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Il corpo e la parola

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Come impariamo a parlare? E da dove nascono le parole? La risposta a queste due domande sarà contro-intuitiva: impariamo a parlare dal corpo e gli aspetti paraverbali rimangono centrali per la qualità della nostra comunicazione.

Published in: Education
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Il corpo e la parola

  1. 1. Il corpo e la parola Nicoletta Cinotti
  2. 2. È un gesto il precursore del linguaggio: il gesto dell’indicare. Quando i bambini iniziano a produrre questo gesto sappiamo che da lì a breve la produzione delle parole inizierà. Così possiamo dire che le parole nascono dal corpo… …vediamo come In che modo iniziamo a parlare? Body Level One Body Level Two Body Level Three Body Level Four — Body Level Five
  3. 3. L’inizio dell’intelligenza motoria A 22 settimane un feto ha la capacità di succhiare ritmicamente il pollice. È un’attività intenzionale. Poche settimane dopo inizierà a mostrare un sorriso o un segno di disgusto.
  4. 4. Le protoconversazioni L’intelligenza motoria che permette delle protoconversazioni inizia mesi prima della nascita, mesi prima delle parole, nella comunicazione che il bambino riceve dalla madre e dal suo comportamento. Negli ultimi mesi di gravidanza inizia a comunicare con la madre attraverso segni motori. (Trevarthen) Questo ci prepara al coinvolgimento sociale successivo che è alla base della comunicazione tra esseri umani.
  5. 5. Le ricerche di Edward Tronick sulla Still Face Le ricerche di Linn Murray sulla comunicazione contingente I segnali comunicativi Sono fondamentali per lo stabilirsi del legame emotivo con i genitori. I bambini hanno bisogno di trovare un adulto responsivo rispetto alle loro necessità e la responsività non è data dalla presenza fisica ma dalla capacità di comunicare espressione emotiva. Solo il 17% della comunicazione è definito dai fattori verbali. Il restante 83% è definito dai fattori comunicativi paraverbali
  6. 6. La percezione e la comunicazione Abbiamo moltissimi neuroni sensoriali nel sistema motorio. Questo ci permette di conoscere ciò che sentiamo nel movimento ed è ciò che chiamiamo percezione.Possiamo anche dire che la percezione legata al movimento è il nostro “me sentito”, il felt me di cui parla Trevarthen e che è alla base della nostra possibilità di comunicare.
  7. 7. Come nascono le parole? Secondo Werner e Kaplan, i processi simbolici che stanno alla base dello sviluppo comunicativo e linguistico sorgono da formazioni sensomotorie dinamiche. Ossia il bambino, prima di arrivare a costruire delle parole, segue un processo corporeo, di percezione, delle qualità degli oggetti, di percezione delle qualità del Sè e inizia, a partire da qui, il processo di distanziamento simbolico che porta alla formazione delle parole. In questo senso la Lis segue lo stesso processo di sviluppo cognitivo, linguistico e comunicativo della lingua verbale. Solo che continua l’uso del gesto. Ma l’uso che ne fa è simbolico come nel linguaggio verbale.
  8. 8. Malgrado i genitori…. …si sforzino di ripetere le parole, i bambini imparano a parlare su caratteristiche ritmiche, percettive, sonorità corporee e forme… Il motherese funziona perché altera il timbro e il ritmo …. …ma senza esperienza corporea i bambini non imparano a parlare. Non solo, lo sviluppo comunicativo - che è diverso dallo sviluppo linguistico - passa attraverso il riconoscimento dei segnali espressivi dei genitori e il riconoscimento, da parte dei genitori, dei segnali espressivi dei propri bambini.
  9. 9. Sorpresa
  10. 10. Sorpresa Attenzione
  11. 11. Sorpresa Buonumore
  12. 12. Il corpo: un linguaggio universale Ekman ha dimostrato che, contrariamente ad una diffusa convinzione, le espressioni facciali e le emozioni non sono determinate dalla cultura di un posto o dalle tradizioni ma sono universali ed uguali per tutto il mondo, ciò indica che quindi sono di origine biologica. Nel 1972, seguendo una tribù isolata dal mondo in Papua Nuova Guinea, notò le espressioni di "base" universali
  13. 13. Rabbia Disgusto Tristezza Gioia Paura Sorpresa Inside out La difficoltà a riconoscere e nominare le nostre emozioni impoverisce la nostra capacità comunicativa. Non solo quindi le parole nascono dal corpo - e quindi dal silenzio - ma vengono comprese attraverso il corpo e la mimica che le accompagnano. Anche quando leggiamo, una voce, dentro di noi, stabilisce il tenore paraverbale della nostra lettura.
  14. 14. Perché lo dimentichiamo? I genitori scoraggiano l’uso della comunicazione gestuale, in parte perché sono convinti che questo sia un deterrente per lo sviluppo linguistico. In parte perché siamo convinti che la mente valga più del corpo .
  15. 15. Lo sviluppo cognitivo In realtà oggi crediamo che lo sviluppo cognitivo sia regolato dalle nostre emozioni. Panksepp, un importante neuroscienziato contemporaneo, afferma che ci aiutano a costruire la nostra razionalità. Esistono tre gruppi di emozioni, organizzate in sistemi: -sistema difensivo; sistema di ricerca; sistema affiliativo. Questi tre sistemi regolano la nostra disponibilità comunicativa.
  16. 16. La consapevolezza La consapevolezza degli aspetti paraverbali è fondamentale per la nostra possibilità di comunicare. Altrimenti diciamo qualcosa con le parole e qualcosa di diverso con il corpo…
  17. 17. La tolleranza del silenzio La tolleranza del silenzio, inoltre è fondamentale per la costruzione dell’intimità. Riconoscere i gesti dell’altro è il primo segnale che abbiamo imparato a conoscerlo e amarlo.
  18. 18. Chandra Livia Candiani ” “Non è il mio silenzio e non è il silenzio di qualcun altro, ma incontrarsi e fare insieme silenzio fa nascere qualcosa. Qualcosa che resta”. “

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