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Art Weekly Report_11novembre 2013

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Art Weekly Report_11novembre 2013

  1. 1. …“Arte Contemporanea”… 11 Novembre 2013 n.178 Area Research e Investor Relation Monte dei Paschi di Siena Seguici anche su
  2. 2. Nero su Bianco Artista è soltanto chi sa fare della soluzione un enigma Karl Kraus Karl Kraus (Jičín, 28 aprile 1874 – Vienna, 12 giugno 1936) è stato uno scrittore, giornalista, aforista e autore satirico austriaco. Saggista, aforista, commediografo e poeta, viene generalmente considerato uno dei principali autori satirici di lingua tedesca del XX secolo, ed è noto specialmente per le sue critiche taglienti alla cultura, alla società, ai politici tedeschi e alla stampa. Karl Kraus Fonte Fote: www.roma2oggi.it A cura della Dott.ssa Elena Benicchi ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 2
  3. 3. Andamento mensile del Mps Art Market Value Index degli ultimi tre anni (11/11/2010 – 11/11/2013) 170 +51.6% 150 Matrice di correlazione +44.4% 130 (X): MPS Index Vs. S&P 500 (Y): MPS Index Vs. FTSE Mib 110 90 -13.7% 70 X +82.3% Y +30.1% 50 30 Mps Art Market Value FTSE Mib S&P 500 Fonte: Il grafico è frutto di elaborazione dell’Area Research, sulla base di dati provenienti da info provider. Il rendimento espresso dall’MPS Art Market Value Index resta superiore agli altri due indici considerati, raggiungendo nel triennio la performance del +51.6%, rispetto al +44.4% dello S&P500 e al dato del -13.7% di Piazza Affari. Con riferimento alle performance dei 3 indici dall’inizio dell’anno (01/01/2013) ad oggi, si registrano le seguenti variazioni: miglior performer il MPS Art Market Value Index (+43.5%) seguito dal S&P500 (+21.1%), chiude il Ftse Mib (+15.6%). L’analisi mensile del MPS Art Market Value Index* mostra negli ultimi tre anni (Novembre 2010 – Novembre 2013) una correlazione con il Ftse Mib** diretta (+30,1%); rimane positiva la correlazione con il principale indice del mercato americano S&P 500, il cui dato aggiornato sull’ultima settimana si attesta a: +82.3%. * Indice costruito su un paniere di 10 società quotate su mercati finanziari internazionali e operanti nel comparto artistico, ponderato per le capitalizzazioni medie giornaliere; l’indice è espresso in dollari poiché il fatturato del mercato artistico è realizzato prevalentemente in tale valuta (principio di competenza territoriale). ** Tutti e tre gli indici sono espressi in dollari Per poter accedere a tutti i lavori sul mercato dell’arte visita il sito: http://www.mps.it/Investor+Relations/ResearchAnalisis/Settori/MercatoArte/default.htm ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 3
  4. 4. Andamento settimanale del Mps Art Market Value Index (dal 04/11/2013 al 08/11/2013) In calo il FTSE Mib (-1.60%). L’evento della settimana è rappresentato dalla riunione della BCE. A sorpresa la BCE ha tagliato di 25 pb il tasso di riferimento portandolo al nuovo minimo storico dello 0,25%. Contestualmente è stato tagliato della stessa entità anche il tasso sui prestiti overnight (ora allo 0,75%) mentre è rimasto invariato allo 0% il tasso sui depositi presso BCE. Draghi ha motivato questa decisione con l’attesa di un periodo prolungato di bassa inflazione. Il comunicato reca anche altre due importanti decisioni: 1) il mantenimento dell’impegno a mantenere i tassi su livelli bassi o anche più bassi per un periodo esteso di tempo; 2) l’estensione fino a metà del 2015 delle operazioni (ordinarie ed a tre mesi) di rifinanziamento con piena allocazione delle richieste. In salita l’ S&P 500 (+0.51%). Negli Usa, le attese di un mantenimento del piano di QE da parte della FED continua a favorire gli acquisti sul mercato azionario anche se la serie di record registrati nelle ultime settimane potrebbe portare a prese di profitto nel breve termine. Negativa la chiusura di Venerdì, gli operatori hanno interpretato la lettura positiva del PIL del terzo trimestre come un fattore a favore di una maggiore probabilità di riduzione del QE da parte della FED già nella riunione di dicembre. 103 101 +0.51% -0.98% 99 -1.60% 97 04/11/2013 apertura lunedì 05/11/13 06/11/13 Mps Art Market Value 07/11/13 S&P 500 08/11/13 Prezzo di chiusura venerdì Ftse Mib Fonte: Il grafico è frutto di elaborazione dell’Area Research, sulla base di dati provenienti da info provider. Settimana negativa per il Mps Art Market Value Index (-0.98%). Tra le aste della settimana spicca l’impressionismo con risultati importanti: - per Christie’s l’asta “Impressionist & Modern Evening Sale” battuta a Rockefeller Plaza di New York ha realizzato oltre $144 milioni di dollari con un tasso di sold per lotto del 76% e del 65% per valore. - per Sotheby’s buoni risultati nell’asta ” Evening Auction of Impressionist & Modern Art”, presentata a New York il 6 Novembre realizzando $290,244,000, con un tasso di sold per lotto dell’81,2%. Per poter accedere a tutti i lavori sul mercato dell’arte visita il sito: http://www.mps.it/Investor+Relations/ResearchAnalisis/Settori/MercatoArte/default.htm ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 4
  5. 5. Andamento semestrale del Mps Art Global Painting Index negli ultimi sette anni (01/01/2006 – 30/06/2013) MPS Global Painting Art Index (in $) 400 350 300 250 200 150 100 50 0 Confronto 1H13 vs 1H12 -18,4%  I risultati consuntivi del I semestre 2013 mostrano un lieve calo rispetto al precedente semestre e dopo la fase di assestamento degli ultimi 3 anni: il MPS Global Painting Index è in diminuzione del -18,4 % su a.p.  Il mercato resta ancora lontano dal picco del 2008, favorito dal boom dell’arte contemporanea e dall’effetto valuta, e la ripresa sembra oggi ostacolata nei segmenti a maggior capitalizzazione: MPS Art Prewar Index (-35,3% su a.p.) e Mps Art Post war Index (4,6% su a.p.) in ribasso nonostante i record mondiali di questo semestre. Fonte: il grafico è frutto di elaborazione dell’Area Research, sulla base di dati provenienti dai siti delle principali case d’aste.  Il catalogo fa la differenza: la clientela è molto più attenta ed esigente rispetto alla fase euforica del 2008. Bene le opere di qualità, a conferma di un pubblico orientato per i capolavori di rilevanza storica.  Il rafforzamento del $ sulla sterlina, ha influito negativamente sulla performance complessiva dell’indice globale, anche se l’effetto è stato parzialmente compensato dalla crescita dell’Euro. Per poter accedere a tutti i lavori sul mercato dell’arte visita il sito: http://www.mps.it/Investor+Relations/ResearchAnalisis/Settori/MercatoArte/default.htm ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 5
  6. 6. Highlights dalle Evening Sale di New York Per New York questa è la settimana del contemporaneo. Il 12, 13 e 14 Novembre ci saranno, infatti, le vendite di arte contemporanea delle due case d’asta Christie’s e Sotheby’s, una rassegna delle opere degli artisti più quotati dal dopoguerra ad oggi. Ma saranno, come sempre, le Evening Sales a rappresentare la walk of fame delle opere che saranno battute in asta nei prossimi giorni: due aste che propongono una selezione – 35 i lotti proposti da Sotheby’s, 73 quelli di Christie’sdi capolavori del contemporaneo, l’89% dei quali quotati ben oltre il milione di dollari. Grandi le aspettative per le opere di Andy Warhol. Da Christie’s, proprio durante la Evening Sale del 12 Novembre, sarà proposta l’opera COCA-COLA [3], del 1962, stimata $40,000,000- $60,000,000; si tratta non di una serigrafia, come per la maggior parte delle opere di Warhol generalmente proposte in asta, ma di un opera dipinta a mano che ritrae, in maniera monumentale, un’icona pop come quella della bottiglia della Coca-Cola. E’ un’opera rimasta nella stessa collezione negli ultimi 20 anni ed ha fatto il giro del mondo nelle maggiori mostre su Andy Warhol e la Pop Art. A sinistra; Andy Warhol, CocaCola [3] , 1962, casein su cotone, 176.2 x 137.2 cm Credits: Christie’s Opera valutato tra i 40 e i 60 milioni di dollari. Secondo l'agenzia Reuters, le vendite delle opere dell'artista americano saranno gli indicatori migliori della ripresa del mercato dell'arte Di Andy Warhol anche alcune delle opere principali della Contemporary Art Evening Auction di Sotheby’s, che si terrà il 13 Novembre; si tratta di Silver Car Crash (Double Disaster), con stima su richiesta, che ha già nella storia della sua provenienza, che vanta collezioni come quelle di Gian Enzo Sperone e Charles Saatchi, un grande valore aggiunto. L’opera, del 1963, dalle dimensioni monumentali di 267.4 x 417.1 cm, comparabile per dimensioni e soggetto a sole altre due opere di Warhol, è rimasta nella stessa collezione privata negli ultimi 20 anni ed esposta pubblicamente 1/2 durante questo intervallo di tempo solo una volta alla Fondazione Beyeler nel 2000. Ancora di Andy Warhol è Liz#1, opera serigrafica eseguita tra l’ottobre e il novembre 1963, stimata $20,000,000 — $30,000,000 e proposta in asta da Sotheby’s. Provenienza importante anche per questo lotto, passato per la Galleria Leo Castelli e la Sonnabend Gallery, prima di essere acquisita dall’attuale proprietario. Risultano essere quindi in prima linea le opere di Andy Warhol, per valore, ma anche per numero: 8 i lotti proposti da Christie’s, altrettanti quelli proposti da Sotheby’s, e solo nella sessione serale. A sinistra: Andy Warhol, Liz#1, 1963, acrilico e inchiostro serigrafico su tela, 101.6 x 101.6 cm. Credits: Sotheby’s Opera stimata tra i 20,000,000 e i 30,000,000 USD A cura del Dott.ssa Manuela Porcu www.sothebys.com www.christies.com ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 6
  7. 7. Highlights dalle Evening Sale di New York Sopra: Gerhard Richter, Abstraktes Bild (809-1), 1994, olio su tela, 225 x 200 cm Credits: Christie’s Opera proveniente dalla collezione di Eric Clapton con stima su richiesta Sotto: Gerhard Richter, A.B. Courbet, 1986, olio su tela, 300 x 250 cm Credits: Sotheby’s Stima: 15,000,000 — 20,000,000 USD Proposte da entrambe le case d’asta anche delle opere importanti di Gerard Richter: da Christie’s si troverà Abstraktes Bild (809-1), opera proveniente dalla collezione di Eric Clapton, che aveva acquistato nel 2001 un lotto di tre opere di Richter per $3,200,000 (Sotheby’s New York, Novembre 2001) e che già un anno fa aveva rivenduto una di queste, Abstraktes Bild (809-4), tramite Sotheby’s Londra per oltre $34,000,000 rispetto ad una stima iniziale di $ 14.467.500 - $ 19.290.000, fissando il nuovo record di vendita all’asta per l’artista e nuovo record per un artista vivente. Abstraktes Bild (809-1), creata nel 1994, rappresenta una delle più belle testimonianze del periodo astratto di Richter, stilisticamente molto vicine alla serie del 1992 adesso ospitata al Moderna Museet di Stoccolma. La stima per questo dipinto è disponibile solo su richiesta, ma potrebbe aggirarsi intorno ai 20-25 milioni di dollari. Sotheby’s proporrà l’opera A.B. Courbet, con una stima di $15,000,000 — $20,000,000, sempre opera astratta che 2/2 cita, per contrapposizione, il realismo di Courbet, realizzata nel 1986, e un Abstraktes Bild del 1988 stimato tra i $2,000,000 — $3,000,000, già battuto da Sotheby’s New York nel 1991 per $60,000. Dagli anni ’90 ad oggi, le valutazioni per le opere di Richter sono molto più che raddoppiate, testimoniando l’importanza di un artista che, anche se ancora vivente, ha vissuto tutti i cambiamenti e le fasi dell’arte e della società degli ultimi 80 anni. Tra le opere chiave delle aste dei prossimi giorni anche il trittico Three Studies of Lucian Freud di Francis Bacon di grandi dimensioni, dipinto nel 1969 (Christie’s, stima su richiesta, ma supererà con facilità i 100 milioni di dollari di aggiudicazione) e un’opera di Willem De Kooning del 1975, Untitled V, stimata $25,000,000 — $35,000,000. Tanti i grandi nomi, a partire da Jeff Koons, Cindy Sherman, Bruce Newmann, Lucio Fontana, Maurizio Cattelan, Mark Rothko, Jean-Michel Basquiat, Jackson Pollock, Roy Lichtenstein, Christopher Wool, Anish Kapoor, Martin Kippenberger, Takashi Murakami, Robert Rauschenberg, e tanti altri, le cui opere saranno proposte anche nelle sessioni successive delle aste di arte contemporanea. Jean-Michel Basquiat 1960 - 1988 UNTITLED (YELLOW TAR AND FEATHERS) Stima 15,000,000 — 20,000,000 USD A cura del Dott.ssa Manuela Porcu www.sothebys.com www.christies.com ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 7
  8. 8. Kerouac e la “Beat Generation”: un Viaggio tra Arte, Musica e Letteratura 1/2 Da Sinistra J.Kerouac, Charlie Parker, sotto Jean-Michel Basquiat «Danzavano lungo le strade leggeri come piume, e io arrancavo loro appresso come ho fatto tutta la mia vita con la gente che m’interessa, perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni traverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno “Ooohhh!”». (On the road, J.Kerouac) Il protagonista del romanzo (alter ego dello stesso Kerouac) è un giovane scrittore che tenta di prendere il volo sottraendosi da ogni obbligo morale e dalle falsità sociali per cercare l’avventura nella strada; è circondato da amici squinternati che vivono alla giornata alleggerendo il costo della vita per sopravvivere. Sì. Sopravvivere al tedio, il tedio quello che arde nelle viscere e corrode l’anima, un’anima che è già stata deportata oltre i confini di ogni regola. I viaggi dei ragazzi di “On the road” (1957) sono perciò sia fisici che mentali, concreti e astratti: peregrinano per gli USA e allo stesso tempo fanno uso di alcool, benzedrina e sostanze allucinogene con lo scopo di staccarsi dalle circostanze della realtà. Il romanzo di Kerouac è considerato il manifesto della cosiddetta “Beat Generation”: movimento artistico, letterario e musicale nato negli Stati Uniti tra gli anni ’50 e ’60 del ventesimo secolo. I “Beats” erano i “battuti”, quelli che venivano definiti tali in senso dispregiativo per le caratteristiche che accomunavano il gruppo. «Ma beat», diceva Kerouac, «non significa “battuto”, ma “beatitudine”». Ostentando il rifiuto di qualsiasi regola o valore morale e ortodosso che sia, gli esponenti della Beat Generation manifestano la loro ribellione attraverso una violenza che si riversa non sulla società, ma su loro stessi; una sorta di processo di alienazione volto a liberarsi da una società a cui non si appartiene. Pertanto per trovare la propria individualità ed uscire fuori da schemi e sovrastrutture sfociano in mezzi quali la droga e l’alcool. Sebbene appaiano riluttanti, la droga, l’alcool, la promiscuità sessuale e l’esaltazione musicale rappresentano di fatto i mezzi per riscoprire un’identità persa tra quelle di un mondo costituito da falsità e convenzioni. Privi di costrizioni e obblighi di qualsiasi genere, i bohémiens americani tentano la perdizione come unica alternativa possibile; alternativa che molto spesso confina nella follia, nella prigione, nella morte prematura o addirittura nel suicidio. La musica che scandisce i battiti di questa generazione è quella improvvisata, costituita da folgorazioni istantanee tradotte dai battiti del jazz, del bebop, che vedrà il trionfo attraverso musicisti quali Charlie Parker o Dexter Gordon: il tenorsassofonista di quasi due metri accese, infatti, la fantasia degli scrittori Kerouac e Holmes. In “On the Road”, il co-protagonista di A cura della Dott.ssa Gisella Tropea http://www.newstalk.ie/Bird-Lives-The-Story-of-Charlie-Parker http://urbanepop.com/2012/08/16/jean-michel-basquiat-his-legacy-lives-on/ ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 8
  9. 9. Kerouac e la “Beat Generation”: un Viaggio tra Arte, Musica e Letteratura Jean Michel Basquiat Dustheads 15 maggio 2013 Christie‘s New York Stima: $ 30.000.000$ 40.000.000 Aggiudicato: $ 43.845.000 Kerouac Dean Moriarty «si inchinò davanti al fonografo ascoltando un disco di bop selvaggio, ‘The Hunt”, con Dexter Gordon e Wardell Gray che soffiavano alla loro altezza davanti ad un pubblico urlante, che dava alla registrazione un volume fantasticamente delirante». Kerouac e gli scrittori della Beat Generation, così come la musica jazz, non potevano non influenzare artisti come il giovane Jean-Michel Basquiat. Nato a Brooklyn nel 1960, diventa noto attraverso i murales siglati SAMO, acronimo di “SAMe Old shit”. Raggiunto il successo come artista di strada, abbandona i muri per dipingere grandi tele riempite di frasi, parole e numeri. Le sue opere raccontano la sua città, e in generale ciò che vive nelle grandi metropoli: scontri razziali, droga, violenza, povertà. Si tratta, tuttavia, di narrazioni visive in cui si manifestano l’amore per la cultura pop, per la musica, nonché la sua straordinaria capacità di improvvisazione tipica dei jazzisti a lui tanto cari; tutto ciò che rientra nella quotidianità viene reinventato da «La musica è la tua esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza. Se non fa parte della tua vita, non potrà uscire dal tuo strumento» Charlie Parker Da quando avevo 17 anni, ho sempre pensato che sarei diventato una star. Dovrei pensare ai miei eroi, Charlie Parker, Jimi Hendrix... avevo un'idea romantica di come le persone diventassero famose. Jean Michel Basquiat 2/2 Basquiat ai fini della creazione di un “linguaggio” nuovo e del tutto personale. Nel 1983 entrerà a far parte della Factory di Andy Warhol; un tassello fondamentale della sua carriera, brutalmente e precocemente interrotta dalla morte dell’artista ancora giovanissimo. È ciò che succede a molti dei protagonisti della Beat Generation, bramosi di vita e di folgorazioni istantanee, nostalgici di emozioni represse, che viaggiano verso mete ignote (perché ciò che conta non è dove si va, ciò che conta è andare); corrono il rischio di imbattersi in ciò che rifiutano, ma che allo stesso tempo è presenza incontrastabile, la morte: «l’unica cosa per la quale languiamo nei nostri giorni di vita, che ci fa sospirare e lamentarci e sottostare a dolci nausee di ogni specie, è il ricordo di una certa felicità perduta che probabilmente è stata sperimentata nell’alvo materno e può riprodursi solamente (quantunque noi si detesti ammetterlo) nella morte» (Kerouac, “On the road”). Gisella Tropea « Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati» «Dove andiamo?» «Non lo so, ma dobbiamo andare». Jack Kerouac, On the Road, pg.17 On the Road è un romanzo autobiografico, scritto nel 1951 basato su una serie di viaggi in automobile attraverso gli Stati Uniti, in parte con il suo amico Neal Cassady e in parte in autostop. È stata pubblicata in italiano la versione non censurata di On the Road, quella scritta sul "rotolo". In tale versione sono presenti paragrafi tagliati nell'edizione del 1957 e i nomi dei personaggi sono quelli reali. Kerouac voleva trarre un film dal romanzo e propose a Marlon Brando di lavorare assieme, ma non se ne fece nulla. Il regista brasiliano Walter Salles ne ha tratto l'omonimo adattamento cinematografico uscito nel 2012 A cura della Dott.ssa Gisella Tropea http://www.newstalk.ie/Bird-Lives-The-Story-of-Charlie-Parker http://urbanepop.com/2012/08/16/jean-michel-basquiat-his-legacy-lives-on/ ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 9
  10. 10. Il mercato dell’arte contemporanea In un contesto socio economico globale altamente instabile anche il mercato dell’arte contemporanea si inserisce in maniera talvolta contraddittoria e volubile. Nel valutare un settore dove la differenza tra la domanda e l’offerta non segue dei parametri fissi, ma anzi è basata sulla complessa variabilità del mercato, è difficile trovare un assioma universale e tracciare dei filoni di discussione reali e concreti. L’arte contemporanea, che a differenza di quella antica è in continuo divenire, si rivolge ad un mercato in continua crescita ed evoluzione legato dunque ad altri fattori che esulano da quello prettamente culturale. La liberalizzazione dei mercati, l’innovazione tecnologica, l’apertura di nuovi canali commerciali finora bloccati (ad esempio Africa, America Latina, Cina, Taiwan, Hong Kong, Vietnam o Russia) hanno fatto si che il numero dei collezionisti del settore aumentasse in maniera esponenziale. Il processo di globalizzazione che riguarda l’economia culturale è caratterizzato dalla presenza di competitor che mentre prima si servivano di particolari soggetti di tipo tradizionale (galleristi, collezionisti, aste, fiere del settore ecc.) adesso hanno a che fare con un nuovo modello gestionale più dinamico e suscettibile alle innovazioni. A differenza dell’arte antica che usava la materia in maniera abbastanza naturale, quella contemporanea si serve di opere la cui qualità e il cui valore non sono facilmente quantificabili a prima vista, anche perché vengono perlopiù realizzate con tecniche e materiali spesso inusuali. Rispetto al mercato, la caratteristica principale che distingue gli artisti contemporanei dai maestri antichi è la necessità di individuare la domanda, le preferenze e le attese che la caratterizzano, indirizzandovi in A cura di Vernice Progetti culturali www.verniceprogetti.it Con questa sezione del report si è voluto interrogare alcuni tra i maggiori operatori nazionali ed internazionali del mondo dell’arte e della cultura, al fine di lasciare loro esprimere un proprio personale punto di vista sulle tendenze attuali del settore, le aspettative future. ***** La riflessione vuole essere uno “spazio libero di espressione”, consapevoli che spesso sia utile sentire voci diverse, per riconoscere meglio la propria. seguito un’offerta adeguata. Quando però dette variabili si trovano ad agire in un contesto, come quello odierno, caratterizzato da forte mutabilità e altissima concorrenza, le strategie di mercato devono tener conto di fattori ancora diversi. Il mercato dell’arte contemporanea, dopo una forte e parzialmente giustificata caduta (a causa della crisi finanziaria iniziata negli Usa nel 2007) sta vedendo crescere le sue quotazioni raggiungendo risultati insperati. La struttura del mercato dell'arte contemporanea è cambiata, soprattutto in seguito alla concorrenza generata dalle oltre 154 fiere che si tengono ogni anno in tutto il mondo e all'importanza degli investitori e dei fondi di investimento nel ramo dell'arte. L’aspetto singolare che riguarda il nostro Pino Pascali, Wall of stone paese è comunque il fatto che l’arte contemporanea italiana vola nelle aste internazionali, ma questo sembra riflettersi solo in modo marginale sul mercato del nostro paese. Le Italian Sale di Londra che hanno come obiettivo quello di presentare sul palcoscenico internazionale la miglior produzione dei migliori artisti italiani battendo all’asta una cinquantina di opere di qualità altissima, hanno registrato anche quest’anno, per la XIII edizione di Christie’s dei picchi altissimi: Fonte: Il grafico è frutto di elaborazione dell’Area Research, sulla base 31,6 milioni di euro, un record assoluto! di dati provenienti da info provider. ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 10
  11. 11. Da Pollock alla Pop Art di Andy Warhol Milano presenta Autunno Americano 1/2 Nel 1950 Hans Namuth, un giovane fotografo, si propose di realizzare un servizio che ritraeva Pollock mentre era all'opera. Il pittore gli promise che avrebbe iniziato un nuovo dipinto appositamente per il servizio, ma quando Namuth arrivò al laboratorio Pollock gli andò incontro scusandosi e dicendogli che il quadro era già finito. Questa la descrizione di Namuth del momento in cui entrò nel laboratorio: « Una tela coperta di colore ancora fresco occupava tutto il pavimento... Il silenzio era assoluto... Pollock guardò il quadro, quindi, all'improvviso, prese un barattolo di colore e un pennello e iniziò a muoversi attorno al quadro stesso. Fu come se avesse capito di colpo che il lavoro non era ancora finito. I suoi movimenti, lenti all'inizio, diventarono via via più veloci e sempre più simili ad una danza mentre gettava sulla tela i colori. Si dimenticò completamente che Lee ed io eravamo lì; sembrava non sentire minimamente gli scatti della macchina fotografica... Il mio servizio fotografico continuò per tutto il tempo in cui lui dipinse, forse una mezz'ora. In tutto quel tempo Pollock non si fermò mai. Come può una persona mantenere un ritmo così frenetico? Alla fine disse semplicemente: «E' finito». (Hans Namuth) Jackson Pollock in azione, in uno scatto della celebre serie di Hans Namuth . In alto Hans Namuth http://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Namuth «Quello che finiva sulla tela non era un quadro, ma un evento. Il punto di svolta c'è stato quando ha deciso di dipingere "solo per dipingere". I gesti che si riflettevano sulla tela erano gesti di liberazione dai valori - politici, estetici e morali » Jackson Pollock, http://www.mostrapollock.it/ A cura del Dott. Paolo Ceccherini ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 11
  12. 12. Da Pollock alla Pop Art di Andy Warhol Milano presenta Autunno Americano Andy Warhol dalla Brant Foundation è un occasione rarissima per il pubblico di poter vedere uno dei gruppi di opere più importanti dell’artista Americano padre della Pop Art, raccolto non da un semplice collezionista, ma da un personaggio, Peter Brant, intimo amico di Warhol con il quale ha condiviso gli anni artisticamente e culturalmente più vivaci della New York degli anno ’60 e ’70. Ancora ventenne nel 1967 Peter Brant acquistò la sua prima opera di Warhol, un disegno della famosa Campbell’s Soup, iniziando quella che sarebbe diventata una delle più importanti collezioni di arte contemporanea del mondo. La mostra, Prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, curata da Peter Brant e Francesco Bonami, presenta oltre 150 opere, tele, fotografie, sculture che fanno parte della Brant Foundation e raccontano una storia intensa ed uno scambio culturale unico fra il giovane collezionista e l’artista. Un incontro dal quale nascerà 2/2 Liz #5 (Early Colored Liz) // 1963 // Courtesy The Brant Foundation, Greenwich, CT, USA // © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2013 Red Elvis // 1962 // Courtesy The Brant Foundation, Greenwich, CT, USA // Red Elvis // 1962 // Courtesy The Brant © The Andy Warhol Foundation for the Foundation, Greenwich, CT, USA // Visual Arts Inc. © The Andy Warhol Foundation for the by SIAE 2013 Visual Arts Inc. by SIAE 2013 Mao // 1964 // Courtesy The Brant Foundation, Greenwich, CT, USA // © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2013 un sodalizio unico dal quale sfocerà la mitica e rivoluzionaria rivista Interview fondata da Warhol stesso nel 1969 e che Brant acquisterà con la sua casa editrice subito dopo la morte dell’artista nel 1987. La mostra parte dai primi disegni del Warhol illustratore per finire con le spettacolari Ultime Cene e gli autoritratti passando attraverso le opere più iconiche come le Electric Chairs, il grande ritratto di Mao, i fiori e uno dei più famosi capolavori di Warhol, Blue Shot Marilyn, il ritratto della famosa attrice Americana con in mezzo agli occhi il segno restaurato di un dei colpi di pistola esploso da un’amica dell’artista nel 1964, che Brant avrebbe poi acquistato per 5000 dollari nel 1967 con i proventi di un piccolo investimento. Attraverso capolavori e opere altrettanto sorprendenti ma meno conosciute, come una serie di Polaroid mai viste prima in Europa, la mostra della Brant Foundation non racconta semplicemente il Warhol star del mondo dell’arte e del mercato ma anche il Warhol intimo, l’amico, l’uomo. www.warholmilano.it/ A cura del Dott. Paolo Ceccherini ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 12
  13. 13. RODIN Il marmo, la vita Nella suggestiva Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano la mostra più completa mai realizzata sulle sculture in marmo di Auguste Rodin, una delle figure maggiori della tradizione plastica moderna. Realizzata in collaborazione con il Musée Rodin di Parigi, la rassegna presenta più di 60 opere provenienti, oltre che dall’ente parigino che custodisce la memoria dell’artista, anche da importanti istituzioni pubbliche come il Petit Palais-Musée des Beaux-Arts de la Ville di Parigi, il Musée Faure di Aix-les-Bains e il Musée de Picardie di Amiens. La prima sezione è dedicata alle opere giovanili, caratterizzate da una forte impronta classica, tra cui troneggia l’enorme blocco raffigurante Il bacio, che rappresenta due amanti avvinghiati e che fece grande scalpore nella Francia di fine Ottocento a causa della sua forte carica erotica. Nella seconda sezione sono esposti alcuni capolavori del periodo più maturo, quando Rodin da vita a figure che emergono dai blocchi di pietra e si liberano dal peso della materia, ricordando la tecnica della maieutica tipica di Michelangelo, grande fonte di ispirazione per l’artista francese, che costruisce un dialogo continuo tra recupero della tradizione e affermazione di una nuova idea di scultura. A cura della Dott.ssa Silvia Cambiaggi www.mostrarodin.it 17 ottobre 2013 26 gennaio 2014 Milano, Palazzo Reale Sala delle Cariatidi Altro spunto di derivazione michelangiolesca è la poetica dell’incompiuto, che caratterizza la terza sezione e che Rodin rielabora in una chiave di assoluta modernità. L’allestimento è stato progettato dallo studio internazionale Bureau des Mésarchitectures— Didier Faustino appositamente per lo spazio architettonico della Sala delle Cariatidi. I marmi bianchi sono disposti in un contesto suggestivo e sorprendente, che consente una fruizione ravvicinata e completa. Questa mostra ha permesso di approfondire tutti i temi che caratterizzano la produzione plastica di Rodin: non solo i materiali usati dal maestro, ma anche i rapporti fra lo scultore e i collaboratori di cui egli si avvaleva. Anche in questo aspetto, infatti, Rodin si pone come un anticipatore della pratica contemporanea, pur riprendendo le consuetudini delle antiche botteghe. Già in passato le opere di Rodin erano arrivate in Italia, ma questa è la prima volta che viene allestita una mostra di tale imponenza, che consente di apprezzare un così grande numero di opere e di studiare la produzione del grande scultore francese in modo esaustivo. ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 13
  14. 14. “L'arte contemporanea aiuta ad approfondire presente e futuro grazie ad occhi dotati di particolare sensibilità”. Intervista a Claudio Palmigiano 1/2 La rubrica “Collezionisti” è dedicata ad approfondire, di volta in volta, il pensiero, le scelte e le opere dei principali collezionisti d'arte contemporanea del territorio nazionale. IDENTIKIT: Nome e cognome: Claudio Palmigiano Luogo e data di nascita: Milano, 18 luglio 1954 Città di residenza: Milano Attività lavorativa: Libero professionista Stato civile: Sposato con Maria Grazia Longoni; 2 figli, Matteo di 23 anni e Francesca di 19 anni Prima opera acquistata: "Cristo morto" di Mario Sironi Un opera di Richard Prince A cura della Dott.ssa Marianna Agliottone Il collezionista Claudio Palmigiano Come è nato il tuo interesse per l’arte contemporanea? Quali sono stati i tuoi primi passi da collezionista nel mondo delle gallerie d’arte? E’ nato attraverso la frequentazione della casa del Notaio Paolo Consolandi, noto collezionista d'arte scomparso pochi anni fa, e successivamente frequentando gallerie, musei e fiere. Quasi subito la frequentazione di gallerie si è rivolta soprattutto a gallerie italiane specializzate nel contemporaneo, come Raffaella Cortese, Claudio Guenzani, Le Case d’Arte, Monica De Cardenas, Massimo De Carlo, per poi passare alle gallerie straniere. Come fai a scegliere, come arrivi all’acquisizione di un nuovo lavoro? La scelta avviene assieme a mia moglie, approfondendo la conoscenza degli artisti e delle loro opere attraverso visite a mostre, scambi di opinioni con gli stessi artisti, con galleristi, direttori di musei e critici. Come fai a decidere se vendere un pezzo e quando venderlo? Non ho quasi mai venduto, però potrebbe essere possibile in futuro. Poiché col tempo e con le modifiche che subentrano in una collezione alcune opere potrebbero apparire non più in linea col resto dei lavori. Quali fiere frequenti regolarmente? Quale è la differenza tra l’acquistare in fiera e l’acquistare nelle gallerie? Frequento regolarmente Art Basel, Frieze e le fiere italiane. Saltuariamente altre fiere quali l'Armory, Arco, Fiac, Paris Photo. Trovo che le fiere siano utili per valutare le novità e le nuove tendenze che il mercato dell’arte propone. L'aspetto negativo è che, salvo per certi rapporti consolidati negli anni, spesso un’opera in fiera può costare di più dato che i galleristi debbono fronteggiare ingenti costi per lo stand, l’assicurazione ed i trasporti. Qual è tua definizione di "arte contemporanea"? L'arte contemporanea esprime, in modo particolarmente affascinante ed emozionante, la visione del mondo in cui viviamo attraverso gli occhi degli artisti ed ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 14
  15. 15. “L'arte contemporanea aiuta ad approfondire presente e futuro grazie ad occhi dotati di particolare sensibilità”. Intervista a Claudio Palmigiano 2/2 evidenzia, tramite la loro interpretazione, gli aspetti più significativi della realtà che ci circonda. E le creazioni degli artisti, anche attraverso i diversi "media" di volta in volta utilizzati, ci aiutano a riflettere e ad approfondire presente e futuro con gli occhi di soggetti spesso dotati di particolare sensibilità. Sei nel board di "Acacia – Associazione Amici Arte Contemporanea", costituita nel 2003 a Milano e attiva affinché l'arte contemporanea italiana venga sostenuta e valorizzata. Che rapporto esiste tra la sua esperienza di collezionista e ACACIA? E' in corso un continuo dibattito sul ruolo del collezionista. C’è chi sostiene che il collezionista sia semplicemente un privato che amando l’arte acquista opere per la propria collezione personale e chi, all’opposto, afferma che il collezionista di un certo pregio debba assumere un ruolo più pubblico, che le opere che acquisisce e le proprie competenze debbano essere mostrate ed essere messe a disposizione della comunità. Io mi trovo in una posizione intermedia: facendo parte, ad esempio, di una Associazione che ha quale fine nel proprio statuto lo sviluppo dell’arte contemporanea e la promozione degli artisti italiani, ritengo di svolgere un ruolo che va oltre l’ambito prettamente privato, che è di supporto, appunto, alla diffusione sul territorio della contemporaneità. ACACIA: Amici Arte Contemporanea Italiana Lo scopo principale dell’Associazione ACACIA Amici Arte Contemporanea Italiana è quello di promuovere l’arte e, soprattutto, coincide con la volontà di stimolare la costituzione di un museo pubblico di arte contemporanea a Milano, attraverso un dialogo costante con le Istituzioni cittadine. La stessa Associazione ha già creato una collezione esclusivamente con l’intento di donarla al futuro Museo pubblico. L’Associazione è composta da circa un centinaio di soci, tra cui spiccano prestigiosi nomi del collezionismo italiano. Lo spirito dell’associazione è quello di evidenziare il ruolo del collezionista attivo, assumendosi la responsabilità di una coscienza pubblica, esponendosi in prima persona, operando concretamente perchè l’arte contemporanea sia promossa, conservata e tutelata. Per raggiungere il suo scopo, ACACIA sin dalla sua nascita ha lavorato per promuovere gli artisti e i loro progetti attraverso mostre, premi e conferenze, con l’intento di creare a Milano un terreno comune, nell’ottica di facilitare la dimestichezza con l’arte contemporanea e di stimolare la curiosità attorno a questa, affinché si sentisse l’esigenza pubblica di realizzare una struttura, il museo, che rappresenti un insieme di eccellenza nel panorama dell'arte contemporanea italiana. Attualmente la collezione di ACACIA è composta dalle opere di giovani artisti italiani già affermati a livello internazionale ed emergenti in rapida crescita, i quali rappresentano adeguatamente il fermento dell’arte contemporanea italiana Un opera di PhilipLorca diCorcia http://www.acaciaweb.it/ A cura della Dott.ssa Marianna Agliottone ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 15
  16. 16. La Fondazione FILA Museum Biella: Ezio Gribaudo e Lucio Fontana. Cronaca di un Viaggio Americano, 1961 Il prossimo venerdì 15 novembre alle 18 negli spazi della Fondazione FILA Museum , in collaborazione con LOCANDA DELL’ARTE si inaugurerà l’esposizione della rassegna che l’Istituto di Cultura Italiana di New York, sotto l’egida di Presidente e di Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana, nel corso dell’estate ha presentato nel programma 2013 Anno della Cultura Italiana in svolgimento negli USA con scambi bi-laterali. La mostra viene proposta dal museo aziendale di Biella fino al 24 novembre, nel calendario di eventi della XII Settimana della Cultura d’Impresa promossa da Museimpresa di Confindustria. Nel 1961, per allestire la mostra alla galleria americana che consacrò la sua fama a livello mondiale, Lucio Fontana si recò a New York “N.Y., UNA CITTÀ FATTA DI COLOSSI DI accompagnato da alcuni collaboratori, tra cui Ezio CRISTALLO SUI QUALI IL SOLE BATTE Gribaudo, curatore della stampa di DEVENIR DE PROVOCANDO TORRENTI DI LUCE” FONTANA, appena edito in Italia e in procinto di L. Fontana, 1961 essere pubblicato negli Stati Uniti. Affascinato dal misterioso e incredibile panorama urbano in cui proiettare la propria immaginazione e rispecchiare e moltiplicare le proprie scelte stilistiche d’artista, Fontana realizzò lavori intitolati alla città delle mille LA BELLEZZA luci. Nel soggiorno, e fertile percorso di acquisizione CI SALVERÀ della nuova visione, visse e condivise con Gribaudo E. Gribaudo, l’intensa esperienza, che trasformò il loro rapporto New York, 5 professionale in stretto sodalizio artistico e forte giugno 2013 amicizia. Cristoforo Colombo dell’arte contemporanea, artista italiano di cui alcune opere sono conservate a Collezione Guggenheim di Venezia e MoMA di New York, Gribaudo poi è tornato spesso nella città americana. Nel 2013 accolto con entusiasmo dal pubblico di esperti, A cura del Dott. Paolo Ceccherini in collaborazione con la Dott.ssa Paola Gribaudo http://www.locandadellarte.it/ http://paolagribaudo.org/ 1/2 critici, amici e visitatori della mostra che, a cura di sua figlia Paola Gribaudo, ha presentato vivide testimonianze dei protagonisti degli eventi - opere e documenti che rievocano atmosfera e sensazioni della città nel periodo in cui i suoi fermenti culturali cominciavano a contrassegnare la contemporaneità. Da New York la mostra ha attraversato l’oceano per “approdare” direttamente a Biella… dove Gribaudo arriverà, per il vernissage, facendovi graditissimo ritorno. Presentando 38 opere, tra cui molti paesaggi, al Circolo degli Artisti nel 1958 ha esposto un’antologica che, precorrendo i tempi, illustrava la propria esperienza nel Realismo Esistenziale. Il duplice “viaggio americano” - del 1961 e nel 2013 - lo riconduce tra palazzi e stabilimenti d’epoca e avveniristiche architetture della capitale laniera italiana, dove fa altre “scoperte” e incontra le sue avanguardie: a Fondazione FILA Museum, infatti, è conservato un patrimonio di storici esemplari delle produzioni tessili e moda italiane, tra cui un modello “speciale”, frutto di una positiva contaminazione tra il mondo dell’arte e quello industriale - il costume da nuoto che lo stilista di FILA Pierluigi Rolando disegnato nel 1981 ha realizzato ispirandosi proprio ai lavori di Fontana, e la inea F13, una collezione di abiti e accessori che fa esplicito riferimento a New York. Realizzato in collaborazione con la galleria di Locanda dell’Arte, l’allestimento presenta un capolavoro di Fontana, CONCETTO SPAZIALE, NEW YORK 1961 accanto al costume di Rolando e negli spazi museali dedicati allo stile della moda italiana ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 16
  17. 17. La Fondazione FILA Museum Biella: Ezio Gribaudo e Lucio Fontana. Cronaca di un Viaggio Americano, 1961 ambienta la collezione newyorkese di Gribaudo - i disegni a pastello del CARNET DI VIAGGIO, i dipinti della serie DIARIO DI NEW YORK e la tela PONTE SU NEW YORK. La rassegna presenta anche materiali documentali dell’Archivio Gribaudo, tra cui: le riprese di New York filmate con Francesco Aschieri nel 1961 e montate con colonna sonora musicale dei Supershock, la cui “prima” è stata proiettata al Museo Nazionale del Cinema di Torino nel 2012; il libro, pubblicato da Skira Editore e presentato a Museo del Novecento di Milano, che raccoglie e documenta gli scambi colloquiali ed epistolari con Fontana; un reportage fotografico realizzato all’atelier di Gribaudo nel 2013 da Stefania Monsini. Un programma di iniziative coinvolgerà il pubblico alla partecipazione attiva e creativa, come il laboratorio per la costruzione di modellini LEGO Architecture degli edifici newyorkesi Guggenheim Museum, Empire State Building e Rockefeller Center e dell’italiana Torre “pendente” di Pisa. Un evento unico, voluto dalla Fondazione FILA Museum e ospitato nelle sale che presentano al pubblico la storia e le creazioni del brand italiano della moda sportiva e casual più conosciuto al mondo, nato proprio a Biella. Un meraviglioso esempio del connubio tutto italiano tra arte e industria, che nel territorio affonda le proprie radici tra fine ‘700 e inizio ‘800, quando la manifattura si fece affiancare dalle cosiddette “arti decorative” con lo scopo di rendere il prodotto gradevole anche esteticamente. Attraverso l’arte il manufatto non diventa solo utile e bello ma anche in grado di emozionare. Il Presidente della Fondazione FILA Museum, Gene Yoon, dichiara: “Sono particolarmente contento di questa esposizione nei locali della nostra Fondazione, ospitare opere di grandi autori non solo è un onore ma contiene in sé un potenziale importantissimo perché la creatività artistica ha la straordinaria capacità di aprire le menti e di spingere gli uomini a vedere il mondo in modo nuovo, dando vera e reale libertà di pensiero e di azione. Quella libertà intellettuale che permette la nascita e la crescita delle grandi imprese e la storia di FILA ne è un esempio”. 2/2 Ezio Gribaudo, Pittore, scultore e grafico italiano Ha studiato architettura e si è interessato alle tecniche grafiche e tipografiche. Vicino alle esperienze di Tapies, Burri, Fontana, G. esalta l'importanza della materia; per le sue tavole (rilievi, rilievi e serigrafie, bassorilievi) e per le sue sculture, realizzate in polistirolo (Logogrifi), usa prevalentemente il bianco su bianco. Come grafico ha ricevuto numerosi premî (Quadriennale di Roma, 1965; Biennale di Venezia, 1966; Biennale di San Paolo del Brasile, 1967). Nel corso degli anni Novanta G. ha partecipato a diverse esposizioni collettive e a importanti personali, tra le quali si segnalano quelle di Parigi (in cui ha esposto la serie degli Alberi, 1993), New York (1995), Buenos Aires (1998), Torino (Galleria 44, 2006), New York (Briggs Robinson Gallery, 2006). Dal 2005 è presidente dell'Accademia Albertina di Torino. . A cura del Dott. Paolo Ceccherini in collaborazione con la Dott.ssa Paola Gribaudo http://www.locandadellarte.it/ http://paolagribaudo.org/ ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 17
  18. 18. ARTISSIMA: osservatorio artistico di nuova generazione Si è conclusa ieri la ventesima edizione della fiera-mercato italiana ARTISSIMA. Quattro giorni di fermento culturale che hanno saputo offrire al pubblico degli amanti dell’arte e all’insieme degli addetti ai lavori, un ventaglio di iniziative in grado di valorizzare, come nella migliore tradizione di questa manifestazione, le potenzialità della città di Torino. Il legame tra la città e la sua fiera d’arte contemporanea è volutamente ben radicato e appare come un elemento focale, capace di soddisfare le esigenze e le aspettative di un pubblico variegato per età, background e interessi. stand Editalia (Roma), sezione Artissima Art Editions. Opere di artisti quali Emilio Isgrò, Mimmo Rotella, Carla Accardi, Joe Tilson. A cura del Dott.ssa Giuseppina Greci http://www.artissima.it/ L’aumento delle presenze complessive sul territorio da un anno all’altro, lo testimonia: il 2012 ha registrato un +59% rispetto l’anno precedente. Terminata la manifestazione, è tempo di bilanci e riflessioni per lo staff guidato dalla direttrice Sarah Cosulich Canarutto e per le istituzioni coinvolte. Detto ciò, i numeri iniziali e le novità introdotte sono di buon auspicio e documentano la volontà degli organizzatori di assestarsi sull’alto livello qualitativo degli ultimi anni. L’aumento delle gallerie presenti, provenienti da 38 Paesi – 12 in più rispetto al 2012 – è sintomatico dell’interesse crescente verso Artissima. Per la prima volta, inoltre, la sfera dei collezionisti invitati è stata estesa al Sud America, al Sudest asiatico e al Medio Oriente. Ricerca, sperimentazione, approfondimento sono termini che orientano i criteri organizzativi dell’evento. Le sezioni espositive costruiscono un dialogo ben equilibrato “passato-presente-futuro”, accompagnando il visitatore attraverso un percorso che si snoda tra gallerie note(Main Section),, 1/3 Carta d’Identità Veduta interna di Artissima 2013, nel padiglione espositivo “Oval”, area Lingotto Fiere. In basso, a destra, è visibile l'opera di Danilo Correale, “The warp and the Weft” 2012, nello stand della galleria Supportico Lopez (Berlino Nome: ARTISSIMA Data di nascita Artissima S.r.l.: 1994 Titolari del marchio: Città di Torino, Regione Piemonte, Provincia di Torino. Ente gestore: Fondazione Torino Musei (www.fondazionetori nomusei.it ), dal 2004 Direttrice in carica: Sarah Cosulich Canarutto. Sede attuale: Padiglione “Oval”, Lingotto Fiere Segni Particolari: Prima Fiera d’arte contemporanea, in Italia, Quinta tra le 30 top fiere d’arte mondiali secondo lo Skate’s Art Market Research di New York Curiosità: il colore “rosa” simbolo della fiera richiama la declinazione prettamente femminile dello staff organizzativo. ART WEEKLY –11 NOVEMBRE 2013 pag. 18
  19. 19. ARTISSIMA: osservatorio artistico di nuova generazione gallerie emergenti (New Entries), progetti monografici di talenti di nuova generazione (Present Future), opere di innovatori del linguaggio artistico degli anni Sessanta Settanta e Ottanta (Back to the Future). A edizioni, stampe e multipli di artisti contemporanei è riservata la sezione Art Editions. Il livello di interazione del pubblico è stato garantito dalle numerose iniziative in programma: momenti di ascolto e di confronto svoltisi in spazi dedicati, Meeting Point, Book Corner e ZonArte. Lungo 20.000 mq del Padiglione espositivo del Lingotto, cospicua è stata la presenza degli addetti stampa, italiani Opera di Santiago Sierra, “40 m3 of Earth ed esteri, e affollate le visite guidate condotte da 20 from the Iberian Peninsula” 2013, galleria curatori internazionali (Walkie Talkies), pensate per Kow (Berlino), sezione Artissima New Entries. soddisfare curiosità e fornire sostegno nella comprensione delle opere. Grande novità 2013 è stata la rassegna One Torino: cinque mostre in cinque sedi diverse (Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Cavour), della durata di due mesi, per estendere al di là del periodo di apertura la forza attrattiva di Artissima. Se in una fiera-mercato di opere d’arte è consentito utilizzare termini come “domanda” e “offerta”, aiuta nella comprensione generale di un evento così importante approfondire il punto di vista di galleristi, artisti, collezionisti. La partecipazione dei galleristi alle principali fiere-mercato mondiali rappresenta, ieri come oggi, una vetrina dall’immediato riscontro, sia in termini di rapporti con i collezionisti e di vendite, sia in termini di nascita di nuove collaborazioni e progetti. Ma cosa vuol dire essere gallerista oggi? L’analisi comparata di realtà già consolidate ed emergenti ha messo in evidenza come il mestiere del gallerista richieda forte dedizione e sacrificio. Il sostegno ad artisti di nuova generazione risulta più A cura del Dott.ssa Giuseppina Greci http://www.artissima.it/ 2/3 ARTISSIMA 2013 in breve 190 gallerie (130 straniere e 60 italiane). 38 Paesi partecipanti: 26 presenti negli anni precedenti (Arabia Saudita, Austria, Belgio, Brasile, Cina, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Guatemala, Irlanda, Israele, Italia, Marocco, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria) 12 nuovi (Albania, Argentina, Azerbaigian, Canada, Cile, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Lussemburgo, Malesia, Portogallo, Romania, Turchia) 5 Sezioni espositive: •Main Section (108 gallerie) •New Entries (27 gallerie) •Present Future (25 gallerie e 24 artisti) •Back to the Future (30 gallerie e 32 artisti) •Art Editions (4 realtà culturali) (Segue) ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 19
  20. 20. ARTISSIMA: osservatorio artistico di nuova generazione rischioso rispetto al passato, non solo per gallerie blasonate come Giorgio Persano di Torino (www.giorgiopersano.com) o Lia Rumma (www.liarumma.it), ma anche per realtà nuove come Mario Mazzoli con sede a Berlino (www.galeriemazzoli.com ), o per la Galleria Upp di Venezia (www.galleriaupp.com ). E questo naturalmente a discapito dei giovani talenti. La saturazione del settore e, in Italia, le rigidità fiscali oltre, a mio avviso, la scarsa apertura mentale verso sperimentazioni artistiche, sono tra e motivazioni che invogliano alcuni giovani galleristi italiani a spostare la propria attività all’estero. Tuttavia esistono canali istituzionali “made in Italy” che ancora funzionano: la partecipazione di artisti alla Biennale di Venezia significa ancora, per le gallerie che li sostengono, un momento di grande visibilità, come sostiene la galleria Continua, con sede centrale a San Gimignano (www.galleriacontinua.com ). Ciò non toglie che i galleristi emergenti sentono maggiormente il richiamo delle nuove sperimentazioni, condotte per lo più attraverso supporti audio e video o mediante l’utilizzo dei materiali più disparati, evocazioni, per lo più provocatorie, di valori perduti o della ridondanza consumistica della società contemporanea. Diversi anche i galleristi che hanno esibito opere fotografiche. L’alternanza tra artisti di richiamo e artisti di nuova generazione caratterizza anche lo stand della giovane gallerista francese Eva Meyer (Parigi), alla sua prima partecipazione ad Artissima (www.galerieevameyer.com). Riassumendo, la partecipazione alle fiere-mercato risulta ancora essere un importante canale comunicativo, ma per le gallerie ciò comporta un impegno economico e di tempo da ponderare oggi più che in passato. Artissima spicca nel panorama internazionale, accanto alle più prestigiose fiere quali, per citarne alcune, la svizzera Art Basel (www.artbasel.com ), la francese FIAC (www.fiac.com ), l’americana Armory Show (www.thearmoryshow.com ). Il nome non è più sinonimo di presenza sul mercato: le gallerie note dovranno costantemente confrontarsi con gallerie più recenti su tendenze artistiche dell’ultima ora, in contesti pubblici a respiro internazionale. E i collezionisti? La maggior parte di loro si muove con accortezza a causa dell’Iva troppo alta e Stand della Galleria Mario Mazzoli (Berlino), sezione Artissima dell’assenza di sgravi fiscali, elementi questi che New Entries. Presenti opere di Paolo Inverni, Pe Lang, Roberto tuttavia non scoraggiano gli investitori più Pugliese. facoltosi. A cura del Dott.ssa Giuseppina Greci http://www.artissima.it/ 3/3 Stand Galleria Upp (Venezia), sezione Artissima New Entries. (Segue) 3 Novità Walkie Talkies (visite guidate) One Torino (rassegna espositiva annuale) Collaborazione con Club To Club (Festival internazionale di musica elettronica) 3 aree d’incontro e di dialogo: Meeting Point (presentazione di progetti, ricerche ed eventi) Con/TEXT (presentazioni di libri e cataloghi d’arte nel Book Corner) Musei in mostra (progetto “ZonArte” a cura dei Dipartimenti di Educazione delle principali istituzioni artistiche torinesi) ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 20
  21. 21. La Fondazione Re Rebaudengo e la mostra Soft Pictures La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nasce a Torino il 6 aprile 1995 ad opera del suo Presidente, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, che vede nella creazione di una Fondazione la possibilità di trasformare la propria passione e l’attività di sostegno ai giovani artisti, che già svolge dal 1992 a titolo personale, in “attività organizzata”, collaborando così ancora più efficacemente con istituzioni italiane e straniere. L’incontro, nel 1995, con Francesco Bonami dà vita al programma culturale della Fondazione che, attraverso incontri e scambi fra le nuove generazioni di artisti e critici provenienti da ogni parte del mondo, si pone fin da subito come un osservatorio sulla ricerca e la produzione delle più interessanti avanguardie artistiche dei nostri giorni. L’obiettivo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è far conoscere ad un pubblico sempre più ampio i fermenti e le tendenze più attuali nel panorama dell’arte contemporanea internazionale. Il vasto campo delle arti visive – pittura, scultura, fotografia, video, installazioni e performance – viene analizzato e proposto al pubblico non solo grazie alle mostre, ma anche attraverso molteplici attività didattiche ed eventi collaterali di approfondimento, come conferenze, incontri con gli artisti, i curatori e i critici provenienti dalle più importanti istituzioni italiane e straniere, oltre a lezioni di arte contemporanea realizzate A cura del Dott. Paolo Ceccherini www.fsrr.org in collaborazione con docenti universitari affermati a livello nazionale. Una struttura flessibile che raccoglie il contributo di artisti, con i critici, con i curatori e con i collezionisti. Un luogo per l’aggiornamento di appassionati e conoscitori e per la formazione di chi al contemporaneo si deve ancora avvicinare. La Direzione Artistica della Fondazione è affidata a Francesco Bonami. Filippo Maggia cura la sezione di fotografia italiana. La Fondazione Re Rebaudengo 1/3 La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta, dal 23 ottobre 2013 al 23 marzo 2014, Soft Pictures, mostra collettiva dedicata all’uso del medium tessile nell’arte contemporanea, a cura di Irene Calderoni. Storicamente posto al confine tra arti liberali e arti applicate, l’uso del tessuto come materiale per creare immagini artistiche oggi ripreso dagli artisti nelle sue molteplici valenze, storiche, politiche, sociali e simboliche, una ricca trama di significati di cui questa mostra rende conto. Al tempo dell’immagine digitale, scegliere il tessuto come materiale e antiche tecniche per lavorarlo diviene il primo gesto significante, un gesto forte, che riapre un campo di possibilità espressive per l’arte. Durevole e facile da trasportare, il tessile anche stato la merce per eccellenza, protagonista delle dinamiche commerciali ed economiche che hanno rivoluzionato la Storia. Come ricorda Seth Siegelaub, collezionista di tessuti antichi e grande conoscitore della materia, è forse un caso che Cristoforo Colombo, come suo padre prima di lui, fosse un produttore e mercante di lana; ma piuttosto logico che il telaio Jacquard, creato nell’800 in Francia, sia stato l’ispirazione per il lavoro dell’inglese Charles Babbage, che ha portato direttamente all’invenzione del computer nel 20 secolo Funzione e decorazione, design e arte, tradizione e modernità tra questi diversi poli si muovono gli artisti in mostra per riflettere sull’immagine e sul materiale stesso come concentrazione di tensioni e simboli differenti. Immagini dalla mostra Soft Pictures, mostra collettiva dedicata all’uso del medium tessile nell’arte ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 21
  22. 22. La Fondazione Re Rebaudengo e Serpentine Grants: Sostegno e promozione ai giovani nel mondo dell’arte La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la Serpentine Gallery presentano il premio Re Rebaudengo Serpentine Grants rivolto a giovani artisti nati nel o prima del 1989. Quest'anno si è tenuta la prima edizione. Tra luglio e agosto 2013, i partecipanti al Re Rebaudengo Serpentine Grants, hanno potuto iscriversi e inserire l'opera nella piattaforma online Discrit 89plus. Il 1989 è l'anno in cui è crollato il muro di Berlino ed è nato il World Wide Web: chi è nato dopo il 1989 è cresciuto in una società globalizzata, e costituisce la metà della popolazione mondiale, ma appartiene ad una generazione le cui voci stanno solo iniziando a farsi sentire. La giuria internazionale è composta da Francesco Bonami (Direttore Artistico Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Lauren Boyle (DIS magazine), Simon Castets (89plus), Solomon Chase (DIS magazine), Kevin McGarry, Hans Ulrich Obrist, Julia Peyton-Jones (Serpentine Gallery), Eugenio Re Rebaudengo (Consigliere Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (Presidente Fondazione Sandretto Re Rebaudengo) e Jochen Volz (Serpentine Gallery). Il vincitore designato dalla Giuria Internazionale è Riccardo Paratore (Germania, 1990). I vincitori designati dalla giuria popolare sono Niko Karamyan (USA, 1992) e Tierney Finster (USA, 1991). Ogni vincitore riceverà 15.000 euro per produrre l'opera, che verrà presentata alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo il prossimo anno. L'8 novembre, i vincitori sono stati presentati ad Artissima (Meeting Point), durante un incontro con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Hans Ulrich Obrist, Julia Peyton-Jones. Patrizia Sandretto Re Rebaudengo dopo essersi laureata in Economia e Commercio all’università di Torino, si avvicina all’arte contemporanea, come collezionista, all’inizio degli anni ’90. Nel 1995 dà vita alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, di cui è presidente. Nel 1997 viene inaugurata la prima sede della Fondazione a Guarene d’Alba, Palazzo Re Rebaudengo. 2/3 ONE TORINO A NEW ANNUAL EXHIBITION PROJECT AROUND TORINO AND PIEMONTE Prima edizione 7 novembre 2013 – 12 gennaio 2014 Rassegna espositiva annuale ideata e prodotta da Artissima in collaborazione con le maggiori istituzioni d’arte contemporanea della città: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Merz e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e un progetto speciale per Palazzo Cavour. Il progetto curato da Chris Fitzpatrick per la project-room della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo non è una mostra, bensì l’apertura su una serie di mostre collettive simultanee, in costante evoluzione. I dispositivi messi in gioco da questo inedito esperimento espositivo propongono non solo opere d’arte tangibili, ma anche racconti orali, gossip, materiali stampati, contenuti web, visite guidate e performate della mostra, screening di un giorno, e interventi in spazi residenziali del quartiere. VEERLE è un nome olandese di persona, scelto per riunire in una singola, distinguibile corporalità qualcosa di molteplice, di vasta portata. Inserendo una serie di opere all’interno di una conversazione e mettendo una serie di conversazioni in dialogo con le opere, VEERLE produce continuamente qualcosa di nuovo. Riccardo Paratore A cura del Dott. Paolo Ceccherini www.fsrr.org ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 22
  23. 23. La Fondazione Re Rebaudengo A Linking Park: Sostegno e promozione ai giovani nel mondo dell’arte corsART Prima corsa dentro un museo La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta corsART, la prima corsa dentro un museo. Il contest permetterà ai visitatori di correre nello spazio espositivo. A differenza dei protagonisti di Band à part di Jean Luc Godard e di The dreamers di Bernardo Bertolucci, i visitatori non dovranno battere un record. Un modo divertente di vivere il museo, all’insegna della trasversalità e della contaminazione: cinema, arte, sport, creatività e fotografia. A cura del Dott. Paolo Ceccherini www.fsrr.org La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta, dal 23 ottobre al 23 gennaio, A Linking Park, progetto che nasce da CAMPO 12, prima edizione del corso per curatori italiani promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con la Fondazione per l'Arte Contemporanea CRT. A Linking Park potrebbe sembrare una mostra senza opere: per vederla è necessario trovarsi di fronte alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con uno smartphone in mano e fotografare i venti QR posizionati sulla sua facciata. I QR si presentano come codici minimali, decodificabili solo da un dispositivo connesso a internet. Spazio effettivo di fruizione di A Linking Park, quindi, sono gli smartphone, mentre la facciata della Fondazione diventa l’interfaccia e il supporto su cui sono allineati i codici. A Linking Park sfrutta le logiche del web e della comunicazione informatica per riflettere sulla fruizione e la circolazione dei dati e sull’adattamento della pratica curatoriale alle dinamiche culturali attuali, fortemente legate all’uso quotidiano della tecnologia web digitale. Sulla facciata, i codici QR sono tracce di un dialogo a distanza intercorso tra i dieci curatori di CAMPO12, corso-residenza promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Ricalcando l'immediatezza della “Quick Response” dei codici, i curatori si sono scambiati a turno una serie di link con due sole condizioni: dare una “risposta veloce” non impiegando più di due giorni per scegliere il proprio link - e selezionare materiali che facessero già parte della grande collezione del web visibile, ovvero l'insieme dei siti raggiungibili tramite Google. Un limite non indifferente se si considera che la parte del web indicizzata dal motore di ricerca conta 2 miliardi di documenti sui 550 miliardi totali. Al tempo stesso, il processo di selezione dei link ha origine da una riflessione su temi specifici quali l'evoluzione dell'architettura in risposta alla proliferazione delle interfacce 3/3 tecnologiche; l'uomo come strumento per la diffusione di immagini; lo statuto delle opere d'arte digitalizzate e archiviate online e gli aspetti legali connessi alla loro diffusione e utilizzo. La selezione dei dieci curatori ha incluso senza distinzione estratti di film, video e brani musicali caricati su Youtube e Vimeo, siti e pagine web creati da artisti e progetti pensati appositamente per la rete. Così da una web chat con Andy Warhol attraverso un medium (Oliver Laric) si passa a Tom Waits, Roberto Benigni e John Lurie che si sgolano in prigione per un gelato (Jim Jarmush), idealmente seguiti da riprese di lavoratori che escono dalle grandi fabbriche della prima metà del secolo (Harun Farocki). Il lato “in chiaro” del web, quello ipercontrollato di Google e dei suoi algoritmi di ricerca diventa così il contenuto di un gioco di perdita di controllo: ogni nuova risposta è un’interpretazione personale del link che l’ha preceduta e modifica il percorso di A Linking Park nel suo complesso. Alla mostra A Linking Park si affianca la pubblicazione A Linking Book, un libro la cui dimensione tascabile ricalca quella di uno smartphone. La pubblicazione si avvale di contributi teorici commissionati ad artisti, scrittori e professionisti della rete quali Riccardo Benassi, Joseph Nechvatal, Alessandra Donati ed Emilio Vavarella. CAMPO12 si è svolto da novembre 2012 a giugno 2013. ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 23
  24. 24. ART 7 ARTS e la valorizzazione degli artisti contemporanei emergenti: Pier Paolo Maggini L’Associazione culturale ART 7 ARTS è una associazione fondata da Arianna Grava, Esmeralda Mapelli, Grisca Grava, che ha lo scopo di valorizzare e dare uno spazio ad artisti contemporanei emergenti; l’attenzione di ART 7 ARTS è rivolta a forme d’arte tradizionali come pittura, scultura, stampa, fotografia, ma anche ad espressioni che implicano una molteplicità di strumenti tecnologici innovativi e di forte interesse come video art, light art, arte cinetica e street art. L’attenzione a queste nuove espressioni artistiche è l’elemento costitutivo del nome dell’associazione; le arti di cui le soci fondatrici si occupano sono sette e il nome le rappresenta e le anticipa. L’intento è quello di dare un risalto ad artisti giovani e di talento all’interno del panorama artistico italiano e di dare loro la più ampia visibilità al fine di farli conoscere non solo dentro i confini nazionali ma anche all’estero. Oggi ART 7 ARTS presenta due artisti Pier Paolo A cura della Dott.ssa Grisca Grava Maggini e Riccardo Gusmaroli artista dalla grande sperimentalità, Pier Paolo Maggini ci introduce in un mondo tutto nuovo e dal grande fascino. Una serie di opere realizzate tra il 2004 e il 2007 saranno caratterizzate da silenzio, assenza e immobilità: è il caso delle opere appartenenti al ciclo Stadi e Attese, linguaggio ben presto lasciato per dare spazio a folle che diverranno le protagoniste di un nuovo percorso pittorico dell’ artista. Sono atmosfere rarefatte che danno forma ad una “raggelante e paradossale immobilità in cui una moltitudine indistinta di persone” popolano le tele di questo artista d’Avanguardia. I suoi lavori si distinguono per impostazione, per linearismo e per la resa decorativa delle figure che si stagliano sulla superficie e la animano. L’effetto è ottenuto con un forte contrasto cromatico: le piccolissime e colorate figure emergono prepotenti sui fondi scuri. Sono masse che si muovono freneticamente alla ricerca di un’identità in uno spazio senza tempo in cui “rimbomba l’eco assordante del vuoto esistenziale dell’individuo. Dove va questa folla travolta dal flusso dell’anonimato?”. Per Maggini è il tema dell’identità collettiva a permeare le sue caratteristiche superfici in movimento, è una ”ricognizione sull’identità” quella operata dall’artista, una costante ricerca dei valori fondanti la vita di ogni giorno come le tradizioni e il folclore, ma che qui vengono svuotati e non palesemente riconoscibili, trasformandosi magicamente in astrattismo puro. “Folle tumultuose ma silenti, caotiche e paradossalmente ordinate, fotografate dall’alto” come macro pixel di uno schermo gigante come schermo della vita, questo possiamo percepire trovandoci di fronte ad un sua opera. I lavori di Maggini sono delle assolute metafore: smaschera senza alcun filtro la solitudine dell’uomo privo di una sua identità e di una reale appartenenza. Nei sui lavori peculiare è la sintesi tra pittura e fotografia, l’artista procede per sottrazione dal fondo nero-blu costruendo la sua immagine attraverso codici di percezione che nelle opere di Maggini si traducono in spazi di evasione nei quali l’osservatore si immerge per trasformarlo in uno spazio inviolabile. ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 24
  25. 25. ART 7 ARTS e la valorizzazione degli artisti contemporanei emergenti: Riccardo Gusmaroli Giovane artista di origine veneziane ma attivo a Milano già agli inizi degli anni ’90. I sui primi lavori lo vedono impegnato nell’attività di fotografo poi la prima personale alla Galleria Toselli a Milano nel 1992 regalano all’artista l’attenzione della critica. Ma è con la mostra del 1998 alla Galleria Ca di Fra di Milano accanto a Damien Hirst, a Konrad Klapheck, a Tano Festa e a Mauro Benetti che Riccardo Gusmaroli si fa conoscere al grande pubblico. Il suo linguaggio è intriso della lezione di Piero Manzoni unito sapientemente alla componente ludica e concettuale di Alighiero Boetti regalandoci un minimalismo nuovo che nasce dalla ricerca sul viaggio. Sono infatti i viaggi il tema centrale delle opere di Riccardo Gusmaroli, egli consapevole della volontà secolare dell’uomo di esplorare e di cercare nuove terre, traccia immaginari viaggi con rotte impossibili che si muovono incessantemente sulle sue monocrome tele: vortici concentrici disegnati da minuscole barchette o aeroplanini. A cura della Dott.ssa Grisca Grava Gusmaroli ci regala una sapiente lezione di come la materia si possa piegare alla volontà, la carta con lui diventa corpo e volume, si plasma in forme anonime di un insieme più grande che ha una sua voce. E’ lo stesso artista a dirci che “ogni materiale è uno spunto per concepire qualsiasi lavoro”. La quantità infinità di materia a disposizione gli permette di lavorare in molteplici direzioni: la sua non è la solita immagine artistica, il linguaggio a volte si dissolve in immagini che si smaterializzano in altre, la forma plastica diventa scultorea con un forte contrasto chiaroscurale. Possiamo parlare delle opere di Riccardo Gusmaroli come vere e proprie sculture di carta ad alto rilievo dove la luce crea un gioco plastico di sorprendente bellezza, rende le monocrome superfici un mare mosso in cui la superficie si fa vibrante, multiforme e sempre variabile come vere immagini di un mare in tempesta. Tutto può servire a Gusmaroli per animare le sue superfici: i francobolli, le cartine di Tutto Città, le carte geografiche i vortici di barche bianco su bianco, sono il risultato di continue associazioni che scaturiscono da emozione pura e da collegamenti che sono intrinsechi nei materiali stessi. Ciò che emerge prepotente nel linguaggio dell’artista è un ritmo incalzante che accompagna l’osservatore nel viaggio di memoria e di evasione e ci regala spazi sconosciuti di grande eleganza. ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 25
  26. 26. BRAC: la libreria dove i libri non si leggono ma si assaporano La Libreria Brac nasce nel maggio del 2009 e si afferma da subito come punto di riferimento per tutti gli appassionati della cucina e dell’arte contemporanea. La formula di “libreria con cucina” è infatti una novità nel panorama cittadino e fonde la storia di due passioni, quelle dei titolari Sascha e Melisa: uno chef fantasioso specializzato in cucina vegetariana – vegana innamorato del fumetto e dell’illustrazione e una bibliofila con interessi verso la Contemporaneità in tutte le sue forme espressive (arte, teatro, danza, cinema, fotografia). Una libreria dedicata alle arti 1/2 grandi valori che l arte ha prodotto e continua a produrre. Nell editoria di settore, cartacea e non, viene riconosciuta la possibilità di attingere e degustare ciò che solo l’esperienza ci consente di consumare, nel cibo il repertorio ideale per veicolare il proprio gusto, nell’arte un atto irrinunciabile di socializzazione. Una commistione di pietanze, libri, idee ed eventi fanno della BRAC una sede ideale per esprimersi, convergere ed intervenire nella realtà fondata sulla dialettica dell’io e l’oggettività del mondo. contemporanee, uno spazio di pensiero votato all azione, al consumo dell’arte e del cibo. Linguaggi e fragranze convivono all’interno della BRAC nata dall’esigenza di esprimere la più naturale funzione del vivere quotidiano: nutrirsi di informazioni e pietanze, di idee ed esperienze al fine di valorizzare la conoscenza e la sensibilità dell’arte. La BRAC apre le proprie librerie e la propria cucina alla società del divenire per riconoscere, segnalare e non offendere i A cura della Dott.ssa Giulia Ferri ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 26
  27. 27. BRAC: la libreria dove i libri non si leggono ma si assaporano Dal 2009 a oggi la Brac ha ospitato nello spazio di Via de’ Vagellai presentazioni di libri, reading e rassegne di fotografia. La sala e la corte della Brac accolgono, inoltre, installazioni ed esposizioni appositamente create per il luogo da giovani artisti. Dal 2011 vi si svolgono anche importanti rassegne tra cui “Scripta: l’arte a parole”, a cura di Pietro Gaglianò che, con cadenza mensile da settembre a maggio, incontra autori e curatori di volumi dedicati alla critica e all’analisi dei linguaggi artistici. La scelta si focalizza su libri in cui le parole alimentano il dibattito, e considera saggi, volumi tematici, traduzioni, raccolte di interviste e approfondimenti, ma anche libri in cui gli artisti si impegnano in una riflessione sul proprio lavoro, sui processi e sugli esiti della ricerca artistica. Si tratta di una porzione di industria libraria meno in vista, rivolta più all’approfondimento che alla facile divulgazione, faticosamente e coraggiosamente promossa da case editrici secondo A cura della Dott.ssa Giulia Ferri le quali i libri non sono eventi. “Scripta” si rinnova ormai da tre anni, confermando il proprio successo anche grazie a un pubblico di giovani artisti, studiosi e appassionati che trovano negli incontri in programma un appuntamento per il confronto sui linguaggi dell’arte, un’occasione di approfondimento e di scoperta tra i titoli della più recente e meno convenzionale letteratura critica. La conversazione tra Pietro Gaglianò e gli autori si svolge secondo un tono informale e non cattedratico che estendendosi al pubblico assume quasi il carattere di un raccolto cenacolo culturale, ma democraticamente aperto. La Brac è oggi l’unica libreria indipendente di Firenze dedicata alle arti contemporanee, con un’offerta che dai linguaggi più innovativi si estende all’architettura e al design, al cinema e alla graphic novel. Il prossimo appuntamento in programma è con Lucilla Meloni, che giovedì 14 novembre presenterà “Arte guarda arte”. 2/2 Arte guarda arte Pratiche della citazione nell'arte contemporanea di Lucilla Meloni La citazione, intesa come sguardo e prelevamento operato da un artista su opere d'arte o frammenti di esse, percorre l'arte contemporanea, dalle avanguardie fino ad oggi. Tocca trasversalmente i diversi linguaggi della ricerca visiva: dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema e alla videoarte. Le pratiche della citazione non sono dunque riconducibili alla cultura del postmoderno. Assunta nel Novecento come operazione critica di scarto linguistico, la citazione appare intrinsecamente legata a un procedimento concettuale, là dove l'arte, in una dinamica intermediale, riflette su se stessa, si decostruisce per manifestarsi in nuove forme, anche popolari, come i re-enactment o i flash-mob. ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 27
  28. 28. Carlo Buzzi: antologia pubblica (quasi tutte le opere) Dicono che l'estate 1990 fosse calda, quando l'8 giugno, allo stadio Giuseppe Meazza di Milano furono inaugurati i “mitici” Mondiali di calcio: Italia'90. Pare che sia stato un anno particolarmente importante per la storia dell'umanità. Il 1 gennaio di quell'anno, a Berna, il Consiglio Federale Svizzero elegge Arnold Koller Presidente della Confederazione Elvetica, mentre dall'altra parte del globo, a Los Angeles il film di Giuseppe Tornatore, Nuovo cinema paradiso, viene premiato con l'Oscar come miglior film straniero dell'anno. L'11 febbraio 1990, dopo 28 anni di carcere, in Sudafrica, Nelson Mandela viene liberato, la data diviene subito simbolo dell'abolizione dell'Apartheid. Le due Germanie si riuniscono formalmente in unico paese, e il 18 marzo si tengono le prime elezioni libere in Germania Est. Nel mese di giugno, a pagina 27 della blasonata rivista internazionale d'arte contemporanea, Flash Art, appare la prima opera di arte pubblica di Carlo Buzzi. Si tratta del noto “scopino da cesso” che celebra una fittizia mostra personale di Picasso con “Tutte le opere”. A cura del Dott. Andrea Carlo Alpini http://www.theca-art.com/ 1/2 Ecco perchè ititolare il testo “Antologia pubblica:(quasi) tutte le opere” strizzare l'occhiolino a quel “Tutte le opere” di Piacasso e Van Gogh di ventitre anni prima. Ma torniamo alla cronistoria dell'anno 1990. Il 22 novembre, la Lady di ferro, Margareth Thatcher, rassegna le dimissioni da Primo Ministro del Regno Unito. Una decina di giorni prima, il 13 novembre, per la strade di Milano inizia la prima pubblica affissione di Carlo Buzzi. Si tratta di un'operazione concettuale composta da 140 manifesti formato 100x70cm esposti per 15 giorni nelle zone più centrali della città meneghina. Alea iacta est. L'anno finisce il 31 gennaio, come sempre, ma per l'occasione con una Carlo Buzzi, FFPP, manifesti strappati, 90x75cm, 2013 La critica legge questa operazione come ontologica, ovvero come qualcosa che aspira a parlare dell'essere per mezzo di altri segni che riconducono all'oggetto di studio iniziale. I più colti vi diranno che l'ontologia ha a che fare con la metafisica, con l'aristotelismo e con il grande pensatore Martin Heidegger. Carlo Buzzi ha sempre rifiutato di definire il suo lavoro “metafisico”, ma piuttosto “ironico”. Carlo Buzzi, Red Back Wine, manifesti strappati, 146x220cm, 2013 ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 28
  29. 29. Carlo Buzzi: antologia pubblica (quasi tutte le opere) grande sfida di scacchi planetaria: Garry Kasparov che batte il connazionale russo Anatoly Karpov. Sono passati ventitreanni da allora, e molte sono state le mostre e le pubbliche affissioni internazionali di Carlo Buzzi. L'11 febbraio 2013 Papa Benedetto XVI si dimette da Sommo Pontefice, sarà poi eletto, nel mese di marzo, Papa Francesco, il primo Pontefice gesuita della storia, che lascia il saio bruno per le vesti bianche. Il 3 marzo 2013 per le strade di Milano, all'interno della Cerchia dei Bastioni, inizia la pubblica affissione di Carlo Buzzi intitolata “FFPP”, in cui l'artista porta le vesti e i segni di Francesco Forgione, in “arte” Padre Pio. L’operazione milanese è stata presentata dal critico Francesco Tedeschi, curatore anche dell’allestimento delle Gallerie d’Italia di Banca Intesa in Piazza della Scala a Milano. Se si domanda all’artista quale sia il rapporto che si instaura tra la sua arte e lo spazio pubblico eccome come risponde: “Nel mio discorso è sicuramente più determinate il luogo/contesto piuttosto che il pubblico/spettatore". Similmente, nell'estate appena trascorsa, ho lavorato nei "territori" del comasco e del Canton Ticino (Svizzera), realizzando l'operazione "Red Back Wine” strettamente coadiuvata da Mappa della pubblica affissione “Rabdomante” di Carlo Buzzi alla 55° Biennale di Venezia, 2013 A cura del Dott. Andrea Carlo Alpini http://www.theca-art.com/ 2/2 Carlo Buzzi, Rabdomante, manifesti strappati, 80x110cm, 2013 Carlo Buzzi, Rabdomante, stampa fine art su dbond, 30x45cm, 2013 strettamente coadiuvata da Andrea Carlo Alpini, direttore di Theca Gallery e Stefano Roberto Mazzatorta, direttore della Galleria Civica di Campione d'Italia, dove è anche stata ospitata una mia mostra personale.” Concludendo, perchè un gallerista che nel 1990 aveva solo 5 anni si deve occupare di un'artista che oggi ha quasi il doppio della sua età? Perchè come diceva Robert Somol “progettare [...] significa prima di tutto rendere possibile il verificarsi di un incidente; questo è il pre-progetto del diagramma, che predispone lo scenario nel quale la macchina da cucire e l’ombrello possono incontrarsi e produrre un effetto specifico e intenzionale”. L'opera di Carlo Buzzi è diagrammatica. Si serve di uno strumento, di una forma, di un segno, un'immagine per parlare di sè e dire tutt'altro. In fondo è (forse) ontologia. ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 29
  30. 30. L’angolo dell’artista: Attilio Mangini e la pittura genovese Attilio Mangini (Genova, 1912 – Genova, 2004) è stato un pittore e ceramista italiano. Partecipa alla Resistenza durante la seconda guerra mondiale. Dopo aver frequentato l'Accademia ligustica delle belle arti negli anni'20, ed aver svolto vari lavori in gioventù tra cui l'operaio nel porto di Genova, debutta a livello artistico nel 1946 con una mostra alla Galleria Genova. Ha avuto oltre cento mostre personali, prevalentemente in Liguria. Temi ricorrenti nelle sue opere sono il lavoro e la fatica; l'ambiente circense; la città di Genova con il suo centro storico e le opere industriali del porto; la Resistenza. Tra le esposizioni che lo hanno visto partecipe o protagonista, si ricordano la XXV Biennale di Venezia del 1950, la mostra del 1978 a Odessa (Ucraina), la mostra antologica al museo di Villa Croce a Genova nel 1992, ed al Palazzo Ducale di Genova nel 2002. Sopra: Genova in giallo 70x120 cm A fianco: Darsena 70x100 cm A cura del Dott. Riccardo Taddei “…La pittura di Mangini è genovese anche storicamente, psicologicamente e, appunto pittoricamente. Storicamente il gotico, il romanico, il rinascimento e il barocco delle architetture delle sculture e delle pitture genovesi sono il sustrato, inconsapevole, certo, ma non per questo meno operante, dell’arte di Mangini. Quell’affastellamento, quella vitalità esplosiva, quella compressione che caratterizzano le strutture urbane di Genova, caratterizzano, anche, le particolari e successive forme codesti stili, italiani ed europei, assunsero via via nelle loro versioni genovesi. Dal gotico residuo, provenzale e fiammingo, del Braccesco, alla rinascenza e al barocco del Cambiaso, dello Strozzi, dell’Assereto, del Grechetto, qualcosa di ciascuno di coloro filtrò fino a Mangini. E non parliamo poi del Magnasco, a proposito del quale si potrebbe parlare addirittura di un’affinità nervosa.” (Mario Soldati) “Ha frequentato l’Accademia Ligustica di belle Arti, ma si considera un autodidatta.” (Attilio Mangini) “Attilio Mangini è senza dubbio uno degli artisti più amati dai genovesi che hanno trovato nel suo lungo lavoro di pittore, ceramista, illustratore, l’equivalente visivo della città, rappresentata nella particolare atmosfera di un quotidiano che si trasforma in un sogno leggero di segno e colore. La Genova di Mangini è diventata negli anni il logo della città e Mangini a sua volta il logo del pittore genovese. (….) Opere realizzate da Attilio Mangini negli anni ’50 nella dimensione di un realismo con venature espressioniste che ben si inserisce nell'ambito della ricerca artistica italiana del secondo dopoguerra. L’artista affronta qui in maniera più esplicita i temi a lui cari dei luoghi del lavoro e della fatica singolarmente intrecciati con uno dei suoi soggetti preferiti, il circo, rivisitato in questa fase iniziale in chiave di metafora esistenziale, che sembra guardare laicamente alla religiosità di Roualt. Seguono tra anni ’60 e ’70 stilizzati disegni en arabesque che si alternano a dipinti della città, del centro storico, dei suoi abitanti in una variante di espressionismo surreale e fiabesco che - come scrive Sandra Solimano in catalogo - è la lente deformante che Mangini applica al quotidiano trasfigurandolo in malinconiche "cronache di poveri amanti“. Di segno assai diverso il partecipato racconto della Resistenza attraverso una serie di disegni a china del 1975 e la successiva produzione degli anni ’80, quasi transavanguardistica nella ricercata deformazione della figura e nel recupero di stilemi neo-fauves di alcuni paesaggi marini che richiamano un precedente nucleo di dipinti degli anni ’60 e 70 in una sorta di percorso parallelo alla più nota produzione dell’artista che pur ritorna nelle opere dedicate al porto e nelle vedute della città”. (www.palazzoducale.genova.it, presentazione della mostra: Attilio Mangini - La pittura come un sogno di vita quotidiana Loggia degli Abati Dal 14 dicembre 2002 al 26 gennaio 2003) ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 30
  31. 31. “Reaching art” è la rubrica in collaborazione con Artribune, dedicata ad un approfondimento sul pensiero e le opere degli artisti esposti nelle principali mostre organizzate sul territorio nazionale. Questa settimana: La galassia di Arp MAN Museo d’Arte della Provincia di Nuoro 15 novembre-16 febbraio Nato a Strasburgo da madre alsaziana e padre tedesco, Arp usò per tutta la vita due nomi: quello tedesco (Hans) e quello francese (Jean). Noto per il contributo giovanile ai movimenti del Dadaismo – di cui fu tra i fondatori a Zurigo e a Colonia - e del Surrealismo, Arp deve la sua fama all’elaborazione di un linguaggio astratto originale, di matrice organica e naturale, rivolto all’individuazione di un principio creativo e primigenio della forma. Un’attitudine che l’artista sviluppò nel corso degli anni Trenta, con la partecipazione ai movimenti astrattisti Cercle et Carré e Abstraction-Création, e successivamente, nella maniera caratteristica che lo ha reso noto in tutto il mondo occidentale, tra l’immediato dopoguerra e la metà degli anni Sessanta. Nell’importante mostra al MAN di Nuoro saranno riunite alcune tra le sue più celebri sculture – “Hurlou”, “Pas encore de titre”, “Feuille-miroir” e “Torse-amphore” – realizzate tra l’inizio degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta, rappresentative della sua Foto: Jean Arp: Nadir II, 1960, Rilievo, masonite dipinta, cm 152x131 singolare attitudine alla creazione di forme organiche, insieme a dodici straordinari rilievi, realizzati da Arp nel periodo della piena maturità creativa, due arazzi e una serie di collage e découpage di grandi dimensioni. Una seconda sezione ospiterà invece i lavori del gruppo di artisti che con Arp hanno condiviso, oltre che un sentimento di amicizia, una parte significativa del loro percorso creativo. Tra questi Paul Klee, uno dei più noti artisti del XX secolo, sperimentatore delle possibilità espressive della linea come elemento figurativo indipendente. A cura di Claudia Giraud www.artribune.com ART WEEKLY – 05 NOVEMBRE 2013 pag. 31
  32. 32. Il calendario delle Aste della settimana di ArtsLife 11 Novembre – 17 Novembre 2013 11 novembre Babuino Roma Arte cinese e dell'estremo oriente. Archeologia e arte etnica (anche il 12) Christie's Ginevra Orologi Dorotheum Vienna Macchine fotografiche d'epoca e accessori Dorotheum Vienna Strumenti scientifici e globi d'epoca Dreweatts Londra Ceramiche cinesi e oggetti d’arte asiatica Phillips New York Arte contemporanea (Evening Sale) 12 novembre Artcurial Parigi Hermès Vintage Bonhams New York Arte contemporanea Christie's Ginevra Vini (anche il 13) Christie's Ginevra Gioielli Christie's New York Arte contemporanea e del dopo guerra (Evening Sale) Il Ponte Milano Dipinti del XIX e XX secolo Phillips New York Arte contemporanea (Day Sale) Poleschi Milano Arte Moderna e Contemporanea (anche il 13) Sotheby’s Ginevra Orologi Sotheby’s Londra Opere selezionate del mercante Danny Katz Sotheby’s Londra Mappe, storia naturale, viaggi, atlanti 13 novembre Artcurial Parigi Sculture, disegni e dipinti antichi e del XIX secolo Bonhams Londra Porcellane, ceramiche e vetri Christie's Londra Gioielli Christie's Londra Moda Vintage & borse di lusso (charity) Christie's New York Arte contemporanea e del dopo guerra (Morning Session) Christie's New York Arte contemporanea e del dopo guerra (Afternoon Session) Dorotheum Vienna Gioielli Piasa Parigi Stampe antiche e moderne Sotheby’s Ginevra Gioielli Sotheby’s Londra Vini (anche il 14) Sotheby’s New York Arte contemporanea (Evening Auction) Tajan Parigi Design e architettura – Design americano www.artslife.com A cura di ArtsLife, portale di critica ed economia dell’arte 14 novembre Bonhams New York Arte africana, dell’Oceania e precolombiana Christie's Londra Bartolozzi, Firenze: Quattro generazioni di antiquari dal 1887 Christie's Londra Arte impressionista, inglese e vittoriana Christie's Londra Il collezionista inglese Christie's New York George Washington's Thanksgiving Proclamation Christie's Parigi Agathe Gaillard e la fotografia: una pioniera a Parigi Dorotheum Vienna Gioielli Mecenate Aste Milano Arte Moderna e Contemporanea Minerva Auctions Roma Arte Moderna e Contemporanea Sotheby’s New York Arte contemporanea (Day Auction) 15 novembre Artcurial Parigi Una vendita dedicate a Nicolas de Crécy - New-York sur Loire Christie's Londra Libri a stampa e manoscritti Christie's New York Vini Piasa Parigi Dipinti antichi, mobili e oggetti d’arte Sotheby’s New York La collezione di Allan Stone: arte indonesiana, Africana e dell’Oceania (volume uno) Sotheby’s Parigi Fotografie 16 novembre Artcurial Parigi Fumetti Christie's Parigi Fotografie Christie's Parigi Fotografie contemporanee Iori Piacenza L'importante eredita' di un collezionista piacentino Meeting Art Vercelli Orologi moderni e d’epoca 17 novembre Artcurial Parigi Vini Christie's Beaune vini Meeting Art Vercelli Orologi moderni e d’epoca www.artslife.com/tv ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 32
  33. 33. Gli Appuntamenti In Evidenza Della Settimana ART WEEKLY – 11 NOVEMBRE 2013 pag. 33
  34. 34. CONTATTI Responsabile Area Pianificazione Strategica, Research & Investor Relations Alessandro Santoni, PhD Email: alessandro.santoni@banca.mps.it Tel:+39 0577-293753 Autori della Pubblicazione Paolo Ceccherini Responsabile Art Weekly Report Email: paolo.ceccherini@banca.mps.it Tel:+39 0577-29-8424 Si ringrazia, il Dott. Simone D’Onofrio, il Dott. Claudio Coniglio e il Dott. Giulio Trambusti per la preziosa collaborazione alla realizzazione del report I grafici sono frutto di elaborazione dell’Area Research, sulla base di dati provenienti dai siti delle principali case d’aste e dai principali infoprovider. Vuoi ricevere gratuitamente via Email l’Art Weekly Report? DISCLAIMER: La presente analisi è stata predisposta esclusivamente a fini d’informazione. Il presente documento non costituisce offerta o invito alla vendita o all’acquisto di titoli o di qualsivoglia altro bene, esercizio o attività in esso descritti, né potrà costituire la base di alcun contratto. Nessun affidamento potrà essere fatto per alcuna finalità sulle predette informazioni. Banca Monte dei Paschi non ha provveduto a verifica indipendente delle informazioni e non intende fornire alcuna dichiarazione o garanzia, esplicita o implicita, in merito all’accuratezza o completezza delle informazioni contenute nel presente documento. Nei limiti consentiti dalla legislazione vigente, la Società (inclusi suoi amministratori, partner, dipendenti, consulenti o altri soggetti) declina ogni responsabilità in relazione a qualsivoglia informazione ovvero omissione di cui al presente documento, ovvero all’eventuale affidamento che possa esservi fatto da alcuno. Banca Monte dei Paschi non si assume alcun impegno a fornire al destinatario alcun accesso ad informazioni aggiuntive ovvero ad aggiornarle o correggerle. Le presenti informazioni non potranno essere estratte, riassunte, distribuite, riprodotte o utilizzate senza il previo consenso di Banca Monte dei Paschi. La ricezione delle presenti informazioni da parte di qualsivoglia soggetto e le informazioni stesse di cui al presente documento non costituiscono, né dovranno essere ritenute come costituenti, prestazione di consulenza all’investimento a detto soggetto da parte di Banca Monte dei Paschi. In nessuna circostanza, Banca Monte dei Paschi, ovvero qualsivoglia azionista, controllata o dipendente della stessa, potrà essere contattato direttamente in relazione alle presenti informazioni.

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