Presentazione a cura diMassaro Davide3a E
I Della Robbia:Scultori e ceramistiFamiglia di scultori e ceramisti fiorentini operanti fra il XV e il XVI secolo. Ilpiù c...
Luca realizzò a Firenze opere insigni come la Cantoria per la Sagrestia delDuomo(1431-38), oggi nel Museo dell’Opera del D...
Ospedale                                        deglInnocenti,                                        formelle sulla      ...
I Della Robbia passati alla storia per la loroimportanza nella scultura sono quattro:Luca Della RobbiaAndrea Della Robbi...
Della Robbia Luca (Firenze 1400 ca. – 1482), scultore e ceramista italiano  del Rinascimento, fondatore di una bottega che...
L’aggiornamento del linguaggio scultoreo centroitaliano alla luce deiprincipi dell’Umanesimo è ben visibile nella prima op...
Intorno ai primi anni Quaranta lo scultore iniziò la produzione di terrecotteinvetriate a bassorilievo, caratterizzate per...
Cantoria                                                                  1431-1438                                       ...
Tabernacolo del Sacramento                          1441-42               Firenze, Peretola, Santa Maria             In qu...
Resurrezione                                               1442-1444                                               terraco...
Visitazione                                               1445 circa                                               terraco...
Ascensione di Cristo                                                 1446-1451                                            ...
Madonna del Roseto (Firenze, Bargello, 1460-70)   Madonna della mela (Firenze, Bargello, 1441-45)  Le due madonne del Rose...
Luca                                       della                                       Robbia:                            ...
Della Robbia Andrea (Firenze 1435-1525), scultore e artista della ceramica   italiano, nipote di Luca Della Robbia e il pi...
Annunciazione                                                                  1490 circa                                 ...
SantAntonio da                                                     Padova,                                                ...
Uno dei dieci “Putti”     Questa graziosa scultura in terracotta smaltata fa partedellopera più celebre di Andrea Della Ro...
LA CROCIFISSIONE DI GESU,             di Andrea Della Robbia.             Cappella delle stimmate, altare maggiore        ...
Ecco un’altra scultura di Andrea             Della Robbia.-indietro-
Ecco un’altra             scultura di Andrea             Della Robbia.-indietro-
Ecco un’altra scultura di             Andrea Della Robbia.-indietro-
Giovanni Della Robbia(1469 - 1529 ca.)Terzogenito di Andrea fu Giovanni Della Robbia nato a Firenze nel 1469 e scomparso n...
Lavabo             1498             terracotta invetriata             Firenze, Santa Maria Novella (sagrestia)            ...
Incredulità di san                                                          Tommaso                                       ...
Pietà tra san Giovanni e la Maddalena dolenti                                     1514                                    ...
Gerolamo Della Robbia (1488 - 1556)“Andrea (...) lasciò molti figlioli, i quali a gli invetriati attendevanosimilmente com...
Ecco un’opera attribuita a Gerolamo Della Robbia. Essa rappresentaSan Gerolamo in atto di inchinarsi a un crocifisso di Ge...
Il Campanile di Giotto  Il campanile di Santa Maria del Fiore, uno dei più  belli dItalia, è una geniale (e costosissima) ...
Lospedale degli Innocenti è la prima istituzione di questo generein Europa (1419). Ideato per curare e allevare i bambini ...
Piazza Santa Maria Novella, dalla caratteristica forma acinque lati, è una delle più grandi del centro storico diFirenze: ...
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Davide Massaro
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I Della Robbia

  1. 1. Presentazione a cura diMassaro Davide3a E
  2. 2. I Della Robbia:Scultori e ceramistiFamiglia di scultori e ceramisti fiorentini operanti fra il XV e il XVI secolo. Ilpiù celebre è Luca (Firenze fine XIV sec.- 1482). Formatosi sulla lezione delGhiberti e di Nanni di Banco ma anche sullesperienza di Donatello, fu scultorefamoso non solo per leccellenza delle sue opere ma, particolarmente, perlinvenzione della terracotta verniciata ("invetriata"), il cui segreto passò alnipote Andrea (Firenze 1435-1525) e al di lui figlio Giovanni (Firenze1469-1529).
  3. 3. Luca realizzò a Firenze opere insigni come la Cantoria per la Sagrestia delDuomo(1431-38), oggi nel Museo dell’Opera del Duomo, i bassorilievi dellaparte bassa del Campanile del Duomo (1437-39), i quattro grandi tondi nellavolta della Cappella dei Pazzi, il monumento funebre del vescovo BenozzoFederighi in Santa Trinita (1454-57), lo splendido soffitto della Cappella delcardinale di Portogallo in San Miniato (1461-66). Il nipote Andrea, vicino alVerrocchio, è considerato scultore inferiore, troppo convenzionale e formale,dotato però di unampia gamma di cromie e maestro nel loro uso. Si ricordinodi lui la Visitazione, nella Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia, la bellaserie dei putti fra gli archi dello Spedale degli Innocenti (1463) e la sua lunettasotto la loggia dellospedale di San Paolo in Piazza Santa Maria Novella(1490-95). S. Maria del Fiore Cantoria, particolare
  4. 4. Ospedale deglInnocenti, formelle sulla facciataLopera migliore del figlio Giovanni sono i bei bassorilievi della facciatadellospedale di Pistoia, realizzati però sotto la direzione paterna. ConGiovanni la bottega inizia la produzione su larga scala di tabernacoli ed altari,sempre gradevoli ed onnipresenti in Toscana, ma scade sul piano del purovalore artistico. Un altro figlio, Gerolamo (Firenze 1488 ca. - Parigi 1566), lasciònel 1527 la fiorente bottega di famiglia e si strasferì alla corte di Francialavorando fra laltro al castello di Fontainebleau.
  5. 5. I Della Robbia passati alla storia per la loroimportanza nella scultura sono quattro:Luca Della RobbiaAndrea Della RobbiaGiovanni Della RobbiaGerolamo Della Robbia
  6. 6. Della Robbia Luca (Firenze 1400 ca. – 1482), scultore e ceramista italiano del Rinascimento, fondatore di una bottega che produsse raffinati rilievi in terracotta fino a tutto il XVI secolo; tra i collaboratori e prosecutori della sua arte, molti dei quali suoi familiari, si distinse il nipote Andrea.
  7. 7. L’aggiornamento del linguaggio scultoreo centroitaliano alla luce deiprincipi dell’Umanesimo è ben visibile nella prima opera nota diLuca della Robbia, la decorazione a rilievo della Cantoria del Duomodi Firenze (1431-1438; Museo dell’Opera del Duomo, Firenze). Ilclassicismo dell’arte di Luca della Robbia si manifesta nella pacatacompostezza delle figure (angeli, o putti), nella grazia e nellanaturalezza delle espressioni, nell’equilibrio e nel ritmochiaroscurale. Le cinque formelle esagonali che Della Robbia realizzòper il campanile di Giotto in Santa Maria del Fiore a Firenze, ispiratealle Arti liberali (1431-1439; oggi nel Museo dell’Opera del Duomo),mostrano invece ancora stilemi tardogotici, seppure coniugati con ungusto più moderno, forse influenzato da Donatello.
  8. 8. Intorno ai primi anni Quaranta lo scultore iniziò la produzione di terrecotteinvetriate a bassorilievo, caratterizzate perlopiù da figure bianche in campo blu;tra le sue prime creazioni, ricordiamo il Tabernacolo per la Cappella di San Lucanell’Arcispedale di Santa Maria Nuova a Firenze (1441-1443), in marmo eterracotta. Ma le sue opere per cui la bottega dei Della Robbia divenne prestofamosa furono le numerose Madonne col Bambino, a mezzo busto o a figuraintera, rese con forte effetto plastico in linee morbide e delicate (Madonna del Roseto, Museo nazionale del Bargello, Firenze): tipica lacontrapposizione tra la semplicità cromatica (bianco-blu) del tondo e ladecorazione della cornice, a ghirlande di fiori e frutti, a colori vivaci (giallo,verde). Risalgono al decennio d’oro dell’attività di Luca le lunette con laResurrezione (1442-1445) e l’Ascensione (1446-1451) per le porte delle sacrestie delDuomo di Firenze; il Ciborio (1441-42) di San Miniato al Monte (ora allaCollegiata di Peretola); la Visitazione (1445 ca.) di San Giovanni Fuorcivitas aPistoia; i tondi con gli Apostoli della Cappella dei Pazzi di Brunelleschi, in SantaCroce a Firenze. Tra le sue opere più tarde, di grande interesse sono ilmonumento funebre a Benozzo Federighi, vescovo di Fiesole (1454-1458, SantaTrinita, Firenze); i dieci rilievi in bronzo per le imposte della Sacrestia Vecchiadel Duomo di Firenze; e la decorazione della volta nella Cappella del cardinaledel Portogallo (1461-1466), in San Miniato al Monte.
  9. 9. Cantoria 1431-1438 Firenze, Museo dellOpera del DuomoDella sua prima attività si conosce assai poco; la sua prima opera datata (1431-1438)è la Cantoria per Santa Maria del Fiore di Firenze (Museo dellOpera): su dieciriquadri sono raffigurati giovinetti che suonano e cantano in lode del Signore.Costituiscono una completa illustrazione del Salmo 150 di David, il cui testo latinoricorre a grandi caratteri sulle cornici orizzontali. Già in questa cantoria si nota ilnaturalistico amore di Luca per la rappresentazione della bellezza giovanile,espressione di spirituale serenità. -indietro-
  10. 10. Tabernacolo del Sacramento 1441-42 Firenze, Peretola, Santa Maria In questa scultura fece uso per la prima volta della invetriatura, cioè luso della terracotta coperta da un lucente strato di smalto bianco o colorato. Questo procedimento tecnico, che non fu inventato da lui, ma che Luca perfezionò e da un uso prevalentemente artigianale, sollevò ad altissime e inconfondibili realizzazioni darte, di pura scultura, nelle quali il rivestimento policromo, destinato a proteggere la fragile materia fittile dagli agenti atimosferici, risponde ad un preciso intento stilistico conferendo il maggior risalto plastico al candore di forme nitidamente che si stagliano in bianco contro i fondi generalmente azzurri.-indietro-
  11. 11. Resurrezione 1442-1444 terracotta invetriata Firenze, Santa Maria del FioreGrazie all’appoggio di Filippo Brunelleschi, al quale lo legava unaprofonda amicizia, Luca, dopo il successo arriso alla Cantoria, potécimentarsi nell’impiego monumentale della terracotta invetriata. Nellalunetta, collocata sopra la porta della Sagrestia delle messe nel Duomodi Firenze, egli adottò un rilievo scultoreo e realizzò figure bianche,impreziosite di dorature a “freddo”, su fondo cobalto. Intorno allafigura del Cristo benedicente dispose, secondo rigidi criteri di equilibrioe armonia compositiva, le figure degli angeli e dei soldati dormienti,vestiti di armature “all’antica”. -indietro-
  12. 12. Visitazione 1445 circa terracotta invetriata Pistoia, San Giovanni FuorcivitasIl gruppo pistoiese costituisce per Luca la prima prova di scultura a tuttotondo e precede di poco i due Angeli per il tabernacolo del SantissimoSacramento nel Duomo fiorentino. Un lavoro di grande impegno, che per ledimensioni notevoli implicò problemi di cottura e di trasporto, risoltismontando e sezionando le figure con tagli ben dissimulati. Le due donnesono ritratte in pose composte e solenni mentre concentrano gli sguardil’una sull’altra. L’episodio biblico dell’incontro tra la giovane Vergine e lapiù anziana Elisabetta viene risolto così in termini di lucida e sinceraispirazione devozionale: caratteristica questa che rese anche le Madonne colBambino dell’artista care a un pubblico largo e variegato. -indietro-
  13. 13. Ascensione di Cristo 1446-1451 terracotta invetriata Firenze, Santa Maria del FioreSi tratta della lunetta che sovrasta la porta della Sagrestia deicanonici nel Duomo di Firenze, eseguita come complemento allaResurrezione del 1442-1444. Anche in questo caso la composizione siorganizza intorno alla figura centrale del Cristo, ispirata a unlavoro di Lorenzo Ghiberti. Luca interpreta la scena in toni piùdescrittivi e pittorici e introduce nel paesaggio i colori naturalistici,svincolando così la tecnica della terracotta invetriata dallasudditanza alla scultura marmorea. -indietro-
  14. 14. Madonna del Roseto (Firenze, Bargello, 1460-70) Madonna della mela (Firenze, Bargello, 1441-45) Le due madonne del Roseto e della mela, pur appartenenti a periodi cronologici leggermente diversi, sono considerate due splendidi esempi nella scultura femminile tipica di Luca Della Robbia -indietro-
  15. 15. Luca della Robbia: Madonna con BambinoNella foto, una elegante Madonna conBambino, realizzata per la chiesa diSan Michele a Firenze -indietro-
  16. 16. Della Robbia Andrea (Firenze 1435-1525), scultore e artista della ceramica italiano, nipote di Luca Della Robbia e il più famoso dei suoi successori. Istruito dallo zio circa le tecniche di lavorazione del marmo e delle ceramiche, si specializzò in "multipli", opere strutturate su uno schema iconografico ripetuto con leggere variazioni, spesso concatenate in unosviluppo narrativo. La sua opera più nota è la serie dei Putti (1463 ca.), dieci tondi raffiguranti bambini in fasce, sulla facciata del portico dellOspedale degli Innocenti di Firenze. A lui sono inoltre attribuite le sculture del Santuario della Verna (Annunciazione, Madonna adorante, Assunzione,Crocifissione, 1479 ca.) e la lunetta con il rilievo Incontro di san Francesco e san Domenico (1490-1495 ca.), nella loggia dellOspedale di San Paolo a Firenze, oltre a capolavori come le sculture di Sant’Antonio, San Bernardino, Sant’Elisabetta e Santa Chiara e altre ( Diapositiva 21, Diapositiva 22, Diapositiva 23). Tutti i cinque figli di Andrea furono maestri nellarte della terracotta invetriata: ricordiamo in particolare Giovanni (Firenze 1469-1529) e Gerolamo (Firenze 1488 ca. - Parigi 1566). La loro opera, comunque, nonraggiunse mai gli alti esiti artistici di quella del padre e dello zio. Gerolamo fu anche architetto e scultore; si trasferì in Francia e lavorò molti anni nei pressi di Parigi.
  17. 17. Annunciazione 1490 circa terracotta invetriata Firenze, museo dello Spedale degli InnocentiLa lunetta fa parte di una serie di interventi commissionati ad Andrea nelbrunelleschiano Spedale degli Innocenti e, prima di finire nel museo,coronava la pala d’altare della cappella Del Pugliese di Piero di Cosimo(1493). Alla classica austerità delle figure dello zio, Andrea sostituisceun’impaginazione più colloquiale e dinamica, dai toni fortemente narrativi,esemplata sulle prove contemporanee di Antonio Rossellino, delVerrocchio, del Perugino. Ai colti committenti fiorentini, finanche allo stessoLorenzo il Magnifico, piacevano particolarmente gli effetti di brillantezza esmaltata luminosità delle superfici lavorate con la tecnica dell’invetriatura. -indietro-
  18. 18. SantAntonio da Padova, San Bernardino, SantElisabetta, Santa Chiara 1495 circa Firenze, portico dello Spedale di San Paolo dei ConvalescentiNell’ultimo decennio del secolo il rigore devozionale di Andrea, acceso dallapredicazione del Savonarola, lo indusse ad abbandonare l’esuberante vivacitàdelle composizioni precedenti e ad adottare un linguaggio austero, semplificato.Le composizioni, animate da figure rigide, avvolte in vesti castigate e dallefisionomie stereotipe, riscossero un enorme successo presso il pubblico meno coltoe vennero utilizzate soprattutto per la decorazione degli ospedali, dei ricoveri edelle chiese degli ordini mendicanti. Emblematici di questa produzione sono isette medaglioni con Santi francescani dello Spedale di San Paolo deiConvalescenti, posto di fronte alla chiesa di Santa Maria Novella. -indietro-
  19. 19. Uno dei dieci “Putti” Questa graziosa scultura in terracotta smaltata fa partedellopera più celebre di Andrea Della Robbia, la serie dei Putti che orna la facciata dellOspedale degli Innocenti di Firenze. -indietro-
  20. 20. LA CROCIFISSIONE DI GESU, di Andrea Della Robbia. Cappella delle stimmate, altare maggiore Al centro Gesù sulla croce, sotto la quale è posto un teschio a significare la vittoria sulla morte ad opera del Redentore. In basso, a sinistra, S. Francesco genuflesso e la Vergine in piedi, in atteggiamento di dolorosa preghiera. Dalla parte opposta si vedono San Giovanni Evangelista e San Girolamo che, genuflesso, si percuote il petto con una pietra; Otto angeli, quattro per parte ai lati della croce. Sopra le braccia laterali della croce si vedono il sole e la luna piangenti; sopra la croce un pellicano che si svena per nutrire i propri piccoli, simbolo del Redentore, che per la salvezza dellumanità ha versato il Suo Sangue. Ai piedi della croce si legge: "O vos omnes, qui transitis per viam, attendite et videre, si est dolor sicut dolor meus". Alle estremità della scritta lo stemma della famiglia Alessandri e alla sommità della cornice è raffigurato lo Spirito Santo.-indietro-
  21. 21. Ecco un’altra scultura di Andrea Della Robbia.-indietro-
  22. 22. Ecco un’altra scultura di Andrea Della Robbia.-indietro-
  23. 23. Ecco un’altra scultura di Andrea Della Robbia.-indietro-
  24. 24. Giovanni Della Robbia(1469 - 1529 ca.)Terzogenito di Andrea fu Giovanni Della Robbia nato a Firenze nel 1469 e scomparso nellastessa città nel 1529, specializzato in fregi e medaglioni decorativi; "Opere di misericordia"nellospedale del Ceppo a Pistoia e soprattutto con "Cristo e Santi“, ora al Bargello di Firenze.Considerato dal Vasari assai meno dotato dei fratelli, eramolto industrioso ma fu in realtà discontinuo nel livello delle sue produzioni, mantenendo peròin vita la bottega di famiglia che a partire dal 1525 i suoi fratelli, trasferitisi nelle Marche e inFrancia, avevano abbandonato.Fu scultore, decoratore e alloccorrenza anche vasaio. Fece esperienza con suo padre ed èdocumentato che lavorò nella bottega di famiglia dal 1487, dove ha collaborato su progetti qualilaltare di marmo di Santa Maria delle Grazie a Arezzo (1487-93). Dal 1495 circa ha lavoratoanche indipendentemente. Il suo primo lavoro documentato, il lavabo nella sacrestia dellaSanta Maria Novella (Firenze), completato nel 1498, già mostra la sua esuberanza decorativacaratteristica e ha un paesaggio particolarmente bello ed un fiume verniciate nel lunette. Lostile specifico di Giovanni appare maggiormente in due altari fatti per il convento di SanGirolamo in Volterra, in cui le figure sono molto vivaci. Inoltre ha prodotto giare, vasi estemmi decorativi, per esempio 36 vasi ordinati per lospedale di Santa Maria Nuova, Firenze,di cui un esempio è conosciuto (1507; Sevres, Museo Nazionale della ceramica). Tipichesculture esemplari di Andrea sono l’ Incredulità di san Tommaso e laPietà tra san Giovanni e la Maddalena dolenti
  25. 25. Lavabo 1498 terracotta invetriata Firenze, Santa Maria Novella (sagrestia) Giovanni esordì come artista autonomo con quest’opera, dove le influenze del padre Andrea (evidenti nel gruppo della Madonna col Bambino tra due angeli) si uniscono a caratteristiche nuove, mutuate dalla poetica del Verrocchio e di Fillipino Lippi. L’artista punta sull’esuberanza decorativa, sull’utilizzo giocoso della citazione classica (originali le candelabre e i vasi antichizzanti con delfini lungo le lesene e i pilastri), prediligendo gli effetti pittorici della materia, come è ben evidente nell’inserzione del paesaggio fluviale in prospettiva aerea al centro dell’architettura. La sua proposta sembra dunque consistere da subito nel potenziamento del rapporto scambievole tra dato plastico e pittorico.-indietro-
  26. 26. Incredulità di san Tommaso 1510 circa Quarto (Firenze), Conservatorio delle Montalve alla QuieteDichiarate simpatie verrocchiesche emergono in quest’opera, parte di un gruppo ditre lunette commissionate all’artista per la chiesa di San Jacopo a Ripoli. Le duefigure citano, senza variazioni sostanziali, il famoso gruppo realizzato dalVerrocchio per una delle nicchie di Orsanmichele (finito nel 1483). Giovanni collocai personaggi davanti a un estroso paesaggio, vivacizzato dalla presenza di colombe,conigli e cerbiatti. Esplicite citazioni dalla pittura fiorentina del secondoQuattrocento, segno dell’orientamento dell’artista verso forme sempre più leziose, siritrovano nel contemporaneo fonte battesimale di San Giovanni Battista a Galatrona. -indietro-
  27. 27. Pietà tra san Giovanni e la Maddalena dolenti 1514 terracotta invetriata Firenze, Museo nazionale del BargelloAll’inizio del secondo decennio del secoloGiovanni comincia ad allontanarsi dallamisurata metrica spaziale degli altari paternie ad adottare un linguaggio popolare, ricco diinflessioni pietistiche. Nella Pietà, realizzataper la chiesa di Santa Maria della Scala aFirenze, egli utilizza elementi propri dellessico familiare, caricandoli di effetti pittoricie decorativi. Le figure aggettano dal fondodella pala che accoglie, insieme alla croce e aisimboli della Passione, un largo paesaggiocon, in lontananza, Gerusalemme. Non èesclusa la partecipazione all’opera dei tre figlidell’artista, Marco, Lucantonio e Simone,«che morirono di peste l’anno 1527, essendoin buon’espettazione», come riferisce ilVasari. -indietro-
  28. 28. Gerolamo Della Robbia (1488 - 1556)“Andrea (...) lasciò molti figlioli, i quali a gli invetriati attendevanosimilmente come esso. Dei quali il minore, chiamato Gerolamo feceopre di marmo lodate e stette per lungo tempo in Francia, et anco Lucasuo fratello vi condusse”.E questo lo stringato ma eloquente profilo su Gerolamo fornito da GiorgioVasari nella prima edizione delle "Vite" del 1550, messo a chiuso della biografiadi Luca il Vecchio. E nelle edizioni successive il Vasari sottolinea sempre più ilsuo apprezzamento per il giovane Girolamo che viene definito "valentuomo"pari ad un Jacopo Sansovino o al Bandinelli.Attivo a Parigi dal 1571 Gerolamo ebbe in effetti il merito di sostenere edamplificare il prestigio dell arte robbiana su uno scenario internazionale e assaisofisticato come la corte francese, tipico esempio la scultura diSan Gerolamo nella Natura.
  29. 29. Ecco un’opera attribuita a Gerolamo Della Robbia. Essa rappresentaSan Gerolamo in atto di inchinarsi a un crocifisso di Gesu’ . Lo sfondoriguarda in se la natura, con molti animali e alberi in secondo piano. Danotare il tipico teschio alla base della croce.
  30. 30. Il Campanile di Giotto Il campanile di Santa Maria del Fiore, uno dei più belli dItalia, è una geniale (e costosissima) invenzione di Giotto, creata più come monumento decorativo che funzionale. Nel 1334, quando i lavori per la nuova cattedrale languivano ormai da oltre trentanni, il grande artista viene nominato capomastro della fabbrica con il compito di portarne avanti la costruzione. Ma piuttosto che impegnarsi nella prosecuzione del progetto di Arnolfo per il Duomo, Giotto preferisce idearne uno tutto suo: il campanile. Al nuovo elemento architettonico che va ad arricchire la piazza, il maestro lavora dal 1334 al 1337, anno della sua morte, ma del progetto riesce a vedere realizzata solo la prima zona, quella dove si apre lingresso cuspidato.-indietro-
  31. 31. Lospedale degli Innocenti è la prima istituzione di questo generein Europa (1419). Ideato per curare e allevare i bambini orfani oabbandonati e dar loro un mestiere, lo "Spedale" fu edificato altempo della Repubblica Fiorentina per volontà dell’Arte dellaLana, che lo finanziò interamente, e affidato a FilippoBrunelleschi, che qui realizzò un esempio armonico e razionale diarchitettura ospedaliera nellinsieme di chiostri, portici, refettori,dormitori, infermerie e "nursery". -indietro-
  32. 32. Piazza Santa Maria Novella, dalla caratteristica forma acinque lati, è una delle più grandi del centro storico diFirenze: fu infatti allargata più volte per ospitare le follerichiamate dalla predicazione dei frati dell’Ordinedomenicano, che nel 1221 si erano stabiliti in quellareacostruendovi un convento. Grazie alla sua ampiezza, lapiazza fu poi scelta come sede del Palio dei Cocchi, di cuisono ricordo i due obelischi in marmo eretti dalGiambologna sopra quattro tartarughe di bronzo.Oltre alla Basilica domenicana e allarea conventuale, che comprendeanche lantica Farmacia dei frati, la piazza ospita sul lato sud il lungologgiato dellex Ospedale di San Paolo, costruito negli anni 1489-96 aimitazione della Loggia degli Innocenti del Brunelleschi. Sotto il latodestro del portico si nota la lunetta in terracotta policroma di Andreadella Robbia, autore anche dei tondi fra le arcate del portico. Lalunetta raffigura un incontro fra San Francesco e San Domenico, chela tradizione vuole sia avvenuto in questo luogo nel 1221. -indietro-

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