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Il Palladio e le ville venete

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Il Palladio e le ville venete

  1. 2. <ul><li>Oggi diciotto ville rinascimentali </li></ul><ul><li>dell’architetto Andrea Palladio </li></ul><ul><li>sopravvivono nell’area veneta </li></ul><ul><li>intorno a Venezia. </li></ul><ul><li>Molte di queste sono aperte al </li></ul><ul><li>pubblico ed ogni anno sono </li></ul><ul><li>visitate da migliaia di architetti, </li></ul><ul><li>storici dell’arte, turisti e da tutti </li></ul><ul><li>coloro che vogliono ammirare una </li></ul><ul><li>bellezza così vicina alla storia, per </li></ul><ul><li>meglio capire le fondamenta del </li></ul><ul><li>mondo moderno. </li></ul>
  2. 3. Andrea Palladio , pseudonimo di Andrea di Pietro (Padova, 30 novembre 1508 – Maser, 19 agosto 1580), è stato un architetto e scenografo italiano del Rinascimento. Il sopranome Palladio deriva dal nome di una statuetta che portava in mano la dea Atena. Probabilmente il suo soprannome è dovuto alla sua ispirazione all'arte classica greca infatti mentre ha riscosso molto successo in Inghilterra è stato apprezzato meno in Italia. Il palladio è veneto e lavora a Vicenza e a Venezia. Il suo classicismo anche se si forma con lo studio letterario nell'ambito della &quot;maniera&quot;, non è mai retorico e imitativo. L'idea di Palladio è infatti che ciò che è antico ha un'autorità che gli deriva dalla storia, le forme anticheggianti danno nobiltà all'edificio.
  3. 4. <ul><li>Verso la metà del ‘500 molte famiglie patrizie veneziane decisero di investire le ricchezze accumulate nei commerci con l’Oriente nella realizzazione di grandi ville e trovarono in Andrea Palladio il loro interprete ideale. Fu in questo modo che nacquero le ville del Palladio, veri e propri gioielli della campagna veneta. </li></ul>
  4. 5. <ul><li>Le ville palladiane si distinguono dalle </li></ul><ul><li>ville romane e dalle ville medicee toscane: </li></ul><ul><li>non erano destinate unicamente allo svago </li></ul><ul><li>dei proprietari, ma erano, anzitutto dei </li></ul><ul><li>complessi produttivi. </li></ul><ul><li>Circondate da vaste estensioni di campi </li></ul><ul><li>coltivati e vigneti, le ville comprendevano </li></ul><ul><li>magazzini, stalle e depositi per il lavoro </li></ul><ul><li>agricolo. </li></ul><ul><li>Palladio divise così razionalmente lo </li></ul><ul><li>spazio del corpo centrale, destinato ai </li></ul><ul><li>proprietari, da quello dei lavoratori, in </li></ul><ul><li>modo da non sovrapporre gli ambienti. </li></ul>
  5. 6. <ul><li>C’era bisogno di una struttura sontuosa, </li></ul><ul><li>ma economica; confortevole, ma </li></ul><ul><li>funzionale. </li></ul><ul><li>Grazie al suo spirito di osservazione, alla </li></ul><ul><li>riscoperta del trattato di Vitruvio e degli </li></ul><ul><li>scritti dell’Arberti, e tramite i lavori dei </li></ul><ul><li>suoi precedenti (Raffaello, Falconetto, </li></ul><ul><li>Sanmicheli e Sansovino), Palladio ideò </li></ul><ul><li>una soluzione con tre principali </li></ul><ul><li>elementi: </li></ul><ul><li>La complessità della facciata ; </li></ul><ul><li>I materiali economici ; </li></ul><ul><li>Equilibrio e armonia dell’interno . </li></ul>
  6. 7. Palladio sviluppò tre stereotipi di facciata . <ul><li>Il tipo II prende in prestito la facciata dei tempi greci. Palladio </li></ul><ul><li>non vide mai i monumenti della Grecia ma visitò Roma cinque </li></ul><ul><li>volta. Lì egli vide, anche se in rovina, gli edifici pubblici della </li></ul><ul><li>Roma imperiale. L’ispirazione di Palladio fu quella di adattare </li></ul><ul><li>il frontone e le colonne greche alla realizzazione di residenze </li></ul><ul><li>private. A seguire questa struttura è Villa Godi , detta anche la </li></ul><ul><li>Malcontenta. </li></ul><ul><li>                                                                                                                                                                  </li></ul>Il più semplice, modesto e più spesso realizzato è il cosiddetto tipo I. Questo presenta una loggia perforata da tre aperture. E’ un esempio Villa Gazzotti .                                                                                                                                                                                                                                   Il terzo e il più innovativo e moderno è l’ultimo tipo: è costituito da una loggia con doppio colonnato. Villa Cornaro rispecchia queste caratteristiche. Indietro
  7. 8. Villa Cornaro, in Piombino Dese
  8. 9. Villa Godi, a Lugo di Vicenza
  9. 10. Villa Gazzotti, a Bertesina di Vicenza
  10. 11. <ul><li>I materiali </li></ul><ul><li>I palazzi di Venezia erano </li></ul><ul><li>costruiti di pietra estratta dalle </li></ul><ul><li>cave. La pietra veniva solitamente </li></ul><ul><li>rivestita di marmo proveniente da </li></ul><ul><li>altre zone, come Ischia. </li></ul><ul><li>Palladio però, realizzando il suo </li></ul><ul><li>impatto visivo attraverso la </li></ul><ul><li>morfologia dell’edificio, potè </li></ul><ul><li>spostare il valore dei materiali in </li></ul><ul><li>secondo piano, utilizzando </li></ul><ul><li>mattoni rivestiti di stucco per le </li></ul><ul><li>sue costruzioni. </li></ul><ul><li>I ricchi capitelli sono realizzati </li></ul><ul><li>in terracotta, nella parte soleggiata </li></ul><ul><li>a sud, mentre a nord questi sono </li></ul><ul><li>fatti di roccia perché in zona </li></ul><ul><li>ombrata. Le architravi che </li></ul><ul><li>sorreggono il frontone sono invece </li></ul><ul><li>in legno stuccato. </li></ul>Indietro
  11. 12. <ul><li>Gli interni </li></ul><ul><li>Fondamentalmente il Palladio riconosce il valore di ogni singola stanza nel complesso </li></ul><ul><li>dell’edificio. Infatti stando all’interno di qualunque area della villa il visitatore ha </li></ul><ul><li>immediatamente la percezione di dove egli si trovi all’interno dell’intera costruzione: </li></ul><ul><li>per usare un termine corrente, “la pianta è trasparente”. </li></ul><ul><li>Inoltre Palladio varia la dimensione volumetrica delle sue stanze con creatività e </li></ul><ul><li>disciplina. La sua ispirazione giunge dai bagni della Roma classica, con aree su tre </li></ul><ul><li>livelli. Riguardo alla forma delle stanze, l’architetto presenta varie possibilità: </li></ul><ul><li>quadrati, cerchi e rettangoli in svariati rapporti di altezza-lunghezza. </li></ul>Andrea Palladio Pianta e prospetto di villa Emo dai Quattro libri dell'architettura . Indietro
  12. 13. Ville “sopravvissute e perse” <ul><li>Villa Godi-Malinverni Lonego di Lugo (Vicenza) 1537-42, 1549-52 </li></ul><ul><li>Villa Valmarana Vigadolo di Monticello Conte Otto (Vicenza) 1541-3 </li></ul><ul><li>Villa Forni-Costa Montecchio Precalcino (Vicenza) 1560s </li></ul><ul><li>Villa Gazzotti-Marcello Bertisina (Vicenza) c. 1542-7, 1550-5 </li></ul><ul><li>Villa Pisani-Ferri Bagnolo di Lonigo (Vicenza) 1542-4, c. 1561/2-6/9 </li></ul><ul><li>Villa Caldogno Caldogno (Vicenza) c. 1548/9-52, 1569-70 </li></ul><ul><li>Villa Saraceno-Lombardi Finale di Agugliaro (Vicenza) c. 1545-8 </li></ul><ul><li>Villa Poiana Poiana Maggiore (Vicenza) c. 1549-56 </li></ul><ul><li>Villa Zen Donegal di Cessalto (Treviso) c. 1558-66? </li></ul><ul><li>Villa Pisani-Placco Porta Padova, Montagnana (Padova) 1552/3-5 </li></ul><ul><li>Villa Cornaro-Gable Piombino Dese (Padova) 1551-3 </li></ul><ul><li>Villa Barbaro-Volpi Maser (Treviso) c. 1549/51-8 </li></ul><ul><li>Villa Chiericati-Rigo Vancimuglio (Vicenza) 1547/8-54, 1574-80 </li></ul><ul><li>Villa Badoer Fratta Polesine (Rovigo) 1556/7-63 </li></ul><ul><li>Villa Foscari Malcontenta di Mira (Venezia) 1558-60 </li></ul><ul><li>Villa Emo-Capodolista Fanzolo di Vedelago (Treviso) c. 1559-65 </li></ul><ul><li>Villa Sarego Santa Sofia di Pedemonte (Verona) 1552/3?-69 </li></ul><ul><li>Villa Almerico-Valmarana (&quot;La Rotonda&quot;) Vicenza 1565/6-9 </li></ul><ul><li>Alcune ville sono andate distrutte,smembrate o addirittura mai realizzate: </li></ul><ul><li>Villa Thiene Quinto Vicentino (Vicenza) 1547/6-47/8 </li></ul><ul><li>Villa Arnaldi Meledo Alto di Sarego (Vicenza) [cf 1547, 1565] </li></ul><ul><li>Villa Angarano-Bianchi Michiel Angarano di Bassano del Grappa (Vicenza) 1548 </li></ul><ul><li>Villa Ragona Ghizzole di Montegaldela (Vicenza) </li></ul><ul><li>Villa Trissino-Facchini Meledo di Sarego 1558?-62? </li></ul><ul><li>Villa Mocengo &quot;sopra la Brenta&quot; Dolo (Venezia) 1554-63 </li></ul><ul><li>Villa Thiene Cicogna di Villafranca Padovana (Padova) 1554?-56 </li></ul><ul><li>Villa Repeta Campiglia dei Berici (Vicenza) [cf 1557-8?] </li></ul><ul><li>Villa Mocenigo Marocco di Mogliano Veneto (Treviso) [cf 1561-2] </li></ul><ul><li>Villa Sarego Miega di Veronella (Verona) 1552/3?-69 </li></ul><ul><li>Villa Valmarana-Scagnaroli Lisiera di Bolzano Vicentino (Vicenza) c. 1563-6, 1579-80 </li></ul><ul><li>Villa Sarego Veronella (Verona) [cf 1564, 1569] </li></ul>
  13. 14. Due sono le più note ville palladiane, significative della nuova tipologia edilizia e architettonica creata dall’artista. Villa Almerico , detta la Rotonda, presso Vicenza conosciuta anche come Villa Capra o Villa Capra Valmarana Villa Barbaro a Maser, vicino Treviso
  14. 15. Villa Barbaro <ul><li>Situata nella cittadina di Maser, vicino Asolo, fu costruita per Daniele Barbaro, un </li></ul><ul><li>ambasciatore della Repubblica veneziana. La costruzione iniziò intorno al 1549 e fu </li></ul><ul><li>completata nel 1558. La residenza centrale fu eretta sui resti di un castello medievale. </li></ul><ul><li>La sua facciata è caratterizzata da quattro colonne ioniche adattate dal Tempio </li></ul><ul><li>della Fortuna Virile a Roma. </li></ul>
  15. 16. Tempio della Fortuna, Roma
  16. 17. La pianta rivela la struttura interna, a un solo piano, non intuibile dalla facciata: un ambiente centrale a crociera con funzioni di rappresentanza, ambienti minori e servizi subordinati e simmetrici sui due lati che si affacciano sul retro, su uno spiazzo concluso da un ninfeo.
  17. 18. Le barchesse (gli edifici agricoli) si estendono simmetricamente da sinistra a destra della struttura centrale. I lati delle barchesse sono sormontate da colombaie, ognuna con una larga meridiana sulla facciata.
  18. 19. <ul><li>Posizionato sul pendio dietro alla residenza centrale c’è il maestoso ninfeo che ne fa </li></ul><ul><li>una villa patrizia per eccellenza. </li></ul><ul><li>Un ninfeo è in origine un edificio sacro ad una Ninfa (da qui il nome), in genere posto </li></ul><ul><li>presso una fontana o una sorgente d'acqua. Nella civiltà greco-romana con ninfeo si </li></ul><ul><li>indicavano dei &quot;luoghi d'acque&quot;, ossia strutture presentanti vasche e piante acquatiche </li></ul><ul><li>presso i quali era possibile sostare, adibire banchetti e trascorrere momenti di otium. Le </li></ul><ul><li>statue furono realizzate da Alessandro Vittoria e Marc’Antonio Barbaro, uno dei </li></ul><ul><li>commitenti. </li></ul>
  19. 20. L’interno della residenza centrale è evidenziato da magnifici affreschi eseguiti tra il 1560 e il 1562 principalmente da Paolo Veronese.
  20. 21. <ul><li>Notevoli le proporzioni e la qualità architettonica del tempietto che si affaccia sulla </li></ul><ul><li>strada: la cappella padronale doveva infatti ribadire il ruolo sociale della famiglia </li></ul><ul><li>Barbaro, accogliendo anche gli abitanti del borgo di Maser. Qui Palladio si ispira </li></ul><ul><li>evidentemente al Pantheon, specialmente nei pilastri che sorreggono la cupola, mentre </li></ul><ul><li>la pianta centrale a croce greca viene combinata con la forma cilindrica della </li></ul><ul><li>costruzione. Il prospetto è caratterizzato da un classico pronao, nello stile dei templi </li></ul><ul><li>antichi, sormontato da due leggiadri campanili. </li></ul>
  21. 22. Villa Capra, la Rotonda <ul><li>La più celebre fra le ville del Palladio si trova nei sobborghi di Vicenza. Palladio la </li></ul><ul><li>progetta nel 1566 per il canonico Paolo Almerico che, rientrato nella città d'origine </li></ul><ul><li>dopo una brillante carriera presso la corte papale, preferisce la quiete della campagna al </li></ul><ul><li>palazzo familiare. Ci vorranno tuttavia quarant'anni, sul finire dei quali passeranno a </li></ul><ul><li>miglior vita tanto l'architetto quanto il suo cliente, perché la costruzione possa avviarsi </li></ul><ul><li>a compimento per mano dei fratelli Odorico e Mario Capra, subentrati nella proprietà, e </li></ul><ul><li>dell'architetto Scamozzi, erede spirituale del Palladio. </li></ul>
  22. 23. <ul><li>L'immagine è quella di una villa-tempio, </li></ul><ul><li>dal volume pressoché cubico, sul quale </li></ul><ul><li>s'innestano facciate a pronao con maestosi </li></ul><ul><li>colonnati ionici e timpani triangolari, </li></ul><ul><li>sovrastato da una cupola in origine ispirata </li></ul><ul><li>al Pantheon romano, e come questa aperta </li></ul><ul><li>da un oculo, ma poi realizzata in forma </li></ul><ul><li>schiacciata e chiusa. Evidente è la valenza </li></ul><ul><li>simbolica della costruzione, combinazione </li></ul><ul><li>di volumi perfetti, cubo e sfera, con gli </li></ul><ul><li>spigoli orientati verso i punti cardinali, </li></ul><ul><li>secondo una concezione platonica d'ordine </li></ul><ul><li>universale. </li></ul>
  23. 24. <ul><li>La costruzione presenta un basamento destinato agli ambienti di servizio e un piano nobile </li></ul><ul><li>impostato attorno a un maestoso salone circolare a tutta altezza, donde il nome popolare di </li></ul><ul><li>Rotonda, con corridoi d'accesso e ambienti d'angolo su due livelli (quelli superiore nelle </li></ul><ul><li>intenzioni dell'autore dovevano formare una sorta di passeggiata coperta). </li></ul>
  24. 25. <ul><li>L'ambiente centrale, che ha la maestosità </li></ul><ul><li>di una chiesa, rappresenta un caso unico </li></ul><ul><li>nell'architettura civile del Palladio e </li></ul><ul><li>probabilmente va messo in relazione con </li></ul><ul><li>il rango ecclesiastico del primo </li></ul><ul><li>committente. </li></ul><ul><li>La decorazione è straordinaria sotto ogni </li></ul><ul><li>punto di vista: l'apparato pittorico </li></ul><ul><li>interno, di varia mano, culmina nell'opera </li></ul><ul><li>sei-settecentesca del Dorigny. </li></ul>
  25. 26. <ul><li>Quello scultoreo spazia </li></ul><ul><li>dall'esterno, con le notevoli </li></ul><ul><li>statue degli Albanese al culmine </li></ul><ul><li>dei timpani, all'interno, con </li></ul><ul><li>stucchi e camini probabilmente </li></ul><ul><li>del Vittoria. </li></ul>
  26. 27. <ul><li>È interessante notare che in origine l'ingresso principale della villa era quello rivolto al </li></ul><ul><li>fiume, ancora oggi preceduto da una lunga rampa erbosa, mentre l'attuale era quello di </li></ul><ul><li>servizio, allineato con la barchessa. </li></ul>
  27. 28. <ul><li>Notevole è anche il parco, d'impostazione romantica, che si apre a vedute di campagna </li></ul><ul><li>coltivata tutt'intorno. La villa, oggi di proprietà Valmarana, è sede di concerti estivi e di </li></ul><ul><li>manifestazioni, oltre che location cinematografica resa celebre dalle immagini del Don </li></ul><ul><li>Giovanni di Losey. </li></ul>
  28. 29. Un lavoro di Eleonora Bompieri

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