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di Iniziativa Popolare?
Esistono 2 strumenti di partecipazione dei cittadini
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risoluzione l’indirizzo politico al 2020 verso la chiusu...
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Depositati in Corte di Cassazione a Roma 28
articoli di legge per modificare il D. Lgs.
152/2006 e s.m.i. il c.d. Codice...
Crisi ambientale senza precedenti per rapidità con cui
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Nel 2012 in Italia
il 39% dei rifiuti prodotti va in discarica,
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Entro la fine del 2012 si dovevano raggiungere
percentuali di RD del 65%.
Invece:
• la media nazionale è 37,7% RD (ISPRA 2...
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La stessa Regione Liguria riconosce le criticità della attuale
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Una legge dello Stato
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Oggi in Italia si continua a:
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sostenibilità ambientale ed economica
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La l.i.p. qualunque sia il suo cammino in
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Ricondurre il ciclo produzione–consumo
all'interno dei limiti delle risorse del pianeta.
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I Comuni rendono obbligatoriamente operativo
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revoca incentivi e divieti
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•progetti di riuso, riciclo e compostaggio;
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Tributo speciale e
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Spostamento degli incentivi dall’incenerimento
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Riconversione,
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Sono poi previsti tre strumenti di programmazione in
altrettante aree cruciali:
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Accesso all’informazione e
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Esistono indicatori che ogni cittadino ha diritto di
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Savona sala rossa 19 7-13 lip rifiuti zero peratoner

  1. 1. www.leggerifiutizero.it Campagna Nazionale
  2. 2. Cos'è una Legge di Iniziativa Popolare? Esistono 2 strumenti di partecipazione dei cittadini alla formazione delle leggi: 1) Referendum abrogativo (art. 75 Cost.) 2) Proposta di Legge di Iniziativa Popolare (art. 71 Cost.): un progetto di legge redatto in articoli, proposto da almeno cinquantamila elettori affinché possa essere discusso e votato in Parlamento. 2
  3. 3. 3 • 24 maggio 2012: il Parlamento europeo vota con una articolata risoluzione l’indirizzo politico al 2020 verso la chiusura di discariche ed inceneritori e l’azzeramento del rifiuto residuo; • Giugno 2012: Zero Waste Lazio lancia a Roma la prima bozza della Legge Iniziativa Popolare a modifica T.U. 152/2006; • Settembre 2012 si costituisce il Tavolo tecnico nazionale con la Rete Nazionale Rifiuti Zero, per dettagliare la bozza; • Dicembre 2012 e Gennaio 2013 Assemblee nazionali a Roma per il testo definitivo e lanciare il Coordinamento Nazionale; • Marzo 2013 Deposito in Cassazione ed avvio campagna! La L.i.p. Rifiuti Zero
  4. 4. 4 Depositati in Corte di Cassazione a Roma 28 articoli di legge per modificare il D. Lgs. 152/2006 e s.m.i. il c.d. Codice dell’Ambiente. La gestione dei rifiuti è normata proprio dalla parte IV di tale Decreto Legislativo, artt. 177-213. La L.i.p. Rifiuti Zero
  5. 5. Crisi ambientale senza precedenti per rapidità con cui aumentano gli impatti ambientali, in particolare il Global Climate Change, unitamente alla crisi economica del modello lineare Risorse-Produzione-Consumo… …una gestione dei rifiuti basata sul recupero di materia, il riciclo e il compostaggio: •diminuisce l‘Impronta Ecologica; •costituisce una forma di tutela della salute; •crea occupazione; •contrasta la deriva verso una finanza che distrugge l'economia reale. 5 Perché una l.i.p. sui rifiuti?
  6. 6. Val d'Aosta – 18/01/2013 Il Consiglio dei Ministri, ha impugnato la legge regionale della Valle d'Aosta che impedisce il trattamento a caldo dei rifiuti, legge approvata a seguito di un referendum propositivo votato con il 94 % di «sì». Secondo il CDM la legge che boccia il pirogassificatore «contrasta con la normativa statale in materia di rifiuti». 6 Perché una l.i.p. sui rifiuti?
  7. 7. 7 Nel 2012 in Italia il 39% dei rifiuti prodotti va in discarica, circa il 17% va all'incenerimento. Sono in esercizio 45 inceneritori e 186 discariche. Perché una l.i.p. sui rifiuti? Tale normativa ha introdotto il concetto di ciclo integrato dei rifiuti, che ammette l'incenerimento e la discarica come pratica normale di trattamento dei rifiuti.
  8. 8. Entro la fine del 2012 si dovevano raggiungere percentuali di RD del 65%. Invece: • la media nazionale è 37,7% RD (ISPRA 2011); • il Comune di Savona è al 23,3% RD; produz. totale RSU 32179 t/anno; produz. pro capite RSU 520 kg/ab*anno (Regione Liguria 2012); • la Provincia di Savona è al 33,6% RD (Regione Liguria 2012). 8 Perché una l.i.p. sui rifiuti?
  9. 9. 9 La stessa Regione Liguria riconosce le criticità della attuale situazione (e propone di andare in deroga agli obblighi): •la persistente convenienza del conferimento a discarica; •la carenza o l’assenza di risorse impiantistiche dedicate al trattamento della frazione organica; •la limitata presenza di sistemi di intercettazione porta a porta della raccolta differenziata; •il carente utilizzo di strumenti di incentivo finanziario; •la frammentazione della gestione e le conseguenti difficoltà, da parte dei singoli Enti locali, a svolgere una efficace azione di governance sul ciclo dei rifiuti; Perché una l.i.p. sui rifiuti?
  10. 10. Una legge dello Stato che vieti l’incenerimento dei rifiuti è necessaria. 10 Oggi in Italia si continua a: •costruire inceneritori; •aprire nuove discariche; •incentivare l'incenerimento di rifiuti come fosse una fonte rinnovabile (D.M. luglio 2012); •agevolare l'uso di cdr nei cementifici. Perché una l.i.p. sui rifiuti?
  11. 11. 11 La l.i.p. dimostra la sostenibilità ambientale ed economica della strategia Rifiuti Zero. Perché una l.i.p. sui rifiuti? Soprattutto è necessaria una legge per un’alternativa all’incenerimento e alle discariche, perché un’altra strategia è possibile ed è più conveniente: la strategia Rifiuti Zero!
  12. 12. La l.i.p. qualunque sia il suo cammino in Parlamento ha già fatto compiere un salto di qualità all’intero movimento Rifiuti Zero. Da frammentato e limitato a una dimensione locale… …a unito nella pluralità a livello nazionale. Il movimento Rifiuti Zero In Italia esistono centinaia di comitati e associazioni locali contro l'incenerimento dei rifiuti e le discariche. 12
  13. 13. Ricondurre il ciclo produzione–consumo all'interno dei limiti delle risorse del pianeta. 13 Obiettivi e finalità Art.1 Criteri gerarchici al 2016 al 2020 Riduzione 10% 20% Riuso 2% 5% Riciclo 70% 85% Recupero effettivo materia 80% 95% Recupero energia + smaltimento 5%
  14. 14. I Comuni rendono obbligatoriamente operativo il sistema di raccolta differenziata domiciliare. 14 Obiettivi e finalità Art.2
  15. 15. 15 Moratoria per l’incenerimento, revoca incentivi e divieti • rinegoziare i contratti senza penali ai Comuni; • riconversione in impianti di trattamento a freddo entro 3 anni; • revoca certificati verdi (CIP6) agli impianti di combustione, centrali a biomassa e DA; • Stop alla costruzione di nuovi inceneritori e graduale dismissione di quelli inefficienti; • divieto di smaltire materiali riusabili, riciclabili o non stabilizzati.
  16. 16. Il gettito è utilizzato per finanziare: •progetti di riuso, riciclo e compostaggio; •raccolta domiciliare nei Comuni; •centri di ricerca sul rifiuto residuo; •comuni virtuosi che riducono produz. pro capite. 16 Tributo speciale e gestione dei rifiuti Il tributo speciale per lo smaltimento a discarica e incenerimento alimenta un fondo destinato alla riconversione del ciclo dei rifiuti.
  17. 17. 17 Tributo speciale e gestione dei rifiuti Separazione tra soggetto pubblico gestore della raccolta e soggetto privato gestore dello smaltimento. Le due fasi sono antagoniste!
  18. 18. 18 Tributo speciale e gestione dei rifiuti • Procedure di avviamento semplificate per impianti legati a riuso, riciclo, compostaggio, TMB; anche digestori anaerobici di capacità limitata alimentati a FORSU. • Applicazione entro 3 anni della tariffa puntuale, proporzionale al RUR. • Incentivi al compostaggio domestico e di comunità.
  19. 19. 19 Spostamento degli incentivi dall’incenerimento alla filiera del riciclo tramite certificati bianchi: questi sono finanziati dal gettito iva e dalla tassa sul «vuoto a rendere». Riconversione, salute e prevenzione Il Contributo Ambientale dei produttori di imballaggi è adeguato alla media europea.
  20. 20. 20 Riconversione, salute e prevenzione Sono poi previsti tre strumenti di programmazione in altrettante aree cruciali: un piano di razionalizzazione della filiera alimentare e dei rifiuti organici (banche alimentari, last minute market). un piano nazionale di prevenzione (di riprogettazione ai fini della riciclabilità totale dei prodotti, GPP); un piano di monitoraggio sanitario per individuare le aree a rischio salute (istituz. registri sui tumori, responsabilità per danno ambientale, inertizzazione amianto);
  21. 21. 21 Accesso all’informazione e partecipazione dei cittadini Esistono indicatori che ogni cittadino ha diritto di conoscere nel proprio Comune: •produzione pro capite; •% di raccolta differenziata; •qualità delle frazioni merceologiche; •convenzione Anci-Conai; •costi del Servizio. L’art. 26 introduce il principio della reale informazione, comunicazione e partecipazione dei cittadini alle decisioni in materia di gestione dei rifiuti.
  22. 22. 22 La partecipazione dei cittadini per la raccolta differenziata e il controllo sull’operato degli amministratori sono condizioni per un buon funzionamento del sistema del riciclo. La campagna per la legge Rifiuti Zero pianta il seme della partecipazione dei cittadini! Accesso all’informazione e partecipazione dei cittadini
  23. 23. • Continuare con i banchetti, che sono una grande opportunità per parlare con persone e farsi conoscere; • continuare gli incontri pubblici locali, che sono occasioni per riconoscersi tra cittadini sensibili e per dialogare; • coinvolgere amministratori locali per sollecitare la loro disponibiltà e spingerli ad affrontare anche chiedendo l'adesione alla campagna LIP con la delibera di un odg; • far parlare della lip alla stampa locale e nazionale; • usare radio e TV con telefonate o messaggi all'interno delle trasmissioni o per ottenere interviste; • sfruttare il web chiedendo ad es. l'inserimento di link. 23 Conclusioni
  24. 24. www.gcrliguria.wordpress.com Grazie.

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