Stili di vita mediterraneo e sindrome metabolica - di Michele Zonno

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Stili di vita mediterraneo e sindrome metabolica - di Michele Zonno. 28 giugno 2012. Corso di formazione "valore nutrizionale e salutistico di prodotti agroalimentari” - Università degli studi di Bari.

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  • CAMPAGNA SHOCK DELLA Northern Bariatric Surgey Institute, centro di chirurgia per persone con problemi di peso NEWYORKESE.
  • CAMPAGNA SHOCK DELLA Northern Bariatric Surgey Institute, centro di chirurgia per persone con problemi di peso NEWYORKESE.
  • Il sale iodato è un comune sale da cucina ricavato dall'acqua di mare o dalle miniere di salgemma, quindi addizionato artificialmente di iodio sottoforma di ioduro o iodato di potassio. Lo iodio è un minerale che contribuisce allo sviluppo e al funzionamento della ghiandola tiroidea. Ha un ruolo importante nel regolare la produzione di energia dell’organismo; favorisce la crescita e lo sviluppo, stimolando il metabolismo basale e aiutando l’organismo a bruciare il grasso in eccesso. L’acutezza mentale, la parola, la condizione di capelli, unghie, pelle e denti dipendono dal buon funzionamento della tiroide. Il corpo umano, normalmente, ne contiene dai 20 ai 50 mg.
  • Stili di vita mediterraneo e sindrome metabolica - di Michele Zonno

    1. 1. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO Corso di formazione: “Valore nutrizionale e salutistico di prodotti agroalimentari” Dipartimento di Scienze Biomediche ed Oncologia Umana (DIMO) STILE DI VITA MEDITERRANEO & SINDROME METABOLICADott. Michele Zonno
    2. 2. Cosa è la Sindrome MetabolicaCon il concetto di “Sindrome Metabolica”si fa riferimento ad un quadro clinicocaratterizzato da obesità viscerale,ipertensione arteriosa, alterazioni delmetabolismo glucidico e lipidico,aumentato rischio di svilupparecomplicanze cardiovascolari,cerebrovascolari e diabete mellito di tipo2.Fattori che incidono nell’insorgenza dellaSM sono:• Il peso corporeo;• L’età;• L’etnia;• Eventuali altre patologie.
    3. 3. SINDROME METABOLICA: CLASSIFICAZIONE ATP III 2001 OMS 1998 IDF 2005 (Rev 2005) ≥94 cm(uomini) >102 cm (uomini)Circonferenza vita ≥80 cm(donne) con specifici >88 cm (donne) valori per altri gruppi etnici ≥150 mg/dlTrigliceridi ≥150 mg/dl ≥150 mg/dl (o già in terapia per ipertrigliceridemia). <40 mg/dl(uomini) <35 mg/dl (uomini) <40 mg/dl (uomini)Colesterolo HDL <50 mg/dl(donne) <39mg/dl(donne) <50 mg/dl (donne) (o già in terapia) PS ≥ 130 mmHg ≥130/85 mmHg PD ≥ 85 mmHgPressione arteriosa ≥140/90 mmHg (o già in terapia anti- ipertensiva) (o già in terapia anti- ipertensiva) Intolleranza al glucosioAlterazioni della glicemia o diabete ≥100 mg/dl (o già in terapia) ≥100 mg/dl (o già in terapia) e/o insulino-resistenza Quota di escrezione urinaria di albumina≥20 g/min orMicroalbuminuria / / albumina:creatinina ratio≥30 mg/g Alberti et al. Diabet Med 1998; NCEP JAMA 2001; IDF 2005
    4. 4. Sindrome Metabolica e insulino-resistenzaBenché l’eziopatogenesi della SM risulta tutt’oggi ancora pocochiara il fattore di rischio dominante sembra essere costituitodall’insulino-resistenza e cioè da una bassa sensibilità dellecellule dell’organismo all’azione dell’insulina. Non è dunque uncaso se uno dei nomi con cui viene chiamata la SM sia proprioSindrome da insulino-resistenza.All’origine dell’insulino-resistenza vi è l’interazione di fattori diordine differenti: genetici, ma anche ormonali, comportamentalie legati all’uso di certi farmaci. Questa patologia si manifestanei casi di diabete mellito di tipo 2, alterata glicemia a digiuno(IFG), ridotta tolleranza ai carboidrati (IGT).
    5. 5. Conseguenze della SMFra i maggiori rischi cui sono esposti i soggettiaffetti da SM figurano:•Malattie cardiocerebrovascolari;• Diabete mellito di tipo 2;•Steatosi epatica;•Calcolosi colicistica;•Sindrome da ovaio policistico;•Asma;•Apnee notturne;•Alcune forme tumorali.
    6. 6. SM come emergenza socio-sanitariaLa SM rappresenta uno dei problemi disalute di maggiormente avvertiti neiPaesi Occidentali, sia sotto il profilosocio-sanitario, che in merito ai costieconomici che i singoli Stati sonocostretti a sostenere per affrontarlo e/oarginarlo. Solo negli Stati Uniti si calcolache il numero di coloro che ne sonoaffetti sia di circa 47 milioni di individui,ovvero il 15% della popolazione totale.In Italia, invece, sono oltre 10 milioni icittadini che soffrono di questapatologia.
    7. 7. SM come emergenza socio-sanitariaA rendere difficile qualsiasi interventosu vasta scala per prevenire econtrastare la SM è il fatto che, in molticasi, gli individui che ne sono affetti nonne hanno consapevolezza. Alle voltesono gli stessi medici che, anche a causadi una certa incertezza vigente inambito diagnostico, non sono in gradodi riconoscerla, motivo per cui silimitano a coglierne i singoli sintomi chela caratterizzano, trascurando però ilquadro d’insieme, con tutto ciò chequesto comporta.
    8. 8. SM: cenni storici• Nel ‘600 il medico olandese Nicolaes Tulp (1593 - 1674) è stato il primo a descrivere un caso di sindrome da ipertrigliceridemia;• Nel ‘700 il medico italiano Giovanni Battista Morgagni (1682 - 1771) mise in relazione obesità viscerale, ipertensione, iperuricemia, aterosclerosi e sindrome delle apnee ostruttive notturne;• Negli anni ‘50 il diabetologo francese Jean Vague ha messo in evidenza come l’obesità di tipo androide sia correlata con un maggior rischio di sviluppare il diabete, l’aterosclerosi e la gotta;• Negli anni ‘60 i ricercatori italiani Avogaro e Crepaldi descrissero una condizione clinica caratterizzata da alcune anomalie metaboliche che chiamarono Sindrome Plurimetabolica;• Nel 1988 l’endocrinologo americano Gerald M. Reaven descrisse la sindrome X come una condizione clinica caratterizzata da vari fattori (iperglicemia, ipertensione, bassi livelli di colesterolo HDL, ipertrigliceridemia) e nella cui insorgenza giocava un ruolo chiave l’insulino-resistenza;• Nel 1998 l’OMS propose la propria versione internazionalmente riconosciuta di SM.
    9. 9. SM: cenni storiciIl termine Sindrome Metabolica è entrato in uso presso la comunitàscientifica solo a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso. Nel corsodegli anni questa patologia è stata chiamata con vari nomi: SindromeX, Sindrome da insulino-resistenza, Sindrome Dismetabolica, Girovitada Ipertrigliceridemico, Sindrome dell’obesità, Sindrome di Reaven,Sindrome Plurimetabolica.I criteri diagnostici attraverso i quali questa patologia è stata per laprima volta identificata sono stati formalizzati e istituzionalizzati solo apartire dal 1998 con la definizione proposta dall’OMS. I criteri OMSsono attualmente ancora in vigore e coesistono insieme a quelliproposti da altri enti e/o istituzioni: EGIR (1999), AACE-ACE (2003), ATPIII (2005), IDF (2005).
    10. 10. Importanza del concetto di SMI vantaggi impliciti nel concetto di SM sono due:• Dal punto di vista terapeutico risultano decisamente più efficaci quelle modalità d’azione alle quali sottende una visione completa e sistemica del quadro clinico del paziente;• Nell’affrontare i problemi di salute piuttosto che a tipologie d’intervento di carattere farmacologico e/o sanitario, o comunque congiuntamente ad esse, si opera per promuovere una modificazione degli stili di vita a rischio.
    11. 11. SM e obesitàIl sovrappeso e l’obesitàcostituiscono i fattori di rischiomaggiormente significativinell’insorgenza della SM. Secondo lestime, nei Paesi industrializzatiappena il 5% delle personenormopeso è affetto da SindromeMetabolica, a fronte di unapercentuale del 22% che si registrafra i soggetti in sovrappeso e del 60%fra gli obesi.
    12. 12. Valori del BMICondizione peso Min MaxObesità III classe ≥ 40.00 /Obesità II classe 35.00 39.99Obesità I classe 30.00 34.99Sovrappeso 25.00 29.99Normopeso 18.50 24.99Sottopeso 16.00 18.49Grave magrezza / <16.00
    13. 13. GlobesitàLa diffusione dell’eccessoponderale che si registra nelMondo Occidentale e in misuraminore, ma crescente, anche neiPaesi in via di sviluppo, presentaoggi dei caratteri epidemici,tanto da indurre l’OMS, nel 2001,a coniare il neologismo globesity(costituito dall’unione delleparole global + obesity etraducibile in italiano con iltermine globesità).
    14. 14. Obesità come pandemia
    15. 15. “Per la prima volta nella storia dell’umanità le generazioniattuali hanno una speranza di vita minore di quella dei genitori.” Congresso internazionale sull’Obesità, 1992
    16. 16. Conseguenze dell’eccesso ponderaleL’eccesso di massa grassa, indipendentemente dal fatto che rientri o meno nel quadroclinico della Sindrome Metabolica, può favorire l’insorgenza di:•Ictus ischemico;•Malattie coronariche;•Ipertensione;•Patologie respiratorie;•Epatopatie;•Cancro;•Diabete;•Iperlipidemia;•Disturbi della riproduzione;•Sindrome dell’ovaio policistico;•Patologie ostetriche;•Patologie degenerative osteoarticolari;•Declino cognitivo;•Problemi psicosociali.
    17. 17. Obesità viscerale e insulino-resistenzaIl tessuto adiposo si può depositare sotto la pelle(grasso ipodermico), nella cavità addominale(grasso viscerale) e nel tessuto muscolare (grassod’infiltrazione). In un uomo adulto la massagrassa non dovrebbe superare il 10-15% dellacomposizione totale del corpo; in una donna il22-25%.Nel caso del tessuto adiposo viscerale, questo,oltre a costituire una riserva energetica,rappresenta anche un organo endocrinopreposto alla produzione e al rilascio nel sistemacardiocircolatorio di tutta una serie di molecoleessenziali per il funzionamento dell’organismo. Iltessuto adiposo viscerale possiede un ruolochiave nello sviluppo della SM in quantofavorisce l’insorgenza e il mantenimentodell’insulino-resistenza.
    18. 18. Livello di rischio connesso all’obesità visceraleRischio Uomo Donna cm cmMolto elevato > 120 > 110Elevato 100 - 120 90 - 109Basso 80 - 99 70 - 89Molto basso <80 <70American College of Sports Medicine (2005), ACSM’s Guidelines for Exercise Testingand Prescription, 7th ed. Lippincott Williams and Wilkins, 61.
    19. 19. Vantaggi legati allo stile di vita mediterraneoLo stile di vita mediterraneo aiuta a prevenire econtrastare il fenomeno della SM in quanto:• Aiuta a tenere sotto controllo il peso corporeo attraverso un regime alimentare ipocalorico e uno stile di vita attivo;• Favorisce un aumento del colesterolo HDL e una diminuzione di quello LDL;• Comporta un abbassamento dei trigliceridi;• Aiuta a tenere sotto controllo la pressione arteriosa;• Comporta un regime alimentare povero in grassi saturi e proteine animali;• Aiuta a mantenere basso il livello della glicemia;• Favorisce un adeguato apporto di fibra;• Favorisce un regime alimentare iposodico.
    20. 20. I grassi saturiUno dei fattori principali che concorre all’insorgenzadella SM, così come delle patologie ad essa associate(obesità viscerale, diabete, insulino-resistenza) è ilconsumo eccessivo di grassi saturi di origine animale.L’assunzione smodata di questi ultimi, infatti, non solocomporta un aumento del tessuto lipidico, favorendo intal modo il fenomeno dell’obesità viscerale, macostituisce anche un fattore di rischio significativo perdiverse altre patologie metaboliche.
    21. 21. I prodotti di origine animaleAl consumo delle carni rosse,per loro natura più ricche digrassi, bisognerebbe preferirequello delle carni bianche,delle quali comunque non sidovrebbe eccedere. Così comenon si dovrebbe eccedere conil latte e soprattutto con ilatticini: i formaggi sono unalimento ad alto contenuto diproteine animali e di grassi.
    22. 22. I prodotti da condimentoI prodotti da condimento diorigine animale come il burro ela margarina andrebberoevitati privilegiando, invece,quelli di origine vegetalecontenenti acidi grassi insaturi.Fra questi si possono citareoltre all’olio extravergine dioliva, anche gli oli di semiricavati dal mais, dalla soia, dalvinacciolo e dal girasole. Lamodalità ideale per il consumodegli oli vegetali è a crudo.
    23. 23. Benefici dell’olio extravergine di oliva nella prevenzione della SMUn consumo regolare di olioextravergine di oliva è associato a:•Una minore incidenza del diabete II,dell’obesità e della SM;•Un mantenimento a bassi livelli delcolesterolo LDL e, di contro, unpotenziamento di quello HDL;•Una riduzione dei trigliceridi;•Aumento dell’ossidazionepostprandiale e della termogenesiindotta.
    24. 24. Acidi grassi transParticolarmente dannosi sono gli acidigrassi trans, perché causanol’aumento della colesterolemia totalee del colesterolo LDL, che si traduce, asua volta, in un aumento del rischiocardiovascolare e, in particolar modo,di quello coronarico. I grassi trans sono inoltre associati aun abbassamento dei valori delcolesterolo HDL e ciò a differenza diquanto avviene con il consumo deigrassi saturi, in cui però l’aumentoche si registra in relazione a questoparametro è alquanto esiguo.
    25. 25. I grassi polinsaturi Omega 3I grassi polinsaturi Omega 3 sono presentinel pesce, in particolare quello azzurro(sardina, sgombro), ed in alcuni vegetali(semi di lino, canapa, zucca, noci): hannouna funzione ipotriglicerizzante,antinfiammatoria e antiaritmica. Gliomega 3, inoltre, rivestono una funzioneparticolare anche nel mantenimento dellostato di salute e nel funzionamento dellecellule del sistema nervoso centrale.Nella preparazione dei pasti a base dipesce è necessario evitare di eliminare ilgrasso sottocutaneo presente in questiultimi: è, infatti, proprio in tale sede chesi riscontrano le maggiori concentrazionidi omega 3.
    26. 26. Indice glicemicoTutti i tipi di carboidrati una volta introdotti nell’organismovengono trasformati in glucosio. L’indice glicemico di uncarboidrato esprime la velocità con cui questo aumenta laconcentrazione di glucosio nel sangue.Sebbene sia una misura importante l’indice glicemico, tuttavia, nonoffre alcuna informazione a riguardo della percentuale dicarboidrati presente in ciascun alimento: a questo scopo occorrefare una misurazione di tipo quantitativo volta a calcolare il peso ingrammi dei carboidrati stessi. Il prodotto fra l’indice glicemico e ilpeso dei carboidrati prende il nome di carico glicemico ecostituisce dunque la misura più efficace possibile in relazione alcontenuto in carboidrati presente in ciascun alimento e allaconcentrazione di questi nel sangue.
    27. 27. I carboidrati a basso indice glicemicoNel consumo dei carboidrati andrebbero privilegiati quellicaratterizzati da un basso indice glicemico: questi ultimi,rilasciando il glucosio più lentamente, fanno si che i valori dellaglicemia siano più stabili e ciò determina un senso di sazietàprolungato nel tempo e una minore secrezione d’insulina. Ilsenso di sazietà induce una riduzione dell’introito calorico, e larisposta insulinica meno marcata ha un’incidenza minore sullaconversione dei carboidrati in grassi da deposito.Consumare alimenti a basso indice glicemico determina inoltreun incremento dei livelli di colesterolo HDL e, di contro, unariduzione della trigliceridemia e dei markers infiammatori, comela proteina C reattiva (PCR).
    28. 28. Indice glicemico di alcuni alimenti• Patate (alto indice glicemico);• Pane bianco classico (alto indice glicemico);• Riso (indice glicemico variabile a seconda della qualità);• Pasta di grano duro cotta al dente (basso indice glicemico);• Cereali integrali (basso indice glicemico);• Legumi (basso indice glicemico);• Frutta (basso indice glicemico);• Verdura (basso indice glicemico).
    29. 29. Carboidrati: non è importante solo la qualità, ma anche la quantitàPoiché la quantità di insulina secreta a livello ormonale nondipende esclusivamente dall’indice glicemico dei prodotticonsumati, ma anche dalla quantità dei carboidrati che vengonoingeriti, è dunque necessario che, nell’ambito del menùquotidiano, si faccia attenzione alla tipologia degli alimenti daconsumare così come alla quantità delle porzioni di questi ultimi.Per far sì che la dieta risulti leggera è quindi necessario chel’apporto calorico giornaliero sia commisurato con il realefabbisogno energetico dell’individuo. La percentuale deicarboidrati quotidianamente ingerita, inoltre, non deve esseresuperiore al 55-60% circa dell’introito calorico quotidiano.
    30. 30. Lo zuccheroIl consumo smodato di zuccheri oltre afavorire l’aumento ponderale costituisceanche un fattore di rischio perl’insorgenza dell’insulino-resistenza,dell’ipertrigliceridemia, di alcune formetumorali e altre patologie.Per evitare queste complicazioni ènecessario limitare il consumo dizucchero (zucchero bianco o artificiale),privilegiando quello dei dolcificantiartificiali, ed evitare assolutamente quellodei prodotti con “zuccheri aggiunti”(succhi di frutta, bevande gassate, cerealizuccherati, snack e merendine varie,ecc.).
    31. 31. La fibraL’alto contenuto in fibra che si riscontranegli alimenti di origine vegetale aiutasignificativamente a prevenire econtrastare la SM in quanto contribuiscea ridurre i livelli della glicemia,dell’insulinemia e della trigliceridemiapostprandiale.La fibra, inoltre, contrasta l’assorbimentodel glucosio contenuto nei cibi o generatoattraverso l’idrolisi enzimatica degli amidipresenti in questi ultimi in quanto modulala risposta glicemica. Il consumo di fibra siassocia anche ad un abbassamento deilivelli della PCR e ad una minore incidenzadel rischio cardiovascolare.
    32. 32. Il saleIl sodio che, insieme al cloro, costituisce uno deidue elementi che compongono il sale da cucina, seassunto in dosi eccessive favorisce l’aumento dellapressione arteriosa e predispone all’insorgenza dialcune patologie a carico del sistemacardiocircolatorio e dei reni. In Italia il consumo disale è decisamente più elevato rispetto a quantoraccomandato dagli esperti: 12-15 g a fronte dei 3-5che sarebbero consigliati per un uomo adulto.Per seguire una dieta iposodica sarebbe opportuno,nella preparazione dei pasti, usare il sale con unacerta moderazione, privilegiando quello iodato ealternandone l’uso con quello delle spezie, delleerbe o dell’aceto.
    33. 33. L’alcolL’alcol è una sostanza da assumere con moderazione.Questo, infatti, se preso in modiche quantità, sembraavere degli effetti positivi sull’organismo perchéfavorisce un aumento del colesterolo HDL e dellaPCR, ma se assunto smodatamente, oltre adanneggiare il fegato, a livello metabolico può dareluogo anche a un incremento della massa corporea.L’INRAN valuta come moderata una quantità di alcolgiornaliera pari a 2-3 Unità Alcoliche per l’uomo e 1o, al massimo 2, Unità Alcoliche per la donna. UnaUnità Alcolica (U.A.) equivale a circa 12 grammi dietanolo che è la quantità contenuta in un bicchierepiccolo (125 ml) di vino a media gradazione, in unalattina o bottiglia di birra (330 ml) di mediagradazione o in una dose da bar (40 ml) disuperalcolico.
    34. 34. I contro della Dieta Mediterranea “tradizionale”In talune circostanze e per alcune categorie di soggetti la DietaMediterranea tradizionalmente intesa può richiedere dellemodificazioni:•Nei soggetti in forte sovrappeso la quota percentuale dei carboidratiquotidianamente assunta dovrebbe calare leggermente dal 60% al 45-50%. Di contro la quota delle proteine dovrebbe salire al 20% circa;•Nei soggetti affetti da gastrite l’alimentazione quotidiana nondovrebbe prevedere il consumo di frutta acida (es. agrumi) e alcuneverdure (es. pomodori);•Nei soggetti affetti da ipotiroidismo l’alimentazione quotidiana nondovrebbe prevedere il consumo di alimenti come il cavolo o ilcavolfiore;•…
    35. 35. Regole alimentari per soggetti metaboliciPer i soggetti affetti da SM è necessario attenersi ad alcune regolealimentari:•Suddividere il menù quotidiano in più pasti poco abbondanti;• Non associare nello stesso pasto due alimenti ricchi di carboidrati e,nella scelta di questi ultimi, privilegiare quelli con un basso indiceglicemico;•Privilegiare il consumo di piatti misti che associno gli alimenti ricchi dicarboidrati con quelli contenenti le fibre;•Ridurre al minimo il consumo di sodio;•Evitare i prodotti a base di zuccheri semplici;•Consumare abbondanti quantità di frutta e verdura;•Ridurre il consumo di grassi e oli da condimento, soprattutto se diorigine animale;•Evitare la frittura come modalità di preparazione dei pasti.
    36. 36. Il tabaccoFra le cause della SindromeMetabolica vi è anche il tabacco:l’abitudine al fumo di sigarettacomporta un aumentodell’insulino-resistenza e unabbassamento dei livelli delcolesterolo HDL.A livello cardiocircolatorio,inoltre, il fumo comporta unaumento della frequenzacardiaca e della pressionearteriosa.
    37. 37. Attività fisicaPer contrastare la SM è necessario chead un modello alimentare corretto siassoci uno stile di vita attivo. Secondo glistudiosi la quantità di motoraccomandata è costituita da 30 minutial giorno di esercizio aerobico dimoderata intensità (corsa, nuoto,cyclette, ecc.).Praticare regolarmente attività fisica,oltre a garantire il mantenimento delpeso forma, comporta per l’organismotutta una serie di vantaggi diretti (intermini di salute) e indiretti (favorisce lasocialità e l’autostima).
    38. 38. Vantaggi di uno stile di vita attivo nella prevenzione della SML’esercizio regolare dell’attività fisica si associa con:• Un aumento del livello del colesterolo HDL (fino al 20-30%) e, di contro, un abbassamento del colesterolo LDL;• Un miglioramento del profilo lipidico;• Un abbassamento del livello dei trigliceridi;• Una diminuzione delle Very Low Density Lipoprotein (VLDL);• Una maggiore sensibilità all’insulina;• Una riduzione dei valori pressori (soprattutto nei soggetti affetti da iperinsulinemia);• Una riduzione del grasso corporeo e in particolare di quello viscerale;• Una migliore salute cardiovascolare;• Una minore predisposizione all’insorgenza del diabete di tipo 2.
    39. 39. Vantaggi dell’attività fisica nei soggetti metaboliciAlcuni studi hanno dimostrato come in soggetti metabolici insovrappeso od obesi basta un calo ponderale del 10% perconseguire una riduzione dell’insulino-resistenza ed evitare diandare incontro alle complicanze della SM. L’attività fisica regolaregioca in questo contesto un ruolo significativo non solo per lariduzione del peso corporeo, ma manche per il mantenimento delrisultato ottenuto.Diminuzioni di peso troppo drastiche, perseguite attraverso unariduzione eccessiva dell’introito calorico e non accompagnate daesercizio fisico, oltre a mettere la rischio la salute dell’individuo,sono spesso destinate al fallimento. In molti casi si va incontro allacosiddetta “sindrome dello yo-yo” e alle inevitabili ripercussionisull’autostima che questa situazione comporta.
    40. 40. “Gli animali si nutrono, l’uomo mangia e solo l’uomo intelligente sa mangiare” Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826)

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