I Colori Del Cuore

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I colori del cuore sono delle slide presentate a un corso di formazione della FISM di Mestre sullo sviluppo delle emozioni.
Queste slide sono la prima parte di questo corso e sono state realizzate dalla dott.ssa Maria Silvia Guglielmin (3485411367 Treviso)

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I Colori Del Cuore

  1. 1. I colori del cuore Un viaggio nel mondo delle emozioni
  2. 2. <ul><li>Nel cuore c’è tutto quello che ogni adulto vorrebbe: spontaneità, freschezza, gioia profonda, gioco, amore per la vita, capacità di essere nel momento presente, di far tornare subito il sorriso dopo aver vissuto un dolore, di vivere semplicemente la vita e di goderne totalmente. </li></ul>Nel cuore dei bambini
  3. 3. <ul><li>Fintanto che sono ancora bambini, possiamo fare in modo che non dimentichino il loro tesoro, che crescano vicini al cuore, al sentire e a sentirsi, e che imparino a conoscere, senza temerlo, il loro universo interiore, popolato da tanti personaggi che noi chiamiamo emozioni, sensazioni, pensieri, percezioni… </li></ul>
  4. 4. <ul><li>Possiamo fare molto se li aiutiamo a sentire e poi a comprendere la loro unicità, il loro valore assoluto, i loro talenti, senza alcun fine, se non quello di stare bene con se stessi, di amarsi, di conoscere e rispettare i propri bisogni, e di imparare a essere responsabili della propria vita, a partire dalle più piccole cose. Questo è anche ciò che permetterà loro di amare realmente, di provare soddisfazione e appagamento in qualunque cosa si cimenteranno. </li></ul>
  5. 5. <ul><li>Ogni bambino è felice e ogni cuore vuole ritornare a esserlo, e se la scuola è fatta per i bambini, allora insegniamo loro innanzitutto ad essere felici! </li></ul><ul><li>Significa dare loro gli strumenti per conoscere ciò che dentro di loro si anima, significa aiutarli a comprendere la loro natura divina, a riscoprire il loro potere luminoso, a esprimere sicurezze forza. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Significa anche mostrare loro altre parti presenti in tutti i cuori, per le quali spesso ci si vergogna e giudica negativamente, che non sono da temere o da nascondere, ma da trasformare e integrare per liberare l’energia che vi è racchiusa. Quanto più le emozioni e i pensieri sono nascosti, tanto più i loro effetti sono potenti e spesso devastanti. Possiamo imparare a vivere nel piacere ed essere capaci di sostenerlo nella misura in cui sappiamo sentire ed affrontare anche il dolore, ma per andare oltre. </li></ul>
  7. 7. <ul><li>Ciò che conta è divenire responsabili di se stessi e della propria vita, è divenire consapevoli dei propri sentimenti e delle proprie sensazioni, e imparare a volersi bene e a voler bene, perché questo crea le fondamenta sulle quali poi tutto il resto può crescere. </li></ul>
  8. 8. Le emozioni Esperienza complessa che svolge un ruolo di organizzatore cognitivo-affettivo e che media il rapporto tra l’organismo e l’ambiente. Modificazione del normale stato di quiete dell’organismo che si esprime con l’impulso all’azione e con specifiche reazioni fisiologiche interne.
  9. 9. <ul><li>Quante e quali sono le emozioni? </li></ul><ul><li>Possiamo ipotizzare che la moltitudine delle esperienze emotive sia spiegabile mediante una decina di emozioni fondamentali o primarie . </li></ul>
  10. 10. <ul><li>Le emozioni primarie, secondo una recente definizione di Robert Plutchik sono otto, divise in quattro coppie: </li></ul><ul><li>la rabbia e la paura </li></ul><ul><li>la tristezza e la gioia </li></ul><ul><li>la sorpresa e l' attesa </li></ul><ul><li>il disgusto e l' accettazione </li></ul><ul><li>Altri autori hanno tuttavia proposto una diversa suddivisione. </li></ul>
  11. 11. <ul><li>Secondo vari autori, dalla combinazione delle emozioni primarie derivano le altre (secondarie o complesse): </li></ul><ul><li>l' allegria </li></ul><ul><li>la vergogna </li></ul><ul><li>l' ansia </li></ul><ul><li>la rassegnazione </li></ul><ul><li>la gelosia </li></ul><ul><li>la speranza </li></ul><ul><li>il perdono </li></ul><ul><li>l' offesa </li></ul><ul><li>la nostalgia </li></ul><ul><li>il rimorso </li></ul><ul><li>la delusione </li></ul>
  12. 15. Polarità <ul><li>La loro sequenza non è casuale ma segue una logica “polare”:  </li></ul><ul><li>Rabbia -> Paura </li></ul><ul><li>Gioia-> Dispiacere </li></ul><ul><li>Quindi la prima dimensione del modello è la polarità. </li></ul>
  13. 16. Intensità <ul><li>Cosa accade se ci si muove sopra o sotto l’emozione fondamentale? Troviamo delle etichette che identificano delle emozioni simili a quella fondamentale di partenza ma caratterizzate da una intensità minore (verso il basso) o maggiore (verso l’alto). Ad esempio togliendo intensità alla tristezza si arriva alla malinconia , mentre aggiungendone quello che si prova è angoscia . </li></ul>
  14. 18. Somiglianza <ul><li>La terza ed ultima dimensione è la somiglianza. Più vicine sono le emozioni più si assomigliano. </li></ul>
  15. 19. <ul><li>Mischiando emozioni diverse se ne producono delle altre. Ad esempio cosa ottieni mischiano gioia e sorpresa? Un’emozione che potremmo definire delizia . E miscelando aspettativa e paura ? Come ti definiresti quando provi paura per qualcosa che ti aspetti che accada? Sì, ansioso. Ecco mischiando aspettativa più paura si arriva all’ ansia . </li></ul>
  16. 20. <ul><li>Le emozioni fondamentali hanno un’origine evolutiva: chi provava queste emozioni aveva più probabilità di sopravvivere. </li></ul><ul><li>Pensa ad esempio alla funzione paura di fronte ad un predatore. </li></ul><ul><li>Quelle che derivano dalla fusione fra le emozioni elementari, sopratutto quelle meno simili e quindi più distanti, sono tipiche delle specie più evolute. Richiedono infatti una componente cognitiva. </li></ul><ul><li>Significa che si provano laddove è presente una capacità di riflettere sulle proprie emozioni. </li></ul>
  17. 21. <ul><li>ogni emozione viene associato uno stimolo esterno ed una risposta dell’animale. In questa tabella vediamo sinteticamente queste relazioni: </li></ul>
  18. 22. Le componenti delle emozioni <ul><li>Fisiologica : presenza di specifiche reazioni corporee connesse alle diverse emozioni, elicitate dal SNC, da SNA, e dal sistema endocrino </li></ul><ul><li>Cognitiva : valutazione e attribuzione di significato alle reazioni messe in atto dall’organismo che stimola l’individuo a far fronte agli eventi </li></ul><ul><li>Motivazionale : regolazione del comportamento in relazione ai desideri e agli scopi </li></ul><ul><li>Espressivo-comunicativo : presenza di configurazioni facciali e altre manifestazioni non verbali, universali e specifiche per ogni emozione </li></ul><ul><li>sociale : presenza di un carattere specifico che dipende dal contesto e dalle relazioni </li></ul>
  19. 23. Le funzioni delle emozioni <ul><li>Attivazione dell’organismo : per far fronte a una situazione eccezionale </li></ul><ul><li>Comunicare ad altri : per comunicare all’esterno la propria situazione </li></ul><ul><li>Comunicare a se stessi : per informare l’individuo della presenza dell’emozione e della sua capacità di far fronte all’evento </li></ul>
  20. 24. Lo sviluppo delle emozioni <ul><li>Teoria differenziale delle emozioni </li></ul><ul><li>(Izard,1978) </li></ul><ul><li>Le emozioni fondamentali sono innate, universali, precocemente differenziate e legate allo sviluppo cognitivo. </li></ul><ul><li>Le emozioni compaiono quando assumono valore adattivo </li></ul>
  21. 25. <ul><li>0-2 mesi , reazioni sensorio-affettive : reazioni fisiologiche che comunicano i bisogni e stabiliscono un contatto con il caregiver </li></ul><ul><li>3-9 mesi , reazioni percettivo-affettive : attenzione più specifica verso persone e oggetti esterni, sorpresa, collera, paura </li></ul><ul><li>9-24 mesi , reazioni cognitivo-affettive : maggiore consapevolezza di sé e dell’ambiente, emozioni sociali (timidezza, colpa, vergogna) </li></ul><ul><li>> Di 24 mesi , regolazione delle emozioni : modulazione delle proprie emozioni in accordo con le regole sociali </li></ul>
  22. 26. Approccio funzionalista (Scherer, 1982) <ul><li>0-2 mesi : reazioni emotive innate regolate da processi biologici fondamentali per la sopravvivenza, prive di un effettivo valore comunicativo. Sistema endonico, reazione di trasalimento, reazione di sconforto e di interesse </li></ul><ul><li>2-12 mesi : grazie all’interazione sociale si sviluppano vere emozioni con valore comunicativo, raggiungimento di obiettivi, sorriso sociale, sorpresa, tristezza, collera, gioia, paura, paura dell’estraneo </li></ul><ul><li>Dopo i 12 mesi : emergono le emozioni complesse e apprese, frutto di autoriflessione e autoconsapevolezza. Confronto tra azione e richiesta sociale. Timidezza, colpa, vergogna, orgoglio, invidia. </li></ul>
  23. 27. <ul><li>Periodo senso motorio : da un primo periodo di indifferenza azione iniziale tra io e non io, in cui l’affettività è centrata sul proprio corpo e sulle proprie azioni, si arriva all’emissione ripetuta dei primi segnali e quindi all’elaborazione di un sistema di scambi comunicativi. Il bambino reagisce alle persone in modo sempre più specifico. Verso i 9-12 mesi, parallelamente al formarsi dello schema di permanenza dell’oggetto, si assiste al costituirsi di un universo di persone come oggetti permanenti, localizzabili e fonti di eventi esterni. </li></ul>
  24. 28. <ul><li>Periodo preoperatorio : verso i due anni emerge la funzione simbolica che si esprime in vari tipi di attività. L’oggetto diventa sempre evocabile quindi sempre presente e agente. Ciò provoca la formazione di nuovi affetti sotto forma di simpatie e antipatie e sotto forma di coscienza e valorizzazione di sé. Verso i tre anni “la crisi di opposizione” ai genitori, accompagnata da rivalità verso i fratelli, è espressione di questo bisogno di autoaffermazione. Uno tra i risultati essenziali delle relazioni affettive tra il bambino e i genitori è quello di suscitare sentimenti morali specifici. Le immagini affettive interiorizzate degli adulti diventano fonte di norme, doveri, modelli e anche di sentimenti di colpa e autopunizione. </li></ul>
  25. 29. <ul><li>Periodo operatorio concreto : il “decentramento” che si opera a partire da sette anni circa nella sfera del pensiero si riferisce anche all’universo interpersonale. Emerge l’aspetto cooperativo nelle azioni e la ricerca di coordinazione tra il proprio punto di vista è quello degli altri. La coscienza morale si sviluppa attraverso nuove relazioni basate sul mutuo rispetto e sulla reciprocità della stima: ci si avvia all’autonomia morale. Nel “gioco con regole”, ora il bambino non vede più la regola come qualcosa di sacro, stabilita da figure superiori, ma come prodotto di un patto tra pari, e quindi soggetto a modificazioni concordate. Il sentimento di giustizia prevale sulla stessa ubbidienza e diviene una norma centrale del comportamento. </li></ul>
  26. 30. <ul><li>Periodo operatorio formale : l’autonomia morale acquisisce una dimensione ulteriore nel riferimento ai valori ideali o sopra individuali. In funzione di tali valori si prendono decisioni anche in opposizione all’adulto. Il pensiero formale è centrato non più sul reale ma sul possibile, e questo cambiamento di prospettiva è essenziale perché il mondo dei valori possa aprirsi su tutte le possibilità interindividuali o sociali. </li></ul>
  27. 31. Nello studio delle emozioni occorre distinguere Espressione delle emozioni Riconoscimento delle emozioni Qualità espressive del bambino che consentono all’adulto di capire i bisogni e lo stato emotivo Capacità del bambino di comprendere che cosa prova Lui stesso e cosa provano gli altri
  28. 32. Espressione delle emozioni <ul><li>Le emozioni si esprimono tramite pattern universali e specifici </li></ul><ul><li>Le reazioni fisiologiche del neonato acquisiscono significato grazie al caregiver, che vi attribuisce un’intenzione comunicativa </li></ul>
  29. 33. Il riconoscimento delle emozioni <ul><li>L’attenzione precoce per il volto favorisce il processo di differenziazione e di comprensione delle espressioni emotive </li></ul><ul><li>Il neonato precocemente risponde in modo congruo alle espressioni di gioia, tristezza e di collera e mostra disagio se esse sono sfasate o non adeguate al ritmo dell’interazione </li></ul><ul><li>Il riconoscimento delle emozioni precede l’effettiva comprensione del loro significato </li></ul>
  30. 34. Riconoscimento delle emozioni ricerche <ul><li>Ricerca di Haviland & Lelwice (1987) </li></ul><ul><li>bambini di 10 mesi </li></ul><ul><li>madri esprimevano gioia, rabbia, tristezza </li></ul><ul><li>bambini: sorridono, immobili, masticano a vuoto </li></ul><ul><li>Ricerca di Klinnert et all (1983) </li></ul><ul><li>Bambini otto mesi (paura dell’estraneo più comprensione causa-effetto) </li></ul><ul><li>oggetto non familiare </li></ul><ul><li>se madre esprime incoraggiamento si avvicinano </li></ul><ul><li>se madre esprime ansia si allontanano </li></ul>
  31. 35. <ul><li>Dopo il primo anno il bambino interviene per consolare </li></ul><ul><li>Dai 2-3 anni capacità di intervenire sempre più appropriata perché il bambino ha più consapevolezza dei suoi stati emotivi </li></ul><ul><li>3-6 anni il bambino capisce che qualcosa può non essere piacevole per tutti </li></ul><ul><li>4-10 anni maggiore comprensione delle condizioni che provocano emozioni complesse (ad esempio orgoglio e vergogna). Comprensione del giudizio esterno verso il comportamento </li></ul><ul><li>Dopo i 10 anni comprensione e accettazione di ambivalenza </li></ul>
  32. 36. Quando compaiono le emozioni <ul><li>Concordanza tra diversi studi </li></ul><ul><ul><li>Sorriso endogeno dalla nascita </li></ul></ul><ul><ul><li>Sorriso al volto umano dal 2°-3° mese </li></ul></ul><ul><ul><li>Gioia, rabbia, collera,paura tra 3-9 mese </li></ul></ul><ul><ul><li>Colpa, disprezzo dopo il primo anno </li></ul></ul><ul><li>Discordanza tra i diversi studiosi </li></ul><ul><ul><li>Sorpresa tra il 1° e il 9° mese a seconda degli autori </li></ul></ul><ul><ul><li>Vergogna tra il 4° e il 18° mese a seconda degli autori </li></ul></ul>
  33. 37. <ul><li>7-8 mesi angoscia di separazione </li></ul><ul><ul><li>Bambini reagiscono con apprensione e pianto se la figura di attaccamento si allontana </li></ul></ul><ul><ul><li>Funzione adattiva: impedisce che il bambino si allontani per sua iniziativa dalle figure di attaccamento. Limita situazioni di pericolo </li></ul></ul>
  34. 38. Fenomeni importanti per la comprensione delle emozioni <ul><li>Riferimento sociale: Capacità di avvalersi delle emozioni altrui per orientare il proprio comportamento. Il riferimento sociale ha carattere selettivo, nel senso che soprattutto le espressioni di persone di riferimento ad esempio la madre, diventano risorse per interpretare e valutare la situazione </li></ul><ul><li>Comportamenti empatici: Processi di risonanza emotiva, per cui si comprende ciò che gli altri sentono e percepiscono. </li></ul>
  35. 39. <ul><li>Differenziazione realtà finzione: capacità di far finta, di comprendere “come se” ed iniziare a padroneggiare l’ambiguità (24 mesi) </li></ul><ul><li>Regole di ostentazione : capacità di modificare deliberatamente le proprie emozioni in accordo con le regole sociali (tre anni) </li></ul><ul><li>Teoria della mente : capacità di capire ciò che avviene nella mente dell’altro e di attribuirgli stati mentali, desideri, pensieri intenzioni… (quattro-cinque anni) </li></ul><ul><li>Ambivalenza : capacità di comprendere la presenza simultanea di emozioni contrastanti (nove anni) </li></ul>
  36. 40. Ruoli dell’interazione nello sviluppo emotivo <ul><li>Interazione con il caregiver </li></ul><ul><ul><li>Il caregiver svolge la funzione di sostegno </li></ul></ul><ul><ul><li>Attribuendo intenzionalità emotiva alle manifestazioni del bambino </li></ul></ul><ul><ul><li>Rispondendo in modo adeguato ai suoi segnali </li></ul></ul><ul><ul><li>Modulando il suo comportamento in base al suo livello di sviluppo </li></ul></ul><ul><ul><li>Orientando le sue espressioni emotive in accordo con le aspettative sociali </li></ul></ul>
  37. 41. <ul><li>Interazione con l’ambiente </li></ul><ul><li>grazie al fenomeno della socializzazione delle emozioni il bambino: </li></ul><ul><ul><li>Apprende dalla cultura di appartenenza quali condotte sono appropriate e accettate nelle diverse situazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>Impara a regolare e a monitorare le sue condotte emozionali </li></ul></ul>
  38. 42. LE FUNZIONI PSICOLOGICHE E RELAZIONALI <ul><li>Ogni essere umano ha bisogno di avere assolte le funzioni psicologiche fondamentali, pena l’infelicità, la solitudine, il disagio o la malattia mentale </li></ul>Tali funzioni non sono esclusive dell’età evolutiva, esse necessariamente accompagnano tutta la vita, declinandosi nelle diverse relazioni sociali che l’individuo attraversa nel corso della sua esistenza
  39. 43. FUNZIONE DI DOPPIO <ul><li>Mettere in parole i vissuti, i sentimenti ed i contenuti interni dell’altro </li></ul><ul><li>Messaggio “Non sei solo… non sei il solo” Il doppio legittima l’esistenza e il riconoscimento anche dei contenuti più difficili da comunicare </li></ul><ul><li>Sottolinea il senso di appartenenza e di condivisione da parte degli altri dei propri contenuti interiori: “gli altri comprendono quello che io provo e quindi appartengo ad un contesto che mi può capire” </li></ul><ul><li>Formulando i contenuti con parole e accenti nuovi favorisce l’esplicitazione e la chiarificazione del vissuto </li></ul><ul><li>Favorisce la connessione con altri contenuti mentali inediti e facilita il comportamento spontaneo </li></ul><ul><li>Promuove il sentire emotivo versus la razionalizzazione . Aiuta la persona a stare nell’emozione, anche se difficile, per meglio capirla e gestirla, piuttosto che fuggire nel bisogno di spiegarla, razionalizzarla o negarla </li></ul>
  40. 44. FUNZIONE DI SPECCHIO <ul><li>E’ attivata ogni qual volta una persona ha la possibilità di ottenere un rimando esterno </li></ul><ul><li>Consente un confronto tra auto ed eteropercezione. Ciò consente adattamenti e cambiamenti nel modo di porsi con gli altri </li></ul><ul><li>E’ fortemente individuante. Lo specchio costringe ad uscire dall’indistinto, dal fantastico e dall’illusione di una fusione tra mondo interno e mondo esterno </li></ul><ul><li>Favorisce la consapevolezza che il mondo esterno costituisce un dato di realtà indipendente, non modificabile in base al desiderio </li></ul><ul><li>Costringe all’auto-osservazione </li></ul>
  41. 45. FUNZIONE DI RISPECCHIAMENTO <ul><li>Il processo di rispecchiamento parte dalla persona, che ritrova in un altro essere umano qualcosa di simile a sé </li></ul><ul><li>Il rispecchiamento sano facilita la conoscenza di sé attraverso l’altro, consentendo di ritrovare e riconoscere nell’altro parti di sé, attuando un processo di conferma di sé attraverso la relazione </li></ul><ul><li>L’altro può costituire il luogo che dà diritto di esistenza a parti di sé negate o temute. Attraverso l’altro è possibile riconoscere alcuni aspetti di sé come elementi di una comune umanità </li></ul>
  42. 46. FUNZIONE DI INVERSIONE DI RUOLO <ul><li>Diviene attiva quando ad una persona viene fornita l’opportunità di mettersi dal punto di vista di un altro da sé </li></ul><ul><li>Permette il decentramento percettivo che favorisce il superamento dell’egocentrismo cognitivo e affettivo </li></ul><ul><li>Permette di avere accesso al punto di vista dell’altro, crea le condizioni per una conoscenza del vissuto dell’altro </li></ul><ul><ul><ul><li>Permette di guardare se stessi con gli occhi dell’altro </li></ul></ul></ul>
  43. 47. TECNICA DI GIOCO DI RUOLO <ul><li>La tecnica di gioco di ruolo viene attivata quando l’altro accetta di giocare un ruolo complementare nella relazione, sostenendo in tal modo ad un ruolo di realizzarsi e di svilupparsi. </li></ul><ul><li>Un adulto attiva la tecnica di gioco di ruolo quando accetta di essere il controruolo proposto dal bambino </li></ul>
  44. 48. <ul><li>Il mondo emotivo </li></ul>a tre anni sono estremamente drastici e repentini; le emozioni spesso molto intense ma di breve durata Un piccolo evento può essere percepito dal bambino come una catastrofe (un minimo cambiamento di programma, una penna blu invece che rossa, un budino al cioccolato piuttosto che alla crema) Possono scatenare rabbie violente Cambiamenti d’umore
  45. 49. <ul><li>Non sempre è possibile prevedere con esattezza i cambiamenti d’umore di un bambino di questa età </li></ul>Il bambino spesso non riesce a distinguere chiaramente quale tipo di emozione sia e da dove provenga. Di conseguenza anche per gli adulti talvolta è difficile rispondere adeguatamente
  46. 50. <ul><li>Se il bambino è angosciato o irritato la situazione può diventare difficile </li></ul>Per aiutarlo sarà necessario comprendere il significato e le ragioni del suo comportamento
  47. 51. <ul><li>Entrambi potranno capire che cosa è accaduto e che cosa significhi una determinata reazione, anche quando non si può fare niente per cambiare la realtà </li></ul>Aiutarlo ad Esprimere i propri sentimenti attraverso le parole
  48. 52. <ul><li>Accettare e comprendere che tutti possono irritarsi renderà le cose meno difficili </li></ul>La differenza fra bambini e adulti è che questi ultimi, quando perdono la calma, prevedono come comportarsi qualora l’irritazione diventi eccessiva. I bambini di questa età non riescono a fare i ragionamenti di un adulto: quando si infuriano, le loro emozioni non hanno barriere protettive e risultano ben evidenti a chiunque
  49. 53. <ul><li>Quando i bambini hanno esplosioni di collera è importante che gli adulti mantengano un atteggiamento forte, calmo e deciso. </li></ul><ul><li>Essi hanno bisogno di potersi arrabbiare, ma di sapere che i genitori sono in grado di sopportare la loro ira e di sopravvivere </li></ul>
  50. 54. <ul><li>Anche i genitori si infuriano, ma l’importante è che i piccoli vedano che gli adulti conoscono i sistemi per gestire le proprie emozioni </li></ul>
  51. 55. <ul><li>Se adeguatamente abituati, a questa età i bambini sono in grado di affrontare le separazioni se avvisati in anticipo </li></ul><ul><li>Questo se hanno avuto modo di sviluppare sufficiente fiducia nei propri genitori, sperimentando che viene loro detta la verità </li></ul>Per esempio è particolarmente importante che gli adulti tornino a casa all’ora in cui avevano detto che sarebbero tornati. Non devono invece minacciare di andarsene o di mandare via il figlio Paura della separazione
  52. 56. <ul><li>Le persone in grado di influire maggiormente sul comportamento del bambino sono i genitori. Se gli adulti si mostrano sereni e fiduciosi che tutto andrà per il meglio, il piccolo trarrà da loro la propria forza. Al contrario il bambino “sentirà” se sono molto ansiosi e la sua preoccupazione aumenterà </li></ul>
  53. 57. <ul><li>Il bambino riesce a reagire in modo positivo e a superare le difficoltà se i genitori si mostrano rilassati e fiduciosi. Qualsiasi cosa accada, è importante preparare il bambino, incoraggiarlo e lodarlo per i successi e, se possibile, sorridere e minimizzare i fallimenti. Il bambino che si sente apprezzato e amato desidera fare del proprio meglio per compiacere i genitori, anche se talvolta ciò non risulta affatto evidente. </li></ul>
  54. 58. 4 -5 anni <ul><li>Fra il quarto il quinto anno, i bambini consolidano le prime elementari sensazioni di essere persona separata dai propri genitori </li></ul><ul><li>A questa età il bambino è profondamente interessato alla rapporto che c’è tra bambini e genitori, tra un figlio e il padre, tra un figlio e la madre, tra due adulti qualsiasi, tra il padre e la madre </li></ul>
  55. 59. <ul><li>L’idea che il papà e la mamma stiano insieme trasmette al bambino una piacevole sensazione di felicità e di armonia. In altre occasioni, si sente escluso, prova irritazione, invidia o gelosia. </li></ul>Sentimenti contraddittori
  56. 60. <ul><li>Riuscire ad accettare che i genitori stiano insieme, senza disturbarli, comporta, da parte di un bambino piccolo, disponibilità e capacità di attingere alle proprie risorse di generosità e di indipendenza. È importante che il bambino impari a consentire ai genitori di dedicarsi insieme ad altri interessi senza vivere la propria esclusione come insopportabile </li></ul>
  57. 61. <ul><li>Per un certo tempo il piccolo si trova alle prese con l’arduo concetto è possibile amare e contemporaneamente odiare una stessa persona </li></ul>
  58. 62. <ul><li>Il quarto anno di vita è anche il periodo delle paure. Perfino il bambino più sereno è soggetto a brutti sogni, a paure irrazionali, nonché ai normali alti e bassi della vita quotidiana, caratteristici di questa età. </li></ul>Paure
  59. 63. <ul><li>Tutti noi vorremmo che i nostri figli fossero sempre felici: non è facile accettare che non rientri nei nostri poteri riuscire a risparmiare loro ogni dolore. </li></ul><ul><li>Una cosa indispensabile per il loro sviluppo possiamo farla: prendere sul serio le loro paure, le loro preoccupazioni, i problemi e dedicare ad essi la massima attenzione </li></ul>
  60. 64. <ul><li>Il processo attraverso il quale il bambino riesce a comunicare a un adulto comprensivo e disponibile il proprio disagio, alleviando in tal modo la propria pena, è estremamente importante per il suo sviluppo emotivo. </li></ul>
  61. 65. <ul><li>non è possibile riportare indietro il tempo e impedire al bambino di fare un capitombolo e nemmeno è possibile eliminare il fatto che questo gli abbia procurato spavento e un ginocchio dolorante che impiegherà un po’ di tempo per guarire. È però possibile comprendere la sua sofferenza, ascoltare il suo dolore e assumerlo su di sé. </li></ul>
  62. 66. <ul><li>Se il bambino avrà sufficiente esperienza che l’adulto si è fatto carico del suo dolore o delle sue preoccupazioni, la sua capacità di far fronte alla sofferenza aumenterà . </li></ul><ul><li>Nella memoria e nell’immaginazione, a livello conscio e inconscio, sarà come se portasse in sé figure partecipi e soccorrevoli, che gli stanno accanto nel momento del bisogno. È in questo modo che il bambino impara ad essere, a sua volta, solidale nei confronti degli altri. </li></ul>
  63. 67. <ul><li>Ogni bambino è un individuo unico: vive esperienze che non sono mai perfettamente identiche a quelle degli altri. </li></ul><ul><li>In linea di massima,come accade per tutte le paure, le uniche armi di cui possiamo disporre sono pazienza e disponibilità </li></ul>
  64. 68. <ul><li>Connessi all’ansia di separazione possono essere disturbi del sonno. Si verificano a qualsiasi età, ma spesso sono collegati all’ansia provocata dal dover imparare a stare soli. Di notte, in modo particolare, se ci si sveglia, si è maggiormente consapevoli della solitudine. </li></ul><ul><li>Come tutti gli altri disturbi, quelli del sonno possono però dipendere anche da cambiamenti avvenuti all’interno della famiglia, che possono accentuare la tensione cui è sottoposto bambino </li></ul>
  65. 69. Controllo delle emozioni <ul><li>Diversi fattori </li></ul><ul><ul><li>Cognitivi: pensiero simbolico (anticipare risultati) pensiero operatorio (ragionamenti complessi) </li></ul></ul><ul><ul><li>Metacognitive: teoria della mente </li></ul></ul><ul><ul><li>Sociali </li></ul></ul><ul><ul><li>culturali </li></ul></ul>

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