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Sintesi track agenda digitale barcamp camera deputati integrale-def

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Sintesi track agenda digitale barcamp camera deputati integrale-def

  1. 1.   1   Barcamp della Camera dei Deputati sull’Agenda Digitale europea Palazzo Montecitorio, Roma, 11 Aprile 2014 Sintesi delle Track 1.“Digital Divide”, a cura di Monia Galardi, Information Systems Professional, Digital Projects Manager 2."PA (& Spending Review)", a cura di Giuseppe Pirlo, Università degli Studi di Bari, referente Agenda Digitale e Smart City 3.“Formazione – Competenze Digitali”, a cura di Nello Iacono, Associazione Stati Generali dell’Innovazione    
  2. 2.   2   Si è tenuto l'11 Aprile 2014, a Palazzo Montecitorio, il primo BarCamp della Camera dei Deputati. Tre tracks “Digital Divide”, “PA e Spending Review”, “Formazione – Competenze Digitali”, che hanno convogliato e raccolto inputs concreti, di professionisti del settore. Una non conferenza per condividere esperienze e fornire spunti di riflessione, al tam tam di #facciamolagenda in vista del mandato di Presidenza della Comunità Europea per l'Italia. L’obbiettivo raccogliere dai partecipanti idee, progetti, proposte e contributi finalizzati al miglioramento della posizione dell’Italia in rapporto agli indicatori dell’agenda digitale Europea. Ha inaugurato i lavori l’apprezzato saluto della Presidente della Camera dei Deputati, Laura Bodrini. Nota per i lettori, i partecipanti al BarCamp sono intervenuti su più temi, in più tracks. I resoconti qui riportati mirano a riportare l’essenza delle conversazioni che hanno avuto luogo. Track “Digital Divide” Gli argomenti in apertura: Hospitality Management e Turismo Parola chiave: Disintermediazione. L'opportunità: Big Data per un Marketing tech savvy a servizio del settore Turismo, anche in locale. Elaborazione ed analisi dati in tempo reale per migliorare sinergie d'intervento, dialogo e gestione progetti, quindi, ma anche promozione ed individuazione opportunità di business in settori affini (es. soluzioni di Domotica per hotel ed alberghi. Strutture alberghiere innovative che si fanno nel contempo vetrina dell'innovazione stessa). E se da un lato grande punto di forza dell'Italia è che possiede ricchezze patrimoniali e paesaggistiche considerevoli. Dall'altro si avverte la necessità di maggiore interattività dato/fruitore dato, certificazione delle reviews, più promozione. Il rischio non sfruttare appieno il potenziale turistico. Tecnologie Market Basket Analysis, Analytics Dashboards real time. (Edoardo Colombo) Gli standard migliorano l'Interoperabilità. Attualmente occorrono + di 18 mesi, in media, per definire una norma. Per migliorare la posizione dell’Italia rispetto al Pillar II - Interoperability & Standards, una prima considerazione: si può far riferimento a norme tecniche europee e laddove vi siano lacune di norme/standard, gestire a livello nazionale, ciò che manca a livello europeo. Da discussione è emerso suggerimento che può essere esercizio utile, sempre nel contesto Pillar II, stilare una lista degli standard che, per settore, rappresentino un ostacolo all'interoperabilità dei sistemi informativi in Italia. Con priorità da considerare. (Domenico Squillace http://www.slideshare.net/mimmosquillace/barcamp-camerauninfo) Per attendere gli obbiettivi del Pillar III Trust & Security è stata proposta l'adozione dell'App SOS Angels, presentato come esempio di Sicurezza Partecipata, quest’app permette di ottimizzare la gestione risorse forze dell'ordine con interventi più mirati, là dove occorrono. L’App SOS Angels permette infatti, una geo- localizzazione precisa e la creazione di un network di pronto intervento composto in primis da familiari, conoscenti, amici nei paraggi e forze dell'ordine. Presentato come deterrente efficace per il tipo di crimine considerato (violenza sulle donne) oltre alle funzionalità dell'app, si è discusso di Rintracciabilità e rischio
  3. 3.   3   Mass Surveillance. Aspetti che il promotore dell'applicativo assicura di aver considerato adottando una tecnologia innovativa e brevettata. (Sandro Laconi) In relazione al tema “Fibra”, tre gli elementi valutati: Scavi fino ad Edificio – Fibra – Impianto passaggio fibra in Edificio. Per conseguire gli obbiettivi del Pillar IV: Fast and ultra-fast Internet Access, tra i vari aspetti presi in esame un suggerimento: considerato il cambio normativo in corso sarebbe ideale includere ora, nei Regolamenti edilizi, obbligatorietà' adeguamento struttura edilizia per passaggio fibra. Altri suggerimenti: effettuare mappatura posa cavi da rendere poi accessibile a tutti come open data, prevedere incentivi per adozione fibra. Modificare una normativa non dipende dal singolo operatore. Da chiarire chi deve occuparsi di cosa Comune/Provincie/Regioni. In aggiunta vanno valutati i rischi legati a network eavesdropping nel caso si renda pubblica la mappatura posa cavi. (Francesco Loriga ) Per l'ePayment è stata presentata l'iniziativa di CashlessWay, associazione nata per diffondere la cultura digitale dei pagamenti attraverso iniziative di comunicazione, promozione, formazione, relazioni istituzionali e business networking. Di valenza particolare il modello d'approccio collaborativo, adottato tra il promotore dell'iniziativa e le istituzioni. No scontro. No Lobby. E’ inoltre emerso come aspetto chiave per il successo dell' ePayment in Italia, la fiducia degli utilizzatori. (Geronimo Emili) Due interventi, un'affinità social. Perche' Donne & Rete: i numeri (da rete Wister) le donne sono piu' Redditizie (+35%), assicurano ai propri azionisti più utili (+34%), sono più attive nel social network. (Emma Pietrafasa). In altro intervento si è parlato degli obbiettivi Pillar VI: Enhancing digital literacy, con riferimento ad Action 57: Prioritize digital literacy and competences for the European Social Fund. L'idea: Social Collaboration. Tanti gli spunti actionables (actionable intelligence) sul perchè implementare strategie social: il Management si fa promotore (key per Change Management), Social Collaboration è Social quindi i fattori culturali fanno parte del processo d'adozione delle nuove tecnologie nel digital. Inoltre la community di riferimento e' coinvolta con le stesse modalità del management, è il nuovo approccio che richiede attenzione e senso di responsabilità. Social collaboration per sostenere l'adattabilità digitale dei lavoratori e delle imprese attraverso un programma di formazione che miri ad aumentare competenze ICT. (Vincenzo Luise)
  4. 4.   4   Track “PA (& Spending Review)” La track "PA (& Spending Review)" del primo Barcamp della Camera dei Deputati sugli indicatori dell’Agenda Digitale europea, svoltosi a Palazzo Montecitorio l’11 Aprile 2014, ha consentito la condivisione di idee, progetti ed esperienze finalizzate al miglioramento della posizione dell’Italia in rapporto agli indicatori dell’agenda digitale europea legati al mondo della PA. I contributi presentati hanno offerto la possibilità di guardare alle opportunità offerte dall'Agenda Digitale da diversi punti di vista, anche non convenzionali. In particolare il miglioramento dei processi e dei servizi della PA è stato discusso con riferimento non solo agli aspetti metodologici ed alle tecnologie, ma anche a quelli legati all'innovazione scientifica ed alla formazione, all'organizzazione ed alla governance. In particolare il MIUR si è reso portatore nell'ambito della track "PA (& Spending Review)" dell'importante esperienza legata al progetto Ritardi.Zero del 2013, per individuare e risolvere le principali cause di rallentamento nell’attuazione dei progetti PON. L'esperienza maturata richiama fortemente l'attenzione sulla necessità di passare - per lo sviluppo dell'Agenda Digitale nelle PA - dalla cultura dell'adempimento a quella del risultato. In particolare è stata evidenziata, per l'avanzamento dei progetti, l'utilità dell'istituzione del Project Officer (PO) responsabile unico dell'efficace, regolare e ordinato svolgimento delle attività progettuali e garante del rigoroso rispetto delle tempistiche previste. Nondimeno la creazione di gruppi di lavoro con l’obiettivo di definire strumenti e processi omogenei per linea di attività, introducendo semplificazioni procedurali e attivando forme di monitoraggio e controllo delle attività di tutti i soggetti, ha consentito di assicurare maggiore uniformità tra procedimenti e la “stabilizzazione” degli strumenti operativi (Fabrizio Cobis). Un'altra considerazione emersa durante la track è che l'utilizzo dei servizi di e-gov da parte di cittadini ed imprese è ancora insufficiente nonostante l'Italia sia tra le nazioni europee che meglio si posizionano in ordine alla disponibilità di tali servizi. Al fine di favorire l'utilizzo dei servizi di e-gov da parte dei cittadini tanto può esser fatto attraverso l'adozione di sistemi e tecniche innovative che consentono lo sviluppo di servizi in grado di corrispondere più pienamente ai bisogni dei cittadini. L'uso di strategie di Service Design consente in particolare di rendere un servizio utile, usabile, efficiente, efficace e desiderabile, migliorando la qualità dell’interazione tra PA e cittadini. Per la PA, è un modo per sviluppare servizi che meglio corrispondono ai bisogni dei cittadini, ma anche servizi meno costosi, perché progettati in un'ottica futura di economia di risorse. (Alessandro Nasini). In particolare poi, in tema di Spending Review, è stato mostrato come l'esigenza di ridurre la spesa della PA ha portato allo sviluppo di numerose soluzioni innovative. Ad esempio l'indagine conoscitiva del 2009 della Commissione Affari Istituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni ha rilevato come ogni anno la PA movimenta circa 130,5 mil. di comunicazioni postali, per una spesa complessiva, comprensiva dei costi del lavoro, che supera annualmente i 2,4 miliardi di euro. Le comunicazioni elettroniche certificate mostrano infatti ancora un notevole divario tra privato e PA, non riuscendo quest'ultima a raggiungere tutta quella popolazione che, per varie ragioni, non utilizza un indirizzo di posta elettronica certificata. Le nuove soluzioni di posta raccomandata elettronica consentono di ridurre questo gap con un enorme risparmio economico per la Pubblica Amministrazione. (Claudio Anastasio)
  5. 5.   5   L'esigenza migliorare la qualità dei servizi mediante procedure innovative e la partecipazione dal basso è stata discussa anche con riferimento alla fruibilità dei geodati digitali e dei servizi geografici ad essi associati. Le esperienze maturate anche in Italia di collaborative government per la generazione e fruizione di contenuti secondo modalità partecipative degli utenti possono contribuire significativamente e rapidamente a favorire l'utilizzo di servizi digitali. E' quindi necessario consentire e stimolare la pubblicazione dei data set geografici prodotti prima dell’esecuzione del loro collaudo e attivare forme di collaudo collaborativo dei dati, che si svolgano in contemporanea al collaudo stesso e si protraggano lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Tale soluzione garantisce una maggiore circolazione del dato geografico, incrementa sensibilmente la qualità del risultato complessivo, riduce i costi del processo formale e limita il rischio di ripetizione del processo di collaudo, escludendo che esso possa concludersi con esito negativo e, quindi, debba essere ripetuto, con conseguente ulteriore rinvio del rilascio del prodotto cartografico. Questa proposta, che richiede uno specifico intervento normativo, oltre ad aumentare l'efficacia e l'efficienza del collaudo dei dati geografici, risulterebbe fortemente "user-centered", ponendo il cittadino al centro del processo amministrativo e quindi pronto ad un uso ampio e consapevole dei dati geografici, a tutto vantaggio della catena del valore legata allo sviluppo di attività basate su dati geografici (Massimo Zotti). La possibilità di utilizzare nuove metodologie è stata espressa anche con specifico riferimento alla costruzione delle smart city, superando le visioni verticistiche spesso proposte dal mondo delle imprese alle governance territoriali, e sposando invece criteri di partecipazione dal basso anche in grado di ridurre il gap di alfabetizzazione e professionalizzazione. In particolare lo schema metodologico proposto è in grado inizialmente di aiutare la città stessa a capire il modello di smart city a cui riferirsi per poi fornire, nella successiva fase di sviluppo, un cruscotto di supporto alla realizzazione della smart city stessa e una sala di regia allorquando la smart city è realizzata. Elemento distintivo della proposta è che la cabina di regia della smart city, che sta all'interno della piattaforma di governance, funga anche da "palestra" per lo sviluppo di una nuova generazione digitale, utilizzando quindi la piattaforme di governance come un vero e proprio incubatore di nuove idee imprenditoriali (Valerio Lombardi). L'esigenza di favorire approcci partecipati è emersa anche con riferimento al mondo delle start-up per il quale risulta essenziale la creazione di un ecosistema integrato per realizzare un nuovo modello di fare impresa. In particolare l'adozione di strumenti di partecipazione consente di sostenere forme di contaminazione tra esperti dei vari domini ma anche tra comuni cittadini, favorendo lo sviluppo "dal basso" di nuove proposte anche in grado di colmare possibili carenze delle istituzioni. (Antonio Prigiobbo) Nondimeno è stato evidenziato come la frammentazione informativa che caratterizza oggi l’ecosistema pubblico italiano dei servizi di e-gov può essere superata attraverso l'uso delle tecnologie di "cognitive computing". Permettendo di integrare dati strutturati e non, queste tecnologie consentono di estrarre nuove forme di conoscenza che possono essere rese facilmente fruibili anche da utenti non specializzati attraverso tecniche di visual analytics. Mediante queste tecniche è possibile analizzare "big data" in modo adattativo favorendo l'accesso alla conoscenza tramite linguaggio naturale o in modalità visuale anche ai non addetti ai lavori. Favorendo l'interazione "digitale" del cittadino e delle imprese con la PA, queste tecnologie sono anche alla base del necessario processo di trasformazione della PA stessa in abilitatore del cambiamento verso modelli più efficaci di fruizione e creazione di valore e la riduzione dei fenomeni di "digital divide" (Devescovi).
  6. 6.   6   Analogamente è stata anche presentata durante la track una nuova piattaforma web di performace analysis che consente di definire specifici score prestazionali attraverso tecniche fuzzy in grado di aggregare informazioni quantitative e qualitative. La piattaforma è rivolta sia ai cittadini che ai centri di governo delle PA ed offre la possibilità in maniera semplice ed intuitiva di verificare le performance di enti e società. Ai cittadini fornisce un servizio utile in quanto consente di verificare come viene amministrata la spesa, ai centri di governo delle PA consente di ottimizzare la gestione economica andando a tagliare spese non necessarie (Giuseppe Ancona). In molti interventi si è fatto notare la centralità della formazione per poter rendere concreto lo sviluppo dell'Agenda Digitale. In particolare è stato chiaramente ribadito come è necessario far comprendere agli utenti che i mutamenti legati alla digitalizzazione non vanno considerati un’imposizione scomoda e obbligatoria proveniente dall’alto, bensì una vera e propria opportunità, che prima la si accoglie, prima scaturiranno e saranno misurabili i benefici che ne derivano a favore di un miglioramento e di una crescita professionale. In tal senso specifica attenzione è stata posta alla formazione di categorie di professionisti come Notai e Dottori Commercialisti sulle cruciali tematiche della fatturazione elettronica e della conservazione sostitutiva a norma, in una prospettiva di miglioramento dell’efficienza e dell’affidabilità dei servizi interni, in linea anche con gli orientamenti provenienti dalla Comunità Europea. (Gianni De Vivo) Altre importanti considerazioni sono emerse sul tema delle strutture di governance più idonee per l'implementazione dell'Agenda Digitale. In particolare è stato evidenziato come i comuni medi e piccoli rischiano di rimanere fuori dall'Agenda Digitale, sia per mancanza di fondi che soprattutto di competenze specifiche. Questo fenomeno non solo rischia di escludere questi comuni dalla crescita e dallo sviluppo dell’Agenda ma anche rischia di compromettere la razionalizzazione degli interventi per l’e-Government indispensabili per realizzare una digitalizzazione della PA diffusa e interoperabile. Al fine di ridurre questo fenomeno appare essenziale favorire l’associazione dei medi e piccoli comuni in tema di Agenda Digitale, sul modello delle Alleanze Locali per l’Innovazione (ALI), organismi di cooperazione intercomunale finalizzati all'attuazione dell’e-government. Attraverso le ALI si permette ai comuni medi e piccoli di essere inseriti in modo organico in una filiera di governance coerente e multilivello che massimizzi gli effetti positivi e minimizzi le duplicazioni di azioni, le sovrapposizioni di iniziative e quindi gli sprechi di risorse. (Antonella Pizzaleo) Sempre in tema di governance molti interventi hanno chiaramente ribadito la necessità di una leadership forte in grado di portare avanti le istanze dei tanti innovatori che a vari livelli operano sull'Agenda Digitale, anche con riferimento all'esigenza di poter rappresentare un riferimento istituzionale diretto e autorevole. E' stata anche proposta la costituzione di una struttura tecnica di coordinamento delle attività che riporti direttamente al referente istituzionale e che operi secondo metodologie agili di gestione di progetti, pensate appositamente per la gestione di processi di innovazione e cambiamento dove non sono definiti a priori tutti i requisiti (Paolo Di Pietro).
  7. 7.   7   Track “Formazione – Competenze Digitali” La track "Formazione-Competenze Digitali" del primo Barcamp della Camera dei Deputati sugli indicatori dell’Agenda ha visto la partecipazione di esperti da diversi settori, dalla scuola al mondo delle imprese a quello dell’innovazione sociale, con contributi basati su esperienze concrete, evidenziando iniziative già in corso, così che il filo comune della track è stato il valore enorme, e non ancora sfruttato, del “fare rete” tra le iniziative dei diversi attori per poterle così mettere a sistema. Il dibattito è stato avviato con una premessa sull’importanza di utilizzare il meccanismo delle Norme Tecniche per consolidare il modello anche delle Competenze digitali di base, così come sta avvenendo con la UNI11506 per quanto riguarda la definizione dei mattoncini delle competenze per le figure professionali ICT (Domenico Squillace). Il tema del coinvolgimento e della partecipazione attiva dei cittadini è stato presente in molti interventi, soprattutto lì dove il focus era sulle competenze per la cittadinanza digitale. In questo si è focalizzata anche l’importanza “dell’agenda fatta dal basso”, dove sviluppo della cultura digitale e uso diffuso e consapevole della rete diventano ingredienti di una reale crescita civica. Le buone pratiche ci sono già e i cittadini si stanno già muovendo. Tra le altre, sono state evidenziate l’esperienza delle scuole aperte di Milano, e delle diverse associazioni come Cittadini Reattivi che si stanno muovendo interagendo con altre organizzazioni come In Movimento, Contiamoci, Rena. Da qui una proposta che valorizzi l’ICT non profit e un uso consapevole dei Social Media, sfruttando l’opportunità degli open data, e favorendo la creazione di una rete delle piattaforme civiche e degli innovatori sociali. (Rosy Battaglia) http://www.slideshare.net/RosyBattaglia/cultura-digitale-per-linnovazione-sociale Un altro fronte fondamentale è quello della Scuola. Qui si è approfondita un’esperienza di successo come quella del Centro Studi Impara Digitale. Il Centro si è sviluppato rapidamente a partire dalle esperienze delle scuole di Bergamo, adesso si sta diffondendo su tutta la Lombardia e i dati al 2014 sono di 4.500 docenti formati da ImparaDigitale e 12.000 docenti informati sul metodo. Per realizzare questo modello, replicabile, il focus principale è sulla formazione dei docenti, a partire dal focus sulla didattica, non sulla tecnologia, e sulla logistica, perché la disposizione delle aule è parte integrante dell’approccio. Anche per questo è stato formalizzato un accordo con ANCE per la ristrutturazione delle aule. Su questa linea è anche il Progetto Scuola Lombardia Digitale dell’USR Lombardia, primo progetto italiano sulla co-progettazione nel cloud di didattica per competenze nelle tecnologie. Il progetto prevede anche un accordo con gli editori per la realizzazione di eBook anche da parte dei docenti, con una interazione di 50 scuole nel cloud per i temi EXPO. Uno dei risultati del Progetto è la predisposizione di Linee Guida per la realizzazione degli eBook, che vengono proposte al Miur perché siano adottate a livello nazionale, data l’esigenza diffusa dei docenti (Dianora Bardi). http://www.slideshare.net/imparadigitale/2014-04-11-camera-barcamp-ict-in-education Si è approfondita l’analisi soprattutto intorno agli indicatori del pilastro sulle Competenze Digitali dell’Agenda Digitale, con dati che classificano l’Italia sempre nelle posizioni di retroguardia e che hanno molte cause di correlazione con i temi e la vastità del fenomeno dell’analfabetismo digitale (stimato al 70% della
  8. 8.   8   popolazione secondo i dati PIAAC - % di popolazione che raggiunge un livello di literacy inferiore al 3). Un fenomeno così ampio e profondo ha bisogno di un insieme coordinato di interventi a più livelli e con più attori, mettendo a sistema competenze ed esperienze già presenti. Nell’ambito del Programma Nazionale per la Cultura, la Formazione e le Competenze Digitali, di cui sono state presentate il 10 aprile le Linee Guida aprendole alla consultazione pubblica, sono state identificate cinque linee di intervento sul fronte delle competenze per la cittadinanza digitale: 1. Percorsi formativi all’interno delle Istituzioni Scolastiche; 2. Percorsi formativi all’interno del circuito educativo non formale; 3. Percorso della “strada” - Formazione di competenze digitali e informative sul territorio; 4. Percorsi di comunicazione – eventi, mass- media e alfabetizzazione di massa. 5. Percorso dell’inclusione digitale. Le linee guida saranno presentate in versione 1.0 al prossimo ForumPA. (Nello Iacono) http://www.slideshare.net/IaconoNello/proposta-camera Confrontarsi con gli indicatori è importante, ma è stato messo in evidenza come sia importante anche disporre di indicatori di qualità e non solo di quantità. L’indicatore di qualità racconta la soddisfazione, il vantaggio reale, e dunque la crescita personale e collettiva, ?no al benessere percepito. L’obiettivo di una cultura digitale diffusa impone di colmare il de?cit culturale attuale rapidamente, sapendo che le risorse sono comunque limitate. La televisione è ancor oggi la tecnologia più accessibile e non impone barriere generazionali. La diffusione di massa della cultura digitale può pertanto utilizzare l’approccio “Maestro Manzi” con uso della TV e sfruttando le risorse che già ci sono e con testimonial che possono al meglio interpretare il ruolo di divulgatori. Per questo è importante che nel Contratto di Servizio e le relative convenzioni con la Rai questo punto sia evidenziato e trattato come strategico (Gianluigi Cogo). http://www.slideshare.net/gigicogo/cogo-manzi-cercasi Il ruolo attivo delle comunità nella diffusione della cultura digitale è stato uno dei temi più trattati nella track. Un intervento specifico è quello proposto da Puglia SmartLab, un neonato Living Lab, che si pone come un luogo d’innovazione in cui cittadini, enti governativi ed aziende collaborano insieme per co-creare servizi derivanti da bisogni concreti presenti nel territorio. L’idea di base è di utilizzare in modo significativo lo strumento delle Cooperative di Comunità. Queste sono organizzazioni pubblico-private di cittadini che si uniscono nella gestione di una impresa per soddisfare i propri bisogni economici, sociali e culturali. Le macro-aree di intervento prioritarie identificate sono: Welfare locale; Servizi alla comunità; Sviluppo locale e miglioramento qualità della vita della Comunità. Queste cooperative possono essere così provider di servizi ad esempio sulla Banda Larga e allo stesso tempo per attività di alfabetizzazione digitale, “immergendo” l’alfabetizzazione digitale nel sistema dei servizi. Puglia SmartLab sta proponendo questo modello al comune di Melpignano (Valentino Moretto). http://www.slideshare.net/pugliasmartlab/bar-campcamera-2014 Altra proposta-esperienza è quella legata al recupero del Cinema Airone di Roma, dell’architetto Adalberto Libera, abbandonato. Diverse associazioni, tramite la piattaforma ROAM, (piattaforma di co-creazione, social network, crowdfunding) ne stanno tentando il recupero per riconquista di uno spazio di territorio che
  9. 9.   9   può essere utilizzato per generare progettualità abilitando anche ad un “uso corale della tecnologia” (grazie alla piattaforma ROAM) e lo sviluppo di contenuti coerenti con l’architettura dello spazio. Un esempio di proposta che lega organicamente spazi fisici e in rete (Roberto Zibetti). http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/33556660 http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/33556577 Un altro fronte fondamentale per le competenze digitali è quello legato al mondo del lavoro e dell’imprenditoria in generale. In questo senso si muove il progetto europeo eSkills for Jobs, promosso da Anitec. In particolare risulta strategica la promozione del change management legato allo sviluppo delle competenze digitali per i giovani e lo sviluppo di cultura imprenditoriale che sfrutti le opportunità del digitale. Questo si innesta in un contesto in cui il tema della cultura imprenditoriale è poco attrattivo in Europa, meno che in USA e molto meno che in Asia. È un punto da ribaltare, sapendo che è anche a causa di norme che ostacolano le vendite oltreoceano e della presenza di norme europee frastagliate. (Cristiano Radaelli). http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/33556044 Molto interesse e dibattito hanno suscitato le tematiche del digital divide di genere. Alcuni dati hanno permesso di condividere la dimensione del fenomeno: solo il 30% dei professionisti ICT è donna, solo 29 laureate su 1000 in corsi di studi in ICT e solo 4 su 1000 lavorano effettivamente nel comparto ICT. Nel settore ICT solo il 30% sono donne. È presente sia un problema di discriminazione (per quanto riguarda gli sviluppi di carriera) ma anche di attrattività delle discipline informatiche per le donne, e l’età anagrafica tra l’altro aumenta il ritardo di genere. Cosa fare? Le proposte di cui si è discusso puntano non tanto a far sì che molte donne si connettano in rete, ma che acquisiscano realmente competenze digitali. Non è importante che ci si connetta ma anche “come” ci si connette. Bisogna mettere in rete e a sistema tutte le occasioni ed eventi che già avvicinano le donne alle tecnologie, e non semplicemente al cinguettio della rete, attrarre le donne all’ICT tramite argomenti che possano interessarle, presentati da donne, ma anche creare le condizioni favorevoli, tramite servizi sul territorio, consentendo una maggiore capacità di worklife balance, con percorsi di alfabetizzazione non specialistici. (Emma Pietrafesa). http://www.slideshare.net/Wister_SGI/pillar-vi-donneretepietrafesawistersgi Sappiamo che è importante che le competenze digitali si sviluppino sin dall’età scolastica. In questa direzione va l’esperienza di CoderDojo, nata in Irlanda. CoderDojo è la rete internazionale di volontari che offrono laboratori gratuiti di informatica per bambini e ragazzi. L'ambiente ludico, aperto e collaborativo, promuove l'uso di software open source per raggiungere la competenza a programmare, e favorisce la consapevolezza verso l'uso responsabile delle tecnologie. Vengono coinvolti bambini e ragazzi (da 5 a 18 anni), con il modello ispirato ai principi delle 4P del Creative Learning elaborati dal MIT Media Lab (Projects, Peers, Play, Passion). L’obiettivo è far acquisire, un uso competente e consapevole delle tecnologie, per una comprensione “da dentro”. Il metodo si attua con la creazione di laboratori gratuiti con mentor (spesso insegnanti volontari) che affiancano, stimolano i ragazzi. La filosofia è: osservare, copiare, remixare, condividere una buona idea. Dal 2013 nel centro CoderDojo di Roma sono stati creati circa 100 laboratori e coinvolti circa 3000 bambini. La proposta presentata è che il Parlamento italiano inviti CoderDojo Italia a
  10. 10.   10   svolgere una sessione completa nell'Aula di Montecitorio, aperta ad almeno 50 bambini da tutto il Paese (Agnese Addone). http://www.slideshare.net/agaddone/coderdojobarcampcamera11042014 Un modello, questo, che non è valido solo per i bambini, e in cui la figura del mentor-facilitatore è generalizzabile anche a iniziative sul territorio e rivolte agli adulti, una figura che diventa sempre più fondamentale per lo sviluppo della nostra società e che sempre meno può essere pensata come figura accessoria e gravitante nel mondo del volontariato e della gratuità. Non solo per le comunità ma anche per le imprese (soprattutto microimprese e PMI) questo modello può essere attuato in modo molto efficace. Infatti, per queste ultime, si è rilevato come possa essere fondamentale, per sviluppare un’adeguata “adattabilità digitale” seguire il percorso della social collaboration in rete. Questo approccio è, infatti, molto pervasivo e efficace in aziende di dimensioni ridotte. L’esperienza dell’Italian Institute for the Future è proprio quella di focalizzare la formazione del management delle PMI e in generale dei lavoratori, proprio sulla social collaboration (Vincenzo Luise). http://www.slideshare.net/vincenzoluise54/barcamp-vincenzo-luise Altra proposta-esperienza in ambito di sviluppo e diffusione di cultura digitale è quella presentata da Urban Experience, nel contesto del programma europeo Erasmus+, interazioni dal basso con il modello del Performing Media labs, in cui ci focalizza sul modo in cui vengono utilizzate le tecnologie. L’approccio si sviluppa attraverso la narrazione delle storie nella geografia, valorizzando il digital storytelling dove il cittadino è protagonista, soprattutto nelle iniziative di rigenerazione urbana, anche con Walk Show (passeggiate radio e web assistite). La proposta è quella dell’applicazione del modello dell’apprendimento “dappertutto” e della disseminazione, della palestra dell’innovazione, in cui il brainstorming avviene sul territorio e supportato da forme di visual thinking (Carlo Infante, Saverio Massaro, Justyna Kaminska). http://prezi.com/myiluaj49tya/performing-media-labs-al-barcamp-camera-deputati/  

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