NORMATIVA RELATIVA  ALLE  PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI
Sono elaborate da gruppi di lavoro composti da esperti in rappresentanza delle parti economiche interessate,coordinati e g...
<ul><li>Norme per definire lo stato dell’arte del cls preconfezionato, prefabbricato e autoprodotto. </li></ul><ul><li>UNI...
Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni Con D.M. del 14 gennaio 2008 sono state pubblicate le Nuove Norme Tecniche per ...
<ul><li>Il Direttore dei Lavori o un suo tecnico deve, sempre secondo le disposizioni delle NTC, verificare l’idoneità del...
Il pavimentista deve costruire secondo la regola d’arte. La regola d’arte secondo giurisprudenza sussiste se in relazione ...
I rivestimenti resinosi dispongono di un buon numero di Norme Tecniche, che definiscono le caratteristiche e i requisiti p...
Quindi l’ente appaltante, la direzione dei lavori, il progettista e l’applicatore stesso, dispongono dei criteri di confor...
Codici di Buona Pratica, Linee Guida, Capitolati In aggiunta ai requisiti specificati in norme volontarie e leggi, esiston...
Codice di Buona Pratica per i Pavimenti in Cls ad uso industriale <ul><li>Il Codice definisce le proprietà reologiche e me...
Codice di Buona Pratica per i Pavimenti in Resina CONPAVIPER, facendo riferimento alla norma UNI 10966 “Rivestimenti resin...
Capitolato Tecnico Pavical <ul><li>Il Capitolato Pavical evidenzia: </li></ul><ul><li>le prescrizioni per il mix design de...
La qualità certificata Medipav Medipav opera da anni nel rispetto delle normative, in linea con i Codici di Buona Pratica ...
La qualità certificata Medipav <ul><li>Il concetto di qualità pervade oggi trasversalmente tutte le funzioni aziendali. </...
Finalmente il pavimento industriale viene considerato una vera e propria  struttura
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Normativa Sulle Pavimentazioni

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Medipav segue attentamente le normative specifiche in ambito pavimentazioni industriali verificando sempre le condizioni dettate dalle normative vigenti e dai Codici di buona Pratica sviluppati all'associazione di categoria.

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Normativa Sulle Pavimentazioni

  1. 1. NORMATIVA RELATIVA ALLE PAVIMENTAZIONI INDUSTRIALI
  2. 2. Sono elaborate da gruppi di lavoro composti da esperti in rappresentanza delle parti economiche interessate,coordinati e gestiti dall’Ente di normazione nazionale UNI. Differenza tra norma e regola Le norme tecniche sono documenti che definiscono le caratteristiche (per esempio, dimensioni, aspetti di sicurezza, requisiti prestazionali ecc.) di un prodotto, o di un processo secondo quello che è lo stato dell’arte tecnico e tecnologico. Le norme tecniche non sono leggi ma sono norme volontarie. Le regole tecniche sono specifiche che definiscono le caratteristiche e/o i requisiti prestazionali di un prodotto o di un processo, ma hanno natura obbligatoria , essendo contenute (o citate come obbligo) in atti emanati dall’autorità Pubblica (leggi, decreti, ecc.) e sono quindi cogenti. Se una norma viene comunque citata in un atto pubblico (leggi, decreti, ecc.) diventa essa stessa requisito cogente. Att .
  3. 3. <ul><li>Norme per definire lo stato dell’arte del cls preconfezionato, prefabbricato e autoprodotto. </li></ul><ul><li>UNI EN 206-1 “Calcestruzzo, specificazione, prestazione, produzione e conformità” ottobre 2001 </li></ul><ul><li>UNI 11104 “Istruzioni complementari per l’applicazione della EN 206-1” marzo 2004 </li></ul><ul><li>Norma relativa alla posa e maturazione dei getti in calcestruzzo </li></ul><ul><li>UNI EN 13670 “Esecuzione di strutture in calcestruzzo – Requisiti comuni” : 2001 </li></ul><ul><li>Le prove di resistenza meccanica del calcestruzzo sono regolate dalle norme: </li></ul><ul><li>UNI EN 12390-1 “ Forma, dimensioni e altri requisiti per provini e casseforme” </li></ul><ul><li>UNI EN 12390-2 “ Confezionamento e stagionatura dei provini per prove di resistenza”; </li></ul><ul><li>UNI EN 12390-3 e 4 “Resistenza a compressione” </li></ul><ul><li>UNI EN 12504-2 “Prelievo esame e prove di compressione su carote” </li></ul><ul><li>pr EN 13791 “Valutazione della resistenza a compressione su calcestruzzo messo in opera” </li></ul><ul><li>Valutazione del calcestruzzo indurito mediante prove agli ultrasuoni </li></ul><ul><li>UNI EN 12504-1 e 2 “Prelievo, esame e prova di compressione su carote” </li></ul>Le norme per le pavimentazioni in calcestruzzo <ul><li>UNI 1146 “Pavimenti di calcestruzzo a uso industriale. Progettazione, esecuzione e collaudo” </li></ul>Sottofondi <ul><ul><ul><ul><li>SNV 670317 ASTM </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>D1196 CNR (B.U. n. 146, 1992) </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>CNR UNI 1006 - CNR UNI 10014 - CNR B.U. n. 69/78 </li></ul></ul></ul></ul>
  4. 4. Le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni Con D.M. del 14 gennaio 2008 sono state pubblicate le Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni sono il codice di riferimento sulla durabilità, sulla qualità e sulla sicurezza dell’opera progettata. Analizzando il testo si desumono, i coinvolgimenti delle figure che operano nel complesso e articolato sistema dei cantieri. Finalmente il pavimento industriale viene considerato una vera e propria opera che necessita di progettazione e direzione lavori. Le NTC ed il coinvolgimento del progettista Il pavimento deve essere progettato, costruito, collaudato e soggetto a manutenzione ordinaria affinchè la funzionalità sia garantita durante la vita utile prevista (10 anni). Le probabilità di degrado concesse devono essere scelte dal committente e dal progettista di concerto, in funzione dell’uso e delle conseguenze del degrado con riguardo a persone, beni e possibili turbative sociali. Il progettista e il committente di concerto, sono liberi di adottare i modelli ricavabili da altre normative o da consolidata letteratura tecnica, purchè si dimostri che vengano rispettati i livelli di prestazioni attese definiti nelle NNT. Il progettista deve esprimersi anche in merito alla esecuzione del pavimento fornendo indicazioni sulla corretta maturazione dei getti e sulle procedure esecutive: ciò sottolinea l’importanza che si vuole attribuire a tali fasi fondamentali per la durabilità del pavimento.
  5. 5. <ul><li>Il Direttore dei Lavori o un suo tecnico deve, sempre secondo le disposizioni delle NTC, verificare l’idoneità del calcestruzzo: </li></ul><ul><li>attraverso le certificazioni prima della fornitura (certificato attestante l’FPC dell’impianto fornitore) </li></ul><ul><li>attraverso le prove di controllo in corso di fornitura </li></ul><ul><li>Deve verificare l’idoneità dell’eseguito alle specifiche di progetto e a quanto definito contrattualmente. </li></ul><ul><li>Per quanto riguarda il prelievo dei campioni di calcestruzzo fresco, il direttore dei lavori o un suo tecnico di fiducia, deve procedere al prelievo dei campioni indicando in apposito verbale data, posizione e sigle identificative del prelievo. </li></ul><ul><li>Deve poi sottoscrivere la domanda di prove presso un laboratorio ufficiale riconosciuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti </li></ul>Le Nuove Norme Tecniche: il DL Il calcestruzzo realizzato con processo industrializzato deve provenire da impianti idonei ad una produzione costante che dispongano di apparecchiature adeguate nonché di personale esperto e attrezzature idonee a provare, valutare e correggere la qualità del prodotto che verrà consegnato in cantiere. Le NTC stabiliscono che gli impianti debbano essere dotati di adeguate procedure di controllo permanente della produzione (FPC - Factory Production Control) per garantire la rispondenza ai requisiti dichiarati: tali procedure di controllo devono essere certificate da un organismo esterno indipendente. Le Nuove Norme Tecniche: il Produttore cls
  6. 6. Il pavimentista deve costruire secondo la regola d’arte. La regola d’arte secondo giurisprudenza sussiste se in relazione alle nozioni tecniche acquisite, il pavimentista avesse potuto prevedere un esito negativo durante la costruzione del pavimento. In tal caso, onde evitare responsabilità, è necessario che il pavimentista comunichi eventuali defezioni progettuali, irregolarità nel supporto di base, e sulle quote degli elementi di raccordo e infine comunichi quelle non conformità del calcestruzzo recepibili a vista senza l’impiego di analisi strumentali. Una non conformità recepibile al momento del getto può essere la classe di resistenza che richiede di aggiunte d’acqua. Un’altra non conformità recepibile nel calcestruzzo, ma a ore di distanza dal getto e durante le fasi di lisciatura, può essere l’indurimento differenziato e ritardato. Al termine dei lavori il pavimentista dovrà rilasciare il manuale d’uso e manutenzione come indicato dalle NTC. Le Nuove Norme Tecniche: il Pavimentista <ul><li>UNI 11039-1 “Definizione, classificazione e designazione” </li></ul><ul><li>UNI 11039-2 “Determinazione della resistenza di prima fessurazione e degli indici di duttilità” </li></ul><ul><li>UNI 11037 “Fibre d’acciaio da impiegare nel confezionamento di cls rinforzato” </li></ul>Le Norme per il cls rinforzato con fibre d’acciaio
  7. 7. I rivestimenti resinosi dispongono di un buon numero di Norme Tecniche, che definiscono le caratteristiche e i requisiti prestazionali dei prodotti e dei cicli applicativi. Le aziende formulatrici (cioè coloro che producono propri formulati), rilasciano le schede tecniche dei loro prodotti confezionati. Gli applicatori si adeguano alle descrizioni applicative stabilite dai formulatori, spesso diverse dalle richieste di capitolato. I Direttori dei Lavori dispongono di normative, schede tecniche e Linee Guida per le verifiche di conformità. Quanto contenuto nelle schede tecniche deve fare riferimento alle norme UNI 8298 UNI 10966 UNI 8297 UNI 8636 Le Norme per i pavimenti resinosi <ul><li>La norma UNI 8298 è rappresentata da 16 sottonorme che interessano diversi argomenti tra cui: </li></ul><ul><li>UNI 10966 “Istruzioni per la progettazione e l’esecuzione” </li></ul><ul><li>UNI 10329 “Misura dell’umidità nel supporto” </li></ul><ul><li>UNI 10351 “Permeabilità al vapore” </li></ul><ul><li>UNI 8297 “Terminologia pavimenti resinosi” </li></ul><ul><li>UNI 8298:1 “Determinazione dell’adesione al supporto” </li></ul><ul><li>UNI 8298:2 “Resistenza al punzonamento dinamico” </li></ul><ul><li>UNI 8298:3 “Resistenza al punzonamento statico”. </li></ul><ul><li>UNI 8298:4 “Resistenza agli agenti chimici” </li></ul><ul><li>UNI 8298:5 “Determinazione del comportamento all’acqua” </li></ul><ul><li>UNI 8298:6 “Resistenza all’invecchiamento termico in aria” </li></ul><ul><li>UNI 8298:8 “Determinazione pressione idrostatica inversa” </li></ul><ul><li>UNI 8298:9 “Determinazione della resistenza all’abrasione” </li></ul><ul><li>UNI 8298:11 “Determinazione della resistenza al fuoco” </li></ul><ul><li>UNI 8298:12 “Determinazione dello spessore” </li></ul><ul><li>UNI 8298:13 “Determinazione resistenza meccanica ripristini” </li></ul><ul><li>UNI 8298:14 “Determinazione della lavabilità” </li></ul><ul><li>UNI 8298:15 “Determinazione massa volumica apparente” </li></ul><ul><li>UNI 8298:16 “Determinazione resistenza scivolamento” </li></ul><ul><li>UNI 8636 “Significatività delle caratteristiche dei prodotti” </li></ul>
  8. 8. Quindi l’ente appaltante, la direzione dei lavori, il progettista e l’applicatore stesso, dispongono dei criteri di conformità, contenuti nelle norme tecniche di riferimento, per progettare, verificare e giudicare la qualità tecnica del manufatto realizzato in opera. Dal punto di vista della sicurezza, il D.lgs. 81 del 2008 e D.lgs. 155 (HACCP) richiedono al prodotto la totale assenza di odori dovuti alla probabile cessione di sostanze volatili. Le norme non ammettono infatti l’impiego di prodotti con emissioni pericolose per l’ambiente e insalubri per la salute degli utenti, se non al di sotto delle soglie previste per legge. Le Norme per i pavimenti resinosi Per le norme igieniche i pavimenti e i piani di calpestio devono essere in materiale facilmente pulibile, con superficie lavabile, impermeabile, liscia e atossica e anche antisdrucciolo. Definizione trovata nel D.P.R. 7 aprile 1955, n. 547 II 1° sub 8, e la più recente direttiva CE 92/5 relativa agli impianti di macellazione e lavorazione delle carni. Per definire la sicurezza dei luoghi di lavoro in conformità al D.L. 19 settembre 1994, n. 626 e l’81 del 2008, il pavimento deve essere antisdrucciolo. Ma le esigenze restrittive (facilmente pulibile ed antisdrucciolo) sui pavimenti e sui piani di calpestio sono presenti anche nel D.L. 30 dicembre 1992, n. 537, sulla lavorazione dei prodotti a base di carne; nel D.L. 286/1994 relativo alla lavorazione delle carni fresche; nel D.L. 30 dicembre 1992, n. 530, relativo ai prodotti della pesca e infine nel D.L. 26 maggio 1997 n. 155, relativo alle direttive 93/43 CEE e 96/3/CE.
  9. 9. Codici di Buona Pratica, Linee Guida, Capitolati In aggiunta ai requisiti specificati in norme volontarie e leggi, esistono Linee guida e Codici di Buona Pratica realizzati da Associazioni di categoria che operano nel settore: Codice di Buona Pratica per i Pavimenti in Calcestruzzo ad uso industriale Lo scopo è quello di divulgare materiale informativo alle parti interessate nel processo realizzativo di ogni pavimentazione con l’obiettivo di qualificare il settore e accrescere la soddisfazione del cliente nel rispetto di tutti i ruoli. Capitolato Pavical Codice di Buona Pratica per le Pavimentazioni in Resina
  10. 10. Codice di Buona Pratica per i Pavimenti in Cls ad uso industriale <ul><li>Il Codice definisce le proprietà reologiche e meccaniche del conglomerato cementizio necessarie perché il pavimento possa mantenere inalterata la funzionalità per l’intera vita utile di progetto. </li></ul><ul><li>Queste proprietà vengono stabilite tenendo conto di: </li></ul><ul><li>esigenze esecutive al momento della realizzazione dell’opera, </li></ul><ul><li>carichi statici e dinamici durante l’esercizio, </li></ul><ul><li>possibili condizioni di aggressione. </li></ul>Elaborato in coerenza con la norma UNI 11146 “Pavimenti in calcestruzzo ad uso industriale”, descrive un insieme di specifiche tecniche e procedure per la corretta realizzazione di pavimentazioni in calcestruzzo. Stabilisce le specifiche tecniche per i materiali destinati alla realizzazione dell’eventuale strato superficiale resistente all’abrasione e quelli da impiegare nell’esecuzione dei giunti di contrazione, di isolamento e di costruzione.
  11. 11. Codice di Buona Pratica per i Pavimenti in Resina CONPAVIPER, facendo riferimento alla norma UNI 10966 “Rivestimenti resinosi per pavimentazioni” fornisce, con questo documento gli strumenti di supporto per poter progettare la pavimentazione e realizzare la superficie in resina. Il Comitato Tecnico Resine Conpaviper, ha coinvolto nella stesura del documento le più importanti aziende produttrici e applicatrici operanti sul mercato italiano e tecnici tra i maggiori esperti del settore. Il Codice deve servire da stimolo per una ulteriore evoluzione qualitativa del settore delle pavimentazioni in resina tenendo conto dello sviluppo tecnologico e normativo e della crescente richiesta da parte del mercato di maggiori prestazioni e funzionalità. La pavimentazione in resina rappresenta oggi l’ elemento chiave e più importante dell’edificio: oltre alle consuete caratteristiche di resistenza meccanica e resistenza all’usura, deve garantire resistenza all’aggressione delle sostanze chimiche, la facilità di essere pulita, l’impermeabilità, il controllo delle polveri, l’aspetto estetico.
  12. 12. Capitolato Tecnico Pavical <ul><li>Il Capitolato Pavical evidenzia: </li></ul><ul><li>le prescrizioni per il mix design del calcestruzzo </li></ul><ul><li>le prescrizioni per i suoi costituenti </li></ul><ul><li>le procedure di produzione </li></ul><ul><li>i controlli di accettazione </li></ul><ul><li>le garanzie </li></ul>Il Capitolato Pavical fornisce al Progettista,all’Esecutore ed al Fornitore tutti gli strumenti utili ad una corretta prescrizione, sia in fase di progetto, sia in fase di esecuzione diffondendo la definitiva certezza che le pavimentazioni sono da considerarsi vere e proprie strutture. Pavical è un “Capitolato Tecnico e di Oneri” che nasce dalla volontà delle imprese di Pavimentazioni Industriali di dotarsi di uno strumento oggettivo per definire chiare competenze e responsabilità delle parti interessate alla realizzazione di una Pavimentazione industriale. Pavical è il primo documento tecnico o protocollo, che definisce chiaramente quali sono le figure coinvolte nel Capitolato introducendo il concetto di certificazione delle procedure ed il controllo ad un Organismo di Certificazione specifico e terzo.
  13. 13. La qualità certificata Medipav Medipav opera da anni nel rispetto delle normative, in linea con i Codici di Buona Pratica ed il Capitolato Pavical ed in Qualità. Medipav ha ottenuto la Certificazione di qualità ISO 9001 nel gennaio 2005 dimostrando un costante impegno nell’organizzare in qualità tutte le attività, avendo come punto focale la soddisfazione del cliente ed il miglioramento continuo. A livello nazionale, Medipav contribuisce fattivamente per la promozione di iniziative volte a promuovere la nuova concezione delle Pavimentazioni industriali per elevare il livello qualitativo delle realizzazioni e la specializzazione del settore.
  14. 14. La qualità certificata Medipav <ul><li>Il concetto di qualità pervade oggi trasversalmente tutte le funzioni aziendali. </li></ul><ul><li>Tale sistema ci consente di: </li></ul><ul><li>ragionare per obiettivi </li></ul><ul><li>seguire fedelmente le normative vigenti </li></ul><ul><li>rispettare quanto concordato col cliente </li></ul><ul><li>leggere il mercato e tradurre in obiettivi le esigenze dei clienti </li></ul><ul><li>avere maggiore sensibilità nei confronti dei nostri collaboratori e dell’ambiente </li></ul><ul><li>instaurare e mantenere rapporti virtuosi coi fornitori </li></ul>
  15. 15. Finalmente il pavimento industriale viene considerato una vera e propria struttura

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