Nato nel 1966 a Castellone (Cremona) elaureato al Politecnico di Milano, si occupadi industrial design dal 1992. All’attiv...
“Noi dobbiamo essere consapevoli                                       che ogni volta che disegniamo una                  ...
“ Ognuno ha un proprio codice colore,una sua appartenenza cromatica, un suo      riconoscersi: è qualcosa di intimo e   pe...
“ Il design è un panorama domestico diriferimento e un elemento di socializzazione.   Gli oggetti animano la nostra scena,...
Il Moscardino è sicuramente il progetto piùcelebre di Giulio Iacchetti, la cui nascita sideve a diverse ritrattazioni del ...
Nato dalla combinazione di cucchiaio e forchetta, è una posata da aperitivo e cene a buffet                  che offre un ...
“All’inizio il progetto prevedeva la   combinazione di tre funzioni: cucchiaio, forchetta e coltello. Analizzando l’oggett...
La lampada Magneto è stata per Foscarininel 2011, ma disponibile al pubblico solo damarzo 2012. La sua funzionalità si dev...
“Lo stretto diametro del diffusore avevabisogno di una fonte luminosa dagliingombri molto ridotti, siamo cosìpervenuti al ...
“E’ qualcosa di speciale: il cavo si adatta a    forme geometriche del tutto casuali. Il    porta-LED è una forma estremam...
“Eureka! Coop è stata una bellissima storia con lieto fine nel 2009. Tutto inizia nel settembre 2003:con Matteo Ragni, ho ...
Il gruppo, coordinato da Giulio Iacchetti, era      composto da una vera e propria nuova   generazione di designer che ris...
“Si tratta di elementi monomatericirealizzati in polipropilene. Dallo stampoescono in formazione "a corolla" compostada 12...
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“ Sono miope di quasi 4 diottrie inentrambi gli occhi dall’età di diecianni, la vista è un argomento che mista molto a cuo...
Questo divertente accessorio da scrivania nascenel 2011, firmato da Alessi. Il suo richiamo alcolibrì, con forme fortement...
“Più step ci sono voluti, però, per la sua                                                    progettazione definitiva … n...
Un lavoro diEleonora BompieriFrancesco Fachechi
“ Noi dobbiamo essere consapevoli che ogni volta  che disegniamo una cosa nuova, qualcos’altro                  invecchia....
Chi è Giulio Iacchetti? - History of nowaday designers
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Storia, pensiero e successi di Giulio Iacchetti, importante designer italiano

History, thoughs and little masterpiece by Giulio Iacchetti,

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Chi è Giulio Iacchetti? - History of nowaday designers

  1. 1. Nato nel 1966 a Castellone (Cremona) elaureato al Politecnico di Milano, si occupadi industrial design dal 1992. All’attività diprogettista alterna l’insegnamento pressonumerose università e scuole di design, inItalia e all’estero.Caratteri distintivi del suo fare sono laricerca e la definizione di nuove tipologieoggettuali. Con l’ideazione e ilcoordinamento del progetto collettivoEureka Coop, realizzato per Coop Italia, haportato il design nella grande distribuzioneorganizzata e caratterizzato la nuovagenerazione del design italiano. Nel 2009questo progetto gli è valso il Premio deiPremi per l’innovazione conferitogli dalPresidente della Repubblica Italiana.All’attività di progettista si aggiunge ladirezione artistica per importanti marchicome iB rubinetterie, ceramica Globo,Guzzini, Meritalia, Pandora design, ThonetVienna, Coccio design edition.
  2. 2. “Noi dobbiamo essere consapevoli che ogni volta che disegniamo una cosa nuova, qualcos’altro invecchia. Le cose invecchiano perché nascono cose nuove. Il pensiero che ho è che non tutte le cose che invecchiano siano da dimenticare e vorrei tanto progettare oggetti “meno prodotti” e lasciare più vita alle cose che ci sono Perché solo così eviteremo di concorrere alla produzione inutile. Io punto alla decrescita felice. Bisogna incentivare la nuova generazione del design italiano, capace e sensibile al rapporto tra design e artigianato.”Mappamondo “Odnom” per Palomar, 2009
  3. 3. “ Ognuno ha un proprio codice colore,una sua appartenenza cromatica, un suo riconoscersi: è qualcosa di intimo e personale. Per me l’attribuzione di un colore è un lavoro molto importante ed esigente poiché impone una riflessione sulla forma. Il lavoro difficile è ‘abbinamento di colore e forma, poiché quest’ultima già esprime una tonalità. Bisogna ascoltare la forma. Oggi c’è un uso sfacciato del colore. Cispacciano la libertà come un uso infinitodei colori. In realtà questa è una tecnicasubdola del mercato per farci credere di avere un grande potenziale di scelta.Il design italiano degli anni’60 ebbe il suo successo proprio per l’originalità di dar colori nuovi a forme nuove. Il colore evoca più dei suoni, dei profumi.” Parete modulare Geko per Caimi Brevetti, 2006
  4. 4. “ Il design è un panorama domestico diriferimento e un elemento di socializzazione. Gli oggetti animano la nostra scena, sono elementi indispensabili ma soprattutto portatori di conoscenza, valori, di narrazioni e storie. Ogni volta che utilizziamo un oggetto e se questo è performante secondo tale punto di vista, aggiunge un capitolo nuovo nella sua e nella nostra storia. In un oggetto, vedo il lavoro delle persone,vedo la persona che me l’ha regalato, i ricordi che evoca. Questa è una potenza spesso inespressa negli oggetti. Sto lavorando molto sul concetto di “oggetti parlanti”, in grado di farsi portatori di storie. Mi interessa questo aspetto sacrale dell’oggetto, poiché vettore di valori. ” Formaghiaccio “Lingotto” per Fratelli Guzzini, 2006 Spremiagrumi “St. Peter Squezzer” per Pandora Design, 2007
  5. 5. Il Moscardino è sicuramente il progetto piùcelebre di Giulio Iacchetti, la cui nascita sideve a diverse ritrattazioni del progetto finoad arrivare all’essenzialità pura.Per Pandora design, questa posata ibridanasce nel 2000. “Questo oggetto ha segnato in modo irripetibile la mia storia professionale. Tutti i miei prodotti mi rappresentano, sono parte di me. Non c’è un prodotto che mi rappresenti di più di altri. Ogni prodotto realizzato è una scheggia del mio fare e del mio pensare. Il Moscardino è forse più facile da evidenziare tra tutti i miei prodotti perché ha fatto vincere a me e a Matteo (Ragni) il Compasso d’Oro nel 2001. Il Moscardino ha segnato l’apertura a concetti nuovi del design: piccoli oggetti d’uso con materiali sostenibili, nuove funzioni.”
  6. 6. Nato dalla combinazione di cucchiaio e forchetta, è una posata da aperitivo e cene a buffet che offre un servizio comodo, economico e poco invadente. Nel 2006, l’intuizione di Pandora, azienda di catering in sviluppo, fu quella di sostituire le “colate in argento” ed utilizzare il design per pareggiare il gap tra sostanze servite e posate, rivoluzionando il concetto di utensile usa-e-getta.Inizialmente composto totalmente in Mater-Bì, composto ricavato dall’amido di mais e fecola di patate biodegradabile al 100%, per darne un lato sostenibile, è oggi disponibile anche inplastica nera o trasparente. Lo considero un piccolo ma geniale contributo all’evoluzione della tavola contemporanea.
  7. 7. “All’inizio il progetto prevedeva la combinazione di tre funzioni: cucchiaio, forchetta e coltello. Analizzando l’oggetto ci parve che il coltello fosse superfluo, soprattutto se indirizzato al mangiare in piedi. Successivamente avevamo seghettato la forma mantenendo sempre un’immagine del coltello, accennando a questa terza funzione… L’eliminazione del coltello dal progetto è stata la svolta. Con un lavoro di riduzione della forma, siamo riusciti a soddisfare i nostri obiettivi. Sapere che il Moscardino è esposto al MoMA nella collezione permanente di design.”Il Moscardino ha delle dimensioni moltoridotte (8x4 cm). E’ disponibile al pubblicoin un set da 24 pezzi al costo di 14 euro.
  8. 8. La lampada Magneto è stata per Foscarininel 2011, ma disponibile al pubblico solo damarzo 2012. La sua funzionalità si deveun’estrema versatilità di angolazione e diriposizionamento data dal gioco dimagnetismo. “ L’idea di Magneto nasce dall’osservazione della forza attrattiva di un magnete. Oggi il fulcro di questa lampada è proprio una sfera magnetica che catalizza l’attenzione di un progetto dalle linee semplici, dal segno estremamente lineare e sintetico. La sfera magnetica svolge anche una funzione importante: tiene insieme l’asta di sostegno, sorretta da una base, e lo stretto diffusore a forma tronco- conica, libero di scorrere in verticale lungo l’asta. Possiamo quindi dire che il campo magnetico generato dalla sfera è la struttura su cui ho costruito questo progetto: una forza di attrazione che lo caratterizza e lo rende funzionale.”
  9. 9. “Lo stretto diametro del diffusore avevabisogno di una fonte luminosa dagliingombri molto ridotti, siamo cosìpervenuti al LED, che produce una luceintensa ma puntuale.Questa è l’idea originaria: avevo pensatoche la sfera potesse diventare il cuoredel progetto. Il magnete trascina con séuna magia che, anche se un fisicosaprebbe spiegarcela perfettamente,resta tale…una magia.”Inizialmente la sfera magnetica eraposizionata alla sommità del sostegnoverticale. Questo primo progetto dellalampada si caratterizzava molto nelsistema formale ma ovviamente nonera una versione definitiva, non era benrisolta la questione dell’alloggiamentodel cavo e la movimentazione dellalampada era limitata a poca superficie.Lo sviluppo del progetto ha permesso dirisolve in modo ottimale l’innesto delcavo all’interno della sede del profilatoche, estraendolo e reintroducendolo,permette libero movimento della fonteluminosa, regolandone l’altezza.
  10. 10. “E’ qualcosa di speciale: il cavo si adatta a forme geometriche del tutto casuali. Il porta-LED è una forma estremamente semplice, minima perché il peso doveva essere ridotto all’essenziale per essere sorretto dal magnete e al contempo impugnabile nel regolarlo. E’ una lampada pensata per la lettura, disponibile per la versione da tavolo e da terra.Magneto, a mio parere, va ad occupare unterreno libero, che si oppone alla lampada da tavolo tradizionale, per la forza del segno, e le lampade più tecniche, con bracci snodati, per la centralità della funzione illuminante in questo progetto. Una funzione per la quale è stato pensato il movimento del diffusore. Con Magneto infatti è possibile direzionare a piacere laluce, richiamando un gesto molto intuitivoe pratico: quello di orientare una normale torcia elettrica.” Con il diffusore in ABS e la base in acciaio verniciato, è disponibile a 298 euro per la versione da tavolo, 380 euro per quella da terra.
  11. 11. “Eureka! Coop è stata una bellissima storia con lieto fine nel 2009. Tutto inizia nel settembre 2003:con Matteo Ragni, ho l’idea di organizzare un incontro alla Triennale di Milano con giovani designer, i miei piccoli maestri. Decidiamo di iniziare un progetto insieme: subito abbiamo l’idea di contattare la grande distribuzione organizzata per forzare la possibilità di progettare per tutti. Dopo aver contattato Coop Italia, riusciamo a decidere un breath di progetto, indirizzato ai prodotti per la casa, per lapulizia e il bucato.Dopo aver scartato numerose idee, al Salone del Mobile del 2005 questi progetti diventano prototipi presentati in un supermercato Coop. E’ stato un gran successo, del tutto inaspettato per pubblico e critica.”
  12. 12. Il gruppo, coordinato da Giulio Iacchetti, era composto da una vera e propria nuova generazione di designer che rispondono ai nomi di Enrico Azzimonti, Carlo Contin, Lorenzo Damiani, DeepDesign (Matteo Bazzicalupo e Raffaella Mangiarotti), Odoardo Fioravanti, Ilaria Gibertini, JoeVelluto, Miriam Mirri, Matteo Ragni, Paolo Ulian. “Le persone possono per la prima volta vedere in un supermercato oggetti di design, di buona qualità e addirittura votare per decidere quali di questi mettere in produzione. Nel febbraio del 2008, questi oggetti durante il Torino World Design Capital sono presentati alla stampa e poi venduti nei supermercati. Il Presidente della Repubblica, l’8 giugno 210 ha premiato il progetto “Design alla Coop” col Premio dei Premi: Un riconoscimento “che il Governo italiano attribuisce agli “attori dell’innovazione, sostenendo il loro ruolo nello sviluppo sociale, economico e scientifico del Paese”. Sturalavandini, Miriam Murri Guanto toglipelucchi, Paolo Ulian
  13. 13. “Si tratta di elementi monomatericirealizzati in polipropilene. Dallo stampoescono in formazione "a corolla" compostada 12 pezzi.Lassenza di un ulteriore passaggioindustriale (come il montaggio-assemblaggio e laggiunta di una mollametallica) incide fortemente sullariduzione del costo del prodotto. Saràlutente finale a staccare ogni singolopezzo dalla corolla, avviando una sorta digioco con un oggetto che da semprerientra nelle cose base di ogni casa.” Design alla Coop’ non è stata solo un evento legato all’affermazione del ‘design democratico’ ma è stata un’occasione per i progettisti coinvolti di conoscersi e di comunicare. Dopo avere lavorato insieme, tra alcuni di questi designer sono nate ulteriori collaborazioni.
  14. 14. 4 Occhi sono stati prodotti da Aspesi1910 – Milano nel 2009. E’ unocchiale tecnico provocatorio cheesce dal concetto montatura perdelineare il proprio stile. “Due paia di occhiali in uno, basta capovolgere gli occhiali da vista per indossare quelli per il sole, e viceversa. Ho pensato di unire il dilettevole allutile... Locchiale con quattro lenti, con montatura doppia, segue la logica delle lenti classiche bifocali, per cui la scelta delle lenti da utilizzare è varia: da vista, da sole, per lontano e per vicino, chiare o scure, da riposo...”
  15. 15. “ Sono miope di quasi 4 diottrie inentrambi gli occhi dall’età di diecianni, la vista è un argomento che mista molto a cuore.Ho voluto inoltre creare un incontrocon materiali differenti da quellisolitamente conosciuti nel campodell’ottica.La montatura è realizzataartigianalmente in Cadore inacetato di cellulosa, una plasticavegetale che deriva dal cotone e dallegno e che una volta venivautilizzata per fabbricare i pettini e ibottoni.” Gli occhiali sono disponibili in sei colori: nero, trasparente, verde acido, rosso, bianco, tartaruga. Il loro costo è di circa 255 euro, disponibile solo presso Aspesi 1910.
  16. 16. Questo divertente accessorio da scrivania nascenel 2011, firmato da Alessi. Il suo richiamo alcolibrì, con forme fortemente espressive edecorative, rende Uselen, “uccellino” in dialetto,un oggetto di grande maneggevolezza epersonalità. “Noi non inventiamo niente ma imitiamo cose che la natura ci racconta. La nascita di questo tagliacarte è opposta al Moscardino: in quest’ultimo forma e funzionalità hanno trovato corrispondenza sin dall’inizio, non si può dire lo stesso per Uselen. Sono rimasto affascinato dal colibrì per l’eleganza di quel suo lungo becco affusolato, quindi ne ho studiato la forma e solo dopo l’ho adattata alla funzione. Sarà sufficiente un solo colpo di coda dell’uccellino, in acciaio, per aprire una busta. ”
  17. 17. “Più step ci sono voluti, però, per la sua progettazione definitiva … numerosi prototipi in legno,schizzi... Lo sviluppo dimostra come forma si sia via via semplificata e perfezionata. Quando si realizza un oggetto che deve essere impugnato, l’avvicinamento al prodotto finito richiede più tentativi.”Uselen è completamente realizzato in acciaio inossidabile 18/10 satinato. E’ stato presentatoall’edizione 2011 del Maison et Objet di Parigi e al MACEF. E’ disponibile presso Alessi al costo di 20euro circa.
  18. 18. Un lavoro diEleonora BompieriFrancesco Fachechi
  19. 19. “ Noi dobbiamo essere consapevoli che ogni volta che disegniamo una cosa nuova, qualcos’altro invecchia.Le cose invecchiano perché nascono cose nuove. Il pensiero che ho è che non tutte le cose che invecchiano siano da dimenticare e vorrei tanto progettare oggetti meno prodotti e lasciare più vita alle cose che ci sono Perché solo cosìeviteremo di concorrere alla produzione inutile. ”

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