PROMOZIONE DELLA SALUTE E COMPETENZE NELLA GESTIONEDEL RISCHIOModelli organizzativi deicentri anti-fumo:Modello CCM
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Smettere di fumare(Cessazione)Uno sguardo globale
Tobacco controlSettori di intervento fondamentali nel controllo del tabagismoUniversità degli Studi di VeronaCorso di Perf...
Cessazione («Smoking Cessation»)(sinergie fra i 3 livelli)Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattame...
Modalità di cessazioneUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13AUTONOMA...
La disponibilità/possibilità di smettere di fumare è legata, sia alle difficoltà ed alle risorse personali ed ambientali d...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Il Tabagismo, in quanto dipend...
La progressiva riduzione della prevalenza deifumatori in Italia è determinata soprattuttodall’aumento degli ex-fumatori.Le...
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Come equanto sismette difumare inEuropa ed inItaliaUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del...
Motivi per smette di chi non ci è riuscito
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Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
Come tenta di smettere chi non ci è riuscito
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Come smette chi ci è riuscito
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Rapporto annualeOssFad 2012I Centri antifumo sono tuttaviaabbastanza diffusi, anche sepoco conosciuti
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RETE dei Servizie Centri Antifumocome nodo della rete
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Le Linee Guida europee per la ...
Interventi di I°LIVELLO o interventi BREVI30“Linee guida cliniche per promuovere la cessazionedell’abitudine al fumo”Istit...
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Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto sul fumo in Italia, O...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto annuale OssFAD 2010An...
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Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Proposte organizzativeper la c...
L’esempio della Gran BretagnaUn confronto internazionale è possibile in particolare con le misure intraprese in UK per pro...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13http://www.ensp.org/node/810
Tobacco Dependence Treatment SpecialistUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo A...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabagismo AA 2012/13FORMAZIONE (di base per specia...
Tobacco cessation servicesUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13ACCREDITAMENTO: risorse umane ...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13ACCREDITAMENTO: risorse materi...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Ministero della SaluteDipartim...
Progetti CCM sul Tabagismo 1(coordinati dalla Regione Emilia-Romagna)Università degli Studi di VeronaCorso di Perfezioname...
Progetto 2004 (CCM1): “Piano nazionale di formazione sul tabagismo rivolto a pianificatori regionali edoperatori pubblici ...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Progetto 2007 (CCM3): “Program...
Area 3. Costruzione di una rete di operatori socio-sanitari impegnati in azioni di supporto, assistenza e cura deltabagism...
L’obiettivo strategico di questa area era quello di ricercare criteri e indicatori utili alla definizione e monitoraggiode...
Dati raccolti su organizzazione CAFUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 20...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto annuale OssFad, 2011C...
59Guida ai servizi territoriali per la cessazionedal fumo di tabacco (aggiornamento 2011)Osservatorio Fumo, Alcol, Droga, ...
Sono stati reclutati tutti i fumatori che hanno effettuato almeno la prima valutazione presso uno dei 19 CAF partecipanti,...
INVIOUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13L’INVIO al CAF dal medico...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13TEMPI DI ATTESAIl tempo medio ...
VALUTAZIONE INIZIALE• La popolazione afferente ai CAFg è mediamente più giovane (il 60% dei fumatori hanno menodi 50 anni ...
TIPI DI TRATTAMENTI NEI CAFUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13I p...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto Annuale OssFad, 2009
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
«Standard Treatment Programme - One-to-onesmoking cessation support», Andy McEwen, 2011NHS Centre for Smoking Cessation an...
Tecniche di cambiamento del comportamento(Behaviour change techniques)68
Esiti dei trattamentiRITENZIONE IN TRATTAMENTO• Solo il 37% dei fumatori che afferiscono ai CAFi conclude il trattamento, ...
Modalità effettuazione del follow-upLa buona pratica della rilevazione del CO exp., è purtroppopoco diffusa anche fra i CA...
Caratteristiche individuali e dei caf predittive di astinenzaCARATTERISTICHE dei CAF e del TIPO dI TERAPIAI risultati dell...
Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Considerazioni conclusivesui C...
Considerazioni conclusive• La Cessazione va intesa come un fenomeno complesso con caratteristiche processuali che va affro...
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Modulo 2 cessazione dal fumo

  1. 1. PROMOZIONE DELLA SALUTE E COMPETENZE NELLA GESTIONEDEL RISCHIOModelli organizzativi deicentri anti-fumo:Modello CCM
  2. 2. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Modelli organizzativi deicentri anti-fumoModello CCMMateo AmeglioResp. Ser.T. e Caf – Zona Alta ValdelsaAUSL 7 di SienaMinistero del Lavoro, della Salute edelle Politiche SocialiCentro Nazionale per la Prevenzione e il Controllodelle Malattie
  3. 3. Smettere di fumare(Cessazione)Uno sguardo globale
  4. 4. Tobacco controlSettori di intervento fondamentali nel controllo del tabagismoUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Protezione dal fumopassivo(Norme-divieti-sensibilizzazione-educazione)Far smettere difumare chi fumaCESSAZIONEEvitare l’inizio delfumo(prevenzioneprimaria)
  5. 5. Cessazione («Smoking Cessation»)(sinergie fra i 3 livelli)Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Cessation services are most effectivewhen they are part of a coordinatedtobacco control programme (143).143. WHO report on the global tobacco epidemic, 2009:implementing smoke-free environments. Geneva, World HealthOrganization, 2009(http://www.who.int/tobacco/mpower/2009/en/index.html,accessed 12 April 2011).
  6. 6. Modalità di cessazioneUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13AUTONOMA(senza aiuto)InterventispecialisticiInterventidi I° livello
  7. 7. La disponibilità/possibilità di smettere di fumare è legata, sia alle difficoltà ed alle risorse personali ed ambientali delfumatore e sia alla sua fase motivazionale, con tutta la ricchezza di fattori che contribuiscono a determinarla (che includonoanche le suddette difficoltà e risorse), come descritta nel «Modello transteorico del cambiamento di Prochaska e DiClemente».L’eventuale percorso di cambiamento dei vari tipi di fumatori, che possiamo collocare in un ideale spettro di caratteristicheche li avvicina o allontana dall’interruzione del fumo, può incontrare nelle sue interazioni con il mondo socio-sanitario(come anche ovviamente con i messaggi dei mass-media, della famiglia, del mondo della scuola o del lavoro, gli eventi divita, ecc), input che favoriscono il cambiamento, in modo totale o parziale, efficace o inefficace, temporaneo o permanenteoppure input che vanno nella direzione opposta al cambiamento.Il cambiamento può essere dunque attivato e progredire in varie tappe del percorso del singolo fumatore e trovare una suasvolta (o una delle sue svolte), con modalità autonome o in seguito a contatti significativi con operatori sanitari di primolivello (MMG, specialisti, ostetriche, ecc) o può invece aver bisogno di un intenso aiuto specialistico. Soltanto una RETE diservizi assistenziali, che opera in modo coordinato ed efficiente nelle varie tappe di questo percorso, può incideresignificativamente su questo cambiamento.
  8. 8. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Il Tabagismo, in quanto dipendenza, è una patologia cronica recidivante, che puònecessitare di interventi anche di lunga durata o comunque ripetuti nel tempo, al fine diprevenire o limitare eventuali ricadute.In media vengono effettuati 5 – 7 tentativi prima di riuscire definitivamente a smetteredi fumare.L’utilizzo di supporto psicologico e/o farmacologico può determinare un aumento fino aquattro volte della probabilità di rimanere astinenti a lungo termine, rispetto allaprobabilità del 3-5% dei fumatori che tentano di smettere da soli (1, 2, 3).Soltanto una RETE ASSISTENZIALE può consentire di mettere in campo i diversi tipi diinterventi, appropriati per sostenere il percorso di cambiamento del fumatore nelle varietappe del suo percorso, compreso quelle che possono portare ad una cessazionespontanea, che non è certo avulsa dai molteplici stimoli interni ed esterni che laprecedono.
  9. 9. La progressiva riduzione della prevalenza deifumatori in Italia è determinata soprattuttodall’aumento degli ex-fumatori.Le fasce di età in cui si smette di fumarecorrispondono a quelle più coinvolte nelle egatea problemi di salute presenti o futuri.Il ruolo degli operatori sanitari di primo livelloappare dunque particolarmente significativo.Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto annualeOssFad 2012
  10. 10. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Fra i fumatori c’è sempre unasignificativa percentuale chepensa a smettere con unacerta serietà.È preoccupante rilevare laprogressiva riduzione dellapercentuale di tentativi dismettere
  11. 11. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Come e perché si smettedi fumare in Europa
  12. 12. Come equanto sismette difumare inEuropa ed inItaliaUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  13. 13. Motivi per smette di chi non ci è riuscito
  14. 14. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Motivi per smettere di chi ci è riuscitoMotivi per smette di chi ci è riuscito
  15. 15. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  16. 16. Come tenta di smettere chi non ci è riuscito
  17. 17. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Come smette chi ci è riuscito
  18. 18. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Come e perché si smettedi fumare in Italia
  19. 19. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  20. 20. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  21. 21. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  22. 22. Rapporto annualeOssFad 2012I Centri antifumo sono tuttaviaabbastanza diffusi, anche sepoco conosciuti
  23. 23. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  24. 24. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  25. 25. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  26. 26. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13UTENTI QUITLINESI due numeri verdi ad oggi disponibili (SOS fumodella Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori eil Numero Verde contro il fumo dell’IstitutoSuperiore di Sanità) ricevono all’anno circa 7-8.000 telefonate, raggiungendo così solo lo 0,06-0,07% dei circa 12 milioni di fumatori italianisecondo l’indagine DOXA del 2011 (1, 2).
  27. 27. RETE dei Servizie Centri Antifumocome nodo della rete
  28. 28. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Le Linee Guida europee per la cessazioneconsiderano il «Minimal counseling»,l’intervento «minimo» e scontato che unoperatore sanitario dovrebbe fare
  29. 29. Interventi di I°LIVELLO o interventi BREVI30“Linee guida cliniche per promuovere la cessazionedell’abitudine al fumo”Istituto Superiore di Sanità2008Michael C. Fiore, et al.U.S. Department of Health and HumanServices, Public Health Service,May 2008
  30. 30. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13CAFOSPEDALEMMGSPECIALISTIMINIMALADVISETRATTAMENTOSPECIALISTICORETE ASSISTENZIALE
  31. 31. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Interventi2° livelloCAFInterventi 1°livelloMMG, medicina interna,diabetologia,cardiologia,pneumologia, oncologia,ambulatori perl’ipertensione,angiologia,otorinolaringoiatria,chirurgia, odontoiatria,gastroenterologia,ortopedia, medicina dellavoro, medicicompetenti, psichiatria,ginecologia-ostettricia,medicina dello sport,pediatri (genitori),farmacie, eccAltri aspettiStrumenti difunzionamento/organizzazionedella reteStrumenti di rete per la gestioneclinica degli utentiCollaborazione con altricomparti socio-educativi dellareteSettorestrategicoIl CAF come NODO della RETE assistenziale
  32. 32. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13AZIENDALEREGIONALENAZIONALEL’attività di Coordinamento (multisettorialee trasversale) delle attività di controllo deltabagismo, trova nei diversi livellinazionale-regionale-aziendale, altrettantilivelli di responsabilità ed operativitàrispetto alla pianificazione strategica, alsupporto ed all’attuazione delle azionipreviste.Lo sviluppo della RETE LOCALE-AZIENDALE,della quale ci stiamo occupando, necessitadi un concreto ed efficace supporto dellivello Regionale, il quale beneficiafortemente a sua volta delle attività diconfronto e raccordo a livello nazionale.I Progetti CCM hanno lavorato neltentativo di sviluppare i 3 suddetti livelli,considerando anche la estrema storicadisparità esistente nello sviluppo di questosettore fra le varie Regioni.Strumenti di funzionamento/organizzazione della rete
  33. 33. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13La comunicazione/collaborazione fra CAF e strutture di I° livello, adeguata a garantireun’appropriata gestione e cogestione degli utenti fumatori, necessita della predisposizione diappositi strumenti condivisi, quali ad esempio:Protocolli e procedure operativeModulistica per comunicazioni con MMG/Ospedale/specialisti: lettere di invio,dimissione, comunicazioni, richieste di consulenze, relazioni, eccIl rapporto privilegiato con il MMG, può essere curato attraverso procedure condivise, quali adesempio: invio di lettera/report dopo la 1a visita e dimissione dal Caf; comunicazioni telefonichee mail per eventuali problemi (patologie, farmaci), breve relazione del MMG nell’invio depaziente al CAF.La cura dei rapporti con reparti/ambulatori/servizi che trattano patologie fumo-correlate, puòavvenire attraverso simili strumenti, oltre alla predisposizione di appositi strumenti perottimizzare le consulenze, invii e cogestioni degli utenti.Essenziale sembra l’utilizzo di strumenti informatici condivisi o dialoganti, che consentano diottimizzare, monitorare ed analizzare le attività del primo e secondo livello e le loro interazioni.Strumenti di RETE per la gestione clinica
  34. 34. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Aspetti organizzatividella cessazionenel mondo
  35. 35. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13http://www.who.int/tobacco/mpower/publications/en/index.htmlTerzo Report dell’OMS,aggiornato al 2010,sull’implementazione globaledelle politiche di controllo deltabagismo.
  36. 36. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  37. 37. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  38. 38. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13http://www.who.int/fctc/text_download/en/index.html Trattato internazionaleche stabilisce obiettivi eprincipi giuridicamentevincolanti per gli statifirmatari Convenzione firmata nel2003 Entrata iin vigore nel2005 Ratificata dall’Italia nel2008
  39. 39. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto sul fumo in Italia, OssFad, 2011Report del 2010 sull’implementazione delWHO FCTC in Italia
  40. 40. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto annuale OssFAD 2010Anche gliitalianiattribuisconoimportanza allagratuità delleterapieI costi deitrattamenti (farmaciesclusi), nonsembrano tuttaviaeccessivi in Italia
  41. 41. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13http://www.who.int/tobacco/mpower/publications/en/index.html
  42. 42. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Proposte organizzativeper la cessazione inEuropa
  43. 43. L’esempio della Gran BretagnaUn confronto internazionale è possibile in particolare con le misure intraprese in UK per promuovere lacessazione. A partire dal 1998, dopo la pubblicazione del libro bianco sul fumo (1), l’UK ha sviluppato unastrategia caratterizzata dallo sviluppo di CAF, dalla diffusione tra il personale sanitario (personale sanitario,farmacisti) delle tecniche di avviso breve per smettere di fumare, dalla realizzazione di una linea telefonicagratuita che eroga counseling telefonico, dall’aver reso completamente rimborsabili i farmaci per smetteredi fumare e dall’aver reso in particolare la terapia sostitutiva nicotinica (NRT) disponibile non solo comeprodotto da banco in farmacia, ma anche nei supermercati (2,3).Questa strategia ha determinato un raddoppio dei fumatori che utilizzano farmacoterapia e un raddoppiodella quota di astinenti a lungo termine, anche se di fatto non ha aumentato la proporzione di fumatori cheogni anno tentano di smettere (2,3).La strategia inglese prevede inoltre un MONITORAGGIO in continuum delle attività per la cessazione. Daaprile 2008 a marzo 2009, ad esempio, hanno tentato di smettere circa 671.000 fumatori, con un’astinenza aun mese del 50%, validata in circa 2/3 dei casi con misurazione di monossido nell’aria espirata. Il 30% circadei tentativi sono stati effettuati nell’ambito delle attività dei CAF, il 50% nell’ambito delle attività del medicodi medicina generale, il 17% nell’ambito di interventi effettuati dal farmacista e l’1% dalla linea telefonicagratuita. Inoltre circa 2/3 hanno utilizzato NRT, 1/5 vareniclina, il 2% bupropione e solo al 10% non è statoprescritto alcun farmaco (4).Le differenze tra Italia e UK nello sviluppo di strategie per la cessazione sottolineano la sproporzione negliinvestimenti stanziati per la cessazione a favore di UK. In Italia l’istituzione dei CAF non ha determinato difatto una creazione di nuove strutture, dato che la maggior parte dei CAF italiani sono all’interno di servizigià esistenti, raramente con personale dedicato. Per aumentare l’offerta di prestazioni è evidentementenecessario investire maggiori risorse sui CAF e sulle strategie di cessazione in generale.
  44. 44. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13http://www.ensp.org/node/810
  45. 45. Tobacco Dependence Treatment SpecialistUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  46. 46. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabagismo AA 2012/13FORMAZIONE (di base per specialisti)
  47. 47. Tobacco cessation servicesUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  48. 48. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13ACCREDITAMENTO: risorse umane (per le STCU)
  49. 49. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13ACCREDITAMENTO: risorse materiali
  50. 50. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Ministero della SaluteDipartimento Prevenzione e ComunicazioneDirezione Generale Prevenzione SanitariaCentro Nazionale per la Prevenzione e ilControllo delle MalattieProgetti CCM sul Tabagismo(coordinati dalla RegioneEmilia-Romagna)CAF e dintorni
  51. 51. Progetti CCM sul Tabagismo 1(coordinati dalla Regione Emilia-Romagna)Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13La serie dei Progetti CCM sul Tabagismo coordinati dalla Regione Emilia Romagna, fonda le sueteorizzazioni e progettualità, sull’importanza fondamentale della RETE nell’approccio allaprevenzione primaria e secondaria del tabagismo.L’approccio in particolare all’ambito della cessazione specialistica (CAF) sposa pienamentequest’ottica, e si inserisce pertanto in una cornice più ampia tesa allo sviluppo a livello nazionale,regionale e locale, di strategie coordinate trasversali e multidisciplinari basate sul concetto di rete.L’obiettivo di promuovere il “Sistema Regioni”, è una sfida difficile ma fondamentale che costituisceun valore aggiunto di questi progetti, sebbene abbia comportato sia a livello inter cheintraregionale, notevoli difficoltà aggiuntive sotto aspetti quali quello burocratico- amministrativo,del coordinamento/organizzazione generale e rispetto alle disomogeneità organizzative e strutturalipresenti fra le varie realtà.E’ stato cercato un approccio costante di programmazione partecipata ed il coinvolgimento attivo deiterritori regionali, che ha visto coinvolte tutte le Regioni.Si elencano di seguito sinteticamente questi progetti.
  52. 52. Progetto 2004 (CCM1): “Piano nazionale di formazione sul tabagismo rivolto a pianificatori regionali edoperatori pubblici e del privato sociale”.Il progetto ha visto la formazione di oltre 100 operatori in rappresentanza di 20 Regioni in 5 aree(coordinamento regionale tabagismo, interventi sui giovani, CAF, rete degli operatori per il controllodel tabagismo, interventi nei luoghi di lavoro), consentendo di costituire una rete nazionale dipianificatori regionali e di produrre e deliberare in molte regioni dei Piani regionali di contrasto deltabagismo (1).Progetto 2007 (CCM2): “Sostegno alle iniziative di controllo del tabagismo: dalla pianificazioneRegionale alla pianificazione Aziendale”.Ha promosso lo sviluppo nelle varie regioni di progetti pilota aziendali con l’obiettivo di facilitare ilpassaggio “da progetto a processo” implementando interventi che non siano basati soltanto suiprogetti pilota transitori ma diventino processi sostenibili e stabili, radicati sul territorio e garantiscanocontinuità di azione senza ricorrere a sostegni esterni (2).. Sono stati individuati in ciascuna Regionenuclei di operatori per la pianificazione dei progetti pilota aziendali che sono stati realizzati nell’ambitodi cinque aree tematiche: 1) monitoraggio centri antifumo, 2) programmi di prevenzione giovani, 3)efficacia/efficienza della rete degli operatori sanitari, 4) interventi di comunità), 5) luoghi di lavoroliberi dal fumo (3, 4, 5, 6).Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Progetti CCM sul Tabagismo 2(coordinati dalla Regione Emilia-Romagna)
  53. 53. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Progetto 2007 (CCM3): “Programmazione partecipata interistituzionale di percorsi di promozione dellesalute”.Teso a migliorare il livello di collaborazione/coordinamento esistente tra sistema socio-sanitario esistema scolastico ai fini della programmazione degli interventi di promozione della salute e di stili divita sani.Progetto 2008 (CCM4): “Sostegno alle iniziative di controllo del tabagismo: consolidamento degliinterventi di rete nella pianificazione aziendale”.Attraverso lo sviluppo di specifiche Ricerche Azione in territori limitati di alcune realtà regionali, hacurato l’implementazione ed il radicamento sul territorio delle linee progettuali già sperimentate nelprecedente progetto, rafforzando in particolare, le azioni che vedono coinvolta attivamente la rete deglioperatori della salute e tentando di superare le criticità emerse durante lo sviluppo del precedenteprogetto.Progetto 2012 (CCM5): “Un approccio integrato per la riduzione delle diseguaglianze all’accesso aiservizi di promozione della salute: interventi strategici per la gestione del rischio di utenti con disturbidi interesse psichiatrico e giovani problematici”.Ricerce Azione su interventi di promozione della salute in rete fra più servizi (educativi/ sociali/ sanitari)rispetto aI target “Giovani a rischio” e “Soggetti portatori di disagio psichico”.Inserimento nella formazione curriculare universitaria e post universitaria del tema della “Gestione delrischio e sostegno ai processi di cambiamento dei comportamenti“. Questa linea progettuale rivoltaall’università, era già presente nei progetti CCM2 e CCM4.Progetti CCM sul Tabagismo 3(coordinati dalla Regione Emilia-Romagna)
  54. 54. Area 3. Costruzione di una rete di operatori socio-sanitari impegnati in azioni di supporto, assistenza e cura deltabagismoPromozione della costituzione di un gruppo di coordinamento aziendale con almeno tre tipologie di operatori del primo livello d’intervento(medici di medicina generale, medici competenti, specialisti delle patologie fumo-correlate, ostetriche, farmacisti) e almeno un servizio disecondo livello (CAF). Definizione delle modalità e degli strumenti di comunicazione di una rete di operatori sanitari impegnati in azioni disupporto, assistenza e cura del tabagismo. Coinvolgimento di personale sanitario in percorsi di formazione congiunta e in modalitàoperative collaborative (MMG, Medici competenti; medici servizi di prevenzione e sicurezza luoghi di lavoro; ostetriche; pneumologo,cardiologo; farmacista; infermiere; pediatra; tecnici della prevenzione, e personale dei Servizi per la cessazione).Area 4. Interventi di comunità per il contrasto del tabagismoPer questa area l’Emilia-Romagna ha messo a disposizione delle Regioni partners l’esperienza realizzata nel Comune di Scandiano (RE)Realizzazione di un intervento in una comunità di circa 2.000 abitanti che preveda azioni rivolte contestualmente agli ambienti di lavoro,alle scuole e ai luoghi del tempo libero, alle strutture socio-sanitarie e alla popolazione generale, con coinvolgimento di Enti ed Istituzionilocali, associazioni di volontariato e di categoria. Le Azioni promosse in quest’Area sono state le seguenti.• Area giovani: realizzazione, nelle scuole dell’area prescelta per l’intervento, dei programmi didattici dell’area 2.• Rete operatori: costituzione di un Gruppo di coordinamento aziendale che realizzi le azioni previste all’area 3.• Luoghi di lavoro: in almeno un posto di lavoro sviluppare un intervento integrato di sorveglianza, prevenzione e cura del tabagismo, concoinvolgimento del servizio di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, del medico competente, dei medici di famiglia e dei serviziper la cessazione.• Formazione di operatori appartenenti almeno a tre figure professionali di primo livello.• Realizzazione di una campagna informativa alla popolazione generale sugli obiettivi e azioni del progetto di comunità.5. Area interventi di sorveglianza, prevenzione e cura del tabagismo nei luoghi di lavoroIndividuazione di un luogo di lavoro del territorio con non meno di 200 dipendenti in cui sperimentare e valutare un intervento integrato disorveglianza, prevenzione e cura del tabagismo con l’attivazione di una rete locale costituita dal Servizio di prevenzione e sicurezza negliambienti di lavoro, associazioni sindacali, associazioni di categoria, medici competenti, responsabili della sicurezza, medici di famiglia,servizi per la cessazione del fumo. Individuazione inoltre di modalità e strumenti di comunicazione interni ed esterni alla rete locale.Progetto 2007 (CCM2): “Sostegno alle iniziative di controllo al tabagismo: dellapianificazione Regionale alla pianificazione Aziendale”
  55. 55. L’obiettivo strategico di questa area era quello di ricercare criteri e indicatori utili alla definizione e monitoraggiodelle attività dei CAF per il loro buon funzionamento come NODO “intelligente” della RETE.INDAGINE (1)E’ stata effettuata una indagine sui CAF per valutare le differenze in termini di afferenza ai CAF a prevalentetrattamento individuale (CAFi) e a quelli a prevalente trattamento di gruppo (CAFg)* e le caratteristichepredittive di successo alla fine del trattamento e dopo 6 mesi, in base al tipo di CAF, alla terapia somministrata, a5 punteggi relativi ai CAF (punteggio di struttura, di personale, di sviluppo di una rete locale di operatori deltabagismo e di valutazione iniziale del fumatore) e a 3 componenti che spiegano la maggior parte della variabilitàtra CAF nelle caratteristiche raccolte.• Caratteristiche CAFNel 2009 è stato autosomministrato un apposito questionario ai 19 CAF** partecipanti, 7 CAFi e 12 CAFg(Potenza, Firenze, Pisa, Olbia, Novara, Reggio Calabria, Monza, Agrigento, Catania, Matera, Roma, Udine,Scandiano (RE), Brindisi, Lamezia Terme, Arezzo, Genova centro, Genova ponente e Genova levante).• Fumatori afferentiPer un periodo medio di circa 9 mesi (range: 3-22 mesi) negli anni 2008-2010, sono stati reclutati i fumatoriche hanno effettuato almeno la prima valutazione presso uno dei 19 CAF partecipanti . La raccolta datirelativa alle caratteristiche degli utenti, ai trattamenti effettuati ed agli esiti di questi, è stata effettuatamediante un apposito data-base informatizzato, definito, come il precedente questionario, con lacollaborazione di tutti i CAF partecipanti.Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Area 1 – Centri antifumo(Progetto 2007 CCM2)
  56. 56. Dati raccolti su organizzazione CAFUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Al punteggio STRUTTURA viene attribuito un punto per ogni risposta affermativa alle seguenti domande:riconoscimento aziendale formale del CAF; presenza di stanze dedicate all’attività del CAF; differenziazionedell’accesso rispetto all’utenza routinaria (tossicodipendenti o pazienti dell’ospedale o dell’ambulatorio); raccoltainformazioni tramite cartella informatizzata.Il punteggio PERSONALE è stato calcolato tramite sommatoria del prodotto tra il numero di operatori dedicati pertipologia (medico, psicologo, infermiere, educatore, assistente sociale/sanitario, volontario, altro) per le ore allasettimana in cui sono utilizzati per il CAF/100. Se l’operatore è un medico/psicologo è stato attribuito punteggiodoppio.AI punteggio RETE viene attribuito un punto per ogni risposta affermativa alle seguenti domande: utilizzo di unaforma standardizzata di comunicazione (lettera di presa in carico, report, telefonata) con il MMG dopo la primavisita e alla dimissione del fumatore; organizzazione negli ultimi 2 anni di iniziative di formazione construtture/professionisti di primo livello (ad esempio, MMG).Al punteggio VALUTAZIONE INIZIALE del fumatore viene attribuito un punto per ognuna delle seguenti valutazionieffettuate al CAF alla prima visita: misurazione di monossido di carbonio nell’aria espirata (CO); valutazione delladipendenza tramite test di Fagerström (FTQ); valutazione della motivazione e di concomitanti patologie somatichecorrelate al fumo; valutazione di ansia, tono dell’umore, disturbi alimentari, consumo di alcol o droghe tramitetest specifici.E’ stata condotta un’analisi tesa a individuare le componenti che spiegano la maggior parte della variabilità traCAF nelle caratteristiche raccolte per la definizione dei punteggi che consentito di individuare 3 componenti chespiegano il 90% della variabilità: la componente 1 correlata strettamente al punteggio personale (r=0.792;p<0.001), la componente 2 correlata maggiormente con il punteggio valutazione (r=0.466;p=0.04) e lacomponente 3 correlata con il punteggio rete (r=0.606;p=0.006).
  57. 57. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto annuale OssFad, 2011COLLOCAZIONE DEI 19 CAF DELL’INDAGINEDei 7 CAFi, 3 sono ubicati in strutture ospedaliere di pneumologia, uno all’interno di undipartimento di prevenzione e 3 all’interno di dipartimenti delle dipendenze.Dei 12 CAFg, 4 sono ubicati in dipartimenti delle dipendenze, 5 in strutture ospedaliere (uno inpneumologia, uno in ginecologia, due in cardiologia), uno in un servizio ambulatoriale diriabilitazione cardiologica, uno in un poliambulatorio di medicina generale-specialistica e uno pressouna sezione provinciale della LILT.
  58. 58. 59Guida ai servizi territoriali per la cessazionedal fumo di tabacco (aggiornamento 2011)Osservatorio Fumo, Alcol, Droga, 2012Rapporto “Servizi territoriali per la cessazione dalfumo di tabacco: risultati di una ricerca nazionale”a cura dell’Osservatorio Fumo, Alcol, Droga,Rapporti ISTISAN 06/8, 2006CAFITALIA
  59. 59. Sono stati reclutati tutti i fumatori che hanno effettuato almeno la prima valutazione presso uno dei 19 CAF partecipanti,per un periodo medio di circa 9 mesi negli anni 2008-2010Campione reclutato: 1.276 fumatori, di cui 664 (52%) afferenti a 7 CAFi e 612 a 12 CAFg.Dati registrati• CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE: sesso, età, titolo di studio, professione, convivenza con fumatori;• caratteristiche relative all’abitudine al fumo: età d’inizio; sigarette fumate al giorno (sig/die); numero dei tentativi giàeffettuati per smettere; punteggio al test FTQ (1);• domande MOTIVAZIONALI (stadio motivazionale secondo il modello di Di Clemente-Prochaska (2); quanto è sicuro dismettere da 1 a 10; quanto è importante smettere da 1 a 10);• modalità di invio al CAF (medico curante; medico specialista; altri operatori sanitari; non da personale sanitario);• modalità di conoscenza del CAF (passaparola, pubblicità, internet; eventi/manifestazioni; numeri verdi sul fumo;operatori sanitari);• anamnesi PATOLOGICA (uso di alcol e droghe, disturbi alimentari, depressione, ansia, patologie cardio-respiratorieconcomitanti; assunzione regolare di farmaci e in particolare psicofarmaci);• caratteristiche del TRATTAMENTO somministrato: tipo di terapia (counseling individuale, di gruppo, individuale +farmaco; di gruppo + farmaco); durata del trattamento in settimane; numero di accessi effettuati; se il trattamento èda considerarsi concluso; astinenza continuativa dall’inizio del trattamento raccolta alla fine del trattamento oall’ultima sessione frequentata; astinenza puntuale (abitudine al fumo negli ultimi 7 giorni) all’ultima sessionefrequentata. L’iter terapeutico è stato definito completato o meno in base ad un giudizio complessivo dato dalmedico referente dello studio in termini di sessioni frequentate e di aderenza alla terapia farmacologica del fumatoreafferente.Dopo 6 mesi dalla data dell’ultimo incontro terapeutico, è stato effettuato un FOLLOW-UP telefonico per valutare quantidichiarano di continuare a non fumare. E’ stato infatti valutata l’astinenza continuativa dalla fine del trattamento el’astinenza puntuale (negli ultimi 7 giorni), nonché se la cessazione è stata validata con misurazione di monossido dicarbonio (CO). Per i fumatori afferenti al CAF di Scandiano e per 29 fumatori del CAF di Brindisi non è stato effettuatofollow-up a 6 mesi. Quindi i dati di questi soggetti sono stati considerati solo nelle analisi che non comprendono il follow-up a 6 mesi.Dati raccolti sui fumatori afferenti ai CAF
  60. 60. INVIOUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13L’INVIO al CAF dal medico curante è più frequente nei CAFg (25% contro il14% nei CAFi), mentre l’invio da parte di medici specialistici è più frequenteper i CAFi (il 22% contro il 10% nei CAFg). Circa il 30-40% dei fumatoriafferenti ai due tipi di CAF è venuto a CONOSCENZA del CAF da personalesanitario, mentre meno dell’1% dalle linee telefoniche gratuite della LegaItaliana contro i Tumori e dell’Istituto Superiore di Sanità.
  61. 61. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13TEMPI DI ATTESAIl tempo medio di attesa è intornoa una settimana nei CAFi e di oltre3 settimane nei CAFgCARICHI LAVOROI 7 CAFi, pur trattando un numero significativamente superiore di fumatori/mese (12contro 8 dei 12 CAFg), effettuano un numero di sessioni inferiore (6-7 rispetto alle 8-9 deiCAFg), in un tempo di circa 3 mesi rispetto ai 2 mesi dei CAFg.PERSONALEI CAFi presentano punteggi di personale più elevati.
  62. 62. VALUTAZIONE INIZIALE• La popolazione afferente ai CAFg è mediamente più giovane (il 60% dei fumatori hanno menodi 50 anni contro il 51% nei CAFi).• L’incidenza di patologie prichiatriche attuali o pregresse fra gli utenti dei CAFg èsignificativamente inferiore a quella dei CAFi (39% contro il 56%).• I CAFg tendono maggiormente ad effettuare test specifici per la valutazione iniziale nelfumatore di: ansia, tono dell’umore, disturbi alimentari e consumo di alcol o droghe (2/3 deiCAFg contro solo il 14% dei CAFi ottengono un punteggio valutazione >=6)• L’analisi dei dati indica che ai fini dell’astinenza a 6 mesi, non sembra essenziale unavalutazione iniziale dettagliata del fumatore con somministrazione di TEST SPECIFICI per lecondizioni psicopatologiche concomitanti.FUMO E DISTURBI MENTALI• La prevalenza di fumatori fra le persone con disturbi mentali è doppia rispetto al resto dellapopolazione. (Studio prevalenza su popolazione di 4000 persone. Lasser et al., JAMA, 2000)• L’associazione tra la dipendenza grave da nicotina e i disturbi psichiatrici gravi sembra similenei diversi Paesi (De Leon et al., J Clin Psychiatry, 2002)
  63. 63. TIPI DI TRATTAMENTI NEI CAFUniversità degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13I programmi terapeutici utilizzati nei CAF, secondo quanto previsto dalla linee guida nazionali di trattamentodel tabagismo (1), prevedono un colloquio o visita di valutazione iniziale del fumatore seguiti da incontrisuccessivi di counseling individuale o di gruppo (approccio cognitivo-comportamentale di gruppo) con osenza terapia farmacologica caratterizzata dalla somministrazione di terapia sostitutiva nicotinica (NRT),bupropione o vareniclina (2, 3).Tipo di trattament nei 2 tipi di CAF:• nei CAFi il 62% dei fumatori effettua una terapia di counseling individuale con terapia farmacologica, il 19%solo di counseling individuale, il 5% counseling di gruppo con o senza farmacoterapia, mentre per il 15%non abbiamo informazioni sul tipo di trattamento;• nei CAFg il 52% dei fumatori effettua un counseling di gruppo con terapia farmacologica, il 20% solocounseling di gruppo, mentre l’8% counseling individuale con farmacoterapia e il 5% solo counselingindividuale; anche per i CAFg non abbiamo informazioni sul tipo di trattamento per il 15% dei fumatori.Globalmente sono stati trattati:• solo con couseling individuale o di gruppo il 41% dei fumatori• il 59% hanno usufruito anche di terapia farmacologica: 44 TSN, il 13% vareniclina ed il resto Bupropione.C’è una grande variabilità nell’utilizzo di farmaci: due CAF non li hanno utilizzati, mentre gli altri CAF liutilizzano da un minimo del 3% ad un massimo del 90% dei fumatori afferenti. Quindi, dovrebbe essereraccomandato l’utilizzo di farmaci, come del resto indicano le linee guida per la cessazione (1, 4).
  64. 64. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Rapporto Annuale OssFad, 2009
  65. 65. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13
  66. 66. «Standard Treatment Programme - One-to-onesmoking cessation support», Andy McEwen, 2011NHS Centre for Smoking Cessation and Traininghttp://www.cumbria.nhs.uk/ProfessionalZone/MedicinesManagement/EnhancedServices/StopSmokingStandardTreatmentGuide.pdf“Guida al trattamento del tabagismo, BiagioTinghino, Tabaccologia”, 4, 2010http://www.tabaccologia.it/PDF/Guida%20al%20trattamento%20del%20tabagismo_SITAB_Tabaccologia_4-2010.pdfManualizzazione degli interventi(esempi della Gran Bretagna)
  67. 67. Tecniche di cambiamento del comportamento(Behaviour change techniques)68
  68. 68. Esiti dei trattamentiRITENZIONE IN TRATTAMENTO• Solo il 37% dei fumatori che afferiscono ai CAFi conclude il trattamento, contro l’80% dei fumatori dei CAFg. Il problema delmancato completamento dell’iter terapeutico osservato soprattutto nei CAFi è già stato registrato in uno studio precedente suiCAF italiani (1). Alcuni pazienti non si presentano agli incontri prefissati perché presumibilmente hanno ripreso a fumare e/ohanno interrotto la farmacoterapia.• Chi non ha concluso il trattamento risulta aver frequentato mediamente solo 3-4 sessioni delle 7-9 previste.• Nell’analisi multivariata, hanno maggiori probabilità di completare l’iter terapeutico, i fumatori <50 anni (OR=1.47), chi èlaureato (OR=1.81), chi non convive con fumatori (OR=1.70), chi è in uno stadio motivazionale di contemplazione epreparazione (OR=1.62); chi è sicuro di smettere (OR=1.50), chi fa counseling di gruppo (OR=4.63) rispetto al counselingindividuale e chi fa anche terapia farmacologica (OR=2.68).• Risultano persi (dunque considerati non astinenti) alla fine del trattamento il 13% e al follow-up a 6 mesi il 21% dei fumatori.TASSO DI CESSAZIONE GREZZO (considerando tutti i fumatori afferenti)Alla fine del trattamento• per chi ha concluso il trattamento: in entrambi i CAF è intorno all’85-87%,• per tutti i fumatori indipendentemente dall’aver finito il trattamento: CAFg 60% e CAFi 46%• Il fatto che il counseling di gruppo registri performance migliori di quello individuale considerando tutti i fumatori afferenti e aparità di utilizzo di farmaci, è legato essenzialmente alla bassa ritenzione al trattamento nei CAFiA 6 mesi• per chi ha concluso il trattamento: CAFi 75% e CAFg 59%• Indipendentemente dall’aver o meno concluso l’iter di trattamento: per entrambi i tipi di CAF del 36.6%, (nella maggiorparte dei casi l’astinenza è auto-riferita e si può stimare un tasso 33.6%, se la dichiarazione di astinenza fosse stata validatatramite verifica biochimica con dosaggio di marcatori del fumo (cotinina salivare, CO aria espirata) (2).
  69. 69. Modalità effettuazione del follow-upLa buona pratica della rilevazione del CO exp., è purtroppopoco diffusa anche fra i CAF dell’indagine CCM al pari deiCAF del territorio nazionale (i dati nazionali sono piuttostodatati).Resta tuttavia essenziale la necessità di procedere al follow-up post-trattamento, con costanza e regolarità a distanza di3, 6 e 12 mesi.
  70. 70. Caratteristiche individuali e dei caf predittive di astinenzaCARATTERISTICHE dei CAF e del TIPO dI TERAPIAI risultati dell’analisi multivariata per individuare se il tipo di CAF o il tipo di terapia siano PREDITTIVI DI ASTINENZA alla fine del trattamento e a6 mesi di follow-up, indicano che:• per chi ha concluso l’iter terapeutico (N=628), ha importanza solo la terapia farmacologica a 6 mesi (OR=2.33), aggiustando percaratteristiche individuali dei fumatori.• per tutti i fumatori afferenti ai CAF, indipendentemente dall’aver concluso o meno l’iter terapeutico, aver effettuato counseling di grupporispetto a quello individuale e la farmacoterapia sono caratteristiche predittive di successo sia a fine trattamento sia dopo 6 mesiL’analisi dei punteggi di attività dei CAF e delle componenti delle caratteristiche dei CAF, non permette di individuare caratteristiche dei CAFpredittive di successo a 6 mesiCARATTERISTICHE INDIVIDUALILe caratteristiche individuali predittive di astinenza a 6 mesi, al netto del tipo di CAF e del tipo di terapia somministrata sono: non convivere confumatori (OR=1.48), essere prima del trattamento in uno stadio motivazionale di contemplazione o preparazione per smettere di fumare(OR=2.00) ed essere sicuro di smettere (OR=1.66)Queste caratteristiche sono da tempo considerate importanti per la cessazione. In particolare, sappiamo che, mentre la motivazione a smettereè predittiva dell’effettuare tentativi per smettere, ma non del loro successo, auto-efficacia elevata è associata soprattutto con tentativi dismettere andati a buon fine (1, 2).Indipendentemente dal tipo di CAF, utilizzare farmaci per smettere di fumare in combinazione con counseling individuale o di gruppo faraddoppiare l’astinenza dopo 6 mesi.Chi utilizza trattamenti farmacologici, è motivato e sicuro di smettere e non convive con fumatori ha maggiori probabilità di successo a 6mesi.Considerazioni conclusive per sviluppare nei CAF quelle caratteristiche che innalzano le percentuali di cessazione:• per i CAFi aumentare la ritenzione dei fumatori all’iter terapeutico• per i CAFg migliorare i punteggi Personale, tanto da aumentare il numero di fumatori afferenti;• in tutti i CAF favorire un trattamento farmacologico in combinazione a counseling individuale/di gruppo sono i punti più importanti su cuiintervenire per aumentare l’afferenza ai CAF e migliorare i tassi di astinenza.
  71. 71. Università degli Studi di VeronaCorso di PerfezionamentoTrattamento del Tabggismo AA 2012/13Considerazioni conclusivesui CAFIn accordo con l’approccio dei Progetti CCM e con proposteaffini provenienti da:• European Smoking Cessation Guidelines – ENSP• Indagine sui CAF 2012 OssFAD• Società Italiana di Tabaccologia - SITAB (Progetto INSPIRO)
  72. 72. Considerazioni conclusive• La Cessazione va intesa come un fenomeno complesso con caratteristiche processuali che va affrontato con unsistema di interventi graduato ed integrato fra il PRIMO ed il SECONDO LIVELLO (RETE) ed a sua volta coordinato conla prevenzione primaria e la protezione dal fumo passivo nel territorio di competenza. Il CAF rappresenta un nododella RETE.• La Rete Locale/Aziendale deve essere inserita e coordinata con livelli superiori Regionali, che favoriscano, insieme allivello Nazionale, la necessaria cornice istituzionale di tipo organizzativo, pianificatorio, normativo e di garanzia diadeguate risorse.• Il riconoscimento del Trattamento di disassuefazione dal Tabagismo tra i LEA avrebbe significative ricadute sia alivello simbolico che concreto e la rimborsabilità dei farmaci incentiverebbe la cessazione, con ricadute positiveanche dal punto di vista economico per la collettività.• Il CAF svolge un ruolo importante, oltre all’ambito clinico, anche nella promozione dello sviluppo della rete locale,nella sensibilizzazione e formazione degli operatori sanitari, nella ricerca e nella promozione della salute degli stili divita a rischio.• L’impegno per garantire e sviluppare, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, l’operatività clinica dei CAF,deve mantenersi costante attraverso la formazione, la diffusione e lo sviluppo dei trattamenti evidence-based(rivolti anche ad ambiti particolari di utenza quali l’adolescenza, la salute mentale, la gravidanza, le gravi patologiefumo correlate, ecc), sino a giungere alla definizione istituzionale dei requisiti di efficacia ed appropriatezzaorganizzativa e clinica.• La valutazione e lo sviluppo dell’attività di cessazione, deve passare attraverso il parallelo sviluppo dell’attività diMONITORAGGIO degli interventi. E’ importante ma difficile la rilevazione dei tentativi di cessazione seguiti inambito non specialistico (MMG, specialista, ostetrica, infermiere, farmacista, ecc) ed è siocuramente più semplice ilmonitoraggio dell’attività dei CAF che va tuttavia molto sviluppato. Sono attualmente in uso nei vari CAF diversecartelle tabaccologiche informatizzate (e molti non hanno neanche cartelle informatizzate), che difficilmentepotranno essere unificate, ma forse sarebbe possibile lavorare per individuare un set di dati comuni da raccogliere ecreare così un regolare flusso dati annuale che offra informazioni sia a livello quantitativo che qualitativo(informazioni sugli utenti, trattamenti, operatori, collegamenti alla rete assistenziale, ecc.). Lo sviluppo di tale flussodati fornirebbe le basi per un forte sviluppo evolutivo del sistema che opera per la cessazione del fumo.
  73. 73. www.luoghidiprevenzione.it

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