabili al Programma Operativo e nel rispetto del diritto applicabile
  119. 119. • garantire l'esistenza di un sistema di registrazione e conservazione informatizzata dei dati contabili per ciascuna operazione • garantire, ai fini della preparazione e presentazione delle domande di pagamento, di aver ricevuto informazioni adeguate dall'Autorità di Gestione in merito alle procedure seguite e alle verifiche effettuate in relazione alle spese • tener conto, nel preparare e presentare le domande di pagamento, dei risultati di tutte le attività di audit svolte dall'Autorità di Audit o sotto la sua responsabilità • mantenere una contabilità informatizzata delle spese dichiarate alla Commissione e del corrispondente contributo pubblico versato ai beneficiari • tenere una contabilità degli importi recuperabili e degli importi ritirati a seguito della soppressione totale o parziale del contributo a un’operazione
  120. 120. Autorità di Audit L’Autorità di Audit, ai sensi dei Regolamenti, è un'Autorità pubblica o un organismo pubblico nazionale, regionale o locale designato per ciascun Programma Operativo dall’Amministrazione titolare di PO, responsabile dello svolgimento di attività di audit sul corretto funzionamento del Sistema di gestione e controllo del Programma Operativo e su un campione adeguato di operazioni sulla base delle spese dichiarate. Tale Autorità è funzionalmente indipendente dall'Autorità di Gestione e dall'Autorità di Certificazione essendo un unità di progetto incardinata all’interno della Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna.
  121. 121. Compiti e funzioni dell’Autorità di Audit I compiti e le funzioni dell’Autorità di Audit per il periodo di programmazione 2014- 2020 sono disciplinati dall’articolo 127 del Reg. (UE) n. 1303/2013. In particolare, l'Autorità di Audit è incaricata dei seguenti compiti: • garantire lo svolgimento di attività di audit sul corretto funzionamento del Sistema di gestione e controllo del Programma Operativo • garantire lo svolgimento di attività di audit su un campione adeguato di operazioni sulla base delle spese dichiarate • predisporre, entro otto mesi dall'adozione del Programma Operativo, una Strategia di audit per lo svolgimento dell'attività di audit
  122. 122. • assicurare, durante l’intero periodo di programmazione 2014-2020, un processo continuo di elaborazione delle informazioni raccolte attraverso gli audit dei sistemi e delle operazioni • preparare, per ogni esercizio contabile, a partire dal 2016 e fino al 2025 compreso: • un Parere di audit sui conti predisposti dall’AdC e avvallati dall’AdG, e sul riepilogo annuale delle relazioni finali di revisione contabile e dei controlli effettuati • una Relazione di controllo annuale che evidenzi le principali risultanze delle attività di audit svolte, comprese le carenze riscontrate nei sistemi di gestione e di controllo e le azioni correttive proposte e attuate
  123. 123. Organismi Intermedi Ai sensi dei commi 6 e 7 dell’art. 123 del Reg. (UE) n. 1303/2013, l’Amministrazione regionale può designare, anche successivamente all’avvio del Programma, uno o più organismi intermedi cui affidare la gestione di una parte del Programma Operativo ovvero che svolgano una parte dei compiti dell’AdG, sotto la responsabilità di detta Autorità. I compiti, le funzioni e le responsabilità degli Organismi Intermedi, nonché i loro rapporti con l’AdG, sono disciplinati mediante formale stipula di convenzione bilaterale tra le parti.
  124. 124. Definizione di Organismo Intermedio Ai sensi dell’art. 2, paragrafo 18, del Reg. (UE) n. 1303/2013 (RRDC), l’Organismo intermedio è "qualsiasi organismo pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità di un'Autorità di Gestione o di Certificazione o che svolge mansioni per conto di questa autorità in relazione e nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni "
  125. 125. La procedura prevede: • la presentazione all’AdG di un documento che dimostri la capacità dell’organismo intermedio di svolgere i compiti delegati in particolare attraverso un organigramma, un funzionigramma e una descrizione delle procedure di rendicontazione che l’OI intende adottare nell’esercizio delle funzioni delegate. • La sottoscrizione di un accordo (atto di delega), che contenga la definizione dei compiti delegati, una descrizione delle responsabilità e degli obblighi rispettivi dell’OI e dell’AdG, una dichiarazione relativa alla verifica da parte dell'AdG della capacità dell'OI di svolgere i compiti delegati nonché una descrizione delle procedure di rendicontazione. • Successivamente alla firma dell'atto di delega gli Organismi intermedi sono inoltre sottoposti al parere di conformità dell’AdA che verifica la sussistenza dei necessari requisiti di adeguatezza strutturale e procedurale per lo svolgimento dei relativi compiti.
  126. 126. La Regione per la governance degli ITI si è dotata di: • una Struttura di indirizzo e governance, della quale fanno parte l’assessore regionale del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale, l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, l’assessore comunale delegato alle Politiche comunitarie • una Struttura tecnica – Unità di Progetto per il coordinamento della Programmazione Unitaria istituita presso il Centro Regionale di Programmazione (CRP), integrata dai rappresentanti delle AdG FESR e FSE e da rappresentanti dell’Autorità Urbana • un Responsabile dell’Accordo di Programma che è il Direttore del Centro Regionale di Programmazione, in qualità di coordinatore dell’unità di progetto per la Programmazione Unitaria
  127. 127. La Regione Sardegna ha deciso di delegare alle autorità di urbane di Cagliari, Sassari e Olbia, le funzioni di gestione, rendicontazione e controllo. Tale indirizzo si è tradotto nella costruzione presso le Autorità delle seguenti strutture di staff all’OI: • Unità di controllo • Unità contabile • Unità di gestione
  128. 128. Sardegna Ricerche Ai sensi dei commi 6 e 7 dell’art. 123 del Reg. (UE) n. 1303/2013, l’Amministrazione regionale ha designato l’Agenzia Regionale Sardegna Ricerche quale Organismo Intermedio del POR FESR Sardegna 2014-2020, previa deliberazione della Giunta regionale n. 57/10 del 25.11.2015. La delega di compiti, funzioni e responsabilità da parte dell’AdG nell’attuazione dell’Asse I del POR FESR è esplicitata in un apposito atto di delega, sottoscritto previa valutazione dell’AdG circa il possesso di adeguate capacità e competenze nel settore della ricerca scientifica e innovazione tecnologica, nonché in materia di gestione amministrativa e finanziaria.
  129. 129. L’obiettivo dell’Asse I è promuovere gli investimenti delle imprese in R&S, sviluppando collegamenti e sinergie tra imprese, Organismi di ricerca e sviluppo e il settore dell’istruzione superiore. In particolare si punta allo sviluppo di prodotti e servizi, trasferimento di tecnologie, innovazione sociale, ecoinnovazione. Tale obiettivo viene perseguito attraverso azioni di stimolo della domanda, creazione di reti, attivazione di cluster.
  130. 130. Il percorso finalizzato alla designazione di organismo intermedio ha previsto: 1. la sottoscrizione dell’atto di delega delle funzioni tra l’Amministrazione regionale e l’Agenzia Sardegna Ricerche 2. la verifica da parte dell’AdG della capacità dell’OI di svolgere i compiti delegati 3. la redazione di un Piano di Attività e delle relative schede di attuazione degli interventi che sono parte integrante dell'Accordo disciplinante la delega di funzioni 4. la definizione del SI.GE.CO dell’OI e della relativa manualistica redatti in conformità con il SI.GE.CO. del POR FESR 2014-2020 5. Verifica e validazione dei documenti da parte dell’AdG.
  131. 131. Il Comitato di Sorveglianza Ciascuna Amministrazione titolare di PO stabilisce la composizione del proprio Comitato di Sorveglianza (CdS), nei limiti di quanto previsto dall’art. 48 del Regolamento (UE) n. 1303/2013 e nel rispetto di quanto indicato dal codice di condotta del partenariato.
  132. 132. In particolare, il Comitato di Sorveglianza è presieduto da un rappresentante dello Stato membro o dell'Autorità di Gestione ed è composto: • dai soggetti coinvolti nella gestione e controllo del Programma • dai rappresentanti delle autorità competenti delle Amministrazioni centrali • dagli eventuali organismi intermedi • da alcuni rappresentanti del partenariato
  133. 133. La Commissione europea partecipa ai lavori del Comitato di Sorveglianza a titolo consul vo. Il Comitato di Sorveglianza si riunisce almeno una volta all'anno per valutare l'attuazione del Programma e i progressi compiuti nel conseguimento dei suoi obiettivi, attraverso l’analisi dei dati finanziari e degli indicatori.
  134. 134. Il Comitato di Sorveglianza, nell’esecuzione delle proprie funzioni esamina: • ogni aspetto che incide sui risultati del Programma Operativo • i progressi realizzati nell'attuazione del piano di valutazione e il seguito dato ai risultati delle valutazioni • l'attuazione della strategia di comunicazione • l'esecuzione dei grandi progetti • le azioni intese a promuovere la parità tra uomini e donne, le pari opportunità, la non discriminazione, compresa l'accessibilità per persone con disabilità • le azioni intese a promuovere lo sviluppo sostenibile • lo stato di avanzamento delle azioni volte a soddisfare le condizionalità ex ante applicabili • gli strumenti finanziari
  135. 135. Il Comitato di Sorveglianza, nell’esecuzione delle proprie funzioni approva: • la metodologia e i criteri usati per la selezione delle operazioni • le relazioni di attuazione annuali e finali • il piano di valutazione del Programma Operativo e le eventuali modifiche • la strategia di comunicazione per il Programma Operativo e le eventuali modifiche • eventuali proposte di modifiche al Programma Operativo presentate dall'Autorità di Gestione
  136. 136. Il partenariato Nel ciclo di programmazione 2014/2020 la Commissione europea ha adottato una serie comune di norme, un vero e proprio Codice di condotta sul principio del partenariato, vincolante per gli Stati Membri.
  137. 137. Il Codice, in particolare, stabilisce i principi e le buone pratiche riguardanti: • le procedure trasparenti per l’identificazione dei partner, sia per l’Accordo di Partenariato che per i Programmi • il coinvolgimento dei partner nell’attività di programmazione (preparazione dell’Accordo di partenariato e dei Programmi) • la formulazione di regole riguardanti la composizione e le procedure interne dei comitati di sorveglianza • il coinvolgimento dei partner nella gestione (preparazione dei bandi), sorveglianza e valutazione dei Programmi • il rafforzamento della capacità istituzionale dei partner al fine di migliorarne le competenze e le abilità per poter partecipare attivamente al processo, nonché il ruolo della Commissione europea nella disseminazione di buone pratiche
  138. 138. Aiuti di stato, appalti pubblici, ammissibilità delle spese, antimafia e tracciabilità Sintesi dei principali riferimenti normativi
  139. 139. Aiuti di stato Nell’ambito della gestione di qualsiasi operazione o misura che comporti l’impiego di risorse finanziarie direttamente o indirettamente pubbliche e, dunque, anche laddove siano utilizzate risorse a valere sui Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), è necessario, in via preliminare, verificare se siano coinvolti elementi di aiuto di Stato.
  140. 140. Il principio generale, origine di tutta la disciplina UE in materia di aiuti di Stato, è contenuto nell'art. 107, paragrafo 1, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), il quale stabilisce che gli aiuti di Stato sono, in linea di principio, incompatibili con il mercato comune.
  141. 141. L'art. 108 del TFUE attribuisce alla Commissione europea il compito di controllare gli aiuti di Stato e impone agli SM l'obbligo di informare preventivamente la Commissione di ogni progetto volto a istituire aiuti, affinché lo dichiari compatibile, o meno, con il TFUE.
  142. 142. Si è in presenza di aiuto di Stato, a norma dell'art. 107, paragrafo 1, del TFUE, solo ove siano soddisfatte le seguenti condizioni cumulative, ossia: • vi sia un trasferimento, anche indiretto, di risorse statali e queste misure siano imputabili allo Stato • tale trasferimento determini un vantaggio economico, ossia la misura conferisca al beneficiario un vantaggio concorrenziale che lo stesso non avrebbe ricevuto in condizioni normali di mercato • la misura sia selettiva, ossia non abbia natura generale, ma si applichi solo a talune imprese, o settori di attività economiche • vi sia un effetto, anche potenziale, sulla concorrenza e sul commercio tra Stati Membri, ossia la misura incida, anche solo potenzialmente, sulle condizioni di concorrenza e di scambio nel mercato UE
  143. 143. Il trasferimento di risorse pubbliche Le norme relative agli aiuti di Stato riguardano solo le misure che comportano un trasferimento di risorse statali (incluse le risorse di autorità nazionali, regionali o locali, banche pubbliche e fondazioni, ecc.). Il trasferimento di risorse statali può assumere numerose forme quali sovvenzioni dirette, prestiti, garanzie, investimenti diretti nel capitale di imprese nonché prestazioni in natura, anche ove vi sia solo un impegno in tal senso, purché fermo e concreto. Lo stesso vale nel caso della rinuncia a risorse che, altrimenti, avrebbero dovuto essere versate al bilancio dello Stato (o dell’autorità pubblica), ad esempio in termini di entrate fiscali e contributive compresa la fornitura di beni o servizi a prezzi inferiori a quelli di mercato, o la concessione di un accesso al demanio pubblico o alle risorse naturali senza una remunerazione adeguata.
  144. 144. Vantaggio Un vantaggio è un beneficio economico che un'impresa non potrebbe ricevere in condizioni normali di mercato, ossia in assenza di intervento dello Stato. Al fine di valutare se sussista un vantaggio nel senso sopra detto, si ricorre al criterio dell'operatore in un'economia di mercato.
  145. 145. Selettività Rientrano nella nozione di aiuto di Stato solo le misure che concedono un vantaggio in maniera selettiva a determinate imprese o categorie di imprese o a determinati settori economici.
  146. 146. Incidenza sugli scambi e sulla concorrenza Per quanto riguarda la distorsione (anche solo potenziale) della concorrenza, la Comunicazione Aiuti specifica che una misura concessa dallo Stato falsa o minaccia di falsare la concorrenza quando è in grado di migliorare la posizione concorrenziale dell’impresa beneficiaria nei confronti di altre imprese concorrenti, e ciò si verifica laddove il settore di attività sia liberalizzato ed esista, o potrebbe esistere, una situazione di concorrenza.
  147. 147. Per quanto attiene all’incidenza sugli scambi, è sufficiente esaminare se l'aiuto sia idoneo a incidere su tali scambi rafforzando la posizione di un'impresa beneficiaria rispetto ad altre imprese concorrenti in altri Stati Membri. La Comunicazione Aiuti precisa che una misura può essere ritenuta in grado di incidere sugli scambi anche se l’impresa beneficiaria non partecipa direttamente a scambi transfrontalieri, in quanto mantenendo invariata, o incrementando, l'offerta locale, la stessa rende più difficile per gli operatori di altri Stati Membri l'accesso a quel mercato.
  148. 148. Regime de minimis Le principali novità del regime de minimis per gli anni 2014 – 2020. Il regolamento de minimis in vigore per il settennato 2014 - 2020 (1407/2013) è sostanzialmente identico a quello rimasto in vigore per il periodo 2007 - 2013, salvo un'importante novità da tenere presente per le imprese appartenenti a un gruppo aziendale.
  149. 149. Aiuti compatibili Regolamento (UE) N. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato
  150. 150. Articolo 3 - Condizioni per l'esenzione I regimi di aiuti, gli aiuti individuali concessi nell'ambito di regimi di aiuti e gli aiuti ad hoc sono compatibili con il mercato interno ai sensi dell'articolo 107, paragrafi 2 e 3, del trattato e sono esentati dall'obbligo di notifica di cui all'articolo 108, paragrafo 3, del trattato purché soddisfino tutte le condizioni di cui al capo I, nonché le condizioni specifiche per la pertinente categoria di aiuto di cui al capo III del presente regolamento.
  151. 151. Articolo 5 - Trasparenza degli aiuti 1. Il presente regolamento si applica solo agli aiuti riguardo ai quali è possibile calcolare con precisione l'equivalente sovvenzione lordo ex ante senza che sia necessario effettuare una valutazione dei rischi (aiuti trasparenti)
  152. 152. Articolo 6 - Effetto di incentivazione 1. Il presente regolamento si applica unicamente agli aiuti che hanno un effetto di incentivazione 2. Si ritiene che gli aiuti abbiano un effetto di incentivazione se, prima dell'avvio dei lavori relativi al progetto o all'attività, il beneficiario ha presentato domanda scritta di aiuto allo Stato membro interessato
  153. 153. Appalti pubblici Nell’ambito della gestione dei Fondi SIE, è espressamente previsto che le operazioni siano conformi al diritto applicabile dell'Unione e nazionale relativo alla sua attuazione (art. 6 del Reg. UE 1303/2013)
  154. 154. Condizionalità ex ante Relativamente alla materia dei lavori pubblici esiste una precisa condizionalità ex ante generale che espressamente prevede (Area 4 “Appalti Pubblici” – Condizionalità) l’esistenza di dispositivi che garantiscano l'applicazione efficace del diritto dell'Unione in materia di appalti pubblici nel campo dei fondi SIE.
  155. 155. La nozione di Appalto nelle Direttive La nozione di appalto va ricercata, in prima battuta, nelle norme UE. L’art. 2 comma 5 della Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014 sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e definisce gli «appalti pubblici»: contratti a titolo oneroso stipulati per iscritto tra uno o più operatori economici e una o più amministrazioni aggiudicatrici aventi per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi
  156. 156. Al Considerando 1 si precisa che: “ l’aggiudicazione degli appalti pubblici da o per conto di autorità degli Stati membri deve rispettare i principi del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e in particolare la libera circolazione delle merci, la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi”
  157. 157. Nel Considerando 2 si crea un nesso tra gli appalti e i Fondi SIE: “Gli appalti pubblici svolgono un ruolo fondamentale nella strategia Europa 2020……… in quanto costituiscono uno degli strumenti basati sul mercato necessari alla realizzazione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva garantendo contemporaneamente l’uso più efficiente possibile dei finanziamenti pubblici.”
  158. 158. L’UE si pone quindi alcuni obiettivi: • La spendita di risorse pubbliche deve essere improntata a procedure che garantiscano efficienza e correttezza • Anche nella materia degli appalti pubblici l’interesse primario dell’UE è garantire la libera partecipazione delle imprese ai bandi a prescindere dallo stato di operatività, concetto rientrante nella libera circolazione.
  159. 159. Decisione della Commissione del 19.12.2013 Relativa alla fissazione e all'approvazione degli orientamenti per la determinazione delle rettifiche finanziarie che la Commissione deve applicare alle spese finanziate dall'Unione nell'ambito della gestione concorrente in caso di mancato rispetto delle norme in materia di appalti pubblici. Gli orientamenti forniscono indicazioni sui principi, sui criteri e sulle percentuali che devono essere applicati nelle rettifiche finanziarie effettuate dalla Commissione per le spese finanziate dall'Unione nell'ambito della gestione concorrente in caso di mancato rispetto delle norme applicabili in materia di appalti pubblici, come precisato negli orientamenti.
  160. 160. la Commissione: i) impone rettifiche finanziarie agli Stati membri al fine di escludere dai finanziamenti dell'Unione le spese sostenute in violazione del diritto applicabile; ii) basa le sue rettifiche finanziarie sull'individuazione degli importi spesi indebitamente e sulle implicazioni finanziarie per il bilancio; se non è possibile un'identificazione precisa di tali importi, la Commissione può applicare rettifiche estrapolate o forfettarie in conformità della normativa settoriale; iii) nel decidere l'ammontare di una rettifica finanziaria, tiene conto della natura e della gravità della violazione del diritto applicabile e delle implicazioni finanziarie per il bilancio, anche in caso di carenze a livello dei sistemi di gestione e di controllo.
  161. 161. Esempio irregolarità più comuni e relativi tassi di rettifica finanziaria Tipo di irregolarità Descrizione dell'irregolarità Tasso di rettifica Frazionamento artificioso degli appalti di lavori/servizi/forniture Un progetto d'opera o un progetto di acquisto volto ad ottenere un certo quantitativo di forniture e/o di servizi è frazionato al fine di escluderlo dal campo di applicazione delle direttive, vale a dire si evita la pubblicazione nella GUUE per l'insieme dei lavori, dei servizi o delle forniture in questione 100% 25% se la pubblicazione di un avviso o bando di gara è prescritta dalle direttive e l'avviso o bando non è stato pubblicato nella GUUE, ma è stato pubblicato in modo da garantire che un'impresa con sede in un altro Stato membro possa avere accesso ad informazioni adeguate relative all'appalto pubblico prima che esso sia aggiudicato e sia così in grado di presentare un'offerta o di manifestare il proprio interesse a partecipare per ottenere tale appalto. In pratica, questo significa che l'avviso o bando di gara è stato pubblicato a livello nazionale (conformemente alla legislazione nazionale o alle normative pertinenti) o che le norme di base relative alla pubblicazione dell'avviso o bando di gara sono state rispettate. Per ulteriori dettagli su tali norme si veda il punto 2.1. della comunicazione interpretativa della Commissione n. 2006/C 179/02. Mancato rispetto dei termini per la ricezione delle offerte, o dei termini per la ricezione delle domande di partecipazione I termini per la ricezione delle offerte (o delle domande di partecipazione) erano inferiori ai termini stabiliti dalle direttive 25% se la riduzione dei termini > = 50% 10% se la riduzione dei termini > = 30% 5% per qualsiasi altra riduzione dei termini (questo tasso di rettifica può essere ridotto a un valore compreso tra il 2% e il 5% laddove si ritenga che la natura e la gravità della carenza non siano tali da giustificare un tasso di rettifica del 5%). Criteri di selezione e/o aggiudicazione illegali e/o discriminatori nel bando di gara o nella documentazione di gara Casi in cui gli operatori sono stati scoraggiati dal presentare un'offerta a causa di criteri di selezione e/o aggiudicazione illegali stabiliti nel bando di gara o nella documentazione di gara. Ad esempio: - obbligo di disporre già di uno stabilimento o di un rappresentante nel paese o nella regione; - obbligo per gli offerenti di possedere esperienza nel paese o nella regione 25% La rettifica può essere ridotta al 10% o al 5% in funzione della gravità dell'irregolarità Modifica sostanziale degli elementi dell'appalto enunciati nel bando di gara o nel capitolato d'oneri Tra gli elementi essenziali dell'aggiudicazione dell'appalto figurano il prezzo, la natura dei lavori, il termine di esecuzione, le condizioni di pagamento e i materiali utilizzati. È sempre necessario fare un'analisi caso per caso di ciò che costituisce un elemento essenziale 25% dell'importo dell'appalto più il valore dell'importo aggiuntivo dell'appalto derivante dalla modifica sostanziale degli elementi dell'appalto
  162. 162. Ammissibilità delle spese Regolamento 1303/2013 - CAPO III Ammissibilità delle spese e stabilità Articolo 65 - Ammissibilità 1. L’ammissibilità delle spese è determinata in base a norme nazionali, fatte salve norme specifiche previste nel presente regolamento o nelle norme specifiche di ciascun fondo, o sulla base degli stessi. 2. Le spese sono ammissibili a una partecipazione dei fondi SIE se sono state sostenute da un beneficiario e pagate tra la data di presentazione del programma alla Commissione o il 1° gennaio 2014, se anteriore, e il 31 dicembre 2023. ………………. 6. Non sono selezionati per il sostegno dei fondi SIE le operazioni portate materialmente a termine o completamente attuate prima che la domanda di finanziamento nell'ambito del programma sia presentata dal beneficiario all'autorità di gestione, a prescindere dal fatto che tutti i relativi pagamenti siano stati effettuati dal beneficiario.
  163. 163. Ammissibilità di un’operazione Una spesa per essere ritenuta ammissibile deve riferirsi ad una determinata operazione approvata dall’Autorità di Gestione (o sotto la sua responsabilità) e che quest’ultima (l’operazione) sia: • conforme alle disposizioni specifiche del Fondo interessato (FESR, FSE, FEASR, FEAMP) • coerente con le finalità e le indicazioni del Programma Operativo • selezionata conformemente alla normativa di riferimento e ai criteri di selezione approvati dal Comitato di Sorveglianza • conforme rispetto al dispositivo attuativo (avviso pubblico, bando di gara, etc.) e al contratto, convenzione, atto di concessione del finanziamento, etc.
  164. 164. La norma nazionale sull'ammissibilità della spesa Affinché una spesa possa essere ritenuta ammissibile, devono essere soddisfatti i requisiti di carattere generale di seguito elencati, fatto salvo quanto previsto al comma 4 per il FEAMP. La spesa deve essere: • pertinente ed imputabile ad un'operazione selezionata dall'Autorità di Gestione o sotto la sua responsabilità, conformemente alla normativa applicabile • effettivamente sostenuta dal Beneficiario e comprovata da fatture quietanzate o giustificata da documenti contabili aventi valore probatorio equivalente o, in casi debitamente motivati, da idonea documentazione che fornisca una ragionevole garanzia che la spesa, pertinente all'operazione selezionata, sia stata effettivamente sostenuta, fatto salvo quanto previsto per le misure di semplificazione dei costi
  165. 165. • sostenuta nel periodo di ammissibilità delle spese • tracciabile ovvero verificabile attraverso una corretta e completa tenuta della documentazione al fine di assicurare, con riferimento alla spesa, l'esistenza di un'adeguata pista di controllo. In linea generale, i pagamenti in contanti sono ammissibili nel rispetto della normativa di riferimento, fatti salvi i limiti più restrittivi fissati dall'Autorità di Gestione e fermo restando il divieto di artificioso frazionamento • contabilizzata, in conformità alle disposizioni di legge ed ai principi contabili e, se del caso, sulla base delle specifiche disposizioni dell'Autorità di Gestione.
  166. 166. Altri aspetti da considerare, di carattere generale e specifico, quali: • il divieto di doppio finanziamento, che sancisce il principio in base al quale non è ammissibile la spesa per la quale il Beneficiario abbia già fruito, per la stessa spesa, di una misura di sostegno finanziario pubblico nazionale o comunitario • nel caso di aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), le spese ammissibili sono quelle riconosciute dalla Commissione europea nella relativa decisione di autorizzazione dell'aiuto o, in caso di aiuti esentati dall'obbligo di notifica, quelle previste dai relativi Regolamenti di esenzione, fatte salve eventuali disposizioni più restrittive previste dai Regolamenti sui Fondi SIE
  167. 167. Tra le principali novità si evidenzia che: • in casi debitamente giustificati, è possibile documentare la spesa, oltre che i giustificativi tradizionali, anche mediante idonea documentazione che ne attesti la pertinenza • sono confermate le opzioni semplificate di costo che permettono di rendicontare alcuni tipi di costi su base forfettaria • viene stabilita la non ammissibilità delle spese sostenute per operazioni già portate materialmente a termine o completamente realizzate prima della presentazione della domanda di finanziamento • sono previsti premi concessi nella forma di contributi finanziari come ricompensa in seguito ad un concorso
  168. 168. • a determinate condizioni, può essere considerata ammissibile la spesa sostenuta per liquidare gli importi dovuti da un beneficiario o da un aggiudicatario di un contratto pubblico per inottemperanze contributive (ad esempio, Inps e Inail) • è possibile superare il massimale del 10% come quota di spesa ammissibile per l’acquisto di terreni nell’ambito di operazioni di tutela ambientale • è ammissibile la spesa per l’acquisto di edifici, anche in presenza di opere abusive, se sono marginali rispetto alle opere realizzate e se il sostegno pubblico è subordinato alla loro regolarizzazione da parte del beneficiario
  169. 169. Antimafia Normativa antimafia Il 12 febbraio 2013 sono entrate in vigore le disposizioni del libro II del D. Lgs. 159/2011 inerenti alla documentazione antimafia.
  170. 170. Comunicazioni Con l'entrata in vigore delle disposizioni del libro II del D. Lgs. 159/2011 inerenti alla documentazione antimafia, i soggetti di cui all'art. 83, commi 1 e 2 (pubbliche amministrazioni, enti pubblici, enti e aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico, le società o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, concessionari di opere pubbliche acquisiscono d'ufficio, tramite le prefetture, la documentazione antimafia (comunicazioni ed informazioni).
  171. 171. La comunicazione antimafia (art. 84 comma 2 del D. Lgs. 159/2011) La comunicazione antimafia consiste nell'attestazione della sussistenza o meno di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'art. 67 del D. Lgs. 159/2011. Cause ostative al rilascio della comunicazione antimafia (art. 67, commi 1 e 8 del D. Lgs. 159/2011): • Provvedimenti definitivi di applicazione delle misure di prevenzione di cui all'art. 5 del D. Lgs. 159/2011 • Condanne con sentenza definitiva o confermata in appello per taluno dei delitti consumati o tentati elencati all'art. 51, comma 3-bis c.p.p.
  172. 172. Informazioni L’informazione antimafia attesta, oltre a quanto già previsto per la comunicazione antimafia (sussistenza o meno delle cause di decadenza, sospensione o divieto di cui all'art. 67 del D. Lgs. 159/2011) anche l'esistenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi delle società o imprese interessate.
  173. 173. La Banca dati nazionale unica per la documentazione antimafia (BDNA), istituita dall’art 96 del decreto legislativo 6/9/2011, n. 159 (Codice antimafia) presso il Ministero dell'interno - Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, si propone di rendere maggiormente efficiente l'azione dello Stato contro la criminalità organizzata accelerando il rilascio delle comunicazioni e informazioni antimafia liberatorie in modalità automatica ai soggetti titolati alla richiesta. La B.D.N.A. è pienamente operativa dal 7 gennaio 2016.
  174. 174. Le nuove norme sono state stabilite dal DPR del 5 febbraio 2018 n. 22 estratto: …… d) tracciabile ovvero verificabile attraverso una corretta e completa tenuta della documentazione al fine di assicurare, con riferimento alla spesa, l'esistenza di un'adeguata pista di controllo in conformità con quanto previsto dall'articolo 25, paragrafo 1, in particolare, lettere b), c), d), e), f) e j), del regolamento (UE) n. 480/2014. I pagamenti in contanti sono ammissibili nel rispetto della normativa di riferimento, fatti salvi i limiti più restrittivi fissati dall'Autorità di gestione e fermo restando il divieto di artificioso frazionamento; Tracciabilità
  175. 175. Normativa di riferimento in materia di tracciabilità dei pagamenti Il riferimento è il D.lgs n. 231/2007 che, nel recepire la III Direttiva CE (2005/60/CE)1, ha introdotto nell’ordinamento nazionale una serie di adempimenti antiriciclaggio allo scopo di proteggere la stabilità e l’integrità del sistema economico e finanziario prevedendo, nello specifico, un aumento delle restrizioni relativamente all’uso del contante e dei titoli al portatore.
  176. 176. Riferimenti normativi per i pagamenti derivanti da contratti di appalto di lavori, forniture e servizi Il riferimento è la Legge n. 136/2010 con cui è entrato in vigore il “Piano straordinario contro le mafie”. Nello specifico, la tracciabilità dei flussi finanziari è disciplinata principalmente negli artt. 3 e 6 della suddetta Legge. La tracciabilità dei flussi finanziari si applica quindi ad appaltatori di lavori, prestatori di servizi, fornitori, subappaltatori e subcontraenti ossia a tutta la filiera delle imprese.
  177. 177. I pilastri fondamentali dell’art. 3 della legge n. 136/2010 possono essere esemplificati in: a) inserimento, a pena di nullità assoluta del contratto, di specifica clausola contrattuale afferente la tracciabilità b) utilizzo di conti correnti bancari o postali dedicati alle commesse pubbliche, anche in via non esclusiva, per l’incasso ed i pagamenti di movimentazioni finanziarie derivanti da contratto di appalto c) divieto di utilizzo del contante per incassi e pagamenti di cui al punto b) e di movimentazioni in contante sui conti dedicati d) obbligo di effettuazione dei movimenti finanziari relativi alle medesime commesse pubbliche esclusivamente con lo strumento del bonifico bancario o postale ovvero con altri strumenti di pagamento idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni.
  178. 178. Riconducibilità dei pagamenti alle fatture o ai giustificativi di spesa Gli strumenti di pagamento devono contenere una serie di elementi che ne consentano la chiara riconducibilità al giustificativo di spesa. Tali elementi, oltre al numero e alla data del documento di spesa, possono essere, a titolo esemplificativo, il codice identificativo del progetto o il riferimento al programma di cofinanziamento. Nel caso specifico degli appalti pubblici, così come previsto dall’art. 3, comma 5, della legge n. 136/2010, nel testo riformulato dal decreto legge n. 187/2010, art. 7, comma 4, è obbligatorio indicare negli strumenti di pagamento relativi ad ogni transazione il codice identificativo di gara (CIG), attribuito dall’Autorità Nazionale Anticorruzione su richiesta della stazione appaltante e, ove obbligatorio il codice unico di progetto (CUP).
  179. 179. Valentino Acca email: valeacca@gmail.com https://www.sardegnaricerche.it/sportellopa/

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