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GREEN MOVING N°1 - Ridurre le emissioni di CO2 e risparmiare sulla benzina? Ecco come

Green Moving è la rivista di Kairos Rainbow destinata a chi si occupa di logistica e trasporti per aiutarli a mantenersi aggiornati sulle soluzioni più innovative e sostenibili del proprio settore.

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GREEN MOVING N°1 - Ridurre le emissioni di CO2 e risparmiare sulla benzina? Ecco come

  1. 1. LA RIVISTA DI RIFERIMENTO PER LA LOGISTICA E I TRASPORTI Numero1 Ridurre le emissioni di CO2 e risparmiare sulla benzina È PURA UTOPIA? Consegne ecologiche? Sì! Grazie alle bike elettriche INNOVAZIONI Ridurre gli sprechi di cibo è possibile grazie alla catena del freddo SPRECHI Ecco perché la GDO sceglie il metano DOSSIER
  2. 2. 32 Green Moving è di proprietà di KAIROS RAINBOW SRL indirizzo: Via Luca Gaurico, 9/11 00143, Roma tel: +39 06-45227454 cel.: +39 3453100328 mail: info@kairosrainbow.it web: www.kairosrainbow.it Direttore: Salvatore Cortesini Coordinamento: Antonio Serino Testi, grafica e impaginazione a cura di onehourmarketing.it INDICE Il futuro del trasporto merci su ruota di Salvatore Cortesini EDITORIALE Consegne ecologiche? Sì! Grazie alle bike elettriche INNOVAZIONI Ridurre le emissioni di CO2 e risparmiare sulla benzina, è pura utopia? CO2 Notizie e curiosità dal mondo della logistica e dei trasporti NEWS Ridurre gli sprechi di cibo è possibile grazie alla catena del freddo SPRECHI Ecco perché la GDO sceglie il metano DOSSIER Tre trend dell’industria del freddo TREND
  3. 3. S ono convinto che la fame e la sete del sapere siano le chiavi del successo. Solo chi ha dentro di sé que- sto istinto al cambiamento, alla scoperta, può pensare di stare al passo con i tempi. E oggi saper rispondere alle esigenze del mercato nel momento stesso in cui emergono, e a volte persino anticipandole, è l’unico modo per rimanere competitivi. Per far ciò è necessario aggior- narsi sempre, essere aperti alle novità, sperimentare e miglio- rarsi costantemente. Per questo motivo frequento i migliori corsi a livello nazionale ed internazionale, sono sempre in prima linea nelle fiere di settore e nello studio delle nuove ricerche. Quello che stiamo vivendo è un periodo di grandi cambia- menti ma anche di gran- di opportunità, in cui le sfide diven- tano occasioni di crescita e gli ostacoli si trasformano in trampolini di lancio. Una delle grandi sfide che il mondo della logistica e dei tra- sporti si trova ad affrontare oggi è la creazione di modelli di bu- siness proficui che rispettino l’ambiente e le persone. Credo fermamente che sia possibile rendere il trasporto merci su ruota etico e soste- nibile per l’ambiente. Si tratta di una sfida, di un’opportunità ma anche di una grande re- sponsabilità del nostro settore: se le tecniche di trasporto non cambiano, entro il 2030 il tra- sporto merci su gomma sarà responsabile del 40% di tutte le emissioni inquinanti. Come possiamo evitare que- sto triste primato? Come evi- tare di diventare i più grandi inquinatori del futuro? La risposta, che ha guidato ogni momento della mia vita e mi ha fatto scoprire infini- te nuove possibilità dietro ad ogni sfida, è la condivisione. Tutto ciò che ho imparato du- rante gli anni di formazione imprenditoriale e personale l’ho condiviso con famiglia e collaboratori dando, a tutti co- loro che lo desiderassero, libero accesso alle informazioni a mia disposizione. Con questo magazine ho de- ciso di portare la logica della condivisione oltre le mura del- le mie conoscenze e della mia azienda, con lo scopo di creare un movimento di professionisti accomunati dal desiderio di mi- glioramento costante e dalla vi- sione di un futuro più rispettoso dell’ambiente. Sarà solo condividendo cono- scenza, esperienze e ricerca che troveremo l’ispirazione per so- gnare in grande, acquisiremo le competenze necessarie per implementare i nostri sogni e troveremo partner affidabili con cui trasformare quei sogni in solide realtà. Salvatore Cortesini Se le tecniche di trasporto non cambiano, entro il 2030 il trasporto merci su gomma sarà responsabile del 40% di tutte le emissioni inquinanti. 4 5 Il futuro del trasporto merci su ruota secondo Salvatore Cortesini, CEO Kairos Rainbow EDITORIALE
  4. 4. S appiamo tutti che anda- re in bicicletta fa bene alla salute: aiuta a con- trollare il peso, protegge il cuore, allunga la vita e in ge- nerale dona una sensazione di rilassatezza e di felicità. Sarà proprio per questo che ne- gli ultimi anni sono fiorite una quantità di iniziative che inco- raggiano i cittadini all’uso del- la bicicletta e stanno gradual- mente trasformando le nostre città. Da spettacolari percorsi ciclabili che si inerpicano sulle nostre montagne e lungo i no- stri mari, fino alle piste urba- ne, sempre più numerose e ben strutturate che rendono possi- bile una mobilità sana e a bas- so impatto ambientale. Sono sempre di più, infatti, le persone che ogni giorno decido- no di andare a lavoro o a scuola in bicicletta, con un vantaggio non solo per la loro salute ma anche per la salute dell’ambiente. Così i comuni si adattano e Consegne più veloci ai consumatori, minor stress per i guidatori e gli automobilisti, riduzione delle emissioni e del traffico cittadino e un significativo ritorno di immagine per le aziende della Grande Distribuzione pioniere dell’eco-sostenibilità. modificano l’urbanistica delle proprie città per rispondere alle nuove esigenze di mobilità so- stenibile dei cittadini. Ma il trasporto privato non è l’u- nico settore in cui sta crescendo l’interesse per le biciclette. Un aumento senza precedenti di consegne a domicilio, cau- sato dal boom dello shopping online e delle consegne a casa della spesa, ha creato situazio- ni da incubo in numerosissime città europee e nord americane. Soltanto negli Stati Uniti si cal- cola che ogni individuo generi in media un movimento mer- ci di circa 60 tonnellate ogni anno, e buona parte di questo movimento si concentra nelle aree urbane. La risposta di un numero sempre crescente di realtà della Grande Distribu- zione? Dove non arrivano i ca- mion, arriveranno le biciclette! Una vera e propria rivoluzione green della logistica ultimo mi- glio, quella delle bici potenziate 76 Consegne ecologiche? Sì! Grazie alle bike elettriche INNOVAZIONI
  5. 5. da un piccolo motore elettrico e fornite di rimorchio o vano per le merci. Questa soluzione, ide- ale per prodotti leggeri e di alto valore, riduce in maniera signi- Alla base c’è il City Hub, un polo logistico cittadino dove le merci arrivano sui camion e vengono caricate sulle Cubicycle. Questo progetto, nato nella patria delle biciclette, l’Olanda, è stato introdotto nel network DHL nel 2015 e da allora ha raggiunto 7 città europee. ficativa le emissioni perché mi- nimizza i chilometri percorsi e il tempo in strada dei veicoli tradizionali. Le biciclette offrono una serie di vantaggi per le operazioni di con- segna express: possono saltare le lunghe code del traffico e riesco- no ad effettuare fino a 2 volte più consegne in un’ora rispetto ad un veicolo tradizionale. Il costo totale per il ciclo di vita di una bicicletta, includendo quindi costo di acquisizione e di manutenzione, è significati- vamente più basso e talvolta la metà rispetto a quello di un piccolo camion per le conse- gne. E infine, elemento cruciale, le bici elettriche generano zero emissioni, riducendo notevol- mente l’impatto ambientale di queste operazioni. Il risultato? Consegne più velo- ci ai consumatori, minor stress per i guidatori e gli automobi- listi, riduzione delle emissioni e del traffico cittadino. Tanti i benefici per le azien- de della Grande Distribuzione pioniere dell’eco-sostenibilità, oltre ad un significativo ritor- no di immagine. VEDIAMO ALCUNI ESEMPI DAL MONDO DHL Express ha già sostituito il 60% dei suoi veicoli per il traspor- to urbano in alcune città europee con le bici elettriche, affiancando a questo processo un nuovo pro- getto, le Cubicycle, biciclette re- clinate su cui viene posizionato un cargo per il trasporto, anche refrigerato, delle merci. Alla base c’è il City Hub, un polo logistico cittadino dove le merci arrivano sui camion e vengono caricate sulle Cubicycle. Questo progetto, nato nella patria delle biciclette, l’Olanda, è stato introdotto nel network DHL nel 2015 e da allora ha raggiunto 7 città europee. I veicoli possono es- sere equipaggiati con sistemi GPS o trasmettitori IoT per rintraccia- re la spedizione e sono alimenta- ti tramite un pannello solare. Per quanto riguarda le più tradizionali biciclette cargo elettriche, DHL le ha già inserite in 80 città europee in 13 paesi diversi. UPS ha recentemente introdot- to una nuova flotta di pedelecs, bici elettriche corredate di car- go, create apposta per il gigante della logistica. Dopo una prima fase di test in Germania, sono state prodotte 34 bici elettriche, di cui 23 sono state inviate nel- le città costiere del nord della Germania, mentre le rimanenti 11 in Francia, Belgio e Olanda. Il pedelec include un conteni- tore di 1,7 metri cubi, che può essere rimosso dalla bici. Il motore è uno standard 250 Watt ma può raggiungere i 1,000 watt quando l’autista ini- zia a pedalare. NON SOLO GRANDI MULTI- NAZIONALI Anche piccoli investitori si stanno aprendo al mondo delle bici elettri- che e di tutti gli accorgimenti smart che a basso prezzo permettono una mobilità merci più ecologica e so- stenibile. Un esempio è BicyLift, che consiste in una struttura a leva che solleva i pallet e i loro carichi, agganciandoli ad una bici elettrica come un rimorchio. Una soluzione non adatta ai trasporti refrigerati, è comunque un’alternativa molto ap- prezzata per le sue piccole dimen- sioni che le permettono di sguscia- re a lato del traffico cittadino di grandi città come New York. 98 1. La capacità di gestire il trasporto dal produttore fino alla consegna (ecologica) a domicilio 2. Una forte spinta motivazionale verso la soste- nibilità ambientale che si traduca in innova- zione e miglioramento costanti 3. Un apparato che supporti la logistica oltre che il trasporto 4. Servizi paralleli come il riassortimento della merce o il merchandising che completino l’esperienza del direttore della logistica 5. Tecnologia d’avanguardia atta a garantire le caratteristiche fisiche del prodotto e la rintrac- ciabilità di ogni collo QUESTI MODELLI VIRTUOSI SONO REPLICABILI ANCHE NEL NOSTRO PAESE Ecco quali sono le caratteristiche da cercare in un partner per iniziare un progetto ecologico come quello delle bici elettriche: INNOVAZIONI
  6. 6. 1110 CO2 OTTIMIZZAZIONEDELLAROTTA Uno dei modi più ovvi per rispar- miare carburante è ottimizzare le rotte di consegna. Unità GPS possono aiutare i guidatori a cer- care le strade più brevi, evitare il traffico e a mantenere sotto costante tracciamento satellitare ogni singolo veicolo. Negli Stati Uniti circa il 76% - 95% dei veicoli che trasportano merci a lungo raggio possiede un sistema GPS o altra tecnologia si- mile. Un altro vantaggio di questi sistemi? Considerando il rispar- mio per km percorso, il costo del sistema GPS viene ammortizzato velocemente. I sistemi GPS e GIS (Geographic information systems) sono parti- colarmente utili nelle città, dove possono far risparmiare tempo e carburante fino al 10% dei valori medi. Sono molte le aziende in- ternazionali di logistica e traspor- ti che fanno affidamento su com- plessi software di tracciamento GPS. UPS ad esempio si affida ad Orion, un software che grazie ad un algoritmo permette all’azienda di ridurre il chilometraggio glo- bale di circa 100 milioni di miglia ogni anno. Il suo segreto sembra fantascienza: i camion UPS non girano mai a sinistra. Orion in- fatti calcola il percorso in modo da evitare la svolta a sinistra, che nei paesi con guida sulla destra viene considerata una perdita di tempo e un rischio inutile. ADDESTRAMENTO SPECIA- LIZZATO DEI GUIDATORI E SISTEMI DI MONITORAGGIO DEI CONSUMI Tra le misure operative più van- taggiose dal punto di vista econo- Ridurre le emissioni di CO2 e risparmiare sulla benzina È PURA UTOPIA? Il 97% dell’energia usata dal settore Trasporti & Logistica su gomma nel mondo proviene dall’uso di carburanti derivati dal petrolio. U n dato preoccupante, perché negli ultimi 15 anni il consumo energetico di questo settore è aumentato di oltre il 50%, portando di conseguenza a un incremento della domanda mondiale di petrolio del 35%. Unendo questi dati all’impatto ambientale della benzina in termini di CO2 e al costo sempre maggiore del carburante, risulta chiaro che è necessario trovare soluzioni per ridurre il consumo di benzina del settore dei trasporti merce. Gli accorgimenti e le strategie che possono essere adottate sono molteplici, sfruttano i più moderni avanzamenti tecnologici e richiedono buon senso. Ma quali sono le principali tecniche utilizzate oggi?
  7. 7. 1312 CO2 NUMERO 1 mico ci sono l’addestramento dei guidatori e l’uso di strumenti che monitorano i consumi. Queste misure sono particolar- mente vantaggiose perché tendono a ripagare l’investimento iniziale in meno di due anni, garantendo poi risparmi di lunga durata. I guidatori vengono incentivati a risparmiare benzina tramite un programma di bonus che li pre- mia quando riescono a ridurre i propri consumi. Nel far ciò,iguidatorisonoaiutati da strumenti che tengono moni- torati i consumi di energia e sug- geriscono modifiche nella guida per ottimizzare le spese. Questi programmi sono particolarmente efficaci nei viaggi a lungo raggio, permettendo di ridurre benzina ed emissioni di CO2 fino al 9%, ma funzionano bene anche nelle operazioni urbane, dove fanno risparmiare il 5% del carburante. MIGLIORE UTILIZZO DEL VEICOLO Chi si occupa di logistica lo sa: inviare un camion o un contai- ner pieno di merci è come ri- solvere un elaborato puzzle di incastri. Si cerca di riempire lo spazio a disposizione fino alla sua massima capacità in modo da risparmiare su eventuali viaggi successivi. Tuttavia, non è solo il volume delle merci che conta, ma an- che il loro peso. Quando i camion non vengono utilizzati a pieno carico, si per- de l’opportunità di sfruttarne il vero potenziale di trasporto. Per questo esistono sistemi di ottimizzazione interni ed ester- ni alla logistica (per esempio tra aziende diverse) che permetto- no una riorganizzazione dei tra- sporti in modo da massimizzare il carico dei camion, sia in ter- mini volumetrici che di peso. Questo tipo di migliorie si pos- sono raggiungere monitorando la raccolta e la distribuzione delle merci in modo più accu- rato e sistematico, attraverso l’utilizzo di sistemi di traccia- mento e software specifici in- stallati sul mezzo. Anche la collaborazione tra aziende tramite piattaforme online può diminuire i costi di trasporto e le emissioni di CO2 ma richiede un notevole sfor- zo collaborativo da parte delle aziende coinvolte. BACKHAULING Il backhauling è una modali- tà specifica di ottimizzazione dell’uso dei veicoli che consiste nel consegnare merce anche du- rante il viaggio di ritorno. Evitando che il veicolo si sposti senza cargo, è possibile ridurre il numero dei viaggi e quindi il consumo di benzina e l’emissio- ne di CO2. Secondo alcune sti- me, circa il 25-30% dei viaggi a lungo raggio negli Stati Uniti e in Europa sono senza cargo. Per poter migliorare questi dati bisogna garantire un maggior lasso temporale tra la consegna del primo cargo e la raccolta di quello successivo, in modo da permettere all’azienda di orga- nizzare il trasporto di ritorno. Non solo, la vera sfida è “umana”: perché il backhauling funzioni, l’azienda deve accettare di colla- borare con i propri competitor, e questo richiede una nuova men- talità più collaborativa. Secondo il professore Richard Wilding di Cranfield “Bisogna tener presen- te che una delle questioni più im- portanti cui va incontro il settore 3PL è incoraggiare le imprese ad accordarsi sulle disposizioni per i percorsi allungati e essere dispo- ste ad entrare in quella che noi chiamiamo una ‘co-competizio- ne’, cioè la collaborazione con un competitore”. Esistono per fortuna degli esem- pi positivi. Due società che hanno superato con successo l’ostacolo psicologico di lavorare con i propri competito- ri sono Nestlé e United Biscuits. Dopo essersi incontrati durante un evento organizzato proprio I guidatori sono aiutati da strumenti che tengono monitorati i consumi di energia e suggeriscono modifiche nella guida per ottimizzare le spese. UPS ad esempio si affida ad Orion, un software che grazie ad un algoritmo permette all’azienda di ridurre il chilometraggio globale di circa 100 milioni di miglia ogni anno. Il suo segreto sembra fantascienza: i camion UPS non girano mai a sinistra. Orion infatti calcola il percorso in modo da evitare la svolta a sinistra, che nei paesi con guida sulla destra viene considerata una perdita di tempo e un rischio inutile. per creare questo tipo di sinergie, i due colossi hanno scoperto che le loro operazioni e processi di lo- gistica rappresentavano un buon accoppiamento e hanno quindi deciso di limitare la competitività ai supermercati e collaborare nel settore della logistica. Il risultato? Un risparmio an- nuale di oltre 280.000 km di viaggi su strada e circa 95.000 l di diesel all’anno. PLATOONING Tra le innovazioni più promet- tenti spicca il platooning. Questo termine indica una serie di camion che seguono un ca- mion leader muovendosi dietro di lui in fila indiana, tutti equipag- giati con sistemi di supporto alla guida di ultima generazione. Questo gruppo di camion forma un “plotone” - da cui il termine platooning - che è guidato da tec- nologie CAV (smart vehicle com- munication and automation). Cosa significa concretamente? Significa che i camion comunica- no tra di loro e copiano il com- portamento del primo camion della fila. Per esempio, se il primo camion frena, anche quelli dietro di lui freneranno immediatamen- te, senza alcun ritardo causato dai tempi di reazione che avrebbe un essere umano. Questo si traduce in maggiore si- curezza per tutti. Non solo, i camion viaggiano l’u- no vicino all’altro ad una velocità costante, che riduce la resistenza dell’aria e quindi il consumo di carburante. Secondo una ricer- ca, 3 camion che viaggiano in platooning a 80 km/h possono risparmiare tra il 5% e il 15% di benzina (dove la variazione di- pende dalla distanza tra i camion che va dai 4 ai 20 metri). I primi esperimenti di platoo- ning furono condotti in Giap- pone nel 2008, ma oggi la ri- cerca viene portata avanti sia in Europa che negli Stati Uniti per cercare di risolvere i limiti di questa tecnica. Infatti, nonostante si disponga di avanzate tecnologie di guida au- tonoma o assistita, il potenziale del platooning è limitato dal- le caratteristiche e dalla qualità delle strade, dal tipo di missione della flotta, dalle condizioni at- mosferiche e da altri fattori. Quale di queste opzioni si rivelerà vincente nel lungo periodo? Solo il tempo ce lo saprà dire.
  8. 8. 1514 DOSSIER Ecco perché la GDO sceglie il metano A d oggi nel mondo esi- stono circa 24 milioni di veicoli alimentati a metano, un numero ap- parentemente alto, ma che se messo a confronto con il numero di au- tomobili in circolazione alimenta- te a benzina (più di un miliardo!) dimostra quanto ancora si possa investire in questa fonte di energia alternativa e sostenibile. COME FUNZIONA UN VEICOLO ALIMENTATO A METANO? Il motore del veicolo, come il mo- tore a diesel o benzina, funziona per combustione interna, che può avvenire con due tipologie di car- burante derivanti dal metano: gas naturale compresso (GNC) e gas naturale liquefatto (GNL). Il primo, più comune, viene consegnato alle stazioni di ri- fornimento tramite sistemi di tubi e viene compresso prima di essere pompato in appositi ser- batoi. Il secondo invece è il gas naturale in forma liquida, che si ottiene portando il gas ad una temperatura di -162 gradi. Con questo procedimento, il gas naturale arriva ad avere un peso specifico (e quindi un volume) 600 volte inferiore alla propria forma gassosa, permetten- do stoccaggio e trasporto di quantità molto superiori. Il GNL è quindi particolar- mente adatto al trasporto mer- ci, applicazione fino ad oggi limitata per l’eccessivo peso e ingombro delle bombole ne- cessarie a stoccare il gas e per la scarsa autonomia. Con questa tecnologia è inve- ce possibile trasportare fino a 600kg di combustibile, che garantiscono un’autonomia di ben 1500 chilometri. Un altro combustibile alternati- vo alla benzina è il gas naturale rinnovabile, o biometano, cioè un tipo di metano ottenuto dal- la decomposizione dei materia- li organici dei rifiuti riciclabili provenienti da discariche, scarti di cibo e dall’agricoltura. Secondo l’agenzia di protezione ambientale americana, i van- Ad oggi, sono tante le risorse naturali che iniziano a scarseggiare preoccupando economisti e cittadini, primo di tutti il petrolio. Non è questo il caso però del metano, una risorsa di cui esistono depositi in abbondanza. Meno inquinante e meno caro del petrolio, il metano, o gas naturale, sembra essere una buona alternativa alla benzina per automobili, camion e navi.
  9. 9. 1716 GREEN MOVING NUMERO 1 taggi di questo carburante sono notevoli: emissioni di gas a ef- fetto serra ridotte di circa il 70% ed emissioni di ossido di azoto ridotte del 90%. “Il biogas fatto bene - sosten- gono gli esperti - prodotto nel rispetto della biodiversità e dell’uso dei suoli agricoli, può rivestire un ruolo fondamenta- le sul fronte della lotta al muta- mento climatico. Inoltre è una grande opportuni- tà per rendere più sostenibile il sistema dei trasporti, per ridur- re l’inquinamento atmosferico e migliorare la gestione dei rifiu- ti, senza contare lo sviluppo di occupazione”. IL METANO NEL SETTORE DEL TRASPORTO MERCI È proprio a causa dei numero- si vantaggi che il metano e il biogas offrono per il traspor- to di veicoli pesanti che un numero crescente di retailer della grande distribuzione e di aziende di logistica e tra- sporti nel mondo stanno con- vertendo la propria flotta. Tra questi vi sono giganti del- la grande distribuzione inglese come Sainsbury’s, Asda, Wai- trose (John Lewis) e Argos e poi aziende di trasporti globali quali DHL, FedEx e UPS. La catena di supermercati Wai- trose, ad esempio, ha introdotto a inizio 2018 una flotta di ca- mion a biometano con autono- mia fino a 800 chilometri. Ogni nuovo camion costa circa 50% in più rispetto ai tradiziona- li camion che funzionano a ben- zina, ma l’investimento iniziale verrà ripagato in 2-3 anni gra- zie a risparmi sul carburante di circa €15.000-€20.500 all’anno. Considerando che questi veicoli continueranno ad operare per almeno altri 5 anni, garantiran- no all’azienda inglese un rispar- mio complessivo di €80.000- €106.000 (in base alle effettive distanze coperte). Inoltre, ogni camion produce 100 tonnellate metriche di CO2 all’anno in meno rispetto ad un camion equivalente a benzina. Justin Laney, General Manager of Transport per John Lewis (che incorpora Waitrose) ha af- fermato: “Il nostro business si impegna ad aiutare l’ambiente e il biometano porta benefici eco- logici significativi. È meno rumoroso e con ogni camion a lungo raggio che pas- sa dalla benzina al biometano riduciamo le emissioni di CO2 in quantità equivalente a toglie- re 70 automobili dalla strada. Per questo abbiamo in program- ma di convertire al biometano ancora più camion della nostra flotta in futuro”. È meno rumoroso e con ogni camion a lungo raggio che passa dalla benzina al biometano riduciamo le emissioni di CO2 in quantità equivalente a togliere 70 automobili dalla strada. ESEMPI VIRTUOSI VICINI A NOI Più vicino a noi è il caso della Lidl Svizzera, che ha da poco fatto il primo passo per bandire i motori diesel nella logistica nazionale e convertire la flotta al GNL. Secondo i dati di Lidl, i veicoli a GNL emettono il 10-15% in meno di CO2, il 35% in meno di ossidi di azoto, il 50% in meno di rumore e il 95% in meno di polveri sottili rispetto ai veicoli a diesel. Per attuare questa piccola rivo- luzione, Lidl Svizzera ha dovu- to pensare sia a creare la prima infrastruttura di rifornimento in Svizzera, sia i primi veicoli GNL. DOSSIER
  10. 10. CINA 8.400 GIAPPONE 660PAKISTAN 3.416 INDIA 3.416 IRAN 2.400 ITALIA 1.219 USA 1.822 COLOMBIA 813 BRASILE 1.805 ARGENTINA 2.014 NUMERO DI STAZIONI DI RIFORNIMENTO DI GAS NATURALE PRESENTI NEI PAESI DEL MONDO (2018) FONTE: NGV GLOBAL 2018 18 GREEN MOVING DOSSIER Lo specialista della supply chain nel settore food inglese, Fowler Welch, ha lanciato il suo primo Report Ambientale e per la Sostenibilità. Il report offre ai lettori uno sguardo d’nsieme sui passi che l’azienda ha compiuto per ridurre le emissioni di anidride carbonica del 18%. Notizie e curiosità dal mondo della LOGISTICA e dei TRASPORTI IL BEL PAESE ALLA GUIDA DEL METANO L’Italia spicca alla guida dell’Europa e del mondo per numero di stazioni di riforni- mento di gas naturale presenti nel suo territorio. Infatti, l’Italia si distingue come unico paese europeo tra le prime 10 nazioni al mondo con più sta- zioni di rifornimento di gas natu- rale, come mostra il grafico. Non solo, il nostro Paese mo- stra anche un trend in crescita, in quanto il numero di stazio- ni di rifornimento è aumen- tato da 700 a 1219 tra il 2008 e il 2018, una crescita impor- tante del 74%. La GDO italiana ha un’opportunità unica di abbattere i costi relativi all’approvvigiona- mento di benzina e soprattutto di dare il via ad un processo virtuoso di riduzione delle emissioni di CO2. «Nei primi sei mesi del 2019 metteremo in servizio le pri- me stazioni di rifornimento e i primi veicoli GNL. Veicoli di questo tipo risultano più green e più silenziosi rispet- to ai veicoli diesel e ci danno la possibilità di fare subito qualco- sa per il nostro ambiente. Nell’attesa che maturino del- le tecnologie per una logisti- ca senza combustibili fossili, non vogliamo rimanere con le mani in mano, bensì servirci della tecnologia attualmen- te più sensata e promuover- la», afferma Alessandro Wolf, Chief Operating Officer di Lidl Svizzera.
  11. 11. 21NUMERO 1 trasversalmente all’intero busi- ness.” “Uno dei principali suc- cessi che abbiamo visto è stata la collaborazione con i nostri clienti. Ascoltando i loro bisogni individuali, siamo stati in grado di proporre soluzioni innovative e produrre risultati tangibili che hanno contribuito ai loro obiet- tivi ambientali e hanno benefi- ciato l’intera filiera.” “Fino ad ora, abbiamo ottenuto l’incoraggiante risultato di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 18%, cioè circa 10.000 tonnel- late di CO2, e continueremo a la- vorare per ottenere risultati ancora migliori nel 2019.” Il report intero dell’azienda è disponibile sul loro sito internet: www.fowlerwelch.co.uk/environment/fowler-welch-laun- ches-first-annual-environmental-report/3216-2/ Apparso su Food Storage & Distribution Federation “In quanto leader del settore inglese riteniamo che sia nostro compito dare l’esempio nel modo di gestire l’intera operazione, assumendoci la responsabilità per l’ambiente e lavorando come un team unito, per minimizzare l’impatto negativo.” Nick Hay, CEO di Fowler Welch 20 GREEN MOVING NEWS N egli ultimi 12 mesi Fowler Welch si è concentrato in parti- colar modo su quelle iniziative che riducono le emis- sioni di anidride carbonica e abbassano l’impatto ambientale dell’azienda. Queste iniziative sono state recentemente lodate dalle altre imprese del settore e l’azienda ha ricevuto due impor- tanti premi: il Waste2Zero Best Practice in Logistics Award e il Grocer Gold Logistics Sup- plier of the Year Award. Questo report, primo nel suo ge- nere, mostra i risultati che l’im- presa ha raggiunto in termini di impatto ambientale negli scorsi dodici mesi e fungerà da riferi- mento per i target futuri. Nick Hay, CEO di Fowler Welch ha raccontato: “In quanto leader del settore inglese riteniamo che sia nostro compito dare l’esem- pio nel modo di gestire l’inte- ra operazione, assumendoci la responsabilità per l’ambiente e lavorando come un team unito, per minimizzare l’impatto nega- tivo. Riconosciamo gli effetti del- la nostra operazione sia in strada che in senso lato e abbiamo pre- so un approccio olistico al nostro impatto ambientale, identifican- do quelle aree di miglioramento Le iniziative intraprese sono state trasversali sia alla flotta che alle operazioni di magazzinaggio e includono: • Innovative collaborazioni con i clienti tra cui la produzione di rimorchi fatti su misura • Un accordo con FareShare [NDT. il più grande ente benefico inglese che combatte lo spreco di cibo e la fame] • Importanti investimenti nelle strutture di magazzino per ridurre il consumo di elettricità.
  12. 12. N egli ultimi anni l’industria del food ha affrontato una serie di cambia- menti drastici ma al contem- po entusiasmanti della propria filiera produttiva, alimentati principalmente dalla continua evoluzione delle richieste dei consumatori. I consumatori infatti sono sempre più in cerca di cibi che richiedo- no immagazzinamento refrigerato durante l’intera filiera produttiva. Non è andata persa l’opportuni- tà di sconvolgere il mercato per quelle aziende sufficientemente coraggiose da competere nel set- tore food delle consegne online come Amazon o come rivenditori di cibo a prezzi scontati. Idee che prima erano confinate alle ses- sioni di brainstorming negli uf- fici, come l’uso dell’automazione e della robotica nei magazzini o nuovi metodi innovativi per gesti- re l’energia, stanno ora ricevendo investimenti sufficienti ad essere applicate alla filiera produttiva. Quindiqualisonoitrendcheavran- no un impatto maggiore nei prossi- mi 3-5 anni sul nostro settore? TREND #1 Trasformare i dati in intuizioni effettivamente perseguibili La catena del freddo sta già bene- ficiando molto del potere dell’a- nalisi dei dati, dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento approfondito, che raccolgono dati in modo rapido ed accurato da molteplici fonti e poi converto- no queste informazioni in cono- scenza realizzabile nel concreto. Utilizzando applicazioni dalla rivoluzione dell’Internet of Thin- gs (IoT), possiamo dare ai nostri manager una visione più comple- ta delle loro operazioni e della fi- liera produttiva estesa, rendendo possibile un controllo più pre- ciso dell’ambiente negli edifici. Per esempio, abbiamo utilizzato centinaia di sensori per la tem- peratura nel nostro stabilimento di Mira Loma, in California, per dare al nostro team una visibili- tà costante sulle operazioni degli impianti refrigerati. Possiamo mantenere un livello di controllo della temperatura ed efficienza senza pari nel nostro settore, utilizzando energia per raffreddare lo stabilimento du- rante orari non di punta, come per esempio di notte, e invece ri- sparmiando corrente elettrica di giorno, quando costa di più. In questo modo ci è possibile ridur- re il costo dell’elettricità e pesare di meno sulla rete elettrica locale. TREND #2 Migliorare la velocità e la visibilità Il mercato richiede anno dopo anno maggiore velocità, servizio migliore e migliore efficienza. I fornitori delle supply chain che vogliono guidare il mercato, de- vono poter offrire ai propri clienti strumenti che realizzino un con- trollo e una visibilità del prodotto quasi in tempo reale. Il detto “una catena è forte solo quanto il suo anello più debole” è molto appro- priato nel processo di produzione e distribuzione. Dobbiamo essere in grado di for- nire i prodotti ai nostri partner nei trasporti esattamente in de- terminate finestre di tempo, sia per la merce in entrata che per quella in uscita, e dobbiamo as- sicurarci di inviare un prodotto nella stessa condizione in cui l’ab- biamo ricevuto. Lineage utilizza una tecnologia d’impresa che ci aiuta a collabo- rare con i nostri clienti che effet- tuano spedizioni e con i nostri partner di ‘logistica fornita da terzi’ (3PL), per assicurare che ogni prodotto si muova dal punto di produzione al punto di acqui- sto in maniera efficiente e senza subire alterazioni. TREND #3 Esternalizzazione completa e senza interruzioni I produttori di generi alimenta- ri stanno via via re-allineando il proprio business, per tornare ad occuparsi di ciò che è dav- vero importante: far crescere e produrre cibo. Di conseguenza, cercano partner fidati e di alta qualità che gestiscano i loro bi- sogni legati alla filiera produttiva e che diventino un’estensione dei loro team interni. Allearsi a part- ner che forniscono soluzioni per la supply chain dà l’opportunità ai produttori di cibo di sfruttare le tecnologie più all’avanguardia. I fornitori di catene del freddo possono concentrarsi meglio sulle sfide logistiche dei mittenti e desti- natari per i vari mezzi di trasporto, se incorporano servizi NVOCC, espandono i loro team acquisendo nuovi professionisti con esperien- za, condividono miglioramenti nella produttività e incorporano le tecnologie più recenti. Date le innumerevoli sfaccetta- ture del cambiamento nel settore della logistica e dei trasporti re- frigerati, non si può far a meno di guardare con grande curiosità al futuro e fare del proprio meglio per assicurare un futuro di cam- biamenti positivi per tutti. Greg Lehmkuhl è CEO di Lineage Logistics, un’azienda internazio- nale di logistica e immagazzinag- gio. Apparso su Food Logistics. Quali sono le innovazioni e i trend che avranno l’impatto maggiore sull’industria del freddo nei prossimi 3-5 anni? Lineage Logistics ci racconta i suoi top 3 Allearsi a partner che forniscono soluzioni per la supply chain dà l’opportunità ai produttori di cibo di sfruttare le tecnologie più all’avanguardia. Tre trend dell’industria del freddoL’ESPERIENZA DI LINEAGE LOGISTICS 2322 GREEN MOVING NUMERO 1 TREND
  13. 13. 24 SPRECHI 25 L a FAO (United Nations’ Food and Agriculture Organization) afferma che un terzo del cibo prodotto nel mondo viene but- tato via, circa 1,3 miliardi di tonnellate ogni anno. Si tratta prevalentemente di frut- ta, verdura, radici e tuberi, che corrispondono ad una perdita di 680 miliardi di dollari all’anno nei paesi industrializzati e 310 miliardi di dollari nei paesi in via di sviluppo. Secondo un’al- tra stima della FAO, ogni anno i consumatori dei paesi ricchi sprecano quasi la stessa quantità (222 milioni di tonnellate) della produzione netta di cibo di tut- ta l’Africa Sub-Sahariana. An- che nel nostro paese non siamo esenti da questo problema. In Italia lo spreco di cibo è pari a 5,5 milioni di tonnellate all’an- no, ossia il 92,5% dell’eccedenza e il 16% dei consumi. Non sorprende quindi che oggi- giorno i consumatori si orien- tino verso quei brand che si- ano in grado di dimostrare il proprio impegno verso la so- stenibilità, sia da un punto di vista etico, che ambientale. È questo uno degli elementi che determina la lealtà del consuma- tore al brand e quindi il suo suc- cesso, la sua reputazione e la sua redditività. Per rispondere a questa crescente preoccupazione, molti retailer cer- La sostenibilità del settore food assume sempre più importanza per i consumatori ed è un fattore che influenza le loro decisioni di acquisto. Perché? cano di individuare nella filiera produttiva le cause dell’inefficien- za che causano gli sprechi e poi di adottare misure per risolverle. Quando si parla di produzione ali- mentare e di efficienza è inevitabile pensare in primo luogo alla catena delfreddo,cioèlostoccaggioeiltra- sporto di cibo refrigerato. Permettendo la conservazione a medio/lungoterminedelcibo,laca- tena del freddo risolve molti proble- mi legati allo spreco. Può sembrare una considerazione banale, ma non è così, perché la ca- tenadelfreddoèancoraampiamen- te un fenomeno del mondo moder- nizzato: solo circa 10% di tutto il cibo deperibile nel mondo viene refrigerato. Ciò avviene perché la refrigerazione dei generi ali- mentari può rappresentare fino al 60% dei costi totali di un ne- gozio e molte attività, in parti- colare quelle più piccole o situate in mercati in via di sviluppo, fan- no a meno o limitano lo stoccag- gio refrigerato per risparmiare. Proprio per questo la catena del freddo è un punto fondamentale di un serio programma volto a ridurre gli sprechi di cibo a livello mondiale. L’introduzione anche solo del trasporto refrigerato nei paesi in via di sviluppo potrebbe ridurre lo spreco di cibo del 25%, men- tre l’uso della catena del freddo per cibi deperibili come frutta e verdura potrebbe aiutare a con- Perché lo spreco mondiale di cibo diventa giorno dopo giorno un problema più acuto in grado di attirare l’attenzione di governi e dei media come mai prima. servare tre quarti delle scorte ali- mentari del mondo. Questo però non è solo un pro- blema dei paesi in via di sviluppo. Mentre alcune attività alimentari limitano o evitano completamen- te la refrigerazione, molte altre aziende per risparmiare utilizzano vecchi sistemi di refrigerazione basati sugli idrofluorocarburi (HFC) o idroclorofluorocarburi (HCFC) che perdono sostanze, sono poco efficienti e rilasciano livelli inaccettabili di gas serra. Ciò pone sotto ai riflettori un altro problema: l’impatto ambientale degli impianti di refrigerazione. Per far fronte a questa situazio- ne, negli ultimi dieci anni i rego- lamenti globali si sono fatti via via sempre più severi. Nel 2018 la vendita di refrigeranti HFC e HCFC verrà ridotta drastica- mente in Europa, con l’applica- zione del regolamento europeo 517/2014 sui gas fluorurati per la diminuzione degli HFC. Questo passaggio sarà drastico secondo gli esperti, perché nel conteggio delle quote rientrano dal 2017 anche i gas contenuti in apparecchi precaricati, che ar- rivano in Europa per lo più dal mercato asiatico. Il risultato è una riduzione di oltre il 40% di gas refrigeran- ti (in equivalenti di CO2) che ridurrà l’offerta mondiale di questi prodotti del 50%. Fortunatamente esistono nuove NUMERO 1 Ridurre gli sprechi di cibo è POSSIBILE, con la catena del freddo
  14. 14. 26 tecnologie che permettono di risol- vere i problemi legati alla doman- da e all’offerta, offrono economie di scala rispetto ai vecchi sistemi, e introducono livelli di efficien- za senza precedenti nella lotta alle emissioni di gas. Si tratta degli HFO (idrofluorolefine), cioè la 4.a generazione di fluidi refrige- ranti. Questi nuovi fluidi stanno iniziando ad affermarsi come una soluzione relativamente economi- ca, facilmente implementabile e con i giusti requisiti a livello di im- patto ambientale, contribuendo al riscaldamento globale in una mi- sura estremamente ridotta, quasi nulla se confrontata ai vecchi HFC, quali ad esempio l’R404A. Da questo punto di vista i refrige- ranti HFO stanno già avendo un notevole impatto. Secondo alcune stime, le sostituzioni con soluzioni HFO Honeywell già effettuate ha permesso un risparmio di diossi- do di carbonio pari a 10 milioni diautomobili, più di due terzi del- le macchine registrate nell’Unione Europea lo scorso anno. Tesco ad esempio ha deciso di introdurre la tecnologia HFO in 1,200 suoi negozi e si aspetta di ridurre le emissioni di questi ne- gozi del 40%. Oltre al beneficio in termini di impatto ambientale, le soluzioni HFO possono portare un’efficienza energetica superiore, fino al 10% in più rispetto agli altri sistemi refrigeranti. Tesco ha quindi deciso di portare la tecnologia HFO in mercati in via di sviluppo quali la Tailandia, dove sono stati convertiti al HFO 900 negozi Lotus Tesco. Nel 2017 la tecnologia HFO Honeywell è stata adottata da 30 grandi distributori ed installata in più di 7.500 impianti di refrigerazione SPRECHI Nel 2017 la tecnologia HFO Honeywell è stata adottata da 30 grandi distributori nel mon- do ed installata in più di 7.500 impianti di refrigerazione, ren- dendo gli HFO la soluzione re- frigerante con basso potenziale di riscaldamento globale (GWP) più diffusa sul mercato. Per rispondere al problema della mancanza di refrigerazione da parte dei negozi di alimentari, e al conseguente spreco di cibo, due fattori fondamentali sono in pri- mis una maggiore informazione ed educazione a livello locale e in secondo luogo una maggiore attenzione da parte dei produt- tori di refrigeranti. Proprio per questo motivo è stato aperto nel 2017 un laboratorio di refrigerazione all’avanguardia in In- dia, con lo scopo di formare i pro- duttori sui vantaggi degli impianti di raffreddamento con basso GWP. Questi produttori a loro volta si rivolgono agli imprenditori del settore alimentare e portano avanti una campagna a favore della refrigerazione per il mante- nimento dei cibi. Nonostante ciò, c’è ancora molto lavoro da fare se si vogliono ri- durre gli enormi sprechi di cibo ed eliminare il problema delle emissioni nocive. In questo processo assumono un ruolo fondamentale i responsabili della grande distribuzione e delle aziende di trasporto, che si devo- no impegnare a scegliere partner affidabili, fortemente improntati all’etica e alla sostenibilità e atten- ti alle necessità dell’ambiente. TRASPORTI REFRIGERATI? LOGISTICA A TEMPERATURA CONTROLLATA? KAIROS RAINBOW È IL PARTNER UNICO CHE SEMPLIFICA TRASPORTI E LOGISTICA PER LA GRANDE DISTRIBUZIONE E IL SETTORE FARMACEUTICO. ABBIAMO UNA MARCIA IN PIÙ Offriamo ai nostri partner un’alternativa eco-sostenibile grazie ad iniziative ecologiche e all’avanguardia: • Veicoli alimentati a metano • Consegna a domicilio al cliente finale con bike elettriche IL NOSTRO SOGNO È RENDERE IL TRASPORTO MERCI SU RUOTA ETICO E SOSTENIBILE PER L’AMBIENTE SCOPRI UN NUOVO MODO DI FARE GRANDE DISTRIBUZIONE FORNIAMO UN’ASSISTENZA A 360° Progettata su misura sulle esigenze del cliente: dalla logistica al trasporto refrigerato, dal riassortimento di prodotto a scaffale fino alla consegna al cliente finale. GREEN MOVING tel: +39 06-45227454 cel.: +39 3453100328 mail: info@kairosrainbow.it web: www.kairosrainbow.it
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