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Analisi socioeconomica del contesto e dello sviluppo della comunità del parco la mandria

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Analisi socioeconomica del contesto e dello sviluppo della Comunità del Parco La Mandria.

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Analisi socioeconomica del contesto e dello sviluppo della comunità del parco la mandria

  1. 1. Ente Parco La Mandria Comunità del Parco La Mandria Analisi Socioeconomica L. 394/1991 e s.m.i. L.R. 36/1992 “AnalisiSocioeconomicadelcontestoedellosviluppodellaComunitàdelParcoLaMandria” Redazione – Gruppo Soges S.p.A. Novembre 2003 1Piano di sviluppo economico e sociale
  2. 2. Ente Parco La Mandria Comunità del Parco la Mandria PIANO DI SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE Analisi Socioeconomica
  3. 3. INDICE ASPETTI METODOLOGICI E TIPOLOGIA DI DATI 1. INQUADRAMENTO TERRITORIALE Pag. 1 1.1 Riferimenti geografici Pag. 1 1.2 Caratteristiche geomorfologiche Pag. 2 1.3 Idrografia e clima Pag. 3 1.4 Il patrimonio ambientale e culturale Pag. 7 2. POPOLAZIONE Pag. 13 2.1 Volume delle popolazioni Pag. 13 2.2 Densità Pag. 16 3 PARTECIPAZIONE E SOLIDARIETÀ SOCIALE Pag. 24 3.1 La partecipazione elettorale Pag. 24 3.2 L’associazionismo Pag. 25 3.2.1 Le associazioni culturali, artistiche, ricreative, sportive Pag. 26 3.2.2 Le associazioni politiche, sindacali, religiose, ONG Pag. 26 3.2.3 Associazioni ambientaliste Pag. 27 3.2.4 Associazioni di volontariato Pag. 27 3.3 Eventi organizzati e manifestazioni Pag. 28 3.3.1 Fiere e sagre Pag. 28 3.3.2 Le feste religiose Pag. 28 3.3.3 Eventi sportivi Pag. 28 3.3.4 Eventi culturali Pag. 28 4. LAVORO E OCCUPAZIONE Pag. 30 4.1 Occupazione e sue caratteristiche Pag. 32 5. ISTRUZIONE E FORMAZIONE Pag. 42 5.1 Strutture scolastiche Pag. 42 5.2 La scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado Per comune Pag. 48 6. ASSISTENZA SANITARIA Pag. 54 6.1 Istituti di ricovero e cura Pag. 55 6.2 I soggetti gestori della funzione socio-assistenziale Pag. 58 6.3 Patologie tumorali e mobilità sanitaria per ricoveri oncologici Pag. 58 7. INFRASTRUTTURE PUBBLICHE Pag. 63 7.1. Le strade Pag. 63 7.2 La Torino – Modane e l’alta velocità Pag. 66 7.3 L’aeroporto di Caselle Pag. 66 7.4 L’aeroporto “Torino-Aeritalia” di Collegno Pag. 67
  4. 4. 7.5 Le reti Pag. 68 7.6 I servizi di fognatura e depurazione Pag. 69 7.7 Lo smaltimento dei rifiuti Pag. 69 7.8 Il servizio di acquedotto Pag. 71 7.9 Il servizio di distribuzione del gas Pag. 71 7.10 I consumi e l’offerta di energia elettrica Pag. 72 8. MOBILITA’ E PENDOLARISMO Pag. 73 9. QUADRO ECONOMICO PRODUTTIVO Pag. 80 9.1 Agricoltura Pag. 87 9.2 Industria e artigianato Pag. 90 9.3 Commercio Pag. 93 9.3.1 Esercizi commerciali Pag. 93 9.4 mercati ambulanti Pag. 96 9.5 Pubblici esercizi Pag. 97 9.6 Esercizi commerciali sulle forme speciali di vendita Pag. 100 9.7 Rivendite quotidiani e riviste Pag. 101 9.8 Servizi Pag. 102 9.9 Il terziario innovativo Pag. 105 10. TURISMO Pag. 107 10.1 Analisi della domanda e dell’offerta turistica Pag. 107 10.2 Analisi qualitativa della domanda Pag. 108 10.2.1 Cresce la domanda di turismo Pag. 109 10.2.2 Il turismo culturale e naturalistico Pag. 110 10.3 Analisi quantitativa Pag. 112 10.3.1 Domanda alberghiera ed extra-alberghiera Pag. 114 10.4 Offerta turistica Pag. 115 10.4.1 Offerta alberghiera Pag. 117 10.4.2 Offerta extra-alberghiera Pag. 118 10.4.3 Le professioni e le attività legate al turismo culturale e Naturalistico Pag. 119 11. UTILIZZO DELTERRITORIO Pag. 121 11.1 L’uso del suolo Pag. 122 11.2 Gli insediamenti, le aree industriali e commerciali Pag. 126 11.3 Le aree agricole Pag. 127 11.4 Le aree boscate Pag. 128 11.5 Altre superfici naturali e artificiali Pag. 130 12. CARATTERISTICHE INSEDIATIVE NELL’AREA Pag. 131 12.1 Patrimonio edilizio dell’area Pag. 134 12.2 Edifici costruiti prima del 1919 Pag. 136 12.3 Edifici costruiti dal 1919 al 1945 Pag. 138 12.4 Edifici costruiti dal 1946 al 1960 Pag. 139 12.5 Edifici costruiti dal 1961 al 1971 Pag. 140
  5. 5. 12.6 Edifici costruiti dal 1972 al 1981 Pag. 141 12.7 Edifici costruiti dal 1982 al 1991 Pag. 142 12.8 Edifici costruiti dopo il 1991 Pag. 143 12.9 Individuazione dei Comuni ad alta tensione abitativa Pag. 144 13. RIFERIMENTI NORMATIVI Pag. 145 13.1 Quadro di riferimento normativo pag. 146 14. I PROGETTI DEL TERRITORIO pag. 152 14.1 I Patti Territoriali pag. 152 14.1.1 Il Patto Territoriale della Zona Ovest pag. 153 14.1.2 Il Patto Territoriale della Stura pag. 153 14.2 Il Docup della Regione Piemonte pag. 153 14.2.1 I Progetti Integrati d’Area (Misura 3.1 a) pag. 153 14.2.2 Il Sistema della Corona Verde (Misura 3.1 b) pag. 154 14.2.3 Le Misure a “Regia Regionale” pag. 155 14.3 Altri progetti di valorizzazione del territorio pag. 155 14.4 I progetti nel territorio dell'ente Parco la Mandria pag. 156 14. BIBLIOGRAFIA pag. 157
  6. 6. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Metodologia Metodologia e tipologia di dati La lettura dell’analisi socio-economica, richiede la preliminare esposizione del quadro concettuale che ha guidato la ricerca, dei “metodi”, degli “strumenti” utilizzati, e della tipologia di dati a cui si è ricorso. La prima fase della ricerca ha riguardato la raccolta dei dati e la classificazione delle informazioni statistiche disponibili, per la maggior parte provenienti da banche dati regionali e provinciali, dalle indagini dell'ISTAT, dalla banca dati Ancitel e da Infocamere, dal registro delle imprese della Camera di Commercio. Successivamente si è costruita una banca dati per le unità amministrative comunali, composta da diverse variabili riferite ai fenomeni dei seguenti ambiti: • Ambito demografico • Ambito sociale • Ambito economico • Ambito territoriale Le informazioni a livello comunale, sono state accorpate in modo da ottenere i dati di sintesi dell’aggregazione territoriale individuata, e permettere così la realizzazione di tabelle, mappe tematiche e indicatori di sintesi. Per la generazione delle mappe è stato utilizzato ArcExplorer della ESRI, un software GIS (Geographics Information System) e Microsoft Image Composer per l’elaborazione delle immagini. Sin dalle prime elaborazioni, si è verificato, che l’area oggetto dello studio pur avendo come comune denominatore il Parco La Mandria non possiede una specifica identità territoriale; essa è costituita in realtà da “sub-aree” che sono interessate da differenti relazioni spaziali e socioeconomiche. Oltre alla comune dipendenza rispetto al capoluogo, esistono interdipendenze con l’area di Rivoli e la Bassa Valle di Susa, con le Valli di Lanzo e con il Canavese. E’ per questo motivo che il concetto di territorio, che ha guidato alcuni aspetti della ricerca, non corrisponde ad una porzione definita di terreno con dei confini fissi e immutabili ma ad una serie di “spazi “ e relazioni che ne descrivono gli aspetti essenziali. Sono stati, di conseguenza, considerati: 1. lo spazio “nomadico”, riconoscibile nelle varie forme del pendolarismo, del turismo settimanale e stagionale; 2. lo spazio amministrato; 3. lo spazio merceologico, per il quale i “confini” sono definiti sempre meno dal diritto e sempre più dall’economia e dalla tecnologia disponibile; 4. lo spazio culturale.
  7. 7. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Metodologia Vista l’assenza di studi e ricerche strutturate su questa porzione di territorio, il quadro conoscitivo è stato elaborato attraverso l’aggregazione di informazioni riferite ai singoli comuni oppure ad aree più vaste come ad esempio il territorio provinciale e regionale. Per quanto riguarda gli aspetti demografici, utilizzando opportuni indicatori ricavati dai censimenti Istat e dalla Banca Dati Demografica Evolutiva della Regione, è stata effettuata l’osservazione sulle caratteristiche strutturali della popolazione (tasso di anzianità, indice di dipendenza strutturale, tasso di vecchiaia, tasso di fecondità, tasso di natalità, tasso di mortalità). L’aspetto sociale, complesso da analizzare, ma estremamente necessario per la formulazione del Piano, è descritto attraverso quattro sezioni: Partecipazione e solidarietà sociale, Lavoro e occupazione, Istruzione e Formazione, Assistenza sanitaria. Data la centralità acquisita in questi ultimi anni dalla tematica della partecipazione sociale, lo studio si pone l’obiettivo di fornire alcuni elementi utili per l’analisi e la valutazione della cittadinanza politica, sociale e culturale del territorio attraverso dati che misurino l‘appartenenza e la presenza nella vita sociale della popolazione (partecipazione elettorale, associazioni, eventi organizzati e manifestazioni). Nell’analizzare il Mercato del Lavoro si è fatto riferimento ai dati sugli occupati, sulle principali caratteristiche delle assunzioni e ai dati provenienti dai centri per l’impiego relativi agli avviamenti al lavoro e alle loro caratteristiche. Nella sezione istruzione i dati di base delle elaborazioni sono tratti da lavori realizzati dall’Osservatorio Scolastico della Provincia di Torino. Il capitolo riguardante l’assistenza sanitaria ha la finalità di fornire un quadro d’insieme sulla qualità, quantità, e specializzazione dei servizi sanitari presenti sul territorio in esame, dedicando un’attenzione particolare alle patologie tumorali. Per le analisi degli aspetti economico-produttivi, sono stati sottolineati in primo luogo i fenomeni evolutivi concernenti le attività locali nel campo dell'industria e dei servizi che hanno portato, pur in un quadro forte presenza del comparto industriale, ad un significativo ampliamento del terziario, soprattutto commerciale. Per quanto riguarda questo settore viene dedicata un ampio spazio agli esercizi commerciali ed alcuni risultati riguardanti un’indagine sul terziario innovativo. Una particolare sezione è dedicata al settore turistico, prestando particolare attenzione alla quantificazione dei flussi turistici e dell’offerta alberghiera ed extralberghiera. Riguardo all'agricoltura, sono stati presi in considerazione gli aspetti relativi alle superfici agricole, all'occupazione e alle strutture aziendali, considerando, in particolare, sotto quest'ultimo profilo, gli indicatori strutturali ricavabili dai dati relativi al Censimento Istat dell’agricoltura. E' stato evidenziato il prevalente carattere di marginalità dell'attività agricola, alla quale tuttavia, anche in queste condizioni, si aprono spazi utili per il miglioramento dell'efficienza, oltre alla
  8. 8. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Metodologia possibilità di esplicare un ruolo più incisivo nella tutela e nella valorizzazione delle risorse ambientali. Per completare il discorso sullo stato dei settori produttivi si è ritenuto necessario estendere le analisi anche ai flussi di pendolarità per lavoro, in quanto una valutazione della situazione socio-economica dell’area, fortemente legata alle vicende dell'area torinese, non può essere effettuata solo tenendo conto dell'apparato produttivo locale. Per quanto concerne gli aspetti territoriali, il primo capitolo introduce l’area della Comunità del Parco presentandone sinteticamente le caratteristiche geo- morfologiche, l’idrografia, il clima e il patrimonio culturale e ambientale. Nelle sezioni successive sono invece stati presi in esame gli aspetti relativi all’utilizzo del territorio (l’uso del suolo, gli insediamenti, le aree industriali e commerciali, le aree agricole, le aree boscate). Riguardo agli insediamenti, è stata svolta un’indagine sul patrimonio edilizio con la classificazione degli edifici per periodo di costruzione. L’indagine delle infrastrutture del territorio fa riferimento alle categorie di opere quali ferrovie, strade statali, autostrade e le reti (acquedotto, energia, gas) nonché i consorzi e le società che gestiscono l’erogazione del servizio.
  9. 9. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 1 1. INQUADRAMENTO TERRITORIALE 1.1 RIFERIMENTI GEOGRAFICI I Comuni il cui territorio costituisce l'area di studio - Collegno, Druento, Pianezza, San Gillio, Varisella, Venaria Reale, La Cassa, Robassomero, Fiano, Givoletto, Ciriè, Caselle, Borgaro Torinese, San Maurizio Canavese - fanno parte, dal punto di vista amministrativo, della provincia di Torino. Figura n. 1. Comuni dell’area e delimitazioni delle aree relative al Parco e al pre-parco (Fonte: Elaborazione Gruppo Soges) L‘area posta nella parte nord occidentale rispetto alla città di Torino, anche se all'apparenza omogenea presenta caratteristiche differenti; i comuni di pianura di Ciriè e San Maurizio appartengono all'area del Canavese, i comuni di Givoletto, La Cassa e Varisella prevalentemente montani fanno parte della Comunità Montana Val Ceronda e Casternone, i comuni di Fiano e Robassomero prossimi alle Valli di Lanzo e lungo la Stura di Lanzo, I rimanenti comuni, per la maggior parte nella pianura e confinanti con Torino rientrano nell'aria metropolitana torinese. La superficie territoriale complessiva dell'area 237,58 kmq; circa il 3,5% del territorio provinciale.
  10. 10. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 2 Il suo perimetro racchiude all'interno il Parco Regionale La Mandria che ha una superficie di 65,71 kmq; pari al 27% dell'intera area. La polarizzazione funzionale del territorio è incentrata sul polo di Torino, ma oltre ad esso è caratterizzata da due centri urbani di media grandezza: Rivoli e Ciriè. Mentre Rivoli svolge la funzione di centro di attrazione per i comuni a sud-ovest del Parco La Mandria, Ciriè rappresenta a nord-est, per centralità e urbanizzazione, la città più importante. 1.2 CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE La configurazione fisico ambientale dell'area è articolata secondo i tre tipi di montagna, di pianura e di collina. Da ciò deriva un territorio differenziato dal punto di vista orografico: comuni in parte montani come Varisella e Givoletto, in parte di tipo collinare nei territori comunali di Fiano; La Cassa e San Gillio attraversato dai sistemi idrografici, della Stura di Lanzo e dei torrenti Ceronda e Casternone; con un area pianeggiante caratterizzata dall’insediamento dei sistemi residenziali, produttivi e infrastrutturali a corona dell’area centrale del parco e preparco della Mandria. La pianura si raccorda ai vicini versanti del fronte alpino attraverso i rilievi del sistema morenico, originato dall’azione delle glaciazioni, a sud e dai depositi alluvionali a nord; è il caso delle Vaude di Venaria, di S. Maurizio Canavese, di Ciriè (depositi di materiali montani incisi da avvallamenti). Figura n. 2. Caratteristiche geo-morfologiche dell’area (Elaborazione Gruppo Soges su dati Regione Piemonte) su dati Regione Piemonte
  11. 11. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 3
  12. 12. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 4 In base alla classificazione Istat, i comuni dell’area appartengono solamente alle zone altimetriche di montagna e collina interna. Figura n. 3. Zone altimetriche Istat (Fonte: Elaborazione Gruppo Soges su dati Istat) 1.3 IDROGRAFIA E CLIMA L’intero territorio piemontese, e di conseguenza l’area in questione, è compreso all’interno del bacino idrografico del fiume Po. Numerosi sono gli affluenti a carattere torrentizio con notevoli variazioni stagionali. Il bacino della Stura di Lanzo si trova ad ovest dell’area torinese. Il fiume principale è la Stura di Lanzo che è costituito dalla confluenza, in prossimità di Lanzo, di tre fiumi: Stura di Val Grande, Stura di Ala e Stura di Viù. Altri affluenti della Stura di Lanzo sono il Ceronda e il Casternone. La Stura, dopo aver attraversato una zona alpina e prealpina, percorre un breve tratto di pianura, sfociando nel Po a nord est di Torino.
  13. 13. 5 Figura n. 4. Idrografia dell’area di riferimento (Fonte Regione Piemonte) Per comprendere meglio il clima a cui è l’area è necessaria l'analisi climatica In generale il clima dell’area è quello temperato dipendente dall'alternarsi dell'influenza dei climi mediterraneo e continentale che caratterizza la regione I venti dominanti, in primavera; portano aria fresca e umida dall'Atlantico, in estate aria calda e asciutta dal Sahara o calda umida dalle Azzorre e in inverno aria russo-siberiani. I rilievi montuosi mitigano e modificano l'azione delle correnti d'aria provenienti dall'esterno, riducendone gli Anche sotto il profilo atmosferico, la regione fisica piemontese si comporta come un'area relativamente chiusa. Gli strati più bassi dell'atmosfera sono caratterizzati campi di alta pressione. La circolazione è prevalentemente generata da fattori termici rispetto a quelli dinamici, situazione critica relativamente alla stagnazione e Si sviluppano due tipologie di clima: clima pedemontano e clima padano. Sui monti il clima è contraddistinto da: forti escursioni termiche tra giorno e notte, in estate, innevamento invernale con piovosità primaverile e autunnale. Le colline
  14. 14. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 6 pedemontane e i più bassi contrafforti montani godono di abbondanti precipitazioni e temperature discretamente elevate. Il clima della pianura è determinato da inverni freddi ed estati calde con buone precipitazioni che raggiungono il massimo in primavera nella parte occidentale e in autunno nella parte orientale. Come il clima italiano in genere, il clima del Piemonte è decisamente incostante: anni particolarmente freddi si alternano ad anni estremamente torridi, ed anni alquanto piovosi ad anni di forte siccità . Figura n. 5. Il clima in Piemonte e nell’area di riferimento (Fonte "L'atmosfera e il clima" di Mario Pinna, 1998 ed. Utet) ed estati calde ed umide; nella pianura occidentale piemontese e quindi in quella torinese, la piovosità è più intensa in primavera con massimi in maggio, frequenti Al cospetto, le zone collinari godono di condizioni climatiche meno rigide. Particolarmente nelle zone ben esposte, hanno temperature medie annue più pedemontani sono messi al riparo dai venti freddi settentrionali dalla sovrastante catena alpina; d'estate godono di temperature meno alte e di brezze locali. Sono La montagna ha regimi tipicamente alpini con forti escursioni termiche giornaliere, con temperature medie annue più basse della pianura; la piovosità massima è in
  15. 15. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 7 Figura n. 6. La temperatura media annua in Piemonte e nell’area di riferimento (Fonte "L'atmosfera e il clima" di Mario Pinna, 1998 ed. Utet) Figura n. 7. Precipitazione media annua in Piemonte e nell’area di riferimento (Fonte "L'atmosfera e il clima" di Mario Pinna, 1998 ed. Utet) Temperatura media annuale: intorno ai +12 °C Mese più freddo: gennaio ( 1.9 °C), mese più caldo: luglio (22.5 °C) Quantità di precipitazione annuale (altezza media in mm): 1000-1100 mm
  16. 16. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 8 1.4 IL PATRIMONIO AMBIENTALE E CULTURALE Il territorio è ricco di specificità naturali, storiche e culturali. Le vicine montagne, il sistema dei corsi d'acqua del Ceronda e Casternone, la fascia fluviale della Stura di Lanzo, i sistemi collinari della Collina morenica e il complesso delle Vaude conferiscono all’area una singolare caratterizzazione ambientale e paesaggistica. Le risorse ambientali più significative dell’area comprendono ovviamente il Parco della Mandria, spazio aperto al pubblico nel 1978, che con una superficie di 6500 ettari attrae migliaia di visitatori durante tutto l’arco dell’anno. Il parco è caratterizzato da ricche risorse naturali, dalla elevata qualità ambientale e dalla presenza di numerosi segni storico-culturali. Il territorio è caratterizzato da segni di epoca romana e medioevale con la presenza di torri, castelli e dalla grande stagione culturale del barocco e dalla presenza, soprattutto nei centri abitati, di notevoli emergenze architettoniche; queste, anche isolate, connotano in prevalente chiave barocca e rococò l'immagine ambientale del territorio. Sono importanti nell'area anche le grandi emergenze architettoniche dovute alla presenza emblematica della corte, destinate alla caccia e al loisir, con ville e giardini storici tipici per il riferimento alla corte e alla grande aristocrazia. Dal punto di vista storico, artistico e architettonico il territorio si caratterizza per la presenza di risorse con forti attributi di singolarità , quali laReggia della Venaria, il Borgo Castello, all’interno del parco La Mandria; a questi si aggiungono gli oratori, le chiese, le cappelle dislocate sull’intero territorio, oltre ai centri storici delle città diVenaria, Collegno e Ciriè ed alle località legate ad avvenimenti storici e alla presenza di testimonianze architettoniche. Nella pagina seguente la tavola Piano Territoriale Regionale (PTR) del Piemonte individua i caratteri territoriali e paesistici dell’area. Il PTR costituisce un quadro di riferimento per tutte le politiche che interferiscono con il territorio, soprattutto per i piani provinciali. In concreto il PTR individua e norma i caratteri socio-economici ed i caratteri territoriali e paesistici e definisce gli indirizzi di governo per le trasformazioni dell'attuale sistema regionale.
  17. 17. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 9 Figura n. 8. Tavola Piano Territoriale Regionale: Caratteri territoriali e paesistici dell’area
  18. 18. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 10 Il Piano Territoriale Regionale (ha individuato tre categorie di centri storici, la cui consistenza e qualità connota il territorio regionale sotto il profilo insediativo, ma anche sotto il profilo ambientale. Le tre categorie di centri storici individuate interessano direttamente la Regione Piemonte (PTR), sia per ulteriori analisi e tutela, sia per avviare politiche di valorizzazione, con azioni di recupero e incentivazione. Centri storici di notevole rilevanza regionale: Si tratta di centri caratterizzati da notevole centralità sia rispetto al territorio regionale sia rispetto al proprio territorio storico. Sono caratterizzati da una notevole qualità storica e urbanistica determinata da processi complessi di stratificazione, da una forte connotazione ambientale e da recenti sviluppi di urbanizzazione. Nell’elenco del PTR sono presenti la città di Ciriè e la città di Rivoli che non fa parte della Comunità del Parco ma risulta centro di attrazione per numerosi comuni. E’ singolare, che il centro storico di Venaria con la Reggia, i giardini e il borgo, riuniti in un unico sistema tramite il lungo asse di due chilometri progettato da Amedeo di Castellamonte nel XVII secolo non sia stato inserita nei centri di notevole rilevanza territoriale. Centri storici di media rilevanza regionale: Sono centri caratterizzati da relativa centralità , storica e attuale, sul territorio. Essi sono connotati da una notevole qualità ambientale architettonica e urbanistica. I centri che vengono individuati nel PTR sono Caselle T.se, Collegno, Pianezza, San Maurizio Canavese e Venaria. Figura n. 9. I centri storici di notevole e media rilevanza regionale individuati nel Ptr (Fonte: Elaborazione Gruppo Soges)
  19. 19. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 11 Per la connotazione del paesaggio rurale appare importante storicamente il passaggio dalla mezzadria alla grande affittanza già a partire dal secolo XVIII, periodo in cui si passò decisamente alle colture intensive, con la presenza diffusa di cascine a corte (riassorbite nella conurbazione quelle più vicine a Torino). Anche le attività industriali hanno segnato il paesaggio; esistono numerose testimonianze di archeologia industriale e di opere di ingegneria civile (canali, ponti, mulini). Tabella n. 1. Beni culturali, architettonici e archeologici dell’area suddivisi per comune e per tipologia (Fonte: Banca Dati Territoriale Regione Piemonte –“Le aree antropizzate ed i beni culturali, architettonici, urbanistici ed archeologici del Piemonte” di Giampiero Vigliano 1991) monasteri,abbazie, conventi chiese Cappelle piloni castelli casecastellate, palazzi,abitazioni civilimedievali archeologia industriale ville operediingegneria civile torri stradeepiazze porticate ritrovamentierestidi struttureprotostoriche, romane,tardoanticoe altomedie operefortificate parchiegiardinidi pertinenza cascine Borgaro Torinese 5 1 2 1 1 2 4 Caselle Torinese 1 2 6 1 6 1 1 10 Ciriè 1 6 8 2 10 4 1 1 1 1 4 1 5 Collegno 1 1 1 2 1 1 5 4 Druento 4 5 1 1 7 Fiano 1 2 1 1 1 Givoletto 1 3 La Cassa 3 1 1 Pianezza 1 2 7 1 1 1 1 2 2 1 Robassomero 1 2 3 San Gillio 2 2 1 San Maurizio Canavese 3 7 1 1 2 4 1 3 2 2 Varisella 2 3 1 1 Venaria 2 1 1 1 5 3 5 1 1 2 1 2 Totale 4 27 54 9 18 22 6 10 6 3 20 3 8 36
  20. 20. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 12 La tabella della pagina precedente riassume la consistenza dei beni culturali, architettonici, e archeologici dell’area; le informazioni elaborate descrivono l’aspetto legato ai beni ambientali esclusivamente dal punto di vista quantitativo, non vengono trattati in questo studio gli elementi qualitativi dei singoli beni. L’area fa parte dello spazio storico-culturale che corrisponde “all'antica infeudazione in Piemonte dei Savoia, di cui Torino costituisce un epicentro importante, consolidato e fortificato a metà secolo XVI (e ingrandito nel secolo XVII) con l'avvio del processo di regionalizzazione e di accentramento tipico dei poteri assoluti” (Comoli 1996). Geograficamente l'area compresa tra il percorso del Po, della Stura di Lanzo e l'arco alpino “è caratterizzata da scarsa presenza di zoccolo prealpino e dall'imbocco pianeggiante della Valle di Susa, di netta primarietà storica sulle altre valli piemontesi, come storico canale di traffici e di culture di livello transfrontaliero e internazionale”(Comoli 1996). Sotto l'aspetto insediativo l'area è caratterizzata dal polo metropolitano di Torino e dal suo hinterland, da centri storici di media e piccola grandezza molto ingranditi recentemente, dalla presenza diffusa di grandi emergenze architettoniche con forte valenza ambientale. Per l'età contemporanea (Ottocento e Novecento) appare “decisivo lo sviluppo della conurbazione torinese, che ha stravolto l'assetto territoriale originario avviando un processo di eccezionale incentramento di funzioni su Torino già a partire dalla fase industriale ottocentesca, con forti punte e diffusione del fenomeno nel secondo dopoguerra e con l'avvio di un recente estesissimo fenomeno metropolitano di formazione della seconda casa e, ora, del fenomeno della deurbanizzazione in progrediente sviluppo”(Comoli 1996). La zona è “fortemente polarizzata dal punto di vista della infrastrutturazione stradale già dal periodo romano e presenta forti segni residui di tipo archeologico sia nelle strutture fisiche, sia nella centuriazione” (Comoli 1996). La polarizzazione “si è accresciuta in periodo moderno per effetto della formazione della città-capitale assolutistica e per la costruzione della 'corona di delizie' collegata al ruolo della capitale; in periodo contemporaneo il fenomeno di centralizzazione appare accelerato ed esasperato per effetto della industrializzazione”( Comoli1996). Per la connotazione del paesaggio rurale appare importante storicamente “il passaggio dalla mezzadria alla grande affittanza già a partire dal secolo XVIII, periodo in cui si passò decisamente alle colture intensive, con la presenza diffusa di cascine a corte - riassorbite nella conurbazione quelle più vicine a Torino)” (Comoli 1996).
  21. 21. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 1 13 E' significativa “l'armatura dei centri storici con sviluppo di vie porticate originariamente mercatali, col carattere nei centri medi e medio-grandi di centralità economica e amministrativa derivante dall'antico ruolo di città-mercato”. Nella caratterizzazione edilizia dell'area è prevalente “la cultura del mattone e dell'intonaco, sia nella parte di pianura, sia di collina, con ampia articolazione di linguaggio e di esiti. E' abituale il tetto con orditura alla piemontese, manto di copertura in coppi (o marsigliesi) su ventaglia sporgente. Importante la trasformazione civile nell'Ottocento e Novecento dell'architettura dei piccoli centri attraverso il rinnovamento neoclassico ed eclettico e la dilagante rettifica stradale” (Comoli1996).
  22. 22. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 13 2. POPOLAZIONE La popolazione residente sul territorio rappresenta al tempo stesso un indicatore di pressione ed un elemento di sensibilità del degrado ambientale. Se da un lato la densità di popolazione residente rappresenta un significativo indicatore di pressio- ne ambientale (utilizzazione di risorse naturali, immissione di inquinanti nell’ambiente), dall’altro indica, in situazioni di elevata pressione ambientale, un oggettivo fattore di rischio, laddove ad elevate densità di popolazione corrispon- dono diffuse e frequenti condizioni di esposizione a condizioni critiche. L’intensità della pressione esercitata dalla popolazione su un determinato territorio varia in funzione, della numerosità della popolazione in valore assoluto, dal livello di consumo di risorse e della produzione di rifiuti, nonché della distribuzione spa- ziale, ovvero della densità territoriale. In questa sezione si è inoltre deciso di raccogliere una serie di indicatori relativi ad alcune caratteristiche strutturali della popolazione di riferimento, che permettesse- ro di descriverla da un punto di vista quali-quantitativo nel modo più realistico pos- sibile. 2.1 VOLUME DELLE POPOLAZIONI Il volume delle popolazioni è qui inteso come somma totale degli individui che ri- siedono stabilmente nel Sistema te rritoriale di riferimento. In Tab. 1 è riportata la popolazione residente per sesso e per comune al 31 di- cembre 2001.
  23. 23. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 14 Tabella n. 1. Popolazione residente per sesso e per comune Anno 2001 Popolazione residente Comuni M F MF Borgaro Torinese 6.339 6.415 12.754 Caselle Torinese 7.611 7.826 15.437 Ciriè 8.802 9.376 18.178 Collegno 23.470 24.862 48.332 Druento 4.008 4.220 8.228 Fiano 1.232 1.326 2.558 Givoletto 1.131 1.052 2.183 La Cassa 664 662 1.326 Pianezza 5.470 5.767 11.237 Rivoli 24.122 25.383 49.505 Robassomero 1.496 1.532 3.028 San Gillio 1.241 1.340 2.581 San Maurizio Canavese 3.515 3.744 7.259 Varisella 336 354 690 Venaria Reale 17.003 17.774 34.777 TOTALE 106.440 111.633 218.073 I dati sul volume della popolazione evidenziano come il comune con il maggior numero di residenti sia Rivoli (49.505 abitanti nel 2001) seguito Collegno e Vena- ria, mentre il comune con il minor numero di abitanti è Varisella (690 abitanti al 2001).
  24. 24. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 15 Grafico n. 1. Volume delle popolazioni anni 1997-2002 Il confronto sull’andamento demografico negli ultimi 5 anni evidenzia una situazio- ne non omogenea per tutti i comuni. Sono distinguibili infatti almeno 5 andamenti differenti. 0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000 6.000 7.000 8.000 9.000 10.000 11.000 12.000 13.000 14.000 15.000 16.000 17.000 18.000 19.000 20.000 21.000 22.000 23.000 24.000 25.000 26.000 27.000 28.000 29.000 30.000 31.000 32.000 33.000 34.000 35.000 36.000 37.000 38.000 39.000 40.000 41.000 42.000 43.000 44.000 45.000 46.000 47.000 48.000 49.000 50.000 51.000 52.000 53.000 54.000 55.000 56.000 Borgaro C aselle C iriè C ollegno D ruento Fiano G ivoletto La C assa Pianezza R ivoliR obassom ero San G illio San M aurizio VarisellaVenaria R eale 2001 2000 1999 1998 1997
  25. 25. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 16 Andamento A: riguarda i comuni di Ciriè e Fiano, sostanzialmente stabili dal 1997 al 1999 e in calo nei due anni successivi. Andamento B: costante diminuzione a partire dal 1997, fa parte di questo gruppo solo il Comune di Rivoli in cui la popolazione passa nel periodo 1997-2001 da 53.312 a 49.505 unità (calo demografico del 7,14%). Andamento C: la popolazione aumenta, seppur leggermente fino al 1999, per poi diminuire nei due anni successivi, appartengono a questa categoria i comuni di Venaria, Collegno, e Druento. Andamento D: leggero incremento dal 1997 al 1999 e stabilizzazione negli anni successivi (Borgaro e Caselle). Andamento E: appartengono a questo gruppo i comuni di dimensioni minori, (Gi- voletto, La Cassa, Robassomero, San Gillio e Varisella) per i quali, negli anni con- siderati non si registrano variazioni sostanziali. 2.2 DENSITÀ Il valore della densità della popolazione è espresso dal rapporto tra il volume della popolazione residente e la superficie del comune di appartenenza. Questo indi- catore da una misura della distribuzione demografica sul territorio di riferimento, ed è significativo il dato per cui la densità demografica diminuisce più ci si allonta- na da Torino. Si passa infatti da una densità di 1.714 ab/Km2 di Venaria ad una di 30.8 ab/Km2 di Varisella. Come su accennato la densità demografica dà una misura immediata della pres- sione sull’ambiente. Si può inoltre evidenziare una relazione tra densità demogra- fica e reti di relazioni sociali. Tanto più alta è la prima, tanto più fitta è la rete delle Relazioni e Interazioni sociali, effettive e potenziali. Allo stesso tempo tanto più marginali sono le presenze delle popolazioni vegetali e animali, e il relativo con- trollo sulle stesse.
  26. 26. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 17 Grafico n. 2. Densità per km2 2.3. STRUTTURA DELLA POPOLAZIONE E PRINCIPALI INDICATORI DEMOGRAFICI Una descrizione realistica della popolazione residente non può prescindere dall’analisi di alcuni indicatori strutturali (classi di età ,sesso) e dai principali tassi demografici. Nel descrivere la struttura della popolazione per classi di età prendiamo in consi- derazione quelle riferite ai principali cicli o fasi di vita: a) età prescolare da 0 a 4 anni b) età scolare primaria da 5 a 14 anni c) età scolare secondaria da 15 a 29 anni d) età adulta/lavorativa da 30 a 64 anni e) età matura/post lavorativa 65 anni e oltre I dati riportati in Tabella 1 e in grafico 3 evidenziano strutture demografiche diso- mogenee nei comuni dell’area. Il comune con la più alta presenza di abitanti oltre i 65 anni (19,74%) risulta essere Varisella, che fa registrare anche la più bassa per- centuale di abitanti nella fascia d’età pre-scolare (3,60%). Una struttura demogra- 0,0 200,0 400,0 600,0 800,0 1.000,0 1.200,0 1.400,0 1.600,0 1.800,0 Borgaro Caselle Ciriè Collegno Druento Fiano Givoletto La Cassa Pianezza Rivoli Robassom ero San Gillio San M aurizio Varisella Venaria Reale
  27. 27. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 18 fica differente è invece quella di Borgaro (comune dell’area con il minor tasso di popolazione in età matura/post lavorativa (9,87%), e quella di La Cassa (comune con la più alta percentuale di popolazione nella classe di età prescolare (5,80%). Tabella n. 2 Struttura della popolazione per classi d’età 0-4 anni 5-14 anni 15-29 anni 30-64 anni 65 anni e oltre Borgaro 5,23% 9,73% 21,03% 54,13% 9,87% Caselle 4,72% 9,38% 19,19% 52,50% 14,22% Ciriè 4,55% 8,73% 18,43% 50,85% 17,44% Collegno 4,43% 8,24% 16,78% 53,40% 17,15% Druento 4,70% 9,23% 18,77% 51,71% 15,58% Fiano 4,03% 7,39% 16,06% 54,04% 18,48% Givoletto 5,39% 8,32% 16,59% 54,43% 15,27% La Cassa 5,80% 10,09% 13,93% 52,79% 17,39% Pianezza 3,91% 9,21% 17,59% 52,44% 16,86% Rivoli 4,06% 8,68% 18,40% 52,79% 16,07% Robassomero 5,09% 9,28% 18,33% 53,17% 14,13% San Gillio 4,58% 9,58% 19,63% 51,75% 14,47% San Maurizio 4,82% 8,43% 16,53% 51,49% 18,74% Varisella 3,60% 6,92% 15,85% 53,89% 19,74% Venaria Reale 4,85% 9,39% 19,22% 52,94% 13,61% Tot area 4,51% 8,85% 18,23% 52,77% 15,64%
  28. 28. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 19 Grafico n. 3. Struttura della popolazione per classi d’età Da un confronto con la ripartizione percentuale della popolazione per classi d’età con la situazione della Provincia Torinese, non emergono particolari differenze, se non nella classe d’età estrema (65 anni e oltre). Grafico n. 4. Struttura della popolazione per classi d’età (confronto intera area con Provincia di Torino anno 2001) 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% Borgaro C aselle C irièC ollegno D ruento FianoG ivolettoLa C assa Pianezza R ivoli R obassom eroSan G illio San M aurizioVarisella Venaria R eale Totarea 0-4 anni 5-14 anni 15-29 anni 30-64 anni 65 anni e oltre 15,64% 4,51% 8,85% 18,23% 52,77% 16,95% 8,03% 4,18% 19,52% 51,32% 0-4 anni 5-14 anni 15-29 anni 30-64 anni 65 anni e oltre Prov TO Tot area
  29. 29. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 20 Per fornire un quadro maggiormente dettagliato della popolazione residente e al- cune indicazioni di carattere qualitativo, è necessario esaminare i flussi demogra- fici e la struttura per classi d’età . In tabella n.3 e nel grafico n 5 viene illustrato l’andamento demografico per l’anno 2001, durante il quale 5 comuni fanno registrare un saldo naturale (nati – morti) negativo. Interessanti indicazioni si possono trarre dal confronto tra saldo naturale e migra- torio. Si evidenziano 4 andamenti possibili: Caso A la crescita naturale è accompagnata da un saldo positivo (Borgaro, Caselle, Fiano, Givoletto, Robassomero) Caso B la crescita naturale è accompagnata da un saldo negativo (Ciriè, Collegno, Druento, San Gillio, Venaria) Caso C si ha diminuzione naturale ma un saldo comunque positivo (Pianezza, San Maurizio, Varisella) Caso D si ha diminuzione naturale e saldo negativo (La Cassa, Rivoli)
  30. 30. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 21 Tabella n. 3. Andamento demografico per comune e intera area Saldo naturale Tasso di emigrazione Tasso di immigrazione Saldo mi- gratorio Borgaro 51 3,14% 3,31% 0,17% Caselle 9 1,22% 3,35% 2,13% Ciriè 9 1,94% 1,66% -0,28% Collegno 27 2,50% 2,33% -0,17% Druento 6 1,98% 1,95% -0,03% Fiano 27 2,24% 2,40% 0,16% Givoletto 4 3,02% 4,98% 1,96% La Cassa -1 2,90% 2,46% -0,44% Pianezza -22 1,72% 2,09% 0,37% Rivoli -19 2,22% 1,78% -0,44% Robassomero 14 2,96% 4,75% 1,79% San Gillio 5 2,29% 1,60% -0,69% San Maurizio -26 2,75% 4,53% 1,78% Varisella -5 0,43% 2,16% 1,73% Venaria Reale 57 1,97% 1,38% -0,59% Tot Area 92 2,24% 2,28% 0,04% Utili indicazioni si possono ottenere inoltre dall’analisi della composizione della popolazione per classi d’età . Si è deciso di calcolare i tassi di anzianità (popolazione tra 60-74 anni/ popolazio- ne tra 0-14) e vecchiaia (popolazione con più di 75 anni/ popolazione tra 0-14) e di conseguenza l’indice di dipendenza strutturale dato dal rapporto tra la somma della popolazione compresa tra 0-14 anni e oltre i 65, e la popolazione in età com- presa tra i 15 e i 64 anni, il quale stima il “peso” della popolazione definita impro- duttiva su quella in età attiva. Dall’analisi dei dati non emergono grosse differenze tra i comuni. Borgaro si con- ferma il comune più giovane dell’area con un tasso di anzianità di 77,83% contro il 121,42% dell’intero territorio, e allo stesso tempo uno dei comuni con il più alto tasso di fecondità insieme aVarisella, che presenta una situazione particolare: si registrano allo stesso tempo i più alti tassi di anzianità di vecchiaia e di fecondità .
  31. 31. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 22 Tabella n. 4. Indicatori di struttura della popolazione residente Tasso di An- zianità Indice di dipen- denza strutturale Tasso di Vec- chiaia Tasso di fecondità (*) Tasso di morta- lità Tasso di nata- lità Borgaro 77,83% 33,04% 22,48% 4,06% 5,48% 9,49% Caselle 105,33% 39,50% 39,16% 3,96% 8,22% 8,80% Ciriè 124,72% 44,33% 53,04% 3,97% 8,63% 8,35% Collegno 138,72% 42,49% 54,07% 4,14% 7,88% 8,44% Druento 115,62% 41,88% 42,84% 4,32% 8,38% 9,11% Fiano 170,89% 41,99% 60,27% 3,64% 8,50% 7,34% Givoletto 128,00% 40,80% 42,33% 4,41% 6,85% 8,68% La Cassa 102,37% 49,06% 48,34% 6,38% 14,14% 13,40% Pianezza 133,06% 42,80% 50,03% 3,45% 8,90% 6,94% Rivoli 131,28% 38,03% 49,13% 3,69% 7,64% 7,27% Robassomero 109,66% 41,00% 35,63% 5,17% 6,40% 11,11% San Gillio 101,37% 39,11% 39,45% 5,04% 9,14% 11,04% San Maurizio 134,58% 47,47% 59,79% 3,69% 11,10% 7,49% Varisella 182,19% 43,39% 87,67% 5,26% 17,29% 10,08% Venaria Reale 104,16% 36,72% 35,47% 4,26% 7,45% 9,03% Tot Area 121,42% 40,85% 45,64% 4,02% 8,06% 8,49% È dato dal rapporto tra i nati nel 2001 e la popolazione femminile in età 15-45 anni
  32. 32. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 2 23 Grafico n.5. Saldo naturale della opolazione (nati- morti) Grafico n. 6. Saldo naturale della popolazione (nati – morti) Borgaro Givoletto Robassomero San Gillio San Maurizio Venaria Reale Tot Area Fiano Collegno Ciriè Caselle Druento La Cassa Rivoli Pianezza Varisella -40 -20 0 20 40 60 80 100 0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 -100 -50 0 50 100 150 200 250 Borgaro Caselle Ciriè Collegno Druento Fiano G iv o letto La CassaRiv o li Robassomero San Gillio San Mauriz io V arisella Venaria Reale Tot A rea Saldo naturale Saldo migratorio
  33. 33. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 3 24 3. PARTECIPAZIONE E SOLIDARIETÀ SOCIALE Data la centralità acquisita in questi ultimi anni dalla tematica della partecipazione sociale, lo studio si pone l’obiettivo di fornire alcuni elementi utili per l’analisi e la valutazione della cittadinanza politica, sociale e culturale del territorio ovvero l’appartenenza e la presenza nella vita sociale della popolazione e per individuare gli interventi sociali diretti a promuoverla adeguatamente. La popolazione di un territorio manifesta le proprie caratteristiche in molti modi, alcuni legati ad aspetti strutturali del territorio stesso, altri come espressioni spontanee e volontarie delle necessità o degli interessi o delle tradizioni. Sia le espressioni legate agli aspetti strutturali, sia quelle “libere” costituiscono un indicatore importante della volontà e della capacità degli attori sociali di agire su sé stessi come individui, gruppi o collettività. Le forme organizzate della partecipazione sociale, in particolar modo la diffusione di associazioni e la partecipazione elettorale sono da considerarsi come segnali del livello di cittadinanza politica, sociale e culturale del territorio. La partecipazione sociale rappresenta l’elemento chiave dei processi integrativi, di sviluppo e consolidamento del senso civico, di cittadinanza e di appartenenza. Secondo l’Istat, in Italia, il livello di partecipazione politica e dell’associazionismo è ragguardevole (circa un quarto della popolazione) e sostanzialmente invariato rispetto all’ultimo decennio. 3.1. LA PARTECIPAZIONE ELETTORALE Si può parlare di partecipazione politica quando “nell'ambito di un dato sistema politico od organizzazione attraverso un insieme di atteggiamenti e comportamenti concreti si prende parte cioè si cerca di influenzare … le decisioni dei detentori del potere politico, nonché la loro stessa selezione, nella prospettiva di consumare o modificare la struttura, e quindi i valori, del sistema di interessi dominanti” F. Raniolo, La partecipazione politica, 2002. In democrazia, le decisioni politiche e la selezione dei rappresentanti politici sono influenzabili principalmente attraverso il voto e quindi per valutare il grado di partecipazione politica può essere adeguata, anche se non esaustiva, la misura della partecipazione elettorale. La misura della partecipazione elettorale è definita dalla percentuale dei votanti alle elezioni politiche e amministrative sul totale degli aventi diritto al voto fra gli iscritti alle liste elettorali dei comuni.
  34. 34. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 3 25 Tabella n. 1. Elettori ed elettrici e percentuale dei votanti alle elezioni politiche e amministrative nei comuni. Partecipazione elettorale amministrativa comunale % Partecipazione elettorale amministrativa regionale% (2000) Partecipazione elettorale Politica % (2001) Borgaro Torinese 80,50 (1999) 75,35 89,46 Caselle Torinese 73,10 (2002) 71,21 85,66 Ciriè 86,66 (2001) 71,55 86,84 Collegno 74,00 (1999) 74,15 86,91 Druento 78,32 (1999) 74,13 87,38 Fiano 89,03 (2001) 76,59 89,15 Givoletto 78,90 (1999) 75,66 87,19 La Cassa 86,60 (1999) 81,78 91,04 Pianezza 88,46 (1999) 75,01 89,37 Robassomero 79,40 (1999) 73,91 87,35 San Gillio 79,00 (1999) 74,38 87,67 San Maurizio Canavese 81,95 (2002) 71,82 85,70 Varisella 87,00 (1999) 75,89 83,00 Venaria 80,50 (2000) 80,59 87,00 Media 81,67 75,14 87,41 Le principali conclusioni sui dati relativi alla partecipazione elettorale sono le seguenti: – Le elezioni politiche del 2001 hanno confermato la costante superiore mobilitazione dell’elettorato nelle elezioni politiche rispetto ad ogni altra scadenza elettorale. Il tasso di partecipazione elettorale del 87,41% registrato nel 2001 contrasta con la tendenza di astensione dal voto emersa negli anni ‘90. La distribuzione di questo tasso appare abbastanza omogenea sul territorio per le politiche (85-89%), – La partecipazione elettorale amministrativa presenta differenti caratteristiche a seconda che ci si riferisca alle elezioni comunali (il dato non è facilmente confrontabile in quanto non tutte le votazioni sono avvenute nello stesso periodo) o alle elezioni regionali. Per quanto riguarda le comunali, il tasso medio registrato è di 81,67% e le differenze tra i vari comuni elevate (ciò corrisponde in generale a tendenze e specificità che si sono affermate in tornate elettorali precedenti). Per le elezioni regionali, che si sono svolte nel 2000, il tasso di partecipazione elettorale è decisamente più basso (75,14%). – La concentrazione di elettorato anziano, la forte presenza di attività legate al settore primario sono indicatori si correlano in modo abbastanza significativo con tassi di partecipazione più bassi. 3.2. L’ASSOCIAZIONISMO Le forme di partecipazione sociale del territorio presentano aspetti molteplici e variegati nell’ambito di gruppi di volontariato, associazioni culturali, ricreative,
  35. 35. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 3 26 religiose. Pur non avendo dato preciso sul numero degli iscritti ai vari gruppi- associazioni si può stimare, in base ai dati del Rapporto ISTAT 2001 relativi all’intero territorio italiano, che circa il 21% delle persone con almeno 14 anni partecipa a vari livelli alla vita associativa per un totale di circa 45.700 persone. In generale la partecipazione è più diffusa nei contesti di piccole dimensioni (comuni con meno di 10.000 abitanti) mentre il numero di associazioni rispetto al numero di abitanti è più alto nei comuni più grandi (Caselle, Cirié, Collegno 12-14 associazioni ogni 10.000 abitanti). Il numeri delle associazioni operanti è sicuramente più basso di quello rilevato in quanto non tutte svolgono effettivamente delle attività durature oppure subiscono rapidamente l’abbandono da parte degli iscritti. La partecipazione alla vita associativa dipende dall’età degli individui; le attività di volontariato o la partecipazione alle associazioni ecologiste e culturali, prevalgono in età giovanile, mentre altre, tipo la partecipazione sindacale o ad associazioni di categoria subentrano più tardi con l’avvio dell’attività lavorativa. In generale, nell’ambito delle associazioni non di volontariato (ecologiste, culturali ecc.) e di volontariato la partecipazione maschile è di poco superiore a quella femminile, anche se nell’età giovanile (14-24 anni) si rileva maggior associazionismo tra le donne. Riguardo allo status professionale, le categorie di cittadini più impegnate nelle associazioni sono quelle degli alti e medi livelli professionali e degli studenti. 3.2.1. LE ASSOCIAZIONI CULTURALI, ARTISTICHE, RICREATIVE, SPORTIVE Forme di partecipazione sociale che svolgono al tempo stesso la funzione di conservare, raccogliere, organizzare e comunicare le forme delle identità culturali, artistiche e ricreative-sportive locali o di far conoscere altre differenti esterne al contesto locale. Questa tipologia di associazioni rappresenta circa il 50% del totale. Il peso maggiore è rappresentato dalle associazioni sportive, dalle Pro Loco e dai gruppi musicali - bande cittadine. 3.2.2. LE ASSOCIAZIONI POLITICHE, SINDACALI, RELIGIOSE, ONG Associazioni che svolgono principalmente la funzione di integrazione sociale e di socializzazione, innanzitutto tra i membri attivi e i simpatizzanti delle associazioni, ma anche fra la più ampia popolazione, per la ricezione, discussione, adattamento e applicazione locale di tematiche politiche, economiche, culturali, professionali che sovente hanno portata “globale”. I tipi di associazioni sono distinti in: Î Sindacali: sedi o sezioni locali di sindacati dei lavoratori, degli imprenditori, dei commercianti, degli artigiani, di categorie professionali, sociali o economiche, con diffusione almeno regionale. Î Politiche: sedi o sezioni locali di partiti e organizzazioni politiche anche non rappresentate nei luoghi istituzionalizzati del governo locale. Î Associazioni religiose: organizzazioni che rappresentano confessioni religiose. Î Organizzazioni Non Governative: associazioni di informazione, discussione, e intervento soprattutto nel campo della difesa dei diritti politici, sociali e culturali.
  36. 36. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 3 27 3.2.3. ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE Comprende l’insieme dei luoghi sociali che svolgono al tempo stesso funzioni di integrazione sociale per l’accoglienza, l’elaborazione e l’ attuazione di tematiche ambientaliste che hanno portata sia locale che globale. Rappresentano circa il 3% delle associazioni. 3.2.4. ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO Associazioni che svolgono principalmente la funzione di organizzazione ed erogazione di servizi (sanitari, socio-assistenziali, di protezione civile ed ambientale, educativo e di cooperazione), a favore di individui, gruppi e collettività, in modo totalmente gratuito e volontario. Tale funzione a volte integra o sostituisce analoga funzione svolta da istituzione e organizzazioni pubbliche e private Tabella n. 2. Le associazioni presenti nell’area considerata nel 2003 (fonte: dati comunali). Associazioni culturali, artistiche, ricreative politiche, sindacali, religiose, ONG ambientaliste volontariato Borgaro Torinese 18 6 2 8 Caselle Torinese 39 7 3 22 Ciriè 47 4 - 26 Collegno 41 61 6 52 Druento 18 6 - 10 Fiano 10 2 - 3 Givoletto - - - - La Cassa - - - - Pianezza 51 3 1 4 Robassomero 10 - 3 3 San Gillio - - - - San Maurizio C.se - - - - Varisella 3 - - 4 Venaria 54 19 2 26 Totale 291 110 17 161 50,3% 19,0% 2,9% 27,8% I tipi di associazioni di volontariato sono distinti secondo servizi organizzati ed erogati: Î Socio-assistenziali: servizi che consentono alla singola persona o alle famiglie di accedere almeno ad uno standard minimo di livello di qualità della vita. Î Sanitari: servizi medici, paramedici e di assistenza sanitaria che consentono alla persona alla singola persona o alle famiglie di accedere ad un livello sufficiente di cura e riabilitazione fisica e psichica. Î Protezione civile e ambientale: sono compresi tutti i servizi per il soccorso alle persone, alle popolazioni e ai loro beni in caso di incidenti o eventi catastrofici avvenuti sul territorio, oltre che azioni di informazione e prevenzione di essi.
  37. 37. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 3 28 Î Cooperazione internazionale e l’immigrazione: servizi per consentire e facilitare l’organizzazione dei soccorsi e degli aiuti umanitari a popolazioni di Paesi esteri in difficoltà e a cittadini stranieri bisognosi. Le associazioni di volontariato sono circa il 28% del totale, le più diffuse sono quelle sanitarie (trasporto, donazione del sangue e organi) e di protezione civile presenti nella quasi totalità dei comuni. 3.3. EVENTI ORGANIZZATI E MANIFESTAZIONI Il territorio, attraverso le diverse espressioni collettive (gruppi sociali, associazioni culturali, aziende, istituzioni pubbliche, enti educativi, strutture di assistenza dà vita, durante l’anno ad un numero notevole di eventi e manifestazioni che vanno dalle feste tradizionali come il capodanno o le feste patronali alle feste legate al calendario culturale-turistico o alle emergenze sociali, dallo spettacolo teatrale che racconta la storia di una comunità alla celebrazione di un patrimonio culturale o di una ricorrenza civile, sino agli eventi di cui sono protagoniste le aziende nel nuovo ruolo di attori sociali. Le “ritualità collettive” (civili, religiose, ricreative sportive e culturali) del territorio riattivano l’identità collettiva e la memoria storica locale. Svolgono inoltre la funzione di integrazione sociale e di socializzazione specie per le nuove generazioni, gli immigrati e gli “esterni” ( turisti, residenti stagionali…). i Comuni, sedi di iniziative, riconosciute manifestazioni fieristiche, 1.1.1 FIERE E SAGRE Per manifestazioni fieristiche si intendono le attività non permanenti volte a promuovere prodotti e servizi riguardanti i settori industriali, artigianali, ortofrutticoli, zootecnici e di servizio: nell'ambito di tali eventi fieristici (mostre mercato o saloni) l'attività di vendita è marginale ed ha principalmente una finalità di promozione dei prodotti esposti. Nell’area di studio le fiere si svolgono principalmente da maggio a settembre nelle piazze e nelle strade dei centri storici o in aree pubbliche tipo campi sportivi, parchi, ville. Le principali occasioni per la programmazione di tali eventi sono legate alle ricorrenze storiche o alle celebrazioni dei santi patroni, in onore dei quali si organizzano, oltre ai riti religiosi, anche gare, giochi e cerimonie e mostra dei prodotti tipici, lo scopo di attirare i turisti domenicali in cerca di evasioni dal capoluogo. Sono invece ancora "popolari" e vitali quelle che, radicate in un tessuto sociale ancora tradizionale, vengono preparate e interpretate dalla popolazione con una partecipazione corale. Nell’esaminare la serie di eventi che si propongono sul territorio appare significativa la prevalenza di riferimenti a valori sociali rispetto a quelli di tipo politico e di tipo religioso (i quali avevano, in passato, una indubbia preponderanza nella vita sociale italiana, almeno fino agli anni '70).
  38. 38. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 3 29 Pochi risultano essere, invece, i riferimenti a figure o avvenimenti storici, rilevati solo in alcuni comuni (Venaria, Collegno…) oppure, il richiamo è sempre a personaggi noti all'interno di un determinato ambiente o in un determinato circuito di carattere locale. 1.1.2 LE FESTE RELIGIOSE Le Feste Patronali, che fanno parte del calendario liturgico, generalmente sono a ricorrenza fissa, ma soprattutto negli ultimi anni è consuetudine spostare la Festa del Santo Patrono alla domenica, per permettere una maggiore partecipazione. Le feste religiose che qualche decennio fa sembravano destinate alla progressiva scomparsa sono rimaste vive; o sono state addirittura riproposte, grazie all'interessamento delle amministrazioni locali, dell’associazionismo e della popolazione stessa. Al mantenimento e alla rifioritura delle devozioni ha contribuito la riscoperta della tradizione popolare e della storia locale. 1.1.3 EVENTI SPORTIVI Numerose sono le manifestazioni organizzate a carattere sportivo nel territorio. Il rapporto tra lo sport e il territorio assume un ruolo di grande importanza, in particolare per quanto riguarda le funzioni svolte dai diversi soggetti istituzionali e associativi nel fornire servizi e strutture per la pratica di attività sportive. L’esempio più noto è rappresentato dall’iniziativa “Pasport” in svolgimento nel periodo maggio-giugno nei comuni della provincia di Torino, dove i cittadini hanno a disposizione gli spazi sportivi pubblici e privati per avvicinarsi alla pratica non agonistica dello sport. 1.1.4 EVENTI CULTURALI Gli eventi a carattere culturale sono numerosi dalle mostre temporanee di artisti (es. la GAM a Cirié) alle manifestazioni concertistiche (in genere tenute dalle filarmoniche e dalle bande cittadine), da seminari e convegni e da rievocazioni storiche. Tali eventi, a parte alcune eccezioni, hanno carattere puramente locale e trovano difficoltà ad affermarsi al di fuori di tale ambito. Altra caratteristica, comune ad altre località è quella della sovrapposizione degli argomenti e della mancanza di inserimento nei circuiti culturali regionali ( a parte Il parco La Mandria, Venaria Reale e Cirié). In tutti gli eventi e manifestazioni il volontariato costituisce una base operativa insostituibile; le amministrazioni comunali presiedono spesso alla regia organizzativa e promuovono l’evento. Non è stato possibile, in quanto i dati raccolti non sono completi e numerose manifestazioni non hanno frequenza regolare, elencare su una tabella, gli eventi che si svolgono in ciascun comune dell’area. Si è perciò preferito, trattare l’argomento prevalentemente dal punto di vista qualitativo, cercando di evidenziare le caratteristiche specifiche delle espressioni collettive che si svolgono nell’area.
  39. 39. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 30 4. LAVORO E OCCUPAZIONE Con l’espressione sintetica Lavoro e Occupazione ci si riferisce per convenzione statistica ad alcune caratteristiche quantificabili del solo Mercato del Lavoro (d’ora in poi MdL) e non a caratteristiche del Mercato delle produzioni, con il quale per altro le connessioni sono molte ed evidenti, l’argomento verrà trattato nel capitolo 3 relativo al quadro economico produttivo. Nell’analizzare il MdL faremo riferimento ai dati sugli occupati, e sulle principali ca- ratteristiche delle assunzioni, e ai dati provenienti dai centri per l’impiego relativi agli avviamenti al lavoro e loro caratteristiche. Mentre i dati dei Centri per l’Impiego consentono una lettura dettagliata del territo- rio, quelli relativi alle forze di lavoro permettono una descrizione al massimo livello provinciale. I dati che useremo sono infatti di fonte ISTAT, e più precisamente derivano dall’indagine trimestrale sulle forze di lavoro. Tale indagine è campionaria ed è effettuata intervistando ogni volta circa 200 mila persone in circa 1.400 comuni di tutte le province del territorio nazionale. Sulla base dei dati raccolti in occasione delle quattro rilevazioni di ciascun anno, vengono prodotte delle stime che, arriva- no sino al livello provinciale. Le caratteristiche dell’occupazione nell’area sono pertanto assimilabili a quelle della provincia di Torino. Relativamente ai dati sugli avviamenti al lavoro, faremo riferimento alle banche dati dei centri per l’impiego di Venaria, Rivoli, e Ciriè. La ripartizione dei 15 comuni dell’area per CPI è descritta in figura 1 e in Tab.1
  40. 40. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 31 Tabella n. 1. Ripartizione dei 15 comuni dell’area per CPI e popolazione relativa CPI Rivoli Comuni dell'area Popolazione 2001 ToT. Popolazione di competenza del CPI % di popolazione residente nei co- muni dell'area su tot popolazione di competenza dei CPI Collegno 48.332 143.462 33,69% Rivoli 49.538 34,53% CPI di Venaria Druento 8.226 80.544 10,21% Givoletto 2.188 2,72% La Cassa 1.328 1,65% Pianezza 11.231 13,94% San Gillio 2.578 3,20% Venaria 34.793 43,20% CPI di Cirié Borgaro 12.751 111.794 11,41% Caselle 15.448 13,82% Ciriè 18.189 16,27% Fiano 2.559 2,29% Robassomero 3.028 2,71% San Maurizio 7.248 6,48% Varisella 694 0,62% Figura n. 1. Ripartizione territoriale del CPI
  41. 41. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 32 4.1 OCCUPAZIONE E SUE CARATTERISTICHE Dalla lettura dei dati riportati in Tab. 2 si registra per il 2002 un calo dello 0,5 % (4.000 unità) fortemente differenziato se si guarda alla composizione per settore e per tipologia di occupati. Gli aumenti in Agricoltura (+4,6) e industria (+1,2) compensano almeno in parte la flessione del terziario (-1,6). All’interno di ciascun macro settore vi sono state variazioni anche discordanti. L’andamento positivo dell’industria si deve essenzialmente al comparto delle Tra- sformazioni industriali, che compensa ampiamente i cali del comparto energetico (-2,8) e quelli più contenuti del comparto delle costruzioni (-0,1). Nel terziario, il calo è dovuto principalmente ai comparti dei trasporti e comunica- zioni, istruzione e sanità, credito e assicurazioni. L’andamento negativo del settore è moderato da un aumento consistente di alberghi e ristorazione e del settore dei servizi alle imprese. Nel complesso dell’occupazione di Torino e Provincia, l’aumento degli addetti va interamente a vantaggio della componente femminile, mentre il numero dei lavoratori maschi risulta in calo. Una tendenza simile si ri- flette peraltro anche a livello regionale. Tabella n. 2. Provincia di Torino occupati per sesso, settore e comparto di attività (x1000) Settore e comparto di attività Variazioni interannuali Variazioni interannuali MASCHI FEMMINE Dipendenti Indipendenti TOTALE val.% Val.% val.% val.% Val.% Agricoltura 10,7 -7,1 -24,0 12,4 4,6 Industria 0,6 2,8 -1,4 16,1 1,2 Energia -12,7 80,6 -1,6 -51,5 -2,8 Trasf.industr.le 0,5 3,6 -1,2 25,1 1,4 Costruzioni 2,8 -26,7 -3,9 3,9 -0,1 Terziario -3,8 0,4 -2,4 0,5 -1,6 Commercio -7,1 2,3 0,4 -6,6 -3,0 Alberghi e ristoranti 22,3 2,5 8,3 15,1 11,3 Trasporti e comunic. -10,0 -3,0 -8,3 -7,0 -8,1 Credito e assicur. -7,5 -5,8 -16,1 67,3 -6,7 Servizi alle imprese 8,3 10,2 11,3 5,2 9,2 Pubblica Amministr. -2,1 -8,1 -5,9 80,2 -4,9 Istruzione e sanità -12,7 -5,1 -4,9 -31,4 -7,2 Altri servizi -3,1 11,4 -0,6 18,4 5,6 TOTALE -1,4 0,9 -2,1 5,0 -0,5 Elaborazione ORML su dati ISTAT
  42. 42. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 33 Grafico n. 1. Occupati in Provincia di Torino per settore di attività (2001-2002) Il fenomeno della “femminilizzazione” del mercato del lavoro è in atto da lungo tempo, e prosegue con vigore inalterato. La quota di donne sugli occupati sale dal 41,08% del 2001 al 41,63% del 2002, interessando sia il settore industriale che quello dei servizi. In particolare nel comparto energetico nel periodo 2001-2002 si registra un incremento della presenza femminile dell’80,6%. Un altro grande processo di cambiamento della composizione qualitativa dell’occupazione, si accompagna a quello della femminilizzazione, “l’invecchiamento relativo” o ageing. Se si guarda al dato complessivo, non disag- gregato per genere (Tab.3) si nota una diminuzione costante degli occupati in tutte le classi d’età inferiori ai 45 anni, mentre aumentano i cinquantenni (+4,5%): un dato che aggiunge elementi di valutazione per la comprensione dei segnali d’inversione delle recenti tendenze del mercato del lavoro. Considerazioni differenti vanno fatte se si considera l’occupazione per classi d’età distinta per sesso. Mentre l’andamento per i maschi è pressoché identico a quello su descritto, per le donne si registra un calo solo nella fascia d’età più giovane (15-24 anni). Osservando la composizione dell’occupazione per titolo di studio si rileva un andamento alternato passando dai livelli più bassi (Senza obbligo scola- stico) a quelli più alti (laurea). Mentre era facilmente prevedibile un calo di occu- -10,0 -5,0 0,0 5,0 10,0 15,0 Agricoltura Industria Energia Trasf.industr.le Costruzioni Terziario Commercio Alberghi e ristoranti Trasporti e comunic. Credito e assicur. Servizi alle imprese Pubblica Amministr. Istruzione e sanità Altri servizi TOTALE
  43. 43. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 34 pati senza la licenza media, più difficile era ipotizzare un saldo positivo solo per i possessori di licenza media (+3,00%) e per i diplomati (+0,7%). Cala di conseguenza la richiesta di personale con qualifica professionale (-9,8%) e di laureati (-3,6%). L’elevata domanda di figure a bassa scolarità (+10.000 unità) nel 2002 è proba- bilmente proveniente dal commercio e dai servizi alle persone, oltre che dagli ele- vati bisogni di sostituzione di manodopera nel settore industriale. Tabella n. 3. Provincia di Torino, occupati per sesso, classi d’età e titolo di studio Classe di età e titolo di studio Variazione interannuale Media 2001 Media 2002 MASCHI FEMMINE TOTALE M F Tot M F Tot v.ass. val.% v.ass. val.% v.ass. val.% 15-24 anni 35 32 67 34 28 62 -1 -3,0 -4 -12,7 -5 -7,5 25-34 anni 151 115 266 147 115 262 -5 -3,0 0 0,3 -4 -1,6 35-49 anni 236 169 404 230 171 401 -6 -2,5 3 1,6 -3 -0,8 50 anni e oltre 117 61 179 121 66 187 4 3,3 4 6,9 8 4,5 Senza obbligo sc. 56 32 88 51 33 84 -5 -8,3 1 1,9 -4 -4,5 Licenza Media 211 119 330 215 125 340 4 1,9 6 5,0 10 3,0 Qualifica Prof.le 41 41 81 34 39 73 -6 -15,9 -2 -3,8 -8 -9,8 Diploma 165 128 293 165 130 295 0 0,0 2 1,7 2 0,7 Laurea 67 56 123 66 52 119 -1 -0,9 -4 -6,9 -4 -3,6 TOTALE 540 376 916 532 380 912 -8 -1,4 3 0,9 -4 -0,5 Elaborazione ORML su dati ISTAT
  44. 44. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 35 Grafico n. 2. Occupati in provincia di Torino per sesso e classi d’età Ulteriori indicazioni si possono trarre integrando le informazioni sulle dinamiche dell’occupazione con specifici riferimenti alla composizione per grandi gruppi pro- fessionali, e per settore. Si può cosi osservare che il calo dei dipendenti è motivato essenzialmente dalla diminuzione di posizioni dirigenziali (-19,7%) collocate prevalentemente nel settore industriale (-3.500). Gli operai sono nel complesso aumentati, ma più per effetto dell’agricoltura (+6,3%) e dei servizi (+1,9%), che non dell’industria che invece fa registrare un calo (-0,8%). Se si guarda infine all’andamento del lavoro indipendente, si osserva che il forte aumento (+5%) è legato essenzialmente al settore industriale e all’agricoltura. In entrambi i settori la crescita di lavoro indipendente non è legata però all’aumento di imprenditori, che fanno invece registrare un calo, quanto ai soci di cooperative. Andamento opposto è quello dei servizi dove sono gli imprenditori ad alimentare maggiormente la quota lavoratori indipendenti (+9,7%) mentre diminuiscono i soci di cooperative (-1,7%). -15,0 -10,0 -5,0 0,0 5,0 10,0 15-24 anni 25-34 anni 35-49 anni 50 anni e oltre MASCHI FEMMINE TOTALE
  45. 45. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 36 Tabella n. 4. Provincia di Torino Occupati per posizione nella professione 2002 Agricoltura Industria Altre attività TOTALE Posizione nella profes- sione v.ass Val.% v.ass val.% v.ass val.% v.ass val.% Dirigenti / Quadri -0,2 -3,5 -20,4 -8,5 -19,2 -12,1 -19,7 Impiegati -0,8 -49,5 0,7 0,8 -3,6 -1,4 -3,7 -1,1 Operai e assimilati 0,1 6,3 -1,5 -0,8 2,2 1,9 0,9 0,3 DIPENDENTI -0,9 -24,0 -4,2 -1,4 -9,8 -2,4 -14,9 -2,1 Imprenditori -0,4 -20,8 -0,3 -2,2 1,1 9,7 0,4 1,7 Liberi Professionisti 0,0 -5,7 0,8 12,5 1,7 4,6 2,5 5,7 Lav.in proprio 2,9 44,5 5,4 20,5 -1,6 -2,2 6,7 6,4 Soci coop/Coadiuv. -0,8 2,3 31,6 -0,4 -1,7 1,0 2,7 INDIPENDENTI 1,6 12,4 8,2 16,1 0,7 0,5 10,5 5,0 TOTALE 0,8 4,6 4,0 1,2 -9,1 -1,6 -4,4 -0,5 Grafico n. 3. Occupati per posizione nella professione – variazioni (%) 2001-2002 Provincia di Torino Agricoltura -60,0 -40,0 -20,0 0,0 20,0 Dirigenti / Quadri Impiegati Operai e assimilati Industria -25,0 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 0,0 5,0 Dirigenti / Quadri Impiegati Operai e assimilati Servizi e altre attività -25,0 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 0,0 5,0 Dirigenti / Quadri Impiegati Operai e assimilati Totale -25,0 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 0,0 5,0 Dirigenti / Quadri Impiegati Operai e assimilati
  46. 46. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 37 I dati fin ora presentati raffigurano il MdL in Provincia di Torino. Per avere una caratterizzazione più precisa del territorio oggetto di analisi, si passa ora ad analizzare i dati provenienti dai Centri per l’Impiego di Rivoli, Venaria, Ciriè. Si prenderà in considerazione il numero di avviamenti al lavoro registrati nel 2002 per settore, qualifica, tipo e sesso, e le variazioni rispetto al 2001. Prima di analizzare nel dettaglio le variazioni nel numero di avviamenti al lavoro per CPI, va notato come il centro di Ciriè sia l’unico di quelli qui presi in considerazione a far registrare un saldo negativo nel periodo 2001-2002 (-465 avviamenti). Venaria e Rivoli hanno invece un saldo globale positivo, rispettivamente di (+ 1453) e (+1368). I dati in tab. 1 e successive evidenziano un ruolo abbastanza marginale dei CPI nella gestione degli avviamenti nel settore agricolo e in quello della Pubblica Amministrazione. Cifre decisamente più significative si hanno invece nel settore industriale e in quello che, in base alla classificazione ORML (Osservatorio Regionale sul Mercato del Lavoro) viene definito come “altre attività”. Osservando l’andamento interno ai settori cosi individuati, si registra un saldo positivo per tutti e tre i CPI, nel settore altre attività, e un saldo negativo per Rivoli e Ciriè, nel settore industriale (graf.1). Tabella n. 4. CPI di Rivoli Avviamenti per settore, qualifica, tipo e sesso Anno 2002 Variazione 2001/2002 (valori assoluti) M F TOT M F TOT Agricoltura 107 13 120 21 - 4 17 Industria 1.799 659 2.458 - 305 - 45 - 350 Altre attività 5.917 5.988 11.905 456 1.246 1.702 Pubb. Ammin. - 1 1 - 1 - - 1 Apprendisti 408 449 857 - 90 - 35 - 125 Operai Qualificati 3.504 1.827 5.331 - 506 - 141 - 647 Operai non qualificati 2.623 1.782 4.405 598 311 909 Impiegati 1.288 2.603 3.891 169 1.062 1.231 Part-time 1.115 3.112 4.227 75 654 729 Lavoro determinato 6.553 5.752 12.305 204 1.260 1.464 C.F.L. 200 125 325 - 114 - 35 - 149 Totale avviamenti 7.823 6.661 14.484 171 1.197 1.368 Elaborazioni ORML su dati di fonte ISTAT
  47. 47. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 38 Tabella n. 5. CPI di Venaria Avviamenti per settore, qualifica, tipo e sesso Anno 2002 Variazione 2001/2002 (valori assoluti) M F TOT M F TOT Agricoltura 23 6 29 - 1 1 Industria 1.230 480 1.710 21 51 72 Altre attività 1.923 3.311 5.234 233 1.167 1.400 Pubb. Ammin. 3 15 18 - 6 - 14 - 20 Apprendisti 197 110 307 - 24 - 23 - 47 Operai Qualificati 555 412 967 - 434 7 - 427 Operai non qualificati 1.555 1.692 3.247 330 237 567 Impiegati 872 1.598 2.470 376 984 1.360 Part-time 579 2.185 2.764 218 1.017 1.235 Lavoro determinato 2.461 3.442 5.903 148 1.166 1.314 C.F.L. 76 42 118 - 28 19 - 9 Totale avviamenti 3.179 3.812 6.991 248 1.205 1.453 Elaborazioni ORML su dati di fonte ISTAT Tabella n. 6. CPI di Ciriè Avviamenti per settore, qualifica, tipo e sesso Anno 2002 Variazione 2001/2002 (valori assoluti) M F TOT M F TOT Agricoltura 45 13 58 2 - 2 Industria 1.169 400 1.569 - 878 - 283 - 1.161 Altre attività 2.236 1.746 3.982 242 468 710 Pubb. Ammin. 4 14 18 - 9 - 7 - 16 Apprendisti 298 262 560 - 47 - 9 - 56 Operai Qualificati 1.523 522 2.045 - 29 141 112 Operai non qualificati 1.097 731 1.828 - 614 - 35 - 649 Impiegati 536 658 1.194 47 81 128 Part-time 339 795 1.134 46 261 307 Lavoro determinato 2.623 1.604 4.227 - 379 123 - 256 C.F.L. 114 59 173 - 65 - 41 - 106 Totale avviamenti 3.454 2.173 5.627 - 643 178 - 465 Elaborazioni ORML su dati di fonte ISTAT
  48. 48. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 39 Grafico n. 4. Avviamenti al lavoro per CPI e settore (variazioni 2001-2002) Nostre elaborazioni su dati ORML Analizzando le variazioni 2001-2002 degli avviamenti per qualifica emerge una tendenza comune ai CPI di Rivoli e Venaria nell’aumento di avviamenti al lavoro di operai non qualificati e di impiegati, mentre diminuiscono le richieste di apprendisti e di operai qualificati (graf.2). Nel CPI di Ciriè si registra invece un aumento di richieste per operai qualificati a scapito di quelli non qualificati. Simile ai CPI di Venaria e Rivoli la richiesta di apprendisti e impiegati, in calo i primi, in aumento i secondi. -1.500 -1.000 -500 - 500 1.000 1.500 2.000 Agricoltura Industria Altre attività Pubb. Ammin. Rivoli Venaria Ciriè
  49. 49. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 40 Grafico n. 5. Avviamenti al lavoro per CPI per qualifica Nostre elaborazioni su dati ORML I dati messi a disposizione dall’Osservatorio Regionale sul Mercato del Lavoro, permettono di rilevare le tendenze dell’occupazione disaggregate per tipologia di contratto/rapporto di lavoro. Si assiste ad un incremento del part time in tutti i CPI, e del lavoro a tempo determinato solo per Rivoli e Venaria. I contratti di formazione lavoro sono in diminuzione in tutti e tre i CPI (graf.3). Un’ultima considerazione va fatta riguardo la composizione per genere degli avviamenti al lavoro. Il contributo maggiore all’occupazione viene dalle donne. Nel territorio di competenza del CPI di Rivoli le donne fanno registrare un saldo positivo di 1.197 unità, 1.205 a Venaria, 178 a Ciriè contro un calo in quest’ultimo caso 643 unità tra gli uomini. -1.000 -500 - 500 1.000 1.500 Apprendisti Operai Qualificati Operai non qualificati Impiegati Rivoli Venaria Ciriè
  50. 50. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 4 41 Grafico n. 6. Avviamenti al lavoro per CPI per tipo di contratto/rapporto di lavoro Nostre elaborazioni su dati ORML Per concludere, nel territorio preso in considerazione, si registra un generale saldo positivo nel periodo 2001-2002, dovuto essenzialmente ad assunzioni in settori diversi da quello industriale, di operai non qualificati e di impiegati, ed in prevalenza di donne. -400 -200 - 200 400 600 800 1.000 1.200 1.400 1.600 Part-time Lavoro determinato C.F.L. Rivoli Venaria Ciriè
  51. 51. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 42 5. ISTRUZIONE E FORMAZIONE In questo capitolo verrà fornito un quadro generale delle strutture scolastiche pubbliche e private, presenti nei comuni d’interesse, e dei relativi “numeri” (allievi iscritti, variazioni rispetto agli anni precedenti, numero di classi, distribuzione territoriale delle strutture scolastiche ecc.). I dati di base dai quali partire per le nostre elaborazioni sono tratti da alcuni lavori realizzati dal servizio di programmazione scolastica, dell’Osservatorio scolastico della Provincia di Torino. Anche in questo caso i dati sono organizzati a livello territoriale per CPI. Per la ripartizione territoriale dei Comuni secondo i CPI si vedano le considerazioni fatte nel capitolo su Lavoro e Occupazione. 5.1. STRUTTURE SCOLASTICHE Come evidenziato in fig. 1 i comuni con il maggior numero di strutture scolastiche (pubbliche e private) sono Rivoli (50) Venaria (22) Collegno (25). Mentre Varisella, San Gillio, La Cassa, Givoletto sono i comuni con il minor numero di strutture (2). Figura n. 1. N° di strutture scolastiche di ogni ordine e grado per comune da 1 a 5 da 6 a 10 da 11 a 20 oltre 20
  52. 52. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 43 Disponendo dei dati dell’osservatorio scolastico provinciale, sul numero di iscritti nella scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, nei comuni dell’area interessata dal parco, e dei dati sulla popolazione in età pre-scolastica e scolastica residente in tali comuni (0-5 anni e 5-19), abbiamo definito gli indici di scolarità al primo e al secondo livello, e totale. L’indice di scolarità si riferisce allo stato della frequenza scolastica in atto nel comune osservato. Da pertanto una misura della quota di iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado residenti stabili nel territorio preso in considerazione, sul volume anagrafico della popolazione residente stabile nel territorio stesso. Rappresentando quindi un rapporto tra due grandezze comparabili, valori vicini o uguali all’unità indicano una sostanziale corrispondenza tra iscritti e popolazione residente (tutti i residenti in una determinata fascia d’età frequentano le strutture presenti sul territorio di residenza). Allievi iscritti nell'a.s. 2001-2002 Strutture statali Strutture non statali TOT Popolazione in età 0- 19 anni Indice di scolarità totale Borgaro 971 5 1 6 2663 0,36 Caselle 1275 12 3 15 2940 0,43 Ciriè 3959 17 2 19 3270 1,21 Collegno 3609 25 25 8187 0,44 Druento 1113 3 1 4 1571 0,71 Fiano 720 3 3 410 1,76 Givoletto* 0 2 2 391 La Cassa* 0 2 2 267 Pianezza 1710 9 3 12 2008 0,85 Rivoli 5011 44 6 50 8737 0,57 Robassomero* 0 3 3 578 San Gillio* 0 2 2 507 San Maurizio 915 5 5 1216 0,75 Varisella* 0 2 2 107 Venaria 3491 18 4 22 6791 0,51 Tot area 22774 152 20 172 39643 0,57 Tabella n. 1. Strutture scolastiche e allievi per comune ( elaborazioni Soges su dati Osservatorio Scolastico Provinciale) I dati riportati in Tab.2 offrono diversi spunti per interessanti osservazioni.
  53. 53. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 44 Da osservare in primo luogo il fatto che la frequenza delle scuole elementari non implica grandi spostamenti; si tende a usufruire delle strutture presenti nel proprio comune di residenza o nei comuni limitrofi. Si può a ragione sostenere che quasi tutti i bambini in età scolastica primaria residenti in uno dei 15 comuni dell’area, rimangono all’interno dell’area stessa (indice di scolarità 0,97). Un’altra considerazione riguarda il tasso di scolarità per le scuole materne che è inevitabilmente e diffusamente più basso, per ragioni diverse da quelle riconducibili unicamente alla disponibilità di strutture sul territorio (l’iscrizione alle scuole materne dipende da una scelta e non da un obbligo). Tabella n. 2. Indici di scolarità di primo e secondo livello Allievi iscritti nell'a.s. 2001-2002 materne Allievi iscritti nell'a.s. 2001-2002 elementari Allievi iscritti nell'a.s. 2001-2002 medie Popolazione in età 0-4 anni Popolazio ne in età 5-9 anni Popolazione in età 10-14 anni Indice scolarità materne Indice scolarità elementari Indice scolarità medie Borgaro 213 508 250 667 647 594 0,32 0,79 0,42 Caselle 190 500 585 729 720 725 0,26 0,69 0,81 Ciriè 282 1073 705 828 795 792 0,34 1,35 0,89 Collegno 926 1717 966 2141 2037 1945 0,43 0,84 0,50 Druento 271 504 338 387 354 405 0,70 1,42 0,83 Fiano 193 341 186 103 91 98 1,87 3,75 1,90 Pianezza 269 475 344 439 530 504 0,61 0,90 0,68 Rivoli 1286 2285 1440 2010 2082 2218 0,64 1,10 0,65 San Maurizio 134 492 289 349 317 294 0,38 1,55 0,98 Venaria 611 1398 1013 1688 1592 1674 0,36 0,88 0,61 Tot area 4375 9293 6116 9833 9602 9708 0,44 0,97 0,63 Fin ora abbiamo ragionato, sui dati disponibili, verticalmente, osservando cioè gli andamenti per fasce d’età. Altre osservazioni interessanti si possono ricavare tuttavia da una lettura orizzontale della Tab.2 e della Fig.2.
  54. 54. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 45 Figura n. 2. Indice di scolarità delle elementari Emergono innanzitutto differenze notevoli tra i 15 comuni dell’area. E’ possibile identificare almeno quattro situazioni diverse: 1. Indici di scolarità inferiori all’unità che denotano una maggiore propensione a frequentare scuole insediate in comuni differenti da quello di residenza (Collegno, Venaria, Borgaro, Caselle) 2. Indici di scolarità prossimi all’unità (per eccesso o per difetto) denotano un sostanziale equilibrio (Pianezza, Rivoli) 3. Indici di scolarità mediamente elevati, denotano una moderata capacità di “attrazione” (Druento, San Maurizio, Ciriè) 4. Indici di scolarità decisamente elevati (Fiano). La situazione di Fiano può essere spiegata facendo riferimento alla stessa posizione geografica rispetto agli altri comuni. Anche se i dati per i comuni di Varisella, La Cassa, Givoletto, e San Gillio non sono disponibili, è presumibile che in questi comuni ci siano indici di scolarità bassi, dovuti tra l’altro alla scarsa presenza di strutture. È probabile quindi che i residenti in tali comuni si spostino verso le località adiacenti, e più precisamente i residenti in Varisella, La Cassa e Givoletto verso Fiano, e i residenti di San Gillio verso Druento e Pianezza. Osservando la fig. 2 si Area parco 0,6-0,9 0,9-1,10 1,10-1,55 3,75
  55. 55. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 46 può ipotizzare che tali spostamenti siano giustificati almeno in parte proprio dalla presenza del territorio del Parco, che rende “sconveniente” il collegamento tra i comuni suddetti e comuni più grandi come Ciriè e San Maurizio, che raccolgono invece gli studenti di Robassomero. Il caso opposto di Borgaro Venaria, e Collegno, può essere spiegato con la vicinanza a Torino. Faremo di seguito alcune considerazioni sulle tendenze e le variazioni nel numero di iscritti. I dati a nostra disposizione riguardano il biennio 2000-01 2001-02. Dal rapporto annuale sul sistema “Istruzione” in Piemonte curato dall’IRES, si rileva come già nell’a.s. 2000/2001 si registri un inversione di tendenza, rispetto al forte ridimensionamento degli anni precedenti. A livello regionale il numero di studenti aumenta cosi come il numero di classi e di insegnanti, diminuisce invece il numero delle sedi. Riferendosi sempre a tale rapporto si nota come l’aumento ha interessato soprattutto le scuole materne, con variazioni anche nelle elementari, medie e superiori. Nell’area del Parco le variazioni positive riguardano le scuole materne e medie, mentre le elementari fanno registrare nel complesso saldi negativi (-93). Grafico n. 1. Allievi iscritti alle scuole materne, elementari, e medie (variazioni 2000/2002) -150 -100 -50 0 50 100 150 200 Borgaro Caselle Ciriè Collegno Druento Fiano Pianezza Rivoli San Maurizio Venaria Tot area Materne variaz. Elementari variaz. Medie variaz.
  56. 56. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 47 Tabella n. 3. Allievi iscritti per ordine scolastico anni 2000-2001 e 2001-2002 e variazioni. Materne Elementari Medie Superiori 00-01 01-02 Variaz. 00-01 01-02 Variaz. 00-01 01-02 variaz. 01-02 02-03 variaz. Borgaro 212 213 1 479 508 29 246 250 4 Caselle 151 190 39 502 500 -2 536 585 49 Ciriè 282 282 0 1078 1073 -5 707 705 -2 1899 1864 -35 Collegno 914 926 12 1691 1717 26 974 966 -8 Druento 270 271 1 526 504 -22 340 338 -2 Fiano 185 193 8 351 341 -10 162 186 24 Givoletto* 0 0 0 La Cassa* 0 0 0 Pianezza 264 269 5 498 475 -23 331 344 13 622 590 -32 Rivoli 1292 1286 -6 2390 2285 -105 1389 1440 51 Robassomero* 0 0 0 San Gillio* 0 0 0 San Maurizio 137 134 -3 490 492 2 251 289 38 Varisella* 0 0 0 Venaria 561 611 50 1381 1398 17 1020 1013 -7 469 452 -17 Tot area 4268 4375 107 9386 9293 -93 5956 6116 160 2990 2906 -84 * dato non disponibile
  57. 57. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 48 5.2 LA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO PER COMUNE Vengono riportate di seguito le tabelle riepilogative della dotazione di infrastrutture scolastiche di ciascun comune appartenente all’area della comunità del Parco La Mandria. Laddove i dati lo consentono si segnala il numero di alunni iscritti negli anni scolastici 2000-2001 e 2001-2002, le sezioni e/o classi esistenti, nonché la media di alunni per classe e le variazioni rispetto all’anno scolastico precedente. BORGARO 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA DE FASSI 212 9 213 9 2000-2001 MEDIA 2001-2002 MEDIA ELEMENTARI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI DE FASSI 479 24 20,0 508 25 20,32 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA C.LEVI 246 12 20,5 250 12 20,8 CASELLE 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA DD CASELLE 151 6 190 8 2000-2001 MEDIA 2001-2002 MEDIA ELEMENTARI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI AUTONOMIA DD CASELLE 502 23 21,83 500 24 20,83 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA DEMONTE 536 26 20,62 565 26 21,73
  58. 58. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 49 CIRIE’ 2000-2001 2001-2002 var. alunni MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA DD I FENOGLIO 166 7 169 7 3 AUTONOMIA DD II DON BOSCO 116 5 113 5 -3 2000-2001 MEDIA 2001-2002 MEDIA ELEMENTARI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI AUTONOMIA DD I FENOGLIO 504 24 21,0 493 24 20,5 AUTONOMIA DD II DON BOSCO 574 32 17,9 580 32 18,1 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA SMS CIRIE' 707 32 22,09375 705 32 22,0 PREVISIONI PER L'ANNO SCOLASTICO 2002/03 (Scuole medie superiori statali) 2002/2003 2001/2002 VARIAZIONI TIPO ISTITUTO ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI LICEO SCIENTIFICO 531 23 523 23 8 0 TECNICO COMMERCIALE GEOMETRI 460 24 459 23 1 1 TECNICO INDUSTRIALE 339 14 339 14 0 0 PROFESSIONALE 569 26 543 26 26 0
  59. 59. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 50 COLLEGNO 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA DD I MARCONI 319 13 317 13 AUTONOMIA IC BORGATA PARADISO 193 8 207 8 AUTONOMIA DD III DON MILANI 402 16 402 17 2000-2001 MEDIA 2001-2002 MEDIA ELEMENTARI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI AUTONOMIA DD I MARCONI 736 37 19,89 744 37 20,11 AUTONOMIA IC BORGATA PARADISO 279 15 18,60 310 16 19,38 AUTONOMIA DD III DON MILANI 676 35 19,31 663 34 19,50 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA AUTONOMIA IC BORGATA PARADISO 327 16 20,44 272 14 19,43 SMS DONIZETTI 647 30 21,57 694 31 22,39 DRUENTO 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA DD DRUENTO 270 11 271 11 2000-2001 MEDIA 2001-2002 MEDIA ELEMENTARI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI AUTONOMIA DD DRUENTO 526 28 18,8 504 26 19,38 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA SMS DON MILANI DRUENTO 340 15 22,67 338 15 22,53
  60. 60. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 51 FIANO 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA IC FIANO 185 8 193 8 2000-2001 MEDIA 2001-2002 MEDIA ELEMENTARI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI AUTONOMIA IC FIANO 351 29 12,1 341 29 11,76 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA AUTONOMIA IC FIANO 162 10 16,2 186 11 16,91 PIANEZZA 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA DD N.COSTA 264 12 269 12 2000-2001 MEDIA 2001-2002 MEDIA ELEMENTARI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI AUTONOMIA DD N.COSTA 498 24 20,75 475 24 19,79 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA AUTONOMIA SMS GIOVANNI XXIII 331 17 19,47 344 17 20,24 PREVISIONI PER L'ANNO SCOLASTICO 2002/03 (Scuole medie superiori statali) 2002/2003 2001/2002 VARIAZIONI TIPO ISTITUTO ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI IST. TECNICO AGRARIO 622 27 590 26 32 1
  61. 61. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 52 RIVOLI 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA DD I GOZZANO 224 10 235 10 AUTONOMIA DD II RODARI 300 13 296 13 AUTONOMIA DD III FREINET 284 11 282 11 AUTONOMIA DD IV 234 9 225 9 AUTONOMIA DD V 250 10 248 10 2000-2001 MEDIA 2001-2002 MEDIA ELEMENTARI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI AUTONOMIA DD I GOZZANO 484 27 17,9 466 26 17,9 AUTONOMIA DD II RODARI 491 28 17,5 452 28 16,1 AUTONOMIA DD III FREINET 486 30 16,2 497 30 16,6 AUTONOMIA DD IV 433 24 18,0 395 23 17,2 AUTONOMIA DD V 496 26 19,1 475 26 18,3 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA AUTONOMIA SMS PRIMO LEVI 437 20 21,9 448 20 22,4 AUTONOMIA SMS PIERO GOBETTI 599 28 21,4 582 28 20,8 AUTONOMIA SMS G.MATTEOTTI 353 17 20,8 410 19 21,6 PREVISIONI PER L'ANNO SCOLASTICO 2002/03 (Scuole medie superiori statali) 2002/2003 2001/2002 VARIAZIONI TIPO ISTITUTO ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI LICEO SCIENTIFICO 920 41 902 41 18 0 GEOMETRI 680 33 680 32 0 1 IST TECNICO INDUSTRIALE 424 21 390 19 34 2 IST PROFESSIONALE 250 12 212 10 38 2
  62. 62. Analisi socioeconomica Comunitàdel Parco La Mandria Capitolo 5 53 SAN MAURIZIO 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA IC SAN MAURIZIO CANAVESE 137 5 134 5 2000-2001 2001-2002 ELEMENTARI ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA AUTONOMIA IC SAN MAURIZIO CANAVESE 490 26 18,8 492 26 18,9 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA AUTONOMIA IC SAN MAURIZIO CANAVESE 251 12 20,9 289 13 22,2 VENARIA 2000-2001 2001-2002 MATERNE ALUNNI SEZIONI ALUNNI SEZIONI AUTONOMIA DD I DEAMICIS 200 8 217 8 AUTONOMIA DD I DEAMICIS 361 14 394 14 2000-2001 2001-2002 ELEMENTARI ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA AUTONOMIA DD I DEAMICIS 779 37 21,1 779 37 21,1 AUTONOMIA DD I DEAMICIS 602 32 18,8 619 33 18,8 2000-2001 2001-2002 MEDIE ALUNNI CLASSI MEDIA ALUNNI CLASSI MEDIA AUTONOMIA SMS DON MILANI 475 22 21,6 493 23 21,4 AUTONOMIA M.LESSONA 545 24 22,7 520 23 22,6 PREVISIONI PER L'ANNO SCOLASTICO 2002/03 (Scuole medie superiori statali) 2002/2003 2001/2002 VARIAZIONI TIPO ISTITUTO ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI ALUNNI CLASSI LICEO SCIENTIFICO 469 21 452 50 17 -29
  63. 63. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 6 54 6. ASSISTENZA SANITARIA Il fenomeno dell’invecchiamento, provocato da bassi tassi di fecondità e natalità (8,49 per l’area di riferimento) e diminuzione della mortalità (8,06% dato per l’area) comporta, tra l’altro, due conseguenze principali: • minore apporto, in termini di popolazione attiva, alla formazione della ricchezza locale e quindi alle risorse da destinare alla salute; • maggiore domanda di assistenza e di previdenza da parte di un’aliquota crescente di popolazione. La condizione di anziano è sempre meno identificabile con quella di malato: è peraltro prevedibile comunque che il prolungamento della durata media della vita comporterà un maggiore ricorso alle cure mediche, anche per il crescente ricorso alle prestazioni di prevenzione. Sembra peraltro logico attendersi per i prossimi anni un aumento delle patologie tipiche dell’età anziana (patologiecronico-degenerative), quasi sempre inguaribili, che influenzano permanentemente le condizioni di salute e la qualità della vita dell’individuo, provocando una perdita di autonomia nelle abituali attività della vita quotidiana. L’onere per le cure di tali patologie risulta inoltre rilevante in termini di spesa sanitaria e ricade in larga misura sulla società e sui parenti degli ammalati: in particolare chi è affetto da patologie croniche gravi richiede spesso cure costanti e controlli più assidui. Diventa quindi importante conoscere la diffusione del fenomeno, al fine di fornire un supporto informativo adeguato per la programmazione e l’attuazione delle politiche locali. Questo capitolo ha di conseguenza la finalità di fornire un quadro d’insieme sulla qualità , quantità , e specializzazione, dei servizi sanitari presenti sul territorio in esame, dedicando un’attenzione particolare alle patologie tumorali. 6.1 ISTITUTI DI RICOVERO E CURA Descriveremo di seguito l’organizzazione territoriale dei servizi sanitari che hanno nei fini istituzionali la diagnosi, la cura, e la riabilitazione di tutti i cittadini presenti sul territorio, che usufruiscono del servizio attraverso: - Il medico di medicina generale - Il pediatra di libera scelta - Il Pronto soccorso
  64. 64. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 6 55 - L’assistenza specialistica ambulatoriale - Il ricovero ospedaliero - L’assistenza semi residenziale - L’assistenza residenziale e domiciliare I comuni della comunità del Parco rientrano sotto l’amministrazione delle A.S.L. 5 e A.S.L. 6 (Fig.1). Figura n. 1. Distribuzione regionale delle A.S.L. Le A.S.L. sono a loro volta articolate sul territorio in distretti, che subentrando nella maggior parte dei casi negli ambiti territoriali delle ex U.S.S.L., hanno mantenuto un'articolazione logistica diffusa sul territorio, con sedi sub-distrettuali e sportelli per i cittadini dislocati nei Comuni già sedi di distretto prima della riforma del 1995. Nell'organizzazione del sistema sanitario regionale, il distretto rappresenta l'articolazione dell'Azienda Sanitaria Locale che, ad un livello territoriale prossimo al cittadino, garantisce l'erogazione dell'assistenza sanitaria primaria e delle prestazioni socio-sanitarie, attraverso i servizi di: - Assistenza medico generica e pediatrica - Assistenza infermieristica - Cure domiciliari - Assistenza sanitaria specialistica extra ospedaliera - Assistenza residenziale e semi residenziale di anziani e disabili
  65. 65. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 6 56 - Servizi di consultorio rivolti alla famiglia e ai minori Le A.S.L. 5 e 6, di interesse per il presente lavoro, comprendono rispettivamente i distretti: A.S.L. 5 A.S.L. 6 Distretto sanitario 1 – Collegno Distretto sanitario 2 – Rivoli Distretto sanitario 3 – Orbassano Distretto sanitario 4 – Giaveno Distretto sanitario 5 – Susa Distretto sanitario 1 – Lanzo Distretto sanitario 2 – Ciriè Distretto sanitario 3 – Venaria Distretto sanitario 4 – Caselle Distretto sanitario 5 – Pianezza, Druento Il quadro della ripartizione territoriale dei Distretti, dei Comuni, e delle relative A.S.L. di competenza è riportata nella tabella seguente. Tabella n. 1. Ripartizione territoriale dei Distretti sanitari delle A.S.L. 5 e 6 Comuni dell'area appartenenti al distretto N° di abitanti in carico al distretto A.S.L. 5 Distretto 1 - Collegno Collegno 87.578 Distretto 2 - Rivoli Rivoli 79.200 A.S.L. 6 Distretto 1 - Lanzo Varisella 25.950 Distretto 2 - Cirie Cirie 46.176 Fiano Robassomero Distretto 3 - Venaria Venaria 35.609 Distretto 4 - Caselle Caselle 38.230 Borgaro San Maurizio Distretto 5 - Pianezza Druento Druento 25.286 Givoletto La Cassa Pianezza San Gillio In Tab. 2 sono riportati i dati relativi la dotazione dei servizi sanitari riguardanti il disagio e le varie forme di disabilità , dei Comuni oggetto di indagine, confrontati con quelli del Comune di Torino.
  66. 66. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 6 57 Tabella n. 2. Dotazione dei servizi sanitari Servizio di igiene mentale Attività per anziani Attività per disabili Attività per tossicodipendenti Comunità terapeutiche Borgaro 1 Caselle Ciriè 1 1 2 Collegno 2 2 1 27 Druento Fiano Givoletto La Cassa Pianezza 1 Rivoli 1 1 Robassomero San Gillio San Maurizio 1 1 Varisella Venaria Reale 1 1 Tot Area 5 4 5 3 27 Torino 35 5 24 10 8 Fonte: Banca dati socio demografica della Provincia di Torino Volendo completare il quadro territoriale della dotazione di servizi sanitari non si può non evidenziare la presenza delle strutture ospedaliere sia pubbliche che private, e la disponibilità di posti letto per popolazione residente. Tabella n. 3. Strutture ospedaliere e posti letto per 1000 abitanti Strutture ospedaliere (N°) Strutture pubbliche Strutture private Posti letto (N°) posti letto disponibili per mille abitanti Ciriè 1 1 182 10,01 Pianezza 2 2 Rivoli 1 1 216 4,36 San Maurizio 3 1 2 310 42,71 Venaria Reale 1 1 142 4,08 Tot Area 8 6 2 850 4,36 Torino 24 19 5 6405 7,09 Torino e Provincia 56 29 27 8872 4,00 I dati in tabella 3 mostrano una situazione per l’intera area (4,36 posti letto per 1000 abitanti) in linea con l’andamento della provincia di Torino (4,00).
  67. 67. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 6 58 6.2. I SOGGETTI GESTORI DELLA FUNZIONE SOCIO-ASSISTENZIALE I soggetti gestori della funzione Socio-Assistenziale operanti nell’area sono: Consorzio per i servizi socio-assistenziali C.I.S.S.A. di Alpignano Alpignano, Druento, Givoletto, La Cassa, Pianezza, San Gillio, Venaria e Val Della Torre. Consorzio intercomunale dei servizi alla persona dei comuni di Collegno e di Grugliasco. C.I.S. Consorzio intercomunale dei servizi socio-assistenziali Cirìè, S.Carlo C.se, S. Maurizio C.se, S.Francesco al Campo, Barbania, Front C.se, Levone, Nole Rocca, Vauda, Grosso, Mathi, Villanova C.se, Fiano, Robassomero, Caselle T.se, Borgaro T.se. C.M. VALLI DI LANZO (Ala di Stura, Balangero, Balme, Cafasse, Cantoira, Ceres, Chialamberto, Coassolo, Torinese, Corio, Germagnano, Groscavallo, Lanzo torinese, Lemie, Mezzenile, Monastero di Lanzo, Pessinetto, Traves, Usseglio, Viù) Vallo, Varisella A.S.M. - Azienda Speciale Multiservizi di Venaria 6.3. PATOLOGIE TUMORALI E MOBILITÀ SANITARIA PER RICOVERI ONCOLOGICI Oltre alle ripartizioni territoriali su descritte in Aziende e Distretti sanitari, è possibile leggere il territorio in base alla suddivisione per Poli Oncologici. A livello regionale le 22 A.S.L. sono accorpate in 8 Poli. I poli di interesse per il presente lavoro sono il Polo di Orbassano che comprende l’A.S.L. 5 e il Polo di Ivrea in cui rientra l’A.S.L. 6
  68. 68. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 6 59 Figura n. 2. Accorpamento delle 22 A.S.L. negli 8 Poli Oncologici Polo oncologico A.S.L. Ivrea 6 – Cirie 7 – Chivasso 9 - Ivrea Orbassano 5 – Collegno 8 – Chieri 10 - Pinerolo In questa sezione verranno presentati alcuni dati sulla mortalità per tumore e sulla mobilità sanitaria per ricoveri oncologici in uscita e in entrata dalle A.S.L. 5 e 6. Recenti indagini sul fenomeno suggeriscono un’interpretazione non solo “negativa” del fenomeno, per la quale la migrazione verso altre regioni sarebbe motivata unicamente da una carenza di strutture oncologiche tecnologicamente adeguate. È possibile ipotizzare che una quota rilevante di ricoveri piemontesi in altre regioni, sia attribuibile piuttosto a fattori di contesto (vicinanza geografica con altre regioni, facilità di collegamento stradale e ferroviario). I poli oncologici di interesse per la presente indagine (Orbassano e Ivrea) fanno registrare le percentuali di ricovero nel polo più basse rispetto ai poli della regione, rispettivamente 45% e 33% contro l’80% del polo di Torino e Cuneo.
  69. 69. Analisi socioeconomica Comunità del Parco La Mandria Capitolo 6 60 Per descrivere adeguatamente il fenomeno nei territori in esame, e per caratterizzare meglio i soggetti che hanno avuto ricoveri in strutture esterne al polo di residenza vengono esaminate: - le modalità di migrazione dal polo di residenza per ricoveri oncologici - le caratteristiche anagrafiche (sesso, età , classe di ampiezza del comune di residenza) dei soggetti ricoverati. Tabella n. 4. Percentuali di ricoveri oncologici nello stesso Polo, nel resto delle Regione e Fuori Regione anno 1999 Polo di residenza Polo di ricovero ORBASSANO IVREA Torino 50,3 54,5 Orbassano 45,5 6,4 Ivrea 0,6 33,3 Biella 0,0 1,6 Novara 0,2 0,5 Cuneo 1,7 0,2 Asti 0,1 0,0 Alessandria 0,1 1,0 Altre regioni 1,4 2,4 Totale 100,0 100,0 Fonte: CPO La mobilità sanitaria per ricoveri oncologici nella Regione Piemonte anno 1999 Grafico n. 1. Percentuali di ricoveri oncologici nello stesso Polo, nel resto delle Regione e Fuori Regione anno 1999 53,1 64,3 45,5 33,3 1,4 2,4 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% ORBASSANO IVREA Polo di residenza %diricoveri Fuori regione Entro regione Entro polo

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