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Parte e pronomi indiretti

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Lezione di Italiano sui pronomi indiretti

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Parte e pronomi indiretti

  1. 1. PARTE E
  2. 2. Ti Ricordi dei Pronomi? Speriamo di sì! Ma caso non ti ricordi, fai un ripasso del contenuto dell’unità precedente.
  3. 3. Pronomi Indiretti Oggi impareremo sui Pronomi Indiretti. Per cominciare, leggiamo la seguente frase: Il dottore non c’è. Quando torna, gli dirò che hai telefonato.
  4. 4. Nella frase precedente gli risponde alla domanda: Dirò a chi? Risposta = gli (al dottore) Il dottore non c’è. Quando torna, gli dirò che hai telefonato.
  5. 5. Gli è un pronome indiretto di 3º persona singolare maschile. Un’altra possibilità della stessa frase è: Il dottore non c’è. Quando torna, dirò a lui che hai telefonato. La forma gli è chiamata di debole, mentre a lui è la forma forte. Conosceremo meglio queste forme fra poco.
  6. 6. Come si usano? I pronomi personali indiretti rispondono alla domanda a chi?, svolgono cioè la funzione di complemento di termine, per cui si usano quando il verbo è seguito da a. Per esempio il verbo piacere vuole quasi sempre il pronome indiretto: qualcosa piace (a chi? - pronome indiretto).
  7. 7. Vediamo alcuni esempi: -Mi (a me) piace studiare l’italiano. Vi (a voi) piace studiare l’italiano? -No, non ci (a noi) piace studiare l’italiano.
  8. 8. LA FORMA
  9. 9. La forma debole si usa solo per indicare il complemento di termine (a chi?). • Ti telefonerò domani. (= a te) • Portaci le fotocopie. (= a noi)
  10. 10. Come abbiamo già visto per i pronomi personali diretti, anche i pronomi personali con valore di complemento di termine si possono mettere: • Prima del verbo (e staccati dal verbo) se il verbo è all’indicativo, al congiuntivo o al condizionale: gli dico se gli dicessi gli direi
  11. 11. • Dopo il verbo (e uniti al verbo) se il verbo è all’infinito, all’imperativo o al gerundio: dirgli digli dicendogli
  12. 12. La forma forte si usa per tutti i complementi introdotti da una preposizione: Vengo con te. Abbiamo parlato molto di voi. Questo regalo è per lei.
  13. 13. Con i verbi potere, dovere, volere il pronome indiretto si attacca al verbo all’infinito, oppure si colloca davanti ai modali: Non voglio parlarti = Non ti voglio parlare (=a te). Posso chiedervi un favore? = Vi posso chiedere un favore? (= a voi) Devo farle un regalo = Le devo fare un regalo. (= a lei)
  14. 14. Attenzione Alla 3º persona si usa sé (invece di lui/lei) quando il pronome si riferisce al soggetto della frase: • Michele pensa solo a sé. Sé è Michele stesso, quindi la frase vuol dire che Michele pensa solo a sé stesso, e non agli altri, perché è un egoista.
  15. 15. Attenzione Invece: • Michele pensa solo a lui. Lui non è Michele ma un’altra persona, per esempio suo fratello, un suo amico, un suo idolo…
  16. 16. Attenzione! I pronomi indiretti mi, ti, ci, vi sono uguali ai pronomi diretti! Non confonderli! Nel dubbio, basta fare una delle domande chi? o a chi? e vedere a quale il pronome risponde. Non ti chiamo più. Chiamo chi? = te (pronome diretto) Non ti dico la verità. Dico a chi? = a te (pronome indiretto)
  17. 17. Fine della Parte E... Hai capito bene? Ora, prova a fare gli esercizi di controllo: Parte E – Esercizio 1 Parte E – Esercizio 2 Parte E – Esercizio 3 Parte E – Esercizio 4

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