News 14/A/2014
Lunedì, 30 giugno 2014
Sfalci e potature, ok da DL Ambiente a combustione
Bruciare sfalci e potature non è ...
è ancora conclusa, vanno definiti “secondo le procedure e i criteri di cui alla parte
IV del Dlgs 3 aprile 2006, n 152”.
F...
che assimila agli scarichi domestici i reflui provenienti da 35 attività industriali
precisamente individuate purché con c...
Buone pratiche per ridurre i rifiuti
Per ridurre la produzione dei rifiuti, la condivisione delle buone pratiche della fil...
gestione sostenibile delle risorse, premiando a Roma le migliori azioni italiane della
Settimana europea per la riduzione ...
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News a 14 2014

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Notiziario sulle principali novità in materia di ambiente/ Environment News

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News a 14 2014

  1. 1. News 14/A/2014 Lunedì, 30 giugno 2014 Sfalci e potature, ok da DL Ambiente a combustione Bruciare sfalci e potature non è più reato se fatto in modo controllato e rispettando tempi e modi fissati dal Comune. Lo prevede il Dl 24 giugno 2014, n. 91 in vigore dal 25 giugno. Il provvedimento, che detta misure a tutto campo in materia ambientale ed energetica stabilisce la non applicazione dei reati di combustione illecita di rifiuti (articolo 256-bis, Dlgs 152/2006) e di gestione illecita di rifiuti ex articolo 256, Dlgs 152/2006 se si bruciano sul posto materiali agricoli o forestali derivanti da sfalci e potature o ripuliture in loco. La combustione è consentita in piccoli cumuli e in quantità non superiori a 3 metri steri per ettaro al giorno e in periodi e orari fissati da apposite ordinanze del Sindaco competente. Nei periodi a forte rischio incendi individuati dalle Regioni, bruciare sfalci e potature è sempre vietato. Fonte:reteambiente.it Bonifiche siti inquinati, parte la procedura semplificata A partire dal 25 giugno 2014, gli operatori interessati a effettuare interventi di bonifica del suolo a proprie spese, possono utilizzare la procedura semplificata prevista dal nuovo articolo 242-bis del “Codice ambientale”. La procedura semplificata introdotta dal Dl 91/2014 (cd. “Tutela ambientale”) prevede che l'operatore invii uno specifico programma di interventi per la riduzione della contaminazione al di sotto delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) alla P.a., che ha 120 giorni di tempo per esprimersi. Nel caso di esito positivo degli interventi, che vanno portati a termine entro un anno (prorogabile di sei mesi) pena l'applicazione della procedura "ordinaria", il sito potrà essere utilizzato in conformità alla destinazione d'uso, fatta salva la valutazione di eventuali rischi sanitari derivanti dalle acque di falda contaminate. Transitoriamente, la procedura si applica ai procedimenti di bonifica (anche nazionale) già avviati in conformità al Dlgs 152/2006, mentre i procedimenti di approvazione degli interventi avviati prima del 29 aprile 2006, la cui istruttoria non si
  2. 2. è ancora conclusa, vanno definiti “secondo le procedure e i criteri di cui alla parte IV del Dlgs 3 aprile 2006, n 152”. Fonte:reteambiente.it Concessione servizio rifiuti, su canone decide Giudice ordinario Sono devolute al Giudice ordinario e non al Giudice amministrativo le controversie sulla variazione del canone per la concessione del servizio di smaltimento rifiuti. Le Sezioni unite civili della Cassazione (sentenza 29 maggio 2014 n. 12063) fanno il punto sulla giurisdizione in materia di concessioni di pubblici servizi, ribadendo, anche alla luce delle norme del Codice del processo amministrativo (Dlgs 104/2010), che le controversie su indennità, canoni o altri corrispettivi che non competono al Giudice amministrativo ma a quello ordinario, sono solo quelle a contenuto meramente patrimoniale, e cioè quelle nelle quali non venga in rilievo il potere della P.a. a tutela di interessi generali. Se, invece si realizza quest’ultima ipotesi perché la controversia coinvolge la verifica dell'azione autoritativa della P.a. sul rapporto sottostante, o la verifica dell'esercizio di poteri discrezionali di cui l’Amministrazione pubblica gode nel determinare indennità, canoni o altri corrispettivi, la giurisdizione spetta al Giudice amministrativo Fonte: reteambiente.it Lavanderia, è reato lo scarico delle acque senza autorizzazione Cass. Sez. III n. 24330 del 10 giugno 2014 (Ud. 13 mag. 2014) Se lo scarico di acque da lavanderia è qualificato come "industriale" la mancanza di autorizzazione integra la contravvenzione ex articolo 137, Dlgs 152/2006. La Cassazione nella sentenza 10 giugno 2014, n. 24330 conferma la sentenza di merito condannando il ricorrente che scaricava i reflui da attività di lavanderia senza avere l'autorizzazione prevista. Il rilievo che lo scarico fosse "assimilato" ai domestici è stato rigettato poiché l'assimilazione ai sensi dell'articolo 107 si ha solo se lo scarico ha le caratteristiche qualitative equivalenti a quelle domestiche e indicate dalle norme regionali. I Giudici hanno escluso anche la assimilazione dello scarico della lavanderia ai reflui "domestici" ai sensi del Dpr 227/2011. Infatti lo scarico in questione non aveva le caratteristiche qualitative e quantitative previste dal decreto né l'attività di lavanderia rientrava tra i parametri della Tabella 2, allegata al citato Dpr 227/2011
  3. 3. che assimila agli scarichi domestici i reflui provenienti da 35 attività industriali precisamente individuate purché con certe caratteristiche. Fonte: lexambiente.it Appalti, norme UE applicabili anche a associazioni senza scopo di lucro Piena applicazione della direttiva appalti 2004/18/Ue anche alle associazioni private senza scopo di lucro aggiudicatarie di un bando e pieno rispetto delle condizioni Ue per l'affidamento "in house". Lo ricorda la Corte di Giustizia Ue nella sentenza 19 giugno 2014, causa C-574/12 rispondendo alla questione pregiudiziale di un giudice portoghese. Il fatto che l'ente aggiudicatario sia una associazione senza scopo di lucro, perché ciò non esclude che l'entità aggiudicatrice di cui trattasi possa esercitare un'attività economica, quindi la direttiva appalti 2004/18/Ue è pienamente applicabile. La Corte precisa anche che per l'affidamento "in house", eccezione rispetto alla regola dell'affidamento con gara, occorre che sia rispettato il requisito del "controllo analogo": il controllo esercitato dall'aggiudicante sull'affidatario deve essere di "contenuto analogo" a quello esercitato dall'aggiudicante sui propri uffici. La direttiva 2004/18/Ue è stata abrogata e sostituita dalla direttiva 2014/24/Ue che ha codificato le regole sull'affidamento "in house". Fonte:http://www.reteambiente.it Ecolabel, proroga al 2016 dei criteri ecologici per pompe di calore I criteri ecologici per il marchio Ecolabel di pompe di calore elettriche e a gas ex decisione 2007/742/Ce, si applicano fino al 31 dicembre 2016. Lo ha stabilito la Commissione Ue con decisione 13 giugno 2014, n. 2014/363/Ue. I criteri del 2007 scadevano al 31 ottobre 2014. La Commissione, fatta una valutazione sui criteri ecologici del 2007 e considerato lo stato del procedimento di aggiornamento degli stessi, ha deciso per la proroga al 31 dicembre 2016. I criteri ecologici della decisione 2007/742/Ce riguardano le pompe di calore elettriche, a gas o ad assorbimento funzionanti a gas. La Commissione ha deciso inoltre di escludere le pompe di calore destinate a fornire calore ad un impianto di riscaldamento centralizzato ad acqua perché i criteri ecologici per l’Ecolabel per tali impianti sono ora normati dalla decisione 2014/314/Ue. Fonte:http://www.reteambiente.it
  4. 4. Buone pratiche per ridurre i rifiuti Per ridurre la produzione dei rifiuti, la condivisione delle buone pratiche della filiera del riciclo e riuso è una buona strada: si mettono in comune le esperienze positive, si scartano quelle che non hanno funzionato. Azioni virtuose, riciclo e riuso sono stati gli argomenti al centro della tre giorni di tavole rotonde, premiazioni e confronto sul tema dei rifiuti Towards a European Circular Economy, che si è chiusa venerdì a Roma. Nonostante il nostro Paese non sia ai primi posti in Europa per la raccolta differenziata e il riciclo, molti progetti positivi parlano italiano. È il caso di “No Waste”, progetto nato da un'intesa tra i comuni di Trento e Reggio Emilia che mira alla creazione di un Piano per la riduzione dei rifiuti con il coinvolgimento anche dei supermercati per i prodotti alimentari non utilizzati. “Gli obiettivi sono quelli di contribuire alla riduzione dei rifiuti quando si fa la spesa e l'istituzione di un centro di raccolta di cose che non si usano più”, ha spiegato Laura Montanari del progetto No Waste. “Abbiamo istutuito delle campagne come “Spesa netta” ed “Equo acquisti” per iniziare a ridurre i rifiuti quando si fa la spesa”. Il progetto volge al termine, “ma tante sono state le catene di grossa distribuzione che hanno aderito per cercare di ridurre i rifiuti alla fonte”. Per il centro del riuso, si è a buon punto: “Stiamo scrivendo le linee guida”, assicura Montanari. C'è poi il progetto “Prisca” di Vicenza, che cerca di intercettare i prodotti e aumentarne il ciclo di vita attraverso il riutilizzo e la successiva vendita. “Il riuso è il pilastro su cui puntare per il rilancio economico e occupazionale dell'Europa – ha detto Gianfranco Bongiovanni di Occhio al riciclone – e lo vediamo dalla filiera che in Italia occupa 80mila persone”. In Toscana, con “Chianti Wasteless”: si organizzano mercatini svuota-soffitta per cercare di incrementare gli acquisti verdi. La Regione Marche ha promosso “Prewaste”, un progetto di prevenzione della produzione di rifiuti che si basa anche sullo scambio di buone pratiche. Lorenzo Federiconi della Regione Marche, spiega che “si tratta di un progetto interregionale per individuare le best practies dei vari paesi. Bisogna promuovere una migliore gestione delle risorse”. C'è anche un progetto pensato per i centri storici delle città turistiche del Mediterraneo, come Ragua e Cordova, luoghi che nei periodi estivi contano anche 80mila visite in un giorno. “Smot” prevede soluzioni ad hoc per questi centri storici, con buone prassi da testate in loco, ha spiegato Amr Abdelrazek dell'Università di Alessandria d'Egitto. “A trarne beneficio sarà l'ambiente più pulito che avrà ripercussioni positive economiche e sociali”, ha concluso. “Il miglior rifiuto è quello che non produciamo”, dice Françoise Bonnet, segretario generale di ACR+, l'associazione di città e regioni europee per il riciclaggio e la
  5. 5. gestione sostenibile delle risorse, premiando a Roma le migliori azioni italiane della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2013. In Europa il peso dei rifiuti domestici è raddoppiato dal 1970 al 2000 arrivando in media a 500 chili urbani a persona. “Il problema è legato a un modello non sostenibile di produzione e consumo. Ogni italiano produce 529 chilogrammi di rifiuti urbani all'anno, di questi solo 127 vengono riciclati. Le '3R' - Reduce, Reuse, Recycle - sono essenziali”, spiega Bonnet. Il nostro, però, non sembra un paese senza speranze: “Nel 2009 sono state compiute nel corso della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2.500 azioni in 14 Paesi. Nel 2013 invece sono state più di 12mila, di cui 5mila in Italia ”. Tra queste 5mila, sei sono state le azioni premiate con un'opera d'arte originale realizzata, grazie alla galleria d'arte Evvivanoé, da artisti italiani utilizzando esclusivamente materiali recuperati e, o riciclati. Per la categoria “Pubbliche Amministrazioni”, il premio (opera di Annalura Cuscito) è andato al progetto “RAEE in carcere”, realizzato in Emilia Romagna, che promuove l’inclusione sociale e lavorativa di persone in esecuzione penale, inserendole in un processo industriale professionalizzante nell’attività di recupero dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche e Elettroniche. Per le “Imprese”, si è aggiudicata il premio (opera di Gianni Depaoli) la società Arken Spa per il progetto “Compostaggio”, mentre per la sezione “Associazioni” il riconoscimento è andato ai ragazzi de “La stazione” di Pisa. Per la categoria “Cittadini” il premio è stato consegnato a Danilo Cesarini per il suo progetto “Sguardo Attivo”: un gruppo di cittadini e di una rete di associazioni collaborando insieme hanno realizzato un percorso audiovisivo per promuovere azioni ed esempi virtuosi. “In questo periodo di grandi sforzi che sta compiendo la città di Roma sul tema dei rifiuti – ha detto l'assessore all'Ambiente della città Estella Marino – è davvero un onore consegnare questo premio ai cittadini che si impegnano per il bene comune e aiutano le amministrazioni con l'esempio positivo”. Per la categoria “Altro”, a vincere è stato il progetto “I segreti della Carta” di REMIDA, centro di riciclaggio creativo. Gli ultimi a ricevere il premio (un'opera di Marco Cucci) sono stati ragazzi del liceo Arturo Labriola di Napoli che hanno ricevuto i complimenti dall'ambasciatore UNESCO Lucio Alberto Savoia per il loro progetto "Una proposta che non potrai rifiutare!". Fonte: lastampa.it
  6. 6. gestione sostenibile delle risorse, premiando a Roma le migliori azioni italiane della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2013. In Europa il peso dei rifiuti domestici è raddoppiato dal 1970 al 2000 arrivando in media a 500 chili urbani a persona. “Il problema è legato a un modello non sostenibile di produzione e consumo. Ogni italiano produce 529 chilogrammi di rifiuti urbani all'anno, di questi solo 127 vengono riciclati. Le '3R' - Reduce, Reuse, Recycle - sono essenziali”, spiega Bonnet. Il nostro, però, non sembra un paese senza speranze: “Nel 2009 sono state compiute nel corso della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2.500 azioni in 14 Paesi. Nel 2013 invece sono state più di 12mila, di cui 5mila in Italia ”. Tra queste 5mila, sei sono state le azioni premiate con un'opera d'arte originale realizzata, grazie alla galleria d'arte Evvivanoé, da artisti italiani utilizzando esclusivamente materiali recuperati e, o riciclati. Per la categoria “Pubbliche Amministrazioni”, il premio (opera di Annalura Cuscito) è andato al progetto “RAEE in carcere”, realizzato in Emilia Romagna, che promuove l’inclusione sociale e lavorativa di persone in esecuzione penale, inserendole in un processo industriale professionalizzante nell’attività di recupero dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche e Elettroniche. Per le “Imprese”, si è aggiudicata il premio (opera di Gianni Depaoli) la società Arken Spa per il progetto “Compostaggio”, mentre per la sezione “Associazioni” il riconoscimento è andato ai ragazzi de “La stazione” di Pisa. Per la categoria “Cittadini” il premio è stato consegnato a Danilo Cesarini per il suo progetto “Sguardo Attivo”: un gruppo di cittadini e di una rete di associazioni collaborando insieme hanno realizzato un percorso audiovisivo per promuovere azioni ed esempi virtuosi. “In questo periodo di grandi sforzi che sta compiendo la città di Roma sul tema dei rifiuti – ha detto l'assessore all'Ambiente della città Estella Marino – è davvero un onore consegnare questo premio ai cittadini che si impegnano per il bene comune e aiutano le amministrazioni con l'esempio positivo”. Per la categoria “Altro”, a vincere è stato il progetto “I segreti della Carta” di REMIDA, centro di riciclaggio creativo. Gli ultimi a ricevere il premio (un'opera di Marco Cucci) sono stati ragazzi del liceo Arturo Labriola di Napoli che hanno ricevuto i complimenti dall'ambasciatore UNESCO Lucio Alberto Savoia per il loro progetto "Una proposta che non potrai rifiutare!". Fonte: lastampa.it

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