Il Consiglio di Stato ha stabilito che non è automatico il diniego per le attività insalubri nelle vicinanze delle abitazioni se l'imprenditore dimostra che non danneggiano la salute pubblica. La sentenza ha accolto il ricorso della società S.A.P.P.T. riguardante la concessione edilizia rilasciata per un'attività di rifinitura marmo, sostenendo che la distanza di 150 metri dalle abitazioni non è sempre necessaria, a seconda delle specifiche circostanze e delle cautele adottate. È stata riconosciuta la validità del parere favorevole dell'ASL sulla non pericolosità dell'attività insalubre in questione.