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Planet Inspired: Acqua, la lotta allo spreco di “oro blu” parte dall’agricoltura

La crescente domanda di acqua è strettamente legata al continuo incremento della produzione alimentare e all’inquinamento idrico, che rende enormi volumi di acqua inadatti anche agli usi industriali. Ma il modo per ridurre la nostra “impronta idrica” c’è, a partire dalla riduzione dei volumi di acqua dolce sottratta al ciclo naturale. Siamo oggi sulla Terra 7 miliardi. Se continuiamo con questi ritmi di crescita, nel 2050 sul nostro pianeta vivranno 9 miliardi di persone. Per dissetarle, e nutrirle, occorrerà anche il 70% in più delle risorse idriche attualmente utilizzate.

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Planet Inspired: Acqua, la lotta allo spreco di “oro blu” parte dall’agricoltura

  1. 1. Planet Inspired: Acqua, la lotta allospreco di “oro blu” parte dall’agricolturaIl 70-80% delle risorse idriche utilizzate dalluomo è impiegato perlirrigazione agricola: per produrre un chilo di grano sono necessari500 litri di acquaLa crescente domanda di acqua è strettamente legata al continuoincremento della produzione alimentare e allinquinamento idrico,che rende enormi volumi di acqua inadatti anche agli usi industriali.Ma il modo per ridurre la nostra “impronta idrica” cè, a partiredalla riduzione dei volumi di acqua dolce sottratta al ciclo naturale.Siamo oggi sulla Terra 7 miliardi. Se continuiamo con questi ritmi dicrescita, nel 2050 sul nostro pianeta vivranno 9 miliardi di persone.Per dissetarle, e nutrirle, occorrerà anche il 70% in più delle risorseidriche attualmente utilizzate.Ma lacqua scarseggia già ora, come ricorda il rapporto delProgramma delle Nazioni Unite per lambiente (Unep), redatto incollaborazione con lIstituto internazionale di gestione dellacqua(Iwmi): "Attualmente 1,6 miliardi di persone vivono in condizionidi reale scarsità dacqua, e il numero potrebbe presto salire a2 miliardi se continuiamo così. Con le stesse tecniche agricole,la crescente urbanizzazione e le nostre abitudini alimentari, ilfabbisogno dacqua per lagricoltura in termini di evapotraspirazioneaumenterebbe dai 7.130 chilometri cubici attuali al 70-90% in piùper nutrire 9 miliardi di persone entro il 2050".Globalmente, gli esseri umani utilizzano il 54% di tutta lacquadolce accessibile, di cui il 70-80% viene utilizzato per lirrigazione
  2. 2. (fonte: UNESCO-WWAP 2003; UNESCO, 2009). Ciononostante oltre1 miliardo di persone non ha accesso allacqua potabile e metàdella popolazione mondiale vive in paesi in cui il livello delle faldeacquifere si sta abbassando e gli acquiferi sono in esaurimento.Ai problemi di carenza idrica locale e regionale si aggiungelinquinamento idrico che rende enormi volumi di acqua inadattianche agli usi industriali. Ogni giorno, 2 milioni di tonnellate di rifiutiumani sono riversati nei corsi dacqua e, nei paesi in via di sviluppo,fino al 70% delle acque reflue industriali viene smaltita, senzatrattamenti, direttamente nel mare e nei fiumi.Ad oggi il 41% della popolazione mondiale vive in ambienticaratterizzati da "stress idrico severo" che indica lassenza di acquasufficiente a soddisfare i bisogni agricoli, industriali e domestici(fonte: World Resources Institute, 2000). Secondo le proiezionidella FAO, si prevede che, entro il 2025, questa percentuale arrivi arappresentare due terzi della popolazione mondiale.Per quantificare limpatto dellagricoltura sui consumi idrici, bastipensare che ci vogliono 500 litri di acqua per ricavare un chilo digrano, 450 per una pannocchia di mais, 70 per produrre una solamela (dati Unesco IHE)."Il settore agricolo è quindi chiamato a una sfida senza precedentinella storia dellumanità e linnovazione, che include i fertilizzanti,gioca un ruolo decisivo poiché rappresenta lunica possibilità perottimizzare la produzione in modo sostenibile, riducendo gli sprechi.I fertilizzanti in particolare, reintegrando i terreni delle loro sostanzenutritive, contribuiscono a produrre alimenti senza la necessità diampliare lestensione delle terre coltivabili, con un risparmio idriconotevole in termini di irrigazione" afferma Francesco Caterini,presidente di Assofertilizzanti.Ma cè anche unaltra strada per ridurre i consumi idrici. Mutti,che produce concentrato, passata e polpa di pomodoro, è la primaazienda in Italia, e tra le poche al mondo, ad aver calcolato iconsumi di acqua della propria produzione, dalla coltivazione delpomodoro al prodotto finito, avvalendosi del supporto scientificodel WWF e del Dipartimento per lInnovazione dei sistemi Biologici,Agroalimentari e Forestali dellUniversità della Tuscia (Viterbo)."Mutti rappresenta un caso virtuoso essendo una delle primeaziende al mondo a quantificare, con la metodologia ufficialedel Water Footprint Network, un target di riduzione concreto,misurabile e sfidante" - dichiara Stuart Orr, responsabile Freshwaterdel WWF Internazionale – "Si tratta di un progetto innovativoche ha permesso di identificare soluzioni a maggiore efficienza,coinvolgendo attivamente la filiera agricola in percorsi virtuosi perlambiente".Questo progetto sperimentale si basa su un effettivo calcolodellimpronta idrica dellintera filiera, ha preso in esame laquantità di acqua immagazzinata in ogni prodotto. Dato che l83%
  3. 3. dellimpronta idrica dellazienda è dovuta alla coltivazione delpomodoro, è agli agricoltori che Mutti rivolge maggiormente la suaattenzione, con una campagna di sensibilizzazione e di supportoper razionalizzare luso delle risorse idriche impiegate per lacoltivazione.Mutti si è impegnata ad agire per ridurre le due principalicomponenti dellimpronta idrica, quella blu relativa ai volumi diacqua dolce sottratta al ciclo naturale per scopi agricoli o industriali,e quella grigia relativa ai volumi di acqua inquinata.Fonte: Planet Inspiredhttp://www.facebook.com/planetinspired.ithttps://twitter.com/PlanetInsp_IT

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