Note su direttiva ue politica ambiente marino

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Note sulle normativa europea e nazionale relativa alle politiche per l'ambiente marino e la pianificazione degli spazi marittimi

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Note su direttiva ue politica ambiente marino

  1. 1. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ NOTESULLA DIRETTIVA EUROPEA CHE ISTITUISCE UN QUADRO PERL’AZIONE COMUNITARIA NEL CAMPO DELLA POLITICA PERL’AMBIENTE MARINO E SUL DECRETO LEGISLATIVO DIRECEPIMENTODirettiva 2008/56/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 giugno 2008 cheistituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino -direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (GUE N. 164/L del 25.6.2008 )Decreto Legislativo 13 ottobre 2010, n. 190 Attuazione della direttiva 2008/56/CE cheistituisce un quadro per lazione comunitaria nel campo della politica per lambiente marino.(10G0212) (GU n. 270 del 18-11-2010 )REGOLAMENTO (UE) N. 1255/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DELCONSIGLIO del 30 novembre 2011 che istituisce un programma di sostegno per l’ulterioresviluppo di una politica marittima integrata (GUE n. 321/L del 5/12/2011) 1
  2. 2. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/Direttiva 2008/56/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 giugno2008 che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politicaper l’ambiente marino - direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino(GUE N. 164/L del 25.6.2008 )SINTESI DELLE MISURE PROPOSTEL’obiettivo finale della direttiva consiste nel raggiungimento di un buono stato ecologicodell’ambiente marino europeo entro il 2021. La direttiva proposta si limiterà a stabilire obiettivi eprincipi comuni a livello dell’UE e definirà una serie di regioni marine europee quali unità digestione ai fini dell’attuazione (vedi elenco all’articolo 3) . Gli Stati membri dovranno elaborare,per le loro acque territoriali all’interno di ciascuna regione marina, strategie per la protezionedell’ambiente marino articolate su diverse fasi. A questo scopo essi saranno chiamati a cooperareattivamente fra di loro e con gli altri paesi terzi interessati. Infine, per tener conto del particolarecontesto di alcune regioni marine, la direttiva prevede che in situazioni o zone specifiche uno Statomembra possa trovarsi nell’impossibilità di giungere al pieno conseguimento degli obiettiviambientali da esso fissati.STATO ECOLOGICOAi fini della presente direttiva, per “stato ecologico” si intende lo stato generale dell’ambiente nelleacque marine, tenuto conto della struttura, della funzione e dei processi degli ecosistemi marini chelo compongono, nonché dei fattori fisiografici, geografici e climatici e delle condizioni fisico-chimiche, comprese quelle risultanti dalle attività umane all’interno o all’esterno della zonaconsiderata.CAMPO DI APPLICAZIONELa presente Direttiva si applica alla seguenti tipologie di acque marine (come definite dal paragrafo1 dell’articolo 3) : a) acque, compresi il fondale e il sottosuolo, situate al di là della linea di base che serve a misurare l’estensione delle acque territoriali fino ai confini della zona su cui uno Stato membro ha e/o esercita diritti giurisdizionali, in conformità dell’UNCLOS, escluse le acque adiacenti ai paesi e ai territori indicati nell’allegato II del trattato e ai dipartimenti e alle collettività territoriali francesi d’oltremare; e b) acque costiere quali definite nella direttiva 2000/60/CE, il loro fondale e sottosuolo, nella misura in cui aspetti specifici dello stato ecologico dell’ambiente marino non siano già trattati nella presente direttiva o in altra normativa comunitaria.La Direttiva tiene conto degli effetti transfrontalieri sulla qualità dell’ambiente marino degli Statiterzi situati nella stessa regione o sottoregione marina.AMBITO DI ESCLUSIONE DALLA APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVALa presente direttiva non si applica alle attività il cui unico fine è la difesa o la sicurezza nazionale.Gli Stati membri si adoperano, tuttavia, per far sì che tali attività siano condotte in modocompatibile, nella misura del possibile e del ragionevole, con gli obiettivi della presente direttiva. 2
  3. 3. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/STRUMENTI ELABORATI DAGLI STATI MEMBRI PER CONTRIBUIRE ALLESTRATEGIE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE MARINO 1. VALUTAZIONE INIZIALE dello stato ecologico attuale delle acque considerate e dell’impatto ambientale esercitato dalle attività umane su tali acque (articolo 8) 2. TRAGUARDI AMBIENTALI con i corrispondenti indicatori per le loro acque marine in modo da orientare gli sforzi verso il conseguimento di un buono stato ecologico dell’ambiente marino (articolo 10) 3. PROGRAMMI DI MONITORAGGIO coordinati per la valutazione continua dello stato ecologico delle loro acque marine, in funzione degli traguardi ambientali (articolo 11) 4. PROGRAMMI DI MISURE al fine di conseguire o mantenere nelle loro acque marine un buono stato ecologico (articolo 13).STRATEGIE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE MARINOCiascuno Stato membro elabora, per ogni regione marina considerata (vedi ripartizione ex articolo4), una strategia per la protezione dell’ambiente marino nelle proprie acque marine in base ad unpiano d’azione che nel caso in cui le regioni e sottoregioni riguardino più stati membri dovrà avereobiettivi coordinati. In particolare il piano di azione sarà così strutturato ed avrà i seguenti obiettivianche temporali.a) Preparazione i. entro il 15/7/2012 : valutazione iniziale ( dagli stati membri) dello stato ecologico attuale delle acque considerate e dell’impatto ambientale esercitato delle attività umane su tali acque, in conformità dell’articolo 8; ii. entro il 15/7/2012: definizione (dagli stati membri) del “buono stato ecologico” delle acque considerate, in conformità dell’articolo 9, paragrafo 1. Per buono stato ecologico ex punto 5 articolo 3 si intende stato ecologico delle acque marine tale per cui queste preservano la diversità ecologica e la vitalità di mari ed oceani che siano puliti, sani e produttivi nelle proprie condizioni intrinseche e l’utilizzo dell’ambiente marino resta ad un livello sostenibile, salvaguardando in tal modo il potenziale per gli usi e le attività delle generazioni presenti e future . Il buono stato ecologico è determinato a livello di regione o sottoregione marina (come definite dall’articolo 4) , in base alla considerazione da parte degli stati membri di ognuno dei 11 descrittori qualitativi elencati dall’allegato I. Per conseguire un buono stato ecologico, si applica la gestione adattativa basata sull’approccio eco sistemico. iii. entro il 15/7/2012: definizione (dagli stati membri) di una serie di traguardi ambientali (sulla base della valutazione iniziale di cui al punto i) con i corrispondenti indicatori per le loro acque marine in modo da orientare gli sforzi verso il conseguimento di un buono stato ecologico dell’ambiente marino, tenendo conto degli elenchi indicativi di pressioni e impatti che figurano alla tabella 2 dell’allegato III e delle caratteristiche che figurano nell’allegato IV. iv. entro il 15/7/2014 : salvo diversa disposizione della pertinente legislazione comunitaria, elaborazione e attuazione (dagli stati membri) programmi di monitoraggio coordinati per la valutazione continua dei traguardi ambientali di cui al punto precedente iii). Tali programmi sono elaborati, secondo l’articolo 11, sulla scorta degli elenchi indicativi di elementi che figurano nell’allegato III (Elenchi indicativi di caratteristiche, pressioni e impatti) e dell’elenco di cui all’allegato V (Contenuto programma di monitoraggio).b) Programmi di misure: 3
  4. 4. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ i) entro il 2015, elaborazione di un programma di misure (vedi articolo 13) finalizzate al conseguimento di un buono stato ecologico. Tali misure sono elaborate sulla base della valutazione iniziale vista sopra e in funzione dei traguardi ambientali visti sopra e tenendo conto dei tipi di misure elencati nell’allegato VI. ii) entro il 2016, avvio del programma di cui al punto i). iii) Sulla base delle notifiche effettuate ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 5, la Commissione valuta per ogni Stato membro se i programmi di misure notificati sono idonei a conseguire un buono stato ecologico quale definito ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 1. Entro sei mesi dal ricevimento della notifica dei programmi di misure la Commissione può decidere di respingere, in tutto o in parte, il programma presentato da uno Stato membro in quanto non conforme alla direttiva (articolo 15) .AVVIO ANTICIPATO DI PROGRAMMI DI MISUREI programmi di misure sopra descritti interni al piano di azione possono essere anticipati exparagrafo 3 articolo5, qualora lo stato del mare sia talmente critico da richiedere un interventourgente. Ciò può essere fatto dagli Stati membri aventi confini nella stessa regione o sottoregionemarina contemplata dalla presente direttiva, purché ciò non impedisca il raggiungimento o ilmantenimento di un buono stato ecologico in un’altra regione o sottoregione marina.AUTORITÀ COMPETENTIEntro il 15 luglio 2010 gli Stati membri designano per ogni regione o sottoregione marinainteressata l’autorità o le autorità competenti per l’attuazione della presente direttiva nelle loroacque marine.Entro il 15 gennaio 2011 gli Stati membri trasmettono alla Commissione l’elenco delle autoritàcompetenti designate, unitamente alle informazioni elencate nell’allegato II (indirizzo , competenze, integrazione con altre istituzioni, modalità di coordinamento tra gli Stati membri le cui acquemarine appartengono alla stessa regione o sottoregione marina)..ZONE SPECIALI (ARTICOLO 13)Qualora uno Stato membro individui una zona all’interno delle sue acque marine nella quale, peruna qualsiasi delle ragioni sotto elencate, gli obiettivi ambientali non possono essere conseguitiattraverso le misure da esso adottate, tale Stato membro identifica chiaramente detta zona nel suoprogramma di misure e fornisce alla Commissione le prove a sostegno della sua affermazione: a. azione od omissione non imputabile allo Stato membro interessato; b. cause naturali; c. forza maggiore; d. modifiche o alterazioni delle caratteristiche fisiche delle acque marine indotte da provvedimenti adottati per motivi imperativi di interesse generale aventi rilevanza superiore agli effetti negativi sull’ambiente, incluso qualsiasi impatto transfrontaliero; e. condizioni naturali che non consentano miglioramenti dello stato delle acque marine nei tempi richiesti.Lo Stato membro interessato adotta tuttavia opportune misure ad hoc volte ad impedire l’ulterioredegrado dello stato delle acque marine considerate e ad attenuare l’impatto negativo sulla regionemarina interessata. 4
  5. 5. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/Nelle circostanze contemplate alla lettera d) di cui sopra , gli Stati membri si assicurano che leeventuali modificazioni o alterazioni dell’ambiente marino non siano tali da escludere ocompromettere definitivamente il conseguimento di un buono stato ecologico nella regione marinainteressata.CONSULTAZIONE E INFORMAZIONE DEL PUBBLICO(ARTICOLO 18)A norma della normativa vigente in materia ( si veda in particolare la direttiva 2003/35/CE sullapartecipazione del pubblico nellelaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale ,per un commento alla Voce VIA in data di pubblicazione sulla GUE 25/6/2003) gli Stati membriprovvedono affinché a tutti i soggetti interessati sia offerta la tempestiva ed effettiva possibilità dipartecipare all’attuazione della presente direttiva, associando, ove possibile, gli organi o le strutturedi gestione esistenti, compresi le convenzioni marittime regionali, i comitati consultivi scientifici e iconsigli consultivi regionali.Gli Stati membri provvedono affinché sia pubblicata e sottoposta alle osservazioni del pubblico unasintesi dei seguenti elementi delle loro strategie per la protezione dell’ambiente marino o dei relativiaggiornamenti: a) la valutazione iniziale e la definizione di un buono stato ecologico ai sensi rispettivamente dell’articolo 8, paragrafo 1, e dell’articolo 9, paragrafo 1; b) i traguardi ambientali stabiliti ai sensi dell’articolo 10, paragrafo 1; c) i programmi di monitoraggio elaborati ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 1; d) i programmi di misure definiti ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 2.Conformemente alla direttiva 2007/2/CE (unInfrastruttura per linformazione territoriale nellaComunità europea – Inspire per un esame vedi alla voce Informazione Partecipazione in data dipubblicazione sulla GUE: 25/4/2007)), gli Stati membri conferiscono alla Commissione, ai finidell’espletamento delle sue funzioni in relazione alla presente direttiva, in particolare l’esame dellostato dell’ambiente marino nella Comunità , diritti di accesso e di utilizzo dei suddetti dati einformazioni, risultanti dalle valutazioni iniziali e dai programmi di monitoraggio .ATTUAZIONEGli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrativenecessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 15 luglio 2010. 5
  6. 6. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/Decreto Legislativo 13 ottobre 2010, n. 190 Attuazione della direttiva2008/56/CE che istituisce un quadro per lazione comunitaria nel campo dellapolitica per lambiente marino. (10G0212) (GU n. 270 del 18-11-2010 )TESTO DEL DLGS 190/2010http://gazzette.comune.jesi.an.it/2010/270/1.htmCOMMENTO E TESTO DELLA DIRETTIVA 2008/56/CEhttp://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1038&categoria=MareFINALITÀ GENERALE DEL DLGS (articolo 1)Il presente decreto, in attuazione della direttiva 2008/56/CE, istituisce un quadro direttoallelaborazione di strategie per lambiente marino e alladozione delle misure necessarie aconseguire e a mantenere un buono stato ambientale entro il 2020. Per buono stato ambientale siintende lo stato ambientale delle acque marine tale per cui le stesse preservano la diversitàecologica e la vitalità di mari ed oceani puliti, sani e produttivi nelle proprie condizioni intrinsechee tale per cui lutilizzo dellambiente marino si svolge in modo sostenibile, salvaguardandone lepotenzialità per gli usi e le attività delle generazioni presenti e future. Il buono stato ambientale édefinito in relazione a ciascuna regione o sottoregione marina, sulla base dei descrittori qualitatividellallegato I al presente dlgs.AMBITO DI APPLICAZIONE (articolo 2)Il presente decreto si applica alle acque marine della regione del Mare Mediterraneo. Per regionedel Mare Mediterraneo si intendono le acque marine del Mare Mediterraneo propriamente intese,inclusi i suoi golfi e mari, come delimitate a ovest dal meridiano passante attraverso il faro diCapo Spartel, allentrata dello Stretto di Gibilterra ed a est dal limite meridionale dello Stretto deiDardanelli tra Mehmetcik e Kumkale, della Convenzione per la protezione dellambiente marinoe la regione costiera del Mediterraneo (Convenzione di Barcellona).AMBITI DI NON APPLICAZIONE (articolo 2)Il presente decreto non si applica alle attività il cui unico fine sia la difesa e la sicurezza militaredello Stato. Il Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare, di seguito denominatoMinistero dellambiente, individua, ove necessario, con decreto adottato di concerto con i Ministeridella difesa, delle infrastrutture e trasporti, delleconomia e finanze e con le altre amministrazionicompetenti, apposite modalità per lapplicazione delle disposizioni del presente decreto a taliattività.AUTORITÀ COMPETENTE (articolo 4 e 5)Il Ministero dellambiente esercita la funzione di Autorità competente per il coordinamento delleattività previste dal presente decreto. Per lesercizio delle suddette attività di coordinamento,lAutorità competente si avvale di un apposito Comitato tecnico istituito presso il Ministerodellambiente con apposito decreto. Nel Comitato sono rappresentati oltre che vari Ministeri ancheRegioni ed enti locali. 6
  7. 7. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/AZIONI E FASI DELLA STRATEGIA PER LAMBIENTE MARINO (articolo 7)Allattuazione del presente decreto si procede sulla base delle seguenti fasi:a) la valutazione iniziale dello stato ambientale, elaborata dal Ministero dell’Ambiente, delleacque marine (articolo 8); comprensiva dello stato dell’ambiente marino, dei fattori di impatto epressione, di una analisi degli aspetti socio-economici dellutilizzo dellambiente marino e dei costidel suo degrado.b) la determinazione dei requisiti del buono stato ambientale (articolo 9 che indica le precondizioniper tale determinazione); entro il 15/7/2012 il Ministero dell’Ambiente determina i requisiti per taledeterminazione sulla base dei descrittori qualitativi di cui allallegato I e tenuto conto dellepressioni e degli impatti di cui allallegato III al presente dlgs.c) sulla base della valutazione iniziale vengono definiti, entro il 15/7/2012, da parte del Ministerodell’Ambiente, i traguardi ambientali (articolo 10) nonché gli indicatori ad essi associati, al fine diconseguire il buon stato ambientale, tenendo conto delle pressioni e degli impatti di cui alla tabella2 dellallegato III e dellelenco indicativo delle caratteristiche riportate nellallegato IV. Dettitraguardi dovranno essere coordinati con i traguardi ambientali definiti in relazione alle acquemarine dai vigenti strumenti normativi o di pianificazione e di programmazione esistenti a livelloregionale, nazionale, comunitario o internazionale.d) lelaborazione e l’avvio, entro il 15/7/2014, dei programmi di monitoraggio (articolo 11) conapposito decreto del Ministero dell’Ambiente. I programma sono determinati tenendo conto siadegli allegati III e V al presente dlgs come pure delle attività di monitoraggio effettuate dalMinistero per le politiche agricole alimentari e forestali, della salute, delle infrastrutture etrasporti, dellistruzione, delluniversità e della ricerca, nonché dei programmi di monitoraggio inatto a livello regionale ed europeo per le acque marine.e) lelaborazione, entro il 31/12/2015, da parte del Ministero dell’Ambiente, dei programmi dimisure per il conseguimento e il mantenimento del buono stato ambientale (articolo 12).Attuazione dei programmi entro 31/12/2016. In particolare i programma contengonocondizioni, limiti e divieti per lesercizio di attività aventi incidenza sullambiente marino, dainserire negli strumenti di pianificazione territoriale,nelle autorizzazioni e concessioni, nelleordinanze urgenti, di competenza di autorità nazionali, regionali o locali.Le suddette azioni sono aggiornate, successivamente allelaborazione iniziale, ogni sei anni perciascuna regione o sottoregione marina, sulla base delle procedure previste dal presente dlgs.ECCEZIONI PER IL NON RAGGIUNGIMENTO DI UN TRAGUARDO AMBIENTALEO DI UN BUONO STATO AMBIENTALE (ARTICOLO 14)Costituiscono cause di eccezione, per il non raggiungimento di un traguardo ambientale o di unbuono stato ambientale:a) unazione o unomissione non imputabile allItalia;b) le cause naturali;c) la forza maggiore;d) le modifiche o le alterazioni delle caratteristiche fisiche delle acque marine causate daprovvedimenti adottati per motivi imperativi di interesse generale aventi rilevanza superiorerispetto alla tutela contro gli effetti negativi sullambiente, incluso qualsiasi impattotransfrontaliero;e) le condizioni naturali che non consentano miglioramenti dello stato delle acque marine nei tempiprevisti dal presente decreto.Le situazioni in cui si realizzano tali condizioni sono individuate, con adeguate motivazioni, neiprogrammi di misure di cui all’articolo 12 del presente dlgs. 7
  8. 8. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/CONSULTAZIONE E INFORMAZIONE DEL PUBBLICOIl Ministero dellambiente assicura idonei strumenti e procedure affinché tutti i soggetti interessatipossano partecipare in modo effettivo e tempestivo allesame degli aspetti rilevanti perlattuazione del presente decreto. A tal fine possono essere previste forme di diffusione delleinformazioni, sedi di confronto o inchieste pubbliche e possono essere promosse, ove possibile,forme di raccordo tra autorità, enti e strutture interessati, inclusi i comitati consultivi scientificie gli organi direttivi delle convenzioni marittime regionali.Il Ministero dellambiente assicura, con adeguate modalità operative, incluso luso del propriosito internet, che siano tempestivamente redatte, pubblicate e sottoposte alle osservazionidel pubblico, anche in forma sintetica, informazioni relative a:a) valutazione iniziale e determinazione del buon stato ambientale;b) traguardi ambientali;c) programmi di monitoraggio;d) programmi di misure;e) aggiornamenti di cui allarticolo 7, comma 2.Ai fini dellaccesso del pubblico alle informazioni ambientali previste dal presente decreto siapplica il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195. Per un commento di questo dlgs vedi:http://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=16&categoria=Informazione 8
  9. 9. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/REGOLAMENTO (UE) N. 1255/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DELCONSIGLIO del 30 novembre 2011 che istituisce un programma di sostegno perl’ulteriore sviluppo di una politica marittima integrata (GUE n. 321/L del5/12/2011)TESTO REGOLAMENTOhttp://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:321:0001:0010:IT:PDFINDIRIZZI PRECEDENTI DELLA UE SULLA PIANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTICOSTIERI:1. PROTOCOLLO sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneohttp://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1630&categoria=Mare2. “Una politica marittima integrata per una migliore governance nel Mediterraneo”http://europa.eu/legislation_summaries/maritime_affairs_and_fisheries/maritime_affairs/pe0009_it.htm3. Tabella di marcia per la pianificazione dello spazio marittimo: definizione di principicomuni nellUEhttp://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2008:0791:FIN:IT:PDFDue sono gli indirizzi operativi che andrebbero affrontati, secondo la Commissione UE, per tutelarenel futuro le nostre aree costiere: 1. superare la frammentazione delle competenze e delle scelte che non permette di affrontare l’impatto cumulativo delle attività marittime persistenti sulla costa. 2. la partecipazione delle parti interessate, la trasparenza del processo decisionale e l’attuazione di norme fissate di comune accordo 3. il miglioramento della governance dello spazio marino a livello sub-regionale (quindi pensando al caso del waterfront spezzino ad un livello quanto meno interprovinciale).Ma lo strumento principe individuato dalla Commissione UE per attuare i suddetti indirizzioperativi è la pianificazione dello spazio marittimo (PSM).La PSM costituisce uno strumento di governance efficace ai fini di una gestione basata sugliecosistemi che affronti l’impatto combinato delle attività marittime, i conflitti connessi alle diverseutilizzazioni dello spazio e la preservazione degli habitat marini.In particolare il terzo documento sopra elencato ha fissato i principi relativi all’elaborazione diapprocci PSM da parte degli Stati membri. Si tratta della Comunicazione COM (2008) 791.I principi, tradotti in modo applicabile al caso spezzino, sono: 1. l’approccio eco sistemico quindi non limitato alla visione dello spazio da occupare da parte del progetto/i 2. pianificazione a tre dimensioni. Come conseguenza del punto 1 la pianificazione deve operare in tre dimensioni in quanto interessa attività che si svolgono a) sul fondale marino, b) nella colonna dacqua; e c) sulla superficie. Questo consente di utilizzare lo stesso spazio per scopi diversi. 3. approccio strategico: il tempo, in quanto la compatibilità degli utilizzi e le esigenze di gestione di una determinata area marittima potrebbero variare nel corso del tempo. 9
  10. 10. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/ 4. approccio strategico: mettere insieme gli interessi settoriali in una stessa area marittima attraverso obiettivi dettagliati e non linee generali da lasciare in mano nella fase attuativa ai privati secondo la logica della peggiore finanza di progetto 5. approccio strategico: coerenza fra pianificazione dello spazio terrestre e di quello marittimo - legame con la gestione integrata delle zone costiere 6. prescrizioni chiare di tutela preventiva. Per zone a forte densità di attività (come il caso del waterfront spezzino) o particolarmente vulnerabili potrebbe essere necessario un piano di gestione dello spazio più prescrittivo e quindi meno flessibile. 7. trasparenza. Tutti i documenti e le procedure relativi alla PSM devono essere trasparenti e le diverse fasi della sua attuazione devono essere facilmente comprensibili per lopinione pubblica. In questo modo tutti gli interessati potranno essere pienamente informati, con un conseguente miglioramento della prevedibilità e aumento del grado di accettazione. 8. partecipazione. Per garantire unampia accettazione del progetto, la sua appropriazione e il sostegno alla sua attuazione è altrettanto importare coinvolgere fin dalle prime fasi del processo di pianificazione tutte le parti interessate, in chiave di area vasta. La partecipazione dei portatori di interesse è anche una fonte di conoscenze che possono migliorare notevolmente la qualità della PSM. 9. monitoraggio. Il processo di pianificazione deve essere sufficientemente flessibile da reagire a tali cambiamenti e consentire la revisione dei piani a tempo debito. Per soddisfare questi due requisiti occorrerebbe integrare nella PSM un meccanismo trasparente di monitoraggio e valutazione periodici. 10. pianificare conoscendo. Secondo la UE La PSM deve fondarsi su informazioni affidabili e conoscenze scientifiche. È necessario che la pianificazione tenga il passo con levolversi delle conoscenze (gestione adattiva). La Commissione ha posto in atto diversi strumenti scientifici e per la raccolta dei dati destinati a coadiuvare la PSM in tale processo, fra cui una rete europea di osservazione e di dati dellambiente marino (EMODNET), una banca dati integrata per le statistiche socioeconomiche marittime (attualmente in fase di elaborazione da parte di ESTAT), lAtlante europeo dei mari (previsto per il 2009) e il Monitoraggio globale per lambiente e la sicurezza (Kopernicus). 11. sicurezza marittima. La rigorosa attuazione della normativa comunitaria in materia di sicurezza marittimaOGGETTO DEL REGOLAMENTOIl nuovo Regolamento istituisce un programma destinato a sostenere misure intese a promuovere losviluppo ulteriore e l’attuazione della politica marittima integrata dell’Unione («programma»).OBIETTIVI GENERALI DEL PROGRAMMAIl programma persegue i seguenti obiettivi generali:a) promuovere lo sviluppo e l’attuazione di una governance integrata degli affari marittimi ecostieri;b) contribuire allo sviluppo di strumenti intersettoriali, segnatamente la pianificazione dello spaziomarittimo, il sistema comune per la condivisione delle informazioni (CISE) e le conoscenzeoceanografiche riguardo agli oceani, ai mari e alle regioni costiere all’interno e adiacentiall’Unione, per sviluppare sinergie e sostenere le politiche che interessano il mare o le coste, inparticolare nei settori dello sviluppo economico, dell’occupazione, della protezione dell’ambiente,della ricerca, della sicurezza marittima, dell’energia e dello sviluppo di tecnologie marittime verdi,tenendo conto e muovendo dagli strumenti e dalle iniziative esistenti; 10
  11. 11. Dott. Marco Grondacci ricercatore in diritto e processi decisionali a rilevanza ambientale Telefono Mobile: 347 0935524 - e-mail: marco.grondacci@libero.it - sito : http://www.amministrativo.it/Ambiente/c) promuovere la protezione dell’ambiente marino, in particolare della sua biodiversità, e l’usosostenibile delle risorse marittime e costiere e definire ulteriormente i limiti della sostenibilità delleattività umane che hanno un impatto sull’ambiente marino, in particolare nell’ambito della direttiva2008/56/CE (direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino), per il commento di questa vediquihttp://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1038&categoria=Mareper l’attuazione nel nostro paese di questa Direttiva vedi quihttp://www.amministrativo.it/Ambiente/osservatorio.php?num=1647&categoria=Mared) sostenere lo sviluppo e l’attuazione di strategie integrate dei bacini marittimi;e) migliorare e accrescere la cooperazione e il coordinamento esterni con riguardo agli obiettividella PMI, sulla base di una discussione approfondita nelle sedi internazionali. A tale riguardo siinvitano i paesi terzi a ratificare ed attuare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare(UNCLOS);f) sostenere la crescita economica, l’occupazione, l’innovazione e le nuove tecnologie nei settorimarittimi e nelle regioni costiere, insulari e ultraperiferiche dell’Unione.Per gli obiettivi operativi vedi articolo 3 del presente Regolamento.AZIONI AMMISSIBILIIl programma può concedere un sostegno finanziario per i seguenti tipi di azioni:a) progetti, compresi progetti pilota, studi, ricerche e programmi operativi di cooperazione, inclusi iprogrammi di istruzione, formazione professionale e riqualificazione;b) informazione del pubblico e condivisione di migliori pratiche, sensibilizzazione e relative attivitàdi comunicazione e divulgazione, inclusa l’organizzazione di campagne pubblicitarie ed eventi,nonché lo sviluppo e l’aggiornamento di siti web e delle pertinenti basi di dati e reti sociali;c) conferenze, seminari, workshop e forum delle parti interessate;d) condivisione, sorveglianza e visualizzazione e accesso pubblico di un esteso volume di dati,migliori pratiche e banche dati sui progetti regionali finanziati dall’Unione, se del caso tramite unsegretariato istituito per una o più di queste finalità, che faciliterà l’adozione di standard condivisi eomogenei per la raccolta e l’elaborazione dei dati;e) azioni relative a strumenti trasversali, inclusi i progetti pilota.TIPO DI INTERVENTO FINANZIARIOIl sostegno finanziario dell’Unione può assumere una delle seguenti forme giuridiche:a) sovvenzioni, con un tasso massimo di cofinanziamento dell’Unione per azione dell’80 %;b) contratti di appalto pubblico;c) accordi amministrativi con il Centro comune di ricerca.BENEFICIARIIl sostegno finanziario nell’ambito del programma può essere concesso, in via prioritaria, a personefisiche o a persone giuridiche disciplinate dal diritto pubblico o privato di ciascuno Stato membro odal diritto dell’Unione.RISORSE DI BILANCIOLa dotazione finanziaria per l’attuazione del programma è fissata a 40 000 000 EUR per il periodocompreso tra il 1/1/2011 e il 31/12/2013. 11

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