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La crisi dell'Euro: le politiche dei singoli stati membri

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La crisi dell'Euro: le politiche dei singoli stati membri

  1. 1. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 I singoli Stati membri Cosa hanno fatto : Piani d’austerità fiscale <ul><li>Cosa servirebbe : </li></ul><ul><li>Misure per risolvere gli squilibri macroeconomici non-fiscali (correggere la competitività fra paesi) </li></ul><ul><li>Piani per la crescita e maggiore espansioni fiscali dove possibile </li></ul>
  2. 2. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 Cosa fanno i singoli Stati? I singoli stati nazionali si sono preoccupati soprattutto di varare misure di austerità fiscale che mescolano aumenti di tasse, tagli di spesa pubblica e privatizzazioni 2012-14 2011 2010-14 2011-13 2011-14 2012-16 2011-13 Fonte: Le Monde 27-08-2011; Financial Times 17-10-2011, 08-11-2011; MEF Manovre fiscali in miliardi di euro e periodo di attuazione L’Italia mira a reperire 60 mld € tra il 2012-14, la Germania 80 mld € tra 2010-14, la Grecia 28 mld € solo nel 2011 etc. Tanti sacrifici richiesti ai cittadini!
  3. 3. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 Ma l’austerità è la scelta giusta? <ul><li>In alcuni casi si tratta di un scelta obbligata : </li></ul><ul><li>Durante una crisi uno Stato ha bisogno di ridurre il fabbisogno di soldi per convincere i mercati di poter ripagare il proprio debito ed evitare che i tassi di interesse diventino insostenibili </li></ul><ul><li>Ma un piano d’austerià può essere controproducente : </li></ul><ul><li>Tagli alla spesa pubblica mal congegnati e tasse eccessive possono ridurre la crescita economica . E per uscire da una crisi bisogna ritornare a crescere! </li></ul><ul><li>Se il piano d’austerità deprime troppo l’economia, il risultato finale è che il bilancio dello Stato peggiora anzichè migliorare (entrano meno tasse e si spende di più per gli ammortizzatori sociali automatici) </li></ul>
  4. 4. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 Austerità per tutti? Paesi nell’occhio del ciclone come Grecia, Italia e Spagna senz’altro hanno bisogno di un piano di austerità Tuttavia paesi come la Germania potrebbero avere margini per aumentare la spesa pubblica anzichè diminuirla Per comprare i titoli di stato tedeschi i mercati chiedono appena il 2% di interesse Considerando che l’ inflazione programmata è intorno al 2% , il tasso di interesse reale che la Germania paga per emmettere debito è prossimo a zero !! Data la corrente situazione (che è eccezionale) crescendo all’1% la Germania potrebbe aumentare la spesa pubblica dell’1% senza peggiorare il rapporto debito/PIL . Il contrario di austerità!
  5. 5. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 Non solo debito pubblico Bilancio finanziario settoriale, media 1999-2007 Un bilancio estero positivo vuol dire che il Paese ha un bilancio commerciale negativo I GIIPS hanno avuto un costante bilancio pubblico negativo (debito pubblico ) Tuttavia, ad eccezione dell’Italia, i paesi GIIPS hanno avuto anche un costante bilancio privato negativo (debito privato ) I GIIPS hanno anche costante bilancio finanziario estero positivo (un modo complesso degli economisti per dire: maggiore debito con l’estero !!) quindi una bilancia commerciale negativa (importazioni maggiori delle esportazioni) Germania Irlanda Grecia Spagna Italia Portogallo
  6. 6. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 Non solo indebitamento pubblico Il bilancio pubblico negativo non è l’unico squilibrio macroeconomico che caratterizza i GIIPS rispetto ad altri paesi dell’Euro come la Germania: non è sufficiente incentrare le risposte dei singoli stati solo sull’austerità! Bisogna tenere conto anche del debito privato , (che ad esempio in Italia è basso) e della bilancia con l’estero Il Financial Times riporta: “ sotto la crisi del debito pubblico e la crisi finanziaria dell’ Euro giace una crisi della bilancia dei pagamenti [ossia bilancia con l’estero] causata da un disequilibrio dei tassi di cambio reale [che determinano la competitività tra i paesi, nda ]” Il tasso di cambio reale è come un tasso di cambio nominale, ad esempio il cambio euro-dollaro, che però tiene conto dei prezzi nei rispettivi Paesi (ossia quello che realmente si può comprare con un euro e con un dollaro). Il tasso di cambio reale è quindi una misura della competitività dei prodotti di un Paese sui mercati internazionali.
  7. 7. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 Andamento dei prezzi Competitività dei paesi Una volta fissati i tassi di cambio fra le monete nazionali e l’Euro , il tasso di cambio reale fra paesi, e quindi la loro competitività , dipende dall’ andamento dei prezzi La Germania ha costantemente avuto un andamento dei prezzi inferiore al target limite della BCE (2%), mentre i GIIPS hanno mantenuto un andamento superiore Quindi in Germania c’è stata una forte svalutazione del tasso di cambio reale verso i paesi dell’area Euro, mentre nei paesi GIIPS c’è stato un forte apprezzamento Questo disequilibrio macroeconomico ha favorito l’economia tedesca e le sue esportazioni, ma ha avuto un impatto negativo sulla competitività dei GIIPS BCE-Target Germania Italia Portogallo Irlanda Grecia Spagna
  8. 8. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 Non solo finanza pubblica... A causa della crisi del debito e del suo impatto sui mercati finanziari l’ urgenza è stata focalizzata sul debito pubblico Tuttavia questo approccio non si sta rivelando vincente : la crisi non accenna a diminuire e negli ultimi giorni ha iniziato a coinvolgere anche Francia, Austria, Belgio ed Olanda ! Per risolvere gli squilibri macroeconomici alla base della crisi non e’ sufficiente occuparsi solo dei bilanci pubblici! La causa ultima della crisi rimane un problema strutturale di architettura europea e di crescita economica nel medio-lungo periodo
  9. 9. www.quattrogatti.info La crisi dell’Euro. Parte seconda: le politiche di salvataggio – Novembre 2011 <ul><li>È necessario che i leader europei dimostrino più lungimiranza ed inizino ad affrontare anche le questioni di medio-lungo periodo: </li></ul><ul><li>Crescita dei singoli stati </li></ul><ul><li>Squilibri macroeconomici tra paesi Euro (differenza tra tassi di cambio reali, bilancia commericiale, debito privato) </li></ul><ul><li>Nuova architettura europea (BCE come prestatore di ultima istanza, Eurobonds, regolamentazione bancaria, coordinamento politiche fiscali) </li></ul><ul><li>L’Euro è forse più di una moneta unica: la sua dissoluzione potrebbe portare ad una inversione del processo di integrazione europeo, che e’ alla base del periodo di pace più lungo della storia europea… </li></ul>...ma crescita ed integrazione!
  10. 10. La crisi dell’Euro. Parte prima: la crisi del debito – Novembre 2011 GRAZIE PER L’ATTENZIONE! Ringraziamo Francesco Caselli (London School of Economics) e Francesco Daveri (Università di Parma) per i commenti ricevuti. Presentazione a cura di Giuseppe Berlingieri e Fadi Hassan Se hai apprezzato la presentazione, inoltra il link ai tuoi amici e sostieni il nostro progetto ! Per commenti, domande, informazioni scrivici a [email_address] www.quattrogatti.info

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