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SCENARI 2020
Anticipazione dei fabbisogni professionali
per il settore chimico e farmaceutico
30 Aprile 2014
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Lo studio di scenario settoriale, “chimico e farmaceutico”, per l’anticipazione dei fabbisogni
Professionali, è stato co...
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Sommario
1. Le scelte metodologiche
1.1 L’utilizzo delle metodologie di scenario per l’anticipazione dei fabbisogni prof...
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5. Scenario 2020: una visione d’insieme
5.1 Premessa metodologica
5.2 Una sintesi dei principali trend e driver che guid...
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1. Le scelte metodologiche
Se l’analisi dei fabbisogni contingenti espressi dal sistema produttivo riveste un ruolo
fond...
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medio-lungo periodo. Dal campo aziendale l’utilizzo delle tecniche di foresight si è esteso ai
contesti di ricerca strat...
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contradditori. Le tecniche di scenario4
possono perciò essere utili in quanto contribuiscono allo
sviluppo di strategie ...
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- l’individuazione, in rapporto ai cambiamenti di ruolo e compiti, delle nuove competenze
emergenti;
- l’incidenza e le ...
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Tenuto conto che il settore chimico-farmaceutico è correlato con molti settori della vita
economica e sociale, è quindi...
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sicuramente innovati nelle loro modalità di esercizio.
Lo scopo complessivo dell’attività è il raggiungimento per ciasc...
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In questa prima sessione si è anche identificato il sottogruppo che si è assunto il compito di lavorare
alla sistematiz...
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Infine nella 5a sessione plenaria il gruppo di lavoro ha validato la versione definitiva del rapporto di
scenario rivis...
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prodotti plastici e della gomma scaturisce da due ulteriori considerazioni di fondo :
- dal punto di vista organizzativ...
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Comparti chimico-farmaceutici dell’ATECO 2007. Divisioni, Gruppi e Classi
Codice
Ateco 2007
DESCRIZIONE
20 FABBRICAZION...
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Nelle micro-imprese6
(fino a 9 addetti) e nelle piccole (10-49) è assolutamente preponderante la
presenza del settore C...
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termini di addetti, risultano prevalenti le medie imprese, con il 35,2% del totale. Nelle
Farmaceutiche, le medie impre...
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negli Altri prodotto chimici e nelle Fibre (42%) e, nel Farmaceutico, nei Prodotti farmaceutici di
base (44%).
Distribu...
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I dati del censimento fotografano, infatti, una realtà dove sono 2.257 le imprese chimiche sotto la
soglia dei 5 addett...
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Le imprese che operano nella filiera chimica - farmaceutica
Numero
Imprese
(anno 2011)
Quota %
(anno 2011)
Var.numero
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registra invece nel farmaceutico, dove 177 imprese controllate sviluppano una occupazione che
corrisponde al 27% di que...
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Le imprese che operano nella filiera chimica e farmaceutica distribuite per comparto
Imprese Quota %
FABRICAZIONE DI PR...
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Gli addetti nella filiera chimica – farmaceutica distribuite per comparto
Addetti Quota %
FABRICAZIONE DI PRODOTTI CHIM...
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Gli addetti nella filiera chimica – farmaceutica: variazione nel decennio 2011-2001 per classi
dimensionali
Variazione ...
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Performance di sviluppo (anno 2001 = 100)
Fatturato totale Investimenti
96,3
120,3 118,4
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situazione delle fibre sintetiche ed artificiali, dove si è più che dimezzato il valore delle vendite
(fatto 100 il liv...
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I paesi UE27 della Chimico-Farmaceutica: il posizionamento dell’Italia
Il contributo % dell’Italia all’interno dell’UE2...
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questo campione, che rispetto al fatturato rappresenta quasi due terzi delle imprese chimiche e la
quasi totalità delle...
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Altrettanto stabile è la struttura finanziaria rispetto ai tempi di pagamento ed incasso. L’Indice di
liquidità immedia...
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I conti delle grandi imprese (oltre 50 milioni di fatturato) che operano nel settore farmaceutico: redditività, costi e...
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I conti delle grandi imprese (oltre 50 milioni di fatturato) che operano nel settore chimico: redditività, costi e stru...
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3.2 Il profilo dell’occupazione attraverso le principali variabili anagrafiche, di istruzione e di
posizione nel mercat...
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mezzo punto percentuale) nel Farmaceutico. I lavoratori temporanei (ex interinali) sono una
presenza di un certo riliev...
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cosmetici (51,9%). Il valore più basso si registra nella Fabbricazione di medicinali (24,9%). Una
quota inferiore al 40...
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Nella distribuzione geografica dell’occupazione, prevalgono ancora le regioni del Nord-ovest, che
pesano per il 49% sul...
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Dinamiche occupazionali e della produttività lorda reale del lavoro
Il settore Chimico, dopo l’emorragia occupazionale ...
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2009. Lo stesso non si verifica per la Chimica, dove i notevoli guadagni di produttività degli anni
’90 sono in parte a...
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occupazione medio n...
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Industrie farmaceutiche. Flussi occupazionali cumulati in entrata ed in uscita in rapporto
all’occupazione media dell’a...
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Farmaceutico rispetto al Chimico (27% contro il 6%). Coerentemente, sono gli Specialisti in scienze
naturali ad avere i...
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attività produttive (4,6%); i Tecnici delle scienze quantitative, fisiche e chimiche (4,4%); gli Operai
addetti a macch...
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Distribuzione % degli occupati nel 2012 secondo la Classificazione delle Professioni 2011. Imprenditori,
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Distribuzione % degli occupati nel 2012 secondo la CP Professioni 2011. Esecutivi, Qualificati nel
commercio e servizi,...
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Nella chimica italiana nel 2012 gli addetti che si dedicano alla ricerca risultano 4900 unità (di cui
2100 ricercatori)...
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I dati di Farmindustria (Indicatori Farmaceutici 2013) rilevano come nel 2012 le imprese del
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Addetti all’innovazione
Chimica e farmaceutica si caratterizzano, come osservato, per l’elevato livello di qualifica de...
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Addetti alla Ricerca e Sviluppo nell’industria farmaceutica e numero di studi clinici svolti in Italia
Fonte: Farmindus...
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Anticipazione dei fabbisogni professionali per il settore chimico e farmaceutico

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Scenari 2020. Anticipazione dei fabbisogni professionali per il settore chimico e farmaceutico.

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Anticipazione dei fabbisogni professionali per il settore chimico e farmaceutico

  1. 1. 1 SCENARI 2020 Anticipazione dei fabbisogni professionali per il settore chimico e farmaceutico 30 Aprile 2014
  2. 2. 2 Lo studio di scenario settoriale, “chimico e farmaceutico”, per l’anticipazione dei fabbisogni Professionali, è stato condotto da: Gruppo di lavoro ISFOL: Mario Gatti (Responsabile Struttura Lavoro e professioni), Maria Grazia Mereu (Responsabile gruppo di ricerca Professioni), Massimiliano Franceschetti (Ricercatore), Fabrizio Giovannini (Ricercatore), Maurizio De Simone (Ricercatore) Gruppo di ricerca SOGES S.p.A. e ARES 2.0 S.r.l.: Bartolomeo Avataneo (Coordinatore e Ricercatore), Clemente Tartaglione (Cura scientifica e ricercatore), Mauro Di Giacomo (Cura scientifica e ricercatore), Lorenzo Birindelli (Statistico), Sara Corradini (Ricercatrice), Fulvio Pellegrini (Ricercatore), Luca Di Maio (Ricercatore), Elena De Luca (Segreteria organizzativa) Parti sociali: Maurizio Don (UILTEC-UIL), Renzo Grosso (FEDERCHIMICA), Clemente Tartaglione (FILCTEM – CGIL), Luciano Tramannoni (FEMCA-CISL) Esperto di dinamiche settoriali: Marco Zirulia
  3. 3. 3
  4. 4. 4 Sommario 1. Le scelte metodologiche 1.1 L’utilizzo delle metodologie di scenario per l’anticipazione dei fabbisogni professionali 2. La delimitazione dei settori oggetto di indagine 2.1 L’articolazione dell’industria Chimica e Farmaceutica 3. Caratteristiche strutturali del sistema chimico e farmaceutico: il presente ed il passato 3.1 Principali dati sulle imprese: dimensione, specializzazione operativa e performance economico – finanziaria, 3.2 Il profilo dell’occupazione attraverso le principali variabili anagrafiche di istruzione e di posizione nel mercato del lavoro 3.3 Dinamiche di innovazione: spese in ricerca, brevetti, dotazione di personale e posizionamento nazionale e internazionale di un settore composito 4. Principali dinamiche del cambiamento con cui si confronteranno il settore chimico e quello farmaceutico 4.1 Concorrenza e internazionalizzazione 4.2 Mercato delle materie prime ed energia 4.3 I fattori tecnologici e innovazione 4.4 Dinamiche di crescita e assetti proprietari: riflessi sull’organizzazione aziendale, sui modelli produttivi e l’outsourcing 4.5 I fattori demografici, sociali e culturali 4.6 Andamento della domanda industriale: per i mercati della chimica di base e della chimica fine e di specialità 4.7 Dinamiche emergenti nel mercato dei farmaci e gestione del ciclo di vita dei prodotti farmaceutici: dalla commercializzazione iniziale sino alla gestione della fase di “genericazione” 4.8 I fattori istituzionali e regolatori
  5. 5. 5 5. Scenario 2020: una visione d’insieme 5.1 Premessa metodologica 5.2 Una sintesi dei principali trend e driver che guideranno il cambiamento 6. Strategie delle risorse umane per interpretare il cambiamento 6.1 Implicazioni del nuovo scenario: principali competenze emergenti 6.2 Le figure professionali coinvolte dal cambiamento 6.3 Implicazioni per il sistema dell’istruzione e formazione 7. Le schede delle unità professionali APPENDICE STATISTICA
  6. 6. 6 1. Le scelte metodologiche Se l’analisi dei fabbisogni contingenti espressi dal sistema produttivo riveste un ruolo fondamentale ai fini dell’adattabilità delle risorse umane, l’anticipazione dei fabbisogni assume un ruolo strategico per lo sviluppo delle politiche di formazione del paese. Prefigurare la direzione del mutamento e ciò che ne deriva in termini di necessità future, significa avere la possibilità di prevenire, con adeguate politiche, l’impatto che determinati eventi possono avere sui sistemi economici, produttivi, organizzativi e professionali. Negli ultimi anni l’Isfol, su mandato del Ministero del Lavoro, è impegnato nella realizzazione di un sistema informativo su professioni, occupazione e fabbisogni professionali. Il sistema si configura come l’interfaccia che consente la comunicazione tra sistema economico-produttivo e mercato del lavoro da un lato, e sistema istruzione/formazione professionale dall’altro, al fine di creare un canale che colleghi i due versanti in un’ottica di sinergia, per favorire l’attivazione di politiche integrate del lavoro e dell’education. Il sistema è organizzato intorno alla Nomenclatura e classificazione delle Unità Professionali (NUP)1 . La NUP ha individuato 805 unità professionali, oggetto di una ponderosa indagine campionaria2 che ha prodotto la rappresentazione media del lavoro in Italia. Il sistema è concepito in modo speculare, con fabbisogni occupazionali da un lato e fabbisogni professionali dall’altro. Altra caratteristica del sistema è data dalla doppia dimensione temporale: previsioni di assunzione a breve termine e fabbisogni professionali contingenti; previsioni di occupazione di medio termine e anticipazione dei fabbisogni professionali a cinque anni. L’anticipazione dei fabbisogni nel settore chimico farmaceutico, che qui viene presentata, è frutto della sperimentazione di una delle tecniche di foresight3 più diffuse: le metodologie di scenario. L’utilizzo di tali metodologie è stato sviluppato in campo militare, negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, per poi estendersi nella società civile negli anni settanta con la prima crisi petrolifera. Da allora, sull’esperienza pionieristica della Shell, che, attraverso la prefigurazione degli scenari riuscì a limitare i disagi provocati dallo shock petrolifero, molte multinazionali hanno adottato questa metodologia per definire le strategie aziendali di 1 La Nomenclatura e classificazione delle Unità professionali (NUP) è un prodotto derivato dalla Classificazione delle Professioni Istat 2001 ed è ad essa collegato. Realizzata da Isfol e Istat nel 2006 la NUP disaggrega ad un ulteriore quinto livello (Unità professionale) la CP 2001 e fornisce una breve descrizione di tutto l’albero classificatorio. 2 L’indagine campionaria condotta da Isfol e Istat ha interessato un campione di circa 16.000 lavoratori occupati in tutte le professioni 3 Le attività di foresight si basano sulla “prefigurazione” degli eventi che potranno verificarsi nel futuro e degli effetti che tali eventi potranno determinare. Vengono realizzate attraverso l’uso di tecniche e strumenti empirici e scientifici. Si tratta di anticipazioni utilizzate per la pianificazione di politiche e strategie di medio e lungo termine.
  7. 7. 7 medio-lungo periodo. Dal campo aziendale l’utilizzo delle tecniche di foresight si è esteso ai contesti di ricerca strategica a supporto della decisione politica. La rappresentazione delle opportunità e dei rischi dei processi di cambiamento, proprie delle tecniche di foresight, consente, ai principali attori coinvolti nel processo, di effettuare le scelte più adeguate e predisporre azioni e strategie rispondenti ai bisogni espressi dal sistema delle professioni. Tra le diverse metodologie di foresight la più indicata per valutare gli impatti di medio lungo termine sui sistemi professionali determinati dai cambiamenti socio-economici, tecnologici ed organizzativi, è proprio quella degli scenari. 1.1 L’utilizzo delle metodologie di scenario per l’anticipazione dei fabbisogni professionali Gli studi di scenario, come tutte le metodologie di foresight, si basano sulla prefigurazione e la descrizione di probabili eventi che possono verificarsi nel futuro e sull’identificazione che tali eventi possono avere all’interno dei contesti oggetto d’analisi – nel nostro caso il settore chimico farmaceutico - focalizzando l’attenzione sulle relazioni esistenti tra eventi possibili e momenti decisionali. Come sottolineato in premessa, l’utilizzo di tecniche e strumenti empirici e scientifici permette di utilizzare la metodologia di scenari come elemento estremamente utile nella lettura dell’anticipazione dei bisogni professionali a livello settoriale. Per il raggiungimento dell’obiettivo un ruolo fondamentale, come mostra il lavoro che qui si presenta, è svolto da un lavoro di gruppo estremamente sinergico e dall’intervento delle parti di sociali che si sono impegnate nel prefigurare i fabbisogni futuri all’interno del settore in oggetto. Di regola, la costruzione di uno scenario risulta utile in situazioni in cui i problemi da affrontare sono complessi, esiste una alta probabilità di cambiamenti significativi, i trend dominanti possono non essere favorevoli e devono quindi essere analizzati, l’orizzonte temporale è relativamente lungo. Questa tecnica consente di concentrare l’attenzione direttamente sulle forze che guidano il cambiamento, immaginare i possibili percorsi di evoluzione, tracciare la sequenza di eventi e cambiamenti critici. Lo scenario si configura, quindi, come uno strumento pratico in grado di supportare il decision making in contesti complessi, quando gli accadimenti futuri sono incerti, la società si sviluppa in modo eterogeneo, i cambiamenti socio-culturali, tecnologici e organizzativi sono rapidi e l’impatto della globalizzazione e la crescita della conoscenza e dell’informazione sono complessi e
  8. 8. 8 contradditori. Le tecniche di scenario4 possono perciò essere utili in quanto contribuiscono allo sviluppo di strategie alternative che consentono di esplorare sistematicamente storie coerentemente costruite che contengono le tendenze più importanti e le principali aree di incertezza, riducendo la complessità di un futuro sfaccettato che appare contraddittorio, incerto e imprevedibile. L'analisi di scenario, come vedremo nel dettaglio più avanti, ha impegnato un gruppo di esperti in un processo di identificazione di trend e driver5 poi utilizzati nell’esplorazione e prefigurazione degli scenari più probabili tra quelli possibili, attraverso un percorso di lavoro che utilizza informazioni, fatti, deduzioni e intuizioni. L’organizzazione di un’analisi di scenario può variare in ragione degli argomenti trattati, che possono richiedere informazioni di base più o meno estese e/o approfondite per prefigurare scenari plausibili e significativi. La stessa durata delle fasi che precedono e seguono le sessioni di lavoro in plenaria variano in funzione della prevalente conduzione del processo di scenario da parte del gruppo più esteso o da parte di quello ristretto che è deputato a raccogliere gli input dell’altro per predisporre la documentazione di scenario. Le tecniche di scenario vengono, quindi, calibrate di volta in volta in funzione dell’utilizzo delle indicazioni che scaturiscono dall’esercizio previsivo. Nel caso dell’anticipazione dei mutamenti dei ruoli e dei contenuti professionali in un settore di attività il gruppo di esperti segue i seguenti passi: - definizione statistica del settore, mappatura di prodotti/servizi e processi di produzione che caratterizzano l’attuale scenario; - rassegna della letteratura e dei dati più recenti sui fenomeni in atto; - trend economici e andamenti dell’occupazione in atto nel settore; - identificazione dei trend e driver che segneranno il prossimo futuro; - la combinazione dei trend e dei driver nei fattori chiave del cambiamento; - l’individuazione dei nodi di stress rispetto all’attuale scenario e la prefigurazione dei cambiamenti della mission, dell’organizzazione e dei prodotti/servizi; - l’individuazione, in rapporto a tali cambiamenti, delle trasformazioni dei ruoli e dei compiti professionali; 4 Cfr Cedefop, Scenarios and strategies for vocational education and lifelong learning in Europe, Salonicco 2002 5 Fattori esogeni e non governabili i primi, pilotabili i secondi
  9. 9. 9 - l’individuazione, in rapporto ai cambiamenti di ruolo e compiti, delle nuove competenze emergenti; - l’incidenza e le implicazioni di tali cambiamenti per le figure professionali impegnate nel settore; - il disegno del mutamento delle caratteristiche professionali e la sua rappresentazione. In generale, negli esercizi di foresight vengono individuati più scenari alternativi da sottoporre all’attenzione del decisore politico; nel nostro caso, poiché l’utilizzo della metodologia di scenario è finalizzato all’anticipazione dei fabbisogni professionali e a fornire conseguenti indicazioni al sistema dell’education, viene compiuto lo sforzo di individuare quello più probabile tra quelli possibili. Attraverso l’organizzazione di sessioni di lavoro in plenaria (5 sedute plenarie di due giornate ciascuna) intervallate da riunioni del sotto-gruppo di esperti, sono state esperite le seguenti attività: - raccogliere e analizzare la più recente letteratura e documentazione in campo chimico farmaceutico per enucleare, discutere e sistematizzare le prime evidenze sulle prospettive del settore; - identificare anche con l’ausilio di testimoni privilegiati ed esperti esterni i trend e i driver per pervenire agli ambienti e ai fattori del cambiamento; - focalizzare i nodi di stress che interesseranno le figure professionali che operano nel settore; - prefigurare le modificazione delle caratteristiche professionali richieste dal settore approfondendo, per ogni macro fattore individuato, le innovazioni e le modificazioni prefigurabili; - esplorare le implicazioni dei cambiamenti sul sistema di competenze richiesto dal settore e descrivere le tendenze al 2020 delle figure professionali del settore chimico-farmaceutico. Nel corso delle sedute in plenaria gli esperti, sollecitati dal conduttore del gruppo, hanno analizzato, discusso e interpretato i fenomeni che caratterizzano il settore chimico-farmaceutico. Le idee scaturite dal brainstorming sono poi state oggetto di sistematizzazione da parte del sotto- gruppo. Gli incontri plenari sono stati condotti facendo molta attenzione a che non vi fossero dinamiche condizionate solo da alcuni membri dotati di maggiore leadership nella formulazione di pareri e assunzione di decisioni sulle valutazioni previsionali.
  10. 10. 10 Tenuto conto che il settore chimico-farmaceutico è correlato con molti settori della vita economica e sociale, è quindi il primo problema da risolvere è stato quello di provare a definire il perimetro di osservazione dello studio. Si è poi proceduto nella selezione e interpretazione dei principali trend che incidono sul mercato chimico-farmaceutico, condizionandone le regole della competitività e ne modificano in definitiva il sistema delle competenze professionali degli addetti. La numerosità delle variabili individuate ha reso non praticabile la costruzione di scenari intesi in senso classico. Ciò era in parte atteso vista la trasversalità dei due settori tuttavia uno scenario non può essere statico ma deve essere in grado di modificarsi a seguito dell’azione delle variabili che sono state identificate. Ne consegue che la sua costruzione deve essere sottostante ai seguenti postulati: - le variabili che lo compongono e descrivono sono fra loro interdipendenti; - un processo di cambiamento comporta un riallineamento di tutte le variabili; - non esiste un modello ottimale e statico ma soltanto un contesto dinamico e coerente con l’azione delle variabili; - il contesto è aperto all’azione anche di altri fattori che non sono stati elencati ma che possono condizionare le variabili principali. Si è perciò posto immediatamente il problema di circoscrivere gli ambiti e le variabili che li compongono con obiettivo di individuare quei fattori che maggiormente di altri hanno un ruolo di maggiore centralità e maggiori capacità e peso per indirizzare e condizionare l’asset del settore. La richiesta di abilità, conoscenze e competenze da parte dei sistemi produttivi è diretta conseguenza degli asset che verranno assunti dal settore ma che vengono modulati in modo diverso a seconda del livello di coesistenza tra nuovi servizi e servizi tradizionali. Non va dimenticato, infatti, che il settore chimico-farmaceutico si presenta al momento come un ambito tecnologicamente avanzato ad alta vocazione industriale caratterizzato da grandi investimenti materiali e immateriali, capitale umano qualificato e importanti innovazioni. Va anche evidenziato che l’analisi dei trend è un’attività resa oggi ancora più complessa dai fenomeni di crisi che stanno attraversando tutti i mercati, compreso quello chimico-farmaceutico. Il cambiamento nel settore è continuo ma presenta diversi livelli di gradualità. Per questi motivi l’interpretazione dei cambiamenti dei contenuti professionali deve fare i conti con le tendenze innovative ma anche con la persistenza di caratteristiche consolidate. Le figure professionali, come si evince dalle schede, saranno, infatti, chiamate a svolge nuovi compiti ma anche compiti tradizionali ma
  11. 11. 11 sicuramente innovati nelle loro modalità di esercizio. Lo scopo complessivo dell’attività è il raggiungimento per ciascuna delle unità professionali selezionate alla definizione di: - Figure professionali maggiormente coinvolte e maggiormente trasformate da qui a 5 anni; - Nuove competenze; - Competenze innovate; - Aggiornamento-implementazione della banca dati Isfol; - Suggerimenti sugli elementi curriculari che andrebbero innovati/inseriti per adeguare l’unità professionale al cambiamento. Va qui sottolineato che uno degli elementi di maggiore innovazione e successo, che ha integrato la metodologia di scenari del presente progetto Isfol, è stata l’introduzione – su proposta dal gruppo di lavoro Soges/Ares2.0 – di audizioni di esperti del settore che, nel corso del lavoro plenario sono intervenuti fornendo elementi utilissimi per l’interpretazione dei principali trend e driver del cambiamento, anche orientando il gruppo di lavoro nella individuazione dello scenario più probabile. In taluni casi gli esperti individuati hanno dato anche alcune indicazioni circa le potenziali figure professionali che potrebbero essere passibili di cambiamenti e trasformazioni all’interno del settore, fornendo informazioni utili nelle fasi successive del lavoro. In ognuna della plenarie si è seguito un percorso che è stato poi integrato dal lavoro di un sottogruppo operativo. Di seguito si fornisce brevemente una descrizione delle 5 sessioni di incontro con gli esperti del settore chimico-farmaceutico e con le parti sociali e del lavoro che ha poi portato alla stesura del presente documento. L’obiettivo della 1a Sessione plenaria è stato quello della delimitazione dei settori su cui lavorare e l’individuazione dei possibili elementi di cambiamento ovvero quei fattori che incideranno maggiormente sul cambiamento (ad es. la competizione globale, le innovazioni tecnologiche, i fattori demografici, il sistema di norme finanziare nazionali ed internazionali, i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro). Inoltre si è cominciato ad identificare i trend e i driver che influenzeranno maggiormente il settore indicando anche i contesti e ambiti operativi più interessati dal cambiamento.
  12. 12. 12 In questa prima sessione si è anche identificato il sottogruppo che si è assunto il compito di lavorare alla sistematizzazione e stesura delle discussioni, delle evidenze e dei risultati emersi dalla plenaria e nella elaborazione dei documenti da sottoporre poi all’attenzione degli esperti nelle sessioni plenarie successive. Al termine delle prime due giornate il sottogruppo ha sistematizzato gli esiti degli incontri e ha predisposto un documento che ha individuato gli “ambienti” dello scenario che subiranno le maggiori trasformazioni proponendo una prima prefigurazione di nuovi assetti/nuovi prodotti con orizzonte a 5 anni. Nelle due successive giornate della 2a Sessione plenaria si è proceduto, anche attraverso il contributo di esperti settoriali specifici individuati nel mondo accademico e nei centri di ricerca specialistici, a mettere a fuoco tuti i trend e drivers di scenario evidenziati dal gruppo di lavoro in prima battuta e riportati nel documento elaborato dal sottogruppo, nonché a validarne e verificarne i contenuti, concordando eventuali modifiche o integrazioni. Nella 3a Sessione plenaria si sono prefigurati i nuovi elementi (competenze, atteggiamenti, sensibilità) necessari per operare nella nuova situazione ipotizzata, proponendo una tassonomia di “competenze emergenti”. Anche in questa terza plenaria il ruolo del sottogruppo è stato fondamentale per la sistematizzazione degli esiti della riunione e quindi per la predisposizione di un documento che ha associato i nuovi elementi a ciascuno degli “ambienti” individuati e redatto la tassonomia di “competenze emergenti”. Nella 4a sessione plenaria Il gruppo ha discusso il documento elaborato dal sottogruppo e si è passati all’individuazione delle figure professionali maggiormente interessate dai processi di cambiamento, analizzando le figure professionali individuate sulla base della classificazione delle professioni; ed infine, per ogni figura prescelta si è andato delineando il mutamento di ruolo, i nuovi compiti e/o le modifiche introdotte nei compiti svolti. Anche stavolta il sotto-gruppo ha sistematizzato gli esiti delle due giornate della 4a riunione in plenaria e predisposto un documento nel quale codificare tutte le figure professionali individuate per le quali sono stati descritti: - Compiti nuovi, compiti innovati; - Il sotto-insieme specifico di nuove competenze, per le singole figure professionali, con indicazione del livello di rilevanza;
  13. 13. 13 Infine nella 5a sessione plenaria il gruppo di lavoro ha validato la versione definitiva del rapporto di scenario rivisto, integrato e trasmesso dal sottogruppo al gruppo della plenaria e, quindi, ha concluso l’analisi degli impatti del cambiamento sulle professioni, estrapolando dai risultati dell’indagine campionaria delle professioni (scheda Unità Professionale) i primi dieci valori di skill e conoscenze e sulla base delle nuove competenze individuate e delle percezioni del gruppo di lavoro, indicazione di crescita, diminuzione o stabilità di ciascun valore associato alle conoscenze e skill, sia in termini di importanza che di complessità. Infine si è provveduto a elaborare le indicazioni da sottoporre al sistema dell’education in termini di integrazioni dei curricula coerenti con le nuove competenze individuate. Conclusa l’ultima giornata il sotto-gruppo ha provveduto a sistematizzarne gli esiti e ha avviato la stesura del documento unitario che ha raccolto i contributi precedentemente validati in plenaria e che è il contenuto del presente lavoro e comprende : - La delimitazione del settore, i trend e i driver del cambiamento con le trasformazioni degli ambienti dello scenario; - La tassonomia delle nuove caratteristiche/competenze e abbinamento di queste ai singoli profili professionali in forma sinottica; - Le schede delle unità professionali con indicazione di compiti nuovi, compiti innovati, nuovo sistema di competenze, trend al 2020 del set di skill e conoscenze, indicazioni per il sistema dell’education. 2 La delimitazione dei settori oggetto di indagine Nell’approcciare un’analisi di scenario del settore chimico e farmaceutico, il primo passo riguarda la definizione del perimetro settoriale oggetto di osservazione. Nella classificazione delle attività economiche ATECO 2007 adottata dall’ISTAT, adattando la classificazione internazionale NACE Rev.2, i settori del focus finalizzato all’analisi del cambiamento nelle professioni corrispondono alla Divisione 20 (Fabbricazione di prodotti chimici) e 21 (Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici). Nell’ambito del chimico e farmaceutico non rientra dunque il settore della gomma-plastica, che non fa parte del macro comparto se non per la componente che comprende la produzione di base. Oltre alle indicazioni cogenti di Eurostat, che distingue i settori chimico farmaceutico dal settore della trasformazione della plastica, la scelta di escludere dal campo di analisi la trasformazione in
  14. 14. 14 prodotti plastici e della gomma scaturisce da due ulteriori considerazioni di fondo : - dal punto di vista organizzativo e delle professionalità nel chimico farmaceutico si seguono logiche totalmente diverse rispetto alla gomma plastica; - il settore della Gomma Plastica appartiene molto più al settore dell’economia tradizionale, a minore contenuto tecnologico rispetto al comparto chimico farmaceutico. 2.1 L’articolazione dell’industria Chimica e Farmaceutica Fatta questa premessa, all’interno delle Divisione 20 dei prodotti chimici il maggior dettaglio settoriale è rappresentato dai Gruppi: Chimica di base (20.1); Prodotti chimici per l’agricoltura (20.2); Fabbricazione di vernici (20.3); Fabbricazione di detergenti (20.4) ; Fabbricazione (20.5) di altri prodotti chimici (Esplosivi, Colle, ecc.). La Divisione della farmaceutica (21) è composta dalle Classi dei Prodotti farmaceutici di base (21.1) e della Fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici (21.2). Nella tabella viene anche riportata l’ulteriore eventuale suddivisione in Classi dei Gruppi ATECO.
  15. 15. 15 Comparti chimico-farmaceutici dell’ATECO 2007. Divisioni, Gruppi e Classi Codice Ateco 2007 DESCRIZIONE 20 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI 20.1 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI DI BASE, DI FERTILIZZANTI E COMPOSTI AZOTATI, DI MATERIE PLASTICHE E GOMMA SINTETICA IN FORME PRIMARIE 20.11 Fabbricazione di gas industriali 20.12 Fabbricazione di coloranti e pigmenti 20.13 Fabbricazione di altri prodotti chimici di base inorganici 20.14 Fabbricazione di altri prodotti chimici di base organici 20.15 Fabbricazione di fertilizzanti e composti azotati 20.16 Fabbricazione di materie plastiche in forme primarie 20.17 Fabbricazione di gomma sintetica in forme primarie 20.2 FABBRICAZIONE DI AGROFARMACI E DI ALTRI PRODOTTI CHIMICI PER L'AGRICOLTURA 20.3 FABBRICAZIONE DI PITTURE, VERNICI E SMALTI, INCHIOSTRI DA STAMPA E ADESIVI SINTETICI (MASTICI) 20.4 FABBRICAZIONE DI SAPONI E DETERGENTI, DI PRODOTTI PER LA PULIZIA E LA LUCIDATURA, DI PROFUMI E COSMETICI 20.41 Fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura 20.42 Fabbricazione di profumi e cosmetici 20.5 FABBRICAZIONE DI ALTRI PRODOTTI CHIMICI 20.51 Fabbricazione di esplosivi 20.52 Fabbricazione di colle 20.53 Fabbricazione di oli essenziali 20.59 Fabbricazione di prodotti chimici nca 20.6 FABBRICAZIONE DI FIBRE SINTETICHE E ARTIFICIALI 21 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI DI BASE E DI PREPARATI FARMACEUTICI 21.1 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI DI BASE 21.2 FABBRICAZIONE DI MEDICINALI E PREPARATI FARMACEUTICI Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES dalla Classificazione delle attività economiche Ateco 2007 (ISTAT, 2009). Il comparto si presenta dunque complesso e dai tratti interni assai compositi anche da un punto di vista delle classificazioni statistiche. Tuttavia il forte collegamento esistente in ciascuna divisione induce a trattarle ciascuna come un unicum da un punto di vista dei fenomeni. Il tema della chimica verde, ad esempio, impegna tutta la filiera trasversalmente. Una possibile classificazione che nella chimica è utile a evidenziare processi distintivi comuni a gruppi omogenei e individua due sub-divisioni specifiche: la chimica di base (meno passibile ai cambiamenti) e la chimica fine e di specialità. La numerosità delle imprese e degli addetti interni (dipendenti + indipendenti) per Divisione e Gruppo di attività viene riportata nella successiva Tabella. Le 120 grandi imprese (250 addetti e più) sono equamente distribuite tra Chimico e Farmaceutico, mentre in termini di addetti prevale il Farmaceutico (43,3 contro 36,2 mila).
  16. 16. 16 Nelle micro-imprese6 (fino a 9 addetti) e nelle piccole (10-49) è assolutamente preponderante la presenza del settore Chimico, sia in termini di addetti (35,7 mila contro 3,3 mila) che di imprese (4,1 mila contro circa 300). Nelle medie imprese, da 50 a 250 addetti, a fronte di circa 370 imprese chimiche si trovano circa 130 imprese farmaceutiche; in termini di addetti, le medie imprese della Chimica assommano 39 mila addetti interni tra dipendenti e indipendenti, contro i 16,1 mila della farmaceutica. Numero di addetti interni ed imprese a fine 2011 per classe aggregata di addetti dell’impresa fino a 9 10-49 50-249 250 e + totale fino a 9 10-49 50-249 250 e + totale 20: fabbricazione di prodotti chimici 2.874 1.267 368 60 4.569 9.140 26.510 38.998 36.219 110.867 201: fabbricazione di prodotti chimici di base, di fertilizzanti e composti azotati, di materie plastiche e gomma sintetica in forme primarie 599 327 119 23 1.068 1.826 6.871 13.750 17.287 39.734 202: fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura 25 20 9 1 55 99 423 1.189 276 1.987 203: fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici 544 275 62 14 895 1.930 5.395 6.287 6.919 20.531 204: fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura, di profumi e cosmetici 988 304 77 15 1.384 3.000 6.234 8.293 8.431 25.958 205: fabbricazione di altri prodotti chimici 708 322 90 4 1.124 2.231 7.109 8.208 2.092 19.640 206: fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali 10 19 11 3 43 54 478 1.271 1.214 3.017 21: fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 206 119 129 60 514 358 2.968 16.139 43.260 62.725 211: fabbricazione di prodotti farmaceutici di base 34 19 40 13 106 77 507 5.263 6.023 11.870 212: fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici 172 100 89 47 408 281 2.461 10.876 37.237 50.855 TOTALE 3.080 1.386 497 120 5.083 9.498 29.478 55.137 79.479 173.592 numero imprese attive numero addetti delle imprese attive (add. interni dipendenti ed indipendenti) Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (CensimentoIndustriaServizi 2011). La Figura illustra in modo sintetico la diversa composizione dimensionale del Chimico e del Farmaceutico, con la netta prevalenza in quest’ultimo delle grandi imprese, che rappresentano da sole quasi il 70% dell’occupazione, contro il 33% nel Chimico. Nel complesso del Chimico, in 6 Il dettaglio dimensionale maggiore verrà illustrato nel paragrafo successivo.
  17. 17. 17 termini di addetti, risultano prevalenti le medie imprese, con il 35,2% del totale. Nelle Farmaceutiche, le medie imprese rappresentano il 26% del totale degli addetti. Le micro e le piccole, che superano il 32% degli addetti nel Chimico, costituiscono una quota pari a poco più del 5% nel Farmaceutico. Si tratta di dati che richiamano una struttura di impresa con una forte connotazione settoriale, che che si riscontra anche al maggiore livello di ventilazione settoriale. Distribuzione per aggregato dimensionale degli addetti: val. assoluti e % sul totale di comparto. Fine 2011. Industria chimica e farmaceutica (Divisioni) Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (CensimentoIndustriaServizi 2011). Passando all’esame della composizione degli addetti per Gruppo di attività economica e classe dimensionale aggregata (il dettaglio verrà svolto nel paragrafo successivo), si osserva che la quota delle grandi imprese (da 250 addetti in su) è particolarmente elevata nella Fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici (73%). Nella Chimica, è la Chimica di base ad avere la quota più elevata (43,5%) di addetti nelle grandi imprese, insieme alle Fibre sintetiche (ormai, un settore con numeri in assoluto poco rilevanti). Sul fronte opposto, il maggior peso relativo in termini occupazionali delle piccole e micro imprese si ha nella produzione di Altri prodotti chimici (48%), di Detergenti e cosmetici e di e Pitture e vernici (36%). Le medie imprese prevalgono, in termini di addetti, nei Prodotti chimici per l’agricoltura (60%), fino a 9; 9.140 ; 8,2% 10-49; 26.510 ; 23,9% 50-249; 38.998 ; 35,2% 250 e +; 36.219 ; 32,7% 20: fabbricazione di prodotti chimici fino a 9; 358 ; 0,6% 10-49; 2.968 ; 5% 50-249; 16.139 ; 26% 250 e +; 43.260 ; 69% 21: fabbricazione di prodotti farmaceutici
  18. 18. 18 negli Altri prodotto chimici e nelle Fibre (42%) e, nel Farmaceutico, nei Prodotti farmaceutici di base (44%). Distribuzione per aggregato dimensionale degli addetti: val. assoluti e % sul totale di comparto. Fine 2011. Gruppi di attività economica del Chimico e del Farmaceutico 1.930 3.000 2.231 6.871 423 5.395 6.234 7.109 478 507 2.461 13.750 1.189 6.287 8.293 8.208 1.271 5.263 10.876 17.287 276 6.919 8.431 2.092 1.214 6.023 37.237 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% 201: fabbricazione di prodotti chimici di base, di fertilizzanti e composti azotati, di materie plastiche e gomma sintetica in forme primarie 202: fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura 203: fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici 204: fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura, di profumi e cosmetici 205: fabbricazione di altri prodotti chimici 206: fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali 211: fabbricazione di prodotti farmaceutici di base 212: fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici fino a 9 10-49 50-249 250 e + Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (CensimentoIndustriaServizi 2011). 3. Caratteristiche strutturali del sistema chimico e farmaceutico: il presente e il passato 3.1 I principali dati sulle imprese: dimensione, specializzazione operativa e performance economico-finanziaria Gli ultimi dati del censimento raccontano di un sistema paese in cui operano poco più di 4.500 imprese all’interno del settore chimico e 514 imprese nel settore farmaceutico. Ad una analisi per classi dimensionali, il solo dato sulle imprese, senza entrare nel merito della distribuzione di occupati e fatturato, descrive un assetto produttivo molto eterogeneo per dimensioni di addetti, e questo in modo particolarmente evidente nel l’aggregato chimico.
  19. 19. 19 I dati del censimento fotografano, infatti, una realtà dove sono 2.257 le imprese chimiche sotto la soglia dei 5 addetti (poco più del 49% del totale), che convivono con 1.884 imprese con dimensioni da 6 a 49 addetti e 428 con oltre 50 addetti. All’interno di quest’ultima classe, le grandi imprese, ossia, quelle che superano la soglia di 500 addetti sono 21. Passando al settore farmaceutico, i dati descrivono la presenza di 185 micro operatori (fino a 5 addetti) che assieme a 140 realtà industriali tra 6 e 49 addetti, formano l’ara delle micro e piccole imprese. Il quadro completo del sistema farmaceutico, si compone anche di 189 imprese, con un numero di addetti superiore a 50, di cui 32 superano la soglia di 500 lavoratori presenti in azienda. A questi risultati dell’assetto produttivo si giunge dopo un decennio in cui in entrambi gli aggregati si registra un processo di razionalizzazione produttiva, che pur non risparmiando alcuna classe dimensionale, incide in modo particolarmente rilevante sulle micro imprese fino a 19 addetti che diminuiscono di 530 unità nella chimica (-13%) e di 77 unità nella farmaceutica (- 23%). Il risultato sul livello di concentrazione/frammentazione produttiva, descritto dal numero delle imprese, assume dei contorni più precisi se letto attraverso la lente della distribuzione degli addetti. Facendo questo esercizio, si scopre che le classi minori fino a 19 addetti assorbono poco più del 17% dell’occupazione nell’industria chimica e meno dell’1,6% nell’industria farmaceutica. Altro esercizio che consente di rappresentare in modo più preciso le reali condizioni di concentrazione/frazionamento produttivo dei due settori è certamente quello del filtro del gruppo aziendale e del numero di imprese e lavoratori che possono essere ricondotti sotto il modello organizzativo di gruppo; un’analisi che consente inoltre di comprendere il livello di diffusione di una delle forme più strutturate di strategia organizzativa per dare una risposta dimensionale adeguata alla sempre più evidente complessità competitiva del mercato chimico e farmaceutico. Fatta questa premessa, i dati di fonte Istat “I gruppi di impresa in Italia”, tratteggiano una situazione in cui la scelta del gruppo aziendale è particolarmente diffusa e ben al di sopra della media dell’aggregato dell’industria in senso stretto. Le statistiche disponibili, infatti, riconducono alla forma di gruppo il 60% delle imprese e 95% dei lavoratori nel settore farmaceutico, e il 37% delle imprese e 79% dei lavoratori del settori chimico. Queste percentuali, si attestano già intorno al 100% per le imprese e lavoratori della classe superiore a 100 addetti, mentre, si colloca su livelli significativamente più bassi per le imprese con livelli dimensionali inferiori.
  20. 20. 20 Le imprese che operano nella filiera chimica - farmaceutica Numero Imprese (anno 2011) Quota % (anno 2011) Var.numero imprese 2001/2011 Numero Imprese (anno 2011) Quota % (anno 2011) Var.numero imprese 2001/2011 fino a 5 2.257 49,4% -422 185 36% -28 6-9 617 13,5% -78 21 4,1% -34 10-15 544 11,9% -10 41 8,0% -5 16-19 186 4,1% -20 10 1,9% -10 20-49 537 11,8% 12 68 13,2% -29 50-99 208 4,6% -9 55 10,7% -8 100-249 160 3,5% 9 74 14,4% 10 250-499 38 0,8% -5 28 5,4% 5 500 e oltre 22 0,5% -15 32 6,2% -3 Totale 4.569 100,0% -538 514 100,0% -102 fabbricazione di prodotti chimici fabbricazione di prodotti farmaceutici Fonte: ARES2.0/SOGES su dati CENSIMENTO ISTAT Altro dato importante per disegnare l’apparato produttivo che opera nei due settori oggetto della nostra indagine, è quello sul livello di multi nazionalità delle imprese italiane, sia nella forma del controllo di operatori esteri sia nella forma del controllo estero di imprese italiane. Su questo fronte, i dati sempre di fonte Istat (Indagine sulle Struttura e attività delle multinazionali estere in Italia pubblicata il 17 dicembre 2012; Indagine sulla Struttura, performance e nuovi investimenti delle multinazionali italiane all’estero pubblicata il 28 novembre 2012), descrivono un quadro di internazionalizzazione dell’apparato produttivo che va ben oltre l’attività strettamente commerciale di importazione ed esportazione. Attualmente, infatti, nella chimica ci sono 259 imprese a controllo estero che occupano il 31% degli addetti presenti nel settore e realizzano il 38% del suo fatturato complessivo. Inoltre, si tratta d’imprese da cui dipende quasi la metà degli investimenti e delle spese in ricerca e sviluppo. Ancora più marcato è il risultato nel settore farmaceutico, dove le 119 imprese a controllo estero sviluppano il 59% dell’occupazione, il 71% del fatturato globale, il 60% degli investimenti ed il 50% delle spese in ricerca e sviluppo. Di particolare rilievo anche se su livelli dimensionali inferiori è la presenza multinazionale delle imprese italiane attraverso il controllo di operatori stranieri. In questo caso il livello multinazionale nella chimica è descritto da 446 imprese estere controllate, che sviluppano un’occupazione che corrisponde al 23% di quanto sviluppa il settore in Italia e un fatturato che corrisponde al 16% di quanto sviluppa il settore sempre in Italia. Una penetrazione superiore si
  21. 21. 21 registra invece nel farmaceutico, dove 177 imprese controllate sviluppano una occupazione che corrisponde al 27% di quella nazionale e un volume di affare pari a poco meno del 20%, sempre di quello nazionale. Posizionamento multinazionale delle imprese che operano nella filiera chimica – farmaceutica Addetti Fatturato Investime nti Spesa in R&S Fabbricazione di prodotti chimici 259 31,0 38,4 48,0 46,8 Fabbricazione di prodotti farmaceutici 119 58,8 71,1 59,2 49,2 Totale manifatturiero 2.886 10,6 18,9 13,6 24,6 Addetti Fatturato Investime nti Spesa in R&S Fabbricazione di prodotti chimici 446 22,7 16,0 .. .. Fabbricazione di prodotti farmaceutici 177 27,1 19,5 .. .. Attività manifatturiere 6.505 18,7 16,3 .. .. In % delle imprese residenti in Italia Imprese estere a controllo nazionale In % delle imprese residenti in Italia Numero imprese italiane a controllo estero Fonte: ARES2.0/SOGES su dati ISTAT Rispetto alle macro aree di specializzazione operativa, i dati del censimento raccontano di un apparato produttivo che per poco più di 1.000 imprese è attivo nella chimica di base, al cui interno la componente più rilevante, naturalmente in termini di imprese che vi operano, è quella della fabbricazione di materie plastiche in forme primarie con 369 unità, seguita dai fabbricanti di prodotti chimici di base inorganici, dai fabbricanti di prodotti chimici di base organici e dai fabbricanti di fertilizzanti e composti azotati, dove in ciascun comparto operano circa 170 imprese. Passando alla chimica dei prodotti, e senza riportare qui nel testo quanto è dettagliatamente fotografato nella tabella che segue, merita evidenziare che l’area dove si concentra il maggior numero di imprese è quella della fabbricazione di saponi, detergenti, prodotti per la pulizia, profumi e cosmetici (1.384 imprese).
  22. 22. 22 Le imprese che operano nella filiera chimica e farmaceutica distribuite per comparto Imprese Quota % FABRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI 4.569 100,0 fabbricazione di prodotti chimici di base 1.068 23,4 fabbricazione di gas industriali 64 1,4 fabbricazione di coloranti e pigmenti 98 2,1 fabbricazione di altri prodotti chimici di base inorganici 172 3,8 fabbricazione di altri prodotti chimici di base organici 171 3,7 fabbricazione di fertilizzanti e composti azotati, esclusa la fabbricazione di compost 173 3,8 fabbricazione di materie plastiche in forme primarie 369 8,1 fabbricazione di gomma sintetica in forme primarie 21 0,5 fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura, esclusi i concimi 55 1,2 fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici 895 19,6 fabbricazione saponi, detergenti, prodotti per la pulizia e la lucidatura, di profumi e cosmetici 1.384 30,3 fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura 478 10,5 fabbricazione di profumi e cosmetici 906 19,8 fabbricazione di altri prodotti chimici 1.124 24,6 fabbricazione di esplosivi 150 3,3 fabbricazione di colle 89 1,9 fabbricazione di oli essenziali 78 1,7 fabbricazione di prodotti chimici per uso fotografico 21 0,5 fabbr. prodotti chimici organici ottenuti da prodotti di base derivati da fermentazione o materie vegetali 122 2,7 trattamento chimico degli acidi grassi 11 0,2 fabbricazione di prodotti chimici vari per uso industriale (compresi i preparati antidetonanti e antigelo) 431 9,4 fabbricazione di prodotti chimici impiegati per ufficio e per il consumo non industriale 37 0,8 fabbricazione di prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio 111 2,4 fabbricazione di prodotti elettrochimici (esclusa produzione di cloro, soda e potassa) ed elettrotermici 7 0,2 fabbricazione di altri prodotti chimici nca 67 1,5 fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali 43 0,9 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI 514 100,0 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base 106 20,6 fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici 408 79,4 Fonte: ARES2.0/SOGES su dati CENSIMENTO ISTAT Anticipando con alcuni numeri quanto verrà sviluppato in modo approfondito nei prossimo paragrafo, la fonte censimento attribuisce al sistema di imprese sin qui descritto quasi 111 mila occupati nell’aggregato chimico, di cui la chimica di base rappresenta il 35% (era il 42,9% nel 2001) e poco meno 63 mila occupati nella farmaceutica, dove il segmento della filiera delle produzioni di base si ferma al 19%. Entrando più nel merito dei comparti, in Italia, la componente della chimica di base in cui si addensa il maggior numero di occupati, sono la fabbricazione di materie plastiche in forme primarie (oltre 13 mila addetti) e la fabbricazione di prodotti chimici di base organici (oltre 10 mila addetti). Per quanto riguarda invece la chimica dei prodotti, l’area più consistente per occupati è quella della fabbricazione saponi, detergenti, prodotti per la pulizia e la lucidatura, profumi e cosmetici (quasi 26 mila addetti), seguita dalla fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici (più di 20 mila addetti).
  23. 23. 23 Gli addetti nella filiera chimica – farmaceutica distribuite per comparto Addetti Quota % FABRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI 110.867 100,0 fabbricazione di prodotti chimici di base 39.734 35,8 fabbricazione di gas industriali 4.319 3,9 fabbricazione di coloranti e pigmenti 2.673 2,4 fabbricazione di altri prodotti chimici di base inorganici 5.883 5,3 fabbricazione di altri prodotti chimici di base organici 10.526 9,5 fabbricazione di fertilizzanti e composti azotati, esclusa la fabbricazione di compost 2.781 2,5 fabbricazione di materie plastiche in forme primarie 13.309 12,0 fabbricazione di gomma sintetica in forme primarie 243 0,2 fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura, esclusi i concimi 1.987 1,8 fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici 20.531 18,5 fabbricazione saponi, detergenti, prodotti per la pulizia e la lucidatura, di profumi e cosmetici 25.958 23,4 fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura 11.317 10,2 fabbricazione di profumi e cosmetici 14.641 13,2 fabbricazione di altri prodotti chimici 19.640 17,7 fabbricazione di esplosivi 909 0,8 fabbricazione di colle 1.316 1,2 fabbricazione di oli essenziali 848 0,8 fabbricazione di prodotti chimici per uso fotografico 432 0,4 fabbr. prodotti chimici organici ottenuti da prodotti di base derivati da fermentazione o materie vegetali 1.248 1,1 trattamento chimico degli acidi grassi 294 0,3 fabbricazione di prodotti chimici vari per uso industriale (compresi i preparati antidetonanti e antigelo) 9.913 8,9 fabbricazione di prodotti chimici impiegati per ufficio e per il consumo non industriale 1.185 1,1 fabbricazione di prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio 2.512 2,3 fabbricazione di prodotti elettrochimici (esclusa produzione di cloro, soda e potassa) ed elettrotermici 429 0,4 fabbricazione di altri prodotti chimici nca 554 0,5 fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali 3.017 2,7 FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI 62.725 100,0 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base 11.870 18,9 fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici 50.855 81,1 Fonte: ARES2.0/SOGES su dati CENSIMENTO ISTAT A questa dimensione occupazionale si giunge dopo un decennio in cui per entrambi gli aggregati si è assistito ad un processo di riduzione della forza lavoro. Tra i due censimenti la perdita è infatti stata di oltre 23 mila unità nella chimica, pari ad un arretramento del 17%, e di circa 7500 unità nella farmaceutica (-11%). Da notare, ad una lettura del dato per classi dimensionali, che la classi di addetti dove si concentra la maggiore perdita sia in valore assoluto sia nella variazione percentuale, sono quelle delle grandi imprese, ossia, quelle da 500 occupati ed oltre.
  24. 24. 24 Gli addetti nella filiera chimica – farmaceutica: variazione nel decennio 2011-2001 per classi dimensionali Variazione assoluta variazione % fino a 49 35.650 -1.892 -5,0% 50-249 38.998 -182 -0,5% 250-499 13.670 -1.155 -7,8% 500 e oltre 22.549 -20.131 -47,2% fino a 49 3.326 -1.576 -32,2% 50-249 16.139 1.203 8,1% 250-499 9.121 1.210 15,3% 500 e oltre 34.139 -8.256 -19,5% Numero addetti (anno 2011) Variazione 2011/2001 fabbricazione di prodotti chimici fabbricazione di prodotti farmaceutici Fonte: ARES2.0/SOGES su dati CENSIMENTO ISTAT Con questo assetto industriale il settore della chimica e della farmaceutica nazionale, all’interno di una fase di tensioni economico-finanziarie che stanno influenzando da oltre 4 anni le prospettive di sviluppo del paese, ha realizzato nel 2012 un fatturato complessivo di 76, 5 miliardi di cui 48,8 miliardi nella chimica e 27,7 nella farmaceutica. Leggendo questo risultato di fatturato all’interno di una serie storica lunga, è possibile affermare che siamo in presenza di una realtà farmaceutica che sembrerebbe, almeno in termini di performance di vendite - pur in un quadro di valori nominali – essere riuscita a difendere il suo posizionamento competitivo. Più articolata è invece la situazione dell’aggregato chimico, dove la crescita è stata più lenta ed interrotta da una crisi che ha trascinato il fatturato su livelli ancora molto lontani dai risultati precedenti al ciclo recessivo. Rispetto a questa situazione, un primo dato da mettere in evidenza è la relazione con l’andamento degli investimenti, che pur rallentando in entrambi i settori, diminuiscono in modo particolarmente consistente nel settore chimico, che è anche il settore con i risultati peggiori in termini di valore delle vendite. Altro dato importante e utile alla lettura della più generale dinamica del fatturato è certamente la performance sul mercato nazionale e quello estero. A questo proposito, a fare la differenza tra i due settori è stata la diversa tenuta del mercato nazionale che se nel farmaceutico ha continuato a crescere anche durante il periodo della crisi, nella chimica ha subito un brusco rallentamento nel 2009 che ancora oggi non è stato recuperato. Sul fronte estero invece, che rappresenta per entrambi i settori circa il 30% delle vendite totali, pur con ciclicità divergenti, il risultato al 2012, conferma un solido posizionamento competitivo sui mercati esteri sia per l’aggregato farmaceutico sia per quello chimico.
  25. 25. 25 Performance di sviluppo (anno 2001 = 100) Fatturato totale Investimenti 96,3 120,3 118,4 94,5 112,4 116,8 113,5100,0 113,2 112,1 125,8 137,2 136,3 70 80 90 100 110 120 130 140 150 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Chimica Farmaceutica 100 99 82 100 98 93 84 84 110 90 105 108 105 105 70 75 80 85 90 95 100 105 110 115 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 Chimica Farmaceutica Vendite in Italia Vendite all’estero 97,7 114,9 115,5 93,9 107,0 109,5 105,3 100,0 126,1 136,5 132,1 70 80 90 100 110 120 130 140 150 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Chimica Farmaceutica 93,0 133,6 96,0 135,2 100,0 125,3 148,4 70 80 90 100 110 120 130 140 150 160 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Chimica Farmaceutica Fonte: ARES2.0/SOGES su dati ISTAT Per arricchire questo quadro, che indubbiamente contribuisce a delineare quei trend utili alla costruzione di una fotografia di scenario, un esercizio importante è quello della lettura disaggregata per comparto delle perfomance complessive sin qui descritte. Per orientarsi nella lettura, al dato sulla dinamica del fatturato è stato affiancato il dato sulla consistenza occupazionale, un riferimento, quest’ultimo, che consente di leggere in modo più efficace l’effettivo peso delle diverse dinamiche del valore delle vendite nel periodo 2001-2012. Fatta questa premessa, salta subito agli occhi il risultato dell’aggregato che va sotto il nome di chimica di base, a cui sono attribuiti oltre 35 mila addetti, che pur arretrando rispetto al picco raggiunto nella fase pre-crisi, è riuscito in una dinamica di lungo periodo a sovraperformare rispetto alla media dell’intero settore chimico. Rimanendo sempre nell’ambito dei comparti a più rilevante presenza occupazionale, risultato non altrettanto interessante, benché positivo, e quello fatto registrare dal comparto delle pitture e dal comparto dei saponi, detergenti e cosmesi. Nell’area dei comparti minori per numero di occupati coinvolti, particolarmente grave è invece la
  26. 26. 26 situazione delle fibre sintetiche ed artificiali, dove si è più che dimezzato il valore delle vendite (fatto 100 il livello 2001, il 2012 a chiuso con un risultato pari a 38). Benché non altrettanto grave, va evidenziata anche la debole performance del comparto della fabbricazione di agro farmaci. Performance di fatturato per comparto (anno 2001 = 100) ADDETTI 2001 2004 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Fabbricazione di prodotti chimici di base, di fertilizzanti e composti azotati, di materie plastiche e gomma sintetica in forme primarie 39.734 100 103 134 128 91 121 128 122 fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura 1.987 100 82 85 88 81 80 81 101 Fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici 20.531 100 105 118 115 106 110 114 109 Fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura, di profumi e cosmetici 25.958 100 105 108 110 109 113 108 107 Fabbricazione di altri prodotti chimici 19.640 100 106 122 131 103 120 131 126 Fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali 3.017 100 70 59 50 30 36 39 38 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base 11.870 100 110 114 116 115 119 127 143 Fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici 50.855 100 114 128 132 134 139 139 135 CHIMICA FARMACEUTICA Fonte: ARES2.0/SOGES su dati ISTAT Il sistema chimico-farmaceutico sin qui tratteggiato nelle sue dimensioni e caratteristiche strutturali, posiziona l’Italia al 3° posto per fatturato e al 4° posto per occupazione all’interno dell’UE27. Secondo i dati Eurostat, a queste posizioni corrisponde una quota di fatturato e di occupazione dell’Italia sul totale UE27 pari a poco più del 10%, quota che sale al 17% quando la variabile utilizzata è quella della numerosità di imprese, elemento questo che non manca di approssimare un struttura dell’apparato produttivo Italiano sicuramente più frazionato di quello espresso dai principali paesi UE.
  27. 27. 27 I paesi UE27 della Chimico-Farmaceutica: il posizionamento dell’Italia Il contributo % dell’Italia all’interno dell’UE27 FATTURATO: Italia 3° Posizione 10,1% 10,5% 11,3% 16,8% 8,1% Occupati Fatturato ProduzioneImprese Valore aggiunto Germany 24% France 18% Italy 11% United Kingdom 11% Netherlands 7% Spain 7% Belgium 6% Ireland 5% Poland 2% Sweden 2% Austria 1% Denmark 1% Finland 1% Czech Republic 1% Hungary 1% Portugal 1% Greece 0% Romania 0% Bulgaria 0% IMPRESE Italia 1° Posizione OCCUPAZIONE Italia 4° Posizione Italy 17% Spain 13% Germany 11% France 11% United Kingdom 11% Poland 7% Czech Republic 5% Romania 4% Portugal 3% Sweden 3% Netherlands 3%Belgium 3% Hungary 2% Bulgaria 2% Austria 1% Greece 1% Finland 1% Denmark 1% Ireland 1% Germany 25% France 15% United Kingdom 11% Italy 10% Spain 8% Poland 6% Belgium 4% Netherlands 4% Romania 3% Czech Republic 2% Sweden 2% Hungary 2% Denmark 2% Austria 2% Ireland 1% Bulgaria 1% Portugal 1% Finland 1% Greece 1% Fonte: ARES2.0/SOGES su dati EUROSTAT Per affrontare in modo più approfondito il tema delle potenzialità di sviluppo dei due settori oggetto di questa indagine, un ultimo compito senza dubbio utile è quello di esercitarsi in una lettura mirata delle perfomance economico-finanziarie di quella componente del sistema imprenditoriale che si posiziona almeno per dimensioni in una ruolo di leadership nel quadro nazionale. Per fare questo, si è deciso di utilizzare il campione Mediobanca delle grandi imprese (oltre 50 milioni di fatturato), nella forma aggregata in una serie storica lunga che va dal 2001 al 2012. Su
  28. 28. 28 questo campione, che rispetto al fatturato rappresenta quasi due terzi delle imprese chimiche e la quasi totalità delle imprese farmaceutiche, sono stati sviluppati 20 indicatori che consentono di descrivere in un periodo che va dal 2001 al 2012 le performance dei due settori su quattro ambiti tematici (sviluppo, redditività, efficienza operativa, struttura finanziaria). Con l’architettura di analisi sin qui descritta, e cominciando l’analisi dall’aggregato farmaceutico, il primo dato che emerge in modo inequivocabile è la capacità delle imprese di conseguire importanti risultati di sviluppo dei ricavi, e questo anche nel quinquennio della crisi e nonostante un costante impegno della pubblica amministrazione, fondamentale committente dell’industria farmaceutica, nella direzione di una razionalizzazione della spesa sanitaria. Questa crescita del fatturato, come evidente dalla prima sezione della tabella che segue, si associa anche ad un andamento di sviluppo degli investimenti e dell’impegno patrimoniale. Non è andato invece nella stessa direzione il lavoro, che dal 2008 fa registrare una riduzione anche per effetto di dinamiche di esternalizzazione di servizi e attività non core che a parità di lavoro hanno spostato occupazione dalla chimica verso altri comparti. Spostandosi sui dati di redditività, l’esercizio di analisi dei principali indicatori offre uno spaccato dove le dinamiche di sviluppo, hanno contribuito alla sostanziale tenuta della capacità di creare ricchezza, senza quindi imprimere una spinta al rafforzamento della capacità di reddito. Indubbiamente, le dinamiche descritte oltre a trovare una spiegazione nella capacità di aderire ad una strategia di sviluppo coerente con le esigenze del mercato, sono il risultato anche di una capacità di tradurre questa strategia in una organizzazione produttiva che ha determinato un avanzamento sul piano dell’utilizzo dei fattori della produzione. A questo riguardo, il dato più rilevante è stato quello della produttività del lavoro che mostra una dinamica costantemente positiva. Infine, i dati disponibili descrivono un comparto la cui solidità economica e capacità di sviluppo non ha in alcun modo compromesso un percorso di rafforzamento della struttura finanziaria che in un mercato come quello sanitario, dove i tempi di pagamento sono particolarmente lunghi e gli investimenti necessari per garantire standard di servizi coerenti ai vincoli di legge sono sempre maggiori, assume certamente un valore competitivo rilevante. Entrando nel merito degli indicatori, va anzitutto evidenziato che nella media del settore la copertura delle attività con mezzi propri oggi si attesta al 45%. Anche rispetto alla tipologia di fonti di indebitamento, la scelta delle imprese esprime una strategia finalizzata alla solidità finanziaria. I debiti finanziari sono infatti tornati nel 2012 ai livelli più bassi del decennio (27%).
  29. 29. 29 Altrettanto stabile è la struttura finanziaria rispetto ai tempi di pagamento ed incasso. L’Indice di liquidità immediata si colloca infatti ben oltre il valore 100. Ad indicare che gli esborsi a breve trovano copertura completa attraverso quelli che sono stimati incassi a breve. Passando all’aggregato chimico, e cominciando dagli indicatori di sviluppo, emerge una fotografia con luci ed ombre. Infatti, se da un lato si conferma la capacità di incrementare il fatturato, dall’altro lato si assiste ad una forte riduzione dell’occupazione e valore complessivo degli investimenti. Le dinamiche di sviluppo descritte si associano ad un livello di redditività operativa molto contenuto, fino a determinare in molti periodi un risultato di perdita in termini di performance complessiva del settore. Contribuiscono a spiegare questa situazione di bassa redditività anche gli indicatori di efficienza operativa, da cui emerge che il lavoro, sia in termini di produttività sia in termini di costo e gli ammortamenti danno un contributo positivo che però non è sufficiente a compensare il maggior peso del costo per acquisti esterni. Infine, nonostante un quadro economico non ottimale, gli indicatori che descrivono la struttura finanziaria restituiscono un settore che non ha sottovalutato l’importanza della tenuta finanziaria proprio in fasi critiche e questo è possibile visualizzarlo dall’evidente tentativo di tenere sotto controllo l’indebitamento, in modo particolare quello finanziario, nonché dal tentativo di mantenere un buon livello di patrimonializzazione nonostante i molti periodo di perdita che hanno ovviamente inciso sul capitale proprio delle stesse imprese.
  30. 30. 30 I conti delle grandi imprese (oltre 50 milioni di fatturato) che operano nel settore farmaceutico: redditività, costi e struttura finanziaria 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Variazione ricavi 100,0 108,8 112,9 117,0 119,2 124,6 129,8 132,0 136,1 139,3 142,7 141,7 Variazione occupati 100,0 103,3 105,3 106,5 105,8 106,5 105,0 102,1 97,8 94,0 95,7 94,4 Variazione patrimonio netto 100,0 109,9 110,0 130,9 138,4 135,9 131,6 142,4 141,6 158,1 160,3 182,3 Variazione totale attivo 100,0 107,9 111,9 119,1 131,3 134,9 139,0 143,5 140,7 149,3 153,1 158,1 R.O.I. (Return on investment) in% 10,5% 9,7% 8,9% 8,7% 8,0% 8,4% 8,4% 8,2% 10,4% 10,0% 8,8% 7,9% R.O.S. (Return on Sales) in% 10,6% 9,8% 9,0% 9,0% 9,0% 9,1% 9,1% 8,9% 10,8% 10,8% 9,4% 8,9% R.O.E. (Return on Equity) in% 20,9% 19,1% 9,2% 9,7% 13,5% 12,6% 12,5% 7,4% 10,5% 12,3% 12,4% 13,7% Fatturato per dipendente (.000 €) 347 366 372 381 391 407 430 449 483 514 518 521 Valore aggiunto per dipendente (.000 €) 106 110 109 109 112 115 120 123 136 142 138 134 Acquisti 49,8% 51,5% 51,2% 52,0% 52,3% 52,1% 53,0% 52,9% 52,9% 53,0% 55,0% 55,5% Servizi 21,3% 20,4% 20,7% 20,9% 20,9% 21,0% 20,5% 20,9% 20,2% 20,6% 19,9% 20,3% lavoro 14,7% 14,3% 14,8% 14,5% 14,5% 14,6% 14,4% 14,3% 13,4% 13,2% 13,5% 13,1% Ammortamenti 4,1% 4,7% 4,7% 4,1% 3,8% 3,7% 3,5% 3,4% 3,2% 2,8% 2,7% 2,7% Copertura delle Immobilizzazioni 92% 94% 91% 96% 91% 96% 90% 94% 100% 105% 99% 107% Mezzi propri / Totale attivo 39% 40% 38% 43% 41% 39% 37% 39% 39% 41% 41% 45% Indebitamento finanziario/Totale attivo 28% 28% 30% 26% 28% 32% 32% 33% 31% 31% 30% 27% Indebitamento finanziario/Fatturato 29% 29% 31% 28% 33% 36% 36% 37% 34% 35% 34% 31% Indebitamento verso fornitori/Totale attivo 17% 16% 16% 15% 17% 15% 15% 15% 15% 14% 14% 14% Indebitamento verso fornitori/Fatturato 18% 17% 17% 17% 19% 17% 17% 17% 17% 16% 16% 16% Indice di liquidita immediata (Acid Test) 93% 98% 103% 110% 114% 120% 105% 106% 111% 115% 108% 120% GLOSSARIO R.O.I. (Return on investment) : Risultato operativo/totale attivo al netto delle disponibilità liquide RISULTATO OPERATIVO: valore aggiunto - costo lavoro - ammortamenti ed accantonamenti R.O.E. (Return on Equity): Utile d'esercizio/Patrimonio Netto LIQUIDITA' IMMEDIATA: (Attivo Corrente - Rimanenze)/Passivo Corrente (*100) R.O.S. (Return on Sales): Risultato operativo/Ricavi COPERTURA IMMOBILIZZAZIONI: Patrimonio Netto/Immobilizzazioni nette SERVIZI: lavorazioni, Oneri accessori merce, Consul. di prodotto, Pubblicità e marketing, Provvigioni e contributi enasarco, Trasporti, Magazzinaggio e Logistica, Consulenze fiscali, commerciali, consulenze tecniche, Management fee ed emolumenti (amministratori e sindaci), Spese legali e notarili, Spese per sistemi informativi, Spese di viaggio e rappresentanza, Costi di gestione automezzi, Utenze, Assicurazioni, Costi per uffici, Commissioni bancarie e factoring, Servizi per il person.(mensa,soc.inter.), Servizi postali e corrieri, Manutenzioni, Affitti Passivi, Spese condominiali, Canoni leasing, Canoni locazione, macchine elettroniche, Noleggio autovetture, Royalties su marchi, Noleggi vari INDICATORI DI SVILUPPO (anno 2001 = 100) INDICATORI DI REDDITIVITA' INDICIDIEFFICIENZA OPERATIVA Produttività del lavoro incidenza dei princiapali costi sul valore produzione (in %) INDICI DI STRUTTURA ED EFFICIENZA FINANZIARIA (in %) Fonte: ARES2.0/SOGES su dati Mediobanca
  31. 31. 31 I conti delle grandi imprese (oltre 50 milioni di fatturato) che operano nel settore chimico: redditività, costi e struttura finanziaria 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Variazione ricavi 100,0 98,2 98,5 107,7 117,9 127,5 129,8 126,0 101,6 122,8 133,9 134,7 Variazione occupati 100,0 98,1 97,8 95,4 93,9 93,1 91,7 90,0 87,9 87,1 86,5 85,3 Variazione patrimonio netto 100,0 85,2 93,6 98,2 103,4 111,0 114,5 113,3 110,3 118,2 116,4 106,8 Variazione totale attivo 100,0 83,4 85,5 87,2 89,2 94,9 95,4 94,7 92,3 97,4 100,0 96,9 R.O.I. (Return on investment) in% 0,8% 1,7% 1,2% 3,2% 2,1% 1,2% 3,2% 0,3% -1,1% 3,0% 2,3% 1,0% R.O.S. (Return on Sales) in% 1,0% 1,7% 1,2% 3,0% 1,9% 1,1% 2,7% 0,3% -1,2% 2,8% 2,0% 0,8% R.O.E. (Return on Equity) in% -8,9% -2,8% 1,0% 2,4% -3,1% 0,9% 1,0% -5,1% -7,3% 2,5% 1,4% -5,3% Fatturato per dipendente (.000 €) 437 437 440 493 548 598 618 611 505 616 676 690 Valore aggiunto per dipendente (.000 €) 72 77 77 87 83 80 92 77 68 92 89 83 Acquisti 63,2% 61,1% 60,3% 61,1% 64,7% 66,8% 65,5% 66,2% 62,7% 64,9% 67,6% 68,4% Servizi 20,7% 21,9% 22,6% 21,8% 20,7% 20,3% 20,1% 21,5% 24,0% 20,7% 19,6% 20,0% lavoro 10,0% 10,1% 10,5% 9,6% 9,0% 8,6% 8,6% 8,8% 10,8% 9,0% 8,4% 8,3% Ammortamenti 5,1% 5,2% 5,4% 4,5% 3,7% 3,4% 3,2% 3,2% 3,6% 2,7% 2,5% 2,5% Copertura delle Immobilizzazioni 58% 69% 73% 77% 85% 95% 95% 85% 83% 88% 87% 86% Mezzi propri / Totale attivo 34% 35% 37% 38% 39% 40% 41% 41% 41% 41% 39% 37% Indebitamento finanziario/Totale attivo 36% 29% 28% 27% 25% 23% 23% 26% 26% 26% 25% 27% Indebitamento finanziario/Fatturato 46% 31% 31% 28% 24% 22% 22% 25% 31% 26% 24% 25% Indebitamento verso fornitori/Totale attivo 14% 18% 17% 18% 19% 20% 19% 17% 17% 18% 18% 18% Indebitamento verso fornitori/Fatturato 18% 20% 19% 19% 18% 19% 18% 17% 19% 18% 17% 16% Indice di liquidita immediata (Acid Test) 69% 91% 92% 94% 107% 126% 114% 109% 118% 112% 112% 111% GLOSSARIO R.O.I. (Return on investment) : Risultato operativo/totale attivo al netto delle disponibilità liquide RISULTATO OPERATIVO: valore aggiunto - costo lavoro - ammortamenti ed accantonamenti R.O.E. (Return on Equity): Utile d'esercizio/Patrimonio Netto LIQUIDITA' IMMEDIATA: (Attivo Corrente - Rimanenze)/Passivo Corrente (*100) R.O.S. (Return on Sales): Risultato operativo/Ricavi COPERTURA IMMOBILIZZAZIONI: Patrimonio Netto/Immobilizzazioni nette SERVIZI: lavorazioni, Oneri accessori merce, Consul. di prodotto, Pubblicità e marketing, Provvigioni e contributi enasarco, Trasporti, Magazzinaggio e Logistica, Consulenze fiscali, commerciali, consulenze tecniche, Management fee ed emolumenti (amministratori e sindaci), Spese legali e notarili, Spese per sistemi informativi, Spese di viaggio e rappresentanza, Costi di gestione automezzi, Utenze, Assicurazioni, Costi per uffici, Commissioni bancarie e factoring, Servizi per il person.(mensa,soc.inter.), Servizi postali e corrieri, Manutenzioni, Affitti Passivi, Spese condominiali, Canoni leasing, Canoni locazione, macchine elettroniche, Noleggio autovetture, Royalties su marchi, Noleggi vari INDICATORI DI SVILUPPO (anno 2001 = 100) INDICATORI DI REDDITIVITA' INDICIDIEFFICIENZA OPERATIVA Produttività del lavoro incidenza dei princiapali costi sul valore produzione (in %) INDICI DI STRUTTURA ED EFFICIENZA FINANZIARIA (in %) Fonte: ARES2.0/SOGES su dati Mediobanca
  32. 32. 32 3.2 Il profilo dell’occupazione attraverso le principali variabili anagrafiche, di istruzione e di posizione nel mercato del lavoro Occupazione nei dati di censimento di fine 2011 Nelle elaborazioni precedenti, dal punto di vista occupazionale, si assumono a riferimento gli addetti “interni” all’impresa, dipendenti ed indipendenti: la grandissima maggioranza dell’occupazione nei settori in esame è comunque rappresentata dagli addetti dipendenti, con percentuali che vanno da un minimo dell’88% (Detergenti) ad un massimo del 94-95% (Chimica di base, Fibre, Farmaceutico). Occupati nelle imprese attive del settore chimico-farmaceutico per posizione professionale (val. assoluti e % per comparto). Fine 2011 TOTALE ADDETTI (dipendenti+ indipendenti ) 20 fabbricazione di prodotti chimici 106.202 91,4% 4.665 4,0% 110.867 2.640 2,3% 2.659 2,3% 116.166 100,0% 201 fabbricazione di prodotti chimici di base, di fertilizzanti e composti azotati, di materie plastiche e gomma sinteti 38.796 94,4% 938 2,3% 39.734 706 1,7% 676 1,6% 41.116 100,0% 202 fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura 1.947 91,6% 40 1,9% 1.987 83 3,9% 55 2,6% 2.125 100,0% 203 fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici 19.499 91,8% 1.032 4,9% 20.531 276 1,3% 440 2,1% 21.247 100,0% 204 fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura, di profumi e cosmetici 24.459 87,7% 1.499 5,4% 25.958 1.253 4,5% 668 2,4% 27.879 100,0% 205 fabbricazione di altri prodotti chimici 18.521 89,6% 1.119 5,4% 19.640 279 1,3% 762 3,7% 20.681 100,0% 206 fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali 2.980 95,6% 37 1,2% 3.017 43 1,4% 58 1,9% 3.118 100,0% 21 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 62.482 94,4% 243 0,4% 62.725 2.539 3,8% 936 1,4% 66.200 100,0% 211 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base 11.824 95,1% 46 0,4% 11.870 376 3,0% 189 1,5% 12.435 100,0% 212 fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici 50.658 94,2% 197 0,4% 50.855 2.163 4,0% 747 1,4% 53.765 100,0% TOTALE 168.684 92,5% 4.908 2,7% 173.592 5.179 2,8% 3.595 2,0% 182.366 100,0% numero dipendenti delle imprese attive numero indipendenti delle imprese attive numero lavoratori temporanei delle imprese attive TOTALE (Addetti+Temporanei + Esterni) numero lavoratori esterni delle imprese attive Nota 7 : per lavoratori esterni si intendono i collaboratori (co.co.pro, e co.co.co) e altre forme di lavoro atipico (associati in partecipazione, voucher, ecc.). I lavoratori temporanei sono gli ex interinali,. Per definizione, i lavoratori indipendenti sono presenti nelle imprese organizzate con forma giuridica individuale, società di persona e di capitale e cooperative Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (CensimentoIndustriaServizi 2011). La percentuale di addetti indipendenti ha qualche rilevanza in alcuni settori della Chimica (Vernici, Detergenti, Altre chimiche), con percentuali intorno al 5%, ed è residuale (meno di 7 ISTAT (2013), “9° Censimento dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit. Primi risultati”, Roma.
  33. 33. 33 mezzo punto percentuale) nel Farmaceutico. I lavoratori temporanei (ex interinali) sono una presenza di un certo rilievo nei Detergenti e cosmetici (4,5%), nella Farmaceutica (3-4%) e negli Agrofarmaci (3,9%). I lavoratori esterni (“atipici”) hanno una presenza superiore al 3% solo negli Altri prodotti chimici. Per quanto riguarda la distribuzione dei dipendenti per qualifica, gli Operai risultano complessivamente avere nel Chimico un’incidenza maggiore di quasi 20 punti in più rispetto al Farmaceutico (47,9% contro 28%). Peraltro, la quota di occupazione di questo segmento occupazionale nella Chimica è in ogni caso nettamente più bassa rispetto al complesso del manifatturiero, dove essa rappresenta ancora i 2/3 del complesso del manifatturiero. Gli Apprendisti, che già nella Chimica costituiscono una quota molto modesta dei dipendenti, diventano nella Farmaceutica una componente assolutamente residuale. Nella Farmaceutica, lo spazio occupazionale lasciato dagli Operai viene riempito dalla quota di Impiegati, che ha un peso superiore di circa 10 punti rispetto alla Chimica (49,7% contro 39,6%). Quasi eguale in termini di quota, ma nettamente superiore In proporzione, lo scarto per quanto riguarda i Quadri (17,1% contro 7,5%). Maggiore nella Farmaceutica anche la quota relativa dei Dirigenti (4,3% contro 3,0%). Distribuzione per Qualifica dei dipendenti: % sul totale di comparto. Fine 2011. Industria chimica e farmaceutica (Divisioni) Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (CensimentoIndustriaServizi 2011). Nelle Classi di attività economica, la percentuale di occupazione operaia è particolarmente elevata nelle Fibre (71%) e rappresenta più della metà dei dipendenti anche nei Detergenti e apprend.; 1,6% operaio; 47,9% impiegato; 39,6% quadro; 7,5% dirigente; 3,0% altro; 0,3% 20 fabbricazione di prodotti chimici apprend.; 0,4% operaio; 28,0% impiegato; 49,7% quadro; 17,1% dirigente; 4,3% altro; 0,5% 21 fabbricazione di prodotti farmaceutici
  34. 34. 34 cosmetici (51,9%). Il valore più basso si registra nella Fabbricazione di medicinali (24,9%). Una quota inferiore al 40% si riscontra anche negli Agrofarmaci e prodotti chimici per l’agricoltura. Agrofarmaci e Fabbricazione di medicinali sono anche i comparti dove più robusta è la presenza dei Quadri e dei Dirigenti. L’occupazione impiegatizia supera il 40% in tutti i comparti considerati con l’eccezione appunto delle Fibre e dei Detergenti e cosmetici. Un valore superiore al 50% si registra nella Fabbricazione di medicinali, seguito dall’altro comparto farmaceutico (44,5%), dagli Altri prodotti chimici (43,7%) e dagli Agrofarmaci (43,6%). Occupati nelle imprese attive del settore chimico-farmaceutico per Qualifica (% per Divisione, Gruppo e totale Chimico-Farmaceutico). Fine 2011 apprend. operaio impiegato quadro dirigente altro TOTALE 20 fabbricazione di prodotti chimici 1,6% 47,9% 39,6% 7,5% 3,0% 0,3% 100,0% 201 fabbricazione di prodotti chimici di base, di fertilizzanti e composti azotati, di materie plastiche e gomma sinteti 1,3% 45,7% 40,8% 9,0% 3,1% 0,0% 100,0% 202 fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura 0,4% 38,8% 43,6% 11,5% 5,8% 0,0% 100,0% 203 fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici 1,3% 48,4% 40,7% 6,2% 2,9% 0,4% 100,0% 204 fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura, di profumi e cosmetici 2,5% 51,9% 35,6% 6,6% 2,4% 1,0% 100,0% 205 fabbricazione di altri prodotti chimici 1,8% 43,6% 43,7% 6,9% 3,8% 0,1% 100,0% 206 fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali 0,4% 70,8% 22,9% 4,2% 1,7% 0,0% 100,0% 21 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 0,4% 28,0% 49,7% 17,1% 4,3% 0,5% 100,0% 211 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base 1,0% 41,0% 44,5% 9,9% 3,6% 0,0% 100,0% 212 fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici 0,3% 24,9% 50,9% 18,8% 4,5% 0,6% 100,0% TOTALE 1,2% 40,5% 43,4% 11,0% 3,5% 0,4% 100,0% Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (CensimentoIndustriaServizi 2011).
  35. 35. 35 Nella distribuzione geografica dell’occupazione, prevalgono ancora le regioni del Nord-ovest, che pesano per il 49% sull’occupazione complessiva. La quota è mediamente più elevata nella Chimica (52,2%), ma il valore più elevato della ripartizione si registra nella Farmaceutica di base, oltre che nelle Fibre (in entrambi casi il 67%). Nella Chimica, Nord-Est e Centro sostanzialmente si equivalgono, rappresentando ciascuna area circa un quinto dell’occupazione. Nella Farmaceutica il peso delle regioni centrali (37%) non è lontano da quello del Nord-ovest (43,4%), mentre la quota del Nord-est non arriva al 12%. Il Centro, con il 43% è la zona di principale insediamento per quanto riguarda la Fabbricazione di medicinali. Il Mezzogiorno pesa complessivamente per l’11% nella Chimica e per il 7,5% nella Farmaceutica. Distribuzione % per ripartizione geografica degli occupati dipendenti nei comparti del Chimico- Farmaceutico. Valori relativi alle Unità locali. Fine 2011 Nord- ovest Nord-est Centro Sud Isole ITALIA 20 fabbricazione di prodotti chimici 52,2 24,3 12,6 6,7 4,2 100,0 201 fabbricazione di prodotti chimici di base, di fertilizzanti e composti azotati, di materie plastiche e gomma sinteti 48,0 25,6 11,2 6,7 8,6 100,0 202 fabbricazione di agrofarmaci e di altri prodotti chimici per l'agricoltura 59,9 29,2 6,2 1,9 2,8 100,0 203 fabbricazione di pitture, vernici e smalti, inchiostri da stampa e adesivi sintetici 50,4 30,1 12,0 5,1 2,3 100,0 204 fabbricazione di saponi e detergenti, di prodotti per la pulizia e la lucidatura, di profumi e cosmetici 54,8 19,8 16,5 7,5 1,3 100,0 205 fabbricazione di altri prodotti chimici 56,2 22,2 12,0 7,7 1,8 100,0 206 fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali 67,5 16,9 9,7 5,8 100,0 21 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 43,4 11,7 37,3 5,4 2,1 100,0 211 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base 67,2 16,1 12,7 3,6 0,4 100,0 212 fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici 37,9 10,7 43,0 5,9 2,5 100,0 TOTALE 48,9 19,7 21,7 6,2 3,4 100,0 Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (CensimentoIndustriaServizi 2011).
  36. 36. 36 Dinamiche occupazionali e della produttività lorda reale del lavoro Il settore Chimico, dopo l’emorragia occupazionale della prima parte degli anni ’90 ha conosciuto una fase di relativa stabilizzazione, con una moderata tendenza al declino, fino alla recessione del 2008-2009; nell’ultimo triennio si assiste ad una nuova stabilizzazione su un livello più basso rispetto alla fase pre-crisi. Pur con un’evoluzione temporale differente, il punto di arrivo nel 2012 rispetto al 1992 coincide con quello della media del manifatturiero. Diverso il quadro per quanto riguarda il settore Farmaceutico, che ha conosciuto un’espansione occupazionale consistente tra la metà degli anni ’90 ed i primi anni 2000, recuperando appieno, ed anzi finendo col superare, il livello del 1992. A tale fase è seguita una di declino nella prima metà degli anni 2000, con una modesta ripresa nel 2006-2007, seguita da un nuovo, e molto consistente, calo. Tuttavia, rispetto alla situazione di inizio periodo la situazione nel 2012 è relativamente migliore di quella del Chimico e della media manifatturiera. Evoluzione dell’occupazione in equivalenti annui a tempo (Unità di lavoro). Dipendenti ed indipendenti. 1992=100. Anni 1992-2012 Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (Conti economici nazionali, ed. marzo 2013 e ottobre 2013). La combinazione delle dinamiche occupazionali con quelle della produzione, misurata con il valore aggiunto a prezzi costanti, evidenza una notevole crescita della produttività reale lorda nella Farmaceutica, crescita che si intensifica negli ultimi 3 anni dopo una limitata battuta di arresto nel
  37. 37. 37 2009. Lo stesso non si verifica per la Chimica, dove i notevoli guadagni di produttività degli anni ’90 sono in parte andati perduti negli anni successivi. Evoluzione della produttività lorda a prezzi costanti per equivalenti annui a tempo pieno. 1992=100. Anni 1992-2012 Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (Conti economici nazionali, ed. marzo 2013 e ottobre 2013). Turn-over occupazionale nelle grandi imprese I flussi cumulati di mobilità in entrata e in uscita8 nelle imprese con almeno 500 dipendenti sono stati percentualmente rilevanti nel corso degli anni 2000, raffigurando comparti con una mobilità del lavoro tutt’altro che trascurabile. Nella Chimica, i flussi cumulati in uscita in rapporto allo stock di occupazione medio hanno sfiorato nel 2002 il livello del 20% e si sono mantenuti ben sopra il 10% fino al 2008. Pur se con un saldo largamente negativo, i flussi in ingresso sono rimasti sopra il 5% fino al 2011. Con la crisi ed in probabile connessione con gli interventi sul sistema pensionistico, si assiste ad una riduzione dei flussi di turn-over. 8 Sono compresi i passaggi di qualifica.
  38. 38. 38 Industrie chimiche. Flussi occupazionali cumulati in entrata ed in uscita in rapporto allo stock di occupazione medio nelle grandi imprese (%). Anni 2000-2013* (*) Stima sul tendenziale del primo semestre. Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (Indagine sulle Grandi imprese). Anche nella Farmaceutica i flussi in entrata e in uscita sono stati rilevanti nel corso del periodo di osservazione, in prevalenza oltre il 10% dello stock medio, con un maggiore equilibrio però nei saldi rispetto alla Chimica. I flussi in uscita hanno sopravanzato quelli entrata dal 2007 al 2012 (per il 2013 abbiamo una parziale stima sulla base del risultato del primo semestre, che è positivo). Tuttavia, anche nel triennio 2010-2012 i flussi in ingresso sono stati pari annualmente a più del 10% dello stock occupazionale medio annuo.
  39. 39. 39 Industrie farmaceutiche. Flussi occupazionali cumulati in entrata ed in uscita in rapporto all’occupazione media dell’anno nelle grandi imprese (%). Anni 2000-2013* (*) Stima sul tendenziale del primo semestre. Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (Indagine sulle Grandi imprese). Professioni nelle Forze di lavoro La Rilevazione Continua delle Forze di lavoro dell’ISTAT consente di avere un quadro statisticamente affidabile delle professioni presenti nel Chimico-farmaceutico. La tendenza evolutiva dal 2005 al 2012 dei gruppi professionali aggregati si può avere per il complesso del settore, mentre la distinzione tra Chimico e Farmaceutico è possibile solo dal 2011. Nell’insieme, si registra un ridimensionamento relativo delle mansioni operaie, mentre crescono i Tecnici e le Professioni non qualificate. Il quadro è comunque improntato ad una generale stabilità, e le variazioni vanno assunte con una certa cautela derivante dalla natura campionaria della fonte. Passando all’esame, contemporaneamente, della distinzione tra Chimico e Farmaceutico ed al maggior dettaglio della classe professionale, emerge il quadro riportato nella tabella successiva relativa alla media dell’anno 2012. Si riscontra una differenziazione piuttosto netta tra i due comparti, in particolare circa l’importanza del ruolo delle professioni ad elevata specializzazione, nettamente più diffuse nel
  40. 40. 40 Farmaceutico rispetto al Chimico (27% contro il 6%). Coerentemente, sono gli Specialisti in scienze naturali ad avere il ruolo predominate (18,4%). Nella Chimica la figura professionale più importante tra gli Specialisti è la stessa del Farmaceutico, ma la sua quota vale solo il 2,5% dell’occupazione complessiva. Chimico-farmaceutico. Occupati nel 2012 e nel 2005 per professione aggregata. % sul totale Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (Rilevazione Continua delle Forze di Lavoro). Complessivamente, il peso delle figure professionali tecniche è molto simile nelle due Divisioni di attività economica (27,2% nel Chimico e 26,5% nel Farmaceutico). Maggiore il peso nella Chimica delle Professioni esecutive nel lavoro d'ufficio (17,7% contro 11,6%) e del lavoro manuale qualificato (Operatori di macchinari, Conduttori di impianti), che vale il 29,1% del totale nel Chimico contro il 21,3% nel Farmaceutico. Maggiore anche nel Chimico il ruolo delle professioni non qualificate (8,9% contro 5,7%). Simili e piuttosto modeste, le quote relative del lavoro manuale specializzato (intorno al 4% in entrambe le Divisioni). Residuale infine, in entrambi i comparti il ruolo delle Professioni qualificate nei servizi (1,5-1,9%). Gli Specialisti in scienze naturali sono la figura professionale più diffusa nel Farmaceutico, precedendo gli Operatori di macchinari e di impianti (15,6%), gli Addetti alla segreteria (5,1%), i Tecnici della gestione dei processi (5,1%) ed i Tecnici dei rapporti con i mercati (4,8%). Nelle posizioni dal 6° al 10° posto si collocano: i Tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle
  41. 41. 41 attività produttive (4,6%); i Tecnici delle scienze quantitative, fisiche e chimiche (4,4%); gli Operai addetti a macchine confezionatrici di prodotti industriali (3,6%); gli Impiegati addetti alla gestione amministrativa della logistica (3,4%); gli Specialisti nelle scienze della vita (3,0%). Nel complesso, i primi 10 raggruppamenti professionali assorbono oltre il 68% dell’occupazione complessiva. Nella Chimica ai primi 5 posti della graduatoria troviamo: Operatori di macchinari e di impianti (13,9%); gli Impiegati addetti alla gestione amministrativa della logistica (10,1%); il Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci (6,7%); i Tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive (6,2%) ed i Tecnici dei rapporti con i mercati (4,5%). Nelle posizioni dal 6° al 10° posto troviamo: Conduttori di macchinari (4,5%); i Tecnici delle scienze quantitative, fisiche e chimiche (4,2%); gli Impiegati addetti alla segreteria (4,1%); i Tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (3,9%); gli Operai addetti a macchine confezionatrici di prodotti industriali (2,8%). Nel complesso, i primi 10 raggruppamenti professionali assorbono il 61% dell’occupazione complessiva.
  42. 42. 42 Distribuzione % degli occupati nel 2012 secondo la Classificazione delle Professioni 2011. Imprenditori, Dirigenti, Specialisti e Tecnici fabbricazione di prodotti chimici fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici Imprenditori e amministratori di grandi aziende 0,3% 0,5% Direttori e dirigenti generali di aziende 1,4% 0,0% Direttori e dirigenti dipartimentali di aziende 1,2% 1,2% Imprenditori e responsabili di piccole aziende 1,8% 0,1% Totale 4,6% 1,8% Specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali 2,5% 18,4% Ingegneri e professioni assimilate 1,9% 0,7% Specialisti nelle scienze della vita 0,0% 3,0% Medici 0,0% 0,8% Specialisti delle scienze gestionali, commerciali e bancarie 1,0% 2,9% Specialisti in scienze sociali 0,4% 0,0% Ricercatori e tecnici laureati 0,4% 1,8% Altro 0,2% 0,0% Totale 6,4% 27,6% Tecnici delle scienze quantitative, fisiche e chimiche 4,2% 4,4% Tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni 1,4% 1,0% Tecnici in campo ingegneristico 1,0% 0,4% Tecnici della conduzione di impianti produttivi in continuo e dell'esercizio di reti idriche ed energetiche 1,1% 1,2% Tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi 3,9% 5,1% Tecnici della sicurezza e della protezione ambientale 1,3% 0,7% Tecnici della salute 0,1% 0,6% Tecnici nelle scienze della vita 0,9% 0,3% Tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive 6,2% 4,6% Tecnici dei rapporti con i mercati 4,5% 4,8% Tecnici della distribuzione commerciale e professioni assimilate 2,4% 2,4% Altro 0,3% 1,0% Totale 27,2% 26,5% PROFESSIONITECNICHE IMPRENDITORI E DIRIGENZA PROFESSIONI INTELLETTUALI, SCIENTIFICHEEDI ELEVATA SPECIALIZZAZIONE Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (Rilevazione Continua delle Forze di Lavoro).
  43. 43. 43 Distribuzione % degli occupati nel 2012 secondo la CP Professioni 2011. Esecutivi, Qualificati nel commercio e servizi, Specializzati, Operai qualificati e Personale non qualificato. fabbricazione di prodotti chimici fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici Impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali 4,1% 5,8% Impiegati addetti alle macchine d'ufficio 0,3% 0,3% Impiegati addetti all'accoglienza e all'informazione della clientela 1,2% 0,1% Impiegati addetti alla gestione amministrativa della logistica 10,1% 3,4% Impiegati addetti alla gestione economica, contabile e finanziaria 1,1% 0,5% Impiegati addetti al controllo di documenti e allo smistamento e recapito della posta 0,8% 1,4% Impiegati addetti all'archiviazione e conservazione della documentazione 0,2% 0,0% Altro 0,0% 0,0% Totale 17,7% 11,6% Addetti alle vendite 1,0% 0,4% Altre professioni qualificate nelle attività commerciali 0,7% 0,7% Professioni qualificate nei servizi di sicurezza, vigilanza e custodia 0,1% 0,4% Altro 0,2% 0,0% Totale 1,9% 1,5% Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine 1,5% 1,8% Artigiani e operai specializzati dell’installazione e della manutenzione di attrezzature elettriche ed elettroniche 0,6% 2,0% Altro 2,1% 0,4% Totale 4,2% 4,1% Operatori di macchinari e di impianti per la chimica di base, ecc. 13,9% 15,6% Conduttori di impianti per la prod, di energia termica e di vapore, ecc 0,4% 0,9% Operatori di catene di montaggio automatizzate e di robot industriali 1,3% 0,1% Conduttori di impianti per la trasformazione dei minerali 0,4% 0,0% Operai addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche e per prodotti minerali 1,2% 0,6% Conduttori di macchinari per la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 4,5% 0,0% Conduttori di macchinari per tipografia e stampa su carta e cartone 0,5% 0,0% Operai addetti a macchinari dell'industria tessile, delle confezioni ed assimilati 1,3% 0,0% Operai addetti all'assemblaggio di prodotti industriali 0,5% 0,2% Operai addetti a macchine confezionatrici di prodotti industriali 2,8% 3,6% Conduttori di veicoli a motore e a trazione animale 1,0% 0,1% Altro 1,4% 0,1% Totale 29,1% 21,3% Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci 6,7% 2,5% Personale non qualificato nella manifattura 1,3% 1,8% Altro 0,9% 1,3% Totale 8,9% 5,7% CONDUTTORIDIIMPIANTI, OPERAIDIMACCHINARIFISSIE MOBILIECONDUCENTIDI VEICOLI PROFESSIONI NON QUALIFICATE PROFESSIONIESECUTIVE NELLAVOROD'UFFICIO PROFESSIONI QUALIFICATE NELLE ATTIVITA' COMMERCIALI E NEI SERVIZI ARTIGIANI, OPERAI SPECIALIZZATI Fonte: elaborazioni ARES2.0/SOGES su dati ISTAT (Rilevazione Continua delle Forze di Lavoro). 3.3 Dinamiche di innovazione: spese in ricerca, brevetti, dotazione di personale e posizionamento nazionale e internazionale di un settore composito I settori chimici e farmaceutici sono tecnologicamente avanzati, ad alta vocazione industriale e caratterizzati da un elevato livello di investimenti materiali e immateriali, capitale umano qualificato e propensione all’export. La R&S amplia il contenuto innovativo dei prodotti e consente di sottrarre la competitività ad un mero fattore di costo. Sebbene in entrambi i settori, la ricerca assuma forme generalmente molto più strutturate e a maggiore contenuto tecnologico e scientifico rispetto al resto del manifatturiero, i due comparti presentano situazioni differenziate al loro interno.
  44. 44. 44 Nella chimica italiana nel 2012 gli addetti che si dedicano alla ricerca risultano 4900 unità (di cui 2100 ricercatori), pari al 4% circa dell’occupazione settoriale con una quota più che doppia della media manifatturiera (1,9%). Nello stesso anno. le spese di innovazione nelle imprese chimiche hanno superato gli 838 milioni di euro (9% circa del valore aggiunto generato dal settore) e la ricerca assorbe 554 milioni di euro pari al 6% del valore aggiunto. Una parte preponderante della R&S è realizzata internamente (454 milioni di euro). Una quota inferiore al 20% delle spese di R&S, pari a 100 milioni di euro, è affidata a istituti di ricerca esterni, pubblici o privati. Nell’attività brevettuale l’industria chimica mostra un’incidenza (10%) superiore rispetto a quella in termini di fatturato (6%). Rispetto alla media europea, l’Italia innova maggiormente nei polimeri (27% contro 20%). Il 18% dei brevetti riguarda la biochimica, una quota ancora inferiore rispetto a quella europea (22%), ma in forte crescita (+5 punti percentuali in 5 anni). Come ha evidenziato Federchimica, nonostante l’intensità dell’attività di R&S – espressa in termini di spesa sul fatturato – nella chimica italiana il livello, pari all’ 1,0%, è comunque inferiore alla media europea (1,8%) trainata dalla Germania (2,4%) Il divario si riduce se si considerano le spese di innovazione che incidono per l’1,6% sul fatturato al punto che l’incidenza sul fatturato in Italia è sostanzialmente in linea con la media europea se si esclude la Germania (1,7%). In effetti in Italia una quota inferiore delle spese di innovazione deriva dalla ricerca (66% contro 77%) mentre hanno maggiore rilevanza attività di problem solving meno strutturate. L’incidenza delle spese di R&S sul fatturato chimico, anche a livello europeo, risente del peso crescente delle commodities – cioè di prodotti indifferenziati per i quali l’innovazione non è adeguatamente remunerata dai clienti – e della diversa propensione alla ricerca dei singoli settori chimici. Secondo Federchimica le nuove frontiere tecnologiche in via di sviluppo – dalla sostenibilità alla chimica da fonti rinnovabili, dalle nanotecnologie alle biotecnologie -potrebbero dare nuovo slancio alla R&S nell’industria chimica europea ed italiana. Intensità di innovazione e ricerca nell’industria chimica in Italia ed Europa (spese in % del fatturato) anno 2011 Italia Europa esclusa la Germania Germania Europa Spese di innovazione 1,6% 1,7% 3,2% 2,3% Spese di R&S 1,0% 1,4% 2,4% 1,8% Fonte : Federchimica
  45. 45. 45 I dati di Farmindustria (Indicatori Farmaceutici 2013) rilevano come nel 2012 le imprese del farmaco abbiano investito in Ricerca e Sviluppo 1.230 milioni di euro, una somma considerevolmente più elevata rispetto alla chimica. Il dato per quanto elevato registra però un calo del -1,6% rispetto al 2011. Per quanto riguarda gli addetti R&S, i dati Farmindustria per il 2012 indicano una presenza 5.950 (-0,8% rispetto al 2011) lavoratori, rappresentando il 9,4% del totale degli addetti del settore. Gli investimenti in R&S nel settore farmaceutico sono dunque ingenti, sia in termini assoluti, sia rispetto alle dimensioni del settore. A talei investimenti le imprese contribuiscono con proprie risorse per oltre il 90%. Sulla base delle statistiche dell’associazione di categoria, se si considerano anche le piccole imprese biotech del farmaco, il volume di investimenti in R&S raggiunge una soglia pari a 1.549 milioni, l’8% del totale della Ricerca svolta in Italia, un valore ben maggiore del peso del settore in termini di addetti e fatturato, mentre il numero di addetti in R&S arriva complessivamente a 7.169 unità pari al 7,4% dell’occupazione R&S di tutto il manifatturiero; una incidenza molto più elevata rispetto all’occupazione totale che è pari all’1,6%. R&S nella Industria Farmaceutica in Italia confronto con manifatturiero Farmaceutica e biotech del farmaco Solo farmaceutica Settori a medio alta tecnologia Industria manifatturiera Totale Imprese Investimenti in R&S in milioni di euro 1549 1230 10509 11187 15020 Addetti R&S 7169 5950 57367 80783 114265 Fonte Indicatori Farmaceutici Luglio 2013 Farmindustria R&S Farmaceutica in Italia Confronto internazionale Paesi Spesa in R&S (Milioni di euro) Addetti in R&S Spesa per addetto in (Migliaia di euro) Italia 1.230 5.950 207 Francia 4.787 21.575 222 Germania 5.318 20.691 257 Regno Unito 5.588 23.000 243 Belgio 1.907 3.862 494 Paesi Bassi 642 4.743 135 Spagna 980 5.251 187 Svizzera 4.972 8.463 587 Europa 29.142 115.251 253 USA 26.130 72.033 363 Giappone 11.084 30.027 369 Totale 66.356 217.311 305 Fonte Indicatori Farmaceutici Luglio 2013 Farmindustria
  46. 46. 46 Addetti all’innovazione Chimica e farmaceutica si caratterizzano, come osservato, per l’elevato livello di qualifica dei lavoratori: dirigenti, quadri e direttivi rappresentano il 32% degli addetti. Come osserva Federchimica (Chimica in Cifre 2012) la composizione per profili professionali nel tempo sta spostandosi verso le qualifiche più elevate: la quota di dirigenti e quadri è cresciuta di 3 punti percentuali nel periodo tra il 2000 e il 2012, quella dei direttivi di 2 punti. Anche la quota di operai specializzati cresce di 2 punti percentuali a fronte di un corrispondente calo degli operai non specializzati ben maggiore (5 punti percentuali). Nella chimica e farmaceutica, considerate complessivamente, la presenza di laureati è pari al 29% degli addetti, un valore quasi triplo rispetto alla media industriale (10%). Oltre la metà dei laureati possiede una laurea in materie scientifiche. L’incidenza dei laureati sulle nuove assunzioni (38%) è superiore a quella sul totale degli addetti (29%) e si conferma quasi doppia rispetto alla media dell’industria (14%). Se si osserva la sola chimica la presenza di laureati che è pari al 19% (con una quota di assunzioni dei laureati però pari 26%) risulta tuttavia ancora inferiore di 7 punti percentuali rispetto alla chimica europea, dove la presenza di laureati è pari al 26%. Da sottolineare, in ogni caso, a corollario della forte attenzione verso il capitale umano qualificato e l’aggiornamento delle competenze, come l’industria chimica investa fortemente nella formazione dei suoi lavoratori con il 39% dei dipendenti che partecipa in media ogni anno ad almeno un corso di formazione a fronte di un dato medio dell’industria pari al 25%. Per quanto riguarda la farmaceutica si evidenzia l’assoluta rilevanza di questo settore rispetto alla capacità di assorbire capitale umano, con il 55,6% di laureati sul totale degli addetti a cui va associata la quota di diplomati pari ad un ulteriore 33,7%. Da segnalare la specificità del settore anche rispetto alla sua capacità di valorizzare l’apporto femminile: le donne nel settore farmaceutico rappresentano il 45% degli addetti, una quota di molto superiore rispetto al totale dell’industria dove raggiungono il 25%. Con 6 donne laureate ogni 10 assunte e con una incidenza di laureate superiore a quella dei colleghi uomini (dove 5 su 10 sono laureati) si spiega anche la femminilizzazione della funzione ricerca e sviluppo, con le donne che rappresentano il 53% degli addetti, registrando un valore allineato a quello europeo del settore e nettamente più alto rispetto alla media in Italia (19%).
  47. 47. 47 Addetti alla Ricerca e Sviluppo nell’industria farmaceutica e numero di studi clinici svolti in Italia Fonte: Farmindustria – La produzione di valore dell’industria farmaceutica in Italia Novembre 2013 L’XI° rapporto nazionale 2012 sulla sperimentazione dei medicinali in Italia dell’AIFA documenta la riduzione del numero e delle caratteristiche degli studi clinici attivati nell’ultimo quinquennio. La riduzione registrata in Italia del numero assoluto di studi clinici, in realtà accomuna il nostro paese al resto d’Europa tanto che la percentuale di sperimentazioni si è stabilizzata negli ultimi due anni intorno a valori pari al 16% del totale Europa9 . La distribuzione nelle varie fasi, denotando un continuo spostamento verso le fasi precoci di sviluppo, secondo Farmindustria farebbe ben sperare per un’accelerazione del settore nei prossimi anni. Per quanto riguarda gli studi condotti con prodotti biotech in Italia, nonostante una lieve flessione nel 2010 in linea con quella generale di tutte le sperimentazioni, le attività di ricerca clinica mostrano una forte crescita sia in valore (il numero medio del periodo 2006-2010 è quasi cinque 9 Grazie ai dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Sperimentazione Clinica, è possibile ottenere diverse informazioni sugli studi clinici in Italia. Tra il 2000 e il 2011 ne sono state svolti 8.139, di cui la maggior parte di fase 3 e 4, anche se le fasi 1 e 2 tendono a crescere nel tempo (dal 28,7% del 2000 al 45,4% nel 2011). Nel 2011 le imprese sono state promotrici del 65% delle sperimentazioni. Le prime tre aree terapeutiche per numero di sperimentazioni sono state le neoplasie, le malattie del sistema nervoso e le malattie del sistema cardiovascolare (rispettivamente con 1.083; 361; 348 sperimentazioni in totale, 28,6%; 9,5%; 9,2% del totale).

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