Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

Editoria digitale dispense tammaro 2009

Related Audiobooks

Free with a 30 day trial from Scribd

See all
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

Editoria digitale dispense tammaro 2009

  1. 1. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Dispense del Corso di Laurea triennaleEditoria digitale e comunicazione scientificaa.a. 2008/2009Anna Maria TammaroDipartimento dei Beni Culturali e dello SpettacoloUniversità di ParmaDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro1
  2. 2. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Editoria digitaleProf. Anna Maria TammaroDipartimento di Beni Culturali e dello SpettacoloI semestreTitolo del corso: Editoria digitale e comunicazione scientifica.Lo scopo del corso è quello di introdurre le maggiori problematiche, le tendenze,l’impatto sociale ed organizzativo dell’editoria digitale, incluse le differenze conl’editoria tradizionale. Nella parte monografica saranno focalizzati i nuovistrumenti della comunicazione scientifica come i depositi istituzionali, i periodicielettronici, la biblioteca digitale per l’e-science come modelli alternativi per latrasmissione e la condivisione di conoscenza.Il corso si articola in due moduli così suddivisi:Modulo A (5 crediti): sarà dedicato prevalentemente alla parte istituzionale,trattando gli elementi tecnologici, socio-economici ed organizzativi dell’editoriadigitale.Modulo B (5 crediti): corso monografico sulla comunicazione scientifica ed imodelli alternativi di condivisione, creazione e diffusione della conoscenza.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro2
  3. 3. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Dispense del Corso di Laurea triennale...............................................................................................1Editoria digitale e comunicazione scientifica.......................................................................................1Anna Maria Tammaro..........................................................................................................................1Dipartimento dei Beni Culturali e dello Spettacolo.............................................................................1Università di Parma..............................................................................................................................1Introduzione..........................................................................................................................................4Definizione di Editoria digitale........................................................................................................8Alcuni esempi.............................................................................................................................12Cosa è un documento digitale? .....................................................................................................15Ipertesto......................................................................................................................................19La convergenza...........................................................................................................................21Autenticazione............................................................................................................................24Paradossi del digitale (e possibili soluzioni?)............................................................................25Tipologia delle pubblicazioni digitali ........................................................................................27E-book........................................................................................................................................27Wiki Wiki Web ..........................................................................................................................32Blog............................................................................................................................................35Gestione dell’assetto digitale. Modello OAIS....................................................................................38Metodologia di rappresentazione dei documenti digitali ..........................................................39Organizzazione dell’assetto digitale ..............................................................................................46Metadata.....................................................................................................................................46Interfaccia di accesso Web.........................................................................................................49Comunicazione scientifica..................................................................................................................58L’organizzazione della comunicazione scientifica........................................................................61Punti critici del paradigma attuale .............................................................................................66Le prospettive del nuovo paradigma .........................................................................................71I Depositi istituzionali....................................................................................................................75Infrastruttura tecnologica dei depositi istituzionali....................................................................81Gestione del Workflow ..............................................................................................................86Metadata.....................................................................................................................................90Gestione dell’accesso e della preservazione ..............................................................................93Organizzazione e modello economico........................................................................................97Ruoli ed attori principali...........................................................................................................100Servizi di indicizzazione...........................................................................................................102Aspetti socio-culturali .................................................................................................................103Modello economico..................................................................................................................103Problematiche legislative..........................................................................................................103Promozione e massa critica......................................................................................................106Riconoscimento ed incentivi accademici.................................................................................107Conclusioni...................................................................................................................................109Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro3
  4. 4. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009IntroduzioneIl bisogno dell’uomo di esprimersi e di comunicare informazioniha oggi l’opportunità di potenti mezzi tecnologici, cheestendono notevolmente le possibilità umane, superando i limitiposti alla comunicazione dal tempo e dallo spazio. In unacontinua evoluzione, la tecnologia ha messo a disposizionestrumenti che hanno consentito una diffusione sempre piùglobale ed economica delle informazioni, come il telefono(1871), la radio (1901), la televisione (1926), il calcolatore(1946), Internet (1960). Ultimo in ordine d’apparizione è stato ilWeb (1994), che ha avviato l’attuale rivoluzione dell’editoria,con un particolare impatto sul processo di produzione dellepubblicazioni e di accesso esteso e facilitato all’informazione.L’editoria digitale è il risultato dell’applicazione delletecnologie all’editoria, tuttavia le tecnologie da sole non bastanoper spiegare il fenomeno come si sta evolvendo. Il sistemaeditoriale è un sistema che comprende tre fattori: le persone, i sistemi di comunicazione e le tecnologie.Questi tre fattori vanno considerati integrati e dipendono daidiversi contesti in cui si realizzano. L’invenzione della stampaviene considerata un’evoluzione perché il cambiamento è statolimitato al fattore tecnologico, mentre i comportamenti dellepersone e l’organizzazione del processo editoriale sono rimastilegati al paradigma del codice medievale. L’editoria digitale puòessere considerata rivoluzionaria, perché sta avendo un impattosu tutti e tre i fattori: le tecnologie, le persone ed i sistemi dicomunicazione.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro4
  5. 5. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Schematicamente, possiamo considerare tre fasi di evoluzionedell’editoria digitale: la fase iniziale, la fase ibrida e l’attualefase. A ciascuna di queste fasi fa riscontro una tecnologia piùavanzata, una diversa organizzazione editoriale e diversi attorinel processo editoriale.Fase iniziale (fino al 1960)Per comunicare fino al 1960 si sono usati diversi media:l’editoria tradizionale, la posta e il telegrafo, il cinema, la radio ela televisione. L’organizzazione di questi diversi media eraseparata, come produzione ed anche come la catena didistribuzione ed accesso ai prodotti stessi. Gli attori eranorappresentati da una molteplicità di creatori di informazione eproduttori di contenuti, ma i diversi settori che componevano ilmondo dei media erano ben distinti e con pochi punti dicontatto. L’editoria, per esempio, si è occupata in modoesclusivo della stampa su supporto cartaceo.Tuttavia già dai primi anni ’60 si è cominciato ad usare per lastampa l’elaborazione dei dati, attuata attraverso schedeperforate. I primi prodotti sono stati la produzione di banchedati, che rappresentavano i contenuti di bibliografie e dicataloghi a stampa.E’ l’epoca dei grossi elaboratori, costosi ed ingombranti,prodotti da IBM e da pochi altri costruttori. Per il suo ingombroed i costi elevati, il calcolatore veniva limitato a calcolicomplessi ed a compiti di carattere amministrativo o gestionaledei processi editoriali. L’uso del calcolatore dava la possibilitàdi un’elaborazione veloce di una grande quantità di dati, che poivenivano riprodotti a stampa; solo in alcuni ambiti, come laricerca accademica, queste banche dati venivano utilizzate per laricerca in linea.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro5
  6. 6. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Fase ibrida o multimediale (dal 1960 al 1990)A partire dal 1960 il calcolatore diviene Personal Computer: sidiffonde nelle famiglie, ed il computer abbandona il ristrettoambito professionale e accademico, per diventare un nuovoelettrodomestico, con compiti sia educativi che di divertimento.Questa è anche l’epoca della multimedialità, con la convergenzain un unico supporto di testi, immagini fisse ed in movimento,suoni ad alta fedeltà. Questo cambia radicalmente la mappadella industria della comunicazione, con profili professionali chetendono a convergere ed invece profili professionali chedivengono obsoleti. Sono sempre più frequenti le sinergie traproduttori di media differenti: ad esempio telefono e carta sifondono nel fax, banche dati e supporti ottici nei CD-ROM,telefono e computer nel collegamento in linea ( il fenomeno èchiamato networking), la posta e telecomunicazioni nei servizidi posta elettronica. Si chiama questa fase la fasedell’ibridazione perché diversi formati, prima separati, vengonoora combinati. Si comincia ad usare il PC per la conversione diformato, dal cartaceo al digitale e viceversa, ad esempiocombinando un CDROM che è collegato al libro.Grazie alla diffusione dei PC ed alla produzione diffusa diprodotti multimediali, il calcolatore trova applicazione in questianni in molte attività: oltre alla memorizzazione eall’elaborazione di banche dati, vengono cominciate ad essereprodotte opere testuali, opere con suoni ed immagini. I primiprodotti sono le enciclopedie, i corsi di lingua, i programmi sullamusica, sull’arte..Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro6
  7. 7. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Si può indicare in questi anni la nascita dell’editoria digitale. Lapossibilità di riprodurre il testo attraverso supporti elettronici dàvita in questi anni ad una attività editoriale, chiamata editoriamultimediale o elettronica. L’editoria multimediale è soprattuttodedicata alla costruzione di banche dati testuali e di immagini suCD-ROM.Un fenomeno importante di questa fase è da considerare il printon demand, nato con l’introduzione di Docutech, una macchinadella Xerox per la memorizzazione e la stampa a domanda ditesti. Docutech rappresenta la gestione del processo editoriale (oworkflow) nella sua interezza attraverso il computer. Dallaprima esperienza di gestione del workflow di Docutech, si arrivaa complessi sistemi in grado di gestire l’intero processo diproduzione (o workflow). Una creazione di network distampanti digitali, esperimento condotto dalla Xerox nel 1996,indica la convenienza del modello “distribuisci e stampa”. Ilproduttore dei contenuti gestisce il workflow del prodotto nelserver aziendale, con possibilità di inviare il file per la stampadove questo è richiesto.La razionalizzazione produttiva che realizza Docutech non è ilsuo solo vantaggio. I vantaggi sono anche per il lettore. Il libro,sotto forma di file in un archivio digitale, rimane sempredisponibile, senza l’annoso problema del libro a stampa dellaresa e del diventare esaurito. Comincia quindi una nuovaorganizzazione del processo editoriale.L’attuale fase (dal 1990 ad oggi)Dal 1990 si assiste ad un rapido sviluppo della telematica, con ladiffusione tra il grande pubblico di Internet e del Web.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro7
  8. 8. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Internet si basa sull’interconnessione globale di computercollegati alla rete ed in particolare si diffonde grazie al successodel popolare Web, mediante l’organizzazione ipertestuale deicontenuti. I motori di ricerca consentono la ricerca della rete, peril lettore l’accesso ai contenuti in linea è reso possibile dasofisticate interfacce di accesso che consentono la navigazioneipertestuale.Il fenomeno più importante di questa fase è quello del self-publishing che ha inizio per l’editoria scientifica conl’esperienza degli Open Archives. L’auto-pubblicazione,soprattutto in ambito accademico, si riconosce nel filonelibertario di Internet, secondo le modalità dell’apprenderecondiviso del movimento Budapest Open Access Iniziative, apartire dal 2001. Malgrado il rischio della vanity press, cioèdell’aumento incontrollato delle pubblicazioni di scarsa qualità,il movimento BOAI rilancia una funzione critica di accesso allaconoscenza.Il fenomeno dell’auto-pubblicazione si accompagna ad un nuovomodello economico delle pubblicazioni scientifiche, basatosull’Open Access, che consente l’accesso gratuito ai contenuti aparticolari condizioni regolate dalle licenze di accesso.Definizione di Editoria digitaleSi intende per editoria digitale il fenomeno editoriale in cui icontenuti, lintero processo editoriale e l’accesso ai contenuti,sono completamente attuati attraverso le tecnologie digitali etelematiche.Essendo un termine nuovo, si trovano spesso diverse definizionied accezioni del concetto. Queste corrispondono anche ai livelliDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro8
  9. 9. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009diversi di evoluzione delleditoria verso il digitale, come sonostati prima elencati:Editoria digitale come pre-press: si intende in questo casol’elaborazione del prodotto digitale attuata con mezzi elettronicima per produrre un prodotto tradizionale a stampa. Questo hapoi una sua distribuzione cartacea attraverso i normali canali,come nella fase sopra detta iniziale. In alcuni casi è abbinato adun sito Web, che può essere una vetrina più o meno statica.Più propriamente si deve parlare in questo caso di digital press,cioè di uso del computer per produrre i contenuti digitali, chetuttavia hanno sempre una versione a stampa che vieneconsiderata quella principale; la versione digitale, se accessibileai lettori, è sempre una riproduzione in modo fedele dellaversione cartacea.Editoria digitale come produzione di contenuti: in senso stretto,si intende per editoria digitale lelaborazione dimmagini, iprocessi editoriali e la marcatura dei testi, realizzate in modonumerico, binario 0 o 1, o rappresentabili in pixel (o raster) evettori, misurabili in Bit, attuate attraverso la mediazione dielaboratori e dei monitor e display digitali. Si parla piùpropriamente di digital publishing, focalizzando la creazione delcontenuto o di editoria elettronica per indicare la fruizione deicontenuti attraverso un dispositivo elettronico. Si rende possibileattraverso un sito (che è a volte anche libreria o bookshop) chetuttavia è di più di un sito vetrina ma che consente laccesso alcatalogo editoriale ed eventualmente ad alcune parti digitali delprodotto. Il contenuto digitale tuttavia è fruibile per lo più off-line, ad esempio su CD-ROM, come nella fase ibrida.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro9
  10. 10. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Editoria digitale come accesso: in questo caso non solo sigestisce la creazione dei prodotti ma il workflow comprendeanche l’accesso in rete ai contenuti digitali, con lo scarico(download) da Web dei contenuti. In questo caso una certainterattività è consentita allutente finale. Questo ad esempio,con la sua registrazione, può scaricarsi il catalogo, parti delprodotto o dell’intero contenuto digitale. In questa accezione, sicomincia a parlare propriamente di editoria digitale, in quantocominciano a trovarsi tutti gli elementi che caratterizzanol’intero ciclo digitale.Editoria digitale in cui c’è una transazione completa: si attuauna completa gestione digitale dell’accesso e delladisseminazione dei contenuti, incluso servizi come l’e-commerce. Viene predisposto per il lettore un’interfaccia per laricerca ed altre funzionalità di uso, nei limiti delle licenze diaccesso. Il contesto della vendita e dell’accesso on-line èattualmente sempre più diffuso, e si può evidenziare unmaggiore interesse da parte del publico. La maggioranzadell’editoria digitale si trova in questa fase. Tuttavia, si usaancora la tecnologia per fare le stesse cose sebbene con modidiversi: siamo ancora in una fase di transizione in cui non siutilizzano le opportunità tecnologiche e la creatività per nuoviprodotti e servizi.Leditoria digitale, come sistema complesso, coinvolge: Soggetti professionali (autori) e organizzazioni (editori,enti di ricerca) che producono contenuti digitali; Contenuti digitali, che per essere accessibili sonoorganizzati e strutturati secondo specifici standard daistituzioni o organizzazioni;Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro10
  11. 11. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009 Mezzi di trasmissione dei contenuti, che sono costituitida Internet; Strumenti di identificazione ed accesso ai contenuti,attraverso programmi di recupero dell’informazione(motori di ricerca); Mezzi per fruire ed usare i contenuti digitali, costituiti daopportune interfacce e da software che consentonodiverse funzionalità; Sistemi giuridici ed economici che consentono l’accessoe la sostenibilità delle iniziative editoriali.Possiamo dire che le nuove tecnologie dell’informazione e dellacomunicazione hanno dato dei potentissimi strumenti per lacreazione, riproduzione, trasmissione ed accesso ai contenuti,capaci di ottenere un impatto di larga scala sui destinatari deimessaggi. In particolare il Web, malgrado non sia nato per lepubblicazioni digitali, ha un grande impatto nella diffusionedell’editoria digitale. Nella veloce elencazione delle fasi disviluppo dell’editoria digitale, abbiamo elencato cosa letecnologie hanno reso possibile:- raccogliere grandi quantità di dati e di rendere ricercabilivelocemente,- combinare diversi media in un unico supporto,- infine di rendere economico e capillare l’accesso allepubblicazioni in rete.Possiamo qui indicare un’ulteriore possibilità, ancora pocorealizzata: l’intercreatività, come la chiama Tim Berners Lee.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro11
  12. 12. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Anna Maria TammaroLT Editoria Digitale 2005/2006“ Sul Web dovremmo essere in grado nonsolo di trovare ogni tipo di documento,ma anche di crearne, e facilmente. Nonsolo di seguire i link, ma di crearli, traogni genere di media. Non solo diinteragire con gli altri, ma di creare congli altri. L’intercreatività vuol dire fareinsieme cose o risolvere insiemeproblemi.Se l’interattività non significa soltantostare seduti passivamente davanti a unoschermo, allora l’intercreatività nonsignifica solo starsene seduti di fronte aqualcosa di ‘interattivo’. ”— Tim Berners-Lee, “Weaving the Web”Alcuni esempiAlessandro Baricco lanciò, contemporaneamente al suo romanzoCity, il sito Internet <www.abcity.it> con lo scopo dipromuovere la nuova pubblicazione. Sul sito viene presentato ilcontenuto del romanzo attraverso alcune pagine del prologo euna presentazione dell’autore. Oltre a questo è presente unasezione “musica”, nella quale è possibile scaricare un assaggiodei brani musicali che Baricco era solito ascoltare durante lastesura della parte western del libro stesso: si cerca dunque direndere il lettore partecipe dell’atmosfera che ha coinvoltol’autore durante il processo di scrittura.Un caso singolare si trova nel sito dello scrittore americanoStephen King <www.stephenking.com>: su di esso è possibileleggere il prologo a un libro in fase di scrittura, non ancora finitoe quindi non ancora distribuito nelle librerie. In questo modo loscrittore pare riservarsi (almeno a livello teorico) la possibilità diintervenire sul testo stesso in base alla reazione dei lettoriDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro12
  13. 13. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009davanti a queste prime pagine. La pubblicazione on-line, inquesto caso, potrebbe dunque influenzare il lavoro stesso delloscrittore, adattandolo ai gusti del pubblico (o potrebbe, piùrealisticamente, illudere il lettore che questo sia possibile).Un altro esempio è quello dell’auto-pubblicazione. Fin dalprimo apparire del Web, alcuni ricercatori hanno cominciato aporre delle copie delle loro pubblicazioni nelle homepagepersonali o nelle pagine Web del dipartimento universitario,costituendo degli archivi personali di risorse digitali. Questo usodi Internet e del Web si rifaceva a precedenti abitudini di questiricercatori, di solito provenienti da aree di ricerca scientifiche, eche erano soliti inviare per posta ad esperti selezionati i proprilavori di ricerca, per ricevere i commenti di questi anche primadella pubblicazione. La convenienza di Internet come strumentodi trasmissione è stata subito evidente rispetto all’uso dellaposta. Anche gli archivi aperti sono nati per iniziativa di singoliricercatori, agli inizi degli anni 90. Gli archivi aperti (openarchives) sono contenitori di risorse digitali costituite da pre-print o post-print, cioè copie di articoli scientifici in corso dipubblicazione o pubblicati in una rivista scientifica. Questirappresentano un’evoluzione tecnologica dei primi archivipersonali e sono caratterizzati dall’essere specializzati in unatematica. I più famosi archivi aperti sono ArXiv realizzato per ifisici da Ginsparg a Los Alamos nel 1991, e Cogprint realizzatoda Harnard per la psicologia cognitiva nel 1997.L’ambito dell’editoria digitale è potenzialmente molto ampio epotrebbe comprendere l’offerta di notizie, informazioni o servizidei siti Web, fino alla comunicazione di testi scientifici, creatie trasmessi attraverso la rete, dove il mezzo tradizionale, lacarta, è sostituito da dispositivi di accesso come schermi dicomputer, telefoni cellulari od altri terminali quali i televisori.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro13
  14. 14. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Ai fini del corso, ci limitiamo a considerare solo un sottoinsiemedelle tipologie di documenti che comprendono le pubblicazioniche seguono: e-book, wiki e blog.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro14
  15. 15. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Cosa è un documento digitale?Il documento, inteso come forma, contenuto e supporto dimemorizzazione, richiede una ri-definizione in ambito digitalein quanto pone diverse domande circa la sua granularità, lagaranzia di autenticità e qualità, inclusa la sua stabilità neltempo.Molto prima dell’era digitale, il concetto di documento è statomolto dibattuto e convivono diversi approcci.Pedauque (Pedauque 2003) sintetizza gli approcci al concetto didocumento in una tassonomia, basata su tre aspetti:- Forma,- Segno- e Supporto.Per l’autore, i ricercatori interessati alla Forma dei documentihanno interesse alla struttura di questi, a prescindere dalsupporto di memorizzazione.La ricerca sui documenti che si concentra sui Segni ha interesseal significato ed alla rappresentazione del contenuto, come adesempio con l’indicizzazione dei soggetti.La ricerca sui documenti più interessata al Supporto, siconcentra sul ruolo sociale dei documenti, come traccia di unacomunicazione che esiste al di la del tempo e dello spazio.I tre aspetti sono finora stati considerati separati o combinati, indiversi approcci disciplinari al documento.Nella biblioteconomia, il concetto di documento è inteso comela rappresentazione di un’opera o “work”, cioè la manifestazionedi un lavoro intellettuale. L’opera ha però la prioritànell’organizzazione catalografica, rispetto alla suamanifestazione fisica. Recentemente Buckland (Buckland 1997)ha definito “document as thing, dando prevalenza al concetto diDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro15
  16. 16. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009documento come messaggio, che non ha nessuna influenza enon è influenzato dal supporto fisico.Un approccio disciplinare affine alla biblioteconomia, è quellodella bibliografia (McKenzie 1999 e 1986). MacKenzie ha postolaccento su come le variazioni di interpretazione di un testonellatto della lettura non dipendono solo dal lettore, ma anchedalle forme materiali attraverso cui il testo è trasmesso. Il suomessaggio è: “Forms effect meanings”. Un altro autore,Chartier (1999), riprende questo concetto, indicando come uncontinuum ciclico la storia dell’evoluzione del libro dal rotolo dipapiro, al codice romano, ed oggi al libro elettronico, assaisimile di nuovo al papiro. L’attenzione al passato – secondoChartier – è necessaria per la comprensione ed il controllo dellaattuale rivoluzione elettronica, e per un corretto inserimento diquesta nella storia dell’Uomo.La rappresentazione digitale dei testi, pur in questainterpretazione storicistica, modifica la condizione di questi:alla materialità del libro, si sostituisce limmaterialità di testidigitali, privi di un luogo fisico specifico; ai rapporti dicontiguità imposti dalloggetto stampato, si oppone la liberacomposizione di frammenti di informazioni, manipolabiliallinfinito.ha invece un concetto diverso diIl documento è quindi un concetto controverso (Buckland 1997).Con lavvento del Web e lo sviluppo delleditoria digitale, ilconcetto di documento è diventato ancora più confuso edibattuto.Libri, periodici e giornali stanno subendo profonde mutazioni,fino a far temere di essere vicini alla loro scomparsa, almenonelle forme a cui siamo abituati da secoli ad usarli. Il problemaDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro16
  17. 17. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009non è quindi solo quello del cambiamento di supporto deldocumento e delle conseguenze legate allimmaterialità deldocumento stesso, ma si basa su profonde differenze concettualinel processo di comunicazione e di recupero dell’informazione.La codifica dei documenti digitali consente di estrarrel’informazione dai documenti, arrivando ad una granularitàestrema, che disaggrega gli abituali contenitori e lipertesto,secondo la definizione di Nelson diventa "the most generalform of writing".Cambiano anche i ruoli di tutti gli attori interessati aldocumento, in modo principale gli autori ed i lettori, ma anche iruoli dei bibliotecari e degli editori. Va infatti evidenziato che ilruolo comunicativo che è sempre stato implicito nei documenti,è ora più importante e cresce nei documenti digitali fino adevidenziare un nuovo ruolo sociale dei documenti, come lascrittura nei sistemi di condivisione e creazione collaborativi didocumenti. Questa tendenza è strettamente collegata ai nuoviconcetti di creazione e di apprendimento collaborativi diconoscenza.E’ importante ad esempio definire la granularità del documentoed anche conoscere i diversi detentori di proprietà intellettualedei singoli elementi che lo compongono (Kircz 1998). Nelmondo a stampa, il codice ISBN era sufficiente per identificareil libro o il codice SICI per identificare l’articolo. Nel mondodigitale, occorre identificare il singolo capitolo dell’e-book o lafoto contenuta in un articolo, anche per consentire lanavigazione diretta a questa singola parte, se consentita dallelicenze di accesso. In un’interpretazione estesa di questagranularità, coniugata all’ipertesto, potremmo arrivare adindicare il docuverso, termine coniato da Nelson per l’insiemeDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro17
  18. 18. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009dei documenti digitali esistenti in rete, come tipologia esemplaredi documento non citabile.Il concetto di documento digitale è più esteso inoltre di quellodel documento tradizionale, in quanto tutto può essereconsiderato un documento. Per semplificare il problema, undocumento, pragmaticamente, potrebbe quindi dirsi un file, ouna sequenza di bits. Da un punto di vista tecnico, quello che ènecessario è una struttura standard del documento, utile peressere interoperabile in un’architettura di rete basata sui servizi(come ad esempio SOAP e RTF), invece di quell’architetturagerarchica e chiusa, adottata di solito dai sistemi diautomazione.Da un punto di vista della preservazione, i documenti digitalipossono essere distinti in quelli che vengono gestiti dalleistituzioni culturali, cioè che fanno parte di collezioni digitali edi biblioteche digitali, e quelli che invece non sono gestiti . Sipossono includere nel primo gruppo delle risorse digitalicontrollate quelle risorse gestite dagli editori, che tuttavia finoranon fanno attività di preservazione. Il concetto di documentocitabile, cioè che ha una permanenza ed una sua autenticitàgarantita, che può includere sia documenti statici che dinamici, èquindi legato soprattutto alla persistenza ed alla presenza didepositi garantiti (trusted repositories) che ne assicurano lapreservazione.Bisogna infine evidenziare che, insieme alla crescita deidocumenti digitali disponibili, è nato il fenomeno collegato didiversi vincoli di accesso posti dai detentori di diritti di proprietàintellettuale.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro18
  19. 19. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009IpertestoL’ipertesto è un particolare tipo di documento digitale cheutilizza la tecnologia più diffusa in Internet, il Web, e cherappresenta innanzi tutto un modo nuovo di strutturarel’informazione.Anna Maria TammaroLT Editoria Digitale 2005/2006“ Con ipertesto intendo scrittura non sequenziale,testo che si dirama e consente al lettore discegliere; qualcosa che si fruisce al meglio davantia uno schermo interattivo. Così com’ècomunemente inteso, un ipertesto è un insieme dibrani di testo tra cui sono definiti legami checonsentono al lettore differenti cammini. ”— Ted NelsonIl link (collegamento) rappresenta l’unità fondamentale del testoe il motore concettuale dell’ipertesto, realizzato attraverso lanavigazione tra i link, o browsing. Nell’ambito dell’ipertestoricorrono spesso i concetti di interattività e di multimedialità.Questi due elementi costituiscono l’essenza stessa dell’editoriadigitale su Web.Per interattività s’intende la possibilità, da parte dell’utente, diinteragire con l’opera, in modo semplice ed intuitivo, attraversoapposite interfacce di consultazione. Per interfaccia si intendeuno strumento software che media tra macchina e uomo e chequindi appartiene al mondo para-testuale e rappresenta loDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro19
  20. 20. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009strumento principale attraverso cui è possibile costruire unaforma di narratività, di fronte ai pericoli dell’infinita aperturadella scrittura ipertestuale. Il lettore può così scegliere il livellodi approfondimento o quale percorso seguire nellarappresentazione di informazioni collegate. Il mezzo utilizzatoper interagire è l’ipertesto, vale a dire un file (o archivioelettronico) di testo, contenente dei rimandi o link verso altreparti del documento o, addirittura, verso altri testi. Questastruttura, realizzata attraverso dei linguaggi di marcatura deltesto, permette di suddividere le informazioni contenute in untesto scritto in tante unità indipendenti collegate tra loro e conaltre unità informazionali distribuite in rete.In un documento ipertestuale i collegamenti sono costituiti daparole o da frasi, evidenziate in modo differente dal testocircostante, secondo il particolare formato (HTML o XML)definito nel tipo di documento (DTD). Selezionando questeparole, il lettore passa ai testi correlati. L’interazione è quindiattivata dall’utente ma richiede unorganizzazione efficace,predisposta per facilitare lutente.La problematica della scrittura e della lettura multimediale èconcentrata nella tensione ed opportunità di questo unicosupporto. L’integrazione di ipertesti e multimedia dà origineall’ipermedia, ovvero un sistema ipertestuale con link dicarattere testuale ed iconografico. Di fronte a questeopportunità, permangono tuttavia alcuni problemi.In realtà la multimedialità è creatività ed è un nuovo modo dipensare. Il Memex di Bush (1945) ben esprime la nuovaopportunità. Il Memex è una macchina immaginaria cherappresenta la duplicazione di come opera il pensiero umano,Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro20
  21. 21. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009associando dati su supporti multimediali nei computer così comel’uomo associa le idee nel suo cervello.MemexVannevar BushL’idea di nuove funzionalità a supporto dellacreazione di conoscenza:As we may thinkhttp://www.theatlantic.com/doc/194507/bushLa ipertestualità, pur nella continuità, non si limita ad associaredei media ma crea un nuovo lettore: leggere è pensare. C’è unari-definizione del testo, poichè bisogna necessariamenteadattarsi ai modi di socializzazione degli oggetti digitali rispettoa diversi lettori. Passando dalla lettura di testi narrativi,impostati sulla linearità, alla navigazione attraverso pagineipermediali, il ruolo del lettore subisce una sorta di mutuazione,portandosi sempre di più vicino alle posizione dell’autore.La convergenzaMultimediale è il sistema di visualizzazione di oggetti digitaliche utilizza contemporaneamente, e in forma coordinata,immagini fisse ed in movimento, testi, suoni, allo scopo diottenere una rappresentazione delle informazioni efficace eaccattivante. La novità non è soltanto nella possibilità di averediversi oggetti per i diversi canali di ricezione umani (visivo,Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro21
  22. 22. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009sonoro, testuale) ma l’opportunità per la prima volta dellaconvergenza di codici diversi, con un unico supporto diregistrazione e diffusione dell’informazione.Il programma di creazione di contenuti multimediali consente diintegrare processi come la creazione del messaggio, la suatrasmissione, la ricerca ed il recupero dei contenuti, la lorovisualizzazione, l’eventuale stampa. Questa evoluzione tecnica èstata analizzata molto dal punto di vista economico (neweconomy) e tecnico, ma ancora poco dal punto di vistadell’autore e del lettore.Secondo Jeanneret (2000) ciò che è rilevante in questaevoluzione della scrittura e del testo è proprio la convergenza el’integrazione di una serie di tecnologie avanzate, sviluppateseparatamente: i sistemi di trasmissione telematica (basati sui protocolliTCP-IP, le strutture dei dati HTML, i motori di ricerca Web,ecc.), il trattamento informatico di testi, di immagini e di suonisecondo standard e protocolli definiti, l’evoluzione delle infrastrutture informatiche (laminiaturizzazione, la lettura ottica, le nuove tecnologieapplicate al processo editoriale), l’evoluzione della cultura informatica, attuata soprattuttoattraverso l’evoluzione delle interfaccie e di softwareamichevoli, basati sul Web e sull’ipertesto.In questo contesto così profondamente mutato, il lettore diventacoautore; alla percezione immediata della totalità dellopera, resavisibile dal libro come oggetto fisico che contiene l’opera stessa,si sostituisce ora una navigazione di lungo periodo in arcipelaghitestuali dai contorni in movimento continuo.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro22
  23. 23. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Il testo digitale è un nuovo oggetto fisico, fatto della sequenza dibit, anche se in realtà sembra non possedere alcun legameintrinseco con uno specifico supporto fisico. Un documentodigitale contiene informazione codificata con un linguaggioconvenzionale (bit, sistema binario basato su 0 e 1),memorizzata su un supporto materiale mobile (floppy disk, harddisk, compact disk) e destinata a durare nel tempo. Si trattasempre di scrittura, se per tale intendiamo un insieme di segniriportati con qualsiasi mezzo e tecnica su un qualsiasi supporto,purchè tali segni possano essere compresi anche a distanza ditempo ed eventualmente con lausilio di mezzi meccanici(personal computer). L’informatica dà la possibilità di trattareun testo o come forma scritta o come immagine, a condizioneche il lettore possa abbandonare le abitudini di lettura acquisitecon il codice, per ritornare ai modi di fruizione del messaggiocontenuto nel papiro.La multimedialità crea quindi nuove forme di messaggi, manello stesso tempo evidenzia la continuità con il passato: la notaa più di pagina può essere vista come la prima forma diipertesto, l’animazione multimediale può dirsi come unavariante dell’immagine nella scrittura pittografica, la letturadallo schermo del computer è simile alla lettura come venivafatta dal rotolo su papiro. In una descrizione storica, lamultimedialità riprende certe ricchezze di significati emetodologie perse obbligatoriamente nella storia.Le caratteristiche quindi del documento dell’editoria digitalesono:- l’associazione di vari tipi di segni su diversi media,- la non linearità dell’ipertesto,- la smaterializzazione dell’oggetto digitale,Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro23
  24. 24. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009- e soprattutto l’interattività di letture e autore.La rivoluzione tecnologica ha portato grossi mutamenti dal punto divista dell’autore e del lettore. Il tipo di supporto influenza, infatti, lemodalità di presentazione del contenuto e, molto spesso, ilcontenuto stesso.AutenticazioneLe sequenze di bit possono soffrire di una facile falsificazione odi una perdita non voluta di informazioni. Senza adeguatemisure preventive, un’alterazione potrebbe non lasciare tracce.Occorre quindi una soluzione che garantisca lintegrità neltempo di un testo digitale (assenza di qualsiasi alterazione,contenuto non modificato, preservazione nel tempo) compostain un certo momento, da un determinato soggetto. Undocumento digitale si può considerare documento riconoscibilequando il suo contenuto è identificabile con certezza, èimmodificabile e può essere attribuito a un determinato autore acui vengono garantiti i diritti di proprietà intellettuale.Questo problema è il maggior ostacolo che ancora persiste allapiena diffusione dell’editoria digitale. Ogni documento haassociati diversi diritti e licenze di accesso. La grande facilità dimanipolazione richiede attenzione a controllare problemi comela pirateria ed il plagio.Non si è ancora infatti organizzata un’opera sistematica diautenticazione (garanzia di autenticità) e di preservazione(conservazione nel lungo periodo), simile a quelle funzionisvolte negli scriptoria medievali per il libro manoscritto. Ilproblema è organizzativo, poiché devono essere individuiti icentri responsabili di questa funzione, né può essere gestito daautori e lettori, attualmente attori principali nella pubblicazioneDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro24
  25. 25. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009in Internet. Il problema si pone, in forma esasperata, anche perle scritture a valore legale.Paradossi del digitale (e possibili soluzioni?)Non è solo il supporto che cambia, ma l’organizzazione deidocumenti ed il modo di lettura. In realtà ancora oggi abbiamouno sfruttamento solo parziale delle attuali possibilità delletecnologie informatiche.Uno dei problemi riguarda la natura stessa del documentodigitale. Lo stesso documento o opera può essere memorizzatosu diversi supporti di memorizzazione e con differenti formati,con possibilità di conversione da uno allaltro formato. Altrevolte invece, formati diversi contengono una diversa tipologia diinformazione, poiché la conversione in un diverso formato puòcambiare completamente la presentazione dell’opera ma non ilsuo messaggio. Possono essere una copia di un libro, di unvideo, di una registrazione sonora, di un testo o di un’immaginein Internet, di un manoscritto o di un dipinto: si parla ancora dicopie, un termine che implica che lentità di cui si tratta fa partedi un insieme di entità simili ma in realtà non si tratta più diriproduzioni ma di successivi downloading o scarichi deldocumento dalla rete.Il documento può non avere una vita indipendente, ad esempiocome un articolo in un periodico o una immagine in un libro.Documenti singoli possono essere raccolti in un insieme che diper sé è unentità bibliografica: opere, edizioni, superopere.Cambiano nel documento digitale i concetti di relazioniparte/tutto, di sequenza nella pagina, per arrivare ad unagranularità estrema di singole unità informazionali: pagine,indice, illustrazioni, ecc. che rompe i canoni del libro medievalearrivati fino ai nostri giorni.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro25
  26. 26. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Un documento tradizionale, ad esempio un libro, coincide conun oggetto fisico, ha una fine ed un principio e linformazioneche contiene è definita da questi; cè quindi contiguità fisica nellibro. Invece un documento ipertestuale è instabile, dinamico esenza confini definiti se non larchitettura delle banche dati chelo contengono distribuite in rete. Differenti versioni deldocumento ipertestuale vengono create continuamente. Idocumenti ipertestuali, senza confini, dinamici, che crescono incontinuazione e che si aggiornano in alcune parti hannoproblemi di identità: non si può mantenere identità nel flusso. Ilproblema non è solo filosofico: quello che è difficile da definireè anche difficile da descrivere e quindi da organizzare. Imetadata, elementi descrittivi sono incapsulati nei documentistessi e tutti i documenti devono essere descritti in modo simile,prescindendo dal supporto, proprio per garantire l’integrazione el’interattività funzionale di documenti dinamici.In un’intervista al professor Roger Charter, studioso delleculture storiche, reperibile all’indirizzo web:<http://lastoria.unipv.it/dossier/introduzione.html>, nel libroon-line curato da Guido Abbattista e Andrea Zorzi, lo studiososostiene che l’editoria digitale non solo comportaun’innovazione tecnica e un nuovo supporto di lettura, marappresenta un cambiamento di atteggiamento del lettore difronte a un documento, poichè la lettura può essere sequenzialecome nella forma cartacea, ma vi è anche la possibilità diseguire un percorso ipertestuale con vari rimandi a note,bibliografie, ecc.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro26
  27. 27. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Tipologia delle pubblicazioni digitaliE-bookUn e-book è una collezione strutturata di bits, che può esseretrasportata su vari supporti (CD-ROM, rete, etc.) e che puòessere vista usando una combinazione di hw e sw ( terminali,Web browsers, vari dispositivi di lettura offline). Una primadistinzione necessaria è tra digital book e dispositivo di lettura.Un’ulteriore distinzione ancora più importante è concettuale edimpone di distinguere il testo, cioè il contenuto ed il messaggioche questo trasporta, ed il supporto in senso stretto.L’immaterializzazione del libro ha infatti riaperto unadiscussione concettuale sul termine libro.La definizione di libro, come trovata nel dizionario, riflette inlarga parte il libro come manufatto. Per conoscere (ericonoscere) il libro come tale, le definizioni date si attengonomeramente alla pura struttura fisica dell’oggetto, nonconsiderandone la vastità contenutistica. La storia del libro,come è considerata soprattutto in Italia, abbraccia soltanto ilmero elemento materiale: la storia, quindi, di un’innovazionetecnologica di carattere strumentale, in grado di fornireun’innovazione solo a livello di supporto materiale. Il limite diquesta definizione sta nel considerare il libro solo nella suaaccezione fisica, e non come sistema culturale, che è integratonello sviluppo della società che ne fruisce e che modella attornoa esso il suo sistema cognitivo.L’evoluzione del libro è stata molto lenta, secondo Feather, conevoluzioni/rivoluzioni in determinati periodi, come l’attuale. Irequisiti di questa evoluzione sono stati:1)i bisogni di informazione della società,Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro27
  28. 28. Corso Editoria digitale a.a. 2008/20092) l’esperienza e le conoscenze tecnologiche della società,3) la capacità ed esperienza organizzativa dei produttori dicontenuti,4) la capacità di introdurre una nuova forma in un sistemainformativo esistente,5) la disponibilità economica.Secondo prospettive più letterarie, ad esempio gli studi diDonald McKenzie, ricercatore di bibliografa materiale e seguacedelle teorie materialistiche di Marshall McLuhan, è opportunoriflettere “sulla relazione complessa che unisce il mezzo ditrasmissione di un messaggio al significato di questomessaggio”. In altre parole, un’analisi esaustiva del libro deveconsiderarlo necessariamente come il risultato di un’interazionefra la sua parte materiale e la sua parte concettuale.L’analisi di Cadioli sui processi editoriali ci permette diidentificare queste due funzioni nel seguente modo:Testo: per testo si intende la parte intellettuale di cui il libro si faportatore. Una volta superate le varie fasi della produzione dellibro, il testo raggiunge una sua fissità materiale che negarantisce la conservazione nel corso del tempo. Esso risultainoltre proprietà insindacabile dell’autore, tramite le specifichepolitiche di copyright. Spesso risultato dell’interazione fraeditore e autore, il testo ha comunque una sua immutabilità e unsuo statuto. Il testo, generalmente, è fonte di ciò che vieneconsiderato il peritesto, ovvero, la complessa rete diconsiderazioni bibliofile, bibliografiche, critiche e storiche chelo circondano.Paratesto: si intende “l’insieme di quegli elementi grazie ai qualiil testo diventa libro”. Nello specifico, si tratta di elementi qualiDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro28
  29. 29. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009titolo, copertine, prefazioni, note, illustrazioni, e addiritturacaratteri tipografici, scelte di impaginazione e così via. Ilparatesto è l’elemento su cui agiscono elementi storici ecommerciali e scelte editoriali; è la parte del libro che ha subitopiù modificazioni nel corso dei tempi. Il paratesto garantiscematerialità e portabilità al libro, e la familiarizzazione ad esso haportato al costruirsi di determinate prassi in ambito bibliotecario,didattico, scientifico, sociologico. Dice Cadioli che il paratestonon può essere astratto dalla presenza (anche se non fisica) deilettori potenziali ai quali è indirizzato, dal momento che non sipuò eliminare il sistema letterario, il sistema culturale, il sistemaideologico e così via, in rapporto ai quali si manifestano glielementi paratestuali. La sommatoria di questi due elementipermette esaustivamente di riconoscere un libro come tale, e difruirne secondo le proprie aspettative d’uso.In sintesi, la “cultura del libro” è un insieme di fattori materiali,testuali e di pratiche di lettura e fruizione. Secondo la tesi diChartier, un’innovazione all’interno di uno solo di questi treelementi, come ad esempio l’invenzione della stampa, checoinvolse solo l’aspetto tecnologico del prodotto libro, non è ingrado di minare le fondamenta della cultura del libro. Tuttavia,attualmente stiamo assistendo alla modificazione, grazieall’innovazione dell’ipertesto e della multimedialità, di tutti e treelementi che compongono questo tipo di testualità: conl’avvento del libro elettronico, supporti, pratiche di lettura estatuto del testo vengono a essere modificaticontemporaneamente.Tipologie di e-bookI documenti che hanno avuto un grande successo in formatoelettronico sono tutti quegli ebook per il reference, che stannorapidamente sostituendo i prodotti a stampa. Tra questiDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro29
  30. 30. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009comprendiamo: bibliografie, abstract, indici, indici di citazioni,dizionari, enciclopedie, elenchi, cataloghi, manuali dimanutenzione. Questi documenti evidenziano la caratteristicadegli ebook di economicità, convenienza della raccolta in unsolo ebook dell’equivalente di molti volumi a stampa concontenuti aggiornati, e soprattutto le funzionalità di sfogliare,ricercare velocemte, decidere cosa leggere con attenzione.Sono presenti anche nuove tipologie di e-book: audio book olibri sonori, un portale che collega ed organizza testi emultimedia, testi e software interattivo per funzionalità dicondivisione ed apprendimento per comunità virtuali, interfaccedi lettura che sono personalizzate secondo l’utente (ad es.Perseus Project).Si aprono nuovi scenari, ma ancora pieni di incertezze. Ci sonoindubbi svantaggi nel leggere dallo schermo, così che si stampal’articolo per leggerlo. Rendendo facile (gratis) il printing ondemand, si tenta di usare l’avversione per l’online per venderecopie a stampa. Un insieme di domande sono ancora senzarisposta: Come l’ebook sarà condizionato dalla legislazione e daimodelli delle pubblicazioni a stampa (e le attualirelazioni di potere tra editori, autori, lettori) ? Come sarà condizionato dalle abitudini culturali, dalleaspettative degli utenti, o invece si adeguerà ad altrimodelli, come quello della musica? Come sarà condizionato dai modelli delle pubblicazionia stampa (e le attuali relazioni di potere tra editori,Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro30
  31. 31. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009autori, lettori), dalle abitudini culturali, dalle aspettativedegli utenti?Come ogni nuova invenzione, all’inizio si è cercato di utilizzarel’ebook per riproporre le tecniche tradizionali. Più si cerca diforzare nel processo editoriale tradizionale il contenuto digitale,più aumentano i costi. Così ad esempio, attualmente ogni e-bookè un’isola. Ciò dimostra l’immaturità degli editori nel capire ilsupporto digitale, che potrebbe essere ipertestuale ed interattivo,integrato con collezioni di oggetti digitali. Consorzi comeCrossref, che facilitano i collegamenti tra articoli nei periodicidi diversi editori, ed altri servizi possibili sono eccezioni, cheprospettano una fase successiva di evoluzione, ancora nonavviata, in risposta alla domanda sempre più avanzata dei lettori.Nella difficile transizione, gli editori devono conservare ilsistema a stampa pur investendo contemporaneamente ineditoria digitale. E per queste ragioni che per molti editorileditoria digitale è concettualmente incerta ed economicamenterischiosa. Gli editori hanno ben pochi motivi per adeguarsi alcambiamento tecnologico delleditoria: sembra infatti che il lorointeresse si limiti alla possibilità di avere un maggiore introitodalle pubblicazioni digitali.Martin scrive:Publishers - especially print publishers - have determined thatwhatever is in the computer can be counted.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro31
  32. 32. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Wiki Wiki WebNel mondo moderno, accanto alla trasmissione tradizionale dellaconoscenza, che è strettamente correlata all’attuale sistema dellepubblicazioni anche in ambito digitale, appare il fenomenonascente della creazione di una nuova conoscenza collaborativache usa le possibilità di comunicazione della rete. Questa nuovaconoscenza si basa sulla condivisione e sulla sua creazionecollettiva della conoscenza, come lavoro continuamente inprogress.Le comunità di pratica potranno essere un ambito rivoluzionarioper i nuovi sistemi di pubblicazione. Per la creazione di nuovaconoscenza, le comunità di pratica si basano sui nuovidocumenti digitali che sono destrutturati ed hanno nuovisignificati ed una nuova semiotica. La comunità Open Sourcepuò essere portata a modello di questa tendenza. Questacontrolla le regole che emergono dalle persone nella comunità:si può ottenere una buona reputazione, oppure altri prenderannoil controllo.I Wiki sono sistemi per la condivisione della conoscenza basatisulle tecnologie del Web estremamente semplici da utilizzare.Wikiwiki è un termine hawaiano che significa veloce. In questosenso i Wiki Wiki Web sono siti web “veloci” in quantosemplici da realizzare e da gestire. Ward Cunningham, nel suolibro “The Wiki Way”, definisce i Wiki come: “__il piùsemplice database on line che avrebbe potuto funzionare__”.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro32
  33. 33. Corso Editoria digitale a.a. 2008/200919“ The simplest online databasethat could possibly work. ”— Ward CunninghamWard Cunningham nel 1995 ha avuto l’idea e ha realizzato ilprogramma per gestire il primo sito Wiki intitolato “PortlandPattern Repositorys Wiki” : una comunità di pratica fatta dipersone, progetti e idee sulle metodologie di progettazione esviluppo di software. Dopo 10 anni il sito è ancora attivo e vicontribuiscono i più importanti ricercatori ed autori di libriesperti di Design Patter e dell’eXtreme Programming.Le caratteristiche principali di un wiki rappresentano la suaforza ed insieme la sua debolezza. Ogni pagina è modificabile,ed è applicata ed incoraggiata l’ipertestualità utilizzando unasintassi diversa dall’HTML, anche chiamata wikitext. Il wiki sievolve dal basso, secondo una modalità bottom-up, in cui illettore è autore.I possibili utilizzi del Wiki sono per il Personal KnowledgeManagement (PKM), o il Personal Information Management(PIM): cioè la gestione di documenti, risorse personali,bookmark, contatti che ciascuno ora deve organizzare. L’utilizzoDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro33
  34. 34. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009preferenziale è tuttavia di comunità: è particolarmente utile perla gestione condivisa di progetti, per un supporto a Comunità diPratica (CoP), per la scrittura (collaborativa) di articoli o libri.Può anche trovare utilizzi per FAQ e strumenti di supporto agliutenti dei sistemi informativi.Il Wiki da indubbi vantaggi, come la facilità di installazione e lafacilità di uso. Stimolano l’associazione creativa di idee edinvitano alla collaborazione, anche con la funzionalità di aiutarea ricordare ed a gestire molte informazioni di singoli e dicomunità.Esempio: WikipediaUn’enciclopedia online, consultabile gratuitamente, che dal2001 ad oggi ha raggiunto più di 500.000 articoli in 50 linguediverse: http://www.wikipedia.org/ .Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro34
  35. 35. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009BlogUn blog è un diario in rete. Il termine blog è la contrazione diweb log, ovvero "traccia su rete". Il termine weblog è statocreato da Jorn Barger nel dicembre del 1997. La versione troncaBlog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato lafrase "we blog" nel suo sito, dando origine al verbo "to blog"(ovvero: bloggare, scrivere un blog).Il blog è soprattutto un mezzo di espressione per il giornalismopartecipativo; pertanto, può considerarsi un esempio di citizenmedia. I vantaggi dei blog nelle situazioni d’emergenza sonomolteplici. Primo fra tutti è la velocità d’aggiornamento. Lapossibilità di editare sul blog non necessita nient’altro che unaconnessione internet, e attualmente questo presupposto èfacilitato dai servizi wap offerti dalle nuove tecnologie ditelefonia mobile (l’atto di aggiornare una pagina onlineattraverso il cellulare, è definito “moblogging”). Inoltre il blogoffre la possibilità di introdurre qualsisia tipo di materialemultimediale (audio, video, immagini), dando un improntaancora più realistica e vivida a ciò che si scrive, e mettendo inrisalto la trasparenza e il valore genuino del racconto personale.Altresì, connessi alla natura stessa della blogosfera, sussistonoinsidiosi svantaggi, quali la produzione di informazionepulviscolare (cioè di materiale difficilmente rintracciabile colpassare del tempo) e atti di puro sciacallaggio. Di fatti, ilpulviscolo indifferenziato di voci e testimonianze che unacatastrofe del genere produce, non è facilmente gestibile neltempo. Molto dell’informazione editata sarà destinata a undifficile reperimento futuro.Alcuni esempi giornalistici del blog:La Torre di Babele, che è il Blog del giornalista RAI PinoScacciaDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro35
  36. 36. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009http://pinoscaccia.splinder.com/.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro36
  37. 37. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro37
  38. 38. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Gestione dell’assetto digitale. Modello OAISLa funzione della gestione dell’assetto digitale è quella dellamemorizzazione dei documenti su supporti digitali, dellagestione delle collezioni digitali che raccolgono i documentidigitali, della garanzia dell’accesso permanente e dell’accesso edistribuzione dei documenti digitali.Lo standard più diffuso si basa sul Modello OAIS che prevede: la memorizzazione dei documenti (Archival storage); l’immissione dei pacchetti di informazione (Archivalinformation package); le funzioni di accesso e trasmissione dei documenti (Accessand Dissemination); la funzione di gestione (Administration).Tre sono i concetti principali che riguardano la diffusionedell’editoria digitale via Web:1) la metodologia di rappresentazione dei contenuti digitali,2) l’organizzazione dell’assetto digitale,3) l’interfaccia di accesso.Nella fase attuale, questi tre elementi sono standardizzati daOAIS in un’architettura dell’informazione standard, in cuipossiamo evidenziare un probabile nuovo canone o “unità distile” a cui tutti dovranno conformarsi. Qui, per i fini del corso,basta soffermarsi sull’aspetto meno tecnico e più funzionale diquesti standard.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro38
  39. 39. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Metodologia di rappresentazione dei documenti digitaliLa codifica dei testi rappresenta un’area di grande rilevanza e vaintesa in senso ampio. Include infatti le procedure analitiche dicodifica, ad esempio per la pubblicazione di edizioni critiche,indici, dizionari, concordanze. Inoltre, in senso ampio, lacodifica dei testi include anche le nuove forme di prodotticulturali, come ipertesto, multimedia, interazione e lavoro inrete, anche chiamati new media.SGML ed i suoi derivati HTML. SHML, XML e TEI, DocBook,ecc. sono linguaggi che sono stati studiati ed applicati ai testi perla loro conservazione e l’accesso diversificato rispetto a diversefunzionalità ed utenti, ma sono strutture decise a priori e rigide,per la comprensione da parte del calcolatore. Il problema èquello di rispettare queste esigenze di ordine informaticoinsieme a formalizzazioni per diverse personalizzazioni. Loscopo della codifica dei testi è quello di presentare e consentireun’ autoriflessione per pensare e comunicare i contenuti, enell’ambito di un approccio collaborativo creare conoscenza.La codifica del documento è la sua rappresentazione su supportodigitale in un formato “leggibile” da un elaboratore: si basa su un determinato linguaggio di marcatura (markuplanguage) che definisce la struttura del documento implica la codifica dei caratteri.La codifica del testo è definita come “ordered hierarchy ofcontent objects” o in sigla OHCO: cioè rende esplicita lagerarchia del testoFormati dei documentiDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro39
  40. 40. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009I formati degli oggetti digitali sono di grande importanza pergarantire la migliore fruizione degli stessi e la loro gestione epreservazione nel lungo periodo. I formati degli oggetti digitaliriguardano non solo la struttura del testo ma anche la codificadei caratteri ed i parametri di acquisizione immagini, nel casi dirappresentazioni facsimilari di testi come immagini.Quando si producono delle risorse digitali si dovrebberoimpiegare formati standard aperti, per garantire l’accesso aperto.L’impiego di formati aperti favorisce l’interoperabilità,garantendo la riusabilità delle risorse, che possono essere createe modificate da un gran numero di applicazioni. Si eviterà in talmodo anche la dipendenza da un unico fornitore. Tuttavia, inalcuni casi possono non esservi specifici standard aperti oppurequesti possono essere così recenti che gli strumenti in grado digestirli non sono ancora disponibili.Il contenuto testuale dovrebbe essere creato e gestito in unformato strutturato, adatto alla generazione di documenti HTMLo XHTML, per la loro pubblicazione in Web.Alla fine del 1987, un progetto importante da indicare in ambitoumanistico è quello della Text Encoding Iniziative – TEI, che haadottato il sistema usato dagli editori per la codifica dei testi:Standard Generalised Markup Language - SGML. A partire daquesti anni, è iniziata una riflessione ampia sulle metodologie esulle problematiche teoriche poste dal nuovo supporto digitale,che riguardano soprattutto il formato dei testi e la struttura deidati. Mentre la chiarezza necessaria per l’organizzazione delcomputer imponeva il disegno prioritario delle relazioni tra i datida memorizzare nella banca dati, la metodologia tradizionaledella ricerca umanistica ha un approccio storicistico che ponecome obiettivo di ricerca quello di trovare le relazioni tra i datiDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro40
  41. 41. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009stessi. Il dover predisporre il disegno della relazione tra i datinella banca dati, obbligava ad un livello di analisi dei dati almomento della creazione del documento stesso invece che almomento dell’analisi, con evidenti problematiche. Nel 1994 ilTEI ha pubblicato delle linee guida, intitolate “Guidelines forthe electronic text encoding and interchange” che rappresentanoil primo consapevole tentativo di condividere alcune regolestandard per la codifica dei testi. La caratteristica di queste lineeguida è di essere estremamente flessibili, con pochissimi campiinformativi obbligatori. TEI si è basato su SGML, che è statoscelto per la sua indipendenza dai sistemi hardware e softwareproprietari e per la sua flessibilità, caratteristiche entrambericonosciute necessarie per gli scopi di progetti di più ampiorespiro, in cui si voleva garantire sia la preservazione di lungoperiodo sia la ri-usabilità delle risorse digitali.Il formato XML (Extensible Markup Language) codificato nel1998 dal W3 è oggi lo standard predominante. Lo standardrichiede che ci si uniformi a un DTD (Document TypeDefinition) o ad uno Schema XML. Tutti i documentidovrebbero essere convalidati nei riguardi del DTD o delloSchema XML appropriato. XML è uno dei più potenti e versatilisistemi per la creazione, archiviazione, preservazione edisseminazione di documenti digitali e la sua sintassi rigorosa eal contempo flessibile ne rende possibile l’applicazione anchenella rappresentazione di dati strutturati, fornendo una soluzionealternativa ai tradizionali sistemi di data base relazionali. XMLè stato sviluppato dal World Wide Web Consortium(http://www.w3.org) e deriva da SGML, un linguaggio di mark-up dichiarativo sviluppato dalla International StandardizationOrganization (ISO), e pubblicato ufficialmente nel 1986 con lasigla ISO 8879.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro41
  42. 42. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Il concetto di tipo di documento o DTD è quello di descrivere lastruttura della classe di documenti cui si riferisce il documento,come un albero ordinato di componenti testuali o elementi tipo.Un tipo di documento è caratterizzato da: un insieme di elementi strutturali le relazioni di dipendenza tra gli elementi le relazioni di ricorrenza degli elementiIn molti casi, per motivi economici e di fedeltà alla copia astampa, si è scelto di memorizzare i contenuti su baseesclusivamente testuale utilizzando il Portable DocumentFormat (PDF) di Adobe. Il PDF è un formato di file proprietario,i cui diritti sono detenuti da Adobe, che conserva i caratteri, leformattazioni, i colori e la grafica del documento sorgente. I filePDF sono compatti e possono essere visualizzati e stampatigrazie al programma gratuito Acrobat Reader. Tuttavia, comeaccade per qualunque soluzione proprietaria, questa sceltacomporta dei rischi e si dovrebbe essere consapevoli dei costipotenziali di questo approccio, e di una transizione successivaverso standard aperti.Formati immagine e formati non standardLe immagini fisse digitali si dividono in due categorie: leimmagini a matrice di punti (raster o bit-mapped) e le immaginivettoriali (object-oriented).Il processo di digitalizzazione genera solitamente un’immaginea matrice di punti. Le immagini raster hanno la forma di unagriglia o matrice 2D, in cui ogni elemento dell’immagine (pixel)ha una collocazione unica all’interno della matrice e un valore(o un insieme di valori) di colore indipendente, che può esseremodificato separatamente. Rientrano nella categoria delleimmagini a matrice di punti anche le immagini create alDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro42
  43. 43. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009computer (born digital) cosiddette grafiche non vettoriali comeloghi, icone, disegni al tratto, etc..I file vettoriali forniscono un insieme di istruzioni matematicheutilizzate da un programma di disegno per costruire, gestire evisualizzare un’immagine.Formato e compressione dei fileIn stretta correlazione con i parametri di acquisizione è ilformato di memorizzazione dei file immagine acquisiti, e inparticolare il tipo di compressione che può essere operata suidati digitali dell’immagine. Esistono due principali tipologie dicompressione: quella reversibile o senza perdita (lossless) equella con perdita (lossy).La differenza fondamentale tra le due tipologie è che, se sidecomprime un’immagine precedentemente compressa conmetodi senza perdita, si ottiene nuovamente l’immagineoriginale, mentre la decompressione di una immagine compressacon metodi con perdita, non restituisce un’immagine identicaall’originale e ciò corrisponde, in generale, ad una perdita diqualità.Le immagini raster destinate al master digitale dovrebbero, inlinea di principio, essere memorizzate nella forma noncompressa generata dal processo di digitalizzazione, senzasubire trattamenti successivi; tuttavia l’utilizzo di metodi dicompressione senza perdita consente di salvare i dati utilizzandouna minore quantità di spazio sui supporti di memorizzazione(dischi, CD, DVD, nastri, etc.) senza pregiudicarne la qualità.Le immagini a matrice di punti, sia originate da operazioni didigitalizzazione, sia appartenenti alle immagini grafiche nonvettoriali (come quelle create al computer, loghi, icone, disegniDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro43
  44. 44. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009al tratto) devono essere memorizzate utilizzando uno dei formatiseguenti: Tagged Image File Format (TIFF), Portable NetworkGraphics (PNG), o anche: Graphical Interchange Format (GIF) oJPEG Still Picture Interchange File Format (JPEG/SPIFF), conattenzione alle considerazioni che seguono.Per le ultime due tipologie d’immagine è maggiormenteavvertibile il problema qualità/dimensioni per la trasmissione etale scelta può implicare la verifica della tipologia di utenza acui è trasmessa (utenza registrata o no, utenza scientifica, ecc.).Identificazione e nomenclatura delle risorse digitaliL’identificazione univoca di una risorsa digitale è il primoobiettivo degli identificatori. Si deve far uso a tale scopo delloUniform Resource Identifier (URI) e si dovrebbegarantire chel’URI sia persistente in misura ragionevole. L’URI dovrebbeessere la più logica e breve possibile, semplice da ricordare eche faccia riferimento al creatore di contenuti.E’ importante che l’utente finale abbia la possibilità di citareesattamente e in modo attendibile ogni singola risorsa, anzichédover indicare il collegamento [linkare] al sito web di un interoprogetto. Inoltre, revisioni e versioni della risorsa digitaledevono essere identificate chiaramente.Codifica dei caratteriLa codifica dei caratteri è un algoritmo che consente dirappresentare i caratteri in forma digitale, definendo unacorrispondenza tra le sequenze di codice dei caratteri (i numeriinteri corrispondendo a dei caratteri in un repertorio) e sequenzedi valori di 8 bit (byte o ottetti). Per poter interpretare i byte checompongono un oggetto digitale, un’applicazione richiedel’indicazione della codifica di carattere utilizzata nel documento.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro44
  45. 45. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009La codifica dei caratteri usata nei documenti di testo dovrebbeessere segnalata esplicitamente.Gli standards usati dono ASCII e UNICODE. In generale, ognidocumento digitale è costituito da un flusso (o stringa) dicaratteri espresse in digit ASCII / ISO 646 IRV / US ASCII, ISO8859 (il più utilizzato è ISO 8859-1 o ISO Latin 1), ISO/IEC10646-2:2001: Universal Character Set - Unicode 3.2(http://www.unicode.org)Alcuni esempi di DTDDocBook : DTD per la creazione di manualistica tecnica curatadal consorzio OASISXHTML 1.0: DTD per la creazione di documenti Webrealizzato dal W3 ConsortiumText Encoding Initiative TEI: DTD per la creazione di testi susupporto digitale in ambito umanistico sviluppata dal TEIconsortiumEncoded Archival Description EAD: DTD per la descrizionedi materiali archivistici realizzato dalla Library of CongressOpen eBook (o OeB) : è un formato creato dallente no profitOeBF (Open eBook Forum) del quale fanno parte diversi centridi ricerca, aziende e università. LOeB è uno standard aperto enon proprietario nato dalla necessità di avere delle regolecomuni per la realizzazione di eBook che forniscano funzioniavanzate di impaginazione e catagolazione e che soprattuttosiano disponibili per il maggior numero possibile di piattaformehardware e software. Il formato OeB deriva dallXML supportaquindi i fogli di stile e utilizza i metadati dello standard DublinCore (standard di descrizione e catagolazione delle risorse informato elettronico).Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro45
  46. 46. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Organizzazione dell’assetto digitaleAnche limitando la considerazione ai soli documenti digitali chesono gestiti dall’editoria digitale, qual è l’organizzazione deidocumenti che assicura la loro permanenza e la loro autenticità?Un problema organizzativo è ad esempio: Come i documentivengono resi accessibili? Come vengono gestiti i documentidinamici? Come rendere noto agli utenti che il documento èstato spostato? Oppure che il contenuto è stato cambiato?Le organizzazioni e le istituzioni che gestiscono la produzione e/o la gestione di contenuti digitali hanno la responsabilità diun’organizzazione affidabile, che sia trasparente agli utenti.Tutto questo ha un impatto sulla neutralità dell’organizzazionedella editoria digitale, in confronto con le procedure dell’editoriatradizionale.MetadataUna funzione importante è data ai metadata. Bisognaevidenziare che i metadata che descrivono ogni pubblicazioneriguardano una varietà di oggetti digitali, non solo documentibibliografici o in genere testuali, comprendendorappresentazioni digitali di oggetti multimediali ed anchepacchetti come i corsi in linea.Esistono due filosofie di metadata. La prima è rappresentata daun approccio in cui esiste un unico schema per ogni tipologia didocumento e per ogni comunità di utenti. Quando vieneaggiunto un nuovo oggetto, lo schema viene esteso, allo stessomodo quando viene esteso ad altre comunità con particolarirequisiti questo viene adattato a questi bisogni. E’ il caso delMarc, schema usato dalle biblioteche.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro46
  47. 47. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Una filosofia opposta è invece nata all’interno della comunitàdel Dublin Core (DC). Diverse comunità di utenti possonosviluppare e mantenere dei pacchetti di metadata interconnessi.In questo caso il DC serve come un sistema unificatore di varimetadata, mentre le singole comunità possono usare deiqualificatori per adattarlo alle loro esigenze.Metadati strutturaliI metadata di struttura servono a gestire le applicazioni. Imetadati strutturali descrivono le relazioni logiche o fisiche checollegano le parti di un oggetto composito. Un libro “fisico”, adesempio, consiste in una sequenza di pagine. Un documentoarchivistico può consistere in una sequenza di carte di unfascicolo inserito in una busta a sua volta parte di una serieinserita in un fondo particolare. Il processo di digitalizzazionepuò generare un certo numero di risorse digitali distinte, adesempio una immagine per ogni pagina, ma il fatto che questerisorse formino una sequenza e che quella sequenza costituiscaun oggetto composito o faccia parte di una struttura complessamultilivellare è evidentemente essenziale per il loro uso e la lorointerpretazione.Il Metadata Encoding and Transmission Standard (METS:standard di metadati per la codifica e la trasmissione) fornisceun formato di codifica per metadati descrittivi, amministrativi estrutturali, ed è progettato per supportare sia la gestione dioggetti digitali che la distribuzione e lo scambio di oggettidigitali fra i diversi sistemi.Il IMS Content Packaging Specification (specifiche IMS per laconfezione del contenuto) indica un modo per descrivere lastruttura e organizzare le risorse composite per l’apprendimento.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro47
  48. 48. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009ONIX ONline Information eXchange è uno schema sviluppato egestito dagli editori, sia per la descrizione che per le transazionicommerciali sulle pubblicazioni. E’ stato sviluppato permandare dei pacchetti di dati ai librari, ai motori di ricerca, adagenzie e tutti gli interessati.Una risorsa digitale non è creata isolatamente, ma come parte diuna collezione digitale, e dovrebbe essere presa inconsiderazione nel contesto di quella collezione e del suosviluppo. Le stesse collezioni possono poi essere viste comecomponenti intorno ai quali è possibile costruire molti tipidiversi di servizi digitali in rete. E’ quindi importante ottenerel’interoperabilità delle risorse, pur nella varietà di schemi dimetadata.Per l’interoperabilità non è tuttavia sufficiente avere un accordosu metadata standard ma occorre anche concordare dellearchitetture ed il modo in cui i metadata vengono estratti peraltre collezioni, per i middleware e per gli utenti finali.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro48
  49. 49. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Interfaccia di accesso WebIl problema dell’interfaccia è stato sinora visto come la funzionedi riorganizzazione dei testi nei portali, termine usato peridentificare dei punti di accesso facilitato ad Internet. Gli editoridei portali usano la logica dell’ipertesto per porsi non comeautori del testo ma come aggregatori e fornitori di informazioni.Questo per dire che prima di tutto, nell’edizione digitale enell’organizzazione dell’informazione, la creazione di contenutiè diventata un processo industriale:dei gruppi di professionisti, con varie competenze, collaboranoper un processo complesso.Il costo notevole di una produzione digitale richiede inoltre laricerca di un mercato consistente, spesso internazionale, oppureimpegna il settore pubblico ad investire in modo significativoper un’informazione condivisa democraticamente da tutti icittadini. La divisione del lavoro nei progetti di editoria digitalespinge inoltre alla standardizzazione tecnica e formale.Un altro aspetto è tuttavia da evidenziare per quel che riguardal’interfaccia: la maniera in cui gli utenti accedonoallinformazione dipende, oltre che dalla loro conoscenza edesperienza, dallinfrastruttura a cui hanno accesso e dal softwaredisponibile nel loro computer. Un problema strettamenteconnesso alla natura del documento digitale investe lamediazione di accesso al documento. Finora il lettore avevaottenuto un accesso alla scrittura mediato dalla sua conoscenzaed esperienza. Si rende necessario ora che il lettore abbia uncomputer collegato alla rete, i software necessari e soprattuttoche sappia usare il computer ed i software. Un documentodigitale ha ora caratteristiche diverse perché per essereaccessibile deve essere tradotto e restituito in forma visibile dauna macchina senza la quale non è niente. Di fronte ad unDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro49
  50. 50. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009documento scritto, ad una tavoletta d’argilla, ad un’epigrafel’unica mediazione che si pone deriva dalle capacità possedutedal lettore, dal livello di conoscenze che possono consentire didecifrarlo, contestualizzarlo ed interpretarlo. Il rapporto tralettore e documento digitale ha creato un altro tipo dianalfabetismo di ritorno, determinato dalla esigenza primaria disaper usare al meglio le tecnologie per la ricerca ed il recuperodell’informazione. Diventare alfabetizzato nella capacità ditrovare ed usare l’informazione non è tuttavia sufficiente perchéc’è la necessità di possedere uno strumento specifico per esseremesso in grado di poter leggere il testo.Il digital divide, cioè la divisione tra nuovi ricchi e poveri è ilprezzo da pagare per l’accesso all’informazione digitale, intesonella Società dell’informazione anche come valore economico.La modalità di accesso al documento digitale digitale (ointerfaccia) è lo strumento con cui l’utente può cercare evisualizzare l’informazione di cui ha bisogno. La ricercasull’accesso si è soprattutto concentrata sul comportamentodell’utente nella ricerca dell’informazione (informationseeking), per migliorare la relazione uomo - macchina. Ilproblema maggiore di chi sviluppa un’interfaccia di ricerca, disolito un informatico che non ha esperienza di servizio, è infattila sua quasi totale ignoranza di come l’utente cercherà ed useràla risorsa digitale.Le modalità di base di accesso devono prevedere trefunzionalità:1) la prima è quella di poter navigare (browsing) tra gliindici e nellorganizzazione della collezione, per identificare eDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro50
  51. 51. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009localizzare un documento che soddisfa i bisogni dell’utente madi cui non si conosce l’esistenza;2) la seconda è quella di ricercare, inserendo unadeterminata stringa di ricerca, per identificare un particolaredocumento e localizzarlo;3) la terza è quella di visualizzare ed usare i documenti,localizzati attraverso le due precedenti modalità di ricerca, fino acostruirsi una propria biblioteca personale.Per la navigazione, il più comune metodo di ricerca, bisognarendere possibile l’accesso per argomento, per tipo didocumento od altri schemi giudicati funzionali per l’utente.Bisogna anche decidere se la collezione digitale sarà sfogliabileinteramente, cioè sarà descritta e ricercabile per la granularitàintera del documento digitale o solo un suo sottoinsieme. Lanavigazione presuppone che un intermediario predispongaun’organizzazione che possa dare risposte e soluzioni a certerichieste di informazione, con la possibilità per l’utente dicontinuare autonomamente la sua ricerca. Dopo circa cinquantaanni dall’idea di Bush, la navigazione realizza il concetto delMemex, inteso come stazione di lavoro dellutente (scholarsworkstation) attraverso cui archiviare e recuperarelinformazione. Il servizio prevede un singolo punto di accesso acui ci si collega sia per fare la ricerca che per ricevere ildocumento: potrà essere l’OPAC della biblioteca, un portale, unqualsiasi altro servizio “One stop shopping”. Questo punto diaccesso diventa uno strumento di segnalazione delleinformazioni fondamentali nelluniverso del Web.Un altro modo di accesso è la ricerca, che deve fornire lapossibilità di ricerche complesse e di ricerche semplici,personalizzando le interfacce. In questo caso gli utenti devonoDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro51
  52. 52. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009essere in grado di comprendere bene il loro bisogno diinformazione e di saperlo formulare nel linguaggio di ricerca. Ilruolo dei bibliotecari e di altri intermediari, nelladisintermediazione, è passivo, di sola assistenza a chi cerca, macon una complicazione in più rispetto alla normale funzionedell’intermediario: l’utente della biblioteca digitale è sempre dipiù remoto. Mentre nella normale relazione faccia a faccia lacomunicazione umana è indirizzata a singoli utenti, è aiutata dasegnali non verbali e da un feedback immediato, lacomunicazione mediata dal computer è per sua natura asincronae non personalizzata, perché diretta a molteplici utenti.Il processo di ricerca dell’informazione, apparentementesemplice, è in realtà complesso. Include un certo numero di fasidistinte, in cui determinate azioni vanno fatte e precise sceltedevono essere prese. Shneiderman, Byrd e Croft indicano ilprocesso di ricerca in quattro fasi che definiscono come: la formulazione della ricerca, l’azione, la valutazione dei risultati, il raffinamento della ricerca.Nella fase della formulazione, l’utente deve chiarirsi i suoi realibisogni di ricerca, formulare le domande di ricerca e selezionarele risorse (biblioteche digitali, banche dati, periodici elettronici,ecc.) da ricercare. L’utente deve sapere a quale collezione deveindirizzarsi per la sua specifica domanda di ricerca ed anche,all’interno di una collezione, quale canale di ricerca scegliere(ad esempio autore, titolo, oppure un’altra chiave). Anche leparole e la formulazione della stringa di ricerca non sono daconsiderare un’operazione banale, in quanto presuppongono chel’utente sia familiare con la terminologia usata dalla specificarisorsa (anche in lingue diverse dalla propria) e con i diversiDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro52
  53. 53. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009operatori resi possibili dai diversi linguaggi di ricerca dellarisorsa. La fase dell’azione è di solito più facile, con un bottoneod un click si può far partire il motore di ricerca. Poiché laricerca può a volte impiegare del tempo per essere eseguita,alcuni sistemi usano dare dei risultati man mano che la ricercaprocede. La fase di valutazione dei risultati è aiutata di solitodall’interfaccia, chiedendo la preferenza per alcuni tipi dipresentazione e diverse modalità di ordinamento dei risultati(come ad esempio per collezione, per data, per rilevanza). Ilraffinamento della ricerca è a volte facilitato dall’interfaccia,riproponendo la prima richiesta, oppure questo aiuto non c’è e sideve procedere ad una nuova ricerca. In qualche caso èdisponibile il feedback di rilevanza, che rende possibile ripeterela ricerca sulla base dei risultati che sono stati ritenutidall’utente significativi.Marchionini ribadisce che le interfacce di ricerca devonorispecchiare il modello di ricerca dell’utente e corregge in partele fasi prima indicate, definendo cinque fasi di ricerca:definizione del problema di ricerca, selezione della risorsa,articolazione del problema (incluso la stringa di ricerca), esamedei risultati ed estrazione dell’informazione. Mentre leinterfacce esistenti hanno sviluppato essenzialmente la funzionedi supporto all’articolazione del problema, le funzioni per lealtre fasi secondo l’autore sono ancora carenti.Una volta che il documento che interessa verrà identificato,l’utente lo vorrà visualizzare, vederlo insieme ad altri oscaricarlo nel proprio computer, per poi stamparlo omanipolarlo. In questo caso, le interfacce dovrebbero renderepossibili queste opzioni. L’accesso ai documenti nella bibliotecadigitale viene chiamato “Document access and supply”, cioèDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro53
  54. 54. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009fornitura di una copia del documento digitale richiestodall’utente.Il servizio di fornitura dei documenti è immediato, senza i tempidi attesa per la consegna dai magazzini o la trasmissione dafornitori di "document delivery". Il sistema di fornitura deldocumento deve essere interoperabile con diversi sistemi,perché deve essere integrato coi sistemi esistenti, incluso ilsistema della ricerca in banche dati ed il sistema del prestitointerbibliotecario, aperto agli sviluppi futuri prevedibili nellatrasmissione dei documenti, come ad esempio poter impiegareun approccio di digitalizzazione a domanda (demand driven),poter immagazzinare i documenti digitalizzati, se questo noncontrasta con il copyright, poter fornire i documenti secondo ilformato scelto dall’utente.Laccesso integra sistemi di ricerca che ora sono separati (adesempio la ricerca nei cataloghi e nelle banche dati) ed unificadiverse collezioni digitali costruite da diversi creatori didocumenti digitali. Tuttavia questo servizio ideale ancora non ècompletamente disponibile, pur se la tecnologia offre già da oralopportunità di muovere vaste quantità di testo e dati ad altavelocità.Le funzionalità dell’interfaccia di ricerca fin qui descritte siriferiscono alla funzionalità base di accesso all’informazione.Altre funzionalità dell’interfaccia possono essere di supportoall’attività di apprendimento e di creazione di nuovaconoscenza, missione di servizio delle biblioteche digitali piùavanzate. Shneiderman che può essere considerato il gurudell’interazione uomo-macchina nelle biblioteche digitali,propone quello che chiama “genex framework” in cuiDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro54
  55. 55. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009l’interfaccia è in funzione di quattro fasi richieste per lacreatività: Raccolta (Collect): in cui l’utente apprende dalle risorsedigitali della biblioteca digitale; Comunicazione (Relate): in cui si possono consultareesperti e colleghi di pari livello; Creare (Create): in cui è possibile esplorare, combinare evalutare possibili soluzioni; Contribuire (Donate): in cui è possibile disseminare irisultati raggiunti e contribuire alla biblioteca digitale.L’accesso attraverso le interfacce si basa su due componenti:una tecnologica, che corrisponde all’infrastruttura necessaria perle collezioni digitali ed una umana, basata su una nuovaintermediazione basata sulla collaborazione e la comunicazionedelle persone che creano ed usano le risorse digitali in ambienticollaborativi come potranno diventare le biblioteche digitali.Linfrastruttura tecnologica può anche essere in contrasto con lacomponente umana. Questo avviene quando lo sviluppo fisico,organizzativo, politico di singoli sistemi di ricerca si basa surealizzazioni isolate di collezioni digitali locali. Laccesso allabiblioteca digitale esaspera problematiche comelinteroperabilità di sistemi diversi e stimola (o obbliga) ad unanecessaria cooperazione tra tutti gli attori coinvolti nel ciclo divita della risorsa digitale.La tecnologia per i servizi dellaccesso non può quindi esserevista isolatamente, senza considerare limpatto organizzativosulle istituzioni che realizzano le biblioteche digitali.La mediazione con gli utenti è nella fase attuale completamenterealizzata attraverso il computer; questo rende necessarioDispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro55
  56. 56. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009focalizzare le interfacce per migliorare l’accessibilità delsistema.E’ prevedibile che l’accesso dell’utente finale alle risorseavverrà anzitutto attraverso l’uso di reti locali e di protocolliInternet. La preparazione per la pubblicazione richiede che ilmaster digitale venga elaborato per generare oggetti digitaliadatti a essere usati nel contesto di Internet, tipicamenteattraverso meccanismi di scalabilità, come la riduzione dellaqualità e la generazione di file di dimensioni adeguate altrasferimento attraverso la rete, oppure attraverso metodi ditrasmissione progressiva, che consentono una fruizione gradualee controllabile a seconda di parametri collegati con il profiloutente.Inoltre, i file audio e le sequenze video possono essere residisponibili sia per lo scaricamento (download), che per lostreaming. In questa ultima modalità, anziché trasferire l’interofile prima che possa partire la sua esecuzione, viene creato unadeguato spazio di buffer sul computer dell’utente e i dativengono trasmessi nel buffer. Non appena il buffer è pieno, ilfile streaming comincia a essere eseguito, mentre i daticontinuano ad essere trasmessi.Deve esser tenuto in considerazione che esiste una certavariabilità: nel tipo di strumentazione hardware e di software impiegatidagli utenti; nei livelli di larghezza di banda entro i limiti dei quali gliutenti operano.Per raggiungere il più vasto pubblico possibile, le risorse digitalidovrebbero essere disponibili in più dimensioni, formati,Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro56
  57. 57. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009risoluzioni o velocità di bit (bit-rate) alternativi, scegliendo,quando possibile, formati che offrano scalabilità di risoluzione edi qualità delle immagini.ProtocolliLa ricerca e l’accesso all’editoria digitale si basa sull’adozionedi protocolli per la ricerca distribuita. La ricerca dovrà infattiavvenire attraverso il colloquio tra computer, che osservadeterminati linguaggi definiti dai protocolli. Tra questi alcunilargamente utilizzati per le applicazioni delle biblioteche digitalisono: lo standard Z39.50, il protocollo OAI-PMH (Open AccessInitiative. Protocol for Metadata Harvesting).Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro57
  58. 58. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Comunicazione scientificaL’ evoluzione dell’editoria digitale porta con se da parte deglieditori aspettative di- costi di produzione più bassi- velocità senza precedenti di diffusione dell’informazione- maggiore impatto sociale della pubblicazione digitale.L’integrazione dei messaggi multimediali in un unico supportoconduce alla ricerca dell’esaustività, l’interattività dellascrittura ipertestuale induce una riflessione sul modo dicondivisione del sapere, e sull’organizzazione di unitàinformazionali ipertestuali.Il primo fenomeno di questo rinnovato contesto tecnologicodell’editoria è quello che è stato chiamato information overload,sovrabbondanza di messaggi in cui è necessario trovare un filtroo un bandolo della matassa per uscire da un labirinto senza finedi informazioni di qualità varia in cui perdersi senza scampo. Unaspetto rilevante di questo fenomeno si può identificare nelrischio, già evidenziato da Platone per la diffusione dellascrittura alfabetica, che una gran quantità d’informazioni adisposizione, non supportata da un’istruzione adeguata, avrebbecreato dei falsi sapienti.Gli editori, in particolare in Italia, tardano ad investirenell’editoria digitale. Il settore che invece ha usufruito findall’inizio delle nuove tecnologie per una nuova organizzazionedella comunicazione e della creazione di conoscenza, è stato ilsettore accademico.Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro58
  59. 59. Corso Editoria digitale a.a. 2008/2009Il movimento Open Access (Accesso aperto, di seguito citatocome OA) rappresenta un rivoluzionario cambiamento nellacomunicazione scientifica. Lo scopo del movimento OA èquello di garantire l’accesso libero a tutte le pubblicazioniscientifiche attraverso Internet. Per realizzare questo, il“modello OA” si pone l’obiettivo di garantire un accessogratuito, in modo alternativo (o parallelo) ai canali tradizionalidi diffusione delle pubblicazioni scientifiche. Ogni rivoluzionedeve avere il proprio leader e sicuramente il leader delmovimento OA è Stevan Harnad, la figura dominante che hascritto e tuttora scrive gli articoli che hanno posto le basi delmovimento1. La lista di discussione aperta da Harnard, chiamataSeptember 1998 American Scientist Forum, è il suo maggiorecanale di comunicazione. Un’altra personalità chiave è PeterSuber, che gestisce la Newsletter di SPARC ed ha gestito ilbulletin board di Free Online Scholarship. Altre personalità dispicco sono Harold Varmus e Michel Eisen della Public Libraryof Science (PLOS).Cosa accomuna queste e molte altre personalità e comunità, tutteprovenienti dal mondo accademico e da quello della ricerca?Perché possiamo dire che il modello OA è rivoluzionario?Se ci si limita a considerare l’uso di Internet come canale dicomunicazione, il modello OA si pone come un’evoluzionenaturale del supporto e del canale di comunicazione dellepubblicazioni a stampa, ma non può dirsi rivoluzionario. L’usodi Internet per rendere più veloce ed efficace la diffusione dellepubblicazioni scientifiche è stato ampiamente applicato nellacomunità scientifica, senza tuttavia risolvere alcuni problemiche descriveremo successivamente, come la crisi dei prezzi e lacrisi dell’accesso. Non possiamo nemmeno dire che il modello1http://www.eprints.org/openaccess/Dispense del Corso Editoria Digitale30 ottobre 2008Anna Maria Tammaro59

×