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Ecommerce: Sfida Soltanto Digitale? 
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LA COMMISTIONE TRA NEGOZIO 
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Ecommerce: Sfida soltanto Digitale?

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In un contesto di piccole e medie aziende italiane poco strutturate per gestire le nuove sfide dell’economia digitale, parlare di ecommerce potrebbe sembrare difficile.
La verità è che dobbiamo recuperare tempo e terreno perduto rispetto ai competitor europei e mondiali. Ma non tutto il quadro è negativo: ci sono spazi di sereno per l’immediato futuro.
Ciò è stato affermato da Alessandro De Marco (coordinatore Area Marketing/Comunicazione di Linkness) durante un interessante seminario tenuto lo scorso mese presso Villa Ottoboni a Padova all’interno dell’evento “Business Innovation Hub”.

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Ecommerce: Sfida soltanto Digitale?

  1. 1. Ecommerce: Sfida Soltanto Digitale? carlomazzocco.com /2014/10/16/ecommerce-sfida-soltanto-digitale/ In un contesto di piccole e medie aziende italiane poco strutturate per gestire le nuove sfide dell’economia digitale, parlare di ecommerce potrebbe sembrare difficile. La verità è che dobbiamo recuperare tempo e terreno perduto rispetto ai competitor europei e mondiali. Ma non tutto il quadro è negativo: ci sono spazi di sereno per l’immediato futuro. Ciò è stato affermato da Alessandro De Marco (coordinatore Area Marketing/Comunicazione di Linkness) durante un interessante seminario tenuto lo scorso mese presso Villa Ottoboni a Padova all’interno dell’evento “Business Innovation Hub”.
  2. 2. ECOMMERCE: UNA SFIDA CULTURALE La presentazione di Alessandro inizia con alcuni interessanti dati sullo stato dell’ecommerce a livello mondiale: Più 20% rispetto all’anno scorso grazie all’apporto fondamentale dei Paesi asiatici 1500 miliardi di dollari di valore (soprattutto grazie ad India e Cina) Aumento parallelo della frequenza d’acquisto E l’Italia come si difende? 3 miliardi nel 2013 soprattutto grazie a leva di prezzo aggressiva Più 6% rispetto al 2012 Grande importanza dei device mobile (smartphone e tablet)
  3. 3. Ma come sono ripartiti i fatturati? Quali sono i settori e le aziende per i quali l’uso dell’ecommerce è o rappresenterà un fattore di vantaggio competitivo? 54% per entertainment e gioco online Turismo 27% 3% centri commerciali 2% di alimentare, in crescita Questi sono invece in numeri della ripartizione degli investimenti per il 2014: 35% in marketing e promozione 21% per l’ottimizzazione della user esperience 11% mobile 3 % customer care e logistica Lo sviluppo di app rimane forte e supera addirittura la quota dì investimenti per la promozione via mobile.
  4. 4. LA COMMISTIONE TRA NEGOZIO DIGITALE E PUNTO VENDITA Online ed offline non dovrebbero più essere considerati come “mondi” separati: la customer experience può svilupparsi e rafforzarsi su entrambi i lati della medaglia. Un interessante esempio è quello di Mango, che vende solamente online parte della sua collezione di abiti, spesso in anticipo rispetto a quello che si può trovare nei suoi punti vendita fisici! LE PRINCIPALI PROBLEMATICHE La promozione online del brand è un’attività percepita ancora come insoddisfacente (conversion rate medio dell’1.9%). Il 25% dei negozi ecommerce non indaga sui motivi delle mancate conversioni. Il problema è soprattutto la non chiarezza sulle conseguenze delle azioni che il potenziale cliente effettua sull’ecommerce (“cosa succede dopo che ho premuto questo bottone?”). Non bisogna mai essere ambigui e utilizzare delle call to action trasparenti anche per l’utente medio. TREND PROMOZIONALI, CONVERSIONI E FONTI DI TRAFFICO Ecco alcune percentuali di ripartizione della spesa sugli strumenti per la promozione degli ecommerce: 28% in keyword advertising 14% SEO 15% email marketing 15% social media 11% comparatori di prezzo 4% affiliazioni 2% stampa radio e TV Quali sono invece le strategie di conversione più utilizzate? 63% flash sales 49% spedizione gratis con soglia di spesa minima 47% buoni e voucher 44% ottimizzazione layout grafico 22% spese di spedizione gratuite
  5. 5. Vediamo infine quali sono le fonti di traffico migliori in termini di conversione: Traffico organico 53% Paied advertising 37% Email marketing 34% Comparatori 20% Facebook 11% Display advertising 6% Blog 5% Un dato che fa riflettere: Twitter e Pinterest oggi, in Italia, portano ZERO conversioni secondo le aziende che utilizzano l’ecommerce. Cosa ancora più grave: ben il 57% dei player italiani non sfrutta i mercati esteri : solo il 22% ha un sito multilingua, 17% sono multinazionali e il 4% vende grazie anche a sedi all’estero. ESEMPI DA SEGUIRE Luisaviaroma Vendono online le collezioni che nel negozio fisico non sono ancora presenti! Velasca Producono scarpe di qualità italiane, personalizzabili, a metà prezzo. Si tratta di un’associazione di artigiani della Riviera del Brenta che hanno compiuto il grande “salto” e hanno deciso di vendere online i propri prodotti. I numeri, seppur ancora limitati, stanno iniziando a dar loro ragione: l’ecommerce è attivo da maggio 2013 e ha già portato circa 50.000 euro di fatturato.

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