Introduzione al business plan

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Introduzione alla compilazione di un business plan: l'analisi dei fattori interni ed esterni per trasformare un'idea in un'attività di business.

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Introduzione al business plan

  1. 1. Business Plan Introduzione all’analisi dei fattori interni ed esterni Emilio
  2. 2. PrimaFase Analisi Interna SecondaFase Analisi Esterna TerzaFase Piano Strategico QuartaFase Piano Operativo
  3. 3. 1) Executive Summary 2) Idea di Business: • Bisogni del mercato • Prodotti/servi offerti 3) Mercato di Approvigionamento • Definizione componenti • Individuazione caratteristiche fornitori • Potere contrattuale fornitori 4) Piano di Marketing: • Mercato Potenziale • Mercato Obiettivo • Previsioni di vendita 5) Piano Strategico: • Analisi della concorrenza • Vantaggi competitivi • Rischi • Strategia • Scelte di Marketing mix – prezzo 6) Piano Operativo: • Management team • Risorse Chiave 7) Piano Economico Finanziario: • Sintesi dei risultati economico • Piano finanziari attesi • Rendiconto finanziario
  4. 4. Il business plan è un documento, strutturato secondo uno schema preciso e rigido, che sintetizza i contenuti e le caratteristiche del progetto imprenditoriale (business idea). Non deve però essere considerato uno strumento assoluto, ma uno strumento dinamico, adattabile ai cambiamenti che avvengono all'interno o all'esterno dell'impresa. I business plan possono anche diventare rapidamente obsoleti, ma hanno un altissimo valore se fatti e se usati correttamente. In pratica, ogni business plan è una sorta di vademecum dell'azienda o della business idea e deve essere verificato costantemente da ogni imprenditore, deve essere modificato perché è una previsione basata su dati statistici e questi dati sono talvolta difficili da reperire.
  5. 5. Cosa, dove, come, quando. Cosa In questa sezione del piano d'impresa dovrà essere fornita una dettagliata descrizione di cosa si va ad offrire al mercato, cioè le caratteristiche del prodotto o del servizio che si vuole offrire e a quali clienti potenziali si rivolge. Dove In questa fase inizia una vera e propria raccolta di informazioni sull'ambiente dove la nuova attività andrà ad operare. Si dovrà quindi fare particolare attenzione al macro-ambiente ed al micro-ambiente. Il macro-ambiente riguarda tutto quello che l'impresa non può controllare direttamente: la pubblica amministrazione; il clima politico; il clima sociale; il clima economico; il clima culturale Il micro-ambiente rappresenta in sostanza il campo di battaglia sul quale si cimenterà la nuova impresa. Esso è composto da 4 elementi fondamentali. Come Si dovranno ora prendere decisioni relative all'identità dell'impresa, cioè alla quantità di merce che si vorrà produrre, alla struttura dell'impianto, al livello di redditività del capitale investito. Una volta definiti questi obbiettivi bisognerà indicare come si vorrà raggiungerli. Quando Una pianificazione temporale del business plan consente di programmare quando immettere sul
  6. 6. Le «5 cose» del mercato
  7. 7. Offerta Forza Commerciale Domanda Competitors Influenzatori PUSH PULL
  8. 8. ANALIS I INTERN A
  9. 9. La nostra struttura Quali sono i nostri top product? Dove vogliamo sviluppare il nostro business? Con quali canali vogliamo sviluppare il business? Definizione del mix ottimale
  10. 10. ANALISI ESTERNA: DEFINIZIONE DEI COMPETITORS
  11. 11. Analisi della struttura economico - finanziaria Analisi qualitativa del mix di prodotti
  12. 12. Analisi ESTERNA: QUALI PRODOTTI SONO ATTUALMENTE OFFERTI
  13. 13. Mercato Prodotto X Prodotto Y Prodotto T Prodotto W Prodotto Z Matrice di Posizionamento Analisi del valore
  14. 14. ANALISI ESTERNA: INDIVIDUAZIONE DEI
  15. 15. DB Settore BisogniDimensioni Mercati
  16. 16. NOI E IL MERCATO: INDIVIDUARE I BISOGNI DEI CLIENTI
  17. 17. Prodotti Mercato Pricing +/- No Price competition + Price competition - + - + - Differenziazio ne Gustidel mercato Individuazione del mix ottimale di vendita per raggiungere i gusti del cliente ed evitare la price competition
  18. 18. ANALISI ESTERNA: DEFINIZIONE DEL
  19. 19. Il processo di posizionamento si configura quindi di due fasi fondamentali
  20. 20. La fase analitica riguarda tutta la ricerca che deve essere effettuata per individuare lo spazio occupato dal prodotto/marca nel sistema percettivo dei consumatori con riferimento agli spazi occupati dai principali competitors. La fase strategica si fonda sulle informazioni che nascono dalla fase analitica e deve andare ad individuare quale sia la posizione giudicata più efficace per raggiungere il segmento di domanda al quale l’impresa intende rivolgersi
  21. 21. A livello internazionale tale definizione del posizionamento risulta essere più complesso in quanto variano esponenzialmente le variabili potenziali da considerare. A tal fine potremmo avere due diverse tipologie: • Posizionamento standardizzato • Posizionamento differenziato
  22. 22. •PRODOTTO: in questo caso è possibile osservare come il posizionamento avvenga considerandone gli attributi tangibili e intangibili: la qualità, il design, la confezione, il servizio pre e post vendita. Definire qui criteri standardizzati o personalizzati a seconda del paese. •COMUNICAZIONE: la comunicazione è il veicolo fondamentale per far arrivare al consumatore gli elementi caratterizzanti il prodotto. Nei prodotti ad alta valenza simbolica spesso la comunicazione definisce il positioning. In questo caso definire se standardizzare a livello centralizzato o se lasciare libertà di creazione e livello locale considerando caso per caso anche quali sono i mezzi di comunicazione più adatti per raggiungere i nostri clienti e potenziali clienti. •PREZZI: la politica dei prezzi influenza in maniera significativa la definizione del posizionamento internazionale. Applicando un prezzo reale uguale per tutti i paesi, la fascia di prezzo occupata dall’impresa o il posizionamento all’interno della fascia di prezzo siano diversi, perché variano i prezzi della concorrenza. Viceversa un’impresa può vendere il prodotto a prezzi diversi ma essere comunque collocata all’interno della stessa fascia di prezzo, determinando in questo modo un posizionamento standardizzato. •DISTRIBUZIONE: la definizione delle politiche distributive influenzano la percezione del posizionamento del prodotto/marca nel consumatore. La scelta tra una distribuzione a tappeto ed una distribuzione selettiva possono aumentare o diminuire il posizionamento dell’azienda. MARKETING MIX
  23. 23. Il posizionamento del prodotto all’interno di un mercato e le politiche di marketing attraverso le quali viene data attuazione alla decisione di posizionamento sono strettamente influenzati dall’uso a cui il prodotto è destinato nonché al contesto in cui questo ha luogo. •Situazione d’uso: il succo d’arancia è diffusamente utilizzato in USA per la prima colazione ma assai meno in Francia in cui viene utilizzato come bevanda rinfrescante. • Condizioni d’uso: la tecnologia del prodotto influisce sul posizionamento dello stesso in mercati differenti che presentano caratteristiche diverse. Le macchine agricole nei paesi industrializzati necessitano di una determinata tecnologia perché vengono utilizzati per coltivazioni intensive in cui esiste una manodopera specializzata, nei paesi in via di sviluppo invece le condizioni sono completante diverse e non sussistono neanche i medesimi capitali di investimento.
  24. 24. Trasforma le tue competenze

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