Valore.mercati: una rubrica sui mercati finanziari

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Valore.mercati: una rubrica sui mercati finanziari

  1. 1. Valore.mercati: una rubrica sui mercati finanziari Con questo primo intervento, apriamo una rubrica mensile su BlogValore dedicata all’esame dei mercati finanziari e alle prospettive globali di investimento, allo scopo di fornire un quadro di riferimento utile per gli investitori istituzionali. E’ nostra convinzione che una maggiore informazione e interpretazione degli accadimenti sui mercati finanziari avvicina gli investitori istituzionali al mondo finanziario e quindi permette agli stessi investitori istituzionali di utilizzare meglio gli strumenti di asset management per conseguire un’ottimizzazione dei rendimenti del proprio portafoglio. La rubrica intende contribuire a perseguire tale scopo. Si ringrazia JPMorgan Asset Management nella persona di Roberto Pagliara per il contributo di contenuti offerti, sui quali la rubrica è costruita. Il testo integrale dei rapporti e pubblicazioni forniti da JPMorgan Asset Management sarà in ogni editoriale scaricabile alla fine dell’articolo pubblicato sul BlogValore Stefano Ronchi - Valore Prospettive economiche La stretta creditizia avvenuta in estate ha comportato un ampliamento molto marcato dei differenziali degli strumenti a spread. La conseguenza è stata una rivalutazione rapida e aggressiva del rischio di controparte, operata soprattutto dalle banche, che ha provocato un irrigidimento dei mercati monetari, caratterizzati dalla difficoltà da parte delle banche a prestarsi reciprocamente denaro Sebbene la crisi del credito abbia innegabilmente frenato la crescita dell’economia statunitense, “…” gli Stati Uniti dovrebbero evitare una recessione, ma potrebbero comunque andare incontro ad altri trimestri di crescita inferiore alla media. Nei mesi a venire l’indicatore più importante sarà costituito dal ciclo degli utili delle aziende statunitensi. Negli ultimi 30
  2. 2. anni tutte le vere recessioni economiche degli Stati Uniti sono state precedute da una crisi degli utili e da bilanci societari in rosso. In genere ciò ha determinato ondate di licenziamenti che hanno trasferito l’onere della crisi dalle imprese alle famiglie, amplificando l’impatto sull’intera economia. Finora i profitti societari hanno mostrato una buona tenuta e la decisione delle aziende statunitensi di non ridurre gli organici potrebbe testimoniare la solidità dei profili patrimoniali. (1) In Europa, invece, l’economia continua a rallentare e le condizioni monetarie si sono fatte più restrittive a causa dell’apprezzamento dell’euro e dell’aumento dei rendimenti obbligazionari, pari a un ulteriore rialzo di 25 punti base del tasso d’interesse di riferimento. Il Pil reale nel 2007 dovrebbe superare di poco il 2,5%, per poi scendere al 2% circa nel 2008. (1) Infine, il Giappone resta incagliato in una fase di stagnazione, benché alcuni indicatori economici abbiano mostrato segni di recupero tra cui un’impennata della produzione industriale e delle esportazioni. Politica monetaria La Fed ha ridotto i tassi d’interesse, innescando un rialzo delle aspettative d’inflazione. Tuttavia l’accelerazione dei prezzi non dovrebbe rappresentare una fonte di preoccupazione prima del 2008/09. (1) Per quanto concerne la Bce, il ciclo d’inasprimento monetario potrebbe essere giunto al capolinea. Il rialzo dei tassi di cambio e dei tassi d’interesse a più lungo termine potrebbero indurre la stessa a non operare un ulteriore inasprimento. Utili e valutazioni Il momentum degli utili e l’andamento dei risultati del terzo trimestre saranno determinanti per la performance dei mercati negli ultimi tre mesi dell’anno. Le attuali previsioni per la crescita dei profitti del quarto trimestre sono pari al 10,5% su base annua, ma l’evoluzione del rapporto tra le revisioni al rialzo e al ribasso delle stime degli analisti mette in dubbio queste aspettative. (1)
  3. 3. Le elaborazioni di JPMorgan Asset Management delle proiezioni di consenso di 10 società d’intermediazione segnalano una crescita media degli utili nel 2007 di circa il 6,5% negli Stati Uniti e nel Regno Unito, a fronte dell’11% in Europa continentale e del 15% in Giappone. Le attese per il 2008 appaiono più caute e si attestano intorno al 7-9% in tutte le regioni. Le valutazioni azionarie sono notevolmente migliorate rispetto a quelle obbligazionarie. All’inizio dell’estate le valutazioni di JPMorgan Asset Management propendevano per un alleggerimento dell’asset class azionaria a favore del mercato a reddito fisso per la prima volta dal 2000, ma questa tendenza si sta invertendo, anche se il permanere delle turbolenze di mercato induce ad una certa cautela nel breve periodo. Gli indicatori dei multipli azionari su base storica appaiono interessanti in tutte le regioni sviluppate e soprattutto in Giappone. (1) Rispetto alle piazze sviluppate, quelle emergenti sono tornate ancora una volta a livelli elevati, sulla scia del recupero che ha fatto seguito alla fase di correzione. Inoltre, anche le valutazioni di Hong Kong e Cina appaiono eccessive. Strategia di investimento JPMorgan Asset Management, dopo aver ridotto gli investimenti azionari a inizio trimestre, ha riportato il segmento in sovrapeso in virtù della fiducia nutrita nelle capacità della banca centrale americana. Nell’ambito dei portafogli bilanciati globali, i mercati azionari preferiti sono Stati Uniti e Asia (con un’enfasi particolare sulle large cap e su Hong Kong), che sono maggiormente esposti alle decisioni della Fed. Modesta è la sovraesposizione in Europa, concentrata su Francia, Germania e Regno Unito. I mercati emergenti si trovano in posizione neutra e gli investimenti nipponici sono stati ridimensionati. Si prevede che il rallentamento della crescita in Europa e negli Stati Uniti, unito alla congiuntura difficile del Giappone, favorirà le obbligazioni governative, mentre si invita alla cautela nei mercati delle emissioni high yield e societarie.
  4. 4. Complessivamente Euro e Sterlina paiono sopravvalutate e non ci si aspetta un ulteriore indebolimento del dollaro, ma occorre seguire le politiche economiche e l’andamento dell’inflazione dei rispettivi paesi. Stefano Ronchi - Valore (1) Fonte: JPMorgan Asset Management, Prospettive di investimento, Quarto trimestre 2007

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