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Le fasi di ideazione del progetto (Laura Casta)

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La presentazione "Le fasi di ideazione del progetto: Project Cycle Management (PCM) e Logical Framework Approach (LFA)", realizzata da Laura Casta in occasione degli eventi "Strumenti di progetti europea e gestione progetti", che si sono svolti a Cagliari, Sassari e Nuoro tra febbraio e maggio 2020.

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Le fasi di ideazione del progetto (Laura Casta)

  1. 1. Titolo: Le fasi di ideazione del progetto: Project Cycle Management (PCM) e Logical Framework Approach (LFA) Modulo: Strumenti di progettazione europea e gestione progetti Nome docente: Laura Casta
  2. 2. Una proposta progettuale di successo Rilevanza Impatto Innovazio ne Sostenibilità Partenariato Monitoraggio Costi e benefici Progetto vincente Moltiplicazione dei risultati Disseminazione Valore aggiunto europeo «Un progetto è un’impresa complessa, unica e di durata determinata, rivolta al raggiungimento di un obiettivo chiaro e predefinito mediante un processo continuo di pianificazione e controllo di risorse differenziate e con vincoli interdipendenti di costi – tempo – qualità» R.D. Archibald, Project Management. La gestione di progetti e programmi complessi, Franco Angeli, Milano 2004
  3. 3. Elaborazione dell’idea progetto Un progetto è il perfetto equilibrio tra Progetto Obiettivi del bando Bisogno problema
  4. 4. Elaborazione dell’idea progetto Problema Ipotesi di soluzione Percorso di attuazione Risorse economiche e strumentali Tempi Risorse professionali Condizioni esterne/interne
  5. 5. Il metodo Gopp: Goal-Oriented Project Planning ll metodo GOPP nasce a partire dagli anni 60 da un insieme di tecniche e di strumenti elaborati nel quadro delle attività di progettazione di enti e agenzie dedite alla cooperazione allo sviluppo
  6. 6. GOPP Usato in Europa soprattutto nell’ambito di programmi finanziati dalla Commissione europea a sostegno di progetti basati su partenariati E’ un metodo per realizzare incontri di lavoro in cui i diversi attori chiave di un territorio o di un progetto intervengono in maniera partecipativa nei diversi momenti del ciclo di vita di un progetto o di un intervento di sviluppo locale
  7. 7. GOPP Metodo flessibile e può essere utilizzato in tutti quei casi in cui un processo di analisi e/o decision making ha luogo all’interno di una organizzazione, di un gruppo o di un contesto locale o progettuale
  8. 8. GOPP: principali ambiti di applicazione • Progetti finanziati o co-finanziati dalla Commissione Europea o da altri organismi internazionali • Progetti in cui è necessario coinvolgere partner locali o transnazionali nelle fasi di programmazione o riflessione-valutazione ragioni linguistiche e culturali possono avere difficoltà a intendersi anche tenendo conto della durata limitata degli incontri
  9. 9. GOPP - PCM e QL GOPP è la metodologia di progettazione partecipativa prevista nell’ambito del Project Cycle Management (PCM) in cui i diversi attori-chiave di un determinato contesto definiscono in modo condiviso una strategia progettuale attraverso una chiara definizione degli obiettivi in un quadro logico Logical Framework
  10. 10. Quadro logico Nel Quadro Logico sono riportati tutti gli elementi fondamentali dell’idea progettuale • Obiettivi generali • Obiettivi specifici • Risultati • Attività Gli indicatori e anche le condizioni esterne che concorrono a raggiungere gli obiettivi del progetto
  11. 11. Quadro logico Per giungere a definire il Quadro Logico di un progetto, la metodologia GOPP prevede due fasi ben distinte, a loro volta articolate in sotto fasi Fase di Analisi Fase di Progettazione
  12. 12. Quadro logico: fase di analisi 1. Definizione dell’entità 2. Analisi degli attori-chiave 3. Analisi dei problemi 4. Analisi degli obiettivi 5. Individuazione ambiti di intervento (clustering)
  13. 13. Quadro logico: fase di progettazione 1. Scelta degli ambiti di intervento 2. Definizione della logica di intervento 3. Analisi del rischio 4. Definizione indicatori oggettivamente verificabili 5. Programmazione temporale delle attività
  14. 14. La fase di analisi • Definizione/verifica dell’entità L’entità, nella metodologia GOPP, non è altro che il tema, l’argomento su cui avviene l’esercizio di progettazione. Spesso l’entità è data, nel senso che è un elemento intoccabile da cui parte, per volontà di un cliente o di un ente finanziatore, il lavoro di progettazione.
  15. 15. • Definizione/verifica dell’entità • L’entità delimita la situazione di partenza prima che l’esercizio di progettazione abbia luogo. • E’ quindi importante che essa non contenga ipotesi già troppo operative sui contenuti del progetto. • L’entità è importante anche perché costituirà di fatto il titolo o meglio il tema su cui avverrà il lavoro di contatto, negoziazione e progettazione tra gli attori, quindi è bene che tutti gli attori si riconoscano “in partenza” nell’entità La fase di analisi
  16. 16. La fase di analisi • Definizione/verifica dell’entità Altre volte, quando la progettazione è ancora lontana, tocca al progettista definirla. Definire l’entità per una progettazione GOPP non è operazione semplice. • né troppo ampia, né troppo ristretta.
  17. 17. Esempio Donne e mercato del lavoro in Sardegna Un esempio di entità troppo ampia: “Economia e società in Sardegna
  18. 18. La fase di analisi • Definizione/verifica dell’entità TROPPO AMPIA: troppi stakeholders rendono complesso il lavoro di progettazione e di gestione dell’intervento L’analisi della situazione e la conseguente progettazione rimarrebbero a un livello troppo generale, mentre in realtà la situazione di partenza deve toccare temi specifici. Rischio di dotare l’intervento progettuale di risorse molto maggiori
  19. 19. La fase di analisi • Definizione/verifica dell’entità TROPPO RISTRETTA: limita già da adesso la portata dell’intervento progettuale Gli inconvenienti che derivano dalla scelta di una entità ristretta riguardano soprattutto il fatto che alcuni attori si sentirebbero tagliati fuori in partenza dal progetto (per es. la scuola, gli enti locali ecc.)
  20. 20. La fase di analisi • Analisi attori-chiave Questa analisi porta a definire qual è il tipo di contributo che ciascuno degli attori-chiave o stakeholders apporta all’entità e qual è l’interesse o il “tornaconto” che ricava da un miglioramento di questa entità
  21. 21. Analisi dei problemi Il primo vero passo della progettazione consiste in una identificazione dei problemi che esistono in una determinata situazione, o meglio, relativamente all’entità prescelta • Un problema è una situazione attuale negativa • Un obiettivo è una situazione positiva futura La fase di analisi
  22. 22. Analisi dei problemi • E’ importante che i problemi siano formulati a partire dalla realtà e non sulla base di idee, teorie o prefigurando soluzioni, seppure auspicabili. • Quanto più l’identificazione dei problemi è basata sugli aspetti concreti e tangibili della realtà, tanto più il lavoro di progettazione sarà di qualità La fase di analisi
  23. 23. La fase di analisi Analisi dei problemi • Una corretta individuazione dei problemi e una loro giusta gerarchizzazione in termini di causa-effetto costituisce un elemento fondamentale dell’attività di progettazione • Una volta identificati i problemi, questi si collocano in un diagramma ad albero costruito secondo delle relazioni di causa– effetto dal basso verso l’alto
  24. 24. L’albero dei problemi
  25. 25. L’albero dei problemi La raffigurazione sintetica della realtà attuale con tutti i suoi aspetti negativi
  26. 26. La fase di analisi Analisi degli obiettivi • Consiste nel trasformare in positivo l’immagine della realtà attuale (negativa) ottenuta con l’albero dei problemi DA ogni condizione attuale negativa (problema) A una condizione positiva futura (obiettivo) • Così facendo si ottiene l’albero degli obiettivi
  27. 27. Problemi - Obiettivi • E’ importante rilevare che questa semplice trasposizione dei problemi in obiettivi non costituisce l’individuazione degli obiettivi del progetto • Essa semplicemente descrive una raffigurazione positiva della realtà (della situazione) qualora tutti i problemi fossero risolti • il progetto potrà o dovrà scegliere di raggiungere solamente alcuni degli obiettivi così raffigurati.
  28. 28. La fase di progettazione Mentre nella fase precedente si è condotta una analisi generale della situazione, prescindendo da qualsiasi decisione sull’intervento che si desidera mettere in atto, in questa fase il gruppo degli attori-chiave (o il progettista) opera scelte inerenti il progetto vero e proprio
  29. 29. La fase di progettazione Scelta degli ambiti d’ intervento Questa sottofase porta a definire quale sarà la vera dimensione o portata del progetto. E’ poco probabile che il progetto che si sta identificando possa intervenire in tutti gli ambiti di intervento esistenti nell’albero degli obiettivi.
  30. 30. •Normalmente questa scelta è effettuata in maniera negoziata tra gli attori •Alcuni dei criteri in base a cui questi possono eseguire la scelta sono i seguenti La fase di progettazione Scelta degli ambiti d’ intervento
  31. 31. Il quadro logico La matrice di progettazione del quadro logico Logical Framework
  32. 32. Perché il QL? •la convenzione logica e terminologica è condivisa in partenza • facilita la comunicazione tra chi deve progettare, valutare o comunque interagire sul progetto
  33. 33. Il quadro logico La logica di intervento è articolata in quattro livelli, legati tra loro da un rapporto di causa- effetto in senso verticale, dal basso verso l’alto
  34. 34. Il quadro logico • Le attività portano Ai risultati • I risultati conducono al raggiungimento Dello scopo del progetto • E lo scopo contribuisce al raggiungimento Degli obiettivi generali
  35. 35. Obiettivi generali Sono i benefici sociali e/o economici di lungo termine per la società in generale, non solo e non tanto quindi per i beneficiari del progetto ai quali il progetto contribuirà
  36. 36. Obiettivi generali Non vengono raggiunti esclusivamente tramite il progetto ma con il contributo di altri interventi o progetti o programmi. Essi sono attinenti a diversi aspetti di carattere sociale ed economico.
  37. 37. Scopo del progetto (obiettivo specifico) • Indica i benefici o il beneficio tangibile che i beneficiari otterranno mettendo a frutto i servizi che riceveranno nell’ambito del progetto • l’aspetto o condizione della vita dei beneficiari che registrerà un miglioramento a seguito della realizzazione delle attività previste nell’ambito del progetto.
  38. 38. Scopo del progetto (obiettivo specifico) • Il progetto può stabilire più obiettivi specifici • A differenza dell’obiettivo generale, che è uno solo ma a cui il progetto può contribuire insieme ad altri fattori • Il progetto è direttamente responsabile del raggiungimento dell’obiettivo specifico.
  39. 39. Beneficiari Gli individui i cui problemi sono affrontati dal progetto e non il personale delle organizzazioni impegnate nella sua realizzazione
  40. 40. Risultati • i servizi che i beneficiari, o altri soggetti facenti parte del contesto specifico, otterranno a seguito delle attività realizzate nell’ ambito del progetto • definiscono cosa i beneficiari saranno in grado di fare, di sapere o di saper fare grazie alle attività del progetto NON riguardano le infrastrutture realizzate ma i servizi offerti nell’ambito di tali infrastrutture
  41. 41. Risultati Ciò che resta sul campo, a progetto appena terminato, sono i risultati, vale a dire quello che i beneficiari sono in grado di fare, di essere o di saper fare grazie alle azioni del progetto OUTPUTS O RISULTATI?
  42. 42. Attività • Le azioni che saranno realizzate nell’ambito del progetto per fornire i servizi necessari ai beneficiari o ad altri soggetti • L’elenco delle attività consente di comprendere cosa farà concretamente il progetto
  43. 43. Le ipotesi • L’esistenza delle ipotesi scaturisce dalla considerazione che gli interventi progettuali, spesso per mancanza di risorse o di competenza degli attori, non possono operare in più settori allo stesso tempo • Quindi per raggiungere i propri obiettivi o risultati, il progetto deve appunto “ipotizzare” che altre condizioni, assolutamente esterne e indipendenti dal progetto, si verifichino
  44. 44. E’ ciò che si può osservare nella realtà nel momento in cui si raggiunge un obiettivo (o un risultato). Esso di norma è costituito dai seguenti elementi: Una variabile Un target-group Un tempo di osservazione Un valore di riferimento Definizione degli indicatori
  45. 45. Definizione degli indicatori Può essere effettuata sia nella fase di identificazione sia rimandata alla fase di progettazione esecutiva Questo dipende da diversi fattori: • il tempo disponibile • la necessità di farlo • il tema stesso • ecc.
  46. 46. • processo lungo che presuppone approfondite conoscenze sia metodologiche sia dei contenuti • Spesso questo processo viene effettuato nella fase di progettazione esecutiva, che è affidata per l’appunto a figure tecniche Definizione degli indicatori
  47. 47. Definizione della logica di intervento e analisi del rischio Suggerimenti • La prima cosa da definire è l’obiettivo specifico (lo scopo) del progetto • E’ importante infatti stabilire subito dove si vuole arrivare • Come ci si arriverà sarà poi deciso in seguito
  48. 48. • Lo scopo del progetto è il beneficio che i beneficiari otterranno utilizzando i servizi forniti dal progetto/miglioramento evidente della loro condizione di vita • Stabilito lo scopo del progetto, si individueranno gli obiettivi generali • Per quanto attiene ai risultati del progetto, questi di norma seguono nell’albero degli obiettivi, il livello gerarchico immediatamente inferiore allo scopo del progetto Definizione della logica di intervento e analisi del rischio
  49. 49. • Una volta definita la dinamica dell’intervento, per ciascun risultato che si intende raggiungere si dovranno individuare le attività che adesso conducono. Definizione della logica di intervento e analisi del rischio
  50. 50. Le tappe per la preparazione di una proposta progettuale
  51. 51. • Chiara identificazione del problema • Identificazione dei problemi dei beneficiari e del contesto • Collocazione dei problemi individuati in un diagramma di causa-effetto (albero dei problemi) • Trasformazione dei problemi (condizione negativa attuale) in obiettivi (condizione positiva futura) • Identificazione di aree di obiettivi omogenei (ambiti di intervento)
  52. 52. • Scelta degli ambiti di intervento su cui il progetto interverrà • Definizione dello scopo del progetto (inteso come beneficio per i beneficiari) • Definizione degli obiettivi generali (impatto su strutture e sistemi) • Definizione dei risultati(che cosa i beneficiari saranno in grado di sapere, fare, o essere grazie alle attività del progetto?) • Definizione delle attività (attività innovative per raggiungere i risultati) • Identificazione delle condizioni esterne • Definizione degli indicatori
  53. 53. Grazie per l’attenzione!! Laura Casta

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