Master Marketing Enti Non Profit Piepoli 7/8/9 Aprile 2010

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MASTER UNIVERSITARIO DI I°LIVELLO
“MARKETING INTELLIGENCE E TECNICHE DI MERCATO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Modulo 5 - Marketing
“Best Practices negli Enti Non Profit“
A cura di Vincenzo Giarmoleo

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Master Marketing Enti Non Profit Piepoli 7/8/9 Aprile 2010

  1. 1. Aprile 2010<br />Modulo 5 - Marketing<br /> “Best Practices negli Enti Non Profit“<br />A cura di Vincenzo Giarmoleo<br />MASTER UNIVERSITARIO DI I°LIVELLO<br />“MARKETING INTELLIGENCE E TECNICHE DI MERCATO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”<br />1<br />
  2. 2. Best Practices negli Enti Non Profit<br />L’avv. Vincenzo Giarmoleo è studioso dei problemi giuridici del non profit.<br />Ha pubblicato numerosi studi in Riviste specializzate del settore e, per CEDAM, il libro “Attività commerciale ed enti non-profit”. <br />E’ consigliere d’amministrazione, con delega al bilancio e agli affari legali, della Fondazione “Vincenzo Agnesi” - Museo Nazionale delle Paste Alimentari di Roma<br />
  3. 3. Best Practices negli Enti Non ProfitGiorno I<br /><ul><li>Il Corso sarà dedicato, nella prima giornata, alla conoscenza e all’approfondimento delle tipologie giuridiche non lucrative (enti non profit secondo il diritto civile), con cenni su alcune normative specialistiche (Onlus, Impresa sociale) e su alcuni casi esemplari di giurisprudenza da cui si evince l’evoluzione organizzativa degli istituti. Si parlerà del nuovo istituto della trasformazione eterogenea (da ente profit a ente non profit e viceversa)
  4. 4. L’esercitazione pratica, con questionario, verterà sulla assimilazione delle nozioni impartite e sulle differenze tra i vari tipi civilistici del non profit
  5. 5. Sarà passato in rassegna lo statuto di associazione Onlus</li></li></ul><li>Best Practices negli Enti Non ProfitGiorno II<br /><ul><li>Durante la seconda giornata saranno date le basilari nozioni di marketing sociale e si affronterà il tema del fundraising(tecniche di ricerca fondi).
  6. 6. L’esercitazione avrà per oggetto la progettazione di una campagna di raccolta fondi per una fondazione.</li></li></ul><li>Best Practices negli Enti Non ProfitGiorno III<br />La terza giornata di lezione sarà<br />dedicata al bilancio sociale e alla<br />Corporate Social Responsibility, <br />con analisi di casi reali e una<br />esercitazione con questionario<br />
  7. 7. Tipologie giuridiche ed elementi distintivi degli enti non profit<br />
  8. 8. Caratteristica essenziale dell’ente non profit:non distributionconstraint<br />Tipi giuridici del non profit:<br />Associazione (riconosciuta, non riconosciuta)<br />Fondazione (di erogazione, di impresa, holding, bancaria)<br />Comitato <br />Cooperativa sociale<br />Società (se impresa sociale)<br />Onlus <br />(tipo fiscale)<br />Ente di volontariato<br />Impresa sociale<br /><ul><li>Associazione
  9. 9. Fondazione
  10. 10. Comitato
  11. 11. Cooperativa sociale
  12. 12. Altri enti privati</li></ul> Libertà di forma <br />(solitamente associazione)<br /><ul><li> Enti privati del Libro I c.c.
  13. 13. Società del Libro V c.c.</li></li></ul><li>Alcuni esemplari casi di giurisprudenza <br />
  14. 14. Indice della Giurisprudenza<br />Tribunale<br />- Trib. Alba,25/3/2009<br />- Trib. Milano 17.6.1994 <br />- Trib. Pescara 30/6/2004<br /><ul><li>Trib. Udine 26/7/1988</li></ul>Corte d’Appello<br /><ul><li>App. Palermo 7/4/1989 </li></ul>Corte di Cassazione<br />- Cass. 7/3/1977 n.925<br />- Cass. Civ. Sez. Un. 9/10/2008 n. 24883<br />- Cass. Sez. Trib. 10/9/2009 n. 19486 <br />- Cass. Civ. 12/3/2007 n. 5746<br />- Cass. Civ. Sez. Lav. 2/8/2003 n. 11772<br />- Cass. Civ. 9/11/1979 n.5770<br />- Cass. Civ. Sez. Un. n. 1593/2009<br />Corte Giustizia CE<br />- Corte Giustizia 1/7/2008 causa C-49/07<br />- Corte Giustizia 10/1/2006 causa C-222/04<br /><ul><li>Corte Giustizia 17/2/1993 cause 159/91</li></ul> e 160/91<br />- Corte Giustizia 16/11/1995 causa 244/94<br />- Corte Giustizia 17/6/1997 causa 70/95<br />TAR<br /><ul><li>TAR Liguria Sez. II 23/12/2002 n. 1206
  15. 15. TAR Piemonte Sez. II 15/12/2001 n. 2427
  16. 16. TAR Marche 14/5/1999 n. 638
  17. 17. TAR Milano 12/1/1999 n. 108</li></ul>Consiglio di Stato<br /><ul><li>Cons. Stato 16/6/2009 n.3897
  18. 18. Cons. Stato VI n. 185/2008
  19. 19. Cons. Stato V n.1128/2009</li></li></ul><li> La trasformazione eterogenea<br />
  20. 20. La Trasformazione Eterogenea<br />art. 2500 septies c.c.<br />da:<br />società di capitali<br />(Spa, Srl, Sapa)<br />in:<br /><ul><li> consorzio</li></ul>- società consortile<br /><ul><li> cooperativa
  21. 21. comunione d’azienda</li></ul>- associazione non riconosciuta<br />- fondazione<br />art. 2500 octies c.c.<br />da :<br />- consorzio<br /> - società consortile<br /> - comunione d’azienda<br /> - associazione riconosciuta<br /> - fondazione<br />in :<br /><ul><li> Società per azioni
  22. 22. Società a respons. limitata
  23. 23. Società in accom. per azioni</li></li></ul><li>Indice delle Fonti Normative<br />COSTITUZIONE<br />Art. 2<br />Art. 3<br />Art. 18<br />Art. 39<br />Art. 45<br />Art. 49<br />Art. 53<br />Art. 118<br /> <br />CODICE CIVILE<br />Art. 12<br />Art. 14<br />Art. 16<br />Art. 25<br />Art. 27<br />Art. 28<br />Art. 36<br />Art. 37<br />Art. 38<br />Art. 39<br />Art. 40<br />Art. 41<br />Art. 42<br />Art. 1332<br />Art. 2498<br />Art. 2500<br />Art. 2500 septies<br />Art. 2500 octies<br />Art. 2500 novies<br />LEGGI SPECIALI<br />L. 11.8.1991 n.266 <br /> (leggequadrovolontariato)<br /> <br />D.LG. 4.12.1997 n.460 (decretoOnlus)<br /> <br />D.LG. 17.5.1999 n.153 (fondazionibancarie)<br />D.P.R. 10.2.2000 n.361<br /> (disciplinariconoscimento)<br /> <br />L.23.12.2000 N.388 + D.P.R. 24.5.2001 N.254 (fondazioniuniversitarie)<br /> <br />L. 13.6.2005 n.118 +D.LGS. 24/3/2006 n.155 (impresa sociale)<br />
  24. 24. ESERCITAZIONE:QUESTIONARIO<br />
  25. 25. ESAME DELLO STATUTODI UNA associazione onlus: Emergencyongonlus<br />
  26. 26. IL MARKETING SOCIALE<br />
  27. 27. Marketing degli Enti Non Profit<br />Marketing <br />non profit<br />Marketing <br />filantropico<br />Marketing <br />sociale<br />Marketing <br />pubblico<br />Le aree di studio inerenti il marketing non profit<br />
  28. 28. Cliente<br />Organizzazione <br />non profit<br />Beni o servizi<br />Pagamento<br />Donatore<br />Fra cliente e donatore si crea spesso una frattura<br />Doppio sistema delle organizzazioni non profit<br />
  29. 29. IL CAUSE RELATED MARKETING<br />E’ un’attività commerciale, in cui le imprese, le organizzazioni non profit o le cause di utilità sociale formano una partnership al fine di promuovere un’immagine, un prodotto o un servizio, traendone reciprocamente vantaggio. <br />Si differenzia dalle sponsorizzazioni poiché, a differenza di queste, ove predomina l’aspetto dell’immagine aziendale, il marketing sociale privilegia il rapporto commerciale legato al prodotto.<br />VANTAGGI:<br /><ul><li>- contribuisce ad elevare l’immagine aziendale;
  30. 30. - migliora l’atteggiamento dei consumatori verso l’azienda;
  31. 31. - aggiunge valore a quanto l’azienda fa nei confronti della comunità;
  32. 32. - è una valida leva di marketing.</li></li></ul><li>FORME DI CAUSE RELATED MARKETING<br /><ul><li>di transazione
  33. 33. di promozione
  34. 34. di licensing
  35. 35. di joint fundraising</li></li></ul><li>PRINCIPI DEL CAUSE RELATED MARKETING<br /><ul><li>Mutuo beneficio
  36. 36. Sincerità
  37. 37. Trasparenza
  38. 38. Integrità
  39. 39. Mutuo rispetto
  40. 40. Partnership</li></li></ul><li>CRM: ELEMENTI PER IL SUCCESSO<br /><ul><li>Pianificazione e preparazione
  41. 41. Negoziazione della partnership
  42. 42. Accordo formale
  43. 43. Gestione del programma
  44. 44. Comunicazione del programma
  45. 45. Monitoraggio, misurazione e valutazione del programma</li></li></ul><li>CRM: 10 BUONE REGOLE<br />1. obiettivi misurabili e condivisi da entrambi i partner<br />2. strategia definita e pianificazione accettata da entrambe le parti<br />3. designazione delle giuste persone dotate dei necessari poteri d’azione<br />4. numerosi punti di contatto stabiliti con l’organizzazione<br />5. rispetto della lettera d’accordo e/o contratto<br />6. giusto coinvolgimento dei clienti<br />7. giusto coinvolgimento dei dipendenti<br />8. giusto coinvolgimento delle strutture di vendita<br />9. definizione di un budget necessario per attivare la partnership<br />10. piano di comunicazione (interno e esterno) definito.<br />
  46. 46. IMMAGINE E REPUTAZIONE<br />somma di caratteristiche distintive dell’organizzazione, legata alla capacità di gestire nel breve termine le percezioni dei suoi interlocutori<br />IMMAGINE<br />integrazione dell’immagine con gli effettivi comportamenti dell’azienda; <br />fa parte integrante dell’identità dell’organizzazione e appartiene a una logica di gestione a lungo termine<br />REPUTAZIONE<br />
  47. 47. STRATEGIA DI COMUNICAZIONE<br />Analisi dello scenario<br />Definizione degli obiettivi<br />Analisi dei pubblici di riferimento (segmentazione)<br />Definizione del contenuto della comunicazione<br />Scelta degli strumenti e dei canali <br />Definizione dei tempi e delle risorse<br />Misurazione dei risultati<br />
  48. 48. IL FUND RAISING: TECNICHE DI RACCOLTA FONDI<br />
  49. 49. Strumento raccolta A<br />Oneri/Proventi = X<br />Strumento raccolta B<br />Oneri/Proventi =Y<br />Tot Oneri/Tot Proventi <br />= Indice di efficienza <br />della raccolta fondi<br />Strumento raccolta C<br />Oneri/Proventi =Z<br />Efficienza relativa degli strumenti di raccolta fondi<br />
  50. 50. CANALI DI COMUNICAZIONE (COMMUNICATION MIX)<br /><ul><li>Impersonale
  51. 51. giornali
  52. 52. televisione
  53. 53. radio
  54. 54. affissioni
  55. 55. fiere e manifestazioni
  56. 56. Internet
  57. 57. prodottieditoriali (house organ, newsletter)
  58. 58. Immagine istituzionale
  59. 59. Eventi speciali
  60. 60. Oggetti promozionali
  61. 61. Personale
  62. 62. contattopersonale
  63. 63. direct-mail
  64. 64. telemarketing
  65. 65. passaparola</li></li></ul><li>MAILING: esempio lettera A<br />28<br />
  66. 66. MAILING: esempio lettera B<br />29<br />
  67. 67. ESERCITAZIONE: IDEARE E REALIZZARE UNA RACCOLTA FONDI<br />
  68. 68. IL BILANCIO SOCIALE<br />
  69. 69. Risorse<br />Attività<br />Scopo<br />Valori <br />Strategie<br />Risultati<br />(Output - Effetti positivi)<br />il bilancio sociale è parte ma anche strumento di questo processo<br />
  70. 70.
  71. 71.
  72. 72. MODELLO GBS<br />Parte I<br /><ul><li>Obiettivi del Bilancio Sociale
  73. 73. Principi di redazione</li></ul>Parte II<br /><ul><li> Identità aziendale
  74. 74. Produzione e distribuzione del valore aggiunto
  75. 75. Relazione sociale</li></ul>Parte III - APPENDICE<br /><ul><li> Informazioni per la determinazione </li></ul>del valore aggiunto<br /><ul><li> Schemi di traslazione dal conto economico</li></ul>di esercizio ai prospetti del valore aggiunto<br />
  76. 76. Bilancio Sociale: il modello AA1000<br />INCLUSIVITA’<br />AMBITO E NATURA<br /> DEL PROCESSO<br />GESTIONE DEL DOCUMENTO <br />SU BASE CONTINUATIVA<br />SIGNIFICATIVITA’<br />DELLE INFORMAZIONI<br />VERIFICA ESTERNA<br />DELLA QUALITA’<br />INTEGRAZIONE <br />NEI SISTEMI<br />DI GESTIONE<br />COMPLETEZZA<br />RILEVANZA<br />ACCESSIBILITA’<br />MIGLIORAMENTO<br />CONTINUO<br />REGOLARITA’ <br />E TEMPESTIVITA’<br />QUALITA’ <br />DELLA<br />INFORMAZIONE<br />
  77. 77. CARATTERISTICHE PRINCIPALI:<br /><ul><li>Standard di processo:
  78. 78. Approccio multi stakeholder
  79. 79. Valenza sia interna che esterna
  80. 80. Coinvolgimento degli stakeholder
  81. 81. Forte integrazione con i sistemi gestionali d’impresa</li></ul>Pianificazione<br />Raccolta di informazioni<br />Verifica e comunicazione<br />Integrazione nei sistemi<br />Coinvolgimento degli stakeholder<br />Il principio fondamentale è “rendere conto” <br />ACCOUNTABILITY 1000 (AA 1000)<br />
  82. 82. Bilancio Sociale: Proposta del CNDC<br />
  83. 83. Il ciclo del bilancio sociale<br />6: Miglioramento<br />INIZIO CICLO SUCCESSIVO<br />1: Preparazione e programmazione<br />5: Comunicazione<br />2: Analisi e modellizzazione<br />4: Redazione <br />e Validazione<br />3: Raccolta <br />dei dati<br />
  84. 84. PROCESSO DI REALIZZAZIONE<br />Linee Guida <br />Stesura del documento<br />Social Audit<br />Pubblicazione <br />
  85. 85. Destinatari del Valore aggiunto<br />
  86. 86. 6. Conferire potere<br />Stakeholder<br />Azienda <br />5. Collaborare<br />Stakeholder<br />Azienda <br />4. Coinvolgere<br />Stakeholder<br />Azienda <br />3. Consultare<br />Stakeholder<br />Azienda <br />2. Informare<br />Stakeholder<br />Azienda <br />1. Monitorare<br />COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER<br />TIPO DI<br />COMUNICAZIONE<br />LIVELLI DI COINVOLGIMENTO<br />
  87. 87. MEZZI DI COMUNICAZIONE<br />I contenuti del bilancio sociale si prestano a diverse formulazioni, ciascuna diretta a pubblici specifici:<br /><ul><li>pubblicazione/libro
  88. 88. pubblicazione/rivista
  89. 89. sintesi
  90. 90. manifesto
  91. 91. cd-rom
  92. 92. pagina web
  93. 93. altro </li></li></ul><li>FundRaising<br />ONP<br />Responsabilità sociale di impresa<br />Comunicazione (Bilancio) sociale<br />Baricentro delle organizzazioni non profit<br />
  94. 94. LA CSR:CORPORATE SOCIALRESPONSIBILITY<br />
  95. 95. L’IMPRESA SOCIALMENTE RESPONSABILE<br />“In linea generale, un’impresa può essere considerata socialmente responsabile quando si fa carico degli effetti che il suo comportamento produce nei confronti di tutti gli stakeholders”<br />(F. Vermiglio, 2003) <br />
  96. 96. L’IMPRESA SOCIALMENTE RESPONSABILE<br />“Il successo globale di un’impresa è in larga misura un bene pubblico, da cui scaturiscono beni collettivi cui tutti contribuiscono, che non possono essere suddivisi in pezzetti, ciascuno composto dalla ricompensa specifica di ogni persona, commisurata al contributo proprio di quella persona. <br /> E’ esattamente in questa connessione che motivazioni diverse dall’interesse egoistico assumono un ruolo fondamentale per la produttività.” <br />(AmartyaSen, 1994) <br />
  97. 97. I TRE “FILONI” DEGLI ANNI 80 <br />Stakeholder<br />Theory<br />Business<br />Ethics<br />Corporate Social<br />Performance<br />individua<br />i beneficiari <br />e i meccanismi <br />che l’impresa utilizza <br />per ottenere o perdere <br />la sua legittimazione sociale<br />indaga la sfera etica delle imprese analizzando fini <br />norme e principi <br />che ne orientano<br />la condotta<br />introduce e definisce<br />il concetto <br />di performance relativa <br />al comportamento socialmente responsabile<br />
  98. 98. GRUPPI CON INTERESSI SPECIFICI<br />GOVERNO<br />MEDIA<br />Stakeholder<br />secondari<br />PROPRIETARI<br />INVESTITORI<br />Stakeholder<br />primari<br />CLIENTI<br />FORNITORI<br />IMPRESA<br />DIPENDENTI<br />ASSOCIAZIONI<br />COMUNITA’<br />SINDACATI<br />STAKEHOLDERS THEORY<br />
  99. 99. SOCIAL STATEMENT<br />SCHEDA ANAGRAFICA<br />SET DI INDICATORI<br />+<br />=<br />Progetto Csr-Sc: IL SOCIAL STATEMENT<br />“Il Social Statement è uno strumento volontario, pensato in primo luogo per guidare le imprese nell’attività di rendicontazione delle proprie prestazioni sociali, standardizzando la modalità di rilevazione e presentazione delle informazioni e favorendo forme di confronto e valutazione dei risultati ottenuti”<br /><ul><li>Autovalutazione delle performance di responsabilità sociale
  100. 100. Rendicontazione attraverso il Social Statement</li></li></ul><li>STAKEHOLDERS <br />INTERNI<br />STAKEHOLDERS <br />ESTERNI<br /><ul><li>Proprietari e azionisti
  101. 101. Sopravvivenza dell’azienda
  102. 102. Equo ritorno sull’investimento
  103. 103. Dipendenti e sindacati
  104. 104. Protezione del posto di lavoro
  105. 105. Giusta retribuzione
  106. 106. Corretto numero di ore
  107. 107. Formazione
  108. 108. Management
  109. 109. Fornitori
  110. 110. Protezione dall’abuso di posizione dominante
  111. 111. Protezione da contratti di reciprocità
  112. 112. Clienti
  113. 113. Qualità dei prodotti/servizi
  114. 114. Assistenza a costi ragionevoli
  115. 115. Consumatori e loro associazioni
  116. 116. Istituzioni pubbliche e comunità locali
  117. 117. Tutela ambientale
  118. 118. ONG e sindacati
  119. 119. Mass media</li></ul>STAKEHOLDERS INTERNI ED ESTERNI<br />
  120. 120. CSR RISORSE INTANGIBILI PERFORMANCE ECONOMICHE<br />ORGANIZZAZIONE<br />Comportamenti Esterni<br />Comportamenti Interni<br />Dimensione esterna<br />Coinvolgimento<br />Reputazione<br />Dimensione interna<br />Posizione di mercato<br />Prestazioni<br />PROFITTO<br />LA CONVENIENZA DELLA CSR<br />ETICA = PROFITTO<br />
  121. 121. CSR: Analisi delle Motivazioni<br />La RSI consiste essenzialmente nel preservare la riuscita economica e nel trarre vantaggi commerciali migliorando la reputazione dell’azienda e conquistando la fiducia degli stakeholder<br /><ul><li>I clienti vogliono un fornitore affidabile, che sia riconosciuto per la qualità dei prodotti e dei servizi che offre
  122. 122. I fornitori vogliono clienti fidelizzati, che ripetano gli acquisti nel tempo ed effettuino tempestivamente I pagamenti
  123. 123. La comunità, in cui l’azienda è inserita, vuole contare sul fatto che questa operi in maniera responsabile a livello sociale e ambientale
  124. 124. I dipendenti vogliono lavorare per un’azienda di cui essere fieri e che riconosca il contributo che essi le apportano</li></li></ul><li>CSR E REPUTAZIONE<br />La responsabilità sociale come fattore di reputazione<br />Attese<br />Le imprese devono farsi carico dei problemi della società: 60%<br />Le imprese devono rendere pubblico il loro modo di operare nei confronti degli stakeholder: 93%<br />Consumatori<br />Disponibilità<br />Cittadini pronti a pagare di più i prodotti di un’impresa socialmente responsabile: 62% <br />Fonte: Unioncamere 2006<br />
  125. 125. La comunicazione Sociale<br />Far sì che le persone conoscano ciò che si sta facendo nell’area della RSI significa fornire informazioni sui valori dell’azienda, nonché sui prodotti forniti. Comunicando la propria strategia di RSI si trasmette un esempio positivo alle altre imprese.<br />Benefici derivanti dalla comunicazione sociale:<br /><ul><li> livelli più elevati di soddisfazione del cliente
  126. 126. migliore reputazione del marchio e del prodotto
  127. 127. risorse umane maggiormente motivate e produttive
  128. 128. rapporti migliori con la comunità e gli enti pubblici locali
  129. 129. costi minori</li></ul>I mezzi di comunicazione comunemente usati oltre al Bilancio Sociale sono:<br /><ul><li> Etichette del prodotto
  130. 130. Confezioni di imballaggio
  131. 131. Comunicati stampa
  132. 132. Newsletter
  133. 133. Eventi
  134. 134. Poster
  135. 135. Brochure
  136. 136. Sito web
  137. 137. Pubblicità</li></ul>Cosa comunicare<br /><ul><li>MERCATO
  138. 138. POSTO DI LAVORO
  139. 139. COMUNITA’
  140. 140. AMBIENTE</li></ul>A chi comunicare<br /><ul><li>STAFF
  141. 141. COMUNITA’
  142. 142. STAMPA</li></li></ul><li>CSR<br />ISO 14001:2004<br />AMBIENTE<br />SA 8000:2001<br />OHSAS 18001:1999<br />QUALITA’<br />SALUTE <br />E SICUREZZA<br />ISO 9001:2000<br />SISTEMI CERTIFICABILI<br />
  143. 143. ampiezza del documento<br />IDEE GUIDA<br />CARTA DEI PRINCIPI<br />MANIFESTO AZIENDALE<br />CODICE DI<br />COMPORTAMENTO<br />SINTETICO<br />CODICE DI<br />COMPORTAMENTO<br />ANALITICO<br />1. Valori/principi<br />2. Linee guida<br />1.Valori/principi<br />1. Valori/principi<br />2. Linee guida<br />3. Norme di comportamento<br />I CODICI ETICI<br />Finalità<br />Favorire la diffusione all’interno dell’azienda di atteggiamenti/ comportamenti corretti<br />Sostenere lo sviluppo e il consolidamento di una cultura aziendale forte e coesa<br />Agevolare lo sviluppo dell’immagine aziendale presso i diversi interlocutori<br />
  144. 144. SOCIAL ACCOUNTABILITY 8000 (SA 8000)<br />Il principio fondamentale è la tutela dei diritti umani e dei lavoratori <br />CARATTERISTICHE PRINCIPALI:<br /><ul><li> Norma volontaria
  145. 145. Standard di processo e di contenuto
  146. 146. Riferito ai soli dipendenti e fornitori
  147. 147. Valenza sia interna che esterna
  148. 148. Verifica esterna
  149. 149. Forte integrazione con i sistemi gestionali d’impresa
  150. 150. Ampio campo di applicazione
  151. 151. Garanzia sulla catena dei fornitori/subappaltatori</li></ul>Caratteristica distintiva: attestazione di un organismo di certificazione esterno ed indipendente, come forma di garanzia esterna del rispetto dei requisiti sociali<br />
  152. 152. SA 8000: Vantaggi<br /><ul><li>Migliore credibilità e reputazione aziendale
  153. 153. Tutela del marchio
  154. 154. Maggiore fiducia da parte dei consumatori e delle organizzazioni sindacali
  155. 155. Miglioramento dei rapporti con le Istituzioni
  156. 156. Controllo dell’eticità e della correttezza sociale nella catena dei fornitori nuova partnership con i propri fornitori
  157. 157. Miglioramento del clima aziendale</li></li></ul><li>REGISTRAZIONE AMBIENTALE EMAS<br />“Eco Management and Audit System”<br />Sistema di gestione e di audit che si basa su un approccio volontario alla protezione dell’ambiente attraverso l’utilizzo degli strumenti del mercato <br />
  158. 158. AMBITI DELLA CSR <br />I QUATTRO “PILASTRI” DELLA COMMISSIONE EUROPEA<br /><ul><li>Comunità
  159. 159. Mercato
  160. 160. Risorse umane
  161. 161. Ambiente</li></ul>Fonte: Commissione Europea<br />
  162. 162. ACCREDITAMENTO PRESSO CLIENTI/ CONDIZIONE DI PARTECIPAZIONE<br /> A GARE<br />CREDIBILITÀ PER LO SVILUPPO DI PARTNERSHIP<br />ESTERNI<br />DETERRENTE<br />VERSO<br />TERZI<br />IMMAGINE AZIENDALE<br />SVILUPPO <br />CULTURA<br />DI GRUPPO<br /> INTEGRITA’ DEI COLLABORATORI/<br />PREVENZIONE ILLECITI AZIENDALI<br />INTERNI<br />CULTURA FORTE<br />(SENSO DI APPARTENENZA)<br />CONDIVISIONE CULTURA<br />INTEGRITÀ CONDOTTA<br />SINTESI DEGLI OBIETTIVI<br />
  163. 163. BUONE PRASSI<br />Investire nella responsabilità sociale per le imprese è sinonimo di INNOVARE<br /><ul><li>Risparmio energetico e limitazione degli impatti della propria attività come fattori di sviluppo e crescita
  164. 164. Trasparenza dei processi produttivi, informazione sull’attività dell’azienda destinate ai clienti
  165. 165. Coinvolgimento dei fornitori e deipartner di riferimento negli impegni in ambito di sostenibilità
  166. 166. Coinvolgimento di tutti gli stakeholderdi riferimento e impegno a favore della comunità come fattori di innovazione e miglioramento dell’immagine aziendale
  167. 167. Passione e motivazione (incentivare le persone)
  168. 168. Garantire riconducibilità dei meriti, valorizzare appieno le persone, soddisfare i bisogni attribuendo incarichi nel rispetto di capacità e valori</li></li></ul><li>LE 4 DIMENSIONI DELLA SOSTENIBILITA’<br /><ul><li>Sostenibilità economica
  169. 169. Sostenibilità del mercato
  170. 170. Sostenibilità sociale
  171. 171. Sostenibilità ambientale</li></li></ul><li>La Ricerca Unioncamere<br /><ul><li>Oltre il 60% dei consumatori è pronto a pagare di più per un prodotto di un’impresa socialmente responsabile
  172. 172. Circa il 65% dei consumatori ritiene che le imprese debbano farsi carico dei problemi della società
  173. 173. Oltre il 90% dei consumatori ritiene necessario che le imprese vengano obbligate a rendere pubblico il loro modo di operare nei confronti dei dipendenti, dell'ambiente e dei consumatori
  174. 174. I consumatori nutrono un alto livello di fiducia nei confronti delle PMI (oltre il 65%), mentre banche e multinazionali registrano valori molto più bassi (circa il 30%)
  175. 175. Essi sono attenti soprattutto ai comportamenti scorretti da parte delle imprese, in tema di sicurezza e diritti dei lavoratori (35%), ambiente (30%) e attività nel Terzo Mondo (29%)</li></li></ul><li>Campagne di CSR Coca Cola ed Eni<br />http://www.youtube.com/watch?v=95yCcJzDmxg<br />http://www.youtube.com/watch?v=M7gS2XqS3VM<br />
  176. 176. CSR: CASI DIIMPRESE<br />Callipo - dati anagrafici e strutturali<br />
  177. 177. CSR: CASI DIIMPRESE<br />Callipo – descrizione impegno CSR<br />Strumenti di <br />gestione <br />della CSR<br />L’azienda è dotata di sistemi di gestione della qualità, della sicurezza, sociale e ambientale<br />L’azienda compie azioni di CSR nei confronti di tutti gli stakeholderdi riferimento<br />Iniziative in <br />ambito CSR<br />Performance <br />economiche<br />L’azienda registra una crescita del fatturato continua e pari all’8% tra il 2005 e il 2006 <br />
  178. 178. CASI DI CSR<br />Il caso del Monte Paschi<br />Criticità su cui si è deciso di intervenire<br />Uso poco responsabile delle risorse idriche<br />Un utilizzo più efficiente e responsabile delle risorse idriche inverte il trend negativo che ha caratterizzato il nostro paese negli ultimi anni<br />
  179. 179. CASI DI CSR<br />Il caso del Monte Paschi<br />Il progetto: “Acqua preziosa liquidità”<br /><ul><li>Aumentare la consapevolezza e l’informazione della comunità circa l’utilizzo responsabile delle risorse idriche
  180. 180. Fornire informazioni pratiche che favoriscano un uso responsabile dell’acqua
  181. 181. Attuazione di programmi per il contenimento dei consumi</li></ul>Obiettivi<br />
  182. 182. CASI DI CSR<br />Il caso del Monte Paschi<br />Il progetto: “Acqua preziosa liquidità”<br /><ul><li>Coinvolgimento nel progetto di più di 10.000 persone
  183. 183. Forte e attiva partecipazione degli “attori locali” alle iniziative realizzate sul territorio
  184. 184. Adozione e consolidamento di pratiche di uso responsabile delle risorse idriche da parte dei diversi “attori locali”</li></ul>Risultati<br />
  185. 185. ESERCITAZIONE:questionario su bilancio sociale e csr<br />
  186. 186. BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA<br />LIBRI<br /><ul><li>“Attività commerciale ed enti non profit” di Vincenzo Giarmoleo, Cedam
  187. 187. “La responsabilità sociale delle imprese e gli orientamenti dei consumatori”, Unioncamere Centro Studi,FrancoAngeli
  188. 188. “Il bilancio sociale delle organizzazioni non profit”, di Colombo-Stiz , Ipsoa</li></ul>RIVISTE<br /><ul><li>“Enti Non Profit” di Ipsoa
  189. 189. “Terzo Settore” de il Sole 24 Ore</li>

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