Prof. Fabrizio Cafaggi – Prof.ssa Paola IamiceliIstituto Universitario Europeo - Università degli Studi di TrentoLe reti d...
 Perché costituire o aderire a una rete di impresenel settore vitivinicolo? Perché mediante contratto di rete? Come è s...
Alcune possibili risposte Per accrescere la capacità di micro e piccole imprese diottenere certificazioni di qualità e so...
 Si tratta di un nuovo strumento introdotto nel nostroordinamento nel 2009 (l. n. 33/09) e da allora più volteassoggettat...
Ricerca del Laboratorio Reti d’Impresa dellaFondazione Bruno Visentini, 2012640 contratti di rete99 province, tutte le r...
(InfoCamere - RetImpresa, 29dicembre 2012)Forte divario Nord – SudRuolo importante dellepolitiche economichesviluppate i...
 Il 39% dei contratti coinvolge 2 o 3 imprese; il 50% tra 4 e 9imprese; l’11% coinvolge 10 imprese o più (solo 1 rete con...
 Circa i tre quarti dei contratti di rete esaminaticoinvolgono solo fornitori di servizi, lavorazioni,componenti; circa i...
(InfoCamere – RetImpresa, novembre 2012) Contratti di rete connessi al settoreagroalimentare, delle macchine agricole e d...
Esempi nell’area della promozione commerciale (A: micro-impreseconcorrenti; B: imprese di alta gamma non concorrenti) CdR...
 CdR C: gennaio 2012 (durata: 3 anni); CdR tra 28 imprese, quasi tutteagricole e agrituristiche o operanti in questo sett...
 Opportunità generate dagli ultimi interventinormativi (giugno / dicembre 2012) Semplificazione degli oneri formali nell...
Molto si potrebbe fare ancora. Ad esempio: Promuovere la costruzione di modelli contrattualiche, nel quadro del nuovo str...
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L’Informatore Agrario - Le reti di impresa nella filiera del vino: opportunità e vincoli da rimuov… - Vinitaly 2013

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Perché costituire o aderire a una rete di imprese nel settore vitivinicolo?
Perché mediante un contratto di rete?
Come è stato fino ad oggi impiegato questo nuovo strumento?
I contratti di rete nel settore agro-alimentare
Quali esperienze di contratto di rete sono maturate nel settore vitivinicolo?
Quali prospettive si aprono e quale vincolo sarebbe utile rimuovere?

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L’Informatore Agrario - Le reti di impresa nella filiera del vino: opportunità e vincoli da rimuov… - Vinitaly 2013

  1. 1. Prof. Fabrizio Cafaggi – Prof.ssa Paola IamiceliIstituto Universitario Europeo - Università degli Studi di TrentoLe reti di impresa nella filiera del vino:opportunità e vincoli da rimuovereL’Informatore AgrarioVinitaly 2013Verona, 8 aprile 2013Vino. Idee per l’aggregazione delle imprese italiane.
  2. 2.  Perché costituire o aderire a una rete di impresenel settore vitivinicolo? Perché mediante contratto di rete? Come è stato fino ad oggi impiegato questo nuovostrumento? Quali esperienze sono maturate nel settorevitivinicolo? Quali prospettive si aprono e quali vincolo sarebbeutile rimuovere?Alcuni interrogativi2
  3. 3. Alcune possibili risposte Per accrescere la capacità di micro e piccole imprese diottenere certificazioni di qualità e sostenibilità secondoi più avanzati standard internazionali Per aumentare le opportunità di collaborazione tra leimprese vitivinicole e gli enti di ricerca Per valorizzare e promuovere le specificità di unterritorio, sfruttando le possibili sinergie tra produzionevinicola, altre produzioni agricole e turismo Per coordinare sistemi di offerta integrata destinati allagrande distribuzione o al canale Ho.Re.Ca. ancheinternazionale Per favorire la partecipazione a gare perl’aggiudicazione di contratti pubblici o privati (es.ristorazione) in Italia o all’estero Per promuovere la formazione di reti europee per lapromozione nei Paesi terzi …Perché costituire o aderire a una rete diimprese nel settore vitivinicolo?3
  4. 4.  Si tratta di un nuovo strumento introdotto nel nostroordinamento nel 2009 (l. n. 33/09) e da allora più volteassoggettato ad interventi di modifica legislativa(l’ultimo ex l. 221/12) Un contratto volto a regolare forme di collaborazionestrategica tra imprese che, condividendo obiettivo dicrescita della capacità competitiva e innovativa,definiscono un programma comune e si propongono direalizzarlo in un periodo medio-lungo definito dalleparti Ampia autonomia dei contraenti nel definire le regole digoverno della collaborazione e il quadro delle risorseeconomiche da destinarvi Rispetto ad altri strumenti: maggiore enfasi sullaprogettualità strategica sottesa alla collaborazione(determinazione degli obiettivi, misurabilità degli statidi avanzamento, programmazione delle attività) emaggiore flessibilità e libertà nella scelta dei modelli direlazione tra i partner e con i terzi.Perché mediante contratto di rete?4
  5. 5. Ricerca del Laboratorio Reti d’Impresa dellaFondazione Bruno Visentini, 2012640 contratti di rete99 province, tutte le regioni coinvolte3323 imprese coinvolteprevalentemente s.r.l.prevalentemente micro o piccole (ma più di unterzo dei 333 contratti di rete registrati entromaggio 2012 vede la contestuale partecipazionedi medie e piccole imprese)Come è stato fino ad oggi impiegatoquesto nuovo strumento?5InfoCamere,aggiornam.:dicembre2012
  6. 6. (InfoCamere - RetImpresa, 29dicembre 2012)Forte divario Nord – SudRuolo importante dellepolitiche economichesviluppate in ambitoregionalePossibile impatto sulladimensione locale v.nazionale dei programmi direte; infatti:Reti uni-regionali: 72%Reti multi-regionali: 28%Come è stato fino ad oggi impiegato questo nuovo strumento?(continua)Regioni n° impreseLomabrdia 769Toscana 495Emilia Romagna 482Veneto 267Lazio 177Marche 155Piemonte 151Campania 127Puglia 124Abruzzo 109Umbria 101Sardegna 86Basilicata 76Friuli Venezia Giulia 75Liguria 41Trentino Alto Adige 32Calabria 27Sicilia 22Molise 12Valle dAosta 1Elaborazioni RetImpresa su dati Infoncamere al 29 dicembre 2012 6
  7. 7.  Il 39% dei contratti coinvolge 2 o 3 imprese; il 50% tra 4 e 9imprese; l’11% coinvolge 10 imprese o più (solo 1 rete con oltre50 imprese) Il contratto di rete come forma di collaborazione proiettata superiodi medio-lunghi: Oltre i cinque anni: oltre due terzi dei contratti Oltre dieci anni: circa un terzo sul totale In molti casi la durata è legata alla presenza di relazionipregresse (menzionate espressamente nel 10% dei casi) La stabilità del vincolo non esclude la flessibilità sotto ilprofilo dell’uscita individuale (recesso) ma richiede l’adozionedi meccanismi di salvaguardia della continuità delprogramma di rete e degli investimenti a ciò destinati perscongiurare lo scioglimento del contratto ove l’attuazione delprogramma sia ancora possibile.Come è stato fino ad oggi impiegato questo nuovo strumento?(Laboratorio Reti d’Impresa FBV, 2012 )7
  8. 8.  Circa i tre quarti dei contratti di rete esaminaticoinvolgono solo fornitori di servizi, lavorazioni,componenti; circa il 13% solo produttori finali; unaminima percentuale coinvolge solo imprese didistribuzione; circa l’11% coinvolge più tipologie diimprese. Circa il 63% dei contratti di rete ha natura di reteorizzontale (composte da imprese che si collocano almedesimo livello della filiera, es. aziende agrituristiche) Circa il 37% dei contratti ha natura di rete verticale(composte da imprese che si collocano su segmenticontigui della filiera, es. impresa agricola – impresa diimbottigliamento – produttore finale - esportatore) Le reti verticali tendono a operare come strumento diaccesso al mercato più delle reti orizzontali, ma inentrambe prevale l’approccio che combina accesso almercato e produzione di servizi per gli aderenti.Come è stato fino ad oggi impiegato questo nuovo strumento?(Laboratorio Reti d’Impresa FBV, 2012 )8
  9. 9. (InfoCamere – RetImpresa, novembre 2012) Contratti di rete connessi al settoreagroalimentare, delle macchine agricole e delpackaging alimentare: 10% del totale Imprese dell’agricoltura, silvicoltura e pescaaderenti a contratti di rete: piccola minoranzarispetto al totale Nella grande maggioranza di contratti gli aderentiappartengono alla stessa regione I contratti stipulati nel Sud Italia sono circa ildoppio di quelli del Nord (dato in controtendenzarispetto a quello generale, che unisce tutti i settori)I contratti di rete nel settore agro-alimentare9
  10. 10. Esempi nell’area della promozione commerciale (A: micro-impreseconcorrenti; B: imprese di alta gamma non concorrenti) CdR A: agosto 2011 (durata: quasi 20 anni); CdR tra 3 micro-imprese agrituristiche con sede in Sardegna (2 produttrici di vino);obiettivo: accrescere la capacità di competere sul mercatonazionale e internazionale mediante certificazione di qualità eadeguata comunicazione; rientrano nel programma di rete (traaltre linee): individuazione di unico ente di certificazione,condivisione delle linee di marketing, ricorso a consulenti comuni,coordinamento di un sistema unitario di acquisti. CdR B: settembre 2011 (durata: 6 anni); CdR tra 14 impresedell’alta gamma del Piemonte operanti, con vocazioneinternazionale, in settori molto diversi tra cui l’alimentare (6imprese) e, in questo ambito, la produzione di vini e grappe (2imprese); obiettivi: condividere una strategia di promozionecommerciale nei mercati esteri, promuovere la valorizzazione deimarchi, promuovere (reciprocamente) la diffusione all’estero deiprodotti degli aderenti, individuare nuove sinergie commerciali,coordinare nuove iniziative commerciali (es. spazi retail, es. cornerse temporary shops), consolidare il successo internazionale in areein cui ciò non è possibile singolarmente, condividere informazioni eesperienze rilevanti tra diversi settori.Quali esperienze di contratto di rete sonomaturate nel settore vitivinicolo?10 - Continua
  11. 11.  CdR C: gennaio 2012 (durata: 3 anni); CdR tra 28 imprese, quasi tutteagricole e agrituristiche o operanti in questo settore (provincia di Verona,valle di Illasi); obiettivi: valorizzazione del territorio, incremento dellepresenze straniere, formazione degli operatori per il miglioramento dellecapacità di comunicazione, definizione di disciplinari di qualità, acquisizionedi consulenza tecnico-scientifico all’avanguardia, consulenza giuridica;coordinare iniziative di promozione esterna; rappresentare unitariamente leaziende nei rapporti con la P.A. CdR D: luglio 2012 (durata: 18 anni circa); CdR tra 2 micro-imprese agricoledella provincia di Siena; obiettivo: realizzare innovazione di prodotto nelmercato vinicolo (prodotto di qualità medio-alta a prezzo competitivo eprodotto di gamma superiore in quantità limitate per mercato altamenteselezionato); collaborare per la produzione e commercializzazione di taliprodotti; creare e promuovere un marchio di rete. CdR E: novembre 2012 (durata: 2 anni); CdR tra 3 imprese emiliane (unaproduttrice di vino, una di R&S, una di servizi); obiettivo: realizzazione di unprogetto finanziato da ente esterno al fine di promuovere unraggruppamento di aziende vitivinicole capaci di portare sul mercatonazionale e internazionale e in part. ai grandi gruppi di rivenditori unpacchetto diversificato di vini caratterizzati da una caratteristica comune disostenibilità e da un comune piano di comunicazione; il programma includel’individuazione di indicatori di sostenibilità e l’applicazione degli stessi suvigneti pilota, nonché un piano di comunicazione a distribuzione econsumatori.Contratti di rete nel settore vitivinicolo - Continua11
  12. 12.  Opportunità generate dagli ultimi interventinormativi (giugno / dicembre 2012) Semplificazione degli oneri formali nell’uso del contrattodi rete Ampliamento della gamma di applicazioni (retipuramente contrattuali, reti con responsabilità limitata alfondo ma senza soggettività, reti con soggettività) Assistenza delle organizzazioni professionali agricole nellastipulazione Sottrazione del contratto di rete alla disciplina deicontratti agrari Possibilità di costituire fondi di mutualità interni per lastabilizzazione delle relazioni contrattuali tra partecipanti Ammissione del contratto di rete alla partecipazione agare di appalto pubblico Possibile ruolo del contratto di rete nel nuovoProgramma Nazionale di Sostegno, che ha giàpremiato le reti (part. a.t.i.) nell’assegnazione 2012Quali prospettive si aprono oggi?12
  13. 13. Molto si potrebbe fare ancora. Ad esempio: Promuovere la costruzione di modelli contrattualiche, nel quadro del nuovo strumento, sappianoriflettere le specificità del mondo agricolo e agro-alimentare Affinare gli strumenti di finanziamento alle retisulla scia di quanto già promosso da molti gruppibancari Rimuovere gli ostacoli alla costruzione di retieuropee, favorendo la circolazione di strumenti giuridici di governodella collaborazione strategica in Europa e promuovendo un maggior coordinamento tra politicheindustriali e agricole nazionali e regionali volte astimolare la nascita e lo sviluppo di reti destinate adoperare (anche) in senso transazionaleChe cosa resta da fare?13

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