"Città Visibili" - Torino Smart Festival 2012                                                    Convegno internazionale  ...
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SGAP, come si è detto, è uno strumento gestionale capace di inciderepositivamente sulla qualità urbana - ma più specificat...
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4. SGAP e il Piano di Gestione dei siti UNESCOIl modello di gestione del paesaggio proposto da SGAP, presenta significativ...
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Sgap sistema di gestione ambiental-paesaggistico

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Sgap sistema di gestione ambiental-paesaggistico

  1. 1. "Città Visibili" - Torino Smart Festival 2012 Convegno internazionale NUTRIRSI DI PAESAGGIO Lingotto Fiere - 4 / 5 giugno 2012 Per una gestione SMART del territorio della Langhe: SGAP – Sistema di Gestione Ambiental-Paesaggistico Maria Quarta Architetto paesaggista – Socio AIAPP Via Moncalvo 29, 10125 Chieri (TO), tel. +390114324518 maria.quarta@archiworld.it1. PremessaIl tema proposto dal convegno - “nutrirsi di paesaggio” - evoca una serie diconcetti riassumibili in un indicatore sintetico: la qualità. Pensare al paesaggiocome nutrimento, del corpo e dell’anima, permette di focalizzare l’attenzione sulruolo delle politiche, degli strumenti e delle competenze necessarie per garantirela qualità del cibo, la qualità del paesaggio, la qualità della vita.Può l’Architetto del Paesaggio dare un contributo significativo a tutto questo? Seegli interpreta il suo ruolo, come indicato dalla International Federation ofLandscape Architects (IFLA), cioè ricercando e promuovendo metodi innovativiper ogni attività che riguardi il paesaggio, dalla pianificazione alla progettazione,alla realizzazione degli interventi ed alla gestione, è evidente come la risposta siaaffermativa.L’Architetto del Paesaggio, nella ricerca e sperimentazione di nuove modalità diazione, non può prescindere dal confronto e dall’integrazione del suo sapere conquello di altre figure professionali. Egli deve saper interpretare e tradurre inprogetto le esigenze espresse dalla comunità, deve fornire un supporto agliamministratori pubblici alle decisioni e proporre soluzioni efficaci per una correttapianificazione e gestione delle risorse territoriali, paesaggistiche ed ambientali.In un sistema complesso come quello attuale, il concetto di integrazione diventaimperativo. La necessità di perseguire uno sviluppo sostenibile impone unarevisione complessiva dei modi di pensare, dei metodi di lavoro e degli strumenti.Emerge con forza l’importanza di adottare un approccio integrato siaorizzontalmente - ovvero tra gli strumenti di pianificazione che riguardanoterritorio, paesaggio e ambiente - sia verticalmente, cioè lungo tutto il processo dianalisi, valutazione, pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione delle 1
  2. 2. risorse territoriali, paesaggistiche ed ambientali. Sperimentare nuovi metodi, inarmonia con quanto indicato da IFLA, per mettere a sistema e integrare lediverse fasi dei processi di trasformazione antropica: dalla fase di condivisionedelle strategie con tutti i soggetti interessati a quella della traduzione delle sceltein piani, programmi e progetti, alla realizzazione degli stessi, alla gestione emanutenzione delle opere realizzate, nonché alla gestione sistemica dell’interoprocesso.Una sperimentazione che tenta di armonizzare in un nuovo strumento i concettidi integrazione sopraindicati – questo è il progetto che qui si intende presentare –è stata compiuta da chi scrive insieme a Riccardo Beltramo, che nel 2004 hannoideato il Sistema di Gestione Ambiental-Paesaggistico (SGAP)1, progettato perl’Unione dei Comuni delle Colline di Langa e Barolo. Un territorio particolarmenteinteressante per le sue connotazioni e per la presenza di pregevoli paesaggiviticoli, candidato a diventare patrimonio dell’umanità. Il progetto SGAP proponeuna combinazione tra strumenti di governo che finora sono stati lontani tra loro: lapianificazione urbanistica e paesaggistica e la certificazione di qualità attraverso ipercorsi EMAS. Il progetto SGAP rappresenta una proposta metodologica perl’integrazione del Sistema di Gestione Ambientale e Audit (EMAS) con laConvenzione Europea del Paesaggio (CEP), nonché l’integrazione sistemicadelle attività di analisi e valutazione del paesaggio con le attività di pianificazionee di gestione del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.2. SGAP: uno strumento per la gestione integrata di paesaggio, ambiente eterritorio in rapporto al nuovo paradigma SMARTUn nuovo modello di riferimento, rappresentabile col termine “SMART”, si stafacendo largo, nelle politiche come nelle ricerche scientifiche. Riferitoinizialmente alle città, Smart Cities, si sta arricchendo di significati, sintetizzabilinel concetto di “gestione intelligente” del territorio. Con il termine smart siintende, infatti, un insieme coordinato di interventi che mirano a rendere la cittàed il territorio più sostenibile. Sostenibilità intesa nella qualità dei servizi urbani,del paesaggio, delle politiche e degli strumenti che governano le trasformazioni1 Il progetto di ricerca per la realizzazione e certificazione di un Sistema di Gestione Ambiental-Pesaggistico perl’Unione dei Comuni Colline di Langa e Barolo è stato co-ideato da Riccardo Beltramo e Maria Quarta erealizzato dal Dipartimento di Scienze Merceologiche dell’Università di Torino. La ricerca ha preso avvio nel2005 con un finanziamento della Regione Piemonte, Assessorato Ambiente (che lo ha assunto come progettopilota, finalizzato a diffondere l’applicazione del Regolamento EMAS nella P.A.) ed ha concluso il suo iterprogettuale nel giugno 2009 con la definizione delle Linee Guida per la realizzazione del Sistema di GestioneAmbiental-Pesaggistico e con la pubblicazione del libro “SGAP - Sistema di Gestione Ambiental-Pesaggistico:una metodologia per la gestione integrata dell’ambiente e del paesaggio”, a cura di Aracne, nel 2011.Si veda anche: R. Beltramo, M. Quarta, “SGAP - Sistema di Gestione Ambiental-Pesaggistico: aspettiintroduttivi e impostazione metodologica”, in: Rivista della Associazione Analisti Ambientali - ValutazioneAmbientale n. 12 -Edicom Edizioni, Luglio-Dicembre 2007. 2
  3. 3. territoriali e, più in generale, nella qualità della vita. Ci si chiede quanto lePubbliche Amministrazioni ed i governi locali possano fare nella programmazionestrategica, nella gestione delle risorse e nelle scelte operative per far diventare“più intelligenti” le città ed i territori.Le città del mondo, per essere più sostenibili dal punto di vista ambientale equindi più vivibili, devono affrontare oggi una serie di sfide che riguardanol’agricoltura, la produzione alimentare, le fonti energetiche, la mobilità. Temi chenon possono essere considerati a compartimenti stagni ma devono essere trattatiin maniera integrata e sistemica, acquisendo una nuova prospettivainterdisciplinare. Ed a questa logica risponde SGAP, il Sistema di GestioneAmbiental-Paesaggistico che si propone come strumento smart a disposizione diAmministrazioni Pubbliche che intendono attuare politiche e processi digovernance orientati allo sviluppo sostenibile. SGAP ha una smarticitàintrinseca; le sue caratteristiche incontrano, infatti, i criteri “SMART”, come sievince dalla schema indicato nella figura 1. Figura 1. Caratteristiche obiettivi Figura 2. SGAP: uno strumento di SMART e obiettivi SGAP SMART governanceInoltre, il suffisso smart attribuito a SGAP sta ad indicare “intelligenza”, intesacome capacità di progettazione sistemica, di integrazione in un’unica cornice ditanti aspetti che fino ad oggi erano stati affrontati separatamente. SGAPrappresenta il “collante” per tematiche diverse, inglobate e integrate in unSistema che garantisce il controllo e la riduzione degli impatti, diretti e indiretti,derivanti dalle attività di pianificazione e gestione del territorio, cheun’Amministrazione Pubblica utilizza per attuare le proprie politiche. SGAP èanche uno strumento di governance perché prevede azioni di comunicazione ecoinvolgimento degli stakeholder e dei cittadini per definire politiche più vicine ailoro bisogni ed allo sviluppo sostenibile.L’Unione Europea attribuisce al termine smart city la capacità di inciderepositivamente sulla qualità urbana secondo una valutazione basata su parametrieconomici, sociali, culturali, ambientali e gestionali. 3
  4. 4. SGAP, come si è detto, è uno strumento gestionale capace di inciderepositivamente sulla qualità urbana - ma più specificatamente sulla qualità delterritorio, del paesaggio e dell’ambiente - e sulla qualità della vita in generale,secondo i parametri illustrati nello schema della figura 2.3. SGAP: un focus sul paesaggioIl paesaggio all’interno di SGAP trova spazio in ognuna delle fasi che caratterizzal’operato di un’Amministrazione che svolga funzioni di governo del territorio: nellafase di pianificazione, di analisi e valutazione, come in quella di gestione econtrollo delle trasformazioni territoriali e paesaggistiche. Trova spazio anchenella rappresentazione della percezione che le comunità locali esprimono sui loropaesaggi, in ossequio alla Convenzione Europea del Paesaggio (CEP).L’integrazione del Regolamento EMAS (che disciplina i Sistemi di GestioneAmbientale) con la CEP si esprime attraverso l’implementazione nello SGAP ditutti i concetti enunciati dalla CEP. Essi costituiscono il riferimento principale siaper quanto riguarda il concetto di paesaggio - esteso all’intero territorio (alle partiche presentano valori eccezionali, a quelle ordinarie e a quelle degradate) comepercepito dalla popolazione - sia per le definizioni di pianificazione e di gestionedel paesaggio sia, infine, per le azioni di sensibilizzazione e di formazione cheintorno al paesaggio la CEP richiede di attivare.A partire, quindi, dalla fase di pianificazione, SGAP prevede l’analisi e lavalutazione degli strumenti urbanistici vigenti, finalizzata ad evidenziare il gradodi incidenza delle norme sulla qualità del paesaggio. L’obiettivo è quello dimettere in luce gli eventuali impatti negativi che le norme, pensateessenzialmente per governare le trasformazioni del territorio, generano anche sulpaesaggio e di individuare un percorso di miglioramento.Per l’analisi dei piani, generalmente strutturati in maniera differente, si è adottatoun metodo di lettura finalizzato alla restituzione di informazioni omogenee econfrontabili: sono state individuate 5 aree tematiche: centro storico, areeresidenziali (esistenti, di completamento e di nuova espansione), aree agricole(nuclei rurali, residenze rurali, capannoni e aree a coltivo), aree destinate adinsediamenti produttivi ed aree a salvaguardia ambientale. Per ciascuna di esseè stato individuato un set di indicatori ai quali attribuire un punteggio, che riflette ilgrado di attenzione riservato dal PRG all’indicatore specifico. L’esito dell’analisi èrappresentato da una valutazione relativa alle singole aree tematiche e da unavalutazione complessiva dello strumento, riferita all’intero territorio comunale.L’analisi e la valutazione degli strumenti urbanistici consente alle AmministrazioniPubbliche (che, dotandosi di SGAP, hanno scelto di attuare politiche orientateallo sviluppo sostenibile) di avere costantemente un quadro chiaro sugli effettidelle politiche territoriali attuate mediante tali strumenti e fornisce indicazioni utili 4
  5. 5. all’introduzione di meccanismi correttivi, laddove le scelte adottate si rivelinoinadeguate a sostenere una buona qualità del paesaggio.La valutazione delle norme urbanistiche è accompagnata da una valutazionedella qualità visiva del paesaggio. La metodologia proposta valuta le proprietàsceniche del paesaggio sia in chiave estetico-formale sia in chiave percettiva,attraverso il coinvolgimento e la condivisione con la popolazione. L’analisi tiene inconto gli aspetti storico-testimoniali, culturali e naturalistici e la percezione visiva.Costituiscono un importante riferimento il metodo di valutazione utilizzato dalBureau of Land Management2 (BLM) e la Norma UNI 11109:2004, i quali sonostati sottoposti ad aggiustamenti e tarature per rendere la valutazionemaggiormente aderente al contesto locale.Questo metodo di valutazione prevede la ripartizione del territorio in unità dipaesaggio e l’attribuzione di valori per ciascuna di queste secondo le componenticonsiderate determinanti. Un primo adattamento della metodologia BLM hariguardato le modalità di scelta delle unità di paesaggio: la perimetrazione è stataeffettuata seguendo sia il criterio morfologico (confini naturali come corsi d’acqua,curve di livello, ecc.) e/o dei segni antropici dell’organizzazione territoriale(strade, delimitazioni varie) – tipico delle modalità di perimetrazione utilizzatenella pianificazione – sia riferendo le unità agli ambiti in cui è stato suddiviso ilterritorio comunale nell’analisi dei PRG. È stata cioè utilizzata la stessasuddivisione in centro storico, aree residenziali di secondo impianto, areeproduttive, aree agricole e aree di pregio ambientale, al fine di poter effettuare unconfronto, sovrapponendo la valutazione della qualità visiva del paesaggio con lavalutazione delle norme urbanistiche per le singole unità di paesaggio.Gli aspetti legati alla percezione sociale completano le fasi di analisi evalutazione del paesaggio previste da SGAP. Si procede con l’individuazione deisoggetti da intervistare (opinion leader, stakeholder, scuole…) ai quali vengonosomministrati dei questionari, finalizzati a rilevare la loro percezione delpaesaggio. Dalla valutazione delle risposte emerge sia il grado di riconoscimentodegli intervistati nei valori identitari che il paesaggio esprime nelle sue diverseconnotazioni, sia la manifestazione della esigenza di tutela o di valorizzazione dialcuni elementi o tipologie di paesaggi, nonché di recupero dei paesaggidegradati. Si prevedono momenti di confronto per una condivisione ampia delleinterpretazioni della popolazione attraverso l’organizzazione di eventi ed attivitàche favoriscano la sensibilizzazione, la formazione e la diffusione della culturadel paesaggio tra i cittadini, gli amministratori ed i professionisti.2 U.S. BUREAU OF LAND MANAGEMENT (1980), in G. GHISOTTI, S. BRUSCHI, Valutare l’ambiente. Guida agli studi diimpatto ambientale, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1990. 5
  6. 6. 4. SGAP e il Piano di Gestione dei siti UNESCOIl modello di gestione del paesaggio proposto da SGAP, presenta significativeanalogie con il modello di Piano di Gestione che il MIBAC richiede per i sitiUNESCO.Entrambi i modelli prevedono un’analisi integrata dello stato dei luoghi,l’identificazione degli obiettivi raggiungibili e le possibili strategie, la valutazionedegli impatti sul sistema locale, la scelta di piani di azione per conseguire itraguardi prefissati, le modalità di attuazione e la verifica del conseguimento degliobiettivi tramite una serie di indicatori che attuano il monitoraggio sistematico deirisultati nel tempo.Sia SGAP sia il Piano di Gestione per i siti UNESCO sono strumenti strategici edoperativi perché, da un lato, individuano gli obiettivi di breve e lungo periodo, edall’altro, le strategie e le azioni che si intendono mettere in campo perperseguirli. Infine, entrambi i modelli incorporano un insieme flessibile di regoleoperative, di procedure e di idee progettuali e sono in grado di evolvere e direcepire aggiornamenti e modificazioni con il cambiare delle circostanze el’evoluzione dell’ambiente al quale si rivolge.Il modello di gestione proposto da SGAP si differenzia da quello UNESCO nelcampo di applicazione: il Piano di Gestione pei i siti UNESCO esercita la suaazione su una parte limitata di territorio, quello comprendente il sito daconservare e valorizzare, SGAP estende il suo campo di attività all’interoterritorio, nelle sue parti di eccezionale valore ed in quelle ordinarie e degradate,come vuole la CEP.SGAP, come si è detto, è stato progettato per l’Unione dei Comuni Colline diLanga e Barolo. L’ideazione è avvenuta nel 2004 e i lavori di progettazione sonostati avviati nel 2005, ancor prima della proposta di candidatura UNESCO de “Ipaesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Monferrato e Roero”, a dimostrazionedell’importanza riconosciuta dagli amministratori dell’Unione dei Comuni ditutelare e valorizzare un patrimonio storico-culturale e paesaggistico di notevolepregio attraverso uno strumento innovativo, orientato allo sviluppo sostenibile,capace di gestire con rigore e sistematicità tutto il territorio e le componentiambientali e paesaggistiche in maniera non episodica ma nella loro globalità. 6

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