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Scrivere la mente Milano 17 novembre 2018

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Tutti noi abbiamo una mente che può renderci felici o farci soffrire. Scrivere la mente è una esperienza che unisce meditazione e scrittura per coltivare la felicità nella nostra mente: perchè scrivere è un modo per lasciar andare

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Scrivere la mente Milano 17 novembre 2018

  1. 1. Meditazione e scrittura Scrivere la mente @con Nicoletta Cinotti
  2. 2. Che relazione c’è tra meditazione e scrittura? Possono sembrare due elementi molto lontani tra di loro. Eppure hanno tantissimi aspetti in comune
  3. 3. Aspetti comuni tra meditazione e scrittura • Entrambe richiedono di attraversare la paura del vuoto. Il vuoto della pagina bianca. Il vuoto del silenzio. Il vuoto del respiro • Entrambe richiedono disciplina • Entrambe ci mettono di fronte ai nostri errori e ci spingono ad imparare dalla ferita che l’errore apre • Entrambe ci chiedono di stare nel processo prima che nel risultato • Entrambe ci portano in un luogo che non conoscevamo prima
  4. 4. Entrambe danno una forma a ciò che forse è senza forma: la nostra mente
  5. 5. Eppure non è solo per questo che metto insieme meditazione e scrittura
  6. 6. Le metto insieme perchè ci sono momenti in cui ci troviamo di fronte al dubbio Momenti in cui non sappiamo dove andare. Momenti in cui avremmo bisogno di ascoltare la nostra voce. E in quei momenti è necessario trovare strumenti per sentirci e rispondere alle nostre domande in modo personale e unico. Meditazione e scrittura ci danno questa possibilità.
  7. 7. Breve inciso teorico • La nostra mente ha una struttura linguistica che funziona per contrapposizione • Non conosce la negazione • Diamo forma alle nostre risposte attraverso verbi, pronomi, aggettivi comparativi • Questa struttura verbale agisce con la forza dell’abitudine • A volte basta una sola di queste parole per bloccarci. Le parole sono la chiave dei nostri costrutti negativi • Più lasciamo oscuri questi aspetti linguistici più ci condizionano
  8. 8. Scrivere la mente diventa un processo Iniziamo con la pratica di consapevolezza Esploriamo il luogo più silenzioso: lo spazio tra la fine dell’espirazione e l’inizio dell’inspirazione successiva Dimoriamo in quello spazio e aspettiamo lì la nostra voce. A volte arriva subito. A volte arriva dopo
  9. 9. Perché la nostra voce è un animale selvatico Timida e riservata Intima e intensa Profonda e nascosta Parla per opposti Ha una struttura linguistica di verbi e parole
  10. 10. Dopo scriviamo Scriviamo senza pensare Scriviamo senza correggere Scriviamo senza rileggere Lasciamo che le parole emergano Lasciamo anche che emerga il vuoto della pagina bianca E la relazione tra presenza e assenza E poi facciamo un balzo: il più difficile. Il balzo della verità: rileggiamo. Dopo un minuto, dopo un’ora. Dopo una settimana Ogni lettura mostrerà elementi diversi.
  11. 11. Un doppio registro narrativo e poetico • Scopriremo così che la nostra mente ha un doppio registro: narrativo e poetico. • Il registro narrativo ci racconta brevi storie • Quello poetico parla la lingua delle sensazioni. Immediate • Lasciando senza elementi di forzatura della coerenza narrativa, il registro poetico e quello narrativo, potremo costruire e ricostruire come funziona la nostra mente
  12. 12. Oggi. Scrivere il nome Comincia con lo scrivere il tuo nome, perché ne resti traccia, qualche segno di grafite risonante nel bianco. Con poche lettere sigla decenni di storia, il silenzio della pagina pronto a spalancarsi, ad accogliere e disperdere. Spicca nel bianco e non è più bianco ma voce la matita che attraversa il foglio, e goccia a goccia qualcosa cede e ti si allarga dentro: Pierluigi, e dopo Cappello, in un sussurro un nome; e dentro un nome, l’uomo che non concede a sé i suoi stessi lineamenti, protetti da un’ottusità misericordiosa. Leggero, come la cenere. Fresco, come l’aria fra le dita. Scomparso, come una nuvola. Pierluigi Cappello
  13. 13. La legge dell’intensità • Se ascoltiamo la nostra voce impariamo che, per farci sentire non è necessario alzare il volume. Padroneggiamo l’intensità delle parole • Ascoltare la nostra voce ci aiuta a trovare parole autentiche e non sterotipate. Che aderiscono al significato • Che colpiscono al cuore: perché è lì che le parole tornano a casa
  14. 14. E poi lasciar andare • Scrivere è un modo per lasciar andare. Perché la nostra voce non accetta di non essere ascoltata. E ci fa ripetere le stesse cose fino a che non l’ascoltiamo • Scrivendo lasciamo andare perché - prima - abbiamo ascoltato • Lasciando andare ci apriamo alla novità del presente
  15. 15. Pensi di non aver bisogno di scrivere la mente? Forse possiamo pensare: • di non aver bisogno di scrivere la nostra mente • di non aver bisogno di ascoltare la nostra voce • di non aver bisogno di meditare • di non avere tempo da perdere
  16. 16. È possibile Ma tutti noi abbiamo bisogno di preservare la nostra anima
  17. 17. Qualche parola sull’anima L’anima la si ha ogni tanto. Nessuno la ha di continuo e per sempre. Giorno dopo giorno, anno dopo anno possono passare senza di lei. A volte nidifica un po' più a lungo sole in estasi e paure dell’infanzia. A volte solo nello stupore dell’essere vecchi. Di rado ci da una mano in occupazioni faticose, come spostare mobili, portare valige o percorrere le strade con scarpe strette. Quando si compilano moduli e si trita la carne di regola ha il suo giorno libero. Su mille nostre conversazioni partecipa a una, e anche questo non necessariamente, poiché preferisce il silenzio. Quando il corpo comincia a dolerci e dolerci, smonta di turno alla chetichella. È schifiltosa: non le piace vederci nella folla, il nostro lottare per un vantaggio qualunque e lo strepito degli affari la disgustano. Gioia e tristezza non sono per lei due sentimenti diversi. E’ presente accanto a noi solo quando essi sono uniti. Possiamo contare su di lei quando non siamo sicuri di niente e curiosi di tutto. Ta gli oggetti materiali le piacciono gli orologi a pendolo e gli specchi, che lavorano con zelo anche quando nessuno guarda. Non dice da dove viene e quando sparirà di nuovo, ma aspetta chiaramente simili domande. Si direbbe che così come lei a noi, anche noi siamo necessari a lei per qualcosa. Wislawa Szymborska
  18. 18. E la nostra efficenza arriva al punto di distruggerci Possiamo salvarci solo perdendo tempo Ed è solo perdendo tempo che lo ritroviamo
  19. 19. Iscrizioni qui con Nicoletta Cinotti

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