News ssl 16 2014

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Notiziario sulle principali novità in materia di Sicurezza sul Lavoro/ Safety and Health at Work News
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News ssl 16 2014

  1. 1. News 16/SSL/2014 Lunedì,28 luglio 2014 Norme sull’assunzione di lavoratori disabili, quando, come Le aziende pubbliche e private con un organico da più di 15 dipendenti, sono tenute a inserire lavoratori disabili nella misura fissata dall’art. 3 della L.68/99*. La norma impone ai soggetti di assumere: una persona (solo nel caso di nuove assunzioni), se la dotazione è da 15 a 35 dipendenti; due persone se l’azienda ha da 36 a 50 dipendenti; persone per il 7% dei dipendenti e una persona appartenente alle categorie protette ex L.68/99, se l’azienda ha da 51 a 150 lavoratori; persone per il 7% dei dipendenti e appartenenti alle categorie protette per l’1% dei dipendenti di cui alla L. 68/99, se i lavoratori sono oltre 150. Secondo l’ultima riforma del lavoro, a partire dal 18 luglio 2012**, per la determinazione del numero dei lavoratori disabili da assumere si deve tenere conto del numero dei dipendenti aziendali assunti con contratto di lavoro subordinato. Non sono soggetti all’obbligo i datori di lavoro del settore edile (personale di cantiere e addetti al trasporto), i servizi di polizia e della protezione civile (l’obbligo è previsto solo nei servizi amministrativi). Per adempiere all’obbligo, le aziende possono utilizzare o la chiamata nominativa (è l’azienda stessa a individuare la persona da inserire nel lavoro) oppure la chiamata numerica (l’azienda fa riferimento alle liste dei Centri per l’impiego). Sono esclusi dal computo i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a sei mesi, i soci di cooperative di produzione e lavoro, i dirigenti, i lavoratori assunti con contratto di inserimento, i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore, ovviamente i lavoratori occupati ai sensi della normativa in materia di persone disabili (L. 68/1999), gli apprendisti, i lavoratori con contratto di formazione lavoro, i lavoratori con contratto di reinserimento. Il calcolo dell’organico sul quale fare riferimento per la percentuale d’obbligo delle assunzioni è il 31 dicembre dell’anno precedente a meno che non si tratti di imprese da 15 a 35 dipendenti, per le quali l’obbligo di assunzione sorge nel momento in cui si decide di procedere a una nuova assunzione. Fonte:www.quotidianosicurezza.it
  2. 2. Regione Puglia: Disposizioni attuative per la disciplina dell’agriturismo LA REGIONE PUGLIA ha approvato le disposizioni attuative per la corretta applicazione delle norme vigenti in materia di disciplina dell'agriturismo, garantendo alle Province un'azione di coordinamento delle attività conferite ai Comuni, come da Legge regionale 42/2013 e da Legge regionale 34/85. Fonte: DGR 1399/2014 http://www.regione.puglia.it/web/fil...griturismo.pdf Finanziamenti alle imprese per progetti di innovazione tecnologica Pubblicato il bando a graduatoria per i Finanziamenti alle imprese per progetti di innovazione tecnologica. Con il bando Fipit l'Inail mette a disposizione 30 milioni di euro, suddivisi in budget regionali, per le piccole e micro imprese dei settori dell'agricoltura, dell'edilizia e dell'estrazione e lavorazione dei materiali lapidei. La domanda di partecipazione potrà essere compilata utilizzando l’apposita procedura informatica disponibile sul portale internet dell’Inail nel periodo compreso fra il 3 novembre e le ore 18.00 del 3 dicembre 2014. Fonte:www.inail.it Circolare Inail/Inps: riduzione contributi assicurativi agricoli 2014 Pubblicata la circolare Inail n. 32/Inps n. 83 che fissa la misura della riduzione per il 2014 e modalità applicative per la riduzione dei contributi agricoli per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Per il 2014 la riduzione percentuale del premio è pari al 14,17%. In caso di mancata applicazione della riduzione del premio assicurativo, il datore di lavoro interessato può presentare istanza motivata di riesame. Se accolta l’istanza, la riduzione sarà applicata da gennaio 2015, secondo le modalità indicate nella circolare Inail n. 32 del 1 luglio 2014. La mancata osservanza da parte del datore di lavoro delle norme di prevenzione infortuni e igiene sul lavoro comporterà la revoca della riduzione già applicata. Fonte:www.inail.it Donne incinte possono conservare lo status di lavoratore Corte di Giustizia UE , sez. I, sentenza 19.06.2014 n° C-507/12 Una donna che smetta di lavorare o di cercare un impiego a causa delle limitazioni
  3. 3. fisiche collegate alle ultime fasi della gravidanza e al periodo successivo al parto puo' conservare lo status di ''lavoratore'' se riprende il lavoro o trova un altro impiego entro un ragionevole periodo di tempo dopo la nascita del figlio. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, prendendo in esame il caso di una cittadina francese, Jessy Saint Prix, che ha lavorato come insegnante nel Regno Unito dal settembre del 2006 al 2008, quando ha abbandonato l'impiego oprmai al sesto mese di gravidanza. La richiesta di indennita' integrativa del reddito da lei presentata e' stata respinta dall'amministrazione britannica, in quanto la Saint Prix aveva perso la qualita' di lavoratore. Il 21 agosto 2008, tre mesi dopo la nascita di suo figlio, la signora ha ripreso il lavoro. Nella sua sentenza odierna, la Corte considera che una donna nella situazione della sig.ra Saint Prix puo' conservare lo status di ''lavoratore''. A sostegno del proprio ragionamento, la Corte ricorda che un cittadino dell'Unione che non svolga piu' attivita' lavorativa puo' tuttavia conservare la qualita' di lavoratore in taluni casi particolari (inabilita' temporanea al lavoro, disoccupazione involontaria o, ancora, formazione professionale). La Corte rileva che la direttiva sul diritto di libera circolazione e di soggiorno dei cittadini dell'Unione non elenca in maniera esaustiva le circostanze nelle quali un lavoratore migrante puo', nonostante la perdita del suo impiego, continuare a beneficiare dello status di lavoratore. Fonte: Altalex Ferie non godute vanno pagate anche in caso di decesso Corte di Giustizia UE , sez. I, sentenza 12.06.2014 n° C-118/13 L'Unione europea non ammette legislazioni o prassi nazionali che prevedono che, nel caso in cui il rapporto di lavoro termini per decesso del lavoratore, il diritto alle ferie annuali retribuite si estingua senza dare diritto ad un'indennita' finanziaria a titolo di ferie non godute. Lo ha stabilito la Corte di giustizia dell'Unione europea, dichiarando inoltre che tale indennita' non dipende dalla previa domanda dell'interessato. Il Tribunale europeo ha analizzato il caso di un lavoratore tedesco, deceduto con ancora oltre 140 giorni di ferie da effettuare. La moglie si era vista rifiutare l'indennizzo dall'azienda per la quale lavorava il marito. Nella sua sentenza odierna, la Corte ricorda che il diritto alle ferie annuali retribuite e' un principio di diritto sociale di particolare importanza e che il diritto alle ferie annuali e quello al pagamento dovuto a tale titolo costituiscono i due aspetti di un diritto unico. La Corte ha gia' dichiarato che, quando il rapporto di lavoro cessa, il lavoratore ha diritto ad un'indennita' per evitare che sia escluso qualsiasi godimento del diritto alle ferie. Il diritto dell'Unione osta a disposizioni o prassi nazionali in virtu' delle quali
  4. 4. un'indennita' finanziaria non e' dovuta al lavoratore alla fine del rapporto di lavoro quando quest'ultimo non ha potuto beneficiare delle ferie annuali retribuite per malattia. La Corte sottolinea che l'espressione ''ferie annuali retribuite'' significa che, per la durata delle ferie annuali, la retribuzione del lavoratore deve essere mantenuta. Il beneficio di una compensazione pecuniaria nel caso in cui rapporto di lavoro termini a causa del decesso del lavoratore garantisce l'effetto utile del diritto alle ferie. La sopravvenienza fortuita del decesso del lavoratore non deve comportare retroattivamente la perdita totale del diritto alle ferie annuali retribuite. Fonte: Altalex

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