24. Architettura Romanica - Caratteri generali

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24. Architettura Romanica - Caratteri generali

  1. 1. ARCHITETTURA ROMANICALarchitettura romanica è lo stile del costruire proprio dellarchitettura romanica, che sidiffuse in Europa nellXI e XII secolo, fino allaffermazione dellarchitettura gotica, cioèverso la metà del XII secolo in Francia e con persistenze maggiori negli altri paesieuropei.Laggettivo "romanico" è la traduzione italiana di "roman", vocabolo creato agli inizidellOttocento in Francia per indicare le lingue e le letterature romanze o neolatine.Nello specifico, il termine "romanico" fa riferimento al legame con larchitettura romana,dalla quale vennero ripresi alcuni elementi strutturali (larco, la colonna, il pilastro,la volta) e una certa impostazione monumentale e spaziale.In relazione al termine romanico sono stati utilizzati dagli storici anche itermini preromanico (riferito alle realizzazioni architettoniche del IX e X secolo),protoromanico (riferito alle prime manifestazioni di questo nuovo linguaggioarchitettonico sul passaggio tra X e XI secolo) e tardoromanico per le regioni chenel XIII secolo non accolgono il nuovo stile gotico.A partire dalla metà del XIX secolo e fino ai primi anni del Novecento, inoltre, larchitetturaromanica fu fonte di ispirazione per una nuova tendenza artistica, nota appuntocome architettura neoromanica.Il romanico presenta due aspetti apparentemente antitetici: da una parte non è il prodottodi una sola nazione o di una sola regione ma è nato pressoché contemporaneamentein Francia, Italia, Germania e Spagna e durante il suo sviluppo ha presentato scambi edinfluenze reciproche in tutta larea delleuropa centro-occidentale, finendo per costituireuna cultura effettivamente europea.Daltra parte, ogni regione presenta forme, schemi costruttivi, materiali diversi tra di loro.Questa duplice natura è probabilmente un perfetto ritratto storico e geograficodellEuropa medievale che univa elementi "universali" ad altri estremamente localistici.Questo comporta una certa varietà nelle caratteristiche che possiamo attribuireallarchitettura romanica.Il Romanico fu un fenomeno che interessò ampie regioni europee ed ogni zona sidistingue dalle altre per alcune varianti.Dopotutto riflessi regionali erano inevitabili in un territorio così ampio e con forme digoverno così diverse: in area germanica era ancora forte lautorità degli Imperatori, quindiè naturale la continuità artistica col mondo carolingio e ottoniano, mentre in Italia ilprecoce sviluppo dei Comuni portò a un panorama più dinamico e differenziato.In Italia il monumento simbolo è la cattedrale, in Francia è invece labbazia;in Spagna le grandi abbazie cooperavano con i signori locali nella creazione di santuari eluoghi di culto per i pellegrinaggi.In Italia lo stile romanico nella sua purezza si rintraccia nel gruppo lombardo-emiliano i cuiprincipali monumenti sono: S. Ambrogio a Milano, Duomo di Modena, S. Michele Maggiore aPavia, S.M. Maggiore a Bergamo, Cattedrale di Parma, Duomo di Ferrara.Nel resto della penisola lo stile subisce le influenze locali, per cui quasi ogni regione possiede unproprio stile romanico.In Italia Meridionale la posizione favoriva lo scambio con arabi e bizantini.
  2. 2. Informazioni generaliSulla cattedrale, in cui si riconosceva la popolazione di una città o di un villaggio, siconcentrò l’attenzione della cultura architettonica romanica, stile che, dopo letàclassica, sarà il primo stile internazionale adottato da tutti gli stati europei alloraesistenti. Pur avendo varianti regionali che rendevano distinguibile il romanico lombardo daquello pisano, o il romanico provenzale da quello renano o da quello catalano, lo stiletuttavia ebbe alcune costanti che sono rintracciabili in tutte le aree geografiche cheapplicarono questa nuova architettura.I limiti cronologici in cui il romanico si sviluppò vanno intesi secondo le areegeografiche; tuttavia, in senso generale può considerarsi come termine iniziale la finedel X secolo, e come termine finale la metà del XIII secolo.Esso cadde in disuso quando lo stile gotico, che pure era una evoluzione delromanico, rinnovò ampiamente il bagaglio tecnico e formale dell’architettura.Il quadrato della crocieraL’arco utilizzato dall’architettura romanica, al pari di quanto avevano già fatto iromani, era a tutto sesto: aveva in pratica il profilo di un perfetto semicerchio.In questo caso, una volta a crociera, che si compone di archi a tutto sesto, deveavere la base quadrata: la distanza, cioè, tra i quattro pilastri deve essere uguale suogni lato.E così il quadrato della crociera divenne il modulo costruttivo della cattedraleromanica.Fissata la dimensione, poniamo, di un quadrato che costituisce una porzione dellanavata laterale, le altre crociere che appartengono alla stessa navata devono avere lastessa dimensione, giacché hanno con il primo quadrato un lato in comune.La navata centrale, per avere una dimensione maggiore delle navate laterali, dovràcomporsi necessariamente di quadrati multipli – in genere doppi – di quelli checostituiscono le navate laterali: in tal modo essa scarica il proprio peso su un pilastroogni due.E quindi, anche le altre campate laterali, per avere lati in comune con le altre navate,dovranno necessariamente comporsi dello stesso modulo quadrato.Ma, ciò che unifica lo stile romanico, oltre questa modularità costruttiva, è lapesantezza strutturale che la contraddistingue.Le volte, rispetto alle capriate lignee, sono più pesanti, ed inoltre scaricano forzeinclinate, non verticali: pertanto necessitano di murature molto spesse e pesanti,adatte a contrastare le notevoli spinte ribaltanti delle pesanti volte.Queste murature dovevano essere così pesanti e resistenti, che in loro eraproblematico aprire delle finestre.
  3. 3. Rispetto alle basiliche paleocristiane o bizantine, in cui la luce pioveva dall’altodai finestroni che si aprivano in sommità alla navata centrale, le cattedraliromaniche diventarono degli edifici molto bui.All’esterno queste chiese avevano un aspetto così solido e massiccio dasembrare quasi delle fortezze, all’interno si componevano di spazi silenziosi edoscuri.Molta della suggestione religiosa che una cattedrale romanica trasmette, si deveproprio a queste sue caratteristiche.Soprattutto nelle zone del centro e nord dell’Europa, le cattedrali romaniche siarricchirono anche di torri e campanili, che sorgevano sulla facciata anteriore(westwerk). Tale soluzione rimase poco praticata in Italia, dove la torrecampanaria fu concepita come edificio a se stante.Sul piano tipologico, la cattedrale romanica portò delle innovazioni rispetto allabasilica paleocristiana, soprattutto nella parte terminale della chiesa.Il corpo delle navate rimase pressoché intatto, mentre fu maggiormente articolatala zona absidale.Quest’area della chiesa, detta anche coro o presbiterio, poiché destinata aireligiosi, si arricchì di più cappelle che si aprivano a raggiera verso l’esterno. Avolte sotto il presbiterio sorgeva la cripta, ambiente semi-sotterraneo, riservatoalla conservazione di sepolcri o di reliquie.Maggior sviluppo ebbe anche il transetto, braccio trasversale rispetto alla navata,che contribuì a dare alle chiese la forma di una croce latina.Con il termine «croce latina» si distingueva la croce che aveva un braccio piùlungo degli altri – che nella chiesa corrispondeva alla navata –, rispetto alla«croce greca» che aveva i quattro bracci tutti uguali, definendo una pianta nonlongitudinale ma centrale.Questo tipo di croce fu definito «greca» perché era preferita ed utilizzatadall’architettura bizantina.
  4. 4. EsterniLa facciata delle cattedrali romaniche sono dette a capanna se digradano a forma triangolare o a salienti se riprendono il profilo delle navate interne, suggerito dai costoloni che corrono verticalmente, dividendola in tre corpi.E costruita in mattoni, ravvivata da loggiati sorretti da colonnine marmoree, da archetti ciechi e talora dal rosone, unapertura circolare posta al centro della facciata.Il campanile ha pianta quadrata ed è suddiviso in piani orizzontali da archetti pensili.Spesso due campanili, anziché uno, affiancano la chiesa.Gli elementi esterni più frequenti sono:1. scansione delle murature esterne con arcate cieche e lesene;2. murature esterne spesso trattate plasticamente, come allinterno; motivo decorativo frequente è luso di nicchie, di lesene, di cornicioni, ecc.;3. facciata articolata con un nartece, un portico, un protiro, o comunque un portale plasticamente definito; talvolta vi è anche un rosone;4. presenza di una torre allincrocio del transetto con la navata (soprattutto in Francia);5. integrazione con elementi scultorei di vario tipo presenti sottoforma di bassorilievi, portali, elementi stilofori, lunette, metope, ecc;6. presenza di due torri affiancate alla facciata (non sempre simmetriche) derivata dalla Westwerk (in aree di influenza germanica, in Normandia e di conseguenza nellItalia meridionale);7. presenza di un campanile isolato (in Italia) o annesso alle absidi (in Spagna);8. fasce bicrome nel romanico pisano e sue derivazioni;9. presenza di tarsie marmoree nel romanico toscano a Firenze.Lestrema duttilità con cui i costruttori romanici interpretavano liberamente i modelli degli edifici principali permise anche linnesto di motivi più disparati, compresi elementi bizantini ed islamici (si pensi per esempio allarchitettura siciliana o veneziana dellepoca).
  5. 5. InterniPur tenendo conto delle diversità regionali, possiamo trovare nello stile romanico alcuni elementicaratterizzanti, soprattutto per quel che riguarda gli edifici religiosi che sono la sua massimamanifestazione.La chiesa romanica ha un’articolazione dello spazio più complessa di quella paleocristiana.Abbondano elementi solo decorativi ed è caratteristica la suddivisione dello spazio nella navatacentrale.Ad esempio, la suddivisione interna si mostra piuttosto articolata, divisa in campate: spesso unacampata della navata centrale (a base quadrata) corrisponde a due campate di lunghezzadimezzata nelle navate laterali. Le murature vengono realizzate molto spesse e robuste, ed iltrattamento della superficie delle pareti è resa in maniera plastica, sia allinterno, sia lesterno,con elementi sporgenti e rientranti che creano giochi di chiaroscuro. Vengono notevolmenteutilizzati non solo colonne come nelle chiese paleocristiane, ma anche pilastri e successivamentesi fa uso di pilastri compositi, come i pilastri cruciformi con semicolonne addossate.Le colonne, tranne casi di spoglio, presentano capitelli scolpiti con forme vegetali o fantastiche,ovvero geometrizzanti, ma comunque originali e distanti rispetto allarchitettura romana opaleocristiana.La parete della navata è generalmente articolata con elementi plastici ed aperture sopra le arcateed è molto spesso organizzata su vari livelli (matroneo, triforio, cleristorio), levoluzione dei qualisarà uno egli elementi di sviluppo verso il gotico.Il materiale utilizzato per le murature è in genere (soprattutto per gli edifici di una qualcheimportanza) pietra da taglio, ridotta in conci regolari, lasciati a vista. Non mancano comunqueedifici in mattoni in aree mancanti di materiali lapidei (Pianura Padana).La copertura della chiesa: in epoca paleocristiana era in legno e facile da costruire, mafacilmente incendiabile.In epoca Romanica si usano soffitti in muratura (volte a botte o a crociera, cupole, archi atutto sesto), proprio perché il problema degli incendi divenne grave: non si potevano infatticostruire chiese grandiose con il rischio che bruciassero come spesso accadeva a causa dellecoperture di legno.Partendo dai modelli romani, gli architetti romanici riscoprirono l’uso delle volte a botte e acrociera.I Romani usavano con grande perizia queste coperture, ma la conoscenza delle tecniche peredificarle era andata perduta nei secoli.Le nuove coperture romaniche, nacquero dall’osservazione di quelle antiche e dallasperimentazione.La copertura è prevalentemente a volta, anche se non mancano coperture a capriata, sia a nord(Normandia) sia a sud (Italia) e neppure serie di cupole (Francia occidentale, Venezia).Le volte della navata sono spesso a botte, soprattutto in Francia, ma proprio durante il periodoromanico si diffonde la volta a crociera, con una versione a sesto acuto in Borgogna e Poitou.
  6. 6. L’uso delle volte si diffuse rapidamente in tutta Europa, creando spesso problemi di stabilità all’edificio. Le volte infatti sono strutture molto pesanti che per sostenersi devono appoggiarsi a sostegni robusti. Le colonne non riuscivano a rispondere a tale esigenza e vennero sostituite da grossi pilastri. Le volte a crociera furono uno dei fattori che permisero la realizzazione dei grandiosi edifici romanici. Formate da sei archi (quattro nel perimetro, che formano quattro vele triangolari) e due incrociati sulle diagonali, avevano lindiscutibile vantaggio rispetto anche alle volte a botte di convogliare il peso anziché lungo tutta la linea dimposta, solo sui quattro sostegni dangolo, semplificando la necessità di approntare controspinte (quattro punti erano infatti più controllabili di due linee continue) e permettendo di alleggerire lo sforzo sulle pareti, che possono quindi essere più slanciate in altezza o anche traforate da varie aperture, aprendo, nella prospettiva temporale, levoluzione verso il gotico. Lo spazio coperto dalla volta è la campata e ad ogni campata della navata centrale ne corrispondono due per ogni navata laterale.Ulteriore innovazione di questo periodo architettonico sono labside con coro, collegato moltospesso al deambulatorio, su cui si affacciano delle cappelle radiali, nonché luso predominantedellarco a tutto sesto che distingue il romanico dal successivo periodo dellarchitettura gotica.Infine si possono notare anche lutilizzo comune di finestre e altre aperture di dimensioniabbastanza ridotte e di conseguenza una luminosità interna piuttosto rarefatta di cui si èesaltata la spiritualità; da notare come il passaggio dal romanico al gotico avvenne comericerca di una sempre maggior luminosità e progressivo allargamento delle apertureesterne in seguito alla mutata sensibilità.Abbastanza frequente la presenza di una cripta e di un presbiterio rialzato, che rendono lachiesa strutturata su tre livelli (considerando la navata).La cripta (VIII sec.) elemento di novità, è il luogo dove è situata la tomba o la reliquia del santo.Mentre in epoca paleocristiana era un corridoio sotto il presbiterio, in epoca Romanica, è piùampia perché ha la forma di una scala semi interrata perché in parte sporgente.La chiesa romanica dunque ha tre piani:1. quello della cripta2. quello della navata3. quello del presbiterio.In definitiva linterno delle chiese di epoca romanica non è più intelligibile con un singolo sguardo,ma si rivela in molte più fasi, con una frammentazione dellunità delledificio in innumerevoli sotto-elementi, dotati ciascuno di una certa autonomia formale. A causa di questo atteggiamentodescrittivo, che permetteva la simultanea presenza di elementi decorativi di diversa provenienzae gusto stilistico, molto spesso si ricorreva a materiali di spoglio.Le strutture che sopportavano la maggior fatica dello scarico dei pesi delle volte, erano i muriperimetrali lunghi: essi furono rinforzati all’esterno della chiesa con elementi in muratura, chiamaticontrafforti.
  7. 7. Larchitettura romanica è caratterizzata da 1. abside questi elementi : 2. cappella - larco a tutto sesto, cioè a semicerchio, di derivazione romana; 3. transetto - i pilastri ( parallelepipedi anche molto alti, 4. navata centrale che sostengono gli archi) e le colonne 5. navata laterale meno robuste e con la stessa funzione , ma 6. chiostro cilindriche); 7. pilastro - la volta a crociera che, tramite i suoi 8. portale costoloni diagonali, poggia su quattro pilastri coprendo lo spazio così delimitato e che si chiama campata.L’effetto visivo della chiesa romanica è emotivamente molto forte:colpisce laspetto di solidità, la concatenazione dei vari elementi strutturali(pilastro, costoloni, volta), lequilibrio tra masse murarie e spazi vuoti, lasensazione di un poderoso conflitto tra pesi e materiali.• la pianta è a croce latina, generalmente a tre navate• il portale è sempre riccamente decorato con sculture raffiguranti scene religiose o animali simbolici.
  8. 8. Elementi architettonici della chiesa romanicaa) pianta basilicale a tre navate con absidi adiacenti (fase iniziale)b) pianta a croce latina - transetto (dopo la fase iniziale)c) presbiterio ingrandito e più rialzato (chiesa sotterranea chiamata cripta)d) sul presbiterio: altare con ciborio, candelabro, cattedra vescovile, pulpitoe) tiburio ottagonale con lanterna sull’intersezione del transetto con la navata centralef) trombe coniche per il raccordo fra il quadrato di base e il tiburio poligonaleg) pennacchi, o spicchi sferici, per il raccordo del quadrato di base e l’apice della cupolah) navata centrale, e relativa crociera, doppia delle lateralii) campate centrali scandite da pilastri grandi e piccoli alternativamente, talvolta uso dellecolonnej) pilastri di campata a sezione cruciforme (a otto spigoli per legare le crociere e le campatecollegatek) arco a tutto sesto per il raccordo delle campate maggiori e minoril) il tetto a capriata è sostituito da: - volta a botte (all’inizio) - volta a crociera (costoloni)m) linea di colmo, con chiave di volta, rialzata (quella romana è orizzontale)n) i capitelli sono di forma: - cubica - a stampella - in stile pseudo-corinzioo) si usano colonne ofitiche (o annodate) per decorazionep) gli spigoli della base delle colonne son protetti da “foglie”q) per l’illuminazione delle navate si usano finestre monofore a doppia strombaturar) facciata a capanna o a frontone dotata di rosone e, qualche volta, da pulpito esternos) fianchi rafforzati da contraffortit) arcatelle, o archetti pensili, al di sotto della linea del tettou) serie di monofore, bifore ecc. sulla facciata e/o alle absidi a formare gallerie ciechev) portale a strombatura piuttosto accentuataw) protiro davanti al portale se lo stesso è inserito a filo del murox) campanile cuspidato (staccato e nelle immediate vicinanze della chiesa o inserito nellafacciata (talvolta due, disposti uno per lato)y) chiostro a fianco della chiesaz) battistero esterno a pianta centrale circolare o ottagonale.
  9. 9. BASILICA DI S. AMBROGIO A MILANOQuella che possiamo considerare la chiesa-madre dellarchitettura romanica è la BASILICADI S. AMBROGIO A MILANO, incominciata nella parte absidale nella prima metà del IXsecolo, terminata alla fine del XII.E’ una chiesa a tre navate (senza transetto).Quella centrale ha quattro campate di cui tre a crociera e una a cupola.Sopra quelle laterali ci sono i matronei coperti da volte a capriata, che davano stabilità all’edificio.Poiché sostituisce una preesistente basilica paleocristiana ha un ampio quadriportico, che colpiscesubito per la sua grandezza, pari a quella dell’interno della chiesa.Al nartece, che è il lato frontale del quadriportico, è sovrapposto un alto e profondo loggiato.Le finestre sono solo sulla facciata e sull’abside.La luce non è quindi diffusa, ma percorre la navata.L’aspetto esterno aveva forma semplice, non decorata (facciata a capanna e cupola racchiusa inun torrione detto tiburio): le loghette, balconate percorribili, le cornici con archetti spensili e lelesene, finti pilastri.
  10. 10. LA BASILICA DI SAN ZENO – VERONALa basilica di San Zeno a Verona è considerata uno dei capolavori del romanico in Italia.Si sviluppa su tre livelli e lattuale struttura fu impostata nel X-XI secolo.Il nome del santo viene talvolta riportato in altri due modi, e così viene talvolta nominata la basilica diVerona: San Zeno Maggiore o San Zenone. Tra le numerose opere darte, ospita un capolavoro di AndreaMantegna, la pala di San Zeno. ESTERNOFacciataViene descritta come semplice e possente. È il modello a cui si ispirano tutti gli interventi del Romanicoveronese. La facciata della chiesa è caratterizzata da elementi che si possono considerare come parte duninsieme.Il rosone, che fu opera di Brioloto, è decorato da sei statue che raffigurano le alterne vicende umane: laprima figura rappresenta luomo saldamente sul trono, poi precipita, continuamente schiacciato dallasventura e poi è in ripresa e risalita creando la ruota della fortuna. Fu una delle prime finestre romaniche,caratteristica che passò al gotico.Dallesterno la ruota si chiude in quattro cerchi in marmi bianchi azzurri e tufo, le statue in altorilievo sonosul secondo cerchio esterno. Allinterno una ruota con un mozzo a dodici lobi e un centro diviso a sua voltain dodici settori divisi da raggi costituiti da coppie di colonne che uniscono il mozzo ai quattro cerchi.Il protiroIl protiro è firmato dal maestro Niccolò ed è del XII secolo.I leoni alla base rappresentano i guardiani della chiesa, coloro che impediscono lentrata delle animeimmeritevoli (non a caso trattengono sotto le loro zampe due intrusi).La copertura del protiro poggia su due telamoni rannicchiati, sui quali, in ideale prolungamento delle stessecolonne, sono scolpiti i bassorilievi di san Giovanni Battista e san Giovanni Evangelista.Sullarco risaltano lAgnello e la mano di Dio benedicente con una scritta latina che tradotta recita: La destradi Dio benedica le genti che entrano per chiedere cose sante.Allinterno, nella lunetta alcune scene dedicate alla storia cittadina di quei tempi.Al centro della lunetta si trova un san Zeno benedicente mentre calpesta il demonio che simboleggia ilpaganesimo sconfitto simbolo anche del coevo potere imperiale identificato come il male.Ai lati di San Zeno sulla destra i rappresentanti della nobiltà veronese e delle famiglie dei mercanti a cavallo(gli equites) e a sinistra i rappresentanti del popolo, dei fanti armati (i pedites).Sulle mensole interne ed esterne del protiro sono rappresentati i dodici mesi dellanno con i lavori tipicirelativi ai mesi, questo calendario inizia da marzo.Nel protiro vi sono mescolati tre tipi di rappresentazioni, quelle sacre relative alla vita del santo, quellepolitiche relative alla nascita del comune e quelle profane rappresentate dai mesi e dai mestieri collegati.Dodici mesi che riprendono i dodici settori della ruota della fortuna e riprendono anche la rotazione e laripetizione di un ciclo, i mesi e le stagioni che indefinitamente si susseguono. È la parte didattica rivolta alpopolo che non sa leggere, ripetuta più volte nella architettura della basilica.Il frontoneIl frontone segna esternamente alla chiesa la sommità della navata centrale. Il frontone triangolare è dimarmo bianco. Questo marmo crea un contrasto con il resto della facciata della chiesa fatta in tufo, pietra epercorso centralmente da sette lesene in marmo rosa.Il campanileIl campanile è staccato dalla chiesa. La torre campanaria è alta 72 metri. Il campanile riprende lo stile dellachiesa, sopra la zoccolatura alterna fasce di tufo e cotto che ne dona la sua bicromia.Vista laltezza, è diviso in piani da cornici ad archetti di tufo ed ha un doppio ordine di trifore. La cuspidesvetta sulla cima del campanile ed ha quattro pinnacoli angolari. È decorato allesterno da sculture romane.
  11. 11. INTERNOLinterno della chiesa è su tre livelli, dal basso: 1. Cripta, 2. la parte centrale, detta anche chiesa plebana 3. presbiterio.La chiesa ha pianta basilicale a tre navate.La CriptaLa cripta è del X secolo, dal 921 il corpo del santo è custodito in un sarcofago a vista con il volto copertoda una maschera dargento. È una chiesa completa allinterno della Basilica. Ha una struttura particolare,è suddivisa in nove navate con gli archi sostenuti da ben 49 colonne, che hanno la particolarità di averetutti capitelli differenti.Adamino da San Giorgio, scultore locale, nel 1225 scolpì sugli archi di accesso decorazioni basate susoggetti non religiosi: animali fantastici e mostruosi. La cripta fu ristrutturata nel XIII secolo e XVI secolo.Parte centraleLa parte centrale detta anche "chiesa plebana" è a tre navate, longitudinale. Le navate sono delimitateda possenti pilastri con sezione a forma di croce in alternanza a colonne sormontate da capitelli conmotivo zoomorfo e capitelli corinzi spesso recuperati da edifici romani preesistenti. Il soffitto è ligneo ecarenato ed è datato XIV secolo.Fra la parte centrale e il presbiterio vi sono numerose opere darte pittoriche, dal XIII al XVI secolo esculture dal XII al XIV secolo. Fra le altre una croce stazionale di Lorenzo Veneziano, la coppa di porfidoche faceva parte di una terme romana della città a cui è legata una leggenda, il battistero di marmoottagonale del XIII secolo, di Francesco Torbido la Pala della Madonna e Santi, laffresco del XIII secolodi San Cristoforo.Presbiterio
  12. 12. DUOMO DI MODENALa pianta è basilicale, senza transetto (navata trasversale, aggiunta in fase successiva, ma coneffetti solo sullalzato), ripartita in tre navate che terminano con altrettante absidi semicilindriche, dicui la centrale è più ampia, per la maggiore ampiezza della corrispondente navata. Perciò ad ognicampata nella navata centrale ne corrispondono due in quelle laterali. Le cinque campaterettangolari della navata centrale sono delimitate da otto massicci pilastri a fascio, sostegnicomposti da colonnine unite tra loro, ai quali si alternano otto colonne, quattro per ogni lato dellanavata.La cripta (vano sotterraneo sacro) è anchessa a tre navate, scompartite da sessanta colonnine, edè posta sotto al presbiterio che risulta pertanto soprelevato. Lo delimita anteriormente il pontile,sorta di palco formato da un divisiorio tra spazi per il clero e per i laici, sostenuto da sei colonne. Inorigine laccesso alledificio dalla facciata avveniva tramite lunico portale centrale, mentre i lateralisono unaggiunta posteriore. Solo due erano in origine gli ingressi sulle fiancate, verso la parteabsidale, a favorire laccesso allarea della cripta, diposti a "T" rispetto al portale di facciata.Il Duomo di Modena esemplifica il gusto Romanico e con la sua piazza è dal 1997 "Patrimoniodellumanità" protetto dallUNESCO. "Domus clari Geminiani" e dedicato alla Madre di DioIncoronata, sinserisce organicamente nel tessuto urbano e sociale della città, esaltando con la suaposizione baricentrica loriginario schema romano a cardo e decumano del centro antico. Sul pianovisivo e spaziale emerge per lassenza di evidenti connessioni con altri edifici.Il Duomo è parte della Piazza Grande, delineata tra X e XII secolo con lerezione di fabbricati chene hanno connotato aspetto e funzione: la Residenza del vescovo e Capitolo della Cattedrale del1070, il Palazzo Comunale e varie abitazioni civili, tutti eretti nellultimo scorcio del XII sec.Il perimetro della piazza è delimitato a nord dal fianco sinistro del Duomo e a ovest dal Palazzo delVescovo, che un passaggio privato collega alla Cattedrale. Ledificazione della Torre dellOrologioha permesso di congiungere il vecchio e il nuovo Palazzo Comunale sul lato est, unificatistilisticamente da portici e da una comune rielaborazione delle facciate.Contemporaneamente al Duomo e per opera del medesimo progettista, Lanfranco, fu eretta latorre campanaria, detta "Ghirlandina", alta m. 86,12.Sui pilastri a fascio che dividono le navate simpostano le volte a crociera a sesto acuto (due curvea centro diverso congiunte a punta) che, intorno alla metà del XIV secolo, hanno sostituitoloriginaria copertura lignea. Le colonne sono sormontate da archi in laterizio a tutto sesto (curva asemicerchio) e hanno funzione di sorreggere il sovrastante matroneo di tipo impraticabile, poichésenza pavimento, e quindi con sola funzione calibratrice e filtrante degli spazi progettati. Laffacciodel matroneo sulla navata è risolto con una ripetuta serie di trifore (finestre a tre aperture divise dadue esili colonnine centrali), a loro volta inquadrate entro un arco cieco a tutto sesto, cioè applicatoalla parete a solo scopo decorativo.La volumetria che ne deriva è modulare, quadridimensionale, quasi scomponibile, formata da duecubi sovrapposti nella navata centrale e nelle minori, dove però la misura del lato è dimezzata.Il movimento direzionato lungo la navata si arresta nel disporsi trasversale del pontile e nellosfalsamento di quote nel coro e nella cripta che chiudono la prospettiva. Il gioco delle luci èestremamente variato da penombre forti e infiltrazioni e diviene protagonista ora ammorbidendo icontrasti tonali, ora corrodendo le masse con un preciso dosaggio dei toni e degli effetti.
  13. 13. Duomo di Modena: a sinistra, facciata e ripartizione modulare; a destra, fianco meridionale e zonaabsidale.Il motivo del triforio (galleria praticabile costituita dal succedersi di più trifore uguali), sottolineato daarchetti pensili, è proiettato e ritmicamente ripetuto anche allesterno delledificio: lungo le paretilaterali, nella zona absidale e soprattutto nella facciata. Questa presenta un paramento con insertidi pietre e marmi romani, dove emergono i due massicci contrafforti ai lati del portale centrale,staticamente indispensabili, affiancati dalle lesene dei trifori, replicate a ritmare fianchi e abside. Ilportale maggiore è protetto da un protiro con sovrastante loggia, retto da due leoni stilofori, ossiasui quali simposta una colonna, di epoca romana. Al di sopra cè il grandioso rosone, aperturacircolare a raggiera di fattura più tarda.La facciata è del tipo a salienti, dove le falde del tetto risultano inclinate secondo linee oblique cherisalgono lungo il laterale delle navate per poi concludersi nei due spioventi centrali. Comelorganizzazione interna, la fronte segue un modulo compositivo basato sul quadrato.Citazioni classiche sono riconoscibili tra laltro nel fianco, dove il riferimento è allacquedottoromano.Il vocabolario figurativo è arricchito dal dialogo tra luce e materiali. Sulla tavolozza di colori tenui epoco discostanti la luce incide profondamente trasformando la valenza spaziale in varietà e qualitàcromatica.

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