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Luciano mariani Nuovi ambienti di apprendimento

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I nuovi contesti di apprendimento richiedono, da una parte, un esame attento delle potenzialita' e criticita' degli apprendimenti informali che avvengono fuori dalla classe, e dall'altra, una presa in carico delle alfabetizzazioni, multimediali e sociali, attivate dai nuovi mezzi di informazione e comunicazione.

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Luciano mariani Nuovi ambienti di apprendimento

  1. 1. Verso nuovi ambienti di apprendimento: la sfida della complessità Luciano Mariani Giornata Pedagogica lend – Mestre 20-4-2015
  2. 2. Quale apprendimento/insegnamento possono facilitare? Che cosa posso fare con le tecnologie?
  3. 3. “Molti sostengono che le TIC siano i propulsori di una rivoluzione nel sistema educativo … ciò potrebbe essere, ma non necessariamente, poiché le TIC possono essere usate per cambiare la situazione di apprendimento ma non la debbono necessariamente cambiare.” European Commission, Study on Innovative Learning Environments in School Education, 2004
  4. 4. … alla “morte per Powerpoint” dalla “morte per conferenza” …
  5. 5. “se le TIC sono usate per sostenere modi nuovi e innovativi di apprendimento ... il processo non ha nulla a che vedere con le TIC in quanto tali … il cambiamento è molto più intimamente connesso con lo stile di gestione, con gli atteggiamenti fra gli insegnanti, con l’aggiornamento degli insegnanti, con gli approcci pedagogici e con i nuovi stili di apprendimento.” (European Commission 2004)
  6. 6. “Le TIC sono spesso un catalizzatore del cambiamento, ma non determinano di per sé la direzione del cambiamento.” (European Commission 2004)
  7. 7. scuola famiglie – comunità - società classe compiti di apprendimento
  8. 8. compiti di apprendimento ambiente scuola famiglie – comunità - società
  9. 9. Le scuole non possono più considerarsi come “il perno centrale dell’apprendimento che sono state in passato …”. “…dobbiamo riconoscere che le scuole e le classi stanno diventando nodi in comunità di apprendimento collegate in rete”. Carroll 2000
  10. 10. Che cosa fanno i ragazzi, là fuori, in tutte le occasioni di apprendimento non-formale, informale, collaterale o incidentale?
  11. 11. Alcune considerazioni preliminari  non c’è una distinzione netta tra “nativi digitali” e “immigrati digitali”  le differenze individuali sono importanti  contano non tanto le tecnologie di cui dispongono i giovani quanto l’uso effettivo che essi ne fanno  i giovani non sono sempre a loro agio con gli usi innovativi delle tecnologie in classe  essi sono interessati non tanto alle tecnologie in sé quanto ai vantaggi che possono dare  è importante osservare ciò che fanno i ragazzi e ascoltare ciò che hanno da dire (OECD 2012)
  12. 12. Quali saperi e quali saper fare maturano in ragazzi fuori della scuola? Come questo condiziona le loro aspettative e i loro comportamenti quando entrano in classe?
  13. 13. “hanging out” – “ciondolare, girovagare”: frequentare luoghi spesso virtuali in cui si è costantemente connessi con i propri pari  verso nuove norme sociali e nuove forme di alfabetizzazione mediatica  “messing around” – “smanettare, armeggiare”: esplorare i contenuti e le forme delle tecnologie comportamenti spesso auto-diretti per la creazione e la condivisione di prodotti multimediali  “geeking out” – “buttarsi fuori”: navigare attraverso particolari settori di conoscenza, partecipare in comunità avere accesso e produrre conoscenza per contribuire a reti in un contesto di reciprocità basata sui pari Tre categorie generali di comportamenti dei teenager fuori della scuola:
  14. 14. Con quali tipi di conoscenza, con quali processi di apprendimento, con quali stili cognitivi dobbiamo confrontarci oggi?  la conoscenza è stata definita come diffusa, liquida, e l’intelligenza che la produce come intelligenza distribuita e collettiva  le pratiche di elaborazione di questa conoscenza sono collaborative e cooperative  i comportamenti in rete dimostrano spesso un impegno attivo, intenzionale e personalizzato
  15. 15. Con quali tipi di conoscenza, con quali processi di apprendimento, con quali stili cognitivi dobbiamo confrontarci oggi?  le informazioni non sono solo ricevute passivamente, ma vengono continuamente manipolate i compiti in rete sono contestualizzati nel mondo reale  scopi reali per pubblici reali  si tratta di attività di ricerca, sperimentazione, esplorazione – si procede per tentativi ed errori, con stili di lavoro e di apprendimento non lineari, non sistematici, non sequenziali
  16. 16. multitasking come “parziale attenzione continua” Homo zappiens …?
  17. 17. Con quali tipi di conoscenza, con quali processi di apprendimento, con quali stili cognitivi dobbiamo confrontarci oggi?  il feedback che si riceve dalla rete su quanto prodotto non è giudicante ma piuttosto centrato sui contenuti e sulla loro rilevanza per la comunità  questo feedback è generalmente immediato, non differito nel tempo
  18. 18.  una persistenza di principi e valori pedagogici … “La “conoscenza”, nel senso dell’informazione, significa il capitale di lavoro, le risorse indispensabili di ulteriore ricerca, di scoperta, di imparare cose nuove” (John Dewey, 1916)
  19. 19. “L’osservazione scientifica ha stabilito che l’educazione … è un processo naturale messo in atto spontaneamente dall’individuo umano, e si acquisisce non ascoltando parole ma attraverso le esperienze sull’ambiente”  una persistenza di principi e valori pedagogici … (Maria Montessori, 1920)
  20. 20.  una persistenza di principi e valori pedagogici … “Se dovessi ridurre tutta la psicologia dell’educazione a un solo principio, direi questo: Il fattore più importante che influenza l’apprendimento è ciò che il discente già conosce” David P. Ausubel, 1968
  21. 21. contano i diversi stili diapprendimento …  una persistenza di principi e valori pedagogici … l’apprendimento è finalizzato e contestuale … le conoscenze e le competenze debbono poter essere trasferite … il nuovo va integrato con il già noto … si impara in situazioni sociali … l’apprendimento non è lineare ma ricorsivo …
  22. 22. il come si impara oggi è fortemente condizionato dal che cosa c’è da imparare … ma anche dai nuovi mezzi a disposizione per imparare
  23. 23. Mezzi SMS, MMS, Whatsapp, Twitter … Podcast, iTunes, audio streaming, RSS … MySpace, Facebook, Ning … Powerpoint, Keynote, Wimba … GarageBand, iMovie … Google, Yahoo, Lycos … YouTube, blogs, Flickr, wikis, Google Docs … Lettori MP3, memorie flash, server, CD/DVD Funzioni o scopi Comunicare Ascoltare Trovare collegamenti Presentare Produrre testi (multimediali) Ricercare Condividere Immagazzinare
  24. 24. Verso nuove alfabetizzazioni …  attraverso un esplicito approccio metacognitivo  per rendere l’apprendimento più intenzionale  attraverso un processo di attribuzione di senso a quello che si fa “La generazione della rete può aver bisogno di essere incoraggiata a smettere di fare esperienze e a usare il tempo per riflettere” (Oblinger & Oblinger 2005)
  25. 25. visuali-multimediali e sociali “Troppi studenti, e troppi adulti, “leggono” Internet come se si trattasse di carta infilata in un cavo” November 2010 così come esiste una grammatica per testi esclusivamente verbali, esiste una grammatica, una sintassi, un’architettura per i testi multimediali Verso nuove alfabetizzazioni …
  26. 26.  un insieme di abilità sociali, di modi di interagire entro ampie comunità e non solo di abilità individuali da utilizzare per l’espressione personale  per condividere conoscenza utilizzando un’intelligenza collettiva, per capire prospettive multiple, per negoziare le differenze …  ascoltare in modo attivo, affrontare conflitti, ricercare compromessi, trovare mediazioni …  … un’estensione della competenza comunicativa interculturale Verso nuove alfabetizzazioni … visuali-multimediali e sociali
  27. 27. “La lettura e la scrittura online sono così intimamente connesse che non è possibile separarle; leggiamo online come autori e scriviamo online come lettori” … “A causa delle aspettative di lettura attiva e partecipata all’interno delle nostre reti online, siamo costretti a sperimentare che cosa significa leggere con l’intento di condividere e che cosa significa pubblicare non come attività fine a se stessa ma come l’inizio di una conversazione continua e distribuita” (Bellanca e Brandt, eds., 2010) Verso nuove alfabetizzazioni … visuali-multimediali e sociali
  28. 28. www.fanfiction.net
  29. 29. Si tratta di sviluppare non solo e non tanto competenze tecniche, quanto operazioni cognitive e metacognitive “forti”: “Conta quali strumenti sono disponibili in una cultura, ma conta ancora di più ciò che quella cultura sceglie di fare con quegli strumenti” (European Commission 2004)
  30. 30. “Un interessante esercizio di progettazione strategica è di esprimere ciò che si vorrebbe veder succedere nel futuro invece di cercare di prevedere ciò che effettivamente accadrà” (European Commission 2004)
  31. 31. “A questo punto nella storia, le prime barriere al cambiamento delle prassi curricolari, pedagogiche e valutative, non sono di tipo concettuale, tecnico o economico, ma piuttosto di tipo psicologico, politico e culturale” (Dede 2010)
  32. 32. ma anche sapere che è possibile abitare questa complessità, come luogo da vivere e non solo come non-luogo da attraversare” (Boffo 2008) “Apprendere nel cambiamento … vuol dire avere presente la complessità …
  33. 33. “L'educazione dovrà sempre più … offrire simultaneamente le mappe di un mondo complesso in perenne agitazione … e la bussola che consenta agli individui di trovarvi la propria rotta” (J. Delors 1997)
  34. 34. “Bisogna apprendere a navigare in un oceano d’incertezze attraverso arcipelaghi di certezza” (Morin)
  35. 35.   Learning Paths Tante Vie Per Imparare   www.learningpaths.org  luciano.mariani@iol.it

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