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Misure di prevenzione e protezione in materia di salute e sicurezza sul lavoro

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Le misure di prevenzione e protezione da adottare nei luoghi di lavoro con particolare riferimento alla formazione, informazione, i dispositivi di protezione individuale (DPI), la segnaletica di sicurezza, la sorveglianza sanitaria e la manutenzione

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Misure di prevenzione e protezione in materia di salute e sicurezza sul lavoro

  1. 1. Misure di prevenzione e protezione Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 1 di 75
  2. 2. Misure generali di tutela – art.15  Valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza;  Eliminazione dei rischi e, ove ciò non è possibile, loro riduzione al minimo  Riduzione dei rischi alla fonte;  Programmazione della prevenzione mirando ad un complesso che integra in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell'azienda nonché l'influenza dei fattori dell'ambiente e dell’organizzazione del lavoro; Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 2 di 75
  3. 3. Misure generali di tutela – art.15  Sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;  Rispetto dei principi ergonomici nella organizzazione del lavoro concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;  Priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 3 di 75
  4. 4. Misure generali di tutela – art.15  Limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;  Utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici, sui luoghi di lavoro;  Controllo sanitario dei lavoratori Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 4 di 75
  5. 5. Misure generali di tutela – art.15  Allontanamento del lavoratore dall'esposizione a rischio, per motivi sanitari inerenti la sua persona e l’adibizione ove possibile ad altra mansione;  Misure di emergenza da attuare in caso di pronto soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato; Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 5 di 75
  6. 6. Misure generali di tutela – art.15  Uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;  Regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine ed impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti;  Informazione, formazione adeguate per i lavoratori, RLS, dirigenti, preposti ovvero dei loro rappresentanti, sulle questioni riguardanti la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro;  Istruzioni adeguate ai lavoratori; Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 6 di 75
  7. 7. Misure generali di tutela – art.15  Partecipazione e consultazione dei lavoratori e degli RLS;  Programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 7 di 75
  8. 8. La prevenzione  Insieme di misure attuate all’interno dell’azienda che tendono ad eliminare o ridurre la probabilità di accadimento sia esso un infortunio o una malattia professionale Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 8 di 75
  9. 9. Protezione  Insieme di misure adottate, necessarie a ridurre le conseguenze dannose di un dato evento che potrebbe verificarsi nonostante le misure di prevenzione adottate Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 9 di 75
  10. 10. Formazione e informazione dei lavoratori Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 10 di 75
  11. 11. Autotutela  Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 11 di 75
  12. 12. Formazione e informazione Formazione: educare l’uomo nella sua globalità: mente, cuore, mano:  L’obbligo di formazione è una novità introdotta dal D.Lgs.626/94 ripresa dal D.Lgs.81/08 Informazione:Fornire notizie (a livello verbale o scritto):  L’obbligo già presente nella legislazione precedente Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 12 di 75
  13. 13. Informazione art. 36 D.Lgs. 81/08 (1)  Il datore di lavoro deve assicurare a ciascun lavoratore (anche ai lavoratori a domicilio) informazione adeguata e specifica su:  I rischi “ambientali”, legati all’intero processo produttivo;  I rischi legati alla mansione specifica (normativa e disposizioni aziendali);  Sulle misure di prevenzione e protezione adottate;  Il contenuto dell’informazione deve essere facilmente comprensibile. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 13 di 75
  14. 14. Informazione Inoltre su:  I pericoli relativi all’uso di sostanze e preparati pericolosi  Le procedure di a) Pronto soccorso b) Lotta antincendio c) Evacuazione  Il nominativo del RSPP e del medico competente  I nominativi degli addetti alle emergenze Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 14 di 75
  15. 15. Informazione adeguata significa:  Che deve essere rapportata al soggetto che ne è destinatario.  Che deve essere commisurata ai rischi esistenti.  Che deve avere carattere dinamico.  Che occorrono molteplici mezzi di informazione (opuscoli, cartelli, avvisi in bacheca, comunicazione faccia a faccia, ecc.) Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 15 di 75
  16. 16. Formazione e informazione quando?  Al momento dell’assunzione  Al momento del trasferimento o cambiamento di mansione  In occasione di cambiamenti dell’organizzazione aziendale: 1) Nuove attrezzature 2) Nuove tecnologie 3) Nuove sostanze o preparati pericolosi Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 16 di 75
  17. 17. Formazione art.37 D.Lgs.81/08  AI LAVORATORI: avviene durante l’orario di lavoro; senza oneri a carico dei lavoratori;  AGLI ADDETTI ALLE SITUAZIONI DI EMERGENZA: sulla base dei rischi specifici dell’azienda o unità produttiva; formazione organizzata previa consultazione RLS;  RLS;  AI DIRIGENTI;  AI PREPOSTI. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 17 di 75
  18. 18. Addetti alle emergenze     Primo soccorso Evacuazione dei lavoratori Prevenzione e lotta antincendio Gestione dell’emergenza IN NUMERO ADEGUATO! Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 18 di 75
  19. 19. La formazione del RLS  Consiste in 32 ORE minime per l’espletamento delle sue funzioni.  PROGRAMMA BASE: conoscenze generali sulla normativa, sui rischi e sulle relative misure di prevenzione, metodologie sulla valutazione del rischio, metodologie minime di comunicazione.  SCOPO: rendere effettivo il ruolo partecipativo e il potere di proposta e consultazione del RLS in merito alla valutazione dei rischi. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 19 di 75
  20. 20. Chi può promuovere formazione?  Gli organismi paritetici territoriali  Il RSPP  Il medico competente  Il RLS Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 20 di 75
  21. 21. La formazione dei lavoratori  È un obbligo del datore di lavoro e del dirigente  Deve essere sufficiente e adeguata  Riguarda concetti generali e rischi specifici del settore e della mansione di appartenenza  Durata, contenuti e modalità dei corsi sono demandati alla Conferenza Stato Regioni Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 21 di 75
  22. 22. Accordo Stato Regioni  Accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’art. 37, comma 2 del D.Lgs.81/2008.  Pubblicato l’11 gennaio 2012  Entrata in vigore: 11 o 26 gennaio 2012 Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 22 di 75
  23. 23. Contenuti e durata  Generale: 4 ore per tutti anche e-learning  Specifica: 4 o 8 o 12 ore secondo ATECO no e-learning? Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 23 di 75
  24. 24. Durata complessiva  Durata complessiva della formazione per i tre differenti livelli di rischio Generale Specifica Totale Basso 4 4 8 Medio 4 8 12 Alto 4 12 16 Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 24 di 75
  25. 25. Ampliamenti e integrazioni Sono obbligatori per:  Cambiamenti significativi  Necessità particolari riscontrate  Percorsi formativi esplicitamente richiesti dai requisiti legali applicabili  Rischi emergenti  Addestramento Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 25 di 75
  26. 26. Quando realizzare formazione  GENERALE E SPECIFICA Costituzione del rapporto di lavoro  SOLO LA FORMAZIONE SPECIFICA - Trasferimento o cambio di mansioni - Nuove attrezzature o tecnologie, - Nuove sostanze o preparati pericolosi Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 26 di 75
  27. 27. Aggiornamento  Periodicità quinquennale  Durata minima di 6 ore, indipendentemente dai livelli di rischio Non la solita minestra, ma:  significative evoluzioni e innovazioni;  applicazioni pratiche;  approfondimenti tecnici e giuridici;  sistemi di gestione e organizzazione;  Nuovi rischi ergonomici e psicosociali. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 27 di 75
  28. 28. Crediti formativi  Formazione generale  Formazione specifica solo tra aziende dello stesso settore produttivo e per mansioni con equivalenti profili di rischio  Formazione specifica nella stessa azienda solo in assenza di cambiamenti significativi sotto il profilo di rischio Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 28 di 75
  29. 29. Metodologia di apprendimento  Centralità del lavoratore  Lezioni frontali, esercitazioni teoriche e pratiche, discussioni e lavori di gruppo  Metodologie di apprendimento interattive applicate a simulazioni e situazioni di contesto specifico,  Dimostrazioni, simulazioni in contesto lavorativo e prove pratiche;  Metodologie di apprendimento innovative, con l'impiego di strumenti informatici quali canali di divulgazione. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 29 di 75
  30. 30. Requisiti dei docenti  In attesa che la Commissione consultiva (ex art. 6 T.U.) emani criteri di qualificazione formatori: Docenti interni o esterni all’azienda che possono dimostrare di possedere esperienza triennale di insegnamento o professionale, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 30 di 75
  31. 31. Organizzazione dei corsi        Soggetto organizzatore del corso; Un responsabile del progetto formativo; Nominativi dei docenti; Numero massimo di partecipanti pari a 35; Registro di presenza dei partecipanti; Obbligo di frequenza del 90% delle ore; Programma del corso tenendo presenti: le differenze di genere, di età, di provenienza, di lingua, nonché quelle contrattuali. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 31 di 75
  32. 32. Lavoratori stranieri  Obbligatoria verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare;  Eventuale presenza di un mediatore interculturale o di un traduttore;  Eventuale specifici programmi di formazione preliminare in modalità e-Learning. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 32 di 75
  33. 33. Attestati  Indicazione del soggetto organizzatore del corso;  Normativa di riferimento;  Dati anagrafici e profilo professionale del corsista;  Specifica della tipologia di corso seguito con indicazione del settore di riferimento e relativo monte ore frequentato;  Periodo di svolgimento del corso;  Firma del soggetto organizzatore del corso. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 33 di 75
  34. 34. Formazione e-learning L’utilizzo è consentito per:  la formazione generale per i lavoratori;  la formazione dei dirigenti;  i corsi di aggiornamento;  prima parte della formazione dei preposti;  progetti sperimentali approvati dalle Regioni La verifica dell’apprendimento deve avvenire “in presenza” Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 34 di 75
  35. 35. Requisiti e-learning  Ambiente informatico interattivo e realizzato previa collaborazione interpersonale all’interno di gruppi didattici strutturati (aule virtuali tematiche, seminari tematici) o semistrutturati (forum o chat telematiche).  Non limitato alla semplice fruizione di materiali didattici via internet, all’uso della mail tra docente e studente o di un forum online. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 35 di 75
  36. 36. Articolo 37 comma 12  La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici, ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 36 di 75
  37. 37. Enti bilaterali - paritetici  Il datore di lavoro è responsabile delle attività di formazione;  Invia la richiesta di parere all’ente bilaterale o all’organismo paritetico che può dare riscontro entro 15 giorni;  Ove la richiesta di cui al precedente periodo non riceva riscontro, il datore di lavoro procede autonomamente;  Presunzione semplice di conformità. Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 37 di 75
  38. 38. Dispositivi di protezione individuale (DPI) Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 38 di 75
  39. 39. Definizione Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo Categoria I: destinati a proteggere da danni fisici di lieve entità Categoria II: non rientrano in nessuna delle altre due classificazioni Categoria III: destinati a proteggere da lesioni gravi, permanenti o morte Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 39 di 75
  40. 40. Quando si usano i dpi Solo quando non sia possibile attuare misure di prevenzione dei rischi, adozione mezzi di protezione collettiva, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. VALUTAZIONE DEL RISCHIO DPI Misure tecniche Protezione collettiva Riorganizzazione del lavoro Rev. 3 – Mar. 2013 RISCHIO RESIDUO Misure di prevenzione e protezione slide 40 di 75
  41. 41. Come devono essere i DPI (art.76)  Adeguati ai rischi da prevenire senza comportare di per sé un rischio aggiuntivo  Rispondenti alle esigenze ergonomiche o di salute  Adattabili all'utilizzatore secondo le sue necessità  Compatibili fra loro in caso di rischi multipli  Conformi al D.Lgs. 475/92 (marcatura CE) Istruzioni sulle modalità di deposito, impiego, pulizia e manutenzione, disinfezione Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 41 di 75
  42. 42. Segnaletica Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 42 di 75
  43. 43. Cos’è la segnaletica di sicurezza? La segnaletica di sicurezza è una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad un’attività o ad una situazione determinata, fornisce un’indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 43 di 75
  44. 44. Segnaletica di sicurezza  Segnale di divieto: vieta un comportamento che potrebbe causare pericolo  Segnale avvertimento: avverte di un rischio o pericolo  Segnale di prescrizione: prescrive un comportamento  Segnale salvataggio o soccorso: indicazioni su uscite di sicurezza o mezzi di soccorso  Segnale di informazione: dettaglio informativo Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 44 di 75
  45. 45. Segnaletica di sicurezza     Sono considerati segnali di sicurezza anche: Segnali acustici Segnali sonori in codice Comunicazione verbale Segnale gestuale convenzionale Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 45 di 75
  46. 46. Segnaletica di sicurezza  Obblighi del Datore di lavoro  Il ricorso alla segnaletica di sicurezza va effettuato in tutti quei casi nei quali risultino rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure preventive di organizzazione del lavoro o con misure protettive di carattere tecnico Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 46 di 75
  47. 47. Scopi della segnaletica di sicurezza  Avvertire di un rischio o di un pericolo le persone esposte  Vietare comportamenti pericolosi  Prescrivere indicazioni e comportamenti ai fini della sicurezza Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 47 di 75
  48. 48. Segnaletica permanente Indica:     Divieto Avvertimento Obbligo Ubicazione mezzi salvataggio, pronto soccorso antincendio Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 48 di 75
  49. 49. Efficacia della segnaletica  Non deve essere compromessa dalla presenza di altra segnaletica  Non deve essere compromessa dalla cattiva progettazione, dall’ubicazione irrazionale, dal cattivo stato o cattivo funzionamento dei mezzi  Evitare di disporre un numero eccessivo di cartelli troppo vicini gli uni agli altri  Non utilizzare contemporaneamente due segnali luminosi che possano confondersi  Non utilizzare contemporaneamente due segnali sonori Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 49 di 75
  50. 50. Manutenzione I mezzi e i dispositivi segnaletici devono, a seconda dei casi, essere regolarmente puliti, sottoposti a manutenzione, controllati riparati,e, se necessario, sostituiti, affinché conservino le loro proprietà intrinseche o di funzionamento Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 50 di 75
  51. 51. Misure particolari  Qualora i lavoratori interessati presentino limitazioni delle capacità uditive o visive, eventualmente a causa dell’uso di mezzi di protezione personale, devono essere adottate adeguate misure supplementari o sostitutive Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 51 di 75
  52. 52. Generalità dei cartelli segnaletici  I pittogrammi devono essere il più semplici possibili  Il materiale dei cartelli deve essere il più possibile resistente agli urti ed alle intemperie  Le dimensioni e le proprietà colorimetriche e fotometriche devono essere tali da garantire una buona visibilità  Per le caratteristiche cromatiche e fotometriche dei materiali si devono consultare le norme di buona tecnica dell’UNI Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 52 di 75
  53. 53. Dimensioni dei cartelli  La superficie del cartello, espressa in mq, deve essere superiore a la distanza, espressa in metri, alla quale il cartello deve essere leggibile = A > L2/2000  La formula è applicabile fino ad una distanza di 50 m Un cartello avente dimensioni di 130 x 185 mm che ha quindi superficie pari a 0,024 mq può essere utilizzato per una distanza massima di 24 m Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 53 di 75
  54. 54. Condizioni di impiego dei cartelli I cartelli vanno sistemati tenendo conto:  Eventuali ostacoli  Altezza e posizione appropriata rispetto alla visuale  Ingresso alla zona interessata Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 54 di 75
  55. 55. Condizioni di impiego dei cartelli  Immediate vicinanze di un rischio specifico  In prossimità di un oggetto che si intende segnalare  In caso di cattiva illuminazione naturale è opportuno utilizzare cartelli con colori fosforescenti, materiali riflettenti o ricorrere all’illuminazione artificiale (di emergenza) Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 55 di 75
  56. 56. Cartelli di divieto  Forma rotonda  Pittogramma nero su fondo bianco  Bordo e banda rossi, per il 35% della superficie  Banda verso il basso da sinistra a destra con inclinazione di 45 ° Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 56 di 75
  57. 57. Cartelli di avvertimento     Forma triangolare Pittogramma nero su fondo giallo Il giallo copre il 50% della superificie Bordo nero Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 57 di 75
  58. 58. Cartelli di prescrizione  Forma rotonda  Pittogramma bianco su fondo azzurro  Il colore azzurro deve ricoprire il 50% della superficie del cartello Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 58 di 75
  59. 59. Cartelli di salvataggio  Forma quadrata o rettangolare  Pittogramma bianco su fondo verde  Il colore verde deve coprire almeno il 50% della superficie Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 59 di 75
  60. 60. Cartelli per le attrezzature antincendio  Forma quadrata o rettangolare  Pittogramma bianco su fondo rosso  Il colore rosso deve coprire almeno il 50% della superificie Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 60 di 75
  61. 61. Segnalazione di ostacoli e zone pericolose  Per segnalare i rischi di urto contro ostacoli, di caduta da parte delle persone si usano bande gialle nere o bianche e rosse  Le sbarre gialle/nere o rosse/bianche devono avere un’inclinazione di 45° e dimensioni più o meno uguali tra loro Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 61 di 75
  62. 62. Segnali luminosi  La luce emessa deve produrre un contrasto luminoso adeguato senza provocare abbagliamento per intensità eccessiva  La superficie luminosa che emette il segnale può essere di colore uniforme o recare un simbolo su un fondo Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 62 di 75
  63. 63. Segnali acustici  Un segnale acustico deve avere un livello sonoro nettamente superiore al rumore di fondo, in modo da essere udibile, senza essere eccessivo o doloroso  Un segnale sonoro deve essere facilmente riconoscibile in rapporto alla durata degli impulsi e alla separazione fra impulsi e serie di impulsi , e distinguersi nettamente sia da altri segnali acustici, sia dai rumori di fondo Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 63 di 75
  64. 64. Comunicazione verbale  La comunicazione verbale s’instaura tra un parlante o un emettitore e uno o più ascoltatori  I messaggi verbali devono essere il più possibile brevi, semplici, chiari Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 64 di 75
  65. 65. Comunicazione verbale  La comunicazione verbale può essere diretta o indiretta  Le persone interessate devono conoscere bene il linguaggio utilizzato per essere in grado di pronunciare e comprendere correttamente il messaggio verbale e adottare, in funzione di esso, un comportamento adeguato nel campo della sicurezza e della salute Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 65 di 75
  66. 66. Segnali gestuali  Un segnale gestuale deve essere:  Semplice  Ampio  facile da eseguire  nettamente distinto da un altro segnale gestuale Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 66 di 75
  67. 67. Segnali gestuali  La persona che emette i segnali, segnalatore, impartisce le istruzioni di manovra al destinatario dei segnali, operatore  Il segnalatore deve rivolgere la propria attenzione esclusivamente al comando delle manovre Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 67 di 75
  68. 68. Sorveglianza sanitaria Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 68 di 75
  69. 69. Sorveglianza Sanitaria – quando? Movimentazione manuale di carichi Movimenti ripetuti degli arti superiori Attività a unità videoterminale Esposizione ad agenti fisici (rumore, ultrasuoni, infrasuoni, vibrazioni meccaniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche, microclima, atmosfere iperbariche) Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 69 di 75
  70. 70. Sorveglianza Sanitaria – quando?  Esposizione a sostanze pericolose: chimiche, cancerogene, mutagene, agenti biologici  Lavori su impianti elettrici sotto alta tensione.  Mansioni definite dalla Conferenza Stato Regioni del 30 ottobre 2007 (accertamento assenza tossicodipendenza)  Mansioni definite dalla Conferenza Stato Regioni del 16 marzo 2006 (accertamento assenza alcol - dipendenza) Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 70 di 75
  71. 71. Manutenzione Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 71 di 75
  72. 72. Manutenzione Una manutenzione regolare è essenziale per mantenere attrezzature, macchinari e ambiente di lavoro sicuri ed affidabili. E’la "combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, eseguite durante il ciclo di vita di un elemento destinate a preservarlo o a riportarlo in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta". Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 72 di 75
  73. 73. Manutenzione Manutenzione è un termine generico che si riferisce a una serie di compiti svolti in settori molto diversi fra loro e in tutti i tipi di ambienti di lavoro. Le attività di manutenzione comprendono: Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 73 di 75
  74. 74. Procedure di lavoro sicuro Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 74 di 75
  75. 75. Procedure di lavoro sicuro  Sottoporre ad analisi quello che si fa quotidianamente  Come lo si fa (è il modo più sicuro?)  Concordare tutti in azienda su questo “come”  Farne oggetto di informazione e formazione  Attenersi a ciò che si è stabilito, aggiornando e incrementando le procedure di sicurezza Rev. 3 – Mar. 2013 Misure di prevenzione e protezione slide 75 di 75

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