Superhero Inc.  I Supereroi   come modello e ispirazionequotidiana per una collezione di      Casual Wear                 ...
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INDICE dei contenuti1 . Cos’è un supereroe                                            pag 6	      definizione di supereroe...
INDICE delle figurefig 1.  Action Comic n°63 Agosto 1943                                                              pag ...
fig. 45 Uno dei personaggi del manga “Paradise Kiss” che viene disegnato con abiti in stile       pag 68lolita.fig. 46 Ese...
COS’è UN SUPEREROE	“Un supereroe è un personaggio dei fumetti, libri, cartoni animati o filmche si caratterizza per le sue...
COS’è UN SUPEREROEDefinizione       di   SupereroeSecondo una definizione data il 21 aprile del 1954 dalla Corte di Appell...
COS’è UN SUPEREROEfig 1. Action Comic n°63 Agosto 1943Il concetto di Supereroe contemporaneo è derivato in larga misura da...
COS’è UN SUPEREROEfig. 2 Action Comic n°63 Agosto 1943                                                       9
COS’è UN SUPEREROEpoteri e capacità tali da poter interagire con le altezze della metropoli, con lesue strade e suoi luogh...
COS’è UN SUPEREROErispetto ad altri media le problematiche che ogni periodo storico hapresentato.Cosa      rappresentano i...
COS’è UN SUPEREROEfig. 4 Locandine tratte da due dei film hollywoodiani prodotti negli ultimi anni che narrano le gesta de...
COS’è UN SUPEREROEprossimo futuro, come le possibilità che la ricerca scientifica genetica e lananotecnologia potrebbero p...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROILe avventure dei Supereroi sono lette        esclusivo tra la figura del Supereroe eed appre...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIil mondo dei Supereroi è dunque il regno massimo della libera espressioneindividuale e quind...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIIl   mito: l’umanizzazione del divinoLa società in cui viviamo appare segnata sempre di più ...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIincalcolabile di industrie. Ciò implica che lo sviluppo del pensiero scientifico/razionale e...
fig. 7 Copertina del pulp magazine “Weird Tales” del maggio     193418
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROII mass media, per definizione, hanno bisogno di tempi rapidi di produzione,ma anche di uccid...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIstesso modo delle fiabe e dei miti degli anni passati.Sin dalle proprie origini, il genere s...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIdai drammi della guerra, con la              condizione socioeconomica: Correvafine della se...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROI                                                 fig. 8 Copertina del volume numero 500 dell...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROI                      individuali, trattano di scienza e futuro, di criminalità,            ...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIin una  miriade di film usciti nelle sale cinematografiche, film dai budgetgenerosi che fann...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIPubblico             e consumatori di fumettiIl largo consumo del prodotto fumetto da parte ...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIIl   medium fumetto            –   caratteristicheI comics sono uno strumento comunicativo d...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIassorbe e riflette le luci provenienti da ciò che gli è affine, come il cinema,la television...
DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIper lunghi brani descrittivi come le troviamo in un romanzo, ne tantomenopuò avvalersi di un...
COM’è UN SUPEREROESiamo nel giugno dell’anno 1938, e nelle edicole degli Stati Uniti facevacapolino un nuovo comic book, u...
COM’è UN SUPEREROEconsumatore. Nel clima del New Deal e di fronte ai primi rumori di guerra,il fantastico irrompe nel fume...
COM’è UN SUPEREROEfig. 12 e 13 Illustrazioni dei due Supereroi più conosciutie più “anziani” , entrambi nati alla fine deg...
COM’è UN SUPEREROEtendenza in atto per proiettarla nei suoi sviluppi futuri,  volta a discuterei fenomeni del presente est...
COM’è UN SUPEREROEcorpo elastico ed estendibile; Johnny Storm/La torcia umana, capace diincendiarsi e volare; Susan Storm/...
COM’è UN SUPEREROEsociale e di isolamento orgoglioso negli X-Men, eroi nati e rinati più voltedal 1963 ad oggi e capostipi...
COM’è UN SUPEREROEtutto autonomo da quello dell’uomo comune, ma vuole far correre la fantasiaallo stesso ritmo della ricer...
COM’è UN SUPEREROEAl di là degli innegabili meriti di regia e interpretazioni, forse il verosurplus de “Il cavaliere oscur...
COM’è UN SUPEREROEIl   corpo dell’uomo, il corpo del supereroeDal 1938 i Supereroi sopraggiungono come simboli di una fase...
COM’è UN SUPEREROEesterno è cambiata: fino ad allora il corpo umano vivente non poteva essere“penetrato” in modo sicuro: u...
COM’è UN SUPEREROEEstetica       del supereroeIl supereroe è sempre stato utilizzato come rappresentazione di concetti com...
COM’è UN SUPEREROEquotidiana. In questa visione, i fumetti rappresentano spesso ideali, valori ecomportamenti della societ...
COM’è UN SUPEREROEL’elemento       vestimentiario nei supereroiI costumi dei Supereroi sono evidentemente un’invenzione de...
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COM’è UN SUPEREROEe non si tratta come nel disegno di moda di ricreare dei tessuti e degli abitiche hanno il loro fine ult...
COM’è UN SUPEREROEmetà tra uno spadaccino rinascimentale ed uno sportivo praticante l’atleticaleggera. L’abito del Superer...
COM’è UN SUPEREROEsegnalano l’incorporazione di chi li indossa nel reame del simbolico edel mitico, sfuocando la linea che...
CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODANel mondo fittizio dei Supereroi, il dialogo tra capacità supernaturali e lamoda non è co...
CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODA                                          descrizione di materiali e funzionalità,       ...
fig . 19 Paul Smith PE ‘08   fig. 20 Stella McCartney per Chloé 1998   fig. 21 Alexander McQueen AI ‘07-’08della società. ...
CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODAL’intero meccanismo della moda si basa sulla comunicazione. Senzatrasferimento di messagg...
CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODASuperheroes:                fashion and fantasy“I designer sono da sempre affascinati dal...
CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODAAll’interno dell’esibizione viene messo in luce come questi costumi non sisiano limitati ...
CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODAsignificati delle metafore stesse, metafore che sia i Supereroi che la modacondividono, u...
Superhero Inc. I Supereroi come modello e is pirazione quotidiana per una mini collezione di Casual Wear
Superhero Inc. I Supereroi come modello e is pirazione quotidiana per una mini collezione di Casual Wear
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Dicembre 2010: La mia tesi di laurea in Design della moda presso il Politecnico di MIlano.
ABSTRACT: Sia la moda che i Supereroi hanno da sempre svolto la funzione di essere una proiezione migliore di noi stessi , dei nostri desideri, delle nostre speranze e dei nostri sogni. I Supereroi fanno da ambasciatori delle nostre attitudini verso il nostro io e verso la società, nelle loro storie, nello stile in cui sono narrate e negli argomenti che vengono affrontati troviamo la registrazione e lo specchio degli umori del periodo in cui vengono scritte. Grazie alle immagini che le storie dei Supereroi ci propongono, vediamo le metafore della nostra società e i significati che diamo, ed abbiamo dato in passato, al corpo, alla sessualità, all'idea di giustizia e di eroismo, alle qualità e ai comportamenti considerati positivi oppure negativi, al concetto di bellezza e perfezione.
La moda permette in egual misura di esprimere le inquietudini e i desideri sviluppatesi nell'immaginario collettivo della società, permette la trasformazione della nostra identità e la costruzione della stessa innumerevoli volte ed in innumerevoli sfaccettature, costruisce metafore attorni ai nostri corpi e le proietta all'esterno.
Nel lavoro che viene proposto, le simili capacità di creazione dell'immaginario collettivo sia della moda che del fumetto supereroico si intrecciano per proporre nel contesto contemporaneo un indumento iconico nell’universo supereroistico, la “tuta”, sfruttando le capacità semantiche del design di moda per portare un indumento considerato da lavoro nella quotidianità.

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Superhero Inc. I Supereroi come modello e is pirazione quotidiana per una mini collezione di Casual Wear

  1. 1. Superhero Inc. I Supereroi come modello e ispirazionequotidiana per una collezione di Casual Wear a cura di Sara Sangalli matricola 724532 Politecnico di Milano Facoltà del design - Design della moda anno accademico 2009 - 2010 Relatore Prof.ssa Eleonora Fiorani 1
  2. 2. 2
  3. 3. INDICE dei contenuti1 . Cos’è un supereroe pag 6 definizione di supereroe pag 7 cosa rappresenta il supereroe pag 11 2. Da dove provengono i supereroi pag 14 Il mito: l’umanizzazione del divino pag 16 ambiente culturale pag 19 pubblico e consumatori di fumetti pag 25 il medium fumetto – caratteristiche pag 263. Com’è un supereroe pag 29 il corpo dell’uomo, il corpo del supereroe pag 37 estetica del supereroe pag 39 l’elemento vestimentario nei supereroi pag 414. Contaminazioni tra fumetto e moda pag 46 Superheroes: fashion and fantasy pag 50 Supereroi giapponesi, kawaii e manga pag 62 Supereroi americani, nerd e fumetti pag 695. Conclusione pag 806. Progetto: Superhero Inc. I Supereroi come modello e ispirazione pag 81quotidiana per una collezione di Casual Wear Concept di progetto pag82 Superman pag 83 Spiderman pag 88 Batman pag 93Bibliografia pag 98 3
  4. 4. INDICE delle figurefig 1. Action Comic n°63 Agosto 1943 pag 8fig 2. Action Comic n°63 Agosto 1943 pag 9fig. 3 Screenshot di una scena del videogioco “Batman: Arkham Asylum”. I Supereroi pag 10spesso vengono rappresentati in rapporto alla fisionomia della metropoli nordamericanafig. 4 Locandine tratte da due dei film hollywoodiani prodotti negli ultimi anni che narrano pag 12le gesta dei due Supereroi di maggior fama: “Il cavaliere oscuro”, diretto da ChristopherNolan nel 2008, e” Superman returns”, diretto da Bryan Singer nel 2006.fig. 5 e 6 A sinistra. “Ercole e Lica”, Antonio Canova 1795 - 1815, a destra, una copertina di pag 15un album a fumetti di Superman, giugno 2004fig. 7 Copertina del pulp magazine “Weird Tales” del maggio 1934 pag 18fig. 8 Copertina del volume numero 500 della serie “Uncanny X-Men” pag 22fig 9 e 10 Personaggi dei due universi narrativi di maggior rilievo, quelli Della DC Comics e pag 25della Marvelfig. 11 Prima copertina del fumetto di Superman. Action Comics #1, giugno 1938 pag 29fig. 12 e 13 Illustrazioni dei due Supereroi più conosciuti e più “anziani” , entrambi nati alla pag 31fine degli anni ‘30: Superman (sopra) e Batman (sotto)fig. 13 Illustrazioni del team dei Fantastici 4. pag 33dall’alto in senso orario: Reed Richards/Mr. Fantastic; Johnny Storm/La torcia umana;Ben Grimm/La cosa; Susan Storm/La ragazza invisibilefig. 14 Scena tratta dal film “The Wrestler” del 2008 diretto da Darren Aronofsky pag 42fig. 15 Scena dal film “The Three Musketeers”, di Richard Lester (1973) pag 42fig. 16 Esempio di muscolatura idealizzata delle armature romane pag 43fig. 17 Locandina del film “Gli Incredibili” del 2004 pag 46fig. 18 Scena tratta da “Il cavaliere oscuro”, nella quale si vede la nuova tuta di Batman. pag 47fig . 19 Paul Smith PE ‘08 pag 48fig. 20 Stella McCartney per Chloé 1998 pag 48fig. 21 Alexander McQueen AI ‘07-’08 pag 48fig. 22 Fotografia della mostra “Superheroes: Fashion and Fantasy”. Da sinistra: Bernhard pag 54Willhelm PE’06 - Bernhard Willhelm PE’06 - Moschino by Rossella Jardini AI ‘06/’07 -Moschino by Rossella Jardini AI ‘06/’07 fig. 23 Immagine tratta da una tavola del fumetto di Superman, in cui viene evidenziato il pag 54gesto tipico dell’eroe.fig. 24 Moschino by Rossella Jardini AI ‘06/’07 pag 54fig. 26 Fotografia della mostra “Superheroes: Fashion and Fantasy”. Da sinistra: Julien pag 56McDonald AI ‘03/’04 - Jean Paul Gaultier Haute Couture PE ‘03fig. 27 Immagine tratta da una illustrazione di Spider-man, in cui viene evidenziata l’agilità pag 56dell’eroefig. 28 John Galliano PE ‘97 pag 56fig. 29 Undercover by Juni Takahashi PE ‘08 pag 57fig. 30 Jean Paul Gaultier Haute Couture PE ‘03 pag 57fig 31 Fotografia della mostra “Superheroes: Fashion and Fantasy” pag 58Entrambi i modelli sono di Christian Dior Haute Couture by John Galliano PE ‘01fig. 32 Immagine tratta da una illustrazione di Wonder Woman, in cui viene evidenziato il pag 58corpo dell’eroinafig 33 Christian Dior Haute Couture by John Galliano PE ‘01 pag 58fig 34 Bernhard Willhelm PE ‘08 pag 59fig. 35 Fotografia della mostra “Superheroes: Fashion and Fantasy” pag 60Il modello ritratto è quello di scena indossato da Michelle Pfeiffer nel film “Batman returns”del 1992 diretto da Tim Burtonfig 36 Immagine tratta dall’ album “Catwoman” #1, Agosto 1993, in cui viene evidenziata la pag 60sensualità dell’eroinafig 37 Dolce e Gabbana, PE ‘07 pag 60fig. 38 Christian Dior Haute Couture by John Galliano PE ‘01 pag 61fig. 39 Dolce e Gabbana, PE ‘07 pag 61fig. 40 Thierry Mugler AI ‘96/’97 pag 61fig. 41 Fotografia di un gruppo di studentesse giapponesi in libera uscita. L’uniforme pag 63scolastica spesso viene modificata per renderla adeguata all’espressione di libertà chesentono di esprimere le giovani giapponesi.fig. 42 Personaggio di Gogo Yubari, la sadica diciassettenne guardia del corpo di O-Ren pag 63Ishiifig. 43 Il gruppo delle guerriere Sailor, protagoniste di un famoso anime che vede come pag 64protagoniste delle giovani liceali che si trasformano in Supereroine.fig. 44 Alcuni dei famosi mostriciattoli Pokémon, un esempio del tratto kawaii nei disegni pag 66manga4
  5. 5. fig. 45 Uno dei personaggi del manga “Paradise Kiss” che viene disegnato con abiti in stile pag 68lolita.fig. 46 Esempio tratto dalla vita quotidiana di un outfit in stile gothic lolita pag 68fig. 47 Tutti i modelli sono tratti dalla collezione D&G AI ‘05/’06 pag 70fig. 48 Tutti i modelli sono tratti dalla collezione Luella PE ‘08 pag 71fig 49 Tutti i modelli sono tratti dalla collezione Undercover PE ‘08 pag 72fig. 50 Questi sono alcuni degli accessori creati da famosi designer per il concept store pag 73Colette nel 2010 per celebrare i 75 anni della DC Comicsfig 51. Immagini tratte dal laoro del fotografo Agan Harahap, dove si gioca con l’inserimento pag 74realistico di supereroi dei fumetti in fotografie storiche.fig. 52 Alcune immagini di servizi fotografici di moda ideati per Vogue e Harper’s Bazaar pag 75fig. 53 Immagini tratte da due dei film più recenti tratti dalle vicende di due supereroi nerd: pag 76a sinistra Peter Parker, interpretato da Tobey Maguire nel film “Spider-man” del 2002diretto da Sam Raimi,a destra Clark Kent, interpretato da Brandon Routh, nel film“Superman returns” del 2006 diretto da Bryan Singerfig. 54,55,56 Dsquared2 PE ‘11 pag 79fig. 57 -58-59 Luella PE ‘08 pag 79fig. 60 - 61 -62 -63 -64 - 65 fotografie dell’outfit di Superman realizzato pag 86fig. 60 - 61 -62 -63 -64 - 65 fotografie dell’outfit di Superman realizzato pag 87fig. 66 - 67 -68 -69 fotografie dell’outfit di Spiderman realizzato pag 91fig. 70 fotografie dell’outfit di Spiderman realizzato pag 92fig. 71 - 72 - 73 - 74 fotografie dell’outfit di Batman realizzato pag 96fig. 75 fotografie dell’outfit di Batman realizzato pag 97INDICE delle Tavoletav. 1 disegno tecnico outfit Superman pag 85tav. 2 disegno tecnico outfit Spiderman pag 90tav. 3 disegno tecnico outfit Batman pag 95 5
  6. 6. COS’è UN SUPEREROE “Un supereroe è un personaggio dei fumetti, libri, cartoni animati o filmche si caratterizza per le sue doti di coraggio e nobiltà e che generalmenteha abilità straordinarie rispetto a quelle degli esseri umani normali, oltrea possedere un nome e un costume pittoreschi. I supereroi trascorrono lamaggior parte del loro tempo combattendo contro mostri, disastri naturalie supercriminali.Le storie che hanno per protagonisti i supereroi sono diventate un vero eproprio genere allinterno del mondo del fumetto, a partire dalle riviste afumetti statunitensi, per estendere la loro fama al mondo del cinema, delleserie televisive e dei videogiochi.”Definizioni tratte da Wikipedia6
  7. 7. COS’è UN SUPEREROEDefinizione di SupereroeSecondo una definizione data il 21 aprile del 1954 dalla Corte di Appellodi New York in relazione alla diatriba legale denominata “NationalPeriodical Publications v. Empire Comics” un supereroe (o super-eroe) è unpersonaggio immaginario «dotato di abilità fisiche senza precedenti le cuiazioni sono orientate alla salvaguardia dell’interesse pubblico».Secondo un’altra definizione, coniata da Peter Coogan e pubblicata nel libro“The Secret Origin of the Superhero: The Emergence of the Superhero Genrein America from Daniel Boone to Batman” del 2002, il supereroe è «unpersonaggio eroico con una missione disinteressata ed a favore della società;chi possiede superpoteri, tecnologia molto avanzata, abilità mistiche o dotifisiche e/o mentali molto sviluppate; chi ha una super-identità ed un costumeche funge da icona, e che tipicamente esprime la sua storia o personalità,poteri e origine (trasformazione da persona ordinaria a supereroe); ed ègeneralmente distinto, cioè può essere distinto dagli altri personaggi delrelativo genere (fantasy, fantascienza, poliziesco, etc) da una preponderanzadi convenzioni generiche. Tipicamente i supereroi hanno duplici identità, dicui quella non comune viene tenuta ben celata». 7
  8. 8. COS’è UN SUPEREROEfig 1. Action Comic n°63 Agosto 1943Il concetto di Supereroe contemporaneo è derivato in larga misura dallafigura del Superuomo ottocentesco, da quello letterario dumasiano finoall’übermensch delle teorizzazioni filosofiche di Nietzsche.Il Supereroe emerge alla fine della Grande Depressione, durante il periodoche precede la guerra in Europa.In questo periodo, milioni di americani hanno sperimentato la povertà,la disoccupazione, hanno visto ridimensionata la propria fede nellacrescita economica illimitata. Nella narrativa popolare degli anni ’30 e ’40proliferano eroi vendicativi, lupi solitari, un tipo di eroe che conta solo su sestesso, capace di operare secondo un proprio codice d’onore, lontano dallepreoccupazioni della società, pronto a sfidarla secondo le sue condizioni e avincere.Nell’ambito dei comics Il Superuomo è legato alla nascita e all’espansionedei grandi insediamenti urbani del Nuovo Mondo. Le caratteristichevincenti del primo Supereroe, il personaggio di Superman (ideato da JerrySiegel e e Joe Shuster verso la fine degli anni trenta) confluiranno in unamoderna generazione di eroi destinata ad emergere di lì a poco. Le loro sonofigure, all’inizio simili ai personaggi più famosi dei romanzi di appendiceottocenteschi, mitiche e accattivanti, si sviluppano poi in personaggi dotati di8
  9. 9. COS’è UN SUPEREROEfig. 2 Action Comic n°63 Agosto 1943 9
  10. 10. COS’è UN SUPEREROEpoteri e capacità tali da poter interagire con le altezze della metropoli, con lesue strade e suoi luoghi caratteristici ( locali notturni, luminosi grattacieli e iloro tenebrosi sotterranei).Eppure, benché si sviluppino nel contesto metropolitano, i supereroi hannoin comune un codice zoomorfo: è l’animale che rivive grazie all’eroe.L’idea di forza nell’immaginario dell’umanità è – fin dalla preistoria –connessa con i fenomeni naturali, col dinamismo quasi magico degli animali.La trasformazione/trasfigurazione di un uomo in una forza incontrollabiledella natura, da sempre fa parte del patrimonio leggendario e narrativoumano. Nel Novecento, alla base di tale mutazione non c’è più l’elementodivino o magico ma la scienza intesa come nuovo strumento di potere,ma la simbologia delle maschere e dei marchi che rivestono il supereroecontemporaneo ci aiuta a comprendere quanto di archetipico egli racchiudaancora.I fumetti di Supereroi costituiscono uno di quei prodotti artistici originaliamericani che ha raggiunto il mondo intero e lasciato un segno in moltissimeculture nel mondo.Perfino la persona più distratta e disinteressata conoscegli ingredienti che compongono queste storie, piene di azione, suspence,avventura e realizzazioni artistiche incredibili. Forse però molte menopersone colgono le tematiche più profonde che si sviluppano all’internodi questi prodotti di intrattenimento, che sono tutt’oggi presenti nelnostro ambiente culturale nonostante il tempo trascorso dalla loro primaapparizione, proprio perché sono stati in grado di affrontare più liberamentefig. 3 Screenshot di una scena del videogioco “Batman: Arkham Asylum”. I Supereroi spessovengono rappresentati in rapporto alla fisionomia della metropoli nordamericana10
  11. 11. COS’è UN SUPEREROErispetto ad altri media le problematiche che ogni periodo storico hapresentato.Cosa rappresentano i Supereroi«Che le comic strips vengano lette, almeno negli Stati Uniti […] dagliadulti più che dai ragazzi, è fenomeno assodato; che dei comic booksvengano prodotti circa un miliardo di copie all’anno nei soli Stati Uniti,ci è rivelato dalle statistiche […]. Che infine questa letteratura di massaottenga una efficacia di persuasione paragonabile solo a quella delle grandiraffigurazioni mitologiche condivise da tutta una collettività, ci vienerivelato da alcuni episodi altamente significativi. […] Si pensa […] a casiin cui tutta l’opinione pubblica ha partecipato istericamente a situazioniimmaginarie create dall’autore di comics come si partecipa a fatti chetoccano da vicino la collettività»Umberto EcoIl genere supereroico in oltre settant’anni ha saputo diffondersi velocementee colpire l’immaginario collettivo di una moltitudine di lettori che superai confini territoriali delle nazioni. Dalla nascita di questo genere, i cuiprotagonisti, all’inizio, erano impegnati in storie dai meccanismi narrativimolto semplici e destinate perlopiù ad un pubblico pre-adolescenziale, storiespesso ispirate alle inquietudini della seconda guerra mondiale, la figuradel Supereroe ha saputo reinventarsi e sopravvivere per molti decenni,diventando patrimonio culturale anche di chi non ha mai letto un fumetto,grazie anche alle numerosi trasposizioni cinematografiche e televisive delleloro storie.Uno dei più particolari sviluppi della cultura pop nei giorni nostri è laforte presenza e resurrezione dei Supereroi come icone culturali e diintrattenimento. Vediamo che le loro storie vengono proposte ancora ogginelle milionarie produzioni di film hollywodiane, che con l’ausilio dellacomputer-grafica rendono vivide e reali le ambientazioni e le loro azionieroiche finora rese realisticamente solo attraverso il disegno e i retinitipografici, ottenendo risultati gratificanti dalle vendite dei blgietti del cinema 11
  12. 12. COS’è UN SUPEREROEfig. 4 Locandine tratte da due dei film hollywoodiani prodotti negli ultimi anni che narrano le gesta dei dueSupereroi di maggior fama:“Il cavaliere oscuro”, diretto da Christopher Nolan nel 2008, e” Superman returns”, diretto da Bryan Singer nel2006.Non molti personaggi di fantasia hanno ottenuto un tale riconoscimentointernazionale.Due esempi su tutti sono Superman e Batman. Questi due titani del mondo dei fumetti hanno ispirato radio, televisione,cinema fin dalla loro apparizione negli anni ’30. I Supereroi sono diventatiparte del nostro linguaggio culturale. Le storie migliori sono in gradodi sollevare interrogativi importanti, con cui ci confrontiamo nella vitaquotidiana. Nelle loro narrazioni troviamo riflessioni importanti riguardoa temi etici, di responsabilità sociale e personale, riflessioni etiche sullagiustizia, sul crimine e sulla sua giusta punizione, sull’identità, sul destino,sul significato della vita, della scienza e della natura, valutazioni cheriguardano l’amore, l’amicizia, la famiglia, il coraggio etc… tutto mentre ciintrattengono e ci fanno divertire.Le avventure di questi personaggi di fantasia inoltre portano alla nostraattenzione questioni insolite che dovremo probabilmente affrontare nel12
  13. 13. COS’è UN SUPEREROEprossimo futuro, come le possibilità che la ricerca scientifica genetica e lananotecnologia potrebbero presto introdurre nella nostra vita, possibilitàche il mondo dei fumetti ha esplorato per molto tempo. Le avventuredei Supereroi realizzano le nostre più grandi speranze e paure, le nostreaspirazioni e ambizioni, e ci aiutano a sconfiggere gli incubi peggiori. Perapprofondire meglio cosa rappresentano questi personaggi, torniamo alladefinizione di Supereroe.Cosa separa un Supereroe da una persona normale? Un Supereroe è unapersona estremamente potente, possiede debolezze e punti di forza, e ilcarattere nobile lo guida verso traguardi degni di nota. Il Supereroe sidifferenzia non soltanto per i suoi poteri e i suoi abiti, ma anche per lasua attività altruistica e diretta al bene comune. Superman ha dovuto faredei sacrifici per la sua missione di aiuto all’umanità, ha abbandonato unafamiglia amorevole, il paese dove è cresciuto, si è lasciato alle spalle unlegame affettivo importante con una ragazza speciale, che condividevacon lui il suo segreto. Trasportando queste scelte nella vita quotidiana, ciaccorgiamo delle difficoltà che Superman ha accettato di sopportare perun compito più grande.Nella vita odierna l’abilità di fare sacrifici è ormaiuna virtù in larga parte dimenticata, o almeno sottostimata. Naturalmente,quando si presenta una scelta che comporterebbe dei sacrifici, si tendea pensare a quello che ci viene chiesto di abbandonare, considerando ilsacrificio in termini completamente negativi, dimenticando il valore di quelloche non può essere ottenuto senza esso. Il sacrificio richiede auto-disciplina,che è una qualità altrettanto lontana dalla concezione quotidiana delle virtùdesiderabili di questi tempi quanto il sacrificio. In genere, più acquistiamopotere, più tendiamo ad utilizzarlo per noi stessi. Ma in questo i Supereroisi differenziano, ci offrono delle immagini vivide dell’”eroico”, e sono unesempio e un’ispirazione. Quando i personaggi sono descritti bene e bensviluppati, ci mostrano quello a cui tutti dovremmo aspirare. I Supereroisono rimasti con noi così a lungo ed hanno continuato ad essere popolari,in parte proprio perché parlano direttamente alla nostra natura, alle nostreaspirazioni e alle nostre paure. 13
  14. 14. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROILe avventure dei Supereroi sono lette esclusivo tra la figura del Supereroe eed apprezzate in tutto il mondo, ma gli Stati Uniti?è impossibile immaginare la nascita Oltre alle evidenti e banali disponibilitàe lo sviluppo delle caratteristiche di di mezzi materiali ed economichequesti personaggi senza in qualche delle produzioni hollywoodiane chemodo andare a vedere le peculiarità si potrebbero chiamare in causa, ladella cultura principale che ne è stata creazione di un fumetto davvero nonl’ideatrice,in particolare la società richiede grandi mezzi, carta e matitestatunitense. I Supereroi possono non sono risorse inaccessibili.essere letti e raccontati ovunque, In “Il fumetto supereroico”, Marcoma la loro prerogativa principale è Arnaudo ipotizza la presenza diquella di riflettere le ansie e i desideri elementi più profondi ed intrisecidel pubblico statunitense. Quale della cultura statunitense che hannopuò essere le motivazioni che hanno portato a questa particolare forma dicostituito un legame così profondo ed narrazione:- l’ottimismo, la fiducia nella possibilità pratica di migliorare la propriacondizione e quella degli altri;- il pragmatismo, la capacità di identificare e comprendere i passi e le azioninecessarie per raggiungere il proprio obiettivo e la conseguente ricercarazionale dei modi migliori per compiere questi passi;- l’individualismo, inteso nei termini di difesa del valore irriducibile dellapersonalità individuale anche nei confronti della società e dello stato, in cui ilsingolo collabora alla collettività secondo le proprie inclinazioni e capacità;Anche uno sguardo superficiale rivela come queste componenti siripresentino comunemente in una qualsiasi narrazione supereroistica.Le maschere ed i costumi, in questa prospettiva, servono anche a renderepiù evidente la specificità e l’individualità di ogni Supereroe, diventanodichiarazioni visive dell’unicità di ognuno, delle caratteristiche che lorendono irripetibile ed inconfondibile. Sempre citando Marco Arnaudo , “14
  15. 15. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIil mondo dei Supereroi è dunque il regno massimo della libera espressioneindividuale e quindi di un altro dei valori fondamentali della culturastatunitense, in una sorta di potente amplificazione del meccanismo concui(…)noi definiamo la nostra immagine pubblica decidendo i vestiti cheindosseremo e l ‘idea di noi stessi che con essi vogliamo proiettare in certicontesti”.I Supereroi in fondo sono figure della mediazione: come gli eroi classici, cheerano un ponte tra umano e divino, i Supereroi sono un ponte tra umanoe illimitato, tra noi, tra i nostri corpi e menti ancora piccoli, e le nostregrandiose aspirazioni. Essi compiono un cammino verso il meraviglioso cheprima o poi dovrebbe essere il nostro. fig. 5 e 6 A sinistra. “Ercole e Lica”, Antonio Canova 1795 - 1815, a destra, una copertina di un album a fumetti di Superman, giugno 2004 15
  16. 16. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIIl mito: l’umanizzazione del divinoLa società in cui viviamo appare segnata sempre di più da una crisi di fiducianella scienza e nel progresso, dalla perdita di valori tradizionali, di un sensodi disorientamento, dal ripiegamento e dalla chiusura in se stessi.In tale scenario però si determina un rilancio a una rielaborazione del mito:la parola mito , dal greco mythos, equivale a favola, e significa narrazionefavolosa delle qualità e delle gesta di esseri ideati come divini, o più cheumani, quindi di dei o eroi. Praticamente tutti i popoli hanno racconti diesseri non umani (sovra o extraumani) dotati di poteri superiori, o comunquediversi da quelli degli uomini.Può trattarsi di esseri sovraumani, come degli dei, capaci di agirenell’attualità, el presente, e in grado di condizionare la vita degli uomini eil corso della natura, oppure di esseri la cui azione è avvenuta in un passatoremoto e lontanissimo, che hanno contribuito con le loro gesta a formareil mondo. Il mito risponde alla necessità dell’animo umano, avendosoprattutto il ruolo di rassicurare l’uomo nel suo agire, di fornirgli modelli dicomportamento in qualche modo garantiti dal dio o dall’eroe che per primoli ha compiuti, o nell’offrire un senso, un significato al mondo e all’esistenzaumana. Le origini dei miti, per quanto profondamente studiate da storicie filosofi, rimangono incerte: poiché la narrazione mitica è una forma dicomunicazione, molti tentativi di comprensione si sono concentrati sulla suastruttura linguistica (o meglio sulla struttura dei suoi codici, ipotizzando cheil funzionamento e il significato del mito debbano cercarsi per analogia nellastoria e nella struttura del linguaggio stesso.)Sull’importanza del simbolo si è a lungo soffermato lo storico MirceaEliade, secondo il quale le “ immagini, i simboli, i miti non sono creazioniirresponsabili della psiche ; essi rispondono a una necessità e adempiono auna funzione importante: mettere a nudo le modalità segrete dell’essere. Neconsegue che il loro studio ci permette di conoscere meglio l’uomo”.Il mito è quindi sopravvissuto nelle diverse epoche storiche mantenendocostanti le sue funzioni di socializzazione e rappresentazione simbolica. Lasocietà moderna dunque non vive al di fuori del mito o dell’immaginario. Inessa i miti partecipano alla razionalità economica della società industriale, iquanto sono il motore del consumo moderno e sono all’origine di un numero16
  17. 17. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIincalcolabile di industrie. Ciò implica che lo sviluppo del pensiero scientifico/razionale e i vantaggi del progresso non hanno portato né la scomparsa néla squalificazione del pensiero simbolico che continua ad occupare ambiti diesperienza e di attività centrali per gli uomini.Tra il XIX e il XX secolo il mito presenta delle innovazioni dovuteall’introduzione dei media quali i fumeti, il cinema, la televisione, cheprelevano i miti dal passato e li ripropongono a un pubblico che necessitadi tali forme espressive per interpretare la realtà: da quel momento no è piùpossibile analizzare il mito senza tenere conto dell’analisi della teoria deimass media, in quanto questi ultimi concorrono (secondo Alberto Abruzzese)alla creazione dei cosidetti miti moderni.La modernità ha insegnato agli uomini l’importanza dell’autonomia, il valoredel darsi da se la norma delle proprie azioni. Sfuggita agli dei, l’impresanarrata nei miti è divenuta azione umana inaspettata e senza precedenti,il gesto inedito e fenomenale. Anche oggi dalle grandi azioni nascono miti:una mitologia secolarizzata e del tutto umana. Il primo uomo sulla luna, leimprese sportive dei velocisti, il primo chirurgo ad effettuare un trapiantodi cuore o una nuova tecnica chirurgica. A queste imprese tocca la sorte cheun tempo toccava alle azioni eroiche, quella di essere narrate come gestache fondano la cultura e i valori di una comunità. Per quanto umane, forseproprio perché umane, queste imprese si mostrano come esempi comemodelli. Se il mito antico però era un evento che poteva solo essere narrato,il mito moderno è un impresa che chiede di essere eguagliata, o ancorameglio superata,Il mito quindi ancora oggi persiste come forma di pensiero, come visione delmondo. Tuttavia occorre sottolineare che l’impresa moderna appartiene a unmondo più secolarizzato di quello arcaico, essa ha perduto cioè i numerosisistemi di valori che invece facevano parte dell’era in cui il mito alimentavala storia.Secondo Massimo Fusillo, l’era tecnologica produce ancora dei miti, anche sequesti assumono una natura più ibrida, più frammentaria, non sono miti incui si riconosce un’intera comunità, ma piuttosto dei frammenti di discorsomitico. La produzione di miti nell’epoca contemporanea è legata a fattoriestremamente complessi che sfuggono alla nozione del tempo, derivandopiuttosto da agenti tecnologici e culturali propri della nuova civiltà. 17
  18. 18. fig. 7 Copertina del pulp magazine “Weird Tales” del maggio 193418
  19. 19. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROII mass media, per definizione, hanno bisogno di tempi rapidi di produzione,ma anche di uccidere i miti: in altri termini, di produrli digerirli e farliscomparire in continuazione.La capacita dei media di produrre un certo tipo di realtà extra-mediale seguele esigenze della propria comunicazione, addirittura in una considerazioneradicale si può affermare che questa pseudorealtà o neorealtà tendaa sostituirsi alla realtà vera e propria, fino a rimuoverla e cancellarla.Nella pratica comune invece vediamo come la sua natura sia quella diun’esperienza reale, di una realtà nuova che non si sovrappone o interponetra il soggetto e una presunta “altra” realtà, ma piuttosto che entra a far partedell’ambiente e del vissuto del soggetto.Esistono pochi esempi di mitologie davvero moderne, cioè di rielaborazioniculturali immerse sicuramente nel tempo originario dei miti - quello cheè fuori della storia e interamente dentro l’oralità - ma caratterizzate da unalone di originalità che deve tutto allo sviluppo industriale e alla società dimassa, dunque ai media della riproducibilità tecnica. Tra questi (restandoovviamente in Occidente): Don Giovanni, Dracula, Frankenstein, poi Batmane Superman, infine i supereroi del gruppo Marvel.La sequenza cronologicain cui ho disposto queste figure dell’immaginario collettivo, prodotte dauna immaginazione popolare moderna invece che tradizionale, rispecchiaalcuni passaggi epocali dello sviluppo occidentale: l’avvento della borghesia,la costruzione materiale e simbolica della metropoli ottocentesca, gli annitrenta del Novecento, la fase tardomoderna dell’industria culturale.Ambiente CulturaleI fumetti hanno superato le proprie origini derivate dai pulp magazinesper diventare una parte intrinseca della cultura pop nordamericana. Sonodiventati simboli iconici utilizzati per raffigurare temi, tensioni ed ansiedell’ideologia americana in termini di genere, sessualità, classe sociale,politica, scienza e cultura.I fumetti di supereroi sono da sempre stati creati come una fantasia dipotere adolescenziale. Come costruzione letteraria, non necessitano di essereterribilmente complessi. Con i loro costumi dai colori primari e sgargianti, con il loro combattere nemici vistosi e minacce non esattamente subdoleo nascoste, hanno l’intento di stimolare l’immaginazione dei bambini allo 19
  20. 20. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIstesso modo delle fiabe e dei miti degli anni passati.Sin dalle proprie origini, il genere supereroico ha intrattenuto con miti ereligioni una connessione profonda, portando lo studioso Richard Reynoldsa definirne l’universo “una moderna mitologia”. Troviamo tra le antiche e lenuove storie delle particolari affinità narrative e simboliche, principalmentenelle straordinarie abilità che supereroi e eroi mitologici condividono, enell’insistenza su archetipi narrativi quali il conflitto , il viaggio, la prova.Queste caratteristiche sono così radicate che gli autori talvolta non si rendonoconto di averle impiegate.Tirando le somme, possiamo citare la classica descrizione di avventura eroicaformulata dal mitologo Joseph Campbell, che definisce monomito classicoe che presenta come trama basilare ricorrente nelle mitologie di tutto ilmondo: “l’eroe si avventura fuori dal mondo della quotidianità in un a regione diportenti sovrannaturali: forze favolose vengono sfrontate e una battagliadecisiva viene vinta: l’eroe ritorna dalla sua avventura misteriosa con ilpotere di concedere aiuti ai suoi simili”. Le affinità con il genere supereroicosono notevoli, ogni volta che il supereroe indossa la maschera e va sula cimadi un grattacielo a sconfiggere dei supercriminali, compie simbolicamenteil viaggio tradizionale dell’eroe mitico. Al ritorno, dopo aver compiuto lamissione, la comunità beneficia dell’impresa compiuta. La moralità chetroviamo rappresentata in molti fumetti supereroistici è molto simile allamoralità e al buon senso comune che emergono dall’etica antica.Inoltre, laforma seriale in cui vengono presentate le storie a fumetti, sembrerebberoun’accelerazione del processo folklorico, per cui le storie vengono tramandatee ritoccate negli anni.Per vedere l’evoluzione del genere, possiamo tracciare una storia sommariadell’evoluzione delle sue caratterisiche negli anni:Nati con l’intento più o meno esplicito di rassicurare il lettore e straniarlo20
  21. 21. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIdai drammi della guerra, con la condizione socioeconomica: Correvafine della seconda guerra mondiale il giugno dell’anno 1938, e le edicolelentamente il ruolo del supereroe degli Stati Uniti ospitavano un nuovotende a ridefinirsi. Per prima cosa la comic book, una nuova rivista difine del conflitto e lo sviluppo della fumetti, Action Comics. […] Era natoguerra fredda rende obsoleti i nemici Superman, e con lui una mutazionetedeschi (anche se rimane indubbio nel fumetto d’avventura che avrebbefino ad oggi il fascino di folli criminali lasciato il segno. L’immaginariocon il pallino per la restaurazione collettivo degli anni trenta, indel Terzo Reich..) e la minaccia America, conosceva insieme il suoall’american way of life si tinge di più alto momento di massificazionerosso... e industrializzazione e l’inizio delleMa è un altro uno dei motivi crisi di quel modello. […] Nel climaprincipali che ridimensionano il del New Deal e di fronte ai primifumetto supereroistico (e ne causano rumori della guerra, il fantasticouna lunga crisi): la pubblicazione del irrompe nel fumetto proprio per darelibro “La seduzione dell’innocente”. corpo alla nuova versione del “sognoL’opera dello psicologo Frederic americano”, con la sua carica diWertham uscita nel ‘54 accusa apparente innovazione, di sostanzialeviolentemente il fumetto di istigare rassicurazione sui valori tradizionalicomportamenti violenti e antisociali e poi di crescente coscienza delnelle menti dei giovani americani, proprio ruolo internazionale. […]nonché scatenare chissà quali Sotto le spoglie dell’alieno, il corpo didevianze (si sottolinea ad esempio la Superman è una nuova incarnazionestranezza del rapporto tra supereroi del corpo artificiale, un sogno die giovani spalle che gli vengono potenza illimitata, di velocità infinita,affiancate, solitamente con lo di infinita capacità di penetrare sottoscopo di creare un personaggio di la superficie delle cose, di dominioidentificazione nel giovane lettore, totale sul mondo.come, per esempio, i famosi Batman I supereroi sono costantementee Robin). ripresi e corretti nel corso delleE’ interessante l’analisi di Antonio diverse generazioni di fumetti,Caronia relativamente ai rapporti show televisivi, film e prodottiesistenti tra gli eroi dei fumetti e la di merchandising. Nel suo libro 21
  22. 22. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROI fig. 8 Copertina del volume numero 500 della serie “Uncanny X-Men”“Matters of Gravity” Scott Bukatman traccia una storia del corpo delSupereroe. Con l’avvento dell’industria, gli incidenti collegati ad essa reseroil corpo umano vulnerabile. Non è casuale la comparsa di Superman,“L’uomo d’Acciaio”, dopo la prima guerra mondiale. In questa versione, nonera ancora avverso alla kriptonite, non poteva volare, ma reggeva bene lefatiche richieste dall’ Era delle Macchine. Negli anni ‘60 –’70, con i nuoviSupereroi Marvel, la narrativa supereroistica viene invasa dalle debolezzedella fantascienza: si ridefiniscono i limiti del corpo umano, lo immaginanomischiato ad altre specie, incrociate dalla scienza, e pieni di eroismo divino.Questa fase attiva una serie di drammi epocali e tragici che rendono i fumettisupereroistici dei veri capolavori di coscienza “critica” della contemporaneitàcirca alcuni temi delicati, quali l’appartenenza fra individuo e comunità,l’identità sessuale e culturale, i rapporti tra generazioni, l’invasivitàtecnologica su ogni sfera biologica della vita, sia umana che extraumana(animale, vegetale), le differenze di classe e ceto nella distribuzione socialedei ruoli e delle professioni. Nei fumetti si mostrano conflitti irrisolti nellasocietà nel rapporto tra poveri e ricchi, si affrontano i temi del potere e delledisuguaglianze, delle battaglie intraprese dalle forze militari e delle lotte22
  23. 23. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROI individuali, trattano di scienza e futuro, di criminalità, di guerre e e della pulsione alla felicità. I corpi dei Supereroi che intervengono in questa fase cambiano lo scenario mitologico, eliminano lo stigma della doppia identità e del segreto che permetteva al Supereroe di rientrare nella normalità dell’uomo comune una volta tolto il costume.Si entra nell’epoca irreversibile dei mutanti. Nei mutanti, la doppia identità svanisce nell’alterità continua che ne sconvolge i corpi, avendo incorporato nel corpo un potere che lo potenzia ma che contemporaneamente lo estranea da sé. I mutanti non hanno una doppia identità, non si nascondono ( o non possono nascondersi), non hanno dei doppi che ne costituiscano il riflesso normale, con cui potersi mimetizzare nella società. Si espongono nella mutazione che ne ha cambiato il corpo. I mutanti indicano una direzione che cambierà profondamente la metafora del Supereroe. L’identità del mutante è una sola, che segnataintimamente dalla mutazione non ha alcun alter ego, ed esperimenta unasolitudine esasperata, molto più profonda dell’essere “singolare”.Le singole identità mutanti sentono la necessità di unirsi in un gruppoche affermi una solidarietà culturale, che vada a sostituire la mancataappartenenza ad una specie biologica comune. Gli individualismi segnatidalle singole differenze che li separano oltre ogni capacità di tolleranzaagiscono in profondità e minano la psiche del mutante, creando effettiintrospettivi inaspettati nel genere supereroistico. Viene intrapresa una viaintrospettiva che porta alla ricerca del sé, della propria origine, portandoa riflessioni sul proprio essere e sulle relazioni tra individui, tra adultie fanciulli, tra figli e genitori, tra soldati e comandante, tra membro acomunità, tra persona a cultura. La grande saga dei mutanti è un formidabilearchivio di storie che attengono alle afflizioni più recondite della personalità,e dispongono la necessità di farvi fronte, di trovare accomodamentitemporanei e soluzioni radicali per il versante più colpito dal processo dimutazione: l’io, la soggettività, la coscienza.Dal 2000 vediamo invece i Supereroi proposti in modo più tradizionale 23
  24. 24. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIin una miriade di film usciti nelle sale cinematografiche, film dai budgetgenerosi che fanno ampio utilizzo delle tecniche, ormai raffinatissime,di computer-grafica per riprodurre in modo realistico corpi esagerati esuperpoteri finora raffigurabili soltanto nei disegni dei fumetti. Si puònotare comunque che nonostante le continue modifiche e rifiniture, i corpidalle caratteristiche sessuali fortemente accentuate rimangono una parteintrinseca del mondo supereroistico e del fumetto in generale.Cosa è cambiato quindi nell’arco di oltre mezzo secolo? Le metafore prodottedall’immaginario dei Supereroi degli anni ’30-’60 si connettono alla potenzatecnologica e al gioco ambiguo tra le percezioni biologiche del corpo umano(limitate dai geni, dai condizionamenti culturali etc…) e le nuove capacitàconoscitive ed esperienziali che il consumatore di media acquista su scalaplanetaria nell’uso dei media stessi (radio, cinema, televisione…) . La doppiaidentità ha riflessi collettivi che agiscono sull’immaginario mediale nel qualesi identifica il pubblico “di massa”, i conflitti e le chiavi interpretative sono dicarattere pubblico e inscenano differenze prevalentemente esterne tra corpoe tecnologia, che tuttavia non intaccano le certezze del corpo collettivo dellasocietà, reso potente dai media e dalla tecnica, in cui l’individuo può trovarerisorse di sopravvivenza e di affermazione.La situazione dei mutanti corrisponde al nuovo statuto del consumatore deimedia, allo stato “maturo” , dove il consumatore stesso esperimenta unacontinua ricostruzione del proprio vocabolario comunicativo, linguistico,relazionale, culturale. I mutanti ben rappresentano lo statuto proteiformee sempre in bilico del consumatore e del performer delle reti multimediali.Per questo motivo le problematiche sviluppate nelle narrative mutanti sonoprincipalmente individuali e personali, nei rapporti tra società e singolo.Emergono distanze incolmabili, manifestazioni delle trasformazioni radicaliavvenute nella conoscenza e nelle soluzioni tecniche e tecnologiche, cheintervengono capillarmente nella vita quotidiana e in tutte le sfere dellavita, condizionandola come mai era successo prima, anche modificando laconcezione stessa di vita, morte ed etica. L’adattamento a tutto questo deveavvenire in un arco di tempo concesso relativamente breve .24
  25. 25. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIPubblico e consumatori di fumettiIl largo consumo del prodotto fumetto da parte del pubblico giovanile (enon solo) statunitense, che sfocia, poi, in particolare nel nostro caso, in unavasta conoscenza, da parte della massa statunitense, a proposito dei mondifantastici ideati dalle due maggiori case editrici che si sono occupate delfumetto (Marvel Comics e DC Comics).Negli anni Sessanta attraverso il fumetto si poteva capire molto bene comefunzionavano i miti e i riti della società di massa.fig 9 e 10 Personaggi dei dueuniversi narrativi di maggiorrilievo, quelli Della DC Comicse della Marvel 25
  26. 26. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIIl medium fumetto – caratteristicheI comics sono uno strumento comunicativo denso, vitale, strettamenteintrecciato con la realtà sociopolitica, con lo status emozionale dominantesul territorio, nell’ambito nazionale in cui vengono realizzati e prodotti.Agendo tra le pieghe dell’immaginario collettivo, grazie alla sua naturaseriale, all’innata duttilità, alla capacità di adattamento e rispostarispetto ai bisogni del pubblico, il medium fumetto si propone comeuna cartina al tornasole di mutamenti sociali e culturali. Nel tempo – enell’inconsapevolezza dei media - i comics americani (e non solo) hannointrapreso un percorso che li ha portati a raggiungere risultati simili a quellidella grande letteratura. Questo impegno sociale, questa riflessione suigrandi temi che oggi la realtà impone a chi lavora con la narrativa di ognitipo, si riflettono anche nella struttura di queste storie che, sotto le spoglie diun racconto di fantascienza, nascondono inquietanti analogie con la realtà ditutti i giorni.I supereroi sono diventati parte del nostro linguaggio culturale.I migliori fumetti di supereroi, oltre ad intrattenere, introduco e trattano inmodo vivido delle questioni tra le più importanti e interessanti affrontatedall’uomo, questioni che riguardano l’etica, la responsabilità personale esociale, la giustizia , il crimine e le condanne, la mente e le emozioni umane,l’identità personale, l’anima, la nozione di destino, il senso della vita, il modoin cui pensiamo alla scienza e alla natura, il ruolo della fede in questo mondo,l’importanza dell’amicizia , cosa significhi l’amore, la natura della famiglia, levirtù come il coraggio e altre questioni fondamentali.Il fumetto è stato considerato a torto in passato un universo comunicativobloccato nella sicurezza delle iterazioni e delle ridondanze presenti nellestrisce, nelle tavole e negli albi periodici. Eppure la quantità di consumiaccesi da questo medium dovrebbe far sorgere il sospetto che, come altrisistemi, il fumetto non può essere impermeabile alle dinamiche interne odesterne alla sua struttura. Il mezzo fumetto funziona come uno specchio che26
  27. 27. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIassorbe e riflette le luci provenienti da ciò che gli è affine, come il cinema,la televisione, la letteratura di massa, la cultura popolare. I fumetti sonotraduttori dell’immaginario, dei suoi margini e delle sue modificazioni. Iprocessi dinamici del fumetto sono correlati al mutamento subito dai sistemisimili nell’universo dei media. Le sue tematiche derivano dalla commistionecon quei temi che passano negli altri media.I fumetti e le graphic novel occupano uno spazio artistico unico nello spettrodella narrativa. In modo simile alla televisione e al cinema, utilizzano unapotente linguaggio figurato visivo, ma come i racconti e le storie brevi, cipermettono di proseguire secondo il nostro ritmo.Il ritmo del fumetto ha influenzato la letteratura e persino il cinema, pensiamo a registi come Tarantino, oltre naturalmente ai numerosiadattamenti cinematografici di graphic novels in cui viene trasposto sulloschermo lo stile del disegno.La realizzazione di un fumetto non è dissimile da quella di un film, sipresentano in fase di ideazione simili problematiche. Occorre sviluppare inun testo una storia ,che andrà poi tradotto in una sceneggiatura apportandole necessarie modifiche per visualizzare la storia, in modo che il disegnatorepossa riprodurla per immagini.Solitamente le fasi di costruzione di un fumetto sono svolte da più persone,separando la fase di scrittura e sceneggiatura della storia da quella checoncerne il disegno delle tavole vero e proprio, che a sua volta vienescorporato in vari momenti eseguiti da diverse persone (chi si occupa deidisegni a matita, chi dell’inchiostratura, chi dei colori e chi del lettering)Come possiamo notare anche negli altri media, il fumetto necessita di unlinguaggio specifico che gli consenta di esprimere il senso dell’azione chesi svolge utilizzando pochi strumenti, ovvero la scrittura dei dialoghi eimmagini disegnate statiche. Nel fumetto non si possono utilizzare le stessetecniche utilizzate in letteratura o nel cinema, non è concepito lo spazio 27
  28. 28. DA DOVE PROVENGONO I SUPEREROIper lunghi brani descrittivi come le troviamo in un romanzo, ne tantomenopuò avvalersi di una sequenza di immagini in movimento come nel cinema.Per poter quindi raccontare qualcosa attraverso il fumetto occorrono degliaccorgimenti particolari, che ormai sono entrati nella conoscenza comunegrazie ad una sorta di “educazione” al linguaggio del fumetto operata nelcorso della sua lunga storia,. Tramite la decodifica di questo particolarelinguaggio il lettore può cogliere appieno il senso dell’azione.In una tavola di fumetto intanto troviamo contemporaneamente duelinguaggi distinti, quello scritto dei dialoghi e delle didascalie e quelloiconico dei disegni. Principalmente il compito di veicolare il messaggio vienesvolto dal codice iconico, delegando al codice del linguaggio scritto funzionicomplementari che occorrono ad aggiungere quello che l’immagine non è ingrado di significare o ad intensificarne il significato, oppure per esprimere ciòche non può essere espresso attraverso i disegni.In un albo a fumetti abbiamo quindi la presenza contemporanea di duecodici distinti, che sfruttano al massimo le proprie potenzialità per produrreuna narrazione, la quale risulta essere la fusione di entrambi e non la lorosemplice somma.Le componenti iconiche e narrative del fumetto sono dunque assolutamenteinterdipendenti e non possono mai venire trascurate una in favore dell’altra28
  29. 29. COM’è UN SUPEREROESiamo nel giugno dell’anno 1938, e nelle edicole degli Stati Uniti facevacapolino un nuovo comic book, una nuova rivista di fumetti chiamata ActionComics. La copertina di quella nuova rivista, che è diventata il simbolo stessodi questo avvenimento, riporta un rampante personaggio in calzamagliablu e mantello rosso mentre solleva sopra la sua testa un’auto, di fronte aduna piccola folla stupita. Con questa copertina nasceva Superman, e conlui si ridefinivano per sempre le connotazioni del fumetto d’avventura. Lecaratteristiche che questo primo fumetto andava definendo diventerannola struttura portante di un nuovo genere di racconto a fumetti, quelloSupereroistico.L’immaginario collettivo americano di quegli anni conosceva insieme il suopiù alto momento di massificazione e industrializzazione, e l’inizio della crisidi quel modello. L’industria culturale andava perfezionando i suoi apparati,costruendo un sistema didispositivi mai visto prima,esemplificato nella grandemacchina di Hollywood, chespingeva sempre più lontanole possibilità di interazionefra i bisogni e i desideri delpubblico e le offerte delprodotto culturale. Il fumettocomincia dunque proprionegli anni Trenta a elaborarein modo più complessoaspirazioni e bisogni delfig. 11 Prima copertina del fumetto di Superman.Action Comics #1, giugno 1938 29
  30. 30. COM’è UN SUPEREROEconsumatore. Nel clima del New Deal e di fronte ai primi rumori di guerra,il fantastico irrompe nel fumetto per dare corpo alla nuova versione del“sogno americano”, con la sua carica di apparente innovazione, di sostanzialerassicurazione sui valori tradizionali e poi di crescente coscienza delproprio ruolo internazionale. Di questo sogno Superman rappresenta illato solare, l’illusione di una disponibilità crescente e illimitata di energia,il mito di una rigorosa trasparenza, dove la vista a raggi X potrebbe esserneun’ incarnazione, contemporaneamente alla dimensione di un’Americaprovinciale, tutta concentrata tra Metropolis e Smallville. Superman èun alieno, dotato di un corpo prodigioso, dai meravigliosi poteri, tuttodedito al bene. La società gli è amica, però solamente se rappresenta ilmomento dell’eccezionalità, della risoluzione di crisi straordinarie con mezzistraordinari. Non c’è posto per Superman nella vita di tutti i giorni, infattinella vita di tutti i giorni egli deve dissimulare la propria identità sotto le vestidel mite e goffo Clark Kent, diligente cronista al Daily Planet, il quotidianodi Metropolis. Sotto le spoglie dell’alieno, il corpo di Superman è un’altraincarnazione del corpo artificiale, un sogno di potenza illimitata, di velocitàinfinita, di infinita capacità di penetrare sotto la superficie delle cose, didominio totale sul mondo. Di questo corpo glorioso ne sarà fatta anche unaversione notturna, più violenta, potenzialmente più ambigua. Come il voltonotturno di Metropolis-New York è Gotham City, così la variante notturna diSuperman è Batman, nato nel 1939. Il miliardario Bruce Wayne, testimoneda bambino dell’assassinio dei genitori e da allora votato a combattereil crimine, non è un alieno, non ha superpoteri: dal proprio corpo eglicostruisce il corpo di Batman, l’uomo pipistrello, con la tenacia dell’esercizio,con una ferrea forza di volontà, con una determinazione nel raggiungere laperfezione che per alcune letture potrebbe risultare paranoica e morbosa.Questa coppia di corpi massicci e potenti, questi fasci di muscolatura deditialla difesa delle loro città dal male, diventano così il fulcro di un nuovogenere, il fumetto di supereroi: fra il 1939 e il 1941 nascono una miriade dipersonaggi simili, tutti arruolati d’ufficio nel conflitto mondiale, che sperano,in parte riuscendovi, di ripetere lo straordinario successo di Superman.Nuovi eroi vengono creati “ad hoc” per combattere contro la minaccia tedescae in nome dell’american way of life.La rappresentazione di questi corpi fantastici, che si intreccia e subisce leinfluenze anche dei temi della letteratura fantascientifica di quegli anni, vede30
  31. 31. COM’è UN SUPEREROEfig. 12 e 13 Illustrazioni dei due Supereroi più conosciutie più “anziani” , entrambi nati alla fine degli anni ‘30:Superman (sopra) e Batman (sotto) il predomini del corpo “virtuale”, immateriale, argomento molto presente nelle discussioni che si sviluppano intorno agli anni ‘40. La prima fantascienza aveva una forte base avventurosa ed era caratterizzata dalla “meraviglia” per i progressi della scienza, difatti si era nell’epoca dell’avvento dell’elettricità, ma già dagli anni ‘40 cominciò ad occuparsi più delle ripercussioni del progresso scientifico che delle ipotetiche conquiste della scienza per sé stesse. Queste preoccupazioni le ritroviamo come ipotesi della scienza: la caratteristica della fantascienza americana era l’estrapolazione, il riconoscimento, sulla base di alcuni elementi, di una 31
  32. 32. COM’è UN SUPEREROEtendenza in atto per proiettarla nei suoi sviluppi futuri, volta a discuterei fenomeni del presente estremizzandoli in un contesto ipotetico. Altrispunti critici mettono invece in luce il riferimento al “sense of wonder”,alla meraviglia, che fa appello ad un analogo della “volontaria sospensionedell’incredulità” come tema trainante in molti fumetti di quel periodo. Isuperpoteri così come le altre caratteristiche dei corpi dei supereroi sono lametafora di una condizione sociale che cerca in quei personaggi di ritrovareuna serie di valori su cui si fonda la società e la cultura di quel periodo.Con la fine della guerra ha termine la prima “età dell’oro”. Alla fine deglianni Quaranta, e negli anni Cinquanta, il numero dei personaggi diminuiràmolto, e la formula darà già segni di stanchezza. È il cinema di fantascienza,in quegli anni, a rivelarsi capace di porre con più chiarezza, nell’immaginariocollettivo, le preoccupazioni per l’ambiguità sociale della scienza, quellascienza che con Hiroshima e Nagasaki aveva dimostrato di potersi facilmentetrasformare da forza produttiva in forza distruttiva. La nuova insofferenzaper la massificazione della società industriale, un’insofferenza che siesprime spesso in fantasie angosciose sul problema del corpo e dell’identitàindividuale, manifestate molto chiaramente in film come “L’invasionedegli ultracorpi” e “Destinazione Terra”, dimostra come Il postindustrialeavanzante sembri insofferente nei confronti del robusto, massiccio corpo delsupereroe classico, e ne esiga una rappresentazione insieme più problematicae più aerea, “immateriale”.Questo corpo agile, dislocato, quasi impalpabile,capace di occupare lo spazio in modo leggero e bizzarro compare nelnovembre 1961 in una nuova testata, The Fantastic Four, i Fantastici quattro.In pochi anni nascono personaggi destinati a diventare popolarissimi:Spider-Man, Daredevil, l’incredibile Hulk. Il colpo di genio di Stan Lee eJack Kirby, nel creare i Fantastici Quattro, è stato quello di “scomporrele funzioni” del supereroe attribuendole a quattro personaggi diversi,estremizzando la specializzazione: Reed Richards/Mr. Fantastic, col32
  33. 33. COM’è UN SUPEREROEcorpo elastico ed estendibile; Johnny Storm/La torcia umana, capace diincendiarsi e volare; Susan Storm/La ragazza invisibile; Ben Grimm/Lacosa, dal corpo di pietra massiccia, e rendendola più concretamente visibilenella vera coppia antinomica del gruppo, Mr. Fantastic e la Cosa. Nellaradicale diversità delle forme dei due personaggi (filiforme, leggero, capacedi riempire tutto lo spazio, Reed Richards; pesante, rigido, massiccio, BenGrimm) si rispecchia una versione popolare e un po’ ingenua del conflittofra la ragione, qui esemplificata nello scienziato Richards, e l’emozione,che indossa il corpo pietroso di Grimm. Questo cambio radicale nellarappresentazione e nell’uso del corpo apre la strada a tutta la nuova filosofiadel supereroe Marvel, che vive con disagio la sua condizione, sia perchéquesta gli rende difficoltosi i normali rapporti con gli altri, rapporti a cui lasua “metà umana” aspirerebbe, sia perché non è più chiara, né data una voltaper tutte, la bandiera sotto cui combatte, l’ideale etico che giustifica il suo codice di comportamento e motiva le sue azioni. Ecco allora che la doppia identità non è più solo un espediente narrativo, ma diventa rimozione, amnesia e furia incontrollata nell’incredibile Hulk, si intreccia con i problemi della condizione giovanile nell’Uomo ragno, diventa motivo di emarginazione fig. 13 Illustrazioni del team dei Fantastici 4. dall’alto in senso orario: Reed Richards/Mr. Fantastic Johnny Storm/La torcia umana Ben Grimm/La cosa Susan Storm/La ragazza invisibile 33
  34. 34. COM’è UN SUPEREROEsociale e di isolamento orgoglioso negli X-Men, eroi nati e rinati più voltedal 1963 ad oggi e capostipiti dell’ “esplosione mutante” degli anni Ottanta.Anche la menomazione fisica può trasformarsi nel punto di forza dell’eroe,come in Daredevil, il supereroe cieco. Guardando bene, i nuovi supereroidegli anni Sessanta sono una straordinaria galleria di freaks, di corpi mutatidal nuovo pericoloso potere della scienza o dalla casualità dell’evoluzione.In molti casi l’acquisizione dei superpoteri è dovuta a un incidente che haesposto l’eroe all’azione di sostanze o radiazioni pericolose: questo espedienteè stato usato per la prima volta nel 1940 per raccontare le origini di Flash,l’uomo più veloce del mondo, che acquista la propria velocità supersonicadopo l’inalazione di vapori di acqua pesante. L’ incidente scientifico èdiventato l’espediente preferito per spiegare i superpoteri dei personaggiMarvel, dai Fantastici Quattro all’incredibile Hulk, dall’Uomo ragno aDaredevil. In molti casi si tratta di giovanotti non troppo svegli, che solol’incidente trasforma in supereroi. Anche Captain America, a cui danno vitaJack Kirby e Joe Simon nel 1941 è un giovane di costituzione gracile, scartatoalla visita militare, e solo una pozione segreta lo trasforma nel possenteguerriero che conosciamo. Altre volte non è l’incidente a creare il supereroe,ma un esperimento controllato o un’innovazione tecnologica, come nel casodel siero riducente che crea Ant-Man, l’uomo formica, o l’armatura metallicache tiene in vita il playboy Tony Stark e lo trasforma nel proto- cyborg IronMan. Il paradigma del ragazzo gracile, introverso o incapace, che l’incidentetrasforma in un personaggio ben diverso, dimostra che la scienza viene vistaancora, in quegli anni, come una via di trasformazione, di risarcimento,di riscatto da una vita grigia e quotidiana. È la scienza come forzaimmediatamente produttiva, quindi, che penetra direttamente nel corpoper trasformarlo e renderlo adatto a nuovi compiti e nuove performance.L’immaginario non si accontenta più del sogno di un corpo onnipotente del34
  35. 35. COM’è UN SUPEREROEtutto autonomo da quello dell’uomo comune, ma vuole far correre la fantasiaallo stesso ritmo della ricerca scientifica, vuole che l’immaterialità dei nuovispazi di simulazione informatici e del codice genetico scorrano dentro di noi,nella nostra carne e nel nostro sangue.Ecco che il corpo di Superman, un corpo alieno prodigioso dotato dimeravigliosi poteri, muta in un corpo umano reso alieno dalla tecnologia,dalla scienza e dall’evoluzione, per tramutarsi nel corpo mutante degliX-Men. L’evoluzione del corpo del Supereroe rispecchia l’evoluzione dellasocietà: la società è cambiata, i Supereroi senza macchia e senza paura instile Superman non hanno più lo stesso appeal degli inizi. Se consideriamoesauriente la descrizione che il semiologo Juri M. Lotman fa dell’eroe,descritto come travalicatore di confini, portando come rappresentante dellacategoria Ulisse, notiamo come siano effettivamente in pochi oggi gli eroiche abbiano una capacità trasgressiva rispetto alla norma. In primis, perchéin un’epoca in cui la “trasgressività edonistica” è un elemento quotidiano,all’eroe manca una differenziazione sostanziale dall’uomo comune.Da qui, lo sfalsamento di piani ontologici cui sempre più assistiamo inletteratura e sugli schermi: ad esempio Hancock, il supereroe alcolizzato diWill Smith, i celebri Incredibili della versione animata, il puzzolente Hellboydi Guillermo Del Toro e molti altri, che, se non sono supereroi disfunzionali,sono addirittura disabili.Di fronte al superomismo estetizzante il Supereroe è costretto a cambiare, afare di disabilità virtù, è costretto ad aprirsi alla debolezza, alla vulnerabilitàe a una colpa che sono espressione piena di una paradossale antieroicità.Il supereroe di oggi, anche quello destinato all’intrattenimento delpubblico più innocente composto da bambini e famiglie, è a due facce,come l’Harvey Dent de “Il cavaliere oscuro” di Christopher Nolan, belloe contemporaneamente scarificato, oppure sproporzionato in un senso enell’altro, come si vede nella reciprocità tra l’eroe Batman e la sua nemesi,il Joker, dove non si distingue più chiaramente se l’eroismo sia unaconseguenza della malvagità o se la malvagità si sia generata in conseguenzaall’eroismo. 35
  36. 36. COM’è UN SUPEREROEAl di là degli innegabili meriti di regia e interpretazioni, forse il verosurplus de “Il cavaliere oscuro” è proprio questa fedeltà etimologica, con unformidabile trio identitario: A (Batman), nonA (Joker) e diverso da A (DueFacce).“O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo.”Harvey Dent, da “Il cavaliere oscuro”“Io non, io non voglio ucciderti! Che faccio senza di te? Torno a fregare itrafficanti mafiosi? No. No... no. No tu... tu completi... Me!”Il Joker, da “Il cavaliere oscuro”“Ah, oh.. oh! Tu, tu non riesci proprio a lasciarmi andare, vero? Ecco cosasuccede quando una forza irrefrenabile incontra un oggetto inamovibile.Tu sei davvero incorruttibile, non è così? Eh!? Tu non mi uccidi per un malriposto senso di superiorità. E io non ti ucciderò… perché tu sei troppodivertente! Credo che io e te siamo destinati a lottare per sempre.”Il Joker, da “Il cavaliere oscuro”36
  37. 37. COM’è UN SUPEREROEIl corpo dell’uomo, il corpo del supereroeDal 1938 i Supereroi sopraggiungono come simboli di una fasedell’immaginario dominata dal rapporto corpo-tecnologia. Queste simbologievengono nel tempo sottoposte ad una riapertura dei propri conflitti interni,sono messe in secondo piano le dinamiche relative all’integrazione corpo-macchina ed emergono le trasformazioni del corpo provocate da agentiinterni.La nuova immagine che assume il corpo nell’età moderna, le nuovenarrazioni a cui è soggetto, vanno naturalmente intese all’interno deicambiamenti occorsi nella società occidentale. I luoghi dell’aggregazione, dellavoro, del riposo, le città e le campagne hanno mutato il proprio senso, inparte a causa delle mutate condizioni dei metodi e dei rapporti di produzionee lavoro. La nascita dell’industria e del fordismo hanno trasformato il tempoe lo spazio, hanno trasformato le dimensioni all’interno delle quali agiscee vive il corpo. Alcune conseguenze sono state l’avanzata di nuovi gruppisociali, di nuove ideologie, di totalitarismi più o meno espliciti. Dalla finedel XVIII secolo, le innovazioni tecnologiche, scientifiche e della medicinache si sono susseguite hanno trasformato il rapporto con il corpo, con isuoi limiti. Lo stile di vita dell’uomo è cambiato, la concezione di interno ed 37
  38. 38. COM’è UN SUPEREROEesterno è cambiata: fino ad allora il corpo umano vivente non poteva essere“penetrato” in modo sicuro: un medico si poteva limitare ad ascoltare ilcaso del paziente e ad esaminarlo con le mani e con il tocco. Con l’avventodel XIX un medico trova a sua disposizione strumenti che possono inveceentrare nel corpo in modo sicuro: stetoscopio, oftalmoscopio, laringoscopio,speculum, raggi x, ne può misurare il ritmo, la temperatura, la respirazione,la pressione sanguigna, esaminarne i batteri con potenti microscopi. Al corpopossono venire somministrate droghe, medicine, elettricità, vi si possonoinoculare vaccini. Si iniziano a concepire regimi fisici che ne migliorinol’aspetto e le prestazioni. Le analisi e l’osservazione del corpo in questoperiodo sono indirizzate verso una ricerca razionale ed ottimistica di uncerto e sicuro progresso. È all’interno di questo discorso che prendono corpomolti dei Supereroi più rappresentativi del secolo scorso. Da sempre gli eroi,per cui anche quelli del cinema e dei fumetti, sono un indicatore del climadell’immaginario e della sensibilità sociale per quanto riguarda alcuni temisignificativi. Superata la fase totalmente ottimistica e fiduciosa, i corpi ele mitologie dei supereroi nel fumetto contemporaneo si scontrano con lanecessità di un ineluttabile cambiamento, di fronte al crollo dei valori cheavevano fornito solidità e validità all’immaginario supereroico nella sua fase“adolescenziale”, dai primi anni agli anni ’60. Lo statuto di invulnerabilitàed invincibilità di questi personaggi andava riformulato. L’immaginario delsupereroe si è esposto a nuove articolazioni drammatiche, alla precarietà, almutamento, alla possibilità della morte.38
  39. 39. COM’è UN SUPEREROEEstetica del supereroeIl supereroe è sempre stato utilizzato come rappresentazione di concetti comela sessualità e la corporeità, e non suscita stupore quest’ utilizzo, dato che ilsupereroe esemplifica la visione idealizzata, iperbolica del corpo umano. Ilcorpo del supereroe è il corpo più vicino alla perfezione possibile da ottenere,è giovane per sempre e suscita ammirazione.In costante aggiornamento per adattarsi ai concetti di bellezza del propriotempo, il corpo del supereroe rappresenta il superlativo. Nonostante questo, icorpi dei Supereroi sono comunque corpi vestiti. Il vestito trasforma il corpoe lo rende appropriato per contesti specifici, dotando la psiche del Supereroedi attributi ed energie che vanno oltre il mondo naturale. In questo modo,il vestito serve come metafora visiva dell’identità. La strategia adottataper trasportare il corpo del Supereroe nel reame del superumano è quelladel travestimento totale. La funzione dell’abbigliamento del Supereroe è dinasconderne l’identità “umana”, normale, e dall’altro attirare attenzioneverso l’altra identità, quella “superumana”.I fumetti compiono contemporaneamente la funzione di riflesso dellarealtà e di costruzione della stessa, i fumetti supereroistici si fanno vividinell’immaginazione dei lettori e costruiscono forti connessioni con la loro vita 39
  40. 40. COM’è UN SUPEREROEquotidiana. In questa visione, i fumetti rappresentano spesso ideali, valori ecomportamenti della società consumistica.Un corpo virile, muscoloso, scolpito in palestra, è storicamente diventato,anche per mezzo dei media, il riferimento per la corporeità maschile, icorpi che deviano da questa descrizione sono scherniti e nascosti dallacomunicazione di massa.Dalla sua nascita fino ad oggi, Il topos del supereroe ha vissuto innumerevolicambiamenti: quando Superman e Batman hanno visto la luce, alla finedegli anni Trenta, l’immaginario legato alla chimica, che possiamo trovareanche in opere come “Frankenstein” o “Lo strano caso del dottor Jeckyll edi Mr Hyde” viveva i suoi ultimi bagliori, e si accingeva a lasciar posto allevisioni della fisica. Spider-Man, Hulk, gli X-Men, Devil, i Fantastici Quattrosono tutti figli dell’era nucleare. Oggi la fisica lascia il campo alla biologia– la nuova frontiera del XXI secolo – e a tutto ciò che questo implica perle future applicazioni di certe scoperte scientifiche sul corpo umano. Neltempo il Supereroe si allontana sempre di più dall’uomo stesso, prende vitaun universo mutante e cangiante dove i corpi dei supereroi smettono diessere apollinei e impazziscono, dando vita a una realtà trans-forme, ibridataalla tecnologia. Secondo la teorica del femminismo Donna Haraway, comescrive nella sua “teoria del cyborg”, la tendenza naturale degli esseri umaniè sempre stata quella di ricostruirsi attraverso la tecnologia, allo scopo didistinguersi dalle altre forme biologiche del pianeta: un progetto che partedalle prime forme di manipolazione del corpo umano e continua oggi conl’utilizzo di protesi tecnologiche e lo sviluppo dell’ingegneria genetica. Ildesiderio di migliorare ciò che ha determinato la natura, sarebbe alle originistesse della cultura umana.40
  41. 41. COM’è UN SUPEREROEL’elemento vestimentiario nei supereroiI costumi dei Supereroi sono evidentemente un’invenzione dei disegnatoridi fumetti, ma naturalmente si riferiscono ad una certa tradizione nellaraffigurazione di mascolinità enfatizzata che viene esibita da guerrieri esportivi, esempi supremi di modello di corpo maschile desiderabile.Per supportare l’ipotesi, potremmo fare rifermento all’abbigliamento esibitodai wrestlers professionisti, dagli acrobati circensi dei primi del ‘900, comeanche dagli insiemi vestimentari composti da stivali, mantello e calzamagliaindossati dagli avventurieri spadaccini rappresentati a teatro e ad Hollywood,figure primordiali da cui si è sviluppata la figura del Supereroe, fino adarrivare all’abbigliamento sportivo contemporaneo.Per quanto riguarda i costumi dei supereroi, è facilmente verificabile comenella realtà siano pressochè impossibili da realizzare. Ogni cucitura, ognigiuntura, ogni segno visibile di biancheria intima, ogni smagliatura o filorotto rivelerebbero l’illusione magistralmente creata dai disegnatori.Una conferma a questa teoria possiamo trovarla nelle riproduzionidei costumi che sono state fatte nei numerosi film di supereroi primadell’avvento massiccio della computer grafica. I costumi riprodotti in questerappresentazioni assomigliavano di più a dei pigiamoni imbarazzantipiuttosto che ai costumi disegnati nei fumetti, finchè per ovviare a questosfasamento si è fatta largo la strategia di creare versioni più realistichedei possibili costumi, realizzando versioni più fruibili nella plausibilequotidianità del Supereroe. Si sono realizzate “coperture” pseudo-utilifatte in gomma, pelle, e plastica, di che si ispirano un egual misura alle tutespaziali, alle mute dei sub e a più generiche tutine elasticizzate. Il costume delsupereroe di fatto non ha referenti reali nel mondo tessile. L’ impossibilità ditrasportare il costume del supereroe nella realtà fisica deriva probabilmentedal fatto che, nel fumetto, il costume è fatto di tinte pantone e ombreggiature, 41
  42. 42. COM’è UN SUPEREROEfig. 14 Scena tratta dal film “The Wrestler” del 2008 diretto da Darren Aronofskyfig. 15 Scena dal film “The Three Musketeers”, di Richard Lester (1973)42
  43. 43. COM’è UN SUPEREROEe non si tratta come nel disegno di moda di ricreare dei tessuti e degli abitiche hanno il loro fine ultimo di essere indossati, non nasce con questointento. Il costume del supereroe è una seconda pelle, colata sopra alcorpo, che ne simula la copertura per evitare imbarazzi e giustificare larappresentazione di un corpo che di fatto è disegnato così com’è, nudo.Il costume del supereroe serve a raffigurare il corpo umano nella sua formaperfetta, libera.Nel costume comunque sono anche incorporate alcune caratteristiche cherisultano particolarmente utili per la missione del Supereroe, sempre espostoa pericoli e difficoltà: i costumi di Superman e di Batman sono antiproiettile,servono come corazza, in modo simile ai pettorali di metallo indossati daimilitari dell’impero romano. Dai militari romani l’immaginario del Supereroeprende in prestito anche la cappa e l’ elmetto che ricopriva il viso del soldato.L’elmetto riproduceva il volto di Alessandro Magno: indossando questoelmetto, l’armata romana assumeva un’aurea di invincibilità, un’armatadi cloni di Alessandro. L’uso di questo elmetto durante le parate, non incombattimento, può essere visto come un primo esempio di esibizione dieroica mascolinità.Il moderno costume Supereroico quindi ha delle parziali reminiscenzeromane, passate attraverso la rivisitazione che nel rinascimento viene fattadella rappresentazione del corpo maschile nudo. Ad esempio, le insegne e la struttura dei costumi del Supereroe moderno sono simili al rilievo che copre la muscolatura idealizzata del busto maschile. I costumi dei Supereroi ereditano i tratti drammatici del Rinascimento, il modo realistico ed anatomico con il quale vengono rappresentati, e contemporaneamente richiamano le vesti dei gladiatori e l’eroismo dell’età classica. Combinando elementi degli antichi eroici soldati e gladiatori con moderni materiali come la lycra, ifig. 16 Esempio di muscolatura Supereroi rimandano un’immagine aidealizzata delle armature romane 43
  44. 44. COM’è UN SUPEREROEmetà tra uno spadaccino rinascimentale ed uno sportivo praticante l’atleticaleggera. L’abito del Supereroe si colloca tra lo sportivo e il paramilitare,nella forma e nella funzione è una miscela di elementi antichi, medioevali,rinascimentali e moderni di forme dell’abito tipicamente maschili. Questomescolamento di elementi evoca la mascherata e suggerisce anche unparagone con il genere vestimentiario dell’uniforme.Benchè ogni Supereroe abbia un costume diverso, e quindi non si possanodefinire i loro costumi delle uniformi, l’atto dell’indossare il costumeconferisce delle licenze speciali, in modo simile all’effetto ottenuto dadeterminate uniformi, che quando indossate permettono di compiereazioni non permesse agli individui in abiti civili. Chi indossa l’uniformepuò interrogare, sparare ed arrestare criminali. Da questo punto di vista,gli emblemi riprodotti sui costumi dei Supereroi non sono solo dei sempliciloghi, ma servono una funzione simile a quella dei distintivi dei poliziotti,che permettono di identificare quella persona come persona impegnata in uncompito preciso. Non servono solamente a nascondere l’identità alternativadel Supereroe, ma servono a rendere nota la propria speciale autorità. E’innegabile intuire come il costume del Supereroe sia l’esatto opposto delmimetismo, con i sui colori sgargianti e con la sua fattura lontana da quelladegli abiti comuni. Il costume del Supereroe vuole attrarre l’attenzione su disé. Paradossalmente, è più corretto parlare di mimetismo e travestimentoin riferimento agli abiti civili dei Supereroi. Indossare un abito grigio in unufficio, dei jeans e una maglietta in una scuola superiore o un elegante abitoda sera durante gli eventi mondani rende l’indossatore poco appariscente,privo di una visibilità individuale, lo normalizza e rende omogeneo nellafolla. Al contrario, il costume del Supereroe non ne nasconde l’identità, bensìla rende manifesta. Per un Supereroe è impossibile sparire tra la folla, perrendersi invisibile deve travestirsi da persona normale. Per questo motivonon è possibile identificare una delle identità come quella “vera”, l’unadipende dall’altra.In questo senso i costumi sono costruzioni simboliche,44
  45. 45. COM’è UN SUPEREROEsegnalano l’incorporazione di chi li indossa nel reame del simbolico edel mitico, sfuocando la linea che separa l’identità dell’eroe da quelladell’indossatore.Il costume del Supereroe opera come un linguaggio, una comunicazione chefunziona a livelli diversi all’interno di un sistema strutturato di significaticodificati. Questi significati parlano dell’identità di chi indossa il costumein termini di paladino della libertà, e veicolano l’idea che superpoteri esuperabilità siano al servizio del bene.Benchè gli abiti dei Supereroi siano perlopiù rimasti invariati negli anni, ivalori delle società che hanno prodotto le identità dei Supereroi sono variatinel tempo, così come sono cambiate le figure dei nemici, ma i significatisottesi restano gli stessi: eroi che salvano i deboli e l’umanità, combattendocontro il male in tutte le sue forme. 45
  46. 46. CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODANel mondo fittizio dei Supereroi, il dialogo tra capacità supernaturali e lamoda non è cosa nuova. Fin dalla loro comparsa negli anni ’30, il guardarobadei Supereroi ha comunicato delle narrative peculiari della cultura popolareamericana attraverso una combinazione di testo e illustrazioni, chefunzionano all’interno di un vocabolario estetico di simbolismi codificati. Ilguardaroba del Supereroe parla dell’identità del personaggio che lo indossa,e serve a sottolineare le capacità supernaturali e gli attributi specificidel personaggio. Il costume separa il Supereroe dai comuni mortali, e locontraddistingue rispetto alla società convenzionale.Possiamo dire che in modo simile, la moda esprime la forza industriale,che potrebbe essere associata all’idealizzazione del corpo ipertrofico delSupereroe: la moda trasferisce sul corpo in modo visibile l’idea di potere, divirilità e di coraggio.Negli anni il “costume” del Supereroe si è attualizzato, e possiamo notarneun esempio nel film di animazione “Gli Incredibili” della Pixar, uscito nel 2004. Il personaggio di Edna Mode, la fashion designer che si occupa dei costumi dei Supereroi protagonisti, non considera solamente le qualità estetiche del costume, ma prende in considerazione come esso possa supportare in modo pratico e funzionale i superpoteri di chi lo andrà ad indossare, spostando questo particolare abito dal campo della mascherata, e appunto del costume, a quello della tuta e dell’abito funzionale, con tutte le sue conseguenze pratiche,avvicinandolo ed inserendolo nel campo della moda. Una simile operazione viene svoltafig. 17 Locandina del film “GliIncredibili” del 2004 nel film “ Il Cavaliere Oscuro” del 2008, quando la tuta del protagonista viene presentata con 46
  47. 47. CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODA descrizione di materiali e funzionalità, differenziandola dai significati carnevaleschi assunti negli anni nelle varie rappresentazioni di Batman. Passando dal nome di “costume” a quello di “tuta”, la moda del Supereroe inizia ad operare all’interno della complessità di un sistema influenzato da nozioni come realismo, performance, genere, status sociale e potere. Infatti la moda è un fattore sociale, ambientale ed economico, ed ha la capacità di unire mondi differenti tra loro quali la creatività e consumo.fig. 18 Scena tratta da “Il cavaliere La moda da sempre è stata il sensooscuro”, nella quale si vede la nuova della teatralità dell’individuo che situta di Batman. esprime nel vestito, confessando più o meno consapevolmente ciò che cipiacerebbe essere anche solo per gioco, per un’ora o per il resto della nostraesistenza, essa è il tentativo di mediazione delle pressioni che si agitanonell’Io dell’individuo.Analizzando più da vicino le necessità culturali umane, possiamo notarecome con l’avvento delle inquiete culture degli anni novanta, si presenta perla prima volta un’incredibile contaminazione di ruoli e di identità sessuali:metamorfosi, androginia, travestitismo, trasferimenti di identità,ermafroditismo, transessualità, trame che intrecciano e ricompongono ilmaschile e il femminile, creando un insieme di fenomeni che contribuisconoa caratterizzare e modificare il reale e l’immaginario. La moda, in questamaniera, diviene il “diritto di mutarsi”. È il passaggio dall’abbigliamentotradizionale, legato all’etnia e alla classe, a un modo di vestire che,dividendosi in maschile e femminile, inizia a scomporsi e moltiplicarsi innumerose varianti, dall’utilizzo dei materiali più diversi all’attenzione alletensioni che caratterizzano il contemporaneo. E così la moda si è trasformatain processo, distribuendosi diffusamente e capillarmente, disseminandosiovunque; non appartiene più a una classe precisa, non veicola più solopochi modelli di riferimento, non si trova più esclusivamente nei costumi 47
  48. 48. fig . 19 Paul Smith PE ‘08 fig. 20 Stella McCartney per Chloé 1998 fig. 21 Alexander McQueen AI ‘07-’08della società. Abiti, oggetti, comportamenti e gusti oggi sono divenuti undispositivo che comunica politiche, strategie economiche, mezzi e strutturedella comunicazione. Ormai è evidente che“il vestire espone il corpo a una metamorfosi sempre possibile, e la modadella nostra epoca si è concessa di ‘raccontare’ queste metamorfosi, [...]la moda ha permesso così la confusione dei ruoli sessuali, ha evidenziatoin superficie ciò che era sotto (etichette, biancheria intima, cuciture),ha invertito la funzione ricoprente dei tessuti adottando le trasparenze,ha rotto gli equilibri e i rigidi funzionalismi del costume tradizionalee dell’abito rituale, ha adottato la citazione intertestuale come tecnicacostante, ha insomma in un certo senso reso il corpo discorso, segno,cosa...”, come scrive Patrizia Calefato nel suo Mass Moda.48
  49. 49. CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODAL’intero meccanismo della moda si basa sulla comunicazione. Senzatrasferimento di messaggi, non avremmo né la moda né tutto il sitema cheruota intorno ad essa. Possiamo affermare con una certa dose di sicurezzache l’abito è diventato, o meglio, è sempre stato, un modo di vivere, dipresentarsi; sicuramente è la prima cosa che parla agli altri dei nostri gustie delle nostre passioni. In questo modo diventa un simbolo, un’espressioned’ identità. Ogni cultura e subcultura ha considerato l’abbigliamento comeespressione del proprio modo di pensare e di infrangere le regole dellasocietà nella maniera il più possibile evidente, sfidando di volta in volta quelliche sono i canoni del buon gusto.La moda, quindi, essendo espressione dell’individuo, rispecchia anche lesocietà e i suoi mutamenti, i movimenti culturali e giovanili, i cambiamentidi valori e l’andamento economico. Essa è costume che vive nella società, percui può essere capita solamente se è collegata con quello che è il contestonel quale si inserisce. Di tale contesto fanno parte i valori etici ma anchequelli estetici; l’estetica è infatti ormai una sorta di valore aggiunto, che ilconsumatore ricerca ed apprezza nelle sue scelte. 49
  50. 50. CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODASuperheroes: fashion and fantasy“I designer sono da sempre affascinati dal modo in cui gli abiti possonotrasformare il corpo e la personalità di chi li indossa, la moda e ilsupereroe sono legati dalla stravaganza e dalla fantasia, e questa mostra,celebrazione sia del vestito sia dell’eroe, è in fondo un’esaltazione del corpofantastico. Lo stile, come il supereroe, ti permette di sognare e fuggire in unmondo di libera immaginazione”Giorgio Armani sulla mostra “Superheroes: fashion and fantasy”Un contributo importante nel definire le vicinanze tra il mondo del fumettoe quello del sistema moda viene da una mostra presentata nel 2008 alMetropolitan Museum of Art di New York, dove vengono esposti, con ilpatrocinio autorevole di Giorgio Armani, circa 70 abitidi diversi stilisti per svelare le simbologie e le metafore che legano la moda e ipersonaggi di fantasia dei superpoteri.La moda, spazio creativo in continua ricerca di trend da commercializzare,ha compreso in profondità e velocemente le potenzialità iconografiche delfenomeno Supereroi. Ne ha studiato il linguaggio, colto la portata e riadattatoil fumetto alla realtà.La mostra si propone di esaminare l’influenza sulla moda dei costumi deisupereroi, come sono rappresentati nei fumetti, al cinema o in televisione, eviceversa.50
  51. 51. CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODAAll’interno dell’esibizione viene messo in luce come questi costumi non sisiano limitati a proclamare i poteri del supereroe che li indossa, ma comeabbiano anche stimolato nuovi design nella moda d’avanguardia, nel prét-a-porter, negli indumenti high-tech per performance sportive di alto livelloagonistico.Ogni capitolo della mostra è associato a uno o più supereroi: da Iron Mana Batman, da Wonder Woman a Flash. Rappresenta un vero e propriospaccato socio-culturale del nostro mondo. Un modo di rappresentarel’umanità attraverso differenti caratteri e altrettante espressioni corporeeassociate all’abbigliamento di riferimento. Ci sono così dunque i costumiemblema, che raccontano l’identità di chi li indossa grazie ad una esplicitarappresentazione grafica: la S di Superman, la ragnatela e l’iconografia delragno di Spiderman. I costumi patriottici che riassumono le caratteristichedell’eroe e ne connotano la vocazione al bene e alla difesa del propriopaese, prendendo a prestito idee e contenuti dalle bandiere nazionali:Wonder Woman, Capitan America, Capitan Britannia. Poi ci sono i costumiAerodinamici, vere e proprie seconde pelli, ricamati direttamente sulcorpo del supereroe, che ne esaltano l’abilità: il supereroe di riferimentoin questo caso è Flash, il fulmine rosso della Dc Comics, e in questo casoil costume e il suo design così particolare non vengono utilizzati solo dallamoda, ma possiamo vederlo sfruttato anche in campo sportivo e addiritturaaerospaziale. E via così, di categoria in categoria, di costume in costume; arappresentare quanto di buono, utile e concretamente sfruttabile da partedel mondo reale ci sia nel regno della fantasia e della creatività delle nuvoleparlanti.Come fa notare Andrew Bolton, il curatore del Metropolitan Museum, neinumerosi comunicati stampa stilati per l’evento, la moda condivide con isupereroi una malleabilità metaforica che nutre la propria fascinazione conl’idea e gli ideali del supereroe.La moda si può dire che rispecchi e condivida con questo specifico ramo deifumetti l’ossessione per il corpo ideale delle rappresentazioni supereroiche, ecome le raffigurazioni del corpo nel fumetto, entrambi registrano i segnali delcambiamento degli standard di perfezione nella società.Come la moda, il corpo del supereroe rappresenta delle particolari narrativein termini di metafore, ed entrambi condividono una malleabilità nei 51
  52. 52. CONTAMINAZIONI TRA FUMETTO E MODAsignificati delle metafore stesse, metafore che sia i Supereroi che la modacondividono, una su tutte il potere della trasformazione.La moda ed i supereroi celebrano la metamorfosi ed il cambiamento, creanouna moltitudine di opportunità per rimodellare il proprio corpo e la propriaidentità.La moda non solo condivide la metafora della malleabilità dei supereroi, masposa una componente importante del comportamento tipico degli eroi incostume: la cosiddetta “potenza della trasformazione”. La moda celebra edesalta la metamorfosi, fornendo illimitata possibilità all’uomo comune ditrasformarsi come (e meglio) dei suoi stessi idoli. Nella moda, come nellestrisce dei fumetti, l’uomo si identifica con il supereroe, e come il supereroe,attraverso la moda conquista la libertà di fantasticare per sfuggire allabanalità del quotidiano.Nel nostro tempo “postmoderno”, dove simboli e segni stanno diventandosempre più indeterminati, esiste una semiotica specifica nei costumi deiSupereroi che pare resistere più a lungo di molte altre, e che è stata esploratada numerosi designers. Un esempio lo troviamo sicuramente in Superman,che attrae i designer per l’iconicità della sua S, e del quale spesso vieneevocato il momento massimo della sue grandezza, ovvero il momento in cui silibera dalla camicia di Clark Kent per assumere la sua vera identità, e mostrasotto ad essa la S del Supereroe sul petto.Altrettanto forte è la simbologia legata a Spiderman, talmente forte che anchequando i designers utilizzano il simbolo del ragno senza nessun specificoriferimento al supereroe, non si può evitare di evocarlo.I Supereroi, come il Jazz, il baseball, i film, sono americani nella loro essenza.Non solo impersonificano gli ideali e i valori e i credi della società americana,ma riflettono questi concetti indietro in modo da contribuire a formare lasocietà americana.Come molti fenomeni culturali pop, i fumetti supereroistici riflettono erispondono ai conflitti sociali e politici del mondo reale. Durante la II guerramondiale furono assoldati per combattere il fascismo, per esempio. Nellacollezione di John Galliano per Christian Dior, Wonder Woman è il punto52

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