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Dall'idea all'impresa. Vademecum dell'imprenditore - Alessandria

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Le motivazioni per “mettersi in proprio” possono essere tante: il desiderio di cambiare stile di vita, la voglia di interrompere la routine del lavoro dipendente, la volontà di essere autonomi nel mondo del lavoro dopo aver terminato gli studi, la volontà di provare a realizzare un’idea che si ha da tempo, la difficoltà di trovare un lavoro e decidere quindi di crearselo.
Ma come arrivare all’idea giusta? Come capirese l’idea che si ha potrebbe essere una valida opportunità per entrare nel mondo del lavoro da imprenditore? O come scoprire se si possiedono capacità e competenze per essere un imprenditore?
Mettersi in proprio, diventare imprenditore, creare un’impresa è l’insieme di capacità/competenze e azioni/attività che un individuo mette in gioco per trasformare un’idea in un’impresa.
Una mappa di “verbi” può riassumere efficacemente tutte le azioni che l’aspirante imprenditore dovrebbe compiere per passare dalla Business Idea all’iniziativa imprenditoriale.

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Dall'idea all'impresa. Vademecum dell'imprenditore - Alessandria

  1. 1. Dall’Idea all’Impresa Il servizio è realizzato in collaborazione con: V A D E M E C U M D E L L ’ I M P R E N D I T O R E Unione europea Fondo sociale europeo copertina_AL_011106 6-11-2006 18:21 Pagina 1
  2. 2. Gli sportelli provinciali per la creazione d’impre- sa, dopo anni di consolidata attività sul territorio, rappresentano un punto fermo delle azioni pro- vinciali rivolte al mondo del lavoro. Con questa attività la Provincia non intende solo fornire un servizio all’utenza ma anche rendere possibile la valorizzazione di ipotesi progettuali innovative, con un adeguato servizio informativo e di accompagnamento. Non si tratta di un servizio rivolto solo ad un’utenza con spiccata disposizio- ne imprenditoriale. Va infatti tenuto in considera- zione che spesso anche i lavoratori espulsi dai processi produttivi industriali possiedono profes- sionalità individuali che, adeguatamente guidate, possono essere messe a frutto con attività in proprio. Appare infatti coerente con la filosofia del Fondo Sociale Europeo, che finanzia i pro- getti in questione, rivolgersi in maniera particola- re ad utenti che intendano l’attività in proprio come forma di auto-impiego, facendo in tal modo rientrare più compiutamente la creazione d’im- presa nel complesso delle iniziative volte a fron- teggiare la disoccupazione. Da ciò discende l’in- tenzione di privilegiare le idee di microimprese con apporti diretti di capitale anche bassi. Correlato a tale aspetto, va ulteriormente perse- guito l’obiettivo di concentrare gli sforzi di anima- zione territoriale sulle aree provinciali di crisi occupazionale acuta, campo nel quale recente- mente si sono realizzate iniziative efficaci. Un ulteriore elemento di cui tenere conto sarà la valorizzazione delle ipotesi progettuali che con- tengano un alto livello di innovazione, o nella scelta del prodotto o nella fase di produzione. Siamo, infatti, sufficientemente certi che solo vin- cendo la sfida della ricerca e della innovazione l’economia della nostra Provincia sarà in grado di lasciarsi alle spalle, si spera definitivamente, il difficile momento vissuto negli ultimi anni. Prefazione Creazione d’Impresa: un’occasione da utilizzare a pieno L’Assessore al Lavoro Dott. Domenico Priora Il Presidente della Provincia Dott. Paolo Filippi vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 1
  3. 3. Le motivazioni per “mettersi in proprio” possono essere tante: il desiderio di cambiare stile di vita, la voglia di interrompere la routine del lavoro dipendente, la volontà di essere autonomi nel mondo del lavoro dopo aver terminato gli studi, la volontà di provare a realizzare un’idea che si ha da tempo, la difficoltà di trovare un lavoro e decidere quindi di crearselo. Ma come arrivare all’idea giusta? Come capire se l’idea che si ha potrebbe essere una valida opportunità per entrare nel mondo del lavoro da imprenditore? O come scoprire se si possiedono capacità e competenze per essere un imprendi- tore? Mettersi in proprio, diventare imprenditore, crea- re un’impresa è l’insieme di capacità/competen- ze e azioni/attività che un individuo mette in gioco per trasformare un’idea in un’impresa. Una mappa di “verbi” può riassumere efficace- mente tutte le azioni che l’aspirante imprendito- re dovrebbe compiere per passare dalla Business Idea all’iniziativa imprenditoriale. Introduzione Dall’Idea all’Impresa AVVIARE GESTIRE SVILUPPARE TROVARE PRESENTARE VALUTARE vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 3
  4. 4. Per trovare l’idea giusta è necessario in primo luogo fermarsi a riflettere e dare inizio al proces- so creativo. Con poche e semplici iniziative è possibile avere a disposizione i giusti suggeri- menti per l’idea iniziale: leggere e approfondire libri che raccontano la nascita di altre imprese, osservare e fare domande a chi ha già un’impre- sa, guardare le persone che si hanno intorno cercando di capire di che cosa hanno bisogno, visitare le fiere commerciali della zona, discute- re delle proprie potenzialità e interessi con amici e familiari. È importante annotare quello che più colpisce l’attenzione, magari in un taccuino da portare sempre con sé. Rileggerlo sarà di sicuro fonte di idee e servirà per chiarire meglio gli obiettivi e le proprie aspirazioni. Trovarecome individuare la propria opportunità imprenditoriale ricercare riflettere chiarire vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 4
  5. 5. Riflettere: come capire se si hanno le doti per diventare imprenditore Avviare un business e farlo crescere non è faci- le. Per questo occorre valutare molto bene se stessi, considerare le proprie aspettative, le conoscenze e le competenze maturate nel tempo con le esperienze e gli studi, le abilità, le attitudini e le capacità; occorre anche chiedersi se si è disposti a rischiare e a sacrificarsi per ini- ziare l’impresa. In caso contrario, se non si è sicuri di sé o della propria idea imprenditoriale si può anche considerare la possibilità di lasciar perdere. Due qualità certamente non possono mancare all’imprenditore: la capacità di assu- mersi responsabilità e la capacità di iniziativa. Ricercare: come ampliare la conoscenza del prodotto/servizio al centro dell’idea imprenditoriale È necessario indirizzare bene le proprie ricer- che, utilizzando, per esempio, in modo critico lo strumento Internet. Sfruttando le potenzialità dei motori di ricerca ci si può informare sul settore in cui si andrebbe ad operare, sui concorrenti, sulle qualità dei prodotti, sulle ricerche in corso (al riguardo, per avere notizie sull’andamento delle ricerche può essere utile consultare anche le pagine dei siti universitari e degli istituti di ricerca). Chiarire: come capire se l’idea imprenditoriale ha possibilità di successo L’idea imprenditoriale deve contemplare in primo luogo un prodotto o un servizio inedito. Ciò non significa che deve essere completa- mente nuovo: è sufficiente anche solo che rie- sca ad andare incontro ai cambiamenti delle tendenze e delle aspettative del cliente (Innovatività). Il prodotto o servizio, deve avere qualcuno disposto a comprarlo perciò vanno valutati attentamente gli spazi di mercato rag- giungibili, il target potenzialmente interessato, il rapporto qualità/prezzo (Vendibilità). Dopo aver definito le modalità produttive è necessario ope- rare un confronto con la concorrenza, verifican- do il livello di competitività del prodotto o servi- zio che si intende offrire (Competitività). Altri aspetti da considerare sono la disponibilità di tutte le risorse materiali (finanziamenti, immobi- li, strutture e tecnologie) e immateriali (le proprie conoscenze, esperienze, cultura etc…) neces- sarie alla produzione del prodotto o del servizio. Una stima di costi e ricavi che permetta di otte- nere una differenza positiva tra ricavi e costi (Fattibilità) è altrettanto utile. Per avere un’im- presa di successo è necessario che il ricavo che si ottiene vendendo il prodotto o servizio sia superiore al costo per la sua produzione (Redditività). vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 5
  6. 6. AMMISSIBILITÀ Ammissibilità al servizio Misura D3 Possono accedere ai servizi i soggetti, uomini e donne, occupati e disoccupati in via prioritaria, che: • intendono realizzare una nuova iniziativa imprenditoriale con sede legale e operativa nella provincia di Alessandria; • hanno la residenza o il domicilio in Piemonte; • non sono titolari o soci di imprese già operanti nello stesso settore di attività in cui si intende creare una nuova impresa; • non hanno precedentemente costituito un’im- presa usufruendo dei servizi della Misura D3; • non richiedono assistenza in merito ad una attività d’impresa per la quale hanno già intra- preso l’iter di avvio (costituzione società, apertu- ra della partita IVA, ecc.) anche se questo non è ancora stato completato. vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 6
  7. 7. SI PUÒ MIGLIORARE? FLUSSOBP STOP IDEA IMPRENDITORIALE ANALISI FATTIBILITÀ ANALISI PRODOTTO COSA VENDERE? ANALISI MERCATO A CHI VENDERE? ANALISI TECNOLOGICA COME PRODURRE? IDEA IMPRENDITORIALE FATTIBILE SI PUÒ AGIRE! MODIFICHE PROGETTUALI Non considerate la stesura del progetto di impresa come un mero adempimento burocrati- co. Non barate nella dichiarazione della redditi- vità dell’iniziativa. Correggete tranquillamente qualora emergano degli errori di valutazione nella fase progettuale. SI NO NO SI NO SI [ ] Flussogramma elaborazione Business Plan DEFINIZIONI ASPETTI ORGANIZZATIVI PREVISIONI ECONOMICHE FINAZIARIE PATRIMONIALI OK? vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 7
  8. 8. La descrizione del progetto d’impresa è fatta attraverso la redazione del Business Plan. L’elaborato è lo strumento più idoneo per illu- strare le scelte fatte dal futuro imprenditore e per verificare la correttezza e la validità di un’inizia- tiva. Il Business Plan è un documento essenzia- le all’impresa per dialogare con i suoi interlocu- tori, tra i quali le banche e i finanziatori. Infatti, viene richiesto per accedere a qualsiasi fonte di finanziamento pubblico o privato. Presentarecome predisporre la parte descrittiva e qualitativa del Business Plan descrivere scegliere denominare vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 8
  9. 9. Descrivere: come delineare le caratteristiche generali dell’impresa che si intende avviare L’idea imprenditoriale va presentata facendo emergere in primo luogo le sue caratteristiche innovative e i suoi punti di forza, presentando il curriculum e le motivazioni dell’imprenditore e dei soci, definendo la forma giuridica in cui si intende realizzarla. Non deve mancare poi una descrizione del mercato di riferimento, dei clien- ti e dei concorrenti, dei fornitori e delle modalità di commercializzazione, e ovviamente del pro- dotto o del servizio che si intendono realizzare. Un adeguato spazio, infine, devono avere la descrizione delle risorse umane che si intendo- no coinvolgere e del loro profilo professionale e di quelle tecniche e logistiche (locali, attrezzatu- re, impianti, tecnologie). Scegliere: come stabilire l’organizzazione dell’impresa da avviare Nel delineare le caratteristiche della futura impresa si compiono necessariamente delle scelte che contribuiranno a darle un’identità piuttosto che un’altra: uno dei primi elementi da scegliere è quale “abito giuridico” dare alla nuova attività, forma che influenzerà diversi aspetti della gestione, da quelli amministrativi a quelli fiscali. Le imprese si dividono in ditte indi- viduali o società, che a loro volta si distinguono in società di persone e di capitali. Inoltre, esisto- no le società mutualistiche, o cooperative, quan- do si tratta di società non lucrative. Denominare: come scegliere il nome del business L’obiettivo principale è che i potenziali clienti siano influenzati dal nome dell’impresa. Perciò è bene ricordare che sarebbe opportuno comuni- care in modo evidente il servizio o il prodotto che si offre. È opportuno evocare con il nome qual- cosa di conosciuto e che sia di uso comune. Può anche essere utile alludere ai benefici che il pro- dotto o servizio porterà all’utilizzatore. Per esempio “Cassaforti sicure” illustra chiaramente il prodotto e nello stesso tempo lo caratterizza indicando il vantaggio che offre al cliente. vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 9
  10. 10. Il Business Plan, oltre a essere una presentazio- ne della futura azienda, rappresenta anche un documento tecnico dettagliato in grado di offrire una descrizione del progetto d’impresa anche dal punto di vista economico-finanziario. La parte analitica è un aspetto indispensabile soprattutto se si ha intenzione di ricorrere a finanziamenti. Gli aiuti finanziari sono sempre difficili da ottenere, soprattutto se non si è in grado di fornire le giuste garanzie e di dimostra- re una sufficiente solidità dell’attività. Valutarecome elaborare la parte quantitativa del Business Plan prevedere pianificare calcolare vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 10
  11. 11. Prevedere: come raggiungere gli obiettivi finanziari desiderati È necessario prevedere i possibili scenari eco- nomico-finanziari della futura impresa e provve- dere alla redazione di un piano previsionale relativo ai primi tre anni d’attività. Gli aspetti pro- spettici a cui bisognerà dedicare particolare attenzione riguardano l’andamento del cash flow (flussi di cassa) e l’analisi di redditività. Queste fonti di informazione sono indispensabili all’im- prenditore per individuare le strategie aziendali da perseguire e verificare in corso d’opera l’evo- luzione degli aspetti economico-finanziari con- nessi all’attività imprenditoriale avviata. Pianificare: come stabilire la “rotta” della nuova impresa L’imprenditore dovrà mantenere alta l’attenzione sulla dimensione finanziaria, anche dopo che ha definito la quantità di risorse finanziarie neces- sarie all’avvio della nuova attività. Ad esempio, la stima dei costi fissi e variabili confrontati con i potenziali ricavi, permette di determinare il punto di pareggio: fatturato minimo da realizza- re per non risultare in perdita. È bene ricordare che solo con una visione completa dei movi- menti economico-finanziari è possibile valutare l’opportunità di nuovi investimenti e ricercare in caso di necessità fonti di finanziamento. Calcolare: come far quadrare i conti Nella elaborazione dei conti ci sono diversi aspetti da ricordare: i costi fissi di esercizio (quelli che tocca sostenere anche se non si vende nulla), quelli variabili (costi correlati alle quantità prodotte), e i profitti (ricavi meno i costi totali). Ma non devono sfuggire anche altri aspetti che incidono sull’andamento finanziario finale: i giorni di credito ai clienti (il tempo medio di attesa per essere pagati) e quelli dai fornitori (il tempo medio che riuscite a ottenere dai forni- tori per pagare ciò che spetta loro), la liquidità, l’IVA, i costi legati ai dipendenti, le tasse, i costi legati al marketing, le eventuali perdite. vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 11
  12. 12. PAREGGIO Per quanto chiaro e schematico sia stato il per- corso, ti sarai accorto che ti mancano ancora tante compenteze per riempire le “zone scure” del piano d’impresa e per lanciarti nel vero e proprio varo dell’attività. Per colmare le tue carenze cnoscitive, senza perdere tempo pre- zioso, le soluzioni sono soltanto due: - partecipare a corsi di formazione su determina- te tematiche aziendali; - avvalerti della consulenza personalizzata di esperti. [ Prezzo unitario (P): prezzo a cui il prodotto/servizio viene venduto sul mercato Quantità (Q): quantità di prodoto/servizio venduto sul mercato Ricavi Totali (RT): PxQ Costi Fissi (CF): costi che non variano al variare della quantità prodotta/venduta Costi Variabili Unitari (CVU): costo di ogni singola unità di prodotto Costi Totatali (CT): CF+(CVUXQ) Margine di Contribuzione Unitario (MdC): P-CVU Indica il contributo che la vendita di ogni singola unità di prodotto apporta alla copertura dei costi fissi Punto di Pareggio: RT=CT ossia PxQ=CF+(CVUxQ), per cui la quantità dei beni da ven- dere per pareggiare costi e ricavi è q*=CF/(P-CVU) Punto di equilibrio Area di utile Area di perdita Costi Fissi Costi Totali Ricavi P Q ] Break even point vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 12
  13. 13. La tabella esemplifica le principali procedure, suddivise per forma giuridi- ca prescelta, che devono essere attivate nella fase iniziale dell'impresa; la successione degli adempimenti può essere suscettibile di variazioni, o integrazioni, per taluni casi specifici. ADEMPIMENTI IMPRESE INDIVIDUALI SOCIETÀ DI PERSONE SOCIETÀ DI CAPITALE COOPERATIVE VERSAMENTO DEI 25/100 DEL CAPITALE SOCIALE, IN DENARO, PRESSO UNA BANCA COSTITUZIONE DELLA SOCIETÀ CON ATTO PUBBLICO TRAMITE NOTAIO COSTITUZIONE DELLA SOCIETÀ CON ATTO PUBBLICO TRAMITE NOTAIO COSTITUZIONE DELLA SOCIETÀ CON ATTO PUBBLICO TRAMITE NOTAIO VERSAMENTO TASSA CONCESSIONE PER VIDIMAZIONE LIBRI SOCIALI TRAMITE NOTAIO APERTURA PARTITA IVA PRESSO L'AGENZIA DELLE ENTRATE APERTURA PARTITA IVA PRESSO L'AGENZIA DELLE ENTRATE APERTURA PARTITA IVA PRESSO L'AGENZIA DELLE ENTRATE APERTURA PARTITA IVA PRESSO L'AGENZIA DELLE ENTRATE ISCRIZIONE AL REGISTRO DELLE IMPRESE PRESSO LA C.C.I.A.A. ISCRIZIONE AL REGISTRO DELLE IMPRESE PRESSO LA C.C.I.A.A. ISCRIZIONE AL REGISTRO DELLE IMPRESE PRESSO LA C.C.I.A.A. ISCRIZIONE AL REGISTRO DELLE IMPRESE PRESSO LA C.C.I.A.A. ISCRIZIONE ALL’ALBO DELLE COOPERATIVE PRESSO LA C.C.I.A.A. EVENTUALE APERTURA POSIZIONI INPS E INAIL EVENTUALE APERTURA POSIZIONI INPS E INAIL EVENTUALE APERTURA POSIZIONI INPS E INAIL APERTURA POSIZIONI INPS E INAIL EVENTUALE VIDIMAZIONE REGISTRI CONTABILI CIVILI E FISCALI PRESSO LA C.C.I.A.A. O NOTAIO EVENTUALE VIDIMAZIONE REGISTRI CONTABILI CIVILI E FISCALI PRESSO LA C.C.I.A.A. O NOTAIO VIDIMAZIONE REGISTRI CONTABILI CIVILI E FISCALI PRESSO LA C.C.I.A.A. O NOTAIO VIDIMAZIONE REGISTRI CONTABILI CIVILI E FISCALI PRESSO LA C.C.I.A.A. O NOTAIO CONSEGNA ALLA DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DEL REGOLAMENTO INTERNO (ART. 6 LEGGE 142/2001) Esemplificazione adempimenti iniziali imprenditore vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 13
  14. 14. Dopo aver predisposto il Business Plan, si tratta di passare dalla teoria alla pratica provvedendo agli adempimenti previsti dalla legge per l’aper- tura di una nuova ditta, finalizzati a dare concre- tezza alla forma giuridica, e predisponendo lo spazio fisico in cui si svolgerà l’attività. Avviarecome organizzare le prime cose da fare quando si inizia organizzare comunicare aprire vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 14
  15. 15. Organizzare: come individuare la giusta sede e rimanerci a lungo La sede rappresenta il punto di riferimento per i clienti e i fornitori. Ed è il luogo in cui si svolge la maggior parte dell’attività imprenditoriale, sia che si tratti di un’attività produttiva che di un esercizio commerciale o di fornitura di servizi; perciò va ricercata con un numero adeguato di locali a seconda del tipo di attività. Nel momen- to in cui si cerca il locale idoneo, da affittare o acquistare, non bisogna tralasciare alcuni aspet- ti che possono incidere sia sulle spese iniziali sia sulla possibilità di sviluppo dell’impresa. Sono da valutare: le condizioni del locale (poi- ché sarà necessario procedere a lavori di ristrut- turazione e adeguamento), le possibilità di par- cheggio che avranno i futuri clienti, i consumi e le spese condominiali (se si condivide lo stabile con altri), la sicurezza della zona e del vostro locale. Nel caso di affitto sono da considerare anche le clausole di risoluzione del contratto. Comunicare: come farsi conoscere Una nuova impresa presente sul territorio ha senz’altro necessità di far conoscere la propria esistenza attraverso una prima campagna di promozione della sua attività. Per scegliere gli strumenti più adeguati per le azioni di marketing occorre avere le idee chiare riguardo a chi ci si vuole rivolgere con i beni che si producono o vendono e/o i servizi che si offrono. Addirittura, considerare le caratteristiche della concorrenza è fondamentale per avere a disposizione una serie di dati utili alla elaborazione di una buona e, possibilmente, vincente strategia. Aprire/iniziare: come farsi apprezzare fin dal primo giorno Fin dal primo giorno è importante stare sempre attenti a ciò che i clienti pensano e dicono del prodotto/servizio. In alcuni casi, i commenti pos- sono essere anche deludenti nei confronti delle aspettative personali; però è importante ascol- tarli, interpretarli e usarli proficuamente per sod- disfare la domanda implicita di miglioramento. Il giorno dell’inaugurazione, in alcuni tipi di attività, è fondamentale fare una buona impressione sui primi potenziali clienti; perché da probabili clien- ti occasionali potrebbero diventare potenziali clienti “fidelizzati”. È chiaro che si deve investire adeguatamente su questo momento, fornendo particolari offerte promozionali e mettendo a proprio agio i curiosi che si avvicinano alla nuova attività commerciale, produttiva o di servi- zi. vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 15
  16. 16. Dopo la fase di avvio ci sono una serie di attivi- tà ordinarie a cui l’imprenditore non può rinun- ciare se intende garantire un buon esito agli sforzi iniziali e preparare il terreno per un favo- revole sviluppo alla sua impresa. Gestirecome condurre le attività quando l’attività è ormai a regime pianificare vendere controllare vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 16
  17. 17. Pianificare: come evitare le brutte sorprese in fase di crescita Far crescere un’impresa non è facile e l’impren- ditore deve essere consapevole che nei primi tempi dovrà fare un po’ di fatica. Pianificare il lavoro, usando un software specializzato, un foglio di calcolo o anche solo un calendario sem- pre davanti agli occhi, consente di prevedere ciò di cui si ha bisogno organizzando il tempo e le risorse in modo da evitare di trovarsi in condizio- ne di non poter soddisfare delle richieste per tempo. Un’attenzione particolare riveste anche l’aspetto fiscale, che spesso viene affidato a un professionista, ma sul quale l’imprenditore deve mantenersi costantemente aggiornato. Vendere: come mantenere alte le vendite L’analisi del mercato è una questione di vitale importanza, poiché la redditività e la competitivi- tà dell’attività dipende dalla maggiore o minore capacità di attirare clienti. Dalle vendite deriva anche la possibilità di restare sul mercato e di cominciare a crescere. Alla cura del rapporto con i clienti già fidelizzati si deve unire una con- tinua attività per creare maggiori contatti che permettano di raggiungere nuove persone. Molte sono le modalità promozionali: dal sempli- ce biglietto da visita, all’attenzione al cliente anche al di là dell’orario di lavoro, ai contatti con la Camera di Commercio, le Associazioni di categoria e gli Enti professionali. Controllare: come conoscere i costi effettivi Quando si sta sviluppando un’impresa, bisogna davvero stare attenti a tenere i costi sotto con- trollo. A mano a mano che il fatturato aumenta è bene non farsi prendere troppo dall’entusiasmo correndo il rischio di fare investimenti azzardati. È importante perciò evitare di cadere in errori promettendo per esempio di esaudire richieste che non si possono mantenere, finendo per non rispettare le scadenze o scendere a compro- messi sulla qualità. La struttura dei costi effettivi via via che l’impresa cresce va inevitabilmente modificandosi. È pertanto opportuno monitorare alcuni elementi che servono ad avere sempre il quadro economico chiaro: i tempi di produzione, la distribuzione, il budget, i costi di esercizio, il ricarico, le spese bancarie, i debiti insoluti, la gestione degli acquisti e gli ordini. vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 17
  18. 18. AGEVOLAZIONI Gli Sportelli Creazione Impresa D3 possono aiu- tare il neo-imprenditore ad accedere a specifi- che forme di finanziamento. L’iter è il seguente: Validazione Il Business Plan deve essere validato dalla Provincia di Alessandria Autorizzazione La validazione conferma che il progetto d’impre- sa è idoneo e il neo-imprenditore è autorizzato a richiedere finanziamenti Informazione Il neo-imprenditore, rivolgendosi allo Sportello Creazione Impresa D3, ottiene le informazioni necessarie alla richiesta di agevolazioni finan- ziarie Domanda Lo Sportello Creazione Impresa D3 aiuta il neo- imprenditore nelle procedure necessarie per l’inoltro di domande per l’accesso ad agevola- zioni finanziarie Contributo I contributi a valere sulla Misura D3 prevedono: 1. contributo per le spese sostenute per la costi- tuzione di impresa, limite max. 5.164,57 euro 2. contributo per il sostegno al reddito dell’im- prenditore: euro 464,81 mensili per l’imprendito- re (nel caso di ditta individuale), o per ciascun socio lavoratore, sino a 5 per un periodo non superiore a 6 mesi. ... è possibile ottenere contributi e finanziamenti vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 18
  19. 19. ACCESSOAmmissibilità contributi a valere della Misura D3 Possono presentare domanda le nuove imprese insediate con sede legale ed unità locale nella regione Piemonte, costituite e regolarmente iscritte alla C.C.I.A.A. e che risultino già attive. Tali imprese devono essere nate attraverso i servizi degli sportelli provinciali della Misura D3. Non possono accedere pertanto ai contributi finanziari le nuove imprese che svolgeranno la loro attività principale, quale risultante dal codi- ce ISTAT Ateco 2002, nei settori definiti “sensibi- li” dalla normativa comunitaria. L’inoltro della domanda di accesso al contributo previsto dalla Misura D3 deve avvenire entro 12 mesi dalla data di validazione del Business Plan. vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 19
  20. 20. L’imprenditore deve essere consapevole che se il mercato in cui opera evolve e, se vuole svilup- pare la propria impresa, è fondamentale che conosca le nuove tendenze e innovazioni attra- verso le ricerche di settore, le pubblicazioni in materia, la consulenza di esperti. Una volta superate le prime difficoltà, è possibile avviare un processo di miglioramento della qualità dei servizi e dei prodotti offerti e prepararsi ad affrontare anche eventuali necessari cambia- menti a livello di organizzazione del lavoro e della struttura dell’impresa. Svilupparecosa fare quando cambia il mercato o si vuole crescere superare migliorare cambiare vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 20
  21. 21. Superare: come procedere quando si presentano le prime difficoltà Nella fase di sviluppo, l’imprenditore si può tro- vare di fronte a diverse difficoltà: organizzative, finanziarie … Per superare le criticità organizza- tive occorre individuare, in prima battuta, le cause: riflettere sulle strategie adottate e sul lavoro svolto, rivalutare ogni singolo processo e cambiare, partendo da quanto di buono realiz- zato, laddove occorra farlo. Per problematiche di tipo finanziario si può pren- dere in considerazione l’opportunità di reperire liquidità da fonti esterne attraverso terzi: istituti di credito, nuovi soci, finanziamenti agevolati… A questo scopo è importante avere a disposizio- ne un adeguato Business Plan. Migliorare: come continuare a perfezionare se stessi e la propria impresa La formazione e la crescita personale possono migliorare notevolmente il rendimento sul lavoro e di conseguenza lo sviluppo dell’impresa. Ciò vale sia per l’imprenditore sia per i suoi eventua- li collaboratori. Spesso la formazione comporta inevitabilmente dei costi che però possono essere notevolmente limitati organizzando per esempio delle partnership con altre aziende, organizzando dei momenti in cui condividere internamente le esperienze (condivisione del know-how), collaborando con gli enti formativi, richiedendo contributi regionali e provenienti dai fondi europei, valutando effettivamente quali bisogni formativi l’impresa ha bisogno in base alle competenze già presenti. Oltre a perfezio- nare le capacità di chi lavora, è importante con- siderare le possibilità di migliorare il prodotto e il servizio offerto, sempre con l’intento di andare incontro alle esigenze del cliente. Cambiare: come dirigere i cambiamenti organizzativi La difficoltà di cambiamento, rispetto a un mer- cato con nuove prospettive, spesso viene supe- rata riflettendo sull’opportunità di introdurre ser- vizi in più o differenziazioni rispetto ad altre real- tà imprenditoriali. Un campo particolare che si è affermato negli ultimi anni e che potrebbe esse- re ricco di spunti per un cambiamento di rotta di un’impresa è l’e-commerce, la vendita tramite Internet. Essa può essere una buona scelta di fronte alla consapevolezza che per entrare in un determinato mercato non sono sufficienti le stra- de tradizionali e può essere un’ottima via di accesso alla conoscenza del prodotto in que- stione (grazie al network e la comunità online). Se poi il prodotto ha un basso costo e la conse- gna è semplice e non eccessivamente costosa, si rivela un modo innovativo e pratico per arriva- re al cliente. vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 21
  22. 22. I flussi di denaro nelle impreseIMPRESA FINANZIATORI ESTERNI Restituzione prestiti e pagamento interessi PIANO D’IMPRESA INVESTIMENTI ATTIVITÀ D’IMPRESA REDDITO OPERATIVO REDDITO LORDO – IMPOSTE UTILE NETTO TITOLARI NUOVI SOCI DA CLIENTI CREDIBILITÀ E GARANZIE RICAVI – COSTI OP. vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 22
  23. 23. L’impresa per il funzionamento ha bisogno di soddisfare i fabbisogni dei clienti, di fornitori di materiali, di servizi e di risorse finanziarie a copertura degli investimenti lungo il ciclo produt- tivo di beni e/o servizi. L’imprenditore deve gestire più attività e tra que- ste anche i flussi di denaro. Il ciclo economico e finanziario si ha nel momen- to in cui l’imprenditore utilizza del denaro prove- niente dai suoi risparmi e/o da finanziamenti di terzi (istituti di credito, finanza agevolata…) per trasformarli in beni capitali materiali (es. macchi- nari, sedi…) e/o immateriali (software, brevetti, marchi…). I ricavi si generano dalle attività d’impresa che sono frutto di un insieme di azioni: elaborazione piano di marketing, di vendite e di investimenti. Il reddito operativo risulta dalla differenza tra ricavi e costi operativi (es. forniture, stipendi, canoni di locazione, utenze…) e sarà utilizzato dall’imprenditore per restituire i prestiti di capita- le e i relativi interessi. L’utile netto si ottiene dal reddito lordo meno le imposte ed è il denaro che resta all’imprenditore come fonte per nuovi investimenti. DENARO vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 23
  24. 24. Indirizzi utili PROVINCIA DI ALESSANDRIA Sportello Creazione d’Impresa C.so Roma, 100 15100 Alessandria Tel. 0131 23 24 33 Fax 0131 30 52 17 Dal Lunedì a Venerdì: 9.00 - 13.0 (pomeriggio su appuntamento) info@alessandriacreaimpresa.it Acqui Terme Centro per l’impiego Via Dabormida, 2/4 15011 Aqui Terme Tel. 0144 32 20 14 Fax 0144 32 66 18 Alessandria Centro per l’impiego Via Cavour, 17 15100 Alessandria Tel. 0131 30 33 61 Fax 0131 51 06 78 Casale M.to Centro per l’impiego Via Trevigi, 12 15033 Casale M.to Tel. 0142 45 23 94 Fax 0142 42 20 86 Cerrina M.to Recapito territoriale (lunedì mattina) Via Roma, 81 15020 Cerrina M.to Tel. 0142 94 37 37 Acqui Terme Centro per l’impiego Via Dabormida, 2/4 15011 Aqui Terme Tel. 0144 32 20 14 Fax 0144 32 66 18 Alessandria Centro per l’impiego Via Cavour, 17 15100 Alessandria Tel. 0131 30 33 61 Fax 0131 51 06 78 Casale M.to Centro per l’impiego Via Trevigi, 12 15033 Casale M.to Tel. 0142 45 23 94 Fax 0142 42 20 86 Cerrina M.to Recapito territoriale (lunedì mattina) Via Roma, 81 15020 Cerrina M.to Tel. 0142 94 37 37 Numero Verde 800.13.48.05 www.alessandriacreaimpresa.it vademecum_AL_270609 6-11-2006 18:24 Pagina 24

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