E-tutor: una figura strategica per l’e-learning                                         Livia Petti                       ...
INDICE1   E-tutor: l’importanza dell’e-moderating nelle community ...........................................................
1 E-tutor: l’importanza dell’e-moderating nelle communityLa figura del tutor on line è legata al concetto di tutorship com...
2 Identità, funzioni e competenzePer definire in modo ottimale quali siano i ruoli e le funzioni del tutor nell’e-learnig,...
e-teacher: corrisponde al tutor disciplinare, persona esperta sui contenuti che si fa carico del         training del sogg...
Ruolo                                                                    animatore      collettore                        ...
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Ambito organizzativo, consiste in due attività:             o stabilire l’agenda, progettando le azioni di tutoraggio;    ...
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processi di collaborazione tra i membri del gruppo, sollecitando la loro iniziativa, la creatività, ilpensiero critico e i...
Che cosa può fare il tutor                  Peso del tutor sul     Peso del tutor sul     Peso del                        ...
•     Risolvere un conflitto allinterno        Basso                    Medio                       Alto      del gruppo• ...
Per comprendere quindi quali siano le caratteristiche peculiari del’e-moderator è bene illustrarebrevemente il modello che...
5. SviluppoNella quinta fase i corsisti che diventano consapevoli dell’apprendimento raggiunto attraverso letecnologie e l...
Il modello prevede quindi un accrescersi delle interazioni on line allinterno del gruppo e quindi undiversificarsi delle f...
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chiudere discussioni ormai concluse e aprirne di nuove.Gli studenti cominciano, a questo punto, a muoversi come autori e n...
interagire che per i docenti e i tutor. Si identificano varie cause che direttamente o indirettamentepossono portare a sit...
5.1      Limiti e rischi del tutor on lineIl tutor online è sottoposto ad un continuo rischio di sovraccarico e di affatic...
rispetto degli altri, della loro libertà e delle loro esigenze, norme quindi di buona educazionenell’interazione tra i sog...
badare al tono (rileggere sempre ciò che si è scritto, chiedendosi se è chiaro il tono del       messaggio che si vuole in...
BibliografiaANDERSON G.(1990) “Fundamentals of education research, ” The Falmer Press, London.ARDIZZONE P., MORONI S., SER...
MANTOVANI S. (a cura di), (1998) La ricerca sul campo in educazione. I metodi quantitativi,Bruno Mondadori, Milano.PALLOFF...
SALMON G. (2000), E-moderating. The key to teaching and learning online, Kogan Page,London-Sterling (VA)TURKLE S. (1995), ...
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16212758 etutor-una-figura-strategica-per-lelearning

  1. 1. E-tutor: una figura strategica per l’e-learning Livia Petti Dottorato “Società dell’informazione”RIASSUNTO/ABSTRACTIn questo paper ci proponiamo di presentare la figura delle-tutor e di analizzarla comefondamentale presenza strategica per l’e-learning, sia nelle community, che nei corsi on line.Le recenti innovazioni registrate nella didattica in rete hanno aperto nuove prospettive legate allacomunicazione attuata in contesti virtuali. Questa presenta dinamiche e caratteristiche proprie chesono in grado di determinare l’evento didattico, soprattutto quando gli studenti vengono chiamati incausa nelle pratiche partecipative e collaborative di impianto socio-costruttivista. In questi casi,infatti, l’evoluzione dell’apprendimento dipende maggiormente dal lavoro dello studente rispettoalle didattiche espositive, dove questo ultimo assume posizione passiva rispetto alla conoscenza cheè chiamato ad assimilare. Ed è proprio in questo contesto che le-tutor assume un ruolo strategicoperché orienta, comunica, incoraggia e facilita nel soggetto il riconoscimento di risorse da luiutilizzabili.Compito di questo paper è quindi quello di analizzare questa complessa figura interrogandosi sullediverse sfaccettature dell’e-tutor e su come sia difficile arrivare ad una definizione “finale” un ruolocosì complesso. Dopo ciò si cercherà di identificare quale sia il compito del tutor all’interno dellecomunità on line tracciandone un profilo. In tutto lo scritto si farà in particolar modo riferimento alcontributo di Rivoltella, che nel suo testo “E-tutor. Profilo, metodi, strumenti” riflette sulla figuradel tutor on line, collocandola all’interno dell’attuale contesto di formazione, definendone ruolo efunzioni e presentando le prassi e gli strumenti del suo lavoro. 1
  2. 2. INDICE1 E-tutor: l’importanza dell’e-moderating nelle community ........................................................... 32 Identità, funzioni e competenze .................................................................................................... 43 Il tutor moderatore ........................................................................................................................ 84 Modelli teorici di riferimento ....................................................................................................... 9 4.1 Mason: gli ambiti di azione del tutor..................................................................................... 9 4.2 Berge: compiti e ruoli del moderatore ................................................................................. 10 4.3 Pallof e Pratt: l’importanza della moderazione ................................................................... 11 4.4 Paulsen: il piano intellettuale, organizzativo e sociale ........................................................ 12 4.5 Salmon: il modello a cinque stadi ....................................................................................... 145 Far fronte alle difficoltà di interazione e comunicazione ........................................................... 20 5.1 Limiti e rischi del tutor on line ............................................................................................ 226 Gli strumenti del tutor moderatore ............................................................................................. 22Bibliografia ........................................................................................................................................ 25 2
  3. 3. 1 E-tutor: l’importanza dell’e-moderating nelle communityLa figura del tutor on line è legata al concetto di tutorship come forma di supportoallapprendimento. Si ritiene che lindividuo possa apprendere in modo più significativo seopportunamente facilitato: in tal senso il tutor si configura prevalentemente come facilitatore.Quando si opera in rete il ruolo del tutor diventa necessariamente più ampio e variegato, perché eglidiventa promotore di una serie di interazioni più complesse, che portano in primo piano lacollaborazione e il dialogo studente-studente.Si possono schematicamente identificare le funzioni della tutorship nel modo seguente:1 Individuazione potenzialità: facilitare nel soggetto il riconoscimento di risorse da lui utilizzabili. Scaffolding affettivo e motivazionale: incoraggiare, aiutare, approvare. Orientamento: mostrare come si fa, rendere espliciti gli obiettivi, delineare delle possibilità. Comunicazione: favorire linterscambio e le integrazioni di conoscenze teorico-pratiche tra i diversi partners.Il tutor che opera in contesti di formazione in rete svolge la sua azione in modo molto articolato: inparticolare, risponde di solito a tre caratteristiche esigenze: predisporre e supportare i contenuti del corso; facilitare il processo di apprendimento; gestire le interazioni tra gli studenti e gli altri soggetti coinvolti nel processo.Questa articolazione corrisponde anche alla diversificazione delle metodologie e dellapproccio alleproblematiche didattiche nella formazione basata sulle tecnologie e si allinea ai vari modelli di corsionline, classificabili in base al diverso peso dei contenuti rispetto alla tutorship, in base allatipologia degli obiettivi didattici e in base al livello di collaborazione che si instaura tra i discenti.1 Calvani, A., Rotta, M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Erickson, Trento, 2000, pp. 222-223 3
  4. 4. 2 Identità, funzioni e competenzePer definire in modo ottimale quali siano i ruoli e le funzioni del tutor nell’e-learnig, Rivoltellapropone la costruzione di un quadrante delle identità e della posizione, ai cui vertici si trovanoquattro descrittori che ne costituiscono le polarità: ruolo, attività, contenuti e relazioni. Ruolo Identità Contenuti Relazioni Posizione AttivitàFigura 1 Identità e posizione (Rivoltella 2006, p. 20)Spostandosi lungo l’asse dell’identità: se il tutor si identifica con un ruolo l’identità sarà in questocaso forte, se al contrario l’attività di tutoring è limitata ad una serie di attività, l’identità sarà inquesto caso debole.L’asse della posizione consente di spostarsi dalla figura di tutor disciplinare (strettamente legato aicontenuti) e di tutor di sistema (attento alle interazioni dei soggetti in formazione facilitandone gliapprendimenti).Utilizzando questo schema è possibile localizzare nella parte alta del quadrante una configurazioneche rimanda a due figure: 4
  5. 5. e-teacher: corrisponde al tutor disciplinare, persona esperta sui contenuti che si fa carico del training del soggetto che apprende; e-moderator: è il tutor di sistema, responsabile delle dinamiche internazionali, della facilitazione, del monitoraggio delle attività in funzione della valutazione.Nella parte bassa dello schema viene invece collocato il ruolo tradizionale del docente, una figurache a seconda del suo stile, orientato più verso i contenuti o mirato alle relazioni, potrà assumere ilruolo dell’e-teacher o e-moderator nel processo di formazione. Ruolo E-teacher E-moderator (tutor disciplinare) (tutor di sistema) Contenuti Relazioni Docente (insegnante-mentor, insegnante- tutor) AttivitàFigura 2 Figure e funzioni (Rivoltella 2006, p.22)La distinzione fatta tra queste tre figure non può essere assoluta, ma va di volta in voltareinterpretata sulla base del sistema formativo di riferimento, tenendo presente la complessità delfenomeno e l’impossibilità di stabilire a priori ruoli precisi e assoluti.Dopo aver indagato sull’identità professionale dell’e-tutor, l’analisi può spostarsi su quali siano leazioni svolte dall’e-tutor, arrivando ad identificare un sistema complesso di funzioni (si veda Figura3). 5
  6. 6. Ruolo animatore collettore esercitatore tecnico moderatore scaffolder osservatore scaffolder istruttore Contenuti Relazioni Information sharing Facilitazione tecnologica Knowledge building Socializzazione Scaffolding Scaffolding AttivitàFigura 3 Le funzioni dell’e-tutorQuesto sistema di funzioni, che esplicita tutte le azioni che possono essere svolte dall’e-tutor inrelazione alle quattro aree di riferimento che compongono il diagramma (ruolo/relazioni,relazioni/attività, attività/contenuti, contenuti/ruolo), può essere ricondotto ad un sistema di tre areedi competenze: tecnologiche, inerenti l’help desk tecnico, la capacità di gestire risorse ed ambienti di apprendimento; socio comunicative, tra cui si possono indicare la regolazione dei processi di insegnamento/apprendimento, la gestione dei conflitti e della leadership, il lavoro metacognitivo; strategiche, che comprendono lo scaffolding emotivo, la moderazione, il coordinamento, il monitoraggio e la valutazione. 6
  7. 7. Queste tre aree di competenza (ordinate dalle meno alle più complesse), riportate sullo schema delleidentità e delle competenze del tutor, consentono di verificare come a ciascuna accezione del tutorcorrisponda uno specifico asset di competenze. Ruolo Strategiche Contenuti Relazioni Sociocomunicative Tecnologiche AttivitàFigura 4 Le competenze delle-tutorIl tutor on line per riuscire a gestire i rapporti all’interno dei gruppi dovrà sviluppare buonecompetenze di tipo relazionale, che gli consentano di: creare un clima di interazione proficua tra i partecipanti: incoraggiando gli scambi, stimolando una costruzione condivisa della conoscenza, cercando di capire ed interpretare le complesse dinamiche di gruppo che possono crearsi; porre particolare attenzione agli scambi comunicativi: realizzare una comunicazione adeguata al contesto e agli utenti. 7
  8. 8. 3 Il tutor moderatoreQuesta breve analisi sulle identità, funzioni e competenze dell’e-tutor può mettere in luce comeall’interno delle comunità on line (in particolar modo legate ai processi di collaborazione eapprendimento) sia proprio la figura dell’e-moderator a svolgere un ruolo fondamentale.Questa articolazione del ruolo del tutor è la più complessa e la più ricca di implicazioni. Si puòaffermare che in ogni attività in rete la necessità di intervenire in modo mirato nelle interazioni inatto tra i soggetti coinvolti nel processo è di primaria importanza e si presenta ogni volta che isoggetti stessi discutono, affrontano un problema comune o collaborano.Questa articolazione della figura del tutor assume un particolare significato nei corsi on line cheapplicano modelli ispirati alla didattica costruttivista: attivazione di comunità e classi virtuali,approccio progettuale, cooperazione tra i partecipanti. Al moderatore/animatore sono richiestemolteplici competenze e abilità particolari in tutti gli ambiti che riguardano la gestione dellacomunicazione mediata dal computer.Figura 5 Azione del tutor moderatore nel contesto didattico (Calvani, Rotta 2000, p.237) 8
  9. 9. In questa figura, si evidenzia la presenza del tutor nel contesto del dialogo che si sviluppa tra glistudenti, che secondo questo modello si configura ormai come una vera e propria comunità, taloracon una certa autonomia organizzativa e operativa. Linterazione è molti-molti: ne consegue che iltutor non è più necessariamente elemento centrale o punto di riferimento dellazione formativa, matende a diventare uno tra i molti attori. Tanto più ampio sarà lo spazio concesso allinterazione tragli studenti in funzione dellelaborazione di un prodotto comune, tanto minore sarà di conseguenzail ruolo del tutor. Il suo compito consisterà piuttosto nel mantenere la discussione su un livelloaccettabile, sia in termini di "ritmo" che in termini di sostenibilità complessiva. Il terminemoderatore/animatore viene utilizzato infatti perché al tutor così inteso spettano sia il compito dismorzare i toni della discussione, se questa dovesse risultare eccessivamente animata, sia il compitodi stimolare il dibattito se questo dovesse dare segni di stanchezza o se si verificasse un evidentecalo di interesse da parte degli studenti. Complessivamente l’e-moderator ha una notevoleresponsabilità: dovrà sempre cercare di rendere il più possibile umana latmosfera altrimentitendenzialmente impersonale e astratta che si instaura quando si opera a distanza, particolarmentequando si utilizzano tecniche di comunicazione asincrone4 Modelli teorici di riferimentoSecondo alcune interpretazioni, il tutor, nella sua veste di moderatore, si occupa soprattuttodellorganizzazione e della gestione dei gruppi di discussione. In tal senso, una parte dellaletteratura sulla figura del moderatore on line si rifà a modelli mutuati dagli studi sullacomunicazione e sulle dinamiche di gestione dei gruppi.4.1 Mason: gli ambiti di azione del tutorSecondo il pensiero di Mason i compiti del tutor possono essere classificati in tre ambiti di azione, aciascuno dei quali si possono associare azioni particolari:22 Rivoltella, P.C., (a cura di) E-tutor. Profili,metodi, strumenti, Carocci, 2006, Roma, p.90 9
  10. 10. Ambito organizzativo, consiste in due attività: o stabilire l’agenda, progettando le azioni di tutoraggio; o esercitare la leadership al fine di aiutare i corsisti a sfruttare al meglio le potenzialità del percorso formativo. Ambito di azione sociale, consiste nel contribuire alla creazione di un ambiente socievole utilizzando alcuni espedienti, tra cui: o l’invio di un messaggio di benvenuto; o l’incoraggiamento alla partecipazione; o l’invio costante di feedback ai corsisti; o l’utilizzo di un tono personale e amichevole nella comunicazione. Ambito di azione intellettuale, che consiste nel: o facilitare l’apprendimento; o focalizzare la discussione; o formulare domande; o controllare le risposte; o incoraggiare gli studenti a scrivere interventi pertinenti.Mason attribuisce grande importanza a questo ultimo ambito, che è proprio lo spazio dellamoderazione.4.2 Berge: compiti e ruoli del moderatoreBerge3 recuperando il pensiero di Brochet (1989), individua sei compiti fondamentali nella figuradel moderatore:4 definire gli obiettivi dellinterazione e gli argomenti in discussione (moderatore = goal setter);3 Berge, Z.D., The role of the online instructor/facilitator, in Id.,Facilitating computer conferencing: recomandationsfrom the field, in “Educational technology”,1995, vol. 1, pp.22-304 Rivoltella, P.C., (a cura di) E-tutor. Profili,metodi, strumenti, Carocci, 2006, Roma, p. 91 10
  11. 11. discriminare tra contributi interessanti e contributi poco utili alla discussione e poco costruttivi (moderatore = discriminator); stimolare la partecipazione dei coinvolti e creare un clima di fiducia (moderatore = host); affrontare e rimuovere gli ostacoli alla comunicazione e promuovere la cooperazione secondo ritmi sostenibili (moderatore = pace setter); arricchire il dibattito fornendo se necessario adeguati chiarimenti (moderatore = explainer); mantenere alta la motivazione dei partecipanti e il clima complessivo il più possibile sereno (moderatore = entertainer).Accettando questa schematizzazione e riprendendo altri spunti (Mason e Kaye, 1992), Bergesuggerisce inoltre che il ruolo del moderatore (che tuttavia egli definisce instructor/facilitator)abbia implicazioni dirette su almeno quattro piani distinti:• manageriale: interviene sulle procedure, cura lorganizzazione, svolge funzioni "amministrative" in senso lato (ovviamente in riferimento allattività che si svolge in rete: calendario, scadenze…);• pedagogico: assume se necessario un ruolo di stimolo intellettuale, stabilisce gli argomenti che saranno oggetto di discussione;• sociale: si preoccupa del mantenimento di un clima di fiducia reciproca allinterno del gruppo di discussione, analizza le relazioni interpersonali, cerca di risolvere eventuali conflitti;• tecnico: si preoccupa del corretto funzionamento del sistema utilizzato e aiuta i partecipanti a risolvere eventuali problemi di natura tecnica.4.3 Pallof e Pratt: l’importanza della moderazionePalloff e Pratt5 pongono l’accento sull’importanza della funzione della moderazione perpermettere agli studenti di raggiungere livelli più profondi nella creazione della conoscenzacondividendo: obiettivi, ricerca ed elaborazione di significati. In questo modo vengono facilitati i5 Palloff R.M., Pratt K., Building learning communities in cyberspace: effective strategies for online classroom, Jossey-Bass, San Francisco, 1999 11
  12. 12. processi di collaborazione tra i membri del gruppo, sollecitando la loro iniziativa, la creatività, ilpensiero critico e il dialogo.Gli autori sottolineano inoltre che l’elemento fondamentale per rendere efficace l’azione del tutormoderatore consiste nello stabilire linee guida e procedure riconosciute e condivise dai corsisticome spazio di discussione e negoziazione.64.4 Paulsen: il piano intellettuale, organizzativo e socialePaulsen (in Berge e Collins 1995 e in altri contributi successivi) sintetizza le articolazioni del tutorin quanto moderatore/animatore applicando uno schema poi largamente utilizzato come riferimentoda molti di coloro che si occupano di Computer Mediated Communication e di interazioniallinterno dei gruppi di lavoro o di discussione online7. Secondo lo schema di Paulsen il ruolocentrale del moderatore/animatore si esercita, oltre che sul piano più strettamente tecnico,soprattutto su tre piani, distinti e paralleli: • intellettuale • organizzativo • socialeA seconda dellazione che il tutor intraprende, il suo peso su ciascuno dei tre piani tenderà ad esserediverso. Partendo dallelaborazione di Paulsen, si può tentare di illustrare in una tabella il differentepeso assunto da determinate azioni del tutor.6 Ivi, pp.91-927 Rowntree, D.,The tutors role in teaching via computer conferencing. Versione aggiornata per Internet da un articolopubblicato sul "British Journal of Educational Technology", 26,3, settembre 1995, in:http://www-iet.open.co.uk/pp/D.G.F.Rowntree/. 12
  13. 13. Che cosa può fare il tutor Peso del tutor sul Peso del tutor sul Peso del piano intellettuale piano organizzativo tutor sul piano sociale• Definire degli obiettivi Medio Alto Basso• Definire delle scadenze Basso Alto Basso• Suggerire come formare il gruppo Basso Alto Medio di lavoro• Individuare dei ruoli allinterno del gruppo• Suggerire come procedere nel Medio Alto Basso lavoro• Illustrare un concetto Alto Basso Basso• Chiarire un contenuto• Inviare aggiornamenti e proporre Alto Medio Basso materiali di studio integrativi• Osservare e analizzare la Basso Basso Medio situazione• Partecipare alla discussione Medio Basso Alto• Provocare Medio Basso Alto• Stimolare la partecipazione di uno o più componenti del gruppo 13
  14. 14. • Risolvere un conflitto allinterno Basso Medio Alto del gruppo• Assistere chi mostra di trovarsi Alto Basso Alto difficoltà• Facilitare lapprendimento da parte Alto Basso Medio di singoli soggetti• Creare dei diversivi per attenuare Basso Basso Alto eventuali momenti di tensione o di sovraccarico di lavoroFigura 6 Peso del tutor sul piano organizzativo, sociale e intellettuale (Calvani, Rotta 2000, p. 240)Si può affermare che un buon tutor dovrà cercare di distribuire equamente il peso che egli tende adassumere sia sul piano organizzativo che su quello sociale che su quello intellettuale. Non èpensabile né auspicabile che un tutor concentri il suo intervento sulle azioni che si ripercuotonopositivamente solo su uno dei piani indicati: una buona capacità organizzativa, ad esempio, non puòcompensare carenze sul piano sociale, così come un tutor con molta esperienza sui contenuti mascarsa capacità nella gestione delle interazioni in rete tra gli studenti di un gruppo che apprende nonpuò probabilmente garantire da solo la buona riuscita del corso.4.5 Salmon: il modello a cinque stadiSalmon definisce l’ e-moderator come tutor specializzato, che assume un ruolo centrale nelprocesso di apprendimento e che si serve della tecnologia come mezzo per realizzare gli obiettiviche il percorso formativo si propone. L’autrice teorizza le diverse fasi relative alle attività disupporto tecnico e di moderazione che un e-moderator dovrebbe agire, sulla base del modello acinque fasi da lei elaborato. 14
  15. 15. Per comprendere quindi quali siano le caratteristiche peculiari del’e-moderator è bene illustrarebrevemente il modello che esplicita quale sia il percorso degli studenti ai fini dell’apprendimentoon line (sottolineando l’uso e le implicazioni della CMC nel processo). Vengono identificati 5 stepssuccessivi: 1. Accesso e motivazioneIn questa fase, che è il prerequisito delle fasi successive, è necessario acquisire le capacità tecnicheutili ad accedere all’ambiente on line favorendo lo sviluppo delle competenze necessarie perorientarsi nel percorso formativo (come l’utilizzo della CMC) incrementando così la motivazionepersonale all’apprendimento. 2. Socializzazione on lineStabilizzate le modalità di accesso agli strumenti i partecipanti costituiranno allora la propriaidentità on line e troveranno altri colleghi e compagni di viaggio con cui interagire. In questa fase icorsisti comunicano attraverso il computer e si identificano nella comunità di apprendimento che liaiuta a sviluppare e potenziare il loro processo di apprendimento individuale. 3. Scambio di informazioniIn una terza fase i partecipanti cominceranno a scambiarsi informazioni rilevanti per il corso stessoe per i task che sono chiamati a svolgere istituendo una forma di cooperazione con supportoreciproco (peer tutoring). Attraverso l’interazione e lo scambio di informazioni si cominciano amettere in atto processi di co-costruzione di conoscenza. 4. Costruzione della conoscenzaNella quarta fase si il gruppo di corsisti è finalmente entrato in relazione e le interazioni diventanomolto più collaborative. La comunicazione dipende a questo punto dallo stabilirsi della reciprocacomprensione, di un linguaggio condiviso e di strategie comuni. All’interno dei forum didiscussione c’è maggiore interazione e il dialogo che si produce mostra come si stia sviluppando unapprendimento attivo, frutto dello scambio di diverse prospettive. 15
  16. 16. 5. SviluppoNella quinta fase i corsisti che diventano consapevoli dell’apprendimento raggiunto attraverso letecnologie e l’interazione di gruppo, cercheranno quindi di utilizzare tutte le potenzialità dellaCMC per rendere più efficace lapprendimento e ciò si riflette sullefficacia dellintero processo. Inquesta fase ogni singolo individuo può approfondire e analizzare il proprio percorso cognitivo nonsolo riflettendo in modo critico sugli argomenti trattati, ma anche attraverso l’interazione con tutor ecolleghi.Figura 7 Modello in cinque fasi di insegnamento-apprendimento (Salmon 2000, p. 11) 16
  17. 17. Il modello prevede quindi un accrescersi delle interazioni on line allinterno del gruppo e quindi undiversificarsi delle funzioni e del ruolo delle-moderator nelle diverse fasi, in particolare: Livello1 – interattività 1 a 1; Livello da 2 a 4 – interattività molti a molti; Livello 5 – ritorno all’interattività 1 a 1.Quindi, per poter seguire ed applicare il modello della Salmon nel proprio contesto di formazione inrete, un e-moderator deve possedere alcune particolari conoscenze e abilità, dev’essere un tutorspecializzato che assume un ruolo centrale nel processo di apprendimento e che usa le tecnologiesolo come mezzo per realizzare gli obiettivi che il percorso formativo si propone (in linea con lostadio che si sta attraversando).La duplice sfaccettatura che la Salmon attribuisce al tutor, supporto tecnico e moderazione,contribuisce a sottolineare la peculiarità del tutor moderatore.Vediamo ora quali siano le corrispondenze dell’e-moderator, sia a livello tecnico che dimoderazione, in relazione alle differenti fasi identificate nel modello precedentemente illustrato:1) Accesso e motivazione Accogliere e incoraggiareSetup del sistemaSupporto tecnico Help in linea per risolvere problemi d’accesso; chiarire la differenza nell’uso dei diversi strumenti comunicativi sincroni e asincroni; predisporre manuale a stampa con tutte le istruzioni.E-moderating Rendere amichevole l’ambiente on line; spiegare con precisione come la CMC verrà utilizzata nel corso; 17
  18. 18. rassicurare i corsisti che per la prima volta affrontano un corso on line; aggiornare il materiale di supporto.Alla fine del livello 1 ogni partecipante avrà inviato il suo primo messaggio.2) Socializzazione on line Familiarizzare con l’ambiente Spedire e ricevere messaggiSupporto tecnico Spiegare le caratteristiche del sistema software e i modi per ottimizzare il tempo di connessione on line; aiutare ad utilizzare la tecnologia a chi non sa farlo.E-moderating Fornire un esempio di presentazione personale e richiedere la presentazione da parte di ogni partecipante; aiutare i partecipanti a relazionarsi con gli altri attraverso l’utilizzo di presentazioni personalizzate; incoraggiare partecipanti a inviare il proprio contributo alla discussione e a leggere i messaggi degli altri; precisare le regole della buona comunicazione on line; strutturare attività ed esercizi on line.Il partecipante comincia, alla fine di questo livello, a condividere una parte di sé con la comunitàonline. Il moderatore potrà decidere di attivare una conference bar/caffe’ per mantenere viva lasocializzazione tra i partecipanti. 18
  19. 19. 3) Scambio di informazioni Supportare l’uso del materiale didattico Personalizzazione del softwareSupporto tecnico Controllare che tutte le abilità di base siano state acquisite; fornire informazioni sulle peculiarità più sofisticate dell’uso del software.E-moderating Agevolare la comunicazione fra i partecipanti; offrire utili strategie per evitare il “sovraccarico” di informazioni; richiamare i partecipanti all’osservanza dei protocolli di comunicazione; fornire indicazioni per le risorse elettroniche da utilizzare come approfondimento per la discussione on line.4) Costruzione della conoscenza Facilitare il processo ConferencingSupporto tecnico Ordinare ad archiviare regolarmente i messaggi, sintetizzando e creando nuovi forum.E-moderating Analizzare i singoli contributi, impegnandosi in un continuo sforzo di sintesi dei messaggi; collaborare con altri e-moderator nell’analisi e nella risoluzione dei problemi che nascono all’interno dei gruppi; porre questioni di rilievo, chiedendo ai partecipanti di riflettere e rispondere; 19
  20. 20. chiudere discussioni ormai concluse e aprirne di nuove.Gli studenti cominciano, a questo punto, a muoversi come autori e non solo come trasmettitori diinformazioni: la conoscenza si costruisce attraverso l’esplorazione del pensiero altrui, la presa diposizione, la discussione ed eventualmente la rivalutazione della propria posizione.5) Sviluppo Supportare e rispondere Prevedere link esterniSupporto tecnico Fare in modo che i singoli partecipanti sappiano gestire la propria bacheca di discussione; mettere in grado i partecipanti di offrire aiuto agli altri e diventare a loro volta e-moderator.E-moderating Offrire l’opportunità di riflettere sulle modalità dell’apprendimento on line; predisporre adeguati strumenti per il monitoraggio e la valutazione; incoraggiare i partecipanti con la migliore abilità tecnica e lo stile comunicativo migliore.5 Far fronte alle difficoltà di interazione e comunicazioneUno dei principali problemi da affrontare - compito specifico e caratteristico del tutor moderatore -consiste nella gestione delle interazioni tra gli utenti, che per gli stessi soggetti coinvolti rappresentala maggiore delle difficoltà. Si ritiene che il principale fattore di rischio nellinterazione tra gli attoriin una gruppo virtuale sia legato all overload comunicativo. Spesso, infatti, nelle classi virtuali ilnumero dei messaggi prodotti cresce fino a diventare insostenibile sia per gli studenti chiamati a 20
  21. 21. interagire che per i docenti e i tutor. Si identificano varie cause che direttamente o indirettamentepossono portare a situazioni di overload comunicativo:8- la necessità di conoscersi meglio: in molte classi virtuali gli studenti cominciano a usare la mailing-list o il forum che hanno a disposizione per presentarsi o mettersi in evidenza;- la presenza di elementi di disturbo in un gruppo di discussione, ad esempio soggetti che non hanno ancora assimilato le regole della netiquette o che si lasciano prendere dallentusiasmo nei confronti di un medium che non conoscono ancora;- la tendenza a usare maggiormente gli strumenti più semplici e intuitivi tra quelli disponibili anche per operazioni per le quali gli organizzatori del corso online hanno predisposto ambienti appositi: la posta elettronica, ad esempio, tende spesso a prendere un netto sopravvento sugli altri elementi dellinfrastruttura.Si può intervenire per arginare queste situazioni puntando su un approccio "tattico" o su uno piùstrategico. Un tipico approccio tattico consiste nel considerare le difficoltà e le distorsionicomunicative come un dato di fatto e accettarne quindi linevitabile presenza, limitandone però ilpiù possibile gli effetti negativi: in molti modelli di classe virtuale tradotti in infrastrutturatecnologica, ad esempio, si concedono precisi spazi di libertà agli studenti, aree libere per il chattingo forum-caffè. Questi spazi, su cui tutor, docenti e moderatori non esercitano alcun controllo,servono a incanalare il desiderio di comunicare o lesibizionismo latente dei singoli soggetti. Unapproccio strategico si fonda invece su presupposti di sostenibilità dellintero sistema: si punterà inparticolare alla messa a punto di una netiquette molto rigorosa, si farà in modo che tutor, docenti emoderatori siano dotati degli strumenti necessari per farla rispettare, si cercherà di definire conestrema attenzione le figure dei vari soggetti coinvolti nellesperienza, in particolare la figura deltutor, individuando con cura le persone che possono corrispondere al profilo tracciato e chedovrebbero quindi essere in grado di gestire al meglio le situazioni a cui andranno incontro.8 Rotta, M., Interazioni telematiche con i tutors. Prima relazione sull’esperienza Multilab, in monitoraggio multilab. laformazione dei tutor, rapporto 1, a cura di Raimondo Bolletta, Ministero della Pubblica Istruzione, CEDE. 1997 21
  22. 22. 5.1 Limiti e rischi del tutor on lineIl tutor online è sottoposto ad un continuo rischio di sovraccarico e di affaticamento: le dinamichedellinterazione in rete sono complesse e un tutor può trovarsi di fronte a situazioni molto difficili dagestire, come leccessiva invadenza di alcuni studenti o la riluttanza di altri a partecipare alle attivitàproposte. In generale, il tutor dovrebbe garantire la sostenibilità dellinterazione in rete, stimolandola partecipazione degli studenti meno motivati e individuando strategie per evitare che allinternodel gruppo che apprende si stabiliscano gerarchie, forme di leadership da parte di alcuni, equivocicomunicativi, momenti di difficoltà di relazione. Unazione positiva del tutor in tal senso saràorientata alla costruzione di un proficuo clima collaborativo allinterno della comunità e della classevirtuale e alla messa a punto di strategie per agevolare la partnership e la tutorship tra pari e ilcoinvolgimento degli studenti nel processo di apprendimento collaborativo. Sarà compito del tutoranche saper riconoscere e pilotare le diverse tipologie di relazioni che si instaurano tra soggetti cheoperano e comunicano in rete. In sintesi, si possono individuare almeno tre fattori cruciali chepossono contribuire positivamente alla sostenibilità di unesperienza didattica in rete:• il numero dei componenti che collaborano in vista di un fine comune e la possibilità da parte del tutor o dei moderatori di gestire in modo ottimale il gruppo;• i ruoli assunti dagli attori, siano essi ruoli di fatto o specificamente assegnati;• le caratteristiche generali della comunità virtuale e le modalità attuate nel lavoro in rete. 96 Gli strumenti del tutor moderatorePer svolgere al meglio la propria attività il tutor moderatore ha a disposizione due strumenti: lanetiquette e l’agenda di lavoro.La netiquette (cui già si è accennato come strategia da attuare in caso di overload comunicativo) èl’insieme di regole e comportamenti da seguire perché sia garantita una buona convivenza in rete,ciò vuol dire che anche on line è opportuno usare le norme che si usano nella vita quotidiana nel9 Calvani, A., Rotta, M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Erickson, Trento, 2000, pp. 242-245 22
  23. 23. rispetto degli altri, della loro libertà e delle loro esigenze, norme quindi di buona educazionenell’interazione tra i soggetti che utilizzano la comunicazione tecnologica. Non esistono delleregole fisse o imposte dall’esterno, ogni comunità nel momento della propria costituzione puòstabilire le proprie, creando una sorta di regolamento interno. Le versioni della netiquette elaboratenel corso del tempo sono molteplici, ma Trentin ne esplicita alcune linee guida, che vengono diseguito riassunte:10 ascoltare prima di parlare; non eccedere nel quoting (citazione del messaggio a cui si tende replicare, opportunamente evidenziato e riportato automaticamente nel messaggio di risposta); non far circolare lunghi stralci di documenti; scusarsi, ma con moderazione (evitare di scusarsi per piccole sviste); evitare il flame (non portare mai in un’area pubblica un dibattito privato, specialmente se polemico); capire prima di reagire, per evitare malintesi; evitare lo spamming; non annoiare; non essere grafomani (non ripetersi, non dilungarsi, non scrivere troppo spesso); scegliere bene il titolo/oggetto (la scelta del titolo è importante perché esso dovrebbe riflettere nel modo più chiaro possibile il contenuto del messaggio. Spesso si fanno ricerche per titolo, sia manualmente che utilizzando il motore di ricerca, quindi la scelta del titolo influirà anche su questa operazione.) non chiedere aiuto inutilmente; rispettare la privacy:10 Trentin, G., Apprendimento in rete e condivisione delle conoscenze. Ruolo, dinamiche e tecnologie delle comunitàprofessionali online, Franco Angeli, Milano, 2004, pp.268-271. 23
  24. 24. badare al tono (rileggere sempre ciò che si è scritto, chiedendosi se è chiaro il tono del messaggio che si vuole inviare, per evitare che si creino dei malintesi dovuti alla mancanza della presenza fisica); uso delle emoticons; non usare il “tutto maiuscolo”, perché è considerato l’equivalente di “urlare”; non essere impazienti (non ci si può aspettare sempre di ricevere una risposta immediata).La scelta di alcune di queste regole, che possono essere proposte e agite all’interno della comunitàavviene a discrezione di ciascun moderatore, che grazie a questo prezioso strumento potrà creare unambiente in cui si possa garantire la buona sopravvivenza, condizione necessaria per gestire irapporti personali a distanza.Il secondo strumento di cui l’e-moderator può avvalersi è l’agenda di lavoro, utilizzata perorganizzare e pianificare tutte le sue attività con l’obiettivo che questo porti alla crescita e allagestione della conoscenza del gruppo di lavoro. Una delle attività, che può essere presa ad esempio,in cui l’utilizzo dell’agenda risulta vantaggioso è gestione delle discussioni finalizzate allacostruzione della conoscenza; sono tre le attività che il moderatore dovrà tenere in particolareconsiderazione: pianificazione della discussione interventi all’interni di discussioni chiusura delle discussioniUna buona agenda potrà agevolare il tutor nello svolgimento del suo ruolo ed aiutarlo ad affrontaremeglio le situazioni critiche e a mantenere un ritmo di lavoro sostenibile. 24
  25. 25. BibliografiaANDERSON G.(1990) “Fundamentals of education research, ” The Falmer Press, London.ARDIZZONE P., MORONI S., SERENELLI F. (2006), “Costruzione e gestione di comunità” inRivoltella P. C (a cura di), E-tutor. Profilo, metodi, strumenti, Carocci, RomaBAUMAN, Z.(2001), Voglia di comunità,Laterza, Bari.BERGE, Z.D (1998) The role of the online instructor/facilitator, in Id.,Facilitating computerconferencing: recomandations from the field, “Educational technology”, vol. 1, , pp. 22-30.CALVANI, A.(2005), Reti, comunità e conoscenza. Costruire e gestire dinamiche collaborative,Edizioni Erikson, TrentoCALVANI, A., ROTTA, M.(2000) Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online,Erickson, Trento.FERRARI S., (2006) “Giochi di rete. Metodi e strumenti per l’analisi psicopedagogica del forum”,Guerini Studio, Milano.FERRI, P.(2005), E-learning. Formazione, didattica e nuove tecnologie, LeMonnier Università,Firenze.FERRI, P., La comunità virtuale, intervista a “Mediamente”, Milano, 26 novembre 1997, inhttp://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=140&tab=intGARAVAGLIA A., (2006) Ambienti per l’apprendimento in rete: gli spazi dell’e-learning, JuniorEdizioni, Azzano San Paolo (BG).HAGEL, J.I., ARMSTRONG, A.g., (1993), Net gain. Expending markets through virtualcommunity, Harvard Business School Press, Boston, MA, in Calvani, A. (2005), Reti, comunità econoscenza. Costruire e gestire dinamiche collaborative, Edizioni Erikson, Trento.MANTOVANI S. (a cura di), (1998) La ricerca sul campo in educazione. I metodi qualitativi,Bruno Mondadori, Milano. 25
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