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Ma quanto ci costerà il cambiamento climatico? Oltre ai danni ambientali e umani, ci saranno anche grandi costi           ...
Riassumendo...     I cambiamenti climatici in corso comporteranno con molta      probabilità maggiori siccità, ondate di c...
Ma perché si pensa alla catastrofe?   E’ perché bisonga tener conto dei pericolosi effetti domino.                        ...
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Non superare i +2ºCProprio per evitare effetti domino come questi, lacomunità scientifica ha spesso indicato che entro  il...
Cosa serve per non passare la soglia +2ºC?                           Scenario di alte emissioni ; oltre 800 ppm           ...
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E chi deve ridurre di più le emissioni? Tuttavia i paesi meno sviluppati non possono tirarsi indietro                     ...
Conclusione: Cosa succederà ? Mentre scriviamo, tutti i segnali sembrano indicare che non ci        sarà un accordo vincol...
Conclusione: Serve un cambiamento profondo    Serve un grande cambiamento al livello globale, e per questo è     essenzial...
Noi?                   Noi intanto facciamo la nostra parte!         Alcuni consigli per informarsi, diffondere, prendere ...
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Cambiamento climatico: un sfida per l’umanità?

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L’innalzamento delle temperature globali verificatosi negli ultimi 200 anni è un fenomeno anomalo e preoccupante, riconducibile con elevate probabilità all’attività dell’uomo sulla terra, alle nostre abitudini e all’organizzazione delle nostre società.

Questa presentazione fornisce una panoramica sul fenomeno scientifico del surriscaldamento della terra, sulle conseguenze drammatiche di un aumento delle temperature e sui principali fattori determinanti di tale fenomeno, con l’obiettivo di chiarire concetti a volte complessi. Viene inoltre approfondito il ruolo dei governi e il recente dibattito politico in vista della Conferenza Mondiale sul Clima di Copenaghen.

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Cambiamento climatico: un sfida per l’umanità?

  1. 1. Cambiamenti Climatici Una sfida per lumanità?Manuela Bucciarelli, Paolo Lucchino, Salvatore Morelli e Marco Valente Novembre 2009 www.quattrogatti.info
  2. 2. Il leggendario Passaggio a Nord Est A causa dello scioglimento dei ghiacci ...“Qualcosa di straordinario è successo al Polo Nord del nostro pianeta nel corso delle ultime tre estati. Per poche settimane ogni anno è possibile condurre un’imbarcazione dall’Atlantico al Pacifico passando per l’artico. Mai è stato possibile fare questo viaggio nella storia dell’umanità.” Fonte: State of the World 2009, World Watch InstituteThe Independent, 14 Settembre 2009: “Un trionfo per luomo, un disastro per lumanità”
  3. 3. Climate Change : Il cambiamento climaticoIl clima sta cambiando velocemente e sta suscitanndopreoccupazione, interesse politico ed inziative a livello globale Fra tutti i cambiamenti in atto il più importante è l’aumento della temperatura globale. “Il riscaldamento del clima è inequivocabile” Fonte: IPCC Fourth Assessment Report (AR4), Climate Change 2007: The Physical Science Basis
  4. 4. Temperatura media globale Fonte: NASA Goddard Institute for Space Studies (GISS) Dati di J.E. Hansen, R. Ruedy, M. Sato e K. LoAd esempio i 10 anni più caldi dal 1880 sono tutti dopo il 1995!
  5. 5. Ma perché la Terra si sta riscaldando? Il clima può evolvere a causa di fattori naturali (come, per esempio le variazioni delle radiazioni solari, larotazione dell‘orbita terrestre e le eruzioni vulcaniche). Ma, come vedremo meglio più avanti, la variazione delle temperature terrestri può essere causata anche da attività umane. In particolare le attività industriali, cambiando lacomposizione dei gas contenuti nell’atmosfera, causano un aumento dell’effetto serra. Andiamo a vedere di che si tratta....
  6. 6. L’effetto serra naturale… Il Sole dà energia alla terra con i suoi raggi e ne determina il clima Circa il 30% di questi raggi viene riflesso nello spazioprincipalmente grazie alle nuvole ed alle particelle presenti nell’atmosfera (aerosol).Ed anche grazie alle superfici con colori molto chiari come i grandi deserti e le superfici ghiacciate.Il resto delle radiazioni solari raggiungono la terra ed i mari producendo calore.
  7. 7. L’effetto serra naturale…Una parte di questo calore della terra viene però intrappolato dai cosiddetti “gas serra” , come il vapore acqueo, l’anidride carbonica (CO2) ed il metano (CH4) Si crea il cosiddetto Effetto Serra naturale senza il quale la temperatura sulla Terra sarebbe sotto zero.
  8. 8. …e leffetto serra causato dall’uomo Lo sviluppo industriale, però, ha portato l’uomo a bruciarecombustibili fossili (carbone, petrolio etc) per creare energia ed ad abbattere le foreste.Questo ha aumentato la concentrazione di “gas serra” come CO2 e metano nell’aria, causando con molta probabilità un aumento di temperatura.
  9. 9. Il livello di CO2 globale negli ultimi diecimila anni CO2 (parti per milione) Anni prima del 2005 Analizzando gli ultimi diecimila anni si nota che l’aumento di CO2 nell’atmosfera è avvenuto in gran parte negli ultimi duecento anni, dal 1800 in poi, cioè con linizio della rivoluzione industriale. Questo aumento di CO2, è principalmente opera dell’uomo.
  10. 10. La Terra fatica ad assorbire le emissioni di CO2Ciò è avvenuto nonostante la capacità delle foreste, degli oceanie della superficie terreste di assorbire una grande quantità di CO2 emessa dall’uomo nell’atmosfera Il ciclo dell’anidride carbonica (CO2) Combustibili fossili e Deforestazione e uso del Incremento netto di CO2 in atmosfera produzione del cemento terreno Assorbimento da parte assorbimento della terra e delle foreste assorbimento emissioni emissioni Assorbimento da parte degli oceani Cambiamento annuale in milioni di tonnellate di carbonio (GtC) Fonte: World Watch Institute. Dati: IPCC
  11. 11. CO2 (parti per milione) Cambiamento temperatura (°C) Migliaia di anni prima del 2005L’aumento di CO2 degli ultimi 200 anni è anomalo anche seconfrontiamo la storia degli ultimi quattrocentomila anni.Come si nota dal grafico, infatti, esiste un ciclo naturale della CO2 cheinfluenza anche la temperatura sulla terra (principalmente tramitel’effetto serra).Noi siamo arrivati ormai ad un livello di CO2 nell’aria pari a circa 390parti per milione (ppm), andando ben oltre il picco naturale che nonha mai superato i 300 ppm.
  12. 12. E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Anomalia della temperatura °C Fonte: IPCC 2007 annoUna squadra di scienzati dell’Intergovernmental Panel on ClimateChange (IPCC), un comitato inter-governativo composto da più di2.500 scienziati da tutto il mondo, utilizzando ben oltre 50 modelli climatici basati unicamente su fattori naturali (in Blu) non sonoriusciti a replicare l’andamento della temperatura media globale effettivamente osservata (in nero). Questo tenendo conto anche dei fattori naturali quali eruzioni vulcaniche, il cambio dellorbita terrestre e delle variazione solari.
  13. 13. E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Anomalia della temperatura °C Fonte: IPCC 2007 anno Inserendo invece le variabili influenzate dalluomo, come le emissioni di CO2, i modelli replicano molto bene la temperaturaosservata (linea rossa). Gli scienziati dellIPCC ne hanno dedotto, da un lato, che è estremamente improbabile (meno del 5%) ottenere andamento della temperatura della terra simile a quelloosservato, senza linfluenza di un fattore esterno. Dallaltro, hanno dedotto che al 90% il riscaldamento globale degli ultimi decenni sia da attribuire all’uomo
  14. 14. E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Inoltre, nel Gennaio 2009, un sondaggio dell’Earth andEnvironmental Sciences (Università dellIllinois), ha chiesto a oltre 3000 scienziati che studiano il clima ed il pianeta terra questa domanda: Pensi che lattività umana sia un fattore che contribuisca significativamente al cambiamento delle temperature globali medie? L82% ha risposto SIFonte: Peter T. Doran and Maggie K. Zimmerman (2009)
  15. 15. Quindi la terra si riscalderà? Sembra proprio di SI.L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) prevede unaumento della temperatura media della Terra da 1,2 a 6,4 °C nelcorso di questo secolo a seconda di quanto ci impegneremo a fermare questo processo.
  16. 16. Riassumiamo.... • Il pianeta diventa più caldo a causa dell’aumento della concentrazione dei gas serra come la CO2 • La maggior parte della comunità scientifica riconosce che la causa principale di questo riscaldamento sia l’attività di noi umani sulla terra.Inoltre secondo molti scienziati la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è troppo alta e bisogna ridurla o stabilizzarla per non avere conseguenze disatrose ed irreversibili.
  17. 17. Ma quindi cosa succederà?Dagli studi recenti del rapporto scientifico IPCC 2007 è emerso che le conseguenze principali potrebbero essere:• Aumento degli eventi climatici estremi : siccità, ondate di calore, uragani ed inondazioni.• Scioglimento dei ghiacciai• Innalzamento del livello dei mari• Acidificazione degli oceani• Estinzione di numerose specie animali e vegetaliIn molti casi i segni di questi cambiamenti si possono vedere già adesso!
  18. 18. Sono aumentati gli eventi estremi come ondate di caldo, siccità, uragani e alluvioni?Dal 1950 il numero di ondate di caldo èaumentato così come il numero di notti ad elevatetemperature.In generale il numero di giorni con intenseprecipitazioni è aumentato, ma non ovunque: ladurata e l’intensità di uragani e tempestetropicali sono cresciute dal 1970. Fonte: IPCC 2007Nel 2003, l’ondata di calore che ha colpitol’Europa ha infranto tutti record: oltre 52.000vittime in nove paesi. L’Italia da sola ha perso18.000 persone, 14.800 i morti in Francia.Ed oltre a diventare più frequenti, questi eventisono diventati anche più intensi.
  19. 19. I Ghiacci si sciolgono? SI e purtroppo molto più velocemente di quanto si pensasse all’inizio. PRIMAI ghiacciai delle Alpi sono dimimuiti dipiù del 50% dal 1850 ed entro la fine del secolo potrebbero scomparire quasi del tutto! ADESSOSecondo Institut de Recherche pourle Développement (IRD), l’80% dei ghiacciai del Sud America scompariranno nei prossimi 15 anni.
  20. 20. Dalle guerre del petrolio alle guerre per l’acqua?Il ghiaccio rappresenta il 75% di tutte le risorse di acqua dolce del pianeta.Per esempio, le Alpi sono chiamate “le torri d’acqua d’Europa” perchéalimentano le acque dei maggiori fiumi europei (incluso il Po) proprionei periodi più caldi, con le piogge al minimo e la domanda di acqua al massimo. In Asia, 1,3 miliardi di persone dipendono per l’acqua dai fiumi dell’Himalaya e degli altipiani del Tibet. Il ghiacciaio indiano Gangotri, che fornisce il 70% dell’acqua del fiume Gange si sta riducendo a velocità elevata. Il Gange potrebbe diventare un fiume stagionale, alimentato soltanto durante la stagione delle piogge.
  21. 21. Dalle guerre del petrolio alle guerre per l’acqua?Questa riduzione della quantità di acqua disponibile avrà enormi conseguenze per le persone e per leconomia e potrebbe essere la causa di nuovi conflitti tra popoli. Meno acqua potabileMinore acqua per l’industria Riduzione di flora e fauna legati al corso del fiume e limitata possibilità di navigazione dei fiumi. Meno acqua per l’irrigazioneMeno energia idroelettrica
  22. 22. Il tutto aggravato da un aumento della siccità Questa mappa indica chiaramente un aumento dell’incidenza di siccità media nel mondo (aree rosse) già in atto. In particolare l’Italia e l’area mediterranea, come indica il grafico, hanno una buona parte del territorio seriamente a rischio di siccità. Questo è vero in particolare per il Sud e le isole dove si potranno verificare siccità molto severe.Fonte: Dai et al. (2004) e IPCC 2007
  23. 23. Il livello dei mari è in aumento? SI, e l’evidenza è molto forte. Il livello dei mari aumenta per due motivi. I ghiacci si stannosciogliendo e l’acqua aumenta di volume a causa dell’aumento di temperatura. Di quanto aumenterà? La stima di IPCC 2007 dice fino ad 1 metro. Per la Banca Mondiale, anche un aumento di ‘solo’ 1 metro crerebbe 56 milioni di sfollati nei soli paesi poveri. Alcune zone verrebbero completamente inondate, come la foce del Nilo
  24. 24. Il livello dei mari è in aumento? Ma secondo lo scienziato della NASA James Hansen anchequeste previsioni non sono accurate e il livello del mare potrebbe salire anche di 7 metri nel corso del secolo! L’International Institute for Environment and Development (IIED) ha stimato che quasi 634 milioni di persone sarebbero costrette ad emigrare se il livello del mare salisse di 10 metri.Insieme, l’Artico e l’Antartico rappresentano il 99% dei ghiacci del mondo. Se tutti i ghiacci si scogliessero, il livello dei mari si alzerebbe di circa 65m! Fonte: (IPCC 2007)
  25. 25. Il livello dei mari è in aumento? Alcune tra le città più grandi del mondo come Shanghai, Calcutta, Londra e New York potrebbero essere inondate parzialmente o del tutto, e ci sarebbe anche il rischio di perdere vaste zone agricole produttive e fertili. In Italia, le zone costiere più a rischio sono la zona Padano Veneziana, la Versilia, Fondi ela pianura Pontina con danni al turismo, la perdita di spiagge, campi coltivati e danni alle infrastrutture e servizi. (Fonte: Italian Report on Demonstrable Progress under Article 3.2 of The Kyoto Protocol)
  26. 26. Inoltre, i mari diventeranno anche più acidi Gli oceani, come visto prima,assorbono una buona parte dellaCO2 emessa nell’atmosfera. Piùassorbono anidride carbonica più diventano acidi. Questo rischia di distruggere ecosistemi unici al mondo (per esempio le barriere coralline) e causare forti riduzioni nella quantità di pesce da pescare. Più in generale, l’IPCC ha riportato che un innalzamento della temperatura di anche ‘solo’ 1°C metterà a rischio di estinzione il 30% di tutte le specie viventi.
  27. 27. ..e saranno i Paesi più poveri ad essere più colpitiRispetto ad una persona nata in un paese “ricco”, chi vive in un paese“povero” è 79 volte più a rischio di essere affetto da uno dei disastri ambientali che abbiamo discusso.Secondo lagenzia ONU (UNDP), a causa del cambiamento climatico il prezzo del granopotrebbe aumentare del 70-194%. La Banca mondiale ha invece stimato che fino a 400 milioni dipersone in più potrebbero soffrire la fame; ulteriori 2 miliardi dipersone potrebbero invece non avere più acqua a sufficienza (WDR 2010). Inoltre, il cambiamento climatico potrebbe limitare il potenziale di sviluppo umano ed economico: ad esempio in Niger un bambino nato durante una siccità ha il 72% di probabilità in più di divenire rachitico (UNDP and Climate Change, 2009)
  28. 28. Ma quanto ci costerà il cambiamento climatico? Oltre ai danni ambientali e umani, ci saranno anche grandi costi economici.Secondo la ben nota Stern Review – condotta dall’ex economista capo della Banca Mondiale – i costi a lungo termine per i cambiamenti climatici potrebbero eccedere del 20% il prodotto interno lordo (PIL) del mondo.Invece, i costi nel medio termine relativi al taglio delle emissioni di gas serra necessario a stabilizzare il clima sono, secondo Stern, pari all’1% del PIL mondiale. Anche se queste stime sono state criticate ed in alcuni casi migliorate da altri studiosi, la sostanza non è cambiata.Il costo del “non fare nulla” è estremamente più alto di quello di “fare qualcosa” per invertire la rotta.
  29. 29. Riassumendo... I cambiamenti climatici in corso comporteranno con molta probabilità maggiori siccità, ondate di calore ed uragani, innalzamento del livello dei mari, acidificazione degli oceani, scioglimento dei ghiacciai ed estinzione di numerose specie animali e vegetali. Gli effetti del riscaldamento globale sono molto seri, con conseguenze per l’economia ed il sostentamento delle persone, le nostre abitudini quotidiane e la sicurezza dellenostre società. E saranno i paesi meno sviluppati a pagarne il prezzo più elevato. Inoltre, la velocità del cambiamento continua a sorprendere gli esperti e molte delle previsioni fatte solo due anni fa sono giàstate superate. E’ proprio questo che preoccupa alcuni scienziati e li spinge a volte a parlare di disastri e catastrofi.
  30. 30. Ma perché si pensa alla catastrofe? E’ perché bisonga tener conto dei pericolosi effetti domino. Per esempio: come abbiamo visto, i ghiacchi aiutano a respingere le radiazioni solari. Ma se i ghiacchi si sciolgono verrano respinte meno radiazioni e più calore verrà inglobato dalla terra tramite i gas serra. Quindi, si può innescare una pericolosa spirale negativa. Un altro esempio che preoccupa gliscienziati è il potenziale scioglimento del permafrost, quello strato diterreno permanentemente ghiacciato da migliaia di anni che ricopre ad esempio buona parte di Russia e Canada…
  31. 31. Effetto domino: scioglimento del permafrost Infatti, sotto il permafrost si stima siano custoditi ben 1000 miliardi di tonnellate di CO2…più di tutta quella presente ogginell’atmosfera (700 miliardi)! Per capirci, l’uomo ne produce “solo” 6,5 miliardi ogni anno!Immaginate il potenziale effetto domino sulla temperatura globale! La situazione diventerebbe fuori controllo
  32. 32. Non superare i +2ºCProprio per evitare effetti domino come questi, lacomunità scientifica ha spesso indicato che entro il 2100 l’aumento di temperatura non devesuperare i 2ºC rispetto allepoca pre industriale. Ma cosa bisognerebbe fare per non superare i 2ºC?
  33. 33. Cosa serve per non passare la soglia +2ºC? Scenario di alte emissioni ; oltre 800 ppm Dai dati IPCC (2007), per stare quasiCO2 sicuramente al di sotto(ppm) Stabilizzare a 450 ppm entro il 2100 di +2ºC rispetto agli Emissioni al 2007 : 387 ppm anni pre-industriali, bisogna stabilizzare la CO2 tra 350 e 390 parti per milione Migliaia di anni prima del 2007 (ppm) entro il 2100. Oggi siamo a circa 390 ppm! E se continuiamo senza nessun intervento arriveremo ad oltre 800 ppm entro il 2100.
  34. 34. Lobiettivo dei Governi: verso 450ppm ? Quest’anno, durante il G8 all’Aquila, i capi delle 17 maggiorieconomie mondiali hanno preso l’impegno di tagliare le emissioni globali del 50% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990 e questo impegno è compatibile con un livello di 450-490 ppm circa. I governi hanno anche aggiunto che questa misura servirebbe ad evitare che l’aumento di temperatura superi i 2ºC entro il 2100.Tuttavia, analizzando i dati dell’IPPC, un taglio del 50% entro il 2050 causerebbe più plausibilmente un aumento di temperatura dai 2,5ºC ai 3ºC. (Fonte:IPCC 2007 e Carlo Carraro ed Emanuele Massetti, 2009)Anche la Banca Mondiale conferma che, con un livello di 450ppm la probabilita di un surriscaldamento globale al di sotto di 2ºC e inferiore al 50%. (Fonte: WDR 2010)
  35. 35. Lobiettivo dei Governi: taglio delle emissioni del 50% I governi si muovono verso un taglio globale più timido del 50%, nonostante sia necessaria una riduzione nell’ordinedel 80% entro il 2050 per avere buone probabilità di evitare la catastrofe (non andare oltre +2ºC) Infatti, come si vede nel grafico (linea rossa), se si cominciasse a ridurre le emissioni nel 2010 fino a raggiungere “meno 80%” entro il 2050, la probabilità di superare +2ºC sarebbe molto bassa (9- 26%). Il grafico mostra anche (linea blu) che basterebbe un ritardo di (Fonte: Baer and Mastrandrea (2006) azione di soli 5 anni per aumentare questa probabilità di quasi il doppio.
  36. 36. Lobiettivo dei Governi: verso 450ppm ? Riassumendo, finora sembra che Iazione dei nostri governi,volendo idealmente limitare laumento della temperatura di nonoltre 2ºC, voglia limitarsi ad un taglio delle emissioni globali del 50% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990Ma come abbiamo visto, con questo livello di tagli, la probabilità di un surriscaldamento globale inferiore a 2ºC è inferiore al 50%. Non si lascia quindi, nessuno spazio ad errori. (WDR 2010) Ma finora cosa abbiamo fatto?...
  37. 37. Il Protocollo di Kyoto Il primo accordo globale operativo per combattere i cambiamenti climatici è stato il “Protocollo di Kyoto”Nel 1997, il Protocollo di Kyoto fu un accordo fra i governi di 150 Paesi inclusi quelli Europei, ma non fu ratificato dagli USA. Lobiettivo era diminuire globalmente le emissioni di CO2 del 5.2% entro il 2012 rispetto ai liveli del 1990.Anche l’Italia si impegnò a ridurre le emissioni del 6.5% rispetto al 1990 entro il 2012 ma dal 1990 al 2007 le nostre emissioni sono aumentate del 7,4 (Dati UNFCC). Tuttavia, come abbiamo visto, serve qualcosa di più ambizioso di Kyoto per il futuro…
  38. 38. Il Protocollo di Kyoto 40% 30% 20% 10% 0% Ca gia O da at A Fr ito Irl a nl a Sp g o pp a IT e ia gn rca A u d ia Sv o er ia rto ia Be o No cia Au lia Re ima i G a n it d G nd on ll i St AL I Fi gn ri G nc lg Po an ez Da i Un Un na ga an r ra e st re an bu -10% a la rv a m st em o ia ss Lu -20% Fonte: International Energy AgencyAnche perché, guardando dal 2000-2007, solo pochi paesi hanno ridotto le loro emissioni!L’Italia dovrà ridurre la CO2 del 18% entro 4 anni, pena il pagamento di circa 555 milioni di euro di multa allUE Chi pagherà? Noi contribuenti Italiani con circa 40 euro di aumento annuo nella bolletta elettrica.
  39. 39. Dopo Kyoto: Copenaghen, Dicembre 2009 Copenaghen 2009 e’ la 15º conferenza internazionale sul cambiamento climatico che si terrà dal 7 al 18 Dicembre 2009. E’ ritenuta cruciale perché si dovranno raggiungere accordi lungimiranti e condivisi da tutti i paesi. .Inoltre. a differenza di Kyoto, i maggiori paesi inquinanti (gli Stati Uniti, Europa e Cina) dovranno svolgere un ruolo chiave.
  40. 40. Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? Adattamento e MitigazioneMa bisogna semplicemente aspettare che i cambiamenticlimatici diventino realtà, accettarne i costi ed adattarsi (Adattamento), oppure impegnarsi fortemente per tagliare le emissioni inquinanti (Mitigazione)? Oppure entrambi?
  41. 41. Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? AdattamentoE’ ormai chiaro che anche tagli drastici delle emissioni potrebbero non essere sufficienti per evitare che alcune delle conseguenze del cambiamento climatico, come siccità, ondate di calore,innalzamento dei mari ed eventi atmosferici estremi si manifestino almeno in parte. Bisogna dunque prepararsi ai cambiamenti Un nodo chiave delle negoziazioni sarà infatti il finanziamento, da parte dei paesi ‘ricchi’ (con più alte emissioni di CO2), di progetti per aiutare i paesi meno sviluppati ad adattarsi ai cambiamenti.
  42. 42. Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? Mitigazione Ma il nodo principale delle negoziazioni è quello di trovare unaccordo per chiudere a monte il “rubinetto”, cioè mitigare la causa del riscaldamento globale tagliando le emissioni di CO2. Una decisione seria, che ci metta al riparo dalla catastrofe climatica, dovra’ ottenere, in linea con le raccomandazionidell’IPCC, un taglio nell’oridine l’80% delle emissioni entro il 2050 Inoltre come abbiamo visto in precedenza, bisogna cominciare il prima possibile! Difatti, anche se smettessimo oggi stesso di inquinare, i gas serra (compresa la CO2) resterebbero nell’atmosfera anche per diversi secoli, contribuendo al riscaldamento globale. Ma andiamo a vedere chi inquina di più...
  43. 43. Ma chi inquina di più?Come vediamo nel grafico, Cina e Stati Uniti producono quasi metà della CO2 emessa nell’aria ogni anno. Resto del Mondo 30% Iran 2% Cina Italia 21% 2% Korea 2% Canada 2% Regno Unito 2% Germania 3% Giappone 5% India 5% Russia Stati Uniti 20%Fonte: UN Statistics Division 6%Insieme, i principali paesi industriali generano più di due terzi delle emissioni mondiali.
  44. 44. Chi inquina di più? Le emissioni per personaMa guardare alle emissioni di ogni paese potrebbe dare false impressioni, perché non tiene conto del numero degli abitanti in ogni paese.E’ quindi utile andare a vedere le emissioni di CO2 pro capite, cioè le emissioni generate dallo stile di vita di ogni singola persona in ciascun paese.
  45. 45. Chi inquina di più? Le emissioni per persona 1 Americano Inquina come... 2 Italiani = 4 Cinesi = 14 Indiani = 502 Ciadensi
  46. 46. Chi inquina di più? Le emissioni per persona 1 Italiano Inquina come... 2 Cinesi = 6 Indiani = 213 Ciadensi
  47. 47. In altre parole… Se gli abitanti dei paesi meno sviluppati consumassero energia come gli americani o i canadesi occorrerebbero 9 pianeti per assorbire tutte le emissioni di CO2 del mondo. Ma ne abbiamo soltanto uno.
  48. 48. E chi deve ridurre di più le emissioni? Forse la risposta è: soprattutto chi ha contribuito maggiormentedall’inizio a creare questo problema. E cioè europei e americaniche sono responsabili quasi del 60% di tutte le emissioni dal 1850.
  49. 49. E chi deve ridurre di più le emissioni? Tuttavia i paesi meno sviluppati non possono tirarsi indietro per diversi motivi:1) Anche se non sono responsabili storicamente e se hanno un livello diemissioni di CO2 procapite molto basso si tratta di paesi molto popolosi. Quindi il totale delle emissioni rimane consistente.2) La responsabilita storica dei paesi sviluppati e certa. Tuttavia, è purvero che si è trattato di un’azione largamente inconsapevole dei rischi sul clima globale, almeno inizialmente.3) Secondo la Banca Mondiale (WDR 2010) le Nazioni in via di sviluppo dovranno sopportare tra il 75 e l80 % dei costi dei danni ambientali. 4) L assenza di collaborazione dei paesi emergenti potrebbe rendere molto difficile l obiettivo di stabilizzazione del clima da parte dei soli paesi industrializzati.
  50. 50. Conclusione: Cosa succederà ? Mentre scriviamo, tutti i segnali sembrano indicare che non ci sarà un accordo vincolante alla conferenza. Ad esempio, come evidenziato da un recente sondaggio delgiornale britannico “The Guardian”, l80% degli esperti ambientaliinterpellati sono convinti che i governi non riusciranno a trovare un accordo che eviti buona parte dei rischi ambientali elencati. Tuttavia, circa il 60% di loro ritiene sia ancora tecnicamente possibile farlo!Questo è molto preoccupante, e dovrebbe rafforzare la nostramotivazione come cittadini a far si che si mettano in moto le forze necessarie per evitare la catastrofe.
  51. 51. Conclusione: Serve un cambiamento profondo Serve un grande cambiamento al livello globale, e per questo è essenziale un patto a livello governativo a Copenaghen 2009. Ma l’urgenza del rischio catastrofe climatica e l’ambiziosità dei tagli di CO2 da implementare, dovrebbe indurci a ripensare al modo in cui viviamo, alle nostre abitudini e allorganizzazione delle nostre società. C’è bisogno dello sforzo di tutti Misure efficaci dovranno includere adattamento, mitigazione edinnovazione:il settore privato con i giusti incentivi si deve orientare versoun economia a basso impatto (low carbon economy); il settore publico e la cooperazione tra gli stati devono puntare al raggiungimento di obiettivi comuni, Ma cosa possiamo fare NOI?
  52. 52. Noi? Noi intanto facciamo la nostra parte! Alcuni consigli per informarsi, diffondere, prendere parteCalcola la tua impronta ecologica :http://www.feem-project.net/pandora/impronta_eco.phphttp://servizi.lifegate.it/newimpattozero/calcolatore_htm/calcolatore.htmhttp://www.myfootprint.org/enConsigli per ridurre limpatto ambientale con semplici gesti:http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/ecoconsigli.htmDiventa una persona ad impatto zero compensando le tue emissioni:http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/calcolatore.aspCalcola la tua impronta di carbonio WWFhttp://www.improntawwf.it/main.phpCalcolatore tradotto in italianohttp://www.carbonfootprint.com/calculator.aspx
  53. 53. Noi?One planet living (inglese): http://calculator.bioregional.com/lstep01.phpPer i giovani e i più piccoli:Iniziative giovanihttp://ec.europa.eu/environment/climat/campaign/index_it.htmGiochi onlinehttp://www.managenergy.net/kidscorner/it/o11/games.htmlIniziative:100 piazze per il clima http://www.100piazze.it/Petizione in inglese per un accordo forte a Copenhagen www.sealthedeal2009.orgPer la conferenza di Copenhagen http://en.cop15.dk/frontpagePer saperne di più (in Inglese)www.ipcc.chwww.realclimate.orgwww.nasa.govwww.350.org
  54. 54. Grazie! Se hai apprezzato la presentazione, inoltra il link del nostro sito! Per commenti sul progetto Quattrogatti.info : commenti@quattrogatti.info Per contattare gli autori: manuela.bucciarelli@quattrogatti.info, marco.valente@quattrogatti.info, salvatore.morelli@quattrogatti.info, paolo.lucchino@quattrogatti.info www.quattrogatti.infoLe fonti dei dati e note bibliografiche sono reperibili sul nostro sito.

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