Metìs la guerra contro i popoli d europa. int.f.abbate

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Metìs la guerra contro i popoli d europa. int.f.abbate

  1. 1. Viviamo tempi complessi. Ogni giorno ci viene raccontato come l’ultimodisponibile. Cercheremo di capire come è potuto accadere, come i popoli, lapubblica opinione, abbiano in larga parte potuto adeguarsi e rassegnarsi anche aciò che è inaccettabile per la dignità, la vita di ogni individuo e per una civilecomune convivenza. In verità niente si esaurisce, tutto si rinnova. Decifrare larealtà e provare a pensare un altro domani. Educazione, formazione, cultura.Informazione: nel nostro piccolo ci proveremo.Su Metìs, ecco il quinto articolo della serie. Buona lettura.LA GUERRA CONTRO I POPOLI D’EUROPAFinanza libera, Moneta e Debito: così combattono il ceto medio.Come difendersi, uscire dalla crisi? Si può.Intervista al Dott. Filippo Abbate, consulente finanziariodi Jacopo BrogiLa teoria secondo cui credito e finanza possano crescere all’infinito rispettoall’economia reale sperimentata grazie a decenni di deregulation, innovazionefinanziaria e tecnologica, libera circolazione dei capitali, ha creato un mostro cheha scatenato la grande Crisi, spinta propulsiva di un cambio epocale.“Il mercato mondiale non può più essere conquistato attraverso il commercio e gliinvestimenti, ma solo con mezzi politici” affermava il giurista e studioso FranzNeumann descrivendo l’economia monopolistica totalitaria di un passato regime.Peter Oppenheimer strategist di Goldman Sachs per le piazze finanziarie europeeè stato chiaro: “La pressione dei mercati provocherà un cortocircuito checostringerà l’Europa a prendere decisioni forti” (Corr. Sera, 16.07.12).Ce lo chiedono i mercati, neodivinità contemporanee, giudici universali dellanostra vita.Il luogo naturale di scambio fra controparti, domanda e offerta, fonte millenaria diricchezza, sviluppo materiale ed umano si è trasformato in un sistemaautoreferenziale capace di fabbricare esclusivamente profitto, denaro su denaro.Si è materializzata quella che lo studioso canadese John K.Galbraith ha definito“economia della truffa”.In questa guerra economica combattuta con strumenti finanziari, la mancanza diregole è l’arma letale di banche d’investimento transnazionali e corporation.La finanza affoga l’economia reale. I popoli, gli Stati sembrano aver alzatobandiera bianca; chi vive del proprio lavoro, sia esso dipendente o medio 1
  2. 2. imprenditore risulta ormai asservito ad un sistema controllato da un’ unica legge:il profitto ad ogni costo del Capitale globale.Eppure la Grande depressione degli anni trenta era stata una lezione magistrale.Efficaci anticorpi legislativi nacquero per porre dei limiti alle attività finanziarie ealla trasparenza delle informazioni ad esse correlate.La legge bancaria del 1933, Glass – Steagall Act, separò le banche commercialidalle banche d’investimento così da tenere a riparo l’economia reale da possibilinuovi crack.Non dimentichiamo il 1971, ossia l’anno dellabolizione - amministrazione Nixon- del sistema di cambi fissi stabilito nel 1944 dalla Conferenza di Bretton Woodsche prevedeva la convertibilità del dollaro in oro. Iniziò una nuova epoca, lanostra: nasceva il sistema monetario moderno. L’Era della moneta legale(denominata “fiat”, non agganciata ad alcun valore reale), tale perché riconosciutadallo Stato; emissione di moneta nelle quantità desiderate e non più in base alleriserve auree disponibili.Dopo anni di relativa stabilità economica, arrivarono gli anni ottanta e con essi le“nuove libertà”. Con le trickle down economics di Ronald Reagan – favorire iricchi, il mercato, cosicché qualche “goccia” arrivi anche ai poveri – iniziò l’operadi deregolamentazione culminata nel 1999 sotto amministrazione Clinton conl’abrogazione del Glass – Steagall Act e la limitazione dei controlli sulle banched’investimento (Gramm – Leach Bliley Act).Immediate le fusioni fra Banche d’affari e banche commerciali: nacque il giganteCitigroup (1999). Ecco che l’economia reale tornava in pericolo, la finanza erauscita dalla gabbia.Allo stesso tempo, iniziava a farsi abituale (già nel 1998, erano il 25%) laconcessione di credito subprime (mutui facili per famiglie a basso reddito).Successivamente venne esclusa qualsivoglia regolamentazione (CommodityFutures Modernization Act) dei derivati (dispositivi di mercato nati con funzioneassicurativa nell’Olanda nel diciannovesimo secolo a tutela del valore dellemerci, riconvertiti oggi in spietati costruzioni logaritmiche di profitto) esentandolipure dalla legge antiscommesse.Creazioni finanziarie mai viste prima iniziarono a diffondersi e moltiplicarsi,contaminando il sistema: cartolarizzazione dei mutui subprime (viene creato unartifizio finanziario emettendo sul mercato obbligazioni garantite da beni reali – leabitazioni su cui viene acceso il mutuo – vendute poi agli investitori su diversilivelli: ciò distribuisce il rischio finale dell’operazione di mutuo ai sottoscrittoridell’obbligazione), cds (credit default swaps – contratto di assicurazione su cuil’acquirente paga un premio una tantum al venditore, ricevendo un rimborso in 2
  3. 3. caso di fallimento del titolo), cdo (obbligazioni collaterali di debito – Sonoobbligazioni strutturate contenenti qualsiasi tipo di debito, subprime inclusi.In caso di mancato rimborso… addio alle risorse investite dall’istituto di creditoper l’accensione del mutuo nonché a quelle dell’investitore.E’ sostanzialmente un trasferimento di rischio nei confronti dell’emittente da partedi terzi).La maggior parte di questi strumenti scorrazzano a tuttoggi nei mercati OTC(Over The Counter), mercati non regolamentati.Con l’arrivo alla Casa Bianca di G.W. Bush, ecco il “piano casa” (2002).American Dream per tutti, una casa a ciascun americano: concessione di subprimesenza controllo anche alle classi medio basse, che difficilmente avrebbero potutoaccedervi ai normali tassi di mercato.Nel 2004 la Sec (Commissione per i titoli e gli scambi) aumentò il limite diindebitamento per le banche d’affari - che ottennero così maggiori prestiti - eridusse i controlli sulle società finanziarie.Fra il 2005 e il 2008 le principali banche d’investimento iniziarono a scommetterecon i cds contro gli stessi titoli che vendevano come sicuri. No problem…garantivano le agenzie di rating (le più influenti: Standard & Poors, Moodys eFitch, tutte rigorosamente made in Usa - ndr) !!!.Ecco che partorita dalle principali banche d’affari, un’enorme “bolla” speculativalegata al mercato immobiliare, si andava ingigantendo da ben sette anni. Tic tac,tic tac…. una bomba ad orologeria pronta ad esplodere.Il numero delle abitazioni di proprietà era ai massimi, ma i tassi di risparmio aiminimi, la richiesta di prestiti per comprare abitazioni praticamente assente.Una quantità enorme di mutui subprime non venivano più rimborsati dallefamiglie.Tic tac, tic tac…. settembre 2008 …tic tac, tic tac…. crollo della bancad’investimento Lehman Brothers.Iniziò l’effetto domino, nel tempio mondiale del capitalismo arrivarono miliardi sumiliardi di denaro pubblico (ad oggi, 11400 miliardi di dollari, dati Ocse, ndr) asalvare il sistema creditizio.Socializzazione delle perdite, privatizzazione dei profitti per l’èlite. Ad ogni costo.“Il Capitale finanziario non vuole libertà, ma egemonia” sosteneva l’economistaaustriaco Rudolf Hilferding. 3
  4. 4. Dalla finanza alla realtà: l’economia, Il lavoro. Sabbie immobili per chissà quantianni ancora, dagli Usa all’intero Occidente.Il pensiero unico, la rivoluzione culturale del “Sogno Americano” su scala globale,le palesi e quanto mai diaboliche contiguità con il potere mediatico. Gli spettri delterrore serviti dalle oligarchie politiche sembrano invincibili. Stati che salvanobanche, banche che si comprano gli Stati. Il vecchio continente, da sessant’anni inPace dopo secoli di guerre fratricide, è la cavia contemporanea del laboratorioneoliberista. L’eccezione da normalizzare.La finanza senza controllo approfitta dell’assenza di sovranità monetaria, fa levasul Debito per sottomettere le nazioni ed i popoli ormai in balia di poterisovranazionali.Il Dott. Filippo Abbate, consulente finanziario di un importante istituto di creditodi livello continentale ci aiuterà a comprendere strumenti, tecniche e strategie chenon hanno nulla di fantascientifico, tutt’altro: azioni classiste scientementepianificate, effetti patologici di umanissima avidità che ormai quotidianamentestravolgono la nostra vita.o Una recente ricerca internazionale stima che il valore degli strumenti finanziari fluttuanti per il globo superi l’intero Pil mondiale di almeno 15 volte. Può essere la prossima “bolla”?“ Soltanto i padroni dei “mercati”, ossia le grandi istituzioni finanziarieinternazionali, le agenzie di rating, i fondi pensione, le corporation hanno lacapacità di muovere con pochi click enormi quantità di denaro virtuale.Il sistema è una potente macchina che rimodula continuamente se stessa ed ècongegnata su artifizi contabili, strumenti finanziari ed invenzioni matematichesempre più sofisticate: è una delle più grandi commedie mai apparse prima sullascena, dove le star svolgono anche il ruolo dei principali antagonisti nonché deifedeli sparring partner.Se vi fosse l’esplosione della“bolla finanziaria”essa sarebbe quindi determinatadai nuovi “proprietari universali”, gli stessi padroni di questo enorme casinòazionario che avrebbero così deciso di farla deflagrare. Una giostra magica,inesauribile fonte di immensi profitti, influenza politica ed enorme potere.Che rinuncino a tutto ciò? E’ alquanto irrealistico.Altra cosa sono gli effetti devastanti della “finanza libera” sull’economia reale.E’ la corda che tiene appeso l’impiccato.” 4
  5. 5. o Il crollo del 2007/2008 è stato innescato da un uso irresponsabile del debito privato. E’ il debito pubblico il “male assoluto”?“ Se davvero esiste un “male assoluto”, esso è riconducibile al modello economiconeoliberista: la liberazione dell’economia dallo Stato. Le attività economiche, losviluppo, la crescita, devono dipendere essenzialmente dall’attività privata in quantoil mercato è l’unico regolatore preposto: la privatizzazione dei servizi pubblici, laliberalizzazione di ogni settore non strategico, la fine di ogni dazio ed avampostodoganale. Il potere pubblico è messo in un angolo, relegato al ruolo di Stato –Famiglia: le proprie finanze devono essere sostenute reperendo risorse in denaro giàpresenti nella società attraverso l’imposizione fiscale su famiglie ed imprese.Il buon padre di famiglia – Stato virtuoso e responsabile, deve mantenere i contiin ordine: le uscite non devono superare le entrate. (dalla teoria alla pratica:“pareggio di bilancio” appena inserito nella nostra Costituzione, ndr).Nell’eventualità in cui queste non risultassero sufficienti per lo svolgimento delleattività correnti, il buon padre di famiglia – Stato dovrà chiedere denaro in prestitoalle banche o ai risparmiatori, con l’emissione dei titoli di Stato, ovveroimpegnandosi a rimborsare capitale più interessi. Se le entrate non aumentassero asufficienza con le imposte, si determinerebbe un deficit nel bilancio “familiare”.Questa condizione protrattasi nel tempo, tuttora in corso nel nostro Paese, ha comeconseguenza l’incremento costante del debito pubblico verso cittadini ed investitoriprivati. Lo stesso debito pubblico che a parole si afferma di voler abbattere, causa dienormi sacrifici.Un’azienda privata per nascere, crescere e svilupparsi deve rispettare una sempliceregola: i ricavi devono essere superiori ai costi.I costi sono determinati dalla spesa per pagare i fattori di produzione, tra cui salari estipendi. I ricavi sono generati dalla potenziale capacità di acquisto dei consumatori.Ma quest’ultima è limitata alla totalità dei redditi percepiti dai consumatori stessi,non altro che una parte dei costi aziendali sostenuti per la produzione di quei beni eservizi.Ovvero, le persone potranno acquistare solo per un importo corrispondente ai salariche mensilmente ricevono, che è solo una percentuale dei costi necessari alle aziendeper operare. Il modello economico neoliberista, che delega ai privati il ruoloprincipale della crescita economica non può funzionare,a causa di questo sbilanciamento tra i costi di produzione e reddito disponibile per iconsumi.“La ripresa e compito delle aziende non del governo” Elsa Fornero, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali (Ag. Asca 24.09.12).L’applicazione integrale di queste teorie ha altissime probabilità di causare un bloccodell’economia e non certamente un suo sviluppo duraturo e strutturale, come è statoinvece recentemente dichiarato. 5
  6. 6. L’ideologia non ammette deroghe. Le politiche di austerità adottate dal governo“tecnico” stanno distruggendo l’economia italiana.Fallimenti, cassa integrazione e licenziamenti, disoccupazione galoppante e mutui dapagare. Sessantenni “esodati” (senza lavoro, né pensione - ndr) , giovani senzafuturo. Il Paese sobriamente ringrazia il Presidente del Consiglio: “Le nostredecisioni hanno contribuito ad aggravare la recessione” Mario Monti (giàInternational Advisor di Goldman Sachs, 2005, ndr), Il Tempo 11.09.2012.Quelle piccole e medie imprese ancora in salute, storicamente l’ossatura economicadel Paese (60% del reddito nazionale dichiarato), navigano a vista nella tempestaglobale.Devono difendersi e reinventarsi con il coraggio e l’ingegno di sempre persopravvivere alla selezione darwiniana imposta dalla libera circolazione delle merci edei capitali, dolosamente accelerata da provvedimenti economici depressivi, uniti allagrave contrattura del credito.Non sarà facile salvarsi dall’estinzione: fameliche multinazionali, banche e grandedistribuzione sono gli spietati avvoltoi che attendono impazienti nuove fette dimercato. Il vero obiettivo è l’intera torta.Il buon padre di famiglia – Stato taglia sanità, sicurezza, giustizia, assistenza sociale,istruzione, ricerca e sviluppo.Cittadini ed aziende al collasso non possono più garantire lo stesso livello di entratefiscali, anche a fronte di un massiccio aumento di imposizione fiscale.Il governo non potrà che attivare processi di privatizzazione, a tutto vantaggio deigrandi gruppi economici e finanziari.La crisi serve a creare le condizioni ideali per far accettare ai cittadini le riformestrutturali che lo Stato è costretto a varare. Riduzione dei diritti e dei salari, aumentodella disoccupazione, svendita di beni e servizi pubblici essenziali: asili nido, scuolee università, ospedali, strade, sistemi di comunicazione, funzioni di corrispondenza,ferrovie, acqua, sistemi fognari. Monumenti, isole, riserve e parchi naturali, spiagge.Tutto questo è chiaramente finalizzato alla svendita a buon mercato della nostraItalia: migliaia di anni di Storia liquidati al peggior offerente.Il principio di uguaglianza sostanziale, art. 3 della nostra Costituzione: “È compitodello Stato rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di 6
  7. 7. fatto la libertà e leguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo dellapersona umana.” - non viene esplicitamente negato dal pensiero neoliberista, ma ilruolo dello Stato, di fatto viene ridotto al minimo e vengono trasferite in un contestoprivato determinate funzioni che strutturalmente non possono essere più garantite.Lo Stato non può abdicare al proprio ruolo di “coordinatore sociale”.Solo così può perseguire il suo obiettivo primario: rispettare il principio diuguaglianza dei cittadini. Creando per tutti le medesime possibilità di ingresso nellasocietà, ossia tenere in vita la Democrazia.Possiamo concludere che il debito pubblico è lo strumento attraverso il quale si stacombattendo una guerra contro i popoli del sud Europa, al fine di espropriare lecollettività delle proprie risorse, dei beni e delle ricchezze presenti in questi Paesi.” o Euro, la mancanza di sovranità monetaria sembra una questione cruciale.“ La moneta europea, valuta comune di economie differenziate ha creato un deficitpermanente di competitività tra paesi del nord e paesi del sud.La crisi ha fatto emergere tutte le criticità strutturali dell’unione monetaria.Nella dottrina neoliberista, lo Stato come una qualsiasi famiglia, non può stamparedenaro in proprio. Lo Stato sovrano ha invece questa facoltà.L’Euro è il primo esperimento al mondo di separazione della moneta dallo Stato.Infatti gli Stati della zona Euro non hanno sovranità monetaria e quindi alcunpotere di emissione. Possono solo utilizzare la valuta comunitaria presa in prestito daimercati di capitali privati. Così nasce il ricatto del debito pubblico.Esso è congegnato grazie all’avvenuta deregolamentazione dei mercati finanziari eall’introduzione di regole che impediscono agli Stati di gestire e controllare la propriapolitica monetaria: i trattati di Maastricht e Lisbona obbligano gli Stati a finanziarsisui mercati ad interessi stabiliti dai mercati stessi.Il protocollo sullo statuto della Bce (art.21.1) nega il finanziamento agli Stati, maconcede liquidità direttamente alle banche perlopiù a tassi irrisori (tra il 2011 ed il2012, in due tranche, sono stati erogati alle banche private continentali circa 1000miliardi di Euro). Le banche hanno in parte trattenuto per sé, la liquidità ottenuta(anche lasciata in deposito presso la stessa Bce), ma soprattutto hanno utilizzatoqueste risorse per acquistare sul mercato i titoli pubblici dei paesi europei più deboli,su cui grava uno spread più elevato, che li fa risultare più redditizi.Incredibile! Gli istituti di credito hanno ottenuto prestiti Bce all’1% per poiricomprare debito pubblico al 4-5-6%. L’economia reale intanto è da mesi in creditcrunch (stretta creditizia, ndr): del denaro prestato agli istituti di credito dalla banca 7
  8. 8. centrale non è arrivato pressoché nulla ad imprese e famiglie (se potessero accederead un prestito, dovrebbero accettare un tasso d’ interesse da usura legalizzata, ad oggi7-8, anche 9%). Inoltre, questa azione speculativa condotta da gruppi finanziari suititoli di Stato, finisce per accrescere il debito.Qualcuno ha mai sentito parlare di “insostenibilità” o di speculazione in atto suldebito giapponese, inglese o americano? Sono Stati a moneta sovrana, stampanomoneta e pagano i propri debiti.Recuperare la sovranità monetaria è quindi fondamentale, se non vogliamoabbandonarci a questa irreversibile parabola discendente.” o Cos’è lo spread e chi lo determina?“ Quando parliamo di spread ci riferiamo al differenziale tra i rendimenti dei btp(titoli italiani) e i rendimenti dei bund (titoli tedeschi), che sono valutati essere i piùaffidabili e sicuri.Quanto più è elevato lo spread, tanto più uno Stato è ritenuto incapace di rimborsareil proprio debito, tanto più alti sono gli interessi che il “Mercato” chiede allo Statostesso sulle future ed inevitabili richieste di finanziamento.E’ il mercato che decide tutto questo, sulla base delle stime delle agenzie di rating,le stesse che hanno valutato AAA+ Leman Brothers alla soglia del fallimento, lemedesime imprese che hanno giudicato “molto affidabili” i tristemente noti mutuisubprime. Quelle società di consulenza che hanno poi considerato il debito italianonon più così sicuro.Alcune agenzie di rating quindi condizionano il tasso di interesse dei titoli di Stato, infunzione della volontà speculativa di coloro che poi ne sono i proprietari, i grandigruppi finanziari internazionali.Lo spread non dipende quindi da chi governa, ma dagli operatori del mercato cheprendono a bersaglio i paesi più deboli della zona Euro, che non potendo creare lapropria moneta, hanno effettivo bisogno di reperire il denaro tramite l’emissione dititoli su cui pagano un interesse variabile stabilito dagli acquirenti stessi.Il debito italiano è per il 55% detenuto da residenti, per il 45% detenuto da nonresidenti: se il nostro Stato avesse sovranità monetaria ciò sarebbe pressochéirrilevante, ma nella situazione in cui siamo è una questione determinante.Le istituzioni finanziarie private autorizzate dal Ministero dell’Economia adacquistare i nostri titoli sul mercato primario sono ormai note: Banca Barclays, BancaImi, Banca Unicredit, JP Morgan, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Citigroup, Bnp 8
  9. 9. Paribas, Merryl Lynch, Morgan Stanley (fonte Dipartimento del Tesoro, per l’elencocompleto: http://www.dt.tesoro.it/ - ndr). Sono loro che stabiliscono lo spread.Gli italiani ormai conoscono benissimo gli effetti sulla vita reale di questo numerettoche danza follemente sull’altalena del luna park finanziario.Strutturata così l’unione monetaria europea, il debito pubblico risultaassolutamente impagabile, se non attraverso un’azione di impoverimento delleimprese e famiglie italiane; è un’arma di ricatto utilizzata contro i popoli delvecchio continente a fini politici ed economici a vantaggio di pochissime persone.Questo debito non è illegittimo, in quanto determinato da leggi vigenti, maquantomeno immorale.“E’ impossibile pagare un debito e al tempo stesso dare al popolo una correttaamministrazione e condizioni eque per garantire uno sviluppo morale, sociale edeconomico” dichiarava nel 1936 il dittatore greco Metaxas che si rifiutò di restituireun prestito alla Sociètè Commerciale de Belgique.La sentenza della Corte Internazionale, emanazione della Società delle Nazioni,(1938) diede ragione alla Grecia, le cui rimostranze si contrapponevano a quelle dellabanca belga, sostenuta nella causa dal proprio governo.Si stabilì che se il rimborso del debito mette in pericolo la vita economica edamministrativa del Paese, il governo è obbligato ad interrompere o ridurre ilpagamento dello stesso.Nessuno sembra curarsi di questo importantissimo precedente, intanto la situazionesta molto peggiorando.” che o Molti osservatori sostengono che i paesi deboli usciranno da questa crisi “con più Europa”. Qual’ è la sua opinione in merito?“ Il “Sogno Europeo” immaginato nel secondo dopoguerra, ossia una Comunitàpienamente integrata nelle rispettive diversità dove sviluppo sostenibile, progressosociale, responsabilità collettiva, Stato sociale avrebbero dovuto costituire il futurocollante dei popoli, sembra ad oggi – purtroppo – una straordinaria visione oniricadi ordine politico filosofico. Niente più.La realtà ci parla di un enorme “mercato libero” che ha praticamente neutralizzato iparlamenti nazionali, guidato da tecnici e burocrati che non rispondono hai cittadini,ma ad altri poteri.L’Europa non è una zona valutaria ottimale, in quanto in tutti questi anni non sonostate varate politiche che andassero a sanare deficit strutturali di sussidiarietà.Azioni che provvedessero a riequilibrare le disparità tra le diverse economie dei paesiconvolti: ad oggi, rimangono disattesi alcuni dei presupposti fondamentali che 9
  10. 10. avrebbero consentito un’armonizzazione dell’area Euro, tale da rendere adeguata lascelta di dar vita ad una divisa comune: mobilità del mercato del lavoro, flessibilitàsalariale, flessibilità dei prezzi, convergenza dei tassi di inflazione, integrazionefiscale e sistema di trasferimenti di capitali pubblici dai paesi in surplus ai paesi indeficit, adeguamento delle tutele e dei sistemi di welfare, possibilità di svalutazioneesterna. Senza considerare l’ostacolo rappresentato dalle elevate differenze culturali,linguistiche, scolastiche.Il principio di sussidiarietà tanto enunciato nel Trattato di Maastrich è rimastosoltanto un nobile preambolo. Sud e Nord. Debolezze e fragilità, utilitarismo esolidità.Chi oggi chiede “più Europa”, non lo fa certo per dare corpo ed anima alla spintaideale di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Willy Brandt…I popoli dei Piigs – (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) circa 130 milioni dipersone – devono al più presto fare pressione sui propri governi perché ritrovino lasovranità monetaria.” o La Bce si è recentemente dichiarata disponibile all’acquisto illimitato dei titoli pubblici dei paesi europei in difficoltà sul mercato secondario (e non all’emissione), nel caso in cui alcuni Stati ne facessero formale richiesta. Ciò avverrà a “rigorose condizionalità”. Con i vincoli esistenti è possibile fermare la speculazione?“Se la Bce avesse la facoltà di acquistare i nostri Btp all’emissione – sul mercatoprimario – togliendoli dal mercato, ridurrebbe non solo il rischio connessoall’investimento, ma anche gli effetti speculativi susseguenti: nessun speculatoresarebbe disposto a scommettere contro il potere illimitato della stampante.Naturalmente come già sottolineato, lo statuto della Banca Centrale Europea lo vieta,perché ciò significherebbe finanziare direttamente gli Stati (come abbiamo visto, laBce può erogare risorse gli Stati, ma indirettamente attraverso le banche private contutto ciò che ne consegue, ndr). Può acquistare entrando dal retro, sul mercatosecondario pagando dazio all’intermediario. Nomura, Ubs, Royal Bank of Scotlandacquistano entrando dalla porta principale.E’ chiaro che con le attuali restrizioni, fermare la speculazione è pressochéimpossibile.Certo, la recente decisione del Presidente Mario Draghi (già vicepresidente e membrodel management Committee Worldwide di Goldman Sachs, 2002-2005, ndr) avrà 10
  11. 11. senz’altro l’effetto di calmierare il mercato, ma è una scelta che potrebbe comportareanche seri rischi per i paesi interessati.Le “rigorose condizionalità” imposte agli Stati che dovessero richiedere aiuto,saranno certamente di politica economica. L’enorme influenza che la banca centralepotrebbe poi esercitare nei confronti di quel paese, di cui nell’emergenza avesseacquistato gran parte del debito pubblico, sarebbe molto pericolosa per il popolo diquella nazione.Il dramma della Grecia, prima cavia del laboratorio europeo, imposto dalle politichedella troika (Ue, Bce, FMI) è sotto gli occhi di tutti.” o L’ Euro è la nostra moneta o la moneta della Banca Centrale Europea?“ La Bce ha il potere esclusivo di emissione della moneta, il compito di adottarepolitiche per la stabilità dei prezzi nella zona Euro e di salvaguardarne il sistemabancario.Essa è indipendente da ogni indirizzo politico ed è compartecipata quota parte dallebanche centrali dei singoli paesi europei, alcune non facenti parte dell’unionemonetaria (tra cui Inghilterra, Svezia, Danimarca). La Banca d’Italia(a sua volta per il 95% di proprietà di banche private – su cui paradossalmentedovrebbe svolgere attività di controllo – e per il 5% in quota Inps) ne ha il 12,50%.C’è una grande controversia a livello continentale, non sufficientemente conosciuta:avere potere di emissione significa forse avere la proprietà della moneta?A diverse interrogazioni parlamentari in merito, è stata data più di una rispostaevasiva, che non chiarisce la questione di fondo sollevata.Per quanto riguarda il nostro Paese, è indubbio che l’applicazione delle teorieneoliberiste genitrici della moneta unica arrivino da tempi lontani: nel 1979 l’Italiaentrò nello SME (Sistema Monetario Europeo). La fluttuazione della valute coinvolteperse piena libertà, limitata al 2,25% anche se la Lira beneficiava di condizioniparticolari (6%).Nel 1981 si consumò il divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro (GovernoSpadolini) guidato da Beniamino Andreatta che svincolava la banca centrale(Governatore Carlo Azeglio Ciampi) dall’obbligo di acquistare i titoli di debitopubblico che il Tesoro non riusciva a collocare sul mercato.Ecco come lo Stato perse il controllo dei tassi d’interesse, che da quel precisomomento saranno affidati al mercato privato dei capitali.Nel 1990, Ciampi decise di restringere la banda di oscillazione della Lira rispetto allealtre monete europee dentro un corridoio più stretto del ±2,25%, iniziando unapolitica monetaria di contrazione della liquidità che favorì un ulterioreinnalzamento dell’interesse sui titoli e del debito pubblico. 11
  12. 12. Nel 1992, l’Italia aderì al Trattato di Maastricht e la Banca d’Italia fu costretta acongelare il conto di deposito detenuto dallo Stato (anno 1993), senza più poterconcedere anticipazioni o scoperti di conto al Tesoro.E’ la fine della sovranità monetaria.Non dimentichiamo che con il DM n.561 del 13.10.1995 (Governo Dini – altroesecutivo “tecnico”) si poneva il Segreto di Stato sulle direttive che disciplinavanogli aspetti monetari e finanziari (comprese le norme istitutive della banca centrale)dell’Unione Europea. Tali capitoli furono poi desecretati quando la struttura dellavaluta comunitaria era già definita. L’Euro entrò in vigore il 1 Gennaio 1999, ed incircolazione nel 2002.Come ha sentenziato lo studioso Paul Krugman, Premio Nobel per l’Economia 2008,“Adottando l’Euro l’Italia si è ridotta allo stato di una nazione del terzo mondo chedeve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica” ”. o Quali regole o norme a livello globale potrebbero essere efficaci per far tornare tornare finanza e credito strumenti accessori dell’economia reale?“ Il libero mercato è uno strumento di crescita e progresso. Conosciamo benel’obiettivo principe che spinge gli individui ad operarvi: il profitto.Servono regole che garantiscano agli operatori libertà d’azione ma che allo stessotempo tutelino il tessuto produttivo e sociale di una nazione. Risulta preminente quindi, individuare norme (stavolta a livello globale) che torninoa separare nettamente le banche d’affari dagli istituti di credito commerciali.Aumentare i controlli della vigilanza, obbligare alla trasparenza quegli operatori chelavorano sui mercati regolamentari, contenere all’interno di mercati ormaiequilibratamente normati l’uso di strumenti derivati.In definitiva, introdurre regole che non riducano l’operatività ma che limitino di fattogli effetti distorsivi, causati dall’attuale deregolamentazione, sull’economia reale esulla vita delle persone.” Mes, imposte o Pareggio di bilancio, Fiscal compact, Mes, politiche depressive imposte da burocrati non eletti. Che fine ha fatto lo Stato?“ Lo Stato si e’ trasformato in una colonia: Fiscal compact, Mes, pareggio di bilancio(http://www.metissiena.org/index.php?option=com_content&view=article&id=106:le 12
  13. 13. uropa-in-trappola-il-futuro-e-gia-iniziato&catid=17&Itemid=106 , ndr) non sonoaltro che strumenti di conquista utilizzati in questa guera finanziaria.Bisognerebbe riformare l’architettura europea per cambiare le sue istituzionipolitiche, bisognerebbe riformare l’EuroNel 2003, i popoli di Francia e Olanda bocciarono con il referendum il testo dellaCarta Costituzionale europea calato dai palazzi di Bruxelles: prontamente fusostituito dal Trattato di Lisbona che in quanto “Trattato”, non aveva nessunobbligo di essere sottoposto ad alcun referendum popolare per la sua entrata in vigore(anno 2009).Un super Stato a cui abbiamo già ceduto sovranità politica, più forte delle nostreCostituzioni nazionali, governato da persone non elette direttamente da nessuncittadino: Consiglio Europeo, Commissione Europea e Consiglio dei Ministri Ue…A voi hanno forse chiesto almeno un parere?Gli interessi sovranazionali sono enormi: i grandi gruppi finanziari e multinazionali,le oligarchie continentali, la Germania, non accetteranno mai una Unione Europearicostruita dal basso, a moneta sovrana.Ciò che viviamo adesso è la diretta conseguenza di aver aderito a questa UnioneEuropea così concepita. Non è in discussione la bontà degli alti ideali europei, giàampiamente traditi, ma la democrazia, il progresso sociale, il benessere diffuso,faticosamente conquistati dopo secoli di lotte intestine, conflitti mondiali, lotte socialied impegno civile. L’Europa dei popoli si può costruire anche con paesi sovrani.” o Proviamo a simulare questo scenario: l’Italia ha deciso la propria uscita dall’unione monetaria per il 1 Gennaio 2013. Cosa accadrà? “ Sgombriamo il campo da luoghi comuni e scenari apocalittici: il ritorno alla Lira del 1 Gennaio 2013, non sarà la nostra fine, ma una fase nuova tutta da vivere. Lo Stato italiano ha comunicato che in un tempo tecnico brevissimo inizierà ad imporre e riscuotere le tasse esclusivamente nella nuova valuta; la Banca d’Italia, su input del Ministero del Tesoro emetterà la nuova moneta. Lo Stato pagherà in Lire dipendenti, fornitori, aziende. Nessun assalto alle banche, nè code disperate agli sportelli: lo Stato ha comunicato che non convertirà i depositi bancari nella nuova moneta (ciò porterebbe al crollo immediato sistema bancario nazionale): li manterrà in Euro, lasciando libera scelta al singolo cittadino di decidere quando e se convertire il proprio conto corrente. 13
  14. 14. Se oggi ho la facoltà di aprire un conto in franchi svizzeri, perché domani non potrei mantenerne uno in Euro? Molto probabilmente il deprezzamento della nuova valuta (le stime dell’Istituto finanziario Nomura ipotizzano, nello scenario peggiore, un deprezzamento del 30%) potrebbe rendere costoso importare energia dall’estero, ma con la riconquistata sovranità monetaria, lo Stato potrebbe facilmente compensare il peso di questo effetto collaterale con interventi di detassazione. Si consideri che la componente fiscale sul prezzo della benzina è quasi del 60%, e che l’incidenza della “spesa energetica” per l’Italia è inferiore al 4% del Pil (Ag.Adn Kronos 18.6.2012). L’eventuale svalutazione avrebbe l’effetto benefico di riattivare le esportazioni dall’Italia verso l’estero e di conseguenza, dare finalmente grande impulso all’economia interna. I cittadini allo stesso tempo, al fine di ottemperare al dovere fiscale e soddisfare le proprie esigenze quotidiane, venderanno Euro e acquisteranno Lire; gli importatori esteri cercherebbero di commutare spontaneamente in valuta italiana enormi volumi di Euro, imprimendo una forte spinta all’apprezzamento della nuova divisa nazionale: tutto ciò supporterebbe in maniera determinante il rapporto di cambio. Il rapporto di cambio Euro/Lira dipenderà dalla quantità di domanda che otterrà la nuova moneta.” o La continua emissione di valuta creerà un incremento dell’inflazione e quindi un aumento dei prezzi?“L’inflazione potrà essere un pericolo solo quando saremo prossimi alla pienaoccupazione.Non sembra proprio la nostra attuale condizione, tutt’altro. Far ripartire l’economiareale è l’obiettivo primario: la produzione di beni e servizi derivante dalla ripresadell’occupazione riassorbirà, il surplus monetario immesso in circolazione per crearequeste opportunità di lavoro. Abbandonando teorie e pratiche suicide, avendoritrovato sovranità monetaria, il debito da “male assoluto” tornerà ad essere“ricchezza pubblica” di tutti i cittadini: scuole, strade, ospedali, trasporti, Statosociale.Adesso, vorrei rivolgere al lettore questa domanda:Preferiresti vivere in un Paese che ha un’ inflazione al 20%, in cui riesci a risparmiarequasi il 25% del tuo reddito, o in un Paese che ha un’ inflazione media del 2%, madove economicamente non arrivi a fine mese? ” 14
  15. 15. o In Italia, “debito pubblico” è spesso sinonimo di sprechi, inefficienza ecc.. . Siamo uno dei paesi più corrotti al mondo, non sarà un rischio aprire continuamente il portafoglio pubblico? “ La corruzione, gli sprechi, l’inefficienza non dipendono certo dallo “strumento debito pubblico”. Una società in declino se vuole cambiare passo, deve rivedere complessivamente i propri comportamenti che poi hanno in larga misura contribuito ad aggravare la nostra condizione. Mancanza di etica, mancanza di cultura. A tutti i livelli. Ogni cittadino deve prendere coscienza e responsabilizzarsi a partecipare, a controllare chi è delegato a rappresentarlo nella gestione della cosa pubblica, delle finanze pubbliche. Demandare esclusivamente ad altri la propria vita, è da considerarsi il petulante leit motiv di un’epoca ormai superata dagli eventi. Questo, se vogliamo davvero vivere con dignità in una società migliore.” pregresso o Che fine farà il famigerato Debito pubblico pregresso in valuta Euro?“ Lo Stato italiano ha attualmente giurisdizione nazionale sui propri titoli pubblici,quindi avrà la facoltà di convertirli nella propria valuta sovrana: il debito verràripagato semplicemente stampando moneta.La Grecia è stata da poco costretta dalla troika ad emettere una parte di titoli sottogiurisdizione anglosassone. Ciò significa che ove tornasse alla Dracma, dovrebberimborsare i creditori in Euro.Anche per questo, richiedere oggi l’acquisto di propri titoli sul mercato secondarioalla Bce (o tramite il Mes), è un salto nel buio: se tra gli obblighi da onorare fosseinserita la particolare clausola riferita al rimborso - a determinate condizioni intermini di giurisdizione extranazionale - il futuro debito sarebbe molto più oneroso dafronteggiare. Un ulteriore ricatto per accerchiare lo Stato nella gabbia dell’ attualeEurozona.” o Uscire dalla moneta unica europea comporterà il fallimento dello Stato?“ Assolutamente no. Uno Stato in possesso della propria sovranità monetaria, nonpuò tecnicamente fallire, in quanto il potere di emettere moneta gli permette dionorare sempre i suoi debiti interni ed esteri; può autofinanzianziarsi, in pratica è 15
  16. 16. come se si indebitasse con sé stesso. Può stabilire il tasso di interesse a qualsiasilivello, avrà la possibilità di attivare politiche monetarie per la piena occupazione.Lo Stato si troverà nuovamente in una condizione di forza. Stampando moneta, nonsaremo sottoposti ad alcun ricatto.Il ricatto lo subisce chi adotta l’Euro. Lo Stato sovrano emette titoli per avere ilcontrollo della politica monetaria; l’Italia e gli altri paesi che oggi sono sottoattacco speculativo li emettono per il proprio precario sostentamento, obbligati apolitiche di austerità.Uscire dall’Euro non significa abbandonare l’Europa: Inghilterra, Svezia,Danimarca sono parte integrante dell’Unione Europea, eppure hanno una propriamoneta sovrana.Citando Alan Greenspan, economista statunitense, ex Governatore della FederalReserve, non certo un complottista bolscevico: “Se uno Stato ha moneta propria, ungoverno non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi. Gli Stati Uniti possonopagare ogni debito perché possono sempre stampare moneta per farlo” (intervistaalla tv americana Nbc, 2011, ndr).” o Ritorno dal Futuro, 2012. Come si conciliano politiche espansive, Ritorno crescita, piena occupazione... con la necessità di cambiare il nostro modello di sviluppo divenuto globale, insostenibile non solo economicamente, essendo il pianeta Terra un sistema finito di di risorse?“ Il pensiero neoliberista tramite i media, vende come progresso ciò che nei fatti èarretramento civile, culturale e sociale di milioni e milioni di persone.Colossi che sono emersi sollevandosi da economie feudali, nuovi mercati che stannocambiando il volto di intere aree geografiche. L’Occidente non è più il motore delpianeta.Eppure mai come oggi, schiavi antichi e moderni convivono sotto lo stesso tetto: ilfine ultimo di questa globalizzazione è il profitto dell’ èlite a danno dei popolilasciati nella povertà, nel bisogno, nella precarietà, nell’impossibilità di riscatto.Invece che inoltrarci a pieno nel terzo millennio, sembriamo precipitare indietro dialmeno due secoli.La crescita economica a cui si accompagna l’evoluzione materiale ed immaterialedell’essere umano, è incompatibile con l’attuale modello di sviluppo.Politiche espansive, l’obiettivo della piena occupazione sono invece conciliabili conun modello che deve valorizzare anche alcune risorse per loro natura illimitate.Alziamo gli occhi al cielo e torniamo giù. Sole, vento, onde marine, campi magnetici,viscere terrestri. 16
  17. 17. Già adesso, l’uomo detiene i saperi e le tecnologie per mettere in disparte i pozzipetroliferi, le miniere di carbone, le centrali a fissione nucleare; è tempo dimantenere, riutilizzare, riciclare, educare le persone ad una austerità positiva:consumare responsabilmente in relazione alle proprie effettive possibilità.Occorrono inderogabili politiche pubbliche di spesa: istruzione, ricerca e sviluppo,salute, beni comuni. Seri interventi che ci proiettino nel futuro.Politiche che salvaguardino il territorio, le sue ricchezze, che riportino il cibo achilometri zero, che trasformino le abitazioni in autonome fonti di energia.Il consumo compulsivo di massa che ha portato a saturazione gran parte dei nostrimercati, è la stessa ossessione che poi ha permesso ad alcuni di gonfiare “bolle”speculative, pianificando ciò che stiamo vivendo.Consumo sfrenato e debito privato, ci hanno permesso di vivere al di sopra dellenostre reali capacità per tanti anni. Non certo le risorse pubbliche, che se utilizzatecon criterio e consapevolezza, sono fonte di benessere diffuso e progresso socialedell’intera collettività.Il nostro Stato – famiglia cosa potrà davvero offrire alla società?La mondializzazione non ha esteso la ricchezza, l’ha concentrata.Riflettere quindi, su quale sia il parametro di riferimento dell’ autentica prosperità deipopoli è più che mai urgente: forse il Pil, lo spread? Magari presto, saremo costrettiad inventarcene uno…Il profitto è felicità, oppure avidità e frustrazione?Il benessere è qualcosa di molto più semplice, un’esperienza collettiva.Un popolo più maturo, con idee nuove, saprà anche esprimere una classe dirigentepiù responsabile.” o Media, come raccontano questa crisi alla pubblica opinione ?“ Il pensiero unico neoliberista, sostenuto dai grandi potentati economici, è statoalmeno da quattro decenni sapientemente introdotto in ogni dispensa universitariaquindi in ogni ministero, in ogni banca centrale. Il contagio ha ovviamenteinfluenzato operatori economici di qualsiasi livello. I mezzi di comunicazione dimassa hanno avuto un ruolo determinante nel diffondere tra i popoli un certo stile di 17
  18. 18. vita, dei precisi modelli da emulare che hanno educato intere generazioni, elevando lasemplice teoria ad egemonia culturale.Un cannoneggiamento continuo da ogni latitudine: “Stato – famiglia, debito pubblico,politiche di austerità necessarie per ridurre il debito, pareggio di bilancio, riforma delmercato del lavoro, flessibilità e competitività”… ci stanno raccontando dellefavole!!Tornando alla realtà, è in atto la strategia finora vincente della cosiddetta “shockeconomy”: viene provocata una crisi, si attaccano i titoli di Stato dei paesi del sudEuropa (estate 2011, Goldman Sachs scommette sul crollo dell’Italia, vende circa 30miliardi di btp e acquista cds ), viene convinta gran parte della pubblica opinione chenon abbiamo più risorse disponibili: esiste un’ alta probabilità di fallimento.Vero e proprio terrorismo mediatico: l’altalena dello spread in apertura di tutti itelegiornali nazionali.La tensione, l’ansia collettiva crescono... la paura del Domani.Il baratro imminente viene agitato quando è necessario prendere delle decisioniimmediate ed urgenti, provvedimenti da far entrare in vigore molto rapidamente.Vengono sostituiti governi democraticamente eletti: la pubblica opinione vienepersuasa che il debito pubblico sia il “male assoluto” e la causa per cui il Pil italianonon cresce da più di dieci anni.I diritti dei lavoratori sono un ostacolo per la crescita economica, al via la libertà dilicenziare!Per sopravvivere alla globalizzazione sono necessari rigore, austerità, tagli.E’ indispensabile e “innovatore” rinunciare a conquiste sociali e civili… tutto ciò peressere “più competitivi”.Obbligate riforme strutturali di “macelleria sociale” stravolgono improvvisamente laquotidianità di milioni di persone, vendendo la certezza che così facendo tutto troveràpresto soluzione. Anche per questo è opportuno alienare il patrimonio dello Stato!La realizzazione del folle disegno neoliberista va avanti: un mondo governato da unèlite di ricchissimi manager. Il nostro futuro è in balia del mercato, già intento aprivatizzarci la vita.Aver consentito ai grandi gruppi capitalistici e finanziari di autoregolarsi è stata lacausa primaria delle crisi. Un enorme vuoto politico colmato da un’ideologia chearricchisce pochissimi a danno di molti. Una modernissima e spietata lotta di classe:così combattono contro il ceto medio basso, gli comprano il futuro. 18
  19. 19. I politici nazionali ed europei dovrebbero, a mio avviso, rispondere a questa semplicee forse ingenua domanda: perché hanno consentito che ciò accadesse e permettono atutt’oggi che i popoli europei vengano deliberatamente impoveriti?Siamo in possesso di tutti gli strumenti per evitare questa deriva, sarebbe sufficientevi fosse buon senso e volontà di cambiare.Evidentemente la politica serve da troppo tempo, altre logiche ed altri interessi.” O E’ normale sentirsi disarmati in questa guerra asimmetrica. Cosa può fare ognuno di noi di fronte a queste enormità?“ Ogni cittadino ha il diritto - dovere di conoscere, di informarsi individualmentesulla realtà che vive ogni giorno. Non possiamo rassegnarci all’inevitabile: esiste giàuna via alternativa a ciò che ci viene imposto dall’alto e che ci sta rovinandol’esistenza.E’ urgente armarsi pacificamente per combattere questa guerra. I nostri mezzi:cultura, conoscenza e divulgazione.Il primo passo è partecipare numerosi al Summit MMT (Teoria Monetaria Moderna)a Rimini il 20 e 21 ottobre prossimi, durante il quale il Prof. James Galbraith (Univ.del Texas, USA), la Prof.ssa Stephanie Kelton (Univ. Missouri Kansas City), il Dott.Warren Mosler ( Levy Inst. New York, USA), il Dott. Marshall Auerback (INETNew York, USA), il Prof. Alain Parguez (Univ. di Besançon, Francia) ed ilgiornalista Paolo Barnard, ci aiuteranno a capire come l’Italia può tornare sovrana,prospera e democratica per il 99% di noi, salvando aziende e occupazione.(http://democraziammt.info/site/presentazione/?url=http://www.democraziammt.info/site/).” 19

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