Pof2009 2010

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Pof2009 2010

  1. 1. PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA 2009-2010
  2. 2. FINALITÀ E STRATEGIE Secondo le Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell'Infanzia (allegato A al DL n. 59/2004) "la Scuola dell'infanzia concorre all'educazione armonica e integrale dei bambini e delle bambine che, attraverso la famiglia, scelgono di frequentarla, nel rispetto e nella valorizzazione dei ritmi evolutivi, delle capacità, delle differenze e dell'identità di ciascuno, nonché della responsabilità educativa delle famiglie.[…] La scuola dell'infanzia è un ambiente educativo di esperienze concrete e di apprendimenti riflessivi che integra, in un processo di sviluppo unitario, le differenti forme del fare, del sentire, del pensare, dell'agire relazionale, dell'esprimere, del comunicare, del gustare il bello e del conferire senso da parte dei bambini". Alla Scuola Primaria è invece affidato il compito di sviluppare la personalità di ciascun alunno, nel rispetto delle diversità individuali e "di far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità fino alle prime sistemazione logico-critiche, di far apprendere i mezzi espressivi, ivi inclusa l'alfabetizzazione in almeno una lingua dell'Unione Europea (inglese) oltre la lingua italiana, di porre le basi per l'utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi, di valorizzare le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo, di educare ai principi fondamentali della convivenza civile.” (Art. 5 D.L. 59/2004). Nell'articolo 9 dello stesso D.L. si parla invece delle ”Finalità della scuola secondaria di I° grado” . Essa “ è finalizzata alla crescita delle capacità autonome di studio e al rafforzamento delle attitudini all'interazione sociale; organizza ed accresce, anche attraverso l'alfabetizzazione e l'approfondimento nelle tecnologie informatiche, le conoscenze e le abilità, anche in relazione alla tradizione culturale e alla evoluzione sociale, culturale e scientifica della realtà contemporanea; è caratterizzata dalla diversificazione didattica e metodologica in relazione allo sviluppo della personalità dell'allievo; cura la dimensione sistematica delle discipline; sviluppa progressivamente le competenze e le capacità di scelta corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi; fornisce strumenti adeguati alla prosecuzione delle attività di istruzione e di formazione; introduce lo studio di una seconda lingua dell'Unione europea; aiuta ad orientarsi per la successiva scelta di istruzione e formazione.” 2
  3. 3. In particolare le finalità specifiche del nostro Istituto sono queste: L 3 Partendo dalle esigenze degli alunni, delle loro famiglie e dai bisogni della società Partendo dalle esigenze degli alunni, delle loro famiglie e dai bisogni della società con un impiego delle risorse della Scuola e del Territorio, utilizzando una didattica laboratoriale, attiva e sperimentale, nel rispetto dei contenuti di avendo come cardini l'aggiornamento professionale e la progettualità
  4. 4. A definizione di tali progetti è il risultato di un percorso di ricerca realizzato nel corso degli anni grazie alle professionalità specifiche di tutte le componenti e portato a compimento dall’Autonomia scolastica di cui le scuole sono dotate. Tale scelta connota la fisionomia dell’Istituto dando conto anche delle attività che nel tempo hanno caratterizzato l’azione didattica, la formazione del personale, la ricerca didattico-educativa, l’organizzazione, l’amministrazione e i rapporti con il complesso degli enti, delle associazioni e di tutte le risorse presenti nel Territorio in cui la Scuola opera. 4 Il nostro Istituto pone le basi per la formazione di un cittadino europeo capace di partecipare positivamente al percorso di sviluppo della società moderna e promuove cultura nel territorio mediante tre progetti portanti del Piano dell’Offerta Formativa: 1. Pensare, conoscere e comunicare Ø per creare negli alunni consapevolezza ed autonomia nei processi di apprendimento Ø per creare una solida base culturale e di conoscenze Ø per promuovere e favorire la cultura della scienza e della tecnica, indispensabile per l'inserimento nella società contemporanea Ø per promuovere e favorire la cultura della comunicazione attraverso l'apprendimento dei linguaggi verbali e non verbali, delle lingue comunitarie e dei linguaggi multimediali 2. Star bene con se stessi, a scuola, nella comunità, nel territorio Ø per favorire la consapevolezza di sé e uno sviluppo armonico della personalità Ø per favorire l’orientamento formativo, anche attraverso il collegamento con i diversi ordini di Scuola e la pluralità delle esperienze realizzate Ø per favorire il successo scolastico di ogni allievo Ø per educare alla legalità (rispetto delle norme generali, stradali…), alla solidarietà e all'accettazione reciproca, nel rispetto dei diritti e nell’accettazione dei doveri Ø per educare alla salute, anche attraverso la pratica sportiva Ø per educare alla conoscenza dell’ambiente e ad un utilizzo consapevole delle sue risorse 3. Costruire una scuola di qualità, promuovere cultura nel territorio
  5. 5. 5
  6. 6. COS'E' IL P.O.F. Il POF è il documento pubblico in cui si esplicita l'autonomia scolastica, la flessibilità curricolare ed organizzativa, la responsabilità della scuola nel prendere decisioni. E' approvato dal Consiglio di Istituto, elaborato dal Collegio dei Docenti, redatto materialmente dalle Funzioni Strumentali ad esso preposte. Rappresenta l'identità dell'istituto scolastico, sia sul piano didattico-educativo, sia sul piano organizzativo- gestionale. Scaturisce da una riflessione sui bisogni educativi espressi dal contesto sociale, culturale ed economico, dalle diverse esigenze formative degli alunni, dalle attese espresse dalle famiglie, dichiara le scelte educative, didattiche, curricolari ed organizzative di fondo, in coerenza con gli obiettivi generali nazionali. E' strutturato in una parte, relativa agli indirizzi generali, che rimane sostanzialmente invariata nell'arco del triennio e da una parte che si modifica in relazione ai diversi progetti. 6
  7. 7. Premessa Il periodo storico attuale presenta una complessità di eventi e di problematiche le quali mettono, di per sé, in continua discussione la fisionomia stessa della scuola pubblica, chiamata a svolgere compiti ampi di inclusione sociale, oltre che di adeguamento del proprio ruolo in quanto Istituzione che opera in sinergia con altre, non solo con la famiglia, ma anche con altri Enti o Istituzioni, i quali, oggettivamente, rivestono una funzione educativa. La scuola è stata definita come "cantiere aperto" nel riconoscimento dello sforzo che da anni è in essere, anche indipendentemente dalle parti politiche, per offrire un servizio adeguato ai bisogni attuali. La scuola pubblica ha, come principale finalità, la formazione dell'uomo e del cittadino; a tal fine, il Collegio Docenti, avvalendosi dell'ausilio di Commissioni appositamente istituite, definisce le linee generali della progettazione educativa e didattica. Vi sono attività che rivestono in forma particolarmente esplicita e forte una valenza educativa (Educazione all'Affettività, alla Salute, alla Cittadinanza ed alla Costituzione), altre che sono legate a qualche disciplina, ma contengono evidenti richiami all'acquisizione di comportamenti corretti (educazione alla salvaguardia dell'ambiente): tuttavia, anche il lavoro curricolare, quello legato alla quotidianità, presenta una diffusa, pervasiva tensione in tali direzioni. Partendo dall'analisi dei bisogni dell'utenza, collocata nel contesto socio-culturale del luogo, l'acquisizione dei contenuti delle varie discipline è lo strumento attraverso cui consolidare capacità e competenze in campo logico, linguistico, comunicativo, operativo, che costituiscono il presupposto di una crescita culturale ed umana, di una realistica conoscenza di sé, di un equilibrato rapporto con il mondo, di un armonico sviluppo della personalità. Se si intende, per orientamento, una relazione d'aiuto finalizzata a promuovere un corretto processo identitario (consapevolezza di sé, delle proprie attitudini, della necessità di progettare il futuro), la valenza orientativa percorre trasversalmente il percorso dell'intero triennio. La dimensione formativa, unita ad una corretta informazione, aiuta gli alunni ad effettuare scelte realistiche, flessibili, gratificanti e utili anche per gli equilibri sociali. 7
  8. 8. I principi fondamentali L'Istituto Comprensivo di Lanzara (Castel San Giorgio- Salerno) fa propri i principi fondamentali del dettato costituzionale e della Carta dei Diritti dello studente, con una particolare attenzione per l'articolo tre della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.” Ne deriva che la scuola deve operare con ogni mezzo per:  differenziare la proposta formativa adeguandola alle esigenze di ciascuno: a tutti gli alunni deve essere data la possibilità di sviluppare al meglio la propria identità e potenzialità, favorendo la valorizzazione delle diversità contro ogni forma d’emarginazione, discriminazione ed esclusione, affermando pari opportunità per tutti  perseguire il diritto di ognuno ad apprendere, nel rispetto dei tempi e delle modalità proprie, progettando percorsi atti al superamento delle difficoltà, in un clima sereno e cooperativo, finalizzato allo star bene, educando all’autostima  “emozionare” – promuovere intelligenza creativa – far emergere il talento espressivo dello studente  promuovere la libertà di pensiero e di espressione e la convivenza anche in contesti multietnici e pluriconfessionali; ciò è possibile se il dialogo tra tutte le componenti e le Istituzioni democratiche rimuoverà gli ostacoli che ora limitano di fatto l’eguaglianza dei cittadini  valorizzare le molteplici risorse esistenti sul territorio (enti locali, associazioni, agenzie culturali e professionali, società sportive, gruppi di volontariato, ma anche organismi privati) allo scopo di realizzare un progetto educativo ricco e articolato affinché l'offerta formativa della scuola non si limiti alle sole attività curricolari e assuma un più ampio ruolo di promozione culturale e sociale capace di favorire processi di orientamento  rendere chiare le ragioni delle scelte educativo-formative, favorendone la visibilità L'arricchimento e la diversificazione del percorso formativo sono finalizzati a garantire a tutti uguali opportunità di crescita culturale e la scuola s’impegna a far sì che 8
  9. 9.  ogni attività didattica sia rivolta sempre alla totalità degli alunni e delle alunne  la fruizione del servizio di refezione non sia limitata o ridotta per motivi religiosi o d'opinione: la famiglia ha diritto di chiedere che taluni cibi vengano sostituiti con altri di pari valore nutrizionale  la frequenza scolastica di alunni che soffrono di temporanei e limitati impedimenti fisici possa essere agevolata da interventi di sostegno utilizzando anche strategie multimediali ed informatiche (postazioni mobili, audiovisivi, cooperazione attiva dei compagni) Imparzialità, regolarità, visibilità Gli utenti hanno diritto ad essere trattati in modo obiettivo e imparziale La scuola garantisce qualità e pari opportunità  nella formazione delle classi, dei gruppi, degli intergruppi e delle sezioni  nella definizione dei tempi destinati ai colloqui fra insegnanti e genitori  nell’assegnazione degli insegnanti, in particolare di quelli di sostegno  nella formulazione degli orari dei docenti Nei casi di emergenza (per esempio: inagibilità dei locali a causa di eventi straordinari) la scuola garantisce comunque un'adeguata e tempestiva informazione alle famiglie. La fruizione delle ferie da parte del personale docente non può comunque contrastare con la necessità di garantire la continuità delle attività di insegnamento. 9
  10. 10. La scuola è: “opificio di cultura” produttrice di innovazione luogo della ricerca luogo della memoria luogo dell’identità luogo del pensiero critico e-laboratorio di nuova conoscenza luogo dello star bene insieme luogo della libertà (il sapere rende liberi) luogo delle relazioni significative luogo della ricerca delle ipotesi e delle scoperte 10
  11. 11. Il contesto territoriale L'Istituto Comprensivo di Lanzara comprende la Direzione didattica sede della Scuola Secondaria di I°,due plessi di Scuola Primaria: Lanzara e Trivio-Codola, due plessi di Scuola dell’Infanzia: Lanzara e Catelluccio. La tipologia socio-economica e le caratteristiche culturali del territorio possono definirsi abbastanza omogenee, prevalente è l’attività agricola, dagli anni sessanta sino ai nostri giorni, il tessuto economico ha visto svilupparsi realtà imprenditoriali e artigianali in molteplici settori soprattutto nell’edilizia e nell’import-export e con una forte proliferazione di piccole aziende artigianali Anche il terziario sta vivendo la rivoluzione e i cambiamenti conseguenti alle politiche promosse dalla grande distribuzione. I nuovi processi economici hanno innescato anche nuovi stili di vita, anche in virtù di un reddito procapite mediamente più elevato con un forte aumento dei consumi. Il tessuto urbanistico ha subito notevoli stravolgimenti e da piccola comunità sviluppatasi attorno al centro storico con periferie a vocazione agricola (le cascine e le aziende agricole), il Comune si sta trasformando in realtà sempre più complessa, con la nascita di nuovi quartieri residenziali e con un’immigrazione interna e straniera che ha apportato, anche nella scuola, nuovi processi da valutare e governare. L’identità politico amministrativa, pur mantenendo la municipalità al centro dei processi di governo e gestione di risorse e servizi, in questo nuovo contesto, ha visto nascere rapporti di interdipendenza e cooperazione tra gli enti erogatori. Lo sviluppo della scolarizzazione di massa, l’accesso di un sempre maggiore numero di cittadini alla scuola media superiore e ai percorsi universitari, insieme al sorgere di nuove agenzie educative e formative che affiancano e collaborano con la scuola, ha creato nuove interessanti condizioni di sviluppo culturale e formativo. Il nostro Istituto, in stretta collaborazione con l’Ente locale sta promuovendo la valorizzazione di tutte quelle istanze che facilitano la crescita individuale e culturale dei cittadini, anche in un’ottica di educazione permanente. Un tavolo di confronto e consultazione permanente con le Amministrazioni locali è stato possibile , grazie anche alla collaborazione delle componenti del Consiglio di Istituto i cui membri sono risultati altamente qualificanti per le politiche scolastiche e culturali del territorio. Le amministrazioni comunali, se sollecitate dai docenti e dagli utenti,hanno saputo manifestare attenzione e collaborazione soprattutto in merito all’adeguamento di alcune strutture scolastiche: realizzazione di servizi igienici anche per i disabili motori ristrutturazione ed adeguamento alle norme di sicurezza della palestra nella Scuola Primaria di Lanzara . È auspicabile,comunque che ogni componente dell’Istituto si sforzi di portare al tavolo di confronto con l’Ente locale le problematiche che, direttamente, possano coinvolgere la cittadinanza tutta in una progettualità e programmazione che renda tutti, studenti, docenti e genitori, capaci di futuro. Una comunità locale consapevole delle proprie specificità e una scuola in sintonia con l’Ente locale possono agevolare i processi di decentramento, responsabilità e 11
  12. 12. autonomia, anche nella gestione delle risorse. Una municipalità e un territorio capaci d’investire nella formazione delle future generazioni, quindi nella ricerca e nei progetti educativi, sapranno costruire anche un ponte ideale e culturale di fraternità e cooperazione tra i popoli. 12
  13. 13. Il nostro Istituto si chiama : Istituto Comprensivo “Autonomia ‘84” e comprende: • Plesso : Scuola Secondaria di I° Grado di Lanzara • Plesso :Scuola Primaria di Lanzara • plesso :Scuola primaria di Trivio-Codola • Plesso :Scuola dell’Infanzia di Lanzara • Plesso: Scuola dell’Infanzia di Castelluccio Plesso: Scuola Secondaria I°Grado Via: Calvanese,22 Tel e Fax 081-5612111 Plesso: Scuola Primaria di Lanzara Via : Ferrentino Tel : 081- 5162380 Plesso : Scuola Primaria di Trivio –Codola Via: Paterno 17 Tel 081-5161471 Plesso Scuola dell’Infanzia di Lanzara Via Ferrentino Tel : 081-5162380 13
  14. 14. Plesso Scuola dell’Infanzia di Catelluccio Via: Mons. Grimaldi Tel 081-952209 PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA Il nostro Istituto Comprensivo è nato il 01/09/2000 in seguito al ridimensionamento della rete scolastica della Campania ai sensi del D.P.R. 233/98, come comunicato con nota del 11/08/2000 prot.44277/1 del U.S.P. di Salerno Esso comprende la scuola secondaria di primo grado di Lanzara, le scuole dell’infanzia di Castelluccio e Lanzara e le primarie di Trivio e Lanzara. Per dare il senso del nostro essere scuola a Lanzara cominciamo a conoscere la popolazione scolastica, il personale docente e ATA dei vari plessi. LETTURA DEL TERRITORIO Dalla lettura del territorio, dalla domanda formativa della società nazionale e locale e dalle Indicazioni Ministeriali ricaviamo i seguenti principi essenziali, cui ispiriamo l’intera azione didattico – educativa: 14
  15. 15. - la cooperazione necessaria per formare persone capaci di superare l’individualismo, aprirsi agli altri e realizzare comunità collaborative; - l’uso delle discipline quali strumenti di lettura della realtà, di organizzazione mentale e di formazione culturale; - la convivenza civile per imparare a star bene con se stessi, con gli altri e nelle istituzioni. L’Offerta formativa si articola in: - Attività curricolari di base desunte dalle Indicazioni Nazionali , adeguate alle esigenze degli alunni e alle aspettative del territorio per 27 ore settimanali obbligatorie di lezione per la Scuola Secondaria di I° e per 30 ore settimanali per quanto concerne la Scuola Primaria - Attività facoltative, opzionali e aggiuntive che ampliano e integrano il percorso formativo obbligatorio per tre ore per la Scuola Secondaria di I° e per tre ore settimanali per quanto concerne la Scuola Primaria DiagrammadelP.O.F. 15
  16. 16. Obiettivi generali Obiettivo: Scuola come ambiente di apprendimento (Pontecorvo) CRITERI SIGNIFICATO COME RISPETTO UNITÀ PSICO- FISICA DEL BAMBINO E ADOLESCENTE Si deve tendere ad uno sviluppo armonico della persona, mirando sia agli aspetti cognitivi che a quelli fisici, affettivi, relazionali. Ogni attività didattica deve considerare i tempi/ritmi di apprendimento di ognuno. CENTRALITÀ DEL CORPO DEL BAMBINO E ADOLESCENTE Si considera il corpo come un grande mezzo di apprendimento, espressione e comunicazione. Gli interventi devono favorire opportunità di esplorare la realtà circostante a partire dalla propria corporeità. ATTEGGIAMENTO DI RICERCA Si considera l’individuo nel contesto dell’educa- Ogni intervento deve mettere in condizione l’alunno di essere in grado di 16
  17. 17. zione permanente. rielaborare il sapere acquisito e di rinnovarlo in rapporto a nuove esigenze. EDUCAZIONE ALL’IMPEGNO E SENSO DI RESPONSABILITÀ Si considera l’individuo capace di atteggiamenti critici e comportamenti responsabili Ogni intervento deve promuovere nell’alunno la capacità dell’os-servazione critica e il desiderio di intervenire liberamente nel gruppo, sempre nel rispetto della libertà degli altri. IL LAVORO DI GRUPPO / CO-COSTRUZIONE DEI SAPERI Si considera il gruppo come una possibile dimensione per comunicare, collaborare, apprendere e produrre. Ogni attività scolastica deve tendere ad incentivare i momenti di scambio fra gli alunni, fra i gruppi, fra le scuole, non dimenticando però momenti di rielaborazione personale e momenti di assunzione individuale di responsabilità. I Fattori di qualità del servizio scolastico Si considerano indicatori di un buon modo di fare scuola: 1. il lavoro collegiale degli insegnanti nel rispetto della libertà di insegnamento di ciascuno 2. attenzione alla “diversità” evitando scelte discriminatorie ed emarginanti 3. attivazione di percorsi interculturali 4. il raccordo interdisciplinare fra i docenti come strumento che possa garantire l’unitarietà degli obiettivi educativi e l’utilizzo delle potenzialità intrinseche ad ogni disciplina 5. l’individualizzazione dei percorsi formativi 6. l’esistenza di traguardi irrinunciabili comuni e definiti collegialmente nell’ottica della continuità 7. la disponibilità degli insegnanti a intendere la valutazione come un momento dell’attività, volta anche a saggiare, il grado di competenza raggiunto 8. la flessibilità organizzativa 17
  18. 18. 9. un utilizzo razionale degli spazi educativi sistematicamente qualificati 10. il rapporto costante tra insegnanti e genitori 11. la disponibilità degli insegnanti alla sperimentazione, alla innovazione didattica e all’aggiornamento La programmazione dell’intervento formativo Per programmazione si intende l’elaborazione di un progetto che, in un’ottica di formazione globale permanente espliciti con chiarezza, precisione, consapevolezza, le varie fasi del processo educativo, tenendo conto sia delle reali condizioni sociali, culturali, ambientali in cui si opera, sia delle risorse disponibili. La sua pianificazione prevede: 1) l’analisi della situazione iniziale; 2) la definizione a) di obiettivi generali di tipo pedagogico b) di obiettivi interdisciplinari e disciplinari efficaci alla formazione e all’apprendimento dell’alunno, promovendo un costante confronto critico con il testo dei programmi istituzionali in vigore 3) la selezione dei contenuti tenendo presenti le esperienze e le competenze già maturate dagli allievi 4) la selezione delle metodologie e strategie 5) la ricerca di procedure di osservazione, valutazione e autovalutazione 18
  19. 19. Come si è detto, la programmazione dell’intervento educativo deve tenere conto in primo luogo delle esigenze formative degli alunni che fanno riferimento alla necessità di: Scuola dell’infanzia Scuola Primaria Scuola Secondaria di I° Sviluppare rapporti e relazioni interpersonali adeguati Sviluppare rapporti e relazioni interpersonali adeguati Favorire la maturazione del sé e del proprio rapporto col mondo Integrare il curricolo tradizionale con attività che promuovano la pratica di linguaggi diversificati (Musicale -teatrale) Favorire la capacità di osservazione, le conoscenze, analisi, sintesi e rielaborazione Disporre di: • spazi legati all’attività fisica e motoria • momenti per Disporre di:  spazi legati all’attività fisica e motoria  momenti per attività individualizzata Potenziare i linguaggi funzionali e specifici al fine di comprendere e comunicare in modo corretto e adeguato 19
  20. 20. attività individual izzata Entrare in contatto con: seconda lingua straniera Entrare in contatto con:  seconda lingua straniera  Tecnologie informatiche e multimediali Acquisire un metodo di lavoro e di studio capace di rendere gli studenti autonomi La programmazione dell’intervento didattico si realizza secondo le seguenti linee operative: Scuola Primaria Scuola Secondaria di I° Tutti gli insegnanti programmano con cadenza quindicinale di quattro ore ; la programmazione didattica coinvolge gruppi di classi parallele, i gruppi di progetto ed i plessi scolastici. Tutti gli insegnanti programmano alla fine dell’anno scolastico e all’inizio di quello successivo le attività didattiche, elettive e di laboratorio, tenendo conto delle verifiche formative e sommative in itinere. All’interno di ogni gruppo-classe è prevista la figura di un coordinatore che di solito coincide con il docente prevalente dell’ambito linguistico- espressivo A cadenza periodica gli insegnanti a livello di consiglio di classe, di singole discipline, delle attività elettive e dei laboratori si riuniscono per confrontare e eventualmente riprogrammare quanto proposto. Periodicamente i coordinatori della scuola Incontri plesso per 20
  21. 21. elementare si incontrano per discutere le difficoltà riscontrate in ogni gruppo al fine di uniformare modalità e strumenti della programmazione / valutazione ed autovalutazione e si assumono la responsabilità degli esiti formativi ai genitori.  programmazioni disciplinari e interdisciplinari, per visite guidate e cineforum, orientamento, gite scolastiche e adozione libri di testo  programmazione di interventi di esperti per educazione ambientale, educazione alla salute, educazione all’affettività e alla sessualità ed educazione stradale. Periodicamente su richiesta degli stessi interessati, i Presidenti di Commissione e/o i responsabili delle Funzioni Strumentali relazionano al Collegio Docenti sul loro operato e quadrimestralmente informano in seduta plenaria il Consiglio di Istituto. Ogni docente o all’interno del Consiglio di Classe o per disciplina, si attiva al fine di affrontare meglio qualsiasi emergenza che si verifichi nel corso dell’anno. Organizzazione delle attività didattiche La gestione delle risorse umane è improntata a criteri di maggiore efficacia e flessibilità, anche tenuto conto di quanto previsto dalle nuove norme in materia di organici. Ciò significa che in tutto l'Istituto si sta operando per utilizzare nel maggior numero possibile di classi gli insegnanti formati in campo musicale o per la lingua straniera o i docenti che hanno comunque acquisito in questi anni specifiche competenze (educazione all’immagine, educazione motoria e psicomotoria, informatica e multimediale). In conseguenza a questa nuova e più articolata organizzazione non sempre esiste una corrispondenza precisa e univoca tra insegnanti e classi, ma i criteri dell’impiego delle risorse dipendono dall’identità e dalle necessità del singolo contesto. 21
  22. 22. Da diversi anni l’attività didattica nella scuola Primaria dell'Istituto è improntata a criteri che anche la “commissione dei 40 saggi” ha evidenziato:  sviluppo di attività di ricerca, individuale e di gruppo, che insegnino a responsabilizzarsi e ad organizzare il pensiero, capacità cruciali nel moderno mondo della comunicazione e del lavoro;  riferimento alla pratica del gioco e del lavoro creativo come invito a proporre contesti didattici all'interno dei quali l’apprendere sia esperienza piacevole e gratificante;  creazione di biblioteche scolastiche aggiornate e utilizzo di nuove tecnologie multimediali ed informatiche  impiego degli strumenti multimediali che, oltre ad essere estremamente motivanti, danno il senso di disporre di risorse per il saper fare e consentono di non disperdere, ma valorizzare forme di intelligenza intuitiva, empirica e immaginativa, molto diffuse tra i ragazzi. Le attività didattiche possono essere organizzate e svolte con modalità diverse: “lezione” collettiva a livello di classe Si ricorre all'uso della lezione collettiva (conferenze) per economizzare il tempo scolastico nel momento in cui si comunicano informazioni uguali per tutti o si utilizzano mezzi audiovisivi o altri strumenti fruibili contemporaneamente da un grande gruppo. La lezione collettiva è quindi vista come superamento della pura trasmissione di saperi. attività di piccolo gruppo Il lavoro di gruppo, visto come alternativa all'insegnamento collettivo è essenziale per la sua funzione formativa (sia sul piano dell'apprendimento che sul piano relazionale). Si basa sulla condivisione e sulla disponibilità attività per gruppi formati da alunni di classi diverse (classi aperte- laboratori- conferenze) L'organizzazione a classi aperte, oltre a un diverso utilizzo degli spazi e delle attrezzature a disposizione, permette un maggior sviluppo delle potenzialità degli 22
  23. 23. alunni mediante la fruizione di maggiori e diverse opportunità d’apprendimento e di stimolo delle attitudini individuali. interventi individualizzati L'individualizzazione come trattamento differenziato degli alunni è una strategia che consente di soddisfare le necessità di formazione di ciascuno. Ciò comporta l'assunzione dell'inalienabile principio psicopedagogico secondo il quale non si può educare se non attraverso un processo individualizzato di insegnamento/apprendimento che, per essere realizzato, necessita di:  analisi delle pre-conoscenze e individuazione delle potenzialità;  osservazione in itinere degli sviluppi nelle diverse aree che compongono la personalità nella sua globalità;  impostazione di un rapporto docente/discente adeguato alle esigenze del soggetto;  riflessione sullo stile personale di apprendimento degli alunni e sulle condizioni che determinano situazioni favorevoli agli apprendimenti  adeguamento delle proposte didattiche (e quindi anche dei materiali) alle reali potenzialità dei singoli alunni in maniera tale da sfruttare l'area di sviluppo prossimale nel cui ambito l'insegnante può essere certo che i singoli alunni possano formarsi ed autoformarsi Tenendo conto di tutto ciò riteniamo possibile che gli alunni in difficoltà possano seguire i piani programmati per la classe nella sua generalità. Diverso il discorso per gli alunni che nello svolgimento di tali attività vivono una situazione di insuccesso. Un elemento didattico di notevole importanza riguarda secondo noi la “memoria storica” della classe o della sezione: giornalini di classe o di plesso, cartelloni, mostre, ecc... sono strumenti importanti per consolidare l'identità individuale e di gruppo degli alunni. Non va sottovalutata poi la funzione comunicativa che tali strumenti possono assolvere nei confronti delle famiglie. Periodicamente, in occasione delle giornate dedicate “alla scuola aperta” i genitori vengono invitati a scuola in occasione di mostre, spettacoli, conferenze, visite guidate o momenti ricreativi conviviali. Il sito della scuola www.iccalcinate.it si va sempre più arricchendo divenendo importante luogo della memoria e strumento per la messa in circolo (in rete) delle conoscenze 23
  24. 24. L’attività didattica si svolge secondo i seguenti parametri: libri di testo: tutti i docenti adottano il libro di testo per tutte le discipline dopo riunioni per materie (Scuola Secondaria I°) o per ambiti disciplinari(Scuola Primaria) cercando di condividere scelte educative e formative comuni almeno per plesso: questo metodo di adozione dei testi si è rivelato molto significativo ed opportuno per quanto riguarda la programmazione a classi aperte. I libri di testo sono integrati da: atlanti geografici, atlanti storici, dizionari, enciclopedie tradizionali e multimediali, libri delle biblioteche familiari e del territorio e audiovisivi specifici per le monografie delle singole materie. Gli insegnanti programmano le attività didattiche della classe e parallelamente predispongono una attività individualizzata per quegli alunni che presentano lacune nelle abilità di base al fine di gratificare il loro impegno scolastico. Tipi di lezione: le metodologie utilizzate sono quelle della lezione frontale per introdurre l’argomento a tutta la classe, lezione a piccoli gruppi nei momenti di compresenza per rispettare i diversi ritmi di apprendimento, discussioni, dibattiti, brain storming, problem solving e feed - back per consolidare quanto proposto e stimolare le potenzialità di ciascuno. In alcuni plessi si svolgono lezioni per gruppi della stessa classe o di classi diverse per attività condivise (laboratori, attività pratiche quali esperimenti scientifici, elaborazioni multimediali ed uscite sul territorio) L’attività in piccoli gruppi è suddivisa in: recupero, consolidamento, sviluppo in più discipline o con insegnanti della stessa disciplina. Grande peso nella programmazione assumono gli interventi individualizzati che mirano a stimolare in ciascuno il raggiungimento dei propri stili di apprendimento. VALUTAZIONE “La Valutazione è l’atto del valutare, stimare qualcosa, dare valore a qualcosa, da parte di qualcuno.” La valutazione nel nostro Istituto, si connota come processo rilevante dell’Istituzione perché diviene il catalizzatore della potenzialità di miglioramento. E’ lo strumento con cui la scuola, potenziando la propria autonomia decisionale,può interrogare se 24
  25. 25. stessa e il suo funzionamento con la partecipazione di tutte le sue componenti, riconoscere le proprie peculiarità e i propri difetti, ordinare strategie e progettare interventi di educazione, formazione, istruzione adeguati al contesto in cui opera, alle specifiche caratteristiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo. La valutazione, pertanto, non assume solo un carattere informativo nei confronti dei genitori sul rendimento scolastico dei figli, ma è anche uno strumento di lavoro per gli insegnanti e una vera e propria esperienza formativa per gli alunni. Per quanto riguarda il processo valutativo degli alunni, va ricordato che si fonda su tre momenti di seguito sintetizzati: VALUTAZIONE DIAGNOSTICA VALUTAZIONE FORMATIVA Prove oggettive e non in itinere concordate per classi parallele al fine di individuare lo stato di avanzamento del processo di apprendimento Prove oggettive e non per accertare e certificare i risultati conseguiti in termini di competenze VALUTAZIONE QUADRIMESTRALE Al fine di assicurare un’effettiva valutazione dei punti di partenza e di arrivi dei processi, delle difficoltà incontrate e degli interventi compensativi attuati, i docenti a conclusione di ogni attività didattica somministreranno prove di verifica comuni per classi parallele relative agli O.A. delle varie discipline i cui risultati saranno oggetto di discussione del team (Scuola Primaria) e nei consigli di classe (Scuola secondaria I° grado). Gli esiti delle verifiche quadrimestrali saranno comunicati alle famiglie in appositi incontri attraverso colloqui individuali. L’elaborazione del giudizio complessivo sugli apprendimenti e sullo sviluppo personale e sociale osserva una scansione quadrimestrale. Oggetto della valutazione periodica annuale saranno gli apprendimenti e il comportamento. Tale impostazione evidenzia la centralità della valutazione nel processo di insegnamento/apprendimento in quanto consente al docente di regolare l’intera azione pedagogica, di riprogrammare la sua attività didattica per adattarla alle esigenze e alle caratteristiche dell’alunno. 25 Prove oggettive concordate collegialmente e somministrate nei primi giorni di scuola. (Prove d’ingresso)
  26. 26. AUTOVALUTAZIONE D’ISTITUTO Al fine di rendere la proposta formativa sempre più aderente alle necessità degli allievi, delle loro famiglie e del contesto in cui opera la scuola nonchè conferire maggiore sostanza progettuale al piano dell’Offerta Formativa,.saranno adottate strumenti di verifica e valutazione: Un’autovalutazione interna Una valutazione esterna Questionari rivolti ai genitori; Compilazione di questionari elaborati da soggetti esterni (INVALSI) per misurare gli standard di qualità; Partecipazione progetto di valutazione Nazionale a cura dell’INVALSI finalizzato alla valutazione degli apprendimenti degli alunni; Costituzione del gruppo di miglioramento. Questionari rivolti ai docenti per monitorare: risultati scolastici degli alunni, attività didattiche, POF ed attività progettuali; Questionari rivolti al personale ATA e al Dirigente Scolastico per l’autovalutazione del proprio operato Valutazione La valutazione accompagna i processi di insegnamento/apprendimento e consente un costante adeguamento della programmazione didattica in quanto permette ai docenti di:  offrire a ogni alunno la possibilità di aiuto per favorire il superamento delle difficoltà che si presentano in itinere  predisporre collegialmente piani individualizzati per i soggetti in situazione di insuccesso Tale valutazione assolve la funzione di capire: 26
  27. 27.  cosa è cambiato  cosa funziona meglio  cosa non funziona ancora Scuola Primaria Scuola Secondaria di I° Se valutare vuol dire “prendere coscienza dei percorsi” è importante saper coinvolgere in questo processo tutti i soggetti protagonisti dell’azione formativa: alunni, docenti, genitori. La programmazione collegiale dei docenti, in orizzontale e in verticale, scandita in modo quindicinale , sintonizzata con il dialogo, l’osservazione, le mappe prodotte dagli alunni e i riferimenti del piano di lavoro annuale presentato ai genitori è il primo, importante, momento del processo valutativo. Ad essa si affiancano l’osservazione e l’autovalutazione individuale e collegiale dei soggetti interni al percorso attraverso modalità partecipative e consapevoli attivate anche da momenti di socializzazione delle conoscenze. La valutazione è un momento fondamentale della programmazione intesa non solo come misurazione del sapere, ma come verifica dei processi in atto nella formazione dell’alunno e registrazione dell’efficacia degli interventi. Essa tiene conto anche dell’evoluzione degli alunni rispetto ai livelli di partenza, sulla base dell’impegno in relazione alla capacità della maturazione individuale e della preparazione culturale raggiunta (alla fine della terza media). La scuola quindi, in base alla normativa vigente, orienta la propria funzione valutativa più sul processo formativo che sulla acquisizione dei contenuti. 27
  28. 28. Indicatori-Strumenti Documento Ministeriale Altre modalità  documenti autoprodotti  diari  relazioni, conferenze, mostre, spettacoli  incontri collegiali di: docenti, alunni, genitori  percorsi e progetti e progetti extrascolastici  piano di lavoro annuale  Piano educativo didattico personalizzato (solo per casi particolari) e per gli alunni disabili  Piano dell’Offerta Formativa Indicatori-Strumenti  Scheda di valutazione ministeriale  Scheda di istituto quadrimestrale  Colloqui con le famiglie (settimanali e alla consegna delle schede)  Consigli di classe (valutazione, verifica periodica dell’andamento della classe)  Piano educativo didattico (solo per casi particolari) e per gli alunni disabili  percorsi e progetti e progetti extrascolastici  Coerenza del processo formativo con quanto stabilito nel P.O.F.  Accoglienza dei genitori per ascoltare e conoscere  Documentazione percorso individuale 28
  29. 29. CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI Al fine di costituire classi equilibrate ed eterogenee per fasce di livello, il Collegio Docenti ha nominato una apposita Commissione (v. Organigramma), per procedere alla formazione delle classi prime. La Commissione si riunisce nel periodo giugno - luglio per prendere visione delle informazioni desunte dai colloqui con i maestri di quinta elementare e delle richieste delle famiglie. Per la formazione delle classi prime la Commissione si atterrà ai criteri proposti dal Collegio Docenti e deliberati dal Consiglio di Istituto, che risultano essere i seguenti: o Eterogeneità rispetto ai risultati ottenuti o Equilibrio numerico(tenendo presente anche la presenza di un disabile) o Scelta delle Attività opzionali da parte della famiglia o Presenza di fratelli o sorelle all’interno di altre sezioni o Facoltà del Dirigente Scolastico di alcuni spostamenti senza obbligo di motivazione 29
  30. 30. PROGETTO ORIENTAMENTO: “Il mio futuro” (promozione dello sviluppo della personalità) Attività proposte dalla scuola nelle classi terze della Scuola Secondaria di I° Il progetto dell’orientamento della Scuola Secondaria di I °dell’istituto Comprensivo di Lanzara vuole focalizzare l’attenzione degli studenti e dei docenti sulla più importante missione della scuola, ossia sul favorire la conoscenza di sé, dei propri limiti e risorse per autovalutarsi, scegliere percorsi di lavoro adeguati e un futuro ordine di scuola. Pertanto vengono proposte le seguenti attività: Per capire se stessi aiuto agli alunni  L’alunno racconta se stesso, nella realtà scolastica.  L’insegnante confronta le opinioni dell’alunno con le proprie e suggerisce soluzioni.  L’alunno espone la propria scelta scolastica, l’insegnante aiuta a riflettere sull’opportunità della scelta. La finalità è quella di mettere a confronto due punti di vista: quello dell’alunno e quello dell’insegnante per guidare l’alunno ad una percezione reale di sé.  test per valutare gli interessi  test per valutare le attitudini La finalità è quella di capire i propri interessi e le proprie potenzialità. Restituzione risultati dei test è rivolto:  ai genitori La finalità è quella di aiutare le famiglie a riflettere sulla personalità dei figli e sui criteri per la scelta scolastica. 30
  31. 31. Per conoscere le offerte formative Incontri con esperti :coinvolgimento dell’Informa- giovani di Lanzara L’esperto informa gli alunni: sui vari tipi di Istituti Superiori, sulle loro caratteristiche, sull’impegno richiesto e sui possibili sbocchi lavorativi La finalità è quella di fornire agli alunni tutte le informazioni relative alle varie scuole. Visita presso gli Istituti di Scuola Secondaria di II° La visita prevede:  raccolta da parte degli studenti di materiale di approfondimento sulla scuola/e a cui sono maggiormente interessati La finalità è quella di far conoscere agli alunni più scuole per avere più piani di studio per una scelta migliore. Giornata dell’orientamento a scuola (prima settimana di dicembre)  Interventi di tipo orientativo per alunni e genitori nell’ambito della scuola con i docenti degli Istituti Superiori presenti sul territorio La finalità è quella di aiutare gli alunni a misurarsi con le competenze, le attitudini richieste da ogni Istituto e operare scelte consapevoli, insieme ad i genitori. Incontri con ex- alunni della scuola media, frequentanti vari istituti superiori Gli alunni di terza media incontrano nell’ordine:  Alunni frequentanti gli Istituti Professionali  Alunni frequentanti gli Istituti Tecnici  Alunni frequentanti i Licei Durante tali assemblee, gli allievi delle Scuole Superiori:  Espongono la loro esperienza scolastica,  l’organizzazione della scuola,  l’impegno e le capacità richieste,  il funzionamento dei debiti e La finalità è quella di far capire, attraverso il vissuto e il linguaggio dei ragazzi, l’organizzazione e la richiesta di ogni tipo di Scuola. 31
  32. 32. dei crediti scolastici. Consiglio orientativo Il Consiglio di classe predispone, dopo un attento esame del rendimento scolastico e delle risposte durante gli interventi organizzati, il Consiglio orientativo per ogni alunno e lo consegna alle famiglie. La finalità è quella di dare alle famiglie una opportunità in più per riflettere sul futuro dei figli. Momenti di attività comuni tra gli alunni di scuole contigue Fase informativa Scuola dell’Infanzia – Scuola Primaria Scuola Primaria - Scuola secondaria di I° Incontri di studio fra gli insegnanti delle due scuole:  per la raccolta di informazioni sugli alunni e scambio di esperienze  per la conoscenza della programmazione e relative riflessioni Incontri di studio fra gli insegnanti delle due scuole:  per la raccolta di informazioni sugli alunni (giugno ed eventualmente ottobre) Passaggio sistematico di tutte le informazioni, attraverso relazione scritta, sugli alunni che presentano disagi (difficoltà di apprendimento, relazionali, familiari) Fase operativa Incontri con i bambini della Scuola dell’Infanzia Incontri/laboratorio (da definirsi tra i docenti interessati almeno all’inizio del secondo quadrimestre) tra alunni di quinta della Scuola primaria e alunni della Scuola Secondaria di I° , presso la Scuola Secondaria di I°. Incontri presso la Scuola Primaria fra gli alunni della Scuola dell’Infanzia e alunni della Scuola primaria in attività educativo-espressive per portare i bambini alla conoscenza del nuovo ambiente e per facilitare il momento dell’accoglienza. Possibilità di progetti particolari (programmati all’inizio dell’anno scolastico) che prevedano lo scambio di insegnanti dei due ordini di scuola, in attività e/o percorsi mirati con alunni delleScuole Primarie da un lato e alunni della Scuola Secondaria di I° dall’altro. 32
  33. 33. Obiettivi della Continuità /Orientamento Scuola Primaria-Scuola Secondaria di I° grado Scuola Secondaria di I° grado- Scuole Superiori Classi prime -Socializzare con il nuovo contesto scolastico -Esplorazione delle risorse personali da investire nella nuova esperienza scolastica -Sviluppo delle capacità di auto-monitoraggio sull’andamento della propria attività formativa -Conoscenza del territorio di appartenenza (città-provincia-regione) con particolare attenzione agli aspetti economico-produttivi -Sviluppo di capacità esplorative riguardo le relazioni fra la realtà di appartenenza e l’ambito nazionale Classi seconde -Ricostruire l’immagine di adolescenza nella fase di passaggio dall’infanzia all’adolescenza -Affrontare le problematiche connesse al percorso di sviluppo adolescenziale -Differenziare la specificità di genere nel percorso di crescita Classi terze -Esplorare le risorse personali in funzione della scelta -Costruire un progetto personale di scelta -Sviluppare la consapevolezza del rapporto esistente tra le scelte scolastiche e professionali e progetto di vita -Approfondire la capacità di riflettere sulle difficoltà, sull’impegno, sui sacrifici e sulle possibili gratificazioni proprie di un corso di studi, di una professione o di un mestiere -Saper utilizzare autonomamente fonti di informazione, leggere grafici e statistiche, trarre informazioni dall’osservazione della realtà, porre in relazione le opportune deduzioni. 33
  34. 34. 34
  35. 35. Accoglienza degli alunni stranieri È ormai un dato scontato pensare alla società in cui viviamo come a un mondo multiculturale; la scuola è, per molte ragioni, il primo “spazio di confine” in cui il tema delle differenze si manifesta come ricchezza e come sfida al nostro modo di pensarle e di rapportarci ad esse. Il mondo che si apre davanti a noi non ci permette di accantonarle utilizzando vecchi modelli di integrazione: occorre trovare e provare nuovi spazi di interscambio, nuovi itinerari di costruzione di identità ma capaci di costruire un futuro insieme:questa la principale sfida che la contemporaneità pone alla scuola: moltiplicare gli spazi di incontro costruendo e sperimentando strumenti che 35 PRINCIPI FONDATIVI DELL’ISTITUTO La diversità è una categoria generale La scuola è chiamata a misurarsi con le diversità L’incontro fra differenti identità crea la spinta al cambiamento Atteggiamenti nuovi Interazioni non sperimentate prima Sistemi diversi di valori Rispetto delle biografie personali Valorizzazione delle potenzialità individuali
  36. 36. sappiano collegare la realtà presente ai vissuti e alle storie di vita individuali, rivalutandone tradizioni e specificità, e ricercare nuovi territori impostati sulle mescolanze di saperi, linguaggi, abitudini, sensibilità e razionalità differenti che compongono l’oggi. 36
  37. 37. 37 Formazione che implica una diversa concezione della funzione docente in un’ottica di scambio e cooperazione, il superamento di una visione statica del sapere in un contesto di culture che si evolvono e l’assunzione di una responsabilità etica e professionale professionale FORMAZIONE PERMANENTE LA FORMAZIONEPRINCIPI FONDATIVI VALORIZZARE LE DIFFERENZE Didattica quotidiana, che vede il coinvolgimento di tutte le discipline e di tutti gli insegnanti nella costruzione di un atteggiamento di rispetto e di accettazione della diversità, che superi la tolleranza per un’integrazione vera e consapevole MODELLO DI MEDIAZIONE Un buon modello di mediazione parte dalla conoscenza dell’altro, conoscenza non solo di tipo cognitivo, ma anche esperienziale: L’altro va frequentato Ecco allora di cosa tener conto:  Dislocazione percettiva, cioè mettersi nei panni dell’altro.  Apprendere ad apprendere.  Possedere un minimo d’arte ermeneutica.  Superare l’ambiente “artificiale” di apprendimento per arrivare all’uso di una pluralità di didattiche intese come “forme relazionali sensibili allo scambio di differenze”
  38. 38. La diversità è una categoria generale, di significato pedagogico, oltre che sociale e culturale, che impegna l’intera scuola al rispetto delle biografie personali, alla valorizzazione dei talenti, alla presa in considerazione dei bagagli di esperienza e di conoscenza degli alunni; è una potenziale risorsa per l’innovazione, visto che dà vita a nuove esperienze e significati culturali. La spinta al cambiamento non deriva solamente da riflessioni pedagogiche, ma scaturisce da dinamiche reali, pressanti e coinvolgenti: la scuola viene chiamata a misurarsi con culture differenti, con atteggiamenti nuovi, con interazioni non sperimentate prima, con sistemi diversi di valori. Le scuole sono chiamate a superare visioni statiche, per creare condizioni permanenti di lavoro: la stabilità di un vero e proprio contesto professionale per gli insegnanti, la presenza di alcune condizioni strutturali, il permanere di dinamiche di sviluppo della didattica, la continuazione della ricerca metodologica e una concezione in evoluzione della stessa educazione. Quindi riconoscendo la specificità dei bisogni ed agendo nella cornice culturale di un modello scolastico integrativo e interculturale valorizzante le diversità, la scuola deve dotarsi di una progettualità adeguata che consenta di gestire un’accoglienza efficace e competente. Il progetto deve individuare dispositivi e percorsi non rigidi e burocratici, ma flessibili ed operativi, pronti ad essere attivati in caso di necessità. La progettazione educativa e didattica di una scuola attenta alle esigenze di tutti i bambini e i ragazzi, autoctoni e immigrati, si basa su tre parole-chiave: l'accoglienza e l’integrazione e comunicazione. Con il termine accoglienza si devono intendere i dispositivi, gli atti, le procedure per assicurare l'inserimento di qualità, da un lato, e il “clima”, gli atteggiamenti di apertura, l'attenzione relazionale, dall'altro. L’integrazione deve legarsi sempre di più al tema del cambiamento e delle complessità sociali e culturali, in un’ottica dove il concetto di interculturalità non richiama una semplice giustapposizione di culture diverse, ma un sistema naturale di considerare ogni individuo come portatore di storie e origini diverse, che vanno conosciute, rielaborate, approfondite, valorizzate e ampliate: l'educazione interculturale non è quindi una risposta a un'esigenza del momento ma uno stile di pensiero, uno stile educativo, uno stile relazionale. In un tale scenario di pluralità culturale, dove quindi per pluralità culturale si intende l’arricchimento che ogni singolo individuo porta nella relazione con l’altro, la scuola crea le condizioni per rispondere ai bisogni e valorizzare le singole potenzialità di ognuno, attraverso:  integrazione, poiché: -conosce e valorizza le storie personali, i saperi e i riferimenti culturali “altri”; -presta attenzione al “clima” della classe e alla fase di primo inserimento  interazione, poiché: 38
  39. 39. -porta alla scoperta delle differenze e delle analogie tra individui e gruppi e al riconoscimento di punti di vista diversi, attraverso il confronto; - provoca l'analisi e la decostruzione degli stereotipi e dei pregiudizi consapevolezza delle reciproche immagini, “etichette” e rappresentazioni; - considera il processo d'incontro e di “rimescolamento” come il terreno privilegiato dell'intervento educativo;  relazione, poiché, attraverso l'incontro e lo scambio: -facilita e promuove i processi cambiamento, scambio reciproco, ibridazione; - sostiene la gestione dei conflitti e la negoziazione; -è attenta alla dimensione affettiva, allo “star bene insieme con le proprie differenze”;  decentramento, poiché, attraverso il riconoscimento dei diversi punti di vista, comportamenti, giudizi e valori: facilita e promuove la capacità di decentrarsi rispetto a dimensioni molteplici: quella temporale e della storia, quella spaziale dell'etnologia, quella simbolica, dei fatti e dei significati; aiuta a mettersi nei “panni” degli altri; permette di dare significato e di contestualizzare fatti e comportamenti, nostri ed altrui; - aiuta a conoscere se stessi e a conoscere gli altri. Accogliere, comunicare, scambiare: sono i tre punti forti per una scuola per tutti e di tutti. Per realizzare un progetto educativo che coniughi insieme pari opportunità con il rispetto delle differenze, la scuola deve poter contare su una didattica quotidiana che vede l’intero coinvolgimento di tutte le discipline e di tutti gli insegnanti nella costruzione di un atteggiamento di rispetto e di accettazione della diversità che superi la tolleranza positiva per un’integrazione vera e consapevole. In quest’ottica i progetti attivati prevedono solo alcune indicazioni per un possibile “modello di accoglienza” che non sia segnato dall'improvvisazione, dalla frammentarietà, dalla discrezionalità delle procedure, e che consideri prassi quotidiana l’accoglienza dell’alunno nella sua interezza, consentendo a ciascuno il pieno sviluppo delle proprie potenzialità. 39
  40. 40. PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER L’INSERIMENTO DI ALUNNI STRANIERI PREMESSA La presenza degli alunni stranieri a scuola negli ultimi anni è aumentata in maniera costante anche nel nostro territorio; tuttavia non vi è ancora una modalità pianificata con la quale affrontare l’inserimento scolastico dei nuovi alunni. L’atteggiamento degli insegnanti nei confronti dei nuovi allievi è complessivamente di disponibilità ed aspettativa, ma si trovano anche a dover far fronte a grosse difficoltà didattiche e relazionali e ad un profondo senso di solitudine e di impotenza. Il documento intende presentare un modello d’accoglienza che illustri una modalità corretta e pianificata, con la quale affrontare e facilitare l’inserimento scolastico, e che possa essere considerato punto di partenza all’interno del percorso comune che le scuole si apprestano ad affrontare. Certo è che non si tratta di dare risposte solo all’emergenza, ma di revisionare contenuti e metodi di lavoro, di mettersi in gioco sia sul versante delle relazioni, sia su quello delle conoscenze. Il momento dell’accoglienza rappresenta il primo contatto del bambino e della famiglia straniera con la scuola. La modalità d’inserimento considera contemporaneamente diversi aspetti: • amministrativo-burocratico, • relazionale e comunicativo, • educativo-didattico, • sociale-affettivo. Questi diversi aspetti richiedono un insieme di attività che riguardano: • informazione ed iscrizione, • valutazione-assegnazione alla classe, • inserimento nell’ambiente scolastico e nel territorio. 40
  41. 41. PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA Raccordo operativo tra scuole Che Che cosa si propone: Il protocollo d’accoglienza è un documento che è deliberato dal Collegio dei Docenti. Contiene: • criteri, • principi, • indicazioni riguardanti l’iscrizione e l’inserimento degli alunni immigrati. Definisce: • compiti e ruoli degli operatori scolastici. • le fasi dell’accoglienza e delle attività di facilitazione per l’apprendimento della lingua italiana. Costituisce: • lo strumento di lavoro che viene integrato e rivisto sulla base delle esperienze realizzate. Attua: • in modo operativo le indicazioni normative contenute nell’Art.45 del DPR 31/8/99 n 394. Compiti: • Raccoglie, elabora e aggiorna i dati relativi alla presenza degli alunni stranieri nei plessi dell’ Istituto. • Effettua un colloquio con la famiglia durante il quale raccoglie informazioni su: la storia familiare, personale, scolastica e le conoscenze linguistiche del bambino. • Effettua un colloquio con il bambino per valutare abilità, competenze, bisogni specifici di apprendimento, interessi e aspettative. • Propone l’assegnazione alla classe. • Fornisce le informazioni raccolte ai docenti che accoglieranno il bambino in classe. • Individua con il team docenti percorsi di facilitazione. • Pianifica un percorso d’inserimento. • Prevede un monitoraggio costante dell’inserimento. • Funge da tramite tra la scuola e la famiglia. • Funge da tramite tra la scuola e il territorio (contatta le associazioni che operano sul territorio, attiva collaborazioni con le amministrazioni locali). • Organizza percorsi formativi per il personale docente e non docente. • Partecipa alla progettazione di corsi di formazione integrati tra gli operatori scolastici e di altre istituzioni. • Verifica (annualmente) ed integra, se necessario, il protocollo d’accoglienza. 41
  42. 42. ISCRIZIONE E PRIMA CONOSCENZA Il primo incontro tra genitori, alunno, docente della commissione, il coordinatore di classe e il mediatore linguistico, se necessario, mira a : • dare il benvenuto ai genitori, • dare più precise informazioni sul funzionamento e l’organizzazione della scuola, • conoscere la situazione familiare e la storia personale dell’alunno, • focalizzare le attitudini, gli interessi e i bisogni del ragazzo, • fornire informazioni sull’attività extra-scolastiche: corsi di lingua, attività sportiva, oratori, • prime osservazioni sulla conoscenza della lingua e sull’iter scolastico dell’alunno, • Informazioni sulle modalità di assegnazione alla classe. I locali della scuola dovrebbero essere muniti di indicazioni grafiche scritte in più lingue per facilitare l’orientamento dei nuovi alunni e delle loro famiglie all’interno dell’edificio. PERIODO DI OSSERVAZIONE (conoscenza e valutazione) Durata: 4 - 5 giorni coadiuvati, se necessario, dalla presenza del mediatore. Finalita: valutare competenze e abilità: • linguistico – espressive; • logico – matematico – scientifiche; • artistiche, • motorie, • manipolative, • interessi. Organizzazione e metodologia: • Inserimento in gruppi di lavoro con alunni della stessa età anagrafica o di un anno inferiore o superiore. • Attività individuali. • Utilizzo prevalente di tecniche non verbali, quali il disegno, la musica, la gestualità o la fotografia. PROPOSTA DI ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE 42
  43. 43. L’inserimento scolastico dei bambini stranieri avviene sulla base della legge n. 40 del 1998 sull’immigrazione straniera in Italia e sul D.P.R. 394 Novembre 1999. Tale normativa sancisce che: • tutti i minori stranieri, sia regolari che no, hanno il diritto e l’obbligo dell’inserimento scolastico; • l’iscrizione dei minori alla scuola dell’obbligo può essere richiesta in un qualunque periodo dell’anno scolastico; • i minori devono essere iscritti alla classe corrispondente all’età’ anagrafica, salvo che la Commissione d’accoglienza, quale articolazione del Collegio, deliberi l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto di: o ordinamento degli studi del paese di provenienza (con iscrizione alla classe immediatamente superiore o immediatamente inferiore), o competenza, abilità e livelli di preparazione dell’alunno, o corsi di studi svolto, o titolo di studi posseduto. La Commissione deve provvedere alla ripartizione degli alunni stranieri, evitando classi con presenza straniera predominante (4/5 bambini stranieri al massimo per ogni classe). La Commissione può prevedere un periodo di orario scolastico ridotto per gli alunni stranieri al fine di favorirne l’inserimento. I programmi scolastici non devono essere differenziati, ma adattati ai livelli di competenza dei singoli alunni stranieri. Possono essere attivati specifici interventi per facilitare l’apprendimento della lingua italiana. CASI PARTICOLARI Inserimento in corso d’anno in classe terminale (V elementare, III media): • valutare tutte le variabili sopra elencate; • prolungare il periodo di osservazione; • prevedere la possibilità di un’eventuale ripetizione della classe frequentata nel paese d’origine; • prevedere un incontro tra i docenti dei diversi ordini di scuola per gestire il passaggio nel migliore modo possibile. AZIONE DI TUTORAGGIO 43
  44. 44. Individuazione per ogni alunno straniero di un ragazzo italiano o immigrato di vecchia data, o nato in Italia da genitori stranieri, che svolga una funzione di tutor, di ”compagno di viaggio” specialmente nei primi tempi. INSERIMENTO IN CLASSE La Commissione d’accoglienza, insieme agli insegnanti di classe, individuerà, sulla base delle risorse interne ed esterne possibili, percorsi di facilitazione da attivare a livello didattico e relazionale. Finalita’: • aiutare il bambino a superare le difficoltà che incontra nella sua nuova realtà, • educare all’incontro ,al rispetto e alla convivenza delle diversità, • rispondere al senso di confusione e smarrimento, al bisogno di accettazione del bambino straniero neo arrivato. Percorso di facilitazione didattica: • rilevazione dei bisogni specifici di apprendimento, • uso di materiali visivi musicali e grafici, • semplificazione linguistica, • adattamento dei programmi curricolari, • istituzione di laboratori di L2. Percorsi di facilitazione relazionale: • programmazione di attività interculturali rivolta a tutti gli alunni, • utilizzo di materiale nelle diverse lingue, • promozione di attività di piccolo gruppo, • coinvolgimento delle famiglie degli alunni. 44
  45. 45. COLLABORAZIONE CON IL TERRITORIO 45
  46. 46. Per promuovere la piena integrazione degli alunni stranieri nel contesto sociale e per realizzare il progetto educativo nel rispetto delle pari opportunità, la scuola deve facilitare le iniziative in rete tra scuola, enti locali, associazioni no profit. Dovranno essere predisposte iniziative e interventi per agevolare l’inserimento nel tessuto sociale e territoriale. La Commissione d’accoglienza attiverà collaborazioni con le amministrazioni locali per: • costruire percorsi comuni di formazione, • confrontare esperienze, • proporre servizi INTERVENTI PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI 46
  47. 47. Strategie di socializzazione interculturale  Protocollo d’accoglienza che detta le linee fondamentali di una pedagogia interculturale, le modalità di intervento, l’utilizzo ottimale delle risorse e i compiti dei diversi soggetti  Personale di segreteria competente nelle pratiche d’ufficio  Moduli d’iscrizione ed esplicativi nelle diverse lingue  Variazioni ed adattamenti delle procedure tenendo conto delle esigenze emergenti dalle culture di origine  Presenza di mediatori culturali per facilitare il rapporto scuola- famiglia-territorio  Progetti extracurriculare di alfabetizzazione alla lingua italiana Rapporti e accordi con Enti Locali e Associazioni per garantire maggiori opportunità d’intervento, come l’organizzazione di attività extrascolastiche e iniziative atte ad una migliore integrazione di tutte le famiglie Strategie di formazione del personale docente e non → Autoaggiornamento sulle didattiche interculturali  Commissione Intercultura, coordinata da una figura- strumentale dell’Area 1 , alla gestione dei mediatori culturali, all’organizzazione di laboratori d’alfabetizzazione, alla promozione di iniziative interculturali, garantendo l’effettiva attuazione di tutti i percorsi possibili per una migliore integrazione • Individuazione all’interno di ogni plesso di figure referenti competenti 47
  48. 48. Strumenti e strategie della didattica interculturale  Strutturazione di ambienti idonei ad una pedagogia interculturale  Centro Documentazione Biblioteca Interculturale: raccolta aggiornata annualmente dei diversi progetti attuati, testi operativi per percorsi di alfabetizzazione, testi di pedagogia interculturale, giochi, materiale informativo su diverse culture, modulistica in diverse lingue…a cura della Funzione strumentale dell’Area 1 ed in collaborazione con la referente all’Orientamento  Revisione dei curricoli in un’ottica più legata allo sviluppo di competenze trasversali e in una più ampia chiave interculturale 48
  49. 49. Aggiornamento e Formazione L’aggiornamento professionale di tutto il personale della scuola è un importante elemento di qualità del servizio scolastico; esso è finalizzato a fornire ai docenti, ai non docenti e anche ai genitori strumenti culturali e scientifici per sostenere la sperimentazione e l’innovazione didattica, per affrontare in modo consapevole i problemi relazionali che, nell’attuale società, sono in continua evoluzione. Le attività di formazione in servizio del personale docente hanno quindi come obiettivo il miglioramento e la crescita di competenze relazionali, metodologiche, disciplinari, organizzative sia per far fronte ad esigenze didattico-metodologiche che per rispondere positivamente alle innovazioni in atto nel contesto scolastico. Esse mirano quindi o Allo sviluppo professionale; o Alla trasparenza delle pratiche didattiche; o Alla responsabilità rispetto agli esiti del proprio lavoro; o All’efficacia didattica ed educativa legata a pratiche cooperative (lavorare in gruppo); o All’ attenzione ed apertura alla domanda formativa del territorio. 49
  50. 50. Tecnologie didattiche e interventi formativi: cooperazione multimediale Le tecnologie didattiche (e quelle multimediali in modo particolare) rappresentano un decisivo elemento di innovazione nel sistema scolastico Intendiamo la multimedialità come  strumento creativo di conoscenza e di interazione: un ambiente in cui avvengono l’apprendimento in forma interdisciplinare e la socializzazione;  mezzo che offre agli alunni, naturalmente multimediali, la possibilità di costruire autonomamente propri percorsi cognitivi;  mezzo che, mettendo in gioco le risorse degli alunni, permette la realizzazione di progetti comuni, con la costruzione di forme di cooperazione, con la revisione ed il perfezionamento continuo del lavoro collaborativo di gruppo.  oggetto - non materia - di apprendimento; La multimedialità può svolgere un importante ruolo nei processi di strutturazione delle conoscenze. L'ambiente reticolare in cui ci si muove con l'uso consapevole dei nuovi media consente di essere in sintonia con i processi mentali soprattutto delle nuove generazioni, che non sono solo lineari e sequenziali, bensì di tipo reticolare, provvisti di nodi e links. La multimedialità e l'ipermedialità possono essere determinanti nell’attività di strutturazione delle conoscenze perché consentono di utilizzare i codici di comunicazione maggiormente congeniali. Inoltre, gli strumenti multimediali, in quanto interattivi, risultano essere estremamente motivanti. Proponiamo un uso creativo ed attivo delle tecnologie multimediali per permettere:  l'espressione personale,  la comunicazione interpersonale e la cooperazione anche a distanza: il sito web d’Istituto sarà il luogo privilegiato, anche se non il solo, dove gli alunni potranno pubblicare i propri prodotti personali o realizzati in cooperazione con ragazzi della stessa classe, di classi diverse o di diversi plessi;  la costruzione di un atteggiamento collaborativo fra gli alunni, che li coinvolga in attività di ricerca che richiedano l'uso di linguaggi diversi e di attrezzature multimediali;  lo sviluppo delle capacità di comunicare con differenti linguaggi;  la fruizione dei messaggi multimediali e dei sistemi di comunicazione al fine di favorire la crescita culturale. Attività possibili  Alfabetizzazione: videoscrittura, grafica di base, gestione dei propri documenti. 50
  51. 51.  Navigazione in rete. Internet è un “tappeto volante” che consente di visitare luoghi interessanti, anche se geograficamente lontani (musei, mostre, città, riserve naturali,...).  Produzione di ipertesti disciplinari ed interdisciplinari, attraverso l’ideazione di mappe concettuali, reti associative tra le informazioni e strategie di navigazione.  Lezioni multimediali legate alle singole discipline.  Realizzazione di comunicazioni telematiche tra più scuole, anche di diversi plessi, per la produzione ipermediale in Internet.  Elaborazione di notiziari autoprodotti (ad esempio “Noi giornalisti”),partecipazioni a progetti giornalistici: (Progetto Repubblica):  le tecnologie utilizzate per la costruzione dinamica delle pagine del sito web d’Istituto permettono la pubblicazione di documenti senza che alunni ed insegnanti si debbano quasi preoccupare delle questioni tecniche.  Partecipazione a forum.  Realizzazione di prodotti ipermediali, con uso integrato di testi, immagini fisse e in movimento, video e audio.  Produzione di immagini con programmi di elaborazione e rielaborazione grafica.  Ricerche didattiche disciplinari di vario tipo, utilizzando Internet per il reperimento delle fonti.  Comunicazione epistolare con scuole diverse.  Sostegno ad alunni con difficoltà: lezioni multimediali, attività individuali e di gruppo al computer utilizzando programmi specifici. L’utilizzo della multimedialità nella scuola di base non prevede che gli alunni sviluppino in via prioritaria la conoscenza di programmi e tanto meno di linguaggi di programmazione. La conoscenza del computer sta però alla base di ogni operatività. Si ritiene quindi necessario che la conoscenza dello strumento vada di pari passo con lo sviluppo della creatività. Va segnalata l’interdisciplinarità del programma, che prevede il coinvolgimento dell’intero team docente delle scuole che partecipano alle attività didattiche e di ricerca. 51
  52. 52. I criteri per il raccordo fra l'istituzione scolastica e gli Enti locali territoriali I rapporti fra l'Istituzione Scolastica e gli Enti Locali territoriali sono improntati alla massima collaborazione allo scopo di:  promuovere un impiego efficace ed integrato delle risorse umane che gli E.L. mettono a disposizione delle scuole  promuovere un impiego efficace ed integrato del personale ausiliario statale (collaboratori scolastici) per una gestione razionale dei servizi di refezione scolastica  realizzare un impiego efficace ed integrato delle risorse finanziarie che gli E.L. mettono a disposizione delle scuole  promuovere un uso integrato delle strutture scolastiche anche al di fuori degli orari di lezione per attività sportive e culturali di interesse generale Criteri e modalità di raccordo/collaborazione con organismi associativi (pubblici e privati) che sul territorio operano nel settore educativo e culturale L'Istituzione Scolastica promuove in ogni forma possibile il raccordo e la collaborazione con le Associazioni culturali e sportive del territorio allo scopo di  mettere a disposizione degli alunni proposte didattiche e educative ampie e al tempo stesso integrate e congruenti con le linee-guida indicate nel presente Piano  valorizzare le competenze professionali di quanti operano all'interno delle Associazioni  valorizzare l'opera di volontariato dell'associazionismo 52
  53. 53. I criteri e le modalità di attuazione per la stipula di accordi e/o intese con altre istituzioni scolastiche del territorio Per raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano dell'offerta formativa l'Istituzione Scolastica può stipulare accordi, intese e convenzioni con altre scuole del territorio. Tali accordi sono finalizzati in particolar modo a:  promuovere un pieno utilizzo delle risorse umane a disposizione di ogni istituzione scolastica  promuovere scambi e incontri fra le scolaresche  realizzare progetti didattici comuni  Gli accordi possono prevedere forme integrate di partecipazione finanziaria alle spese inerenti la realizzazione di corsi di formazione per i docenti 53
  54. 54. Continuità fra scuola e famiglia Una scuola che si propone come servizio pubblico non può prescindere dall'identificare la propria utenza, dal rappresentarne i bisogni, dal riconoscerne i diritti, dal sollecitarne ed accoglierne le proposte. I genitori entrano nella scuola quali rappresentanti dei bambini e dei ragazzi e come tali partecipano del contratto educativo condividendone responsabilità e impegni nel reciproco rispetto di competenze e ruoli. È compito dell'istituzione scolastica:  formulare le proposte educative e didattiche  fornire in merito ad esse, informazioni chiare e leggibili  valutare l'efficacia delle proposte  rendere conto periodicamente degli apprendimenti dei singoli alunni e del loro progredire  individuare le iniziative tese al sostegno e allo sviluppo dei soggetti in situazione di handicap, svantaggio, disagio, difficoltà  esplicitarne le modalità, la frequenza, la durata. L'informazione deve favorire la visibilità dei percorsi e dei progetti promuovendo per facilitare dialogo e cooperazione tra i soggetti protagonisti dell'evento formativo Riteniamo che i momenti assembleari democratici rispondano alle esigenze di dibattito, di proposizione, di confronto culturale. Sono il luogo privilegiato per la costruzione di un valore comune e condiviso. La scuola si impegna a facilitarne e diffonderne la pratica. Gli organismi istituzionali, delegati alla rappresentanza, (organi collegiali) devono favorire e promuovere i processi di partecipazione. Ai colloqui individuali si attribuisce una funzione primaria per la raccolta di tutte le conoscenze necessarie all'elaborazione di un'immagine relazionale del bambino al di fuori del contesto scolastico:  per comunicare, in un clima disteso e nei modi più accessibili, la situazione socio- affettiva e conoscitiva del bambino  per costruire, con i genitori, possibili itinerari per il superamento delle difficoltà  per l'arricchimento dei campi esperienziali del bambino. L’’informazione ai genitori sui livelli di apprendimento e sul grado complessivo di maturazione raggiunto dagli alunni sarà garantita anche mediante  colloqui strutturati e adeguatamente calendarizzati individualizzati in occasione della consegna del documento di valutazione (a conclusione del I quadrimestre e al termine dell’anno scolastico)  eventuali ulteriori colloqui individuali, su richiesta delle famiglie, con il team docente o con i singoli insegnanti. . 54
  55. 55. I genitori, chiamati a stipulare questa sorta di patto educativo, si impegnano, per contro, a  intervenire alle assemblee e alle riunioni di plesso o di Istituto che si ritenga necessario indire  tenersi informati e al corrente delle iniziative della scuola  discuterle e contribuire al loro arricchimento e alla loro realizzazione sia sul piano ideativo che operativo  sostenere i bambini e i ragazzi nel mantenimento degli impegni assunti a scuola  partecipare ai colloqui individuali possibilmente garantendo la rotazione e/o la presenza di entrambi i genitori  cooperare perchè l'alunno senta come importante per la sua crescita e formazione la collaborazione tra l'istituzione scuola e l'istituzione famiglia 55
  56. 56. Documentazione Informazione e Comunicazione L'organizzazione che l'Istituto si è data richiede il ricorso ad adeguati strumenti di informazione esterna e di comunicazione interna. Da un lato è necessario costruire una fitta rete di comunicazione interna all'istituzione scolastica per far in modo che tutti gli operatori siano pienamente consapevoli del progetto comune e lo condividano. (Piano Offerta Formativa) Dall’altro è opportuno affinare strumenti di comunicazione con l'esterno per descrivere correttamente caratteristiche e modalità di funzionamento del servizio che viene offerto e proposto dalla scuola. Riassumendo e schematizzando si tratta di:  garantire la massima informazione possibile agli utenti (POF e ALLEGATI)  favorire la circolazione delle informazioni all'interno della scuola (bacheche, agenda, diario)  documentare l'attività didattica e non, svolta nel corso del tempo (piano di lavoro di classe)  rendere visibile all'esterno il “prodotto scolastico” (quaderni, mostre, spettacoli, notiziari, audiovisivi)  dotarsi di strumenti per ottenere informazioni dall'esterno (questionari intervista, riviste, forum) 56
  57. 57. I mezzi messi a disposizione degli utenti per segnalare disfunzioni e per proporre modifiche Procedura per le segnalazioni La scuola accetta e anzi sollecita ogni forma di segnalazione degli utenti relativa a disfunzioni o insufficienze dei servizi erogati. La scuola considera tali segnalazioni come utili indicazioni per migliorare la qualità del servizio. Per consentire a tutti di far pervenire con semplicità e rapidità segnalazioni inerenti il servizio scolastico, in ogni scuola elementare e media vengono garantiti incontri periodici con i rappresentanti dei genitori, è anche possibile segnalare con urgenza eventuali problemi trasmettendo comunicazione scritta direttamente ai responsabili- collaboratori di ogni plesso. Le segnalazioni possono anche essere presentate al Dirigente Scolastico o ai suoi collaboratori in forma orale, scritta, telefonica, via fax o per posta elettronica e devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente. Le segnalazioni particolarmente importanti è bene vengano automaticamente indirizzate per conoscenza al Consiglio di Istituto Se la disfunzione segnalata attiene le competenze di altri Enti (per esempio del Comune) il dirigente scolastico o chi ne fa le veci ne richiede immediatamente l'intervento e ne dà comunicazione all'utente. 57
  58. 58. Strumenti organizzativi per realizzare un modello di decisionalità diffusa Per poter realizzare in modo adeguato la propria proposta formativa l'Istituto si è dato negli ultimi anni una forma organizzativa basata su commissioni e gruppi di lavoro. I gruppi e le commissioni hanno il compito di formulare proposte, elaborare progetti didattici e verificarne l'efficacia, realizzare momenti di coordinamento anche con il territorio. In questo contesto, vengono maggiormente valorizzate le risorse umane presenti nella scuola favorendo processi decisionali che coinvolgono tutti i docenti. L'efficacia di tale organizzazione viene valutata anche avvalendosi della collaborazione di esperti. Team dei docenti incaricati delle funzioni-strumentali Si riunisce periodicamente con lo scopo di valutare, adattare e migliorare le attività connesse con la realizzazione del Piano dell'offerta formativa Team dei docenti collaboratori del dirigente scolastico Si riunisce periodicamente con lo scopo di individuare procedure efficaci e trasparenti di gestione della istituzione scolastica Staff di direzione È formato dai docenti incaricati di funzione-strumentali e dai docenti collaboratori del dirigente scolastico; predispone materiali di analisi e discussione per consentire agli organi collegiali di operare il monitoraggio e la revisione in itinere del Piano dell'offerta formativa Gruppo H È formato da tutti gli insegnanti coinvolti in esperienze di integrazione di alunni handicappati e da una collega psico-pedagogista. Coordina gli interventi e le iniziative di studio e di aggiornamento promuovendo il coinvolgimento del territorio ed in particolare dei genitori, delle diverse agenzie educative e di volontariato. Gruppo GLH E’composto, di norma, dal Direttore Didattico o dal Preside, dall'insegnante o dagli insegnanti, da uno o più membri dell'équipe specialistica della USL, da un rappresentante del servizio sociale, dai genitori dell'alunno. Il gruppo procede alla raccolta dei dati; le riunioni hanno luogo, di norma, nella sede scolastica. 58
  59. 59. Commissione per le prove d’ingresso Si occupa in particolare della messa a punto di criteri di valutazione per la somministrazione di prove di verifica quadrimestrali e criteri di valutazione comuni per classi parallele 59
  60. 60. I criteri e le modalità per l'attribuzione degli incarichi retribuibili con il fondo di Istituto Il fondo di Istituto e comunque ogni altro stanziamento destinato alla retribuzione di prestazioni straordinarie del personale sono finalizzati a:  valorizzare e sviluppare le molteplici risorse umane esistenti nelle scuole  migliorare l'organizzazione complessiva dell'Istituto  sviluppare le attività delle commissioni e dei gruppi di lavoro e realizzare progetti e corsi  riconoscere i maggiori impegni individuali di docenti referenti e/o responsabili di specifiche attività e iniziative di interesse generale  promuovere e sostenere l'aggiornamento professionale del personale  riconoscere il maggiore impegno dei docenti che, a qualunque titolo, prestano servizio in più plessi, in più classi o in modo comunque articolato e flessibile.  incarichi di docenza su progetti presentati da organismi collegiali di plesso e di istituto 60
  61. 61. Documenti allegati al POF (Piano Offerta Formativa) depositati in Presidenza Inoltre sono consultabili:  Accordi sindacale d’Istituto  Convenzioni con enti e associazioni  Le Nuove Indicazioni Nazionali  I piani di lavoro dei tre ordini di Scuola  il POF: piano dell’offerta formativa 61
  62. 62. Monitoraggio e aggiornamento del Piano dell'offerta formativa Il Piano dell'offerta formativa è stato redatto utilizzando anche dai dati emersi e consegnati alla Funzione Strumentale Area 1 delle Commissioni incaricate che hanno consegnato le rispettive bozze di piano dopo aver consultato:  il collegio dei docenti  il consiglio di Istituto  i consigli di interclasse o di intersezione dei singoli plessi  le commissioni di lavoro dei docenti (Funzioni strumentali - Gruppo H - commissione continuità - …)  i rappresentanti dei genitori  i rappresentanti degli Enti Locali e delle Associazioni Il Piano viene controllato e aggiornato anche in relazione ad una periodica valutazione degli esiti formativi realizzata mediante strumenti diversificati :  schede di autodiagnosi e di autoanalisi dei diversi team docenti impegnati nelle attività  analisi collegiale degli esiti di apprendimento condotta sulla base di osservazioni condotte in tutte le classi analisi della congruenza fra obiettivi del progetto e risultati raggiunti da svolgersi in sede di collegio dei docenti e di consiglio di istituto per gli aspetti di rispettiva competenza  questionari rivolti agli alunni e alle famiglie per verificarne l'accettazione dell'organizzazione didattica 62
  63. 63. PROGRAMMAZIONEEDUCATIVO-DIDATTICA La programmazione educativo-didattica risponde a criteri di uniformità, sia pure rapportata alla fisionomia di ciascuna classe dei due ordini di scuola, ed è formulata secondo la seguente scansione: Rilevamento situazione iniziale viene effettuato mediante contatti preliminari rispettivamente con la scuola dell'infanzia e la scuola primaria, prove di ingresso e osservazione sistematica dei comportamenti. La legge n. 53/2003 stabilisce che la scuola dell'infanzia realizzi la continuità con il complesso dei servizi all'infanzia (asili nido) e con la scuola primaria, che la scuola primaria si raccordi con la scuola dell'infanzia e con quella secondaria di primo grado e che quest'ultima si colleghi con la scuola secondaria di secondo grado. La continuità implica un costante flusso di informazioni su alunne e alunni tra scuola e famiglie , un coordinamento didattico tra gli insegnanti, azioni di orientamento sul percorso scolastico successivo degli studenti, in grado di indirizzare le scelte, in ordine agli itinerari formativi da seguire. Uno strumento quale il portfolio è stato pensato proprio in funzione della continuità ed è in grado di accompagnare il percorso formativo di ciascuno studente. Progettazione degli interventi educativi e didattici individualizzati sulla base di quanto emerso nella rilevazione iniziale e definiti attraverso indicatori e descrittori di valutazione. Obiettivi educativi Nella scuola di base esiste una stretta connessione tra obiettivi educativi e didattici, poiché, nell'adempiere al suo compito specifico, deve realizzare concretamente il rapporto tra istruzione e educazione. È un ambiente educativo e di apprendimento, nel quale le discipline hanno valore formativo, sono strumenti funzionali ai processi di formazione e pertanto gli obiettivi formativi possono essere così identificati:  sviluppare il senso di responsabilità, come consapevolezza rispetto alle conseguenze di azioni, scelte, impegni, capacità di far riferimento a criteri di condotta, a principi interiorizzati, a valori riconosciuti; 63
  64. 64.  educare al rispetto delle persone, delle cose e delle norme che regolano la convivenza scolastica;  acquisire autonomia, come capacità di esprimere giudizi, di operare scelte, di prendere iniziative, di assumersi impegni e di sapersi organizzare. Le Educazioni Come previsto dalle “Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio personalizzati”, entro il termine della classe terza, la scuola ha organizzato per lo studente attività educative e didattiche disciplinari e interdisciplinari che hanno avuto lo scopo di aiutarlo a trasformare in competenze personali le seguenti conoscenze e abilità: educazione alla cittadinanza, stradale, ambientale, alla salute, alimentare e all'affettività: • L'educazione alla convivenza civile è, da una parte, la sintesi delle “educazioni”, e dall'altra il risultato dell'apprendimento delle conoscenze e delle abilità che caratterizzano le differenti discipline di studio. Nella società multiculturale è indispensabile convivere civilmente: il concetto di convivenza civile supera il valore del buon comportamento nello spazio pubblico, comprende invece la pratica del buon comportamento anche nel privato per ciò che riguarda la partecipazione e la coscienza politica, la circolazione stradale, il rispetto dell'ambiente, la cura della salute e dell'alimentazione, i comportamenti affettivo-sessuali. • L'educazione stradale si prefigge di insegnare all'alunno le conoscenze di base per vivere in maniera sicura e consapevole l'ambiente della strada. • L'educazione ambientale mira a sviluppare negli studenti una interiorizzazione dei valori del territorio, siano essi naturali o prodotti dall'uomo, in un'ottica di interdipendenza uomo-natura. • L'educazione alla salute ha come obiettivo lo sviluppo, da parte degli alunni, di una consapevolezza delle regole, di abitudini e delle sostanze che possono influire, positivamente o negativamente, sulla nostra salute. • L'educazione alimentare si propone di abituare gli alunni ad un'alimentazione equilibrata ed adatta alla loro crescita, e la loro padronanza dei principi nutrizionali e degli errori e scompensi alimentari. • L'educazione all'affettività ha come obiettivo una crescita consapevole della globalità, pur in divenire, del sé, degli altri e delle relazioni tra essi. 64
  65. 65. Competenze e abilità trasversali Si individuano alcune competenze trasversali, definite anche attraverso standard di valutazione, ritenute particolarmente importanti e che possono servire come punto di riferimento ai team di insegnanti nella programmazione di unità di lavoro trasversali ed interdisciplinari, nella progettazione di laboratori e nelle sperimentazioni multidisci-plinari di arricchimento dell'offerta formativa:  capacità di ascoltare, di comunicare oralmente, di dialogare  capacità di leggere e di comprendere varie tipologie di testi  capacità di scrivere varie tipologie di testi  capacità di organizzare le conoscenze in concetti  capacità di mettere in relazione i concetti  capacità di conoscere ed utilizzare procedure e strumenti specifici  capacità di comprendere ed utilizzare linguaggi specifici  capacità di selezionare, analizzare, collegare, sintetizzare, organizzare dati, informa-zioni, esperienze, concetti, procedure  capacità di rielaborare criticamente le conoscenze. Metodi e strumenti Le diverse metodologie vengono seguite, secondo le scelte dei singoli consigli di classe, in relazione alle situazioni di partenza. Si utilizzano perciò:  il metodo induttivo, partendo dall'osservazione e dall'analisi, per stimolare la riflessione e il senso critico;  il metodo deduttivo, partendo dal generale, per arrivare al particolare e all'applicazione delle regole;  l'uso del dialogo e della discussione per favorire la comunicazione e la comprensione;  la ricerca sul campo anche attraverso visite di istruzione;  l'organizzazione del lavoro a livello individuale per sviluppare le proprie capacità;  l'organizzazione del lavoro a piccoli gruppi per la socializzazione dell'apprendimento;  l'utilizzo delle compresenze, per effettuare alcune attività integrative (informatica, teatro.....), di recupero e di sostegno;  uso dei testi in adozione, quaderni di lavoro, schemi e cartelloni, sussidi audiovisivi, materiali multimediali, laboratori (linguistico, informatico, scientifico, tecnico, artistico, musicale), biblioteca, attrezzature sportive;  interventi di esperti ai fini dell'orientamento, dell'educazione alla salute, ambientale, stradale, alla lettura e alla scrittura;  arricchimento dell’offerta formativa. 65
  66. 66. Tali metodi e strumenti, oltre a favorire l'apprendimento e la socializzazione, intendono stimolare la creatività personale di ogni alunno secondo le proprie attitudini. Verifiche e criteri di valutazione Sono preparati, secondo criteri il più possibile oggettivi, test di ingresso e prove di verifiche periodiche che consentono di controllare il livello di apprendimento dei singoli alunni e la validità della programmazione, per poi attivare iniziative di recupero e di sostegno, nonché di potenziamento anche attraverso la flessibilità organizzativa. Tali verifiche, nella loro molteplicità, sono articolate in conformità agli obiettivi specifici e alla peculiarità della classe ed intendono essere anche una guida all’autovalutazione. Consistono in:  prove oggettive chiuse: griglie, test, questionari, grafici, etc.;  prove aperte: interrogazioni, esposizioni orali, relazioni, risoluzione di problemi, esecuzioni di esercitazioni ed elaborati, etc. La valutazione tiene conto dei seguenti criteri:  progressi ottenuti rispetto ai livelli di partenza anche in relazione alle strategie individualizzate messe in atto;  impegno e grado di partecipazione alle attività scolastiche;  livello di acquisizione degli obiettivi educativi e didattici;  personalità, caratteristiche e grado di maturazione del singolo alunno, anche in relazione all'ambiente socio-culturale di appartenenza. Sono previste prove di Istituto e prove nazionali (predisposte dall'Istituto di Valutazione). Le prime garantiscono la piena autonomia didattica delle istituzioni scolastiche, nel rispetto delle libere scelte degli studenti; le seconde assicurano la verifica del raggiungimento degli standard nazionali previsti per ogni percorso e il valore legale dei titoli rilasciati. E' previsto un esame di Stato alla fine del primo ciclo Per gli studenti con disabilità intellettiva si prevede, invece, che sia il Consiglio di classe, insieme all’insegnante di sostegno a predisporre, sulla base del PEI, le prove personalizzate, tuttavia queste non dovranno essere spedite all’INVALSi unitamente alle altre prove, ma messe agli atti e inviate solo su richiesta. Per gli alunni dislessici e per gli alunni stranieri sono previste modalità diversificate di somministrazione. 66
  67. 67. Si giunge così alla definizione di un "contratto formativo" tra scuola e allievo, che richiede sempre anche la collaborazione della famiglia. 67

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