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CoopUPBo 2018: incotro 1 su value proposition

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Appuntamento#1 della quarta edizione di CoopUPBologna - il percorso di formazione, incubazione e networking promosso Confcooperative Bologna e Kilowatt in collaborazione con Emil Banca e Irecoop Emilia Romagna - su value proposition e identità.

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CoopUPBo 2018: incotro 1 su value proposition

  1. 1. 25 ottobre 2018 - I incontro
  2. 2. Cos’è CoopUp Bologna CoopUp Bologna offre un percorso di formazione, crescita, prototipazione e consolidamento d’impresa, di natura collettiva, collaborativa e non competitiva. Il percorso di CoopUp Bologna serve per: > definire da un’idea di partenza un modello di business > rendere più solido il proprio progetto > definire le ipotesi da verificare per lanciare la propria impresa > conoscere e riconoscere le motivazioni, gli intenti, la spinta che vi guiderà ad avere successo sul mercato > creare una comunità di pratiche e di imprenditori sociali e attivare dinamiche di collaborazione tra pari
  3. 3. Programma LA FORMAZIONE 25/10 #1 La proposta di valore e mappa dei partecipanti 8/11 #2 L’IDEA D’IMPRESA: strumenti per modellare la proposta di valore 29/11 #3 BENCHMARKING E PIANO DEI CONTI: come imparare dagli altri e fare un piano economico 13/12 #4 PROTOTIPAZIONE E TESTING: come verificare la proposta di valore 10/1 #5 GOVERNANCE COOPERATIVA, IMPRESA SOCIALE E ACCESSO AL MERCATO: cosa scegliere e quando 18/1 #6 IL BUSINESS PLAN e GLI INDICATORI DI IMPATTO MR. WOLF 8/11 #1 18,30-20,00 Mr. Wolf 15/11 #2 18,30-20,00 Mr. Wolf 6/12 #3 18,30-20,00 Mr. Wolf 20/12 #4 18,30-20,00 Mr. Wolf 10/01 #5 18,30-20,00 Mr. Wolf 31/01 DEADLINE CONSEGNA BUSINESS PLAN Evento finale
  4. 4. Comunicazione e consegne a ogni incontro verranno spiegati uno e più strumenti la settimana successiva sarà possibile chiedere i colloqui individuali dove confrontarsi sul lavoro fatto entro l’incontro successivo le consegne dovranno essere postate sul gruppo Facebook Esiste la possibilità di un supporto finanziario e giuridico da parte di Confcooperative, che può essere attivato al bisogno
  5. 5. Chi siamo? O dell’importanza del metodo mettiamo insieme: - community organizing - design dei servizi e arte relazionale - approccio imprenditoriale a impatto - approccio bossless - incubazione di ecosistema
  6. 6. I incontro: La proposta di valore: tra identità e community
  7. 7. Introduzione al design dei servizi
  8. 8. Quando nasce il design (come professione)? In un periodo difficile: la prima guerra mondiale >>> inaugurazione della Bauhaus nel 1919. Ispirata alle Bauhütten - le organizzazioni di artigiani medievali che costruivano le cattedrali - la Bauhaus nasce come organizzazione collaborativa e interdisciplinare. Presto perde il suo carattere partecipato per recuperare solo l’attenzione all’utente >>> carattere funzionale alla filiera di riferimento. Ma oggi si parla di co-design. participatory design. circular design...
  9. 9. I primi passi... I provo e le bici bianche Norwegian Metal Workers Union (il DELTA language di Kristen Nygaard)
  10. 10. I primi passi... Malmö, 1975 Malmö, 2015 (STPLN)
  11. 11. Ezio Manzini Design when everybody designs “Manzini distinguishes between diffuse design (performed by everybody) and expert design (performed by those who have been trained as designers) and describes how they interact. He maps what design experts can do to trigger and support meaningful social changes, focusing on emerging forms of collaboration...”
  12. 12. Product-as-a-service “Product-as-a-Service fuses physical products, accompanying services and monitoring software to enable new offerings where the buyer may no longer own a physical thing—the product is delivered as an service or virtualized experience. Instead of a one-time-transaction the customer subscribes to the product and pays a recurring fee”
  13. 13. Cos’è un servizio [da wiki] In generale, il servizio può essere definito come un'attività o una serie di attività di natura più o meno intangibile, che ha luogo nell'interazione tra cliente e impiegato e/o sistemi del fornitore del servizio, e che viene fornito come soluzione ai problemi del cliente. il servizio è un’azione condivisa, relazionale, un passaggio di valore DOMANDA: quali servizi sono più presenti nella vostra quotidianità?
  14. 14. Qualche esempio
  15. 15. 16 modi di fare design (Da Walter Aprile, Stefano Mirti, Wobbling Solutions. An Introduction to Contemporary Design)
  16. 16. fare differenza per non fare ripetizioni (value proposition by philosophy) "tutte le identità non sono che simulate, prodotte come un effetto ottico, attraverso un gioco più profondo che è quello della differenza e della ripetizione" (Gilles Deleuze) “sono forme di vita” (Ludwig Wittgenstein) “l’identità si dà per differenza” (Ferdinand De Saussure)
  17. 17. “un valore che non riguarda l’essenza, ma un valore d’uso” (Aristotele) “non esiste solo la relazione di contrarietà per definire un valore” (Edmund Husserl)
  18. 18. primo esercizio: cosa NON siete? “noi vogliamo ribaltare la relazione tra lavoro e tempo libero” (Guy-Ernest Debord)
  19. 19. mappatura valoriale dei team
  20. 20. NOME PROGETTO VALORE CHE VI IDENTIFICA VALORE CHE VI IDENTIFICA L’ecosistema coopup in una fotografia dell’oggi: Chi siamo? Dove ci posizioniamo? E vicino a quali altri valori? RIPETEREMO QUESTO LAVORO ALLA FINE DEL PERCORSO PER CAPIRE COME, E SE, CI SAREMO MOSSI SULLA MAPPA LA MAPPATURA VALORIALE DI COOPUP 2018
  21. 21. LA MAPPATURA VALORIALE DI COOPUP 2018 1 - prendete tre post it di colore diverso 2- sul primo scrivete il nome del progetto con cui partecipate a CoopUp 3- sul secondo e sul terzo scrivete i valori che più rappresentano il vostro progetto e il cambiamento che vuole generare 4- posizionateli sul cartellone tenendo come punto di riferimento i post it degli altri progetti [I primi volontari saranno i nostri sherpa :)]
  22. 22. come costruire una proposta di valore
  23. 23. come si crea valore? - ciò per cui qualcuno è disposto a pagare - ciò che crea fiducia e quindi fedeltà c’è un cambiamento in atto: :: le persone non cercano prodotti/servizi ma esperienze :: evoluzione da canali di distribuzione verso “hub di esperienze” Uber, the world’s largest taxi company, owns no vehicles. Facebook, the world’s most popular media owner, creates no content. Alibaba, the most valuable retailer, has no inventory. And Airbnb, the world’s largest accommodation provider, owns no real estate.
  24. 24. :: Rendendo accessibile un prodotto/servizio permettendo cioè a segmenti di clientela che prima non potevano usufruire di un prodotto/servizio, di accedervi, abbassando il prezzo o reingegnerizzando la catena del valore come si crea valore?
  25. 25. :: Utilizzando la marca come status/ esperienza di acquisto come si crea valore?
  26. 26. :: Risolvendo un problema specifico come si crea valore?
  27. 27. :: Riducendo i rischi come si crea valore?
  28. 28. :: e infine, sapendo ascoltare e seguire sempre le evoluzioni del proprio target come si crea valore?
  29. 29. Matrice organizzativa per il Lean Approach Centri di COMPETENZE: > formazione > saturazione > qualità LINEE DI BUSINESS (orientate al cliente): > volumi > marginalità > bisogno
  30. 30. Perché parlare di Value Proposition? “A major reason why companies fail, is that [..] there is not a compelling enough value proposition, or compelling event, to cause the buyer to actually commit to purchasing. David Skok, Matrix Partners
  31. 31. 1. perché il valore è soggettivo, corrisponde alle percezioni del cliente/utente Prodotti e servizi non hanno un valore intrinseco, ma sono dei veicoli per il tramite dei quali una realtà trasmette valore ai propri pubblici. Un prodotto/servizio può generare valore per un cliente, ma non per un altro.
  32. 32. 2. il valore è legato all’unicità con cui si risponde ad un bisogno “se avessi chiesto alla gente cosa voleva, mi avrebbero risposto: un cavallo più veloce, mentre io volevo vendergli un’auto“ Henry Ford
  33. 33. L’economista Peter Drucker interpreta l’imprenditore sociale come colui il quale “cambia la capacità di performance della società” (Gendron, 1996). L’impatto dell’imprenditorialità sociale supera quindi le aree di interesse specifiche degli imprenditori (ad esempio, disabilità, educazione, questioni di genere, ambiente, ecc.) abilitando le società a migliorare nel complesso le proprie capacitazioni. Per Ashoka, gli imprenditori sociali sono in grado di produrre piccoli cambiamenti nel breve periodo che si ripercuotono attraverso sistemi esistenti e che in definitiva comportano un cambiamento significativo di lungo periodo (impatto). 3. il valore sociale supera la vostra azione diretta
  34. 34. da dove partiamo dagli strumenti del design dei servizi e quindi individuando i miei interlocutori specifici: - a chi si rivolge la mia attività? - diamogli un nome!
  35. 35. la clientela target A B C
  36. 36. i tre blocchi descrittivi A- Descrivere quali sono gli interessi (anche sociali) dell’utente e in che modo la sua attività/vita incrocia la tua proposta B- descrivere le preoccupazioni, le emozioni negative, i costi, le situazioni di insoddisfazione e i rischi che il tuo utente target percepisce, anche in termini di sostenibilità C- Descrivere quali sono i benefici che i tuoi utenti si aspettano, desiderano o che sarebbero entusiasti di poter ottenere, per sé ma anche per la propria comunità
  37. 37. la proposta di valore 1 2 3
  38. 38. i tre blocchi descrittivi 1- Descrivere con quali soluzioni creare benefici (valore) per l’utente. In particolare, descrivere come essa soddisfi le aspettative, abbia benefici sociali, crei inclusione 2- Descrivere con quali strumenti alleviare le "pene" degli utenti. Come fa a eliminare o ridurre le emozioni negative, i costi e le situazioni indesiderati, e i rischi che l’utente o la sua comunità di riferimento subisce o potrebbe subire prima, durante, e dopo l’interazione? 3- Descrivere l’ipotesi di soluzione attraverso cui soddisfare i bisogni funzionali, sociali o emozionali o sono funzionali a rispondere ai bisogni di base dell’utente?
  39. 39. KwBaby servizio educativo sperimentale 0-6 anni incentrato su: :: socialità e partecipazione :: educazione all’aria aperta :: supporto alla genitorialità :: flessibilità “Quello che i bambini conoscono, lo possono amare. Quello che amano, rispettano, proteggono e difendono”
  40. 40. Value Proposition Customer Segment: mamme libere professioniste rientrare nel mondo del lavoro coworking a fianco dello spazio bimbi socializzare, rientrare in una comunità, rientrare nel mondo del lavoro orari rigidi, non poter condividere del tempo con i propri figli conciliare lavoro e attenzione ai bisogni dei figli, soprattutto nei primi anni di vita programmi educativi non convincenti, non innovativi conciliazione dei tempi logo collaborativo e opportunità lavorative cucina condivisa o bistrot dove mangiare programmazione culturale per 6 mesi all’anno coprogettazione del servizio selezione delle educatrici condivisa partecipazione (volontaria) alle attività educative orari flessibili educazione all’aria aperta, grande attenzione alla sostenibilità e all’immaginario innovazione pedagogica servizio educativo sperimentale con spazio di coworking
  41. 41. ora tocca a voi!
  42. 42. i compiti entro questa settimana: Postate sul gruppo fb una foto del team che vi rappresenti, con la definizione di quello che non siete Entro la data dei colloqui individuali: VPC di tutti i vostri target entro l’8/11: postate un’immagine rappresentativa del vostro progetto/realtà e la proposta di valore
  43. 43. Contatti gaspare@kilowatt.bo.it samanta@kilowatt.bo.it nicoletta@kilowatt.bo.it anna@kilowatt.bo.it giulia.candeloro@kilowatt.bo.it coopupbo@confcooperative.it fabbri.le@confcooperative.it

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