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I coopup 2017 value proposition

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Appuntamento#1 di CoopUPBologna - il percorso di formazione, incubazione e networking promosso Confcooperative Bologna e Kilowatt in collaborazione con Emil Banca e Irecoop Emilia Romagna - su value proposition e identità

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I coopup 2017 value proposition

  1. 1. BOLOGNA 2017 I incontro
  2. 2. obiettivi di CoopUp Bologna CoopUp Bologna si rivolge alle nuove idee d’impresa che hanno l’obiettivo di generare un cambiamento visibile nella società, rispondendo ai bisogni emergenti o consolidati con approcci, tecnologie o metodi nuovi, collaborativi, mutualistici; a chi vuole creare un impatto tangibile, facendo di questo la propria professione; a chi crede che nuovi modelli di sviluppo più equo, sostenibile, comunitario, redistributivo siano non solo possibili ma soprattutto vincenti. A chi sa immaginare soluzioni. A chi sa immaginare! ● collaborazione ● impatto ● open innovation ● innovazione sociale ● intraprendenza
  3. 3. Chi siamo? O dell’importanza del metodo mettiamo insieme: - design dei servizi - arte relazionale - community organizing - approccio imprenditoriale - innovazione sociale, ossia attenzione all’impatto
  4. 4. http://kilowatt.bo.it/bilancio-impatto-kilowatt/
  5. 5. Programma LA FORMAZIONE 15/11 #1 La proposta di valore: tra identità e community 29/11 #2 L’IDEA D’IMPRESA: strumenti per creare e rimodellare la proposta di valore, tra business modeling e community 13/12 #3 PROTOTIPAZIONE E TESTING, NUMERI E METRICHE: cosa c'è da sapere 17/01 #4 GOVERNANCE COOPERATIVA, IMPRESA SOCIALE E ACCESSO AL MERCATO: cosa scegliere e quando 31/01 #5 ANCORA NUMERI: KPI e indicatori di impatto 14/02 #6 IL BUSINESS PLAN COLLOQUI E MR. WOLF 21/11 #1 colloqui 5/12 #2 colloqui + 18-20,30 Mr. Wolf 9/01 #3 colloqui + 18-20,30 Mr. Wolf 23/01 #4 colloqui + 18-20,30 Mr. Wolf 6/02 #5 colloqui + 18-20,30 Mr. Wolf 20/02 #6 colloqui + 18-20,30 Mr. Wolf 9/03 DEADLINE CONSEGNA BUSINESS PLAN
  6. 6. Comunicazione e consegne a ogni incontro verranno spiegati uno e più strumenti la settimana successiva sarà possibile chiedere i colloqui individuali dove confrontarsi sul lavoro fatto entro l’incontro successivo le consegne dovranno essere postate sul gruppo Facebook Da decidere: gruppo facebook chiuso o aperto? i commenti di tutti sono un valore
  7. 7. I incontro: La proposta di valore: tra identità e community
  8. 8. Introduzione al design dei servizi
  9. 9. Quando nasce il design (come professione)? In un periodo difficile: la prima guerra mondiale >>> inaugurazione della Bauhaus nel 1919. Ispirata alle Bauhütten - le organizzazioni di artigiani medievali che costruivano le cattedrali - la Bauhaus nasce come organizzazione collaborativa e interdisciplinare. Presto perde il suo carattere partecipato per recuperare solo l’attenzione all’utente >>> carattere funzionale alla filiera di riferimento. Ma oggi si parla di co-design. participatory design. circular design...
  10. 10. I primi passi... I provo e le bici bianche Norwegian Metal Workers Union (il DELTA language di Kristen Nygaard)
  11. 11. I primi passi... Malmö, 1975 Malmö, 2015 (STPLN)
  12. 12. Ezio Manzini Design when everybody designs “Manzini distinguishes between diffuse design (performed by everybody) and expert design (performed by those who have been trained as designers) and describes how they interact. He maps what design experts can do to trigger and support meaningful social changes, focusing on emerging forms of collaboration...”
  13. 13. Una definizione semplice [da wiki] Il Service design è l'attività di pianificazione e organizzazione di personale, infrastrutture, artefatti comunicativi e materiali di un servizio, con lo scopo di migliorarne l'esperienza in termini di qualità e interazione tra il fornitore del servizio e il consumatore finale. >>> Il service design indirizza le funzionalità e la forma dei servizi verso la prospettiva del cliente design del prodotto >>> user centered design dei servizi >>> community centered
  14. 14. Cos’è un servizio [da wiki] In generale, il servizio può essere definito come un'attività o una serie di attività di natura più o meno intangibile, che ha luogo nell'interazione tra cliente e impiegato e/o sistemi del fornitore del servizio, e che viene fornito come soluzione ai problemi del cliente. il servizio è un’azione condivisa, relazionale, un passaggio di valore DOMANDA: quali servizi sono più presenti nella vostra quotidianità?
  15. 15. Qualche esempio
  16. 16. 16 modi di fare design (Da Walter Aprile, Stefano Mirti, Wobbling Solutions. An Introduction to Contemporary Design)
  17. 17. fare differenza per non fare ripetizioni (value proposition by philosophy) "tutte le identità non sono che simulate, prodotte come un effetto ottico, attraverso un gioco più profondo che è quello della differenza e della ripetizione" (Gilles Deleuze) “sono forme di vita” (Ludwig Wittgenstein) “l’identità si dà per differenza” (Ferdinand De Saussure)
  18. 18. “un valore che non riguarda l’essenza, ma un valore d’uso” (Aristotele) “non esiste solo la relazione di contrarietà per definire un valore” (Edmund Husserl)
  19. 19. primo esercizio: cosa NON siete? “noi vogliamo ribaltare la relazione tra lavoro e tempo libero” (Guy-Ernest Debord)
  20. 20. cos’è il valore? - ciò per cui qualcuno è disposto a pagare - ciò che crea fiducia e quindi fedeltà c’è un cambiamento in atto: :: le persone non cercano prodotti/servizi ma esperienze :: evoluzione da canali di distribuzione verso “hub di esperienze” Uber, the world’s largest taxi company, owns no vehicles. Facebook, the world’s most popular media owner, creates no content. Alibaba, the most valuable retailer, has no inventory. And Airbnb, the world’s largest accommodation provider, owns no real estate.
  21. 21. come si crea valore? :: Apportando un’innovazione creando cioè un nuovo valore e dando ai clienti qualcosa che prima non c’era
  22. 22. :: Rendendo accessibile un prodotto/servizio permettendo cioè a segmenti di clientela che prima non potevano usufruire di un prodotto/servizio, di accedervi, abbassando il prezzo o reingegnerizzando la catena del valore come si crea valore?
  23. 23. :: Utilizzando la marca come status/ esperienza di acquisto come si crea valore?
  24. 24. :: Risolvendo un problema specifico come si crea valore?
  25. 25. :: Riducendo i rischi come si crea valore?
  26. 26. :: e infine, sapendo ascoltare e seguire sempre le evoluzioni del proprio target come si crea valore?
  27. 27. > dall’innovazione incrementale > all’innovazione disruptive l’elemento centrale è partire dai clienti questo crea un rapporto ma soprattutto permette l’innovazione continua
  28. 28. come costruire una proposta di valore vincente
  29. 29. Perchè parlare di Value Proposition? “A major reason why companies fail, is that [..] there is not a compelling enough value proposition, or compelling event, to cause the buyer to actually commit to purchasing. David Skok, Matrix Partners
  30. 30. 1. perché il valore è soggettivo, corrisponde alle percezioni del cliente/utente Prodotti e servizi non hanno un valore intrinseco, ma sono dei veicoli per il tramite dei quali una realtà trasmette valore ai propri pubblici. Un prodotto/servizio può generare valore per un cliente, ma non per un altro.
  31. 31. 2. il valore è legato all’unicità con cui si risponde ad un bisogno “se avessi chiesto alla gente cosa volevano, mi avrebbero risposto: un cavallo più veloce, mentre io volevo vendergli un’auto“ Henry Ford
  32. 32. L’economista Peter Drucker interpreta l’imprenditore sociale come colui il quale “cambia la capacità di performance della società” (Gendron, 1996). L’impatto dell’imprenditorialità sociale supera quindi le aree di interesse specifiche degli imprenditori (ad esempio, disabilità, educazione, questioni di genere, ambiente, ecc.) abilitando le società a migliorare nel complesso le proprie capacitazioni. Per Ashoka, gli imprenditori sociali sono in grado di produrre piccoli cambiamenti nel breve periodo che si ripercuotono attraverso sistemi esistenti e che in definitiva comportano un cambiamento significativo di lungo periodo (impatto). 3. il valore sociale supera la vostra azione diretta
  33. 33. da dove partiamo dagli strumenti del design dei servizi e quindi individuando i miei interlocutori specifici: - a chi si rivolge la mia attività? - diamogli un nome!
  34. 34. la clientela target A B C
  35. 35. i tre blocchi descrittivi A- Descrivere quali sono gli interessi (anche sociali) dell’utente e in che modo la sua attività/vita incrocia la tua proposta B- descrivere le preoccupazioni, le emozioni negative, i costi, le situazioni di insoddisfazione e i rischi che il tuo utente target percepisce, anche in termini di sostenibilità C- Descrivere quali sono i benefici che i tuoi utenti si aspettano, desiderano o che sarebbero entusiasti di poter ottenere, per sé ma anche per la propria comunità
  36. 36. la proposta di valore 1 2 3
  37. 37. i tre blocchi descrittivi 1- Descrivere con quali soluzioni creare benefici (valore) per l’utente. In particolare, descrivere come essa soddisfi le aspettative, abbia benefici sociali, crei inclusione 2- Descrivere con quali strumenti alleviare le "pene" degli utenti. Come fa a eliminare o ridurre le emozioni negative, i costi e le situazioni indesiderati, e i rischi che l’utente o la sua comunità di riferimento subisce o potrebbe subire prima, durante, e dopo l’interazione? 3- Descrivere l’ipotesi di soluzione attraverso cui soddisfare i bisogni funzionali, sociali o emozionali o sono funzionali a rispondere ai bisogni di base dell’utente?
  38. 38. KwBaby servizio educativo sperimentale 0-6 anni incentrato su: :: socialità e partecipazione :: educazione all’aria aperta :: supporto alla genitorialità :: flessibilità “Quello che i bambini conoscono, lo possono amare. Quello che amano, rispettano, proteggono e difendono”
  39. 39. Value Proposition Customer Segment: mamme libere professioniste rientrare nel mondo del lavoro coworking a fianco dello spazio bimbi socializzare, rientrare in una comunità, rientrare nel mondo del lavoro orari rigidi, non poter condividere del tempo con i propri figli conciliare lavoro e attenzione ai bisogni dei figli, soprattutto nei primi anni di vita programmi educativi non convincenti, non innovativi conciliazione dei tempi logo collaborativo e opportunità lavorative cucina condivisa o bistrot dove mangiare programmazione culturale per 6 mesi all’anno coprogettazione del servizio selezione delle educatrici condivisa partecipazione (volontaria) alle attività educative orari flessibili educazione all’aria aperta, grande attenzione alla sostenibilità e all’immaginario innovazione pedagogica servizio educativo sperimentale con spazio di coworking
  40. 40. ora tocca a voi!
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