Teatro cairo scuola

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Teatro cairo scuola

  1. 1. IL TESTO TEATRALE Appunti per una lezione Cairo Scuola
  2. 2. Cos’è il teatro?
  3. 3. DEFINIZIONE Il TESTO TEATRALE, detto anche DRAMMATICO, èun’opera letteraria in cui la vicenda non vieneraccontata, ma viene rappresentata dai personaggi, cheagiscono direttamente sulla scena , imitando la realtà. Sono detti TEATRALI perché il luogo destinato alla rappresentazione è il teatro (dal greco teaomai=guardare), DRAMMATICI perché contengono una storia che quando viene messa sulla scena, è detta DRAMMA ( dal greco drao=agisco)
  4. 4. IL GENERE DRAMMATICO
  5. 5. Come si legge un TESTO TEATRALEPer comprendere a pieno un testo teatrale occorre leggerlo come :1. TESTO SCRITTO2. TESTO RAPPRESENTATO (fruizione dello spettacolo teatrale )
  6. 6. TESTO NARRATIVO E TESTO TEATRALE TESTO TESTO NARRATIVO TEATRALEstoria x xnarratore presente mancatempo vari livelli presentespazio illimitato e variabile delimitato e variabileliv.di comunicazione unidirezionale bidirezionalecanali usati vista vista e uditotipo di fruizione individuale collettivalinguaggi usati ling.verbale ling.verb.e non verbale
  7. 7. La struttura di un Testo Drammatico• personaggi• atti e scene• battute• didascalie
  8. 8. I PERSONAGGI Generalmente all’inizio di un testo drammaticoc’è l’elenco dei personaggi, con a lato l’indicazione odell’età,o del ruolo sociale,o delle relazioni diparentele o affettive o del ruolo,l’ordine in cui sonopresentati può essere dettato dall’importanzadecrescente del ruolo o dall’ordine di apparizione odalla gerarchia sociale o da una divisione ingruppi(es.uomini/donne).
  9. 9. ATTI E SCENE Il testo teatrale è in genere suddiviso in ATTI ,corrispondentiai capitoli di un libro, a loro volta suddivisi in SCENE. Gli ATTI (da uno a cinque)possono corrispondere a momentisuccessivi della struttura del dramma oppure essere legati alpassare del tempo o ancora essere funzionali alla semplicenecessità (riposo per gli attori, cambio di scenografie ocostumi).Le SCENE sono determinate dall’entrata o uscita deipersonaggi o da cambiamenti di tono o di argomento.Se ilnumero delle scene è elevato, la rappresentazione sarà moltomovimentata, se è limitato, sarà più statica.
  10. 10. LE BATTUTE Sono le PAROLE che gli attori pronunciano sulla scena. Possono assumere la forma di:1. dialoghi2. monologhi3. soliloqui4. concertati5. duetti6. tirate7. a parte
  11. 11. DIDASCALIEGeneralmente in corsivo e spesso tra parentesi hannocome destinatari i lettori e chi mette in scena il testo.Contengono essenzialmente tre tipi di informazioni:•Descrizioni di luoghi e di personaggi•Indicazioni relative all’azione scenica (movimenti egesti)•Annotazioni sulla recitazione (tono di voce,ritmo…)
  12. 12. Gli elementi della messa in scena teatraleE’ l’operazione di traduzione di un testo drammatico scritto inSPETTACOLO. Essa richiede la collaborazione delle seguenticomponenti:• Il regista• Gli attori• Il pubblico• La scenografia • I costumi • Le luci • La musica • I rumori
  13. 13. IL REGISTA Come il drammaturgo è l’autore del testo drammatico,ilregista è il principale autore della messa in scena ,o meglioil coordinatore di un lavoro che coinvolge molteprofessionalità.Egli può decidere o di rimanere fedele altesto o di reinterpretarlo e adattarlo liberamente o in parte.Come figura è comparsa solo alla finedell’Ottocento, sostituendo quella del CAPOCOMICO. Ogni regista ha un suo stile che dipende dalla sua poeticateatrale e dall’utilizzo che fa dei linguaggi a suadisposizione.
  14. 14. GLI ATTORISono il punto focale dello spettacolo.La loro caratteristica è quella di riuscire a calarsi in parti semprenuove e di recitare in ruoli diversi.A differenza di quelli cinematografici, non hanno la possibilitàdi ripetere una scena venuta male, per cui devono essere dotati dicalma e di concentrazione.In particolare devono essere in gradodi controllare:- la propria voce- la propria mimica facciale- i gesti La recitazione può essere naturale o artificiosa e può andare da un massimo di immedesimazione ad un massimo di estraniamento nei confronti del personaggio.
  15. 15. IL PUBBLICO E’ l’elemento che fa la differenza principale tra la recitazione alcinema e quella nel cinema.Il teatro, infatti,si svolge in diretta difronte al pubblico, che partecipa in un certo senso allarappresentazione.Le sue risposte possono caricare e riempire dientusiasmo gli attori o al contrario frenarli e demoralizzarli. Poiché, inoltre, il teatro si basa sull’imitazione della realtà, ilpubblico accetta questa convenzione ( PATTO ) così come gliattori recitano come se il pubblico non esistesse (quarta parete ).
  16. 16. LA SCENOGRAFIA E’ costituita dagli elementi dell’ARREDO, dai FONDALIscenici e dalle QUINTE laterali. E’ importante per individuare l’epoca e il luogo in cui sisvolgono i fatti.Negli antichi teatri greci erano fisse,nel corso del tempo sonodiventate mutabili ( uso dei fondali dipinti). Lo scenografo può realizzare scenografie realistiche osimboliche, dettagliate o essenziali, fisse o mobili.Egli lavoraseguendo le indicazioni del regista. Oggi i teatri dispongono di attrezzature straordinarie: palchi girevoli, quinte scorrevoli o a scomparsa…
  17. 17. I COSTUMIGli abiti di scena permettono allo spettatore dicomprendere la provenienza sociale di ciascunpersonaggio e l’epoca in cui si svolge la storia.Possono essere realistici o simbolici e più omeno dettagliati.
  18. 18. LE LUCI L’illuminazione era un elemento sconosciuto inepoca antica, quando le recite avvenivano digiorno.Con l’introduzione dei teatri coperti,dalCinquecento in poi,venne illuminato il palcocon candelabri o lampade a petrolio.Conl’invenzione dell’elettricità fu anchescongiurato il pericolo di incendi. L’impiegodelle luci è oggi affidato a tecnici che sioccupano di posizionare i riflettori.Esseservono a - aumentare il realismo delle scene - sottolineare gli effetti emotivi - creare effetti simbolici
  19. 19. LA MUSICA Ha da sempre accompagnato gli spettacoliteatrali ( vedi teatro greco). Il suo ruolo è prevalentementepsicologico, perché tende a commentare e asottolineare le reazioni dei personaggi e icambiamenti di situazione, un po’ come lacolonna sonora del cinema.
  20. 20. I RUMORI I rumoristi, ovvero i tecnici che si occupano dellarealizzazione dell’apparato sonoro, creano effetti checonferiscono naturalezza all’ambientazione:tuoni, scrosciare della pioggia, motori di automobiliecc. Determinati rumori contribuiscono ad aumentare latensione durante la rappresentazione: peresempio, l’urlo di una donna o il rumore di una portache cigola.
  21. 21. LA LINGUA DEL TEATRO Dal punto di vista della sintassi il drammaturgo si avvicina ingenera al PARLATO, con costruzioni semplici e frasi più braviche in un testo narrativo, per facilitare la comprensione di chiascolta e per dare una rappresentazione più realistica di unaconversazione. La terza persona,quasi sempre presente nelle narrazioni,è rara ateatro, mentre più frequenti sono la prima e la seconda persona. Caratteristici sono infine i DEITTICI, cioè i termini che siriferiscono a tempo e spazio ( ieri,oggi,questo,quello…) Nelle didascalie compaiono i TERMINI TECNICI usati perindicare le varie parti del palcoscenico (fondo, quinte,proscenio… )

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