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Pericardite

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Lezione Medicina Interna 2016 - Prof. Roberto Leo

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Pericardite

  1. 1. Malattie del pericardio Prof. R. Leo, FACP Medicina Interna, 14.10.2016
  2. 2. ANATOMIA Il pericardio è un sacco fibroso che avvolge il cuore, l’origine dei grossi vasi e lo sbocco delle vv. afferenti. E’ formato da 2 foglietti: p. fibroso o parietale, a doppio strato p. viscerale, a singolo strato mesoteliale
  3. 3. Anatomia del pericardio • Due maggiori componenti – sierosa (pericardio viscerale) strato di cellule mesoteliali facilita lo scambio di fluidi e di ioni – fibrosa (pericardio parietale) tessuto fibrocollageno • Fluido pericardico – 15-50 ml di plasma chiaro ultrafiltrato • Connessioni legamentose – Allo sterno, alla colonna vertebrale, al diaframma
  4. 4. Fisiologia del pericardio • Non necessario per la vita • Funzioni fisiologiche – Limita la dilatazione cardiaca – Mantiene la normale compliance ventricolare – Riduce l’attrito durante i movimenti cardiaci – Barriera contro l’infiammazione
  5. 5. Fisiopatologia del pericardio • Il pericardio è un “sacco distendibile” che influenza modestamente la gittata cardiaca per cambiamenti “fisiologici”“fisiologici” del volume intrapericardico e della pressione transmurale. • L’influenza diventa sostanziale solo per importanti variazioni di volume e pressione pericardica, in particolar modo per bruschibruschi e consistenticonsistenti sovraccarichi di volume.
  6. 6. Curva pressione/volume del pericardio In caso di bruschi e consistenti sovraccarichi di volume la curva pressione-volume raggiunge la porzione esponenziale: la pressione pericardica aumenta, il pericardio limita fortemente una successiva dilatazione cardiaca e si contrappone al riempimento diastolico. 0 5 10 15 20 25 100 150 200 250 270 275 350 400 450 500 550 570 580 600 Volume (ml) Pressione(mmHg) normale sovraccarico di volume
  7. 7. Definizione di pericardite acuta Sindrome dovuta all’infiammazione dei foglietti pericardici; è caratterizzata da: • Dolore toracico posturale • Sfregamenti pericardici • Alterazioni ECGgrafiche
  8. 8. Epidemiologia • Mancano dati certi di prevalenza ed incidenza delle pericarditi nella popolazione generale • Diagnosi in 1/1000 ospedalizzazioni • Incidenza 2-6% su casistiche autoptiche
  9. 9. Classificazione Eziologica Patogenetica Istopatologica
  10. 10. Classificazione eziologica 1. Idiopatica 2. Infettiva (virali, micobatteriche, batteriche, fungine, protozoi, rickettsie, parassiti, anaerobi, altri) 3. Infarto miocardico acuto (S. di Dressler) 4. Uremia (uremia non trattata, associata ad emodialisi) 5. Neoplasie (k polmonare e mammario, leucemia, LDH, linfomi) 6. Traumi (toracici, impianto PM, procedure diagnostiche cardiologiche) 7. Malattie autoimmuni (RAA, LES, AR, Sclerodermia, connettivite mista) 8. Farmaci (procainamide, INI, penicillina, doxorubicina, dantrolene) 9. Radiazioni 10. Aneurisma dissecante dell’aorta 11. Mixedema 12. Chilopericardio
  11. 11. Classificazione istopatogenetica • Sierose (idiopatiche, virali, da patologie sistemiche) • Fibrinose e sierofibrinose (post- chirurgiche, post-infartuali, uremiche e da collagenopatia) • Emorragiche (tubercolari, neoplastiche) • Purulente (batteriche, micotiche) • Caseose (tubercolari)
  12. 12. Patogenesi delle pericaridti • Contiguità – Polmoni, pleure, linfonodi mediastinici, miocardio, aorta, esofago, fegato, ascessi sottodiaframmatici • Via ematogena – Setticemie, tossine, tumori, alterazioni metaboliche • Via linfatica • Traumi e radiazioni
  13. 13. Pericarditi: alterazioni anatomiche • L’infiammazione provoca un essudato ricco di fibrina • I normali foglietti pericardici trasparenti e translucidi si opacano e gradualmente si raggrinzano • L’esito è costituito da diversi gradi di fibrosi
  14. 14. Pericardite acuta: cause comuni • Pazienti non ospedalizzati – di solito idiopatica – Probabilmente secondaria a virosi – I virus Coxsackie A e B (elevato cardiotrofismo) costituiscono la causa piu’ comune di pericardite e miocardite – Altri virus: echovirus, adenovirus, morbillo, varicella-zoster, influenza, EBV, CMV, HIV
  15. 15. Pericardite acuta: cause comuni • Pazienti ospedalizzati T = Trauma, TUMOR U = Uremia M = Myocardial infarction (acuto, post) Medicinali (idralazina, procainamide) O = Other infections (batteriche, fungine, TBC) R = Rheumatoid (disordini autoimmuni) e Radiazioni
  16. 16. Pericardite acuta: come fare la diagnosi • Anamnesi Rapida comparsa di toracoalgia “posturale” , anteriore, pleuritica e sottosternale • Esame obiettivo All’ascoltazione presenza di due o tre rumori aggiunti • ECG • Ecocardio
  17. 17. Sintomi e segni clinici • Dolore toracico (infiammazione dei foglietti pericardici e spesso della pleura, e/o distensione del sacco pericardico in caso di abbondante versamento) • Tachicardia • Febbre • Tosse • Dispnea (correlata a necessità di respiro superficiale per evitare dolore o a ripercussioni emodinamiche da abbondante versamento) • Sfregamento pericardico (patognomonico; la sua assenza non esclude la diagnosi) • Perdita di peso (se malattia sistemica sottostante)
  18. 18. Toracoalgia della pericardite: diagnosi differenziale dall’ l’angina • Caratteristiche simili – Retrosternale o precordiale con irradiazione al giugulo, in regione interscapolare, alla spalla o al braccio sinistro • Caratteristiche specifiche (pericardite) – Dolore insidioso, prolungato, diffuso, pleurico ↑ con la tosse, l’inspirazione ed le torsioni del dorso – Si accentua con il decubito supino e si allevia con la posizione seduta ed il piegamento in avanti
  19. 19. Confronto clinico tra il dolore nella pericardite e nella cardiopatia ischemica PericarditePericardite Cardiopatia ischemicaCardiopatia ischemica • Localizzazione precordiale, margine retrosternale, braccio sinistro sinistro del trapezio • Tipo acuto, pleuritico, raramente costrittivo, gravativo sordo o oppressivo • Influenza dei ↑ dai movimenti toracici nessun effetto movimenti toracici • Durata ore o giorno angina fino a 20 min, IMA da 30 min a ore • Sforzo nessuna relazione angina stabile, AI, IMA • Influenza della si allevia con inclinazione nessun effetto postura in avanti e in ortostatismo • Fenomeni neurovegetativi assenti nausea, vomito, sudorazione
  20. 20. Rumori cardiaci nella pericardite • Gli sfregamenti pericardici sono patognomonici di pericardite • Sono rumori di vai e vieni • Hanno classicamente tre componenti – Rumore presistolico durante la contrazione atriale – Rumore sistolico ventricolare (eiezione) – Rumore ventricolare diastolico
  21. 21. Strumenti diagnostici •ECG •Rx torace •Indici bioumorali •Ecocardiogramma •Pericardiocentesi
  22. 22. ECG • Il test diagnostico più semplice ed utilizzato • Le alterazioni sono dovute ad una corrente di lesione per l’infiammazione miocardica subepicardica o dell’atrio e possono manifestarsi dopo ore o giorni dall’esordio del dolore
  23. 23. ECG • Sopraslivellamento ST nella maggioranza delle derivazioni • Sottoslivellamento PR • Ritmo sinusale (di solito); occasionalmente FA o FlA • Le onde T diventano negative solo dopo che i tratti ST ritornano all’isoelettrica • I voltaggi del QRS diminuiscono se è presente un versamento pericardico considerevole • Alternanza elettrica occasionale (più frequente nel tamponamento pericardico)
  24. 24. Condizioni di sopraslivellamento ST oltre allo STEMI Condizioni varie Ipertrofia ventricolare sinistra BBS Pericardite acuta Iperpotassiemia
  25. 25. ECG • ST-sopra – Riflette l’infiammazione epicardica • ST concavo verso l’alto – ST nello STEMI è concavo verso il basso • Sottoslivellamento di PR stadi iniziali • Inversione onda T – dopo che ST è tornato all’isoelettrica
  26. 26. Pericardite STEMI Ripolarizzazione precoce
  27. 27. Rx torace • Scarso valore diagnostico • Utile nel definire l’eziologia (pericardite secondaria a TBC, neoplasia o polmonite) • Se presente versamento abbondante (> 250 ml) caratteristico aspetto dell’ombra cardiaca a “bottiglia d’acqua”.
  28. 28. Indici bioumorali • Emocolture (per escludere batteriemie) • Tampone faringeo e feci (se si sospetta eziologia virale) • Quantiferon • Analisi istologica liquido pleurico, succo gastrico, espettorato (se si sospetta infezione specifica) • TAS • Crioglobuline (infezione da mycoplasma) • Test per la mononucleosi e la toxoplasmosi • Indici tiroidei (ipotiroidismo) • Azotemia e creatinina (eziologia uremica) • ANA, ENA, ANCA e fattore reumatoide (LES e AR)
  29. 29. Ecocardiogramma E’ possibile evidenziare un’iperrifrangenza dei foglietti pericardici come segno di pericardite pregressa o in atto Tecnica estremamente accurata e rapida nella valutazione di un versamento pericardico
  30. 30. L’ecocardiografia è la metodica di scelta 1. E’ in grado di evidenziare anche minime quantità di fluido intrapericardico e l’eventuale ispessimento dei foglietti (sensibilità e specificità diagnostiche circa 90%) 2. consente una valutazione (semi)quantitativa dei versamenti 3. può fornire informazioni circa l’eziologia
  31. 31. L’ecocardiografia è la metodica di scelta 4. permette di monitorare il decorso delle malattie pericardiche e la loro risposta alla terapia medica 5. è determinante nella diagnosi di tamponamento e di costrizione pericardica 6. costituisce una preziosa guida alla pericardiocentesi
  32. 32. METODOLOGIA DI STUDIO DEL VERSAMENTO PERICARDICO • L’accumulo patologico di fluido determina la separazione sisto- diastolica tra i due foglietti con comparsa di un’immagine a doppio contorno che racchiude uno spazio relativamente privo di echi
  33. 33. METODOLOGIA DI STUDIOMETODOLOGIA DI STUDIO Il fluido tende a raccogliersi inizialmente dietro la parete posteriore del VSx Man mano che aumenta la quantità del versamento il foglietto parietale diventa immobile
  34. 34. METODOLOGIA DI STUDIO L’accumulo di quantità maggiori di liquido determina l’estensione dello spazio eco-privo lungo il bordo laterale del cuore e anteriormente fino a circondare completamente le cavità cardiache
  35. 35. METODOLOGIA DI STUDIO Uno studio completo del pericardio richiede diversi approcci: parasternale asse lungo e asse corto, apicale, sottocostale.
  36. 36. METODOLOGIA DI STUDIO Uno studio completo del pericardio richiede diversi approcci: parasternale asse lungo e asse corto, apicale, sottocostale.
  37. 37. METODOLOGIA DI STUDIO Uno studio completo del pericardio richiede diversi approcci: parasternale asse lungo e asse corto, apicale, sottocostale.
  38. 38. METODOLOGIA DI STUDIO VALUTAZIONE SEMIQUANTITATIVA • Lo spazio eco-privo solo sistolico tra i due foglietti NON è considerato patologico • Separazione sisto-diastolica: VP lieve, corrispondente a 15-35cc.; se il versamento è circonferenziale: circa 300 cc. • Se spazio eco-privo diastolico posteriore >10 mm: VP > 500 cc. • Se spazio eco-privo diast. post. >20mm: VP >700cc  swinging heart (pseudo PM, movim. paradosso siv)
  39. 39. >2cm 1.5 cm <1cm Versamento di lieve entità (15-35 cc  300 cc) Versamento di entità Moderata (300-700 cc) Versamento di entità severa (>700 cc) Spessore max del versamento in diastole
  40. 40. METODOLOGIA DI STUDIOMETODOLOGIA DI STUDIO PITFALLSPITFALLS
  41. 41. METODOLOGIA DI STUDIO DELMETODOLOGIA DI STUDIO DEL VERSAMENTO PERICARDICO:VERSAMENTO PERICARDICO: PITFALLSPITFALLS
  42. 42. METODOLOGIA DI STUDIO DELMETODOLOGIA DI STUDIO DEL VERSAMENTO PERICARDICO:VERSAMENTO PERICARDICO: PITFALLSPITFALLS
  43. 43. METODOLOGIA DI STUDIO DELMETODOLOGIA DI STUDIO DEL VERSAMENTO PERICARDICO:VERSAMENTO PERICARDICO: PITFALLSPITFALLS Linfoma mediastinico
  44. 44. Valutazione quantitativa? CT?
  45. 45. Valutazione quantitativa? ETE? Utile nello studio di versamenti pericardici saccati.
  46. 46. VALUTAZIONE QUANTITATIVA? RM? Basale Dopo terapia Basale Dopo terapia Black blood T2 Spin echo Cine L.E.
  47. 47. Complicanze • Recidiva • Miocarditi • Tamponamento • Pericardite costrittiva
  48. 48. Versamento pericardico Si distinguono due forme: • Senza compressione cardiaca • Con compressione cardiaca L’aumento della pressione intrapericardica dipende da: 1. Volume assoluto del versamento 2. Velocità di formazione del versamento 3. Caratteristiche fisiche del versamento
  49. 49. Tamponamento cardiaco
  50. 50. Ecocardiografia nel versamento pericardico • Identifica il motivo della compressione pericardica. • Valuta la gravità della compressione e gli effetti emodinamici. • Utile nella diagnosi differenziale con versamenti di altro tipo. • Utile nel valutare la terapia.
  51. 51. Segni ecocardiografici di tamponamento o Collasso diastolico del ventricolo destro o Collasso telediastolico dell’atrio destro o Aspetto ondeggiante del cuore all’interno del versamento pericardico (swinging heart) o Vena cava inferiore dilatata e con ridotte escursioni respiratorie (<50% del diametro in inspirazione
  52. 52. Terapia del tamponamento oPericardiocentesi ecoguidata oDrenaggio chirurgico oPericardiectomia chirurgica parziale o completa
  53. 53. Ecocardiografia nella pericardiocentesi o Localizza la sede migliore per la puntura (profondità del versamento >1 cm) o Conferma il posizionamento dell’ago nello spazio pericardico attraverso la visualizzazione del contrasto o Permette la valutazione dei risultati della procedura terapeutica
  54. 54. E' bene effettuare la manovra in maniera ecoguidata Tecnica: • Si disinfetta la cute e si effettua un ponfo di anestesia sotto l'appendice xifoidea, reperita con l'indice della mano sinistra. • Si punge dirigendo l'ago a 45° sulla linea mediana, proprio sotto l'estremità caudale o leggermente a sinistra dell'appendice xifoidea dello sterno. • Si procede lentamente, ma decisamente in aspirazione, rasentando la faccia posteriore dello sterno, dirigendosi verso l'alto puntando la clavicola di sinistra nel punto di mezzo, fino a ottenere un reflusso franco del versamento. • Il prelievo di pochi cc decomprime il tamponamento e migliora l'emodinamica Pericardiocentesi
  55. 55. PERICARDIOCENTESI La pericardiocentesi è eminentemente una procedura terapeutica, in quanto il potenziale diagnostico fornito dall’analisi del liquido raramente aggiunge dati significativi all’identificazione eziologica e ancor meno alla terapia. 13 Comunque, visto il minimo impatto economico e organizzativo, è opportuno, almeno alla prima procedura in un paziente con eziologia ignota, inviare campioni per l’analisi batteriologica (in particolare ricerca del BK), biochimica e citologica.
  56. 56. Indicazioni a pericardiocentesi E’ la procedura in grado di salvare la vita a una persona con tamponamento cardiaco In assenza di compromissione emodinamica la pericardiocentesi raramente è indicata per indagare le cause del versamento
  57. 57. ESC Guidelines Eur Heart J. 2004 Apr;25(7):587-610
  58. 58. Se il liquido aspirato è emorragico, è consigliabile iniettare pochi millilitri di soluzione fisiologica agitata sotto controllo ecocardiografico: se si evidenziano microbolle nel versamento pericardico si ha la certezza che l’ago è in sacco pericardico E’ anche possibile che le microbolle si evidenzino in una camera cardiaca (in prevalenza il ventricolo dx) definendo una situazione di possibile complicanza da procedura In tal caso sarà possibile ritirare l’ago e, una volta in pericardio, lasciare solo il cateterino per aspirare il versamento’
  59. 59. Terapia del tamponamento oPericardiocentesi ecoguidata oDrenaggio chirurgico oPericardiectomia chirurgica parziale o completa
  60. 60. Terapia del tamponamento o Necessario in caso di emopericardio, specie se post traumatico o iatrogeno o Necessario quando non c’è possibilità di eseguire una pericardiocentesi (assenza di spazio di sicurezza, versamento saccato, etc.)
  61. 61. Terapia del tamponamento o Solitamente riservata a versamenti pericardici recidivanti
  62. 62. Rischi e complicanze della pericardiocentesi • Complicanze mortali < 5% • Emopericardio acuto • Aritmie • Gravi crisi vagali
  63. 63. Conclusioni o La pericardiocentesi è in classe I solo in caso di tamponamento o Per la pericardiocentesi è necessario lo spazio di sicurezza o In caso di emopericardio no pericardiocentesino pericardiocentesi o La pericardiocentesi è una procedura cardiologica
  64. 64. Tamponamento cardiaco • Aumento della pressione intrapericardica tale da limitare il riempimento diastolico ventricolare e determinare ipotensione e ridotta perfusione d’organo • Se il versamento pericardico supera il volume di riserva pericardica la pressione pericardica salirà in modo notevole determinando una caduta quasi a zero della pressione transmurale del VD • Il tamponamento cardiaco può non evidenziarsi in caso di ipovolemia e determinare una condizione emodinamica di tamponamento a bassa pressione, senza segni di ipertensione venosa
  65. 65. Cause di tamponamento cardiaco Neoplasie maligne 32-58% Pericardite idiopatica 14% Uremia 9-14% IMA 9% Perforazione cardiaca iatrogena 7,5% Infezioni batteriche 5-7% Tbc 1-5% Radiazioni 4% Mixedema 4% Aneurisma dissecante dell’aorta 4%
  66. 66. Reperti obiettivi di tamponamento cardiaco • Pressione venosa sistemica elevata (100%) • Polso paradosso (98%) • Frequenza respiratoria > 20/min (80%) • Frequenza cardiaca ≥ 100 bpm (77%) • Pressione arteriosa sistolica < 100 mmHg (64%) • Toni cardiaci attenuati (34%) • Rumori di sfregamento pericardico (29%) • Rapido calo della pressione arteriosa (25%)
  67. 67. Polso paradosso • Caduta della PA > 10 mmHg o totale scomparsa del polso durante l’inspirazione • E’ un’esagerazione della lieve normale riduzione inspiratoria della pressione transmurale del VS (diminuisce la pressione intratoracica e pericardica; aumenta il riempimento atriale dx e del VD e la gittata sistolica dx, il SIV si sposta a sinistra; poiché il cuore opera in un volume finito, il riempimento del VS e la sua gittata sistolica ↓) • Si osserva anche in: BPCO, EP, shock emorragico o settico, pericardite costrittiva, cardiomiopatia restrittiva
  68. 68. Pulsus Peridoxus an exaggerated drop in SBP with inspiration (>10mmHg)
  69. 69. Pericardite costrittiva Si verifica quando una densa fibrosi, calcificazione e adesione dei foglietti pericardici creano un guscio rigido attorno al cuore limitandone il riempimento
  70. 70. Eziologia della pericardite costrittiva • Idiopatica • Post-attinica • Post-cardiochirurgica • Post-pericardite non specifica • Post-infettiva • Neoplastica • Uremica • Post-traumatica
  71. 71. Sintomi e segni della pericardite costrittiva Sintomi -astenia -ortopnea -tosse -dispnea da sforzo -disturbi addominali -distensione addominale Segni -edema -ascite -epatomegalia -versamento pleurico -polso paradosso (1/3) -segno di Kussmaul -pressione venosa elevata -Knock pericardico -Retrazione sistolica itto della punta
  72. 72. Knock pericardico: tono aggiunto protodiastolico lungo la marginosternale di sinistra, corrisponde alla brusca cessazione del riempimento rapido Segno di Kussmaul: turgore delle vene del collo in inspirazione per aumento della pressione atriale destra (presente anche nell’IMA dx, nella stenosi della tricuspide, nelle cardiomiopatie restrittive; non nel tamponamento cardiaco)
  73. 73. VERSAMENTO PERICARDICO CRONICO IDIOPATICO • NON SI RISCONTRA CAUSA DEL VERSAMENTO • NO PROGRESSIONE DI MALATTIA DURANTE PERIODO DI OSSERAVAZIONE • ALL’ECO: VERSAMENTO ANTERIORE +VERSAMENTO POSTERIORE>20 MM A FINE DIASTOLE • PERSISTENZA PER PIU’ DI TRE MESI
  74. 74. RACCOMANDAZIONI PER VERSAMENTO PERICARDICO CRONICO • PERICARDIOCENTESI, NON OSSERVAZIONE • PERICARDIECTOMIA SOLO SE RECIDIVA DI VERSAMENTO DOPO PERICARDIOCENTESI
  75. 75. Pericardite acuta recidivante Definizione: attacchi ripetuti di pericardite in pazienti senza evidenza di malattie sistemiche Devono essere soddisfatti i seguenti criteri: 1. La pericardite deve essere idiopatica 2. Deve essere documentata dalla presenza di versamento pericardico, sfregamenti pericardici, tipiche alterazioni ECGrafiche
  76. 76. Patogenesi Uno stimolo iniziale potrebbe determinare una flogosi che si automantiene con meccanismi immunologici: 1. E’ stata riscontrata un’alta prevalenza di anticorpi antimiocardio nelle recidive di pericardite idiopatica o postinfartuale 2. E’ stato suggerito un meccanismo da citolisi da linfociti T (NK) 3. E’ stata ipotizzata un’infezione virale persistente da enterovirus
  77. 77. Decorso • La frequenza delle recidive è del 15-32%. • Il problema delle recidive è di qualità della vita per il dolore toracico che può essere invalidante • Il decorso è benigno e nel 40% dei casi si ha una remissione spontanea: raramente è stata segnalata l’evoluzione in costrizione o tamponamento cardiaco
  78. 78. Terapia pericardite Scopo della terapia: 1. Alleviare i sintomi 2. Ridurre o guarire l’infiammazione 3. Rimuovere o curare la causa patogena responsabile, se riconoscibile. 4. Intervenire sulle complicanze
  79. 79. Terapia pericardite Nella pericardite acuta idiopatica e virale la terapia è basata sull’uso di:  FANS (eccellente profilo di sicurezza) - Ibuprofene (600-800 mg, per 3 volte al giorno) - Indometacina (25-50 mg, per 3 volte al giorno) - ASA (800 mg per 3 volte al giorno) n.b. gastroprotezione con PPI
  80. 80. FANS - La terapia verra’ interrotta se il dolore scompare dopo 2 settimane - Molti pazienti rispondono positivamente gia’ dopo la prima o la seconda somministrazione di FANS - La maggior parte presentano un recupero totale e non necessita di ulteriori terapie
  81. 81. Ricovero ospedaliero • I pz. che presentano solo versamenti di grado lieve e che rispondono bene ai FANS non vanno ricoverati • Il ricovero va riservato a quelli che non rispondono alla terapia, che presentano versamenti di maggiore entita’ e per i quali si ipotizza un’eziologia diversa da quella idiopatica/virale
  82. 82. Colchicina • Riservata ai pazienti che rispondono lentamente o inadeguatamente ai FANS • Dose carico 2-3 mg • Dose giornaliera 1 mg per 10-14 giorni • ADR nausea e diarrea > riduzione o sospensione nel 15%
  83. 83. Steroidi • Evitare gli steroidi > favoriscono le recidive • Se nel trattamento di un episodio iniziale e’ impossibile farne a meno… Prednisone: 40-60 mg/die subito a scalare (tapering) con graduale riduzione del dosaggio
  84. 84. Terapia recidive pericardite La terapia delle recidive è difficile, perché spesso inefficace e frustrante Il 15-30% dei paz. che risponde positivamente sviluppa una recidiva Sara’ opportuno rivalutare le cause, specie disturbi autoimmuni Il tasso di complicanze, inclusa la pericardite costrittiva è piuttosto basso
  85. 85. Pericardite cronica recidivante • Successivo ciclo di FANS e colchicina (anche in profilassi ed in associazione) • La terapia cronica con steroidi deve essere per quanto possibile evitata • La steroido-dipendenza può richiedere una riduzione graduale anche di mesi • La pericardiectomia per l’alleviamento dei sintomi spesso non è efficace
  86. 86. Sindrome di Dressler (pleuropericardite) • Descritta da Dressler nel 1956 • Febbre, pericardite, pleurite (tipicamente febbricola e sfregamenti pericardici) • Avviene da pochi giorni sino ad alcune settimane dopo uno STEMI o un intervento di cardiochirurgia • Incidenza del 6-25% • Trattamento: alte dosi di aspirina
  87. 87. Pericardite batterica • Condizione clinica rara in era antibiotica (rapido decremento di incidenza negli ultimi 50 aa.) • Di solito secondaria a infezioni di “contiguità” intratoraciche (polmoniti, empiemi, mediastiniti, endocarditi, traumi, chirurgia) o sottodiaframmatiche (ascessi) • Di solito fatale senza un adeguato trattamento • Diagnosi di solito misconosciuta • Le caratteristiche cliniche possono essere anche difformi da quelle classiche

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