Presentazione Kenya

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La presentazione del paese da parte degli studenti dell'isituto Cravetta-Marconi di Savigliano durante la manifestazione Children for Africa organizzata da Piccoli Passi Onlus

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Presentazione Kenya

  1. 1. Kenya …Il simbolo dell’Africa…
  2. 2. Introduzione <ul><li>Per molti il Kenya rappresenta il simbolo dell’Africa. </li></ul><ul><li>In verità appare forse troppo difficile concentrare in un solo stato le molteplici sfaccettature di un continente, specialmente se questo è l’Africa, con le sue diverse realtà a volte contrastanti e con la sua disomogeneità. </li></ul><ul><li>Certo è che il Kenya rappresenta la destinazione adatta per chi ricerca l’ Africa selvaggia , per chi sa adattarsi e desidera uno stretto e diretto contatto con questa. </li></ul><ul><li>Il Kenya è infatti il paese africano dove è più facile avvistare gli animali ma il patrimonio è ricco anche per quel che riguarda le culture tribali e garantisce un affascinante viaggio indietro nel tempo. </li></ul><ul><li>Per immergersi nella natura e sentirsene veramente parte! </li></ul><ul><li>Impossibile veramente non restare affascinati dal paese: un solo consiglio è d'obbligo per chi si appresta a visitare il Kenya. </li></ul>
  3. 3. <ul><li>Superficie :582.650 kmq </li></ul><ul><li>Popolazione :33,829,590 abitanti </li></ul><ul><li>Capitale :Nairobi; 2.411.900 abitanti, 3.064.800 nell'area metropolitana; </li></ul><ul><li>Gruppi etnici in ordine decrescente : kikuyu, luhya , luo, kamba, kalenjin, kisii, mijikenda, meru, masai, turkana. </li></ul><ul><li>Lingua :Swahili e Inglese Ordinamento dello Stato: </li></ul><ul><li>Repubblica presidenziale Moneta : Scellino del Kenya; 1 € = 96,52 KES  Cambio attuale: www.uic.it </li></ul><ul><li>Religione :Animismo 30,3 %, protestantesimo 28,2 %, cattolicesimo 19,6 %, islam 6 %, anglicanesimo 5,6%, altre 10,3% </li></ul><ul><li>Condizioni climatiche : Equatoriale Misure ed Elettricità:Sistema metrico decimale, 240V. </li></ul><ul><li>Fuso orario : GMT + 3 Siti patrimonio mondiale </li></ul><ul><li>UNESCO :Parchi naturali del Lago Turkana Città vecchia di Lamu Parco nazionale del Monte Kenya/ foresta naturale Foresta di Mijikenda Kaya </li></ul>Carta d’identità
  4. 4. Economia L'economia del Kenya, dopo un periodo di benessere,cadde in una profonda crisi,che peggiorò durante gli ultimi anni della dittatura Moi. Oggi, il Kenya ha una crescita che oscilla tra il 5 e il 6% annuo. Diversa è però la distribuzione del reddito. Il benessere di pochi (2%), infatti, è pagato con la miseria di molti (circa il 50% della popolazione vive sotto il livello di povertà). Attualmente, l'economia si basa sulle esportazioni soprattutto agricole e sul turismo. Buona è la crescita dell'economia, che si concentra nella capitale Nairobi , ma che si sta sviluppando in altre città.
  5. 5. Ambiente e Geografia <ul><li>Il Kenya  si estende su un area di circa 580mila kmq, confina a nord con l’Etiopia ed il Sudan, ad est con la Somalia e l’Oceano Indiano, a sud con la Tanzania, ad est con l’Uganda. </li></ul><ul><li>La zona costiera è bassa e sabbiosa, mentre avanzando verso la parte centrale si presenta una zona formata da altopiani ( Rift Valley ) ai cui lati si ergono le vette più significative del Kenya, come ad esempio il Monte Kenya (5200 m), il settore est è diviso da un tavolato desertico a nord e dalla regione del Lago Vittoria . </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Il clima è caldo ed umido verso le zone costiere, mentre al centro diventa, in virtù delle altitudini, più temperato e secco. Il periodo delle piogge si divide in due principali momenti, da ottobre a dicembre e da marzo a maggio. </li></ul>Clima
  7. 7. Animali Tenendo presente la grande varietà ambientale del paese, è possibile percepire le diversificazioni presenti nel Kenya dal punto di vista faunistico. La savana Masai Mara è un luogo dove molti animali erbivori possono trovare di che nutrirsi poiché, dopo il periodo delle piogge, la zona si ricopre velocemente di erba; a loro volta questi animali saranno il cibo delle diverse specie di predatori che popolano la zona.
  8. 8. <ul><li>Si trova a 1975 metri di altezza è la capitale del paese ed è il maggior centro economico dell’Africa Orientale;è una città moderna e accogliente ricca di giardini e di edifici dove tuttavia il contrasto ricchezza-povertà è forte! </li></ul>Nairobi
  9. 9. <ul><li>La cucina del Kenya si presenta come un miscuglio di tradizioni diverse, i piatti tradizionali come ad esempio l’ Irio , zuppa di fagioli, mais, spinaci e patate servita sotto forma di morbido composto, si accompagnano con quelli speziati e colorati di origine araba, come i “ sambusa ” frittelle con carne macinata dentro. </li></ul>Gastronomia
  10. 10. <ul><li>La popolazione del Kenya continua a crescere a ritmi elevati: nel giro di vent'anni è pressoché raddoppiata e molto alta è la quota di popolazione giovane, con meno di quindici anni. La densità demografica è elevata nella regione interna degli altopiani; mentre la fascia costiera è poco abitata, fatta eccezione per l'area di Mombasa. Il tasso di urbanizzazione è alto, con il 45% della popolazione radunata in zone urbane che si stanno estendendo. La popolazione urbana si addensa soprattutto nelle città di Nairobi, la capitale, e di Mombasa, città araba sulla costa </li></ul>Popolazione
  11. 11. <ul><li>Molte città costiere del Kenya furono fondate dagli Arabi che, a partire dal IX secolo d.C., intrattennero proficui rapporti commerciali con i gruppi indigeni bantu. Dall'incontro tra i due popoli nacque la cultura swahili, contraddistinta da due elementi di unificazione: la lingua kiswahili e la religione islamica. Gli agricoltori kikuyu, dell'etnia bantu, rappresentarono subito il gruppo più potente e numeroso del territorio; la loro supremazia fu messa in discussione dai bellicosi masai, un popolo di allevatori che invase il Kenya nel XVI secolo. In quel periodo i portoghesi occuparono alcune località della costa. La presenza degli europei si intensificò alla fine del XIX secolo, quando il Kenya divenne una colonia britannica. I bianchi scacciarono gli indigeni dai fertili altopiani dell'interno, avviando l'agricoltura di piantagione. I kikuyu vennero impiegati nelle belle fattorie disseminate sul territorio e diedero un importante contributo alla crescita economica del Paese. I masai, invece, furono sempre più isolati, perché rimasero ancorati alle loro tradizioni. Nel secondo dopoguerra i kikuyu lottarono aspramente per conquistare l'indipendenza, che fu ottenuta nel 1963. Il Paese in seguito è rimasto in buoni rapporti con la Gran Bretagna, introducendo un sistema amministrativo simile a quello britannico e promuovendo importanti riforme economiche. Nel 1982 è stato instaurato un regime autoritario e antidemocratico; da alcuni anni tensioni e violenti conflitti etnici insanguinano il Paese. </li></ul>Storia
  12. 12. <ul><li>L’educazione primaria, gratuita ma non obbligatoria, ha la durata di sette anni. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è dell’86,9% (2005). Gli atenei del paese sono l’Università di Nairobi (fondata nel 1956), e lo Strathmore College (1960), tutti a Nairobi. </li></ul><ul><li>Molte delle principali istituzioni culturali kenyane si trovano a Nairobi o a Mombasa. Nairobi è sede del Museo nazionale (storia naturale e geologia). </li></ul>Cultura
  13. 13. Feste e Tradizioni <ul><li>Una tradizione molto diffusa dei Masai sono le danze con salti. Questi balli vengono utilizzati nelle cerimonie di benvenuto e nelle feste. Incominciano con accendere un grande fuoco e poi iniziano a saltare prima in modo normale e poi sempre più in alto finché raggiungono altezze molto elevate. I Masai erano una popolazione di persone basse e magre e questo gli permetteva di saltare molto. Con l’arrivo di Italiani ed Europei questa tradizione sta scomparendo, per fortuna qualcuno sta ancora tenendo in mano la loro identità culturale. </li></ul>
  14. 14. <ul><li>La struttura sanitaria è in fase di miglioramento. I costi delle cure e degli interventi sono altissimi, pertanto si consiglia di stipulare un’ assicurazione sanitaria in grado di coprire le spese mediche in loco e il rimpatrio d’emergenza con aereo-ambulanza. </li></ul><ul><li>Nessuna vaccinazione è obbligatoria. </li></ul><ul><li>Il virus dell’HIV è molto diffuso e miete un gran numero di vittime fra la popolazione locale. </li></ul>Sanità
  15. 15. Problema acqua!   . Ogni anno le malattie legate all'uso di acqua impropria costano la vita a 1,6 milioni di bambini , la maggior parte dei quali sotto ai 5 anni. Milioni di donne percorrono ogni giorno molti chilometri a piedi per approvvigionarsi d'acqua, impedite a svolgere i lavori domestici e numerosi bambini, ma soprattutto bambine, sono impossibilitati ad andare a scuola per aiutare i genitori in questa ricerca quotidiana. Senza acqua potabile è impossibile sfuggire alla spirale di miseria innescata dalle infezioni. Acqua significa poter bere, cucinare, lavarsi, irrigare il terreno. Se le donne evitano di percorrere lunghe distanze alla ricerca dell'acqua hanno più tempo da dedicare alla famiglia e ai figli o per svolgere un'attività che consenta di aiutare il bilancio familiare mentre diminuiscono la mortalità infantile dovuta al consumo di acqua non potabile.  

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